I dilemmidella morale:dovere e felicità
INTRODUZIONEQual è il criterio in base al quale definiamo buona epreferibile un’azione? A questa domanda cerca unarisposta...
INTRODUZIONESi è sviluppato poi anche un discorso metaetico(discorso sul discorso etico) che pone al centro ilvalore del l...
HOBBES * 1588-1679Vuole elaborare una morale laica, libera e autonomada qualsiasi autorità religiosa o teocratica.La sua è...
Ciò che si desidera è bene, e si desidera ciò di cui sisente la mancanza: la vita è inquietudine eterna eun’insaziabile br...
L’uomo è descrivibile attraverso due postulaticertissimi:è animale che desidera godere da solo di tutti ibeni (dal quale s...
Tre sono le leggi: Cercare la pace Stipulare un patto con la rinuncia al diritto su tutto Mantenere i patti.Con esse l’...
SPINOZA * 1632-1677Raggiungere la felicità mondana mediante l’eserciziodella pura ragione: per il nostro la filosofia è et...
La seconda parte si intitola Della natura edell’origine della mente e distingue tre modi diconoscenza:Conoscenza dei sensi...
L’etica, come la fisica meccanicistica, è dominata daun principio che si chiama conatus, sforzo diautoconservazione che ne...
L’affezione ha dunque una componente corporea euna mentale: sono azioni quando l’uomo è causaadeguata mediante la sua sola...
La potenza dell’intelletto, ossia la libertà umana.La ragione riconosce e asseconda la naturaleinclinazione dell’uomo vers...
Si supera l’errore conoscitivo di pensare che l’uomosia libero e che possa modificare l’ordine del mondo.La conoscenza ade...
La filosofia inglese e scozzese del ‘700Costruzione di una morale laica svincolata dapresupposti metafisici e teologici. I...
Shaftesbury: La natura umana ha un’inclinazionenaturale al bene e alla socialità (vs Hobbes) che leconsente di mitigare le...
MANDEVILLE * 1670-1733Favola delle api: gli uomini sono laboriosi e operosiperché mossi dai propri interessi, dalle propri...
HUME * 1711-1776Costruire un’etica rigorosamente descrittiva chenon vuole prescrivere regole astratte, a vuoledescrivere c...
La ragione non può mai contrapporsi alla passione eguidare la volontà: essa constata fatti (le volizioni)provocati dalle p...
Hume permane nella convinzione del caratteresentimentale della valutazione morale, ma vuolesalvarne anche l’universalità e...
BENTHAM * 1748-1832Fondatore dell’utilitarismo: l’utile (massimizzazionedel piacere e minimizzazione del dolore) è l’unico...
Dunque lo scopo è il benessere sociale (eticapubblica) e il bene è il frutto di una discussionecollettiva che valuta di vo...
J.S. MILL* 1806-1873Il calcolo felicifero è di difficile attuazione poichè lafelicità non pare così facilmente misurabile....
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4 i dilemmi della morale fino a kant percorso

  1. 1. I dilemmidella morale:dovere e felicità
  2. 2. INTRODUZIONEQual è il criterio in base al quale definiamo buona epreferibile un’azione? A questa domanda cerca unarisposta l’etica o filosofia morale. Le possibilisoluzioni schematiche sono due: Dovere morale assoluto e incondizionato Calcolo dei vantaggi in vista del male minore.Si distinguono due principali modelli teorici nellafilosofia morale: Deontologico, il dovere prescritto dalla ragione Consequenzialistico che punta sugli effetti extramorali di un’azione.
  3. 3. INTRODUZIONESi è sviluppato poi anche un discorso metaetico(discorso sul discorso etico) che pone al centro ilvalore del linguaggio utilizzato in morale: significatodel sostantivo bene e dell’aggettivo buono.Il linguaggio ha un uso descrittivo (giudizi di fatto) eun uso valutativo (giudizi di valore). Ora valori e fattiappartengono a due ambiti differenti (Moore, Hume)poiché nessuna descrizione di ciò che una cosa è cipotrà permettere giudizi di valore sulla stessa o suciò che essa dovrebbe essere: non si può passaredal discorso sull’essere al discorso sul dover essere.
