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  • 1
  • La mortalità infantileLa nuova fonte più importante di informazione sono i registriparrocchiali, divenuti obbligatori che registravano i momentifondamentali della vita delle persone: battesimo,matrimonio, morte.Battesimo: il giorno della nascita o il seguente affinché ilBattesimopiccolo non fosse destinato al Limbo. Per evitarlo nacquerosantuari dedicati alla Vergine ove “suscitare il miracolo”anche solo momentaneo della vita. Era dunque elevato ilnumero di bimbi che morivano nei primi giorni di vita, vistoche i bambini erano i più esposti alla morte: 25% ca.morivano entro il primo anno, 50% ca. entro il decimo anno.Dunque alla metà del ‘600: 50% della popolazione eragiovane, pochi i sessantenni, con una speranza di vita intornoai 27-30 anni. 2
  • Il ritorno della carestia Matrimonio: con una mortalità così alta le seconde e terze Matrimonionozze erano prassi normale, ed avvenivano moltorapidamente. Tipico dell’Europa è il matrimonio tardivo(25-30 anni), o un celibato forzato e temporaneo, poiché viera un forte controllo sociale del comportamento sessualeprima del matrimonio. La capacità riproduttiva dei singoli eradunque fortemente compromessa.La popolazione era comunque cresciuta nel ‘500, e nel ‘600 cifu crisi, carestie e dunque la fame che divenne cronica ericorrente. A ciò si aggiunga che si stima il periodo 1570-1715ca come un arco temporale freddo co le comprensibiliconseguenze sulle rese agricole e la disponibilità di cibo. Sicercò cibo ovunque, di qualunque tipo e si ebbero casi dicannibalismo. 3 View slide
  • Il confronto tra le crisi: ‘300-’600Anche nel ‘600 vi furono carestia, guerra e peste.La guerra assunse il carattere della totalità (tipico dei conflittimoderni), coinvolgendo sempre più tutto e tutti, civili ecombattenti: i soldati combattevano, saccheggiavano eportavano le malattie causando nelle varie regioni d’Europaveri e propri tracolli demografici (es. Guerra dei Trent’anni).Nonostante le somiglianze con il ‘300 (meno risorse per iconsumatori, clima rigido, pestilenze) vi sono differenze:nel ‘600 vi furono crisi gravissime, ma localizzate; lapopolazione totale non diminuì drasticamente ma entro inuna fase di stagnazione. 4 View slide
  • La gestione delle epidemieCi sono ancora situazioni tragiche provocate dalla epidemie:cali demografici, ricerca di capri espiatori (untori).Cambia però l’atteggiamento delle autorità verso lepestilenze: se ne ricercano le cause in modo “scientifico”(corruzione dell’ari) e si comincia a fare opera di prevenzioneistituendo le Magistrature della Sanità; gli ufficiali di sanitàhanno il compito logistico e organizzativo di gestire lesituazioni di potenziale pericolo (vedi l’organizzazione delporto di Livorno a partire dal 1590) con controlli più severialle frontiere, l’istituzione di cordoni sanitari in casso dinecessità, la individuazione di lazzaretti e di misure dicontrollo della popolazione nel caso di epidemie conclamate.È il tentativo di arginare e razionalizzare le emergenze attraverso lostudio dei nessi causali mondani e naturali delle epidemie. 5
  • PersonaggiUntore Monatti Monatto 6
  • Luoghi della peste 7
  • La reclusione dei poveriPeste, carestie, guerre: non provocarono un brusco calodemografico come nel trecento, ma accentuarono in mododrammatico il fenomeno del pauperismo (squilibrio tra risorsedisponibili e incremento demografico), tipico del XVII secolo.Divenne fondamentale poter distinguere tra buoni e cattivi poveri,controllando la prassi caritativa e vietando il vagabondaggio e lamendicità: l’ozio è il padre di tutti i vizi.L’ozio fu posto alla base di tutta l’immoralità umana e combattutocon ogni mezzo: creazione di appositi luoghi destinati allareclusione dei poveri.Ospedali generali in Francia – case di correzione - (Lione, 1614 –Parigi, 1657). Workhouse (Bristol, 1697). Amsterdam: Spinhuis(casa dove si fila)e Rasphuis (casa della sega). Luoghi dirieducazione del povero, affinchè apprezzasse il valore sociale e 8religioso del lavoro.
