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Presentazione video studio fattibilita 12.10.2011
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Presentazione video studio fattibilita 12.10.2011

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  • 1.  
  • 2. STUDIO DI FATTIBILITA’ ECONOMICA Filiera del cotone biologico Coltura convenzionale estensiva
  • 3. Luglio 2011 Agosto 2011 Marzo 2011 Aprile 2011 Maggio 2011 STUDIO DI FATTIBILITA’ ECONOMICA Filiera del cotone biologico Coltura convenzionale estensiva
  • 4.
    • Coltivazione del cotone
    • In agricoltura, al momento, non vi è sicuramente coltura che richiami l’attenzione universale quanto quella della coltivazione del cotone.
    • Fra le questioni economiche che riguardano l’agricoltura mondiale in generale, Siciliana in particolare, non ve n’è una che abbia maggiore rilevanza di questa, così come è certo che mai, a noi Siciliani, è stata offerta un’opportunità simile per studiare e praticare, più agevolmente, una questione di tanta importanza.
    • Il cotone rappresenta la più diffusa ed utilizzata tra le fibre naturali, nonché la maggiore coltura agricola non alimentare al mondo.
    • Il mercato internazionale del cotone si colloca in un momento topico: le quotazioni del cosiddetto “oro bianco”, infatti, sono ormai al rialzo da mesi ed hanno superato il dollaro e mezzo per libbra, il massimo risultato dall'Ottobre '95, con un aumento del 117 % in un anno, passando da 73,53 centes/libbra del Gennaio 2010 ai 166,34 centes/libbra del Gennaio 2011, oggi la sua quotazione è di circa un dollaro la libbra mentre i futures ottobre 2012 stimano un valore di 120 centes/libbra.
    • L'impennata del prezzo del cotone non è dovuta solo ad interventi speculativi, ma è legata anche al contesto produttivo mondiale, abbracciando ed interessando sia il continente americano, che quello asiatico ed africano.
  • 5.
    • I prezzi del cotone diventano, quindi, remunerativi, e gli agricoltori sono incoraggiati a dedicare al prodotto una maggior quantità di risorse, tanto in termini di lavoro, che di terra coltivabile.
    • Il ruolo dell’Europa quale produttore di cotone è assolutamente marginale nel contesto mondiale.
    • Abbiamo avuto modo di analizzare che solo circa il 2% della materia prima viene coltivata in Europa, e solo per circa 0,5 milioni di ettaro di terreno è destinato a questa prestigiosa coltura, nella misura dell’80% in Grecia e del 20% circa in Spagna, mentre la presenza di nessuna coltivazione si segnala in Italia.
    • Eppure, la storia ci ricorda che proprio l’Italia, prima ancora che Spagna, Portogallo e Grecia, è stato il primo e più importante Stato produttore di cotone in Europa, tanto che, con alterne fortune, sin dagli ultimi anni dell’Ottocento fino agli anni ‘60 del secolo scorso, gli ettari di terreno coltivati a cotone erano circa centomila, quasi esclusivamente in Sicilia e marginalmente in Puglia e Calabria.
    • E’ bene ricordare, inoltre, che per la dichiarata qualità la coltivazione del cotone in Sicilia, nella fattispecie il tipo “Gela”, era seconda solo a quella Egiziana, mentre la resa per ettaro inferiore solo a quella americana.
    • Superate le ragioni che ieri avevano indotto gli agricoltori ad abbandonare questa coltura, alla luce delle diverse e mutate condizioni reddituali, la coltivazione del cotone, oggi, promette di riconoscere ai produttori nuove prospettive di crescita e di guadagno.
  • 6.
    • Mercato mondiale del Cotone
    • La produzione di cotone dipende essenzialmente dall’andamento di tre fattori : la resa per ettaro sul campo, la localizzazione agro-geologica delle coltivazioni e la resa della fibra dopo la ripulitura ( sgranatura ) dai semi.
    • L’estensione delle aree coltivate nel mondo ha subito variazioni negli anni attestandosi tra i 30 ed i 36 milioni di ettari ma negli ultimi 50 anni si è registrata una triplicazione delle rese della fibra per ettaro: si è infatti passati dai 400 kg/ha medi del 1960 ai 700 kg/ha del 2000,fino ai quasi 1.600 kg/ha Israeliani ed Australiani del 2010. Così la produzione mondiale si attesta sui 25 milioni di tonnellate.
    • Esaminando la ripartizione tra i vari produttori mondiali, si può affermare che la stessa è rimasta invariata negli ultimi 20 anni, così che il gruppo dei grandi Paesi produttori, quali Cina, India, Usa e Pakistan, continuano a produrre oltre i ¾ di tutto il cotone prodotto sul pianeta.
  • 7.
