Corso Istruttori CONI-Csen - Tecnica di Bodybuilding - Lezione 2

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  • 1. Teoria dellefibre muscolari Lezione 2
  • 2. Cosa sono le «fibremuscolari»?
  • 3. Per spiegare cosa sono le fibre muscolarioccorre partire dal concetto diMUSCOLO
  • 4. Cos’è unmuscolo?
  • 5. Questo è un muscolo
  • 6. … questo è un muscolo
  • 7. … anche qui cisono muscoli Nell’ingrandimento: la zona di transizione tra le due grandi parti dellintestino, cioè dal tenue (azzurro) si passa al crasso (beige).
  • 8. … e perfino il nostro cuore è un «muscolo»Il cuore è costituitoquasi esclusivamente datessuto muscolare(vedremo più avanti cheè del tipo striato mainvolontario) esupportato da unastruttura fibrosa detta«pericardio».
  • 9. Com’è fattoun muscolo?
  • 10. Non ci interessa adesso come è fatto un muscolo guardando il corpo umano «dall’esterno»
  • 11. Ma al microscopio…Il muscolo è un tessuto eccitabilee può essere stimolato elettrochimicamente.Il muscolo è formato da cellule• molto allungate• ben disposte• in una struttura altamente regolare.
  • 12. Tessuto in anatomia Tessuto biologicoIl corpo umano è costituito da organi e apparatiFatti di tessutiI tessuti sono fatti di cellule e un ulteriore particolaretessuto chiamato «tessuto connettivo»(Anche il tessuto connettivo è fatto di cellule).
  • 13. Tessuto in anatomia Tessuto biologicoDEFINIZIONE:Un insieme di cellule, anche differenti,associate per funzione e che per questo svolgono unruolo determinante all’interno di un organismo.
  • 14. I tessuti del corpo umano Tessuto Tessuto Tessuto Tessuto epiteliale connettivo nervoso muscolare Tessuto Tessuto Tessuto (Tessuto connettivo connettivo connettivo connettivo)cartilagineo osseo adiposo Sangue
  • 15. I tessuti del corpo umano Tessuto muscolare Tessuto Tessuto Tessuto muscolare muscolare muscolare striato striato liscio cardiaco
  • 16. Tessuto muscolare striatoIl tessuto muscolarestriato scheletrico almicroscopio sipresenta:- di aspetto striato- ed è controllabiletramite la volontà.Si tratta del tessutomuscolarescheletrico, che èquello che ci interessaapprofondire.
  • 17. Tessuto muscolare striatoIl tessuto muscolarestriato scheletrico ècomposto da cellulemolto allungate constriatura trasversale,dette fibre muscolari,il cui diametro ècompreso fra 10 e 100µm e la cui lunghezzapuò essere pari aquella dellinteromuscolo (anche 1 m). Cosa si intende per «striato»
  • 18. Tessuto muscolare liscioLe fibrocellule delmuscolo liscio almicroscopio sipresentano di aspettoliscio e non sonocontrollabili tramite lavolontàma dal sistemanervoso centrale ovegetativo.(Esempi: muscolierettili dei peli, vene,arterie, apparatogastrointestinale).
  • 19. Tessuto muscolare liscioLe fibrocellule delmuscolo liscio sono- piccole e fusiformi,- con un nucleolocalizzato al centrodella cellula.
  • 20. Tessuto muscolare striato involontario o cardiacoIl tessuto striatocardiaco almicroscopio sipresenta:- di aspetto striato- e non è controllabile tramite la volontà. (Esempio il muscolocardiaco).
  • 21. Tessuto muscolare striato cardiacoIl tessuto striato cardiaco èformato da cellule:- lunghe e cilindriche- con un nucleo in posizione centrale.Le fibre del miocardiohanno una disposizionedelle proteine contrattilisimile a quelle del muscolostriato scheletrico.Infatti il «cardiocito» ha unsolo nucleo ovoidalecentrale, è ricco dimitocondri, mioglobina eglicogeno.
  • 22. Tessuto connettivo Immagine istologica. Tanto per avere un’idea visiva della differenza dei tessuti.
  • 23. Tessuto adiposo Immagine istologica.Tanto per avere un’idea visiva della differenza dei tessuti
  • 24. Com’è fatto un muscolo? I muscoli sono delle strutture cherivestono lorganismo e, come è noto, gli consentono il movimento. Sono inseriti sullo scheletro. Alcuni ben visibili, altri meno visibili perché collocati in profondità sotto altri muscoli.