  • Egemonia e commercio olandeseDal 1620 Amsterdam assunse pienamente l’egemoniaeconomica in Europa (Atlantizzazione) e le areeeconomicamente più floride divennero quelle nord europeeaffacciate sull’Atlantico (dal 1750 l’egemonia passò a Londra).L’Olanda divenne egemone partendo da attivitàrelativamente povere e poco spettacolari: la pesca dellearinghe – grande pesca - (grazie la battello haringbuis, pescaa strascico e lavorazione diretta sul ponte, 1500 battelli,12.000 pescatori), la pesca del merluzzo, la caccia alle balene.Il ricavato erta smerciato in Europa e soprattutto nel MarBaltico.Vi fu anche una nuova produzione tessile (new draperies),meno costosa ed elaborata. 9
  • Egemonia e commercio olandeseImportazione di cereali. Permise agli gli olandesi dispecializzarsi nella produzione di colture molto redditizie:Lino, canapa, luppolo;Piante per la produzione di coloranti da utlizzare per le newdraperies comprate grezze dagli inglesi;La coltivazione molto redditizia dei tulipani.Allevamento intensivo di bovini e produzione di frutteti.Amsterdam divenne il principale centro dicommercializzazione di cereali, da cui si serviva persino lanemica Spagna, che pagava in argento, reinvestito in lucroseattività.Gli olandesi arrivarono anche nel mediterraneo e furono inottimi rapporti commerciali con l’Impero turco. 10
  • La potenza navale olandeseDalla fine del Cinquecento gli Olandesi attaccarono semprepiù aggressivamente i possedimenti portoghesi in Asia(Filippo II nel 1580 divenne anche re del Portogallo),approfittando della relativa debolezza dell’avversario con loscopo di soppiantare i portoghesi; fu fondata per questo laCompagnia delle Indie Orientali – spa con enormi capitali ingrado di costruire un vero e proprio impero olandese -.Dalla metà del Seicento gli Olandesi ebbero il monopoliodell’’importazione delle spezie in Occidente, costringendointere economie locali al regime di monocoltura eall’incapacità di produzione anche degli elementi base per lasussistenza. 11
  • A. Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il MulinoGli anni della lotta. 1585-1609Dopo aver spodestato Filippo II le Province trovarono in Elisabettail sovrano pronto ad assumere un ruolo di Protettore soprattuttocontro i tentativi spagnoli di riconquista. Dal 1582 al 1587 operòcon successo Alessandro Farnese con la riconquista delle provincemeridionali (Anversa, 27-8-1585).Elisabetta mandò un corpo dispedizione anche perché aveva già intuito l’insidia dellaconcorrenza della marina olandese: il suo inviato, Robert Dudley,conte di Leicester, non ottenne i successi sperati. Dalla morte delFarnese in terra francese (1592) all’arrivo di Ambrogio Spinola(162) le Provincie vissero meno la pressione spagnola e venneroriconosciute da Inghilterra e Francia. Le fortune militari e politichesi devono all’opera di Maurizio di Nassau valente stratega militare:nuovo addestramento delle truppe, migliore potenza di fuoco(tecnica delle raffica), claibri ed equipaggiamenti standardizzati. 12
  • A. Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il MulinoLe Province disposero di una valente marina e di un vero eproprio esercito moderno in grado di avere cospicuiinvestimenti e di difendere le città.La flotta: si crearono gruppi navali d’alto mare in grado dioperare a vasto raggio. Vi erano poi le navi di linea – fregate,scafo basso e pescaggio ridotto, lunghe e agili, con grandiquantità di cannoni sulle fiancate -.Dopo le fortune dello Spinola (campagna di Frisia) nel 1607 cifu il cessate il fuoco che di fatto segnò l’accettazione spagnoladell’indipendenza delle Province unite. Esse erano ormai unapotenza internazionale e coloniale. 13
  • A. Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il MulinoLo Stato e la societàL’Olanda divenne portabandiera delle Province: contribuivaalle spese, ebbe la direzione politica e militare e lapreponderanza marittima. Le sue élite ebbero il sopravventoed Amsterdam divenne il centro dei commerci, delle finanze edel nolo marittimo. Per fare tutto questo occorreva grandelibertà commerciale: strettissimo fu il rapporto tra poteripolitici ed economici. Al vertice dello stato stavano i reggentiche fino al sussistere del pericolo spagnolo non poteronolasciare in disparte gli aristocratici statolder e i loro incarichimilitari; in particolare emerse la famiglia Orange-Nassau chelottò per la causa calvinista e per imporre il proprio prestigio.Comunque l’egemonia della classe mercantile non fu maimessa in discussione. 14