    • Mercato mondiale del Cotone
    • Tra gli ultimi ad entrare in questo mercato in modo significativo troviamo il Brasile ( 1,5 milioni di tonnellate media del triennio 2008-2010 ) e l’Australia , leader, insieme ad Israele, per resa/ettaro.
    • La Cina, primo produttore mondiale, passa da 3 milioni di tonnellate degli anni ’80, a 7 milioni di tonnellate del 2009, ciò attraverso una politica di intensificazione sostenuta dall’introduzione di varietà ad alta resa, incentivi alla produzione ed una politica dei prezzi sotto il controllo dello Stato.
    • Nel ’99 la Cina comincia una liberalizzazione dei prezzi dello Stato e nel contempo e quasi simultaneamente viene introdotto il “cotone transgenico”, i cui effetti sulle rese non sono noti.
    • Negli Stati Uniti , dai 2,4 milioni di tonnellate degli anni ’80 si giunge nel 2010 ad una produzione di 4,5 milioni di tonnellate con un costante e progressivo aumento delle rese per ettaro.
    • L’India si conferma al secondo posto pur registrando una resa per ettaro molto bassa. La sua produzione passa infatti nell’arco di venti anni da 1,4 milioni di tonnellate degli anni ’80 a ca. 4,9 milioni di tonnellate del 2009. Rimane invariata la superficie coltivata ma le rese per ettaro passano dai 165 kg/ha del 1980 ai 320 kg/ha del 2001 e infine ai 530 kg/ha del 2009.
  • 8.
    • Esportazione
    • La parte della produzione mondiale di cotone avviata al mercato internazionale è andata aumentando negli ultimi 20 anni passando dai 4,3 milioni di tonnellate agli inizi degli anni ’80 ai 6,9 milioni di tonnellate del 2009; ovvero circa il 30% della produzione mondiale.
    • Gli USA, con circa 3 milioni di tonnellate, restano il primo esportatore mondiale di cotone con il 30% del totale esportato. Significativa la crescita dell’Uzbekistan, divenuto terzo esportatore nel mondo (13%), seguito dai Paesi Africani della zona CFA e dall’Australia, che controllano circa il 12 % delle esportazioni mondiali.
    • L'Africa diventa, quindi, una terra importante per il commercio del cotone. Le aree destinate alla produzione dell'oro bianco quadruplicano, da 800.000 a 3 milioni di ettari e la quantità prodotta passa da 400 kg per ettaro a 1 tonnellata. Attualmente, il bacino dell'Africa occidentale è il più prolifico per la produzione del cotone: Paesi quali il Mali, il Burkina Faso, la Costa d'Avorio ed il Benin giocano un ruolo di spicco nel settore. In quanto area geografica, infatti, grazie anche alla concentrazione di terreno adatto e ad un clima umido favorevole alla crescita della fibra naturale, l'Africa dell'Ovest si colloca al secondo posto delle esportazioni mondiali dopo gli Stati Uniti. Il cotone esportato da questa regione ammonta ad un valore di circa un miliardo di dollari.
  • 9.
    • Consumi
    • L’aumento delle esportazioni è da ricondursi all’aumento del consumo del cotone nel mondo, passato dai 14,3 tonnellate degli inizi anni ’80, agli oltre 24,5 milioni di tonnellate annue nel 2009.
    • Nel rapporto tra consumo e produzione, un ruolo chiave è giocato dalla Cina che, essendo primo produttore mondiale e primo utilizzatore determina la forbice tra offerta e domanda, nonché in gran parte, l’andamento dei prezzi mondiali a seconda che intenda rafforzare il suo comparto industriale e, quindi, acquisire produzione sul mercato mondiale, aumentando le importazioni, o ancora, intenda smaltire stock, aumentando le esportazioni.
    • Il Cotone in Europa
    • L’Unione Europea produce ca. il 2% della produzione mondiale e pesa sulle esportazioni globali del Pianeta per il 3%. I Paesi interessati alla produzione di cotone ( come autorizzati dalla CEE ) sono Spagna ( 98% in Andalusia ) e Grecia ( Tessalonica ).
    • Il sostegno della PAC
    • Il regime di sostegno funziona secondo i criteri del “deficiency payment”:
    • La quantità di aiuto che viene accordata è il risultato della differenza tra il prezzo di riferimento stabilito per il cotone con semi (1,063 €/kg) ed il prezzo del mercato mondiale, assumendo come prezzo base 1,0099 € / kg.
    • In Spagna il costo medio per la produzione di un ettaro di cotone si situa intorno ai 2.100 €/Ha.
  • 10. Produzione di Cotone in Europa e resa per ettaro
  • 11.
    • REGOLAMENTO (CE) N. 86472004 DEL CONSIGLIO
    • Del 29 aprile 2004
    • Che modifica il regolamento (CE) n. 178272003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno a favore degli agricoltori, tenendo conto dell’adesione all’Unione europea della repubblica ceca, dell’Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell’Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Slovacchia.