  • 25. I muscoli sono inseriti sullo scheletro.I tendini congiungono i muscoli alle ossa permettendo così il movimento.
  • 26. I tendini NON sono la stessa cosa dei legamenti. legamenti sono robuste strutture fibrose che collegano tra loro due ossa o due parti dello stesso osso.Nel corpo umano esistono anche legamenti che stabilizzano organi specifici come lutero o il fegato.
  • 27. Classificazioni dei muscoli
  • 28. Classificazioni dei muscoliIn base al loro PUNTO DI ORIGINE e di INSERZIONE,i muscoli vengono classificati in: Muscoli pellicciai Muscoli scheletrici Almeno un punto di Origine e inserzione attacco nelle ossa. (o l’origine o La loro contrazione l’inserzione) muove lo È nel derma. SCHELETRO. La loro contrazione muove la PELLE.
  • 29. Classificazioni dei muscoli In base al numero di PUNTI DI ORIGINE, i muscoli vengono classificati in: muscoli monocipiti: un solo punto di origine muscoli bicipiti: due punti di origine muscoli tricipiti: tre punti di origine muscoli quadricipiti: quattro punti di origine
  • 30. Classificazioni dei muscoli In base al numero di PUNTI DI INSERZIONE, i muscoli vengono classificati in: muscoli monocaudati: un solo punto di inserzione. muscoli bicaudati: due punti di inserzione. muscoli tricaudati: tre punti di inserzione. muscoli pluricaudati: più punti di inserzione.
  • 31. Classificazioni dei muscoli In base alla FORMA, i muscoli vengono classificati in:muscoli lunghi: sono quelli in cui la lunghezza prevale sulla larghezza e sullo spessoremuscoli larghi: sono quelli in cui lo spessore è nettamente inferiore alla lunghezza e alla larghezzamuscoli brevi: sono quelli in cui la lunghezza, la larghezza e lo spessore sono pressoché uguali muscoli anulari: sono quelli che circondano gli orifizi naturali del corpo orbicolari: sono quelli che per le loro caratteristiche si comportano come gli altri muscoli scheletrici; sfinteri: sono quelli che per le loro caratteristiche si comportano in maniera particolare, con un accentuato tono muscolare ed in continua contrazione.
  • 32. Classificazioni dei muscoliIn base alla PRESENZA O MENO DI TENDINI INTERMEDI, i muscoli vengono classificati in: Muscoli monogastrici: nessun tendine intermedio. Muscoli digastrici: un tendine intermedio. Muscoli poligastrici: più tendini intermedi.
  • 33. Classificazioni dei muscoli
  • 34. Classificazioni dei muscoli La disposizione delle fibre è associata alla funzione del muscolo:i muscoli veloci sono solitamente a fasci paralleli, quelli forti pennati.Nel corpo umano sono presenti entrambii tipi di muscolo, ma prevalgono quelli a fasci obliqui.
  • 35. In base al tipo di unione tra fasci muscolari e tendini vengono classificati in: Muscoli a fasci obliqui Muscoli a fasci paralleliMuscoli nastriformi: sono quelli che hanno o pennatifasci muscolari organizzati parallelamentefra di loro da una estremità allaltra Muscoli pennati: sono quelli che hanno un tendine centrale sul qualeMuscoli fusiformi: sono quelli che hanno fasci vanno a confluire e a tendersi lemuscolari pressoché paralleli tra di loro e fibre muscolariche si fanno convergenti su un tendine incorrispondenza di una o di entrambe leestremità Muscoli semipennati: sono quelli che hanno due lamine tendinee fra leMuscoli larghi: sono quelli che hanno fasci quali sono tese le fibre muscolarimuscolari piatti che si fondono con leaponeurosi alle estremità Muscoli pluripennati: sono quelli cheMuscoli a ventaglio: sono quelli in cui i fasci hanno molti tendini di origine suimuscolari divergono in corrispondenza di quali vanno a confluire e a tendersiuna estremità e convergono su un tendine le fibre muscolaridi inserzione allaltra estremità
  • 36. Come è fatto un muscoloscheletrico… «dentro»?
  • 37. Osservando dall’esterno verso l’interno…
  • 38. Ogni muscolo contiene:• un gruppo di fibre muscolariche contraendosi determina il movimento;• un gruppo di fibre nervose specializzateche registra la forza della contrazione;• un altro gruppo di fibre nervose(presenti nei tendini) che misura la tensionemuscolare.Gli ultimi due gruppi raccolgono le informazioni, letrasmettono al cervello e limitano lazione muscolare(al fine di evitare strappi).