  • A. Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il MulinoFino al 1650 gli statolder occuparono un ruolo di primo pianonella vita politica. Al culmine del sistema dei reggenti stava ilGran Pensionario e quello d’Olanda assunse un ruolocentrale: di fatto divenne un ministro degli affari esteri.Forte fu lo scontro tra la chiesa ufficiale calvinista e i reggentipoiché questi ultimi vollero sempre mantenere un clima ditolleranza e apertura religiosa, con lo scopo di una pacificaconvivenza tra le varie confessioni (calvinisti, luterani,cattolici, anabattisti, ebrei). È in questo periodo che operaUgo Grozio (1583-1645) massimo esponente della correntedel giusnaturalismo: il diritto naturale sovrasta gli uomini ecompleta il diritto delle genti. Nella natura umana ci sono igermi della giustizia naturale e della società fondata su unpatto. 15
  • A. Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il MulinoGli strumenti della supremazia economicaGià Guglielmo d’Orange aveva dato impulso ai centriscientifici e culturali: università di Leida, di Franeker, diGroninga, di Utrecht.Amsterdam divenne un importantissimo centro librario ededitoriale, oltre che capitale economica ed internazionale:La banca (1609) in cui ogni mercante internazionale apriva unconto.La borsa (1611), fu centro industriale e sviluppò cantierinavali.Vi sorse la Compagnia delle Indie Orientali e poi Occidentali. 16
  • A. Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il MulinoLe compagnie sorsero affinché gli olandesi non si facesserouna pericolosa concorrenza interna ed ebbero enormi poteri:propri soldati e flotte, diritto di battere moneta, stipularetrattati. Ben presto quella orientale ebbe dividendi elevati e leazioni crebbero di valore, concentrandosi nelle mani di pochi.Le navi erano organizzate in squadre navali per le operazionibelliche, salpavano tre volte l’anno per lunghissimi viaggi.Erano costruite con caratteristiche tecniche adatte ai vari usi :la tipologia più in uso era quella del fluyt: pochi cannoni,equipaggio ridotto, più lunghe che larghe, dominarono itraffici nel nord europa. 17
  • A. Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il Mulino 18
  • A. Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il Mulino 19
  • A. Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il Mulino 20
  • Compagnia olandese delle Indie OrientaliCompagnia commerciale istituita dagli Stati Generali olandesi nel 1602 mediante lunificazionedi una serie di compagnie più piccole e la concessione del monopolio delle rotte orientali tra ilcapo di Buona Speranza e lo stretto di Magellano, nonché dei diritti di sovranità su ogniterritorio acquisito.Nel 1619 Jan Pieterszoon Coen (1587-1629), il fondatore dellimpero coloniale olandese nelleIndie Orientali, stabilì a Batavia, lodierna Giacarta, la sede della Vereenigde OostindischeCompagnie, che in pochi anni estese le sue attività in tutto larcipelago malese, in Cina, inGiappone, in India e in Persia. Nel corso del lungo conflitto che oppose i Paesi Bassi alla Spagnanel XVII secolo, la compagnia tolse al Portogallo tutti i possedimenti nelle Indie Orientali,soppiantandone la presenza in Indonesia e nella penisola malese, a Ceylon, sulla costa indianadel Malabar e nel Giappone; nel contempo riuscì a estromettere gli inglesi dallarcipelagomalese e dalle isole Molucche e a fondare la prima colonia europea in Sudafrica, a Capo diBuona Speranza (1652).Allapice del suo potere, nel 1669, la compagnia contava 40 navi da guerra, 150 navi mercantili e10.000 soldati. Tra il 1602 e il 1696 gli utili annuali distribuiti dalla compagnia non furono maiinferiori al 12%, arrivando a punte del 63%. Il suo statuto veniva rinnovato ogni ventanni, incambio di concessioni finanziarie al governo olandese.Durante il XVIII secolo, la crescente affermazione di Gran Bretagna e Francia e lacuirsi deiproblemi con le colonie avviarono il declino della compagnia olandese, che dal 1724 non fu piùin grado di distribuire utili e poté sopravvivere solo grazie ai tributi imposti ai territoriamministrati. A partire dal 1780 si moltiplicarono gli attacchi inglesi ai suoi possedimenti; nel 21
