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Altri Intermediari

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  1. Gli Altri Intermediari non Bancari Fondi Pensione e altri soggetti operanti nel settore finanziario A cura di Renato Guerriero 1
  2. Gli Altri Intermediari non Bancari Indice I Fondi Pensione I Soggetti operanti nel settore finanziario 2
  3. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione Funzione Normativa di riferimento Covip Fondi Chiusi, Aperti, a prestazione definite e a contribuzione definita I fondi pre-esistenti I fondi negoziali Il funzionamento dei fondi pensione 3
  4. Gli Altri Intermediari non Bancari I Sistemi Previdenziali I sistemi previdenziali sono generalmente costituiti da tre pilastri Il primo è quello obbligatorio, gestito dallo stato, cui tutti devono contribuire e che garantisce un livello di pensione minimo Il secondo è quello privato cui azienda e lavoratore contribuiscono spesso in percentuali paritetiche Il terzo è quello interamente privato e volontario, quasi corrispondente al risparmio inteso tradizionalmente, ma spesso caratterizzato da un’imposizione fiscale più conveniente 4
  5. Gli Altri Intermediari non Bancari Il Secondo Pilastro 1. I fondi pre-esistenti, gestiti dal datore di lavoro, sono nati prima del 1993 e sono spesso di matrice bancaria o dedicati al personale dirigenziale. Possono gestire direttamente i loro attivi e sottostanno ad un regime piuttosto blando in termini di vincoli e limiti d’investimento. La maggior parte di essi sono chiusi. 2. Fondi negoziali, perché nati da un contratto tra aziende e rappresentanti dei lavoratori, riguardano settori industriali, grandi aziende o regioni. Sono strettamente vigilati da Covip 3. Fondi aperti, istituiti da banche, sgr o imprese assicurative principalmente dedicati ai lavoratori autonomi. 4. Piani Pensionistici Individuali, istituiti da compagnie assicurative e distribuiti da agenti/promotori finanziari. 5
  6. Gli Altri Intermediari non Bancari Il valore del secondo Fondi negoziali 16.137 pilastro, giugno 2009 dati in milioni di euro Fondi aperti 5.272 PIP 2.750 Pre-esistenti 36.000 TOTALE 60.159 6
  7. Gli Altri Intermediari non Bancari Fondi Pre-esistenti Fund Name AUM mio EUR Fund Name AUM mio EUR Fondo P.dipendenti Previndai 3902 IBM 352 Fondo Cariplo 2313 Fondo di P. Cr Firenze 333 Fondo P. B.di Roma 1400 Fondo dirigenti FIAT 254 Cassa di previdenza Fondo Unicredit 1373 MPS 247 Fondo pensione Fondo Mario Negri 1159 dirigenti IBM 155 Fondo pensione Fondo pensione San Paolo 955 Giornalisti 136 Fondo pensione BNL 942 F.P. Montedison 116 Fondo pensione BCC 919 UBIFONDO 98 Previbank 908 Fondo P. Medici 94 Fondo Credito Fondo pensione Agenti 700 Valtellinese 86 Previp 640 Fondo BP Ancona 85 Fondo Previgen 379 TOTALE 17546 7
  8. Gli Altri Intermediari non Bancari Fund Name AUM (mio. €) Fund Name AUM (mio. €) Cometa 4.415 Arco 209 Fondi negoziali Fonchim 2.187 Previvolo 190 Laborfonds 766 Prevedi 186 Fonte 732 Espero 175 Fopen 720 Foncer 160 Fondenergia 698 Prevaer 109 Telemaco 651 Fondav 80 Alifond 467 Fopadiva 70 Fondoposte 422 Concreto 66 Priamo 418 Fondosanità 56 Eurofer 375 Astri 50 Gommaplastica 357 Filcoop 28 Previmoda 340 Mediafond 28 Previambiente 288 Previlog 26 Pegaso 286 Artifond 21 Cooperlavoro 283 Marco Polo 14 Solidarietà Veneto 276 Agrifondo 7 Byblos 269 Famiglia 2 Fondapi 262 Fundum 2 Quadri e Capi FIAT 220 Previ prof 2 Previcooper 212 TOTAL 16.125 8
  9. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione La prestazione pensionistica per vecchiaia al compimento dell’età pensionabile (anche liquidazione parziale del capitale accantonato); La prestazione pensionistica per anzianità solo in caso di cessazione dell’attività lavorativa (anche liquidazione parziale del capitale accantonato); Anticipazione delle prestazioni per spese sanitarie per terapie ed altri interventi straordinari, acquisto prima casa, per sé o per i figli; Riscatto della posizione individuale maturata in caso di perdita dei requisiti di iscrizione ed in caso di morte dell’iscritto è possibile la riscossione dell’intero capitale accantonato; 9
  10. Gli Altri Intermediari non Bancari Norme di riferimento D.Lgs. 21 Aprile 1993, n. 124 Disciplina delle forme pensionistiche complementari. Istituzione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP). Abrogato D.M. Tesoro 21 Novembre 1996, n. 703 Norme sui criteri e limiti di investimento delle risorse dei fondi pensione. Regole in materia di conflitto di interesse. D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 Delibere e Comunicazioni COVIP 10