    • Articolo 110 quater
    • Superfici e importi di base
    • 1 E’ istituita una superficie di base nazionale per i seguenti paesi :
    • Grecia 370.000 ha
    • Spagna 70.000 ha
    • Portogallo 360 ha
    • 2 L’importo dell’aiuto per ettaro ammissibile è il seguente :
    • Grecia 594 EUR per 300.000 ettari e 342,85 EUR per i rimanenti 70.000 ettari;
    • Spagna 1.039 EUR
    • Portogallo 556 EUR
    • 3 Se in uno Stato membro la superficie coltivata a cotone ammissibile al beneficio dell’aiuto in un dato anno supera la superficie di base fissata al paragrafo 1 , l’aiuto di cui al paragrafo 2 per il relativo Stato membro è ridotto in proporzione al superamento della superficie di base.
  • 12.
    • Al momento, a livello mondiale, le scorte di cotone sono scarse e non riescono a soddisfare la richiesta, nel 2011 tutti i grandi Paesi produttori hanno aumentato di oltre il 15 % le aree coltivate.
    • Attualmente, il bacino dell’Africa occidentale è il più prolifico per la produzione del cotone : Paesi quali il Mali, il Burkina Faso, la Costa d’Avorio ed il Benin giocano un ruolo di spicco nel settore.
    • Il ruolo dell’Europa quale produttore di cotone è assolutamente marginale nel contesto mondiale. Elemento strutturale della produzione di cotone in Europa è che questa produzione è tipica ed esclusiva delle zone più svantaggiate d’Europa, all’interno di Spagna e Grecia che sono gli unici paesi che effettivamente producono cotone nella UE. I produttori di cotone europei si caratterizzano anche per avere delle aziende molto ridotte: a livello europeo l’86% delle aziende che coltivano cotone hanno una superficie minore di 15 ettari, rappresentano oltre il 90% delle aziende coltivatrici e coprono più della metà delle aree coltivate a cotone.
    • L’Italia, prima ancora che Spagna, Portogallo e Grecia, è stato il primo e più importante Stato produttore di cotone in Europa, tanto che, con alterne fortune, sin dagli anni dell’Ottocento e fino agli anni ’60 , gli ettari di terreno coltivati a cotone erano circa centomila, quasi esclusivamente in Sicilia e marginalmente in Puglia e Calabria.
    • Il prodotto che si otteneva , nella fattispecie il tipo “Gela”, per la qualità della fibra era secondo solo a quello Egiziano, mentre la resa per ettaro inferiore solo a quella americana.
  • 13.
    • Opportunità per la Sicilia
    • Il report 2010 sullo stato di salute dell’Agricoltura Siciliana può così sintetizzarsi : “Muore l’agricoltura. Agricoltura in perdita ed un 2010 concluso tra mille difficoltà”.
    • I dati mostrano un calo di produzione ( fonte CIA ) del 2%, mentre il valore aggiunto è sceso di 3 punti percentuali. A pesare sono il perdurante clima di incertezza e la riduzione della capacità produttiva del settore in tutti i suoi prodotti. A ciò si aggiunga che i redditi degli agricoltori, sempre secondo le stesse fonti, hanno subito una riduzione, compresa tra il 6 ed il 7% rispetto ai dodici mesi precedenti, a loro volta in calo del 5%.
    • Oggi, l’opportunità offerta da una coltura, seppur nuova, ma storicamente tanto apprezzata da essere definita “l’oro bianco”, quando fino agli anni ’60 nella piana di gela i terreni erano massicciamente coltivati a cotone, non può essere in alcun modo sottovalutata.
    • L’Italia, ogni anno, importa cotone sodo per circa 600.000 tonnellate, la produzione delle quali richiederebbe colture estensive a cotone per oltre mezzo milione di ettari.
    • La coltivazione estensiva a cotone, in Sicilia, di soli centomila ettari determinerebbe un valore della produzione di cinquecento milioni di euro pari ad oltre il dodici per cento dell’intero comparto.
    • E’ importante rilevare che la coltura del cotone può, inoltre, rappresentare in un ottica di rotazione agraria un elemento prezioso per lo stimolo ed il rilancio del settore cerealicolo.
  • 14.
    • Valore della produzione del cotone
    • I dati relativi alla resa per ettaro e per la qualità della fibra emersi dal nostro Progetto di Ricerca 11, dimostrano che oggi in Sicilia, nella Piana di Gela in particolare, è realistico poter stimare una produzione di cotone grezzo di oltre 3,5 tonnellate per ettaro.
    • Il valore della produzione per ettaro di terreno coltivato a cotone è pari alla quotazione della fibra del cotone ( futures ottobre 2012 ) stimata a $ 1,2 per libbra ( gr 453,6 ) e dei semi a $ 0,20 libbra, a cui si aggiunge la produzione di arbusti legnosi di circa t 6 per ettaro per un valore di € 50/t.
