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Appunti di Scienza delle finanze
 

Appunti di Scienza delle finanze

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Appunti universitari per l'esame di Scienza delle finanze

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    Appunti di Scienza delle finanze Appunti di Scienza delle finanze Document Transcript

    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland Appunti di Scienza delle Finanze Autore: Oskare 1/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandSi ricorda che:• luso degli appunti qui presenti è consentito per solo uso personale e di studio;• la consultazione è gratuita ed ogni forma atta a ricavarne lucro è vietata!• gli appunti sono fatti da studenti che non possono assumersi nessuna responsabilità in merito;• il materiale qui presente non è sostitutivo ma complementare ai libri di testo: - devi (e ti consiglio) di consultare e comprare i libri di testo;• il materiale qui presente è distribuito con licenza Creative CommonsTi ricordo che se vuoi contribuire mandando degli appunti o quantaltro possa essere utile ad altripuoi farlo inviando il materiale tramite: http://profland.altervista.org/mail.htmProfman Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman 2/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland IL SETTORE PUBBLICO IN UN ECONOMIA MISTAL’Italia, come gli USA, è un paese ad economia mista,in cui cioè sia il settore pubblico che quelloprivato svolgono un ruolo importante nell’economia; in Italia comunque l’intervento dello Stato èmolto più radicato che negli USA e ciò è dovuto a storie politiche ed economiche decisamentediverse.Il ruolo economico dello Stato e le opinioni degli economisti su quale esso debba essere,è cambiatomolto nel corso del tempo,e alcune idee centrali del 18° e 19° sec. continuano ad essere importantiancora oggi. Tra queste idee ricordiamo quelle di Smith secondo il quale l’economia si regola da solagrazie alla concorrenza,concetto poi ripreso nella teoria laissez faire di Mill e Senior,e quelle diMarx secondo il quale lo Stato doveva controllare direttamente la produzione.Oggi si ritiene che il settore privato giochi un ruolo fondamentale nell’economia ma che lo Statocomunque svolga un ruolo complementare al mercato.Una importante motivazione all’intervento dello Stato nell’economia risiede nei fallimenti effettivi opresunti del mercato. La convinzione negli economisti della necessità di un intervento statalenell’economia prese corpo negli anni 30’ durante la grande crisi anche se oggi si può affermare chenonostante l’intervento dello Stato abbia migliorato decisamente la situazione dell’economia neglianni seguenti alla grande crisi,la crisi petrolifera che si verificò negli anni ’70-’80 ha invece messo inluce i problemi che comunque lo Stato non era riuscito o non può risolvere. In Italia per esempio ildivario tra Nord e Sud non fu ridotto e anzi negli ultimi anni tale divario sembra aumentatoulteriormente.Oggi c’è un crescente riconoscimento dei limiti del settore pubblico che derivano principalmente da:• informazione incompleta→lo Stato non dispone dell’informazione che sarebbe necessaria per fare ciò che vorrebbe;• controllo limitato delle reazioni del settore privato→ossia il settore pubblico può controllare in modo limitato gli effetti dei suoi programmi sul settore privato;• controllo limitato della burocrazia→lo Stato disegna le norme ma poi demanda la loro attuazione agli enti pubblici e a volte la regolamentazione emanata da tali enti per il rispetto della legge originaria differisce molto dalle effettive intenzioni del legislatore;• limitazioni imposte dal processo politico→anche se lo Stato disponesse di un informazione perfetta sulle conseguenze di tutti i possibili interventi,il processo politico attraverso cui le decisioni su tali interventi vengono prese darebbe comunque difficoltà ulteriori. 3/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandL’identificazione dei limiti dell’intervento pubblico implica che lo Stato debba rivolgere le sueenergie solo a quelle aree in cui le carenze del mercato sono più significative e dove c’è evidentebisogno dell’intervento pubblico,quindi Stato e settore privato devono lavorare insieme cercando dirafforzarsi a vicenda.L’attuale ripensamento del ruolo economico dello Stato si riflette in due fenomeni:• deregulation→riduzione del ruolo dello Stato nella regolamentazione economica(ex.eliminazione delle regolamentazioni sui prezzi delle linee aeree e dei trasporti merci su lunghe distanze)• privatizzazione→si cedono al settore privato attività precedentemente svolte dallo Stato.Ma cosa distingue le organizzazioni pubbliche da quelle private? Vi sono due importanti differenze: 1. i responsabili della gestione di enti pubblici sono eletti o nominati da qualcuno che è stato eletto 2. lo Stato è dotato di u potere di imperio che gli enti privati non hanno né possono conceder ad altri,per contro però tutte le relazioni tra privati sono libere.Gli economisti del settore pubblico studiano le scelte allocative tra il settore pubblico e privato equelle all’interno del settore pubblico concentrandosi su 4 questioni fondamentali:• Cosa produrre→ossia quali risorse complessive del paese devono essere destinate alla produzione di beni o servizi pubblici. Questo problema viene illustrato con la curva delle possibilità di produzione che indica le diverse quantità dei beni pubblici e privati che è possibile produrre in modo efficiente, data la tecnologia e le risorse disponibili• Come produrre→ossia in che modo devono essere impiegate le risorse;• Per chi produrre→ossia a vantaggio di chi devono andare le politiche pubbliche e per chi devono essere prodotti i beni pubblici• In che modo vengono prese le decisioni collettive→capire come si formano le scelte collettive e riconoscere l’esistenza di opinioni divergenti.Nell’analizzare ciascuna fondamentale scelta del settore pubblico,si possono distinguere quattro fasigenerali di analisi: 1. Sapere quali azioni sono intraprese dallo Stato e in che modo sono organizzate 2. Capire e prevedere le conseguenze di queste attività pubbliche 3. Valutare politiche alternative 4. Interpretare il processo politico. 4/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandRiguardo ai punti due e tre,cioè le conseguenze delle attività pubbliche e la valutazione dellepolitiche alternative c’è da dire che gli economisti si servono di modelli. La scelta degli aspetti su cuiincentrare la costruzione di un modello dipende dagli obbiettivi dell’analisi. Di solito i modelli sibasano su ipotesi semplificatrici per poi risalire al caso nella sua complessità.Quando i modelli descrivono come l’economia cambierà o quali effetti produrranno le politichediverse si sta facendo un analisi di economia positiva;quando i modelli valutano le politichealternative,soppesandone benefici e costi, si sta facendo un analisi di economia normativa.L’economia normativa si basa su quella positiva,infatti non si possono dare giudizi su una politica senon si hanno chiare prima le sue conseguenze.Oggi gli economisti,anche riconducendo uno stesso effetto ad una politica pubblica,hanno spessoopinioni diverse su quale sia il modello migliore per descrivere la realtà economica; un modellostandard per molti è quello della informazione completa e della concorrenza perfetta(le scelte fatte daogni soggetto economico non influenzano assolutamente il mercato),ma la maggior parte deglieconomisti ritiene che informazione e concorrenza siano imperfette.N.B. Risolvere queste differenze di opinione è impossibile, si possono solamente studiare i diversimodelli. 5/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland IL TRADE-OFF TRA EFFICIENZA ED EQUITA’Si consideri un economia semplice costituita solo da due individui.Per analizzare le scelte sociali gli economisti utilizzano lo stesso schema utilizzato per individuare lescelte del consumatore. In questo caso però.• il vincolo di bilancio è sostituito dalla curva delle possibili utilità che indica di quanto si deve ridurre l’utilità di un individuo se si aumenta quella di un altro;• le curve di indifferenza individuali sono sostituite dalle curve di indifferenza sociali che indicano di quanto la collettività è disposta a diminuire l’utilità di una persona in cambio di un dato incremento dell’utilità di unaltra;.La curva delle possibili utilità si spiega attraverso la funzione di utilità[U=U(C 1,C2,C3…dove Cnrappresentano il consumo dei vari beni]:ossia la relazione che c’è tra la quantità di un bene che unsoggetto consuma e l’utilità che ne ricava:l’utilità in più generata da una variazione unitaria nelconsumo del bene è detta utilità marginale. In generale man mano che un individuo consuma unaquantità maggiore di un qualsiasi bene,il beneficio aggiuntivo(utilità marginale)che ottieneconsumendone un’unità in più diviene sempre più piccolo. Tale fenomeno è indicato conl’espressione utilità marginale decrescente. Analogamente sottraendo un bene ad un soggetto la suautilità diminuisce;e man mano che togliamo tale bene,l’utilità aggiuntiva cui egli rinuncia in seguitoad ogni perdita addizionale di un bene diventa progressivamente più grande. L’utilità marginaleindica l’inclinazione della funzione di utilità. Ciò spiega perchè la curva delle possibili utilità ha taleforma:• SPOSTANDOCI NELLA DIREZIONE DELLA FRECCIA(DA E VS C) VEDIAMO COME L’UTILITA’ DI A AUMENTI AL DIMINUIRE DI QUELLA DI BUn altro fattore che influenza la forma della curva delle possibili utilità è l’efficienza con cui èpossibile trasferire risorse:ossia se i trasferimenti sono costosi o no . 6/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandLa curva di indifferenza sociale è invece descritta attraverso la funzione dibenessere(W=min(U1,U2,..):ossia il livello di benessere sociale corrispondente a un particolareinsieme di livelli di utilità raggiunti dai membri della collettività;e la curva di indifferenza sociale èl’insieme delle combinazioni di utilità di individui(o gruppi)diversi che producono lo stesso livello dibenessere per la società:per i quali cioè la funzione di benessere sociali assume lo stesso valore;ilbenessere sociale è maggiore su una curva di indifferenza sociale più alta quindi i programmi socialedevono mirare a questo.Le curve di indifferenza sociale possono,a seconda delle diverse concezioni,assumere diverse forme:• Linea retta,nella concezione utilitarista→all’utilità di un individuo si deve attribuire lo stesso peso dato a quello di un altro individuo• Curve →le società per compensare la diminuzione di utilità di un soggetto povero richiederebbero un incremento maggiore dell’utilità di un ricco(concezione da noi adottata).