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Appunti di Economia degli intermediari finanzari: lucidi
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Appunti di Economia degli intermediari finanzari: lucidi

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Appunti universitari per l'esame di Economia degli Intermediari Finanziari: lucidi

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  • 1. Lucidi diEconomia degli Intermediari Finanziari (vol. 2) Autore: profman www.profland.135.it
  • 2. Si ricorda che: luso degli appunti qui presenti è consentito per solo uso personale e di studio; la consultazione è gratuita ed ogni forma atta a ricavarne lucro è vietata! gli appunti sono fatti da studenti che non possono assumersi nessuna responsabilità in merito; il materiale qui presente non è sostitutivo ma complementare ai libri di testo: - devi (e ti consiglio) di consultare e comprare i libri di testo; il materiale qui presente è distribuito con licenza Creative Commons Ti ricordo che se vuoi contribuire mandando degli appunti o quantaltro possa essere utile ad altri puoi farlo inviando il materiale tramite: http://profland.altervista.org/mail.htm Spero che ciò che hai scaricato ti possa essere utile. Profman Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profmanwww.profland.135.it 2
  • 3. LA REGOLAMENTAZIONE E LA VIGILANZA DEL SISTEMA FINANZIARIOwww.profland.135.it 3
  • 4. Ordinamento delle attività finanziarie Insieme organico e complessivo di norme che disciplinano attività e istituzioni dellintermediazione finanziaria in un dato contesto politico-ammiinistrativo: - la normativa primaria disegna il grado istituzionale complessivo • norme comunitaria: le cosiddette Direttive Comunitarie • norme statali: leggi e decreti del Parlamento, decreti legislativi - la normativa secondaria assume e realizza finalità di regolamentazione più specifica e quindi di vigilanza • istruzioni e regolamenti emessi da organi espressamente previsti e delegati dalla legge, come Banca dItalia, Consob, Isvap e Covip Ordinamento delle attività finanziarie: il quadro istituzionale 1. l’ordinamento comunitario 2. classificazione degli strumenti di vigilanza . vigilanza strutturale . vigilanza prudenziale . vigilanza informativa (fair play regulation) . vigilanza protettivawww.profland.135.it 4
  • 5. 1. L’ordinamento comunitario: le situazioni di disparità concorrenziale fra paesi sono state eliminate fissando un obiettivo di: armonizzazione minima - mutuo riconoscimento libertà di prestazione di servizi - libertà di stabilimento (unicità) Per minimizzare lo sforzo dei singoli paesi si è scelto un modello bancocentrico rispetto ai singoli ordinamenti nazionali • despecializzazione degli intermediari • riserva a favore delle attività degli investitori istituzionali • separatezza tra banca e industria I contenuti dell’armonizzazione minima . elenco delle attività esercitabili e capitale minimo iniziale . controlli sugli assetti proprietari e sulle partecipazioni . modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza e dei coefficienti di solvibilità . vigilanza su base consolidata e sistemi di garanzia dei depositi . controllo della concentrazione dei rischi (grandi fidi) . regole di accertamento dei rischi di mercato . modalità di contabilizzazione e di consolidamento . pubblicità dei documenti contabili delle succursali estere di enti creditizi e finanziariwww.profland.135.it 5
  • 6. 2. Classificazione degli strumenti di vigilanza - basata sulla natura degli interventi - tiene conto delle finalità cui ogni strumento in primis si rivolge - prevede quattro categorie di strumenti: A. vigilanza strutturale B. vigilanza prudenziale C. vigilanza informativa (fair play regulation) D. vigilanza protettivawww.profland.135.it 6
  • 7. A. La vigilanza strutturale Fondamento teorico: relazione significativa tra struttura del mercato → comportamento degli intermediari → performance (degli stessi e del mercato): • dagli elementi della struttura (es. la concentrazione) dipende la condotta concorrenziale (comportamenti collusivi o conflittuali) • l’intensità della concorrenza spiega la ricerca di performance sempre migliori • la “ricerca di migliori performance” può rappresentare l’obiettivo di “efficienza” della vigilanza • l’intensità della concorrenza, funzionale ai fini dell’efficienza, non favorisce la stabilità, anzi, può accentuare le situazioni di crisi. Gli strumenti di intervento . entrata nel mercato (intermediari di nuova costituzione, o che aprono una nuova sede, o che offrono servizi senza sede fisica) . assetto organizzativo degli intermediari operanti (operazioni di fusione, incorporazione, passaggio di controllo, ecc.) . gamma delle attività che ogni categoria di intermediari (ogni singolo intermediario) può svolgere . requisiti degli azionisti degli intermediari e l’assetto di controllo societario . interventi amministrativi sulle quantità e sui prezzi degli intermediariwww.profland.135.it 7
  • 8. B. La vigilanza prudenziale Finalità e peculiarità • controllo e delimitazione dei rischi • assume la forma di criteri di gestione cui gli intermediari devono attenersi • rispetto a quella strutturale - che in qualche caso arriva a “gestire” il mercato - si basa sul rispetto delle regole di mercato • evita di condizionare direttamente il mercato esprimendo regole del gioco che - riguardano il “come” si opera nel mercato - non intervengono direttamente sulla “struttura del mercato” (soggetti, attività, prezzi) - sono oggettive e neutrali tra i diversi soggetti dell’offerta - sono trasparenti e stabiliti ex-ante così da guidare in forma di incentivo e/o vincolo gli intermediari verso equilibri economico-finanziari desiderabiliwww.profland.135.it 8
  • 9. B. La vigilanza prudenziale - Gli strumenti di intervento Coefficienti di bilancio con finalità di controllo e limitazione del rischio assunto nella gestione: solvibilità; equilibrio finanziario; concentrazione degli investimenti; contenimento degli investimenti ad alto rischio unitario; rigidità della struttura dei costi Adeguatezza organizzativa: . dimensione delle risorse tecniche, professionali e manageriali: da possedere a fronte di programmi di attività che comportano l’entrata in aree di mercato complesse e rischiose (partecipazioni industriali, market making nei mercati organizzati, attività nei mercati derivati, ecc.) o che rappresentano investimenti impegnativi (espansione territoriale, acquisizione di concorrenti) . strumenti operativi per il rispetto del principio dell’indipendenza organizzativa e gestionale tra aree di attività con potenziali conflitti di interesse (criterio della separatezza organizzativa e contabile che si applica nell’intermediazione mobiliare) Requisiti di onorabilità, di competenza e di esperienza che devono avere i soggetti che • assumono posizioni nell’ambito degli organi amministrativi e di controllo • rivestono responsabilità di direzionewww.profland.135.it 9
  • 10. C. La vigilanza informativa (fair play regulation) Finalità e peculiarità: comprende tutti gli strumenti di comunicazione e informazione che possono contribuire a ridurre le asimmetrie informative tipiche e inevitabili in rapporti contrattuali basati sulla capacità di rimborso futura del prenditore di fondi dalla asimmetria derivano comportamenti che portano all’impoverimento degli scambi e quindi al “fallimento del mercato”: ciò può essere evitato in presenza di soggetti finanziatori, supportati da informazioni di qualità e spessore adeguati, in condizione di valutare il rischio di perdita di ogni prestito e, quindi, di applicare un tasso aggiustato per il rischio trasparenza e correttezza sono condizioni base per lo sviluppo di un sistema di rapporti contrattuali il cui pricing si avvicina ai requisiti dell’efficienza del mercato per i quali la quotazione degli strumenti finanziari rifletta in modo completo tutta l’informazione disponibile. Ambiti di applicazione: • le operazioni finanziarie: prassi tecniche per effettuare valutazioni economiche e di rischio • gli emittenti i titoli che formano oggetto dell’operazione • gli intermediari che intervengono nei confronti di emittenti ed investitori, se si tratta di una operazione di mercato mobiliare • gli intermediari nei confronti delle autorità di vigilanza, interessate a controllare il buon andamento della gestione; • gli organismi di gestione dei mercati mobiliari, chiamati ad informare il “mercato” (emittenti, investitori, intermediari, analisti, ecc.) e le autorità di vigilanzawww.profland.135.it 10