    • Un ettaro di terreno produce t 35 di cotone grezzo di cui il 40 % di fibra ed il 60 % di semi di cotone.
    • Il valore del cotone sodo ( fibra ) è pari a t 1,4 x € 1,95 kg ($ 1,2 x 2,2)/1,35 = € 2.730/ha
    • Valore della produzione di semi di cotone t 2,1 x € 0,27 kg ($ 0,20 x 2,2)/1,35= € 567/ha
    • Totale del valore produzione per un ettaro € 3.297 ai quali si aggiungono € 300/ha di biomassa per un complessivo di resa per ettaro di € 3.597 , al netto del contributo comunitario previsto dal PAC, che è stimato ( Spagna ) in € 1.037 per ettaro.
    • In Sicilia non esiste alcuna coltivazione che, al netto di contributi agricoli, permette di realizzare un valore della produzione per ettaro di circa € 3.500.
  • 15.
    • I costi per la coltura di un ettaro di cotone possono essere sintetizzati in poche voci specifiche quali: affitto terreno irriguo € 400, lavorazioni € 450, acquisto semi € 150, acquisto fertilizzanti € 200, prodotti chimici € 150, raccolta € 200, sgranatura € 250, spese generali € 300, personale € 400, per un totale complessivo di € 2.500 per ettaro di terreno coltivato a cotone.
    • La stima di un valore della produzione di € 3.600/ha a fronte di una stima dei costi per € 2.500/ha ( costi Usa € 1.600/ha, costi Spagna € 2.100/ha ) per un margine operativo lordo di € 1.100/ha, al netto di contributi comunitari ( Spagna € 1.037/ha ), testimoniano che è il momento che la coltura del cotone si espanda in modo estensivo in tutta la Sicilia ed in particolare nella Piana di Gela e di Catania, dove già in passato la coltivazione del cotone aveva raggiunto gli 80.000/ha.
    • E’ ragionevole pensare che a fronte di un Piano di programmazione colturale Regionale, quinquennale, in Sicilia si ritorni a coprire le stesse estensioni di terreno coltivato a cotone che già in passato erano presenti e che sono stati elemento di benessere e ricchezze per gli stessi agricoltori.
    Costi della produzione del cotone
  • 16.
    • Ciclo di produzione del Cotone
    • Nel mese di aprile, i terreni vengono lavorati con aratro poli vomere e, successivamente, il letto di semina viene preparato con ripetuti passaggi di frangizolle a dischi.
    • La concimazione di fondo per le prove in irriguo viene realizzata apportando kg 500 per ha di 11-22-16 e 120 kg per ha di urea. Per le prove in asciutto non si distribuirà l’urea.
    • La semina ( maggio) verrà eseguita con seminatrice pneumatica programmando una densità di semina pari a 16,7 piante a mq ( ca. 15/20 kg di seme per ha ) adottando una distanza di 1 metro tra le file e di 6 cm. sulla fila ( in linea generalizzata ed in fase operativa si preferiscono 8 cm. sulla fila ). In concomitanza con la semina si provvederà all’ interramento di 20 kg. per ha di geo disinfestante Dursban granulare, mentre per il controllo delle infestanti saranno distribuiti pre- emergenza 1 lt. per ha. di Dual Gold negli appezzamenti caratterizzati da terreni di natura tendenzialmente argillosa oppure 0,4 lt. per ha. di Dribbling per i terreni sabbiosi.
    • L’irrigazione verrà eseguita con mezzi già presenti nelle aziende agricole oggetto della sperimentazione a mezzo di manichette forate. Il volume stagionale programmato per i tre campi principali è pari a 1800 metri cubi per ha. così ripartito : 300 metri cubi subito dopo il diserbo pre emergenza; 500 metri cubi alla formazione della 5/6 foglia; 500 metri cubi all’inizio della fioritura;500 metri cubi alla comparsa delle capsule. Il tutto comunque in funzione anche dell’andamento meteo stagionale.
  • 17.
    • Verranno inoltre eseguiti sulla base delle esigenze della coltura sperimentale i seguenti ulteriori trattamenti :
    • Diserbo
    • Da due a tre sarchiature interfila
    • Trattamenti con regolatore della crescita alla fase di inizio fioritura
    • Trattamento con prodotti insetticidi o fungicidi
    • Trattamento con dissecante fogliare in prossimità della fine del ciclo della coltura
    • La raccolta del prodotto, ai soli fini sperimentali, sarà eseguita manualmente considerata la modesta produzione complessiva.( 3 ton per 12 ha = 36 ton).
    • Anche se nella fase sperimentale non avrebbe alcun senso redigere un conto economico previsionale ( in quanto i costi di partenza - avviamento ecc - soverchierebbero di gran lunga i possibili ricavi ) vale la pena , limitandoci al solo ciclo produttivo di valutare una sorta di conto economico limitato alla fase di sperimentazione sul campo.