  11. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - Covip Ha personalità giuridica di diritto pubblico; Vigilata ed indirizzata a sua volta dal Ministro del lavoro (in concerto con il Ministro del tesoro); La corte dei conti esercita il controllo generale sulla commissione per assicurare la legalità e l’efficacia del suo funzionamento; Persegue lo scopo di corretta e trasparente amministrazione e gestione dei fondi per la funzionalità del sistema di previdenza complementare; Tiene l’albo dei fondi pensione; Autorizza preventivamente l’esercizio dell’attività; Approva gli statuti ed i regolamenti; Verifica il rispetto dei criteri di individuazione e ripartizione del rischio; 11
  12. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - Covip Definisce d’intesa con le autorità di vigilanza dei soggetti abilitati a gestire le risorse, schemi-tipo di contratti tra i fondi e i gestori; Autorizza preventivamente le convenzioni; Indica criteri omogenei per la determinazione del valore del patrimonio dei fondi e della loro redditività; Valuta l’attuazione dei principi di trasparenza nei rapporti con i partecipanti; Esercita il controllo sulla gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale, contabile dei fondi anche mediante ispezioni; Ha diritto di ottenere le notizie e le informazioni richieste alle P.A. e tali notizie sono coperte dal segreto d’ufficio anche nei riguardi della P.A. ad eccezione del Ministro del lavoro; 12
  13. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - Tipologia Fondi negoziali Fondi aperti Riservati a destinatari determinati Indirizzati a soggetti non destinatari di fondi chiusi; Istituiti da contratti o accordi Istituiti dai soggetti specifici interni a gruppi omogenei di lavoratori; Costituiti in forma di patrimonio autonomo, nell’ambito del soggetto Soggetti giuridici distinti dai promotore; soggetti promotori; Gestione diretta o delegata delle Obbligo di osservanza di specifici risorse (si ritengono applicabili i modelli gestionali delle risorse criteri e limiti legali di investimento (mandato di gestione, gara previsti per i fondi chiusi); pubblica); 13
  14. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - Tipologia A contribuzione definita A prestazione definita Livello fisso di contribuzione Livello di contribuzione Prestazione pensionistica variabile variabile in funzione del Prestazione pensionistica rendimento predefinita 14
  15. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione negoziali Le principali fonti istitutive sono le seguenti: Contratti e accordi collettivi, anche aziendali; Accordi fra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti, promossi da loro sindacati o associazioni; Regolamenti di enti o aziende, i cui rapporti di lavoro non siano disciplinati da contratti o accordi collettivi, anche aziendali; 15
  16. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione negoziali Come soggetti giuridici, di natura associativa ai sensi dell’art. 36 c.c., distinti dai soggetti promotori dell’iniziativa (co. 1, lettera a); Come soggetti dotati di personalità giuridica ai sensi dell’art. 12 c.c. (co. 1, lettera b); Nell’ambito del patrimonio di una singola società o di un singolo ente pubblico attraverso la formazione di un patrimonio di destinazione, separato ed autonomo, (co. 2); 16
  17. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione negoziali Organi statutari del Gestore del fondo fondo pensione Funzione amministrativa, di indirizzo, garantisce lo svolgimento dell’attività del fondo e il raggiungimento delle sue finalità Banca depositaria Custode delle risorse Esegue gli ordini del gestore finanziario e vigila sul suo operato, garantisce il proprio adempimento Gestore abilitato Gestore delle risorse Attua la politica di investimento del esterno fondo, persegue il raggiungimento del benchmark 17
  18. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione – Banca depositaria Soggetto distinto ed indipendente dal gestore; Custode dei valori mobiliari e delle disponibilità liquide; Esegue le istruzioni del gestore; Verifica che le istruzioni non siano contrarie alla legge, alle disposizioni della COVIP, allo statuto del fondo, alle previsioni della convenzione e ai criteri stabiliti dal D.M. 703/96 (funzione di vigilanza); E’ responsabile nei confronti del fondo, dei gestori e dei singoli partecipanti per le sue inadempienze; Percepisce una commissione definita come percentuale del patrimonio affidato in custodia. 18
