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Corso Web 2.0: Creazione collettiva
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Corso Web 2.0: Creazione collettiva

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Lezione 12 del corso sul Web 2.0 tenuto all'Università di Milano Bicocca. …

Lezione 12 del corso sul Web 2.0 tenuto all'Università di Milano Bicocca.
Il corso intero si trova anche in www.corsoweb20polillo.blogspot.com

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  • Transcript

    • 1. Università degli Studi di Milano Bicocca Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione <ul><li>Lezione 12 CREAZIONE COLLETTIVA Corso Web 2.0 2 Roberto Polillo </li></ul><ul><li>[email_address] www.rpolillo.it </li></ul>
    • 2. Temi <ul><li>I wiki e la creazione collettiva </li></ul><ul><li>Wikipedia </li></ul><ul><li>Linux e lo sviluppo collettivo di software </li></ul><ul><li>La filosofia “open” </li></ul><ul><li>Copyright e copyleft; creative commons </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 3. I wiki <ul><li>Sono lo strumento più semplice per scrivere testi cooperativi bottom-up sul web </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 4. Wiki <ul><li>Video: Wiki in plain English (3’52”): http://it.youtube.com/watch?v=-dnL00TdmLY </li></ul><ul><li>(da Commoncraft, http://it.youtube.com/user/leelefever ) </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 5. email vs wiki collaboration Tratto da http://www.socialenterprise.it/index.php/2008/05/03/un-business-case-per-gli-enterprise-wiki-la-riduzione-delle-e-mail/ R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 6. Wiki <ul><li>Un wiki è un ambiente web di condivisione e gestione di documenti dove gli utilizzatori, attraverso un browser e in un linguaggio molto semplice, possono visualizzare e aggiungere contenuti, ma anche modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori </li></ul><ul><li>La modifica dei contenuti è aperta e libera, ma viene registrata in una cronologia permettendo in caso di necessità di riportare la parte interessata alla versione precedente </li></ul><ul><li>Lo scopo è quello di supportare progetti collaborativi di creazione e condivisione della conoscenza (es.: Wikipedia) </li></ul><ul><li>Wiki wiki in lingua hawaiana che significa “rapido” oppure “molto veloce”; infatti, caratteristica distintiva della tecnologia wiki è la facilità con cui le pagine possono essere create e aggiornate </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 7. Motori wiki <ul><li>Con il termine wiki si indica di solito sia l’ambiente di gestione del sito che il sito realizzato </li></ul><ul><li>Ward Cunnigham, che ha inventato il nome e il concetto, ha realizzato il primo motore wiki nel 1995, come strumento collaborativo per discutere pattern languages </li></ul><ul><li>Oggi esistono molti gestori di wiki, generalmente open source, per esempio: </li></ul><ul><ul><li>Twiki </li></ul></ul><ul><ul><li>MediaWiki (usato da Wikipedia) </li></ul></ul><ul><li>http://c2.com/cgi/wiki?TopTenWikiEngines </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 8. Wiki farms <ul><li>Per chi vuole creare il proprio wiki, ci sono molte &amp;quot;wiki farm&amp;quot; disponibili, qualcuna delle quali gestisce anche wiki privati, protetti da password http://en.wikipedia.org/wiki/Wiki_farm http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_wiki_farms </li></ul><ul><li>La wiki-farm più famosa è Wikia, fondata nel 2004 da Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia http://www.wikia.com/wiki/Wikia http://www.wikia.com/wiki/Most_active_communities </li></ul><ul><li>☺ http://uncyclopedia.org/wiki/Main_Page </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 9. MediaWiki <ul><li>Realizzato per sviluppare Wikipedia a partire dal 2001, è usato per tutti i wiki ospitati da Wikia </li></ul><ul><li>Il nome (dato nel 2003) è un gioco di parole derivato da Wikimedia Foundation </li></ul><ul><li>Free e open source, distribuito sotto GNU General Public License </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 10. Corporate wiki <ul><li>Sono wiki utilizzati nell’ambito di una organizzazione, per supportare la condivisione di conoscenza (informazioni aziendali, di clienti, di progetti e del flusso documentale) </li></ul><ul><li>Sono collocati all’interno della intranet aziendale, e quindi non accessibili all’esterno </li></ul><ul><li>In un sistema di wiki aziendale sono possibili diverse integrazioni con i sistemi informativi aziendali e la realizzazione di funzioni aggiuntive </li></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/wiki/Corporate_wiki </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 11. Diffusione dei corporate wiki <ul><li>Negli USA queste piattaforme sono molto diffuse e utilizzate sia per progetti interni localizzati in una o più sedi, che per quelli con terze parti come fornitori o clienti. </li></ul><ul><li>Gartner prevede che il 50% delle grandi aziende adotteranno sistemi di wiki entro il 2009. </li></ul><ul><li>In Europa e in particolare in Italia queste soluzioni stentano a trovare posto nelle strategie IT aziendali, ma qualcosa