la edificazione stato moderno

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  • prof. Giovanni Quartini L'edificazione dello Stato moderno
  • la edificazione stato moderno

    1. 1. L’edificazione dello stato moderno Approfondimento 1
    2. 2. Definizione e caratteristicheProcesso di lunga durata: dal XIII secolo al XVIII secoloLa definizione di “Stato Moderno” è una realtàstoricamente determinata, cioè una particolare formadi organizzazione del potere con tre peculiarità:•Accentramento del potere con il controllo completoe diretto della vita politica.•La Territorialità cioè la dimensione spazialmentelimitata dai confini.•L’identificazione tra la realtà dello stato e la figuradel sovrano: dello stato si ha una concezionepatrimoniale e dinastica. 2
    3. 3. Definizione e caratteristicheIl sovrano ereditava uno stato come sua proprietà sucui aveva il potere di agire.Tale concezione sarà superata solo nell’Ottocento congli Stati nazionali.L’edificazione dei vari stati europei non fu affattosimultanea e diversi furono i protagonisti; dunque sideve tenere conto della realtà particolare di ognisingolo stato. 3
    4. 4. Le monarchie feudali (XII-XV)Nel medioevo era forte la figura de re-magistrato ilcui compito era di farsi custode e garante dei privilegie dei diritti consuetudinari della nobiltà, degliecclesiastici o del terzo stato. Esempio: la Francia incui i feudatari, per ottenere protezione dal re, davanoin dono le loro terre per riottenerle in feudo: il feudooblato si diffuse invece dell’allodio.Durante questo periodo si assiste ad una progressivaunificazione territoriale, ma l’autorità della corona èancora molto condizionata dai privilegi che il principeaveva giurato di difendere alla sua incoronazione. 4
    5. 5. Gerarchia feudale 5
    6. 6. Il territorio feudale 6
    7. 7. Le monarchie feudali (XII-XV)Il re medievale non può introdurre alcunainnovazione di rilievo senza il consenso dei sudditi. Adesempio i sudditi ritengono che il principe debbavivere del suo (i proventi dei suoi domini personali).Può imporre tasse indirette per colmare i deficit delbilancio. Ma per imporre nuove tasse dirette ilprincipe deve dimostrare ai sudditi di averne bisognoe ottenerne il consenso: convocazione delleassemblee rappresentative (parlamenti) dei sudditidel regno – sono convocate solo per necessità, concadenze irregolari, durano pochi giorni e nonrappresentano tutta la popolazione - . 7
    8. 8. Le monarchie feudali (XII-XV)Il popolo nelle assemblee è rappresentato dai suoiesponenti più autorevoli:•Nobili•EcclesiasticiSi ritiene scontato che l’opinione di questi rappresentinaturalmente la volontà della maggioranza dellapopolazione.Col tempo si aggiunsero i rappresentanti delle cittàpiù importanti del regno:• Terzo stato, espressione dei gruppi dirigentiurbani. Le masse contadine e il proletariato urbanoresteranno senza voce politica! 8
    9. 9. Stati e nazioni nelletà modernaI presupposti storici e istituzionali dellidea di nazione affondano le lororadici nella prima età moderna. Fu in questo periodo, infatti, che siformarono i primi grandi stati monarchici e territoriali dellEuropaoccidentale: Francia, Spagna e Inghilterra. Essi iniziarono a estenderela loro autorità su fasce sempre più ampie di popolazione, sottraendopotere e prestigio alle altre istituzioni feudali, come la chiesa, gli ordini ele corporazioni. Mentre ancora in epoca tardo medievale gli abitantidell’Europa si sentivano prima di tutto cristiani, poi appartenenti allacomunità locale - si era milanesi, fiorentini, o borgognoni, e solo insenso lato italiani o francesi - in età moderna la centralizzazione eluniformazione rese necessarie dalla maturazione di unità politiche piùomogenee e più salde cambiarono il senso dappartenenza allacomunità. Tuttavia, questopera di uniformazione dei sudditi sotto ununico controllo politico non aveva ancora accenti nazionalisti; infatti lafedeltà alla nazione non era un principio abitualmente invocato daisovrani, salvo che in rarissime occasioni e comunque sempresubordinandolo ai tradizionali princìpi religiosi e monarchici, gli unici cherendevano veramente legittima lazione politica. 9
