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Tar puglia Tar puglia Document Transcript

  • N. 01053/2011 REG.PROV.COLL.N. 00757/2009 REG.RIC.REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOIl Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia(Sezione Terza)ha pronunciato la presenteSENTENZAsul ricorso numero di registro generale 757 del 2009, integrato da motivi aggiunti, proposto da:Giovanni Centrone, rappresentato e difeso dagli avv.ti Luigi Paccione e Giuseppe Delle Foglie, condomicilio eletto presso lo studio del primo difensore in Bari, via Quintino Sella, n. 120;controComune di Acquaviva delle Fonti in persona del Sindaco, legale rappresentante p.t., rappresentato edifeso dallavv. Lorenzo Spinelli, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Alessandro DiCagno in Bari, via Putignani, n. 47;per lannullamento,previa sospensione dell’efficaciaquanto al ricorso introduttivo:“- del decreto sindacale del Comune di Acquaviva delle Fonti n. 4 del 25.02.2009, notificato in data26.02.2009;- della nota prot. n. 3584 del 26.02.2009 a firma del Direttore Generale del Comune di Acquavivadelle Fonti dott. Francesco Caporusso;- della nota prot. n. 3588 del 26.02.2009 a firma del Direttore Generale del Comune di Acquavivadelle Fonti dott. Francesco Caporusso;- di ogni altro atto presupposto e/o connesso, ancorchè ignoto, in quanto lesivo”;
  • quanto al ricorso per motivi aggiunti depositato l11.11.2010:- del decreto sindacale n. 2 del 19.7.2010 del Comune di Acquaviva delle Fonti, notificato alricorrente in data 20.7.2010, avente ad oggetto << Ridefinizione ed attribuzione incarichidirigenziali>>.quanto al ricorso per motivi aggiunti depositato il 21 dicembre 2010:- del decreto Sindacale n. 4 del 30.9.2010 del Comune di Acquaviva delle Fonti, notificato alricorrente in data 5.10.2010, avente ad oggetto << -Ridefinizione ed attribuzione incarichidirigenziali>>.quanto al ricorso per motivi aggiunti depositato il 5 aprile 2011:- del decreto sindacale n. 1 del 25.01.2011 del Comune di Acquaviva delle Fonti, notificato alricorrente in data 26.1.2011, avente ad oggetto <<Modifica decreto sindacale n° 4 del 30/09/2010 -Ridefinizione ed attribuzione incarichi dirigenziali>>.Visti il ricorso introduttivo e i relativi allegati;Visti i ricorsi per motivi aggiunti e i relativi allegati;Visto latto di costituzione in giudizio del Comune di Acquaviva delle Fonti;Viste le memorie difensive;Visti tutti gli atti della causa;Vista l’ordinanza n. 312 del 27 maggio 2009, di rigetto dell’istanza incidentale di sospensionecautelare proposta con il ricorso introduttivo;Vista l’ordinanza n. 62 del 14 gennaio 2011 con la quale si dà atto della rinuncia all’istanzaincidentale di sospensione cautelare proposta con il secondo ricorso per motivi aggiunti e fissatoludienza pubblica del 25 maggio 2011 per la discussione del ricorso nel merito.Vista l’ordinanza n. 390 del 28 aprile 2011 con la quale si dà atto della rinuncia all’istanzaincidentale di sospensione cautelare proposta con il terzo ricorso per motivi aggiunti e si confermaludienza pubblica del 25 maggio 2011 per la discussione del ricorso nel merito;Relatore nelludienza pubblica del giorno 25 maggio 2011 la dott.ssa Rosalba Giansante e uditi perle parti i difensori, gli avv.ti Luigi Paccione e Lorenzo Spinelli;Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
  • FATTOCon ricorso ritualmente notificato il 27 aprile 2009 e depositato nella Segreteria del Tribunale il 12maggio 2009, il sig. Giovanni Centrone, Comandante della Polizia Municipale del Comune diAcquaviva delle Fonti, ha chiesto l’annullamento del decreto sindacale del suddetto Comune n. 4del 25 febbraio 2009, notificato in data 26 febbraio2009, avente per oggetto la “Ridefinizione edattribuzione degli incarichi dirigenziali” presso il Comune stesso; ha chiesto altresì l’annullamentodelle note direttoriali prot. n. 3584 e n. 3588 del 26 febbraio 2009 concernenti rispettivamentel’affidamento dell’incarico di responsabile di “posizione organizzativa” e gli indirizzi operativi e digestione per l’espletamento dell’incarico stesso.A sostegno del gravame il ricorrente ha dedotto le seguenti censure:1. (4) violazione e falsa applicazione degli artt. 7, 8, 9 e 10 della legge n. 241 del 1990, violazionedei principi costituzionali di buon andamento, imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa,eccesso di potere per assoluto difetto di istruttoria in