Reddito per tutti:  una vita serena  in una società attiva, giusta e solidale Il modello sociale che noi vogliamo versione...
Guida alla lettura <ul><li>Proponiamo un obiettivo ragionevole e realizzabile, quindi senza indugio passiamo alla formulaz...
<ul><li>Una vita attiva e produttiva, nella quale il lavoro retribuito dignitosamente sia costantemente contrattualmente a...
<ul><li>Nel nostro modello l’impianto legislativo prevede che, mentre i lavoratori 25-55enni impegnano il loro tempo in la...
Disciplina  del lavoro accessorio  di pubblica utilità Articolo ....   Patto  di  adesione,   in forma condizionale,   al ...
<ul><li>1. Il  patto  di collaborazione  al lavoro accessorio  di pubblica utilità è quello con cui una amministrazione re...
<ul><li>2. Con il  patto  di cui al primo comma possono essere  impegnati  come collaboratori:     a)  persone che abbiano...
<ul><li>3. L’ente organizzatore del servizio cura ove necessario l’addestramento specifico dei collaboratori, ne verifica ...
<ul><li>4. Al rapporto di cui al comma 1 si applicano le disposizioni contenute nella sezione II di questo capo; non si ap...
<ul><li>5. Il collaboratore ha diritto nei confronti dell’ente organizzatore a un corrispettivo orario, commisurato alla d...
<ul><li>6.  Dall’impegno assunto  ciascuna delle parti può  recedere  in qualsiasi momento,  con  preavviso  telefonico pe...
<ul><li>7. Gli stessi soggetti di cui al comma 1, nonché qualsiasi altro soggetto, possono promuovere lo sviluppo dei serv...
<ul><li>Articolo .... </li></ul><ul><li>Impegno  di fornitura di servizi di pubblica utilità </li></ul><ul><li>           ...
<ul><li>Articolo ..... </li></ul><ul><li>Commissione di garanzia per le collaborazioni di  lavoro accessorio di  pubblica ...
<ul><li>RELAZIONE  </li></ul><ul><li>Disciplina  del lavoro accessorio  di pubblica utilità </li></ul><ul><li>L’ultima sez...
<ul><li>Sul versante della domanda, si osserva una rilevante necessità irrisolta di servizi alla persona: in particolare, ...
<ul><li>Anche su questo terreno, come su quello dei buoni-lavoro di cui si è detto trattando del contenuto dell’articolo 2...
<ul><li>- un intervento di pura e semplice promozione dell’incontro fra domanda e offerta dei servizi in questione, median...
<ul><li>   Le esperienze testé menzionate confermano che l’incontro fra questa domanda e questa offerta latente di servizi...
<ul><li>Il modello a cui facciamo riferimento può indicarsi come un rapporto di fornitura di collaborazione autonoma, che ...
<ul><li>Articolo ..... –  Contratto di fornitura di servizi di pubblica utilità.  La disposizione disciplina il rapporto c...
Nota bene <ul><li>L’articolato che segue riguarda chi desideri sperimentare l’apertura di micro-impresa piuttosto che cerc...
<ul><li>PROPOSTA DI LEGGE   </li></ul><ul><li>  Art. 1.   </li></ul><ul><li>  (Ambito di applicazione e agevolazioni previ...
<ul><li>2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano  alle persone che abbiano sottoscritto il Patto con il Centro pe...
<ul><li>  3. L'indennità di cui al comma 1 è posta a carico della Gestione prestazioni temporanee (GPT) dell'Istituto nazi...
<ul><li>5. Resta fermo l'obbligo di iscrizione all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malatti...
<ul><li>Art. 2.  </li></ul><ul><li>  (Finanziamenti).  </li></ul><ul><li>        1. Per ogni lavoratore che avvia attività...
<ul><li>2. Le imprese costituite ai sensi dell'articolo 6, per il periodo di diciotto mesi di cui all'articolo 1, comma 1,...
<ul><li>  (Regime fiscale).  </li></ul><ul><li>        1. Per le attività di impresa avviate ai sensi dell'articolo 1, com...
<ul><li>6. Il regime fiscale cessa di avere applicazione dal  1 gennaio 2014 . Nel passaggio dal periodo di imposta sogget...
<ul><li>9. Ai soggetti che si avvalgono del regime fiscale di cui al presente articolo è attribuito un credito di imposta,...
<ul><li>Art. 4.  </li></ul><ul><li>  (Disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro).  </li>...
<ul><li>  Art. 5.  </li></ul><ul><li>  (Disposizioni in materia di tutela dell'ambiente).  </li></ul><ul><li>        1. Co...
<ul><li>  Art. 6.  </li></ul><ul><li>  (Forme imprenditoriali ammesse).   </li></ul><ul><li>        1. I soggetti di cui a...
<ul><li>Il giusto equilibrio si può trovare in un sistema in cui: </li></ul><ul><li>per 30 anni le persone sono stabilment...
<ul><li>Indipendentemente dalla posizione lavorativa ricoperta prima, e quindi dai contributi versati,  l’importo del redd...
Sportelli dedicati alla gestione di questo sistema - definito Opera Salvaguardia Territoriale O.SA.TE. per evidenziarne l’...
<ul><li>L’esperienza del lavoro va considerata parte integrante dei processi formativi, fin dalle elementari, invitando te...
<ul><li>Adeguati strumenti normativi dovranno consentire l’alternanza di esperienze di studio e di lavoro durante tutto l’...
La spesa sociale non va tagliata: essa va governata e riorientata in modo da rendere il sistema non solo finanziariamente ...
I rapporti di lavoro devono essere regolati in termini semplici e chiari e devono essere   stabilite regole a garanzia del...
3. La sostenibilità Il reddito minimo garantito qui concepito funziona da ammortizzatore che si ripaga da solo grazie al c...
Contro l’evasione e l’elusione: il sistema dei voucher <ul><li>Fase 1 </li></ul><ul><li>Acquisizione elenco disoccupati no...
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Reddito per tutti combinato

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Combinato modello ispiratore e proposte a sostegno reddito e imprenditorialità diffusa per una lettura semplificata e una vita lavorativa facilitata.

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  • sono passati due anni e provo a rilanciare :) pensando che solo cosi' si possa rompere l'attuale ingessatura
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  • All'interno di una discussione su reddito minimo garantito, questo chiarimento è importante per tutti, quindi lo riporto

    rivoluzionario è il modo di approcciare ilproblema,tu parti dalla fine (cioè quando uno è alla frutta) e io dal principio. Tu parti da: resto senza lavoro, aspetto che passi un anno, che esca il bando e faccio la domandina, poi aspetto che la esaminino e se rientro nei requisiti e fondi disponibili mi danno elemosina. Io parto dal principio: me ne vado di mia spontanea volontà o vengo mandato via, vado al centro e lo dico,mi danno il primo mese successivo 790 euro e intanto mi danno anche occasioni temporanee più formazione, il mese dopo scalano conteggiando occasioni avute e così via, fino a che trovo lavoro scegliendolo e senza imposizioni,perché comunque mi rendo utile.