    10. 10. Stati e nazioni nelletà modernaCosì, ad esempio, la lotta fra Inghilterra e Spagna nel XVIIsecolo era solitamente ricondotta dagli storici del tempo alloscontro tra dinastie e religioni contrapposte e non tra nazioniirriducibilmente antagoniste. NellEuropa del Rinascimentol’assetto politico e istituzionale dello stato-nazione era ancora informazione e accanto ad esso erano presenti altre forme di unitàpolitiche come le città-stato tedesche, i principati o le signorieitaliane, e limpero. In Europa gli stati moderni si formaronolentamente in unarea culturale omogenea, sfruttando le risorsemesse a loro disposizione dal capitalismo mercantile e i successimilitari contro soggetti politici concorrenti più deboli. Infatti, laformazione dello stato nazionale divenne un obiettivorazionalmente perseguito dalle classi dirigenti della societàmoderna solo in seguito al verificarsi di tre avvenimenti di lungoperiodo: la transizione economica verso il capitalismo,laccentuarsi del controllo amministrativo e lintegrazione culturale. 10(Davide Scalmani, Nazione e Nazionalismi)
    11. 11. L’ascesa del principeSi accompagnò alla riflessione teorica volta alegittimarne l’autorità:rex est imperator in regno suo et superiorem nonrecognosens – sovranità assoluta nel suo regno enessuna autorità lo poteva limitare: il princive venivaemancipato dalle pretese di supremazia dell’Imperatoreo del Papato. Divenne però sempre più necessarioridimensionare i privilegi medievali della grande nobiltà,della chiesa e delle città.Il Re era chiamato allora a combattere i privilegimedievali, non più a tutelarli, organizzando un efficientee centralizzato apparato/potere burocratico (poteri dibanno). 11
    12. 12. L’ascesa del principeLa presenza della guerra in modo costante tra il XV eXVI secolo favorì il processo di accentramento delpotere: la ragion di stato permise ai sovrani di assumereprovvedimenti eccezionali al fine di preservare l’integritàdello stato; una nuova legalità si sostituiva allaprecedente fondata sulla supremazia del re.Ad esempio: la fine della guerra dei Cent’anni (1453) ola fine della guerra dei Trent’anni (1648).La grande feudalità non stette a guardare: rivendicò conforza il valore dei diritti e delle tradizioni consuetudinarie,invocando il ruolo tradizionale di controllo dell’autoritàsovrana a garanzia del popolo. Ad esempio: la lottadelle assemblee rappresentative contro i sovrani. 12
    13. 13. L’ascesa del principeLa monarchia, comunque, non poteva fare a meno diservirsi della nobiltà sicché tentò, piuttosto che diannientarla, di inserirla entro il proprio sistema di potere.Altro elemento di costruzione dello stato moderno fu lanetta distinzione tra sfera mondana e spirituale.Ciò implicava una concezione laica e secolare delpotere e un il riconoscimento dell’autonomia della realtàe dei fini della politica: si doveva legittimare l’autorità delsovrano prescindendo da argomenti religiosi Bodin,Hobbes).La religione era però, uno straordinario strumento dipotere per la monarchia in quanto la legittimazionereligiosa del potere permetteva di non limitare l’autoritàdel sovrano e lo confermava nella sua sacralità. 13
    14. 14. Verso lo stato assolutoL’Europa emerge come sistema di stati al termine dellaguerra dei Cent’anni: inizia la formazione dello statoassoluto.Assolutismo: non significò mai asservimento ad unpotere arbitrario e illimitato. L’autorità sovrana nonpoteva essere tale per alcuni suoi limiti:•insufficienza degli apparati amministrativi e militari•quadro teorico di riferimento: la legge divina(ortodossia…), le leggi fondamentali del regno(successione…), diritti naturali dei sudditi (vita,libertà, proprietà).•l’elezione divina era pro benessere dei sudditi 14
    15. 15. Verso lo stato assolutoAffermare che il sovrano fosse legibus solutus , scioltorispetto alle leggi, non significava affermare la naturaarbitraria del suo potere.Significava invece che non era tenuto a rispettare alcunalegalità preesistente ed indipendente dalla sua autorità:egli era il creatore della legalità.Ma una volta definita una legge il sovrano stesso dovevarispettarla, ritagliando un margine di autonomia dellasocietà civile, del suddito rispetto allo stato. 15
