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30° anniversario spegea l'intervista a vito carnimeo - a cura di rino scoppio - giugno 2011

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  • 14 Giugno 2011 è una data importante, Spegea ha compiuto 30 anni dalla sua fondazione.

    In questa lunga intervista Vito Carnimeo ci conduce in un lungo viaggio,
    dalla 1^ edizione del Master fino ai progetti futuri.

    In allegato, una ricca photogallery ci fa rivivere i momenti più significativi.

    Desidero ringraziare Katia Ruggiero per la preziosa collaborazione.
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  • 1. I 30 ANNI DI SPEGEAPer lo Sviluppo e la Formazione dei Talenti A cura di Rino Scoppio 14 giugno 2011
  • 2. 14 Giugno 2011 è una data importante, Spegea ha compiuto 30 anni dalla suafondazione.In questa lunga intervista Vito Carnimeo ci conduce in un lungo viaggio,dalla 1^ edizione del Master fino ai progetti futuri.Una ricca photogallery ci fa rivivere i momenti più significativi.Desidero ringraziare Katia Ruggiero per la preziosa collaborazione. Rino Scoppio. La locandina della 1^ edizione del Master 2
  • 3. 3
  • 4. 4
  • 5. I 30 ANNI DI SPEGEA L’intervista con Vito Carnimeo1991 2011 5
  • 6. RS Giugno 2011 è una data importante per Spegea: ha festeggiato i 30 anni dallasua fondazione.Vito, raccontarci del 1° anno di vita della scuola.Chi furono i promotori di questo progetto?VC Per me è molto emozionante ripercorrere questi 30 anni perché in buona parte liho vissuti “dal di dentro”.Ma soprattutto ho vissuto sia i primissimi anni di vita di Spegea che questi ultimi piùrecenti.Mi riporta al periodo della mia laurea e la grande incertezza che ho avuto subitodopo.La scelta di Spegea fu per me quasi casuale. Venni a sapere da una collega di studidella nascita di una Business School a Bari. Io volevo frequentare un Master ma inquel periodo non potevo permettermi di vivere a Milano o Roma. Così fui felice diiscrivermi ad un Master barese. Inizialmente avevo molti dubbi circa la validità diuna nuova istituzione locale.Mi ritrovai in quel 1° anno di vita in una sede “molto precaria”: era una costruzioneche ancora adesso esiste nella zona industriale di Bari. Una palazzina gialla piccola escomoda immersa in mezzo alle fabbriche del CO.ASI - Consorzio dell’AreaIndustriale..Qui abbiamo vissuto un anno intensissimo perché in quella sede abbiamo fatto la1^ edizione del Master.E’ stata una grande bella esperienza.Le prime sensazioni che ricordo di quel1° anno di vita di Spegea erano i dubbiche avevamo fra colleghi.Non sapevamo cosa fosse Spegea,chi ci fosse dietro, cosa volesse davvero diventare. 6
  • 7. Avevamo idea dei grandi master internazionali, ma il fatto che tutto questopotesse accadere alle spalle di casa nostra ci sembrava un po’ difficile, improbabile,troppo bello per realizzarsi, ma ci intrigava molto. Non ne siamo rimasti delusi, anzi!I grandi protagonisti del 1° anno e quindi i veri fondatori di Spegea sono stati: - l’Avv. Antonio Urciuoli, Presidente dell’Assindustria di Bari, imprenditore del latte con la Sail Perla di Gioia del Colle. - Il Direttore di Confindustria Carmine Cosentino che si diede da fare per implementare questa idea avveniristica di Urciuoli.I principali partners erano “ torinesi” e cioè l’Istituto S. Paolo di Torino e la S.A.A.che fornirono materiali, persone, competenze, progetti.Devo dire che all’epoca i torinesi ci credettero davvero perché inviarono due personestraordinarie che considero ancora miei primi maestri:il Prof. Caielli e il Dr. Pierpaolo Recuperati.Caielli era Responsabile dell’Organizzazione della Scuola Superiore diAmministrazione di Torino (S.A.A.).Pierpaolo Recuperati era Responsabile della Formazione del Gruppo S. Paolo diTorino.Due grandi personaggi con una visione della formazione veramente strategica, apertae innovativa, consapevoli dell’importanza del progetto Spegea per il Mezzogiorno.Impostarono i programmi didattici del master, che sostanzialmente nelle loro lineeessenziali sono rimasti uguali in tutti questi anni, data la validità dell’impiantogenerale di base. 7
  • 8. RS La 1^ edizione non si chiamava Master in General Management ma aveva unnome diverso, vogliamo ricordarlo?VC Si chiamava For.Man…Formazione Manageriale.For-Man (1°-2°-3° edizione).I primi 3 anni andammo avanti con questo acronimo.Poi a un certo punto l’abbiamo sostituito perchéci rendemmo conto che in inglese ForMansignifica “caposquadra” , “capoturno”,quindi la cosa ci sembrava riduttiva rispettoal profilo manageriale che volevamo perseguire.Nacque quindi l’acronimo SPEGEA, Scuola di Perfezionamento in GestioneAziendale, inventato dalla mia collega, la dott.ssa Elisa CAPOZZI, che insieme a mee alla Dott.ssa Paola Vignola, fu la prima tutor della scuola.RS C’è qualche episodio particolare di quella 1^ edizione che ti è rimastaimpressa?Ad esempio, lì sperduti alla zona industriale, come mangiavate?VC Noi mangiavamo nella stessa aula dove si faceva lezione.Arrivavano dei cibi precotti in vaschetta di alluminio dallo stabilimento della Fiat,non molto distante.Nel menù c’erano 6-7 pietanze diverse: potevano chiamarsi “minestra in brodo”piuttosto che “spaghetti col pomodoro” o “carne arrostita”.Tutti questi cibi avevanolo stesso sapore e la stessa consistenza; noi studenti ci ridevamo un po’ su, come sefosse il rancio militare.Quello era il cibo che ci “passava il convento” e quello si mangiava, fra uno scherzoe l’altro durante la pausa pranzo.Ricordo bene gli scherzi e il clima goliardico che si creò durante il corso, in fondouguale a quello di qualsiasi altra edizione successiva.Con molti di questi miei colleghi ci si incontra ancora: Ilde Simone, Giuseppe Ceci,Antonio Gargano, Sergio Sciancalepore, Massimo Ventura, Francesco De Fano.Posso dire serenamente che davvero tutti i personaggi hanno fatto un bel percorsoprofessionale dopo il Master, molti sono imprenditori e dirigenti d’azienda. 8
