Università degli Studi di Torino                      Facoltà di Lettere e Filosofia                                ------...
Sommario1. Introduzione                                                                  5      1.1. Contesto             ...
7.5. Controllo remoto: luso del telecomando                        57     7.6. Web design 10-foot user interface          ...
9.10. Architettura dellinformazione                       101                 9.10.1. Requisiti di contenuto              ...
1. Introduzione     Il mercato della televisione sta mutando rapidamente. Si diffondono nuovetecnologie digitali con l’int...
paesi industrializzati hanno raccolto in questi ultimi cinque anni proponendograndi investimenti e piani di crescita. L’Ag...
2. I media che convergono      Nella Società della Comunicazione odierna, nata dalla cultura dei media dimassa, e cresciut...
industrie multimediali e la cultura di massa, e trionferanno i media di nicchia ondemand. Gilder immagina a metà anni nova...
Il fenomeno della convergenza dei media si può scindere in cinque processiprincipali6:    1. Convergenza tecnologica: Nich...
5. Convergenza globale: il risultato del processo della circolazione dei           contenuti dei media al livello globale ...
contenuti televisivi ha dato forma alle sinergie del mercato della tv tra i grandigruppi di produzione delle trasmissioni ...
2.1.        La televisione convergente      Per oltre mezzo secolo la televisione ha avuto un ruolo stabile ed è divenutoi...
linguaggi dei media. Oltre all’intrinseca natura dell’immediatezza e dellasimultaneità la televisione racchiude una straor...
attimo può tornare sullo stesso delivery televisivo, con formati più aperti,condivisibili e interattivi.      I consumi te...
cercare di ridurre la complessità delle offerte. La semplificazione per il      telespettatore può essere fornita con stru...
può allo stesso modo portare l’utente dal livello profondo a quello superficiale.Mentre la tendenza a dare maggior valore ...
3. La televisione via Internet: lo stato dell’arte      Nuove tecnologie, nuovi modi di fruizione dei contenuti tv che mut...
3.2.       IPTv      Un chiaro modello di tv multitasking è l’IPTv, quella piattaforma didistribuzione televisiva che sfru...
distinte da quelli delle tradizionali tv broadcaster, soprattutto con la piattaformaWeb, nella modalità in streaming. Si d...
dovevano scaricare sui loro Pc un apposito programma che sfruttava lacondivisione dei video. Oggi i fornitori preferiscono...
ad esempio col servizio della tv pubblica Rai Replay (tv on demand sul Web), ocon le offerte delle IPTv di Fastweb (Decode...
interazione con la PA. Il report del febbraio 2011 “The Future of Connected Tv”di Business Insights26 riporta che la diffu...
principali console per videogiochi: su oltre sei milioni di famiglie italiane che nedispongono, circa 2,5 milioni (il 44,3...
Fastweb, Tiscali, Vodafone, Infostrada) e di offerta di contenuti   (Cubovision Telecom Italia).• Tv mobile: anche questa ...
Evoluzione delle piattaforme e degli operatori su scala nazionale:   • Completamento Switch-off della tv digitale terrestr...
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4. Servizi interattivi e convergenti della PA     In questo contesto italiano del panorama e dei mercati dei media inconst...
che sfociano su numerosi mezzi di comunicazione e sfruttano differentitecnologie interconnesse: dalle tecnologie per il vo...
informatiche e la rete Internet, ha avuto inizio concretamente con il varo delprimo Codice dell’Amministrazione Digitale d...
stati avviati in passato numerosi progetti a livello nazionale e locale, oggetto diinteresse e di sperimentazione della PA...
T-E_J                                         Provincia di Genova       T-Sei                                         Comu...
• T-Informo (PRODIGIT): progetto sviluppato da Comune e provincia di   Roma e dalla Regione Lazio sullo sviluppo di un can...
5. Siti Web della PA      La gran parte degli enti centrali e il 78,9% delle PA locali hanno registrato ipropri domini e r...
individuabile. I messaggi all’interno delle pagine Web devono fornire leinformazioni che servono al cittadino per l’uso de...
• le strutture per lorganizzazione, linnovazione e le tecnologie34.      Soprattutto per quanto concerne le PA locali (com...
partecipazione civile alla vita democratica36. E la trasparenza intesa comeaccesso totale ai servizi e alle informazioni g...
seconda versione delle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG 2.0)40 chemirano a rendere fruibile i servizi e i conten...
Le nuove linee Guida Ministeriali per i siti Web delle PA per l’anno 2011dedicano un ampio spazio alla progettazione, alla...
6. Nuovo paradigma: la Tv connessa     6.1.     Tv ibrida (Over The Top) nuovi paradigmi d’interfaccia e     d’accesso    ...
logiche interne agli enti e alle amministrazioni, ma deve avvenire con modalitàpiù familiari e vicine all’utente. In Itali...
ad un servizio pubblico ha delle aspettative di fruizione di un servizio simile aquello delle aziende commerciali. Nel cas...
L’interfaccia rivolgendosi a un target generico, cioè la totalità dei cittadini, puòoffrire ad esempio i servizi, informaz...
l’originalità dei contenuti e degli stili, attraverso la coerenza che           conferisce unità allo stile della comunica...
Il sito progettato per le Internet Tv, che rientra in parte nella realizzazionedei siti tematici per la PA, ha l’obbligo a...
7. Web Design per Internet Tv: Linee Guida     Progettare l’interfaccia di un sito Web per le PA adatto ai delivery o alle...
di sistema operativo, di risoluzione del monitor del Pc, di tipo di browser usato,perché nella maggior parte dei casi l’in...
Internet Tv, dovrà tendere verso un sistema più rigido e vincolato rispetto      a una normale pagina Web della PA, in mod...
l’errore. Infine linterfaccia deve implementare tutti i servizi necessari e       adeguati ai compiti previsti, ad esempio...
assicurare il passaggio dei dati dell’utente e le transazioni affidabili), dellatrasparenza, della facilità di apprendimen...
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Nei nuovi scenari della Società dell’Informazione anche il mercato della televisione sta mutando, coinvolto nei processi della rivoluzione digitale e delle pratiche di fruizione e produzione all’interno dei flussi delle reti telematiche. Le tecnologie interconnesse e le nuove piattaforme basate sulla rete Internet e sul Web, attraverso il fenomeno della convergenza mediale, stanno quindi trasformando il medium più diffuso e usato in uno strumento più interattivo e connesso, che può essere sfruttato dai servizi della Pubblica Amministrazione. Il progetto sperimentale di sviluppo di un’interfaccia Web del servizi telematici Comunali, in particolare di quelli del Comune di Torino, compatibile con i dispositivi delle nuove Tv connesse, potrebbe quindi offrire al cittadino una semplice e usabile modalità di fruizione direttamente dal telecomando del televisore, e inoltre potrebbe tracciare un percorso per la costituzione delle linee guida e delle indicazioni tecniche per la realizzazione delle pagine Web adatte alle Internet Tv. Il fenomeno della convergenza dei media, ipotizzato e studiato in ambito sociologico ed economico, che coinvolgerà sempre più rapidamente i consumi, la produzione dei contenuti, le economie e i modelli di sviluppo, le tecnologie, e la stessa creazione della cultura, in un prossimo futuro porterà ulteriori cambiamenti nei mercati delle telecomunicazioni e dell’industria dell’informazione e dell’intrattenimento. Ma anche se aumenteranno risorse e investimenti dedicati a Internet, ai social media, al mobile, la televisione resterà ancora il primo mezzo di comunicazione scelto dal mercato e dai consumatori; una tv però sempre più vicina alle tecnologie di interconnessione e interattive. Per questo motivo la Tv connessa (dalla Internet Tv, ai decoder digitali connessi, sino alle console videogame) potrebbe rivelarsi il mezzo più importante, una sorta di killer application del prossimo futuro dell’ICT, dove veicolare i servizi digitali della PA accessibili a tutti i cittadini, anche a quella parte della popolazione afflitta da analfabetismo informatico. Anche se il mercato italiano delle Internet Tv è notevolmente indietro rispetto ai paesi europei e mondiali più industrializzati, a causa del divario digitale tecnologico e culturale che contraddistingue l’Italia, lo sviluppo di un servizio Web della PA concepito e progettato per gli schermi televisivi persegue gli obiettivi della Agenda Digitale Europea per lo sviluppo di un mercato unico digitale, e del Piano di e-Government 2012 del governo italiano che intende modernizzare e rendere più trasparente ed efficiente la stessa PA. Dopo il fallimento dei progetti di t-Governemnt, attraverso le tecnologie interattive del digitale terrestre, i siti Web per le Tv connesse degli enti pubblici potranno portare direttamente sui tv di casa informazioni e servizi al cittadini. Le pagine Web dovranno essere progettate e realizzate partendo dal punto di vista dell’utente televisivo con tecnologie e specifiche ad hoc, che prederanno in considerazione le grandezze degli schermi tv, la distanza dei telespettatori dai televisori, l’uso del telecomando come unico controllo dell’interfaccia grafica, seguendo in parte le linee guida del CAD, e le nuove indicazioni descritte dal progetto. La costruzione delle interfacce Web, studiate per veicolare soprattutto immagini e video della PA, seguirà il nuovo paradigma di Web Design 10-foot, con l’uso delle tecniche dei linguaggi HTML5 e CSS3.

