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le due guerre mondiali

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    Fiume1 Fiume1 Presentation Transcript

    • STORIA Di Roberto Perrone STORIA STORIA STORIA STORIA STORIA STORIA MENU
      • La sconfitta di ADUA 1896
      • Il regicidio di Umberto I 1900
      • L’assassinio dell’imp. d’Austria 1914
      • D’annunzio 1915
      • I Guerra Mondiale 1914
      • La beffa di Buccari (D’annunzio) 1918
      • Il volo su Vienna (D’annunzio) 1918
      • L’impresa di Fiume ( D’annunzio) 1919
      • Il biennio rosso (1919-1920) 1920
      • Il governo Facta 1922
      • I Quadriunviri 1922
      • La marcia su Roma 1922
      • Benito Mussolini 1922
      • Discorso di Mussolini alla camera 1922
      • Il governo di Mussolini 1922
      • La legge Acerbo 1923
      • Giacomo Matteotti 1924
      • Giovanni Giolitti
      • Antonio Salandra
      • Sidney Sonnino
      • Patti Lateranensi (l’uomo della Provv .) 1929
      • Mussolini a Lecce 1934
      • L’ etiopia è Italiana 1936
      • Leggi razziali 1938
      • Muore D’annunzio 1938
      • II Guerra Mondiale 1939
      • Dichiarazione di guerra 1940
      • Il Gran Consiglio 1943
      • Mussolini arrestato 1943
      • Mussolini liberato 1943
      • L’Armistizio a Cassibile 1943
      • La R.S.I. (SALO’) 1943
      • I Partigiani
      • Il RE scappa a Brindisi 1943
      • Sbarco in Normandia 1944
      • Morte di Mussolini 1945
      • Manifesti a Lecce 2005
      • Cronologia 1815 - 1946
      • Cronologia 2 1919 - 1945
      • D’annunzio visto dal sottoscritto
      • Bibliografia
      • Ricoscimenti
      • Prossimamente il nazismo
      • Contatti [email_address]
      • Per un completo utilizzo attivare prima il
      • Collegamento alla rete internet.
      MENU ESCI
    • La sconfitta di Adua La battaglia di Adua , che pose termine alle operazioni militari della campagna d'Africa Orientale, ebbe luogo il 1° marzo 1896 tra le forze italiane, comandate dal tenente generale Oreste Baratieri, e l'esercito abissino del negus Menelik II. Gli italiani subirono una pesante sconfitta, che arrestò per molti anni le loro ambizioni coloniali sul corno d'Africa. Per approfondire MENU
    • Il Regicidio di Umberto I Il nuovo ministero Saracco non basta a placare l'insoddisfazione verso una politica e un governo che hanno lasciato tracce indelebili di vergogna civile. Tanti, tra cui gli anarchici considerano responsabile e colpevole anche il sovrano. Il 29 Luglio 1900 l'anarchico Gaetano Bresci uccide a Monza Umberto I. Il regicidio segna il punto più alto della tensione politica di questi anni culminata con una insurrezione che durò vari giorni. Fu repressa nel sangue con i fucili e i cannoni dai carabinieri al comando del generale piemontese Fiorenzo Bava-Beccaris, che poi per questa azione di ordine pubblico fu insignito con la Croce di grand'ufficiale dell'ordine militare di Savoia !!!!! Per approfondire MENU
    • L'assassinio dell'erede al trono Francesco Ferdinando, avvenuto a Sarajevo per mano di un ragazzo bosniaco Gavrilo Princip che faceva parte della "Mlada Bosna"" (Giovane Bosnia) il 28-VI-1914 , è considerato l'evento scatenante della prima guerra mondiale. In realtà la situazione europea dopo la morte di Bismark si era evoluta verso la formazione di alleanze contrapposte , in seguito alla preoccupante aggressività della politica estera germanica. L'attentato di Sarajevo AVANTI
    • La Graf und Stift Rois De Blougne tourer del 1911 sulla quale viaggiava l'arciduca Francesco Ferdinando. Il foro lasciato dal proiettile che uccise Sofia è visibile sopra la ruota posteriore. Gavrilo Princip Per approfondire MENU
    • Inviato ( nel 1915 )dal governo italiano a inaugurare il monumento dei Mille a Quarto, D'Annunzio, il 14 maggio 1915 rientra in Italia presentandosi con una orazione interventista e antigovernativa. Dopo aver sostenuto a gran voce l'entrata in guerra contro l'impero Austro-ungarico, non esita ad indossare i panni del soldato l'indomani della dichiarazione. Si arruola come tenente dei Lancieri di Novara e partecipa a numerose imprese militari. Nel 1916 un incidente aereo gli causa la perdita dell'occhio destro; assistito dalla figlia Renata, nella «casetta rossa» di Venezia, D'Annunzio trascorre tre mesi nella immobilità e al buio, componendo su liste di carta la prosa memoriale e frammentaria del "Notturno". Tornato all'azione e desiderando gesti eroici si distingue nella Beffa di Buccari e nel volo su Vienna con il lancio di manifestini tricolori. Insignito al valor militare, il "soldato" D'Annunzio considera l'esito della guerra una vittoria mutilata . Caldeggiando l'annessione dell'Istria e della Dalmazia e considerando la staticità del governo italiano, decide di passare all'azione: guida la marcia su Fiume e la occupa il 12 settembre 1919. Dopo l'esperienza militare D'Annunzio elegge come sua dimora la villa Cargnacco sul lago di Garda, cura la pubblicazione delle opere più recenti, i già citati "Notturno" e i due tomi delle "Faville del maglio". 1915 MENU