  • 9. RS Quali obiettivi strategici si volevano raggiungere con questa Scuola diFormazione Manageriale?VC Il progetto aveva una sua forte identità e collocazione anche in termini difabbisogno del tessuto industriale locale..L’obiettivo dell’Assindustria di Bari (allora si chiamava così) era quello di creareuna classe manageriale locale.All’epoca c’era una forte presenza delle Partecipazioni Statali e anche unaconsistente presenza di capitale straniero fra le aziende presenti nella nostraProvincia.Queste aziende avevano maestranze locali e management esterno.Questi manager venivano per uno o due anni nelle “sedi periferiche meridionali”delle loro aziende e dopo se ne tornavano a Milano, a Torino o all’estero.Invece Assindustria voleva giustamente una “propria” classe dirigente locale cherestasse radicata nel nostro territorio costantemente.Pensò di dotarsela attraverso una struttura formativa avanzata, direttamente gestitaqui a misura del fabbisogno che si evolveva nel tempo.Questo era il progetto, assolutamente valido e lungimirante. Convegno sulla “Formazione Manageriale” tenutosi presso Tecnopolis Da destra a sinistra i Professori Veneto, Dioguardi, Zoppi, Passero e Fabris 9
  • 10. RS Chi erano i vostri modelli di riferimento allora?Le grandi scuole di formazione manageriale di matrice anglosassone?O volevate un percorso più autonomo e “mediterraneo”?VC All’epoca (inizio anni ottanta) c’era un solo modello ed era quello delle BusinessSchool americane, replicato in declinazioni più o meno simili in varie parti delmondo.L’idea di inventarci un percorso più autonomo, più mediterraneo è sorta molti annidopo quando abbiamo cominciato a contattare i paesi vicini e a capire quali potevanoessere le nostre specificità.Abbiamo avuto contatti con la Libia, con la Grecia, con la Turchia …ma questaesigenza è nata dopo.All’inizio posso dire in tutta tranquillità che esisteva il solo modello americanoneanche europeo. La Comunità Europea con le sue direttive in tema di formazione èvenuta successivamente ed anch’essa è stata molto utile nell’evoluzione di SPEGEA.RS In quei primi anni, quali furono i docenti di riferimento?VC Io me li ricordo bene tutti perché fanno parte del mio vissuto personale.Ce ne sono alcuni che considero ancora dei miei maestri. Il primo ècertamente Aldo Fabris, che insegnava Organizzazione Aziendale all’IFAP di Roma,ci ha accompagnato per tantissimi anni fino a poco tempo prima della sua morte. Prof. Aldo Fabris. Docente di Organizzazione aziendale 10
  • 11. Oltre alle competenze professionali era un uomo di grande umanità, che dedicavatantissimo tempo ad ascoltare noi allievi fuori dall’aula, a cena per esempio, durantela quale ci raccontava quel che accadeva nei principali gruppi industriali del mondo.C’era il Prof. Diale, insegnante torinese di metodi quantitativi che noi chiamavamo“mici-diale” perché era bravissimo ma difficilissimo da seguire.Lui ci ha insegnato che, prima della statistica o dell’informatica, se uno non ha basidi matematica non può andare da nessuna parte….non può gestire strumenti di tipofinanziario, nè un qualunque strumento manageriale di tipo quantitativo. Forse era ildocente che ci ha fatto faticare maggiormente, ma gliene siamo tutti grati. Prof. Giulio Diale Docente di Metodi QuantitativiLa Finanza Aziendale l’abbiamo appresa da due docenti calabresi diventati famosi aMilano: il Prof. Vincenzo Comito ed il Prof. Felice Aloi.Il Prof. Facilla e il Prof. Centrone ci hanno trasmesso gli albori dei sistemiinformativi.Ci hanno insegnato a programmare in Basic, cosa necessaria per i computerdell’epoca.RS I computer quando sono arrivati in Spegea?VC I computer sono arrivati subito già dal primo corso.Erano dei “cassettoni” mi sembra dell’Apple.Si lavorava in Basic nel senso che noi dovevamo scriverci i programmi per riusciread ottenere qualcosa.Ti lascio immaginare.Oltre al contenuto tecnico-professionale, questi grandi professori illuminati ci hannoinsegnato “il saper essere” prima che “il saper fare”, quindi tutti gli aspetti cheaspettavano a svilupparsi in noi il senso della motivazione, della responsabilità,l’orientamento della persona verso il compito, l’ossessione del risultato daconseguire. 11
  • 12. La cultura di SPEGEA che si formava in quegli anni era basata sulla meritocrazia,sulle competenze, sui talenti e soprattutto sull’etica professionale.I docenti che ci hanno trasmesso questi grandi contenuti sono stati:Bernardo Nicoletti (Logistica e Acquisti), Luigi Pellizzoli (Gestione del personale),Francesco Pellizzari (Marketing). Prof. Vincenzo Comito Docente di Finanza Prof. Bernardo Nicoletti. Docente di LogisticaLoro ci hanno accompagnato per parecchi anni, sia nelle edizioni successive deiMaster sia nei primi corsi “ a mercato” per dipendenti di aziende della ZonaIndustriale di Bari. Con loro SPEGEA ha cominciato ad aprirsi ad altri prodottiformativi.RS Per quanto concerne i rapporti con le aziende, gli stage e le testimonianze,Spegea con quante aziende ha avuto modo di collaborare nei suoi 30 anni di vita?VC Sin dall’inizio Spegea partiva su un buon piedistallo perché l’Assindustria diBari ci ha fornito questi legami.Noi avevamo all’inizio almeno una ventina di aziende della zona industriale di Bariche ci sostenevano e credevano in noi. Ci hanno ospitato per le visite aziendali ehanno offerto molti stage ai nostri allievi.Diciamo che fra le tante mi viene in mente la Calabrese (che adesso non c’è più),la Osram, la SKF, la Natuzzi, la Fiat, la Birra Peroni, la Firestone, la Sail di Gioia delColle.C’erano delle aziende “particolari” molto aperte al territorio, quelle a PartecipazioneStatale che poi si sono in parte estinte (Isotta Fraschini, Italsider, Centro Acciai).Fra queste, la Breda Fucine Meridionali e la TermoSud di Gioia del Colle erano lepiù collaborative e aperte alle esercitazioni “sul campo”. 12