  • 18.
    • FASE SPERIMENTALE E PROGETTO DI RICERCA
    • Elaborato in collaborazione con:
  • 19.
    • Origini
    • Il “Progetto Cottonet” nasce dalla volontà imprenditoriale di Sicily srl,che unitamente ad alcuni esponenti del Dipartimento di Biotecnologie per il Monitoraggio Agroalimentare ed Ambientale (BIOMAA) dell’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria ed in particolare del Prof. Carmelo Santonoceto, docente di Agronomia e Coltivazioni erbacee, hanno per anni profuso energie per attività di ricerca e sviluppo nel settore del cotone , nonché sostenuto investimenti finanziari a supporto della stessa.
    • Oggi la conoscenza del mercato del cotone, dei suoi siti produttivi più profittevoli, dei prezzi, della organizzazione produttiva, delle rese in termini di prodotto e infine della sua possibile commercializzazione è ampiamente conosciuta dagli esponenti, costituendo una ineguagliabile “fonte di avviamento” incentrata sull’esperienza maturata sul campo e dalle precedenti esperienze imprenditoriali nel tessile ed abbigliamento.
    • Sicily ha deciso di avviare la produzione sperimentale in aderenza al Progetto di Ricerca stilato a maggio 2011 col la collaborazione del BIOMAA Università Mediterranea di Reggio Calabria e con il DISPA dell’Università di Catania, affittando i terreni in contrada Primosole, Catania, circa due ettari;nella Piana di Gela in località Rinazzi per circa tre ettari, in località Zubia per circa sette ettari,per una superficie complessivamente coltivata di dodici ettari.
  • 20.
    • Progetto sperimentale
    • Il progetto sperimentale consiste nell’utilizzo di 15 varietà già principalmente impiegate in Spagna e Grecia che saranno testate mettendole a confronto in tre campi sperimentali omologhi irrigati con sistema a micro portata; si utilizzeranno inoltre terreni non irrigui allo scopo di verificare la possibilità di germinazione e di resa anche in terreni sabbiosi/asciutti.
    • Si e’ provveduto alla semina alla fine del mese di aprile/inizi mese di maggio in quanto dagli studi delle Università sopra citate è emerso che una eventuale semina verso la fine di marzo ( il cotone germina bene ed emerge in pochi giorni quando la temperatura del suolo raggiunge i 15/16°C circa) avrebbe potuto comportare la mancata germinazione del seme.
    • Dal Progetto di ricerca di maggio 2011 emerge chiaramente come, allo stato attuale, esistano i presupposti per una riconsiderazione di questa coltura in Sicilia ( in particolare nella piana di Agrigento e di Catania) in cui fino agli anni ‘60 risultava ampiamente diffusa
    • Gli attuali prezzi dei prodotti ottenibili da detta produzione costituiscono una buona base per la reintroduzione della coltivazione del cotone, da intendersi come utilizzo ottimale negli avvicendamenti colturali ( il cotone occupa il terreno da aprile a settembre – ovvero 6 mesi -), quale valida alternativa a colture eccedentarie o in fase critica.
    • Da segnalare il buon livello comunitario di contributo previsto alla produzione ( definito per Paese comunitario – Grecia, Spagna, Portogallo .
  • 21.  
  • 22.
    • PROGETTO COTTONET
    • ANNATA AGRARIA 2012/ 2013
    • AVVIO DELLA FASE DI PRODUZIONE,
    • DEGLI INVESTIMENTI E DELLA
    • TRASFORMAZIONE DEL PRODOTTO
  • 23. Filiera del cotone biologico
    • Terminata la fase sperimentale 2011, Cottonet intende avviare, ottenute le dovute autorizzazioni, su un estensione di circa cento ettari, la realizzazione di una filiera del cotone biologico che sia propedeutica ad un programma di produzione, per la primavera 2013, su larga scala che coinvolga una vasta estensione territoriale di almeno cinquemila ettari nella Piana di Gela e di Catania.
    • Filiera del cotone biologico “Cottonet anno 2012”
    • Agraria : coltura di 100/ha di terreno per una produzione di 180/t di cotone grezzo biologico
    • Agro-industriale : sgranatura di 180/t di grezzo per una resa di 80/t di sodo e 100/t di semi
    • Tessile : Filatura di circa 80.000 kg di filato pettinato ring titolo 24/ne e 30/ne
    • Tessile : Tessitura con macchine circolari trenta pollici, finezza 20, di circa 80.000 kg di tessuto
    • Nobilitazione : Purga e sbianca del tessuto, mercerizzazione e stabilizzazione
    • Abbigliamento : confezione di n° 800.000 di capi di abbigliamento intimo uomo/bambino
  • 24.
