Clil 4ottobre

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  • Maurizio Piscitelli
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    1. 1. 4 ottobre 2013 M.T.Ingicco Dirigente Scolastico – Liceo Porporato Pinerolo (TO)
    2. 2. 2 Il quadro normativo DD.PP.RR. attuativi della Riforma della Scuola Secondaria di secondo grado nn. 88/2010 e 89/2010. “è introdotto l’insegnamento di una disciplina non linguistica (DNL) in una lingua straniera nell’ultimo anno dei Licei e degli Istituti Tecnici e negli ultimi tre anni dei Licei Linguistici.”
    3. 3. Licei (DPR 89/2010) Articolo 6 (Liceo linguistico) 2. Dal primo anno del secondo biennio è impartito l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica, prevista nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse assegnato e tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie. Dal secondo anno del secondo biennio è previsto inoltre l’insegnamento, in una diversa lingua straniera, di una disciplina non linguistica, compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse assegnato e tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie. Gli insegnamenti previsti dal presente comma sono attivati nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente. 3
    4. 4. Licei (DPR 89/2010) Articolo 10 - (Orario annuale e attività educative e didattiche) 5. Fatto salvo quanto stabilito specificamente per il percorso del liceo linguistico, nel quinto anno è impartito l’insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato. Tale insegnamento è attivato in ogni caso nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente. 6. Attraverso apposito decreto emanato dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono definite le linee guida per l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica e gli specifici requisiti richiesti per impartire il predetto insegnamento. Dall’adozione di tale decreto non devono scaturire nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 4
    5. 5. Istituti tecnici Nel quinto anno è previsto l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua inglese. L’insegnamento è finalizzato, in particolare, a potenziare le conoscenze e abilità proprie della disciplina da veicolare in lingua inglese attraverso la contemporanea acquisizione di diversi codici linguistici. L’integrazione tra la lingua inglese e altra disciplina non linguistica, secondo il modello Content and Language Integrated Learning (CLIL), a cui è riservata di seguito un’apposita sezione, viene realizzata dal docente, con una didattica di tipo fortemente laboratoriale, attraverso lo sviluppo di attività inerenti le conoscenze e le abilità delle discipline interessate, in rapporto all’indirizzo di studio. 5
    6. 6. 6 Esperienze già realizzate Da una ricerca della La D.G. per il Personale scolastico effettuata nell’ottobre 2010 emerge che 625 Scuole Secondarie di secondo grado, per un totale di circa 1000 docenti, hanno già sperimentato moduli di didattica CLIL.
    7. 7. 7 CLIL significa Innovazione metodologica Didattica dell’apprendimento Partecipazione attiva Peer education Attenzione alle competenze
    8. 8. Norme transitorie (nota 240/2013) La nota 240/13, riepiloga la situazione della formazione e indica gli strumenti e le modalità da utilizzare per affrontare questo primo anno di applicazione. E' da sottolineare come lo stesso MIUR, suggerisca "di norma l’attivazione in classe terza del 50% del monte ore della disciplina veicolata in lingua straniera, in considerazione anche della necessità di dotare gli studenti della padronanza del linguaggio tecnico-specialistico della disciplina nella lingua italiana", ammettendo che quanto prescritto nel regolamento (dal primo anno del secondo biennio è impartito l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica) risulta inapplicabile nella sua perentorietà. Sarà quindi necessario, in occasione della verifica triennale dei regolamenti, che si intervenga su queste prescrizioni e le si rendano più consone ad una corretta e graduale introduzione della metodologia CLIL. 8
    9. 9. Indicazioni e linee guida Negli allegati ai Regolamenti e nelle “Indicazioni Nazionali” (per i licei) vengono fornite indicazioni sulla questione “veicolare” unicamente in riferimento all’ambito linguistico e agli obiettivi d’insegnamento della lingua straniera. Non si trovano riferimenti a obiettivi di apprendimento disciplinare che leghino esplicitamente gli obiettivi della disciplina stessa allo sviluppo della competenza in lingua straniera (ad eccezione di un accenno all’uso della lingua inglese per studiare). Per esempio, quando si dice “sapere sostenere una propria tesi”, o quando si indica che è necessario curare “la pratica dell’argomentazione”, si intende, implicitamente, come competenze linguistico-cognitive da sviluppare in lingua italiana, mentre potrebbero essere intese come competenze da sviluppare anche nella lingua straniera. 9
    10. 10. Indicazioni e linee guida Le “Indicazioni Nazionali” suggeriscono “esperienze d’uso della lingua straniera per la comprensione e rielaborazione orale e scritta di contenuti di discipline non linguistiche” . In altre parole, per salvaguardare la specificità del percorso CLIL (che è un insegnamento della disciplina non linguistica, non un approccio alternativo all’insegnamento della lingua straniera) e, allo stesso tempo, riconoscere la natura eminentemente linguistica della disciplina stessa, serve svolgere, a livello di singole discipline, un’integrazione fra il contenuto e la lingua, individuandone dei legami e specificandone gli obiettivi. 10
    11. 11. Il ruolo del docente di lingua straniera L’introduzione della metodologia CLIL nel sistema scolastico rappresenta una scelta fortemente linguistica e, in quanto tale, non può essere ignorata dal docente di lingua straniera. In primo luogo perché tutti i riferimenti all’insegnamento veicolare in lingua straniera vengono fatti in relazione all’ambito “Lingua e cultura straniera” di cui i docenti di lingua straniera sono i principali referenti e, in secondo luogo, perché si può intravedere nelle “Indicazioni Nazionali” il suggerimento che il docente di lingua straniera collabori alla costruzione del percorso veicolare. 11
    12. 12. Come iniziare Le “Indicazioni Nazionali” sembrano quindi auspicare iniziative facilitatrici per la realizzazione dei percorsi veicolari. Il suggerimento che si realizzino «… con l’opportuna gradualità esperienze d’uso della lingua straniera per la comprensione e rielaborazione orale e scritta di contenuti di discipline non linguistiche» Le scuole possono, per esempio, prevedere l’introduzione di percorsi CLIL brevi anche prima della quinta per preparare gradualmente gli allievi, oppure caratterizzare l’insegnamento della materia del quinto anno con un insegnamento solo parziale (di singoli moduli) nella lingua straniera. 12

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