  • 13. In quest’ultima azienda io ho fatto lo stage e ho avuto modo di conoscere un capo delpersonale illuminato, molto avanzato per l’epoca: Cesare Ferretti, un altro grandemaestro. Lui è stato poi capo del personale del Gruppo Dioguardi, poi dellaFondiaria Assicurazioni, una persona che ha l’etica e la correttezza nel DNA.E’ una persona che ancora oggi invito nei corsi Spegea per dirigenti, perché è ungrande personaggio di altissima professionalità.RS Quando avete iniziato a mandare gli allievi di Spegea nelle aziende italiane delcentro nord e all’estero?VC Questo è successo via via che la realtà locale in parte si trasformava, in parteentrava in crisi ma soprattutto la realtà esterna assumeva un’importanza crescente.Noi non potevamo restare una scuola di provincia, come pure inizialmente alcuniimprenditori associati ad Assindustria di Bari sostenevano.Loro volevano la “loro” scuola locale ma questa sarebbe rimasta in tal caso unascuola di provincia.Le esigenze dei ragazzi spingevano verso imprese diverse, noi stessi dipendenti,aspiravamo a conoscere altre imprese multinazionali, ad entrare in contatto con altrerealtà economiche.Quando alcuni partecipanti del master hanno cominciato a frequentare stage inpiccole aziende locali di 20- 30 dipendenti sono scappati.Perché c’era un grosso gap fra ciò che veniva insegnato in aula da questi grandiprofessori e ciò che loro trovavano nelle piccole imprese locali.Qui si confrontavano a volte con imprenditori che avevano un buon tasso discolarità, che parlavano il dialetto che non sapevano cosa fosse il controllo digestione o la logistica.Le prime difficoltà sono nate lì: il gap fra un tessuto di imprese locali con grossilimiti e un progetto culturale del master che invece guardava molto lontano.Spegea quindi ha dovuto necessariamente rivolgersi ad altre grandi imprese diffusesu tutto il territorio nazionale e anche all’estero. 13
  • 14. Cerimonia consegna dei diplomi agli allievi del Master General 11°edizione avvenuta presso Tecnopolis nel 1993.RS Spegea è stata la prima scuola di formazione in Puglia ad ottenere lacertificazione Asfor.Per qualcuno questa certificazione può apparire un “proforma burocratico”.Quali sono i parametri di qualità che Asfor richiede alle scuole associate anche aquelle “storiche” come Spegea?VC Questo è un aspetto importantissimo che ha costituito e costituisce tuttora perSpegea un elemento di grande connotazione qualitativa.Entrare nell’Asfor e contribuire come socio fondatore ai processi di certificazione deiMaster ha significato compiere un grosso salto di qualità.Spegea come tante altre scuole prima che partisse il processo di certificazionedell’Asfor, erano “autoreferenziate”. 14
  • 15. Grazie all’Asfor tutto è stato codificato, proceduralizzato e connotato da fortistandard al di sotto dei quali non si può e non deve scendere.Cito alcuni dei principali parametri di Asfor: - Non si può scendere sotto un tasso del placement degli allievi dell’80% - I curriculum dei docenti devono essere tutti qualificati - Le ore di formazione per ciascuna disciplina non possono essere inferiori ad un determinato numero - Non solo lezioni frontali ma anche differenti metodologie didattiche (case history, role playing, etc.), devono rientrare nel pacchetto formativo del master - La tipologia di docenza deve essere non solo di estrazione accademica ma anche consulenziale e manageriale.Sono tutti elementi che in assenza delle ispezioni dell’Asfor, ognuno potrebbedefinire come crede, può gestirsi in maniera autonoma magari tendendo arisparmiare.Invece con l’Asfor tutto questo assume una rilevanza significativa, omogenea,comparabile, facendo riferimento anche a parametri internazionali. Il Presidente della Bocconi Prof. Claudio De Mattè (al centro) in visita a Spegea con il fondatore Avv. Antonio Urcioli (a destra)Dopo qualche anno SPEGEA, accanto al Coordinatore didattico, fu creata la figuradel Direttore che fu poi affidata a Giovanni BOZZO. Egli seppe interpretare moltobene questo ruolo dando ordine e organizzazione all’Ente. Fece trasferire SPEGEAin Tecnopolis-Nova Ortus e creò dei collegamenti molto utili con il FORMEZ diNapoli e la Bocconi di Milano, i cui Presidenti Zoppi e De Mattè furono spessoospiti dei nostri convegni e cerimonie di premiazione a fine corsi Master. 15
  • 16. RS Non possiamo negare che nel corso della sua vita, Spegea ha dovuto affrontareperiodi difficili.Quali erano le cause secondo te e con quali riforme strutturali si è riusciti arilanciarla?VC Questa è una domanda delicata perché rimanda a momenti difficilissimi diSpegea e nei quali si è dovuto cambiare strategia e rimuoversi.Io ho lavorato in Spegea continuativamente dalla fine del mio master 1983 fino al1994.Il 1994 è stato un anno terribile perché c’è stata la chiusura di Spegea.Io e tutti gli altri miei colleghi siamo stati licenziati nel gennaio del 1994 in unaforma improvvisa e inaspettata.Sapevamo che Spegea versava in gravi condizioni economiche perché la RegionePuglia non pagava le borse di studio e i contributi finanziari sulla base dei quali lascuola si reggeva prioritariamente.Gli aiuti che venivano da alcune aziende sotto forma di borse di studio non eranosufficienti..All’epoca Spegea era un’entità formativa “monoprodotto” tutta appiattita su unmaster di qualità certamente ma economicamente insufficiente.Non so chi decise questa chiusura nella maniera così balorda, contraria a qualsiasilogica etica ed anche economica, ma sicuramente quello fu il punto più basso toccatodalla nostra scuola.A distanza di qualche mese Spegea fu “rianimata” finanziariamente e quindi siprocedette alla riassunzione delle persone, ma per me psicologicamente si erano giàrotti i ponti. Quindi decisi che era venuto il momento di misurarmi in nuove realtàaziendali.Fu comunque l’occasione per ripartire con un profilo professionale diverso. Sonostato fortunato perché quasi subito fui assunto come Responsabile della Formazioneaziendale.Ho cominciato a fare il dirigente d’azienda in Natuzzi.Qui ho potuto sperimentare tutta la teoria con una prassi molto concreta.Tornando a Spegea, da quel momento la scuola cambia pelle. Si era capito che ilsemplice finanziamento pubblico non bastava più.La direzione fu affidata ad Antonio Russo, che insieme poi ad Elisa Capozzi feceroun bel lavoro di ricostruzione.Da essere monoprodotto diventa un’azienda che punta a diversificare.Si comincia a pensare a fare dei prodotti formativi a mercato, offrire dei servizi diselezione del personale e fare anche consulenza aziendale. 16