    • Il fabbisogno finanziario per la realizzazione della filiera cotoniera biologica è determinato dal costo per la coltura ( € 2.500 x 100/ha ), pari a € 250.000, dalle macchine di sgranatura per € 100.000, dall’ impianto filatura (usato) € 200.000, macchine tessitura € 100.000, impianto di purga e sbianca € 200.000, macchina mercerizzazione per € 100.000, impianto confezione per € 350.000, per un costo complessivo di circa € 1.300.000, ai quali si aggiungono costi di start-up per circa € 200.000.
    • I costi agro/industriali sono relativi al costo per la sgranatura (€ 0,75 x 80.000 kg) pari a € 60.000.
    • I costi tessili sono: filatura della fibra ( € 1,5 x 80.000 kg ) pari a € 120.000, tessitura a maglia dei filati ( € 0,75 x 80.000 kg ) pari a € 60.000, purga e sbianca , mercerizzazione e stabilizzazione del tessuto finito ( € 1.25 x 80.000 kg ) per un importo di € 100.000, che sommano complessivamente ad € 360.000 per kg 80.000 di tessuto finito pronto per la confezione di n° 1.000.000 di capi di abbigliamento intimo biologico, prodotti igienici, ed infine materiale sanitario.
    • Il costo industriale per la realizzazione di un capo di intimo comprensivo di taglio, confezione, stiro ed abbigliaggio è di circa € 0,25 x n° 3 mn di lavorazione, per un totale di € 0,75 a prodotto finito.
    • Il totale dei costi della materia prima biologica “Made in Sicily” è di € 7,40 per kg.
    • Considerato che per ogni kg di materia prima si possono realizzare mediamente n° 12 capi di intimo neonato/bambino (gr 80), il costo di materia prima è pari ad € 0,65 per ogni capo di abbigliamento.
    • Il costo confezione è di € 0,75 per ogni capo realizzato, per un totale di costi diretti di € 1,4 capo.
  • 25. 25Ha Var. A 100 Ha 25Ha Var. B 25Ha Var. C 25Ha Var. D FILIERA BIOLOGICA DEL COTONE
  • 26. 25Ha Var. A 100 Ha 25Ha Var. B 25Ha Var. C 25Ha Var. D FILIERA BIOLOGICA DEL COTONE
  • 27. 25Ha Var. A 25Ha Var. B 25Ha Var. C 25Ha Var. D FILIERA BIOLOGICA DEL COTONE
  • 28. 25h Var. A 25h Var. B 25h Var. C 25h Var. D FILIERA BIOLOGICA DEL COTONE SGRANATURA
  • 29. FILIERA BIOLOGICA DEL COTONE FILATURA SGRANATURA
  • 30. SGRANATURA FILIERA BIOLOGICA DEL COTONE FILATURA
  • 31. FILIERA BIOLOGICA DEL COTONE TESSITURA PURGA SBIANCA FILATURA
  • 32. FILIERA BIOLOGICA DEL COTONE PURGA SBIANCA CALANDRATURA CONFEZIONE UOMO DONNA BAMBINO
  • 33. La compagine sociale di Cottonet
    • Sicily sta trattando con un partner agro-industriale e finanziario con il quale stipulare un accordo di breve (Progetto filiera del cotone biologico) e medio periodo ( Coltura estensiva di 5.000/ha) in ottica di “investitore stabile” con il quale costituire la Newco Cottonet ed avviare il programma operativo già a partire dalla prossima primavera.
    • Consapevole dei mezzi economici necessari per l’avvio dell’iniziativa ma altrettanto consapevole della brevità necessaria del supporto finanziario (essendo l’iniziativa molto interessante dal punto di vista della liquidità generata) si intende procede prima all’avvio del Progetto Filiera del cotone biologico il cui investimento finanziario ( € 1,5 mln ) è tutto sommato contenuto e successivamente allo sviluppo della coltura estensiva dove l’impegno finanziario è molto più consistente.
    • Con detto Partner finanziario si realizzerà a partire dal 2012 un investimento dapprima nella filiera biologica e poi in esercizio successivo 2013/2014 in uno sgranatoio modernamente attrezzato che comprenderà oltre all’impianto di essicazione, un magazzino per lo stoccaggio delle balle di cotone a medio termine, una rimessa per attrezzature agricole, e non meno importanti , i laboratori di analisi ed il centro studi e ricerca per le analisi agronomiche dei terreni e dei semi (laboratorio studi genetici sui semi) allo scopo di reinserire la varietà siciliana: “Gela 68”.
  • 34. STUDIO DI FATTIBILITA’ ECONOMICA Coltura convenzionale estensiva
  • 35.
