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Comk interpers Comk interpers Presentation Transcript

  • Comunicazione Comunicazione interpersonale
  • Tre modalità di interazione comunicativa in un’organizzazione
    • Interpersonale
    • Interna
    • Esterna
  • Gregory Bateson:
    • gli individui non soltanto “ si mettono in comunicazione ” (approccio centrato sulla trasmissione di informazioni),
    • né semplicemente “ prendono parte alla comunicazione ” (approccio interazionista),
    • ma “ sono in comunicazione ” e attraverso la comunicazione giocano se stessi e la propria identità.
  • “Essere in comunicazione”
    • = nella e mediante la comunicazione le persone costruiscono, alimentano, mantengono, modificano la rete delle relazioni in cui sono costantemente immerse e che esse stesse hanno contribuito a tessere.
  • Funzione referenziale Vs. relazionale
    • Referenziale : serve per informare ed essere informati sui fatti esterni, sul mondo.
    • Interattiva : presiede alla costruzione, al mantenimento, alla gestione dei rapporti con gli altri.
  • Funzione interattiva
    • L’informazione concerne l’immagine che ciascuno vuol dare di sé agli altri e quindi l’immagine della relazione.
    • Ciò significa che attraverso la parola e i gesti, le espressioni, il movimento, insomma i segni verbali e non verbali, noi ci diciamo qualcosa riguardo a quali rapporti vogliamo instaurare con l’interlocutore, come ci vediamo, come vediamo l’interlocutrice, come vogliamo che l’altro ci veda ecc.
  • In ogni atto comunicativo, il comunicatore procede su due livelli:
    • livello di “ notizia ” : le cose che dice, i contenuti che manifesta, gli enunciati che produce un comunicatore.
    • livello di “ comando ” : indicazione all’interlocutore di come intendere le cose che dice il comunicatore e con quale valore comunicativo.
  • Esempio
    • A fronte di un’azione maldestra di B , A può fare il seguente commento:
    • La prossima volta fai un po’ più di attenzione
    • (livello di “notizia”)
  • Livello di “comando”
    • Ma, a seconda del modo con cui pronuncia questo enunciato (tono e intensità della voce, sguardo e mimica del volto, gesti delle mani, posizione del corpo ecc.), A può comunicare a B significati e valori comunicativi assai diversi fra loro.
  • “ La prossima volta fai un po’ più di attenzione”
    • Guarda che è un rimprovero molto serio.
    • E’ un commento che non potevo non fare, data la presenza di altre persone.
    • E’ una battuta bonaria.
  • Due livelli della comunicazione
    • Livello comunicativo : scambio di contenuti.
    • Livello metacomunicativo : la comunicazione che ha come oggetto la comunicazione stessa.
  • Metacomunicazione
    • Quando si passa al livello della metacomunicazione, l’oggetto della comunicazione diviene la cornice ( frame ) in base alla quale intendere e interpretare il messaggio stesso.
    • Infatti la metacomunicazione “inquadra” e fornisce un orizzonte di riferimento alla comunicazione.
  • Metacomunicazione  relazione interpersonale
    • Spostamento dell’attenzione dalle informazioni e dai contenuti trasmessi alla relazione interpersonale che si crea fra due o più interlocutori nel momento stesso che comunicano fra loro.
  • Metacomunicazione  relazione interpersonale
    • A un commento informativo della moglie:
    • Se non chiudi adagio lo sportello dell’armadio, si rompono le cerniere
  • Metacomunicazione  relazione interpersonale
    • … il marito può cogliere il tono seccato della moglie e fornire una risposta che segna il passaggio alla metacomunicazione e che sposta lo scambio comunicativo sulla loro relazione:
    • Anche quando mi devi dire qualcosa, continui a farmi dei rimproveri e a trattarmi come un bambino
  • La comunicazione in una prospettiva psicologica
    • La comunicazione è il tessuto che crea, mantiene, modifica e rinnova i legami (di qualsiasi tipo) fra i Ss.
    • Infatti ogniqualvolta un Sg comunica qualcosa a un altro, egli definisce nel medesimo tempo se stesso e l’altro, nonché la natura e la qualità della relazione che li unisce.
  • La comunicazione è la dimensione psicologica che produce e sostiene la definizione di sé e dell’altro
    • Ecco come sono.
    • Ecco come mi vedo.
    • Ecco come mi presento .
    In maniera più o meno esplicita, in ogni atto comunicativo ciascuno di noi è come se dicesse:
  • E contemporaneamente:
    • Ecco come ti vedo .
    • Ecco come tu sei secondo me .
    • Ecco che tipo di relazione ci lega .
    • (relazione fra genitori e figli, fra amici, fra amanti, fra colleghi, fra capo e collaboratore, fra docente e allievo ecc.)
  • Peculiarità della comunicazione interpersonale Non impone schemi = rapporto diretto, non mediato, spesso non strutturato Rischio di situazioni conflittuali Comunicazione esterna e interna = strutturate e (spesso) codificate Comunicazione interpersonale Importanza delle tecniche di c. interpersonale
  • Relazioni interpersonali
    • Uno a uno
    • Uno a pochi
    • Uno a molti
    Differenti dinamiche comportamentali
  • Comunicazione uno-a-uno
    • Caratteristiche: sincronia, possibilità di intervento, obiezioni e correzioni
    • Esempi: il faccia a faccia, la telefonata e l’e-mail
  • Comunicazione uno-a-pochi
    • Dinamica di gruppo e gestione del conflitto
    • Esempi: la riunione di lavoro
  • Comunicazione uno a molti
    • Caratteristiche: unidirezionalità ed esclusione di una partecipazione diretta
    • Esempi: la scrittura sul web, il parlare in pubblico e le interviste
  • Apertura e chiusura
    • Dato il coinvolgimento di due soli interlocutori, nella comunicazione uno-a-uno alcune fasi dell’evento comunicativo assumono un significato speciale.