    E' questa la differenza fra tutte le ipotesi legislative che ho trovato e la mia, rivoluzionaria AAA.
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  • aggiornamento letture 386 combinato, 397 impresa facile, 618 OSATE 638 reddito per tutti versione elementare 678 reddito per tutti e stranamente cresce anche il numero del vecchio indipertutti con 974 letture = 3.686 (249 in più in una settimana) Sono molto soddisfatta di questo interesse che spero abbia dato buoni spunti a chi sta lavorando a progetti per Tavolo Fornero. Buon proseguimento
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  • facciamo un po' di conti: 306 letture del combinato, 379 impresa facile 591 OSATE 606 reddito pertutti versione elementare 608 reddito per tutti e poi dobbiamo aggiungere il grande successo ottenuto dalla prima versione del libro verde indipertutti 947 letture (quando mi chiamavo indipertutti, e pensate che il sostenibile responsabile che pubblicò il libro bianco del governo incassò 1.211 letture) in tutto fa (aspettate che prendo calcolatrice che mi mandò Berlusconi, che dura ancora) = 3.437 letture del modello reddito per tutti per risanare il sistema DISCUTIAMO
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  • ho aggiornata questa vecchia pagina in facebook perchè così chi non voglia registrarsi qui per lasciare commenti può farlo agevolmente lì, piattaforma più facile anche per adolescenti.
    venite a trovarmi, e anche se fossi assente entrate liberamente e fate come se foste a casa vostra!
    http://www.facebook.com/group.php?gid=153155932997&v=wall
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Reddito per tutti combinato

  1. 1. Reddito per tutti: una vita serena in una società attiva, giusta e solidale Il modello sociale che noi vogliamo versione combinata con testi disciplina
  2. 2. Guida alla lettura <ul><li>Proponiamo un obiettivo ragionevole e realizzabile, quindi senza indugio passiamo alla formulazione della disciplina del lavoro accessorio di pubblica utilità sostenuto da reddito minimo garantito condizionato per tutti uguale. La relazione da pag. 15 a pag. 21 è utile per approfondire, ma chi dovesse trovarla troppo noiosa può passare a pag. 22 dove si inizia a prendersi cura dei detenuti e degli aspiranti imprenditori, fino a pag. 34. Quindi si riprende il ragionamento generale del modello ispiratore e si fornisce anche esempio pratico di come agire nei Centri per l’impiego di nuova concezione (pagg.43-44). Le ultime pagine citano il riferimento doveroso a disegni già presentati da Onorevoli Senatori e Deputati. </li></ul><ul><li>n.b. Sono stati tolti molti riferimenti ad articoli e commi in quanto questa proposta integra due disegni di varia ispirazione politica, pertanto il tutto è da ricomporre a cura dell’intera compagine. </li></ul>
  3. 3. <ul><li>Una vita attiva e produttiva, nella quale il lavoro retribuito dignitosamente sia costantemente contrattualmente assicurato </li></ul><ul><li>dai 25 ai 55 anni, </li></ul><ul><li>anni cruciali per l’assestamento di una vita familiare che abbia come risultato per i propri figli una crescita serena, </li></ul><ul><li>e nella quale, grazie alla costruzione di un ponte di solidarietà sociale, </li></ul><ul><li>ai giovani fino al compimento dei 25 anni venga data l’opportunità di sperimentare flessibilmente il mondo del lavoro e scegliere la professione più adeguata alle loro inclinazioni, </li></ul><ul><li>e agli over 55 di trasferire le competenze acquisite, laddove necessarie, preparandosi gradualmente all’uscita verso attività non retribuite, </li></ul><ul><li>godendo di dignitosa pensione e dando spazio ad altri lavoratori. </li></ul>Un obiettivo ragionevole e realizzabile
  4. 4. <ul><li>Nel nostro modello l’impianto legislativo prevede che, mentre i lavoratori 25-55enni impegnano il loro tempo in lavoro regolarmente ed equamente retribuito con contratti a tempo indeterminato, le due fasce under 25 e over 55 </li></ul><ul><li>o lavorano con contratti flessibili (possibili solo per queste fasce di età) </li></ul><ul><li>o vanno a coprire tutte le necessità di sostegno alla collettività e alla salvaguardia del territorio che non richiedano la continuità della prestazione da parte di un individuo in particolare, in quanto immediatamente sostituibili da altri disoccupati alla ricerca di lavoro nel momento in cui ricevano offerte di lavoro adeguate, </li></ul><ul><li>essendo garantito ai subentranti un sostegno economico tale da permettere loro di continuare a soddisfare i bisogni basilari fino a nuova occupazione. </li></ul><ul><li>Si crea pertanto un circolo virtuoso in entrata e uscita, sempre con copertura reddituale. </li></ul>
  5. 5. Disciplina del lavoro accessorio di pubblica utilità Articolo .... Patto di adesione, in forma condizionale, al lavoro accessorio di pubblica utilità con sistema a scalare da reddito minimo garantito * dell’ammontare dei buoni-lavoro usufruiti da inoccupati e disoccupati, durante la loro permanenza in stato di inoccupazione o disoccupazione * fissato in 790 euro netti mensili ed erogato mensilmente dall’INPS
  6. 6. <ul><li>1. Il patto di collaborazione al lavoro accessorio di pubblica utilità è quello con cui una amministrazione regionale o locale  impegna una persona al fine di utilizzarne o fornirne a terzi le prestazioni, nei limiti della sua disponibilità, per servizi di utilità pubblica, o per servizi alla famiglia e alla persona, obbligandosi a retribuire le prestazioni stesse. </li></ul>
  7. 7. <ul><li>2. Con il patto di cui al primo comma possono essere impegnati come collaboratori:     a) persone che abbiano compiuto il cinquantacinquesimo anno di età e siano disoccupate, fino a percepimento della pensione ;     b) persone di età inferiore ai 25 anni, inoccupate/disoccupate anche se iscritte a scuole medie superiori o a corsi universitari;     c) persone di età superiore a 25 anni e inferiore a 55 anni in stato di disoccupazione dichiarato a INPS per via telematica, con eventuale assistenza di operatore comunale nella località in cui si trovano domiciliate ;     d) persone delle quali sia stata certificata dalla Commissione di Garanzia di cui all’articolo ..... la situazione di difficoltà di occupazione. </li></ul>
