Appunti di Economia degli intermediari finanziari

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Appunti universitari per l'esame di Economia degli Intermediari Finanziari

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Appunti di Economia degli intermediari finanziari

  1. 1. Appunti di Economia degli Intermediari Finanziari: il Sistema Finanziario Autori: Profman, Tytty, Gio, Barby
  2. 2. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgSi ricorda che:- luso degli appunti qui presenti è consentito per solo uso personale e di studio;- la consultazione è gratuita ed ogni forma atta a ricavarne lucro è vietata!- gli appunti sono fatti da studenti che non possono assumersi nessuna responsabilità in merito;- il materiale qui presente non è sostitutivo ma complementare ai libri di testo: - devi (e ti consiglio) di consultare e comprare i libri di testo;- il materiale qui presente è distribuito con licenza Creative CommonsTi ricordo che se vuoi contribuire mandando degli appunti o quantaltro possa essere utile ad altri puoifarlo inviando il materiale tramite: http://profland.altervista.org/mail.htmSpero che ciò che hai scaricato ti possa essere utile.Profman Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman 2/78
  3. 3. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgCapitolo 1IL SISTEMA FINANZIARIO1. Il sistema finanziarioÈ una struttura fondamentale dell’economia reale poiché ne migliora sostanzialmente ilfunzionamento, l’efficienza e, in definitiva, la capacità di produrre ricchezza: in altreparole è quella struttura attraverso cui si svolge l’attività finanziaria, cioè la produzione el’offerta di servizi finanziari; infatti è l’insieme organizzato di mercati, intermediarifinanziari e strumenti finanziari. Questi ultimi sono una particolare categoria di contrattiaventi per oggetto diritti e prestazioni di natura finanziaria, negoziati in mercatispecializzati (mercati finanziari). Gli intermediari finanziari sono una speciale classe diimprese che svolgono essenzialmente attività finanziaria, basata cioè sulla negoziazionedi strumenti finanziari e sull’offerta di servizi connessi con la circolazione degli strumentistessi. Il funzionamento avviene attraverso regole e controlli, conseguentemente quindila quarta componente della struttura è costituita dalle autorità di vigilanza.2. Le funzioni del sistema finanziarioIl sistema finanziario realizza, attraverso produzione ed offerta di servizi finanziari, 3fondamentali processi del finanziamento di un’economia moderna.L’offerta di strumenti di regolamento degli scambiUn sistema che basa la sua funzionalità sulla specializzazione e sulle diverse possibilità diposizioni, deve disporre di meccanismi di scambio – e di regolamento degli scambi –molto sviluppati ed efficienti. Il progresso è legato al fatto che la moneta accresce l’areadi scambio: aumenta la possibilità di contropartita, si riducono i costi, si limitano i rischi.Non è più necessario produrre per esigenze di autocomsumo, ma si può produrre per ilmercato, sfruttando i vantaggi della specializzazione.L’evoluzione storica della moneta accompagna tale specializzazione: si è passati dalla“moneta merce” (valore intrinseco, ad es. monete in metallo prezioso) alla “monetasegno” (valore in termini nominali), dalla “moneta bancaria” alla “moneta elettronica”.Questa evoluzione è dipesa dalla ricerca di nuovi mezzi di pagamento idonei a ridurre ilcosto delle transazioni e a renderne meno rischioso il regolamento.L’accumulazione del risparmio ed il finanziamento degli investimenti: il trasferimento delle risorsefinanziarieLa crescita di un sistema economico è basata sul volume e sulla natura degli investimentirealizzati in un determinato arco temporale. Il volume è condizionato dalla capacità diaccumulazione del risparmio, mentre la natura dipende dalle scelte di allocazione dellostesso investimento in forma finanziaria. Accumulazione e allocazione del risparmiopresuppongono che il sistema crei le condizioni più favorevoli: alle decisioni di risparmiodei soggetti con surplus di reddito sui consumi; alle decisioni di investimento delrisparmio; alle decisioni di finanziamento dei soggetti in deficit.Per “condizioni più favorevoli” s’intende l’offerta – ai risparmiatori e utilizzatori finalidelle risorse finanziarie – di incentivi più forti soprattutto perché si attivino circuiti ditrasferimento che finanzino gli investimenti con maggiore redditività attesa, dato un 3/78
  4. 4. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgcerto livello di rischio (inteso come grado di incertezza su rendimento futuro di uninvestimento).Anche in questi tipi di trasferimenti esistono 2 tipologie di soggetti opposti: una parte (irisparmiatori) dispone al presente di “potere d’acquisto” in eccesso ed è disposta ascambiarlo con “potere d’acquisto futuro” (a patto che ci siano adeguati terminicontrattuali e che ne derivi un vantaggio economico dato dal rendimento), un’altra parteha al presente un deficit di “potere d’acquisto” che risolve attraverso contratti difinanziamento per poter effettuare investimenti reali di ammontare superioreall’autofinanziamento disponibile o per anticipare consumi rispetto all’attuale capacità dispesa.Il trasferimento delle risorse tra questi soggetti richiede che ci sia un certo grado difinanziarizzazione dell’economia, ossia la possibilità di incorporare il reddito nonconsumato e la ricchezza accumulata in contratti che rappresentino:- per il creditore: una forma di investimento finanziario;- per il debitore: una raccolta di risorse finanziarie aggiuntive.La finanziarizzazione produce 2 risultati fondamentali per l’organizzazione dell’attivitàeconomica:- la ricchezza reale: se rappresentata da strumenti finanziari, ha un più alto grado di liquidità e trasferibilità;- i soggetti con funzione di investimento reale: possono mobilitare risorse finanziarie ben oltre la capacità individuale.Una prima difficoltà è rappresentata dall’alto costo nella ricerca diretta della contropartee da un’incertezza sull’esito finale altrettanto elevata; una seconda sta nella ricerca delrisultato desiderato, ossia nel livello di rischio incorporato nell’accordo: si tratta infatti diaccordi a prestazioni differite.Il sistema finanziario opera al fine di rendere funzionale ed efficiente il processo ditrasferimento delle risorse in diversi modi: come la definizione delle forme contrattuali,la produzione di informazioni di prezzo, ecc. Ciò configura un meccanismo attraversocui si realizza un accentramento delle risorse proveniente da una moltitudine dirisparmiatori e la redistribuzione delle stesse tra i diversi possibili utilizzatori.In tale ambito si inseriscono le funzioni del sistema finanziario. Un aspetto della naturadell’attività finanziaria è la rischiosità e la richiesta di modalità operative che nefavoriscano lo svolgimento. I fattori che favoriscono questo circuito sono in particolare3, attraverso i quali si rafforza e si rende più efficiente il processo di trasferimento dellerisorse finanziarie.- L’informazione: è importante per i risparmiatori conoscere il rischio inerente il rimborso alla scadenza. Bisogna avere informazioni accurate ex-ante sulla potenziale controparte per valutarne l’affidabilità, ma bisogna continuare a raccoglierle ex-post per monitorare l’utilizzo corretto dei fondi. Gli intermediari finanziari, insieme con i mercati organizzati, hanno la funzione di ridurre il gap di informazione cui è esposto il creditore e possono farlo in termini economicamente convenienti. Sono rilevanti 2 contributi informativi: ~ quello che serve per la misurazione del rischio (selezionare ex-ante e monitorare ex-post); 4/78
  5. 5. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.org ~ quello derivante dalla funzione di “informazione di prezzo” che consente un’allocazione decentrata, guidata da segnali di convenienza espressi attraverso la quotazione di strumenti finanziari (i contratti). Se si riassume il contenuto degli strumenti finanziari (profilo/rischio/rendimento), i contratti finanziari possono essere classificati lungo un’ideale curva di mercato in cui, per rischi crescenti, si hanno rendimenti attesi più alti. L’ampiezza delle forme contrattuali disponibili nel sistema finanziario facilita la copertura degli svariati schemi di preferenza di creditori e debitori: da quelli più avversi al rischio a quelli che ricercano un’alta esposizione.- La liquidità: identifica la possibilità di smobilizzare l’investimento prima della data di rimborso contrattuale. Essa è dunque funzione della natura degli strumenti finanziari che possono essere negoziabili o non negoziabili (nel primo caso la liquidità deriva anche dalla possibilità di negoziare gli strumenti in un mercato); del tipo di strumento e, infine, della presenza di mercati organizzati in cui lo scambio può avvenire con costi di transazione molto bassi e prezzi trasparenti.- La trasformazione del rischio: i creditori più avversi al rischio possono ritenere non finanziabile la parte più rischiosa dei prenditori di fondi, per ovviare a questa difficoltà, il sistema finanziario opera una trasformazione del rischio, ciò rende possibile che i creditori trovino una forma di impiego che soddisfi la bassa propensione al rischio e che i prenditori siano finanziabili nonostante presentino un rischio elevato o ricorrano a strumenti più rischiosi. Meccanismi attuabili sono: ~ assunzione di una parte del rischio del prenditore sul bilancio dell’intermediario (raccolta fondi a breve termine per finanziare prenditori di fondi rischiosi); vanno considerati due aspetti: la trasformazione delle scadenze, il minor rischio dell’intermediario rispetto ad un prenditore individuale; ~ possibilità di impiego del risparmio sotto forma di partecipazione ad un portafoglio di strumenti finanziari che comporta un rischio minore.La gestione dei rischiIl rischio è l’essenza dell’attività finanziaria. Tuttavia, il sistema svolge anche unafunzione di gestione dei rischi in forma più diretta di quanto non derivi dai fattoriinformazione, estroversione del rischio, liquidità. Esistono 2 componenti essenziali.- I contratti a termine: comprendono una vasta gamma di applicazioni: da quelli sulle merci a quelli su strumenti finanziari. La negoziabilità a termine delle merci è un modo per favorire gli scambi e soprattutto per gestire il rischio che un operatore affronta in relazione all’andamento futuro dei prezzi della merce stessa. Tale gestione del rischio può essere fatta in contratti a termine negoziati in mercati organizzati. Il collocamento in tali mercati ha anche la funzione di ridurre o limitare i costi di ricerca della controparte. I mercati a termine di strumenti finanziari sono una stretta derivazione del mercato delle merci: l’oggetto è il rischio nelle diverse forme dell’attività finanziaria, che può derivare ad un operatore dall’andamento futuro di una molteplicità di grandezze finanziarie (il cambio, il tasso d’interesse, il prezzo dei titoli, ecc.). Il profilo di rischio, assunto da una parte con un contratto base, può essere gestito attraverso l’emissione di contratti derivati che modifichino la posizione originaria. 5/78