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  1. 1. Università degli Studi di Torino Facoltà di Lettere e Filosofia --------------------- Corso di Laurea Specialistica in Comunicazione nella Società dell’informazione Tesi di Laurea in Web Design Soluzioni convergenti della Pubblica Amministrazione per la tv del futuro Sviluppo e progettazione di interfacce web per nuovi delivery convergenti tra Internet e TvRelatore:Prof. Franco Carcillo Candidato: Matteo Bayre A.A. 2010-2011 1
  2. 2. Sommario1. Introduzione 5 1.1. Contesto 5 1.2. Obiettivi 62. I media che convergono: 7 2.1. La televisione convergente 12 2.2. Nuovi consumi televisivi 133. La televisione via internet: lo stato dellarte 17 3.1. Tv on demand 17 3.2. IPTv 18 3.3. Web Tv 18 3.4. Internet Tv 19 3.5. Tv ibrida (Over The Top) 20 3.6. Lo scenario del mercato italiano della televisone 234. Servizi interattivi e convergenti della PA 27 4.1. e-Government 27 4.2. Servizi tv PA 29 4.2.1 t-Government 295. Siti web per la PA 33 5.1. Web design per la PA 356. Nuovo paradigma: la tv connessa 39 6.1. Tv ibrida (over the top) nuovi paradigmi dinterfaccia e daccesso 39 6.2. Portale/sito e-gov per le Tv ibride (Over The Top) 397. Web design per Internet Tv: linee guida 45 7.1. Visuale distante dallo schermo (colpo docchio) 49 7.2. Velocità di caricamento della pagina 51 7.3. Tecniche per velocizzare la pagina 55 7.4. La resa progressiva 55 2
  3. 3. 7.5. Controllo remoto: luso del telecomando 57 7.6. Web design 10-foot user interface 59 7.6.1. Layout 59 7.6.2. Navigazione per le interfacce Web per Internet Tv 61 7.6.3. Testo per interfaccia 10-foot 63 7.6.4. Colore 64 7.6.5. Grafica e icone 65 7.6.6. Progettazione 10-foot: pagine 66 7.7. Interattività 66 7.8. Accessibilità 68 7.9. Uso di HTML 5 per migliorare le prestazioni 69 7.10. Uso delle tecniche CSS 3 708. Web design per Internet Tv: raccomandazioni per i siti della PA 73 8.1. Contenuti minimi dei siti web delle PA per Internet Tv 749. Progetto Web design 10-foot Home Page Comune di Torino 77 9.1. Definizione del problema 77 9.2. Metodo 77 9.3. Componenti del problema 77 9.4. Analisi preliminare 78 9.4.1. Analisi dei fabbisogni 78 9.4.2. Definizione utenza 78 9.4.3. Classificazione utenti 82 9.4.4. Analisi Personas 82 9.4.5. Scheda Personas 83 9.4.6. Metodo degli scenari 84 9.4.7. Bisogni 85 9.5. Opportunità e criticità 85 9.6. Vincoli e opportunità tecnologiche 86 9.7. Requisiti di sistema 87 9.8. Analisi comparativa 92 9.9. Modello concettuale 99 3
  4. 4. 9.10. Architettura dellinformazione 101 9.10.1. Requisiti di contenuto 102 9.11. Layout interfaccia grafica Web 104 9.11.1. Navigazione 105 9.12. Mappa del sito 106 9.13. Gabbie logiche della pagine principali 106 9.14. Storyboard 110 9.15. Interazione GUI con telecomando tv 116 9.16. Testo e font 122 9.17. Casi duso del sito Web 123 9.18. Luso dellHTML 5 e CSS 3 126 9.19. Prototipo grafico interattivo sito Web Internet Tv 128 9.20. Valutazione 12810. Conclusione e sviluppi futuri 13111. Bibliografia 13312. Sitografia 13513. Indice delle figure e delle tabelle 137 4
  5. 5. 1. Introduzione Il mercato della televisione sta mutando rapidamente. Si diffondono nuovetecnologie digitali con l’introduzione dall’alto della nuova tecnologia della tvdigitale terrestre. Ma si diffondono nel mondo e nei mercati dell’ICT, anche seun pò a rilento nel nostro paese, le tecnologie interconnesse e le nuovepiattaforme basate sulla rete Internet e sul Web. Nell’attuale Societàdell’informazione anche i grandi media e le grandi multinazionali dellatecnologia e della comunicazione propongono ai consumatori prodotti e serviziconvergenti tra Internet e il vecchio medium della televisione. In un similescenario futuro anche i servizi della Pubblica Amministrazione possonoadeguarsi ai cambiamenti tecnologici e supportare i nuovi linguaggi e i mezzitrasmissivi. Lo sviluppo di un’interfaccia Web dei servizi telematici Comunali,compatibile con i browser dei dispositivi della nuova Tv connessa, potrebbequindi offrire al cittadino una semplice e usabile modalità di fruizione delleinformazioni e degli stessi servizi della PA direttamente dal telecomando deltelevisore. 1.1. Contesto La crescente tendenza su scala globale alla digitalizzazione dei mezzi dicomunicazione, e allo scambio dei servizi e dei contenuti digitali, grazie alleautostrade delle reti telematiche, consentirà sempre più spesso l’accesso ad ognitipo di informazione, video, musica, documenti, in ogni luogo e in ognimomento, con uno svariato numero di device in grado di connettersicostantemente alla rete. Un’opportunità di sviluppo tecnologico ed economicoche le grandi industrie delle telecomunicazioni e della tecnologia e i governi dei 5
  6. 6. paesi industrializzati hanno raccolto in questi ultimi cinque anni proponendograndi investimenti e piani di crescita. L’Agenda Digitale Europea, imposta dallaCommissione Europea del vecchio continente, è considerata il punto fermo per losviluppo verso l’obiettivo di un mercato unico digitale per condurre l’Europaverso una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. In questa direzione si poneanche il programma del governo italiano che attraverso il Piano di e-Government20121 del Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione punta amodernizzare e rendere più efficace e trasparente la PA, abbassando i costi emigliorando la qualità dei servizi. 1.2. Obiettivi Analizzando l’evoluzione delle tecnologie dell’ICT e il cambio diparadigma del mezzo televisivo, attraverso lo studio dei nuovi e futuri mercati edel processo di digitalizzazione e informatizzazione della PubblicaAmministrazione, si intende realizzare un sistema di servizi informativi eparzialmente interattivi sui canali Over The Top della televisione digitale. Siintende inoltre realizzare uno studio che analizzi e definisca le linee guida sultema dell’usabilità e dell’accessibilità di un servizio di e-Government sul canaleTv Over The Top, in modo da definire metodi e strumenti di progettazione e laverifica dell’usabilità dell’interfaccia. Il progetto sperimentale mira allarealizzazione di un prototipo di interfaccia web-based adatta ai dispositiviInternet Tv ibridi e allo studio i meccanismi di accesso e controllodell’interfaccia. 1 Vedi per un approfondimento: http://www.e2012.gov.it/egov2012/index.php (ultimoaccesso 08/06/2011). 6
  7. 7. 2. I media che convergono Nella Società della Comunicazione odierna, nata dalla cultura dei media dimassa, e cresciuta e sviluppata nell’ambiente dinamico delle reti, è ormaiassodato il paradigma della convergenza. Il termine convergenza è da intenderecome incontro tra vecchi e nuovi media, come scambio e condivisione di flussiinformativi che viaggiano su molteplici canali, che cambiano e tramutano iconsumi e la produzione per la massa e fanno nascere quella dal basso. Negli anni 80, lo studioso americano delle scienze sociali Ithiel De SolaPool2 coniò per la prima volta il termine convergenza nell’ambito delle formedella comunicazione, prevedendo scenari futuristici e la nascita di una forza dicambiamento dentro e fuori l’industria dei media grazie alle tecnologie digitali.La “convergenza dei processi”, secondo De Sola Pool infatti, sta confondendo iconfini tra i media come la radio, il telefono e la tv. Già quasi trent’anni or sonocominciava la lenta erosione del rapporto uno a uno tra medium e il suo uso.Oggi questo paradigma è divenuto una realtà, e cresce e si diffonde di pari passoalla velocità dell’innovazione tecnologica, creando numerose forme diibridazione tra produzione e consumo, che ispirano la nascita di nuovi modellieconomici e culturali. Il nuovo paradigma prende spunto dalle posizioni di George Gilder3, ilquale definisce in modo drastico la fine della televisione e la nascita dell’eradella Post Tv. Una vera e propria rivoluzione digitale, influenzata da un fortedeterminismo tecnologico, dove i vecchi media passivi vengono fagocitati dainuovi attivi digitali e dalle reti telematiche, dove spariranno le tradizionali 2 Si veda: De Sola Pool I., Technologies of Freedom, Harvard University Press,Cambridge, 1983. 3 Si veda: Gilder G., La vita dopo la televisione, Il grande fratello farà la fine deidinosauri?, Castelvecchi, Milano, 1995. 7
  8. 8. industrie multimediali e la cultura di massa, e trionferanno i media di nicchia ondemand. Gilder immagina a metà anni novanta un “teleputer”, un sistemainterattivo bidirezionale connesso adatto a elaborare video, una forma preistoricadella tv convergente di oggi. Qualche anno più tardi, dopo il fondamentale lavoro dello stimato guru deiMedia Studies4, Herny Jenkins, si parla infatti di cultura convergente. Lo studiodel professore di comunicazione, giornalismo e arti cinematograficheall’University of Southern California, in primo luogo revisiona il vecchioparadigma dei mass media dimostrando l’avvento in quest’epoca dellaframmentazione e della proliferazione dei mezzi di comunicazione, dellaseparazione tra prodotti e servizi, dell’erosione dei mercati di massa, e dellacrescita del potere del consumatore e del fenomeno della personalizzazione dimassa. Il mescolamento e l’unione tra media tradizionali e new media comportasecondo Jenkins l’origine di un nuovo fenomeno culturale, dove il pubblico mutain audience, e i consumatori hanno accesso a nuove informazioni e danno vita anuove interazioni collettive attraverso una cultura partecipativa. Questo nonsignifica che tutti i media convergeranno in un solo delivery tecnologico (comespiega Jenkins nella teoria della fallacia della Black Box)5, ma si attuerà e si staverificando un processo complesso che coinvolgerà le tecnologie, le industrie, ilpubblico e gli stessi contenuti. La storia infatti ci insegna che gli apparecchitecnici vengono rimpiazzati, mentre i media non muoiono mai ed evolvono,come ad esempio sta accadendo ora per la televisione. Cambiano quindi non solole tecnologie ma anche i linguaggi, le pratiche, l’esperienza di consumo, scaturitedal conflitto storico tra media broadcasting e i consumatori, ora più attivi edivenuti creatori, a loro volta, di contenuti grazie alle reti telematiche e alletecnologie digitali alla portata di tutti. 4 Per un approfondimento: http://cms.mit.edu/ (The MIT Comparative Media Studies –ultimo accesso 20/05/2011) 5 Vedi: Jenkins H., Cultura Convergente, Milano, Apogeo, 2007. 8
  9. 9. Il fenomeno della convergenza dei media si può scindere in cinque processiprincipali6: 1. Convergenza tecnologica: Nicholas Negroponte ha etichettato il processo di digitalizzazione dei contenuti multimediali come nella trasformazione degli atomi in bit (bitcasting7). Una digitalizzazione delle informazioni, che non solo le ha cambiate nel loro formato, ma anche fatto nascere la possibilità e la potenzialità di scambio quasi istantaneo all’interno dei flussi tra le reti. 2. Convergenza economica: è quel processo che coinvolge soprattutto l’industria dell’intrattenimento e dell’informazione che sta portando le società e le multinazionali a mutare i propri assetti di produzione che progettano e vendono prodotti e servizi transmediali sfruttando le proprietà del marchio. 3. Convergenza sociale o organica: è invece quel processo descritto da Jenkins che crea nuove modalità di consumo multitasking all’interno degli ambienti e delle piattaforme ludiche e informazionali. 4. Convergenza culturale: è quel fenomeno di esplosione di nuove forme di creatività ispirate dalla interazione tra le tecnologie dei media, i consumatori e le industrie culturali. La convergenza culturale fa nascere la tipica produzione grassroots dal basso che promuove un nuovo modo di generazione della cultura popolare. Ma da inizio anche alla produzione organica dal lato mainstream su differenti canali. 6 Si veda Jenkins H., Convergence? I Diverge, Tecnology Review, 2001, pag. 93. 7 La radicale trasformazione del rapporto di poteri tra produzione e distribuzione e iconsumo dei media che regala potere al fruitore. Si veda: Negroponte N., Essere digitali,Sperling&Kupfer, Milano, 1995. 9