  4. 4. HOBBES * 1588-1679Vuole elaborare una morale laica, libera e autonomada qualsiasi autorità religiosa o teocratica.La sua è una visione materialistica e deterministica(materia, movimento e causalità). La vita psichicaha origine dalla sensazione, la vita pratica èriconducibile alla attrazione-repulsione provocatedai corpi sull’uomo e sul suo spirito di auto-conservazione, generando piacere o dolore che,reiterati nell’esperienza, danno la valutazionemorale di bene o male. Dunque viene negata lacapacità di autodeterminazione dell’uomo (libertà)poiché la volontà è ridotta al prevalere di un impulsopsichico (accadimento meccanico).
  5. 5. Ciò che si desidera è bene, e si desidera ciò di cui sisente la mancanza: la vita è inquietudine eterna eun’insaziabile brama di piacere, poiché non esisteun bene supremo o un fine ultimo dell’uomo. La vitaè ansia di espansione, corsa senza meta, pulsioneegoistica: visione dinamica e tragica dell’uomo. Lafelicità è la ricerca dell’utile, edonismoindividualista.Si sfocia i una visione relativistica in cui il bene e ilmale dipendono dalla percezione soggettivadell’uomo. È una antropologia anarchica,individualista ed egoistica.
  6. 6. L’uomo è descrivibile attraverso due postulaticertissimi:è animale che desidera godere da solo di tutti ibeni (dal quale scaturisce l’homo homini lupus; solola paura e il vantaggio personale portano l’uomo allavita in comune: egli vuole una egoistica sicurezzache la guerra di tutti contro tutti non gli garantisce –paura della morte -. Il possesso e la sopravvivenzasono diritti naturali).L’uomo tende all’autoconservazione (la ragioneindica la strada del calcolo dei piaceri: le leggi dinatura che ne scaturiscono servono a limitare l’uomoe tutelarne la sopravvivenza).
  7. 7. Tre sono le leggi: Cercare la pace Stipulare un patto con la rinuncia al diritto su tutto Mantenere i patti.Con esse l’uomo passa allo stato civile, grazie al contratto. La filosofia morale è allora scienza delle leggi di natura, norme assolute di autotutela dell’uomo che vive in società.Dunque nello stato per distinguere il giusto dall’ingiusto sono necessarie le leggi comuni e il potere costituito: siamo in una condizione di legalismo morale in cui il giusto è ciò che è prescritto dalla legge. (iustum = iussum). La vera etica è la politica che definisce le convenzioni della vita comunitaria.
  8. 8. SPINOZA * 1632-1677Raggiungere la felicità mondana mediante l’eserciziodella pura ragione: per il nostro la filosofia è eticaperché deve produrre nell’uomo il sommo bene, cioèa felicità. L’uomo è parte di un ordine necessario edeterminato assolutamente (Deus sive Natura) edunque dipende da Dio, di cui è parte, e dalla mente,che serve per raggiungere la liberazione dallepassioni. Ecco perché la sua opera ha tre ambiti:Dio, la mente che conosce e la liberà dalle passioni.La prima parte tratta di Dio, unica sostanza infinitaed eterna in una visione rigorosamente panteista egovernata da un rigido determinismo dei neicausali.
  9. 9. La seconda parte si intitola Della natura edell’origine della mente e distingue tre modi diconoscenza:Conoscenza dei sensi, opinione e immaginazione,slegata, frammentaria e confusa (inadeguata).Conoscenza razionale e scientifica (adeguata).Scienza intuitiva delle cose (adeguata e vantaggiosa).Vi è un pieno parallelismo tra la vita mentale e la vitapratica poiché la prima condiziona la possibilità dellaseconda.Nella terza parte abbiamo Della natura edell’origine degli affetti in cui l’autore nega chel’uomo sia libero.
