Lezione 10: Reti sociali

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Slide del corso sul Web 2.0 tenuto all'Università di Milano Bicocca da R.Polillo - Edizione ottobre 2009. …

Slide del corso sul Web 2.0 tenuto all'Università di Milano Bicocca da R.Polillo - Edizione ottobre 2009.
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  • 1. RETI SOCIALI Roberto Polillo, www.rpolillo.it Università degli Studi di Milano Bicocca Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione Corso Web 2.0 AA 2009-2010
  • 2. Temi
    • Generalità sulle reti sociali
    • Comunità virtuali
    • I siti di social networking
    • Digital self
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 3.
    • Generalità sulle reti sociali
  • 4. Reti sociali
    • Una rete sociale è un gruppo di persone fra loro connesse da legami sociali (conoscenza, lavoro, famiglia, …)
    • Nella teoria delle reti sociali ( social network theory ) la società è studiata come rete di relazioni. Il presupposto è che ogni individuo si relaziona con gli altri e questa interazione ne plasma e modifica il comportamento.
    • Le reti sociali possono essere studiate matematicamente con gli strumenti della teoria dei grafi
    • http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_sociale
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 5. il meglio connesso (3) Qual è il meno connesso ? R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 6. Tratto da: http://www.fmsasg.com/SocialNetworkAnalysis/ Esempio R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 7. Reti sociali e leggi di potenza
    • Anche in una rete sociale gli hub sono tipicamente distribuiti secondo una legge di potenza, e non secondo una distribuzione a campana:
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 8. Esempio: la rete del web La immagine mostra una porzione di Internet costituita da 535.000 nodi e più di 600.000 links WALRUS Visualization tool, 2001 http://www.caida.org/tools/visualization/walrus/
  • 9. Tipi di legami in una rete sociale
    • Nel suo libro seminale The Strenght of the Weak Ties (1973) Il sociologo Mark Granovetter distingue tre tipi di legami:
      • Forti (es. famigliari, amici, incontri frequenti)
      • Deboli (es. conoscenti, incontri occasionali)
      • Assenti (es. negozianti)
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 10. La forza dei legami deboli
    • In una rete sociale, sono i legami deboli e non quelli forti che permettono il maggior interscambio di informazioni utili (es.per trovare un nuovo lavoro).
    • Infatti, le persone con legami forti tendono a frequentare gli stessi ambienti, e pertanto a possedere le stesse informazioni
    • Senza i legami deboli, una comunità sarebbe frammentata in tanti gruppi isolati
    • http://en.wikipedia.org/wiki/Weak_tie
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 11. Capitale sociale
    • Capitale sociale : “La somma delle risorse (attuali o virtuali) che un individuo (o un gruppo) possiede per il fatto di avere una rete duratura di relazioni più o meno istituzionalizzate di mutua conoscenza e riconoscimento”
    • Il capitale sociale deriva:
      • sia da legami deboli con individui che possono fornire utili informazioni o nuove prospettive ma non supporto emotivo (“bridging social capital”)
      • sia da legami forti, a carattere emotivo: famiglia, amici intimi (“bonding social capital”)
    • “ Weak ties provide people with access to information and resources beyond those available in their own social circle; but strong ties have greater motivation to be of assistance and are typically more easily available.” (M. Granovetter)
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 12. Il numero di Dunbar
    • Quanto è grande una “tipica” rete sociale?
    • Dunbar , da un’analisi delle reti sociali nei primati, ipotizza che ci possano essere dei vincoli di tipo cognitivo alla dimensione di una rete sociale:
    • “… the limit imposed by neocortical processing capacity is simply on the number of individuals with whom a stable inter-personal relationship can be maintained."
