Comk interpers

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Comk interpers

  1. 1. Comunicazione Comunicazione interpersonale
  2. 2. Tre modalità di interazione comunicativa in un’organizzazione <ul><li>Interpersonale </li></ul><ul><li>Interna </li></ul><ul><li>Esterna </li></ul>
  3. 3. Gregory Bateson: <ul><li>gli individui non soltanto “ si mettono in comunicazione ” (approccio centrato sulla trasmissione di informazioni), </li></ul><ul><li>né semplicemente “ prendono parte alla comunicazione ” (approccio interazionista), </li></ul><ul><li>ma “ sono in comunicazione ” e attraverso la comunicazione giocano se stessi e la propria identità. </li></ul>
  4. 4. “Essere in comunicazione” <ul><li>= nella e mediante la comunicazione le persone costruiscono, alimentano, mantengono, modificano la rete delle relazioni in cui sono costantemente immerse e che esse stesse hanno contribuito a tessere. </li></ul>
  5. 5. Funzione referenziale Vs. relazionale <ul><li>Referenziale : serve per informare ed essere informati sui fatti esterni, sul mondo. </li></ul><ul><li>Interattiva : presiede alla costruzione, al mantenimento, alla gestione dei rapporti con gli altri. </li></ul>
  6. 6. Funzione interattiva <ul><li>L’informazione concerne l’immagine che ciascuno vuol dare di sé agli altri e quindi l’immagine della relazione. </li></ul><ul><li>Ciò significa che attraverso la parola e i gesti, le espressioni, il movimento, insomma i segni verbali e non verbali, noi ci diciamo qualcosa riguardo a quali rapporti vogliamo instaurare con l’interlocutore, come ci vediamo, come vediamo l’interlocutrice, come vogliamo che l’altro ci veda ecc. </li></ul>
  7. 7. In ogni atto comunicativo, il comunicatore procede su due livelli: <ul><li>livello di “ notizia ” : le cose che dice, i contenuti che manifesta, gli enunciati che produce un comunicatore. </li></ul><ul><li>livello di “ comando ” : indicazione all’interlocutore di come intendere le cose che dice il comunicatore e con quale valore comunicativo. </li></ul>
  8. 8. Esempio <ul><li>A fronte di un’azione maldestra di B , A può fare il seguente commento: </li></ul><ul><li>La prossima volta fai un po’ più di attenzione </li></ul><ul><li>(livello di “notizia”) </li></ul>
  9. 9. Livello di “comando” <ul><li>Ma, a seconda del modo con cui pronuncia questo enunciato (tono e intensità della voce, sguardo e mimica del volto, gesti delle mani, posizione del corpo ecc.), A può comunicare a B significati e valori comunicativi assai diversi fra loro. </li></ul>
  10. 10. “ La prossima volta fai un po’ più di attenzione” <ul><li>Guarda che è un rimprovero molto serio. </li></ul><ul><li>E’ un commento che non potevo non fare, data la presenza di altre persone. </li></ul><ul><li>E’ una battuta bonaria. </li></ul>
  11. 11. Due livelli della comunicazione <ul><li>Livello comunicativo : scambio di contenuti. </li></ul><ul><li>Livello metacomunicativo : la comunicazione che ha come oggetto la comunicazione stessa. </li></ul>
  12. 12. Metacomunicazione <ul><li>Quando si passa al livello della metacomunicazione, l’oggetto della comunicazione diviene la cornice ( frame ) in base alla quale intendere e interpretare il messaggio stesso. </li></ul><ul><li>Infatti la metacomunicazione “inquadra” e fornisce un orizzonte di riferimento alla comunicazione. </li></ul>
  13. 13. Metacomunicazione  relazione interpersonale <ul><li>Spostamento dell’attenzione dalle informazioni e dai contenuti trasmessi alla relazione interpersonale che si crea fra due o più interlocutori nel momento stesso che comunicano fra loro. </li></ul>
  14. 14. Metacomunicazione  relazione interpersonale <ul><li>A un commento informativo della moglie: </li></ul><ul><li>Se non chiudi adagio lo sportello dell’armadio, si rompono le cerniere </li></ul>
  15. 15. Metacomunicazione  relazione interpersonale <ul><li>… il marito può cogliere il tono seccato della moglie e fornire una risposta che segna il passaggio alla metacomunicazione e che sposta lo scambio comunicativo sulla loro relazione: </li></ul><ul><li>Anche quando mi devi dire qualcosa, continui a farmi dei rimproveri e a trattarmi come un bambino </li></ul>