  • 17. RS Abbiamo parlato dei momenti di difficoltà avuti negli anni passati da Spegea,ma torniamo ad oggi.Puoi darci ora una sintesi dei risultati di bilancio del 2010?VC Mi chiedi di fare un grande salto temporale. Negli ultimi quindici anni SPEGEAha certamente avuto alti e bassi, ma ha continuato ad essere un grande punto diriferimento per la formazione manageriale nel mezzogiorno.Forse un nuovo momento di crisi si è verificato, per motivi soprattutto e semprefinanziari, fra il 2005 e il 2008 quando Confindustria Bari fa un grande sforzo permantenere in vita Spegea e quindi un ringraziamento particolare è dovuto alPresidente Alessandro LATERZA e al Direttore Umberto BOZZO. Essi si rendonoconto comunque che è venuto il momento di aprire a nuovi partner che possanoportare visioni nuove e soprattutto capitali freschi. L’ingresso di EXPRIVIA S.p.A.,che acquista il 60% del capitale SPEGEA, è l’inizio di un nuovo capitolo della vitadella scuola: la fase attuale di rinnovamento e rilancio. Sia Confindustria cheExprivia hanno voluto richiamare al vertice di Spegea “la vecchia guardia” dellaprima ora; così dopo un po’ di tentennamenti, io ho lasciato il Gruppo MERCK –SERONO a metà 2008 e sono tornato ad occuparmi di SPEGEA come Direttore eAmministratore Delegato a metà 2008.Abbiamo fatto l’assemblea di chiusura del 2010 poco tempo fa.Spegea ha conseguito un fatturato di 2 milioni di euro con un margine prima delleimposte di non meno del 10%.E’ un ottimo risultato in controtendenza non solo rispetto alle altre istituzioniformative del mezzogiorno ma addirittura a livello nazionale.In questi anni di crisi le attività di formazione hanno subito una forte penalizzazionee diverse battute di arresto in tutta Italia.Spegea invece è oggi in espansione.Ha conquistato questi ottimi risultati di bilancio ma soprattutto ha ottenuto unrilancio di immagine, di credibilità, di radicamento nel territorio e di diversificazionestrategica. Il merito è soprattutto dei dipendenti che ci hanno messo tantissimoimpegno, nel farsi carico di attività che prima erano affidate a consulenti esterni. Ciòha comportato uno sforzo di riorganizzazione molto significativo. 17
  • 18. I dipendenti Spegea nell’estate del 2008, dopo l’ingresso di EXPRIVIA, con il Presidente, l’Avv. Giancarlo Di Paola e la dott.ssa Giulia Lomio (Responsabile Controllo di Gestione)Adesso Spegea è strutturata in 3 Business Unit. - L’area dei Master e parlo al plurale perché accanto a quello storico in General Management se ne sono affiancati altri (Finanza, Risorse Umane, Sap…) - L’area dei Fondi Interprofessionali che ci consentono di fare tantissima “formazione continua” per i dipendenti delle aziende. - L’Area della Formazione finanziata dal FSE con partecipazione ad avvisi di gara della provincia, della regione o anche nazionali. Grazie ad un team di progettisti di formazione di prim’ordine, Spegea sta raccogliendo successi significativi in questo ambito. 18
  • 19. Home page del sito www.spegea.itRS Nel corso della sua vita Spegea quanti allievi ha formato?VC Noi abbiamo formato circa ottocento allievi del Master in General Management.Siamo arrivati alla 27^ edizione. Per rispondere alla domanda bisogna tener contoche abbiamo fatto tantissimi altri progetti di formazione oltre ai Master.Calcolando tutti i partecipanti che sono passati da Spegea..arriviamo a un numero dipoco inferiore a 10.000. Corso di Formazione per Responsabili Punto Vendita GDO organizzata nell’autunno del 2009. 19
  • 20. RS Mantenete un rapporto con gli ex allievi nel corso del tempo?VC Si certo.Esiste l’Associazione Alunni Master Spegea (AMS) in questo momentopresieduta da Rino Scoppio, che sta dando un profilo nuovoall’Associazione.Il legame tra Spegea e gli ex allievi è molto forte.Ci sono rapporti di collaborazione cheviaggiano su legami consolidati di conoscenza efiducia reciproca.Le aziende, dove sono presenti i nostri ex allievi,sono le prime a commissionarci corsi, stagisti. AMS Associazione Alunni Master SpegeaE’ un circolo virtuoso estremamentericco e variegato locale e nazionale.RS C’è stata qualche edizione del Master meno riuscita delle altre?VC Si, è successoVuoi per tecniche di selezione all’ingresso all’epoca non ancora perfettamente messea punto, vuoi perché ogni edizione del Master ha una sua “identità collettiva”.Ci può essere un numero di persone bravissime dal punto di vista scolastico eculturale ma tendenzialmente conflittuale, ciò può generare rallentamenti neiprocessi di apprendimento.Comunque globalmente siamo sempre stati soddisfatti di tutte le edizioni corsuali,non ne cancelleremmo nessuna, tutti hanno contribuito a consolidare il marchioSPEGEA. 20