  6. 6. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.org- L’attività assicurativa: ha per oggetto la negoziazione dei c.d. rischi puri, che si manifestano cioè sottoforma di perdite o danni futuri e non determinati nel tempo e nella misura. La gestione dei rischi puri tramite una polizza assicurativa comporta il trasferimento del rischio ad un intermediario specializzato (compagnia di assicurazione): l’assicurato trasforma un evento futuro, dannoso ed incerto per gravità e frequenza, in costo certo (premio della polizza). La compagnia è in grado di far fronte ai suoi impegni di risarcimento con un processo di pooling, assumendo un numero alto e diversificato di rischi per il cui complesso è possibile prevedere frequenza e gravità dei danni. In termini più strettamente finanziari, il trasferimento del rischio puro ha come contropartita il pagamento di premi che vengono investiti in riserve (investimenti finanziari) da cui verranno prelevati i fondi necessari per compensare gli assicurati.3. Natura e classificazione degli strumenti finanziariGli strumenti finanziari sono contratti che hanno per oggetto transazioni finanziarie,classificati in base agli specifici profili contrattuali che corrispondono a funzioni diversee comportano rischi differenti.- Natura del diritto oggetto del contratto: ~ partecipazione (ad es. azione), ~ credito (ad es. concessione di fondi), ~ impegno (ad es. futures o options).- Negoziabilità: ~ strumenti negoziabili: la trasferibilità può essere vista come fatto tecnico o in un mercato, ~ strumenti non negoziabili: basati su un rapporto contrattuale fermo tra le parti fino alla scadenza.- Liquidità: è funzione della convertibilità in moneta senza ritardo temporale e perdita in conto capitale; i fattori sono: ~ la scadenza, ~ la negoziabilità in un mercato.4. La struttura del sistema finanziarioI mercati finanziari sono il luogo di scambio degli strumenti finanziari. Nei mercatimobiliari si negoziano strumenti finanziari in forma di titoli mobiliari, ossia quellitrasferibili nel corso della durata contrattuale.Le funzioni dei mercati finanziari sono così riassumibili:- finanziamento per gli emittenti del sistema finanziario,- impiego di risorse finanziarie per gli investitori,- gestione dei rischi per i soggetti esposti,- negoziabilità degli strumenti,- quotazione dei sistemi finanziari negoziati,- controllo degli emittenti.I mercati mobiliari invece si differenziano per: 6/78
  7. 7. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.org- classe di sistemi finanziari negoziati (mercato monetario: strumenti a breve termine; mercato dei capitali: azioni e obbligazioni; mercati derivati: futures ed options),- dimensione geografica (nazionale, internazionale),- natura istituzionale (regolamentati o non, pubblici o privati),- struttura logistica (mercati fisici, mercati telematici, ecc.),- procedure di negoziazione (asta, market making, ecc.).Gli intermediari finanziari sono imprese specializzate:- nella produzione di strumenti finanziari,- nella loro negoziazione e nell’offerta di servizi di consulenza connessi.Si classificano in:- intermediari creditizi: caratterizzati dalla funzione creditizia dal lato dell’attivo e dal passivo c.d. nominalistico (banche);- intermediari mobiliari: caratterizzati da una prevalente attività di negoziazione e di gestione; gli investitori istituzionali sono caratterizzati dall’attività principale di negoziazione delegata con tecniche “di portafoglio” e dal fatto di avere un passivo a valore di mercato;- compagnie di assicurazione: caratterizzate dalla funzione di gestione dei rischi puri e da un collaterale circuito finanziario- banca centrale: è una speciale figura di istituzione finanziaria, in quanto svolge una particolare forma di intermediazione finanziaria, anche se è prevalentemente da considerarsi come organo di controllo monetario dell’economia e di autorità. 7/78
  8. 8. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgCapitolo 2LA STRUTTURA FINANZIARIA DELL’ECONOMIA1. Lo sviluppo dell’economia monetariaLa moneta può essere definita come qualsiasi mezzo generalmente accettato comemezzo di pagamento. Economia monetaria è quindi un termine che si usa conriferimento all’organizzazione di un sistema economico in cui gli scambi di beni e servizisono regolati attraverso la moneta: sia il consumatore finale sia le imprese sia ilcontribuente pagano in moneta. Tutto ciò significa che ogni bene o servizio oggetto discambio ha un valore definito in un’unità monetaria che è la valuta del paese.In uno stadio moderno dell’economia, l’utilizzo di nuovi strumenti di pagamento (cartadi credito, moneta elettronica) cresce progressivamente. In un’economia primitiva, gliscambi erano basati sul baratto delle merci, cosa che richiedeva una doppia coincidenzadelle preferenze e dell’indivisibilità dei beni, comportando costi di ricerca elevati. Lasoluzione è consistita nel fare in modo che i beni fossero scambiati a fronte di uncorrispettivo, facendo nascere la funzione di beni moneta, che diventavano cioè quellache oggi si chiamerebbe “unità di conto”. Lo scambio regolato da un mezzo dipagamento accrebbe le diverse possibilità dello stesso, il numero di fabbisognisoddisfatti, il passaggio da un’economia di autocomsumo ad un economia di scambio,quest’ultima a sua volta è il presupposto affinché le attività economiche possano essereorganizzate sfruttando il principio della specializzazione.L’evoluzione della moneta è segnata fondamentalmente dal passaggio dalla moneta-merce alla moneta-segno. Tale passaggio si ha allorché prende piede la possibilità disostituire la moneta-merce con titoli rappresentativi della stessa. Questa sostituzione siverifica per ragioni pratiche: i mercanti del rinascimento trovavano più economico esicuro fare uso di certificati di deposito piuttosto che trasferire fisicamente la monetametallica. Il passaggio chiave si è avuto quando ci si rese conto che la circolazione dicertificati non richiedeva l’integrale copertura di moneta metallica. Per la banca non fuquindi più necessario tenere una scorta di moneta legale pari all’ammontare dei depositi(dato che non saranno ritirati mai tutti contemporaneamente).L’evoluzione storica degli strumenti di pagamento è influenzata da alcuni fattori:- il costo: ricerca di mezzi con costi di transazione sempre più bassi;- il rischio: derivante dall’uso o dalla detenzione di un mezzo di pagamento;- la funzionalità: capacità del mezzo monetario di rendere un servizio utile in termini di tempo di esecuzione, di affidabilità e di informazione.La moneta svolge 3 funzioni differenti:1. come mezzo di scambio;2. come unità di conto (prezzi);3. come riserva di valore (possibilità di riutilizzo).In senso più restrittivo, la definizione di moneta comprende il circolante (cioè la monetalegale) detenuto dal pubblico e i depositi monetari (emissione di assegni), in gergo èl’aggregato M1.Il secondo aggregato (M 2) è la somma tra M1 ed i depositi con scadenza a 2 anni, lacomponente aggiunta è composta da quegli strumenti che non consentono al titolare undiretto utilizzo come mezzo di pagamento, ma facilmente convertibili in moneta. 8/78
  9. 9. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgInfine M3 è l’aggregato più esteso in quanto comprende anche i titoli di mercatomonetario, le quote di fondi comuni monetari, le obbligazioni fino a 2 anni di durata.Uno dei tratti dell’innovazione finanziaria è di offrire strumenti sempre più efficaci nelcombinare liquidità e rendimento.L’utilizzo della moneta nel regolamento degli scambi, comporta uno sdoppiamento deicircuiti economici, ossia 2 flussi di segno opposto:- quello dei beni/servizi dal venditore al compratore;- quello della moneta dal compratore al venditore.Produttori ed utilizzatori sono collegati da un duplice circuito (con valori equivalenti):- uno reale: che può essere ulteriormente classificato in: ~ circuito dei beni/servizi: costituito dai prodotti venduti agli utilizzatori (flusso reale) e dai ricavi corrispondenti (flusso monetario), ~ circuito dei fattori produttivi: rappresentato dalle prestazioni di lavoro o dagli apporti di capitale (flusso reale) e dai redditi pagati come compenso delle prestazioni stesse (flusso monetario);- uno monetario: dei prezzi (ricavi) e delle remunerazioni di lavoro e capitale.Il prodotto finale (Y) può essere visto come somma del valore di beni/servizi destinati alconsumo (C) e del valore dei beni di investimento utilizzati nelle attività produttive (I): Y=C+ILa misura più comune è quella del PIL, ovvero di un aggregato rappresentativo dellaproduzione finale del paese e riferibile alle unità produttive operanti all’interno del paese.Il reddito nazionale equivalente (Y) può essere visto nella sua ripartizione tra spesa perconsumi (C) e quota di reddito non consumata, cioè risparmio (S): Y=C+SIl risparmio accumulato nel sistema è alla base delle spese di investimento. In economiachiusa deve essere S = I. In economia aperta, la formazione del capitale si raccorda conl’accumulazione di S con il saldo degli scambi del paese nei confronti dell’estero; ciòsignifica che l’economia potrebbe avere un surplus di investimenti (I) rispetto alrisparmio disponibile (S), in tal caso la differenza sarà finanziata dal saldo negativo dellepartite correnti della bilancia commerciale (IMP>EXP), naturalmente vale il discorsoinverso.2. La struttura finanziaria dell’economiaOgni soggetto (famiglia, impresa o ente pubblico), in un dato periodo di tempo, presentaun equilibrio economico espresso dalla differenza tra ricavi (entrate) e costi (uscite). Taledifferenza, se positiva, misura il risparmio. Oltre al conto economico, si può avere unquadro completo anche attraverso la situazione patrimoniale, dove il patrimonio netto èla voce di collegamento al conto economico in quanto in esso confluiscono i risultatid’esercizio. Emergono qui i concetti di stock e flusso. Il risparmio è una variabile flusso,ci registra la dimensione di un fenomeno in un determinato periodo di tempo. Ilpatrimonio è una variabile stock, cioè la misura di un fenomeno in un dato momento.Il comportamento di ogni unità economica sarà quindi caratterizzata, oltre che daaccumulazione di ricchezza (PN), da investimenti in attività reali e da investimenti sottoforma di crediti. Il finanziamento di queste 2 classi può farsi anche ricorrendo al debito. 9/78