    • … e stima che la dimensione tipica di una rete sociale umana sia di circa 150 individui
    • http://en.wikipedia.org/wiki/Dunbar's_number#cite_note-1
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 13. Un esperimento
    • Analisi degli auguri di Natale inviati da una popolazione di 43 famiglie (dati raccolti tramite questionari):
    http://www.liv.ac.uk/evolpsyc/Hill_Dunbar_networks.pdf R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 14. Gradi di separazione I miei amici (1° grado) gli amici dei miei amici (2° grado) gli amici degli amici dei miei amici (3°grado) A D A e D si possono conoscere attraverso 2 persone (B e C) che possono metterli in contatto (si dice che hanno 3 gradi di separazione ) B C R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 15. I 6 gradi di separazione
    • Un esperimento dello psicologo Stanley Milgram (1967) mostrò che ogni abitante degli Stati Uniti aveva, in media, circa 3 gradi di separazione da ogni altro abitante del paese
    • Esperimenti recenti (attraverso mail) suggeriscono che i gradi di separazione fra gli abitanti del pianeta siano, in media, fra 6 e 7
    • Il concetto dei 6 gradi di separazione è diventato, dai primi anni ‘90, popolare sui media; da esso è nato la prima social network su internet, www.sixdegrees.com (1997)
    • http://en.wikipedia.org/wiki/Six_degrees_of_separation
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 16. Le reti piccolo mondo
    • Nella teoria dei grafi, una rete piccolo mondo ( small world network ) è un grafo in cui da ogni nodo si può raggiungere ogni altro nodo attraverso un piccolo numero di rami
    • http://en.wikipedia.org/wiki/Small-world_network
    • Un libro importante: Albert-Laszlo Barabasi, Link – La scienza delle reti, Einaudi
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 17.
    • Comunità virtuali
  • 18. Comunità virtuali
    • Una comunità virtuale è un gruppo di persone che interagiscono mediante mezzi di comunicazione come newsletter, telefono, email o instant messages, piuttosto che di persona (face-to-face), per fini sociali, professionali, di apprendimento o altro.
    • Il termine è attribuito a Howard Rheingold, nel suo libro omonimo del 1993
    • Se il mezzo di comunicazione utilizzato è una rete di computer, si usa il termine comunità online
    • http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_community
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 19. L’inizio: i Newsgroup di Usenet
    • Usenet ( use r+ net work) è (era) un sistema distribuito di discussione su internet, concepita da studenti della Duke University nel 1979
    • Gli utenti di usenet leggono e scrivono messaggi (chiamati articles o post ), organizzati in categorie chiamate newsgroup , a loro volta organizzate in diversi soggetti in modo gerarchico (es. sci.math, sci.physics). Ogni articolo iniziale su un certo argomento genera un thread di discussione
    • Si utilizza un programma chiamato newsreader
    • Esistono decine di migliaia di newsgroups, su qualsiasi argomento
    • Gran parte della cultura di internet è nata con usenet
    • http://en.wikipedia.org/wiki/Usenet
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 20. Usenet: architettura
    • Usenet è una sorta di ibrido fra la mail e i web forum di oggi, di cui è un precursore
    • a differenza di un forum, una rete usenet non ha un server centrale: è distribuita fra un grande (e variabile) insieme di server, che si scambiano i messaggi fra di loro (protocollo nntp, pensato per connessioni lente)
    Didascalia in http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Usenet_servers_and_clients.svg I server si trasmettevano i post di interesse in batch (modalità push) Ogni server mantiene solo un numero limitato di newsgroups R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 21. Google Groups
    • Google Groups è un servizio gratuito che permette agli utenti di creare e gestire gruppi di discussione, attraverso un browser web
    • Nel 2001 Google ha acquisito Deja News, che forniva accesso a un grande archivio storico di articoli di newsgroups. Oggi Google Groups contiene l'archivio più completo al mondo di post Usenet creati a partire dal 1981.