  • 21. RS Nelle varie edizioni del Master ti sarà sicuramente capitato di assistere adepisodi curiosi e divertenti .C’è qualche aneddoto che ci vuoi raccontare?Il Consigiere Delegato Francesco Favia,il Direttore Giovanni Bozzo,il Coordinatore del masterVito Carnimeo con Paolo Aprile,Rappresentante degli allievi.VC Ce ne sono tanti, legati soprattutto ai vari docenti.Un ricordo piacevole, Bernardo Nicoletti, docente di logistica che ad ogni domandadifficile rispondeva “DIPENDE”.Lì per li ci scherzavamo sopra, ripetendo all’infinito quella parola in tutte leoccasioni, ma questa sua risposta apparentemente enigmatica portava le persone ariflettere e a fornire la soluzione giusta al quesito. Lui quindi riusciva a far nascere innoi lo spirito critico.Poi ricordo il sigaro e le scarpe grossissime di Aldo Fabris, docente diOrganizzazione, anche quelle oggetto di scherzi e battute. Forse è stato il docente piùamato e stimato dai partecipanti. Come non ricordare le tante coppie nate fra i banchidel master, poi convolate a nozze, alcune perfino fra docente e discente che adistanza di anni resistono molto bene.RS Vito, raccontaci ora il “dietro le quinte” del vostro lavoro.Come si svolge la pianificazione di una nuova edizione di un master? Una recente riunione di pianificazione delle attività della scuola. 21
  • 22. L’attuale Presidente di Spegea,Dott. Giovanni Sylos Labinimentre consegna il Diploma agliAllievi della seconda edizionedel Master in Managementdelle Risorse Umane.VC Ricordiamo che oggi per Spegea il Master in General Management rappresentauno dei tanti prodotti formativi.Certamente anche per me è il più importante, il più emblematico e il piùsignificativo.Il Master viene riprogettato già durante l’edizione precedente.Oggi stiamo facendo la 26^ edizione ma stiamo già progettando la 27^.Raccogliamo una serie di informazioni durante il corso, schede di valutazione deidocenti, schede di apprendimento degli allievi, feedback a vari livelli.Con questo materiale noi elaboriamo tutto ciò che va innovato o che dobbiamoconfermare.Poi c’è un momento “formale” di riprogettazione e quindi alla fine del Master noicominciamo a ragionare anche su quali sono i nuovi fabbisogni del territorio, come sistanno modificando con il concludersi della crisi economica, come stanno cambiandodeterminate funzioni in azienda, quali sono gli input che ci arrivano dal mondodell’economia e dell’Università.E’ un processo sempre aperto, è un “continuum” che ha dei momenti diformalizzazione.Non possiamo dire di aver avuto due master uguali in 27 edizioni. 22
  • 23. Gli allievi della II edizione del Master in “Financial and Relationship Banking”. 23
  • 24. RS Parliamo ora dello staff dei tuoi collaboratori.Ve ne sono alcuni che lavorano qui da tanti anni.Come si svolge qui in Spegea il lavoro quotidiano?LO STAFF SPEGEA: in alto, da sn: Vito Carnimeo, Giovanni Sylos Labini,Rossana Montemurno, Laura Losurdo,Renzo Baldi, Giuseppe Diretto,Luciana Scamacca, Vito Gargano, Brigida Nisi, Gaetano Diolaiuto, Katia Ruggiero,Manuela Mirizzi, Marina Pietragallo, Viola Veneziano, Eufemia Foggetti. 24
  • 25. VC Ci sono delle persone che sono qui da sempre e che io ho conosciuto quando hoiniziato a frequentare il For.Man 1.Parlo di Brigida Nisi, una delle prime assunte.Subito dopo sono entrati Renzo Baldi e Giuseppe Diretto.Via via si sono unite nuove persone che comunque sono qui già da qualche anno.Ci troviamo dunque ad avere una compagine molto variegata.Parliamo di una dozzina di persone fisse alcune con lunga anzianità professionale, ilche significa continuità, costanza, coerenza con il passato.Altre invece, di ingresso più recente, sono persone con esperienze professionali inaltre aziende e quindi ci hanno portato linfa nuova. 14 giugno 2011: LO STAFF SPEGEA 25
  • 26. RS Di recente la compagine azionaria di Spegea si è modificata con l’ingresso diExprivia nel capitale di maggioranza, come hai fatto cenno prima. Torniamo unattimo sul tema perché molti dei non addetti ai lavori non conoscono questasocietà.Ricordiamo che Exprivia ha il quartier generale a Molfetta, è quotata in Borsa,ha diverse sedi in Italia e all’estero…ed è fra i leader nel settoredell’Information e Communication Technology.L’ingresso di Exprivia nel capitale di Spegea, quali nuovi impulsi ha dato alvostro lavoro? Home page del sito www.spegea.itVC L’ingresso nel capitale di Exprivia è coinciso nel 2008 con il mio ritorno inSpegea come Direttore e Amministratore Delegato.Questa data, il 2008, è uno spartiacque.I primi anni del 2000 sono stati per Spegea un altro periodo di crisi.Infatti l’ultimo bilancio chiusosi positivamente è stato quello del 2001, dopodichèfino al 2009 abbiamo avuto bilanci negativi.Confindustria ha chiesto aiuto alle imprese associate. 26
  • 27. L’unica azienda che ha accettato è stata Exprivia.Questo gruppo ha rilevato da Confindustria il 60% del capitale di Spegeadiventandone il socio di maggioranza.Exprivia è una società atipica, si occupa di ICT, è quotata in Borsa, ha l’Headquartera Molfetta ma il “corpo produttivo” è anche nelle sedi di Milano, Madrid, Trento,Vicenza, Piacenza.C’è un imprenditore molto innovativo, Domenico Favuzzi, che ha saputo lanciaremolte nuove sfide e le ha vinte. Domenico Favuzzi, membro del CDA di Spegea 27
  • 28. Di conseguenza nella sua lungimiranza lui ha capito che Spegea poteva diventare unelemento di forza all’interno del proprio gruppo per fare formazione interna e nonsolo.E in effetti l’impulso che Exprivia ha dato a Spegea ha riguardato sia gli aspettifinanziari ma ha anche rappresentato un “captive market”; infatti una piccola macrescente quota della nostra attività formativa noi la facciamo per il gruppo.RS Vito, da poco tempo sei diventato anche Direttore Centrale Risorse Umane delGruppo Exprivia.Quanti sono in totale i dipendenti?VC Abbiamo circa 1400 dipendenti fissi del gruppo e continuano a crescere.Abbiamo recentemente fatto una nuova acquisizione con 150 dipendenti appartenentialla società RealTech tra Roma e Milano. 28
  • 29. Abbiamo inoltre 250 operatori di Contact Center.Vi sono diversi dipendenti nelle sedi estere con la recente acquisizione dellaspagnola Prosap.Abbiamo altre risorse in Messico e in Perù che cresceranno rapidamente nei prossimianni. 29
