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4. Usabilita

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Slides dalle lezioni del corso di Interazione Uomo Macchina per il corso di laurea in Informatica - Università di Milano Bicocca (prof.R.Polillo) - Lezione del 12 marzo 2014

Slides dalle lezioni del corso di Interazione Uomo Macchina per il corso di laurea in Informatica - Università di Milano Bicocca (prof.R.Polillo) - Lezione del 12 marzo 2014

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  • This picture shows a projector screen in a conference room. The white screen is lowered from the ceiling in front of a blackboard. To the right of the screen are some electrical switches. Guess which switch raises and lowers the screen? The switch next to the screen? No, it's the switch farthest away from the screen!
  • This picture shows a ceiling fan with a built-in light. The problem here is to figure out and remember which chain is for controlling the light and which is for the fan. One nice thing about this design is that the two chains have different pulls so you won't easily mistake them for each other.
  • This picture is from a restaurant in Santa Barbara. There is no urinal in the men's restroom. The fixture in the corner affords a certain activity. To try to discourage this activity someone taped a small sign to the wall above the fixture. The sign says "This is a mop sink."
  • We borrowed this portable stereo from a friend so we could play some music at our outdoor wedding. We put a CD in the CD player and then pressed the play button on the row of buttons next to the CD player. It didn't work. Careful study revealed that the row of buttons next to the CD player controlled the tape player! And the row of buttons that controlled the tape player? They are next to the CD player!
  • Buona affordance
  • BUONA AFFORDANCE
  • CATTIVA AFFORDANCE
    Many programmers admit to this problem in their early GUI applications. In this image, the developer has chosen to give the section labels a raised appearance. That's one way of ensuring that the user doesn't confuse them with the editable fields, but does it come as any surprise that users try to click on them?
  • CATTIVA AFFORDANCE
    Perhaps it was the designer's intention of presenting a visually balanced dialog, but we considered the inclusion of non-command buttons to be particularly unbalanced. Apparently, when there are commands that apply in certain contexts but not to the current context, their labels are hidden from the user, and a placeholder for the button is left. In a typical Windows application, the button is given a disabled appearance, not unlike that of the "Exit Profile Viewer" button, which despite its appearance, is the only selectable button.
  • This message is generated by the SQL Windows development environment. It arises when the developer has typed an incorrect statement while writing a program. The available responses are meaningless: what does 'Yes' do - retain the incorrect statement?
    The really unfortunate aspect of these error messages is that programmers learn primarily through example. When the programming environment itself generates poor messages, and the sample programs contain poor messages, is it any wonder that the programmers will tend to write poor messages in their future applications?