    • I Guerra Mondiale La grande guerra 1915/1918 Per approfondire MENU
    • Per approfondire La Beffa di Buccari Lo Svan (M.A.S.) usato da D’annunzio nell’impresa MENU
    • Il volo di D’annunzio su Vienna VIDEO (clicca sul video e attendi) MENU
    • HOME La protesta italiana per la vittoria mutilata si concretizzò nell’Impresa di Gabriele d’Annunzio (1919) che occupò militarmente la città dichiarandola annessa al Regno d’Italia. Sconfessato dal Governo di Roma, il poeta resistette ad oltranza creando «La Reggenza Italiana del Carnaro» dotata di costituzione e di governo propri. Uno scontro armato fra truppe italiane governative e legionari dannunziani nel Natale del 1920 pose fine all’Impresa. Il 12 Novembre 1920 si era firmato un accordo diretto a Rapallo tra l’Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni che aveva dato vita, mutilando parte dell’area portuale, allo Stato Libero di Fiume. Vedi Filmato L'impresa di Fiume HOME MENU Per approfondire
    • FIUME MENU Così scrisse D’annunzio a Mussolini da Venezia quello stesso giorno:
    • FIUME Clicca sul filmato Lettera a Mussolini MENU
    • Il governo Facta Per approfondire MENU
    • Mussolini con i quadrumviri: da sinistra, Bianchi , De Bono , De Vecchi e Balbo (Foto Archivio Olympia) I Quadriunviri MENU Il motto pregiudicato e schietto Fu detto da un baldo giovanotto Fu trovato molto bello se ne fece un ritornello E il ritornello allegro fa così Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me Albione la dea della sterlina S'ostina vuol sempre lei ragione Ma Benito Mussolini Se l'italici destini sono in gioco può ripetere così Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me Franchezza di marca italiana Non vana baldanza che disprezza Chi sa bene quel che vuole Non può dir tante parole Per sbrigarsi gli conviene dir così Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me L'Italia che chiede un posto al sole Non vuole non può star sempre a balia Il linguaggio suo rivela che le è uscita di tutela E a chi si scandalizza può ripetere così Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me È strano c'è un ascaro che è allegro È negro ma parla in italiano Per provar che parla bene Proprio come si conviene Ripete a perdifiato tutto il dì Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me Me ne frego non so se ben mi spiego Me ne frego con quel che piace a me  
    • LA MARCIA SU ROMA AVANTI
    • La marcia su Roma Per approfondire MENU A Napoli il 24 Ottobre 1922 si tenne una massiccia adunata di squadre fasciste , alle quali Mussolini annunciò il proposito di calare su Roma se entro poco tempo non gli fosse stato affidato il governo dell' Italia. Mentre Facta si dimetteva il 26 Ottobre,dopo aver chiesto e non ottenuta la firma del re per lo stato d’assedio, le squadre con la complicità di prefetti e sindaci bloccarono molti uffici pubblici e ferrovie, nonostante fossero mal armate rispetto all'esercito. Occuparono e si ammassarono in città come Civitavecchia, Mentana e Tivoli, ma le loro condizioni si facevano abbastanza precarie: mancavano viveri, le armi erano spesso insufficienti o non adatte. Il re decise inizialmente la mobilitazione militare: Mussolini fu anche arrestato dal prefetto, ma il sovrano, temendo una guerra civile e la fine del suo regno, all' improvviso mutò atteggiamento non firmando il proclama di stato d' assedio del 28 Ottobre proposto da Facta. Mussolini che si era previdentemente ritirato a Milano (a pochi chilometri dalla neutrale Svizzera, possibile rifugio in caso di fallimento...), e da lì rifiutò anche le ultime mediazioni. Vittorio Emanuele sotto la spinta della classe industriale affidò la sera del 29 il compito di formare un nuovo governo a Benito Mussolini. Nel nuovo ministero entrarono grandi figure della prima guerra mondiale come Armando Diaz. I popolari e i liberali diedero il voto di fiducia al governo Mussolini sperando, come già Giolitti aveva auspicato, nella costituzionalizzazione della nuova realtà politica, ma già dai primi discorsi che il futuro duce tenne alla camera si delineavano già le caratteristiche totalitarie della sua ideologia politica.