• Forma ad L→nessun incremento del benessere del ricco può compensare una diminuzione del benessere del povero,la società migliora solo incrementando il benessere di quest’ultimo. 7/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandN.B. Il punto della curva delle possibili utilità preferito dalla società è quello in cui essa è tangentealla curva di indifferenza sociale.In realtà i funzionari pubblici non derivano le curve di indifferenza sociale ne quella delle possibiliutilità,in primo luogo essi cercano di individuare i benefici netti che i diversi gruppi ottengono dallarealizzazione del progetto. In secondo luogo si accertano se esso determina un miglioramentoparetiano (tutti traggono beneficio dal progetto o comunque non ne traggono un pregiudizio). Se ilprogetto non determina n miglioramento paretiano lo Stato dovrà giungere ad un giudizio d’insieme.A questo riguardo l’approccio più utilizzato fa riferimento a due indicatori: • efficienza→si misura sommando guadagni o perdite • equità→si misura facendo riferimento a una qualche misura complessiva del grado di disuguaglianza nella societàNella maggior parte dei casi un progetto aumenta l’efficienza e diminuisce l’uguaglianza o viceversain questo caso ci si trova in presenza di un trade-off.Ma come si misurano efficienza e disuguaglianza?Per poter scegliere però bisogna come già detto misurare sia l’efficienza che l’equità.Il primo problema riguarda la misurazione dei benefici per particolari individui di un determinatoprogramma pubblico. Il modo standard per farlo è in termini di disponibilità a pagare,quanto unindividuo sarebbe disposto a pagare in più per trovarsi in una certa situazione piuttosto che inun’altra. Quanto una persona è disposta a pagare non è lo stesso di quanto deve pagare. Ciò chedovrà pagare dipende dai prezzi di mercato,ciò che è disposta a pagare riflette le sue preferenze. Ladisponibilità a pagare coincide con il concetto di utilità marginale e valgono le stesse considerazionifatte in precedenza:sono disposto a pagare di più per ottenere un beneficio maggiore;più il beneficioaumenta e meno è quello che io sono disposto a pagare in più per aumentarlo ulteriormente. 8/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandAttraverso la il concetto di disponibilità a pagare si può costruire una curva di domanda,si tratta peròdi una curva di domanda particolare definita curva di domanda compensata:indica la quantitàdomandata di un bene nell’ipotesi che al variare del prezzo si sottragga o si aggiunga redditoall’individuo,in modo da lasciarlo sullo stesso livello di utilità che aveva prima della variazione diprezzo. Questa curva misura quindi soltanto l’effetto sostituzione(come variano le scelte del bene daconsumare al variare del prezzo di un altro bene) associato al variare del prezzo.La differenza tra ciò che un individuo è disposto a pagare e ciò che invece deve pagare è il c.d.surplus del consumatore. Quindi il surplus del consumatore indica quanto un individuo è disposto apagare per un programma pubblico oltre a quanto effettivamente deve pagare ecco perché il surplus èutilizzato per indicare i benefici che un individuo ottiene da un determinato programma.(il surpluscorrisponde all’area sotto la curva di domanda compensata grafico A).N.B. La somma dei benefici di ogni singolo individuo mi da la disponibilità a pagare dellacollettività. Se a tale somma si sottraggono tutti i costi del progetto pubblico si ottiene il valoredell’efficienza di un progetto.Per misurare l’inefficienza di un progetto pubblico è utilizzato il concetto di perdita di benessere oeccesso di pressione:se si considera un’imposta non fissa esso individua la differenza tra il gettitofiscale che potrebbe essere generato da un’imposta in somma fissa che l’individuo sarebbe disposto apagare e quello ottenuto con l’imposta non fissa. Una imposta non fissa infatti origina una perdita dibenessere in quanto induce gli individui a rinunciare al consumo dei beni maggiormente preferiti infavore del consumo di beni preferiti al fine esclusivo di evitare l’imposta(la perdita di benessere èmisurata dall’area sotto la curva di domanda grafico B). • IL GRAFICO A INDICA I BENEFICI CHE SI OTTENGONO DALLA COSTRUZIONE DI UN PONTE PER CUI NON E’ RICHIESTO UN PEDAGGIO • IL GRAFICO B INDICA L’INEFFICIENZA DI UNA IMPOSTA NON FISSA SULLE SIGARETTE RISPETTO A QUELLO DI UNA FISSA INFATTI SE IMPOSTA FOSSE FISSA IL CONSUMO AUMENTEREBBE DAL PUNTO B(IMPOSTA NON FISSA) AL C . • IL TRANGOLO ABC DEL GRAFICO B E’ ANCHE DETTO TRIANGOLO DI HARBERG 9/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandGli effetti di un progetto pubblico oltre che attraverso l’efficienza,possono essere sintetizzati anchedescrivendo l’impatto del progetto su una qualche misura di disuguaglianza(o gruppi sociali benidentificati). In particolare si considera: • l’indice di povertà,ossia il numero di persone che si trovano al disotto della soglia di povertà e si valuta se dopo il progetto tale numero è aumentato. • l’intensità di povertà,ci dice quanto reddito dovremmo trasferire ai poveri per portarli tutti sopra la soglia e si valuta se dopo il progetto tale reddito è aumentato.Una volta misurata l’efficienza è l’equità si deve valutare il trade-off e vi sono 3 approcci diversi:1)Principio di compensazione:se la disponibilità a pagare aggregata è superiore ai costi del progettoesso si intraprende. Tale progetto è criticato perché non considera gli aspetti distributivi.2)Trade-off tra gli indicatori:ossia si considera sia un indicatore di efficienza(benefici) che didisuguaglianza e si valuta il progetto considerando se l’incremento di efficienza vale l’incremento didisuguaglianza o viceversa. Tali indicatori però sono sintetici e non racchiudono informazionidettagliate.3)Approccio dei benefici ponderati:ossia si sceglie il progetto che da un beneficio netto aggregatopositivo,e se il beneficio è positivo solo per i poveri significa che il progetto fa aumentare sial’efficienza che l’equità. Di solito in tal caso la valutazione viene fatta dopo che si è attribuito unpeso ai guadagni netti dei diversi gruppi sociali. Dando un peso maggiore agli effetti sulle classisociale meno abbienti. L’utilizzo dei pesi distributivi si basa su tre ipotesi: • utilità marginale decrescente • individui diversi hanno la stessa relazione tra reddito ed utilità • società è interessata all’utilità totale 10/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland BENI PUBBLICI E PRIVATI FORNITI DAL SETTORE PUBBLICOI beni pubblici sono i beni forniti dallo Stato e se sono puri presentano contemporaneamente duecaratteristiche: • non rivalità→ossia il consumo di una persona no ne va ad impedire l’uso da parte di un’altra,quindi il costo marginale del godimento di un bene da parte di un soggetto addizionale è nullo. • non escludibilità→non è possibile escludere nessuno dai benefici del bene e quindi tali beni devono essere forniti gratuitamente.I beni pubblici puri sono rarissimi(difesa nazionale)infatti la maggior parte dei beni forniti dal settorepubblico sono escludibili ma a sua volta l’esclusione non è desiderabile infatti: 1. far pagare un prezzo per il consumo di un bene pubblico implica un minor consumo dello stesso da parte di chi non può permetterselo causando un sottoconsumo e perciò una inefficienza. 2. se un bene è non escludibile e non rivale non si ha incentivo a produrlo e quindi l’offerta di tale bene sarà insufficiente causando una inefficienza del mercato.Quindi si può dire che esistono sempre due forme di fallimento del mercato associate ai benipubblici.Tuttavia lo Stato a volte realizza l’esclusione dei beni pubblici e lo fa attraverso l’imposizione ditariffe sul consumo. Le tariffe infatti sono viste come una soluzione equa per aumentare le entratepoiché coloro che utilizzano di più il bene pagano in misura maggiore. In ogni modo la tariffa causaun’inefficienza infatti se si fa l’esempio di un ponte a pedaggio:→ il numero degli attraversamenti sarà sempre minore rispetto a quello che effettivamente ci sarebbese il pedaggio non ci fosse o fosse minore. Considerando il caso di un privato,esso costruirebbe ilponte solo se il pedaggio e il numero degli attraversamenti gli farebbe recuperare i costi sostenuti perrealizzare il ponte,nel caso dello Stato il ponte deve comunque essere costruito ma il pedaggiocauserebbe un minor consumo dello stesso e quindi i costi di costruzione del ponte non verranno maicoperti e lo Stato dovrà chiedere un finanziamento ad altri ed indebitarsi….N.B. ogni metodo che limita il consumo di un bene è un sistema di razionamento;le tariffe sono unsistema di razionamento. 11/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandI beni pubblici ovviamente non possono essere offerti dai privati ma anche se lo fossero si verrebbe acreare un problema di free-rider→ossia molti soggetti,ritenendo che beneficerà del bene aprescindere dal pagamento,non pagherà per la fornitura del servizio(un soggetto non pagherà mai peravere una difesa nazionale in quanto se tale servizio è già pagato da altri ne godrà comunque anchelui);quindi il free-rider consiste nella riluttanza degli individui a contribuire volontariamente alfinanziamento dei beni pubblici.Molti beni pubblici non sono puri ma presentano soltanto una delle due caratteristiche in una certamisura Tali beni sono detti misti e ne è un esempio la protezione contro gli incendi in quantol’esclusione è relativamente realizzabile,infatti non pagando non si è protetti dal servizio. Tuttavia laprotezione contro gli incendi è un bene pubblico per il fatto che il costo marginale è prossimo allozero in quanto i pompieri nella maggior parte del tempo non sono impegnati e quindi il costo per laprotezione di un individuo aggiuntivo è bassissimo.I beni pubblici misti sono visti come un esternalità in quanto il consumo aggiuntivo di un soggettodel bene implica un influenza sul consumo degli altri individui,ma non necessariamente per lo stessoammontare.L’escludibilità di un bene,sia esso pubblico o privato,implica sempre e comunque un costo. I costiassociatati all’esclusione sono detti costi di transazione. E’ il caso per esempio del servizio televisivovia etere:costi marginali nulli ma escludibilità costosa(segnali criptati).Vi sono poi beni forniti