    • Gli investimenti iniziali e relativi al primo esercizio 2013 consistono in :
    • Acquisizione terreni in affitto per 5.000 ha (da settembre 2012 a seguire). Durata mesi 6 (aprile/settembre 2013)
    • Investimenti in attrezzature 2013 ( gennaio 2013 macchinari per la semina, luglio 2013 macchine per l’automatizzazione della raccolta)
  • 36.
    • (Ammortamenti in 5 Y)
    • Lavorazione preventiva dei terreni secondo le modalità da progetto sperimentale
    • Raccolta del cotone grezzo
    • Sgranatura
    • Commercializzazione dei prodotti
  • 37.
    • Conto Economico 2012/ 2013
  • 38. + 4.205.214
  • 39. PFN del primo esercizio Entrate/Uscite del primo esercizio     Ottobre Dicembre Febbraio Marzo/Apr. Maggio/Giug. Agosto/Sett. Ottobre Spese x Stabilimento 3.600.000   100.000 700.000 700.000 700.000 700.000 700.000 Spese x Macchinari 4.000.000   100.000 1.200.000 1.200.000 750.000 750.000 Produzione   8.000.000 1.200.000 1.000.000 1.075.000 775.000 800.000 1.900.000 1.250.000 Spese gen.   3.672.000 200.000 400.000 610.000 610.000 610.000 642.000 600.000 TOTALE   19.272.000 1.400.000 1.500.000 2.485.000 3.285.000 3.310.000 3.992.000 3.300.000                   PFN con contributi   600.000 2.100.000 2.615.000 1.330.000 20.000 -2.172.000 12.405.714 PFN senza contributo   600.000 2.100.000 2.615.000 1.330.000 20.000 -3.972.000 8.605.714 Capitale sociale 2.000.000 2.000.000             Finanziamento soci 5.000.000   3.000.000 2.000.000   Anticipo bancario a MT 5.000.000   3.000.000 2.000.000   Contr. Stabilimento 1.800.000   1.800.000   Contr. Macchinari 2.000.000   2.000.000 Valore produzione 15.877.714             15.877.714 Nell'ipotesi di resa per ettaro pari a 3000 KG di fibra grezza
  • 40. Dettaglio costi del personale ed organigramma
  • 41.
    • Conto Economico 2013/ 2014
  • 42. PRESUPPOSTI PER LA DETERMINAZIONE DEL CONTO ECONOMICO 2013/2014
    • Coltivazione diretta di Ha 5.000
    • Coltivazione indiretta di Ha 20.000 .
    • La coltivazione indiretta comporta nuovi investimenti sia in macchinari per la coltivazione dei terreni ( da affittare durante il ciclo produttivo alle aziende agricole che hanno posto in essere le coltivazioni) sia in nuovi sgranatoi al servizio della produzione stessa dei 20.000 ha.
    • Sempreché non si decida di utilizzare i terreni con altre foraggere di basso valore, ( compatibili con i tempi di semina/raccolto del cotone) si dovrà eseguire la “rotazione agraria” presupponendo l’alternanza annuale dei terreni. Ciò’ potrebbe comportare una ulteriore lievitazione dei costi di affitto dei terreni stessi. ( calcolato un incremento del 10%)
    • Si sono ipotizzate Royalties pari circa al 5%
    • Si sono ipotizzati Ricavi per affitti e servizio di sgranatura .
    • Si sono stabiliti ammortamenti degli investimenti eseguiti nel I° esercizio in 5 anni
    • I Costi per lavori relativi alla “conduzione diretta dei 5.000 ha” sono stati incrementati del 10% rispetto a quelli del I° anno
    • Le Spese Generali sono state aumentate anch’esse del 10% rispetto al I° esercizio oltre ad aver tenuto conto delle maggiori Spese per il laboratorio di ricerca e il maggior costo per il Servizio di sgranatura.
    • Non si è tenuto conto dell’IVA
    • Non si è tenuto conto della tassazione fiscale
    • Sono stati considerati i Contributi ipotizzandone un rapido incasso.