  10. 10. L’etica, come la fisica meccanicistica, è dominata daun principio che si chiama conatus, sforzo diautoconservazione che nell’uomo è cosciente eprende il nome di cupidità: se essa è assecondataabbiamo la letizia, suo contrario è la tristezza. Benee male divengono valutazioni soggettive: sonol’utile (valutazione strumentale) alla cupidità oviceversa. L’uomo (mente e corpo) è modo finito deidue attributi conoscibili della sostanza: estensione epensiero. L’ordine della mente è parallelo a quellodel corpo, dunque gli affetti riguardanocontestualmente sia l‘anima sia il corpo. L’uomo èparte dell’ordine necessario della natura dunque losubisce.
  11. 11. L’affezione ha dunque una componente corporea euna mentale: sono azioni quando l’uomo è causaadeguata mediante la sua sola natura, altrimentisono passioni poiché l’uomo appare causainadeguata .Attività: libertà e bene dell’uomo.Passività: schiavitù delle passioni e male.I due aspetti riguardano i due ordini:Schiavitù delle passioni è il primo grado diconoscenza, mentre gli altri due ordini di conoscenza sono positivi a livello morale.La mente può essere educata a produrre ideeadeguate e dunque a conseguire la libertà dallepassioni.
  12. 12. La potenza dell’intelletto, ossia la libertà umana.La ragione riconosce e asseconda la naturaleinclinazione dell’uomo verso ciò che facilità la suaconservazione. La virtù è allora ricerca dell’utilesotto la guida della ragione che può assecondare lacupidità umana. Le passioni, se liberate dalla loroforza perturbante attraverso una conoscenzaadeguata, possono essere positivamente utilizzate.La conoscenza adeguata ci permette di limitare ilpotere di un affetto poiché ci permette di percepire lecose sotto l’aspetto della necessità: tutto vienecompreso razionalmente come parte di un ordinenecessario di cause. È un comportamento vrtuosoun comportamento razionale: niente è contingente.
  13. 13. Si supera l’errore conoscitivo di pensare che l’uomosia libero e che possa modificare l’ordine del mondo.La conoscenza adeguata permette all’uomo l’unicasua vera libertà: la consapevolezza della necessitàe del proprio essere un modo finito e transitoriodell’infinita sostanza.Questo è percepire le cose sotto la speciedell’eternità: è la conoscenza di terzo genere checomprende come tutto ciò che è finito e temporalesussiste in Dio ed è parte di Lui (Deus sive Natura).Si intuisce la unità e necessità del tutto, superandoimmaginazione sensibile e ragione dimostrativa: èl’amore intellettuale di Dio.
  14. 14. La filosofia inglese e scozzese del ‘700Costruzione di una morale laica svincolata dapresupposti metafisici e teologici. Il problema è comeintendere la natura umana: ragione o sentimento?Samuel Clarke (1675-1729) è esponente derazionalismo etico: la morale ha il propriofondamento nella ragione che possiede le normemorali universali.A.A.Cooper conte di Shaftesbury (1671-1713) èesponente del sentimentalismo etico , comeFrancis Hutcheson (1694-1746). Il fondamento dellamorale sta in un sentimento etico, capacità intuitivadi riconoscere il bene del quale ogni uomo è dotato.
  15. 15. Shaftesbury: La natura umana ha un’inclinazionenaturale al bene e alla socialità (vs Hobbes) che leconsente di mitigare le pulsioni egoistiche. Il sensomorale è simile nel funzionamento al senso esteticoe infatti l’universo ha ordine e armonia morale edestetica.Hutcheson: la natura umana è altruisticamentebenevolente e gli uomini approvano le azioni cheproducono la massima felicità per il maggiornumero di persone (Beccaria, Bentham,utilitarismo). Essa si fonda sul sentimento (qualità)ma tiene conto anche di un carattere quantitativobasato sul calcolo razionale (numero di persone equantità di felicità).