  19. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione La legge ha limitato la gestione diretta del patrimonio del fondo ad un insieme molto ristretto di attività: Azioni o quote di società immobiliari Quote di fondi comuni di investimento immobiliari chiusi Quote di fondi comuni di investimento mobiliari chiusi e ha individuato in modo tassativo l’elenco dei soggetti abilitati ad assumerne la concreta gestione Banche Imprese di assicurazione Sgr Sim 19
  20. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione Oltre che dai principi generali di sana e prudente gestione e di tutela degli interessi degli associati, è vincolata da limiti di origine legale e contrattuale ispirati ai principi di: Efficienza globale (contenimento dei costi, massimizzazione dei rendimenti netti); Diversificazione degli investimenti e dei rischi; Trasparenza (verificabilità dei risultati e doveri di informazione); 20
  21. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione Raccolta dei fondi e deposito della liquidità su un conto corrente presso una banca depositaria; Gestione della liquidità nelle more della nomina del gestore finanziario; Processo di selezione dei gestori; Convenzioni con i gestori (autorizzate dalla COVIP) Interazione con i gestori. 21
  22. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione Comunicazione COVIP del 1 febbraio 1999: non esistendo specifiche disposizioni in merito, la Commissione ritiene che, nel periodo intercorrente tra l´ottenimento dell’autorizzazione e la stipula della convenzione di gestione finanziaria, siano rimesse alla responsabilità dell’organo di amministrazione del fondo le scelte di impiego della liquidità. La tutela degli interessi degli associati impone di ridurre al minimo gli elementi di rischio nell’investimento nonché di evitare l’insorgere di situazioni di conflitto di interesse. 22
  23. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione Definizione della politica di investimento; Individuazione degli incarichi da assegnare ai gestori; Definizione degli obiettivi e delle modalità di gestione; Definizione dei requisiti quantitativi e qualitativi dei Candidati; Individuazione degli elementi e dei criteri di valutazione per la scelta dei gestori; Predisposizione del bando e del questionario; Pubblicazione del bando su almeno due quotidiani tra quelli a maggiore diffusione nazionale o internazionale; Esame dei questionari raccolti e selezione dei candidati ritenuti maggiormente qualificati; Richiesta di offerte e valutazione delle stesse sotto il profilo qualitativo e di tutti gli elementi di costo; Scelta dei gestori e stipula delle convenzioni secondo lo schema predisposto dalla COVIP; 23
  24. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione Il modello di riferimento è lo schema di convenzione adottato dalla COVIP con deliberazione del 7 gennaio 1998. In particolare si sottolineano i seguenti aspetti: Il fondo può autorizzare il gestore a delegare incarichi di investimento, senza esonero della responsabilità; Nelle linee di indirizzo di gestione si specificano le scelte relative ad obiettivi, investimenti e rischi; La titolarità del diritto di voto inerente ai valori mobiliari oggetto della gestione spetta al fondo, salvo possibilità di delega; Obblighi di informazione tempestiva e rendicontazione; Disciplina del diritto di recesso; Disciplina del conflitto di interessi; 24
  25. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione Liquidità inferiore al 20% del patrimonio; Quote di fondi chiusi inferiori al 20% del patrimonio ed al 25% del valore del fondo chiuso; Titolo di debito e di capitale non negoziati nei mercati UE, USA, CAN, JPN entro il 50% del patrimonio (purché emessi da Paesi appartenenti all’OCSE, ovvero da soggetti ivi residenti; con ulteriori limitazioni); Titoli di debito e di capitale emessi da soggetti diversi dai Paesi aderenti all’OCSE, ovvero residenti in detti paesi, entro il 5% del patrimonio (purché negoziati nei mercati UE, USA, CAN, JPN); Titoli di debito e di capitale (e prodotti derivati) di uno stesso emittente o emessi da soggetti di un medesimo gruppo inferiori al 15% del patrimonio (5% se i titoli non sono emessi da Stati aderenti all’OCSE, né sono negoziati nei mercati UE, USA, CAN, JPN); Condizioni restrittive per le operazioni in contratti derivati (art. 5); 25
  26. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione Limiti più restrittivi di quelli legali possono essere sanciti dalla convenzione stipulata tra fondo e gestore, a seguito della definizione della linea di investimento (strategia). Sempre in sede di definizione della linea di investimento, si individuano uno o più indicatori (benchmark) che fungeranno da parametro oggettivo di riferimento per valutare il rendimento della gestione. 26