  • 11. D. La vigilanza protettiva Finalità e peculiarità: • gestione delle situazioni di crisi degli intermediari per - garantire la tutela del risparmiatore, soprattutto se “non consapevole” - ridurre gli effetti delle “esternalità” • poiché tutti gli strumenti della vigilanza possono assolvere funzioni “protettive” (di tutela) dell’interesse del risparmiatore, la vigilanza protettiva si riferisce a due Ambiti di applicazione: - interventi preventivi mediante interventi interni ed esterni per evitare che situazioni aziendali di temporanea difficoltà possano degenerare in uno stato di crisi grave, non recuperabile (crisi di liquidità di norma reversibili) - provvedimenti di rigore allorché la crisi si rivela irreversibile e l’unica soluzione è quella della messa in liquidazione dell’intermediario (crisi di solvibilità tipicamente irreversibili)www.profland.135.it 11
  • 12. D. La vigilanza protettiva Interventi preventivi: . flussi di documentazione statistica tra intermediari e organo di vigilanza i quali costituiscono la base di valutazione dello stato di salute degli intermediari e su cui si possono innestare tecniche di “allarme preventivo” . situazioni di illiquidità delle banche affrontate attraverso interventi di rifinanziamento della banca centrale . situazioni di difficoltà più seria che danno luogo a provvedimenti quali l’amministrazione straordinaria che comporta, tra l’altro, la sostituzione degli organi amministrativi e di controllo in carica. Provvedimenti di rigore: . le crisi irreversibili conducono alla liquidazione coatta amministrativa dell’intermediario . è previsto anche l’intervento dei Fondi di Tutela dei Depositi che tutelano i creditori degli intermediari messi in liquidazione, facendo fronte a due esigenze: • tutela del risparmiatore, più ampia se classificabile nella categoria del “risparmiatore non consapevole” • limitazione del rischio sistemico nell’assunto che i risparmiatori - anche di fronte ad una situazione di crisi aziendale - non perdano la fiducia nel sistema proprio perché possono contare sulla garanzia del recupero del loro credito (ciò è rilevante anche nelle situazioni di crisi temporanea)www.profland.135.it 12
  • 13. Ordinamento delle attività finanziarie • Nel contesto italiano, coerentemente con limpostazione condivisa a livello comunitario, lintermediazione finanziaria viene disciplinata per segmenti o tipologie di attività, ad ognuna delle quali corrisponde un ordinamento specifico: A. ordinamento delle attività bancarie e creditizie B. la disciplina dei mercati di strumenti finanziari C. ordinamento delle attività di gestione dei servizi di investimento D. ordinamento delle attività di gestione collettiva del risparmio E. ordinamento dellattività assicurativawww.profland.135.it 13
  • 14. A. Ordinamento dell’attività bancaria e creditizia 1. Definizione di banca e di attività bancaria 2. Condizioni dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività 3. Estensione geografica dell’attività esercitata 4. Partecipazione al capitale delle banche: vincoli normativi e regime autorizzativo 5. Altri profili rilevanti di regolamentazione dell’attività bancaria 6. Adeguatezza patrimoniale 7. Nozione di gruppo bancario 8. Altri soggetti operanti nel settore finanziario 9. Trasparenza delle condizioni contrattualiwww.profland.135.it 14
  • 15. 1. Definizione di banca e di attività bancaria La banca viene definita come limpresa autorizzata allesercizio dellattività bancaria - la banca è impresa - la banca esiste ed opera in forza di unautorizzazione formale delle Autorità competenti - la definizione di banca rinvia direttamente alla nozione di attività bancaria La raccolta del risparmio e lesercizio del credito costituiscono attività bancaria che ha natura composita. Lesercizio dellattività bancaria è riservato alle banche: tale “riserva di attività" è coerente con il fatto che lattività bancaria sia subordinata ad autorizzazione e regolata da una normativa specifica. Le banche esercitano, oltre allattività bancaria - ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna - attività connesse e strumentali - fatte salve le riserve di attività previste dalla legge Le altre attività finanziarie sono quelle "ammesse al mutuo riconoscimento” ossia quelle che le banche possono esercitare - direttamente o indirettamente tramite società controllate - in qualsiasi paese dell’UEM a seguito dellautorizzazione ricevuta nel paese di origine (principio del home country control).www.profland.135.it 15
  • 16. Le attività ammesse al mutuo riconoscimento, il cui esercizio separato peraltro non costituisce attività bancaria, sono: - raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione - operazioni di prestito (credito al consumo, credito con garanzia ipotecaria, factoring, cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, credito commerciale incluso il “forfaiting”) - leasing finanziario - servizi di pagamento - emissione e gestione di mezzi di pagamento (carte di credito, travellers cheques, lettere di credito) - rilascio di garanzie e di impegni di firma - operazioni per proprio conto o per conto della clientela in: cambi, strumenti finanziari a termine e opzioni, contratti su tassi di cambio e tassi dinteresse, valori mobiliari - strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, ecc.) - partecipazioni alle emissioni di titoli e prestazioni di servizi connessi - consulenza alle imprese su struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, nonché consulenza e servizi nel campo delle concentrazioni e del rilievo di imprese - servizi di intermediazione finanziaria del tipo “money broking” - gestione o consulenza nella gestione di patrimoni - custodia e amministrazione di valori mobiliari - servizi di informazione commerciale - locazione di cassette di sicurezza - altre attività che, in virtù delle misure di adattamento assunte dalle autorità comunitarie, sono aggiunte allelenco allegatowww.profland.135.it 16
  • 17. Altre definizioni La raccolta dei risparmio è definita come acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma. La raccolta del risparmio fra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche o consentita in casi espressamente previsti. La raccolta di fondi a vista ed ogni forma di raccolta collegata allemissione o alla gestione di mezzi di pagamento è in via assoluta riservata alle banche.www.profland.135.it 17
  • 18. 2. Condizioni dell’autorizzazione Unica autorizzazione all’esercizio . forma di società per azioni o di società cooperativa per azioni a responsabilità limitata . esistenza del capitale minimo versato richiesto (6,3 milioni di euro oppure 2 milioni di euro per le banche di credito cooperativo) . presentazione del programma concernente lattività iniziale, con latto costitutivo e lo statuto . requisiti di onorabilità per i soci . struttura proprietaria (composizione e ripartizione dei diritti proprietari) . requisiti di onorabilità e di professionalità per i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo Le condizioni vengono verificate dalla Banca dItalia che nega lautorizzazione quando non “garantiscono” la sana e prudente gestione (problema della discrezionalità potere / dovere delle autorità)www.profland.135.it 18
  • 19. 3. Estensione geografica dell’attività La Seconda Direttiva comunitaria con riferimento al territorio degli Stati comunitari e sul fondamento del criterio dellhome country control sancisce • il principio della libertà di stabilimento • il regime di libera prestazione di servizi, limitatamente alle attività ammesse al mutuo riconoscimento La banca autorizzata ha la facoltà di operare sul territorio nazionale e in quello comunitario, nel rispetto delle condizioni poste dallordinamento di appartenenza, con linsediamento fisico di succursali o con la prestazione di servizi a distanza. Loperatività delle banche nazionali in Stati extracomunitari e delle banche extracomunitarie nel territorio nazionale e lesercizio delle attività non ammesse al mutuo riconoscimento sono sottoposte a regimi autorizzativi e disciplinari più onerosi. La Banca dItalia può vietare ad una banca italiana lo stabilimento di una nuova succursale per motivi attinenti alladeguatezza delle strutture organizzative o della situazione finanziaria, economica e patrimoniale della banca.www.profland.135.it 19