  10. 10. 5. Convergenza globale: il risultato del processo della circolazione dei contenuti dei media al livello globale permette la nascita di quella cultura ibrida del “Villaggio Globale” ipotizzato da Marshall McLuhan8. Ma nonostante l’affermazione delle reti telematiche e del Web 2.0 nellaseconda metà degli anni 2000, la televisione rimane un mezzo attuale, se purmutato in modo intrinseco nella tecnologia digitale in produzione e nell’offerta, esubisce oggi una fase di cambiamento che viaggia verso l’ibridazione e latransmedialità. Uno studio del novembre del 2010 del The Boston ConsultingGroup9, società di consulenza per le imprese, afferma che nei prossimi cinqueanni le imprese dell’ICT aumenteranno la spesa dedicata a Internet, ai socialmedia e a Internet mobile. Crescerà il mercato dei dispositivi mobili(smartphone), dei tablet pc e degli e-reader nei prossimi tre anni. Ma la tv resteràancora il primo mezzo di comunicazione scelto dal mercato (della pubblicità) edai consumatori, una televisione però sempre più vicina alle tecnologie diinterconnessione e interattive. I processi di introduzione della tv digitale terrestre, pianificati in tutto ilmondo come evoluzione naturale tecnologica e per razionalizzare lo spettroelettromagnetico, che dal 2008 coinvolgono anche l’Italia10, comportano ladigitalizzazione della filiera di produzione e della distribuzione dei contenuti, chein questo modo divengono manipolabili, estraibili, trasformabili, mixabili, maanche progettabili e adattabili ai più disparati mezzi mediali digitali. Oggil’editore media tv infatti non progetta e produce più una programmazione lineare,ma propone una produzione multimediale di contenuti, che passa dallatelevisione digitale al Web fino alla telefonia mobile. La transmedialità dei 8 Per un approfondimento vedi: McLuhan M, Gli strumenti del comunicare,"Understanding Media: The Extensions of Man. 9 Per un approfondimento si veda Busy E., Field D., Harsaae J., Rose J., Sahla H., TheCMO’s Imperative, Tackling new digital realities, The Boston Consulting Group, Boston,novembre 2010. Per consultare il documento collegarsi all’indirizzo:http://www.bcg.it/documents/file66995.pdf (ultimo accesso 15/09/2011) 10 In realtà il processo sperimentale di diffusione del digitale terrestre è partito nel 2005 inSardegna. 10
  11. 11. contenuti televisivi ha dato forma alle sinergie del mercato della tv tra i grandigruppi di produzione delle trasmissioni con gli operatori di rete che detengonoinvece i canali e i network11. La tendenza alla convergenza ha mutato di conseguenza il consumotelevisivo: nella produzione dei format si assiste alla differenziazione delprodotto, all’ampliamento dell’offerta, alla frammentazione, e allapersonalizzazione dei programmi. Ma cambia nello stesso tempo l’esperienza chevive il consumatore, che in un attimo può operare (anche in modo attivo) innuovi luoghi e spazi per fruire dei contenuti ad hoc. Le tecnologie digitali adisposizione della nuova televisione permettono al giorno d’oggi di agire connuove pratiche di visione e di approccio alle trasmissioni, come il consumoattraverso il Time Shifthing, la tv on demand, la catch-up tv, e consentono laparallela possibilità della navigazione del Web e dell’uso di applicazionispecifiche connesse. Per capire come affrontare questo cambiamento anche per produrre unservizio convergente per la Pubblica Amministrazione è necessario analizzare trepunti fondamentali della trasformazione televisiva12: 1. L’estensione del testo, inteso come realizzazione di un corollario di innumerevoli prodotti per i differenti media. Ciò comporta anche la frammentazione del testo su più media, descritto da Jenkins con il processo di transmedia storytelling. 2. L’accesso multiplo che si amplia e si diffonde tra le piattaforme mediali e le tipologie di offerta. 3. Il brand, pratica istituzionale derivata dal marketing, che deve coinvolgere anche il nome dell’ente o dell’istituzione della PA. 11 Ne sono un esempio i recenti accordi o fusioni industriali e commerciali tra ABC eDisney, tra News Corp e Fox, tra AOL e Time Warner, tra Viacom e Paramount, e in Italia traMediaset e Endemol. 12 Per un approfondimento si veda: Televisione Convergente, a cura di Grasso A.,Scaglioni M., Link Ricerca, Bologna, 2010. 11
  12. 12. 2.1. La televisione convergente Per oltre mezzo secolo la televisione ha avuto un ruolo stabile ed è divenutoil medium di comunicazione di massa broadcasting più diffuso e usato, ma anchel’elettrodomestico principe della casa. Oggi sta progressivamente perdendoquesto status. Si sta evolvendo, come quando dalla radio nacque la stessa tv, enello stesso tempo si assiste a un forte cambio di paradigma. In primo luogo la tvsta subendo il processo di digitalizzazione, sia nella produzione che nelladistribuzione, che ha direttamente causato l’avvento della multicanalità el’abbondanza di risorse. L’esperienza televisiva cambia nel suo spazio, nel suotempo e nelle pratiche. Anna Sfardini e Massimo Scaglioni13 nel loro lavoro diricerca sulla “MutliTv” descrivono l’evoluzione del mezzo televisivo in tredirettrici: • Multitasking: inteso come trasformazione del medium in un’interfaccia multimediale attraverso forme ibride di tv via Internet e digitali. • Multitiming: questo tipo di trasformazione muta il paradigma di istantaneità e contemporaneità che ha sempre contraddistinto la televisione, portandola in una dimensione di flussi di trasmissione di contenuti accessibili in ogni momento, grazie alle tecnologie digitali di registrazione e al video on demand. • Multiplacing: in questo caso l’evoluzione riguarda l’annullamento del concetto di spazio che trasforma la tv che conosciamo in una televisione multi-luogo attraverso le tecnologie di connessione mobile.14 John Caldwell15 ha identificato nei suoi studi proprio il medium televisivocome quello capace di inglobare le trasformazioni e le proliferazioni di nuovi 13 Si veda: Scaglioni M, Sfardini A., MutliTv, L’esperienza televisiva nell’età dellaconvergenza, Carrocci, Roma, 2009. 14 Dalle tv via Internet wireless, alla tv mobile DVB-H sulle frequenze tv, fino alla tv sucollegamenti di rete telefonica UMTS e 4G LTE. 12
  13. 13. linguaggi dei media. Oltre all’intrinseca natura dell’immediatezza e dellasimultaneità la televisione racchiude una straordinaria capacità di ibridazione deilinguaggi e delle tecnologie. La convergenza tecnologica porta differenti media aconfluire in un unico sistema di distribuzione in grado di arrivare fino alle casedelle famiglie. Questo tipo di convergenza è iniziato con la digitalizzazione deicontenuti della tv, che ha determinato che ogni prodotto può essere trasmesso suogni tipo di device. Il consumatore ha ampliato i punti d’accesso ai contenuti inogni luogo e in qualsiasi momento. Sono nate le piattaforme tv di distribuzionecome la tv digitale terrestre, la tv digitale satellitare, l’IPTv e la mobile tv chevanno verso l’integrazione futura d’accesso. La televisione porta anche quelfenomeno di convergenza estetico, inteso come stilistico, dove i contenuti siaggregano nelle loro forme. Come definito da Jenkins il medium tv è ancheportatore del processo di convergenza economica/istituzionale che prende inconsiderazione le trasformazioni avvenute nei mercati, caratterizzate in questiultimi decenni dal passaggio dalle economie di scala (concentrate nellastandardizzazione per la produzione di massa) a quelle di scopo (incentrate piùsulla diversificazione e i mercati di nicchia). In questo contesto si assiste da annialla conglomerazione dei network televisivi (in particolare nel panoramaamericano). 2.2. Nuovi consumi televisivi La cultura convergente dei media è un processo ampio portato avanti da duepoli: quello della produzione e quello del consumo che spesso si sovrappongonoe si confondono. Nel mondo della televisione sempre più vicina alle reticambiano le pratiche e le modalità di consumo appunto convergente di tv.Quest’opportunità mette in gioco l’intreccio tra la tradizionale fruizionetelevisiva e il consumo di nuove tecnologie digitali interconnesse, che creano nonpiù una ma molte televisioni. Una tv che sia espande sul Web, ma che in un 15 Si veda: Caldwell J.T., Is television a distinct medium? Tv and convergence, in SinclairJ., Turner, Contemporary world television, BFI, London, 2004. 13
  14. 14. attimo può tornare sullo stesso delivery televisivo, con formati più aperti,condivisibili e interattivi. I consumi televisivi stanno mutando a causa della digitalizzazione dellepiattaforme distributive (come l’introduzione del digitale terrestre), sitrasformano a fronte dell’abbondanza dell’offerta e degli accessi, si permutano indinamiche di consumo all’interno dello spazio del salotto di casa. Laproliferazione di contenuti e di punti di accesso spinge a produrre con la massimasemplicità. Un esempio su tutti può essere descritto con YouTube, la piattaformaweb di condivisione video di proprietà di Google, che recentemente si èaffacciata al mercato della tv con l’uso di interfacce per le tv connesse e cheprossimamente lancerà venti canali televisivi dedicati. Il modello YouTuberappresenta il massimo della semplicità di fruizione dei video riproponibile inparte nei nuovi device televisivi interconnessi. Si sta verificando anche un ritornocrescente degli stessi consumi tv nell’household, il luogo di consumo familiareindicato dagli studi di David Morley16, dove l’apparecchio televisivo, al contrariodelle tendenze delle dinamiche di negoziazione rilevate nei decenni passati dagliAudience Studies, subisce una rivalorizzazione come centro della fruizionemediale familiare, attirando su di se forme di offerta ad ampio raggio, ma anchepersonalizzate, grazie appunto alle tecnologie digitali convergenti. Basta pensarealle opportunità che offre l’IPTv, la televisione su piattaforma Internet, con lapubblicità mirata e personalizzata. Luca Barra, dottorando in Culture della comunicazione presso l’UniversitàCattolica di Milano, e Massimo Scaglioni, ricercatore presso la Facoltà diSociologia dell’Università Cattolica di Milano, suddividono su tre livelli lepratiche di consumo convergente della tv: • Sul primo livello di pratiche, costituito dalla più ampia fascia di consumatori, si posizionano i modelli più semplici, che portano gli utenti a 16 Si veda: Morley D., Family Television. Cultural Power and Domestic Leisure, Sage,London, 1986. 14
  15. 15. cercare di ridurre la complessità delle offerte. La semplificazione per il telespettatore può essere fornita con strumenti per la navigazione e per la ricerca di informazioni, o creando uno spazio con aree chiuse e guidate, in una sorta di giardino protetto, in modo da condurre l’utente all’interno di una griglia di azione sicura e semplice. • Nel livello intermedio di pratiche sono fruibili quei contenuti tv narrativi che possono essere scambiati e condivisi, ma anche mutati e ripensati nelle reti sociali. Le pratiche sono di forma spesso ludica e orientativa, come l’uso della guida dei programmi EPG dei canali del digitale terrestre, oppure come lo scambio legale e non di contenuti in rete praticato soprattutto dal pubblico giovane. Il fattore di supporto degli strumenti di comunicazione della rete e del web (istant messaging, social network, forum, fan page) fanno sì che la pratica di consumo televisivo esca dai confini classici mediali e ispiri un approccio più attivo, più rapido, più fai-da-te. • L’ultimo livello di pratiche è costituito dal massimo livello di consumo convergente. Il consumatore questa volta di nicchia ha un ruolo decisamente attivo nella visione e nell’uso del contenuto tv. Pratiche che si estendono in altre attività, come ad esempio la costruzione di fan fiction, la scrittura sui blog, la gestione dei thread in un forum; si verificano le tipiche rielaborazioni grassroots intorno al prodotto televisivo che identifica lo status e l’identità personale dell’utente o del gruppo di utenti. Su questi utenti televisivi giocano alcune forze, due interne e due esterne,che possono variare il livello di consumo convergente: il processo difidelizzazione al prodotto che cerca il constante legame con il brand può spingereil consumatore da un livello di convergenza superficiale a quello più profondo,ma può accadere anche che gli utenti di nicchia possano riemergere al livello piùflebile di convergenza. Il processo che può essere imposto dall’esternodell’accomodamento, con le varie tecniche di limitazione e guida del consumo, 15
