International Association of Lions and Leo Clubs                         Distretto 108-Ia1  ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROF...
Sintesi dei ContenutiL’Apprendistato, questo ruolo fondamentale per l’avviamento al lavoro: tipologie, normative,         ...
Cos’è l’ApprendistatoL’apprendistato è un contratto a contenuto formativo ovvero uno speciale rapporto di lavoro rivolto a...
c) la possibilità del datore di lavoro di recedere dal rapporto di lavoro al termine del periodo di        apprendistato a...
inferiore, per più di due livelli, alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo nazionale dilavoro, ...
effettuate per un numero massimo di 4 ore settimanali non collegate al normale orario di lavoro non essendopossibile, per ...
Città di Biella: http://www.informagiovanibiella.it/infogio/Città di Vercelli: http://www.informagiovanivercelli.it/Città ...
L’apprendista deve comunque seguire il corso, salvo verificare se ha diritto a sconti formativi in base al titolodi studio...
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Apprendistato

  1. 1. International Association of Lions and Leo Clubs Distretto 108-Ia1 ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE APPRENDISTATO Cap. I-5 illustrazione di Gianni Chiostri Comitato Assise Italo Francesi VademecumGIOVANI e LAVORO: ISTRUZIONI per l’ USO contributi di Filomena Janniciello e Alberto Grattagliano
  2. 2. Sintesi dei ContenutiL’Apprendistato, questo ruolo fondamentale per l’avviamento al lavoro: tipologie, normative, informazioni pratiche ed a chi rivolgersi. Indice COS’È L’APPRENDISTATO TIPOLOGIE DI APPRENDISTATO INFORMAZIONI PRATICHE SULL’APPRENDISTATO A CHI SI APPLICA ? QUALE È LA DURATA DEL CONTRATTO DI APPRENDISTATO? COME AVVIENE LA FORMAZIONE DURANTE IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO? E L’ORARIO LAVORATIVO? QUALI SONO I DIRITTI PREVIDENZIALI DELL’APPRENDISTA? A CHI RIVOLGERSI PER L’APPRENDISTATO DOMANDE E RISPOSTE SUL TEMA DELL’APPRENDISTATO (A CURA DELLA PROVINCIA DI LECCO) contributi di Filomena Janniciello e Alberto Grattagliano
  3. 3. Cos’è l’ApprendistatoL’apprendistato è un contratto a contenuto formativo ovvero uno speciale rapporto di lavoro rivolto agliadolescenti ed ai giovani in cerca di occupazione, che favorisce in modo particolare l’aspetto formativo e diapprendimento di un mestiere.Per il giovane apprendista il contratto di apprendistato è contemporaneamente un periodo di lavoro e diformazione: un periodo di lavoro, perché è chiamato a fornire il proprio contributo lavorativo collaborando allarealizzazione dei prodotti e/o servizi dell’impresa; un periodo di formazione perché il contratto di apprendistato prevede che il datore di lavoro oltre a versareun corrispettivo per l’attività svolta dall’apprendista, impartisca, direttamente o tramite soggetti in possessodi idonee conoscenze, gli insegnamenti necessari per il conseguimento di una qualifica professionale.Le spiccate finalità formative del contratto di apprendistato non solo favoriscono la crescita professionale epersonale dell’apprendista ma agevolano anche il suo inserimento nel mondo del lavoro. La formazione èfinalizzata infatti sia all’acquisizione di una specifica professionalità sia allo sviluppo di competenze di basee trasversali indispensabili per affrontare in modo competitivo un mercato del lavoro sempre più esigente ecomplesso.http://www.form-azione.it/apprendistato/apprendistato.htmTipologie di ApprendistatoIl contratto di apprendistato è uno dei contratti di lavoro con funzione formativa ed è disciplinatoattualmente dal recente d.lgs. n.276 del 2003, che individua tre forme di apprendistato: • Apprendistato per lespletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione • Apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale • Apprendistato per lacquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione.Ognuna delle tipologie è regolata dalle Regioni e dai