  • 20. 4. Partecipazione al capitale delle banche • Obiettivo dell’autonomia e separatezza: evitare che vi siano nel capitale della banca portatori di interessi estranei o confliggenti con essa. • I controlli sull’assetto proprietario non si esauriscono alla fase costitutiva ma continuano nella fase gestionale • Autorizzazione preventiva a diventare azionisti rilevanti di una banca da parte dei potenziali acquirenti - partecipazione > 5% - superamento soglie rilevanti (10%, 15%, 20%) - controllo indipendentemente da entità concessa in base alla “qualità” (controllo anche sotto i limiti) • Divieto di autorizzazione nell’ipotesi di acquisizione di partecipazioni >15% da parte di soggetti che svolgono in misura rilevante attività di impresa in settori non creditizi e non finanziariwww.profland.135.it 20
  • 21. 5. Altri profili rilevanti di regolamentazione Sulla base del principio della vigilanza regolamentare, che regola alcuni profili critici dellattività della banca con criteri definiti prudenziali, la Banca dItalia, in conformità delle deliberazioni del CICR, emana disposizioni di carattere generali che hanno per oggetto (”Istruzioni di Vigilanza”) . ladeguatezza patrimoniale . il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni . le partecipazioni detenibili . lorganizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni Logica di controllo: legame tra possesso di requisiti patrimoniali specifici e limitazioni dell’operatività.www.profland.135.it 21
  • 22. 6. Adeguatezza patrimoniale • I requisiti patrimoniali imposti dalla regolamentazione prudenziale fanno riferimento al concetto di patrimonio di vigilanza • Coefficienti patrimoniali obbligatori il cui calcolo rappresenta un dispositivo mirante a controllare e limitare i rischi assunti nella gestione - coefficiente di solvibilità - limiti individuali e globali di fido - rischi di mercato - limiti alla trasformazione delle scadenze - limiti alla detenzione di partecipazioni • Le banche devono costantemente mantenere un ammontare minimo di patrimonio di vigilanza pari all8% del complesso delle attività ponderate in relazione ai rischi di perdita per inadempimento dei debitori (rischio creditizio).www.profland.135.it 22
  • 23. 7. Nozione di gruppo bancario Definizione di gruppo e di controllo • banca capogruppo: disegno imprenditoriale unico; attività di direzione e coordinamento; controllo strategico e gestionale • società finanziaria capogruppo: quando nell’ambito del gruppo ha rilevanza la componente bancaria • requisiti capogruppo: nazionalità italiana, totale autonomia. Partecipano al gruppo bancario: - le società bancarie, assicurative, finanziarie e strumentali; - altre non finanziarie (limite complessivo, limite di concentrazione come % del patrimonio banca, limite di separatezza come % del patrimonio partecipata) Vigilanza su base consolidata (referente la capogruppo) Obblighi delle controllate nei confronti della capogruppo Disciplina delle crisi dei gruppi Bilancio consolidatowww.profland.135.it 23
  • 24. 8. Altri soggetti Nozione giuridica di intermediario finanziario soggetto operante nel settore finanziario ed esercente attività finanziaria secondo modalità che non integrano la definizione di attività bancaria • esercizio nei confronti del pubblico delle attività di assunzione di partecipazioni • concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma • prestazione di servizi di pagamento • intermediazione in cambi La definizione giuridica di intermediario finanziario è difforme da quella economica che - correttamente e ad altri fini - colloca la banca nella categoria degli intermediari finanziari, intesi come imprese che intermediano sistematicamente risorse finanziarie.www.profland.135.it 24
  • 25. 9. Trasparenza delle condizioni contrattuali Norme sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari (artt. 115-120) applicate a tutte le attività svolte dalle banche e dagli altri intermediari finanziari entro il territorio nazionale Tutela della controparte contrattuale, che viene in linea di principio considerata contraente debole o inconsapevole. Ambiti di applicazione • modalità di pubblicità delle condizioni contrattuali applicate • forme dei contratti • regole della modifica unilaterale delle condizioni contrattuali • comunicazioni periodiche alla clientela Trasparenza delle condizioni contrattuali nellattività del credito al consumo (artt. 121-126) con norme analoghe e una specifica disciplina del TAEG, costo annuo effettivo globale per lutilizzatorewww.profland.135.it 25
  • 26. B. La disciplina dei mercati di strumenti finanziari Trasformazione da mercati pubblici a mercati-impresa 1. organizzazione e gestione 2. società di gestione dei mercati 3. regolamento del mercatowww.profland.135.it 26
  • 27. 1. Organizzazione e gestione L’attività di organizzazione e gestione di mercati regolamentati ha carattere di impresa ed è esercitata da una società di gestione. Per ogni mercato regolamentato (Borsa Italiana S.p.A., MTS S.p.A.) è istituita una società di gestione. Ai soci è rimandata la scelta di configurare l’obiettivo della società di gestione: • massimizzazione dei profitti • semplice copertura dei costiwww.profland.135.it 27
  • 28. 2. La società di gestione • Le società di gestione possono svolgere la propria attività di organizzazione e gestione dei mercati; dunque i mercati regolamentati possono operare, se ottengono l’autorizzazione della CONSOB. Ciò avviene se sono soddisfatti i requisiti relativi a: » capitale sociale » onorabilità e professionalità di esponenti aziendali e di partecipanti al capitale » regolamento (deve anche essere conforme alla disciplina comunitaria) • In presenza dei suddetti requisiti i mercati regolamentati relativi alle società di gestione sono iscritti presso un elenco istituito dalla CONSOB.www.profland.135.it 28
  • 29. 3. Il regolamento • L’organizzazione e la gestione del mercato sono disciplinate da un regolamento deliberato dall’assemblea ordinaria della società di gestione • Il regolamento può attribuire al consiglio di amministrazione della società di gestione il potere di emettere disposizioni di attuazione • Il regolamento deve in ogni caso determinare: • le condizioni e le modalità di ammissione, sospensione, esclusione di operatori e strumenti finanziari alle negoziazioni • le condizioni e le modalità di svolgimento delle negoziazioni nonché gli obblighi degli operatori • modalità di accertamento, pubblicazione e diffusione dei prezzi • categorie di contratti ammessi alle negoziazioni e quantitativi minimi negoziabiliwww.profland.135.it 29
  • 30. C. L’ordinamento delle attività di gestione dei servizi di investimento 1. definizione di strumenti finanziari 2. servizi di investimento 3. servizi accessori 4. soggetti abilitati 5. regime di autorizzazione 6. modalità di svolgimento 7. promotori e offerta fuori sedewww.profland.135.it 30
  • 31. 1. Definizione di strumenti finanziariwww.profland.135.it 31
  • 32. 2. Servizi di investimento Per servizi di investimento si intendono le seguenti attività, quando hanno per oggetto strumenti finanziari: - negoziazione per conto proprio - negoziazione per conto di terzi - collocamento (con o senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo, assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente) di strumenti finanziari - gestione individuale di portafogli di investimento per conto di terzi - ricezione e trasmissione di ordini, mediazione. 3. Servizi accessori Per servizi accessori si intende: - custodia e amministrazione di strumenti finanziari - locazione di cassette di sicurezza - concessioni di finanziamenti agli investitori finalizzati alla realizzazione di un’operazione su strumenti finanziari nella quale sia coinvolto il soggetto finanziatore - consulenza in materia finanziaria e strategica - consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari - intermediazione in cambi, quando collegata alla prestazione di servizi di investimento.www.profland.135.it 32
  • 33. 4. Soggetti abilitati Sono abilitati all’esercizio professionale dei servizi di investimento: - banche - società di gestione del risparmio limitatamente all’attività di gestione individuale di portafogli di investimento per conto di terzi - imprese di investimento. Alle SIM è consentito l’esercizio di servizi accessori e di attività connesse o strumentaliwww.profland.135.it 33
  • 34. 5. Regime di autorizzazione . Alle SIM è concesso l’esercizio dei servizi di investimento, con autorizzazione della CONSOB, sentita la Banca d’Italia, quando ricorrano particolari condizioni . Alle banche autorizzate in Italia è concesso di svolgere i servizi di investimento, con autorizzazione della Banca d’Italia . Agli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dal TU bancario è permesso l’esercizio di servizi di investimento limitatamente alla negoziazione per conto proprio, su autorizzazione della Banca d’Italia.www.profland.135.it 34