sta cambiando, e lo dimostrano le nuove versioni in lingua italiana messe a punto dai fornitori. </li></ul><ul><li>I principali fornitori di sistemi di corporate wiki sono PmWiki ed il progetto open source di Socialtext </li></ul><ul><li>www.socialtext.net </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 12. www.wikipedia.org <ul><li>Enciclopedia online, multilingue, ipertestuale, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation , organizzazione senza fini di lucro </li></ul><ul><li>Nata il nel gennaio 2001 come progetto complementare di Nupedia (un progetto con scopo analogo ma la cui redazione era affidata ad esperti). </li></ul><ul><li>Pubblicata in circa 250 lingue differenti (la versione in inglese è la maggiore) </li></ul><ul><li>Ad aprile 2008: più di 10 milioni di voci, 34 milioni di pagine (modificate 470 milioni di volte) e 11 milioni di utenti registrati. </li></ul><ul><li>È uno dei dieci siti più visitati al mondo, ricevendo circa 60 milioni di accessi al giorno (nov 2008: 8° posto secondo www.alexa.com ) </li></ul><ul><li>È curata da volontari seguendo un modello di sviluppo di tipo wiki : le pagine possono essere modificate da chiunque, utilizzando un sistema di modifica e pubblicazione aperto, con licenza GNU FDL (GNU Free Documentation License) </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia , http://wikimediafoundation.org/wiki/Home </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 13. Wikipedia: altri progetti <ul><li>La Wikimedia Foundation ha successivamente dato vita a progetti complementari tra cui Wikizionario (multilingue), Wikibooks , Wikisource , Wikispecie , Wikinotizie e Wikiversità </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikimedia_Foundation#Progetti </li></ul><ul><li>Wikizionario : http://it.wikipedia.org/wiki/Wiktionary , http://it.wiktionary.org/wiki/Pagina_principale </li></ul><ul><li>Wikibooks: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikibooks , http://it.wikibooks.org/wiki/Pagina_principale </li></ul><ul><li>Wikisource: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikisource , http://it.wikisource.org/wiki/Pagina_principale </li></ul><ul><li>Wikispecie: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikispecies , http://species.wikimedia.org/wiki/Pagina_principale </li></ul><ul><li>Wikiquote: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikiquote , http://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale </li></ul><ul><li>Wikinotizie: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikinotizie , http://it.wikinews.org/wiki/Pagina_principale </li></ul><ul><li>Wikiversità: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikiversit%C3%A0 , http://it.wikiversity.org/wiki/Pagina_principale </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 14. Wikipedia: visione <ul><li>“ Uno sforzo per creare e distribuire una enciclopedia libera della più alta qualità possibile ad ogni singola persona sul pianeta nella propria lingua”. </li></ul><ul><li>“ The neutral point of view (NPOV) attempts to present ideas and facts in such a fashion that both supporters and opponents can agree. </li></ul><ul><li>Of course, 100% agreement is not possible; there are ideologues in the world who will not concede to any presentation other than a forceful statement of their own point of view. We can only seek a type of writing that is agreeable to essentially rational people who may differ on particular points.” </li></ul><ul><li>Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia </li></ul><ul><li>http://meta.wikimedia.org/wiki/Neutral_point_of_view </li></ul><ul><li>. </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 15. Wikipedia: i cinque pilastri <ul><li>Wikipedia è un’enciclopedia </li></ul><ul><li>Wikipedia ha un punto di vista neutrale (NPOV, neutral poin of view) </li></ul><ul><li>Wikipedia è libera </li></ul><ul><li>Wikipedia ha un codice di condotta </li></ul><ul><li>Wikipedia non ha regole fisse </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cinque_pilastri </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 16. 1. Wikipedia è un’enciclopedia <ul><li>“ Wikipedia è un’enciclopedia che comprende gli elementi tipici delle enciclopedie &amp;quot;generiche&amp;quot;, delle enciclopedie &amp;quot;specialistiche&amp;quot; e degli almanacchi. Wikipedia non è una raccolta indiscriminata di informazioni. Quindi non è una fonte primaria ma piuttosto uno strumento di divulgazione secondaria; non è un dizionario né un palco per comizi, né un giornale ; non è neanche un luogo dove fare autopromozione , o un banco di prova per l&apos;anarchia o la democrazia; non è neppure una web directory né un posto dove inserire le proprie opinioni, esperienze o argomentazioni; tutti i contributori devono sforzarsi di seguire le politiche comunitariamente basate sulla verificabilità e sul divieto di ricerche originali .” </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cosa_Wikipedia_non_%C3%A8 </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 17. <ul><li>Verifiability http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability </li></ul><ul><li>No original research http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:No_original_research </li></ul><ul><li>Biographies of living persons http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Biographies_of_living_persons </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 18. 