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  • La conoscenza tra ragione ed esperienza

5   ragione ed esperienza fino a kant percorso 5 ragione ed esperienza fino a kant percorso Presentation Transcript

  • Ragione ed esperienza:il problema dell’origine della conoscenza
  • INTRODUZIONEIl problema dell’ordine nel mondo,della conoscenza come spiegazione causaledelle cose e della possibilità di sfuggire al rischiodello scetticismo.
  • ARISTOTELISMO E NUOVA SCIENZADue erano le teorie ereditate dalla classicità e dalmedioevo:l’innatismo platonico (l’esperienza è occasioneper cogliere idee già presenti nell’anima)l’empirismo aristotelico (le forme sonoimmanenti alle cose e separabili per astrazione).L’aristotelismo medievale fu dominato dalprincipio:nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu.
  • Aristotele riteneva che la scienza si fondassesulla dimostrazione sillogistica (valore causaledel termine medio) che in quanto ragionamentodeduttivo aveva però un carattere tautologico.Il sillogismo deve essere vero e valido, cioècorretto formalmente ma anche basato supremesse vere.Il ragionamento induttivo è invece il dominio delprobabile, non quello della certezza scientifica.
  • La conoscenza necessita anche dell’intuizionerazionale che intuendo le essenze permette ladimostrazione razionale.In conclusione:la conoscenza razionale dimostrativa esigel’esperienza per essere un sapere fecondo el’esperienza esige la ragione intuitiva percostruire una conoscenza vera e non soloprobabile.
  • LA SCIENZA MODERNA*Bacone Francesco: Francesco superare il vecchioempirismo (formiche) e il vecchi razionalismo(ragni). Nuova scienza (api): raccoglie dati e lilavora attivamente – induzione scientifica +orientamento della ragione.Galileo Galilei: sensate esperienze + necessarie Galileidimostrazioni.Autonomia della ricerca scientifica che ha solodue fonti: esperienza e ragione, contro ipregiudizi della religione, dell’aristotelismo e delesenso comune.
  • L’esperienza scientifica è l’esperimento(formulazione di una ipotesi e sua verifica).Dati scientifici ipotesi spiegare i fatti Conferme “sperimentali” la ragione orienta l’osservazione e filtra i fenomeni osservati riducendoli a proprietà misurabili (quantificabili)Si coglie la trama matematica delle cose, lastruttura misurabile, che essa ha come suaintrinseca proprietà. Osservazione carica di teoriarazionale.
  • CARTESIO *Garanzia della verità è la ragione con la suaregola dell’evidenza per distinguere il vero dalfalso. Il cogito fonda tale regola con la suacertezza soggettiva (indubitabilità della cosache pensa).Indubitabili sono l’Io e Dio: evidenti alla menteumana, ma non l’esistenza delle cose esterne,attestata dai sensi, oscure e confuse. La mentedeve allora correggere gli ingannevoli sensi eanalizzare le sue idee o rappresentazionimentali.
  • L’esperienza sensibile non ha un effettivo valoreconoscitivo, ma semmai una importantefunzione pratica: ci dice ciò che ci nuoce o cigiova.Le qualità sensibili (mutevoli, confuse,soggettive) non sono proprie dei corpi come tali.Chiare e distinte sono solo le proprietàgeometriche e misurabili. I corpi hanno comeloro sostanza l’essere qualcosa di esteso,proprietà geometrica, non percettiva o sensibile.L’estensione è qualitativamente indifferenziata(spazio euclideo): è una nozione intuitiva einnata. Dunque l’intellezione pura è distinta
  • La materia sensibile si riduce a estensionegeometrica: dunque la conoscenza del mondocoincide con la costruzione deduttiva dellageometria. Si parte da principi evidenti allaragione e non dall’esperienza: le leggi dellaragione governano l’idea del mondo.Anche il principio di causalità è valido a priori:ogni cosa ha una causa è evidente !!!Nella matematizzazione dell’esperienza vi è lacifra galileiana della gnoseologia cartesiana.