    • Benito Mussolini Approfondimento MENU
    • Un bivacco di manipoli MENU
    • Mussolini sale al Quirinale per sottoporre al re Vittorio Emanuele III la lista dei ministri del suo primo governo. Oltre a Mussolini stesso, che si prende anche l'interim degli Interni e degli Esteri, vi figurano tre fascisti (A. Oviglio alla Giustizia, A. De Stefani alle Finanze, G. Giuriati alle Terre Liberate), due popolari (V. Tangorra al Tesoro e S. Cavazzoni al Lavoro e Previdenza sociale), due militari (A. Diaz alla Guerra e P. Thaon di Revel alla Marina), due democratici (G. Carnazza ai Lavori pubblici e T. Rossi all'Industria e Commercio), un nazionalista (L. Federzoni alle Colonie), un demosociale (G. A. Colonna di Cesarò alle Poste), un liberale (G. De Capitani d'Arzago all'Agricoltura) e un indipendente, poi fascista (G. Gentile all'Istruzione). Il primo governo di Mussolini Le trattative Il verbale della prima riunione del Governo Mussolini MENU
    • Acerbo Giacomo Uomo politico italiano (Loreto Aprutino 1888-Roma 1969). Deputato fascista (1921) e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1922-24), ebbe parte notevole nella riforma elettorale che permise l'affermazione fascista del 1924. Professore di economia agraria all'Università di Roma, più volte ministro e membro del Gran Consiglio, il 25 luglio 1943 votò contro Mussolini e fu perciò condannato a morte in contumacia nel processo di Verona (1944). Arrestato e condannato alla caduta del fascismo, fu successivamente amnistiato . Legge Acerbo legge elettorale maggioritaria approvata in Italia nel 1923, elaborata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio del governo Mussolini, Giacomo Acerbo (1888-1969). Concepita per favorire il rafforzamento del fascismo al potere, prevedeva l'assegnazione dei 2/3 dei seggi della Camera dei Deputati alla lista che avesse più voti. Il 14/11/1923 il Senato approva la legge Acerbo, con 165 voti favorevoli e 41 voti contrari. La “Pentarchia”, la commissione incaricata dal Consiglio nazionale del Pnf di preparare la lista dei candidati governativi, fascisti e fiancheggiatori, per la consultazione elettorale del 1924: da sinistra, Cesare Rossi, Giacomo Acerbo , Aldo Finzi, Michele Bianchi e Francesco Giunta (in piedi, il commendatore Moroni) MENU
    • Giacomo Matteotti Per approfondire 30/05/1924 MENU Giacomo Matteotti denuncia in Parlamento le violenze compiute dai fascisti durante la campagna elettorale e i brogli e le irregolarità che hanno caratterizzato lo svolgimento delle votazioni, delle quali chiede l'invalidazione. «   E adesso, potete preparare la mia orazione funebre.   »
    • Statista (Mondovì 1842-Cavour 1928). Deputato liberale dal 1882, ministro del Tesoro nel gabinetto Crispi (1889-1890), capo del governo nel 1892, si dimise l'anno dopo in seguito allo scandalo della Banca Romana. Ministro dell'Interno nel gabinetto Zanardelli (1901-1903), poi presidente del Consiglio quasi ininterrottamente dal 1903 al 1914 (1903-1905, 1906-1909, 1911-1914), attuò una politica liberale, evitando l'interferenza dello Stato nei conflitti tra capitale e lavoro e cercando, con vaste riforme sociali, di assorbire l'opposizione socialista nello Stato borghese. Dopo un'attenta preparazione diplomatica, attuò la conquista della Libia (1911-1912), alienandosi le simpatie del partito socialista. Per rinforzare la posizione elettorale dei liberali strinse un accordo con i cattolici (patto Gentiloni). Allo scoppio della prima guerra mondiale assunse una posizione nettamente neutralista. Fu ancora presidente del Consiglio nel 1920-1921. Sempre abilissimo nel trarre indicazioni strategiche dalle diverse situazioni politiche, si rivelò, però, incapace d'intuire la qualità del movimento fascista e di valutare appieno quale pericolo esso rappresentasse per le istituzioni democratiche, e solo dal 1924 passò a una dichiarata opposizione. Memorie della mia vita (1922). Per approfondire MENU