    • Con Google Groups non occorre più disporre di un newsreader ed è possibile effettuare ricerche in questo archivio come sul web. Inoltre, si possono postare commenti in un newsgroup Usenet esistente
    • http://en.wikipedia.org/wiki/Google_Groups
    • http://groups.google.com/support/?hl=it
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 22. Electronic mailing lists
    • Sistemi per gestire la distribuzione di e-mail a una lista di utenti
    • Gli iscritti inviano le mail a un indirizzo ( reflector mail address ) facente capo al programma gestore della mailing list ( list server ), che le archivia e le rimbalza a tutti gli iscritti
    • Gli utenti possono iscriversi alla mailing list (o uscirne) dinamicamente, mediante appositi comandi inviati al list server
    • Il list server riconosce e elabora comandi inseriti nel testo delle mail
    • Possibilità di filtro effettuato da un moderatore
    • Esempi di uso:
      • Newsletter (solo alcuni utenti possono postare messaggi)
      • Discussion list (tutti gli iscritti possono postare messaggi)
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 23. Electronic mailing lists: architettura List server Server centrale
    • Messaggi dai/ai subscribers
    • Comandi al gestore della mailing list: - subscribe - unsubscribe
    • - ecc.
    Iscritti alla mailing list moderatore R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 24. Electronic mailing list: esempi
    • LISTSERV Il primo, creato da Eric Thomas, studente a Parigi, nel 1986. Inizialmente gratuito, ora no
    • MAJORDOMO Molto diffuso dall’inizio degli anni ’90. Semi-gratuito http://www.greatcircle.com/majordomo/
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 25. R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009) Tipo di comuni-cazione Gli utenti possono… Come gli utenti vedono i messaggi Tipo di client Mailing list asincrona Inviare mail alla lista / rispondere; iscriversi / de-iscriversi I msg vengono inviati ai membri per mail Mail client Newsgroup asincrona Postare nuova discussione o rispondere a una discussione aperta I membri devono guardare se esistono nuovi messaggi Newsreader (spesso integrato in client mail) Forum asincrona Postare nuova discussione o rispondere con / senza moderatore) I membri devono guardare se esistono nuovi messaggi (a volte possibilità di notifica via mail o feed) Browser Blog asincrona Owner o altri utenti autorizzati possono postare nuovi articoli, tutti gli altri solo commentare I membri devono guardare se esistono nuovi messaggi (ma possibilità di notifica via feed) Browser Wiki asincrona Modificare tutto (ma varie possibilità di protezione e ripristino) I membri devono guardare se esistono modifiche (ma spesso possibilità di notifica via mail) Browser Chat rooms/ Instant messaging sincrona Inviare un messaggio (1-a-1 o 1-a-molti) Vengo avvertito di un nuovo msg Client IM (a volte integrato in browser)
  • 26.
    • I siti di social networking
  • 27. Social Networking
    • Video: Social Networking in plain English: http://it.youtube.com/watch?v=6a_KF7TYKVc&feature=user
    • (da Commoncraft, http://it.youtube.com/user/leelefever )
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 28. Social Network Sites (SNS)
    • Sono servizi basati su web che permettono a degli individui di:
    • creare un proprio profilo pubblico o semi-pubblico all’interno di un sistema delimitato
    • formare una lista di altri utenti con cui condividono un legame (La natura e la terminologia usata questi legami varia da sito a sito)
    • vedere e navigare la propria lista di legami e quelle di altri all’interno del sistema..
    • Vedi Boyd, Ellison, Social Network Sites: Definition, History, and Scholarship (2007), http://jcmc.indiana.edu/vol13/issue1/boyd.ellison.html
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 29. Comunità di persone e di interesse
    • “ La nascita degli SNS indica un cambiamento nella organizzazione delle comunità online.
    • Le comunità online iniziali (come Usenet e i forum di discussione) erano strutturati per argomenti o per gerarchie di argomenti, gli SNS, invece, sono strutturati come reti personali (o “egocentriche”), con l’individuo al centro della propria comunità.”