  10. 10. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgSi introduce così, il concetto di attività e passività finanziarie, a cui si associa ladefinizione di strumento finanziario, che assume per l’investitore, la natura di attivitàfinanziaria (Af), in quanto egli vanta un diritto nei confronti del reddito e della ricchezzapresenti e futuri dell’emittente (debitore) dello strumento finanziario.Il concetto di passività finanziaria (Pf) è speculare a quello di attività, che, dal latodell’emittente, rappresenta un impegno patrimoniale.La moneta è un’Af speciale, caratterizzata dalla sua diffusa accettazione come mezzo dipagamento. Si può riferire ad un credito verso la Banca Centrale (moneta legale) o comeun credito verso una banca (moneta bancaria).Le attività reali (Ar) sono beni con valore intrinseco, dato che possono produrre servizidi utilità reale e immediata per il possessore. Le Af non hanno un valore intrinseco, marappresentano beni reali e sono facilmente trasferibili (al contrario delle Ar); inoltregenerano redditi per il possessore, ma per l’economia non corrispondono a produzionedi beni/sevizi. In pratica rappresentano un modo poco costoso di mantenere/trasferire idiritti sulla ricchezza e sul reddito. Se i mercati finanziari sono ben funzionanti, con larappresentazione della ricchezza reale nelle Af, si può sviluppare il processo allocativodelle risorse. Ricchezza finanziaria Stock di attività finanziarie detenute (Af) Ricchezza finanziaria netta Ricchezza finanziaria al netto delle passività finanziaria (Af – Pf) Ricchezza reale Stock di attività reale in essere (Ar) Ricchezza reale netta Stock di investimenti reali al netto dei fondi di ammortamento Ricchezza totale lorda Ricchezza finanziaria + Ricchezza reale Ricchezza totale netta Ricchezza finanziaria netta + Ricchezza reale nettaIl concetto di saldo finanziarioL’equilibrio patrimoniale con grandezze stock può essere trasformato in uno schemafonti ed usi dei fondi, che consente un’analisi più efficace del comportamento finanziariodelle unità economiche. La rappresentazione è semplificata dal fatto che si considerasolo la possibilità di variazione “netta” delle posizioni di stock. Il vincolo contabiledell’uguaglianza tra fonti ed usi di fondi è: I + ∆Af = ∆Pf + SIl saldo finanziario (Sf) di un’unità economica sarà definito come divario tra S ed I: Sf = S - Icosì da misurare l’eccedenza (Sf > 0) o il deficit (Sf < 0) di risorse a fronte dei fabbisogniper investimenti. La qualifica di finanziario si riferisce al fatto che un Sf > 0 comportanecessariamente un riequilibrio “fonti-usi”, attraverso nuovi investimenti in Af; un Sf <0 comporta un ricorso a nuova Pf. Si ha quindi: Sf = ∆Af - ∆Pfche misura l’equilibrio tra disponibilità di risorse (S) ed utilizzo delle stesse (I reali). Ciòpuò essere visto sia come equilibrio tra grandezze reali (S e I), sia come equilibriospeculare tra grandezze finanziarie (flussi di Af e Pf). 10/78
  11. 11. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgI settori istituzionaliPer poter analizzare il comportamento di unità economiche è necessario semplificare,rappresentando l’economia attraverso pochi soggetti: aggregati in classi per omogeneitàdi comportamento, e che manifestano autonomia e capacità di decisione in campoeconomico-finanziario;1. società non finanziarie: società e quasi-società private e pubbliche (aziende autonome, Ferrovie dello Stato);2. società finanziarie: articolate in 4 settori: istituzioni monetarie finanziarie (Banca d’Italia e altre), altri intermediari finanziari (sim, fondi comuni), ausiliari finanziari (autorità di controllo), imprese di assicurazione e fondi pensione;3. amministrazioni pubbliche: articolate in 3 sottosettori: amministrazioni centrali, amministrazioni locali, enti di previdenza e assistenza;4. famiglia e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie;5. resto del mondo.La matrice fonti e usi di fondiÈ un modo efficace di rappresentare la rete di relazioni reali (S e I) e finanziarie (Af, Pf estruttura Sf). È divisa in 3 sezioni per i diversi settori indicati nelle diverse colonne.Nella I sezione c’è la distribuzione del risparmio e degli investimenti per settori.La II sezione riporta (analogamente per ogni settore) le variazioni di Af e Pf; dato ilvincolo contabile la differenza ∆Af - ∆Pf compensa il Sf (S – I).La III sezione entra nel dettaglio della composizione degli aggregati Af e Pf: per ognistrumento finanziario, sulle righe compaiono le variazioni nelle posizioni di debito(emittenti) e di credito (detentori), quindi una sorta di “movimentazione” che lostrumento ha avuto nell’intervallo. Leggendo in verticale (quindi per settore), si possonoricavare sia la misura dei Sf che la composizione delle Af detenute e delle Pf emesse.I limiti conoscitivi dei saldi finanziari settorialiSono legati alla metodologia di costruzione dei saldi stessi. L’osservazione principaleriguarda la natura dei dati: la rappresentazione dei Sf settoriali è basata sui dati ex-post,mentre nulla dice circa le motivazioni ex-ante (ad es. circa il fabbisogno ditrasferimento). Dunque tra dati di comportamento ex-post e fabbisogno ex-ante,possono esserci divari significativi per diverse ragioni:- le unità finali (risparmiatori e investitori) possono ricercare strumenti finanziari che il mercato non offre;- può esserci divergenza di aspettative: ad es. il risparmiatore investe solo con un rendimento del 15%, mentre il mercato propone performance più basse.Se si verificano tali circostanze possono esserci 2 conseguenze:- effetto di quantità: alcuni operatori modificano le preferenze ex-ante (ad es. rinuncia al risparmio o all’investimento);- effetto di composizione: varia il mix di Af e/o di Pf degli operatori che non trovano gli strumenti desiderati.La conclusione è che il sistema finanziario, attraverso la capacità di soddisfare ladomanda delle unità finali, svolge un ruolo chiave per le performance dell’economiareale (livello di S e I a scelta degli investitori). 11/78
  12. 12. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgLa struttura dei saldi finanziariAiuta a capire, all’interno dell’economia, da dove provengano le risorse (settori Sf > 0) edove vengano destinate (Sf < 0), si può avere cioè un’idea dei trasferimenti finanziari. Larappresentazione, però, per essere completa, deve essere integrata con altri elementi dianalisi, in particolare gli strumenti finanziari in cui sono incorporate risorse e canaliutilizzati.La composizione delle Af e delle Pf dei settoriIndica rispettivamente le scelte di investimento delle risorse finanziarie disponibili (qualistrumenti ed in che misura sono stati preferiti, da notare che il settore famiglia ètipicamente in surplus) e le scelte di finanziamento (quali strumenti di provviste di fondisono stati adottati, da notare che è un settore tipicamente in deficit). Una prima analisida compiere è quella storica, relativa all’andamento in un determinati paese.Successivamente viene l’analisi comparata tra paesi, che evidenzia diversità importanti,quanto ai paesi, degli strumenti di mercato (azioni e obbligazioni) e con particolareattenzione al peso dei debiti verso intermediari creditori.I parametri di valutazioneLa struttura finanziaria dell’economia è un fenomeno difficile da rappresentare attraversoparametri troppo semplificati anche se possono trarsi alcune conclusioni dai seguentiindicatori:- il grado di separazione tra funzione S e funzione I (∑|Sf/Pil|): esprime la misura della dissociazione tra le due funzioni; dati il risparmio nazionale e la sua concentrazione presso le unità che non investono, comporta una funzione di trasferimento più ampia;- il rapporto di interrelazione finanziaria (Af/Ar): indica il grado di sviluppo dell’economia finanziaria e si assume che allo sviluppo dell’economia reale facciano seguito rapporti più complessi ed articolati fra unità e che ne derivi un’articolazione dei fabbisogni di servizio finanziario; indicazioni simili possono ricavarsi dal rapporto tra stock di Af (o Pf) e Pil;- il rapporto di intermediazione finanziaria (Af1f/Af): misura l’importanza relativa delle attività finanziarie emesse da intermediari rispetto al totale delle attività, segnalandone il peso.3. La struttura finanziaria dell’economia e l’intermediazione finanziariaLa lettura dei Sf fornisce diverse indicazioni sui fenomeni importanti del funzionamentodi un sistema economico. Sia il confronto tra paesi che l’analisi temporale, sono utili acapire i caratteri strutturali e l’evoluzione di ogni sistema. Il livello dei Sf è alla base delfabbisogno di trasferimento delle risorse finanziarie. In termini generali, si può assumereche ogni settore abbia una posizione che si colloca tra due estremi:- equilibrio finanziario: S = I  Sf = 0- divergenza finanziaria: S = 0  Sf = I o I = 0  Sf = S.La dimensione dei saldi settoriali è tanto più elevata quanto più si avvicina alladivergenza; tali tipi di equilibrio sottintendono una specializzazione settoriale: alcuni per 12/78
  13. 13. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgla funzione di accumulazione del S, altri per quella di I; si verifica cioè quella che vienechiamata “dissociazione risparmio-investimento”. Quest’ultima indica una situazione percui: chi ha le risorse le impiega direttamente in investimenti reali, chi fa gli investimenti(reali) non ha le risorse (S) sufficienti per finanziarli; le due posizioni sono quindistrettamente complementari (si tratta di metterle in relazione). La funzione allocativa,che presuppone un processo di trasferimento delle risorse finanziarie fra unità in surpluse unità in deficit, è una delle ragioni d’essere del sistema finanziario, per diversi motivianche in situazioni di equilibrio settoriale:- le attività finanziarie, oltre alla funzione di finanziamento/investimento, hanno anche funzioni di gestione di rischi;- Sf = 0 indica l’equilibrio del settore ma non la distribuzione dei saldi delle singole unità che la compongono o che comunque possa esserci ugualmente fabbisogno di trasferimento.C’è un altro fattore che deve essere considerato per completare l’analisi: l’incompatibilitàdella composizione dei portafogli di Af e Pf dei settori. I circuiti finanziari devonoconseguentemente essere organizzati in modo da rendere possibile un finanziamento alungo termine con una posizione di credito iniziale a breve, avviene cioè latrasformazione delle risorse finanziarie con cui si fa riferimento a diverse funzioni deisistemi finanziari:- trasformazione delle scadenze: serve per risolvere incompatibilità tra preferenze delle unità in surplus (famiglie b. termine) e di quelle in deficit (imprese m./l. termine);- trasformazione dei rischi generati dall’indisponibilità delle unità in surplus ad investire in strumenti finanziari emessi direttamente dalle unità in deficit: un tale investimento comporta infatti l’assunzione diretta del rischio dell’emittente del rischio associato (ovvero del suo andamento economico e quindi alla sua capacità di rimborso); la presenza di intermediari riduce questa difficoltà.Il trasferimento delle riserve dalle unità in surplus a quelle in deficit può avvenire:- attraverso un circuito finanziario diretto: cioè attraverso strumenti finanziari che rappresentano un rapporto contrattuale tra l‘investitore (datore di fondi) e l’emittente (prenditore di fondi); basato su strumenti finanziari di mercato (Sfm) che contengono rapporti contrattuali che presuppongono una compatibilità tra le rispettive preferenze;- attraverso un circuito indiretto: cioè con l’investimento di uno o più intermediari, basato quindi sull’emissione di 2 o più strumenti finanziari: uno tra unità in surplus e intermediario (Sfi) e un altro tra intermediario e unità in deficit (Sff).Conseguenzialmente si può affermare che i mercati sono un “velo” tra datori eprenditori tra cui c’è un rapporto contrattuale; mentre al contrario, gli intermediari sonoun soggetto che assume di volta in volta la posizione del debitore (con unità in surplus) edel creditore (con le unità in deficit). In parte, mercati ed intermediari, sono sovrapposti:ciò indica che gli intermediari possono usare strumenti finanziari negoziati nei mercati epossono esserne coinvolti nel funzionamento tecnico. 13/78