  27. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione L’art. 2, co. 2, D.M. 703/96 prevede che il fondo verifica i risultati della gestione anche mediante l’adozione di parametri oggettivi e confrontabili (particolari indici di mercato - andamento medio di un determinato mercato finanziario). 27
  28. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione I benchmark devono possedere i seguenti requisiti: Coerenza rispetto alla politica di investimento stabilita; Rappresentatività (esigenza che rappresenti adeguatamente le opportunità di investimento disponibili sul mercato); Trasparenza (chiarezza delle regole di calcolo e facilità di accesso ai dati relativi all’andamento degli indicatori); Oggettività (gli indicatori devono essere di comune utilizzo e calcolati e diffusi da soggetti di indiscussa reputazione e terzi rispetto al gestore) 28
  29. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - gestione Posto che il gestore è tenuto ad adeguare la composizione delle risorse alle linee di indirizzo, una loro modifica da parte del fondo pensione può determinare la necessità di negoziare nuovi obiettivi (e benchmarks) della gestione ed un nuovo carico commissionale. Quando invece manchi l’accordo del gestore, quest’ultimo dovrà comunque conformare la gestione alle indicazioni ricevute avvalendosi della possibilità di segnalare possibili variazioni delle redditività del patrimonio o, come extrema ratio di esercitare il diritto di recesso (per garantire la continuità della gestione, il recesso è sospeso fino all’accettazione dell’incarico da parte di un altro gestore abilitato) 29
  30. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione Fondo pensione Indirizzi Deposito risorse Ordini Gestore abilitato Banca depositaria Controllo Gestione operativa Esecuzione ordini Delegato 30
  31. Gli Altri Intermediari non Bancari I Fondi Pensione - Attori Organi del fondo Gestore finanziario obbligazione di mezzi: non vi potrà essere alcuna pretesa risarcitoria se prova la propria diligenza, correttezza e professionalità nella attuazione della predefinita politica di investimento; responsabilità contrattuale se eccede i limiti posti dalla convenzione; Banca depositaria responsabilità per omessa vigilanza (non deve dare esecuzione agli ordini contrari alla legge, allo statuto ecc.); responsabilità in caso di ritardata esecuzione degli ordini ricevuti; Service Amministrativo 31
  32. Gli Altri Intermediari non Bancari Consulenti 32 Pension funds, the Italian Business Case
  33. Gli Altri Intermediari non Bancari I Soggetti Operanti nel Settore Finanziario Definizione Società di Leasing Società di Factoring Credito al consumo I confidi ... Disciplina di riferimento e Vigilanza 33
  34. Gli Altri Intermediari non Bancari Definizione delle attività (art. 106 Tub) assunzione di partecipazioni; concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma; prestazione di servizi di pagamento; intermediazione in cambi. 34
  35. Gli Altri Intermediari non Bancari Attività di assunzione di partecipazioni Si intende l'attività di acquisizione, detenzione e gestione dei diritti, rappresentati o meno da titoli, sul capitale di altre imprese. L'assunzione di partecipazioni realizza una situazione di legame con le imprese partecipate per lo sviluppo dell'attività del partecipante; in tale attività è da ricomprendersi altresì l'impiego in partecipazioni a titolo di investimento di portafoglio. 35
  36. Gli Altri Intermediari non Bancari Società di Leasing Svolgono funzione di finanziamento per l'acquisto di beni strumentali mediante stipulazione di contratti di locazione finanziaria Funzione creditizia: Il locatario gode di una diluizione dell’impegno finanziario (canoni periodici: interessi passivi su finanziamenti + ammortamento bene) e di una dissociazione temporale tra acquisizione della detenzione ed eventuale acquisto (riscatto) Maggiore forza contrattuale verso il produttore Vantaggi fiscali impliciti ed indiretti per il cliente. 36
  37. Gli Altri Intermediari non Bancari Società di Factoring Il factoring consiste nell’acquisto di crediti d’impresa ai sensi della Legge n. 52/91 o ai sensi del cod. civ. (disciplina della cessione del credito). Si tratta di una attività creditizia quando, a fronte dell’assunzione di crediti esistenti o di futura formazione, il factor provvede ad anticiparne l’importo con prestazione di garanzia (cessione pro soluto, rischio trasferito in capo al cessionario) o senza (cessione pro solvendo). 37