2. Wikipedia ha un punto di vista neutrale <ul><li>“ Wikipedia ha un punto di vista neutrale , il che significa che non si deve esprimere un singolo punto di vista all&apos;interno delle voci. A volte questo richiede di riportare le diverse teorie inerenti la voce trattata; tali teorie debbono essere rappresentate in modo chiaro, imparziale e con il supporto delle fonti, in modo da permettere a chi legge di comprendere quale punto di vista la teoria rappresenti. Nessun punto di vista deve essere riportato come &amp;quot;la migliore teoria&amp;quot; o come &amp;quot;la verità&amp;quot;, ma deve essere il più possibile supportato da fonti attendibili , specialmente nelle voci relative ad argomenti generalmente controversi. Nel caso sorgano conflitti circa la versione da ritenersi maggiormente neutrale, è necessario bloccare la voce e procedere allo sviluppo della stessa tramite il confronto nella pagina di discussione , seguendo la procedura per la risoluzione dei conflitti .” </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Punto_di_vista_neutrale </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 19. Dispute R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 20. 3. Wikipedia è libera <ul><li>“Wikipedia è libera , il suo contenuto è quindi modificabile da chiunque. Tutto il testo è rilasciato sotto licenza GNU Free Documentation License (GFDL) e può essere citato o distribuito in accordo ad essa. </li></ul><ul><li>Si tenga presente che le voci possono essere modificate da chiunque e non sono sotto il controllo di un singolo; di conseguenza ciascuna voce aggiunta o modificata può essere a sua volta modificata liberamente e ridistribuita dalla comunità. </li></ul><ul><li>Non inserire materiale protetto da copyright o con licenze in contrasto con la GFDL .” </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Testo_della_GNU_Free_Documentation_License </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 21. 4. Wikipedia ha un codice di condotta <ul><li>“Wikipedia ha un codice di condotta : occorre rispettare ciascun wikipediano anche quando non si è d&apos;accordo con lui; ci si comporti civilmente, cercando di prediligere il WikiLove ed evitando attacchi personali o facili generalizzazioni; si evitino inutili edit war , cercando di non ricorrere a ripetuti ripristini di pagina ; si ricordi che ci sono 515.686 voci nella Wikipedia in italiano su cui lavorare e discutere; si agisca in buona fede senza mai danneggiare Wikipedia per sostenere il proprio punto di vista , valutando il lavoro altrui con una prospettiva di buona fede . Si cerchi di essere aperti nella maniera più pacata possibile nei rapporti fra wikipediani.” </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Wikiquette </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 22. 5. Wikipedia non ha regole fisse <ul><li>“Wikipedia non ha regole fisse , eccetto i cinque principi elencati in questa pagina. </li></ul><ul><li>Si cerchi dunque di non essere timidi nel modificare le voci, perché il piacere di contribuire non richiede per forza di raggiungere la perfezione . Non ci si preoccupi eccessivamente di fare eventuali pasticci : tutte le versioni precedenti di una voce vengono salvate, per cui è impossibile danneggiare Wikipedia in maniera irreparabile. </li></ul><ul><li>Ma ci si ricordi che, allo stesso modo, tutto ciò che si scrive sarà conservato per i posteri.” </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Ignora_le_regole </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 23. Wikipedia: qualche numero http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Size_of_Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Wikipedia_statistics R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 24. Wikipedia: produzione R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 25. R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 26. Wikipedia: daily reach (% of global Internet users who visit this site) http://www.alexa.com/data/details/traffic_details?url=wikipedia.org R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 27. Wikipedia: daily reach http://www.alexa.com R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008) 8° posto 2° posto 1° posto (nov 2008)