  • 35. 6. Modalità di svolgimento Nello svolgimento dei servizi di investimento ed accessori, soggetti abilitati devono agire: • secondo principi di correttezza e trasparenza, • nell’interesse del cliente, • richiedendo ed offrendo sufficiente informativa, • limitando i conflitti di interesse, • assicurando l’efficiente svolgimento del mandato • rispettando il principio di separazione del patrimonio del cliente rispetto a quello dell’intermediario.www.profland.135.it 35
  • 36. 7. Il promotore finanziario Il promotore fa da tramite nella catena di distribuzione dei prodotti e di servizi finanziari fra l’intermediario che li colloca, li emette o li svolge e gli investitori. L’intermediario è obbligato a servizi del promotore finanziario in due casi: quando i contratti sono offerti fuori sede e quando il collocamento avviene a distanza (es. per telefono).www.profland.135.it 36
  • 37. 7. Offerta fuori sede e collocamento a distanzawww.profland.135.it 37
  • 38. D. L’ordinamento delle attività di gestione collettiva del risparmio 1. definizione del servizio 2. definizione degli organismi 3. Società di Gestione del Risparmio 4. fondi comuni di investimento 5. SICAVwww.profland.135.it 38
  • 39. 1. Definizione del servizioL’attività di gestione collettiva del risparmio può essere esercitata solo da:- società di gestione del risparmio- SICAV (Società di investimento a capitale variabile)2. Definizione degli organismi 39
  • 40. 3. Le società di gestione del risparmio Le società di gestione del risparmio (SGR) possono: - prestare servizi di gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi - gestire le risorse dei fondi pensione - svolgere le attività strumentali e connesse stabilite dalla Banca d’Italia, sentita la CONSOB - affidare specifiche scelte di investimento a intermediari abilitati alle GPM 4. I fondi comuni di investimentowww.profland.135.it 40
  • 41. 4. I fondi comuni di investimento • Una società di gestione autorizzata dalla CONSOB può istituire uno o più fondi comuni di investimento fondi comuni di investimento e gestire il patrimonio del fondo sulla base di un rapporto di mandato • Il fondo può essere gestito dalla stessa società che lo ha istituito o, su mandato, da altra società di gestione • Gli strumenti finanziari ed altre disponibilità liquide disposte in un fondo di investimento sono depositati in custodia presso una banca depositaria. • E’ sancito il principio di autonomia del patrimonio autonomia del patrimonio del fondo da quello della società di gestione e da quello di ciascun partecipante • Il patrimonio di ciascun fondo è distinto in quote di pari valore che attribuiscono pari diritti • Le quote sono rappresentate da certificati nominativi al portatore o dell’investitore • Lo schema generale di funzionamento dei fondi comuni è determinato con regolamento emanato dal MinTesoro sentita la Consob e la Banca d’Italia • I criteri generali contenuti nel regolamento sono vincolanti in particolare: - oggetto dell’investimento - categorie di investitori cui è destinata l’offerta delle quote - modalità di partecipazione al fondo: frequenza di emissione, rimborso quote, ammontare minimo delle sottoscrizioni - durata minima e massima del fondowww.profland.135.it 41
  • 42. 5. Le SICAV • Si definiscono SICAV le società a capitale variabile autorizzate alla gestione collettiva del risparmio • L’autorizzazione è concessa dalla Banca d’Italia, sentita la CONSOB, dopo avere verificato l’ esistenza dei requisiti necessari; gli stessi organismi stabiliscono le ipotesi di decadenza • Ottenuta l’autorizzazione la SICAV è iscritta presso un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italiawww.profland.135.it 42
  • 43. E. L’ordinamento dell’attività assicurativa Fonti normative principali: • D. Lgs. 17/3/1995 n. 174 di attuazione della Direttiva CEE in materia di assicurazione diretta sulla vita • D. Lgs. 17/3/1995 n. 175 di attuazione della Direttiva CEE in materia si assicurazione diretta diversa dallassicurazione sulla vita Aspetti principali della disciplina 1. Definizione di impresa di assicurazione e di attività assicurativa 2. Condizioni per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività assicurativa 3. Estensione geografica dell’attività esercitata 4. Partecipazione al capitale delle imprese di assicurazione: vincoli normativi e regime autorizzativo 5. Altri profili rilevanti di regolamentazione dell’attività assicurativawww.profland.135.it 43
  • 44. 1. Definizione di impresa di assicurazione e di attività • Il legislatore non definisce in modo univoco le imprese di assicurazione: le "società che esercitano le assicurazioni" sono generiche "imprese“ alle quali possono essere ricondotti i diversi contratti di assicurazione • Le norme secondarie (circolari e provvedimenti Isvap), sulla base dell’interpretazione delle norme primarie, forniscono indicazioni più dettagliate circa le operazioni ammesse o vietate • Prevale il principio della specializzazione: le imprese di assicurazione devono limitare l’oggetto sociale all’esercizio dell’attività assicurativa, riassicurativa e di capitalizzazione e delle operazioni connesse (cioè attività accessorie, strumentali o funzionali all’attività assicurativa), con esclusione dell’esercizio diretto ed indiretto di qualsiasi attività industriale o commerciale.www.profland.135.it 44
  • 45. 2. Condizioni per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività Requisiti • forma di società per azioni, società cooperativa e società di mutua assicurazione • possesso del capitale sociale minimo richiesto (o del fondo di garanzia sul caso di mutua assicuratrice) • presentazione di un programma di attività, di una relazione tecnica, dell’atto costitutivo, dello statuto, dell’elenco degli amministratori, dei soci con partecipazioni di controllo o con partecipazioni qualificate • requisiti di onorabilità dei soci e di onorabilità e professionalità dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e di controllo Autorizzazione • Le condizioni vengono verificate dall’ISVAP che nega lautorizzazione quando non “garantiscono” la sana e prudente gestione o soddisfano alle esigenze finanziarie e alle regole tecniche della “corretta gestione” di una impresa assicuratrice (problema della discrezionalità potere / dovere delle autorità)www.profland.135.it 45
  • 46. 3. Estensione geografica dell’attività Le Direttive comunitarie con riferimento al territorio degli Stati comunitari e sul fondamento del criterio dellhome country control sanciscono • il principio della libertà di stabilimento • il regime di libera prestazione di servizi. Le Autorità del paese d’origine trasmettono alle Autorità dello stato di stabilimento o di prestazione la documentazione e le informazioni relative alle proprie compagnie che accedono ed esercitano l’attività assicurativa su tale mercato. Le compagnie di altri Stati Membri sono tenute al rispetto delle disposizioni imperative italiane di interesse generale. L’autorizzazione e l’operatività delle compagnie estere con sede legale al di fuori della Comunità è soggetta a condizioni più restrittive basate sul principio di parità o di reciprocità di trattamento.www.profland.135.it 46
  • 47. 4. Partecipazione al capitale • L’assunzione di partecipazioni dirette e indirette superiori al 5% nel capitale di imprese ed enti assicurativi deve essere comunicata all’Isvap. • L’assunzione di partecipazioni qualificate (più del 10%) o di controllo, dirette o indirette, è soggetta ad autorizzazione che può essere negata nei confronti di enti o di imprese di stati che non applichino il principio della reciprocità di trattamento. • L’autorizzazione è concessa se sussistono le condizioni per una sana e prudente gestione della compagnia di assicurazione. • A differenza del comparto bancario, è ammessa l’acquisizione di partecipazioni di controllo in imprese di assicurazione da parte di imprese di settori industriali e commerciali, nel rispetto di protocolli di autonomia e di indipendenza della gestione della controllata. • Le operazioni con contenuto patrimoniale fatte con soggetti controllanti e con società da questi controllate devono essere preventivamente comunicate all’Isvap.www.profland.135.it 47