quanto il Comune non avrebbe comunicato adesso ricorrente la comunicazione di avvio del procedimento ed avrebbe leso i suoi interessipartecipativi;2. (5) violazione e falsa applicazione dell’art. 9 della legge n. 65 del 1986, violazione dei principicostituzionali di buon andamento, imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa in quanto ilprovvedimento impugnato affiderebbe illegittimamente il ricorrente , nella qualità di Comandantedella Polizia Municipale, allo staff del Sindaco ed alla luce del provvedimento impugnato dovrebbesvolgere la sua nuova mansione sotto la direzione del Direttore Generale dott. Francesco Caporusso.Si è costituito a resistere in giudizio il Comune di Acquaviva delle Fonti chiedendo il rigetto delgravame.Alla camera di consiglio del 27 maggio 2009, con ordinanza n. 312, è stata respinta la domandaincidentale di sospensione cautelare.Con ricorso per motivi aggiunti notificato il 3 novembre 2010 e depositato nella Segreteria delTribunale l’11 novembre 2010 il ricorrente ha chiesto l’annullamento del decreto sindacale n. 2 del19 luglio 2010 del Comune di Acquaviva delle Fonti, notificato in data 20 luglio 2010, avente adoggetto “Ridefinizione ed attribuzione incarichi dirigenziali”.A sostegno del gravame il ricorrente ha dedotto le seguenti censure:1. (7) violazione del C.C.N.L. Comparto Enti Locali in tema di partecipazione delle organizzazionisindacali alle procedure di macro organizzazione dell’ente; violazione e falsa applicazione degliartt. 7, 8, 9 e 10 della legge n. 241 del 1990, violazione dei principi costituzionali di buonandamento, imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa, eccesso di potere per assolutodifetto di istruttoria; il ricorrente lamenta l’illegittimità del provvedimento impugnato in quantosarebbe stato adottato in violazione delle norme sulla partecipazione nel procedimento di macro-organizzazione, senza comunicazione di avvio del procedimento e senza concertazione con leorganizzazioni sindacali dei dipendenti;2. (8) violazione e falsa applicazione dell’art. 9 della legge n. 65 del 1986, violazione dei principicostituzionali di buon andamento, imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa in quanto ilprovvedimento impugnato affiderebbe illegittimamente al ricorrente, nella qualità di Comandante
  • della Polizia Municipale, la posizione di membro dello staff del Sindaco facendo insorgere unasituazione di subordinazione del primo al secondo.Il Comune di Acquaviva delle Fonti con atto depositato in data 2 dicembre 2010 ha chiesto il rigettodel gravame.Alla camera di consiglio del 3 dicembre 2010 il Presidente, su istanza della parte ricorrente, hadisposto il rinvio della trattazione dell’istanza cautelare all’udienza di merito.Con un secondo ricorso per motivi aggiunti notificato il 4 dicembre 2010 e depositato nellaSegreteria del Tribunale il 21 dicembre 2010 il sig. Centrone ha chiesto l’annullamento del decretosindacale n. 4 del 30 settembre 2010 del Comune di Acquaviva delle Fonti, notificato in data 5ottobre 2010, avente ad oggetto “Modifica decreto sindacale n° 2 del 12/07/2010 - Ridefinizione edattribuzione incarichi dirigenziali”.Avverso questo successivo provvedimento il ricorrente ha riproposto le censure già dedotte con ilprimo ricorso per motivi aggiunti.L’ente locale resistente anche per il secondo ricorso per motivi aggiunti, con atto depositato in data11 gennaio 2011 ha chiesto il rigetto del gravame.Alla camera di consiglio del 13 gennaio 2011 questa Sezione, con ordinanza n. 62 ha dato atto dellarinuncia all’istanza incidentale di sospensione cautelare proposta con il secondo ricorso per motiviaggiunti e fissato ludienza pubblica del 25 maggio 2011 per la discussione del ricorso nel merito.Con un terzo ricorso per motivi aggiunti notificato il 26 e 28 marzo 2011 e depositato nellaSegreteria del Tribunale il 5 aprile 2011 il ricorrente ha chiesto l’annullamento del decreto sindacalen. 1 del 25 gennaio 2011 del Comune di Acquaviva delle Fonti, notificato in data 26 gennaio 2011,avente ad oggetto “Modifica decreto sindacale n° 4 del 30/09/2010 - Ridefinizione ed attribuzioneincarichi dirigenziali”.Il sig. Centrone a sostegno di questo ulteriore provvedimento ha dedotto le seguenti censure:1. (11) violazione del C.C.N.L. Comparto Enti Locali in tema di partecipazione delle organizzazionisindacali alle procedure di macro organizzazione dell’ente; violazione e falsa applicazione degliartt. 