Contratti Collettivi di Lavoro.Il rapporto di lavoro sorto dallaccordo fra le parti è di tipo misto comportando lonere in capo al datore dilavoro di una effettiva formazione professionale,sia mediante il trasferimento di competenze tecnico-scientifiche sia mediante laffiancamento pratico per lapprendimento di abilità operative, nonché laretribuzione per il lavoro svolto. Lassunzione di apprendisti richiede la stipula di un contratto di lavoro informa scritta con allegato il Piano Formativo Individuale, mentre il numero degli apprendidsti assunti nonpuò superare quello dei lavoratori dipendenti qualificati effettivi. I contratti collettivi determinano la duratadel rapporto di apprendistato, comunque per legge non inferiore a due anni e non superiore a sei anni.Possono essere assunti soggetti con età tra i 15 ed i 30 anni non compiuti.Le principali differenze tra i tre citati rapporti di apprendistato riguardano, come detto, l’età e la formazione.Con il primo tipo di apprendistato possono essere assunti, da parte di qualunque datore di lavoro, giovani daiquindici ai diciott’anni (l’età massima si ricava dalla legge delega sulla riforma della scuola), affinché questipossano acquisire la maggiore professionalità che deriva dal contatto con il mondo del lavoro al quale èfinalizzata la formazione stessa. La durata massima è di tre anni e la finalità è il conseguimento di unaqualifica professionale. La durata effettiva è determinata in base alla qualifica da conseguire, al titolo distudio, ai crediti professionali e formativi acquisiti. I principi sui quali si fonda l’apprendistato perl’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione sono: a) la forma scritta del contratto, indicante la prestazione lavorativa oggetto del rapporto, il piano formativo individuale, la qualifica che sarà acquisita al termine del rapporto in esito alla formazione aziendale ed extra-aziendale; b) il divieto di stabilire il compenso dell’apprendista secondo tariffe di cottimo; contributi di Filomena Janniciello e Alberto Grattagliano
  4. 4. c) la possibilità del datore di lavoro di recedere dal rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato ai sensi di quanto disposto dall’art. 2118 del codice civile; d) divieto per il datore di lavoro di recedere dal contratto di apprendistato in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.La regolamentazione della formazione dovrà basarsi su principi strettamente correlati con la riforma dellascuola. In particolare sono da sottolineare anche il rinvio ai contratti collettivi per la determinazione dellemodalità di erogazione della formazione in azienda, la previsione di un monte ore di formazione interna edesterna all’azienda, nonché la registrazione delle competenze acquisite durante la formazione sul “librettoformativo”, che sarà istituito dal Ministero del Lavoro e dal Ministero dell’Istruzione.Il contratto di apprendistato professionalizzante è il più comune e la sua operatività è subordinata allaregolamentazione, da parte della Regione in cui si svolge l’attività lavorativa, dei profili formativi. Finoallapprovazione della legge regionale, la disciplina dellapprendistato professionalizzante è rimessa aicontratti collettivi nazionali di categoria stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavorocomparativamente più rappresentative sul piano nazionale.La fascia d’età interessata da questo contratto è quella compresa tra i diciotto e i ventinove anni. Se il giovaneè già in possesso di una qualifica il contratto può essere stipulato fin dal diciassettesimo anno di età.La durata dell’apprendistato professionalizzante è stabilita dalla contrattazione collettiva, in ragione del tipodi qualificazione da conseguire e comunque non può essere superiore a sei anni, né inferiore ai due.Anche questo tipo di apprendistato deve essere stipulato per iscritto, con l’indicazione della prestazioneoggetto del contratto, del piano formativo individuale e dell’eventuale qualifica che potrà essere acquisita altermine del rapporto, sulla base degli esiti della formazione interna e/o esterna. Il compenso dell’apprendistanon può essere stabilito secondo tariffe di cottimo e valgono gli stessi principi già esposti per quanto attieneal licenziamento durante il rapporto ed al libero recesso (ai sensi dell’art. 2118 del codice civile) al terminedel periodo di apprendistato.