  • 48. 5. Altri profili rilevanti di regolamentazione Disposizioni sul contenimento del rischio della gestione patrimoniale finanziaria: • concentrazione dei rischi: limiti all’investimento in alcune classi di attività che si applicano ad aggregati relativamente ampi (investimenti, crediti, altri attivi, depositi) o a classi di attività od operazioni I limiti assumono come parametro di riferimento le riserve tecniche e quindi considerano la dimensione delle passività e non il grado di patrimonializzazione dell’impresa • rischio di cambio: secondo il principio della congruenza valutaria le attività devono essere espresse nella medesima valuta delle passività ad esse collegate per limitare il mismatching; anche tali disposizioni si applicano alle attività a copertura della riserve tecniche Non vi sono disposizioni regolanti il rischio di interesse e i rischi di mercato: per le compagnie vita le attività si caratterizzano mediamente per durate inferiori rispetto alle passività mentre per le compagnie danni la trasformazione per scadenze è in genere di segno opposto.www.profland.135.it 48
  • 49. 5. Altri profili rilevanti di regolamentazione • partecipazioni limite complessivo - applicato ai “titoli di capitale ed altri valori assimilabili (warrant, quote di Oicr) e non alla sola voce partecipazioni” - parametrato alla dimensione delle riserve tecniche - sfuggono a tale “tetto massimo di investimento” le partecipazioni finanziate, nel rispetto degli altri limiti, con i mezzi propri limite di concentrazione - relativo all’ammontare complessivo di risorse finanziarie (a titolo di capitale e a titolo di debito) destinabile ai singoli emittenti - parametrato sia alla dimensione delle riserve tecniche della compagnia sia alla dimensione dell’impresa partecipata. limite di separatezza - relativo alle partecipazioni in imprese che svolgono attività diverse - finanziate sia con le riserve tecniche sia con il patrimonio liberowww.profland.135.it 49
  • 50. I MERCATI FINANZIARIwww.profland.135.it 50
  • 51. I mercati finanziariwww.profland.135.it 51
  • 52. Classificazione dei mercatiwww.profland.135.it 52
  • 53. Funzioni dei mercati mobiliari • Finanziamento attraverso emissione e collocamento dei titoli • Pricing dei titoli negoziati • Liquidità dei titoli • Riduzione dei costi di transazione • Trasferimento della proprietà delle società per azioni Elementi strutturali • Soggetti - intermediari - gestori dei circuiti di negoziazione - autorità di controllo - investitori / emittenti • Strumenti • Procedure di negoziazione e liquidazionewww.profland.135.it 53
  • 54. Il mercato monetario • Accezione ristretta - negoziazione di titoli con scadenza < 12 mesi • Accezione ampia (“funzionale”) - aggiustamento delle posizioni di liquidità degli operatori - costo / opportunità di detenzione delle riserve - categorie di operatori coinvolti - oggetto delle negoziazioni • Requisiti di funzionalità breve scadenza nominale dei titoli - alta negoziabilità sul secondario - impersonalità dei rapporti tra emittente e sottoscrittore - nonché delle transazioni sul secondario • Il caso italiano - classificazione sostanziale e non solo formale - validità solo per il mercato dei Buoni Ordinari del Tesorowww.profland.135.it 54
  • 55. Il mercato dei cambi • Tipologia e oggetto delle transazioni - disponibilità di valuta - contratti a contante, a termine, derivati - operazioni wholesale (all’ingrosso) • Operatori finali e intermediari - importatori / esportatori / investitori - speculatori - arbitraggisti • Intermediari - broker (rapporti banche – clienti) - market maker (rapporti interbancari) Mercato monetario e dei cambi • Differenti per: - oggetto delle transazioni - dimensione geografica • Simili per: - ruolo centrale delle banche - interventi delle banche centrali - collegamento tra cambio e tassiwww.profland.135.it 55
  • 56. Mercato dei capitali • Assetti proprietari e mercato azionario - oggetto delle transazioni: azioni - assetti societari chiusi - transazioni rare e “private” • Borsa = mercato delle azioni quotate - arretratezza del mercato italiano - mercato primario: • finanziamento • riallocazione della proprietà - mercato secondario • liquidità • aggiustamento di portafogliowww.profland.135.it 56
  • 57. Mercato di borsa Elementi costitutivi: - Soggetto giuridico proprietario e responsabile della gestione - Struttura fisica e logistica - Definizione dei requisiti di ammissione - Standardizzazione dei contratti - Intermediari autorizzati - Procedure standard di negoziazione - Presenza di organi di controllo Mercato obbligazionario Negoziazione di obbligazioni e titoli di Stato • Mercato primario - predominio del settore pubblico • sistematicità e regolarità delle emissioni • assegnazione mediante il meccanismo ad asta • banche principali intermediari verso il pubblico - crescita degli altri emittenti (banche, imprese) • Mercato secondario - quotazione per la quasi totalità dei titoli pubblici - esistenza di un circuito al dettaglio e di un circuito all’ingrossowww.profland.135.it 57
  • 58. Mercati organizzati L’attività di organizzazione e gestione di Mercati regolamentati ha carattere di impresa ed è esercitata da società per azioni dette Società di gestione: • per ogni mercato regolamentato (Borsa Italiana, MTS, MIF) c’è una soc. di gestione • ai soci è rimandata la scelta di configurare l’obiettivo della società di gestione: massimizzazione dei profitti e semplice copertura dei costi. L’articolazione dei mercati organizzati in Italia: • Borsa Italiana S.p.A. - mercato azionario mercato azionario - mercato obbligazionario mercato obbligazionario - mercato dei derivati mercato dei derivati - mercato dei premi mercato dei premi • M.T.S. S.p.A.: mercato obbligazionario all’ingrossowww.profland.135.it 58
  • 59. Borsa Italiana Il Mercato azionario • Mercato Telematico Azionario (MTA) • Nuovo mercato (NM) • Mercato Telematico dei covered warrant (MCW) • Mercato Ristretto (MR) • Mercato dei Premi (MPR) Il Mercato “after hours” (TAH) Il Mercato dei Derivati • Mercato Italiano dei Derivati (IDEM), • Mercato Italiano dei Derivati sui Tassi di Interesse (MIF) Il Mercato del reddito fisso • Mercato delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT) • Mercato delle euro-obbligazioni (EuroMOT)www.profland.135.it 59
  • 60. L’efficienza dei mercati Efficienza allocativa e funzione del sistema dei prezzi - ruolo allocativo - funzione distributiva - funzione informativa Efficienza informativa - debole - semi-forte - forte Efficienza operativa: tecnica e funzionale - spessore - ampiezza - elasticitàwww.profland.135.it 60
  • 61. Parametri di valutazione dei mercati Perfezione • dipende dal contenuto informativo del prezzo • presuppone - parità di informazioni tra i partecipanti - conoscenza delle intenzioni altrui - ininfluenza delle dimensioni Efficienza • scostamento tra prezzo e valore intrinseco • prezzo funzione del set informativo disponibile • impatto delle forme organizzative Frammentazione • dipende dall’impossibilità di conoscere le posizioni degli operatori - costo /ritardo nell’acquisizione delle informazioni - articolazione del mercato e modalità di formazione dei prezzi - impatto della tecnologia real time Spessore / Ampiezza • incidono sulla liquidità e sulla capacità di assorbire quantità con variazioni limitate di prezzo così da determinare il costo dell’intermediazione Elasticità • capacità di riequilibrio dei prezzi in presenza di scompensi negli ordiniwww.profland.135.it 61
  • 62. I mercati degli strumenti derivati • Nascita e rapido sviluppo • Contratti a termine fermo, future, a contenuto opzionale • Su tassi, cambi, titoli, indici, commodities • “Derivati” poiché il prezzo dipende dalla quotazione del sottostante • Mercati di borsa standardizzati – mercati OTC personalizzati Funzioni dei mercati derivati • Finalità microeconomiche degli operatori - maggiori e migliori opportunità di investimento - migliore gestione dei rischi - completamento dei portafogli • Finalità macroeconomiche - ampliare il set di combinazioni rischio/rendimento - completamento del mercato - aumento della liquidità del primario (?) - effetto destabilizzante (?)www.profland.135.it 62
  • 63. Il mercato dei financial future • Rappresentano l’evoluzione dei mercati a termine fermo (comunque esecuzione differita) • Standardizzazione degli elementi contrattuali - attività sottostante - importo fisso - date di scadenza - modalità di regolamento - metodi di negoziazione - costi e margini di mantenimento delle posizioni • Presenza della Clearing House - garantisce il buon fine dell’operazione - consente la liquidazione di posizioni opposte - gestisce il meccanismo dei marginiwww.profland.135.it 63
  • 64. Il mercato delle opzioni • Standardizzazione degli elementi contrattuali - attività sottostante - opzione di acquisto / vendita - prezzo di esercizio - date di scadenza (di esercizio) - prezzo dell’opzione • Mercati prevalentemente ufficiali • Presenza della Clearing House - garantisce il buon fine dell’operazione - consente la liquidazione di posizioni opposte - gestisce il meccanismo dei marginiwww.profland.135.it 64