dal settore pubblico che sono escludibili e che sono rivali,ossia hanno unelevato costo marginale derivante dal consumo di un individuo addizionale; tali beni sono detti beniprivati forniti dal settore pubblico. Questi beni sono forniti dal settore pubblico perchè presentanocosti di gestione del mercato elevati(imprese ne farebbero un offerta insufficiente)e poi perché laproduzione di tali beni può portare miglioramenti per la collettività. Tali beni privati devono peròessere razionati in quanto se un bene privato è offerto gratuitamente ce ne sarebbe un sovra-consumo. Per tali beni lo Stato può utilizzare diversi metodi di razionamento oltre alletariffe/prezzi/imposte un altro metodo è quello dell’offerta uniforme:fornire a tutti la stessa quantitàdel bene (es. l’istruzione è fornita gratis fin ad un livello), il vantaggio di tale metodo è che si 12/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Proflandrisparmia in termini di costi di transazione,il limite è che esso non soddisfa i bisogni di tutta lacollettività.Un terzo sistema di razionamento impiegato comunemente nel settore pubblico sono le code:piuttosto che chiedere un prezzo per il consumo del bene, si impone di sopportare un costo in terminidi tempo di attesa,le code infatti scoraggerebbero coloro che non hanno bisogno del bene a vantaggiodi chi ne necessita,il vantaggio di tale metodo è che i beni non vengono allocati in base alla ricchezzadell’individuo, il limite è che criteri di allocazione alternativi non possono essere desiderabili inquanto il tempo impiegato nelle code è comunque sprecato.Condizione di efficienza per i beni pubblici:L’efficienza paretiana richiede che un bene pubblico venga offerto fino al punto in cui la somma deisaggi marginali di sostituzione sia uguale al saggio marginale di trasformazione.Il saggio marginale di sostituzione di un bene pubblico indica l’ammontare di un bene privato cui unindividuo è disposto per ottenere un’unità aggiuntiva del bene pubblico.Il saggio marginale di trasformazione(fisica)indica l’ammontare di bene privato che occorreimpiegare per ottenere un unità aggiuntiva del bene pubblicoL’efficienza richiede quindi che l’ammontare complessivo cui gli individui sono disposti a rinunciaresia pari all’ammontare cui essi devono rinunciare.Graficamente la produzione efficiente corrisponde al punto di tangenza tra la curva di domandacollettiva e la curva di offerta.La domanda di collettiva si ottiene sommando verticalmente le curve di domanda individuale.Il vincolo di bilancio di un individuo è dato dalla seguente equazione: C-pG=Y dove Y è il reddito,Cil consumo di beni privati e G il consumo dei beni pubblici. G sua volta varia se viene fatto pagareun prezzo/imposta sul consumo.Il livello ottimale di spesa per un individuo è dato dal punto di tangenza tra la curva di indifferenza èil vincolo di bilancio. Il sms costituisce la pendenza della curva di indifferenza di un individuo. Ilsmt costituisce la pendenza del vincolo di bilancio. Nel punto di spesa ottimale sms=smt. Al variaredel prezzo imposta varia anche il vincolo di bilancio e perciò anche i livelli di spesa ottimale e quindisi può derivare la curva di domanda dell’individuo e quindi quella collettiva. L’offerta di benipubblici totale è decisa dallo Stato 13/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandC’è da dire però che un bene pubblico deve essere fornito nella stessa quantità a tutti gli individui equindi il lo Stato decide il prezzo/imposta a seconda della capacità di reddito di ciascun individuo. Sipuò quindi affermare che il livello efficiente di spesa per beni pubblici dipende dalla distribuzionetotale del reddito. Al variare della distribuzione del reddito varia il livello pareto-efficiente diconsumo dei beni pubblici. Ed in particolare se il livello ottimale di consumo è aumentato significache c’è un aumento della distribuzione del reddito e quindi un aumento del consumo implica unaumento delle imposte.Si definisce curva della fattibilità la curva che indica,per un dato sistema tributario,il livello massimodi consumo di beni privati compatibile con ciascun livello di offerta dei beni pubblici.La quantità di beni privati cui si deve rinunciare per ottenere un unità addizionale di beni pubblicitenendo conto delle imposte è chiamato saggio marginale di trasformazione economica.Quindi la condizione di efficienza ora è data dall’uguaglianza del saggio marginale di sostituzionecollettivo e quello collettivo di trasformazione economica.N.B. L’amministrazione efficiente dello Stato è anche essa stessa un bene pubblico. 14/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland LE SCELTE PUBBLICHELe decisioni collettive,come quelle per determinare il livello dei beni pubblici,differiscono dalledecisioni normali prese nell’ambito di una famiglia,per due motivi principali. In primo luogo esisteun problema di indurre la rivelazione delle preferenze infatti se ciò che gli individui devono pagaredipende dalle loro dichiarazioni,essi presumibilmente tenderanno a sottorappresentare le loro verepreferenze. Se invece ciò che devono pagare non dipende dalle loro dichiarazioni,essi tenderanno asovra-rappresentare le loro vere preferenze. In secondo luogo c’è un problema di risoluzione delledifferenti preferenze individuali. Le differenze tra gli individui possono dipendere da tre motivi: 1. differenze nei gusti 2. differenze nel reddito 3. differenze nelle imposte da pagare.Generalmente individui con reddito più alto spendono di più in beni pubblici. Ma più è alta larichiesta allo Stato di tali beni da parte dei più abbienti tanto maggiore saranno le imposte per essi.Il prezzo-imposta è l’ammontare addizionale che un individuo deve pagare quando la spesa pubblicaaumenta di 1 €.Il prezzo-imposta moltiplicato per la spesa pubblica totale dà l’imposta totale pagata da un individuo.Più è alto il prezzo-imposta e maggiore sarà la tassazione per un individuo che quindi anche se riccoridurrà il consumo di beni pubblici.Se si ha un’imposta è uniforme e gli individui sono N il prezzo-imposta è dato dal rapporto 1/N e ilgettito totale d’imposta è G/N²,con un imposta proporzionale ognuno paga la stessa percentuale delreddito, e in tal caso il prezzo-imposta è dato dal rapporto Y/NŶ dove Y è il reddito dell’individuo eŶ è il reddito medio.Con un imposta progressiva l’imposta pagata aumenta più che proporzionalmente rispetto alreddito,con un imposta regressiva aumenta meno che proporzionalmente.Con un imposta proporzionale i prezzi-imposta sono più alti per i ricchi e più bassi per i poveri,laquantità di beni pubblici domandata i poveri è comunque bassa in quanto essi hanno un redditobasso ma tale domanda sarà comunque superiore a quella dei ricchi. Si hanno in tal caso un effettoreddito e un effetto sostituzione(prezzo-imposta più baso)Con un imposta uniforme si ha un solo effetto reddito,con un imposta progressiva i poveri hanno unimposta ancora più bassa del caso in cui fosse proporzionale e sarà ancora maggiore la domanda dibeni pubblici da parte di questi. Per livelli di spesa più elevati,il beneficio marginale della maggiore 15/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Proflandspesa pubblica è inferiore al costo marginale che l’individuo deve sopportare in termini di maggiorimposta da pagare,il contrario accade per livelli di spesa inferiori al livello preferito.Nel settore pubblico le decisioni sono prese su base collettiva,e ogni volta si deve affrontare ilproblema di riconciliare posizioni divergenti. Sono state cercate soluzioni al problema senza mairiuscirne a trovare una. Nella maggior parte dei casi il problema viene risolto attraverso lamaggioranza semplice. A volte però può non esistere un equilibrio del voto di maggioranza in quantosi incappa nel c.d. paradosso del voto ossia un ciclo di votazioni ripetuto che non porta mai ad unrisultato definitivi.Secondo Arrow si riesce sempre a raggiungere una decisione di maggioranza ogni qual volta ci sitrovi di fronte ad un meccanismo politico che presenti contemporaneamente queste 4 caratteristiche:• transitività,se la regola mostra che A è preferito a B e B è preferito a C allora A è preferito a C.• scelta non dittatoriale,tutti i poteri spettano ad un solo individuo,che però decide in modo coerente• indipendenza da alternative,irrilevanti. L’esito della votazione è indipendente da alternative irrilevanti,per esempio la scelta tra una piscina e da un campo da tennis non deve dipendere dalla presenza di una biblioteca.• dominio non ristretto,il meccanismo deve funzionare indipendentemente dall’insieme delle preferenze e dalla gamma di alternative tra cui si deve scegliere.Oggi non esiste una regola che soddisfa tutte e 4 le proprietà→teorema dell’impossibilità di ArrowUna eccezione a tale teorema si ha nel caso di preferenze uni-modali,ossia quando un individuo haun profilo delle preferenze con una sola punta. In tal caso si ha sempre un equilibrio di maggioranzae tale equilibrio riflette le preferenze dell’elettore mediano.Quando ci si trova di fonte ad una preferenza uni-modale è sempre possibile ordinare gli individuali.L’individuo mediano è colui che si trova esattamente a metà dell’ordinamento. Le preferenzeriguardanti un singolo bene pubblico sono di solito uni-modali.Non sono uni-modali se:• c’è più di un bene pubblico e la votazione riguarda pacchetti di beni• la votazione riguarda un bene privato fornito dal settore pubblico per il quale esiste un alternativa privata• la votazione riguarda questioni distributive,come la struttura delle aliquote d’imposta sul reddito. 