  • 30. RS In questi mesi è stato presentato il Piano Triennale di Sviluppo di Spegea.Puoi dirci quali sono le Linee Guida Strategiche per il futuro?VC Le Linee Guida sono fondamentali.Finalmente Spegea ha imparato, grazie al Gruppo EXPRIVIA a costruire il suofuturo non più vivendo anno per anno, ma esprimendo un Piano Triennale con unavisione di medio lungo periodo articolata e ben pianificataIl nostro Piano prevede: - Il rafforzamento delle aree organizzative già esistenti. - Un potenziamento dell’internazionalizzazione. - Un aumento della qualità delle attività formative. - Il consolidamento delle competenze interne. - Un mantenimento delle attività finanziate. - La vendita di servizi al mercato. - La possibilità di spostarsi su prodotti formativi tecnologicamente avanzati (Vogliamo diventare SAP Educational Center per il Mezzogiorno). - La progettazione e realizzazione di nuove attività in partnership con istituzioni importanti. 30
  • 31. Ecco questo è lo scenario.Non pensiamo di crescere dal punto di vista numerico resteremo “piccoli” ancheperché questo per una business school significa flessibilità e costi contenuti.Vogliamo crescere in qualità, immagine e risultati insieme a tutti i dipendenti diSPEGEA, che sono la vera risorsa portante.RS 30 anni sono passati dalla fondazione di Spegea.Vito, c’è un regalo che vorresti per la nostra scuola?VC Una nuova sede per Spegea.Io ritengo che quella attuale sia inadeguata.Mi piaceva di più quella di Tecnopolis.era più efficace ed efficiente.Oggi direi che l’Executive Center non rappresenta per Spegea un’opportunitàlogistica.Quindi io immagino una sede nuova, più bella, efficiente, con più aule, con miglioriservizi interni più capace di offrire ai partecipanti servizi adeguati. 31
  • 32. I 30 ANNI DI SPEGEA LaPhotoGallery 32
  • 33. 33
  • 34. 34
  • 35. 35
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  • 60. AMSAssociazione Master Spegea 60
  • 61. Sorta nel 1984, l’Associazione Master Spegea riunisce tutti coloro chehanno frequentato i corsi di formazione manageriale (Master) pressoSpegea.Con il completamento della XXVI edizione, sono più di 1.000 i diplomatiMaster della Spegea.Scopi dell’Associazione sono: - Non disperdere bensì rafforzare e valorizzare il patrimonio umano costituito dalla compagine degli ex allievi. - Tutelare la professionalità dei soci, stimolare l’interscambio di esperienze e conoscenze. - Organizzare attività di aggiornamento professionale, di studi, ricerche e conferenze sulle più svariate problematiche manageriali e imprenditoriali - Instaurare collegamenti e interscambi con altre associazioni similari 61
  • 62. I Componenti il Consiglio DirettivoRino Scoppio – Presidente: rinoscop@tin.itGiuseppe Mannarini: giuseppe.mannarini@sirapgema.comLuigi D’Amelio: damelio.luigi@libero.itGiuseppe Guerra: giuseppe.guerra@adecco.itFrancesco Favia: f.favia@uniapuliae.itAndrea Cassone: andrea.cassone@mpsbancapersonale.itPotito Perruggini: potito@email.itMario Pomarico: mario.pomarico@poste.itFra i compiti più importanti dell’Associazione Allievi Master Spegea vi èquello di favorire il network di relazioni.Per questo obiettivo l’Associazione ha individuato in Linkedin lostrumento per favorire i contatti fra gli ex allievi.Linkedin è la più importante piattaforma web per la valorizzazione delproprio profilo professionale.Ha più di 100 milioni di iscritti in tutto il mondo.Il Consiglio Direttivo di AMS Spegea invita tutti i partecipanti al Masterad aderire al Gruppo Linkedin “Alumni Spegea (Official Group)”. 62
  • 63. Il Master in General Management di Spegea è giunto oramai alla suaXXVII edizione.Fra le centinaia di allievi, abbiamo voluto dare voce a 2 di loro:Francesco Ciccolella - 7^ edizione del Master. Vicepresidente e Componente del Consiglio di Amministrazione della Ciccolella S.p.A.Tina Luciano – 10^ edizione del Master Sales Manager della Bellino Srl 63
  • 64. AMS Associazione Master SpegeaL’intervista con Francesco Ciccolella Luglio 2011 64
  • 65. RS - Francesco, raccontaci di come è maturato il desiderio di partecipare al Master Spegea. Quali erano all’epoca le tue motivazioni?FC - Io volevo assolutamente lavorare nel Marketing ma avevo una laureaumanistica….in sociologia con specializzazione in Antropologia Culturale.Con questo titolo di studio l’unica mia destinazione possibile poteva esserela Direzione del Personale.Per raggiungere le mie aspirazioni decisi quindi di frequentare il masterSpegea. RS - Tu hai partecipato alla 7 ^ edizione del master, quella del 1986-87. I tuoi ricordi più nitidi nel rapporto con i compagni di corso nei lunghi mesi in aula del Master?FC - Ricordo i lunghi mesi del master come un’esperienza molto intensa.Passavamo insieme tantissimo tempo…e condividevamo insieme gli sforzie gli obiettivi.Il legame era molto forte …anche se purtroppo poi ognuno di noi ha presola propria strada e con molti ci siamo persi di vista. 65
  • 66. RS - Puoi descriverci quali sono state le più importanti competenze professionali e umane che hai acquisito nel corso del Master e che poi hai avuto modo di utilizzare nel corso della tua carriera?FC - Provenendo da una laurea umanistica, il Master Spegea mi ha datotutto.Io non conoscevo neppure cosa fosse una partita doppia.Al termine del master sapevo leggere un bilancio, la contabilità,gli indici finanziari, il marketing strategico…Professionalmente tutto quello che so di discipline aziendali l’ho imparatoin quei mesi….Ma altrettanto importanti sono state le competenze acquisite sulletematiche trasversali e comportamentali.Durante il Master si impara a lavorare in gruppo….con altre persone cheriescono a completarti.Si riescono a raggiungere insieme gli obiettivi…Quando ho iniziato a lavorare in azienda….questa capacità mi ha datouna marcia in più rispetto agli altri colleghi che uscivanodall’università. 66