    • (Boyd & Ellison, http://jcmc.indiana.edu/vol13/issue1/boyd.ellison.htm )
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 30. SNS timeline Sixdegrees LiveJournal Friendster Linkedin, MySpace Orkut, Flickr, Facebook YouTube, Ning Twitter … e molti altri, vedi http://jcmc.indiana.edu/vol13/issue1/boyd.ellison.htm R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 31. SNS: dimensione e crescita http://www.comscore.com/press/release.asp?press=2396 R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 32. SNS: dimensione e crescita per regione http://www.comscore.com/press/release.asp?press=2396 R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 33. http://imgs.xkcd.com/comics/online_communities_small.png (aprile 2007) R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009) 170 ml (?) (grosso modo la popolazione del Brasile) http://www.mychurch.org/blog/3201/myspace-viral-growth-numbers
  • 34. Tratto da: http://www.comscore.com/blog/2007/10/consumer_trends_in_social_netw.html vedere anche http://royal.pingdom.com/2008/08/12/social-network-popularity-around-the-world/ Online social networks per regione R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 35. Social network prevalenti per regione ORKUT ORKUT FACEBOOK FACEBOOK FACEBOOK QQ V KONTAKTE HI5 HI5 MAKTOOB QQ: 300 Ml FACEBOOK: 200 ml Fonte: http://www.vincos.it/world-map-of-social-networks/ (giugno 2009)
  • 36. Social network prevalenti (traffico) Dati da Alexa, noiv 2008 : http://www.oxyweb.co.uk/blog/socialnetworkmapoftheworld.php
  • 37. Social network prevalenti per regione Fonte: http://www.vincos.it/world-map-of-social-networks/ (giugno 2009)
  • 38. SNS: caratteristiche tipiche
    • Profilo
      • Una specie di home page personale (o di gruppo) con testi, immagini, video, commenti da altri membri, e la lista dei propri amici
      • La pagina può essere più o meno strutturata liberamente (es MySpace dà molta libertà)
    • “ Friends”
      • I membri possono crearsi una rete di “friends” (la terminologia varia; in linkedin: connections), invitando persone (anche non membri) a farne parte. Se la proposta è accettata, la relazione è indicata nei due profili
      • Si può navigare nelle reti dei propri friend, con accesso ai diversi profili (limitazioni variabili da sito a sito)
    • Messaggi e commenti
      • I friends possono inviarsi messagi (pubblici o privati) o inserire commenti nella pagina personale (terminologia e modalità variano; es.The Wall in Facebook, raccomandazioni in linkedin)
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 39. Che cos’è un “friend”? Leggere questa interessante discussione: D.Boyd, Friends, Friendsters, and Top 8: Writing community into being on social network sites, 2006 (sul concetto di friends) http://www.firstmonday.org/issues/issue11_12/boyd/index.html “ Part of what makes the negotiation of Friendship on social network sites tricky is that it’s deeply connected to participant’s offline social life. Their choice of Friends online is not a set of arbitrary personal decisions; each choice has the potential to complicate relationships with friends, colleagues, schoolmates, and lovers. Social network sites are not digital spaces disconnected from other social venues — it is a modeling of one aspect of participants’ social worlds and that model is evaluated in other social contexts.” R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 40. Profili fittizi: “fakesters”
    • Personaggi famosi (es. Anjelina Jolie)
    • Personaggi della fiction (es. Rossella O’Hara)
    • Prodotti (es. Peter Stuyvesant)
    • Organizzazioni (es. Stanford University)
    • Personaggi simbolo (es. Satan)
    • Personaggi inventati
    • … che vengono inseriti per motivi diversi nei networks of friends (scherzo, fan club, …)
    • … ma falsificano le reti di relazioni (due persone connesse da un fakester non hanno amici comuni)
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 41. SNS: le dimensioni della privacy Specifiche info a specifici gruppi Tutte le info a specifici gruppi Specifiche info a tutti Tutte le info a tutti R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009) PUBBLICO DESTINATARIO particolare generale VISIBILITA’ DELLE INFO PERSONALI limitata illimitata