  16. 16. può allo stesso modo portare l’utente dal livello profondo a quello superficiale.Mentre la tendenza a dare maggior valore al prodotto può contrariamente causarela spinta verso una maggiore profondità di convergenza dello spettatore tv17. 17 Per approfondire si veda: Televisione Convergente, op. cit. 16
  17. 17. 3. La televisione via Internet: lo stato dell’arte Nuove tecnologie, nuovi modi di fruizione dei contenuti tv che mutanodirettamente anche le modalità di consumo delle interfacce Web se accessibiliattraverso le nuove Internet Tv. E’ questo il futuro che si prospetta e si sta giàrealizzando nei mercati delle telecomunicazioni e dell’industriadell’informazione e dell’intrattenimento. Sta nascendo una nuova televisione,chiamata da Shelly Palmer18 “la Tv delle reti”, che potrebbe mettere indiscussione tutta la filiera produttiva televisiva. Attraverso lo sfruttamento dellarete infatti l’Internet Tv potrebbe saltare gli intermediari (editori e operatori direte) per collegare direttamente i produttori dei contenuti tv. Una nuovainterazione priva di livelli intermedi che creerebbe quelle nuove tipologie diutenza attive tipiche del Web e della rete. 3.1. Tv On Demand Le origini del nuovo paradigma della Tv sono da ricercare in terrabritannica negli anni novanta. Da Cambridge infatti nel 1994 partirono le primesperimentazioni del servizio VOD (Video On Demand)19 su rete Internet.Successivamente nel 1998 la società di telecomunicazioni KingstonCommunications fu la prima nel Regno Unito a lanciare un servizio VODcommerciale che univa la Tv broadcast all’accesso a Internet con un unico set-top-box. L’esplosione della convergenza tra Tv e Internet sui mercati dellatelevisione si è però sviluppata negli USA, patria della rete delle reti, dove apartire dalla seconda metà del 2000 sono nate delle società commerciali chehanno iniziato a fornire dei servizi di streaming on-line ai propri clienti. 18 Si veda: Palmer S., Television Disrupted, The transition from Network to networked tv,Elsevier, Oxford, 2006. 19 Si veda: Wikipedia, http://en.wikipedia.org/wiki/Video_on_demand (ultimo accesso07/05/2011) 17
  18. 18. 3.2. IPTv Un chiaro modello di tv multitasking è l’IPTv, quella piattaforma didistribuzione televisiva che sfrutta il protocollo IP della rete e diffonde siacontenuti audiovisivi sia servizi interattivi. Nata intorno alla metà degli anninovanta dal lavoro di Steve Casner, Karl Auerbach, Cha Chee Kuan, e acquisitadalla multinazionale Cisco System, la tecnologia IPTv permette oggi di veicolarein modalità unicast e multicast in tempo reale trasmissioni audio/video televisivee qualsiasi altra tipologia di formato video. La società statunitense Audionet nel1998 fu la prima a far partire una trasmissione live webcasts con i contenuti delleemittenti tv locali americane WFAA (tv texana del network nazionale ABC) eKCTU-LP (emittente di Wichita nel Kansas). Il vantaggio di questo tipo ditelevisione consiste nella possibilità di racchiudere in un unico meta medium econ la sola rete Internet un’offerta multicanale, il traffico dati e la telefoniaVOIP. I limiti, visti da un certo lato, di questa televisione sono da rimandareall’uso di una rete chiusa necessaria per definire palinsesti fissi, generi di canali eofferte integrate. La forza invece è racchiusa nel potere interattivo del mezzostrettamente legato a Internet, che può sfociare in forme di comunicazionepubbliche come il t-Government20, o commerciali come il t-Commerce. L’usodell’IPTv coinvolge l’utenza in un’esperienza tv centrica (l’uso del telecomando)e può supportare un’alta qualità video del servizio. Sfrutta reti e servizi chiusi (icitati Walled Garden) forniti dall’operatore tlc che eroga il servizio e daidistributori di contenuti. Di solito viene offerta a pagamento dalla società ditelecomunicazioni. 3.3. Web Tv Per Web Tv si intende quel tipo di televisione che si può fruire attraverso icanali della rete Internet, che propone palinsesti e programmazioni originali e 20 Canale tv della televisione digitale che mette a disposizione ai cittadini i servizi onlinedella Pubblica Amministrazione. 18
  19. 19. distinte da quelli delle tradizionali tv broadcaster, soprattutto con la piattaformaWeb, nella modalità in streaming. Si distingue dall’Internet Tv o dalla Catch upTv, proprio per la sua natura intrinsecamente legata al Web e a Internet. Questatecnologia è supportata però solo dalle connessioni a banda larga della rete e nonpuò essere sfruttata con collegamenti Internet troppo lenti. Nata a metà degli anni90 su sperimentali spot sui banner pubblicitari del web, negli anni 2000 trova lasua forma di nuova tecnologia televisiva con l’evoluzione delle tecniche distreaming in real time, quando YouTube e Dailymotion divengono le piattaformeprincipali di condivisione dei video on-line. La Web Tv può sfruttare anche letecnologie di condivisione di streaming e di dati Peer-to-Peer. La Web Tv èincentrata su un’esperienza Pc centrica (uso di tastiera e mouse) e non garantisceun’alta qualità di servizio. Si distingue inoltre per la mancanza diintermediazione tra fornitore di contenuto e utente, il quale può accederedirettamente con un suo dispositivo connesso. 3.4. Internet Tv La forma di televisione chiamata Internet Tv è invece quella tipologia diservizio televisivo distribuito via Internet, che può veicolare anche i palinsesti o iprogrammi dei grandi broadcaster tv. Una forma di distribuzione della InternetTv è la cosiddetta Catch up Tv, dove un’emittente tradizionale può mettere adisposizione la propria programmazione del giorno dopo o dei giorni, adesempio, dell’ultima settimana sul Web21. Il concetto di Internet Tv è connessocon quello del consumo on demand dei contenuti tv, ma i broadcaster fornisconoanche i canali in streaming in tempo reale. Con l’aumento della disponibilità dibanda della rete i servizi della Internet Tv si sono evoluti con l’alta definizione evari servizi interattivi. Prima del 2006 i distributori di contenuti che agivano sullapiattaforma Internet preferivano usufruire dei servizi P2P. Gli utenti allora 21 Ad esempio: iPlayer dell’emittente pubblica inglese BBC, 4oD di Channel 4 sempre inInghileterra, i srvizi analoghi francesi di M6 e Canal +, e quelli statunitensi di Fox, NBC, CBS,ABC. 19
  20. 20. dovevano scaricare sui loro Pc un apposito programma che sfruttava lacondivisione dei video. Oggi i fornitori preferiscono l’uso di lettori multimedialiper lo streaming direttamente integrati nei browser, come Silverlight o WindowsMedia Player22. Anche questo servizio è fortemente condizionato dalle velocitàdi download delle connessioni della rete. 3.5. Tv ibrida (Over The Top) La nuova frontiera convergente delle piattaforme televisive dell’Internet Tvè sicuramente la Tv su Open Internet (Over The Top), una nuova forma ditelevisione che integra la tv su protocollo IP sfruttando le tecnologie interattivedella tv digitale. In questo modo si unisce la tv di flusso (l’IPTv) con la modalitàdi offerta on demand, accostabile anche a numerosi servizi apps multimedialichiusi e dedicati e alla libera navigazione sul Web. La tv ibrida grazie ai nuovistandard aperti interattivi, come l’MHP e l’HbbTV, è accessibile da numerosidelivery connessi: dai televisori con interfaccia e accesso alla rete (ConnectedTv), ai decoder per la tv digitale (set-top-box ibridi), alle console per ivideogames. L’Open IPTv sfruttando la rete può garantire l’alta qualità deicontenuti, e può viaggiare su una qualsiasi connessione broadband (ADSL ofibra) fornita da un qualsiasi ISP. Il mercato USA ma anche quello europeo offreormai nuovi dispositivi ibridi delle Internet Tv ibride, essendo già state immessesul mercato da numerose aziende e multinazionali produttrici23. In Italia letipologie di mercato, sia di vendita dei contenuti sia degli investimentipubblicitari, sono ancora in via di affermazione, come dimostrano gli incertiesordi della Apple Tv (piattaforma software + device ) e di Google Tv(piattaforma software), anche se grazie alla tv digitale terrestre si sta proponendoin modo concreto l’offerta dei programmi tv on demand convergente con la rete, 22 Il servizio on-line della tv pubblica italiana Rai.tv ad esempio sfrutta il media streamingSilverlight. 23 Alcune industrie dell’elettronica di consumo che hanno lanciato le Internet Tv: Philips,Samsung, LG, Panasonic, Sharp e Loewe. 20
  21. 21. ad esempio col servizio della tv pubblica Rai Replay (tv on demand sul Web), ocon le offerte delle IPTv di Fastweb (Decoder Unico) e Telecom Italia(Cubovision e Samsung). Anche il mercato delle console videogame harecentemente proposto una convergenza tra l’offerta ludica e quella tv: SonyPlaystation 3 (con periferiche ad hoc per la sintonizzazione dei programmitelevisivi) e XBox 360 (con aggiornamenti software che consentono lo streamingtv via Internet). Permane però il grosso ostacolo che blocca lo sviluppo di questimercati, oltre al costo elevato per il momento dei device delle tv connesse: labassa penetrazione della banda larga italiana e i limiti infrastrutturali delle retifisse e mobile. L’industria dei consumer ha poi lanciato numerosi dispositiviibridi chiamati connected tv che uniscono la tv digitale all’accesso al Web24. Lanuova televisione ibrida apre perciò scenari nuovi dal lato prettamentecommerciale, ma anche da quello del servizio pubblico al cittadino. Infatti oltrealle classiche trasmissioni tv lineari e ai canali tematici della tv digitale deibroadcaster, la tv pubblica e gli enti nazionali e locali potrebbero predisporreservizi connessi e interattivi derivanti dall’e-Government e dal t-Government. Unmix tra televisione e Internet di servizi di pubblica utilità che potrebbe nasceregrazie alle funzioni delle guide interattive (EPG) dei programmi, alle piattaformeMHP dei decoder e dei tv, ai servizi di teletext avanzato, alle modalità di ricercaweb-based dei contenuti (che ad esempio forniscono Google Tv o Apple Tv), aiservizi di applicazioni connesse su piattaforma software dedicata, e infine con lanavigazione libera o vincolata sul Web. La Tv ibrida connessa potrebbe rivelarsi tra qualche anno il mezzo e lamodalità di distribuzione televisiva più importante del mercato italiano emondiale. Una killer application del prossimo futuro dell’ICT per la diffusionedella banda larga nel paese25 e per lo sviluppo di servizi di comunicazione e di 24 LG con Netcast, Samsung con Internet@tv, Panasonic con Viera Cast, Philips conPhilips Net Tv, Sony con MediaCast Internet Tv, e poi vari set-top-box prodotti ecommercializzati da Humax, TeleSystem, LG, Amino, ADB. 25 Secondo le dichiarazioni di Franco Bernabè ad di Telecom Italia. 21