  • 43. + 26.668.799 pre tax Valore complessivo dei ricavi <<       19.053.257 Obiettivo a regime Fibra $ Semi $ Libbra/kg $/€ Fibra/kg Semi/kg Cotone /kg 1,30 0,22 2,20 1,40 € 2,04 € 0,35 € 2,39 Ettaro Kg Fibra/kg Semi/kg Resa fibra Resa semi Resa x ettaro 10.000 3.600 1.512 2.088 € 3.089 € 721,85 € 3.810,65 Contributi adeguamento investimenti 2013     9.800.000 Contributi centro studi e ricerca   1.500.000 Contributi PAC anno di coltivazione 2012   5.000.000 Royalties promozione coltura 20.000/ha anno 2013   3.175.543 Ricavi sgranatura 20.000/ha anno 2013 + noleggio   6.600.000 TOTALE RICAVI         45.128.800 Costi di produzione   x Ha 5000/ha Ottobre Affitto terreni 200 1.100.000 Ottobre Aratura polivomere cm 30 40 220.000 Dicembre Kg 500 (11-22-16)+ Kg 120 Urea 170 935.000 Dicembre Concimazione 30 165.000 Febbraio Frangi zolla 30 165.000 Febbraio Fresatura 30 165.000 Febbraio Semi Kg 22 x € 4 130 715.000 Febbraio Geodisinfestante kg 20 Dursban 25 137.500 Marzo/Apr Semina 40 220.000 Marzo/Apr (dual gold L 0,61 + L 4 most) 25 137.500 Marzo/Apr Diserbazione 20 110.000 Marzo/Apr Irrigazione 40 220.000 Marzo/Apr Sarchiatura 30 165.000 Maggio Antiparassitario 25 137.500 Maggio Irrigazione 40 220.000 Giugno Sarchiatura 30 165.000 Giugno Regolatore di crescita 25 137.500 Giugno Irrigazione 40 220.000 Agosto Antiparassitari 25 137.500 Agosto Sarchiatura 30 165.000 Agosto Dissecante fogliare 25 137.500 Settembre Raccolta Meccanica 100 550.000 Settembre Affitto terreni 200 1.100.000 Ottobre Sgranatura ( kg 3.000)x € 0,15   250 1.375.000 Totale costi lavori       1.600 8.800.000   Acquisto carburanti 43,464 217.320   Spese Generali 405,7734 2.028.867   Tasse e Assicurazioni 27,2332 136.166   Costo personale diretto 174,292 871.460   Costo personale stagionale 87,146 435.730   Ammortamenti 304 1.520.000   Oneri Finanziari 62,0916 310.458 Totale spese generali       1104 5.520.001   Spese generali centro studi e ricerca 1.500.000   Costi sgranatura 20.000/ha anno 2013 2.640.000 Totale generale         18.460.001
  • 44. INVESTIMENTI PREVISTI NELLA ANNATA AGRARIA 2013/2014 A SUPPORTO DEL CONTO ECONOMICO Adeguamento investimenti stabilimento e macchinari 25.000/ha 19.600.000 Investimento in centro studi e ricerca 3.000.000 Acquisto macchinari da noleggiare agricoltori 6.400.000 TOTALE INVESTIMENTI 2013/2014     29.000.000
  • 45. PFN DEL SECONDO ESERCIZIO Entrate/Uscite del II° esercizio     Ottobre Dicembre Febbraio Marzo/Apr. Maggio/Giug. Agosto/Sett. Ottobre Spese x Investimenti 29.000.000 6.000.000 5.000.000 5.000.000 3.000.000 3.000.000 3.500.000 3.500.000 Produzione   8.800.000 1.320.000 1.100.000 1.182.500 852.500 880.000 2.090.000 1.375.000 Costi sgranatura 20.000/ha anno 2013 2.640.000 2.640.000 Rimborso rate a MLT (10 M in 10 Y) 500.000 125.000 125.000 125.000 125.000 Spese generali centro studi e ricerca 1.500.000 1.500.000 Spese gen.   4.000.000 217.865 435.730 664.488 664.488 664.488 699.346 653.595 TOTALE   46.440.000 7.537.865 6.660.730 6.846.988 4.641.988 4.669.488 6.289.346 9.793.595                   PFN con contributi   -132.151 -1.792.881 -4.639.869 -5.281.857 -2.951.345 559.309 30.888.109 PFN senza contributo   -3.932.151 -5.592.881 -8.439.869 -9.081.857 -11.751.345 -8.240.691 20.588.109 oltre a debito a MLT   -5.000.000 -9.875.000 -13.875.000 -17.750.000 -19.625.000 -19.625.000 -19.500.000 PFN 2012 7.405.714 7.405.714     Valore della produzione 19.053.257     19.053.257 Debiti a MLT a fronte investimenti 15.000.000   5.000.000 4.000.000 4.000.000 2.000.000     Contributi adeguamento investimenti 2013 9.800.000           9.800.000   Contributi centro studi e ricerca 1.500.000             1.500.000 Contributi PAC anno di coltivazione 2012 5.000.000         5.000.000     Royalties promozione coltura 20.000/ha anno 2013 3.175.543             3.175.543 Ricavi sgranatura 20.000/ha anno 2013 + noleggio 6.600.000             6.600.000 TOTALE   67.534.514 7.405.714 5.000.000 4.000.000 4.000.000 7.000.000 9.800.000 30.328.800 Nell'ipotesi di resa per ettaro pari a 3600 KG di fibra grezza Senza conteggi IVA Senza conteggio tasse
  • 46.  
  • 47.  
  • 48.  
  • 49.  
  • 50.  
  • 51.  
  • 52. FINE STUDIO DI FATTIBILITA’ ECONOMICA Filiera del cotone biologico Coltura convenzionale estensiva