  14. 14. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgCapitolo 3REGOLAMENTAZIONE, VIGILANZA E POLITICHE DI CONTROLLOSUL SISTEMA FINANZIARIO1. Il sistema dei controlli sul sistema finanziario: fondamenti, assetti istituzionalie obiettiviIl sistema finanziario è una parte dell’economia sottoposta a diverse forme di controlloda parte dei pubblici poteri. Le ragioni possono ricondursi a 4 punti principali.- La funzione monetaria e il governo monetario dell’economia: la moneta è costituita, oltre che da quella legale (emessa dalla banca centrale), dalla moneta scritturale (o bancaria), ossia da speciali forme di debito delle banche comunemente accettate come mezzo di pagamento e che rappresentano la componente più importante dell’offerta di moneta. Esistono due aspetti di interesse generale che spiegano l’esigenza e l’utilità del controllo delle banche: ~ per ragioni di sicurezza, stabilità ed efficienza, ~ per regolare la quantità di moneta a disposizione dell’economia e/o per governare altre grandezze chiave (tasso di interesse e di cambio) della politica monetaria.- La tutela del risparmio e la protezione degli investitori: il trasferimento del risparmio comporta un interesse generale nel rafforzare la fiducia del risparmiatore nei confronti dei prenditori di fondi; fra essi, per primi, gli intermediari finanziari. È opportuno quindi fissare regole cui devono sottostare questi ultimi che offrono forme di investimento ai risparmiatori.- L’esternalità negativa: se si considerano le banche come debitori, allora la crisi e l’insolvenza assumono un rilievo che va al di là della tutela dell’interesse del singolo investitore, in quanto una crisi bancaria può provocare esternalità negative per il sistema economico sotto forma di contagio verso altre istituzioni finanziarie, sfiducia e panico dei depositanti, determinando instabilità nella stessa economia reale.- Asimmetria informativa e fallimento del mercato: il rapporto creditore-debitore è intrinsecamente caratterizzato da un difetto di informazione a danno del creditore, che comporta un limite alla selezione efficace dei prenditori di fondi, essendo l’informazione insufficiente a stabilire una graduatoria di rischio ed il prezzo del credito in funzione del rischio stesso. Si determina conseguentemente un livello medio dei prezzi che non discrimina in base alla qualità del prenditore: i migliori pagano prezzi troppo alti e la fascia di qualità più bassa paga un prezzo insufficiente. Si arriva in tal modo a determinare il fallimento del mercato. Qui nasce l’interesse delle pubbliche autorità a fissare regole per rafforzare lo spessore e la qualità delle informazioni disponibili agli investitori (criterio della trasparenza).Esistono interventi a diversi livelli dei poteri dello Stato:- legislativo: normativa primaria per creare regole per le aree componenti il sistema finanziario (area bancaria, mobiliare e assicurativa);- esecutivo: interventi del governo con politiche di indirizzo a livello tecnico;- amministrativo: autorità di controllo indipendenti con competenze specifiche che operano attraverso politiche e strumenti di regolamentazione e vigilanza.La gerarchia non è univoca: la ragione principale è che la banca centrale è vista comeistituzione cui spetta la “tutela del valore della moneta”. 14/78
  15. 15. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgGli obiettivi del controllo del sistema finanziarioSi articolano nei 2 grandi ambiti degli obiettivi della politica monetaria ed in quelli dellaregolamentazione e vigilanza. I secondi sono identificabili negli obiettivi di stabilità edefficienza, che a sua volta si divide in efficienza operativa (costo per l’economia reale) edefficienza allocativa (qualità del processo di distribuzione delle risorse verso impieghialternativi); inoltre questi obiettivi sono interdipendenti: massimizzare i risultaticomporta costi crescenti. I controlli dell’entrata, come autorizzazione preventiva acostituire nuovi intermediari, sono posti alla base della regolamentazione della strutturadel mercato e dell’intensità della concorrenza. Quest’ultima è spinta verso il bassoattraverso la determinazione amministrativa di quantità e prezzi.2. Le autorità di controllo del sistema finanziarioLa Banca d’ItaliaÈ la banca centrale a cui fanno capo la funzione di controllo della moneta e del credito ela funzione di vigilanza sul sistema bancario. Nasce nel 1893 come risultato di unafusione tra la Banca Nazionale del Regno, la Banca Nazionale Toscana e la BancaToscana di Credito. Intorno alla funzione di istituto di emissione, essa sviluppa una seriedi altre attività che la trasformano nella più complessa figura di “banca centrale”,determinando il passaggio dalla forma giuridica privata a quella di istituto di dirittopubblico. Le attività che svolge possono essere classificate in 4 aree funzionali:- come istituto di emissione: esercita un ruolo centrale nel sistema dei pagamenti e nell’organizzazione dei servizi tecnici alla base del sistema stesso (compensazione, coordinamento e regolamento delle iniziative interbancarie);- come banca centrale: ha dato attuazione alla politica commerciale con diversi strumenti con l’obiettivo di dare stabilità alla moneta (da notare che dal 1999 le funzioni principali di politica monetaria sono passate alla Banca Centrale Europea);- come organo di vigilanza: determina stabilità ed efficienza del sistema, funzioni queste che si integrano con gli interventi di altri organi (Consob, Isvap);- come organo di tutela della concorrenza: la Banca ha il compito di sorvegliare la condotta di mercato delle istituzioni finanziarie e di accertare eventuali situazioni e comportamenti potenzialmente o effettivamente lesivi della concorrenza, anche queste funzioni si integrano con l’attività di altre istituzioni (Autorità garante della concorrenza e del mercato).La Consob (Commissione nazionale per la società e la borsa)Ha il compito di controllare (regolamenta, autorizza e vigila) il settore mobiliare. È stataistituita nel 1974 e svolge un’attività orientata alla tutela degli investitori e almiglioramento dell’efficienza e della trasparenza del mercato. Le attività si articolano in:- regolamentazione: in merito a prestazione di servizi di investimento da parte di intermediari, a obblighi informativi delle società quotate e alle offerte al pubblico di strumenti finanziari;- autorizzazione: pubblicazione delle offerte pubbliche, istituzione di nuovi mercati regolamentati; 15/78
  16. 16. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.org- vigilanza: riguarda le società di gestione di mercati regolamentati, la trasparenza delle negoziazioni, la correttezza di comportamento di intermediari/promotori finanziari e delle informazioni fornite al mercato;- monitoraggio: riguarda eventuali anomalie nell’andamento delle negoziazioni (insider trading e aggiotaggio).Le aree di intervento della Consob sono:- la sollecitazione all’investimento: offerta o messaggio promozionale finalizzati alla vendita o sottoscrizione di prodotti finanziari;- gli obblighi di trasparenza degli emittenti di strumenti finanziari quotati;- i mercati regolamentati ed i soggetti che li gestiscono.L’Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)Questo esercita il controllo del mercato e delle imprese di assicurazione attraverso le suefunzioni di regolamentazione, vigilanza e di autorizzazione. Nasce con la legge 576/82assorbendo parte delle funzioni del Ministero dell’industria, con i compiti di:- vigilanza: sulla gestione tecnica, finanziaria e patrimoniale delle imprese di assicurazione per verificare l’osservanza della normativa;- analisi e ricerca: sempre sul settore assicurativo sia per controllare le tariffe sia come supporto tecnico al Ministero dell’industria;- tutela della concorrenza: effettuata insieme con l’Autorità garante ma in modo diverso da quanto accade per la Banca d’Italia (la Banca prende provvedimenti sentito il parere dell’Autorità, mentre per il settore assicurativo è l’Autorità che decide sentito il parere dell’Isvap).La Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione)Assicura la funzionalità del sistema di previdenza complementare, vigilando sulla correttae trasparente gestione dei fondi pensione. È prevista dal d.lg. 124/93 che istituisce ifondi pensione. Tale vigilanza integra quella effettuata dal Ministero del lavoro e dallaprevidenza sociale. Tale attività comporta rapporti e scambi di informazioni con le altreAutorità di controllo, in particolare con l’Autorità garante della concorrenza e con glienti di controllo degli intermediari che possono assumere la funzione di gestione perconto dei fondi pensione (Banche, Sim, Imprese assicurative). La complessità del sistemadi controlli fa sorgere il problema del coordinamento e dell’integrazione dellecompetenze e delle funzioni delle diverse autorità, quando queste hanno poteri diintervento sullo stesso oggetto. La situazione diventa complessa perché i confini tra areedi attività non sono netti. Per ordinare i rapporti, anche sul piano informativo, occorrestabilire un campo definito per ciascuna autorità basandosi su diversi criteri diripartizione analizzando le aree di intervento della vigilanza:- istituzionale: in base alle categorie di soggetti vigilati,- funzionale: per tipo di attività svolta,- per finalità di vigilanza.3. La Banca Centrale e la politica monetaria 16/78
