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Da “I Discorsi” di P. Mattioli
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Raimondo Villano - Bilance

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abs: 15. R. Villano “Appunti di storia della Farmacia” cd rom multimediale a colori (24,5 Mb; 14 files, 720 diapositive, 4 colonne sonore) Ed. Chiron dpt Ph@rma, Pompei, giugno 2007;

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Raimondo Villano - Bilance

  1. 1. BilanciaSul Conci (1934) leggiamo a proposito delle bilance di farmacia: "Antichissima è la documentazione d'uno dei più tipici e indispensabili strumenti farmaceutici: la Bilancia (dal lat. bis e lanx "piatto"). Secondo gli storici, la bilancia sarebbe stata conosciuta in Oriente già nell'età neolitica in Europa però sarebbe giunta soltanto nell'età dei metalli, probabilmente attraverso le isole di Cipro e di Creta. Fra i vari segni geroglifici di una tavoletta iscritta del II Palazzo di Cnosso (prima metà del secondo millennio a. C) v'è anche quello della bilancia (a bracci eguali, con un piede verticale di sostegno). Un'altra documentazione è sulla lastra tombale di Kivik (Svezia), probabilmente della tarda età del bronzo. Numerosa è pure la documentazione di bilance egiziane. Oltre alle bilance a sostegno, le antichissime età conobbero anche le bilance appese. Di questo tipo esistono, nel Museo Nazionale di Atene, due bilancette d'oro, trovate in una tomba di Micene: la leva è formata da un'esile verghetta d'oro, con fili pure d'oro reggenti sottilissimi piattiní.Bilance con pesi scorrevoli sui bracci erano probabilmente note anche ai Babilonesi. Gli Ebrei usavano bilance a bracci eguali e disuguali, con pesi liberi e scorrevoli: ed anche le bilancine tascabili. Nel Talmud sono ricordate bilance... addomesticate, col bilanciere vuoto, contenente mercurio, il quale spostandosi dalla parte della merce, collaborava egregiamente col mercante ad Imbrogliare il compratore. Nessun esemplare di bilance
  2. 2. greche di età storica ci è rimasto conservato. Non mancano invece i monumenti figurati, fra cui uno dei più antichi è quello della coppa cirenaica di Arcesilao (Conservata nella Biblioteca Nazionale di Parigi ove è rappresentato il re Arcesilao che sorveglia la pesatura e la preparazione dei pacchi di sifio, la famosa droga che formava la ricchezza di Cirene e di cui s'ignora tuttora la origine botanica, malgrado le ricerche di molti botanici moderni).La bilancia etrusca corrisponde a quella greca, almeno per quanto si può arguire dai monumenti figurati (cisti e vasi incisi).I Romani usavano bilance a bracci uguali, Bílanx (trutina e libra indicano tanto la bilancia che la stadera), e a bracci disuguali, statera. Ai Romani è dovuta l'introduzione dell'indice (examen), posto al di sopra della leva. Numerosi sono i monumenti figurati di queste bilance e numerosi pure gli esemplari ricuperati dagli scavi (Pompei). Si conservano anche esemplari di combinazione fra la bilancia a bracci eguali e la stadera (Museo Nazionale di Napoli) con contrappeso cursore fusiforme, scorrente su uno dei bracci A giudicare dal numero degli esemplari rimastici, la stadera. venuta dalla Campania, deve esser stata maggiormente usata che non la bilancia a bracci eguali. Le bilance greche e romane - libra e statera - rimasero in uso nelle farmacie fin quasi ai nostri giorni".
  3. 3. Bilancia XVIII sec.
  4. 4. Bilancia XVIII sec.
  5. 5. Bilancia XVII sec.
  6. 6. Bilancia XVII sec.
  7. 7. Bilancia
  8. 8. Bilancino fine XVIII sec.
  9. 9. Bilancia
  10. 10. Bilancia
  11. 11. Bilancia XVIII sec.
  12. 12. Bilancia
  13. 13. B i l a n c i a
  14. 14. Bilancia
  15. 15. Bilancia XVIII sec.
  16. 16. Bilancia XVIII sec.
  17. 17. Bilancia XVIII sec.
  18. 18. Bilancia In vetro soffiato, la bilancetta idrostatica abbina il principio della spinta di Archimede a quello della bilancetta galileiana. Consente di misurare le diverse densità dei fluidi per mezzo del numero dei frammenti di cristallo aggiunti o tolti per trovare l'equilibrio del braccio
  19. 19. Pesi e misure Nel parlare di bilance si devono anche ricordare le unità di misura di peso che sono state utilizzate in passato. Dalle opere mediche di Celso, Dioscoride, Galeno e Plinio si rileva che la libbra romana era divisa in 12 once 96 dramme 288 scrupoli. Sul testo "I discorsi" del Mattioli (1573) che rappresenta il più importante commentario dell'opera "De materia medica" di Pedacio Dioscoride (nato ad Anazarbe in Cilicia nel I sec. d.C) leggiamo i nomi e le quantità di peso secondo Dioscoride ed anche come si debbano intendere le misure delle cose solide e liquide. Prima dell'introduzione del sistema metrico decimale non esistevano criteri uniformi a riguardo dei valori di peso, capacità e lunghezza. Il sistema di peso medicinale o farmaceutico in uso per tutto il medioevo ed oltre si basava sul sistema romano ove la libbra con le sue sudddivisioni era la misura usuale. Il pavese Luigi Valentino Brugnatelli nella sua Farmacopea Generale del 1807 riporta i pesi di uso farmaceutico che "sono usati in tutto il regno". Libbre, once, dramme, grani, con l'introduzione del sistema metrico decimale furono convertiti in grammi, centigrammi e milligrammi. Vi erano tuttavia notevoli oscillazioni di valori ponderali tra le varie città italiane. Dal Codice Farmaceutico Militare del 1862 leggiamo che a Pavia 1 libbra corispondeva a 326,793 g. Sempre il Brugnatelli ci riporta nella sua Farmacopea accanto ai segni medici usati nelle ricette i pesi empirici che venivano utilizzati. Da: Conci Giulio (1934) "Pagine di Storia della Farmacia" Edizioni Vittoria Milano. Ristampa Anastatica del 1994, Veneta Editrice, Conselve (PD). Brugnatelli L.V. (1807). "Farmacopea Generale ad uso de' medici moderni ossia Dizionario delle preparazioni farmaceutico - Mediche semplici e composte più usate ai tempi nostri e conformi alle nuove teorie Chimico Mediche". Pavia, Dalla tipografia di Giovanni Capelli.
  20. 20. Pesi farmaceutici Da “I Discorsi” di P. Mattioli (1573)
  21. 21. Pesi farmaceutici Da “I Discorsi” di P. Mattioli (1573)
  22. 22. Pesi farmaceutici Da “I Discorsi” P. Mattioli (1573)
  23. 23. Pesi farmaceutici L.V. Brugnatelli (1807)

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