16/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandN.B. In un sistema bipartitico le posizioni dei due partiti tendono a convergere vero quelladell’elettore mediano.L’equilibrio del voto a maggioranza non da luogo,in generale,ad un offerta efficiente di benipubblici;l’offerta risultante può essere sia eccessiva sia inadeguata.Oltre al voto di maggioranza si sono cercati sistemi di equilibrio efficienti ed uno di tali sistemi futrovato da Lindahl.L. si è ispirato all’equilibrio del mercato privato. In particolare l’equilibrio di L. corrisponde allivello di offerta dei beni pubblici per il quale la somma dei prezzi-imposta è uguale al costomarginale di produzione. Tale equilibrio è efficiente ma comunque rimane il problema che gliindividui non sono incentivati a rivelare sinceramente le proprie preferenze. L’equilibrio di L. esistesempre.In molte elezioni il tasso di partecipazione è basso. In realtà gli economisti trovano difficile capireperché gli individui votino,dato che il beneficio privato(stante la bassa probabilità che un singolovoto possa influenzare il risultato finale) tipicamente inferiore al costo privato.Al contrario i gruppi di interesse spesso esercitano una forte influenza sul processo politico. Essipossono esercitare potere in 3 modi:• rendono disponibili informazioni e quindi non implicano la ricerca per gli individui votanti delle stesse• danno informazioni anche ai politici sulle preferenze degli elettori del loro collegio• meccanismo di corruzione diretta ed indiretta dei politici.Tuttavia si può anche pensare che esistano politici non egoisti,disinteressanti alle proprie preferenze 17/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland PRODUZIONE PUBBLICA E BUROCRAZIAIn Italia il settore pubblico svolge ancora un ruolo molto importante in numerosi settori dellaproduzione,sebbene negli ultimi anni si sia avuto un progressivo processo di privatizzazione di molteimprese di proprietà pubblica. I fallimenti del mercato forniscono una giustificazione per l’interventopubblico,ma di per se non giustificano la produzione di beni privati da parte del settore pubblico.Una delle ragioni principali della produzione pubblica dei beni privati è la mancanza di concorrenzache si ha nel caso di monopolio naturale→essi sono industrie in cui il costo medio di produzionediminuisce all’aumentare della quantità prodotta e quindi è efficiente la presenza di un unicoproduttore che garantisce prezzi molto bassi.(es.poste,telecomunicazioni acqua..). L’aggettivonaturale sta ad indicare che il monopolio è dovuto alla natura del bene in questione: esso deve esserefondamentale per la comunità.I monopoli naturali a gestione pubblica operano in corrispondenza del punto di intersezione tra lacurva di domanda e quella del costo medio. Questo punto è detto punto di profitto nullo→esso èesattamente il punto in cui i monopoli naturali possono operare nell’ipotesi che vi sia concorrenzapotenziale. In tal punto il prezzo del bene è uguale al costo di produzione. Ma ciò comunque nonimplica la posizione di monopolio. La posizione di monopolio e data dal fatto che tutti i monopolinaturali implicano la presenza di costi non recuperabili,costi che un impresa che esce dal mercatonon può recuperare,il che significa che un impresa già presente nel mercato nel caso in cui unimpresa decida di entrare nel mercato non uscirà da esso, proprio a causa di tali costi,ma abbasserà ilprezzo del bene che sarà inferiore a quello di produzione e di conseguenza l’impresa che vuoleentrare non entrerà più in quanto se entrasse dovrebbe attuare dei prezzi che non gli garantiscono unincentivo all’entrata quindi i costi non recuperabili fungono anche da barriera all’entrata del mercato.Lo Stato produce i beni in questione in quanto sono fondamentali per la comunità e non puòpermettere che un impresa privata controlli da sola un intero settore e che quindi possa sfruttare iconsumatori.I monopoli naturali possono produrre più beni e i prezzi sono fissati dallo Stato a seconda che ladomanda del bene in questione sia elastica o meno. Nel caso di domanda inelastica il prezzomaggiore rispetto al costo marginale causa una diminuzione del consumo del bene tale diminuzione èperò minore rispetto a quella che si avrebbe se la domanda è elastica;quindi lo Stato per rimanere inequilibrio deve cercare un prezzo tale da rendere la diminuzione del consumo dei beni causata 18/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Proflanddall’aumento del prezzo uguali per tutti i tipi di bene ciò significa aumentare il prezzo dei beni condomanda inelastica e diminuire quello dei beni con domanda elastica.Lo Stato in casi di monopolio naturale può dunque comportarsi in questi modi: • produrre in prima persona il bene • attuare una regolamentazione della produzione privata ed utilizzare dei sussidi per incoraggiare le imprese private a produrre il bene che altrimenti non avrebbe prodotto perché non profittevole.Per regolamentazione si intende un insieme di norme di condotta che garantiscano a tutti iconsumatori l’accesso ad un determinato bene prodotto in regime di monopolio naturale da unimpresa privata.Secondo alcuni il rimedio della regolamentazione e sussidi dia 3 vantaggi rispetto alla produzionepubblica: • consente un politica più coerente ed efficiente • consente una stima più chiara dei costi associati al perseguimento di un dato obbiettivo • un impresa privata anche se regolamentata ha maggiori incentivi all’efficienza.La regolamentazione ed i sussidi hanno comunque anche degli svantaggi: • elevati costi amministrativi • quasi sempre gli schemi regolatori danno origine a distorsioni(es investimenti eccessivi o distorsione nelle scelte di investimento)Esiste una certa evidenza empirica ,per quanto limitata,di una minore efficienza del settore pubblicorispetto alle imprese private,nell’offerta di servizi con caratteristiche analoghe.I motivi che causano una minore efficienza delle imprese pubbliche rispetto alle private siricollegano a differenze tra la natura delle organizzazioni che poi,conseguentemente,causanodifferenze anche negli incentivi individuali:Differenze organizzative:• le organizzazioni private massimizzano i profitti,quelle pubbliche possono perseguire anche altri obbiettivi 19/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland• le imprese pubbliche devono fronteggiare una concorrenza limitata e spesso hanno un vincolo di bilancio soffice:in alcuni paesi le imprese pubbliche possono non preoccuparsi delle perdite in quanto per esse non esiste fallimento e le perdite vengono ripianate nel bilancio pubblico• mancanza di concorrenza• le società pubbliche hanno più vincoli di quelle private nella politica del personale e degli acquisti in tal caso si parla di restrizioni: 1. Restrizioni nelle politiche del personale→sono create per evitare che i dipendenti pubblici abusino della loro posizione e potere a scapito dei contribuenti. Tali restrizioni sono imposte dalle regole sul pubblico impiego. 2. Restrizioni nelle politiche degli acquisti→sono state create procedure per evitare abusi negli acquisti e di raggiri nei confronti dello Stato.N.B. Burocrazia:insieme dei dipendenti pubblici e delle regole procedurali che essi devono sostenerenello svolgere la loro attivitàDifferenze di incentivi individuali:• il dipendente pubblico non può essere licenziato e non ha premi per i buoni risultati conseguiti quindi non è stimolato ad essere efficiente.• la retribuzione del dipendente pubblico non è legata ai risultati ma alla promozione che invece si ottiene con i buoni risultati;per evitare che vengano notati i suoi errori quindi la burocrazia si affida ad una serie di procedure e di controlli,ecco perché si dice che i burocrati sono avversi al rischio e i dipendenti privati invece no.• gli incentivi dei dipendenti pubblici sono quindi di solito di tipo politico:i burocrati spesso mirano a massimizzare la dimensione del loro ente.Al tempo stesso le organizzazioni pubbliche e quelle private devono entrambe affrontare il problemanoto come quello del principale-agente:come garantire che i propri dipendenti agiscano negliinteressi dell’organizzazione o,in senso più ampio che i manager e i lavoratori delle imprese seguanocomportamenti coerenti con gli interessi degli azionisti e che i dipendenti pubblici (agenti)agiscanosecondo modalità coerenti con gli interessi dei cittadini(principale). 20/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandVi è un certo numero di forme organizzative che si collocano in una posizione intermedia tra itradizionali enti pubblici e quelli privati quali sono per esempio le società per azioni di proprietàpubblica e varie forme di agenzie pubbliche. Queste società come le normali imprese privatetraggono le loro entrate dalla vendita dei beni e servizi che producono. La cosa più importante però èche esse non sono soggette alla maggior parte delle restrizioni imposte agli enti pubblici:esseoperano in modo molto simile alle imprese private.Generalmente un impresa pubblica prima di essere privatizzata passa attraverso la fase intermediadella trasformazione in società per azioni. In tale periodo si hanno i maggiori guadagni in termini diefficienza perché: • si possono misurare i risultati • si possono affrontare in modo soddisfacente le questioni di interesse pubblicoComunque non tutte le imprese pubbliche possono essere privatizzate in quanto ci sono obbiettivipubblici che non possono essere conseguiti adeguatamente dai privati neanche attraverso unaregolamentazione e l’obbiettivo futuro sarà appunto quello di capire quali sono i limitinell’utilizzazione di tali forme organizzative. 21/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland IL SISTEMA TRIBUTARIOLe cinque caratteristiche desiderabili per un sistema tributarioLe imposte sono prestazioni in denaro obbligatorie ed è inevitabile che rappresentino una questionedolente.La maggior parte delle persone vorrebbe vedere ridotte le proprie imposte, allo stesso modos’ingegna a trovare il modo per dimostrare che gli altri dovrebbero pagare di più.Gli stati, nel decidere quale sia il modo migliore per recepire le entrate necessarie al lorofunzionamento, si ispirano ad alcuni principi generali ed in particolare vi sono 5 caratteristichecomunemente accettate per un buon sistema tributario: • Efficienza economica (il sistema tributario non dovrebbe essere distorsivo, ma dovrebbe essere utilizzato per migliorare l’efficienza economica); • Semplicità amministrativa (il sistema tributario dovrebbe essere semplice e poco costoso soprattutto per quanto riguarda i costi d’amministrazione e d’adempimento); • Flessibilità (il sist trib dovrebbe adattarsi con facilità al mutamento delle condizioni economiche); • Trasparenza politica (il sist trib dovrebbe essere trasparente, vale a dire fare in modo che i contribuenti siano consapevoli delle imposte che pagano e possano valutare se il sistema riflette le loro preferenze); • Equità (il sist trib dovrebbe essere equo e in altre parole trattare in modo simile quei soggetti che si trovano in condizioni simili e richiedere imposte maggiori a chi può sopportare meglio il peso della tassazione).EFFICIENZA ECONOMICAEffetti delle imposte sul comportamento individuale e delle imprese La maggior parte delle imposte fa cambiare i prezzi relativi e di conseguenza, i segnali forniti dai prezzi vengono distorti e l’allocazione delle risorse viene alterata. La maggior parte degli effetti delle imposte sull’efficienza sono sottili e difficili da valutare. Ad esempio, le imposte possono influenzare le decisioni riguardanti il lavoro, il risparmio, l’istruzione e il consumo, gli investimenti delle imprese, lo sfruttamento delle risorse naturali. Nel sistema economico, insomma, non c’è decisione importante d’allocazione di risorse che non sia influenzata dal sistema tributario. 