  17. 17. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgLa politica monetaria rientra, con la politica dei redditi e di bilancio, nell’ambito piùgenerale di quella economica, ossia nel sistema di strumenti che hanno come obiettivifinali:- la crescita del reddito,- l’occupazione,- la stabilità della moneta,- l’equilibrio della bilancia dei pagamenti.Gli obiettivi finali della politica economica (e quindi monetaria) sono rappresentati daparametri che misurano le performance dell’economica reale. L’azione della Bancacentrale è svolta con interventi su strumenti/variabili di natura monetaria che sitrasmettono sugli obiettivi finali secondo uno schema logico: variabili strumentali  obiettivi operativi  obiettivi intermedi  obiettivi finali es. base monetaria  riserve bancarie  quantità di moneta o di credito  risultato (più apprezzabile se più forte e stabile sarà la relazione tra variabili nel I e nel II stadio)Tale schema può semplificarsi se si considerano le relazioni tra Banca centrale, banche esettori finali (famiglie e imprese): un aumento di finanziamenti della Banca centrale allebanche aumenta le riserve con la possibilità di allargare i crediti alle imprese che a lorovolta genereranno nuovi depositi, determinando un incremento di liquidità disponibile ingrado di influenzare positivamente la domanda.La Banca centrale europea (Bce), l’Eurosistema e il Sistema europeo di banche centrali (Sebc)Con l’UE, il governo monetario dell’economia viene trasformato in un sistemasopranazionale sia per le istituzioni responsabili che per l’ambito di riferimento. Questaprofonda innovazione si è determinata in 3 fasi: I. dal 1990 al 1993: si è pervenuti alla liberalizzazione del mercato dei capitali, all’allineamento dei cambi, al rafforzamento dell’autonomia delle banche centrali e al coordinamento delle politiche monetarie e valutarie; II. dal 1994 al 1998: sono stati predisposti e attuati i programmi pluriennali di convergenza in materia di finanza pubblica e di stabilità dei prezzi; è stato costituito l’Istituto monetario europeo (IME) che rappresenta il soggetto preparatore della Bce; III. iniziata l’1/1/1999: rappresenta il completamento di un iter complesso dove le competenze della politica monetaria delle banche centrali nazionali passano alle istituzioni europee.Strutturalmente è un sistema articolato in 3 entità:- Bce: vertice istituzionali ed operativo del sistema, i suoi organi decisionali governano le altre due entità;- Sebc: composto dalla Bce e dalle Bcn dei 15 stati che fanno parte dell’UE;- Eurosistema: composto dalla Bce e dalle Bcn che hanno adottato la moneta unica, di fatto, la gestione della politica monetaria, riguarda solo i paesi dell’Eurosistema.La distinzione tra Eurosistema e Sebc deriva dal fatto che la gestione della politicamonetaria comune si applica ai paesi che hanno adottato la moneta unica e non a tutti ipaesi rappresentati nel Sebc. Quest’ultimo, dal punto di vista funzionale, è un organismocomplesso disegnato sul modello di altre autorità importanti come la Deutche 17/78
  18. 18. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgBundesbank. Dal punto di vista organizzativo invece opera attraverso la guida di 3organi decisionali:- il Consiglio direttivo: è l’organo più importante che decide in merito alla politica monetaria, è composto dal Comitato esecutivo e dai Governatori delle Bcn dei paesi partecipanti alla moneta unica;- il Comitato esecutivo: comprende il Presidente ed il Vice-Presidente della Bce e altri 4 membri; dà attuazione alle decisioni di indirizzo di politica monetaria formulate dal Consiglio; rappresenta l’organo di gestione ordinaria della Bce;- il Consiglio generale: composto dal Presidente e dal Vice-presidente della Bce e dai Governatori di tutte le Bcn dei paesi dell’UE; la sua funzione è ristretta però al coordinamento tra autorità monetarie nazionali soprattutto verso i paesi in deroga.I compiti istituzionali del Sebc sono stati stabiliti dal Trattato di Maastricht in 4 punti:- definire e attuare la politica monetaria della comunità,- svolgere le operazioni sui cambi,- detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta degli Stati membri,- promuovere e regolare il funzionamento dei sistemi di pagamento: in questo caso il compito è stato di realizzare un sistema trans-europeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale (Target).L’obiettivo principale del Sebc è il mantenimento della stabilità dei prezzi, solo insecondo ordine può operare per il sostenimento delle politiche economiche generalidella comunità. Tale preminenza ha diverse ragioni di carattere teorico, pratico e dicontingenza, tra queste ultime si può menzionare la consapevolezza che i costidell’inflazione sono così alti ed importanti da non poter non avere un’attenzione cosìforte (soprattutto ricordando le ondate inflazionistiche degli anni ’70 e ’80).Lo schema di base della politica monetariaIn via semplificata la politica monetaria può ricondursi a 2 schemi alternativi:- monetary targeting: la Bce annuncia il tasso di crescita, giudicato accettabile in un certo arco temporale, dell’aggregato monetario assunto come rilevante; ogni scostamento comporta un intervento correttivo attraverso gli strumenti a disposizione della banca stessa, tale impostazione si fonda sull’ipotesi di una significativa correlazione tra quantità di moneta e andamento dei prezzi;- inflation targeting: la Bce annuncia un obiettivo programmato di inflazione e compie interventi correttivi ogni volta che l’inflazione effettiva si discosta; l’annuncio di tale obiettivo dovrebbe avere il vantaggio di rendere più stabili e uniformi le aspettative di inflazione, facilitando il raggiungimento dei risultati programmati, per contro, lo stesso obiettivo perseguito, non è direttamente legato ad una leva di intervento controllabile dalla Bce.Nell’Eurosistema, in particolare, è stato fissato un obiettivo di stabilità dei prezzi damantenere in un orizzonte medio temporale. Per raggiungerlo è stata definita unastrategia che comprende entrambi gli schemi. Da un lato si annuncia un valore diriferimento della crescita dell’aggregato monetario (M 3), dall’altro si definisce un ampioventaglio di indicatori tra quelli che possono segnalare le tendenze future dei prezzi(capacità produttiva, costo del lavoro, tassi di cambio, ecc.). 18/78
  19. 19. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgIl controllo dell’offerta di monetaIl modello del moltiplicatore della base monetaria si fonda sulla:- definizione di base monetaria (Bm), come attività controllata dalla Bc;- definizione di offerta di moneta (Om), come somma di moneta legale e depositi bancari con funzioni monetarie (D);- relazione tra Bm e D.La Bm emessa dalla Bc si ripartisce tra scorte monetarie detenute dal pubblico (Bm p) (enon da banche) e riserve monetarie detenute dalle banche (Rb), che a loro volta sidistinguono tra riserve libere (Rl) e riserve obbligatorie (Ro): Bm = Bmp + Rb. Om = Bmp + Desprimendo Om come multiplo di Bm, si ha: Om Bm p + D = Bm Bm p + Rbdividendo tutto per D: Bm p +1 Om D = Bm Bm p Rb + D D Bm pdove rappresenta la propensione del pubblico a detenere scorte di base monetaria D Rrispetto ai depositi bancari, rappresenta la misura delle scorte in base monetaria Ddetenute dalle banche. Se indichiamo i 2 rapporti con p e b si ha:  p+ 1 Om = Bm     p+ bformula che indica che Om è direttamente proporzionale alla Bm e ad un termine, quellotra parentesi, che dipende dal livello dei coefficienti di liquidità del pubblico e dellebanche relativamente al livello di liquidità desiderata.Il livello p è influenzato principalmente dal rendimento degli impieghi alternativi allamoneta legale (tasso di interesse sui depositi) e dall’efficienza dei meccanismi operatividel sistema dei pagamenti (accesso al cash dispenser, ecc.). Il coefficiente b, a sua volta,dipende dal costo della detenzione delle riserve bancarie (rendimento delle riserve stesse,il vincolo di riserva obbligatoria, ecc.). In pratica, quindi, il moltiplicatore non è fisso, manon può neanche considerarsi uno strumento di manovra per il controllo monetario.La Bce opera al fine di aumentare o diminuire la Bm in circolazione attraverso 2categorie seguendo le regole del mercato e della libera concorrenza:- operazioni di mercato aperto: operazioni di pronti contro termine (con effetti temporanei) in cui la banca è acquirente di titoli a pronti quando vuole immettere Bm e venditore quando la vuole ridurre, in altri casi si tratta di operazioni di acquisto o vendita a titolo definitivo. Si distinguono in: 19/78
  20. 20. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.org ~ operazioni di rifinanziamento principali (durata 2 settimane, frequenza settimanale e modalità competitiva): sono il modo con cui la Bce regola l’indirizzo di medio termine della politica monetaria; ~ operazioni di rifinanziamento a più lungo termine (durata 3 mesi, frequenza mensile e modalità competitiva): sono il modo con cui la Bce soddisfa il fabbisogno strutturale di Bm; ~ operazioni di fine tuning (durata e frequenza non standardizzate, modalità competitive e con negoziazione bilaterale): mirano a regolare la liquidità nel mercato e controllare eventuali tassi quando sopraggiungono fluttuazioni ; ~ operazioni strutturali (durata e frequenza non standardizzate, modalità competitive e con negoziazione bilaterale): la Bce le effettua quando intende modificare la posizione strutturale dell’Eurosistema;- operazioni su iniziativa delle controparti: si tratta di finanziamento marginale o deposito marginale di durata overnight e con frequenza a discrezione delle controparti; consentono alle singole banche di risolvere momentanee carenze/eccessi di Bm evitando che gli squilibri si traducano in eccessiva volatilità dei tassi interbancari; i tassi su queste operazioni rappresentano gli altri tassi ufficiali della Bce insieme a quello sul rifinanziamento principale.La domanda di Bm del sistema bancarioOgni banca deve garantire sistematicamente la propria capacità di far fronte a tutte lerichieste di pagamento delle controparti. Sarà necessario quindi per ognuna, detenerescorte monetarie adeguate rispetto alle previsioni di fabbisogno e cioè di deficit diliquidità generati da temporanei surplus di uscite sulle entrate. Le scorte monetariedetenute per motivi operativi costituiscono una parte delle Rb considerate nelmoltiplicatore. L’altra parte di domanda di Bm è data dalla riserva di liquiditàobbligatoria, ossia un vincolo di riserva minima che le banche devono detenere presso laBcn in una determinata percentuale (al momento del 2%) delle passività, con duratainferiore ai 2 anni.Storicamente (1926) la riserva obbligatoria è nata come strumento di tutela deidepositanti, poi ha avuto funzione diretta nello schema del controllo monetario. In altrecircostanze è stata usata come strumento di politica finanziaria (drenaggio dell’eccesso diquantità di Bm per il finanziamento del Tesoro e remunerazione a tassi inferiori a quellidi mercato). Nello schema del Sebc, la funzione è invece quella di creare una domandastabile di riserva bancaria.4. La regolamentazione e la vigilanza del sistema finanziarioCon il termine ordinamento ci si riferisce a tutte le attività e le istituzioni che siriferiscono al paradigma (mercati/strumenti/intermediari), in altre parole si intendel’insieme delle norme volte a disciplinare le attività e le istituzioni dell’intermediazionefinanziaria in un dato contesto politico-amministrativo che in genere coincide con loStato o, in un contesto più ampio come l’attuale, con l’UE attraverso le direttivecomunitarie. Secondo l’impostazione di queste ultime, l’intermediazione è disciplinataper segmenti o tipologie di attività con un corrispondente ordinamento specifico. 20/78