È inoltre possibile sommare i periodi di apprendistato svolti nell’ambito del diritto-dovere di istruzione eformazione con quelli dell’apprendistato professionalizzante, purché nel limite massimo di durata di sei anni.Per questa tipologia di contratto la regolamentazione dei profili formativi deve seguire una serie di criteri eprincipi direttivi:a) previsione di un monte ore di formazione formale, esterna e/o interna all’azienda di almeno 120 ore annue,per l’acquisizione di competenze di base e tecnico-professionali;b) rinvio ai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali, per la determinazione – anche nell’ambitodegli enti bilaterali – delle modalità di erogazione e dell’articolazione della formazione. A tal fine si devetenere conto della capacità formativa interna dell’azienda rispetto a quella offerta dai soggetti esterni;c) riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all’interno del percorso di formazione, esterna o internaall’impresa, della qualificazione ai fini contrattuali;d) registrazione della formazione effettuata nel “libretto formativo”;e) presenza di un tutore aziendale con formazione e competenze adeguate.Il contratto di apprendistato è finalizzato al conseguimento di una qualifica, nonché alla stabilizzazione delrapporto di lavoro, perciò in assenza di specifica comunicazione di recesso da parte del datore di lavoro, allafine dell’apprendistato, il rapporto di lavoro che prosegua dopo tale termine si considera a tutti gli effetti atempo indeterminato.Il terzo tipo di apprendistato è solo genericamente abbozzato e si inserisce nell’ambito della riformascolastica. Con questo contratto “per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione” possonoessere assunti giovani di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni, per il conseguimento di titoli di studiodi livello secondario o universitari e «dell’alta formazione», nonché per la specializzazione tecnica superiore(rivolta a riqualificare e ampliare l’offerta formativa destinata ai giovani e agli adulti, occupati e nonoccupati, nell’ambito del sistema di formazione integrata superiore). Per i soggetti in possesso di unaqualifica professionale, il contratto può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età. Laregolamentazione dei profili formativi e della durata dell’apprendistato sono rimesse alle Regioni, in accordocon le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori, le università e le altre istituzioni formative.Per tutti i tre tipi di apprendistato sopra descritti, per i quali sono previsti sia per il datore di lavoro, sia per illavoratore, interessanti sgravi contributivi, la categoria di inquadramento dell’apprendista non potrà essere contributi di Filomena Janniciello e Alberto Grattagliano
  5. 5. inferiore, per più di due livelli, alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo nazionale dilavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle alconseguimento delle quali è finalizzato il contrattoNormative della Regione Piemontehttp://www.regione.piemonte.it/formaz/apprend/Regione Autonoma della Valle d’Aostahttp://www.regione.vda.it/amministrazione/struttura/infomappa_i.asp?codmap=204Interventi della Finanziaria 2008http://www.governoinforma.it/azione-di-governo/i-temi-dellazione-di-governo/finanziaria-2008/lavoro.aspxInformazioni pratiche sull’ApprendistatoNellattuale contesto socio-economico italiano, lapprendistato è oggetto di profonda rivalutazione e si avvia adiventare uno degli strumenti centrali per