  • LOCKE*L’esperienza è l’imprescindibile termine diriferimento per comprendere la natura dellaragione quanto della conoscenza.La ragione ha bisogno del materiale sensibile,esso è la fonte e il controllo di ogni conoscenza.La scienza ha però bisogno di necessità euniversalità (concatenazione necessaria di idee,evidenza della ragione).Egli parte da Cartesio: pensare è avere idee; noiconosciamo non le cose stesse, ma le nostrerappresentazioni delle cose.
  • Idea: qualunque cosa la mente percepisca in sestessa (immagini sensibili o concetti astratti).La mente è tabula rasa prima dell’esperienza, èpassivamente originaria di fronte alla realtàesterna (idee di sensazione) e alla realtà interna(idee di riflessione). Da qui derivano le idee sempliciIl potere libero e costruttivo dell’intelletto siesercita poi per generare le idee complesseChe sono ricondotte al confine invalicabiledell’esperienza.
  • L’idea di sostanza nasce dall’abitudine aconstatare che alcune idee semplici sonocostantemente unite tra loro.Nel linguaggio: l’idea di sostanza porta ad usareun unico nome per designare qualità diverse“appartenenti” a un’unica cosa: all’arbitrarietà delsignificante (il nome usato) egli aggiungel’arbitrarietà del significato (la dissoluzionedell’idea di sostanza, cioè di essenza universale).
  • Non esiste nulla di essenziale nelle coseLe idee indicanosolo l’essenzanominale dellecose, cioè il nomecon cui indicarle
  • La natura offre similitudini, non essenze, e illinguaggio usa strumenti classificatori propridella mente umana. La conoscenza si fonda sugeneralizzazioni, operazioni soggettive, compiutecon segni: ma dove è finito il rapporto necessariodel conoscere con le cose? I nomi sono segnidei segni delle cose: la gnoseologia èsemiotica: vi è la costatazione empirica diproprietà comuni e la loro fissazione mediantesegni linguistici.Forte è l’oscillazione tra realismo (verità in re) ementalismo (verità in dicto): locke favorirà laseconda.
  • Conoscenza certa
  • Se non c’è una conoscenza sensibile in atto, lacertezza delle cose viene meno: è probabile eragionevole che gli oggetti esistano anchequando non li percepisco, ma non è certo.È l’ambito dell’opinione o credenzaequiparabile alla credibile ma fallibiletestimonianza di altri uomini. Accrescere laconoscenza delle realtà naturali è procurarsi ideeadeguate degli oggetti e la matematica puòessere un valido modello. La scienzasperimentale invece, poiché non conosciamol’essenza reale delle cose, può solo, conosservazioni regolari, formulare congetture
  • LEIBNIZHUMEKANT
  • LEIBNIZ*
  • L’intelletto è principio attivo e indipendente dalcorpo e dalla sensibilità: l’innatismo virtualesupera l’empirismo di Locke e anticipa ilcriticismo kantiano.Come si può pensare senza essere coscienti?L’anima pensa sempre, ma in modo consapevole(appercezione) o inconscio (percezione):conoscere è portare a chiarezza e distinzione(in atto) ciò che nella coscienza è oscuro econfuso, inconscio (in potenza).
  • BERKELEY (1685-1753)Dunque l’esistenza delle cose consiste nel loro essere percepite: Esse est percipi Le percezioni sussistono solo nella mente che lepensa, non possiamo conoscere le cose in se stesse. Esse esistono nella mente, niente esiste al di fuori della mente
  • Decisamente radicale è la critica all’idea disostanza:
  • HUME*
  • Per associazione costruiamo anche le idee direlazione (ordine mentale in cui collochiamo le nostre impressioni)
  • Solo gli enunciati di queste due sono sensati (veri o solo probabili).La metafisica è invece sempre priva di senso poichénon sono evidenti a priori o verificabili a posteriori.