7, 8, 9 e 10 della legge n. 241 del 1990, violazione dei principi costituzionali di buonandamento, imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa, eccesso di potere per assolutodifetto di istruttoria; 2. (12) violazione e falsa applicazione dell’art. 9 della legge n. 65 del 1986,violazione dei principi costituzionali di buon andamento, imparzialità e correttezza dell’azioneamministrativa.Alla camera di consiglio del 28 aprile 2011 con ordinanza n. 390 si è dato atto della rinunciaall’istanza incidentale di sospensione cautelare proposta con il terzo ricorso per motivi aggiunti e siè confermata ludienza pubblica del 25 maggio 2011 per la discussione del ricorso nel merito, giàfissata con l’ordinanza n. 62 del 14 gennaio 2011.Entrambe le parti hanno prodotto documentazione.Alla udienza pubblica del 25 maggio 2011 la causa è stata chiamata e assunta in decisione.DIRITTO
  • Il Collegio deve innanzitutto dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse delricorso introduttivo, del primo e secondo ricorso per motivi aggiunti.Passando ad esaminare il terzo ricorso per motivi aggiunti con il quale il sig. Centrone haimpugnato il decreto sindacale n. 1 del 25 gennaio 2011, avente ad oggetto “Modifica decretosindacale n° 4 del 30/09/2010 - Ridefinizione ed attribuzione incarichi dirigenziali” con il quale ilSindaco del Comune di Acquaviva delle Fonti ha ribadito, tra l’altro, l’allocazione del servizio diPolizia Municipale in posizione di staff al Sindaco stesso, esso deve ritenersi in parte inammissibileed in parte infondato.Con il primo motivo di ricorso il ricorrente deduce la violazione del C.C.N.L. Comparto Enti Localiin tema di partecipazione delle organizzazioni sindacali alle procedure di macro organizzazionedell’ente e la violazione e falsa applicazione degli artt. 7, 8, 9 e 10 della legge n. 241 del 1990,violazione dei principi costituzionali di buon andamento, imparzialità e correttezza dell’azioneamministrativa, eccesso di potere per assoluto difetto di istruttoria; il ricorrente lamental’illegittimità del provvedimento impugnato in quanto sarebbe stato adottato in violazione dellenorme sulla partecipazione nel procedimento di macro-organizzazione, senza invio dellacomunicazione di avvio del procedimento e senza concertazione con le organizzazioni sindacali deidipendenti.In riferimento alla asserita violazione delle suddette norme procedimentali della legge n. 241 del1990 il Collegio deve precisare che l’atto impugnato, pur avendo natura mista di atto di macroorganizzazione, in quanto ridefinisce l’organizzazione dei servizi e dispone l’allocazione delservizio di Polizia Municipale in posizione di staff al Sindaco e di atto di micro organizzazione, inquanto oltre a definire le singole posizioni dirigenziali designa i singoli dirigenti quali titolari delleposizioni dirigenziali dal decreto stesso individuate, nella fattispecie oggetto di gravame viene inrilievo quale un atto di macro organizzazione, come peraltro qualificato dallo stesso ricorrente, inquanto oggetto del presente giudizio è unicamente il riscontro della conformità a legge dell’assettoorganizzativo dell’amministrazione relativo alla posizione attribuita al Comandante della PoliziaMunicipale; né potrebbe essere altrimenti in quanto qualora il “thema decidendum” avesseriguardato la questione specifica di micro organizzazione il Collegio avrebbe dovuto dichiarare ilproprio difetto di giurisdizione trattandosi di atti di gestione del datore di lavoro sottoposti allagiurisdizione del giudice ordinario.Chiarito quanto sopra, l’atto di macro organizzazione in quanto atto generale è espressamentesottratto alle norme sulla partecipazione, ai sensi dell’art. 13 della legge n. 241 del 1990 che alcomma 1 recita: “Le disposizioni contenute nel presente capo non si applicano nei confrontidellattività della pubblica amministrazione diretta alla emanazione di atti normativi, amministrativigenerali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme chene regolano la formazione.”.In ordine, poi, alla lamentata illegittimità del provvedimento per la mancata concertazione con leorganizzazioni sindacali dei dipendenti, il Collegio deve dichiarare tale censura inammissibile percarenza di legittimazione attiva del ricorrente; il ricorrente, infatti, fa valere non un interesseproprio, ma un interesse delle Organizzazioni Sindacali.Con il secondo motivo di ricorso il sig. Centrone deduce la violazione e falsa applicazione dell’art.9 della legge n. 65 del 1986, la violazione dei principi costituzionali di buon andamento,imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa in quanto il provvedimento impugnatoaffiderebbe illegittimamente al ricorrente, nella qualità di Comandante della Polizia Municipale, laposizione di membro dello staff del Sindaco facendo insorgere una situazione di subordinazione del