  38. Gli Altri Intermediari non Bancari Società di Factoring Funzione creditizia: Finanziamento a fronte di smobilizzo crediti (cessione con incasso anticipato del netto ricavo) Servizi di consulenza relativi a rischiosità di debitore e cliente cedente Servizi di gestione e amministrazione del credito Servizi finanziari di anticipazione del credito ceduto Servizi assicurativi a garanzia del buon esito dell’incasso (pro-soluto) Servizi legali relativi a recupero del credito. 38
  39. Gli Altri Intermediari non Bancari Società di Credito al Consumo Tub Art. 121, I c. “Per credito al consumo si intende la concessione, nell’esercizio di attività commerciale o professionale, di credito sotto forma di finanziamento, di dilazione di pagamento o di altra analoga facilitazione finanziaria a favore di una persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (consumatore)”. 39
  40. Gli Altri Intermediari non Bancari Società di Credito al Consumo L’attività di credito al consumo: si sostanzia nell’attività di prestito: rivolta a famiglie per l’acquisto di beni durevoli e non connesso con il soddisfacimento di bisogni personali si realizza sotto forma di credito personale (senza vincoli di destinazione delle risorse anticipate) o di credito finalizzato (relativo all’acquisto di particolari beni o servizi) 40
  41. Gli Altri Intermediari non Bancari Società di Credito al Consumo Credit scoring: procedimento statistico volto a misurare l’affidabilità del prenditore in funzione della sua capacità di reddito Erogazione: rateizzazione, carte credito, crediti revolving (ripristino della linea di credito per utilizzo presso i punti di vendita convenzionati, in seguito al pagamento di un certo numero di rate) 41
  42. Gli Altri Intermediari non Bancari Confidi Il Confidi è un consorzio italiano di garanzia collettiva dei fidi svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine I confidi nascono come espressione delle associazioni di categoria nei comparti dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura, basandosi su principi di mutualità e solidarietà. I primi consorzi fidi, o cooperative di garanzia, vengono costituiti già negli anni 50. Successivamente, anche grazie alle incentivazioni regionali, vengono costituiti diversi organismi di garanzia,principalmente nell'artigianato ma anche nei comparti della PMI e dell'industria. 42
  43. Gli Altri Intermediari non Bancari Attività di intermediazione in cambi Il presupposto qualificante l’intermediazione in cambi è la negoziazione della valuta. In sostanza, consiste nello svolgimento in serie e con il carattere della professionalità di più atti di cambio di valuta (compravendita di una valuta contro un’altra), sia al dettaglio che all’ingrosso (depositi in valuta). 43
  44. Gli Altri Intermediari non Bancari Attività di prestazione di servizi di pagamento Si intende l'attività di a) incasso e trasferimento di fondi; b) trasmissione o esecuzione di ordini di pagamento effettuati con qualunque modalità; c) compensazione di debiti e crediti; d) emissione o gestione di carte di credito, di debito o di altri mezzi di pagamento, nel rispetto del divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico previsto dall’art. 11 TUB. Esclusioni recupero crediti; trasporto e consegna valori (es. società che raccolgono contante per conto di banche o privati, come le catene della grande distribuzione); emissione o gestione, da parte di un fornitore di beni o servizi, di carte di credito e di debito o prepagate utilizzabili esclusivamente presso lo stesso. 44
  45. Gli Altri Intermediari non Bancari Disciplina La disciplina degli intermediari finanziari residuali del Titolo V TUB, completata dal DM Ministero dell’Economia 17 febbraio 2009 n. 29, ha avuto origine nella legislazione antiriciclaggio Scopo: imporre obblighi di collaborazione con la giustizia (identificazione, registrazione e segnalazione delle operazioni sospette) per tutti i soggetti del sistema finanziario aventi a che fare con denaro o con beni particolarmente suscettibili di investimento a fini di riciclaggio. 45
  46. Gli Altri Intermediari non Bancari Disciplina – Elenco Generale L’attività degli intermediari residuali esercitata non nei confronti del pubblico, se è esercitata in via prevalente, prevede l’iscrizione in una apposita sezione dell’elenco generale degli intermediari finanziari (art. 113 TUB). Se esercitata nei confronti del pubblico è riservata ai soggetti iscritti nell’elenco generale tenuto dall’UIC, ora Banca d’Italia. Tali intermediari sono sottoposti a un controllo di mera vigilanza (non a regolamentazione), volta a verificare la conformità dell’essere e dell’operare dell’intermediario a certi requisiti (strutturali, patrimoniali, personali) in funzione di stabilità e trasparenza. Il rispetto dei requisiti strutturali, patrimoniali, personali è condizione necessaria per l’iscrizione negli elenchi e tale iscrizione appare necessaria per il legittimo svolgimento dell’attività d’impresa, in definitiva, si è in presenza di una sorta di autorizzazione implicita. 46