  • 42. Politiche per la privacy
    • I vari SNS permettono politiche diverse, es.:
    • Linkedin
      • posso vedere i profili e le connections all’interno del mio network (3 gradi); posso decidere che cosa far vedere
      • posso inviare mail dirette alle mie connections (1 grado), per gli altri devo chiedere una introduzione
      • Gli esterni al mio network vedono un profilo sommario, senza nome
    • Facebook
      • Posso decidere quali parti del mio profilo sono visibili e a chi. Possibilità: only friends; my network and friends; friends of friends; customize (a… oppure tranne…)
      • My network: istituzioni, scuole, geografia
      • Idem per le contact info (la email può essere nascosta a tutti)
    • Ma l’aspetto importante è quali politiche scelgono gli utenti
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 43. SNS: tipologie
    • Reti generaliste Connettono persone di ogni tipo Es.: MySpace, Facebook
    • Reti d’interesse Connettono persone con un interesse comune Es.: Flickr (foto), YouTube (video), Delicious (bookmarks), LinkedIn (business connections), …
    • Reti di scopo Connettono persone per uno scopo d’azione specifico Es.: MoveOn (azione politica), MeetUp (organizzazione di gruppi locali), …
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 44. Reti di interesse: esempi
    • Fire engineers http://community.fireengineering.com/groups?page=7
    • Occult community ( http://paganspace.ning.com/profiles/members/ )
    • Navy for moms ( http://navyformoms.ning.com/ )
    • (le reti di cui sopra sono realizzate con ning)
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 45. www.linkedin.com
    • SNS per il networking professionale, attivo dal 2003, freemium
    • Permette di contattare persone attraverso conoscenze comuni, che possono anche scrivere recommendations (recruiting, contatti di tipo commerciale, business networking in generale)
    • "If it's social, we'll leave that to Facebook. But if it's about money, then it's LinkedIn." (K.Guericke , cofondatore di Linkedin)
    • A nov 2009, > 50 ml utenti registrati in “over 200 countries and territories around the world” ( http://press.linkedin.com/about )
    • http ://en.wikipedia.org/wiki/LinkedIn
    • http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/scienza_e_tecnologia/web-2-punto-zero/web-2-punto-zero/web-2-punto-zero.html
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 46. Linkedin: i gradi di separazione Mario Rossi Luigi Bianchi Luigi’s connections Luigi gradi di separazione R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 47. www.myspace.com
    • Fondato nel 2003, sull’onda del successo di Friendster, grande successo fra i giovani
    • Nel luglio 2005 acquisito dalla News Corporation (Rupert Murdoch)
    • Da inizio 2006 numerose versioni locali
    • Crescita “logistica”, a metà 2006 raggiuge i 100 ml di iscritti http://www.mychurch.org/blog/3201/myspace-viral-growth-numbers
    • Membership gratuita, i ricavi provengono solo dalla pubblicità
    • Nel novembre 2009 alexa.com lo considera 11° sito più popolare al mondo (era il 7° un anno prima): http://www.alexa.com/site/ds/top_sites
    • http://en.wikipedia.org/wiki/MySpace
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 48. www.facebook.com
    • Creato nel febbraio 2004 da Mark Zuckenberg, studente diciannovenne presso l’Università di Harvard, come rete sociale per gli studenti universitari
    • Il nome si riferisce agli annuari con le foto di tutti gli studenti ( facebooks ) che alcune scuole statunitensi pubblicano all'inizio dell'anno scolastico
    • Dal settembre 2006 è utilizzabile da chiunque (con più di 13 anni)
    • Secondo Alexa.com, a novembre 2009 è il 2° sito più visitato al mondo (dopo Google, era il 5° un anno prima) http ://www.alexa.com/site/ds/top_sites
    • Gratuito, con ricavi da pubblicità
    • Indipendente, non quotato, ricavi 2008: 500 Ml USD (?)