  • primo al secondo; inoltre la giurisprudenza sarebbe consolidata nel garantire la totale autonomia delCorpo di Polizia Municipale per le competenze di cui alla suddetta normativa, ritenendo illegittimaogni interposizione di altro funzionario tra il Comandante della Polizia Municipale ed il Sindaco nelrispetto dell’autonomia dei due organi.Il motivo è privo di pregio.L’art. 9 della legge n. 65 del 1986 - Legge-quadro sullordinamento della polizia municipale –recita: “1. Il comandante del Corpo di polizia municipale è responsabile verso il sindacodelladdestramento, della disciplina e dellimpiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo. 2.Gli addetti alle attività di polizia municipale sono tenuti ad eseguire le direttive impartite daisuperiori gerarchici e dalle autorità competenti per i singoli settori operativi, nei limiti del loro statogiuridico e delle leggi.”.La giurisprudenza amministrativa dalla quale il Collegio non ha motivo di discostarsi, peraltrorichiamata anche da parte resistente, ha chiarito che secondo quanto dispone lart. 9 della suddettalegge n. 65 del 1986, il comandante della polizia municipale è responsabile verso il sindaco, il qualea sua volta è lorgano titolare delle funzioni di polizia locale che competono al Comune (artt. 1 e 2)(cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, n. 616 del 17-02-2006).Ne consegue che l’allocazione del servizio di Polizia Municipale in posizione di staff al Sindaconon è in contrasto con l’art. 9 della legge n. 65 del 1986 che prevede la responsabilità delComandante della Polizia Municipale verso il Sindaco; di contro sarebbe illegittimo unprovvedimento che ponesse il comandante della polizia municipale alle dipendenze di unfunzionario del Comune in quanto equivarrebbe a trasferire a questultimo funzioni di governo cheper legge competono al sindaco.Il Collegio deve precisare che deve, quindi, ritenersi infondata in punto di fatto la doglianza con laquale il ricorrente lamenta l’illegittimità per l’asserita interposizione di altro funzionario tra ilComandante della Polizia Municipale ed il Sindaco, considerato che tale circostanza non si rinvienenella fattispecie concreta oggetto di gravame; non bisogna, infatti, confondere l’attività dei singolidirigenti che svolgono attività procedimentale ed adottano gli atti nelle materie di loro competenzacon l’attività di vigilanza in senso lato, di controllo a 360°, di competenza della Polizia Municipaleche, in quanto posta dal decreto sindacale n. 1 del 25 gennaio 2011, in posizione di staff al Sindacopone il Comandante della Polizia Municipale stessa responsabile solo verso il Sindaco.Conclusivamente, per i suesposti motivi, il ricorso introduttivo, il primo ed il secondo ricorso permotivi aggiunti devono essere dichiarati improcedibili per sopravvenuto difetto di interesse ed ilterzo ricorso per motivi aggiunti deve ritenersi in parte inammissibile ed in parte respinto.Le spese, secondo la regola della soccombenza, devono porsi a carico della parte ricorrente,nell’importo liquidato nel dispositivo.P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza) definitivamente pronunciandosul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara il ricorso introduttivo, il primo ed il secondo ricorsoper motivi aggiunti improcedibili per sopravvenuto difetto di interesse; dichiara il terzo ricorso permotivi aggiunti in parte inammissibile ed in parte lo respinge.
  • Condanna il sig. Giovanni Centrone al pagamento delle spese processuali e degli onorari digiudizio, che liquida in € 3.000,00 (tremila/00) in favore del Comune di Acquaviva delle Fonti.Ordina che la presente sentenza sia eseguita dallautorità amministrativa.Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 25 maggio 2011 con lintervento deimagistrati:Pietro Morea, PresidentePaolo Amovilli, ReferendarioRosalba Giansante, Referendario, EstensoreLESTENSORE IL PRESIDENTEDEPOSITATA IN SEGRETERIAIl 09/07/2011IL SEGRETARIO(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)