    • 28. Wikipedia: la community <ul><li>Autori (“wikipedians”): </li></ul><ul><ul><li>Registrati (oltre 7 ml) o anonimi </li></ul></ul><ul><ul><li>Attualmente oltre 75.000 autori attivi </li></ul></ul><ul><ul><li>Possono avere pagine personali </li></ul></ul><ul><li>Amministratori: </li></ul><ul><ul><li>Volontari, accettati per consenso dalla comunità </li></ul></ul><ul><ul><li>Hanno accesso a strumenti di amministrazione per bloccare e cancellare pagine, bloccare altri autori, … </li></ul></ul><ul><ul><li>Non sono pagati, e non fanno parte della Wikimedia Foundation </li></ul></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Who_writes_Wikipedia </li></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Community_portal#Collaborations </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 29. Che cosa motiva i wikipediani? <ul><li>Voto Correlazione con l&apos;impegno (ore al giorno) </li></ul><ul><li>Fun 6.10 [ 0.322 ***] </li></ul><ul><li>Ideology 5.59 [0.110] </li></ul><ul><li>Values 3.96 [0.175*] </li></ul><ul><li>Understanding 3.92 [0.296***] </li></ul><ul><li>Enhancement 2.97 [ 0.313 ***] </li></ul><ul><li>Protective 1.97 [0.306***] </li></ul><ul><li>Career 1.67 [0.185*] </li></ul><ul><li>Social 1.51 [0.027] </li></ul><ul><li>*: livelli di significatività </li></ul><ul><li>http://delivery.acm.org/10.1145/1300000/1297798/p60-nov.pdf?key1=1297798&amp;key2=5633064911&amp;coll=ACM&amp;dl=ACM&amp;CFID=15151515&amp;CFTOKEN=6184618 </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 30. Wikipedia: affidabilità <ul><li>Wikipedia non contiene alcun processo formale e sistematico di revisione: gli stessi contributori potrebbero non essere esperti negli argomenti di cui scrivono </li></ul><ul><li>Quindi sono possibili errori, imprecisioni, vandalismi ed imprecisioni </li></ul><ul><li>Si presuppone che l&apos;esposizione di una voce a un grande numero di lettori generi processi di correzione alquanto rapidi e, di fatto, produca affidabilità </li></ul><ul><li>Legge di Linus : dato un numero sufficiente di occhi, tutti i bug vengono a galla Eric Raymond, La cattedrale e il bazaar http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Linus </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 31. Wikipedia: le modifiche <ul><li>Log delle modifiche recenti: </li></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special:RecentChanges&amp;hidebots=0&amp;hideminor=0&amp;hideliu=1 </li></ul><ul><li>Una visione in tempo reale (applicazione 2.0!) ‏ : </li></ul><ul><li>http://www.lkozma.net/wpv/index.html </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 32. Wikipedia: affidabilità (II) <ul><li>Scherzi: </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini </li></ul><ul><li>Vandalismo: </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Gestione_del_vandalismo </li></ul><ul><li>Una discussione generale interessante: </li></ul><ul><li>http://www.slideshare.net/syeo/dynamics-of-wikipedia </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 33. Wikipedia: affidabilità (III) <ul><li>Nel 2006 la rivista Nature ha confrontato Wikipedia e la prestigiosa Enciclopedia Britannica, giungendo a un giudizio di sostanziale parità quanto ad autorevolezza (3.86 errori per voce per Wikipedia, 2.92 l’enciclopedia britannica) </li></ul><ul><li>L’argomento è molto controverso </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 34. Wikipedia: affidabilità (IV) <ul><li>“ Il punto non è che ogni voce di Wikipedia sia probabilistica, ma che l&apos;intera enciclopedia si comporto in modo probabilistico ... Per dirlo in altro modo, nella Britannica la qualità varia da, diciamo, 5 a 9 con una media di 7. In Wikipedia varia da 0 a 10, con una media, diciamo, di 5. Ma visto che Wikipedia ha dieci volte le voci della Britannica, avete maggiori probabilità di trovare su Wikipedia una voce sensata su un qualunque argomento” </li></ul><ul><li>“ A rendere Wikipedia davvero straordinaria è il fatto che migliora nel corso del tempo: si cura organicamente come se la sua enorme e crescente armata di addetti fosse un sistema immunitario” </li></ul><ul><li>“ Il vero miracolo di Wikipedia è che questo sistema, aperto ai contributi di utenti non professionisti, non collassi nell&apos;anarchia” </li></ul><ul><li>C. Anderson, La Coda Lunga </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 35. Wikipedia: affidabilità (V) <ul><li>Ci sono proposte finalizzate a migliorare i contenuti: ad esempio due presentate alla XVI International World Wide Web Conference: </li></ul><ul><li>Definizione della reputazione degli autori sulla base delle modifiche effettuate. Se il contributo resiste alle modifiche si guadagna reputazione, mentre se il contributo viene sostituito dalla versione precedente la reputazione scende. In questo modo si mantiene la democraticità dell’enciclopedia e lo spirito collaborativo </li></ul><ul><li>Segnalazione degli interventi faziosi prendendo in considerazione l’identità dell’utente. </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 36. Intelligenza collettiva <ul><li>“ L’intelligenza collettiva è una forma di intelligenza che emerge dalla collaborazione e dalla competizione di molti individui. </li></ul><ul><li>Essa appare in una vasta varietà di forme di consensus decision making , nei batteri, negli animali, negli uomini e nei computers. </li></ul><ul><li>Lo studio dell’intelligenza collettiva può essere considerato un campo della sociologia, del business, della computer science, e del comportamento delle masse – un campo che studia il comportamento collettivo, dal livello dei quark al livello delle società di batteri, piante, animali, e umani. ” </li></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/wiki/Collective_intelligence </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 37. Common-based peer