  21. 21. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgI criteri ed i fondamenti della normativa comunitariaL’obiettivo dell’UE è il concetto di mercato unico dei servizi finanziari con cui siaconsentita la libera circolazione di persone, informazioni, capitali, merci e servizi.L’azione comunitaria è volta quindi a realizzare un sufficiente livello di armonizzazionefra ordinamenti vigenti negli Stati. Il modello scelto dall’UE può dirsi “baricentrico”rispetto agli ordinamenti nazionali, i fondamenti sono:- non specializzazione dei tipi di intermediari per tipi di attività svolta secondo un modello di banca universale;- attribuzione delle attività di investimento collettivo in valori mobiliari, a titolo di riserva, a organizzazioni specializzate;- regolazione del grado di separazione tra banca e impresa industriale sia a monte (partecipazioni industriali nel capitale bancario) sia a valle (partecipazione del capitale bancario in quello industriale).Nel recepimento/attuazione sono riconosciuti alcuni gradi di discrezionalità,quest’ultima, però, non può essere utilizzata in modo “opportunistico” e non puòcontrastare il principio di armonizzazione minima. Proprio l’armonizzazione minima è lacondizione necessaria affinché gli ordinamenti nazionali possano condividere i principidi “libertà di prestazione di servizio” e di “libertà di stabilimento”: tali principi sirealizzano tramite il criterio del mutuo riconoscimento (ogni ordinamento devericonoscere la possibilità di ogni intermediario esterno ma comunitario di operarvi).La classificazione degli strumenti di vigilanzaLa classificazione adottata si basa sulla natura degli interventi e tiene conto delle finalitàcui ogni strumento in primis si rivolge.- Vigilanza strutturale: è un approccio alla regolamentazione e si propone di determinare la configurazione di mercato più idonea a produrre la migliore combinazione tra: dimensione e mix produttivo dei singoli intermediari (posizionamento del livello minimo dei costi medi) e alto grado di soddisfazione per gli utilizzatori finali. Le due finalità non sono necessariamente compatibili. Il fondamento principale di tale schema è costituito dall’assunto che vi sia una relazione significativa tra la struttura del mercato, il comportamento degli intermediari e le performance degli stessi e del mercato. La vigilanza strutturale si propone di regolare la struttura dell’offerta in un determinato mercato per massimizzare la dialettica competitiva. A tal fine, gli strumenti significativi sono: entrata nel mercato; assetto organizzativo degli intermediari operanti; gamma delle attività che può svolgere ciascun intermediario; i requisiti degli azionisti degli intermediari e l’assetto di controllo societario; gli interventi amministrativi su quantità e prezzi degli intermediari.- Vigilanza prudenziale: sono strumenti attinenti la forma dei “criteri di gestione”, ai quali gli intermediari devono attenersi, finalizzati inoltre al controllo e alla delimitazione dei rischi. Qui la vigilanza si concentra sul rispetto delle regole di mercato. Gli interventi, infatti, evitano di condizionare direttamente il mercato, ma esprimono le regole del gioco su come si debba operare: sono regole oggettive e neutrali, trasparenti e stabilite ex-ante, in modo da essere una forma di incentivo/veicolo per gli intermediari. I principali strumenti sono: i coefficienti di bilancio applicati agli 21/78
  22. 22. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.org intermediari; l’adeguatezza organizzativa con riguardo alla dimensione delle risorse tecniche, manageriali e professionali e alla presenza di strumenti operativi che consentano il rispetto del principio di indipendenza organizzativa e gestionale; i requisiti di onorabilità, di competenza e di esperienza.- Vigilanza informativa (fair play regulation): comprende tutti gli strumenti di comunicazione ed informazione che possono contribuire alle asimmetrie informative tipiche dell’attività finanziaria. Si applicano: le operazioni finanziarie basate su un primo livello di valutazione economica del rischio; gli emittenti i titoli oggetto dell’operazione; gli intermediari nei confronti di emittenti ed investitori; gli intermediari nei confronti delle autorità di vigilanza; gli organismi responsabili del funzionamento e della gestione dei mercati mobiliari. Il risultato finale atteso da questi interventi di vigilanza informativa si colloca nell’area di trasparenza e correttezza informativa assunta come basilare per contratti il cui pricing si attiene ai requisiti di efficienza del mercato. L’importanza di tali interventi si apprezza se si parte dall’ipotesi che investitori e creditori si trovino in una condizione di svantaggio informativo rispetto ai soggetti finanziati.- Vigilanza protettiva: si tratta di strumenti che gestiscono situazioni di crisi degli intermediari con l’esigenza di far fronte al principio fondamentale della tutela del risparmiatore. L’importanza della gestione accurata delle situazioni di crisi si ricollega al problema delle esternalità che, comportando una sfiducia generalizzata verso il sistema finanziario, determinerebbe costi per l’economia reale. Ci sono 2 principali ambiti di intervento: ~ quelli destinati alla prevenzione, tra cui: i flussi di documentazione statistica tra intermediari e organo di vigilanza (allarme preventivo), le situazioni di illiquidità delle banche affrontate con interventi di rifinanziamento della banca centrale, le situazioni di difficoltà più seria che possono comportare provvedimenti come l’amministrazione straordinaria; ~ quelli che, quando la crisi è irreversibile, provvedono alla messa in liquidazione dell’intermediario.L’ordinamento dell’attività bancaria e di attività bancariaLa banca è definita come l’impresa che è autorizzata all’esercizio dell’attività bancariacostituita dalla raccolta del risparmio e dell’esercizio del credito in forma esclusiva.Inoltre le banche esercitano ogni altra attività finanziaria in base alla propria disciplina,fatte salve le riserve di attività previste dalla legge. Con questa esclusione sonoesercitabili tutte le attività, se ammesse al mutuo riconoscimento, che le banche possonoesercitare direttamente o indirettamente in qualsiasi paese comunitario, ne sono un es.: laraccolta dei depositi, le operazioni di prestito, il leasing finanziario, i valori mobiliari, iservizi di intermediazione finanziaria del tipo money banking.La raccolta del risparmio fra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche, trannenei casi previsti dalla norma vigente. La nozione giuridica di intermediario finanziarioidentifica un soggetto operante nel settore finanziario ed esercente attività finanziariasecondo modalità che non integrano la definizione di attività bancaria. La definizionegiuridica differisce da quella economica che colloca la banca fra gli intermediari finanziariintesi come imprese che intermediano sistematicamente risorse finanziarie. 22/78
  23. 23. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgLe condizioni dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria viene concessa dallaBanca d’Italia quando si abbia:- la forma di s.p.a. o di soc. cooperativa per azioni a responsabilità limitata;- l’esistenza del capitale minimo versato;- la presentazione del programma dell’attività iniziale (atto costitutivo e statuto);- i requisiti di onorabilità stabiliti per i soci;- la struttura proprietaria che rispetti i presupposti dell’autorizzabilità;- i soggetti con funzioni di amministrazione, direzione e controllo abbiano requisiti di onorabilità e professionalità.Le condizioni sono verificate dalla Banca d’Italia che nega l’autorizzazione quando essenon garantiscono la sana e prudente gestione. La discrezionalità dovrebbe essereminima, poiché le condizioni sono oggettivamente verificabili. L’evidente corollario delprincipio dell’autorizzazione è l’esistenza di un albo in cui la Banca d’Italia scrive lebanche autorizzate e le succursali delle banche comunitarie nel territorio nazionale.La banca autorizzata ha la facoltà di operare sul territorio nazionale ed in quellocomunitario, nel rispetto delle condizioni poste dall’ordinamento di appartenenza, conl’insediamento di succursali o con la semplice prestazione di servizi a distanza.Diversamente, l’operatività delle banche nazionali in Stati extra-UE e l’esercizio delleattività non ammesse al mutuo riconoscimento sono sottoposte a regimi autorizzativi edisciplinari assai più onerosi.Le Autorità di controllo, preposta alla tutela della stabilità della banca, hanno sempreposto attenzione affinché l’esercizio dell’attività bancaria non venga controllata dasoggetti portatori di interessi estranei, diversi o conflittuali con quelli istituzionali dellabanca. La normativa persegue l’obiettivo di autonomia o di separatezza sottoponendo adautorizzazione preventiva l’acquisizione diretta o indiretta di partecipazioni checomportino il controllo della banca stessa o che superino il 5% del capitale. È inoltrevietata una partecipazione superiore al 15% o comunque di controllo a soggetti chesvolgano attività d’impresa in settori non bancari o finanziari. Per l’accertamento deilimiti (5 e 15%) e della posizione di controllo, la Banca d’Italia deve accertare l’eventualeesistenza di accordi che consentono l’esercizio concertato del diritto di voto. Qualora taliaccordi pregiudichino la gestione sana e prudente della banca, la Banca d’Italia ha lafacoltà di sospendere il diritto di voto dei partecipanti all’accordo e di richiedereinformazioni atte ad accertare la composizione della struttura proprietaria effettiva dellabanca.Il TU attribuisce alla Banca d’Italia funzioni e poteri di vigilanza volti a tutelare la sana eprudente gestione, la stabilità complessiva, l’efficienza e la competitività del sistemafinanziario. La Banca d’Italia emana disposizioni generali che hanno per oggetto:- l’adeguatezza patrimoniale: con cui impone alle banche il mantenimento di un coefficiente patrimoniale minimo obbligatorio, per tutelare la solvibilità della banca e 23/78
  24. 24. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.org si riferisce alla composizione dell’attivo patrimoniale ponderato in funzione delle classi di rischio di appartenenza;- il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni: ~ la concentrazione dei rischi per grandi fidi: disposizioni finalizzate a mantenere una diversificazione del rischio di credito per classi di imprese, ~ la trasformazione della scadenza e l’esposizione al rischio d’interesse: la prima comporta sia rischi finanziari di liquidità legati alla lentezza della rotazione dell’attivo rispetto al passivo, sia rischi economici riferibili alla possibilità che le variazioni dei tassi comportino diminuzioni del margine d’interesse, ~ i rischi di mercato: identificabili nelle possibili variazioni di valore delle attività finanziarie per fatti di mercato;- le partecipazioni detenibili: si dividono in 2 insiemi: ~ partecipazioni in banche, società finanziarie, assicurazioni: sono disciplinate da norme ed istruzioni che riguardano il gruppo bancario, ~ partecipazioni in altri soggetti indicati come imprese non finanziarie le cui disposizioni riguardano forme di tutela prudenziale, distinguendo: a. il limite complessivo: nel valore massimo totale della partecipazione detenibile in rapporto al patrimonio della banca, b. il limite di concentrazione: rapporto massimo tra singola partecipazione detenuta e patrimonio della banca, c. il limite di separatezza: rapporto massimo tra singola partecipazione detenuta e patrimonio dell’impresa partecipata.La banca d’Italia aumenta tali limiti in relazione all’appartenenza a:- banche abilitate: ossia di primaria importanza e quindi autorizzate a maggiore operatività;- banche specializzate: con le stesse caratteristiche di quelle abilitate con raccolta prevalentemente a medio/lungo termine con preclusione di quella a vista.In conclusione le disposizioni sul contenimento del rischio da un lato pongono precisiconfini all’attività bancaria e dall’altro attribuiscono peso e criticità alla variabileeconomica del patrimonio che diviene il perno principale e fondamentale della gestione.Il gruppo bancario è composto alternativamente da:- la banca italiana capogruppo e dalle società bancarie finanziarie controllate;- la società finanziaria capogruppo e dalle società bancarie finanziarie controllate.L’azienda capogruppo è definita in funzione di 2 caratteri necessari: l’appartenenza allanazionalità italiana e l’autonomia da qualsiasi altra persona giuridica controllante. Leistruzioni di vigilanza della Banca d’Italia precisano che nel gruppo si realizza un disegnoimprenditoriale unitario e che la capogruppo referente della Banca d’Italia esercitaattività di direzione e coordinamento, controllo strategico e gestionale, tuttonell’interesse della stabilità del gruppo. In definitiva, nell’ordinamento vigente, le attivitàfinanziarie possono esercitarsi secondo 2 modelli istituzionali diversi:- banca universale: esercita congiuntamente, internamente e direttamente tutte le attività bancarie e finanziarie ammesse con diversificazione “universale”; 24/78