  8. 8. <ul><li>3. L’ente organizzatore del servizio cura ove necessario l’addestramento specifico dei collaboratori, ne verifica l’idoneità e affidabilità al servizio, e li avvia, dietro rimborso di una quota prestabilita del costo,     a) presso persone anziane, inferme, o disabili non autosufficienti, per l’approvvigionamento dei beni di consumo necessari per la vita quotidiana, per la pulizia o manutenzione ordinaria dell’abitazione, per l’addestramento all’uso degli strumenti informatici e della rete, per la lettura a persone non vedenti, o altri servizi analoghi che non richiedano elevata professionalità e non comportino rischi rilevanti né per chi li svolge né per chi li riceve;     b) presso persone singole o famiglie per lavori domestici, per l’accudimento diurno o notturno di bambini, per servizi di insegnamento complementare, o per l’esecuzione di lavori di manutenzione ordinaria;     c) presso istituti scolastici o associazioni di genitori di studenti, per la sorveglianza all’entrata e uscita dalle scuole, lavori di manutenzione ordinaria e altri servizi utili per il loro migliore funzionamento;     d) presso amministrazioni comunali per la manutenzione del verde pubblico, parchi e giardini;     e) presso condomini, loro associazioni, o associazioni di famiglie, per la sorveglianza contro atti di vandalismo ai danni di beni immobili o mobili. </li></ul>
  9. 9. <ul><li>4. Al rapporto di cui al comma 1 si applicano le disposizioni contenute nella sezione II di questo capo; non si applicano le disposizioni di cui alla sezione III. L’orario di svolgimento del servizio è concordato tra il collaboratore e il fruitore. Esso non può eccedere il limite di 3 ore giornaliere, trattandosi di prestazioni che devono lasciare tempo disponibile anche per 2 ore giornaliere di formazione che il disoccupato è tenuto a frequentare in vista di collocazione lavorativa stabile. </li></ul>
  10. 10. <ul><li>5. Il collaboratore ha diritto nei confronti dell’ente organizzatore a un corrispettivo orario, commisurato alla durata effettiva del servizio svolto. Il corrispettivo viene pagato per mezzo di buoni-lavoro al prezzo corrente di 7,5 euro netti su base oraria. </li></ul>
  11. 11. <ul><li>6. Dall’impegno assunto ciascuna delle parti può recedere in qualsiasi momento, con preavviso telefonico per una pronta sostituzione . </li></ul>
  12. 12. <ul><li>7. Gli stessi soggetti di cui al comma 1, nonché qualsiasi altro soggetto, possono promuovere lo sviluppo dei servizi di cui al comma 3, mediante forme di accreditamento delle persone disponibili e idonee a svolgerli e di agevolazione dell’incontro fra domanda e offerta, in funzione dell’instaurazione di rapporti diretti di lavoro subordinato o autonomo tra fruitori e prestatori, anche al di fuori delle categorie indicate nel comma 2.   </li></ul>
  13. 13. <ul><li>Articolo .... </li></ul><ul><li>Impegno di fornitura di servizi di pubblica utilità </li></ul><ul><li>            1. Il patto col quale la persona o l’ente interessato a un servizio di cui al comma 3 dell’articolo ..... pattuiscono la fornitura con l’ente organizzatore deve essere stipulato in forma scritta, indicare l’entità e le modalità di riscossione del corrispettivo da parte dell’ente organizzatore, nonché le generalità del collaboratore , utilizzando le modalità telematiche già predisposte in materia dall’INPS.             </li></ul><ul><li>2. Dal reddito minimo garantito di 790 euro erogato dall’INPS mensilmente alle persone in stato di disoccupazione viene automaticamente scalato dall’INPS il mese successivo l’importo dei buoni-lavoro che risultano riscossi il mese prima. </li></ul>
  14. 14. <ul><li>Articolo ..... </li></ul><ul><li>Commissione di garanzia per le collaborazioni di lavoro accessorio di pubblica utilità </li></ul><ul><li>            1. L’ente organizzatore istituisce una commissione composta in tre parti uguali da rappresentanti propri e da rappresentanti delle associazioni sindacali e imprenditoriali maggiormente rappresentative nel territorio dell’ente stesso, secondo il criterio di cui all’articolo ....., commi .... e ....., per il controllo circa l’utilizzazione corretta dei rapporti di cui agli articoli .... e ..... </li></ul><ul><li>            2. L’ente organizzatore è tenuto a fornire alla commissione di cui al comma 1 i patti di cui agli articoli .... e ..... stipulati e tutte le informazioni di cui dispone in proposito. La commissione ha accesso ai luoghi dove i servizi oggetto dei contratti stessi vengono svolti e può svolgere indagini in proposito, direttamente o per il tramite dell’Ispettorato del lavoro.   </li></ul>
  15. 15. <ul><li>RELAZIONE </li></ul><ul><li>Disciplina del lavoro accessorio di pubblica utilità </li></ul><ul><li>L’ultima sezione, costituita dagli articoli .....-....., è dedicata alla soluzione del problema di far emergere interamente la grande domanda latente di servizi alla persona e alla comunità, ponendola utilmente in comunicazione con l’altrettanto numerosa offerta latente di lavoro non professionale o comunque poco strutturato – marginale, ma di dimensioni considerevoli – che pure esiste e per la quale è opportuna una limitazione dell’apparato protettivo per diversi possibili motivi: i)  per favorire l’inserimento nel tessuto produttivo di persone in difficoltà, oppure ii) perché il prestatore non versa in una situazione di dipendenza economica, oppure ancora  iii) perché i soggetti interessati non hanno un’altra fonte di reddito sufficiente o  iv) perché essi hanno una diversa attività prevalente (studenti), oppure ancora v) perché si tratta di soggetti temporaneamente impegnati nella cura di bambini in età prescolare che offrono temporaneamente la stessa attività di cura ad altre famiglie.             </li></ul>
  16. 16. <ul><li>Sul versante della domanda, si osserva una rilevante necessità irrisolta di servizi alla persona: in particolare, un gran numero di disabili o anziani non autosufficienti hanno bisogno di assistenza domiciliare, sovente non 24 ore su 24, ma soltanto diurna o soltanto notturna, oppure a tempo parziale (per l’aiuto nella cura della persona, oppure per l’approvvigionamento dei beni di consumo necessari per la vita quotidiana, per l’insegnamento dell’uso dello strumento informatico e della rete, o anche soltanto per l’intrattenimento della persona isolata, ecc.). Si osserva inoltre una altrettanto cospicua domanda di servizi alla comunità: basti pensare alle necessità – sovente male o per nulla soddisfatte nelle aree urbane – di sorveglianza all’entrata e all’uscita delle scuole, manutenzione del verde pubblico, sorveglianza notturna contro il disturbo della quiete o contro gli autori di graffiti e forme analoghe di piccola criminalità, e altre simili.             </li></ul>