production <ul><li>Termine coniato da Yochai Benkler (“The Wealth of Networks”) per denotare un modello di produzione in cui l’energia creativa di un grande numero di persone viene coordinata (di solito attraverso internet) in progetti di grandi dimensioni, spesso senza un’organizzazione tradizionale di tipo gerarchico e senza compenso economico </li></ul><ul><li>Viene contrapposta alla firm production , in cui un processo decisionale centralizzato decide che cosa deve essere fatto e da chi, e alla market-based production (in cui si associano differenti prezzi a differenti attività, per attrarre le persone interessate a svolgerle). </li></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/wiki/Commons-based_peer_production </li></ul><ul><li>Un esempio paradigmatico: lo sviluppo di Linux </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 38. Linux: come è nato <ul><li>Linus Torvalds, studente di sistemi operativi, realizza una prima versione elementare, per studio personale </li></ul><ul><li>Poi mette i sorgenti in rete e chiede aiuto a tutti coloro che sono interessati al progetto, via Internet </li></ul><ul><li>Ciò crea una ampia comunità di programmatori, che comunicano attraverso la rete e producono un enorme numero di miglioramenti a partire dal codice iniziale </li></ul><ul><li>Linus Torvalds mantiene nel processo un controllo lasco, consultivo e non prescrittivo, assieme a numerosi “guru” emersi spontaneamente nel tempo </li></ul><ul><li>Le modifiche al codice vengono integrate e rese disponibili a tutti in rete con estrema frequenza (anche più di una volta al giorno) </li></ul><ul><li>Il nuovo codice viene immediatamente testato da un gran numero di programmatori, che identificano e rimuovono gli errori </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 39. Il primo post di Linus From: torvalds@klaava.Helsinki.FI (Linus Benedict Torvalds) Newsgroups: comp.os.minix Subject: Free minix-like kernel sources for 386-AT Message-ID: &lt;1991Oct5.054106.4647@klaava.Helsinki.FI&gt; Date: 5 Oct 91 05:41:06 GMT Organization: University of Helsinki Do you pine for the nice days of minix-1.1, when men were men and wrote their own device drivers? Are you without a nice project and just dying to cut your teeth on a OS you can try to modify for your needs? Are you finding it frustrating when everything works on minix? No more all- nighters to get a nifty program working? Then this post might be just for you :-) As I mentioned a month(?) ago, I&apos;m working on a free version of a minix-lookalike for AT-386 computers. It has finally reached the stage where it&apos;s even usable (though may not be depending on what you want), and I am willing to put out the sources for wider distribution. &lt;omissis&gt; I can (well, almost) hear you asking yourselves &amp;quot;why?&amp;quot;. Hurd will be out in a year (or two, or next month, who knows), and I&apos;ve already got minix. This is a program for hackers by a hacker. I&apos;ve enjouyed doing it, and somebody might enjoy looking at it and even modifying it for their own needs. It is still small enough to understand, use and modify, and I&apos;m looking forward to any comments you might have. I&apos;m also interested in hearing from anybody who has written any of the utilities/library functions for minix. If your efforts are freely distributable (under copyright or even public domain), I&apos;d like to hear from you, so I can add them to the system. I&apos;m using Earl Chews estdio right now thanks for a nice and working system Earl), and similar works will be very wellcome. Your (C)&apos;s will of course be left intact. Drop me a line if you are willing to let me use your code. Linus R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 40. Come è stato possibile? <ul><li>Miglioramenti spontanei, incrementali e locali, a partire da una architettura di massima preesistente </li></ul><ul><li>Testing immediato e contemporaneo da parte di un enorme numero di utenti </li></ul><ul><li>Debugging contemporaneo da parte di un grande numero di programmatori </li></ul><ul><li>Problem solving massivamente parallelo </li></ul><ul><li>Integrazioni e rilasci frequentissimi (anche giornalieri) </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 41. (1997-1999) R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 42. La filosofia del bazaar <ul><li>&amp;quot;In the cathedral-builder view of programming, bugs and development problems are tricky, insidious, deep phenomena. It takes months of scrutiny by a dedicated few to develop confidence that you&apos;ve winkled them all out. Thus the long release intervals, and the inevitable disappointment when long-awaited releases are not perfect. </li></ul><ul><li>In the bazaar view, on the other hand, you assume that bugs are generally shallow phenomena - or, at least, that they turn shallow pretty quickly when exposed to a thousand eager co-developers pounding on every single new release.