  • Compagnia olandese delle Indie OccidentaliCompagnia olandese delle Indie Occidentali Compagnia mercantilecostituita dagli Stati Generali olandesi nel 1621 per gestire i trafficicommerciali internazionali insieme con laCompagnia olandese delle Indie Orientali. In cambio di contributi fissi,alla Compagnia fu concesso il monopolio del commercio con leAmeriche e lAfrica, e i diritti di colonizzare i territori di quei continentimantenendovi forze armate proprie. La Compagnia fondò colonie nellaNuova Olanda (odierno stato di New York), in Suriname e a Curaçao,tentando per oltre trentanni (sino al 1654) di strappare il Brasile alcontrollo portoghese. Commercialmente non ebbe lo stesso successodella Compagnia delle Indie Orientali così che nel 1674 venne sciolta perdifficoltà finanziarie. Una nuova compagnia fu attiva sino al 1795,quando crollò a sua volta a seguito dellinvasione francese dellOlanda.Una terza Compagnia delle Indie Occidentali, formata nel 1828, andòincontro a un fallimento ancor più rapido. 22
  • Le sedi delle Compagnie Sede Compagnia delle Indie OccidentaliSede Compagnia delleIndie Orientali 23
  • Egemonia e commercio olandeseGli olandesi divennero anche i fondamentali mediatori nelcommercio con l’Oriente attraverso il basso costo di noleggiodei loro trasporti marittimi. Le navi erano infatti prodotte contecniche “industriali” in cantieri che usavano procedurestandardizzate, i navigli erano governati con un numero diuomini inferiore ai concorrenti e il loro vettovagliamento erameno dispendioso.Gli olandesi con la loro flotta mercantile si imposero nelcorso del Seicento come i padroni incontrastati dei trafficimarittimi (I. Wallerstein, 6000 navi, 48000 marinai). 24
  • Egemonia e commercio olandese Il Logo della Compagnia delle Indie OrientaliSede Compagnia delleIndie Orientali 25
  • Le colonie olandesiPossedimenti della Compagnia delle IndieOrientali 26
  • Egemonia e commercio olandeseMaori attaccano le navidella Compagnia delleIndie Orientali 27
  • Le altre potenze europee1623 – 1653: gli Olandesi tentano a più riprese di strappare ilBrasile ai Portoghesi, conquistando la zona a nord-est ove siproduceva la canna da zucchero che veniva raffinata inmadrepatria (Amsterdam, 25 raffinerie). Le piantagioni eranocoltivate da schiavi importati dall’Africa per cui gli olandesiattaccarono anche le basi di approvvigionamento situate inGuinea. Al termine l’impresa fu abbandonata perché troppocostosa.Alla metà del ‘600 l’Olanda era comunque la potenzaegemone a livello di commercio internazionale e ciò provocòla reazione degli altri paesi europei al fine d difendere leproprie economie nazionali. 28
  • Lo scontro Inghilterra - OlandaIl parlamento inglese emanò a più riprese, a partire dal 1651,Atti di navigazione con lo scopo di colpire la capacitàolandese di dominare il mercato dei noli marittimi eincentivare la capacità cantieristica britannica. Si impediva ditrasportare le merci verso l’Inghilterra su navi di terzi (nolo) afavore delle navi inglesi o del paese di produzioni. GliOlandesi risposero con la guerra: nel 1652 furono sconfitti,nel 1665-1667 riuscirono a saccheggiare porti sino alla focedel Tamigi. Il Trattato di Breda sancì una pace dicompromesso: il nolo olandese poteva essere effettuatoalmeno per le merci tedesche, passando per i porti olandesi,poteva attraccare in Inghilterra.È in tale periodo che emerge una nuova grande potenza ingrado di rivaleggiare con gli olandesi: l’Inghilterra. 29
  • Il modello economia - mondoConcetto coniato da Fernand Braudel.Non indica un’economia planetaria, ma uno spazio geograficocon tre aree collegate tra loro:Centro: una città che attrae le merci più richieste/preziose ele redistribuisceFascia intermedia: partecipa significativamente alla ricchezzadel centroZona periferica: povera e fornisce le materie prime a bassocosto 30
  • Il modello economia - mondo POPOLAZIONEMATERIE PRIME PERIFERIA ED ECONOMIA ASSERVITE AL CENTROTRASFORMA LE ELEVATOMATERIE PRIME CENTRO LIVELLO DI E DISTRIBUISCE RICCHEZZA EPRODOTTI FINITI LIBERTA’ ACCETTABILI IN RAPPORTI CONDIZIONI DICOMMERCIALI INTERMEDIA RICCHEZZA ECON IL CENTRO LIBERTA’ 31
  • Il modello economia - mondoCotone, canna Cipro e isole da zucchero, greche Regime di vino monocultura Imp/esp Relativa libertà Prodotti orientali e Venezia di stampa e rifornimento di tedeschi cereali Si vendono Germania sud Prosperità dellemanufatti ai turchi e si acquistano e Italia cittàprodotti orientali centro - nord 32