  17. 17. <ul><li>Anche su questo terreno, come su quello dei buoni-lavoro di cui si è detto trattando del contenuto dell’articolo 2101, abbiamo fatto riferimento innanzitutto all’esperienza dell’ Agence nationale services à la personne (v. in proposito il sito web www.particulieremploi.fr/mediers.php ), con la quale in Francia ci si è proposti di porre in comunicazione domanda e offerta di servizi alla persona e alla famiglia, con risultati di notevolissimo rilievo. Se oltr’Alpe ci si è limitati ad attivare, con una utilizzazione efficacissima di Internet, servizi efficienti per l’incontro fra domanda e offerta e ad operare per una riduzione drastica dei costi di transazione in questo particolare settore, mediante l’istituzione dello chèque emploi-services universel-CESU , qui intendiamo spingerci oltre, attingendo anche all’esperienza finlandese e dei Paesi scandinavi, dove l’ente locale promotore del servizio assume altresì la veste di fornitore dell’attività di servizio, ingaggiando la persona disponibile per lo svolgimento della prestazione e addebitando al soggetto beneficiario soltanto una frazione – talora di entità minima – del relativo costo. Abbiamo dunque delineato un duplice modello di intervento degli enti pubblici locali: </li></ul>
  18. 18. <ul><li>- un intervento di pura e semplice promozione dell’incontro fra domanda e offerta dei servizi in questione, mediante accreditamento dei soggetti capaci di fornirli (articolo ...., comma ...), attivazione di canali idonei a facilitare al massimo l’incontro stesso (oltre alla disposizione testé citata, articolo ....., comma ....) e riduzione dei costi di transazione mediante i buoni-lavoro (articolo .....): è questo un modello di intervento che appare alla portata di qualsiasi amministrazione locale capace di avvalersi dell’esperienza francese; </li></ul><ul><li>-  un intervento più evoluto e costoso, ispirato alle esperienze dei Paesi nord-europei, ma anche ad alcune esperienze italiane , consistente nell’attivazione di iniziative di selezione e addestramento elementare di persone disponibili e idonee allo svolgimento dei servizi in questione, e nell’ingaggio di queste con contratto di collaborazione autonoma, in funzione del loro avvio presso la persona o famiglia richiedente, dalla quale verrà riscossa una  parte del costo della prestazione: è questo un modello di intervento che offrirebbe una utile alternativa rispetto a quello consueto dell’”appalto di servizi” conferito da Comuni e Province a cooperative (che in molti casi maschera una sostanziale somministrazione di prestazioni di lavoro, e non sempre in forme più vantaggiose per i lavoratori coinvolti), ma che indubbiamente presuppone una maggiore capacità organizzativa da parte dell’ente gestore. Un esempio di servizio organizzato secondo questo modello è quello che ha visto impegnati alcuni Comuni del milanese o dell’Alto Adige nella fornitura di servizi di accudimento di neonati a domicilio (a cura delle cosiddette “vice-mamme” o tagesmuetter ). </li></ul><ul><li>         </li></ul>
  19. 19. <ul><li>  Le esperienze testé menzionate confermano che l’incontro fra questa domanda e questa offerta latente di servizi è possibile anche nel nostro contesto nazionale – senza che ne derivi danno ai lavoratori regolari nel mercato del lavoro ordinario – mediante l’attivazione di un modello di rapporto fuori standard, al quale l’ente pubblico promotore e gestore dell’iniziativa possa fare ricorso: i) solo per l’attivazione di determinati servizi ben individuati, ii) solo per il coinvolgimento in quei servizi di persone appartenenti a determinate categorie oggettivamente marginali rispetto al mercato del lavoro ordinario (anziani ancora attivi e mobili, studenti e altri giovani inoccupati, donne inoccupate o espulse dal tessuto produttivo in occasione di una maternità, disoccupati, immigrati extracomunitari disoccupati), iii) solo con l’attivazione parallela di meccanismi volti a evitare il consolidarsi della collocazione della persona coinvolta nel settore del lavoro non standard, favorendo invece il suo inserimento nel tessuto produttivo ordinario.          </li></ul>
  20. 20. <ul><li>Il modello a cui facciamo riferimento può indicarsi come un rapporto di fornitura di collaborazione autonoma, che ha come soggetti l’utilizzatore del servizio e l’ente organizzatore in veste di fornitore da un lato (articolo .....), dall’altro in veste di titolare di un rapporto di collaborazione autonoma continuativa con un prestatore appartenente alle categorie sopra indicate: es. giovani, madri di famiglia attualmente non presenti, o presenti con difficoltà, nel mercato del lavoro ordinario (articolo ....). Questo rapporto trilatero è reso possibile, già a legislazione invariata, per un verso dalla norma esplicita che consente agli enti pubblici di avvalersi di collaborazioni di tipo accessorio ; per altro verso dalla norma – implicita, questa, ma pacificamente riconosciuta in dottrina e in giurisprudenza – che esclude le collaborazioni autonome dal divieto di interposizione. A una “Commissione di garanzia” l’articolo .... affida il compito di controllare che questa forma di organizzazione del lavoro fuori standard venga utilizzata soltanto nelle situazioni di cui si è detto sopra. </li></ul>
  21. 21. <ul><li>Articolo ..... – Contratto di fornitura di servizi di pubblica utilità. La disposizione disciplina il rapporto contrattuale tra l’ente promotore e gestore del servizio e il soggetto fruitore. </li></ul><ul><li>Articolo ..... – Commissione di garanzia per le collaborazioni di pubblica utilità. A questo organo appare utile affidare il ruolo di osservatorio permanente sullo sviluppo di questo mercato del lavoro marginale, al fine di prevenire qualsiasi possibile abuso, attraverso un attento controllo del rispetto dei requisiti soggettivi e oggettivi posti dall’articolo ..... per questo tipo di particolare di somministrazione di lavoro. </li></ul>
  22. 22. Nota bene <ul><li>L’articolato che segue riguarda chi desideri sperimentare l’apertura di micro-impresa piuttosto che cercare lavoro dipendente. Si tenga a mente il modello generale di sostegno con reddito minimo garantito per la generalità dei disoccupati/inoccupati, già descritto, con innalzamento qui dell’importo assegnato da 790 a 1.000 euro netti mensili per diciotto mesi, in considerazione del maggiore impegno richiesto dall’avvio di un’attività in proprio. </li></ul>
  23. 23. <ul><li>PROPOSTA DI LEGGE   </li></ul><ul><li>  Art. 1.   </li></ul><ul><li>  (Ambito di applicazione e agevolazioni previdenziali).  </li></ul><ul><li>1. I cittadini maggiorenni inoccupati e disoccupati, fino ai diciotto mesi precedenti il compimento dei requisiti pensionistici, compresi i detenuti beneficiari di commutazione della pena in attività alternative al carcere come da disposizioni del ........., sono ammessi, in via sperimentale e in deroga alle disposizioni vigenti, per un periodo di diciotto mesi, ad avviare attività di impresa percependo, in luogo delle indennità attualmente previste a un'indennità mensile pari a 1.000 euro netti a titolo di incoraggiamento all’avvio di micro-imprese e sostegno del reddito durante i primi diciotto mesi di attività. </li></ul><ul><li>        </li></ul>