  47. Gli Altri Intermediari non Bancari Disciplina – Elenco Generale condizioni: forma di società per azioni, di società in accomandita per azioni, di società a responsabilità limitata o di società cooperativa; oggetto sociale esclusivo capitale sociale versato non inferiore a cinque volte il capitale minimo previsto per la costituzione delle società per azioni; possesso, da parte dei titolari di partecipazioni e degli esponenti aziendali, dei requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza 47
  48. Gli Altri Intermediari non Bancari Elenco Generale – Att. Vs Pubblico La lettera della norma non offre indicazioni. Una successiva specificazione è stata fornita dal Ministero del Tesoro in sede di normazione secondaria: D.M. del 17.02.09 Per attività nei confronti del pubblico si intende l’operare “nei confronti di terzi con carattere di professionalità”. (qualificato come pubblico l’esercizio di un attività che sia rivolta ad un numero elevato di soggetti) 48
  49. Gli Altri Intermediari non Bancari Elenco Generale – Att. Vs Pubblico Importanza non marginale poiché il carattere pubblico dell’esercizio dell’attività finanziaria non implica solo la soggezione alla peculiare disciplina prevista, ma comporta altresì, in mancanza dell’iscrizione nell’Elenco generale di cui all’art. 106, l’applicazione della sanzione penale di cui all’art. 132 co. 1 TUB, reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da lire quattro milioni (euro 2.065) a lire venti milioni (euro 10.329) 49
  50. Gli Altri Intermediari non Bancari Elenco Generale – Att. Vs Pubblico Le attività di cui all’art. 106, oltre che nei confronti dei “terzi”, devono essere esercitate con carattere di professionalità per venire considerate rivolte verso il pubblico. Si intende l’esercizio abituale e non occasionale delle attività finanziarie. 50
  51. Gli Altri Intermediari non Bancari Elenco Generale – Esclusiva Un principio cardine della disciplina degli intermediari finanziari non bancari operanti nei confronti del pubblico è dettato dal comma 2 dell’art. 106: essi possono svolgere esclusivamente attività finanziarie, fatte salve le riserve di legge. Invece per la categoria dei soggetti non operanti verso il pubblico l’esercizio dell’attività finanziaria può essere anche solo prevalente (art. 113 TUB). 51
  52. Gli Altri Intermediari non Bancari Disciplina Il livello di controllo più blando è quello rivolto verso gli intermediari che svolgono attività finanziarie In questo caso il controllo ha lo scopo di mero censimento delle società e riguarda sostanzialmente la verifica della sussistenza dei requisiti di onorabilità dei partecipanti e degli esponenti aziendali. 52
  53. Gli Altri Intermediari non Bancari Disciplina – Elenco Speciale Sono iscritti nell’Elenco speciale gli intermediari finanziari esercenti l'attività di finanziamento sotto qualsiasi forma che abbiano un volume di attività finanziaria pari o superiore a euro 104 milioni; i confidi che abbiano un volume di attività finanziaria pari o superiore a euro 75 milioni; gli intermediari finanziari esercenti l'attività di assunzione di partecipazioni, ivi comprese le società finanziarie per l'innovazione e lo sviluppo di cui all'articolo 2 della legge 5 ottobre 1991, n. 317, che abbiano un volume di attività finanziaria pari o superiore a euro 52 milioni; gli intermediari finanziari esercenti l'attività di intermediazione in cambi con assunzione di rischi in proprio; 53
  54. Gli Altri Intermediari non Bancari Disciplina – Elenco Speciale Sono iscritti nell’Elenco speciale gli intermediari finanziari esercenti l'attività di emissione o gestione di carte di credito e di debito; gli intermediari finanziari per i quali ricorrono le condizioni stabilite dalla Banca d'Italia in armonia con le disposizioni comunitarie riguardanti il mutuo riconoscimento, ai sensi dell'articolo 18 del Testo unico; gli intermediari finanziari incaricati della riscossione dei crediti ceduti e dei servizi di cassa e di pagamento previsti dall'articolo 2, comma 3, lettera c), della legge 30 aprile 1999, n. 130, anche ai sensi dell'articolo 7-bis, comma 4, della stessa legge; le società cessionarie per la garanzia di obbligazioni bancarie, non rientranti nell'ambito di un gruppo bancario come definito dal Testo unico (covered bonds). 54