  • Il modello economia - mondo Cereali, canna Polonia e Baltico, Servitù da zucchero, Brasile e Molucche contadini, spezie schiavitù, monocoltura Distribuzione Libertà di stampa, grani, spezie, Amsterdam abbondanzaindustriali e nolo alimentare, navi tolleranza religiosa Grano dalBaltico, spezie e Spagna, Italia, Vedi condizioni prodotti Francia, dei singoli paesi olandesi Germania 33
  • Calvinismo e capitalismo (Weber)Capitalismo: contesto politico-sociale in cui l’abbondanza dirisorse economiche e la libertà di investimento permettono ditrarre profitto aumentando continuamente il capitaledisponibile.Max Weber nel testo l’Etica protestante e lo spirito delcapitalismo (1905) propose di legare il calvinismo allosviluppo del capitalismo: il credente calvinista, angosciato peril destino al lui riservato (predestinazione) era costantementealla ricerca di conferme della propria salvezza. Nell’ambito dellavoro tali conferme furono ricercate nell’impegno costante asuperare la dimensione carnale e del peccato e nel fuggire ilvizio e l’ozio. Ciò provocò la nascita di una classe produttiva,con un tenore di vita parco e sobrio, in cui la ricchezza venivareinvestita nel lavoro e non sperperata (nobiltà). 34
  • Calvinismo e capitalismo (Weber)Oggi la tesi di Weber non viene più accettata per i seguentimotivi:Le invenzioni finanziarie utilizzate dagli olandesi provenivanodalla tradizione economica europea e veneziana (noninventarono nulla).Molti imprenditori olandesi erano fiamminghi provenientidalle regioni spagnole, convertiti al calvinismo come effettodelle repressione nelle Fiandre cattoliche. Erano seguaci diErasmo da Rotterdam: uomini molto religiosi, sobri, fautoridel culto privato (contro la superstizione) e della lettura dellaBibbia, ritenevano che il matrimonio fosse una vocazione dipari dignità con la sacerdotale/monacale. Tali opinionireligiose non potevano trovare facile vita nella chiesa posttridentina (H.R. Trevor-Roper). 35
  • Tolleranza religiosaA riprova della tesi di H.R. Trevor-Roper sta il fatto che laGheldria (regione a rigida osservanza calvinista) era ilterritorio più arretrato dell’Olanda. I governanti diAmsterdam si opposero sempre all’instaurazione di un regimeteocratico (Ginevra) e favorirono la libera professionereligiosa privata nonostante lo Stato si professasse calvinista(i clavinisti nonn superavano il 55% della popolazione). Ciòevitò la guerra civile e permise la libertà di stampa e il rifugioper filosofi e dissidenti perseguitati in patria.Persino gli ebrei potevano praticare liberamente la loro fede. 36
  • La rivoluzione copernicanaLa visione tradizionale del cosmo (kosmos, ordine) cometotalità ordinata, finita, nel complesso stabile e dunquecomprensibile alla ragione umana è riconducibile a Pitagora.Ma il cosmo per un astronomo del ‘500 era tutt’altro cheordinato poiché la concezione aristotelico-tolemaica(geocentrica, distinzione tra il mondo terrestre – corruttibile - eil mondo celeste – inalterabile e perenne -) si era complicata nelcorso dei secoli. Infatti il compito dell’astronomia era semprestato quello si conciliare il postulato teorico della perfettacircolarità orbitale e uniformità del movimento dei corpi celesticon i fenomeni astronomici testimoniati dall’esperienzasensibile dell’osservare il cielo: per questo si era introdotta una“speciale” geometria. Questa continua complicazione degliaggiustamenti del modello si rivelò però inefficace. 37
  • La rivoluzione copernicanaTroppo ampio era ormai il margine d’errore sulle previsionidelle future posizioni dei pianeti (10%) e troppe variabiligeometriche si erano introdotte per cercare di azzerarel’errore: confusione e iprecisione permanenti.N. Copernico (Polonia, 1473-1543) nel De revolutionibusorbium coelestium (1543) evidenziò il problema; “nessunaltro motivo mi ha indotto a meditare su un nuovo possibilecriterio di calcolare i movimenti delle sfere del mondo se non ilfatto di essermi accorto che i matematici stessi non sono traloro d’accpordo sul modo di determinarli …”. Egli aderì alneopitagorismo e neoplatonismo rinascimentali traendone laconvinzione che l’universo, opera di Dio perfetto artefice,non poteva non essere ordinato secondo una simmetria eun’armonia matematiche perfette: semplicità del cosmo. 38