la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro.Soprattutto per i giovani a bassa scolarità, lapprendistato rappresenta una delle principali strade diavviamento al lavoro.Al fine di valorizzarlo nelle sue piene potenzialità, è stata varata la Legge n. 196 del 1997, il cui meritoprincipale è stato quello di aver restituito al contratto di apprendistato un ruolo centrale nelle politiche dellaformazione e del lavoro.Questo ritorno alle origini, ha risvegliato linteresse dei giovani ma anche degli imprenditori verso un istitutoche può offrire risultati importanti a livello dinserimento lavorativo.A chi si applica ?L’apprendista deve avere un’età compresa tra i 16 e i 24 anni. L’età massima è elevata a 26 anni per leassunzioni in particolari aree geografiche (Obiettivi 1 e 2 stabiliti dalla Commissione Europea) e per iportatori di handicap; nel settore artigiano e per qualifiche ad alto contenuto professionale i contrattinazionali possono elevare il limite di età fino a 29 anni.Quale è la durata del contratto di apprendistato?La durata del rapporto di lavoro è fissata dai contratti collettivi, sempre però entro i limiti stabiliti dalla legge:almeno 18 mesi e un massimo di 4 anni, fino a 5 anni nel settore artigiano. I periodi di apprendistato prestatipresso più datori di lavoro, si cumulano ai fini del computo della durata massima dell’apprendistato, purchènon separati tra loro da interruzioni superiori all’anno e si riferiscano alle stesse attività produttive. Puòessere concordato tra le parti un periodo di prova, che sarà regolato dall’articolo 2096 del codice civile e chenon potrà superare la durata di massimo 2 mesi.Come avviene la formazione durante il contratto di apprendistato?La formazione dell’apprendista dovrà essere effettuata all’esterno dell’impresa presso Centri di FormazioneProfessionale che dovranno poi certificare l’avvenuta formazione e il livello di formazione raggiunto. Ilcollegamento tra l’apprendistato sul luogo di lavoro e la formazione esterna è reso possibile dalla presenza diun tutore.E l’orario lavorativo?L’orario lavorativo dell’apprendista non potrà superare le 8 ore giornaliere e le 44 ore settimanali. Ciò vuoldire che le ore di straordinario, previo consenso del lavoratore in quanto facoltative, potranno essere contributi di Filomena Janniciello e Alberto Grattagliano
  6. 6. effettuate per un numero massimo di 4 ore settimanali non collegate al normale orario di lavoro non essendopossibile, per legge, prolungare oltre le 8 ore l’attività giornaliera. Le ore di insegnamento teoricocomplementari, previste dalla legge come obbligatorie, sono considerate a tutti gli effetti ore lavorative ecomputate nell’orario di lavoro. E’ fatto espresso divieto per gli apprendisti di prestare attività lavorativanelle fasce orarie notturne dalle ore 22.00 alle ore 6.00.Quali sono i diritti previdenziali dell’apprendista?1) I contributi previdenziali che il datore di lavoro deve versare sono ridotti rispetto a quelli degli altrilavoratori dipendenti. Per favorire la stabilizzazione del rapporto di lavoro l’apprendista beneficia diagevolazioni contributive per l’anno successivo al giorno dell’assunzione a tempo indeterminato2) Infortunio e malattia professionale: In base alla normativa vigenti sono tutelati tutti quei lavoratoriappartenenti alle categorie per le quali è previsto l’obbligo di tale assicurazione3) Malattia: Non è prevista l’indennità economica di malattia per i periodi di assenza dal lavoro ma solo leprestazioni di assistenza sanitaria generica, specialistica, ambulatoriale, farmaceutica, ospedaliera, ostetrica.4) Maternità Spetta, senza alcun requisito minimo contributivo, la indennità di maternità obbligatoriafacoltativa. L’apprendista ha diritto agli assegni familiari.5) Disoccupazione. Non è prevista l’indennità di disoccupazione in quanto non viene versato il relativocontributo.Per chi vuole approfondire l’argomento:Circolare Ministeriale del 