  • 67. RS - Dopo il Master hai avuto una lunga carriera internazionale, in particolare nei paesi del nord Europa. Vuoi parlarcene?FC - Subito dopo il Master Spegea sono entrato in un’azienda di computer,la Control Data.Poi sono passato all’elettronica di consumo con un’esperienza inun’azienda giapponese, l’Akai.Successivamente sono entrato in un’importante azienda danese,la Bang & Olufsen.Fino ad allora avevo sempre lavorato in Italia, nelle filiali italiane dellemultinazionali che ti ho citato.In Bang & Olufsen ero diventato capo della sede italiana.L’amministratore delegato dell’epoca mi chiede di trasferirminell’Headquarter in Danimarca….a Struer, una cittadina sperduta nel norddella Danimarca.Sono così diventato Responsabile mondiale del Marketing.Questa esperienza è durata 3 anni al termine della quale ho iniziato acollaborare con un’altra azienda danese, la Lego, leader mondiale neigiocattoli.Anche qui ero responsabile dell’area marketing.In Lego ho lavorato per 4 anni, soprattutto nella sede londinese del gruppo 67
  • 68. RS - Oggi hai molteplici interessi imprenditoriali.Sei fra l’altro Vicepresidente e componente del Consiglio diAmministrazione della Ciccolella S.p.A.E’ uno dei gruppi leader in Europa nella produzione ecommercializzazione di fiori recisi e piante da vaso. Prima azienda florovivaistica quotata in borsa in Europa, èspecializzata nella produzione delle colture protette di rose eanthurium (64 diverse varietà di rose e 25 di anthurium) e nelladistribuzione della più completa gamma di prodotti floreali.Non tutti la conoscono ma è una delle poche aziende meridionaliquotata alla Borsa di Milano.Com’è organizzata questa azienda fra le sedi italiane ed olandesi?FC - La Ciccolella è cresciuta in maniera impetuosa negli ultimi anni.E’ un’azienda fondata da mio padre, ha operato per molti anni solo alivello locale a Molfetta.Sette anni fa ha compiuto questo grande balzo soprattutto dopo laquotazione alla Borsa di Milano.C’è stata inoltre l’acquisizione di altre aziende olandesi attive nel settoredel trading di fiori.Questo l’ha fatta diventare una realtà leader a livello europeo.Ricordiamo che Amsterdam da quattro secoli è il principale snodomondiale nel commercio dei fiori. 68
  • 69. Abbiamo quindi integrato la produzione con la distribuzione, è stata questala scelta che ci ha fatto compiere il salto di qualità.Siamo diventati la seconda azienda europea nel trading dei fiori. RS - Alla luce della tua esperienza in Ciccolella, secondo te le aziende meridionali quali strategie devono adottare per rimanere competitive sui mercati italiani e internazionali?FC - Non so se esiste una “ricetta” specifica per le aziende meridionali.Io penso che le strategie di crescita siano applicabili a tutte le aziendeitaliane.Io vivo a Milano e anche qui la crisi ha colpito moltissime aziende.Penso che nei momenti quali stiamo vivendo oggi, l’indirizzo strategicorimanga l’INNOVAZIONE.Però voglio essere preciso nell’utilizzo di questa parola. 69
  • 70. Molti in Italia parlano di innovazione…ma io credo che questo terminevenga utilizzato spesso in maniera non corretta.L’innovazione in azienda deve essere un METODO, una DISCIPLINA.L’innovazione non è solo CREATIVITA’ ed ESTROVERSIONE.Bisogna imparare a farla l’innovazione…con tutti i suoi processi e le suemetodologie.Non basta avere solo delle belle idee.Bisogna poi saperle METTERE IN CAMPO.Questa è la strada che suggerisco a tutte le imprese italiane. 70
  • 71. AMS Associazione Master Spegea L’intervista con Tina LucianoL’intervista con Tina Luciano Luglio 2011 71
  • 72. RS - Tina, raccontaci di come è maturato il desiderio di partecipare al Master Spegea. Quali erano all’epoca le tue motivazioni?TL - Volevo finalizzare la mia formazione su temi concreti e operatividopo la mia laurea in Scienze Politiche.In particolare ero interessata a conoscere più da vicino il mondo del lavoroe l’esperienza della vita “reale” nelle aziende.Mi sentivo all’epoca un po’ troppo spostata sulla teoria. RS - Tu hai partecipato alla 10^ edizione del master, quella del 1990-91. I tuoi ricordi più nitidi nei lunghi mesi in aula del Master?TL - Tanti momenti mi sono rimasti impressi.Ricordo in particolare la qualità dei docenti e la formazione specificasvolta sul marketing.Quest’ultima, in forma rielaborata…. mi è servita poi per il mio lavoro nelmarketing Business to Business qui in azienda.Non è semplice applicare le metodologie del marketing ai prodottiindustriali. 72
  • 73. Tuttavia l’impostazione ricevuta al master sul Marketing Strategico e sullafinalizzazione degli obiettivi di mercato, mi sono tornati utili negli annisuccessivi.Ricordo diversi momenti importanti.. come ad esempio il brainstormingche facemmo con il tema “La nave va”. Era la frase usata da Craxi persignificare che nonostante gli scandali l’Italia continuava ad andare avanti:in quel brainstorming emersero sentimenti che da lì a qualche mese preseroforma in tutto il Paese e crearono un clima favorevole intornoall’operazione “Mani pulite”.Quel giorno ho imparato come lavorano i “cacciatori di tendenze” ed hoimparato quanto i politici si sentano una casta intoccabile.Nei rapporti con i compagni di Master mi piaceva molto il rapporto dicomplicità che si era venuto a creare durante le lezioni: un desiderio dicambiare in meglio se stessi e l’ambiente circostante.L’unico momento negativo che ricordo…un docente del nord che sidivertiva con battute sul Sud…e purtroppo queste generalizzazioni sonopoi diventate un viatico negli ultimi anni…per tanti luoghi comuni sullanostra scarsa voglia di lavorare….sulla nostra scarsa abitudine a pagare letasse…. sulla scarsa capacità di seguire delle regole … e via andando …Fra i docenti che ricordo invece con grande piacere ricordo sicuramenteViale….veramente mitico ….molto “piemontese” …mi piaceva molto lasua etica e il suo rigore professionale.Ricordo poi il “fumettone” Paderni… 73