    16. 16. La burocraziaLe sempre maggiori responsabilità di cui lo stato dovevafarsi carico resero necessaria la formazione di uncomplesso apparato burocratico: dal Trecento prese aformarsi un apparato amministrativo periferico cherappresentava il potere centrale sul territorio.In Europa occidentale arriviamo ad avere: un giudice, uncapo della polizia, un esattore delle imposte – funzionariregi in grado di ridurre i margini di autonomia dellasocietà locale.Questa amministrazione locale fa capo alla centrale cheva via via espandendosi e rende sempre più presente lapresenza dello stato nella vita quotidiana del suddito. 16
    17. 17. La burocrazia Corte di Giustizia Camera dei conti (tesoreria) 17
    18. 18. La burocraziaSi forma un ceto di funzionari che risponde del propriooperato unicamente al Principe, spesso privo di legami ovincoli verso la nobiltà, e che combatte i privilegi locali oconsuetudinari per estendere le prerogative dello stato.Questo ceto, benché non numeroso, acquista benpresto un ed offre ai suoi componenti opportunità nuovedi carriera (possibilità di promozione sociale).Questa estensione della burocrazia ebbe un forte costosociale poiché il prelievo fiscale diverrà sempre piùsoffocante; grandi benefici non ve ne furono poiché lamacchina burocratica moderna rimase di fattoinsufficiente e deficitaria nello svolgimento dei suoicompiti. 18
    19. 19. La corteNascono le corti intese come la moltitudine dipersone che vive intorno al principe e che dedica lapropria esistenza al suo servizio.È uno spazio “artificiale e simbolico” inventato per le esigenze dirappresentanza del potere: nascono i cerimoniali di corte, ritualie gesti codificati e contraddistinti dalla voluta ostentazione dellusso e dal rigoroso formalismo.Il principe considera necessario fornire al popolo lo spettacolosuntuoso della propria autorità e costruire intorno a sé unmicrocosmo capace di rappresentare l’organizzazione dellasocietà: il cerimoniale rappresenta un universo gerarchico estabile in cui tutto ruota attorno alla figura del principe. La cortediviene anche punto di riferimento per le classi sociali elevate emeta naturale di chi desideri fare carriera: cuore della vitanobiliare e sede aggiornata di esperienza culturale. 19
    20. 20. Le corti MANTOVAMADRID 20
    21. 21. Le corti VERSAILLES 21
    22. 22. Le corti VERSAILLES 22
    23. 23. Le corti LONDRACREMLINO 23
    24. 24. L’esercitoIl sovrano e lo stato costruiscono un esercitopermanente, cessando la dipendenza dalla truppefornite dai signori nobiliari.Tramontava anche la centralità della cavalleria e iniziaval’ascesa della fanteria che sarebbe culminata nell’ordinesvizzero (quadrato dei fanti).Si utilizzarono sempre più massicciamente le armi dafuoco e in particolare l’artiglieria (costava moltissimo epersino la nobiltà non poteva spendere cifre simili). 24
    25. 25. L’esercito Archibugiere che ricarica Moschetto, più lungo e pesanteMoschettiere mentre spara reggendo il dellarchibugio 25pesante moschetto con una forcella
    26. 26. Lo schieramento dei moschettieri Schieramento di latoVista da sopra emovimento della fila 26
    27. 27. L’esercito Armi picchiere: spada detta cazoleta e una daga armi difensive picchiere Picchiere in azionetecnica utilizzata Per respingere lacontro la cavalleria cavalleria 27
    28. 28. Il mercantilismoNon fu tanto una teoria economica quanto una prassi dipolitica economica: “politica di intervento dello stato ineconomia, volta a garantire l’ampliamento dellaricchezza nazionale, intesa come condizione della forzae della potenza dello stato stesso”. Nel corso delCinquecento le politiche mercantiliste ebbero i seguentitratti e obiettivi:•Difesa della riserva di moneta e di metalli preziosi perpreservare la ricchezza della nazione;•Promozione dell’economia nazionale e proibizionismodoganale;•Unificazione delle condizione dell’economia nazionale(statuti delle professioni, eliminazione pedaggi, costruzione retestradale…). 28
    29. 29. Il mercantilismoLe politiche mercantilista furono comunque applicate nelcorso del ‘500 in modo estemporaneo e discontinuo, conscarsa autorità statale per l’insufficienza degli apparati.Nel ‘600 il quadro si modificò significativamente poichési rafforzò lo stato con i suoi apparati, ma si crearonoanche le condizioni per un’attenzione sempre piùsistematica dei sovrani per la vita economica: esigenzadi reperire fonti economiche per mantenere gli sforzibellici o per far fronte a sfavorevoli congiuntureeconomiche. 29

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