  55. Gli Altri Intermediari non Bancari Disciplina – Elenco Speciale Controlli più penetranti sono assoggettati ad un regime di vigilanza prudenziale sotto la sorveglianza della stessa Banca d’Italia (art. 107 TUB). Rappresentano possibili fonti di “rischio sistemico”: si intende il rischio che l’insolvenza di uno o più intermediari possa determinare l’insolvenza di altri intermediari a essi legati da rapporti di credito, in modo “contagioso”. 55
  56. Gli Altri Intermediari non Bancari Disciplina – Elenco Speciale La Banca d’Italia detta agli intermediari iscritti nell'elenco speciale disposizioni aventi ad oggetto l'adeguatezza patrimoniale e il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni, l'organizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni, nonché l’informativa da rendere al pubblico sulle predette materie. La Banca d'Italia adotta, ove la situazione lo richieda, provvedimenti specifici nei confronti di singoli intermediari per le materie in precedenza indicate. Con riferimento a determinati tipi di attività la Banca d'Italia può inoltre dettare disposizioni volte ad assicurarne il regolare esercizio 56
  57. Gli Altri Intermediari non Bancari Disciplina – Elenco Speciale Gli intermediari inviano alla Banca d'Italia, con le modalità e nei termini da essa stabiliti, segnalazioni periodiche, nonché ogni altro dato e documento richiesto. La Banca d'Italia può effettuare ispezioni. La Banca d'Italia può imporre agli intermediari il divieto di intraprendere nuove operazioni e disporre la riduzione delle attività, nonché vietare la distribuzione di utili o di altri elementi del patrimonio per violazione di norme di legge o di disposizioni emanate ai sensi del presente decreto. 57
  58. Gli Altri Intermediari non Bancari Partecipanti ed esponenti aziendali Si collega all’esigenza di garantire una gestione sana, prudente e professionalmente qualificata. Anche qui la materia è stata delegificata: gli artt. 108 e 109 TUB rimettono a regolamenti del Ministro dell’Economia il compito di determinare rispettivamente: i requisiti di onorabilità dei partecipanti al capitale degli intermediari finanziari, nonché la quota del capitale che deve essere posseduta per l'applicazione della normativa in esame; i requisiti di professionalità e di onorabilità dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso gli intermediari e le cause che comportano la sospensione temporanea dalla carica e la sua durata. 58
  59. Gli Altri Intermediari non Bancari Partecipanti al capitale Mancanza di onorabilità se (art. 1): a) sottoposizione a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria ai sensi della normativa antimafia; b) condanna con sentenza irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione: 1) a pena detentiva per un tempo non inferiore a 6 mesi per uno dei rea previsti dalle norme che disciplinano l'attività bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari, di strumenti di pagamento; 2) alla reclusione per un tempo non inferiore a 6 mesi per uno dei reati societari già previsti dalla previgente normativa; 3) alla reclusione per un tempo non inferiore ad 1 anno per un delitto contro la PA, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l'ordine pubblico, contro l'economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria; 4) alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni per un qualunque delitto non colposo; c) condanna con sentenza che applica la pena su richiesta delle parti ad una delle pene indicate alla lettera b). 59
  60. Gli Altri Intermediari non Bancari Partecipanti al capitale Chiunque partecipa in un intermediario finanziario in misura superiore al 5% del capitale rappresentato da azioni con diritto di voto non può esercitare il diritto di voto, inerente alle azioni o quote eccedenti. Spetta al presidente dell’assemblea dei soci, in relazione ai suoi compiti di verifica della regolare costituzione dell’assemblea e della legittimazione dei soci, ammettere o non ammettere al voto i soggetti che, sulla base delle informazioni disponibili, sono tenuti a comprovare il possesso del requisito di onorabilità. Se inosservanza del divieto sorge l’obbligo per amministratori e sindaci di impugnare la delibera ove non sia superata la prova di resistenza (qualora, cioè, la maggioranza richiesta non sarebbe stata raggiunta senza i voti inerenti alle azioni o quote eccedenti, le quali tuttavia devono essere computate ai fini della regolare 60 costituzione dell’assemblea).