Transcript

  • 1. Corso di Interazione Uomo Macchina AA 2013-2014 Roberto Polillo Corso di laurea in Informatica Università di Milano Bicocca Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione USABILITÀ1 Edizione 2013-14
  • 2. Queste slides… … si basano sul libro “Facile da usare”, dell’autore, dove si trovano tutte le necessarie spiegazioni. Vedi www.rpolillo.it Queste slide sono disponibili con licenza Creative Commons (attribuzione, non commerciale, condividi allo stesso modo) a chiunque desiderasse utilizzarle, per esempio a scopo didattico, senza necessità di preventiva autorizzazione: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/deed.it La licenza non si estende alle immagini fotografiche e alle screen shots, i cui diritti restano in capo ai rispettivi proprietari, che sono stati indicati, ove possibile, nelle didascalie del libro. L’autore si scusa per eventuali omissioni, e resta a disposizione per correggerle. R.Polillo -Marzo 2014 2
  • 3. Un modello dell’interazione: il ciclo di feedback 3 R.Polillo -Marzo 2014
  • 4. Il modello di Norman 4 R.Polillo -Marzo 2014
  • 5. Edizione italiana: Donald Norman, “La caffettiera del masochista” Editore: Giunti Donald A.Norman 5 R.Polillo -Marzo 2014 VIVAMENTE CONSIGLIATO
  • 6. Esempio 6 Come alzare lo schermo? R.Polillo -Marzo 2014
  • 7. 1. Formare lo scopo: Voglio riavvolgere lo schermo 2. Formare l’intenzione: Voglio premere l’interruttore di riavvolgimento < Golfo dell’esecuzione: qual è? > 3. Specificare l’azione: Voglio avvicinarmi all’interruttore A e premerlo 4. Eseguire l’azione: Lo faccio 5. Percepire lo stato del mondo: Guardo lo schermo e l’ambiente 6. Interpretare lo stato del mondo: Lo schermo è fermo e la luce è accesa < Golfo della valutazione: esecuzione: che cosa è successo? > 7. Valutare il risultato: Non ho raggiunto il mio scopo NOTA: Analisi dell’esempio precedente secondo il modello di Norman 7 R.Polillo -Marzo 2014
  • 8. 8 R.Polillo -Marzo 2014
  • 9. Qual è la soluzione migliore? R.Polillo -Marzo 2014 9
  • 10. FAN LIGHT Quale pomello accende la luce e quale il ventilatore? R.Polillo -Marzo 2014 10
  • 11. Come progettare per la usabilità R.Polillo -Marzo 2014 11 Il progettista deve fare ogni sforzo per: 1. Ridurre l’ampiezza del golfo dell’esecuzione 2. Facilitare l’esecuzione delle “azioni” 3. Ridurre l’ampiezza del golfo della valautazione (fare in modo che le azioni possibili corrispondano in modo evidente alle intenzioni) (fare in modo che lo stato fisico del sistema sia interpretabile in modo univoco e immediato) → “affordance” → “feedback”
  • 12. Affordance R.Polillo -Marzo 2014 12 La proprietà di un oggetto d’influenzare, attraverso la sua apparenza visiva, il modo in cui deve essere usato (Termine introdotto dallo psicologo James J.Gibson nel 1966, e ripreso poi da D.Norman) Un oggetto che possiede una buona affordance “invita” chi lo guarda a utilizzarlo nel modo per cui è stato concepito. Il compito del progettista è progettare oggetti con buona affordance, per ridurre l’ampiezza del golfo della esecuzione
  • 13. Affordance: esempi 13 R.Polillo -Marzo 2014
  • 14. 14 R.Polillo -Marzo 2014
  • 15. 15 R.Polillo -Marzo 2014
  • 16. Affordance ambigua: suggerisce possibili usi alternativi 16 R.Polillo -Marzo 2014
  • 17. Pessima affordance 17 R.Polillo -Marzo 2014
  • 18. Affordance? R.Polillo -Marzo 2014 18
  • 19. Affordance? R.Polillo -Marzo 2014 19
  • 20. Apparecchio radio: esempio 120 R.Polillo -Marzo 2014
  • 21. Apparecchio radio: esempio 221 R.Polillo -Marzo 2014
  • 22. 22 R.Polillo -Marzo 2014
  • 23. Bottoni 23 R.Polillo -Marzo 2014
  • 24. Sliders 24 MAC OS 8 R.Polillo -Marzo 2014
  • 25. BOTTONI O TITOLI? 25 R.Polillo -Marzo 2014
  • 26. ?26 R.Polillo -Marzo 2014
  • 27. Buona affordance: i pezzi si incastrano solo nel modo corretto 27 R.Polillo -Marzo 2014
  • 28. Da Interface Hall of Shame http://bit.ly/Xlo536 R.Polillo -Marzo 201428
  • 29. 29 Da Interface Hall of Shame http://bit.ly/Xlo536 R.Polillo -Marzo 2014
  • 30. L'interfaccia ridisegnata Da Interface Hall of Shame http://bit.ly/Xlo536 R.Polillo -Marzo 2014 30
  • 31. Feedback 31 La risposta che otteniamo a seguito delle nostre azioni (in italiano: “retroazione”) Il progettista deve progettare oggetti che ci diano feedback facilmente percepibili ed interpretabili alle azioni che compiamo su di essi, per ridurre l’ampiezza del golfo della valutazione R.Polillo -Marzo 2014
  • 32. “Big Silly Rubber Button” 32 Amy Stone, 1997 http://www.mowa.org/work/buttons/bttns5.html R.Polillo -Marzo 2014