  22. 22. interazione con la PA. Il report del febbraio 2011 “The Future of Connected Tv”di Business Insights26 riporta che la diffusione di questi dispositivi interconnessi“da salotto”, con le varie piattaforme software e applicativi, subirà una crescitamedia annua del 58,3% nel periodo 2009-2014. La ricerca Tv&Video ConsumerTrend Report del 2011 di Ericsson27, condotta in tredici paesi con interviste a ben400 milioni di telespettatori, indica che l’80% del pubblico continua a guardare laclassica televisione più di una volta a settimana, mentre il 44% dei consumatoridichiara di guardare con la stessa frequenza i programmi tv on demand suInternet. Lo studio di Ericsson rileva che i consumi televisivi sono mutati, ma iconsumatori richiedono sempre più spesso entrambe le modalità di fruizione tvon demand e tradizionali. E i social network hanno contribuito fortemente aquesto cambiamento: più del 40% degli intervistati infatti afferma di utilizzare isiti di social networking durante la fruizione dei contenuti televisivi attraversosvariati dispositivi (dagli smartphone ai tablet). Molti telespettatori uniscono lavisione dei programmi tv (come reality o eventi sportivi) all’uso di Twitter,Facebook, sms, chiamate telefoniche, e discussione nei forum online che hannocome argomento lo stesso programma tv. Secondo il consorzio DGTVi, da unostudio di III Digital Monitor del 2010, realizzato dall’istituto E-res (con 3.000interviste CATI sul territorio nazionale), su 2,7 milioni di famiglie italianeconsapevoli di avere almeno un televisore in grado di connettersi a Internet, 1,8milioni di famiglie dispone anche di un collegamento broadband e il 10% (circa180.000) utilizza effettivamente il televisore in modalità connected. Sempresecondo i dati elaborati a inizio 2011 da E-res, circa 1,5 milioni di famiglieitaliane dotate a casa di collegamenti broadband si dichiarano interessate adotarsi di televisori ibridi connessi. Oltre ai televisori predisposti per la rete, lafruizione di contenuti e servizi in modalità connected può avvenire sulle 26 Per un approfondimento si veda l’indirizzo:http://www.researchandmarkets.com/research/b6230a/the_future_of_connected_tv (ultimoaccesso 08/06/2011) 27 Per un approfondimento si veda l’indirizzo web:http://www.ericsson.com/news/1543649 (ultimo accesso 02/10/2011) 22
  23. 23. principali console per videogiochi: su oltre sei milioni di famiglie italiane che nedispongono, circa 2,5 milioni (il 44,3%) li qualificano come dispositivi in gradodi connettersi alla Rete. La crescita prevista dalle agenzie di analisi dei mercatisulla diffusione e l’adozione da parte della massa della tv connessa offre ilterreno per lo sviluppo di nuove soluzioni per migliorare i servizi e ladistribuzione delle informazioni al cittadino. 3.6. Scenario del mercato italiano della televisione In Italia permane uno scenario fortemente caratterizzato da un duopoliopubblico-privato che opera su alcune piattaforme televisive nate dai processi diconvergenza tecnologica: • La piattaforma digitale terrestre: coordinata dal consorzio DGTVi che rappresenta le maggiori realtà nazionali (Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, DFree) è la naturale evoluzione della vecchia tv analogica, che ha introdotto nel mercato tv una manciata di nuovi operatori, un certo livello di interattività, la moltiplicazione dei canali, le offerte pay di Mediaset Premium e altri piccoli operatori. • La piattaforma digitale satellitare: è attualmente monopolizzata dal solo operatore Sky Italia che agisce da editore e gestore aggregatore di contenuti. Sky ha recentemente proposto ai propri abbonati una fruizione convergente su iPad dei propri contenuti in esclusiva. E’ nata inoltre nell’estate 2009 la piattaforma gratuita satellitare Tivù Sat per supplire alle mancanze (a volte gravi) di diffusione e di copertura della tv digitale terrestre. • IPTv: la tv su protocollo IP della rete non ha avuto successo in Italia. Forse per la mancanza di infrastrutture per l’accesso alla banda larga e per la lentezza delle connessioni italiane. Le società di telecomunicazioni hanno sul mercato le loro offerte di distribuzione (Telecom Italia, 23
  24. 24. Fastweb, Tiscali, Vodafone, Infostrada) e di offerta di contenuti (Cubovision Telecom Italia).• Tv mobile: anche questa tipologia di tv non è stata accolta bene dal mercato italiano. Le frequenze tv dedicate alla tecnologia DVB-H sono state quasi tutte sostituite con i canali tv tradizionali. E anche la tv trasmessa attraverso le connessioni dati mobili (HSDPA – 3G - UMTS) sta lentamente chiudendo i battenti, con la sola H3G che mantiene il suo canale tv La3.• Tv Over The Top: il mercato italiano televisivo si è arricchito tra il 2010 e il 2011 di alcuni servizi ibridi e altri via Web. Gli operatori italiani delle telecomunicazioni come Telecom Italia, Fastweb e Tiscali, che stanno investendo nella tv multipiattaforma, si stanno impegnando a diffondere i propri contenitori su tv, tablet, cellulari, decoder set-top-box digitali. L’utente grazie alle nuove offerte del mercato può usufruire di applicazioni, servizi e contenuti scaricabili dalla Rete e in modalità on demand. Dalle offerte pay di contenuti di Mediaset Premium Net Tv fruibili da Internet e grazie all’adozione di moderni decoder interattivi connessi alla rete, fino ai servizi paralleli alla tv digitale terrestre e satellitare (appunto Over The Top) come Cubovision di Telecom Italia, La7 on demand, Rai Replay, Mtv on demand, la tv italiana si è mossa timidamente verso un’offerta più convergente. Tiscali e Telecom Italia, in particolare, hanno introdotto nei mercati anche la vendita di un proprio delivery set-top-box convergente tra tv digitale e Internet: rispettivamente TvBox e Cubovison. Sono nate anche nuove piattaforme televisive indipendenti che offrono i propri contenuti esclusivamente via Web: TvDream, Primoitalia, Popcorn Tv, Twww.tv, ChiliTv (di Fastweb). Nel mercato italiano hanno alcune difficoltà d’ingresso invece le offerte delle piattaforme Internet Tv dei grandi colossi del Web come Google Tv o Apple Tv (iTv), e a breve faranno il loro esordio europeo i grandi fornitori statunitensi di contenuti televisivi via Web come Hulu e Netflix. 24
  25. 25. Evoluzione delle piattaforme e degli operatori su scala nazionale: • Completamento Switch-off della tv digitale terrestre. • Saturazione del satellite. • Crescita delle connessioni a banda larga fissa e mobile (anche se per ora crescono solo le connessioni mobili) e delle IPTv. • Crescita e diffusione delle Internet Tv e delle Web Tv. • Diffusione della mobile Tv con le connessioni 4G (LTE28). 28 Long Term Evolution: nuovo standard di trasporto dati della telefonia cellulare UMTS,pensato per le connessioni veloci mobili a banda larga. 25
  26. 26. 26
  27. 27. 4. Servizi interattivi e convergenti della PA In questo contesto italiano del panorama e dei mercati dei media inconstante evoluzione, che tende sempre più alla produzione di contenutitransmediali, il ruolo della comunicazione della Pubblica Amministrazione, chegià percorre numerose vie attraverso i nuovi media, ha il dovere di inserirsi estare al passo con le nuovissime tecnologie e i nuovi trend di consumo,proponendo soluzioni di interazione . La comunicazione istituzionale, grazie alla legge 150 del 7 giugno 2000, èdivenuta un elemento portante dell’azione degli enti e delle amministrazionipubbliche. Oggi si può definire come un sistema di flussi, costituito da azionicoordinate mirate verso precisi obiettivi a impatto sociale. La comunicazioneistituzionale può suddividersi in quella interna, che legittima l’istituzione stessa,e quella esterna, che concerne tutte le azioni e le interazioni verso l’ambienteesterno. La rivoluzione della rete ha introdotto ormai da anni un processo dicambiamento non solo tecnologico, ma anche culturale. Oggi infatti le PA localio nazionali grazie ai propri siti Web producono valore alle attività politiche esociali svolte. Le potenzialità della rete telematica prestate alla comunicazionepubblica e istituzionale si sviluppano principalmente in due direzioni: e-Government ed e-Democracy. Quest’ultimo processo è un sistema ancora inevoluzione che sfrutta le nuove tecnologie per promuovere i processi decisionaliaperti e trasparenti, per coinvolgere il cittadino nella vita pubblica enell’amministrazione dell’ente o della città. 4.1. e-Government L’introduzione delle pratiche, dei servizi e delle tecnologie dell’ICT(Information Communication Technology) nel campo della pubblicaamministrazione è una priorità di tutti paesi e delle istituzioni transnazionali dellaSocietà dell’Informazione. Esistono svariate forme di informatizzazione della PA 27
  28. 28. che sfociano su numerosi mezzi di comunicazione e sfruttano differentitecnologie interconnesse: dalle tecnologie per il voto elettronico, ai serviziamministrativi radio-televisivi (t-Government), l’uso delle email certificata(PEC), il m-Government (mobile Government), l’u-Government (ubiquitousGovernement), il g-Government (applicazioni Geographical Information Systeme GPS per l’amministrazione pubblica elettronica). L’e-Government attraverso iprocessi di informatizzazione della PA mira a migliorare l’efficienza operativainterna delle amministrazioni, a informatizzare i servizi per i cittadini e leimprese, e infine tende a consentire l’accesso telematico del cittadino ai servizi ealle informazioni della PA. L’Unione Europea ha disposto un Piano d’Azione perl’e-Gov per l’arco temporale 2011-201529, che percorre le linee di sviluppodell’Agenda Digitale Europea30, e che prevede quattro priorità per promuoverel’ICT nelle PA: • Aumentare l’empowerment tra cittadini e imprese; • Rafforzare la mobilità nel mercato unico europeo; • Migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’azione pubblica; • Creare i fattori abilitanti e le precondizioni per mettere in moto circoli virtuosi. Il piano europeo punta a promuovere le nuove pratiche dell’e-Gov, comel’Open Government, l’Open Data e l’uso dei social network progettate intorno alcittadino e alle imprese, e mira a massimizzare la complementarietà deglistrumenti utilizzati e delle policy adottate, cercando di raggiungere un pienosviluppo dei servizi all’interno delle nazioni, ma anche transfrontalieri. Il processo di informatizzazione della Pubblica Amministrazione italiana,che comprende tutte quelle attività amministrative svolte con le tecnologie 29 Si veda per un approfondimento l’indirizzo:http://ec.europa.eu/information_society/activities/egovernment/action_plan_2011_2015/index_en.htm (ultimo accesso 27/06/2011) 30 Per un approfondimento si veda l’indirizzo:http://europa.eu/legislation_summaries/information_society/si0016_it.htm (ultimo accesso27/06/2011) 28
  29. 29. informatiche e la rete Internet, ha avuto inizio concretamente con il varo delprimo Codice dell’Amministrazione Digitale del 2005. Una rivoluzione digitaleperseguita anche in Italia, se pur in ritardo rispetto ai principali paesi europei, perraggiungere gli obiettivi di efficacia, efficienza, economicità, trasparenza edemocraticità nei servizi pubblici31. Il nuovissimo Codice dell’AmministrazioneDigitale del Decreto legislativo n. 235/2010, entrato in vigore nell’aprile del2011, stabilisce tutti i principi base per la gestione, l’accesso, la trasmissione, laconservazione e la fruibilità dell’informazione digitalizzata e nelle relazioni traPA e privati. Il processo di informatizzazione della PA in Italia coinvolge anchele amministrazioni locali, che assumono spesso il ruolo di front-office delservizio pubblico, mentre le amministrazioni centrali operano come back-office. 4.2. Servizi Tv PA 4.2.1. t-Government La strada del t-Government, cioè l’uso istituzionale e pubblico di un canaletv per la comunicazione e l’interazione col cittadino, è stata intrapresa dalleamministrazioni pubbliche italiane soprattutto grazie all’evoluzione dellatecnologia televisiva con l’introduzione della tv digitale terrestre. I progettirealizzati in questo campo sono stati avviati per rendere disponibili all’utenza,anche senza l’ausilio di supporti informatici i servizi pubblici della PA e per unpubblico analfabeta sull’uso degli strumenti della rete. Le tecnologie di delivery(i decoder set-top-box con piattaforma MHP per il digitale terrestre) e diconnessione adottati (dalle semplici frequenze tv fino alle reti ADSL o in fibraottica) permettono un’elevata semplicità d’uso per l’utente, un alto livello diinterattività, e una rilevante riduzione dei costi di accesso e di realizzazione deiservizi di comunicazione pubblica. Il t-Gov è canale di comunicazione pubblicapotenzialmente accattivante e in parte esaustivo, che utilizza direttamente ilmedium più familiare e diffuso qual è la televisione. Nell’ambito del t-Gov sono 31 Come definito dal testo sulla comunicazione pubblica della legge 7 giugno 2000 n. 150. 29