  61. Gli Altri Intermediari non Bancari Partecipanti al capitale Le partecipazioni in intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale, possedute da soggetti privi dei requisiti di onorabilità in eccedenza rispetto alle soglie previste, devono essere alienate entro i termini stabiliti dalla Banca d'Italia. 61
  62. Gli Altri Intermediari non Bancari Esponenti Aziendali Requisiti di onorabilità (art. 4 D.M. 516/98) Costituiscono cause impeditive all’assunzione delle cariche di amministratore, sindaco e direttore generale negli intermediari finanziari: a) le condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall'art. 2382 c.c. b) l’essere stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall'autorit giudiziaria ai sensi delle disposizioni antimafia, salvi gli effetti della riabilitazione; c) la condanna, con sentenza irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione: 1) a pena detentiva per uno dei reati previsti dalle norme che disciplinano l'attività bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari, di strumenti di pagamento; 2) alla reclusione per uno dei delitti previsti dalle disposizioni penali in materia di società e consorzi e nella legge fallimentare; 3) alla reclusione per un tempo non inferiore ad 1 anno per un delitto contro la PA, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l'ordine pubblico, contro l'economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria; 4) alla reclusione per un tempo non inferiore a 2 anni per un qualunque 62
  63. Gli Altri Intermediari non Bancari Esponenti Aziendali Requisiti di professionalità consiglieri di amministrazione: devono essere scelti secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l'esercizio di: a) attività di amministrazione o di controllo ovvero compiti direttivi presso imprese; b) attività professionali in materia attinente al settore creditizio, finanziario, mobiliare, assicurativo o, comunque, funzionali all'attività dell'intermediario finanziario; c) attività di insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche; d) funzioni amministrative o dirigenziali presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori purché le funzioni comportino la gestione di risorse economico-finanziarie. presidente del CdA: un'esperienza complessiva di almeno un quinquennio; amministratore delegato, amministratore unico e direttore generale: devono essere in possesso di una specifica competenza in materia creditizia, finanziaria, mobiliare o assicurativa maturata attraverso esperienze di lavoro in posizione di adeguata responsabilità per un periodo non inferiore ad un quinquennio. membri del collegio sindacale: si richiede l’iscrizione nel registro dei revisori contabili. 63
  64. Gli Altri Intermediari non Bancari Esponenti Aziendali Il difetto dei requisiti di onorabilità e di professionalità costituisce causa di ineleggibilità e determina, in caso di nomina o di elezione, la decadenza dall’ufficio degli amministratori, dei sindaci, dei direttori generali. È possibile anche la sospensione temporanea dalla carica di amministratore, sindaco e direttore generale (art. 5 DM 516/98). 64
  65. Gli Altri Intermediari non Bancari La Cancellazione dall’Elenco Generale Il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta della Banca d'Italia, provvede alla cancellazione dall'elenco generale ai sensi dell'articolo 111 del testo unico quando si verifichi uno dei seguenti casi: a) siano decorsi ventiquattro mesi dall'iscrizione senza che l'intermediario abbia dato inizio all'attività; b) l'intermediario abbia interrotto l'esercizio dell'attività per non meno di ventiquattro mesi continuativi. Soggetti iscritti ex art. 113: se viene meno la “prevalenza” dell’attività nei confronti del pubblico: procedura apposita di cancellazione su istanza di parte dall’elenco degli intermediari ex art. 106, 113 e 155, co 4°: circolare 6.9.96 65
  66. Gli Altri Intermediari non Bancari La Cancellazione dall’Elenco Generale per il mancato rispetto delle disposizioni dell’articolo 106, comma 2; qualora venga meno una delle condizioni indicate nell’articolo 106, comma 3, lettere a), b) e c); qualora risultino gravi violazioni di norme di legge o delle disposizioni emanate ai sensi del Tub. 66
  67. Gli Altri Intermediari non Bancari La Cancellazione dall’Elenco Speciale La permanenza nell'elenco speciale e' subordinata all'effettivo svolgimento dell'attività finanziaria che ha determinato l'iscrizione. La Banca d'Italia provvede alla cancellazione dall'elenco speciale ove: a) decorsi dodici mesi dall'iscrizione l'intermediario non abbia dato inizio all'attività, ovvero b) abbia interrotto l'esercizio dell'attività per oltre dodici mesi continuativi. Il venir meno dei requisiti quantitativi per 3 bilanci consecutivi. Non comporta lo scioglimento della società, che può (per continuare ad operare) modificare l’oggetto sociale 67
  68. Gli Altri Intermediari non Bancari Ulteriori casi di Cancellazione Istruzioni della Banca d’Italia ex art. 107 2° co., Disp. Attuative dell’art. 11 (raccolta di risparmio tra il pubblico) Disp. Attuative dell’art. 129 (emissione di valori mobiliari) Art. 146 (vigilanza sui sistemi di compensazione e di pagamento) Titolo VI del TUB USURA e ANTIRICICLAGGIO 68

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