  • 65. Il mercato degli swap su tassi e cambi • Pagamento reciproco di tassi su capitali nozionali • Principali elementi contrattuali - modalità di determinazione dei tassi / cambi - scadenza - durata • Mercati prevalentemente OTC - elevata personalizzazione (tailor made) - enorme sviluppo quantitativo - ruolo degli intermediari: ricerca della controparte, - gestione del mismatch, garanzia di buon finewww.profland.135.it 65
  • 66. GLI INTERMEDIARI FINANZIARIwww.profland.135.it 66
  • 67. Teorie dell’intermediazione finanziariaModalità alternative dello scambio Scambio diretto e autonomo: datori e prenditori non ricorrono ad alcun intermediario per concludere lo scambio Scambio diretto e assistito: datori e prenditori sono controparti dirette ma sono assistiti da intermediari che svolgono una funzione di mediazione Scambio indiretto: il trasferimento di risorse tra datori e prenditori avviene attraverso un soggetto intermedio (“scambista”) che svolge una funzione di intermediazione (1) e (2) hanno tipicamente per oggetto valori mobiliariGli scambi finanziari presuppongono prestazioni monetarie di segno opposto e distanziate nel tempo che si distinguono tra loto in termini di grado di incertezza e duratawww.profland.135.it 67
  • 68. Ruolo e funzioni degli intermediari Teoria economica Ipotesi di mercati perfetti Non si giustifica l’esistenza di intermediari finanziari L’intermediario è considerato come un operatore economico qualsiasi, dotato di un proprio portafoglio di attività e passivitàwww.profland.135.it 68
  • 69. Ruolo e funzioni degli intermediari Teoria dei costi di transazione Sviluppi teorici successivi Teoria dell’incertezza Teoria delle asimmetrie informativewww.profland.135.it 69
  • 70. Teoria dei costi di transazione Presupposto la mancata esecuzione di uno scambio diretto tra debitore e creditore è dovuto a imperfezioni quali: quali divisibilità finita degli strumenti finanziari costi di informazione e negoziazione costi operativi (supporti contrattuali, monitoring, …) investitori / emittenti Ruolo dell’intermediario rendere possibile la conclusione di operazioni altrimenti non eseguibili a costi inferiori grazie alla natura dei costi (fissi o poco flessibili)www.profland.135.it 70
  • 71. Teoria dei costi di transazione Problemi Qual è il rapporto tra intermediari e mercati? sul mercato vengono svolte le operazioni che: coinvolgono i soggetti in grado di esternalizzare i costi informativi e operativi non soffrono del problema della limitata divisibilità Perché ci sono varie tipologie di intermediari? a ogni frazione di costi che può essere internalizzata corrisponde una tipologia di intermediario ricerca controparte broker costi di negoziazione inv. istituzionale costi di screening investment bank tutti i costi banca universalewww.profland.135.it 71
  • 72. Teoria dell’incertezza Presupposto i contratti si caratterizzano per la presenza di molteplici tipologie di rischio: rischio rischio di credito rischio di liquidità rischio giuridico lo scambio diretto può realizzarsi solo se tra le parti c’è assoluta concordanza sulle modalità (contrattuali) di distribuzione del rischio Ruolo dell’intermediario rendere possibile la conclusione dello scambio attraverso la trasformazione del rischio con assunzione senza assunzionewww.profland.135.it 72
  • 73. Teoria dell’incertezza Problema Perché ci sono varie tipologie di intermediari? si considerano due principali modelli di intermediazione fondo comune di investimento riduce il rischio mediante il processo di diversificazione senza assumerlo direttamente intermediario finanziario assume in proprio il rischio per rendere compatibili le schede di preferenza di creditore e debitore attraverso  diversificazione  trasferimento del rischio sugli azionisti  trasferimento del rischio su terzi  antipazione delle aspettative del mercatowww.profland.135.it 73
  • 74. Teoria dell’incertezza Ipotesi di fondo (limitative) assenza di imperfezioni di natura strutturale (normative, fiscali, …) mancata considerazione di:  strumenti di pagamento  prestazione di servizi di consulenza non considerazione esplicita dell’intermediario con funzione monetaria il quale consente di minimizzare costi/tempi/rischi del trasferimento dei saldi monetariwww.profland.135.it 74
  • 75. Teoria delle asimmetrie informative Presupposto sul piano informativo, gli investitori sono sistematicamente in svantaggio rispetto ai prenditori che conoscono rischio e redditività dei progetti da finanziare anche l’emittente potrebbe non sapere interpretare il mercato e stabilire correttamente i termini dell’emissione Ruolo dell’intermediario produrre informazione interna in misura utile a colmare l’asimmetria informativa tra debitore e creditori, grazie all’accesso a informazioni riservate l’informazione interna è attendibile in quanto l’intermediario si assume il rischio e si gioca la reputationwww.profland.135.it 75
  • 76. Teoria delle asimmetrie informative Problema Perché ci sono varie tipologie di intermediari? banche esclusività della funzione monetaria investment bank funzione segnaletica regolamentazione differenze istituzionaliwww.profland.135.it 76
  • 77. Modalità di riduzione delle imperfezioni Mercati Intermediari Asimmetria organizzazione formale produzione informativa obblighi informativi informazioni funzione di liquidità assunzione Rischio specializzazione degli trasferimento strumenti trasformazione progresso concentrazione degli tecnologico Costi di scambi economie di scala e transazione tecnologia diversificazione market making concorrenzawww.profland.135.it 77
  • 78. Attività degli intermediari finanziari Chiavi interpretative alternative 1 prodotti /processi Funzione d’uso 2 segmentazione domanda Funzione di servizio 3 estensione della delega Rapporto intermediario / cliente 4 modelli istituzionali Integrazione dei processi produttivi Assetto giuridico Assetto organizzativowww.profland.135.it 78
  • 79. 1. Processi e prodotti FUNZIONE ATTIVITA’ TIPOLOGIA ISTITUZIONALE ESERCIZIO DEL Credito a breve e Banche CREDITO a medio lungo termine Leasing Banche Società di leasing finanziario Factoring Banche Società di factoring Credito al Banche Soc. finanziarie consumo FINANZIAMENTO Assunzione di Banche Finanziarie di part. MOBILIARE partecipazioni nel Venture capital capitale d’impresa fondi chiusi Sottoscrizione e Banche S.I.M. collocamentowww.profland.135.it 79
  • 80. 1. Processi e prodottiFUNZIONE ATTIVITA’ TIPOLOGIA ISTITUZIONALEINTERMEDIAZIONE Negoziazione titoli Banche S.I.M.MOBILIARE c/proprio e c/terziGESTIONE DEL G.P.M. Banche S.I.M.RISPARMIO Gestione collettiva FCI e SICAVCOPERTURA DEI Assicurazioni danni AssicurazioniRISCHI Assicurazioni vita e Assicurazioni Ist. di previdenza previdenza Fondi pensioneSERVIZI DI Offerta di strumenti Banche Emittenti di carte diPAGAMENTO di pagamento credito Operazioni di incasso Banche Soc. finanziarie e pagamentowww.profland.135.it 80
  • 81. 2. Segmentazione della domanda La domanda di servizi e prodotti finanziari Gestione finanziaria e ciclo di vita della famiglia Gestione finanziaria e ciclo di vita dell’impresa Dimensione relativa della domanda e grado di personalizzazione del serviziowww.profland.135.it 81
  • 82. Gestione finanziaria e ciclo di vita della famiglia Ogni soggetto possiede: un determinato livello di reddito permanente che rappresenta l’allocazione desiderata di risorse nel tempo un determinato livello del reddito corrente il risparmio finanziario (positivo / negativo) serve ad adattare il reddito corrente al reddito permanente durante il ciclo di vita ipotesi sottostanti al modello di Modigliani il totale dei non vi sono redditi correnti trasferimenti equivale al totale intergenerazionali dei redditi lo stock iniziale e di ricchezza permanenti finale di ricchezza sono nulliwww.profland.135.it 82
  • 83. Gestione finanziaria e ciclo di vita della famiglia Fasi del ciclo di vita Redditi, consumi e risparmio sono limitati Inizio Ridotte possibilità di effettuare investimenti reali e di accumulare attività finanziarie Indebitamento contenuto per capacità di rimborso incerta • Redditi correnti e consumi in crescita • Acquisto di beni durevoli e accumulo di ricchezza Sviluppo finanziaria • Indebitamento per realizzare investimenti immobiliari • Possibilità di indebitamento per capacità prospettica di rimborso Redditi correnti e consumi in crescita a tassi ridotti Maturità Stabilizzazione dei consumi Stabilizzazione degli investimenti reali Risparmio utilizzato per rimborso dei debiti e per accumulo di attività finanziarie anche a fini previdenzialiwww.profland.135.it 83