  • La rivoluzione copernicanaDunque se il cosmo era un’armonia semplice non poteva cheessere governato dal minor numero possibile di cause.Copernico recuperò suggestioni pitagoriche e riformulòl’ipotesi eliocentrica:L’universo è immensamente grande, ma finito poiché chiusodal cielo delle stelle fisse. La terra ruota sul proprio asse(rotazione) e annualmente intorno al a sole (rivoluzione).Il mondo è ancora però un cosmo finito e sferico e il moto deicorpi celesti è uniforme e circolare.La teoria copernicana ebbe molto successo, ma inizialmentefu molto letta senza scuotere le credenze consolidatesull’immobilità della terra (assurdo pensare ad un suomovimento). 39
  • La rivoluzione copernicanaL’assurdità del movimento terrestre era palesata dallacontraddittorietà rispetto all’esperienza comune. GiàTolomeo (II sec. D.C.) aveva evidenziato tale assurdità condue argomenti:Argomento della torre, basato sull’esperienza della cadutaverticale dei gravi.Argomento delle nuvole, non si potrebbero muovere sia versoest che verso ovest in modo indifferente.Eppure molti astronomi pur ritenendo il moto terrestre comeuna realtà assurda, utilizzavano il calcolo della visioneeliocentrica come una finzione – un modello matematici perefficaci calcoli scientifici. 40
  • La rivoluzione copernicanaL’utilizzo dell’eliocentrismo come pura ipotesi, funzionale aun calcolo meno approssimativo delle orbite planetarie erastato incoraggiato nella stessa prefazione redatta con ilconsenso di Copernico dal teologo luterano AndreasOsiander (1498-1552).La premessa, tutta preoccupata di salvare il geocentrismodella cosmologia tradizionale, la funzione centrale dell’uomocome creatura prediletta da Dio e il valore dei passi biblicicongruenti, presentava l’eliocentrismo come una delle tantepossibili ipotesi matematiche sul cosmo, non come l’unicavera (Copernico).Ma in tal modo la teoria si diffuse sempre più, convincendo lesuccessive generazioni di astronomi. 41
  • La rivoluzione copernicanaTycho Brahe (Danimarca, 1546-1601), rifiutò la prospettivacopernicana, ma ne fu stimolato per importanti revisioni delmodello geocentrico tradizionale. Egli studiò le stelle confrequenza regolare, correggendo numerosi dati e calcoli escoprendo nuovi oggetti celesti. Elaborò un sistema ancorageocentrico ma con alcune varianti.Giovanni Keplero (Germania, 1571-1630), aderì alla teoriacopernicana che era la vera teoria cosmologica capace dispiegare i fenomeni celesti. Egli era convinto che fosse possibileriscoprire le “leggi archetipali” che avevano presieduto allacreazione del mondo. La terra doveva essere totalmenteequiparata agli altri pianeti. Scoprì le orbite ellittiche (il soleoccupa uno dei due fuochi) e la velocità orbitale variabile deipianeti (natura strutturata geometricamente). 42
  • La rivoluzione copernicanaGiordano Bruno (1548-1600), l’universo è infinito in quantoDio, la sua causa, è infinito. L’universo diventaincommensurabile (vedi le teorie del teologo e filosofotedesco Niccolò Cusano, 1401-1464) e ciò esalta lo sforzoconoscitivo dell’uomo nel pensare una geometria dell’infinitoche penetra con la forza della mente gli angoli più reconditidella natura e ne coglie la intima unione con Dio. L’universobruniano mostra tutta la sua dirompente diversitàdall’universo antico e medievale, ma anche da quello deigrandi astronomi moderni. Il nostro sistema solare può essereuno dei tanti che popolano l’infinito universo. 43
  • La rivoluzione copernicanaGalileo Galilei (1564-1642), ebbe la geniale intuizione dirivolgere il cannocchiale verso il cielo acquisendo per viasperimentale nuovi dati astronomici. Con il Sidereus Nuncius(1610) rende pubbliche le sue prime innovative osservazioniastronomiche. Con il cannocchiale l’astronomia osservò laluna e la sua struttura di superficie, i satelliti di Giove. Poiarriveranno le macchie solari, le fasi di Venere, l’aspetto diSaturno. Verrà azzerata la dicotomia mondo terrestre –mondo celeste (un’unica materia imperfetta accomuna corpicelesti e terra) e il monocentrismo del sistema geocentricotolemaico (moti planetari pluricentrici). Vi è poi unarivoluzione metodologica essenziale: il cannocchiale potenziòla capacità umana di vedere e dunque dilatò i confini delmondo percepito e percepibile. 44