  24. 24. <ul><li>2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle persone che abbiano sottoscritto il Patto con il Centro per l’impiego competente per domicilio dichiarando il proprio stato di inoccupazione, disoccupazione o si trovino nella condizione di detenuti ammessi alla commutazione della pena in attività alternative come da disposizioni del .... </li></ul>
  25. 25. <ul><li>  3. L'indennità di cui al comma 1 è posta a carico della Gestione prestazioni temporanee (GPT) dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e i periodi durante i quali essa è fruita sono coperti figurativamente ai fini contributivi nella misura del 50 per cento della contribuzione obbligatoria dovuta sul minimale reddituale in vigore nelle rispettive Gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali istituite presso il medesimo Istituto.  </li></ul><ul><li>        4. La contribuzione figurativa di cui al comma 3 è posta a carico della Gestione interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (GIAS) dell'INPS, con facoltà, da parte degli interessati, di integrare l'accredito figurativo versando alla Gestione di appartenenza la contribuzione obbligatoria corrispondente al restante 50 per cento. La facoltà di cui al periodo precedente può essere esercitata, a domanda , anche tramite versamento in trentasei rate mensili senza interessi né oneri accessori.  </li></ul>
  26. 26. <ul><li>5. Resta fermo l'obbligo di iscrizione all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. </li></ul><ul><li>6. Si applicano le disposizioni dell'   articolo 19, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185   , convertito, con modificazioni, dalla    legge 28 gennaio 2009, n. 2   , e successive modificazioni, in materia di intervento integrativo posto a carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva, ma la misura minima di tale intervento integrativo è ridotta al 10 per cento.   </li></ul><ul><li>7. Qualora i soggetti di cui al comma 1 assumano, nell'esercizio dell'attività di impresa di cui al medesimo comma, nell'arco del periodo di diciotto mesi ivi previsto, altri lavoratori dipendenti inoccupati, disoccupati o detenuti beneficiari di commutazione della pena in attività alternative al carcere come da disposizioni del ......... per un periodo di almeno ventiquattro mesi, per i medesimi lavoratori non sono dovuti i contributi obbligatori posti a carico del datore di lavoro e del lavoratore ai sensi della normativa vigente.  </li></ul><ul><li>8. I periodi di lavoro dipendente di cui al comma 7 sono integralmente coperti mediante contribuzione figurativa, con oneri a carico della GIAS dell'INPS. Resta fermo per i datori di lavoro l'obbligo di iscrivere i lavoratori dipendenti all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.  </li></ul><ul><li>9. Qualora i soggetti di cui al comma 1 non trovino convenienza a proseguire l’attività intrapresa, previo accordo con tutor designato da Agenzia delle Entrate procederanno a chiusura dell’attività senza aggravio di spese e rientreranno nelle condizioni previste per lo stato di disoccupazione come da normativa vigente. </li></ul>
  27. 27. <ul><li>Art. 2.  </li></ul><ul><li>  (Finanziamenti).  </li></ul><ul><li>        1. Per ogni lavoratore che avvia attività di impresa ai sensi dell'articolo 1, comma 1, qualora venga richiesto, l'INPS  eroga mensilmente un importo pari al 50 per cento del trattament o di cui al medesimo comma alla Cassa depositi e prestiti Spa, che provvede ad anticipare in un'unica soluzione la corrispondente somma capitalizzata, previo apposito sconto commisurato al tasso ufficiale di riferimento stabilito dalla Banca centrale europea in vigore alla data dell'anticipazione, fatte salve le commissioni di gestione, in favore del soggetto che ha avviato l'attività di impresa, previa presentazione di copia della comunicazione di cui all'articolo 6, comma 1, e della relativa documentazione.   </li></ul>
  28. 28. <ul><li>2. Le imprese costituite ai sensi dell'articolo 6, per il periodo di diciotto mesi di cui all'articolo 1, comma 1, possono accedere ai finanziamenti bancari utilizzando le garanzie dei fondi speciali antiusura costituiti e gestiti dai Confidi e dalle fondazioni di cui all'   articolo 15 della legge 7 marzo 1996, n. 108   , e successive modificazioni, i quali, separati dai fondi rischi ordinari, sono destinati a garantire, per una misura fino all'80 per cento del finanziamento concesso, le banche e gli istituti di credito che concedono finanziamenti a medio termine alle medesime imprese. La garanzia è prestata indipendentemente dal rifiuto di una domanda di finanziamento assistita da garanzia, in deroga a quanto previsto dal citato    articolo 15, comma 2, lettera    a)   , della legge n. 108 del 1996   .   </li></ul><ul><li>3. I contributi erogati in favore dei fondi speciali antiusura di cui al comma 2 del presente articolo sono cumulabili con eventuali contributi concessi ai medesimi fondi dalle regioni e dalle province.  </li></ul>
  29. 29. <ul><li>  (Regime fiscale).  </li></ul><ul><li>        1. Per le attività di impresa avviate ai sensi dell'articolo 1, comma 1, si applica, fino al 31 dicembre 2013 , un regime fiscale agevolato che prevede il pagamento di un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle relative addizionali regionali e comunali pari al 20 per cento del reddito determinato ai sensi del secondo periodo. Ai fini del presente articolo, il reddito di impresa o di lavoro autonomo è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'attività di impresa; concorrono, altresì, alla formazione del reddito le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all'impresa. Gli eventuali contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell'impresa familiare fiscalmente a carico, ovvero, se non fiscalmente a carico, sui quali il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa, si deducono dal reddito determinato ai sensi del presente comma.  </li></ul><ul><li>        2. I titolari delle attività di impresa di cui al comma 1 sono esenti dall'imposta regionale sulle attività produttive di cui al    decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446   .   </li></ul><ul><li>        3. I titolari delle attività di impresa di cui al comma 1 non addebitano l'imposta sul valore aggiunto a titolo di rivalsa e non hanno diritto alla detrazione dell'imposta sul valore aggiunto assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti anche intracomunitari e sulle importazioni.  </li></ul><ul><li>        4. Ai fini delle imposte sui redditi, fermo restando l'obbligo di conservare, ai sensi dell'   articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600   , e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi, i titolari delle attività di impresa di cui al comma 1 del presente articolo sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. La dichiarazione dei redditi è presentata nei termini e con le modalità definiti dal regolamento di cui al    decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322   . I medesimi soggetti sono esonerati dal versamento dell'imposta sul valore aggiunto e da tutti gli altri obblighi previsti dal    decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633   , ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette e di certificazione dei corrispettivi.   </li></ul><ul><li>5. L'efficacia delle disposizioni di cui ai commi 3 e 4 è subordinata alla preventiva autorizzazione comunitaria, ai sensi della    direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006   .   </li></ul>
  30. 30. <ul><li>6. Il regime fiscale cessa di avere applicazione dal 1 gennaio 2014 . Nel passaggio dal periodo di imposta soggetto al regime di cui ai commi da 1 a 8 al periodo di imposta soggetto al regime ordinario, i ricavi, i compensi e le spese sostenute che, in base alle regole del regime di cui ai citati commi, hanno già concorso a formare il reddito non assumono rilevanza nella determinazione del reddito dei periodi di imposta successivi, ancorché di competenza di tali periodi; viceversa, quelli che, ancorché di competenza del periodo soggetto al regime di cui ai citati commi, non hanno concorso a formare il reddito imponibile del periodo assumono rilevanza nei periodi di imposta successivi nel corso dei quali si verificano i presupposti previsti dal regime di cui ai medesimi commi.   </li></ul><ul><li>7. Ai soggetti che si avvalgono del regime fiscale si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, commi da 539 a 547, della    legge 24 dicembre 2007, n. 244   , e successive modificazioni.           </li></ul><ul><li>8. I soggetti che si avvalgono del regime fiscale possono farsi assistere gratuitamente negli adempimenti tributari dall'ufficio delle entrate competente in ragione del domicilio fiscale , che assegnerà un tutor per tale funzione . In tal caso, devono munirsi di un'apparecchiatura informatica corredata di accessori idonei da utilizzare per la connessione con il sistema informatico del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze.   </li></ul>
  31. 31. <ul><li>9. Ai soggetti che si avvalgono del regime fiscale di cui al presente articolo è attribuito un credito di imposta, utilizzabile in compensazione ai sensi del    decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241   , nella misura del 60 per cento della parte del prezzo unitario di acquisto dell'apparecchiatura informatica e degli accessori di cui al comma 8. Il predetto credito di imposta è riconosciuto per un importo non superiore a 400 euro e spetta anche in caso di acquisizione dei beni in locazione finanziaria. In tal caso, il credito è commisurato al 40 per cento del prezzo di acquisto ed è liquidato con riferimento ai canoni di locazione pagati in ciascun periodo di imposta, fino a concorrenza dell'importo di 400 euro. Il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile e non è rimborsabile.   </li></ul>
  32. 32. <ul><li>Art. 4.  </li></ul><ul><li>  (Disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro).  </li></ul><ul><li>        1. I titolari e i soci delle imprese costituite ai sensi dell'articolo 6 della presente legge, nonché i loro familiari, come definiti dal    terzo comma dell'articolo 230-   bis   del codice civile   , sono tenuti al rispetto delle disposizioni dell'   articolo 21 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81   , e sono soggetti alle corrispondenti sanzioni.          2. Ai soggetti di cui al comma 1 che esercitano la propria attività nei cantieri si applica, altresì, l'   articolo 94 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81   .          3. La tutela dei lavoratori dipendenti delle imprese costituite ai sensi dell'articolo 6 della presente legge è assicurata tramite l'applicazione delle misure generali di tutela di cui all'   articolo 15 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81   . I datori di lavoro assicurano l'applicazione, ai lavoratori di cui al primo periodo, delle disposizioni dei commi 1 e 2 dell'   articolo 21 del citato decreto legislativo n. 81 del 2008   .  </li></ul><ul><li>    </li></ul>
  33. 33. <ul><li>  Art. 5.  </li></ul><ul><li>  (Disposizioni in materia di tutela dell'ambiente).  </li></ul><ul><li>        1. Considerata la scarsa rilevanza dell'inquinamento che può derivare dall'attività delle imprese costituite ai sensi dell'articolo 6 della presente legge, le medesime imprese sono esonerate, in via transitoria, dagli obblighi di cui agli articoli 189, 190 e 212 del    decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152   , e successive modificazioni.  </li></ul>
  34. 34. <ul><li>  Art. 6.  </li></ul><ul><li>  (Forme imprenditoriali ammesse).   </li></ul><ul><li>        1. I soggetti di cui all'articolo 1, al fine di avviare l'attività di impresa, presentano all'ufficio del registro delle imprese la comunicazione unica di cui all'   articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7   , convertito, con modificazioni, dalla    legge 2 aprile 2007, n. 40    usufruendo dell’assistenza gratuita di un tutor assegnato dall’Agenzia delle Entrate competente per territorio .   </li></ul><ul><li>2. L'attività di impresa di cui alla presente legge può essere svolta in forma individuale o di impresa familiare ai sensi dell'   articolo 230-   bis   del codice civile   , nelle forme di società in nome collettivo o in accomandita semplice, ovvero in forma di società cooperativa di cui all'   articolo 2522 del citato codice civile   . </li></ul><ul><li>     3. I soci e i collaboratori familiari di cui all'   articolo 230-   bis   del codice civile   , qualora si trovino nelle condizioni di cui all'articolo 1, comma 1, della presente legge, sono esonerati dai versamenti contributivi alle rispettive gestioni previdenziali di appartenenza e usufruiscono dei medesimi benefìci contributivi e previdenziali previsti dal citato articolo 1.  </li></ul><ul><li>    4. In ogni caso il numero massimo di addetti complessivamente occupati o, comunque, impegnati nelle imprese di cui al presente articolo non può essere superiore a tre unità, compresi gli apprendisti e i soggetti assunti con contratto di formazione o di inserimento.  </li></ul>