  • 39. Terminologia specifica riferita ai muscoli TERMINE GENERICO EQUIVALENTE MUSCOLARE Cellula muscolare Fibra muscolare o fibrocellula muscolare Membrana cellulare Sarcolemma Citoplasma Sarcoplasma Mitocondri SarcosomiReticolo endoplasmatico Reticolo sarcoplasmaticoIl prefisso sarc deriva da sarkos = carne.
  • 40. Fascio di fibremuscolari striate
  • 41. Fascio muscolare Un fascio di fibre muscolari, tagliate in sezione trasversale, mostra la struttura interna del muscolo. In alto, in bianco, si vede un involucro di connettivo, dove passano vasi e nervi, che portano nutrimento e stimoli al muscolo.
  • 42. Più fasci muscolari formano un muscolo.Un muscolo piccolo può essere formato solo da alcunifasci di fibre, mentre i principali muscoli del corpo sono costituiti da centinaia di fasci di fibre (per esempio il grande gluteo).
  • 43. • Più fibre muscolari (disposte secondo un ordine regolare) formano un fascio. Fascio muscolare
  • 44. Fibre muscolari o «cellule muscolari» Dal punto di vista funzionale il muscolo umano si compone di due principali tipi difibre: lente e veloci, catalogate, attualmente, in: I tipo, II tipo A, II tipo B, II tipo C.
  • 45. Fibre muscolari II tipo I tipoIIa II c IIb Fibre veloci o bianche o di tipo 2 Fibre lente o rosse o di tipo 1 (2A, 2B, X) - potenti, non resistenti - resistenti, non potenti  allenamento orientato alla potenza  allenamento orientato alla resistenza (sono più adatte per gare veloci di breve - sono più ricche di mitocondri (che sono di durata come la corsa dei 100 metri o il salto colore rosso scuro). in lungo). - Si contraggono e si affaticano più - sono più ricche di proteine contrattili lentamente. Contengono un maggior (tali proteine sono di colore chiaro). Infatti numero di mitocondri grandi (il “sistema si contraggono 4 volte più rapidamente di energetico” delle cellule muscolari converte quelle lente e si affaticano anche prima: il cibo in energia utilizzabile) e producono esse generano energia anaerobicamente energia aerobicamente (con ossigeno). (senza ossigeno). - aumentano per ipertrofia e per iperplasia - ingrossano per ipertrofia - impulso rapido e potente - impulso lento e debole - nervo più grosso - nervo sottile
  • 46. Fibre muscolari …Per capire come si contraggono a velocità diverse.
  • 47. Fibre muscolari Queste fibre sono, per così dire, dei mostri cellulari. Assomigliano a lunghe salsicce contenenti moltissimi nuclei. Nella fotografia si vedono <prominenze > di nuclei (che creano una serie di piccole gobbe nel profilo della fibra). Al loro interno queste fibre contengono sostanze contrattili, come lactina (è una proteina che esiste in tutte le cellule), ma soprattutto la miosina, tipicamente muscolare. Actina e miosina, insieme (e combinata con altri fattori), danno origine alla massima contrattilità dei tessuti. Guardando bene queste fibre muscolari si intravedono delle striature orizzontali: esse riflettono le strutture interne. Si tratta di ingranaggi a <pettine > che scorrono luno dentro laltro. Essi sono alla base del meccanismo di raccorciamento della fibra (contrazione muscolare). Una ricca rete vascolare (in azzurro) accompagna le fibre muscolari..
  • 48. Una fibra muscolare è formata da unità longitudinali ancora più piccolechiamate miofibrille, le cui unità di base sono filamenti microscopici chiamati actina e miosina (proteine che controllano la contrazione). Visti in sezione al microscopio elettronico questi muscoli rivelano la loro struttura filamentosa, costituita di un fascio di fibre più sottili, le cosiddettemiofibrille, dal diametro di 1-2 micrometri (milionesimi di metro). Ogni singola fibra muscolare è coperta da una delicata calza di fibre reticolari, dettaendomisio: nella foto corrisponde ai filamenti aggrovigliati intorno alle fibre.
  • 49. Fibre muscolari
  • 50. Fibre muscolari
  • 51. In risposta ad uno sforzo fisico intenso si attivanoper prime le unità motorie più piccole e, mano amano che lintensità aumenta, si ha un progressivo maggior reclutamento delle fibre rapide.