25/01/2006, n.2: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2006/31/17.htmCircolare Ministeriale del 15/07/2005, n.30: http://www.cgil.it/politiche-lavoro/LeggiNormative/Index.htmA cura della Dr.ssa Filomena Ianniciello.La Dott.ssa Filomena Ianniciello è laureata in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli.Per qualche anno ha svolto l’attività di consulente legale su tematiche relative agli aspetti normativi deldiritto del lavoro e del diritto amministrativo.A CHI RIVOLGERSI PER L’APPRENDISTATORegione PiemontePer conoscere l’apprendistato:http://www.regione.piemonte.it/formaz/apprend/index.htmConsultare i Servizi Informa Giovani:Coordinamento Informa Giovani Piemonte e Valle d’Aosta.http://www.informagiovanipiemontevda.it/Città di Torino: http://www.comune.torino.it/infogio/cig/icr.htmCittà di Aosta: http://www.informagiovaniaosta.it/ contributi di Filomena Janniciello e Alberto Grattagliano
  7. 7. Città di Biella: http://www.informagiovanibiella.it/infogio/Città di Vercelli: http://www.informagiovanivercelli.it/Città di Novara: http://www.comune.novara.it/servizi/giovani/giovanincontra.phpCittà di Verbania: http://www.informagiovani.comune.verbania.it/Domande e Risposte sul tema dell’Apprendistato (a cura della provincia di Lecco) 1. COME SI COMPONE IL PERCORSO FORMATIVO DELL’APPRENDISTA?Il percorso formativo dipende dalla legge di riferimento con cui l’apprendista è stato assunto (legge Treu, n.196/97 per gli apprendisti in diritto dovere o in extra-obbligo, oppure legge Biagi, n. 30/2003 e successivoDlgs 276/03, con i quali è stato introdotto l’apprendistato professionalizzante), nonché dal titolo di studiodell’apprendista, dal tipo di contratto e dall’annualità di riferimento dello stesso.Per la maggior parte degli apprendisti, i contratti nazionali prevedono una formazione della durata di 120ore; per gli apprendisti meccanici Confapi e Confindustria la formazione annuale ha una durata di 160 ore.In entrambi i casi il modello formativo da seguire è a catalogo, cioè il percorso formativo si compone di uncerto numero di moduli da scegliere nell’ambito di un catalogo messo a punto dall’Ente Erogatore. 2. DOVE DEVE ANDARE L’APPRENDISTA PER SEGUIRE IL CORSO?Nel caso degli apprendisti assunti in base alla legge Treu, la convocazione avviene a cura della Provincia diLecco che provvede anche a segnalare l’agenzia formativa responsabile dello svolgimento del modulotrasversale da 48 ore (168 ore per i minorenni senza qualifica). Successivamente, l’azienda indicheràall’agenzia formativa i moduli professionalizzanti prescelti dal catalogo in base alla mansione effettivamentesvolta dall’apprendista e ai fabbisogni formativi rilevati.Per gli apprendisti assunti in base alla legge Biagi, la Provincia provvede ad informare l’azienda delleopportunità formative offerte nell’ambito dell’obbligo di formazione cui sono soggetti gli apprendisti e chericade in capo ad essa. Pertanto l’azienda, se riterrà opportuno avvalersi delle iniziative messe in atto dallaProvincia, procederà alla scelta dei moduli (sia del trasversale che di quelli professionalizzanti). 3. SONO ANCORA PREVISTI GLI SCONTI FORMATIVI (PERCORSO ABBREVIATO) IN BASE AL TITOLO DI STUDIO POSSEDUTO DALL’APPRENDISTA?Per l’apprendistato professionalizzante (legge Biagi, DLgs 276/03 art. 49) non sono previsti gli scontiformativi.Per l’apprendistato extra–obbligo formativo (legge Treu, L. 196/97 art. 16), invece, c’è ancora la possibilitàdi fruire degli sconti formativi. In particolare, gli apprendisti in possesso di un diploma quinquennale discuola superiore (dichiarato al momento dell’assunzione), hanno diritto a 48 ore di sconto formativo, mentregli apprendisti con diploma triennale di scuola superiore o con qualifica regionale triennale hanno diritto a 24ore di sconto formativo.Gli sconti formativi vanno fruiti esclusivamente nella scelta dei moduli formativi a catalogo da 24 ore (quindi2 moduli a catalogo in meno per l’apprendista con diploma quinquennale, un modulo a catalogo in meno pergli apprendisti con qualifica triennale). 4. IL MIO APPRENDISTA HA CONSEGUITO UN ATTESTATO DI SPECIALIZZAZIONE (O DI QUALIFICA) REGIONALE. DEVE COMUNQUE SEGUIRE IL CORSO? PUÒ AVERE SCONTI FORMATIVI (PERCORSO ABBREVIATO)? contributi di Filomena Janniciello e Alberto Grattagliano