22/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandEffetti finanziari delle imposte A volte, le imposte hanno effetti più sulla forma che sulla sostanza delle transazioni economiche. Non fa molta differenza se decido direttamente l’impiego del mio risparmio al fine di assicurarmi in futuro un reddito con cui integrare la mia pensione pubblica o se, allo stesso fine, aderisco ad un fondo integrativo aziendale. Le implicazioni fiscali, invece, possono essere alquanto diverse, inducendomi a risparmiare attraverso il fondo piuttosto che direttamente. Questi effetti possono avere, a loro volta, effetti sull’economia: è possibile che i gestori dei fondi, a causa della tassazione alla quale è soggetta la loro attività, facciano scelte d’investimento diverse da quelle che avrebbero fatto i singoli.Effetti organizzativi delle imposte Le imposte influenzano il modo in cui è organizzata la nostra economia e molti degli effetti organizzativi hanno conseguenze reali sull’allocazione di risorse. Spesso gli effetti organizzativi e quelli finanziari sono interconnessi: il sistema tributario può decidere se avvantaggiare le banche rispetto alle altre istituzioni finanziarie e questo può indurre le imprese ad aumentare o diminuire il denaro raccolto tramite le banche. Studi recenti hanno dimostrato che le imprese che raccolgono fondi tramite le banche presentano una minore volatilità negli investimenti. Al contrario, le imprese ce si affidano al mercato dei capitali, per raccogliere fondi incontrano maggiori difficoltà.Effetti d’equilibrio generaleL’introduzione di un’imposta modifica l’equilibrio del sistema economico.Le ripercussioni che comportano le imposte sono noti come “effetti d’equilibrio generale” ed hannoimportanti conseguenze distributive, a volte nella direzione opposta rispetto all’intendimento dellalegge istitutiva dell’imposta.Effetti d’annuncio e capitalizzazioneL’aggiustamento dell’economia, dopo l’introduzione dell’imposta, non è istantaneo.Nel breve periodo, le distorsioni sono meno intense che non nel lungo periodo, quando l’economia èin grado di rispondere in modo più completo alla nuova situazione.Gli effetti della nuova imposta su un bene patrimoniale possono farsi sentire anche prima della suaintroduzione, cioè al momento del suo annuncio e questo può dar luogo a gravi problemi di equità eprovocare un effetto distorsivo sull’offerta di beni patrimoniali. Ad esempio se nel mercato si forma 23/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Proflandla convinzione che un particolare bene patrimoniale capitalizzato sta per essere assoggettato ad unamaggiore tassazione, questo ha un impatto immediato sul valore di quel bene e sarà il possessore delbene, al momento dell’annuncio, a sopportare la maggiore imposta.Imposte distorsive e neutraliUn’imposta è distorsiva e non neutrale se il soggetto colpito non può far nulla per modificare equindi diminuire il suo debito d’imposta e questa è detta “imposta in somma fissa”.Tutte le imposte utilizzate nei sistemi moderni sono distorsive, tranne quelle capitarie (che tuttidevono pagare -in somma fissa- indipendentemente dalla propria ricchezza.Qualsiasi imposta sui beni di consumo è distorsiva, modificabile dai consumatori riducendo laquantità acquistata del bene tassato. Lo stesso vale per le imposte sul reddito, ciascuno può ridurlasemplicemente lavorando meno o risparmiando meno.Imposte correttiveL’imposizione, a volte, può essere utilizzata in modo positivo per correggere qualche insufficienzadel mercato. Queste imposte procurano gettito e migliorano l’efficienza dell’allocazione dellerisorse.COSTI AMMINISTRATIVIEsistono costi diretti e indiretti supportati dai contribuenti.Questi costi dipendono da una serie di fattori: • il tipo di registrazioni che sarebbero tenute in assenza d’obblighi tributari, infatti, le imprese hanno l’obbligo di effettuare registrazioni contabili e nel caso delle grandi imprese, l’avvento dei computer ha ridotto notevolmente i costi di mantenimento di tali registrazioni.All’estremo opposto, molte piccole imprese impiegano collaboratori e trovano molto gravosoraccogliere e registrare le informazioni.Particolarmente oneroso è il mantenimento delle registrazioni richieste dalle imposte sui guadagni dicapitali in quanto è necessario conservare le documentazioni per periodi di tempo molto lunghi. • dalla complessità della normativa tributaria o meglio dalle disposizioni contenute in essa.La differenziazione delle aliquote tra individui o tra categorie di reddito dà origine al trasferimentodel reddito tra i vari componenti, al fine di minimizzare l’imposta totale da pagare. • l’imposizione di alcune categorie di reddito può essere più costosa di quella d’altre categorie. 24/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandAnalogamente i costi amministrativi connessi all’aumento delle imposte sulle piccole impresepossono essere più alti rispetto a quelli che riguardano le grandi imprese.FLESSIBILITA’Nel caso di rotture d’imposta, gli aggiustamenti sono facilmente realizzabili, in altri casi richiedonoun ampio dibattito politico ed in altri casi ancora avvengono automaticamente.Stabilizzazione automaticaQuando ci si trova in una fase di recessione, può essere utile ridurre le entrate fiscali infatti se illivello dei prezzi si mantiene stabile, una struttura di imposta progressiva consentirà un elevato gradodi stabilizzazione automatica. Quando, durante una fase di recessione, il reddito diminuisce,l’aliquota media si riduce mentre in periodi di stagflazione (si verificano contemporaneamenterecessione e inflazione), l’aliquota aumentaDifficoltà politiche di una modifica delle aliquoteQuando si decide per una modifica delle aliquote, questo è spesso fonte di accesi dibattiti politici.La difficoltà di modificare le aliquote dell’imposta dovrebbe essere confrontata, per esempio, conquella dell’imposta sulla proprietà.Velocità d’aggiustamentoUn aspetto importante della flessibilità del sistema economico è la velocità con la quale si effettuanole modifiche della normativa. Esiste sempre il pericolo che a causa dello sfasamento temporale, leimposte vengano aumentate quando l’economia necessita di una riduzione dell’imposizione eviceversa.RESPONSABILITA’/TRASPARENZA POLITICAUn principio politico condiviso è che lo Stato non debba approfittare della disinformazione deicontribuenti ma, anzi, introdurre nuove imposte per le quali risulti chiaro l’onere del pagamento(imposte trasparenti).L’impressione è che a volte, lo Stato tenda a nascondere il vero costo dei servizi pubblici o su qualisoggetti esso ricade.Un sistema d’imposta, per essere politicamente trasparente, deve ance prevedere che le singoleimposte possano essere modificate solo per effetto di nuove leggi, in altre parole, lo Stato dovrebbechiedere alla collettività di valutare se il settore pubblico stia spendendo troppo o troppo poco. 25/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandEQUITA’La maggior parte delle critiche rivolte ai sistemi tributari riguarda la loro equità.Possiamo parlare di equità orizzontale e verticale.Parliamo di equità orizzontale quando individui identici sono trattati tutti alla stessa maniera. Questoprincipio è tanto importante da essere inserito nella Costituzione, art. 3.Il principio dell’equità verticale, invece, afferma che se alcuni sono in grado di pagare impostesuperiori rispetto ad altri, dovrebbero farlo. In merito vi sono tre problemi: individuare questisoggetti, mettere in pratica questo principio e decidere quanto questi soggetti dovrebbero pagare piùdegli altri. La decisione viene presa in base a tre criteri: valutare se possiede una maggiore capacitàcontributiva, valutare se gode di un più elevato livello di benessere economico e riceve di unbeneficio maggiore dall’attività dello Stato.Il reddito come base di imposizioneIl reddito è la base più comunemente utilizzata per la tassazione in quanto è visto come un buonindicatore della capacità contributiva. Più è alto il reddito e più sono alte le tasse che si dovrebberopagare.Fino al ventesimo secolo i governi si sono affidati alle imposte dirette per aumentare le entrate.Soltanto quando i governi hanno assunto un ruolo economico più ampio, necessitano di un gettito piùampio, sono ricorsi ad imposte fondate su basi più ampie, in special modo quelle sul reddito.Economisti e filosofi hanno ampiamente criticato questa imposta fino a farla diventare menoimportante. Ora, infatti, è stata rimpiazzata dall’imposta sul valore aggiunto, concepita per tassaresolo il consumo.Il consumo come base di imposizioneUna delle argomentazioni più forti contro l’idea che il reddito sia una base corretta per l’imposizioneè che il reddito corrisponde al contributo dell’individuo alla società.La differenza tra reddito e consumo è costituita dal risparmio;il reddito può essere consumato (Y) erisparmiato (S): C+S=Y ovvero C=Y-S.Il reddito percepito nell’arco della vita come base d’imposizioneIl contrasto tra reddito e consumo non è così netto come si può credere. La base di imposizione cheappare più appropriata ora, sarebbe il reddito percepito durante l’arco della vita (somma dei valoriannuali) considerando anche che le entrate future vengono scontate per tener conto del loro minor 26/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Proflandvalore. Assumere come base d’imposizione il reddito percepito nell’arco della vita equivale adassumere come base d’imposizione il consumo effettuato durante l’intero arco della vita, in quanto ilvalore attuale del consumo di un individuo nell’arco della sua vita deve essere uguale al valoreattuale del suo reddito.Le critiche al reddito come base per l’imposizioneAlcuni ritengono che né reddito né consumo possano costituire una base corretta per l’imposizione inquanto lo Stato non ha modo di valutare in modo preciso gli insiemi delle opportunità economichedei soggetti. Secondo alcuni, i saggi di salario possono costituire un indicatore migliore del redditopur se influenzati anch’essi dalle scelte dell’individuo.In pratica gli Stati utilizzano reddito o consumo