  • 52. Le FT si stancano velocemente e Le ST incrementano piana ogni ripetizione successiva piano la produzione diriducono la produzione di forza. forza. Però ad un certo punto anche loro riducono (gradualmente) la capacità di produrre forza.
  • 53. I due tipi di fibre sono presenti entrambi in tutti gli esseri umani,ma:• Alcune persone ne hanno di più di un tipo e meno di un altro.È dimostrato infatti, grazie ad alcuni studi, che ognuno di noinasce con una certa proporzione di fibre veloci e di fibre lente,determinata geneticamente. Fino a poco tempo fa si pensavache non fosse possibile modificare questa proporzione conl’allenamento, ma recenti studi hanno dimostrato la possibilità dilavorare su un tipo di fibre veloci (fibre del tipo II A), tramitel’allenamento aerobico, in modo da farle reagire come quellelente.• Sono distribuite in percentuali diverse a seconda dei muscoli.
  • 54. Sono distribuite in percentuali diverse a seconda dei muscoli.Percentuale di fibre lente e veloci nei muscoli scheletrici dell’uomoDove:ST = fibre lente;FTa = fibre veloci con alto potenziale metabolico ossidativo e glicolitico;FTb = fibre veloci con alto potenziale prevalentemente glicolitico MUSCOLO %ST %FTa %FTb Adduttore breve 45 15 40 Grande adduttore 55 15 30 Grande gluteo 50 20 30 Ileo psoas 50 -- 50 Pettineo 45 15 40 Psoas 50 20 30 Gracile 55 15 30 Semimembranoso 50 15 35 Tensore della fascia lata 70 10 20 Vasto intermedio Quadric. Femor. 50 15 35 Vasto mediale Quadric. Femor. 50 15 35 Soleo 75 15 10 Gran dorsale 50 -- 50 Bicipite brachiale 50 -- 50 Deltoide 60 -- 40 Romboide 45 -- 55 Trapezio 54 -- 46 Adduttore lungo 45 15 40 Gemelli 50 20 30 Gluteo medio/piccolo 50 20 30 Otturatore esterno/interno 50 20 30 Piriforme 50 20 30 Bicipite femorale 65 10 25 Sartorio 50 20 30 Semitendinoso 50 15 35 Popliteo 50 15 35 Vasto laterale 45 20 35 Retto femorale Quadric. Femor. 45 15 40 Tibiale anteriore 70 10 20 Retto addome 46 -- 54 Brachioradiale 40 -- 60 Gran Pettorale 42 -- 58 Tricipite brachiale 33 -- 67 Sopraspinato 60 -- 40
  • 55. Sono distribuite in percentuali diverse a seconda dei muscoli.Quanto velocemente un muscolo si stanca è unaconsiderazione molto importante nella costruzione dellascheda e nell’abbinamento degli esercizi se vogliamoottenere un risultato.Esempio: ipetrofia del deltoide posteriore, tricipiti (con + FT) allenati con i pettorali (+ ST) ecc.
  • 56. Distribuzione a seconda del soggettoDiventa evidentissima agli estremi, cioè osservando gli atleti d’élite (i campioni) nei vari sport.Gli atleti di resistenza come i maratoneti hanno anche l’80% di fibrelente.I velocisti, quelli che gareggiano a livello mondiale, anche l’80% di fibrebianche.