  25. 25. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.org- gruppo bancario: consiste nell’esercizio di attività bancarie e finanziarie da parte di un unico soggetto economico mediante aziende giuridicamente separate ma dirette e coordinate sotto un disegno imprenditoriale unico.La disciplina prende in esame tutti gli altri soggetti operanti nel settore finanziario,diversi dalle banche, e noti come intermediari finanziari, che svolgono:- assunzione di partecipazioni,- concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma,- prestazione di servizi di pagamento,- intermediazione in cambi.Le norme prevedono l’obbligo di iscrizione di tali intermediari in un elenco generalepresso il Ministero del tesoro che si avvale dell’Ufficio italiano dei cambi. Per quellicaratterizzati da rischio sistemico (inteso come rischio di altri intermediari ad essi legatida rapporti di credito) – società di leasing, factoring, investiment banking – esistel’ulteriore obbligo d’iscrizione in un elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia che haquindi poteri di vigilanza nei loro confronti.L’ordinamento prevede una dettagliata normativa per la trasparenza delle operazioni edei servizi bancari e finanziari applicata a tutte le attività svolte nel territorio cheperseguono il fine di tutela della controparte contrattuale, che viene in linea di principioconsiderata contraente debole o inconsapevole.5. La disciplina dei mercati di strumenti finanziariDai mercati pubblici ai mercati-impresa: uno dei maggiori cambiamenti è stato l’adozionesistematica di forme giuridiche proprietarie e comportamentali di carattere privatistico.Tale cambiamento arriva in Italia con la privatizzazione della Borsa nel 1997.Generalmente le motivazioni sono:- intensificazione della competizione sopranazionale sia tra intermediari finanziari che tra mercati;- innovazione tecnologica che consente il passaggio dai mercati fisici a quelli telematici;- la rottura dei confini spaziali: cioè i mercati sono portati a competere, come qualsiasi impresa, su fattori distintivi come la qualità e il costo dei servizi offerti;- è comprensibile che ciò esalti la criticità dell’adozione di una visione imprenditoriale in cui prevalgano autonomia gestionale e autoregolamentazione.L’organizzazione e la gestione dei mercati: autonomia gestionale e autoregolamentazione nonsignificano scomparsa dell’interesse dei pubblici poteri al controllo dei mercati finanziari,ma modifica delle modalità di attuazione del controllo con il prevalere di funzioni diverifica e vigilanza sugli atti di autoregolamentazione piuttosto che di azione diretta diregolamentazione operativa. 25/78
  26. 26. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgLa società di gestione dei mercati: è una s.p.a. senza scopo di lucro che gestisce e organizza imercati regolamentati, in particolare:- la Consob determina il capitale minimo della società di gestione e le attività;- il Ministro del tesoro, sentita la Consob, stabilisce i requisiti di onorabilità e professionalità dei soggetti, determina quelli di onorabilità dei partecipanti al capitale.Il regolamento del mercato: deliberato dall’assemblea ordinaria della società di gestione, ilregolamento deve avere come contenuto minimo obbligatorio:- le condizioni e le modalità di ammissione, esclusione e sospensione degli operatori e degli strumenti finanziari delle negoziazioni;- le condizione e le modalità per lo svolgimento delle negoziazioni;- le modalità di accertamento, di pubblicazione e di diffusione dei prezzi;- i tipi di contratto ammessi alle negoziazioni.L’autorizzazione dei mercati regolamentati: è di competenza della Consob che procede sullabase di 2 principali fasi di accertamento:- l’esistenza dei requisiti richiamati relativamente alla società di gestione;- la conformità del regolamento alla disciplina comunitaria e la sua idoneità ad assicurare la trasparenza del mercato, un ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori.6. L’ordinamento delle attività di gestione dei servizi di investimentoSecondo il TU, per servizi di investimento si intendono le seguenti attività (quandoabbiano per oggetto gli strumenti finanziari):- negoziazione per conto proprio;- negoziazione per conto terzi;- collocamento con o senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo;- gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi;- ricezione e trasmissione di ordini, nonché mediazione.Le imprese di investimento esercitano professionalmente nei confronti del pubblicoservizi di investimento previa autorizzazione della Banca d’Italia alle banche e sidistinguono in quelle italiane (Sim), in quelle comunitarie e in quelle extra-comunitarie,inoltre anche le società di gestione del risparmio hanno la possibilità di offriredeterminati servizi di investimento. Le Sim possono prestare servizi accessori e altreattività finanziarie, nonché attività connesse e strumentali, fatte salve le riserve di attivitàpreviste dalla legge. Le imprese di investimento devono essere iscritte in un albo istituitopresso la Consob, che autorizza l’esercizio di servizi in presenza di condizioni quali ades. l’adozione della forma di s.p.a., la sede legale e direzione generale nel territorionazionale, l’ammontare del capitale pari al livello stabilito dalla Banca d’Italia, requisiti dionorabilità ed idoneità dei partecipanti. L’autorizzazione deve essere negata quando dallaverifica delle condizioni non risulti garantita la sana e prudente gestione.Il TU definisce sia i criteri generali sia le forme contrattuali alle quali devonoconformarsi i soggetti autorizzati per favorire la condizione di tutela del cliente e delmercato. I criteri generali si riferiscono: alla diligenza, correttezza e trasparenza dei 26/78
  27. 27. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgcomportamenti; all’acquisizione dell’informazione necessaria dai clienti, predisposizionedi modalità organizzative idonee a prevenire rischi di conflitto di interessi, assicurazioneal cliente di adeguate condizioni di trasparenza e di equo trattamento, ecc. Per quantoriguarda la forma contrattuale, invece, devono essere redatti in forma scritta e devonoessere consegnati ai clienti. La stipulazione di contratti in altre forme deve essere regolataesplicitamente dalla Consob, sentita la Banca d’Italia; la tutela del cliente è rafforzatadall’applicazione del principio di separazione tra i patrimoni dei singoli clienti e quellidella Sim o della banca.Per “offerta fuori sede” si intende un’attività esercitata in qualsiasi luogo diverso dallasede legale e dalle dipendenze dell’emittente, del proponente o del soggetto incaricatodella promozione o del collocamento. Ai soggetti autorizzati al collocamento sonoriservate l’offerta fuori sede sia di strumenti finanziari sia di servizi di investimento dialtri intermediari. Diversamente, tutte le banche e le Sim sono abilitate ad offrire fuorisede i propri servizi a prescindere dall’abilitazione al collocamento. I soggetti abilitati perl’offerta fuori sede devono avvalersi di promotori finanziari, ossia di persone fisiche che,in qualità di dipendenti, agenti o mandatari, esercitano professionalmente tale tipo diofferta. Il promotore può svolgere la propria attività esclusivamente nell’interesse di unsolo soggetto, la cui responsabilità è solidale col promotore nei confronti di terzi, e deveessere iscritto in un apposito albo presso la Consob.7. L’ordinamento delle attività di gestione collettiva del risparmioLa gestione collettiva del risparmio è il servizio che si realizza attraverso:- la promozione, l’istituzione e l’organizzazione di fondi comuni di investimento e l’amministrazione dei rapporti con i partecipanti;- la gestione del patrimonio di organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) di propria o altrui istituzione.Gli Oicr sono i fondi comuni di investimento (aperti o chiusi) e le società diinvestimento a capitale variabile. La prestazione del servizio di gestione collettiva puòessere fatta esclusivamente da 2 soggetti autorizzati:- le società di gestione del risparmio (Sgr),- le società di investimento a capitale variabile (Sicav).I fondi comuni di investimento apertiIl fondo comune aperto è un patrimonio autonomo suddiviso in quote di pertinenza diuna pluralità di partecipanti. Tale patrimonio è costituito da valori mobiliari la cuiamministrazione è affidata ad una società di gestione del risparmio autorizzata dallaBanca d’Italia. C’è una netta distinzione tra patrimonio netto del fondo, patrimonio deipartecipanti e patrimonio della società di gestione.Le condizioni necessarie per l’autorizzazione sono: la forma di S.p.a., un capitale socialeversato non inferiore a 1 ml di €, la sede statutaria e amministrativa in Italia, i requisiti dionorabilità e professionalità degli amministratori. Il fondo è istituito qualora siaapprovato il relativo regolamento sia dall’assemblea ordinaria della società, sia dallaBanca d’Italia nella sua funzione di organo di vigilanza. Il regolamento stabilisceconcretamente le modalità di funzionamento del fondo e la designazione della bancadepositaria che svolge il duplice ruolo di esecuzione e di controllo. Inoltre la normativa 27/78