&amp;quot; </li></ul><ul><li>(Eric S.Raymond) </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 43. Wikinomics <ul><li>Oltre al software open source e wikipedia esistono molti altri casi di peer-production di successo, si veda anche il libro: </li></ul><ul><li>Don Tapscott, Anthony D.Williams, “Wikinomics: How Mass Collaboration Changes Everything “ (2006) </li></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/wiki/Wikinomics </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 44. Auto-organizzazione <ul><li>Emergenza spontanea di un comportamento globale ordinato a partire da una miriade di comportamenti individuali semplici non coordinati </li></ul><ul><li>http://it.youtube.com/watch?v=gdQgoNitl1g </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 45. <ul><li>” Il modello evolutivo elimina una delle principali difficoltà della progettazione di software: la necessità di specificare in anticipo tutti gli aspetti di un problema.” </li></ul><ul><li>John Holland </li></ul><ul><li>“ You don’t need something more to get something more” </li></ul><ul><li> Murray Gell-Mann </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 46. Open internet <ul><li>Un gigantesco ambiente cooperativo “aperto”: </li></ul><ul><ul><li>Gli utenti generano contenuti </li></ul></ul><ul><ul><li>I contenuti sono condivisi e riutilizzati </li></ul></ul><ul><ul><li>La partecipazione e la comunicazione è libera </li></ul></ul><ul><ul><li>Non esiste alcun controllo centrale </li></ul></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 47. Filosofia “open” <ul><li>Favorire al massimo grado la disponibilità di opere dell’ingegno in formati che ne permettano l’uso, la riproduzione, la modifica e il riutilizzo da parte di chiunque, nel rispetto di specificate regole (“licenze d’uso”) </li></ul><ul><ul><li>Open source http://en.wikipedia.org/wiki/Open_source </li></ul></ul><ul><ul><li>Open applications </li></ul></ul><ul><ul><li>Open data http://en.wikipedia.org/wiki/Open_Data </li></ul></ul><ul><ul><li>Open content http://it.wikipedia.org/wiki/Open_content </li></ul></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 48. Creazione collettiva vs diritto d’autore <ul><li>“ Artists have always influenced and imitated one another, but in the 20th century various forms of appropriation, from collage to sampling, emerged as an alternative to ex nihilo creativity. Instead of making things entirely from scratch, artists began to use found images and sounds in their work. </li></ul><ul><li>The rise of appropriation, driven initially by technologies of mechanical reproduction, became even more pronounced with the appearance of personal computers, the Internet, and peer-to-peer file sharing networks. </li></ul><ul><li>Meanwhile, the intellectual property laws that regulate access to appropriated material have become increasingly restrictive. </li></ul><ul><li>As the tension between artistic practices and intellectual property policies has increased, an unlikely alliance of progressive legal scholars, artists, and technologists has developed alternative models, such as CopyLeft and Creative Commons, for sharing intellectual property.” </li></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:School_and_university_projects/Open_Source_Culture </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 49. Copyright <ul><li>(Dall’inglese: diritto di copia ): L&apos;insieme delle normative che regolano il diritto d’autore nel mondo anglosassone, e che danno all’autore il diritto esclusivo (per un certo periodo di tempo) di effettuare copie di proprie opere dell’ingegno, distribuirle, mostrarla pubblicamente, creare opere derivate. </li></ul><ul><li>Il termine viene oggi anche usato per indicare la normativa italiana sul diritto d’autore , che dà al creatore di una qualsiasi opera dell’ingegno a carattere creativo (incluso il software e le banche dati), le seguenti facoltà esclusive (per un certo periodo di tempo): </li></ul><ul><ul><li>Pubblicazione, riproduzione, trascrizione, esecuzione, rappresentazione o recitazione in pubblico, comunicazione al pubblico, ovvero diffusione tramite mezzi di diffusione a distanza, distribuzione, traduzione e/o elaborazione, vendita, noleggio e prestito </li></ul></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d%27autore_italiano </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 50. Chi è l’autore? <ul><li>Produzione, condivisione, valutazione e immissione in un circuito di relazioni di un contenuto aprono molti problemi legati al diritto d’autore. </li></ul><ul><li>Un contenuto condiviso e commentato, infatti, a chi appartiene? È interamente di proprietà di chi lo ha scritto o è un’opera attribuibile ad autore materiale e commentatori? E se sì, in quali misure? Sono sufficienti e adeguati i soli criteri quantitativi, per stabilire il grado di autorialità? </li></ul><ul><li>Il tutto, per di più, si complica nel caso di contenuti collettivi o co-creati in redazioni distribuite: ad esempio, chi è l’autore e il titolare dei diritti editoriali delle definizioni di Wikipedia? </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 51. Pubblico dominio <ul><li>Un’opera d&apos;ingegno si dice di pubblico dominio quando non esiste nessuna legge che stabilisce dei diritti di proprietà, o quando l&apos;oggetto in questione è specificatamente escluso da tali diritti dalle leggi vigenti </li></ul><ul><li>Esempio : Quando il diritto d’autore di un’opera scade, essa rientra nel pubblico dominio (i termini variano a seconda dei Paesi) </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblico_dominio </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 52. Copyleft <ul><li>Denota un modello alternativo alle norme sul copyright , che ha lo scopo di garantire che chiunque riceva una copia di un’opera originale riceva anche il diritto di copiarla, modificarla, redistribuirla (nella versione originale o modificata), purchè ai riceventi venga trasmesso lo stesso diritto </li></ul><ul><li>L’autore del prodotto originale mantiene il copyright del suo lavoro. </li></ul><ul><li>Queste regole devono essere specificate in una licenza associata all’opera (ne sono state messe a punto di vario tipo) </li></ul><ul><li>Il termine (e il concetto) è stato proposto da Richard Stallman nell’ambito del progetto software GNU negli anni 80: “if you want someone to share his code with you, then you must share alike any improvement you make to that code” ( Share and share alike principle) </li></ul><ul><li>http://it.wikipedia.org/wiki/Copyleft </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 53. Creative commons <ul><li>Organizzazione non-profit costituita nel 2001, e presieduta da Laurence Lessig, professore di diritto a Stanford, con la seguente missione: </li></ul><ul><li>“ designing methods and technologies that facilitate sharing of scientific, creative and other intellectual works with the general public.” </li></ul><ul><li>CC ha prodotto numerosi modelli di licenze che permettono ai creatori di opere di specificare in modo semplice e chiaro quali diritti sulla loro opera sono riservati, e quali vengono ceduti ad altri creatori (NB Le licenze CC non riguardano il software) </li></ul><ul><li>http://www.creativecommons.org </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 54. “ Some right reserved” <ul><li>“ Share, Remix, Reuse – legally </li></ul><ul><li>Creative Commons provides free tools that let authors, scientists and educators easily mark their creative work with the freedom they want it to carry. </li></ul><ul><li>You can use CC to change your copyright terms from “All Rights Reserved” to “Some Rights Reserved” </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 55. Le licenze CC http://creativecommons.org/licenses/ Queste non sono realizzate da CC, che non si occupa di software R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 56. Esempio: la licenza di queste slides R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 57. Il movimento Open Source <ul><li>Il movimento open source ha lo scopo di promuovere modalità “aperte” di sviluppo software, più in sintonia con i modi e gli scopi della ricerca scientifica e la libera circolazione delle idee che con le modalità proprietarie di invenzione caratteristiche del business di oggi. </li></ul><ul><li>La visione è quella far sì che i progressi scientifici raggiunti nello sviluppo di software siano apertamente disponibili a chiunque desideri studiarli e migliorarli </li></ul><ul><li>Il movimento open source si contrappone alla visione “proprietaria” del software (codice chiuso, copyright, brevettabilità del software, …) </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 58. <ul><li>“ Open source is transparent. The source code itself is viewable and available tu study and comprehend. The code can be changed and then redistributed to share the changes and improvements. It can be executed for any purpose without discrimination. Its process of development is largely open, with the evolution of free and open systems typically preserved in a repository accessible via the Internet, including archives of debates on the design and implementation of the systems and he opinions of observers about proposed changes. </li></ul><ul><li>Open source differs vastly from proprietary code where all these transparencies are generally lacking. Proprietary code is developed largely in private, albeit its requirements are developed with its prospective constituencies. Its source code is generally non disclosed and is tipically distributed under the shield of binary executables. Its use is controlled by proprietary software licensing restrictions. The right to copy the program executables is restricted and the user is generally forbidden from attempting to modify and certainly from redistributing the code or possible improvements. </li></ul><ul><li>In most respect, the two modalities of program development are polar opposites, though this is not to say there are not many areas where the commercial and open communities have cooperated.” </li></ul><ul><li>Deek &amp; McHugh, Open Source, Cambridge Univ.Press, 2008 </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 59. Le due anime dell’open source <ul><li>Il movimento del free software, iniziato da Richard Stallman con il Progetto GNU (1983) e la Free Software Foundation (1985) </li></ul><ul><li>http://www.fsf.org/ </li></ul><ul><li>La Open Source Initiative, fondata da Bruce Peters e Eric Raymond (1989) </li></ul><ul><li> http://opensource.org/ </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 60. Free software <ul><li>Movimento a forte contenuto ideologico libertario </li></ul><ul><li>&amp;quot; Free software is a matter of liberty, not price. To understand the concept, you should think of &apos;free&apos; as in ‘free speech’ , not as in ‘free beer’ </li></ul><ul><li>Richard Stallman </li></ul><ul><li>Ha prodotto la GNU General Public Licence , la più diffusa con la filosofia copyleft (adottata anche da Creative Commons) </li></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/wiki/Free_software </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 61. Le 4 libertà <ul><li>0. Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo </li></ul><ul><li>1. Libertà di studiare il programma e modificarlo </li></ul><ul><li>2. Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo </li></ul><ul><li>3. Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 62. FSF e Wikipedia <ul><li>Wikipedia utilizza la GNU Free Documentation License (progettata a partire dal 1999 da GNU per la documentazione del software) http://en.wikipedia.org/wiki/GFDL#cite_note-1 </li></ul><ul><li>A fine 2007 sono stati intraprese iniziative finalizzate al relicensing di Wikipedia con licenza Creative Commons Attribution+Share Alike </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 63. Open Source Initiative <ul><li>Fondazione non profit costituita quando Netscape pubblicò il codice sorgente del suo browser </li></ul><ul><li>Adotta un punto di vista pragmatico e non ideologico, per promuovere l’uso del software open source, in particolare nelle applicazioni commerciali </li></ul><ul><li>“ Open source is a development method for software that harnesses the power of distributed peer review and transparency of process. The promise of open source is better quality, higher reliability, more flexibility, lower cost, and an end to predatory vendor lock-in.The Open Source Initiative (OSI) is a non-profit corporation formed to educate about and advocate for the benefits of open source and to build bridges among different constituencies in the open-source community.” </li></ul><ul><li>Mantiene una lista di licenze software consistenti con i principi dell’open source (meno restrittivi di quelli di FSF) </li></ul><ul><li>http://en.wikipedia.org/wiki/Free_software </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 64. <ul><li>“ The fundamental difference between the two movements is in their values, their ways of looking at the world. For the Open Source movement, the issue of whether software should be open source is a practical question, not an ethical one. As one person put it, “Open source is a development methodology; free software is a social movement.” For the Open Source movement, non-free software is a suboptimal solution. For the Free Software movement, non-free software is a social problem and free software is the solution.” Richard Stallman, http://www.gnu.org/philosophy/free-software-for-freedom.html </li></ul><ul><li>“ We realized it was time to dump the confrontational attitude that has been associated with ‘free software’ in the past and sell the idea strictly on the same pragmatic business-case grounds that motivated Netscape” </li></ul><ul><li>www.opensource.org/docs/history.php </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 65. FLOSS – F/OSS - FOSS <ul><li>F ree[/ L ibre/] O pen S ource S oftware </li></ul><ul><li>Acronimo usato per riferirsi genericamente a entrambi gli approcci </li></ul><ul><li>Il termine “Libre” è usato per evitare l’ambiguità del termine “Free”, che significa anche “gratuito” </li></ul><ul><li>NOTA IMPORTANTE Non confondere il software libero o open source (che è soggetto alle regole espresse nella licenza e il cui autore mantiene tutti i diritti) con il software public domain (PD) (il cui autore non ha più diritti, e che non è soggetto ad alcuna regola). Né FSF né OSI promuovono il concetto di PD. </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 66. Microprogetti individuali (obbligatori) <ul><li>Imparare a usare MediaWiki (il diario di apprendimento personale!) </li></ul><ul><li>Effettuare una modifica a una voce di Wikipedia, e verificare che cosa le succede </li></ul>R.Polillo – Corso Web 2.0 (ott 2008)
    • 67. <ul><li>Il presente materiale è pubblicato con licenza Creative Commons “Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo - 2.5 Italia”, reperibile presso il seguente sito Internet: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/ . </li></ul><ul><li>Il corso completo si trova in http://corsoweb20polillo.blogspot.com/ </li></ul><ul><li>Credits </li></ul><ul><li>Diverse lezioni di questo corso sono una rielaborazione delle slides del Corso sul Web 2.0 tenuto da Carlo Vaccari alla Università di Camerino nel dicembre 2007, disponibili con identica licenza Creative Commons dal blog del corso in http://camerino20.wordpress.com/ . </li></ul><ul><li>Molto altro materiale è stato trovato in rete. Ho cercato di indicarne sempre la fonte; segnalatemi eventuali dimenticanze, sarò lieto di correggerle appena possibile. </li></ul>R.Polillo - Corso Web 2.0 (ott 2008)

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