  • 33. Feedback: esempio Arroyo, Bonanni, Selker (MIT), CHI 2005 R.Polillo -Marzo 2014 33
  • 34. Da: SQL Windows Esempio: feedback facilmente interpretabile? 34 R.Polillo -Marzo 2014
  • 35. Una definizione di “Usabilità” 35 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2014
  • 36. Una definizione di “Usabilità” 36 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2014
  • 37. Una definizione di “Usabilità” 37 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2014
  • 38. Una definizione di “Usabilità” 38 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2014
  • 39. “Usabilità” è un concetto relativo 39 Ambienti d’uso Obbiettivi Utenti Tre variabili indipendenti: R.Polillo -Marzo 2014
  • 40. “Usabilità” 40 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2014
  • 41. “Usabilità” 41 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso l’accuratezza e completezza con cui raggiungo l’obbiettivo ISO 9241 R.Polillo -Marzo 2014
  • 42. ISO 9241 “Usabilità” 42 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso le risorse spese per ottenere tale risultato R.Polillo -Marzo 2014
  • 43. ISO 9241 “Usabilità” 43 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso il comfort e la accettabilità del sistema R.Polillo -Marzo 2014
  • 44. ISO 9241 “Usabilità” 44 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso Possiamo definire delle metriche per “misurare” la usabilità R.Polillo -Marzo 2014
  • 45. Un esempio 45 R.Polillo -Marzo 2014
  • 46. LE TRE VARIABILI INDIPENDENTI efficacia efficienza soddisfazione usabilità Le tre dimensioni della usabilità 46 R.Polillo -Marzo 2014
  • 47. Esempio: metriche per la usabilità della manopola della doccia: 47 1.efficacia - capacità di regolazione fine (es. Δlitri al sec per ogni giro completo) 2. efficienza – momento torcente 3. efficienza - max numero di giri 4. soddisfazione - gradimento soggettivo (es.voto da 0 a10) R.Polillo -Marzo 2014
  • 48. Approfondiamo la definizione 48 La efficacia, efficienza e soddisfazione con cui determinati utenti possono raggiungere determinati obbiettivi in determinati ambienti d’uso …ma quando? La prima volta che uso il sistema, o dopo che l’ho utilizzato a lungo? R.Polillo -Marzo 2014
  • 49. Novizio Principiante Competente Esperto L’evoluzione dell’utente 49 R.Polillo -Marzo 2014
  • 50. Due concetti importanti 50  “Learnability” (“apprendibilità”) facile da imparare (per utenti novizi)  “Memorability” (“memorizzabilità”) facile da ricordare (per utenti occasionali) R.Polillo -Marzo 2014
  • 51. Apprendibilità 51  Alcuni sistemi sono progettati in modo che utenti novizi possano imparare ad usarli facilmente  Altri danno priorità a un loro uso efficiente da parte di utenti esperti  Altri ancora supportano due modalità d’uso alternative (per novizi e per esperti) R.Polillo -Marzo 2014
  • 52. A B tempo usabilità Focus sull’utente novizio Focus sull’utente esperto Profilo di apprendimento 52 R.Polillo -Marzo 2014
  • 53. Memorability 53  E’ particolarmente importante per sistemi che vengono utilizzati di rado, ma che richiedono all’utente sicurezza ed efficienza nell’uso  Esempio: sistemi di allarme (l’allarme si verifica di rado, ma quando si verifica devo reagire in fretta, e non ho tempo di consultare manuali) R.Polillo -Marzo 2014
  • 54. Sui manuali d’uso 54  I manuali d’uso non vengono “mai” letti prima … ma quando conosciamo già il sistema, per risolvere problemi specifici  Quindi, progettiamo le cose in modo da poterne fare a meno …almeno nelle fasi iniziali dell’uso Chi ha letto il manuale d’uso del proprio cellulare prima di fare le prime telefonate? R.Polillo -Marzo 2014
  • 55. 55 “Ho una regola semplice per individuare il cattivo design. Tutte le volte che trovo indicazioni su come usare qualcosa, si tratta di un oggetto progettato male” Donald Norman R.Polillo -Marzo 2014
  • 56. Perché i manuali d’uso non vengono letti R.Polillo -Marzo 2014 56  “Adesso non ho tempo, me la cavo lo stesso senza”  “Non troverò mai il tempo – se dovessi leggerli tutti…”  “Quando mi serve, non ce l’ho mai a portata di mano”  “Non trovo mai l’informazione che mi serve”  “E’ scritto in modo incomprensibile”
  • 57. Learnability e memorability: le sfide 57  Ogni sistema dovrebbe permettere all’utente principiante di imparare ad utilizzarne almeno le funzioni base senza necessità di addestramento o di manuali d’uso  Ogni sistema dovrebbe essere facile da ricordare, in modo che l’utente occasionale possa tornare a usarlo dopo qualche tempo senza bisogno consultare il manuale R.Polillo -Marzo 2014