    • Antonio Salandra ( Troia (FG) , 13 agosto 1853 - Roma , 9 dicembre 1931 ) è stato un uomo politico italiano che fu Presidente del Consiglio dei Ministri dal 21 marzo 1914 al 18 giugno 1916 . Salandra, un conservatore, divenne primo ministro dopo la caduta del governo di Giovanni Giolitti , scelto dallo stesso Giolitti che ancora guidava la maggioranza in parlamento. Comunque, egli si distaccò ben presto da Giolitti sulla questione della partecipazione italiana alla prima guerra mondiale . Mentre Giolitti era schierato a favore della neutralità, Salandra e il suo ministro degli esteri, Sidney Sonnino , appoggiavano l'intervento a fianco della Triplice Intesa , e si assicurò l'entrata in guerra dell'Italia, nonostante l'opposizione della maggioranza del parlamento ( Neutralità italiana (1914-1915) ). Salandra si aspettava che l'entrata nel conflitto a fianco dell'Intesa avrebbe portato ad una rapida soluzione della guerra, ma in realtà poco cambiò, e il primo anno di guerra dell'Italia fu segnato da pochi successi. A seguito di una riuscita offensiva austriaca dal Trentino nella primavera del 1916 , Salandra fu costretto a dimettersi. Dopo la prima guerra mondiale, Salandra si spostò ulteriormente a destra, e appoggiò l'ascesa al potere di Mussolini nel 1922 . Antonio Salandra MENU
    • Il barone Sidney Costantino Sonnino ( Pisa , 11 marzo 1847 - Roma , 24 novembre 1922 ) fu un uomo politico e Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano dall' 8 febbraio 1906 al 29 maggio 1906 e dall' 11 dicembre 1909 al 31 marzo 1910 . Figlio di un commerciante di origine ebraica e di una gallese , Sonnino - di confessione anglicana - eredita il nome dal nonno materno, Sidney Tery. Laureatosi in legge, a soli diciotto anni, nel 1865 all'università di Pisa, Sonnino pratica la professione per un breve periodo prima di entrare nella carriera diplomatica risiedette a Madrid , Vienna e Parigi . Lascerà ben presto per dedicarsi a studi di natura economica in primis sulle condizioni dell'agricoltura italiana. A quest'epoca, precisamente nel 1878, egli avviò una nuova pubblicazione La Rassegna Settimanale, rivista che trattava all'inizio essenzialmente questioni di natura economica e finanziaria per poi concentrarsi via via pure sull'attività politica. Nel 1880 nella XIV legislatura è eletto deputato nel collegio di San Casciano in Val di Pesa ed in parlamento appartiene all'ala conservatrice. Nel 1893 è ministro delle Finanze e del Tesoro nel terzo Governo Crispi. Sonnino in governo persegue una politica di risanamento dei conti anche con misure impopolari (aumento dei dazi sul grano) e di rafforzamento della Banca d'Italia. Durante la crisi di fine secolo, diede inoltre ordine di sparare sulle folle che manifestavano. Tuttavia era un sostenitore del suffragio universale [1] . Negli anni successivi Sonnino si pone su posizioni liberalconservatrici, ostili alla politica di più ampie aperture di Giovanni Giolitti . Sonnino fu Presidente del Consiglio per brevi periodi nel 1906 per la prima volta, una partecipazione dei radicali al governo e nel 1909 . Sonnino è Ministro degli Esteri nel governo Salandra nel 1914 , egli partecipa pertanto ai negoziati segreti che portarono alla partecipazione dell'Italia alla I Guerra Mondiale , senza l'autorizzazione del paese, che sfoceranno nel Trattato di Londra, che prometteva all'Italia una serie di ampliamenti territoriali ( Neutralità italiana (1914-1915) ). Sidney Costantino Sonnino MENU