    • http://en.wikipedia.org/wiki/Facebook
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 49. http://www.alexa.com/ (10 nov 2009) R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 50. www.ning.com
    • Fondato nel 2004 da Marc Andreessen e Gina Bianchini
    • Permette a chiunque di creare facilmente, in modo interattivo, un SNS secondo le proprie esigenze, pubblico o privato
    • Il servizio (che comprende l’hosting del sito) è gratuito, se si accetta la presenza di pubblicità; altrimenti a pagamento
    • A ottobre 2008 ha raggiunto 500.000 social networks! (fonte: http://blog.ning.com/2008/10/500000-social-networks-on-ning.html )
    • http://en.wikipedia.org/wiki/Ning_(website )
    • http://intruders.tv/en-tech/?s=gina+bianchini
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 51. Ning - caratteristiche
    • Membri, profili, gruppi
    • Blogs, forum
    • Mail, chat
    • Eventi
    • Upload di foto e video
    • Tags e ricerche
    • Feed RSS
    • Accesso privato o pubblico
    • Esempio: la social network di questo corso
    • http://sncorsow2009.ning.com
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 52. Altri servizi per costruire propri social network
    • www.socialgo.com
      • Diretto concorrente di ning
      • Esempio: www.labint2009.socialgo.com
    • www.grou.ps
      • Altro concorrente di ning
    • www.stribe.com
      • In fase di avviamento, permette di “impiantare” una social network su un proprio sito
    • www.peopleaggregator.net
      • Tecnologia per costruire sn (Marc Canter)
  • 53. www.mashable.com
    • “ The social media guide”: il blog più seguito sugli SNS
    • Fondato in Scozia nel 2005
    • Ha una sua propria social network
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 54.
    • Digital self
  • 55. SNS: perché hanno successo?
    • Costruzione e manutenzione del capitale sociale
    • Gestione della propria identità sociale (“impression management”)
    • Formazione di una identità sociale (per i più giovani)
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 56. SNS e capitale sociale
    • Risultati di una ricerca sull’uso di Facebook fra gli studenti (undergraduate) della Università del Michigan (2007):
    • “ Our findings demonstrate a robust connection between Facebook usage and indicators of social capital, especially of the bridging type (cioè legami deboli)”
    • “ SNSs may play a role different from that described in early literature on virtual communities. Online interactions do not necessarily remove people from their offline world but may indeed be used to support relationships and keep people in contact, even when life changes move them away from each other.”
    • http://jcmc.indiana.edu/vol12/issue4/ellison.html
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 57. (segue)
    • “ Facebook is used to to keep in touch with old friends and to maintain or intensify relationships characterized by some form of offline connection such as dormitory proximity or a shared class”
    • “ It might make it easier to convert latent ties into weak ties , in that the site provides personal information about others, makes visible one's connections to a wide range of individuals, and enables students to identify those who might be useful in some capacity (such as the math major in a required calculus class), thus providing the motivation to activate a latent tie”
    • “ It appears to be much less useful for maintaining or creating bonding social capital: it can lower barriers to participation and therefore may encourage the formation of weak ties but not necessarily create the close kinds of relationships that are associated with bonding social capital”
    • “ It helps maintain relations as people move from one offline community to another. It may facilitate the same when students graduate from college, with alumni keeping their school email address and using Facebook to stay in touch with the college community”.
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 58. Profili come conversazioni
    • “ The Friendster Profile, complete with descriptive data, photographs, articulated friendship links, and testimonials, simultaneously constitutes a digital body, a social creation, an initiator of conversation, and a medium for ongoing conversation in multiple modalities.”
    • Boyd, Heer, Profiles as Conversation: Networked Identity Performance on Friendster , in http://www.danah.org/papers/HICSS2006.pdf
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 59. Impression management
    • Nella psicologia sociale, l'impression management è il processo attraverso il quale gli individui tentano di controllare la loro impressione sugli altri
    • Nel suo libro seminale The presentation of self in everyday life (1959), il sociologo Erwin Goffman (1922-1982) usa la metafora della performance teatrale ( http://en.wikipedia.org/wiki/Erving_Goffman )
    • “ All the world's a stage, And all the men and women merely players: They have their exits and their entrances; And one man in his time plays many parts, His acts being seven ages. […]”
    • W.Shakespeare, As you like it (1600) (Il seguito in http://www.phrases.org.uk/meanings/28900.html )
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 60. The presentation of self as a theatrical performance
    • “ The perspective employed in this report is that of the theatrical performance ; the principles derived are dramaturgical ones. I shall consider the way in which the individual in ordinary work situations presents himself and his activity to others, the ways in which he guides and controls the impression they form of him, and the kinds of things he may and may not do while sustaining his performance before them.