come base imponibile, anche se imperfette sia dallato della capacità contributiva sia del benessere dell’individuo.Il principio del beneficioAlcuni economisti hanno sostenuto che ciascuno dovrebbe contribuire a finanziare lo Statoproporzionalmente al beneficio che trae dai servizi pubblici ed in alcuni casi il principio delbeneficio viene adottato esplicitamente.Altri economisti invece, non considerano attraente questo principio per vari motivi: è impossibiledeterminare la dimensione del beneficio ricevuto dai singoli, le imposte basato su di esso sarebberodistorsive ed inoltre si verificherebbe un trade-off tra equità ed efficienza.Uno schema generale per la scelta tra sistemi impositiviTornando ad analizzare l’efficienza possiamo affermare che i sistemi d’imposta sono definitiefficienti (in senso paretiano) quando hanno al loro interno strutture d’imposta tali che nessuno puòmigliorare la propria condizione senza peggiorare quella di qualcun altro. Si cerca di scegliere tra lestrutture d’imposta efficienti, ricorrendo ad una funzione del benessere sociale che indica l’attitudinedella società verso il benessere dei diversi individui.Gli economisti hanno utilizzato due particolari funzioni del benessere sociale, quella utilitaristica equella rawlsiana. Nella prima, il benessere sociale è dato dalla somma delle utilità di tutti i membridella collettività; nell’altra, il benessere coincide con l’utilità della persona che sta peggio.Utilitarismo: si tendeva a tassare i ricchi con aliquote più elevate di quelle applicate ai poveri.Secondo l’utilitarismo, l’imposta dovrebbe essere tale da rendere uguale l’utilità marginale (perditadi utilità provocate da una diminuzione del reddito) del reddito di tutti i contribuenti. 27/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandNell’analisi tradizionale si assumeva che il reddito lordo non si sarebbe modificato per effetto delleimposte, ora il criterio richiede che il rapporto “variazione dell’utilità/variazione del gettito” sia lostesso per tutti i contribuenti.Funzione rwlsiana: Jhon Rawls, invece, credeva ce la collettività dovrebbe preoccuparsi unicamentedel benessere di chi si trova nella peggiore condizione. Lo Stato dovrebbe modellare il sistematributario in modo da massimizzare l’utilità di quella persona. L’adozione di questa funzioneporterebbe l’aumento delle aliquote per tutti i membri della collettività (tranne che per la persona piùinfelice) fino al punto in cui il gettito raggiunga il suo livello massimo.I limiti dell’approccio della funz. del benessere socialeSebbene la funzione del benessere sociale è considerata estremamente utile nell’analizzare i trade-offesistenti nelle strutture fiscali, le debolezze fondamentali della capacità contributiva restano.Se tutti fossero uguali potremmo, secondo l’utilitarismo, sommare le utilità di ciascuno. Ma gliindividui sono diversi e nello scegliere una struttura impositiva dovremmo eguagliare per tutti gliindividui la variazione di utilità e quella di gettito.Il possibile contributo degli economisti al dibattito sull’equitàSecondo gli economisti, è importante essere in grado di descrivere completamente gli effetti diun’imposta. Si può tentare di esaminare in che modo i vari gruppi della popolazione siano influenzatida diverse imposte. I sistemi tributari dovrebbero basarsi su grandezze osservabili, come il reddito ela spesa. Molte delle apparenti ingiustizie presenti nei sist. trib. sono una conseguenza della difficoltàdi tradurre quelli che sembrano concetti ben definiti, nel linguaggio giuridico richiesto dalle normetributarie. 28/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland LA TRASLAZIONE E L’INCIDENZA DELLE IMPOSTEQuando il Parlamento discute l’introduzione di una nuova imposta, affronta anche il problema delladistribuzione del suo onere e di chi debba pagare per finanziare l’attività o il programma cui èdestinata la forma di prelievo in esame. L’onere è il vero costo di un’imposta ed è dato dalladifferenza tra il reddito reale di un individuo prima e dopo l’imposta, e non sempre viene sopportatoda chi materialmente la versa allo Stato.Gli economisti distinguono tra contribuenti di fatto, su cui grava effettivamente l’imposta, e didiritto, coloro per cui l’imposta è stabilita e sui quali è prelevata legalmente. Questi si chiedono qualesia l’incidenza di un’imposta, chi la paga effettivamente e quindi subisce una diminuzione delproprio reddito reale.Un’imposta può essere traslata in avanti (sui consumatori) aumentando i prezzi e all’indietro (sullavoro) diminuendo i salari. Anche se il legislatore stabilisce che solo parte dei contributi devegravare sui lavoratori, questi ne sostengono l’intero onere per mezzo della diminuzione dei salari.L’INCIDENZA DELLE IMPOSTE NEI MERCATI PERFETTAMENTE CONCORRENZIALINon vi è alcuna differenza se a pagare le imposte siano i produttori o i consumatori, l’unica cosa checonta è la curva di offerta e di domanda del bene.-Se l’imposta è fatta gravare sull’impresa, è questa a scegliere il livello di produzione per cui ilprezzo uguaglia i costi marginali. Il suo costo di produzione effettivo aumenta di un ammontare parialla suddetta imposta e la quantità del bene che sarà disposta ad offrire ad un determinato prezzo p0sarà inferiore. (grafico10. 1 pag291)La curve di offerta dell’impresa individua la quantità del bene che questa è disposta ad offrire ad undeterminato prezzo; la curva di offerta dell’intero mercato individua l’ammontare totale che tutte leimprese sono disposte ad offrire per ciascun livello del prezzoQuando l’imposta grava sui produttori (grafico 10.2 pag292), la curva di offerta si sposta verso l’altodi un ammontare pari a quello dell’imposta e il prezzo cresce. I produttori non possono traslare suiconsumatori l’intero costo dell’imposta, perché questo provocherebbe un diminuzione delladomanda, e per evitare questo, aumentano il bene di un importo leggermente inferiore al valoredell’imposta. Le imprese arrivano a produrre meno, ma più di quanto produrrebbero se i consumatorinon sostenessero parte del costo aggiuntivo. 29/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland- Se il Parlamento stabilisse che devono essere i consumatori a pagare l’intera imposta su un bene diconsumo, in realtà non cambierebbe niente e i produttori non dovrebbero preoccuparsi direttamentedi tale imposta. Gli effetti di un’imposta possono essere visti sia come uno spostamento verso ilbasso della curva di domanda esattamente pari al valore dell’imposta, quando consideriamo il prezzocome ricevuto dal produttore, che uno spostamento verso l’alto della curva di offerta quando loconsideriamo pagato dal consumatore (grafico 10.3 pag293).Come è irrilevante se il soggetto che paga l’imposta sia il produttore o il consumatore, similmente,non fa alcuna differenza se l’imposta è prelevata in una data percentuale del prezzo (ad valorem) o inammontare fisso per ciascuna unità di output (imposta specifica). In entrambi i casi, infatti, iproduttori ottengono una percentuale fissa del prezzo pagato dai consumatori e i due effetti, incorrispondenza dell’equilibrio, sono gli stessi (grafico 10.4 pag296).Le due imposte spesso differiscono tra loro, in quanto le autorità fiscali non sono in grado di regolareadeguatamente le imposte specifiche in modo da considerare le differenze nelle qualità dei beni, mal’incidenze di una e dell’altra sono equivalenti..Elasticità della domanda e dell’offertaLa parte dell’imposta sostenuta dai consumatori dipende dalla forma delle curve di dom e di off.Quando la curva di off è orizzontale o quella di dom è verticale, il P aumenta di un importo pariall’imposta cosicché è interamente sostenuta dai consumatori (fig10. 5 pag298).Quando la curva di off è verticale e quella di dom è orizzontale, il P non aumenta e l’imposta èinteramente sopportata dai produttori (fig 10.6 pag 299).Più in generale, quanto più è inclinata la curva di dom o più è piatta quella di off, tanto più l’impostasarà sopportata dai consumatori e viceversa per i produttori.L’inclinazione delle curve è misurata rispettivamente dall’elasticità della domanda e dell’offertaLa prima indica la variazione del consumo di un bene al variare del prezzo, la seconda indica lavariazione della quantità prodotta al variare del prezzo, entrambe espresse in termini percentuali.L’elasticità è pari a zero quando abbiamo una curva di domanda o di offerta verticale, dove non simodificano al variare del prezzo; nel caso di curve orizzontali, parliamo di curve infinitamenteelastiche.Le imposte sui fattori produttivi (grafici 10.7-10.8)L’incidenza di un’imposta su un fattore produttivo, ad esempio il lavoro, dipende dall’elasticità delladom e dell’off di quel fattore. Se l’off di lavoro è inelastica, l’imposta ricadrà maggiormente sui 30/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Proflandlavoratori ed è inoltre dimostrato che la curva è leggermente inclinata negativamente, questo vuoldire che all’aumentare dei salari diminuisce l’off di lavoro.L’incidenza di un’imposta su un fattore la cui off è inelastica, è sopportata interamente dal fattorestesso mentre se l’off è elastica, l’imposta viene completamente traslata.L’INCIDENZA DELLE IMPOSTE NEI MK NON PERFETTAMENTE CONCORRENZIALISe l’industria in questione fosse il monopolio o una simile, l’incidenza dell’imposta sarebbe moltodiversa. In assenza di imposte, il monopolista sceglierà di produrre a un livello tale che il costo di unaumento ulteriore dell’output sia esattamente uguale al beneficio (max : Cm=Rm). Il monopolistasceglierà il livello di output corrispondente al punto d’intersezione tra la curva del Cm e quella delRm (figura 10.9 pag307). Un’imposta su un bene può essere vista semplicemente come unincremento del costo di produzione e ciò avrà come effetto una riduzione dell’output e un aumentodel prezzo pagato dai consumatori.RM = p(1-1/ηd) dove ηd rappresenta l’elasticità costante della domanda rispetto al prezzo;RM = CMp(1-1/ηd) = CMp = CM/(1-1/ηd)p = (CM+ t)/(1-1/ηd).Un’altra differenza tra mercati concorrenziali e non concorrenziali è rappresentata dalla scelta traimposta specifica e ad valorem, mentre nei mercati concorrenziali la scelta è irrilevante, nelmonopolio gli effetti delle due imposte sono differenti. In un mercato monopolistico, a parità digettito, un’imposta ad valorem dà luogo a un livello di produzione maggiore rispetto ad un’impostaspecifica.Un’altra forma di mercato non concorrenziale è l’oligopolio, qui ciascun produttore