  16. 16. MANDEVILLE * 1670-1733Favola delle api: gli uomini sono laboriosi e operosiperché mossi dai propri interessi, dalle proprieambizioni e dai propri egoismi. Il vizio è il motoredel benessere sociale.Le imperfezioni naturali, da cui scaturiscono ibisogni, e le imperfezioni morali generano laoperosità: l’aggressività si trasforma in competizioneche stimola l’uomo a fare.Altrimenti, con la moralizzazione, si precipita nellastagnazione e nella povertà
  17. 17. HUME * 1711-1776Costruire un’etica rigorosamente descrittiva chenon vuole prescrivere regole astratte, a vuoledescrivere come di fatto gli uomini si comportano.L’uomo non agisce in base alla ragione (Cartesio),ma secondo il gusto morale che ritiene preferibileuna certa azione (simile il gusto estetico) e dunquedetermina la volontà. L’uomo valuta anche in baseal gusto e produce idee morali: il buono coincidecon ciò che piace (teoria emotivistica).Il bene e il male coincidono con utile e nocivo,facendo equivalere il piacere all’utilità (teoriautilitaristica).
  18. 18. La ragione non può mai contrapporsi alla passione eguidare la volontà: essa constata fatti (le volizioni)provocati dalle passioni. Dunque la ragione, di frontealle passioni che sono tutte naturali (vs Spinoza),non può indicarne di preferibili; al massimo puòanalizzarle e trovare quelle che sono irragionevoli(oggetti che non esistono, mezzi non adeguati asoddisfarle).Dunque il ruolo egemone della ragione risultadecisamente ridimensionato.Ora come salvare il valore universale della moralequando il sentimento appare troppo individualizzatoe relativo al singolo uomo?
  19. 19. Hume permane nella convinzione del caratteresentimentale della valutazione morale, ma vuolesalvarne anche l’universalità e la intersoggettività.Il sentimento è comune a tutta l’umanità comepercezione di una utilità-dannosità sociale: lasimpatia è tale sentimento morale, intesa comecapacità dell’uomo di giudicare buono ciò chegiova a sé e agli altri poiché partecipa delleemozioni e della sorte altrui ed è in grado diapprovare azioni che non sono immediatamente utilial singolo.
  20. 20. BENTHAM * 1748-1832Fondatore dell’utilitarismo: l’utile (massimizzazionedel piacere e minimizzazione del dolore) è l’unicomovente delle azioni umane e l’unico criterio con cuivalutarle. Dunque la morale è un calcolo felicifero,misurazione pragmatica delle conseguenze delleazioni per scegliere quella che produrrà il maggiornumero di vantaggi. Utile individuale e utilepubblico non sono in contrasto poiché nell’utilitàpubblica vi sarà la maggior felicità per il maggiornumero di persone. Nella morale conta il ben-essere, concetto in cui il saldo finale la sofferenzaviene ridotta per il singolo e la collettività.
  21. 21. Dunque lo scopo è il benessere sociale (eticapubblica) e il bene è il frutto di una discussionecollettiva che valuta di volta in volta i bisogni dellacomunità.La risoluzione del conflitto tra interessi individuali ecollettivi risiede nel criterio del diritto e della leggeper contrastare e arginare le spinte egoistiche.
  22. 22. J.S. MILL* 1806-1873Il calcolo felicifero è di difficile attuazione poichè lafelicità non pare così facilmente misurabile.Vi sono infatti piaceri superiori (intellettuali) e inferiori(edonistici e materialistici), e i primi dovrebberopesare di più nel calcolo.Introduce allora una discriminazione qualitativa.Si dovrebbe poi fare attenzione agli effetti indirettianche a lungo termine ed evitare di giustificre azioniabominavoli.

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