  • 74. RS - Puoi descriverci quali sono le più importanti competenze professionali e umane che hai acquisito?TL - Ho imparato a guardare il mercato con un approccio strategico legatoad una “Visione”.E’ il concetto che poi ho ritrovato nel Sistema Qualità.Prima del Master non avevo una formazione tecnica dal punto di vistaamministrativo e delle competenze informatiche ma la formazione che hoacquisito in un anno mi è stata utilissima poi nella mia azienda dove nel1991 ho introdotto un software per la contabilità e – successivamente - iprimi rudimenti di software gestionale. Internet era ancora lontano… RS - Oggi lavori nell’azienda di famiglia, la Bellino srl con sede a Modugno (Ba). Progetta, produce ed assembla valvole di regolazione e attrezzature per la perforazione verticale del sottosuolo per la geognostica e per la ricerca ed estrazione di fluidi sotterranei (acqua, gas, petrolio). Lavorate dunque in una nicchia di mercato ad alto contenuto tecnologico. Chi sono i vostri clienti principali? 74
  • 75. TL - I nostri prodotti li vendiamo principalmente ai dealer e ai costruttoridi grandi impianti estrattivi.La nostra azienda è cresciuta moltissimo negli ultimi anni.In passato eravamo solo un’officina che lavorava in conto terzi per leaziende meccaniche locali come Nuovo Pignone o Isotta Fraschini.Realizzavamo solo alcune fasi dei processi di queste aziende.Il grande lavoro che abbiamo fatto è stato quello di spostare la nostraproduzione dal contoterzi ad un prodotto vero e proprio.Questo grazie anche a diverse strategie di diversificazione dei prodotti edelle unità di business.Noi lavoriamo sia nel settore delle valvole che nelle attrezzature necessarieper le perforazioni.Siamo presenti nel mercato delle perforazioni a terra.Di recente abbiamo acquisito la certificazione per le operare nel settorepetrolifero off shore.Stiamo calibrando il nostro ingresso in quest’ultimo mercato …che è moltocomplesso. 75
  • 76. RS - Oggi secondo te le aziende meridionali quali strategie devono adottare per rimanere competitive sui mercati italiani e internazionali?TL - Devono lavorare alla diversificazione del prodotto attraversol’innovazione.Io credo che le piccole imprese abbiano un limite molto grosso che èquello di non poter investire grandi risorse nella ricerca.Quest’ultima impone tempi e risorse che una piccola e media impresa nonpuò immaginare di sostenere.Penso che il TRASFERIMENTO TECNOLOGICO sia una dellepossibilità per ottenere questa diversificazione in tempi relativamenterapidi e con costi sostenibili.Personalmente ho lavorato molto per andare sui mercati esteri .Anche se oggi è molto più impegnativo rispetto agli anni passati.Cina e India sono cresciuti molto rapidamente.Su alcune tipologie di prodotto sono già molto aggressivi…soprattuttosulla gamma medio bassa….ma stanno lavorando bene anche su nicchie ditecnologia avanzata. 76
  • 77. Oggi stare sui mercati esteri non è facile dal punto di vista organizzativo egestionale.Sul mercato nella sua globalità vedo una grande “fatica” a stare al passo daparte delle PMI.Sono necessarie molte più “risorse” rispetto al passato per esserecompetitivi.Guardo con interesse all’integrazione fra diverse imprese…come adesempio il Contratto di Rete.Noi stiamo lavorando su questo nel settore Oil & Gas.Abbiamo creato un’aggregazione di 4 imprese per integrare la nostraofferta.Il tutto per consentire ai nostri clienti di avere un unico interlocutore peruna gamma più ampia di prodotti.Il contratto di Rete serve anche per aumentare l’efficienza dell’areacommerciale.Pensiamo che ci siano delle nicchie di prodotto e di relazione con ilmercato che consentono di mantenere un Vantaggio Competitivo.Dobbiamo cogliere questa opportunità.Il nostro tessuto imprenditoriale locale è dinamico…però vedo allo stessotempo che una crisi durata più di due anni ha indebolito notevolmentesistema produttivo e “stancato” molto gli imprenditori e le imprese.Diverse di queste hanno chiuso….soprattutto per problemi diposizionamento di mercato laddove c’era una dipendenza molto forte dalmercato locale.Le imprese più presenti all’estero invece hanno potuto affrontare meglio lacrisi. 77
  • 78. L’integrazione fra le aziende rimane fondamentale.Non si può pensare di andare da soli sui mercati esteri.Purtroppo le imprese europee nostre competitor si presentano sui mercatiesteri come “SISTEMA” ..cosa che invece noi italiani non riusciamo afare.Facciamo molta fatica su questo perché i nostri politici sono presi da altrequestioni e quindi non lavorano sulla definizione di una autenticaPOLITICA INDUSTRIALE…..…anche se ci sono alcune differenze fra sistemi nazionali e locali.Noi imprenditori sentiamo molto l’assenza di un supporto del SistemaPaese.Solo a titolo di esempio, cito le norme contraddittorie che sono stateemanante in tema di energie alternative.Dobbiamo definire una Politica Industriale… che significa costruire unoscenario favorevole alle imprese per il raggiungimento di obiettivi chiari.Invece questi strumenti e questa visione non sono assolutamente chiariperché ognuno si muove in maniera autonoma come meglio può.La “Visione “ di Cina e India è molto chiara.Non mi è chiaro quale visione abbiamo come Sistema Italia.Da parte nostra c’è sempre molta buona volontà e con la creatività e labuona volontà abbiamo spesso ottenuto grandi risultati.Oggi i competitors sono aumentati e – soprattutto – hanno idee chiare eprogetti da implementare attraverso scelte coerenti …… temo che buonavolontà e creatività questa volta non saranno sufficienti per conservare lenostre posizioni. 78
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