interagiscestrategicamente con tutti gli altri. Se uno modifica il prezzo o la quantità prodotta, è possibile cheanche gli altri lo facciano. Nel caso di un aumento delle imposte, tutti aumenteranno i loro prezzi,traslando l’onere sui consumatori.Imposte equivalenti 31/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandSono quelle imposte che all’apparenza sono diverse ma nella realtà sono simili o equivalenti inquanto la loro incidenza è la stessa (es. imposte pagate dai datori di lavoro e dai lavoratori, impostepagate dai consumatori e dai produttori).Altre imposte che devono essere equivalenti sono l’imposta sul reddito, che colpisce tutti i tipi direddito con la stessa aliquota, e quella sul valore aggiunto, applicata a ciascuna fase del processoproduttivo e che grava su tutti i tipi di prodotto con la stessa aliquota.Ci sono, poi, le imposte sui consumi che sono equivalenti alle imposte sul reddito da lavoro dallaquale siano esenti i redditi da capitale/lasciti o eredità (fig 10.10 pag312).Risultano, inoltre, equivalenti le imposte sul consumo e quella sul salario.Il fatto che due imposte siano tra loro equivalenti non significa che non vi siano effetti nel caso sipassi dall’una all’altra. L’equivalenza implica semplicemente che due imposte producanoesattamente gli stessi effetti nel lungo periodo; nel breve periodo gli effetti connessi alla scelta diun’imposta piuttosto che dell’altra possono essere sostanzialmente diversi.Altri fattori che influenzano l’analisi dell’incidenza delle imposteBisogna distinguere se l’analisi è fatta in condizioni di equilibrio parziale o generale. Nel primo tipodi analisi si ipotizza che tutti i prezzi e le remunerazioni dei fattori rimangono costanti, e quindi nonvengono modificati dall’imposta. Nella realtà molte imposte influenzano contemporaneamente molteindustrie e l’analisi dell’impatto di tale imposta richiede un’analisi dell’equilibrio dell’interaeconomia, equilibrio generale, e non solo delle industrie su cui grava quell’imposta. In molti casi glieffetti delle due analisi non coincidono ed anche in questo caso, l’incidenza complessiva diun’imposta sui redditi dipende dall’elasticità delle curve di dom e off (fig 10.11 pag316).L’introduzione dell’imposta determina un aumento del costo del capitale nel settore societario, ilprezzo dei prodotti realizzati aumenta e le imprese per produrre utilizzano più lavoro e menocapitale. Parte dell’imposta viene traslata sui lavoratori e parte sui consumatori.Da tutto ciò emerge che: 1. le società, in quanto tali, non sopportano l’onere delle imposte, poiché sono le persone a farlo. 2. a causa degli effetti dell’equilibrio generale, l’impatto delle imposte sulle società non si esaurisce all’interno del settore societario ma investe l’intera economia. 3. gli effetti possono variare seconda che del periodo dell’analisi e della struttura dell’economia. 32/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandUna distinzione analoga va fatta tra l’incidenza dell’imposta nel breve e nel lungo periodo.Nel breve, molte cose che nel lungo possono variare sono date. Il capitale utilizzato oggi in una dataindustria non può essere trasferito ad un’altra, nel lungo invece è sempre possibile in dirizzare ipropri investimenti. L’effetto della tassazione del risparmio può essere minimo nel breve periodomentre può scoraggiare il risparmio nel lungo periodo e provocare la diminuzione della domanda dilavoro, il che porterà ad un abbassamento dei salari. Da ciò deriva che l’incidenza di lungo periodosul risparmio ricada sui lavoratori.Altro fattore di notevole importanza è l’apertura dell’economia. Se un economia è aperta, la curva diofferta risulta infinitamente elastica. L’ultimo aspetto riguarda le politiche d’intervento dello Stato. Esiste un particolare vincolo dibilancio che dice che “entrate + disavanzo = spese pubbliche”. Se lo Stato aumenta un’aliquotad’imposta ne dovrà ridurre un’altra (analisi dell’incidenza differenziale delle imposte) oppure ridurrel’indebitamento oppure aumentare la spesa (analisi dell’incidenza delle imposte con bilancio apareggio). Quando si ritiene che altri strumenti possano essere utilizzati per controbilanciare glieffetti indiretti, si può considerare un’insieme di politiche tali da lasciare immutata l’accumulazionedi capitale: analisi dell’incidenza a parità di crescita.Gli studi empirici, volti a stimare la distribuzione del carico tributario, mostrano che il grado diprogressività del sistema dipende in modo cruciale dalle ipotesi in merito all’incidenza delle singoleimposte. Sotto un particolare gruppo di ipotesi, l’attuale sistema tributario degli Stati Uniti presentaun certo grado di progressività, sebbene inferiore rispetto a quanto non appaia “sulla carta”. 33/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland IMPOSTE ED EFFICIENZA ECONOMICATutte le imposte hanno un effetto sul comportamento economico.Poiché trasferiscono risorse dagli individui allo Stato, i primi devono modificare i lorocomportamenti. Un aumento delle imposte fa necessariamente diminuire il benessere dei contribuentied è la politica tributaria che si prefigge di scegliere la struttura impositiva che renda minima laperdita di quel benessere. • L’effetto di imposte sopportate dai consumatoriIl consumatore dispone di un reddito e può scegliere tra due beni. Se viene introdotta un’imposta suun bene ed, in questo caso, il prezzo è interamente pagato dal consumatore, il bene risulta più costosoe quindi ne acquisterà meno rispetto a prima (fig. 11.11 pag334).L’introduzione di un’imposta su un bene di consumo causa l’effetto reddito o l’effetto sostituzione.Effetto reddito: un’imposta causa il peggioramento della situazione economica dell’individuo, inquanto riduce la quantità di denaro da spendere e questo sarà portato a consumare una quantitàinferiore del bene tassato.Effetto sostituzione: quando un bene diventa più caro, si tende a sostituirlo con uno meno caro.(fig.11.2 pag 338).Abbiamo parlato, in precedenza, delle imposte in somma fissa (imposte che devono pagare tutti,indipendentemente dai consumi). Quando sono presenti queste imposte, il VB cambia:spese per il consumo dei beni = reddito –imposta in somma fissa.La perdita eccessiva di benessere (fig. 11.4 pag 339) è detta eccesso di pressione e tra le causetroviamo aliquote d’imposta elevate o l’aumentare dell’elasticità delle curve di dom compensata.Altrettanto importante è il gettito fiscale ottenuto da un’imposta a somma fissa piuttosto che daun’imposta su un qualsiasi bene di consumo e la differenza di gettito ottenuto dallo Stato rappresentala misura della perdita di benessere generata da un’imposta. • Effetti di imposte sopportate dai produttoriIn realtà l’onere di un’eventuale imposta è parzialmente sopportato dai produttori. Si ha, in tal caso,un eccesso di pressione sui produttori (con l’eccezione del caso in cui la curva di off sia è verticale equindi l’elasticità è pari a zero). Anche in questo caso, l’eccesso di pressione è dato dalla differenzadel gettito di un’imposta fissa ed un’imposta applicate su un bene utilizzato nel processo produttivo. 34/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandSe l’impresa non può sostituire quel bene con un altro, l’imposta su questo bene non avrà effettidiversi da quelli di un’imposta su un bene finale ed in tal caso non si avrebbe nessun eccesso dipressione • Le imposte sul risparmioL’allocazione del reddito di un individuo tra consumo nel periodo corrente e nel periodo futuro è unproblema del tutto simile a quello dell’allocazione del reddito tra due beni diversi nello stessoperiodo. Considerando l’effetto di un’imposta sul reddito da interesse (la quale produce un effettonegativo sul risparmio) ne deriva che l’imposta è distorsiva se spinge il consumatore a sostituire traloro consumo corrente e futuro. Si può confrontare l’effetto dell’imposta sugli interessi con quello diun imposta in somma fissa e ne deriva che questa ultima darebbe un gettito maggiore, in altre parole,a parità di gettito l’imposta fissa provocherebbe una diminuzione di utilità minore di quelladeterminata dall’imposta sugli interessi.La dimensione della distorsione dipende dall’ampiezza dell’effetto sostituzione, che dipende a suavolta dal grado di sostituibilità reciproca tra consumo corrente e futuro. • Le imposte sul reddito da lavoroCome per il risparmio, possiamo modellare l’offerta di lavoro in termini di scelta tra due beni diconsumo. In questo caso i beni sono tempo libero e l’acquisto di beni e servizi ed anche in questocaso siamo in presenza di effetto reddito ed effetto sostituzione. L’effetto sostituzione spingel’individuo a lavorare meno, mentre l’effetto reddito lo spinge a lavorare di più; i due effetti agisconoin direzioni opposte.Anche questo tipo d’imposta è distorsiva ed in particolare, lo è finché si ha l’effetto sostituzione.Le imposte trattate fino ad ora sono tutte proporzionali (se aumenta il consumo del bene tassato,aumenta anche l’ammontare dei pagamenti dovuti all’imposta) ma non vi rientra, ad esempio,l’imposta sul reddito individuale.Negli Stati Uniti si applica il credito d’imposta per redditi da lavoro, è una detrazione effettuata suiredditi che non superano un certo ammontare. Tale detrazione viene ridotta, o soppressa, quando ilreddito da lavoro supera il limite stabilito. Un esempio è rappresentato da un lavoratore chepercepisce un salario basso e che riceve un sussidio salariale (credito d’imposta) fino ad un certolivello del salario, e deve invece pagare un’imposta quando i salari superano un determinato livello(fig 11.14 pag355). 