  16. 16. La comunicazione in una prospettiva psicologica <ul><li>La comunicazione è il tessuto che crea, mantiene, modifica e rinnova i legami (di qualsiasi tipo) fra i Ss. </li></ul><ul><li>Infatti ogniqualvolta un Sg comunica qualcosa a un altro, egli definisce nel medesimo tempo se stesso e l’altro, nonché la natura e la qualità della relazione che li unisce. </li></ul>
  17. 17. La comunicazione è la dimensione psicologica che produce e sostiene la definizione di sé e dell’altro <ul><li>Ecco come sono. </li></ul><ul><li>Ecco come mi vedo. </li></ul><ul><li>Ecco come mi presento . </li></ul>In maniera più o meno esplicita, in ogni atto comunicativo ciascuno di noi è come se dicesse:
  18. 18. E contemporaneamente: <ul><li>Ecco come ti vedo . </li></ul><ul><li>Ecco come tu sei secondo me . </li></ul><ul><li>Ecco che tipo di relazione ci lega . </li></ul><ul><li>(relazione fra genitori e figli, fra amici, fra amanti, fra colleghi, fra capo e collaboratore, fra docente e allievo ecc.) </li></ul>
  19. 19. Peculiarità della comunicazione interpersonale Non impone schemi = rapporto diretto, non mediato, spesso non strutturato Rischio di situazioni conflittuali Comunicazione esterna e interna = strutturate e (spesso) codificate Comunicazione interpersonale Importanza delle tecniche di c. interpersonale
  20. 20. Relazioni interpersonali <ul><li>Uno a uno </li></ul><ul><li>Uno a pochi </li></ul><ul><li>Uno a molti </li></ul>Differenti dinamiche comportamentali
  21. 21. Comunicazione uno-a-uno <ul><li>Caratteristiche: sincronia, possibilità di intervento, obiezioni e correzioni </li></ul><ul><li>Esempi: il faccia a faccia, la telefonata e l’e-mail </li></ul>
  22. 22. Comunicazione uno-a-pochi <ul><li>Dinamica di gruppo e gestione del conflitto </li></ul><ul><li>Esempi: la riunione di lavoro </li></ul>
  23. 23. Comunicazione uno a molti <ul><li>Caratteristiche: unidirezionalità ed esclusione di una partecipazione diretta </li></ul><ul><li>Esempi: la scrittura sul web, il parlare in pubblico e le interviste </li></ul>
  24. 24. Apertura e chiusura <ul><li>Dato il coinvolgimento di due soli interlocutori, nella comunicazione uno-a-uno alcune fasi dell’evento comunicativo assumono un significato speciale. </li></ul><ul><li>In particolare le procedure di apertura e di chiusura di una conversazione. </li></ul>
  25. 25. Procedure di apertura = una sequenza di chiamate e risposte <ul><li>Chiamate : hanno lo scopo di richiamare l’attenzione dell’interlocutore da parte di chi decide di aprire la conversazione (ad es. Ehi, ciao!, Paola?!, Mi scusi ). </li></ul><ul><li>A questo punto, è chi ha fatto la chiamata che deve introdurre il tema della conversazione, giustificano così la richiesta di attenzione. </li></ul>
  26. 26. Nella comunicazione uno-a-uno hanno pari rilevanza la comunicazione verbale e quella non verbale <ul><ul><ul><li>La CV si identifica in tutto ciò che viene espresso mediante la voce, mentre la CNV include la lingua scritta, le manifestazioni artistiche, il linguaggio corporeo, ecc. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>La CV (a differenza per es. di quella scritta) presuppone la compresenza fisica di un interlocutore. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Inoltre tutti noi quando parliamo usiamo altri linguaggi, oltre la voce, come gesti, sguardi, “atteggiamenti”, ecc. </li></ul></ul></ul>
  27. 27. <ul><li>Comprende i movimenti del corpo, del volto e degli occhi. </li></ul><ul><li>I nostri movimenti implicano la produzione e la trasmissione di significati. </li></ul>Il sistema cinesico
  28. 28. Movimenti del volto: sistema semiotico privilegiato; manifestazione di determinati stati mentali del Sg, esperienze emotive, atteggiamenti interpersonali. La mimica facciale
  29. 29. Espressioni facciali delle emozioni
  30. 30. Facial Action Coding System