  • 57. Distribuzione a seconda del soggetto
  • 58. Limportanza della composizione percentuale dei vari tipi di fibre, è testimoniata anche dalle significative differenzeche separano atleti di elevato livello, impegnati in discipline sportive differenti. % DISCIPLINA AUTORI FIBRE LENTE Atletica - 100 - 200 m. 35 - 40 Bosco. 1985; Tihanyi, 1985. - 400 m. 40 - 50 Bosco. 1985; Tihanyi, 1985. - 800 - 1500 55 - 60 Bosco. 1985; Tihanyi, 1985. - 5000 m. - maratona 65 - 80 Bosco. 1985; Komi e coll., 1977. - marciatori 65 - 70 Bosco. 1985. - lanciatori 50 - 55 Bosco. 1985. - saltatori 50 - 55 Bosco. 1985; Tihanyi, 1985. Sci - fondo 65 - 85 Komi e coll., 1977; Tesch e coll., 1975. - slalom 50 - 55 Komi e coll., 1977. - salto dal trampolino 50 - 55 Komi e coll., 1977. Hockey su ghiaccio 45 - 60 Komi e coll., 1977. Pattinaggio su ghiaccio 65 - 70 Komi e coll., 1977. Ciclisti su strada 55 - 60 Burke e coll., 1977. Canoa 55 - 60 Komi e coll., 1977; Gollnick e coll., 1972. Nuoto 50 - 60 Lundin, 1974; Gollnick e coll., 1972 Orientamento 65 - 70 Thorxstensson e coll., 1977; Gollnick e coll., Sci acquatico 50 - 55 1972. Lotta 50 - 55 Tesch e coll., 1975. Sollevamento pesi 40 - 45 Tesch e coll., 1982. Body building 40 - 45 Tesch e coll., 1975. Pallamano 45 - 55 Hakkinen e coll., 1984. Pallavolo 45 - 55 Tesch e coll., 1982. Hockey su prato 45 - 50 Lavoro non pubbl. Univ. Jyvaskyla. Calcio 40 - 45 Prince e coll., 1977. Sportivi non competitivi 40 - 60 Jacobs, 1982; Apor, 1988. Carlsson e coll., 1975.
  • 59. Distribuzione a seconda del soggetto:a cosa serve conoscerla?
  • 60. Distribuzione a seconda del soggetto:a cosa serve conoscerla?Per allenarsi in modo da avere risultati.
  • 61. Distribuzione a seconda del soggetto: COME conoscerla?Biopsia del muscolo.Utilizzo di tabelle (generiche e puramente indicative)Vari "test" da provare in allenamento basati sul numero diripetizioni eseguibili con una data percentuale di caricomassimale.
  • 62. Distribuzione a seconda del soggetto: in conclusioneÈ interessante conoscere i principi basi della teoria delle fibremuscolari ma al momento nella pratica è applicabile inmodo limitato.Comporre la tabella (durate e numero di serie e ripetizioni)non dipende solo e solo dalla genetica del soggetto maanche e soprattutto da cosa sta cercando di raggiungere (isuoi obiettivi).
  • 63. Distribuzione a seconda del soggetto: in conclusione La pratica, prove ed errori sul soggetto da allenare oltre alla conoscenza dei vari principi d’allenamento permetteranno di allenarsi con risultato anche senza % e biopsieperché la teoria delle fibre muscolari comunque sta alla base ed è parte della spiegazione della validità di quanto sopra.
  • 64. Distribuzione a seconda del soggetto: in conclusioneNumero di ripetizioni Effetto <6 Per l’allenamento della forza muscolare. Sono stimolate e portate all’ipertrofia le proteine contrattili della fibra muscolare. 6-8 Per l’ipertrofia muscolare. Aumenta il numero delle proteine contrattili della fibra muscolare. 10-12 Per l’ipertrofia muscolare. Si sviluppano le membrane muscolari e il sarcoplasma, aumenta il numero e lo spessore delle membrane cellulari e il contenuto liquido della cellula (sarcoplasma) che stimola la sintesi proteica compensatoria. 15-25 Per l’ipertrofia muscolare. Si forza la formazione di energia. > 30 Per allenare alla resistenza. Si sviluppano i vasi sanguigni e mitocondri; aumentando l’apporto di sangue al muscolo si ha l’effetto della vascolarizzazione.
  • 65. Distribuzione a seconda del gruppo muscolarePer quanto ci siano differenzesoggettive nella distribuzione dellefibre muscolari, esistono dellesomiglianze di composizione valideper tutti.
  • 66. Rivestimenti Endomisio riveste ogni fibrocellula • Perimisio riveste gruppi di fibrocellule (fascetti ) • Epimisio circonda più fascetti
  • 67. Come avviene la contrazione muscolare?
  • 68. Anzittutto, dove avviene la contrazione muscolare?
  • 69. Anzittutto, dove avviene la contrazione muscolare? Nel sarcomero
  • 70. Sarcomero
  • 71. Sarcomero è lunità morfofunzionale e contrattile del muscolo striato scheletrico I componenti peptidici principali sono: • miosina (filamenti spessi disposti lungo il sarcomero) • actina (filamenti sottili disposti lungo il sarcomero)• altre proteine strutturali che permettono e favoriscono il mantenimento della struttura Al microscopio si possono riconoscere alcune microstrutture, cioè: la banda I (regione in cui troviamo solo filamenti sottili) la banda A (regione in cui troviamo entrambi i filamenti) la zona H (regione in cui troviamo solo filamenti di miosina) la linea M (una linea scura che corre al centro del sarcomero, su cui si inseriscono i filamenti miosinici)la linea Z (inizio e fine del sarcomero, linea su cui si inseriscono i filamenti di actina).