  • 84. Gestione finanziaria e ciclo di vita della famiglia Fasi del ciclo di vita Declino Redditi nulli Diminuzione dei consumi Utilizzo di rendite pensionistiche e previdenziali Disinvestimento delle attività finanziarie In sintesi, in ogni periodo, le decisioni di acquisizione e disinvestimento di attività e passività finanziarie sono determinate da: Equilibrio fra reddito monetario disponibile e consumi Decisioni di investimento / disinvestimento in beni reali non destinati al consumo Struttura finanziaria del periodo precedente Previsioni sui periodi successivi In base al modello un intermediario può segmentare la clientela per diversificare / differenziare la propria offertawww.profland.135.it 84
  • 85. Gestione finanziaria e ciclo di vita dell’impresa Condizioni di equilibrio finanziario Ciclo di vita strategico Ciclo di vita, struttura finanziaria ottimale e ruolo degli intermediariwww.profland.135.it 85
  • 86. Gestione finanziaria e ciclo di vita dell’impresa Condizioni di equilibrio finanziarioEsistono varie nozioni di equilibrio finanziario: 1) Divario tra entrate ed uscite di cassa nel breve periodo. 2) Coerenza della struttura finanziaria dell’impresa relativamente alla strategia seguita. 3) Relazione tra rendimento reale e/o nominale del capitale investito e costo reale e/o nominale delle risorse finanziarie utilizzate. 4) Rapporto tra reddito operativo e oneri finanziari. 5) Rapporto tra valore economico dell’attivo e valore delle passività sottoscritte. 6) Relazione tra flusso netto di cassa totale e sviluppo aziendale.www.profland.135.it 86
  • 87. Gestione finanziaria e ciclo di vita dell’impresa Condizioni di equilibrio finanziarioPer definire la strategia finanziaria ottimaledell’impresa, il modello di equilibrio finanziario deve 1. “Tradurre” la dinamica finanziaria dell’impresa in una situazione di struttura finanziaria. 2. Utilizzare in modo integrato sia le variabili finanziarie (flussi di cassa) sia quelle economiche (rendimenti e costi del capitale) esprimendo la relazione di interdipendenza. 3. Fare riferimento ad orizzonti temporali di medio-lungo termine. 4. Utilizzare variabili facilmente collegabili alla strategia complessiva dell’impresa per “decodificare” in chiave finanziaria la strategia globale. 87
  • 88. Gestione finanziaria e ciclo di vita dell’impresa Condizioni di equilibrio finanziario il modello di equilibrio finanziario dinamico dell’impresa può essere definito con l’impiego delle seguenti variabili Il tasso di sviluppo del fatturato nel periodo V −V TSV = 1 0 1 V 0 CI Lintensità di capitale dell’impresa V La capacità di autofinanziamento lordo, al netto dei FR flussi necessari per sostituire i fattori produttivi obsoleti V ª utili di periodo non distribuiti. ª quote ammortamento desercizio, ª al netto delle spese per rinnovi e/o sostituzioni ª accantonamenti ai fondi rischi e spese futurewww.profland.135.it 88
  • 89. Gestione finanziaria e ciclo di vita dell’impresa Condizioni di equilibrio finanziariocon le tre variabili definite é possibile quantificare in assoluto ilfabbisogno finanziario esterno (o lavanzo finanziario) nonché rappresentare, in senso dinamico, il punto di equilibrio finanziario dellimpresa: FR 0 − (V 1 − V 0 ) ⋅ V = CI FC 1 FC < 0: fabbisogno finanziario esterno periodale e incrementale; FC > 0: avanzo finanziario interno periodale e incrementale.www.profland.135.it 89
  • 90. Gestione finanziaria e ciclo di vita dell’impresa Modello del ciclo di vita dellimpresa il modello di equilibrio finanziario dinamico - che descrive il ciclo finanziario dellimpresa - deve essere coniugare con un modello che rappresenti il "ciclo strategico" dellimpresa stessa, ossia il modello del "ciclo di vita". V 0 INTROD. CRESCITA MATURITÀ T FASIwww.profland.135.it 90
  • 91. Gestione finanziaria e ciclo di vita dell’impresa Struttura finanziaria Il piano di indebitamento/rimborso dell’impresa deve rispettare, in sintesi, i seguenti limiti: In ogni periodo il ricorso al debito non deve eccedere il fabbisogno esterno incrementale R ≤ FCP così come il rimborso del debito non T t deve eccedere l’avanzo di cassa periodale F ≤ FCN t t In ogni periodo le variazioni del debito non devono determinare un montante di indebitamento (ai tassi di interesse previsti) superiore al valore ideale di liquidazione/cessione dell’impresa In ogni periodo il montante di indebitamento raggiunto non deve eccedere il valore attuale (ai tassi di interesse previsti) dei finanziamenti e dei rimborsi programmatiwww.profland.135.it 91
  • 92. Matrice di collegamento fra ciclo strategico e ciclo Matrice di collegamento fra ciclo strategico e ciclo finanziario dellarea daffari finanziario dellarea daffari FASI DEL VARIABILI FINANZIARIE EVOLUZIONE CICLO DELLA TASSO DI INTENSITÀ MARGINE DI FASI DEL STRUTTURA SVILUPPO DI AUTOF.LORDO CICLO FINANZIARIA DEL FATTURATO CAPITALE SUL FATTURATO FINANZIARIO INIZIO E BASSO ALTA BASSO SALDI DI •CAPITALIZZAZIONEINTRODU CRESCENTE DECRESCENTE CRESCENTE CASSA INIZIALE ELEVATA ZIONE NEGATIVI •ULTERIORI APPORTI EST. DI CAPITALE PROPRIO •LEVA FINANZIARIA CRESCENTECRESCITA ALTO MEDIA MEDIO TRANSIZIONE •LEVA F.CRESCE STABILE STABILE STABILE DEI SALDI FINO AL PUNTO DI CASSA DA DI MASSIMA NEGATIVI •DIMINUZIONE A POSITIVI DELL’INDEBITA- MENTOMATURITA MEDIO BASSA ALTO SALDI DI •RICAPITALIZZAZIO- DECRESCENTE DECRESCENTE CRESCENTE CASSA NE DELL’IMPRESA POSITIVI •DISPONIBILITA’ DI CAPITALE PROPRIO PER DIVERSIFIC.www.profland.135.it 92
  • 93. TIPO DI MODALITÀ DI FASE DEL CICLO INTERMEDIARIO INTERVENTO SMOBILIZZORICERCA E AGEVOLAZIONI CONTRIBUTI A NESSUNASVILUPPO PUBBLICHE TRAMITE FONDO PERDUTO BANCHEINTRODUZIONE VENTURE CAPITAL PARTECIPAZIONI Q QUOTAZIONE MAGGIORITARIE IN BORSA O MINORITARIE Q CESSIONE A: QUALIFICATE MERCHANT ABBINATE AD BANK, APPORTI DI IMPRESE, RISORSE UMANE MANAGER ASSENTI Q RIACQUISTOCRESCITA VENTURE CAPITAL PARTECIPAZIONI IDEM /FINANZIARIE MINORITARIE FONDI CHIUSIMATURITÀ BANCHE PARTECIPAZIONI QUOTAZIONE IN MINORITARIE BORSA www.profland.135.it 93
  • 94. Dimensione relativa della domanda e grado di personalizzazione del servizio dimensione relativa della domanda individuale e soglia di accesso al servizio Bassa Media Elevata Basso Retaillivello di personalizzazione Banking del servizio Medio Elevato Private & Corporate Banking 94
  • 95. 3. Estensione della delega NATURA DEL FIGURE NATURA DELLATIPO DI ATTIVITA’ PROCESSO ISTITUZIONALI PERFORMANCE PRODUTTIVOSupporto allo scambio Produzione e Agenzie di rating Int. orientati alladiretto diffusione SIM (consulenza formazione di un informazioni alle famiglie e alle margine di imprese) provvigioniNegoziazione delegata Produzione e Investitori Intermediari con diffusione istituzionali passività di informazioni / mercato trasformazione del rischioNegoziazione in Produzione e Venture capital formazione di unproprio diffusione margine da informazioni / plusvalenze trasformazione e Intermediari formazione di assunzione del rischio creditizi un margine da interessi 95
  • 96. 4. Modelli istituzionali Germania G. Bretagna Stati UnitiINTERMEDIAZIONE banca retail banks commercial banksCREDITIZIA universale merchant banksINTERMEDIAZIONE banca retail banks investment banksMOBILIARE: DI universale merchant banksSERVIZIOINTERMEDIAZIONE banca merchant banks investment banksMOBILIARE: universaleCREDITIZIAINTERMEDIAZIONE banca merchant banks investment banksMOBILIARE: universale (di competenza ma (di competenza maPARTECIPATIVA poco presidiata) poco presidiata) l’elevato sviluppo dei mercati mobiliari e l’alto grado di autofinanziamento non richiedono un ruolo di tipo partecipativo 96
  • 97. 1. Processi e prodottiFUNZIONE ATTIVITA’ TIPOLOGIA ISTITUZIONALEINTERMEDIAZIONE Negoziazione titoli Banche S.I.M.MOBILIARE c/proprio e c/terziGESTIONE DEL G.P.M. Banche S.I.M.RISPARMIO Gestione collettiva FCI e SICAVCOPERTURA DEI Assicurazioni danni AssicurazioniRISCHI Assicurazioni vita e Assicurazioni Ist. di previdenza previdenza Fondi pensioneSERVIZI DI Offerta di strumenti Banche Emittenti di carte diPAGAMENTO di pagamento credito Operazioni di incasso Banche Soc. finanziarie e pagamentowww.profland.135.it 97
  • 98. La diversificazione ricerca di nuove combinazioni prodotto / mercato /tecnologia fenomeno rilevante, in fase di accelerazione, caratterizzato da forte correlazione differenti teorie esplicative demand side industrial organisazion theory (condizionamenti esogeni) supply side resource view of the firm (vincoli di risorse/organizzazione) risorse eccedentiwww.profland.135.it 98