  31. 31. Nella comunicazione uno a uno hanno pari rilevanza la CV e la CNV <ul><ul><ul><li>Spesso usiamo questi linguaggi inconsciamente e altrettanto spesso questi vengono percepiti inconsciamente dall’interlocutore. </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Tuttavia sono estremamente importanti e un uso più mirato e consapevole di queste risorse comunicative può migliorare notevolmente la qualità della comunicazione stessa, particolarmente di quella uno-a-uno: </li></ul></ul></ul>
  32. 32. Esempio <ul><ul><ul><li>Una persona che fa una richiesta (per es. un cittadino) si può sentire in uno stato di inferiorità e di insicurezza dovuto a una mancanza di conoscenza e/o di familiarità con i temi o i contesti con cui entra in contatto e cerca quindi spesso conferma, nel linguaggio NV dell’altro, del fatto che la sua richiesta sia stata correttamente percepita e che la sua immagine sia accettata e “gradita”. </li></ul></ul></ul>
  33. 33. Comunicazione non verbale <ul><li>La prima cosa che cerchiamo è normalmente il contatto visivo e in molti casi facciamo fatica a capire e a concentrarci se questo viene evitato o rifiutato dall’altro. </li></ul><ul><li>Altri “sbarramenti” comunicativi potrebbero essere le braccia incrociate o le dita “puntate ”. </li></ul><ul><li>Per assicurarvi una CV uno-a-uno fluida è bene rendersi coscienti del proprio uso della CNV. </li></ul>
  34. 34. Un esempio <ul><li>Responsabile dell’URP che si accinge ad affrontare una difficile giornata di lavoro </li></ul>
  35. 35. Discutere di problemi gravosi con un persona che suscita in noi una certa diffidenza e che solitamente non ci presta la dovuta attenzione non è certo piacevole. Se fossi nei panni del responsabile dell’URP, come affronteresti l’incontro? <ul><li>L’unica soluzione è mostrarsi estremamente decisi: solo così sarà possibile catturare l’attenzione del nostro interlocutore. </li></ul><ul><li>Vista la situazione, per conquistare l’attenzione dell’interlocutore è meglio usare un tono pacato e comprensivo e cercare la sua complicità sottolineando che i problemi da affrontare sono causati da altri. </li></ul>
  36. 36. (A) L’unica soluzione è mostrarsi estremamente decisi: solo così sarà possibile catturare l’attenzione del nostro interlocutore.
  37. 37. (B) Vista la situazione, per conquistare l’attenzione dell’interlocutore è meglio usare un tono pacato e comprensivo e cercare la sua complicità sottolineando che i problemi da affrontare sono causati da altri.
  38. 38. Importanza di saper cogliere il feedback <ul><li>E’ la risposta che si ottiene dopo aver inviato un messaggio e che produce, a sua volta, un altro feedback, e così via. </li></ul><ul><li>Il feedback è un fattore di controllo della c., perché consente di verificare l’effetto che i nostri messaggi producono sull’altro. </li></ul>
  39. 39. Attraverso il feedback esprimiamo dissenso o assenso, accettazione o rifiuto, comprensione o incomprensione, chiarezza o confusione <ul><li>Feedback positivo : è un messaggio di conferma, nel quale si approva ciò che l’altro ha detto (ex. la lode). </li></ul><ul><li>Significa: </li></ul><ul><li>“Tu esisti, sono d’accordo con te” </li></ul>
  40. 40. Attraverso il feedback esprimiamo dissenso o assenso, accettazione o rifiuto, comprensione o incomprensione, chiarezza o confusione <ul><li>Feedback negativo : è un messaggio di negazione di quanto è stato detto (ex. La critica). </li></ul><ul><li>Significa: </li></ul><ul><li>“Tu esisti ma non sono d’accordo con te” </li></ul>
  41. 41. Attraverso il feedback esprimiamo dissenso o assenso, accettazione o rifiuto, comprensione o incomprensione, chiarezza o confusione <ul><li>Disconferma : è una comunicazione patologica perché non prende in considerazione ciò che l’altro ha detto. </li></ul><ul><li>Spesso è veicolata attraverso una comunicazione non verbale (ex. voltare il viso dall’altra parte). </li></ul><ul><li>Significa: </li></ul><ul><li>“ Tu non esisti” </li></ul>

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