    • In using this model I will attempt not to make light of its obvious inadequacies. The stage presents things that are make-believe; presumably life presents things that are real and sometimes not well rehearsed. More important, perhaps, on the stage one player presents himself in the guise of a character to characters projected by other players; the audience constitutes a third party to the interaction - one that is essential and yet, if the stage performance were real, one that would not be there. In real life, the three parties are compressed into two; the part one individual plays is tailored to the parts played by the others present, and yet these others also constitute the audience . Still other inadequacies in this model will be considered later. “
    • dalla prefazione ddel libro di Erwin Goffman http://www.mdx.ac.uk/WWW/STUDY/xgof.htm#Presentation
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  • 61. Identity production
    • D.Boyd, "Identity Production in a Networked Culture: Why Youth Heart MySpace"
    • http://www.firstmonday.org/issues/issue11_12/boyd/index.html
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  • 62. Digital vs real self ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ Real self Real others ☺ ☺ ☺ ☺ Digital world Real world Digital self Digital others R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 63. Digital self: alcuni problemi
    • Audience sconosciuta Nella vita reale, vediamo il nostro interlocutore e il contesto dell’incontro; queste informazioni ci aiutano a presentarci nel modo più appropriato. In un SNS non sappiamo chi ci potrà vedere in futuro, ed il contesto.
    • Fusione di contesti separati
    • Nella vita reale, manteniamo separati aspetti diversi del nostro“self” collocandoli in contesti fisicamente separati. (es. l’ufficio, il bar, la casa). In un SNS questo è molto difficile: come fare? Possiamo creare il nostro profilo in modo che sia generalmente accettabile, ma la rete dei nostri amici “dice di noi” in modo non controllabile.
    • Per un’analisi molto interessante dei profili di Friendster, vedi http://www.danah.org/papers/HICSS2006.pdf
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 64. Digital self: uno o molti? “ Real self” Un “profilo personale” per ogni applicazione …. ☺ R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009) ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ … oppure un “digital self” unico, utilizzato da tutte le applicazioni
  • 65. Personal profiles autonomi: primi esempi
    • La metafora dell’avatar: www.mego.com (beta)
    • La metafora del biglietto da visita: www.retaggr.com (beta)
    • Permettono di creare un proprio profilo personale autonomo, integrabile con le principali applicazioni esistenti
    • Ma si aggiungono ai profili esistenti, non li sostituiscono…
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  • 66. www.mego.com
    • mEgo permette di creare un proprio profilo personale multimediale, portabile
    • Esempi in www.mego.com
    • Review in: http://mashable.com/2008/06/12/mego/
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  • 67. www.retaggr.com
    • “ Your business card 2.0 - a portable interactive mini website - that unifies your online presence. ”
    • “ Contains links to ALL your profiles that you've already spent time setting up - LinkedIn, Facebook, Myspace, etc. “
    • “ Includes great widgets that display your content directly in the card: photos, live video, your comments on other sites and more.”
    • Appare cliccando sul proprio nome; si possono “taggare” anche aree di immagini
    • Esempio in http://www.retaggr.com/Home/Demo
    • Review in: http://mashable.com/2008/06/10/retagg/
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  • 68. Esempio Nbvcnbvc vnbvbnv Roberto cxvcxvcxv cxcvx R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 69. Spunti di riflessione
    • The social self http://www.slideshare.net/jtneill/lecture2-social-self-2
    • The widgetized self in the blogosphere http://www.slideshare.net/silvertje/the-widgetized-self-in-the-blogosphere
    • Autocartography: mapping the self http://www.slideshare.net/rsmyth/autocartography-mapping-the-self
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  • 70. In sintesi…
    • SNS sono un fenomeno di massa, che ha raggiunto dimensioni globali e che coinvolge comunità molto varie per tipologia, scopi, dimensioni, che si appoggiano a centinaia (migliaia?) di siti diversi
    • L’analisi e la comprensione di questi fenomeni richiedono i metodi dell’antropologia, della sociologia, della psicologia sociale
    • Il loro studio è agli inizi, e presenta notevoli difficoltà (novità , dimensione e complessità intrinseca dei fenomeni, loro costante e rapida trasformazione difficoltà di raccolta dati)
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  • 71. Spazi pubblici mediati dalla tecnologia: caratteristiche (secondo Danah Boyd)
      • Persistenza
      • Ricercabilità
      • Replicabilità
      • Pubblico invisibile
    • http://www.danah.org/papers/WhyYouthHeart.pdf
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  • 72. Spazi pubblici mediati dalla tecnologia: caratteristiche (secondo Danah Boyd)
    • 1 Persistence: Unlike the ephemeral quality of speech in unmediated publics networked communications are recorded for posterity. This enables asynchronous communication but it also extends the period of existence of any speech act.