35/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandPer molti individui, gli incentivi a lavorare diminuiscono con l’introduzione di un credito d’imposta,ma gli incentivi ad entrare a far parte della forza lavoro aumentano. In presenza di un creditod’imposta per redditi da lavoro, l’individuo che sarebbe stato contento di ricevere il trasferimentoassistenziale, adesso preferisce lavorare. Non meno importante della partecipazione alla forza lavoro,è il numero delle ore di lavoro, le quali si aggiustano in risposta all’andamento delle forzeeconomiche. Individui ad alto reddito (fig 11.15). • Imposte sull’offerta di lavoroEsistono due metodi per studiare questo problema: l’analisi statica dei dati campionari e gliesperimenti.La prima analisi utilizza tecniche statistiche per analizzare l’effetto di variazioni dei salari netti.I dati disponibili riguardano il numero di ore lavorate da individui con salari diversi. Un primo esamerivela che chi ha un salario più elevato tende a lavorare di più (correlazione tra due variabilieconomiche). Con l’introduzione di un’imposta, invece, si verificherebbe una diminuzione dei salari(inferenza).Tra i lavoratori esistono numerose differenze, oltre al salario, e le analisi più sofisticate cercano ditener conto del maggior numero di tali differenze tentando di verificare se risulti effettivamente chelavorano di più quelli che ricevono un salario più elevato. Dalle varie analisi, però, ne è risultato chenon sono gli individui ad alto reddito ad aumentare l’offerta di lavoro ma bensì quelli con un redditoinferiore.Gli esperimenti, invece, sono i sondaggi d’opinione che forniscono stime abbastanza accurate delvoto degli elettori, intervistando soltanto un piccolo campione di popolazione. Un piccolo campionepotrebbe dare un’indicazione affidabile di quale sarebbe la reazione del resto della popolazionedavanti ad una struttura di imposta alternativa.Ci sono, però, delle limitazioni: 1. il fenomeno noto come effetto di Hawthorne, presente in tutti i lavori sperimentali che coinvolgono esseri umani: chi viene incluso in un esperimento e sa che il suo comportamento è oggetto di analisi tende a modificare quel comportamento; 2. poiché la partecipazione all’esperimento è volontaria, un errore sistematico potrebbe essere associato al tipo di persone che si rifiutano di partecipare; 3. le reazioni individuali di fronte a variazioni di breve periodo dell’ambiente economico circostante possono differire da quelle che si verificherebbero se le stesse variazioni fossero di 36/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland lungo periodo. Da un lato, una modifica temporanea della struttura di imposta fa aumentare il reddito dei partecipanti per la durata degli esperimenti, ma ha un effetto più modesto sul loro reddito permanente, minore rispetto a quello che avrebbe la stesa modifica se fosse definitiva. Dall’altro, spesso l’esperimento implica per i partecipanti una più elevata aliquota marginale di imposta, vale a dire una riduzione temporanea del saggio del salario netto che può avere effetti diversi rispetto a quelli di una riduzione permanente. Gli individui ridurranno la quantità di lavoro più di quanto avrebbero fatto se la diminuzione del salario fosse stata permanente.E’ possibile che molti tra i partecipanti ad un dato esperimento abbiano un potere discrezionalelimitato sulla scelta del numero di ore di lavoro; se però tutta la popolazione avesse di fronte lanuova struttura di imposta, potrebbe determinarsi una pressione al cambiamento delle consuetudiniistituzionali al fine di renderle maggiormente conformi alle preferenze individuali.Il costo elevato e l’ambiguità dei risultati degli esperimenti portati a termine in questi anni hannofatto sì che ce ne siano stati pochi altri della stessa entità e con la stessa finalità. E’ stata invece postamaggiore attenzione nella progettazione dei programmi pilota, in modo da poter effettuarevalutazioni più robuste su ciò che funziona e ciò che deve essere rivisto. 37/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland LA TASSAZIONE OTTIMALEUna struttura delle imposte è pareto-efficiente quando non esistono strutture d’imposta alternative ingrado di migliorare la situazione di qualche individuo senza peggiorare quella di qualche altro tuttele imposte non pareto-efficienti sono distorsive. Data una particolare funzione del benessere socialela struttura ottimale delle imposte(sistema d’imposta)è la struttura pareto-efficiente che massimizzaquella funzione del benessere sociale.Se tutti gli individui fossero uguali e fossero considerati allo stesso modo per quanto concerne lafinalità della tassazione,un imposta in somma fissa sarebbe la sola imposta efficiente;tutte le altreimposte sono distorsive. Ma lo Stato non ha informazioni perfette su tutti gli individui dellacollettività ecco perché deve ricorre all’uso delle imposte discorsive. Se avesse informazioni perfetteriuscirebbe a tassare di più chi ha capacità superiori e meno chi è meno abbiente. Un imposta sulreddito(tipica imposta adottata dallo Stato)per esempio tratta nello stesso modo i meno e i piùabbienti e quindi è necessariamente un imposta distorsiva. L’utilizzo di tale imposte è dovuto allanecessità di redistribuire il reddito senza avere perfetta informazione.Le strutture di imposta efficiente vanno a minimizzare le distorsioni.Se si considera un imposta sul reddito di tipo progressivo non si può far a meno di considerare iltrade-off che ne scaturisce:tanto maggiore è la perdita di benessere,cioè l’inefficienza generatadall’imposta,tanto più basso è il grado di disuguaglianza.Gli economisti a riguardo dell’entità di tale trade-off si dividono in: • elasticity optimists,che le distorsioni derivanti da tale tipo di sistema di imposte siano minime • elasticity pessimists,che ritengono invece che le distorsioni siano elevate.Le imposte progressive provocano una perdita di benessere perché?Innanzi tutto un imposta è progressiva quando il rapporto tra debito di imposta aumentaall’aumentare del reddito mentre un imposta è costante quando l’imposta addizionale che unindividuo paga o riceve quando il suo reddito aumenta di un euro è costante.Si sa che la perdita di benessere aumenta con aliquota d’imposta marginale:l’entità dell’eccesso dipressione dipende dall’effetto sostituzione e l’entità di quest’ultimo dipende dall’aliquota marginaled’imposta. Le imposte più progressive hanno aliquote marginali più elevate,e perciò generano unaperdita maggiore di benessere rispetto alle imposte con aliquote costanti inoltre tanto più progressiva 38/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Proflandl’imposta tanto più elevata è la probabilità di avere un offerta di lavoro e un PIL basso il che rendenecessaria una aliquota ancora più alta.I meno abbienti sono avvantaggiati da un aliquota d’imposta progressiva ma non è detto però che ilvalore sociale del benessere ottenuto dai poveri superi il valore sociale delle perdite subite dai ricchi.Ciò dipende dalla funzione del benessere sociale.Fino ad ora si è ipotizzato che l’imposta sul reddito non venga traslata:ossia non abbia effetti sulreddito al lordo dell’imposta stessa anche se comunque molti economisti ritengono che le imposte sulreddito producano un notevole grado di traslazione.N.B. Poiché l’imposta progressiva prevede un trasferimento a favore di chi abbia un redditoinferiore al livello critico,talvolta la parte della curva di imposta corrispondente a un reddito inferiorea quello della soglia critica Ŷ viene indicata con l’espressione imposta negativa sul redditoAccrescere i benefici dei poveri?Progettare le modalità dei trasferimenti /sussidi ai poveri molto complesso infatti non si ottengonopiù traasferimenti solo aumentando le imposte,bisogna progettare anche la fase della graduale perditadel diritto a seconda dell’aumentare del reddito. Il procedimento di progettazione è detto phaseout.Si hanno due tipi di phaseout: • rapido,con un elevata aliquota marginale di imposta(si riducono i trasferimenti in forte misura per ogni euro in più di reditto)e ciò indebolisce gli incentivi al lavoro • lento,riduce l’effetto disincentivante ma consente anche ad altri individui di beneficiare dei trasferimenti,determinando a parità di trasferimenti per i più poveri un aumento della tassazione per finanziarli.Quindi bisogna scegliere il programma che concili l’obbiettivo di rendere selettivi i trasferimenti conadeguati incentivi al lavoro.Fino ad ora si è ipotizzato un sistema di imposte con aliquota costante ma la maggior parte degli statiadoperano una struttura delle imposte sul reddito non lineare. I caratteri fondamentali di un talesistema sono: • imporre aliquote medie elevate e aliquote marginali basse per le persone più ricche • fare in modo che il minor numero possibile di persone sia gravato da aliquote marginali elevate 39/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland • imporre aliquote marginali elevate su coloro per cui l’imposizione è meno distorsiva ossia per i poveri..Ridurre le aliquote marginali di imposte per le classi più abbienti può produrre un miglioramento delbenessere per tale gruppo senza alcuna riduzione del gettito fiscale per lo Stato(fig pag 386).Lo Stato impone una vasta gamma di imposte su vari beni di consumo in tal caso si parla di impostedifferenziate(es quella sui biglietti aerei).Alcune di queste imposte sono progettate come imposte: • per il servizio usufruito • correttive • sui beni di lusso.La regola di Ramsey definisce l’insieme di imposte sui beni che rende minimo l’eccesso dipressione,dato il gettito. Tale regola è sintetizzata dall’espressione: t/p=k(1/ndu + 1/ns )dove: • t è l’imposta per unità di prodotto • p è il prezzo del bene al lordo dell’imposta • ndu l’elasticità della domanda • ns l’elasticità dell’offerta.Se l’elasticità dell’offerta è infinita,la regola richiede semplicemente che l’imposta sia inversamenteproporzionale all’elasticità compensata della domanda.Nel semplice caso di indipendenza delle funzioni di domanda e offerta,tanto più elevate sono leelasticità dell’offerta e della domanda compensata di un bene,tanto più bassa dovrebbero essere lealiquote su quel bene.L’opportunità di tassare i beni con aliquote differenti dipende dagli strumenti impositivi adisposizione dello Stato. Sotto ipotesi ragionevoli si può dimostrare che se lo Stato già utilizza unimposta ottimale sul reddito non è desiderabile introdurre alcuna imposta sui beni e per gli stessimotivi,non si dovrebbero tassare gli interessi. Anche nel caso in cui gli strumenti a disposizione dello 40/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: ProflandStato siano limitati a un’imposta sul reddito ad aliquota costante,si può presumere in una certamisura l’inopportunità di una tassazione differenziata dei beni.Se il settore privato non realizza profitti(le imprese operano in regime di concorrenza perfetta oppurelo Stato è in grado di tassare i profitti con un aliquota del 100%)e in assenza di altre limitazioni allacapacità dello Stato di applicare imposte non è desiderabile introdurre imposte che ostacolinol’efficienza produttiva dell’economia. Se si abbandonano queste ipotesi forti,può essere desiderabileintrodurre imposte che interferiscano sull’efficienza produttiva. 41/42
    • Appunti diScienza delle Finanze Visto su: Profland Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman 42/42