  • 72. Come avviene la contrazione muscolare? Quando un impulso nervoso (l’onda verde) arriva all’actina e alla miosina una serie complessa di eventi fa sì che la miosina si attacchi e avanzi lungo i filamenti di actina. Immaginate migliaia di questi filamenti che lavorano all’unisono.
  • 73. Cos’è lacontrazione muscolare?La contrazione di un muscolo non implicanecessariamente che il muscolo siaccorcia o che sposti un peso: significasolo che è stata generata tensione.
  • 74. DEFINIZIONE«contrazione muscolare» La contrazione di un muscolo non implica necessariamente che il muscolo si accorcia o che sposti un peso: significa solo che è stata generata tensione.
  • 75. Classificazione dellecontrazioni muscolari Statiche DinamicheIl muscolo sviluppa Il muscolo sviluppatensione ma non tensione e modifica lamodifica la propria propria lunghezzalunghezza e non producendo lavoro.produce lavoro. La distanza tra le inserzioni varia durante la contrazione.
  • 76. Classificazione dellecontrazioni muscolari StaticheIsometrica: (ugualelunghezza). Il muscolosviluppa tensione manon cambia la sualunghezza.Esempi:tirare un asciugamano datutte e due i capi;contrarre in simultaneabicipiti e tricipiti.Il carico è uguale allaforza o è immobile.
  • 77. Classificazione delle contrazioni muscolari DinamicheIsotonica Isocinetica Auxotonica Pliometrica
  • 78. Classificazione dellecontrazioni muscolariIsotonica Isotonica (uguale peso). Il muscolo si accorcia man mano che sviluppa tensione (fase concentrica positiva). Nella fase opposta (eccentrica negativa) il muscolo si allunga man mano che sviluppa tensione. Ha un "punto difficoltoso” e un “punto morto”, cioè lo sforzo non è continuo crescente. Esempi: il braccio solleva un manubrio, il braccio riabbassa il manubrio.
  • 79. Classificazione delle contrazioni muscolari Auxotonica (crescita del peso).Auxotonica Si tratta di una contrazione a sforzo variabile continuo crescente. È una variabile della contrazione isotonica classica. Esempi: si ottiene con l’utilizzo di estensori, carrucole, pulegge. La più moderna espressione di una contrazione auxotonica può venire data dall’utilizzo di una macchina dotata di particolari cammes.
  • 80. Classificazione delle contrazioni muscolari Isocinetica (uguale velocità).Isocinetica La tensione sviluppata dalla contrazione del muscolo, che si accorcia a velocità costante, è massima per tutto larco di movimento. Esempi: si ottiene con le apposite apparecchiature isocinetiche cioè strumenti che consentono di effettuare esercizi muscolari a velocità costante lungo lintero arco di movimento grazie ad un dispositivo di controllo idraulico o robotico. Lesercizio isocinetico è infatti finemente modulabile per cui può essere impiegato sia in pazienti estremamente deboli, sia in pazienti molto forti.
  • 81. Classificazione delle contrazioni muscolariIsocinetica
  • 82. Classificazione delle contrazioni muscolari Pliometrica.Pliometrica Si ottiene con una rapida inversione da una contrazione eccentrica ad una concentrica sfruttando lenergia elastica del muscolo accumulata nel primo tipo di contrazione. Esempi: salto a terra da sopra un rialzo con immediato rimbalzo in alto. Calcio ad un pallone.
  • 83. Classificazione delle contrazioni muscolariPliometrica
  • 84. Grafico di Hill Hill ha dimostrato matematicamente che la velocità è inversamente proporzionale alla forza. Di conseguenza alla velocità massima la forza è uguale a zero, mentre a velocità zero (o negativa) la forza è molto elevata. In altri termini: la forza espressa è massima durante contrazioni eccentriche (ripetizioni negative), si riduce in quelle isometriche e ancor di più in quelle concentriche.
  • 85. Grafico di Hill Questo fa capire la base razionale di molti principi d’allenamento coi pesi.
  • 86. Nella prossima lezione: Le leggi dell’allenamentoe i principi dell’allenamento di bodybuilding.