    • 2 Searchability: Because expressions are recorded and identity is established through text, search and discovery tools help people find like minds. While people cannot currently acquire the geographical coordinates of any person in unmediated spaces, finding one’s digital body online is just a matter of keystrokes.
    • 3 Replicability: Hearsay can be deflected as misinterpretation, but networked public expressions can be copied from one place to another verbatim such that there is no way to distinguish the “original” from the “copy.”
    • 4 Invisible audiences: While we can visually detect most people who can overhear our speech in unmediated spaces, it is virtually impossible to ascertain all those who might run across our expressions in networked publics. This is further complicated by the other three properties, since our expression may be heard at a different time and place from when and where we originally spoke
    • http://www.danah.org/papers/WhyYouthHeart.pdf
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  • 73.
      • “ As we sit here and think about the spells that we're casting, let's not forget that some spells are made accidentally and some magic has unintended consequences. Technology is soaking into the woodwork of society. But we, as technologists, have a responsibility to keep people in mind at all times. Their practices inform us but our unintended consequences affect them. It is ubiquitous, but ubiquitous is not always positive. As you build technologies that allow the magic of everyday people to manifest, i ask you to consider the good, the bad, and the ugly.”
      • Danah Boyd
      • D.Boyd, "Incantations for Muggles: The Role of Ubiquitous Web 2.0 Technologies in Everyday Life “ , http://www.danah.org/papers/Etech2007.html
    R.Polillo – Corso Web 2.0 (nov 2009)
  • 74. Altri articoli di Danah Boyd
    • D.Boyd, Viewing American class divisions through Facebook and MySpace, 2007 http://www.danah.org/papers/essays/ClassDivisions.html
    • D.Boyd, Why Youth (Heart) Social Network Sites: The Role of Networked Publics in Teenage Social Life, 2007 (non il migliore) http://www.danah.org/papers/WhyYouthHeart.pdf
    • D.Boyd, "Identity Production in a Networked Culture: Why Youth Heart MySpace“, 2006 (appunti da uno speech, rozzo ma essenziale) http://www.danah.org/papers/talks/AAAS2006.html
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  • 75. Reti sociali LAVORO INDIVIDUALE
    • Guardare il video: Social Networking in plain English: http://it.youtube.com/watch?v=6a_KF7TYKVc&feature=user
    • Sperimentare Google Groups
    • Creare un proprio profilo su myspace, facebook e un terzo social network a scelta (diverso da quello del corso!)
    • Leggere l’articolo di Dana Boyd: http://www.danah.org/papers/WhyYouthHeart.pdf
    • Esplorare qualche social network gestita da www.ning.com e individuare tre social network interessanti su un argomento di proprio interesse
    • Sperimentare uno strumento per la costruzione di un proprio profilo personale centralizzato (mego, retaggr o altri)
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  • 76.
    • Il presente materiale è pubblicato con licenza Creative Commons “Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo - 2.5 Italia” http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/ .
    • Credits
    • Diverse lezioni di questo corso sono una rielaborazione delle slides del Corso sul Web 2.0 tenuto da Carlo Vaccari alla Università di Camerino nel dicembre 2007, disponibili con identica licenza Creative Commons dal blog del corso in http://camerino20.wordpress.com/ .
    • Molto altro materiale è stato trovato in rete. Ho cercato di indicarne sempre la fonte; segnalatemi eventuali dimenticanze, sarò lieto di correggerle appena possibile.
    R.Polillo - Corso Web 2.0 (ott 2009)