  30. 30. stati avviati in passato numerosi progetti a livello nazionale e locale, oggetto diinteresse e di sperimentazione della PA. Nel 2005 il CNIPA mise in moto vari progetti di sperimentazione del t-Govsul digitale terrestre. Ben ventinove servizi interattivi su canali tv studiati ancheper quel bacino d’utenza caratterizzato dalla scarsa dimestichezza con letecnologie informatiche e della rete internet. Ma gli scarsi investimenti e lepotenzialità tecnologiche e infrastrutturali del paese, forse sovrastimate, nonchéle evidenti difficoltà di progettazione nell’usabilità delle interfacce tv,condussero molti progetti alla chiusura. I servizi infatti mostravano alcuniproblemi di navigazione tra i menu e qualche impedimento nell’uso deitelecomandi. Inoltre, la necessità di collegare i dispositivi set-top-box a unaconnessione telefonica fissa o mobile o ai collegamenti Internet limitavafortemente l’interattività dei sistemi. Allo sviluppo di questi lavori partecipò inprimis la Rai, con le sue risorse di televisione pubblica, numerose tv localiprivate, e la Fondazione Ugo Bordoni mise in atto dei bandi di concorso. Uno deiprogetti più grandi fu “Italia Utile”, servizio interattivo in onda su vecchio canaletelevisivo Rai Utile. Progetto Ente PA CASPER Regione Emilia Romagna PRODIGIT Comune di Roma DTToscana Regione Toscana TI-RECS Comune di Bari DTTSiena Comune di Siena PARTECIP@RE Provincia di Lecce BLL Regione Lombardia e-govDT-RA Regione Abruzzo TV-DICO Comune di Palermo SenzaBarriere.TV Comune Venezia 30
  31. 31. T-E_J Provincia di Genova T-Sei Comune di Reggio Calabria GPC Regione Lombardia META FVG Friuli Venezia Giulia T-Liguria Regione Liguria AMICA-TV Provincia di Trento DiLucca Comune di Lucca T.CiTel Comune di Pisa Digimarche.DIT Regione Marche viviCITTA Comune di Bassano del Grappa DTT-Umbria Regione Umbria QMIC Comune Comune Torino 24 TVarese Comune di Varese ComOnAir Comune di Como ChiariTeVi Provincia di Cosenza DITEMI Comune di Milano Puglia-Tgov Regione Puglia Territorio in Onda Comune di Pesaro T-Basilicatanet Regione Basilicata Figura 1 - Le amministrazioni pubbliche che hanno avviato i progetti di t-Gov. Alcuni casi specifici di t-Government:• DTToscana: al progetto parteciparono oltre alla Regione Toscana, 129 comuni e tutti capoluoghi di provincia, anche due Università e dieci broadcaster tv, tra i quali La7 e Telecom Italia. Il progetto mirava ad offrire informazioni istituzionali, turistiche, servizi di e-learning, servizi sociali di e-democracy e di e-Health. 31
  32. 32. • T-Informo (PRODIGIT): progetto sviluppato da Comune e provincia di Roma e dalla Regione Lazio sullo sviluppo di un canale digitale caratterizzato da applicazioni informative multimediali e a bassa interattività remota. L’Università degli Studi La Sapienza si occupò del monitoraggio della sperimentazione. Larchitettura dell’informazione dei servizi di t-Gov fu organizzata in sei aree tematiche: attualità, sanità e sociale, scuola e lavoro, turismo e cultura, mobilità e "cosa fare per”. Il canale nel 2006 fu mandato in onda su Rai Utile, grazie alla collaborazione di Telespazio, successivamente fu trasferito su Rai 3 Lazio.• CASPER: progetto sperimentale Canale di Servizio pubblico Emilia- Romagna coordinato dalla Regione che ha cercato di sviluppare due servizi: uno rivolto al cittadino della regione, uno per il turismo. Il progetto è stato supportato da due tv regionali come Italia7 Gold e Telesanterno. Il servizio ha fornito anche contenuti sulla cultura, il meteo e la viabilità. 32
  33. 33. 5. Siti Web della PA La gran parte degli enti centrali e il 78,9% delle PA locali hanno registrato ipropri domini e realizzato uno o più siti Web32. La comunicazione pubblica dellaPA con gli strumenti del Web e di Internet è sicuramente divenuta un mezzo dicomunicazione privilegiato che deve confrontarsi con le dimensionidell’accessibilità, per fornire al cittadino tutte le informazioni politiche e gli attidella Pubblica Amministrazione. Inoltre deve garantire il dibattito tra tutti gliattori della società civile con la creazione di spazi di discussione, e infine fornireil feedback necessario alla sua specifica utenza. Sin dagli esordi dei primi serviziWeb con i domini Internet .gov.it e la nascita del portale italia.gov.it nei primianni del 2000, le disposizioni e le direttive nazionali raccomandavano unapredisposizione orientata più ai servizi che alla comunicazione. E fin da subito siè data importanza all’usabilità, alla sicurezza dei dati, alla privacy del cittadino.Il legislatore non ha mai imposto l’uso di specifici linguaggi di programmazione,in modo da garantire la neutralità tecnologica e adeguarsi alla rapida evoluzionedelle tecnologie della rete e del Web. L’art. 53, comma 1, d.lgs. n. 82/2005 peròevidenzia che la realizzazione di un sito per le PA debba privilegiare leinformazioni e i contenuti rispetto allo stile, l’usabilità e la semplicità diconsultazione assicurando la massima fruibilità. Per fare in modo che lacomunicazione pubblica attraverso il sito Web divenga un canale e unostrumento determinante delle PA, si deve mettere il cittadino al centro dellaprogettazione degli strumenti e dell’azione istituzionale33. I messaggi e i contenuti offerti all’interno di uno spazio Web di un ente oistituzione devono essere credibili, cioè coerenti con le attività e l’immaginedella PA, e riconoscibili, contraddistinti da una firma chiara e facilmente 32 Dati del 2009 elaborati dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazioneregistrano oltre 40 mila siti. 33 Secondo le Linee Guida per l’organizzazione, l’usabilità, e l’accessibilità dei siti Webdelle PA contenute nella circolare delle Presidenza del Consiglio dei Ministri 13 marzo 2001, n.3/2001. 33
  34. 34. individuabile. I messaggi all’interno delle pagine Web devono fornire leinformazioni che servono al cittadino per l’uso dei servizi della PA, e devonoanche essere persuasivi in modo da modificare il comportamento dell’utente neiconfronti dei doveri e delle esigenze dell’ente. I contenuti di un servizio Webdell’istituzione pubblica possono anche essere di natura educativa. Un portale oun sito della PA deve fornire la comunicazione e l’informazione istituzionale per: • Descrivere le attività e il funzionamento dell’istituzione; • Favorire l’accesso ai servizi pubblici; • Promuovere l’immagine del territorio e dell’ente; • Diffondere i temi e le conoscenze di interesse sociale e pubblico; • Descrivere le procedure e le disposizioni normative; • Favorire i processi di semplificazione e informatizzazione delle procedure. Il CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) dispone le regole perl’accesso telematico ai dati e ai documenti (art.52), per le caratteristiche dei sitiWeb (art. 53), per il loro contenuto (art.54), dove i siti pubblici delle PA sarannoobbligati a pubblicare in modo integrale tutti i bandi di concorso e ad aggiornaredati e notizie. La pubblicazione da parte di un ente pubblico di informazioni edocumenti, su piattaforma tv o attraverso la rete, deve assicurare la garanzia dellafonte e l’attualità delle informazioni pubblicate. In generale sono definite leregole per: • la comunicazione telematica tra pubblica amministrazione e cittadini: o comunicazione esterna e posta elettronica; o servizi telematici di informazione preventiva; • la comunicazione interna alle pubbliche amministrazioni; • la Carta Nazionale dei Servizi; • le transazioni economiche on-line; • la conferenza di servizi on-line; • la sicurezza dei sistemi informativi; 34
  35. 35. • le strutture per lorganizzazione, linnovazione e le tecnologie34. Soprattutto per quanto concerne le PA locali (comuni, province e regioni), isiti Web devono essere progettati e realizzati su misura della specifica realtàlocale e della propria comunità. 5.1. Web design per la PA La progettazione di un portale o di un sito Web di un ente pubblico deveperciò essere incentrato sul punto vista e sulle esigenze del cittadino odell’utente, attraverso il modello di sviluppo User Centered Design. Lo sviluppodi un sito Web istituzionale e di servizi web per la pubblica amministrazionedeve attenersi ad alcuni standard di progettazione e realizzazione definiti dalCAD e dalla Direttiva sulla qualità dei servizi on-line e misurazione dellasoddisfazione degli utenti del 27 luglio 200535. In primo luogo le pagine Webdevono sottostare a determinati standard di accessibilità per favorire l’accessoalle informazioni e agli strumenti informatici dei soggetti disabili. Accessibilitàintesa come diritto fondamentale per il cittadino al quale deve essere garantita lapossibilità di accedere alle informazioni e ai servizi erogati da una PAindipendentemente dalla propria disabilità. Le norme sull’accessibilità sono statestabilite per la prima volta dalla legge Stanca del 9 gennaio 4/2004. Progettare erealizzare un sito Web significa anche garantire la trasparenza e partecipazioneattiva del cittadino. Grazie al servizio Internet, infatti, si deve trasformare ilprocesso di relazione interne ed esterne del settore della PA, per migliorare la 34 Per approfondire si veda: Linee guida per i siti Web della PA, dal sito Web dellaRegione Piemonte all’indirizzo:http://www.regione.piemonte.it/innovazione/innovazione/notizie/on-line-le-linee-guida-per-i-siti-web-delle-pubbliche-amministrazioni.html (ultimo accesso 17/07/2011) 35 Direttiva emanata dal Ministero per l’innovazione di concerto con il Ministero dellafunzione pubblica e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 243 il 18 ottobre 2005. Si vedal’indirizzo: http://www.urp.it/allegati/Direttiva%2027%20luglio%202005.pdf 35
  36. 36. partecipazione civile alla vita democratica36. E la trasparenza intesa comeaccesso totale ai servizi e alle informazioni garantisce la partecipazionedemocratica. La condivisione dei documenti e delle informazioni e datipubblicati e forniti dai siti web delle PA deve però garantire il rispetto dellaprivacy del cittadino, come definito dalla legge italiana37. Il servizio di un sitoWeb della PA deve garantire inoltre un livello di qualità rilevato attraverso leindagini di customer satisfaction ex-post ed ex-ante, nell’intento di migliorare laperformance dei servizi offerti e di verificare la soddisfazione del pubblico38. Uncanale Web dell’istituzione pubblica amministrativa può e deve ambire a essereun punto di accoglienza e di accesso per un’utenza più estesa possibile ediversificata, e inoltre deve diventare un elemento di promozione per altri canalidi comunicazione tra cittadino e PA. La legge Stanca 4/2004 fornisce le linee guida, i requisiti tecnici e divalutazione per i servizi pubblici erogati con le reti informatiche, servizi chedevono essere accessibili anche al 5% dei cittadini italiani con disabilità.All’interno della legge attraverso il decreto Ministeriale dell’8 luglio 2005, sidispongono quindi 22 requisiti tecnici per creare un sito conforme agli standarddi accessibilità e 12 criteri di valutazione del servizio web. La Legge italiana fariferimento soprattutto alle raccomandazioni e alle linee guida delle WCAG 1.039formulate dal consorzio W3C all’interno del gruppo di lavoro WAI. Oggi iprogettisti, per ambire a un livello di accessibilità e di usabilità ottimale nellosviluppo di un sito web per le PA, devono però seguire le raccomandazioni della 36 Il diritto alla partecipazione alla vita democratica del cittadino è tutelato dallaComunità Europea dalla Carta dei diritti dell’uomo nelle città e dalla Carta dei diritti delcittadino nella Società dell’informazione e della conoscenza. 37 D.L. 30 giugno 2003 n.196 sul Codice per la protezione dei dati personali. 38 La qualità del Web è regolata dalle direttive del 24 marzo 2005 sulla rilevazione dellaqualità percepita dai cittadini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento dellaFunzione Pubblica e dalla direttiva 27 luglio 2005 per la qualità dei servizi on line e lamisurazione della soddisfazione degli utenti dal Ministro per linnovazione e le tecnologie e dalMinistro per la funzione pubblica. 39 Si veda l’indirizzo: http://www.w3.org/TR/WCAG10/ (ultimo accesso 14/07/2011) 36