    • In particolare le procedure di apertura e di chiusura di una conversazione.
  • Procedure di apertura = una sequenza di chiamate e risposte
    • Chiamate : hanno lo scopo di richiamare l’attenzione dell’interlocutore da parte di chi decide di aprire la conversazione (ad es. Ehi, ciao!, Paola?!, Mi scusi ).
    • A questo punto, è chi ha fatto la chiamata che deve introdurre il tema della conversazione, giustificano così la richiesta di attenzione.
  • Nella comunicazione uno-a-uno hanno pari rilevanza la comunicazione verbale e quella non verbale
        • La CV si identifica in tutto ciò che viene espresso mediante la voce, mentre la CNV include la lingua scritta, le manifestazioni artistiche, il linguaggio corporeo, ecc.
        • La CV (a differenza per es. di quella scritta) presuppone la compresenza fisica di un interlocutore.
        • Inoltre tutti noi quando parliamo usiamo altri linguaggi, oltre la voce, come gesti, sguardi, “atteggiamenti”, ecc.
    • Comprende i movimenti del corpo, del volto e degli occhi.
    • I nostri movimenti implicano la produzione e la trasmissione di significati.
    Il sistema cinesico
  • Movimenti del volto: sistema semiotico privilegiato; manifestazione di determinati stati mentali del Sg, esperienze emotive, atteggiamenti interpersonali. La mimica facciale
  • Espressioni facciali delle emozioni
  • Facial Action Coding System
  • Nella comunicazione uno a uno hanno pari rilevanza la CV e la CNV
        • Spesso usiamo questi linguaggi inconsciamente e altrettanto spesso questi vengono percepiti inconsciamente dall’interlocutore.
        • Tuttavia sono estremamente importanti e un uso più mirato e consapevole di queste risorse comunicative può migliorare notevolmente la qualità della comunicazione stessa, particolarmente di quella uno-a-uno:
  • Esempio
        • Una persona che fa una richiesta (per es. un cittadino) si può sentire in uno stato di inferiorità e di insicurezza dovuto a una mancanza di conoscenza e/o di familiarità con i temi o i contesti con cui entra in contatto e cerca quindi spesso conferma, nel linguaggio NV dell’altro, del fatto che la sua richiesta sia stata correttamente percepita e che la sua immagine sia accettata e “gradita”.
  • Comunicazione non verbale
    • La prima cosa che cerchiamo è normalmente il contatto visivo e in molti casi facciamo fatica a capire e a concentrarci se questo viene evitato o rifiutato dall’altro.
    • Altri “sbarramenti” comunicativi potrebbero essere le braccia incrociate o le dita “puntate ”.
    • Per assicurarvi una CV uno-a-uno fluida è bene rendersi coscienti del proprio uso della CNV.
  • Un esempio
    • Responsabile dell’URP che si accinge ad affrontare una difficile giornata di lavoro
  • Discutere di problemi gravosi con un persona che suscita in noi una certa diffidenza e che solitamente non ci presta la dovuta attenzione non è certo piacevole. Se fossi nei panni del responsabile dell’URP, come affronteresti l’incontro?
    • L’unica soluzione è mostrarsi estremamente decisi: solo così sarà possibile catturare l’attenzione del nostro interlocutore.
    • Vista la situazione, per conquistare l’attenzione dell’interlocutore è meglio usare un tono pacato e comprensivo e cercare la sua complicità sottolineando che i problemi da affrontare sono causati da altri.
  • (A) L’unica soluzione è mostrarsi estremamente decisi: solo così sarà possibile catturare l’attenzione del nostro interlocutore.
  • (B) Vista la situazione, per conquistare l’attenzione dell’interlocutore è meglio usare un tono pacato e comprensivo e cercare la sua complicità sottolineando che i problemi da affrontare sono causati da altri.
  • Importanza di saper cogliere il feedback
    • E’ la risposta che si ottiene dopo aver inviato un messaggio e che produce, a sua volta, un altro feedback, e così via.
    • Il feedback è un fattore di controllo della c., perché consente di verificare l’effetto che i nostri messaggi producono sull’altro.
  • Attraverso il feedback esprimiamo dissenso o assenso, accettazione o rifiuto, comprensione o incomprensione, chiarezza o confusione
    • Feedback positivo : è un messaggio di conferma, nel quale si approva ciò che l’altro ha detto (ex. la lode).
    • Significa:
    • “Tu esisti, sono d’accordo con te”
  • Attraverso il feedback esprimiamo dissenso o assenso, accettazione o rifiuto, comprensione o incomprensione, chiarezza o confusione
    • Feedback negativo : è un messaggio di negazione di quanto è stato detto (ex. La critica).
    • Significa:
    • “Tu esisti ma non sono d’accordo con te”
  • Attraverso il feedback esprimiamo dissenso o assenso, accettazione o rifiuto, comprensione o incomprensione, chiarezza o confusione
    • Disconferma : è una comunicazione patologica perché non prende in considerazione ciò che l’altro ha detto.
    • Spesso è veicolata attraverso una comunicazione non verbale (ex. voltare il viso dall’altra parte).
    • Significa:
    • “ Tu non esisti”