  • La rivoluzione copernicanaL’osservazione con il cannocchiale era accessibile a tutti epermetteva di vedere con i propri occhi che l’universo eradiverso dai principi del senso comune. La lotta contro talirisultati nascondeva il rifiuto per la distruzione dellacosmologia che per secoli era stata la base pratica e spiritualedi ogni giorno: stupore e sconcerto provocarono unaprofonda crisi di valori.Risultava difficile anche e soprattutto adattare la visionecristiana, antropocentrica – come l’antica – e con rapportoprivilegiato Dio – uomo – creatura per eccellenza - , ad ununiverso in cui la terra aveva perduto la sua centralità. 45
  • Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondoGalileo volle divulgare il più possibile le nuove idee (esigenzadi intersoggettività e pubblicità delle scoperte scientifiche). Iltesto è in volgare e racconta di una conversazione presso laresidenza di un nobile veneziano:Sagredo, il “giudice” della disputa.Simplicio, sostenitore delle tesi geocentrica tradizionale.Salviati, sostenitore dell’eliocentrismo.In realtà l’opera sostiene la teoria eliocentrica fin dal nomeassegnato al tolemaico: Simplicio significa ingenuo, credulonee incolto. Gli antichi scienziati non sono autorità da accettareacriticamente perché infallibili. L’eliocentrismo appare piùrazionale e fondato nell’esperienza dalle nuove osservazioni.Galileo sarà condannato ad abiurare: 22-06-1633. 46
  • La reazione delle chieseI più duri all’inizio furono proprio i protestanti visto il lororichiamo alla centralità della scrittura e alla sua letturaintegrale e autentica. I cattolici maturarono più tardi lacondanna, permettendo inizialmente la lettura e ladiscussione delle tesi di Copernico. Il clima mutò radicalmentenei ‘600:1600 – Giordano Bruno condannato al rogo1612 – condanna ufficiale del copernicanesimo1633 – Galileo costretto all’abiura dell’eliocentrismo.Alla base vi fu il mutato atteggiamento della Controriformache voleva ribadire l’ortodossia cattolica di fronte all’eresiaProtestante. Ciò provocò una profonda lacerazione tra fede eragione, tra religione e scienza. 47
  • Il metodo galileianoGalileo difese l’indipendenza del nuovo sapere scientifico daogni ingerenza esterna: l’autorità religiosa (Chiesa) el’autorità culturale (aristotelici).Le affermazioni scritturali non potevano essere negate, purnon intaccando i fondamenti della fede, pena la negazionedella validità della Bibbia scritta sotto ispirazione dello Spiritosanto (Card. Bellarmino).Galileo sosteneva invece il una tale posizione danneggiava ilprogresso del sapere scientifico e la stessa religione,squalificata agli occhi dei credenti negando le evidentiscoperte conquistate dalla scienza (lettere copernicane). 48
  • Il metodo galileiano: fede e ragioneI contrasti tra verità bibliche e scientifiche vanno risolti rivedendo 49 l’interpretazione delle Sacre Scritture
  • Il metodo galileiano 50
  • Il metodo galileiano“Pare che quello degli effetti naturali che o la sensataesperienza ci pone dinanzi agli occhi o le necessariedimostrazioni ci concludono, non debba in conto alcunoessere revocato in dubbio” (Lettera a Cristina di Lorena).Sensate esperienze significa: esperienze dei sensi conprimario riferimento alla vista – momento osservativo –induttivo -.Necessarie dimostrazioni significa: ragionamenti logicicondotti su base matematica che partono da un’intuizionedel ricercatore che per supposizione formula una teoriaipotetica, riservandosi la necessaria verifica – momentoipotetico-deduttivo -.Galileo è entrambe le cose ! 51
  • La guerra dei Trent’anni (1)Epicentro: la Boemia governata da Ferdinando IId’Asburgo.Cause: la massiccia diffusione del protestantesimononostante i principi espressi con la pace d’Augusta(1555).La volontà e gli atti compiuti dall’Asburgo contro i noncattolici e la resistenza dei nobili protestanti che siribellarono (1617-1618).Nella prima fase della guerra ebbero la meglio icattolici e ciò provocò lo schieramento dei principitedeschi cattolici con l’imperatore e dei principiprotestanti con i ribelli boemi. 52
  • Ferdinando II d’Asburgo 53
  • Fase boemo-palatina 54