  37. 37. seconda versione delle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG 2.0)40 chemirano a rendere fruibile i servizi e i contenuti web per una vasta gamma dipersone disabili (con disabilità visive, uditive, fisiche, del parlato, cognitive,linguistiche, dell’apprendimento, neurologiche). Le linee guida aggiornate delgruppo WAI, pensate per le moderne pagine dinamiche e interattive, realizzatecon l’uso di più linguaggi di markup e di programmazione web, si strutturano inquattro fondamentali principi: 1. Le informazioni e gli elementi della pagina deve essere percepibili: fornendo alternative testuali, tipi di media temporizzati, inserendo contenuti adattabili alla pagina, semplificando la visione e l’ascolto dei contenuti. 2. I componenti e la navigazione della UI (Interfacce-Utente) devono essere utilizzabili: con tastiera, con un’adeguata disponibilità di tempo, evitando l’uso di contenuti che disturbano i fotosensibili, fornendo funzionalità d’aiuto per navigare la pagina. 3. Le informazioni e le operazioni dell’interfaccia utente devono essere comprensibili: col testo leggibile, inserendo pagine prevedibili, fornendo assistenza per evitare errori e agevolare le correzioni. 4. Il contenuto deve essere robusto e compatibile rispetto ai programmi utente e le tecnologie assistive. Per realizzare uno strumento di comunicazione Web efficace si devonoconsiderare tre aree di sviluppo comunicativo: lo spazio web per la presentazionedell’istituzione; quello come luogo di comunicazione interattiva; e l’area dicomunicazione come servizio. Per raggiungere il proprio target, cioè il cittadino,il sito ben progettato offre una buona visibilità dell’attività svolta dall’ente epromuove i suoi servizi, offre un’informazione continua, attiva nuovi contatti eriduce pure i costi di gestione delle attività di amministrazione. 40 Si veda l’indirizzo: http://www.w3.org/TR/WCAG20/ (ultimo accesso 14/07/2011) 37
  38. 38. Le nuove linee Guida Ministeriali per i siti Web delle PA per l’anno 2011dedicano un ampio spazio alla progettazione, alla gestione e al ciclo di vita dellarealizzazione del sito: • Avviamento del progetto; • Analisi dei requisiti; • Disegno e progettazione tecnica; • Sviluppo e migrazione; • Collaudo e messa in esercizio; • Gestione. Le disposizioni del Ministero della Pubblica Amministrazione el’Innovazione identificano poi due grandi macrotipologie di servizi web per laPA: la prima contraddistingue tutti questi siti o portali istituzionali che hannocome obiettivo primario quello della presentazione della PA e hanno il compitodi informare il cittadino ed erogare i servizi pubblici; la seconda invece racchiudetutti quei siti tematici che vengono sviluppati per la presentazione di progetti o dieventi, per l’offerta di un particolare servizio, per l’approfondimento di unospecifico argomento di interesse sociale e pubblico. Affrontare la concezione, laprogettazione e lo sviluppo di un sito Web della PA per i dispositivi televisiviconnessi a Internet significa confrontarsi con un progetto molto vicino ad un sitotematico, che può spaziare però anche nella visione istituzionale e più generaledel servizio. 38
  39. 39. 6. Nuovo paradigma: la Tv connessa 6.1. Tv ibrida (Over The Top) nuovi paradigmi d’interfaccia e d’accesso Accedere ai servizi della PA attraverso la Tv ibrida (con Tv connesse, set-top-box ibridi o console videogame) richiede un cambio di paradigma rispettoalle Web Tv, ma anche rispetto al design delle interfacce dei siti Webtradizionali. Sempre partendo dal concetto di progettazione che parte dall’utente,lo sviluppo di un sistema di comunicazione Web adatto alle tv connesse deveconsiderare il telespettatore come user passivo, comodamente seduto sul divano,che naviga quasi casualmente sul Web con l’uso del solo telecomando, cheimpegna una sola mano e addirittura un solo dito. Inoltre non c’è più il supportodi hardware potente come quello di un PC o un laptop. Muta il sistema dicontrollo e puntamento con l’uso quasi esclusivo del telecomando tv che vincolail designer alla progettazione di un’interfaccia semplice. Le modalità e lestrategie di progettazione del sito Web per Internet tv ibride devono avvicinarsiall’idea di costruzione di interfacce dei servizi di t-Government, mantenendo ilcontatto però con la realtà multimediale ed estremamente interattiva del Web edei canali interattivi disponibili con le connessioni veloci. Questo può garantiresia il soddisfacimento delle esigenze del broadcaster o dell’ente della PA persostenere la propria promozione e l’informazione e i servizi (con dinamiche top-down), sia la partecipazione attiva dei telespettatori cittadini dalla rete alla tv edalla tv alla rete attraverso le dinamiche dal basso bottom-up. 6.2. Portale/sito e-Gov per le Tv ibride (Internet Tv) Un portale Web di un ente o istituzione della PA può essere rappresentatocome un punto d’incontro privilegiato tra la Pubblica Amministrazione, cheeroga servizi e informazioni, e il cittadino o le imprese. La fruizione dei servizi el’accesso ai dati e alle informazioni, non deve essere progettata secondo le 39
  40. 40. logiche interne agli enti e alle amministrazioni, ma deve avvenire con modalitàpiù familiari e vicine all’utente. In Italia, ad esempio, sono ben 170 gli entipubblici che offrono servizi Web con contenuti video e messaggi audiovisivi,secondo i dati raccolti dall’ultimo rapporto Formez PA41. Le PubblicheAmministrazioni infatti stanno lentamente sperimentando nuovi modelli elinguaggi, dal notiziario istituzionale, ai servizi informativi sulla cultura e glieventi, alla promozione del turismo locale. Crescono quindi i video contenuti neisiti Web delle PA in concomitanza con l’aumento del numero di accessi,tendenza che dimostra il cresciuto interesse dei cittadini per questo tipo diservizio multimediale. In questo particolare settore della comunicazione della PAsi colloca lo sviluppo di un sito Web ottimizzato per le Tv connesse, dove laprogettazione di questo servizio deve concentrarsi in particolare sull’utenza: 1. Government to Citizen: che concerne l’interazione tra governo e cittadino di natura non commerciale; 2. Government to Business: rivolto ai rapporti tra ente e imprese. Il servizio Web della PA per Internet Tv deve divenire un punto d’ingressodell’ente pubblico di facile accesso, semplice e pratico, in modo che si adatti alleesigenze informative del cittadino. Viviamo un particolare periodo che conoscele fasi iniziali del fenomeno della convergenza tra Internet e Televisione. Neipaesi anglosassoni esiste già un vasto pubblico dotato di tv e accesso alla bandalarga che consuma quotidianamente i contenuti proposti attraverso i due mezzi, eanche grazie a piattaforme fisse e mobili convergenti e applicazioni Web. Unatendenza che può svilupparsi e affermarsi anche in Italia. Grazie a questo serviziol’utente, direttamente dal dispositivo televisivo connesso, potrà accedere adesempio alle News e Notizie sull’area di competenza della PA, al calendariodegli eventi culturali, agli appuntamenti, al servizio news video. Il portale videopuò diventare un punto d’accesso per la vita della comunità e fornire ancheinformazioni finanziarie o previsioni meteo. L’utente della tv connessa di fronte 41 Per un approfondimento si veda l’indirizzo: http://www.formez.it/ (ultimo accesso06/10/2011) 40
  41. 41. ad un servizio pubblico ha delle aspettative di fruizione di un servizio simile aquello delle aziende commerciali. Nel caso specifico di un portale web perInternet Tv, il cittadino auspica l’accesso e la fruizione di un serviziotendenzialmente video on demand, veloce, attivo 24 ore su 24. L’impegnorichiesto alla PA dai siti Web anche tematici, come quello dedicato per le tvconnesse, è quello di raggiungere il massimo livello di funzionalità dei serviziinformativi e transattivi offerti al cittadino. A differenza del portale web classico,si dovrà tralasciare nella progettazione un alto livello di personalizzazione delservizio, oltre ai servizi più complessi e interattivi come l’accesso alle praticheburocratiche, la dichiarazione dei redditi on-line o il pagamento delle tasseattraverso moduli elettronici e procedure di autenticazione, per renderel’interfaccia web più usabile e semplice. Il portale video di un ente PA perInternet Tv dovrà supportare e fornire le informazioni sul servizio e sullemodalità di erogazione. Inoltre l’interfaccia video in fase iniziale di accessodovrebbe presentare una guida alla navigazione della pagina e dovrà anchefornire un accesso diretto alla homepage del sito web tradizionale dell’ente.Questa tipologia di servizio web delle PA, ideato per una fruizione più che altrotelevisiva, deve unire il paradigma del sito “vetrina” con quello del sito direlazione. Da un lato le caratteristiche spiccatamente video e di veloce impattovisivo delle pagine devono presentare un materiale specifico dell’ente volto ainformare gli utenti. L’interfaccia deve raccogliere le immagini, i filmati, i testi, imenù, e i comandi per rispondere ad un’esigenza immediata d’informazione.Dall’altro non si può certo rinunciare alla funzione interattiva della rete, e all’usodella comunicazione bidirezionale di un sito Web. La possibilità di dialogo con ilcittadino è un elemento di ricchezza fondamentale per la PA non solo comemezzo di diffusione della propria immagine verso l’esterno, ma anche cometestimonianza diretta della proprio attività insieme alla comunità. Per questomotivo anche le pagine web pensate per le Internet Tv forniscono strumenti einformazioni per lo scambio, l’interazione, l’archiviazione, la registrazione e lacollaborazione, se pur in numero minore rispetto ai normali portali Internet. 41
  42. 42. L’interfaccia rivolgendosi a un target generico, cioè la totalità dei cittadini, puòoffrire ad esempio i servizi, informazioni generali, gli orari degli uffici, le news.Infine in modo molto limitato, almeno per ora, l’interfaccia delle pagine puòoffrire alcuni servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione e può utilizzatacome buon strumento di valutazione e indagine da parte dell’ente. Per valutare le capacità comunicative di un sito Web fornito attraverso ilmezzo televisivo si devono analizzare i livelli comunicativi: • Dimensione persuasiva: capacità delle pagine del sito di essere convincenti e di attirare i telespettatori. Questo significa che il layout e l’interfaccia devono essere pensate per attrarre l’utente-telespettatore, non solo grazie alla riconoscibilità immediata dell’identità dell’ente pubblico attraverso il logo e lo stile grafico, ma anche grazie all’architettura semplice e gradevole, alla notevole leggibilità dei testi e alla qualità dei video e delle immagini. La capacità persuasiva è dettata anche dal grado di navigabilità del sito, misurabile nella velocità di lettura della pagina da parte del browser dell’Internet Tv, dagli strumenti adeguati per la navigazione della stessa pagina. • Dimensione conoscitiva: quantità di informazioni, i servizi, le aree tematiche, notizie. Il sito deve supplire alle informazioni che riguardano la vision e la mission della PA, deve descrivere i servizi offerti all’interno delle pagine, oltre all’inclusione di mappe, notizie, eventi. • Dimensione aggregante: capacità di coinvolgere attivamente l’utente. Il sito deve avere uno stile di comunicazione non eccessivamente formale, mantenendo uno stile sobrio, ma pur sempre multimediale, vicino ai dettami stilistici della tv pubblica ad esempio. Per avere una funzione di integrazione deve anche fornire le versioni multilingua, nei contenuti testuali e video. • Dimensione identitaria: accostamento e riconoscibilità del sito al territorio e al luogo che presidia (uniformità e stile omogeneo di grafica e contenuti). La funzione distintiva che può essere trasmessa attraverso 42