  8. 8. L’apprendista deve comunque seguire il corso, salvo verificare se ha diritto a sconti formativi in base al titolodi studio eventualmente posseduto e alla legge di riferimento in base alla quale è stato assunto. 5. AL TERMINE DEL CORSO VIENE RILASCIATA UNA CERTIFICAZIONE ALL’APPRENDISTA? CHE VALORE HA LA CERTIFICAZIONE RILASCIATA?Viene rilasciato un attestato al termine di ciascun percorso formativo, che serve per dimostrarel’assolvimento dell’obbligo di formazione da parte dell’azienda e dell’apprendista. In ogni caso, l’approcciometodologico utilizzato dalla Provincia di Lecco e condiviso dalla Commissione Provinciale Unica per lepolitiche del lavoro è finalizzato, tra l’altro, alla dichiarazione delle competenze acquisite, attraverso ilsuperamento di una prova di verifica connessa alle competenze sviluppate nei singoli moduli, che può essereottenuta dall’apprendista su richiesta formale alla Provincia. 6. I TUTOR AZIENDALI SONO OBBLIGATI ALLA FORMAZIONE? COME SI ARTICOLA IL PERCORSO DI FORMAZIONE DEI TUTOR AZIENDALI?La formazione è obbligatoria e si articola in percorsi da 8 ore (legge Treu) e da 12 ore (legge Biagi). Sonodisponibili anche ore di assistenza individualizzata al tutor aziendale per accompagnarlo nell’attività dipredisposizione del piano formativo individuale dell’apprendista, di monitoraggio e valutazione dellecompetenze sviluppate dall’apprendista nel corso dei moduli formativi frequentati. 7. SE UN TUTOR AZIENDALE HA FATTO GIÀ IL CORSO DI 8 ORE NELL’AMBITO DI UN PROGETTO PRECEDENTE, DEVE FARE NUOVAMENTE IL CORSO?No, se la formazione ricevuta riguarda apprendisti assunti con la legge Treu. Deve completare il percorsoformativo con un modulo da 4 ore (o della durata prevista dal CCNL di riferimento) se l’apprendista è statoassunto con la legge Biagi. 8. SE UN’AZIENDA HA PIÙ APPRENDISTI E QUESTI VENGONO CONVOCATI TUTTI PER LO STESSO CORSO, È POSSIBILE CHIEDERE DI AVVIARLI ALLA FORMAZIONE UNO PER VOLTA IN CORSI DIVERSI?Si è possibile: per aziende con meno di 15 dipendenti sarà avviato alla formazione un apprendista per volta. 9. SE UN APPRENDISTA HA GIÀ SEGUITO UN CERTO MODULO FORMATIVO IN UNA PASSATA EDIZIONE, DEVE SEGUIRLO NUOVAMENTE?No, se la prova di verifica finale è stata superata con un punteggio di almeno 70/100. Deve in ogni casofrequentare altri Moduli formativi per il numero di ore annue previsto dal proprio Contratto CollettivoNazionale di Lavoro e dal Piano Formativo Individuale. 10. IL MIO APPRENDISTA HA GIA’ EFFETTUATO NELL’ANNO IN CORSO ATTIVITA’ DI FORMAZIONE ATTINENTI AL PIANO FORMATIVO INDIVIDUALE PRESSO ALTRI ENTI DI FORMAZIONE ACCREDITATI. E’ POSSIBILE CONSIDERARE LA FORMAZIONE CONSEGUITA AL FINE DELL’ADEMPIMENTO DELLA FORMAZIONE FORMALE STABILITA IN 120 ORE ANNUE?Certo: la Circolare n. 40/2004 del Ministero del Lavoro e del Welfare considera “formazione formale” laformazione effettuata attraverso strutture accreditate o all’interno dell’impresa secondo percorsi strutturati diformazione. L’obbligo di formazione per l’apprendista potrà essere adempiuto anche tramite lo strumentodella formazione a distanza e strumenti di e-learning. Ad esempio se l’apprendista nell’anno 2007 hafrequentato presso enti di formazione accreditati un corso di informatica della durata di 40 ore e un corso disicurezza sul lavoro della durata di 6 ore, coerenti con il Piano Formativo Individuale, avrà assolto 46 ore diobbligo formativo sulle 120 ore annue di formazione previste (fa fede la data di assunzione dell’apprendista). contributi di Filomena Janniciello e Alberto Grattagliano

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