    • Patti lateranensi I Patti lateranensi presero il nome del palazzo di San Giovanni in Laterano in cui avvenne la firma degli accordi che furono negoziati tra il cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e Benito Mussolini , capo del Fascismo, come primo ministro italiano, sottoscritti l'11 febbraio 1929 stabilirono il mutuo riconoscimento tra il Regno d'Italia e lo Stato della Città del Vaticano. Il rapporto tra Stato e Chiesa era precedentemente disciplinato dalla così detta legge delle Guarentigie approvata dal Parlamento italiano il 13 maggio 1871 dopo la presa di Roma. La legge delle Guarentigie non venne mai riconosciuta dai vari Pontefici, da Pio IX in poi, e la somma stanziata anno per anno dal governo italiano venne conservata in un apposito conto, in attesa che la Santa Sede si decidesse ad accettarla. MENU
    • Mussolini a Lecce 07 Settembre 1934 MENU
    • Guerra d'Etiopia Per approfondire FILMATO (clicca) La canzone Faccetta nera - scritta nell’aprile del 1935 da Giuseppe Micheli fu ispirata da una bambina etiope tale Maria Vittoria Aradam e si riferisce alla conquista dell’Etiopia del 1936 Canzone “Mussolini andò al balcone” Canzone “Faccetta nera” Canzone “Fiamma nera” MENU
      • MANIFESTO REDATTO DA DIECI SCIENZIATI ITALIANI E PUBBLICATOSUL QUOTIDIANO "IL GIORNALE D'ITALIA " DEL 14 LUGLIO 1938
      • Le leggi razziali
      • Approfondimenti
      • I fatti storici (riassunto breve)
      • La difesa della razza
      MENU
    • Consolazione Non pianger più. Torna il diletto figlio a la tua casa. È stanco di mentire. Vieni, usciamo. Tempo è di rifiorire. Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio. Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato serba ancóra per noi qualche sentiero. Ti dirò come sia dolce il mistero che vela certe cose del passato. Ancóra qualche rosa è ne' rosai, ancóra qualche timida erba odora. (…….) D’annunzio muore il 1-Marzo-1938 alle ore 20,00 colpito da una emorragia celebrale al tavolo della “Zambracca” lo studio privato del Vittoriale. Riposa tra gli ulivi ed i lauri del Vittoriale accanto ad alcuni suoi fedelissimi legionari fiumani. La morte MENU
    • Per approfondire II Guerra Mondiale Patto d’acciaio 1939 Dichiarazione di guerra 1940 MENU Filmato - Clicca
    • II Guerra mondiale Per approfondire MENU
    • IL GRAN CONSIGLIO sfiducia Mussolini Il 25 luglio 1943 il Gran consiglio vota per il ripristino delle prerogative della Corona contro Mussolini. Arresto di Mussolini. Per approfondire MENU
    • Mussolini arrestato Per approfondire MENU
    • Una unità di truppe speciali tedesche avio-trasportate formate da reparti di SS e da paracadutisti al comando del maggiore Skorzeny, scendeva a Campo Imperatore, sul Gran Sasso. Nella foto a sinistra in alto l'albergo di Campo Imperatore, dove era custodito Mussolini. In alto a destra Mussolini esce dall'albergo, scortato dai paracadutisti che lo hanno liberato e sale sull’aereo che lo porterà in germania da Hitler, poi ci sarà la repubblica di Salò ma, questa è un’altra dolorosa storia. Per approfondire 12/settembre/1943 MENU
    • CASSIBILE 03 settembre 1943 Effettivo 08 settembre 1943 MENU
    • Repubblica Sociale Italiana SALO' Per approfondire MENU
    • I partigiani “ Ciao bella ciao ” si dice che fu composta da un anonimo medico partigiano). La musica, di autore sconosciuto, viene fatta risalire alla melodia di un canto ottocentesco delle mondine padane, con influenze di altri canti come "Fior di tomba" e "Picchia picchia la porticella“ Questa mattina mi son svegliato oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao, questa mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor. Oh partigiano, portami via oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao, oh partigiano, portami via, che mi sento di morir. E se io muoio lassù in montagna oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao, e se io muoio lassù in montagna tu mi devi seppellir. Seppellire sulla montagna, oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao, MENU