  35. 35. <ul><li>Il giusto equilibrio si può trovare in un sistema in cui: </li></ul><ul><li>per 30 anni le persone sono stabilmente occupate (25-55) e, se licenziate, automaticamente vengono iscritte all’ Opera di Salvaguardia Territoriale (O.SA.TE.) con sostegno reddituale minimo garantito fino a nuova occupazione stabile </li></ul><ul><li>le persone in entrata nel mondo del lavoro (under 25) e in uscita (over 55) sono flessibilmente occupate con sostegno reddituale minimo garantito nei periodi di vacanza contrattuale e iscrizione automatica all’O.SA.TE. </li></ul><ul><li>i pensionati sono occupati con i nipoti, orientati a studi piacevoli, a banche del tempo ecc. godendosi l’ultima parte della loro vita e lasciando spazio a chi ancora deve lavorare </li></ul><ul><li>quindi tutti, comunque, sono molto attivi se hanno capacità residue o potenziali, e in ogni caso tutelati. </li></ul><ul><li>Quello che entra in termini di reddito viene speso per provvedere ai propri bisogni, dando al contempo impulso all’economia: commercio, industria, divertimento, tutti se ne avvantaggiano, in un circolo virtuoso che va a scapito solo del malaffare. </li></ul>
  36. 36. <ul><li>Indipendentemente dalla posizione lavorativa ricoperta prima, e quindi dai contributi versati, l’importo del reddito minimo garantito deve essere per tutti uguale (la fame dell’ex dirigente è uguale a quella dell’ex manovale e il dirigente che guadagna di più deve prevedere la possibilità di perdere il lavoro e non sperperare pretendendo poi trattamenti differenziali), e quantificabile in 790 euro mensili al netto di ritenute fiscali ad ogni componente del nucleo familiare (essendo indispensabile la partecipazione alle attività assegnate dall’O.SA.TE. per poter mantenere il beneficio, non è necessario fissare tetto al reddito complessivo familiare in quanto le persone molto benestanti vi rinunceranno volentieri). </li></ul>
  37. 37. Sportelli dedicati alla gestione di questo sistema - definito Opera Salvaguardia Territoriale O.SA.TE. per evidenziarne l’utilità collettiva - , in rete con tutte le associazioni che nel territorio si occupano di assistenza a bambini, anziani, persone anche solo temporaneamente non autosufficienti - compresi quindi gli ammalati in casa o ricoverati - , e che si occupano di cura del territorio allo scopo di prevenire danni a persone e cose (vedi disastri ambientali), forniranno le occasioni ai singoli beneficiari per ripagare la collettività di quanto da questa distribuito con i suoi contributi fiscali. Es. Lavoratore ammalato ricoverato in ospedale che non ha nessun aiuto per portare e ritirare abiti in tintoria, chiede aiuto allo Sportello e gli viene mandato disoccupato per provvedere. Piove e bisogna urgentemente effettuare pulizia strade, si interviene mettendo a disposizione le proprie energie, anche se limitate, per il bene comune. In conseguenza della proposta su indicata, viene a cadere il pregiudizio assai diffuso che il disoccupato possa diventare un approfittatore. Oltre a dover dedicare il suo tempo all’aiuto e alla sicurezza del territorio, dovrà studiare, scegliendo da catalogo il corso preferito, con l’obiettivo di rientrare al più presto al lavoro. E’ infatti da questi corsi che potranno attingere le aziende ed enti per assumere, suggerendo costantemente percorsi utili all’evoluzione delle loro imprese.
  38. 38. <ul><li>L’esperienza del lavoro va considerata parte integrante dei processi formativi, fin dalle elementari, invitando testimoni dei vari mestieri e professioni ad illustrare le specificità, criticità, rischi e soddisfazioni che porta ogni tipo di lavoro, educando altresì al rispetto per ciascuno, e cioè: </li></ul><ul><li>a non considerare il titolo di laurea di per sé arrogantemente pretenzioso di emolumenti maggiori rispetto al più modesto titolo di un valente artigiano, agricoltore o muratore (la fatica di studiare non è superiore alla fatica di vangare, e si rischia di morire molto di più in un cantiere) </li></ul><ul><li>a non consentire in sede contrattuale differenziazioni retributive, a vantaggio di categorie dirigenziali, smoderate rispetto a quelle di tutti gli altri lavoratori impegnati al bene comune dell’impresa o ente o associazione </li></ul><ul><li>a cooperare accettando le debolezze di ciascuno ed assegnando incarichi ai più deboli adeguati e altrettanto rispettabili . </li></ul>
  39. 39. <ul><li>Adeguati strumenti normativi dovranno consentire l’alternanza di esperienze di studio e di lavoro durante tutto l’arco degli studi, in modo da correggere il tiro del piano di studi in itinere, articolandolo nel modo più favorevole ad una conclusione di soddisfazione. </li></ul><ul><li>Nessuno stage/tirocinio può terminare senza che sia data scheda valutativa e orientativa su strada migliore consigliata, e questo presuppone che i tutor assegnati siano motivati ad affiancare e capaci di valutare e orientare, pertanto over 55 esperti nelle varie professioni e mestieri, secondo il modello indicato prima del ponte solidale entrata-uscita dal trentennio lavorativo contrattualmente sicuro. </li></ul>
  40. 40. La spesa sociale non va tagliata: essa va governata e riorientata in modo da rendere il sistema non solo finanziariamente sostenibile, ma anche più equo ed efficiente perché realmente in grado di incoraggiare la natalità, abbattere le barriere, facilitare la mobilità, anche in situazioni di mobbing, combattere le discriminazioni, prevenire i bisogni, contrastare la povertà.
  41. 41. I rapporti di lavoro devono essere regolati in termini semplici e chiari e devono essere stabilite regole a garanzia del pagamento puntuale e sollecito ai fornitori di beni e servizi a Enti e a privati, altrimenti soggetti a fallimento e scoraggiati ad investire in attività autonome e libere professioni.
  42. 42. 3. La sostenibilità Il reddito minimo garantito qui concepito funziona da ammortizzatore che si ripaga da solo grazie al combinato sistema dei voucher, descritto di seguito. Scoraggianti sanzioni devono essere previste per chi viene trovato a lavorare in nero mentre percepisce reddito minimo garantito, così come al suo datore di lavoro in nero. Ma è piuttosto difficile che questo avvenga se per 3 ore al giorno il disoccupato deve essere reperibile e disponibile per le attività a cui accennavamo prima di salvaguardia del territorio, e altre 2 ore per la formazione. Resta il tempo giusto per ripassare i compiti e riposare. Inoltre, ponendo un tetto alle retribuzioni dirigenziali sproporzionate rispetto a qualsiasi valutazione di resa umana nel lavoro, e impedendo l’assegnazione di doppi e più incarichi a chi già ne possiede uno, avremo risorse sufficienti da destinare a chi attualmente si trova in condizioni di povertà estrema.