  • La guerra dei Trent’anni (2)Nel 1625 intervenne la Danimarca al fianco dei ribelliprotestanti, provocando non poche difficoltà aglieserciti imperiali. L’Imperatore autorizzò il governatoredi Praga (Wallenstein) a reclutare un nuovo tipo diesercito mercenario che sarebbe stato retribuito con ibeni delle terre via via attraversate. Si generò unsistema di contribuzioni, ma molto più spesso l’esercitoopero feroci saccheggi generando calamità e disastri.Nel 1629 la Danimarca venne battuta e l’interaGermania era dominata dall’Imperatore. Questapotenza egemonica entrò in conflitto con le potenze delmar Baltico che erano protestanti. 55
  • Fase danese 56
  • La guerra dei Trent’anni (3)La preoccupazione destata dall’improvvisa ed egemonicapresenza imperiale sui territori tedeschi provocò l’interventodel re protestante di Svezia Gustavo II Adolfo, preoccupatodalla piega assunta dagli avvenimenti tedeschi. L’esercitosvedese prevedeva la coscrizione obbligatoria e in più vedevanotevolmente rafforzato nel, quadrato tattico, snellito e piùrapido nei movimenti, il numero dei soldati con armi dafuoco. Ciò provocò numerose vittorie svedesi e la fine di unprogetto egemonico imperiale sulla Germania.Accanto all’impero si schierò l’altra grande potenza cattolica,la Spagna, che fin dal 1621 era invischiata nella guerra. In piùcon il 1621 scadeva la tregua (1609) stipulata con le Provinceunite olandesi: tregua che gli spagnoli ritenevano pocoonorevole e che volevano rsicattare. 57
  • La guerra dei Trent’anni (3)Nel 1621 la Spagna riaprì le ostilità sul fronte olandese,mentre in olanda le fazioni più intransigenti delcalvinismo prendevano il sopravvento sui moderati:fondazione del Compagnia delle Indie Occidentali con loscopo di organizzare le operazioni di pirateria e diconquistare terre in America.Accomunava tutti il dispendioso impiego di ingenti risorsefinanziarie che provocò la bancarotta in Spagna (1627,1647) e conseguenti rivolte contro gli inasprimenti dellaleva fiscale senza il consuetudinario coinvolgimento dellanobiltà (Catalogna 1640, Portogallo 1640 con relativaindipendenza, Napoli 1647-1648). 58
  • Fase svedese 59
  • Gustavo II AdolfoIl 16 novembre 1632, nel corso della Guerra dei Trentanni, le truppe tedesche e svedesi si diedero battaglia a Lützen, neipressi di Lipsia. Lo scontro vide prevalere gli svedesi, che persero però sul campo il loro re Gustavo II Adolfo. Lepisodio èrievocato in questo quadro di Carl Wahlbom, dipinto nel 1855 e oggi conservato presso il Museo nazionale di Stoccolma. 60
  • La guerra dei Trent’anni (4)Negli anni 1624-1642 la Francia fu governata come primoministro dal card. Richelieu che aveva un fortissimo sensodello stato e degli interessi della monarchia. Fin dal 1625 eglisi rese conto che una vittoria degli Asburgo e della Spagnaavrebbe relegato la Francia (potenza cattolica) al rangopolitico di satellite. Per questo non esitò, lui cattolico, aschierare la Francia con le potenze protestanti non prima diaver risolto in base al principio della ragion di stato ilproblema ugonotto in Francia. Schiacciò la rivolta ugonotta(1625) nel 1628 conquistando la piazzaforte di La Rochelle:concesse comunque libertà di culto agli ugonotti previogiuramento di fedeltà al re. 61
  • La guerra dei Trent’anni (4)Nel 1635 la Francia entro in guerra al fianco delle potenzeprotestanti contro l’Impero e la Spagna. A Richelieusuccedette il card. Giulio Mazzarino che si trovò di fronte imedesimi problemi finanziari degli altri stati e li risolse con lestesse soluzioni: inasprimento della leva fiscale. Ciò favorìl’esplosione di rivolte speso disorganizzate e spontanee, maanche della ribellione chiamata Fronda (1649-1653)che fucapeggiata dai nobili francesi i quali volevano condizionarepesantemente l’operato del sovrano.La corte fu costretta ad abbandonare Parigi, salvo rientrarvitrionfante nel 1653. ciò significò la definitiva disfatta delleaspirazioni nobiliari a condividere con il re il potereel’apertura dello sviluppo dell’assolutismo in Francia (Luigi XIV,1643-1715). 62
  • Fase francese 63
  • Francia MazzarinoRichelieu 64
  • La Rochelle 65
  • La pace di WestfaliaLa guerra si concluse nel 1648 (continuò tra Spagna e Franciafino al 1659):Crollò definitivamente il disegno egemonico imperiale neiterritori tedeschi.Gli stati tedeschi (300) ebbero completa sovranità.Il potere imperiale si ritirò nei territori della famiglia Asburgo.Il calvinismo ebbe il riconoscimento della pace di Augusta.Si diffuse la più ampia tolleranza religiosa.La Francia emerse come potenza europea. 66