    • Per approfondire Vittorio Emanuele III FILMATO La voce del Re Vittorio Emanuele III La voce della regina Elena MENU
    • LO SBARCO IN NORMANDIA 6/Giugno/1944 D-DAY Per approfondire MENU FILMATO (Originale) (Clicca) ATTENDI ( Segue filmato )
    • FILMATO Per approfondire MENU
    • Il 28/aprile/2005 sono stati affissi a Lecce questi manifesti mortuari per commerarare il sessantesimo anniversario della morte di Mussolini e tutti i soldati della (R.S.I. Repubblica sociale Italiana)!!! E non e’ finita, nella chiesa “Cuore immacolato di Maria” di fronte all’hotel Zenit in Lecce si è celebrata una messa di suffragio. Premesso che dobbiamo avere rispetto per tutti i morti, questo episodio fa comunque riflettere………. MENU
    • Bibliografia
      • Roberto Martucci - L’invenzione dell’Italia unita – Roberto Martucci – Sansoni – Febbraio 2007
      • Renzo De Felice - Mussolini e il fascismo – Einaudi -
      • Arrigo Petacco - L’uomo della provvidenza – Mondadori – Ottobre 2004
      • Giordano Bruno Guerri - Antistoria degli Italiani – Mondadori – Aprile 1999
      • Franco Molfese - Storia del brigantaggio dopo l’unità – Feltrinelli - 1964
      • Gigi Di Fiore - Controstoria dell’unità d’Italia – Rizzoli – Ottobre 2007
      • Valentina De Giorgi - Mussolini – Alpha Test - 2004
      • Giorgio Pisanò - Gli ultimi 5 secondi di Mussolini - Il Saggiatore, Milano, 1996.
      MENU “ Vorrei morir ” di Francesco Paolo Tosti – Canta : Ben Heppner
    • MENU
    • Questo CD vuole essere un modesto contributo allo studio della storia presentata con il linguaggio dei giovani “il computer e la musica” Il CD è completamente gratuito e non vi è alcuno scopo di lucro. L’unico scopo e’ quello che il mio modesto lavoro, frutto della mia passione per la storia, possa aiutare i giovani a prepararsi adeguatamente per affrontate il loro futuro non senza aver conosciuto il loro passato, quello dei loro avi e del proprio paese. Realizzato con Power Point 2003 – grafica Photo-Studio2000 – taglio e adattamento Clip Windows Move Maker Computer “assemblato” dual core - processore 3400 Mhz – Disco fisso da 1 tetrabyte – Ram 4GB Fonti : Internet – biblioteca personale – videoteca personale – lezioni di università del Prof. Martucci Musiche La canzone “ARCU TE PRATU” è cantata da Bruno Petrachi Ciao bella ciao, Faccetta nera, Me ne frego, L’ha detto Mussolini, All’armi siam fascisti, Fiamma nera, Mussolini andò al balcone, Lili Marlene, on the road again, vorrei morir. Foto Le foto della prima e ultima diapositiva sono del sottoscritto FILMATI TOTO-I due marescialli, sbarco in Normandia, salvate il soldato Ryan, storia d’Italia Roberto Perrone – Lecce – Tel 348 7496386 – [email_address] Fine Menu Esc per uscire Dedico questa diapositiva al mio amico Bruno Petrachi autore della canzone “Arcu te pratu” ricordandolo sempre con affetto IL TESTO
    • BIENNIO ROSSO (sonoro durata 18 minuti) MENU Telegramma dall'Ansaldo occupata - 1920 "PREGIOMI INFORMARE LA SV CHE ACCIAIERIE CHIUSE DAL GIORNO 17 SONO STATE OCCUPATE DAGLI OPERAI CHE LAVORANO TUTTORA PER CONTO LORO SENZA CAPI STOP OSSEQUI ING GIUSEPPE POZZO" I Guerra mondiale Vittoria mutilata Fasci di combattimento L’assalto alla redazione dell’”AVANTI” Gli Arditi & i Fascisti L’occupazione delle fabbriche L’impresa di fiume L’avvento di Mussolni