  43. 43. Contro l’evasione e l’elusione: il sistema dei voucher <ul><li>Fase 1 </li></ul><ul><li>Acquisizione elenco disoccupati non dotati di ammortizzatori (o inferiori a un tot netto mensile) </li></ul><ul><li>da centro impiego </li></ul><ul><li>caso A </li></ul><ul><li>casellina già segnata su modulo del Patto fra disoccupato e centro impiego </li></ul><ul><li>della sua disponibilità a svolgere lavoro accessorio (sistema dei voucher) </li></ul><ul><li>accertamento se già iscritto spontaneamente in elenco presso INPS </li></ul><ul><li>se si, passare a Fase 2 </li></ul><ul><li>se no, telefonata da centro impiego o INPS per sollecitare iscrizione </li></ul><ul><li>caso B </li></ul><ul><li>se non segnata la casellina, telefonata da centro impiego o INPS per sollecitare iscrizione. </li></ul><ul><li>Acquisizione da parte del centro impiego di elenco imprese, associazioni, enti vari nel territorio </li></ul><ul><li>che abbiano necessità/possano offrire lavoro accessorio. </li></ul><ul><li>Pubblicizzazione tramite media (spiegazione sistema e sanzioni per chi offre lavoro </li></ul><ul><li>anche 1 ora sola senza voucher e quindi in nero, come da disposizioni già in vigore) </li></ul><ul><li>con elenco tabaccherie e altri luoghi dove comprare i voucher. </li></ul>
  44. 44. <ul><li>Fase 2 </li></ul><ul><li>disoccupato riceve su cellulare chiamata per contatto con imprese, associazioni, enti vari nel suo territorio (eventuali spese viaggio rimborsate con biglietti) che hanno selezionato da elenco centro impiego/INPS suo nominativo per una prestazione </li></ul><ul><li>caso 1. accetta e svolge lavoro accessorio </li></ul><ul><li>caso 2. non accetta per motivi seri documentabili </li></ul><ul><li>caso 3. non accetta perché non gli va </li></ul><ul><li>1. e 2. ricevono reddito minimo garantito da INPS per tutto il periodo di disoccupazione, oltre ai voucher dal datore di lavoro accessorio che possono spendere subito (nota bene: riscossione in contanti o accredito su carta gratuita senza necessità di conto bancario o postale, come già predisposto) </li></ul><ul><li>3. non viene + chiamato e perde reddito minimo garantito </li></ul><ul><li>Att.ne: il mese successivo alla prima erogazione di reddito minimo garantito, INPS esegue compensazione con voucher utilizzati: es. 790 euro netti – 10 voucher già riscossi x 7,5 euro netti ciascuno = 715 euro di redito minimo garantito. E così di seguito nei mesi successivi. </li></ul>
  45. 45. 4. La governance (da inserire dopo decisioni governative su gestione centri impiego ed eventuale trasformazione in Sportelli O.SA.TE.) ................. .....................................
  46. 46. <ul><li>VERSIONE RIVEDUTA E CORRETTA della Sezione V del </li></ul><ul><li>DISEGNO DI LEGGE N. 1873 dei senatori Ichino, Bonino, Chiti, Morando, Ignazio Marino, Bianco, Agostini, Andria, Astore, Bertuzzi, Biondelli, Cabras, Carloni, Carofiglio, Ceccanti, Ceruti, Chiaromonte, Chiurazzi, Cosentino, Della Seta, Del Vecchio, D’Ubaldo, Fioroni, Fistarol, Follini, Galperti, Mariapia Garavaglia, Granaiola, Leddi, Legnini, Lusi, Magistrelli, Marcucci, Mauro Maria Marino, Mazzuconi, Mercatali, Milana, Negri, Poretti, Perduca, Pertoldi, Pignedoli, Pinotti, Procacci, Randazzo, Nicola Rossi, Rusconi, Rutelli, Sangalli, Serra, Soliani, Stradiotto, Tonini, Veronesi e Zavoli </li></ul><ul><li>Codice dei rapporti di lavoro. Modifiche al Libro V del Codice civile </li></ul><ul><li>Presentato alla Presidenza del Senato l’11 novembre 2009 </li></ul><ul><li>in data 12.12.2011 a cura di Laura Spampinato </li></ul><ul><li>psicologa del lavoro e dell’organizzazione in pensione </li></ul>
  47. 47. Interventi per agevolare la libera imprenditorialità e per il sostegno del reddito  ddl C. 2424/2009   PROPOSTA DI LEGGE   d'iniziativa dei deputati    ANTONINO FOTI, DI BIAGIO, MOFFA, VINCENZO ANTONIO FONTANA, PELINO, CAZZOLA, TASSONE, VERSACE, GAROFALO, NIZZI, VALDUCCI, CECCACCI RUBINO, FORMICHELLA, GIAMMANCO, MANNUCCI, MOTTOLA, MARIAROSARIA ROSSI, SALTAMARTINI, SCANDROGLIO, TORRISI, GRANATA, BELCASTRO, GIOACCHINO ALFANO, ANGELI, BARANI, BARBARO, BARBIERI, BELLOTTI, BERARDI, BERTOLINI, BIANCOFIORE, BIASOTTI, BOCCIARDO, BRIGUGLIO, CAPITANIO SANTOLINI, CASTELLANI, CATONE, CESARO, COLUCCI, COMPAGNON, CRISTALDI, DE ANGELIS, DE CAMILLIS, DE GIROLAMO, DE LUCA, DE NICHILO RIZZOLI, DEL TENNO, DELFINO, DELLA VEDOVA, DELL'ELCE, DI CATERINA, DI CENTA, DIMA, D'IPPOLITO VITALE, DISTASO, FAENZI, FALLICA, RENATO FARINA, TOMMASO FOTI, FRASSINETTI, GALATI, GERMANÀ, GIBIINO, GIRLANDA, GOLFO, GOTTARDO, GRIMALDI, HOLZMANN, IANNARILLI, LABOCCETTA, LAGANÀ FORTUGNO, LAMORTE, LANDOLFI, LAZZARI, LISI, LORENZIN, MANNINO, MARINELLO, MARSILIO, MINARDO, MINASSO, MISITI, MISTRELLO DESTRO, MISURACA, MOLES, MURGIA, MUSSOLINI, ANGELA NAPOLI, NUCARA, OCCHIUTO, PAGANO, PALMIERI, MARIO PEPE (PdL), PERINA, PEZZOTTA, PICCHI, PILI, PISO, PITTELLI, PIZZOLANTE, PROIETTI COSIMI, PUGLIESE, SAMMARCO, SARDELLI, SBAI, SCALIA, SIMEONI, SOGLIA, STAGNO d'ALCONTRES, STASI, TRAVERSA, VELLA, VESSA, VIGNALI    Interventi per agevolare la libera imprenditorialità e per il sostegno del reddito    Presentata il 7 maggio 2009  Riveduta e corretta da Laura Spampinato in data 17.12.2011
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