  28. 28. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgimpone divieti e limiti alla discrezionalità del fondo. Si distingue tra divieti assoluti delleoperazioni non consentite (investimento in titolo emessi dalla Sgr, concessione diprestiti) e limiti applicati a varie tipologie di investimento mobiliare per limitare laconcentrazione del rischio del portafoglio costitutivo del fondo e il prevenirel’assunzione di altri rischi.Infine la normativa più recente richiede che, ad ogni fondo venga attribuito dalle Sgr unbenchmark, cioè un portafoglio di riferimento pubblicamente rilevabile e corrente con lepolitiche del fondo.Le SicavSono s.p.a. a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia, avente peroggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta alpubblico di proprie azioni. Si applica a tal società, la disciplina dei fondi comuni perquanto riguarda il regime autorizzativo, il funzionamento, la gestione, i vincoliall’operatività e la vigilanza. L’elemento caratterizzante è costituito dalla specificità delmodello istituzionale: la coincidenza fra patrimonio gestito e attivo patrimoniale dellasocietà gerente, la variabilità del capitale sociale, la possibilità dell’esercizio di voto percorrispondenza, ecc.I fondi comuni di investimento chiusiIl fondo di investimento chiuso differisce da quello aperto poiché il diritto al rimborsodelle quote viene riconosciuto ai partecipanti solo a scadenze predeterminate, così comel’ammontare del fondo, il termine massimo di sottoscrizione (1 anno), la durata delfondo (da 5 a 10 anni). L’autorizzazione è concessa dal Ministro del tesoro, sentita laBanca d’Italia, a società che abbiano per oggetto esclusivo la gestione di fondi comuni diinvestimento collettivo in valori mobiliari e che abbiano specifico riferimento allagestione dei fondi chiusi.Il funzionamento e la gestione del fondo si caratterizza soprattutto per il rapporto frasocietà e partecipanti, per la composizione del patrimonio del fondo e per la relazionefra società e fondo.La gestione del patrimonio del fondo, secondo legge, almeno il 40% (non più l’80% delpatrimonio) deve essere investito in valori mobiliari non quotati, limitatamente alleazioni, alle quote, alle obbligazioni convertibili. Non più del 20%, inoltre, può essereinvestito in titoli di stato e in azioni quotate.La differenza tra i 2 fondi, per quanto riguarda la relazione tra società gerente e fondogestito sono:- in quello aperto: la prima riceve remunerazione delle proprie prestazioni come rimborso spese e provvigioni, secondo quanto stabilito dal regolamento;- in quello chiuso: la prima partecipa anche al risultato della gestione in altri due modi, investendo il proprio patrimonio nel fondo (5-10% dell’ammontare) e partecipando a proventi e risultato netto della gestione derivanti dallo smobilizzo degli investimenti.8. L’ordinamento dell’attività assicurativaLe norme definiscono le società che esercitano le assicurazioni solo come genericheimprese alle quali possono ricondursi i diversi contratti di assicurazione. 28/78
  29. 29. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgIn campo assicurativo prevale il principio della specializzazione, ossia le imprese devonolimitare l’oggetto sociale all’esercizio dell’attività assicurativa, riassicurativa, dicapitalizzazione e delle operazioni connesse.Le condizioni per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sono:- forma di s.p.a., soc. coop. e di mutua assicurazione;- possesso del capitale sociale minimo richiesto;- presentazione di un programma di attività;- possesso dei requisiti di onorabilità e di professionalità dei soci e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e di controllo.La compagnia autorizzata ha la facoltà di operare sul territorio nazionale e comunitario,in regime di stabilimento e di libera prestazione. Essa è sottoposta ad un’unica Autorità,ad un unico regime autorizzatorio di vigilanza, indipendentemente dalle differentidislocazioni geografiche delle sedi operative.L’assunzione di partecipazioni dirette ed indirette superiori al 5% nel capitale di impreseed enti assicurativi deve essere comunicata all’Isvap e l’assunzione di partecipazioniqualificate (più del 10%) o di controllo (dirette ed indirette) è comunque soggetta adautorizzazione dell’Isvap. A differenza delle banche, è ammessa l’acquisizione dipartecipazioni di controllo in imprese di assicurazione da parte di imprese industriali ecommerciali, sempre che siano rispettati protocollo di autonomia e di indipendenza dellagestione della controllata assicurativa.Per tutelare la stabilità della compagnia di assicurazione e gli interessi degli assicurati, ledisposizioni disciplinano l’assunzione di rischi specifici secondo diverse configurazioni,che riguardano:- la concentrazione dei rischi: l’obiettivo di limitare l’eccessiva concentrazione dei rischi della gestione patrimoniale è perseguito ponendo un tetto all’investimento in alcune classi di attività;- il rischio di cambio: secondo il principio della congruenza valutaria le attività devono essere espresse nella stessa valuta delle passività a esse collegate, in tal modo si limita il mismatching fra singole valute;- il rischio di interesse: si manifesta in quanto la compagnia investe principalmente in titoli il cui rendimento può differire rispetto al costo delle passività.Per quanto riguarda le partecipazioni, i limiti sono:- complessivo alla classe di “titoli di capitale e altri valori assimilabili”;- di concentrazione: per l’ammontare complessivo delle riserve finanziarie;- di separatezza: per le partecipazioni in imprese che svolgono attività diverse da quelle consentite alle assicurazioni.Appendice riassuntiva: la banca e l’attività bancariaLa banca è definita come un’impresa che è autorizzata dalle Autorità competentiall’esercizio dell’attività bancaria, cioè alla raccolta del risparmio e all’esercizio del creditoin forma esclusiva.Le banche esercitano, oltre all’attività bancaria, ogni altra attività finanziaria tra quelleammesse al mutuo riconoscimento, cioè attività che le banche possono esercitare,direttamente o indirettamente, tramite società controllate nella forma del gruppo 29/78
  30. 30. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgbancario, in qualsiasi paese comunitario in forza dell’autorizzazione ricevute nel paesed’origine. Le attività ammesse al mutuo riconoscimento sono:- raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione;- leasing finanziario;- servizi di pagamento;- operazioni di prestito (credito al consumo, factoring, ecc.);- cambi;- strumenti finanziari a termine e opzioni;- custodia e amministrazione di valori mobiliari; ecc.Una banca riceve l’autorizzazione dalla Banca d’Italia se ci sono le seguenti condizioni:- forma di s.p.a. o di società cooperativa per azioni a responsabilità limitata;- esistenza del capitale minimo versato richiesto: 6mln € (s.p.a.) o 2mln € (soc. coop.);- presentazione del programma concorrente l’attività iniziale, con l’atto esecutivo e lo statuto;- requisiti di onorabilità stabiliti per i soci e per i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo;- struttura proprietaria con alcuni requisiti e vincoli tali da garantire l’autonomia della banca rispetto a interessi divergenti da quelli istituzionali, come: necessaria l’autorizzazione preventiva per l’acquisizione diretta o indiretta di partecipazioni superiori al 5% o comunque di controllo del capitale della banca; vietata l’acquisizione diretta o indiretta di partecipazioni superiori al 15% o comunque di controllo ai soggetti che svolgono in misura rilevante attività d’impresa in settori non bancari e non finanziari.La banca autorizzata ha la facoltà di operare sul territorio nazionale ed in quellocomunitario con l’insediamento fisico di succursali o più semplicemente con laprestazione di servizi a distanza.Il TU attribuisce alla Banca d’Italia funzioni e poteri di vigilanza, finalizzatiprincipalmente a tutelare la sana a prudente gestione della banca, la stabilità complessiva,l’efficienza e la competitività del sistema finanziario. La Banca d’Italia, in conformità alledeliberazioni del CIRC, emana disposizioni di carattere generale aventi per oggetto:- l’adeguatezza patrimoniale che impone alle banche il mantenimento de un coefficiente patrimoniale minimo obbligatorio con funzione di tutela della solvibilità;- il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni: concentrazione per grandi fidi, trasformazione delle scadenze, rischio di interesse e di mercato;- le partecipazioni detenibili: si distinguono in partecipazioni in banche, in soc. finanziarie e strumentali e in imprese di assicurazioni;- le partecipazioni in altri soggetti non finanziari: in tal caso si definisce un limite complessivo riferito al valore massimo della partecipazioni detenibili in rapporto al patrimonio, un limite di concentrazione definendo il rapporto massimo tra singola partecipazione detenuta e il patrimonio della banca, un limite di separatezza in merito al rapporto massimo tra la singola partecipazione detenuta ed il patrimonio dell’impresa partecipata; tali limiti possono essere aumentati e differenziati se la banca in questione è una banca abilitata o specializzata. 30/78
  31. 31. Appunti diEconomia degli Intermediari Finanziari Visto su: www.profland.altervista.orgCapitolo 4IL TRASFERIMENTO DELLE RISORSE, GLI OBIETTIVI DEI SOGGETTIE GLI STRUMENTI FINANZIARI1. Dal bisogno di trasferimento delle risorse finanziarie alle funzioni obiettivodell’investitore e del prenditore di fondiL’attività di scambio comporta dei costi che possono essere ridotti se presenti:- l’organizzazione dei mercati: che consentono la concentrazione delle contrattazioni nello spazio e nel tempo;- l’esistenza e la progressiva specializzazione di operatori commerciali;- l’efficienza e il progresso della tecnologia dei trasporti e delle comunicazioni;- la moneta;- il sistema giuridico.Le economie moderne si caratterizzano e si fondano su due generi di moneta: quellalegale (emessa dalla Banca Centrale) e quella bancaria (emessa da quelle commerciali).La domanda di trasferimento di risorse finanziarie nel tempo: investimento e finanziamentoNella realtà finanziaria esistono 2 tipologie di soggetti:- investitori potenziali: dispongono di un saldo finanziario positivo e cercano di investire il potere d’acquisto temporaneamente eccedente;- prenditori di fondi: hanno un saldo finanziario negativo ed hanno la necessità di procurarsi risorse finanziarie per coprire il proprio fabbisogno.Questi soggetti hanno di fatto interessi idealmente complementari e convergenti e sonoquindi potenziali scambisti.La funzione obiettivo dell’investitoreLe scelte dell’investitore sono guidate soprattutto dalle variabili:- rendimento: è l’espressione del risultato economico dell’operazione ed è espresso in percentuale e su base annua; si compone attraverso: ~il prezzo di acquisto dell’attività finanziaria, ~i redditi periodici, ~il valore di rimborso, ~i costi di transazione, ~gli oneri fiscali, la determinazione del rendimento consente un immediato confronto tra differenti investimenti in Af;- rischio: si riferisce all’impossibilità di prevedere con esattezza il risultato di una determinata operazione; i principali tipi sono: ~ rischio del tasso d’interesse (dipende dalle variazioni del mercato in contrapposizione a quelle del tasso a reddito fisso), ~ rischio di cambio (variazione delle valute), ~ rischio di insolvenza, ~ rischio di prezzo (variazione nelle quotazioni), ~ rischio di perdita del potere d’acquisto (tramite l’inflazione), 31/78

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