  43. 43. l’originalità dei contenuti e degli stili, attraverso la coerenza che conferisce unità allo stile della comunicazione e omogeneità ai contenuti. Come per i portali web delle PA un’interfaccia per Tv ibride deve contenereed esporre informazioni e servizi in modo più chiaro e semplice possibile,raggruppando in modo organico le categorie di contenuti. Ma, come detto, lasemplificazione dell’architettura dell’informazione della pagina adatta allaInternet tv sarà più elevata. Il tipico portale web di un Comune Italiano puòsuddividere i contenuti in tre principali categorie: Amministrazione, Città,Servizi. Secondo l’art. 54 del CAD il sito deve fornire informazioni relative allastruttura degli uffici con l’organigramma, la disposizione le attribuzioni el’organizzazione degli stessi uffici, l’ordinamento giuridico, la documentazionerelativa e gli indirizzi di posta elettronica e di PEC. L’art. 11, comma 8, d.lgs. n.150/2009 stabilisce che le pagine Web abbiano una sezione dedicata allatrasparenza, alla valutazione e al merito. Inoltre è obbligatoria la pubblicazionedelle retribuzioni dei dipendenti pubblici, dei curricula e dei dati personali inambito professionale. Infine lo stesso art. 54 del CAD prevede che il sito forniscal’elenco dei servizi on-line disponibili e di quelli di futura attivazione e unasezione apposita per la pubblicità legale42. Il paradigma per il portale videoframmenta e semplifica questa tassonomia dei contenuti selezionando leinformazioni e gli elementi più vicini a una rappresentazione televisiva. In questomodo si possono suddividere le informazioni, anche multimediali: • sull’ente e sull’amministrazione; • sulla Città con i suoi eventi (arte, cultura e spettacolo), le sue attività, informazioni di pubblica utilità (muoversi in città, sicurezza, emergenze), informazioni sul turismo, e le notizie; • sui servizi essenziali (caratterizzati da una forma meno interattiva rispetto al portale Web classico). 42 L’obbligo di pubblicazione da parte dei siti delle PA dell’elenco di tutti i bandi di garae di concorso. 43
  44. 44. Il sito progettato per le Internet Tv, che rientra in parte nella realizzazionedei siti tematici per la PA, ha l’obbligo anch’esso di pubblicazione di contenutiminimi, minori rispetto a quelli dei siti istituzionali. Per questa particolaretipologia di pagine web si dovrà evidenziare chiaramente quale AmministrazionePubblica è responsabile del servizio, e si dovranno inserire i relativi collegamential sito Web tradizionale. È inoltre necessario inserire le finalità del sito conriferimento alle regole e al progetto. 44
  45. 45. 7. Web Design per Internet Tv: Linee Guida Progettare l’interfaccia di un sito Web per le PA adatto ai delivery o allepiattaforme delle Internet Tv ibride, comporta un differente approccio dal puntodi vista del design Web classico e anche dal lato della progettazione accessibile eusabile per i servizi della Pubblica Amministrazione. La progettazione diun’interfaccia di un sito istituzionale/tematico per la PA adatto alle Internet Tv,deve partire dalla tipologia di utente televisivo. Un target abbastanza genericoche però ha delle precise caratteristiche di consumo mediale passivo. Per unutente/telespettatore infatti sono di vitale importanza: • L’uso del telecomando con il controllo D-Pad; • I controlli multimediali sono quasi sempre poco considerati; • Le interfacce complesse possono causare frustrazione e confusione nell’interazione; • Non è abituato all’uso di mouse e controlli differenti dal telecomando tv; • Non è solito alla scoperta e all’uso di tasti scorciatoia; • Preferisce interfacce grafiche, interazioni e dispositivi di input abbastanza semplici. L’utenza televisiva, che è abituata a confrontarsi con un mezzotradizionalmente passivo, non è sicuramente perciò propensa all’esplorazione diinterfacce complesse e ricche di opzioni, ed è caratterizzata da una curva bassa diapprendimento del sistema. Per ottenere un’interfaccia efficace, efficiente esoddisfacente per l’utente/telespettatore si devono apportare delle modifichesostanziali di progettazione. Innanzitutto per determinare delle linee guida ci sideve porre degli obiettivi per la creazione della GUI per Internet Tv. E forse ilpiù importante obiettivo è quello di rendere il più semplice possibilel’apprendimento dell’uso dell’interfaccia-utente, in modo da consentire ungraduale approccio verso le funzioni più avanzate, rendendo più ripida la curva.Non esiste più il problema dell’adattabilità delle pagine Web per ogni tipologia 45
  46. 46. di sistema operativo, di risoluzione del monitor del Pc, di tipo di browser usato,perché nella maggior parte dei casi l’interfaccia sarà visualizzata su schermo tv, esu dispositivi con piattaforme software chiuse datate di un numero esiguo dibrowser Web. Il design per Internet Tv può concentrarsi più che altrosull’usabilità dell’interfaccia e sulle caratteristiche di comunicabilità semplicedella sua struttura e dei suoi contenuti. Per ottenere quindi un buon risultato èmeglio realizzare un’interfaccia seguendo i requisiti generali di: • Pulizia • Semplicità • Essere convincenti • Coerenza • Essere diretti Per progettare una buona interfaccia Web per Internet tv attraverso laprogettazione incentrata sull’utente, e quindi ponendo al centro il cittadino e isuoi bisogni, è logicamente d’obbligo seguire i solidi principi del design: • L’apprendibilità dell’interfaccia, cioè il grado di facilità con cui l’utente impara ad usarla, deve essere agevolata da un’accentuata prevedibilità e dalla visibilità delle azioni che possono compiersi all’interno della pagina, ad esempio attraverso l’uso di metafore e di affordance del paradigma delle interfacce interattive per le tv che possono essere molto familiari al telespettatore. La pagina può essere costruita più comprensibile nei confronti dell’utente sintetizzando e semplificando in modo consistente le azioni e reazioni possibili, in modo che l’utente possa capire in anticipo l’effetto di un’operazione. Le pagine potranno essere di facile apprendimento nel loro funzionamento con l’uso di pratiche generalizzate e con l’applicazione della coerenza nello stile, nella navigazione, nei comandi dell’intera interfaccia web. • Un buon progetto di Web Design deve inoltre tenere in considerazione il principio di flessibilità che, nello specifico caso delle interfacce Web per 46
  47. 47. Internet Tv, dovrà tendere verso un sistema più rigido e vincolato rispetto a una normale pagina Web della PA, in modo da garantire la sicurezza e la semplicità dei compiti da eseguire. Il sito, considerando i limiti del sistema di controllo remoto del telecomando tv e le particolari esigenze di usabilità, deve consentire il meno possibile le interazioni multiple simultanee tra utente e interfaccia, accantonando quindi il classico multithreading concorrente43. Inoltre deve garantire nei sistemi di puntamento, nella navigazione dei menù e tra le pagine, nella compilazione dei campi di testo, il principio di sostitutività in input e in output. Per fare in modo che l’interfaccia si flessibile è indicato puntare verso una struttura adattiva per quanto concerne il layout e la fruizione delle immagini, dei testi e dei video.• Il principio di robustezza infine deve essere un caposaldo della progettazione di un portale/sito web per Internet Tv. Le pagine devono essere performanti nella velocità di caricamento, in modo da velocizzare la comunicazione tra utente e interfaccia. Escludendo il caricamento dei filmati, il sito deve essere progettato per avere durate di caricamento brevissime e tempi di risposta immediati, in modo da evitare i messaggi informativi di feedback, per informare l’utente sull’attesa necessaria. Le pagine devono inoltre essere ben navigabili, per consentire all’utente di valutare lo stato del sistema, ad esempio fornendo dei comandi specifici come una tastiera virtuale o un D-Pad (i controlli direzionali del telecomando) per l’operazione che sta svolgendo; devono essere anche raggiungibili in ogni situazione e contesto, e persistenti, e devono ostentare lo stato di default del sistema in modo da agevolare l’orientamento del telespettatore. L’interfaccia di una pagina Web per le tv connesse deve evitare al meglio possibile gli errori sia del sistema sia dell’utente. Se questo non fosse possibile, si dovrebbe approntare un sistema di ripristinabilità per annullare le azioni e tornare indietro dopo 43 Cioè la sovrapposizione temporale dei compiti separati. 47
  48. 48. l’errore. Infine linterfaccia deve implementare tutti i servizi necessari e adeguati ai compiti previsti, ad esempio fornendo un sistema di controllo semplice per i filmati, o una pagina di sondaggio sobria e intuitiva usabile dal telecomando. Dalle otto regole d’oro di Ben Shneiderman sul design, per lo sviluppodell’interfaccia per un sito della PA adatto alle Internet Tv, si possono prenderemaggiormente in considerazione cinque raccomandazioni che riguardano: • Preservare la coerenza per le sequenze di azioni (ad esempio i comandi del lettore video), del formato, della terminologia, dell’uso dei comandi, ecc. • Offrire il più possibile feedback informativo per ogni azione dell’utente, ad esempio segnalando con lo stile l’oggetto o la voce del menù selezionato. • Lo stimato professore americano di interazione uomo-macchina consiglia la prevenzione e la gestione semplice degli errori, ma nel caso specifico si dovrebbe creare un sistema che elimini ogni fonte di errore da parte dell’utente. • Supportare una modalità di controllo dell’interfaccia limitata, ma sempre in mano all’utente. • L’utente si attende un servizio più televisivo, dove le visualizzazioni grafiche e i layout sono estremamente semplici. La riduzione del carico cella memoria a breve termine in questo sviluppo è quindi molto importante. L’usabilità del sito, cioè la sua efficienza, l’efficacia e la soddisfazione daparte dell’utente, deve rendere fruibili i contenuti selezionati per le tipologie ditelespettatori che si approcciano alla navigazione col proprio televisore.Seguendo i principi di usabilità della percezione (informazione e comandisempre disponibili), dell’operabilità (informazioni e comandi devono consentirel’azione immediata per raggiungere gli obiettivi), della coerenza, della tuteladella salute (salvaguardare il benessere dell’utente), della sicurezza (il sito deve 48
  49. 49. assicurare il passaggio dei dati dell’utente e le transazioni affidabili), dellatrasparenza, della facilità di apprendimento, di aiuto e documentazione (guide inlinea, documenti sul funzionamento dell’interfaccia con l’uso del telecomando),della tolleranza agli errori (prevenzione degli errori con vincoli precisi di azione),della gradevolezza (il sito deve mantenere interesse nell’utente) e dellaflessibilità (tenere conto delle preferenze e dei contesti d’uso), lo sviluppo un sitoWeb classico istituzionale o tematico per le PA può implementare l’uso di unagrafica sobria, quasi minimale, senza effetti particolari e priva di colori vivaci perle esigenze particolari di accessibilità. In un sito creato per le tv connesse lagrafica può invece essere leggermente più elaborata, sempre coerente nello stile enelle linee generali, ma vicina e idealmente simile alle interfacce delle guide tv odei menù interattivi dei DVD. Questa caratteristica e l’utilizzo di controlli remotimeno evoluti e precisi rispetto alle tastiere e ai mouse, impone anche lo sviluppodi un sistema di navigazione ad hoc. 7.1. Visuale distante dallo schermo (Colpo d’occhio) La lettura sullo schermo del computer è ritenuta il 25% più lenta di quellasu carta. Leggere un testo su uno schermo tv è ancora più difficoltosa. Nellaprogettazione dell’interfaccia grafica per l’Internet Tv sorgono evidenti problemidi usabilità e comprensione per l’utente a causa della maggior distanza delloschermo rispetto a quella dei normali monitor dei Pc. La maggior parte deiprincipi di Web Design non funziona perfettamente se si considera un’interfacciavista da lontano. E costruire una UI per Internet Tv ibride deve necessariamenteprendere in considerazione la distanza dell’utente dallo schermo. Per questomotivo la pagina Web va progettata come un manifesto o come un cartellonepubblicitario, tenendo pulito e semplice lo spazio visivo, evitando di inseriretroppi elementi che aumentano la densità. In genere il telespettatore è posizionatoa una distanza che varia da 1 a 3,5 metri lontano dallo schermo del tv (dipendedalle dimensioni del televisore). Una distanza che rende più difficile la lettura 49

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