  • 99. La diversificazione Diversificazione correlata product extension  market concentricity  technological concentricity market extension Diversificazione non correlata Teoria di portafoglio si diversifica per ottimizzare la combinazione rischio / rendimento Teoria microeconomica ricerca di economie di costo da produzione congiuntawww.profland.135.it 99
  • 100. La diversificazione ECONOMIE DA PRODUZIONE CONGIUNTA SONO POSSIBILI SE Le combinazioni produttive non sono rigide Le scelte sono condizionate dalla clientela Si impiegano fattori produttivi omogenei, poco specializzati, fungibili risorse eccedenti Risorse finanziarie - Attrezzature fisico/tecniche Lavoro/organizzazione - Tecnologia Risorse manageriali – informazioni non possono essere impiegate per espandere la produzione, devono essere fungibili e non facilmente negoziabiliwww.profland.135.it 100
  • 101. GLI STRUMENTI FINANZIARIwww.profland.135.it 101
  • 102. Gli strumenti finanziari  Funzione obiettivo di investitori e prenditori  Funzioni e caratteristiche degli strumentiwww.profland.135.it 102
  • 103. Funzione obiettivo di investitori e prenditori Le esigenze connesse al regolamento degli scambi nel mercato domestico con l’estero La domanda di trasferimento delle risorse nel tempo investimento finanziamento La funzione obiettivo dell’investitore rendimento rischio: insolvenza, prezzo, interesse, cambio, perdita di potere d’acquisto, liquidità La funzione obiettivo del prenditore di fondi costo rischio: interesse, cambio, solvibilità, instabilità delle fonti, condizionamento del finanziatorewww.profland.135.it 103
  • 104. Funzioni e caratteristiche degli strumenti finanziari la natura dei diritti incorporati proprietà, credito, discrezionale, a termine diritti patrimoniali, diritti amministrativi trasferibilità, negoziabilità, liquidità rendimento e rischio la durata altri caratteriwww.profland.135.it 104
  • 105. Gli strumenti finanziari •Voto Diritti amministrativi Strumenti rappresentativi •Impugnativa del capitale sociale riferiti al diritto proprietario •Recesso (es.azioni) •opzione •Residuali •credito Rimborso del Capitale e sua remunerazione •Obbligazioni •Predeterminati •Prestiti Diritti economici riferiti •Discrezionalità non •future •Diritto/obbligazione di alle prestazioni delle consentita acquistare/vendere date attività parti contraenti finanziarie Strumenti Derivati •Discrezionalità consentita •opzione •Diritto/obbligazione di incassare/pagare date prestazioni •swapwww.profland.135.it 105
  • 106. Caratteristiche tecnico contrattuali dello strumento trasferibilità standardizzazioneCondizioni esterne di organizzazione divisibilitàdegli scambi (mercato, quotazione,ampiezza spessore) negoziabilità Perdita potenziale in caso di liquidazione Costi di transazione liquidità Durata residua Rischio emittente Capacità monetariawww.profland.135.it 106
  • 107. La raccolta delle Banche Le operazioni di raccolta comprendono il complesso di strumenti che consente alla banca di dotarsi delle risorse finanziarie a titolo di debito necessarie per lo svolgimento della propria funzione di intermediazione Le caratteristiche comuni sono: • Assunzione da parte della banca di una posizione debitoria nei confronti della clientela • Contabilizzazione nel passivo dello SP • Un rischio di liquidità, diverso a seconda dello strumento considerato, legato all’impegno della banca a restituire le somme raccolte Articolazione Forme tecniche di raccolta di Forme tecniche di raccolta di Forme tecniche di raccolta basate Forme tecniche di raccolta basate tipo personalizzato tipo personalizzato su strumenti di mercato su strumenti di mercatowww.profland.135.it 107
  • 108. ArticolazioneForme tecniche di raccolta di tipo Forme tecniche di raccolta basatepersonalizzato su strumenti di mercato Conti correnti di  Le obbligazioni bancarie corrispondenza passivi  Gli altri titoli, diversi dalle I depositi di risparmio obbligazioni, CD e dai buoni I certificati di deposito fruttiferi I pronti contro termine passivi 108
  • 109. Una classificazione della raccolta bancaria Raccolta diretta Raccolta indiretta Emissione di passività proprie Emissione di passività di altre unità economiche La distinzione assume rilievo in quanto permette di evidenziare comportamenti gestionali ed operativi diversi (fenomeno della disintermediazione) Fattore Tempoµ Raccolta a breve, a medio ed a lungo termine Depositi monetari (a vista) Depositi non monetari (a tempo) Sono accettati come mezzi di Prevedono la trasformazione in pagamento moneta Fattore Tasso: Raccolta a tasso fisso e a tasso variabilewww.profland.135.it 109
  • 110. I conti correnti di corrispondenza passivi Contratto misto in cui al deposito si somma il mandato. Il cliente deposita il proprio denaro presso la banca e conferisce a questa l’incarico di compiere operazioni di riscossione e pagamento. Funzione monetaria del C/C Permette al cliente di accedere al Funzione monetaria del C/C sistema dei pagamenti (bonifici, assegni etc.). Moneta scritturale. Funzione di investimento Funzione di investimento Rappresenta un opportunità di investimento delle disponibilità del cliente Durata Durata A vista: il risparmiatore può esigere in qualsiasi momento le somme depositate sul contowww.profland.135.it 110
  • 111. I conti correnti di corrispondenza passivi Regime di circolazione Regime di circolazione Le somme depositate possono essere utilizzate dal L’assegno può essere emesso: correntista mediante l’emissione di assegni tratti sul conto. all’ordine (trasferimento mediante girata piena) all’ordine L’assegno è un titolo di credito con cui il correntista al portatore (girata in bianco) al ordina alla banca di pagare una determinata somma ad un certo soggetto. Valute delle operazioni Valute delle operazioni Versamento del contante, assegni circolari emessi dalla stessa banca depositaria: data dell’operazione Versamento di assegni bancari tratti sulla stessa banca e di assegni circolari emessi da altre banche: quarto giorno lavorativo successivo alla data dell’operazione Versamento di assegni bancari tratti su altre banche: sesto giorno lavorativo succ. Prelevamento con assegno bancario: data dell’operazione Pagamento a mezzo assegno bancario: data di emissione dell’assegnowww.profland.135.it 111
  • 112. I conti correnti di corrispondenza passivi Alcune distinzioni eecaratteristiche Alcune distinzioni caratteristiche dei C/C dei C/C • Differenze tra C/C creditori e C/C attivi • Conti cointestati a firme disgiunte e C/C cointestati a firme congiunte • Esistenza di un estratto conto e di uno scalare interessi (staffa) • Tutela del cliente in caso di variazione delle condizioni • Differenze tra interessi debitori e creditori (possibilità di uno scoperto per valuta) • Periodicità paritaria tra interessi creditori ed interessi debitori Nuove tipologie di C/C Nuove tipologie di C/C •C/C convenzionati •C/C target •Conti fondo (o C/C a tetto prestabilito)www.profland.135.it 112
  • 113. I depositi a risparmio Contratto in base al quale un soggetto deposita delle somme di denaro presso una banca. La banca acquista la proprietà delle somme di denaro depositate ed è obbligata a restituirle nella stessa specie monetaria alla scadenza del termine convenuto o a richiesta del depositante. Depositi liberi: le Durata Durata Con preavviso: il rimborso somme versate delle somme è sottoposto ad sono esigibili a vista un termine di preavviso; Depositi vincolati: esistono A scadenza fissa: la banca si limitazioni alla possibilità di impegna a rimborsare le esigere a vista le somme somme depositate solo ad una versate. scadenza prestabilita. Regime di circolazione Regime di circolazione al portatore nominativiwww.profland.135.it 113
  • 114. Certificati di deposito Titoli di credito negoziabili rappresentativi di depositi bancari. Il loro ammontare è fissato secondo tagli minimi che variano in relazione allemittente. Durata definita per periodi standard, con Durata Durata scadenza compresa fra i 3 e i 60 mesi. • A remunerazione predefinita Remunerazione Remunerazione • A remunerazione variabile Emissione Emissione A rubinetto. Non implica la consegna materiale (importo min 500€) Cessione Generalmente con intervento della Cessione bancawww.profland.135.it 114
  • 115. I pronti contro termine passivi prevedono la vendita da parte della banca di titoli e l’impegno successivo ad acquistarle ad un prezzo prestabilito Durata Durata solitamente 1, 22o 33MESI solitamente 1, o MESI non ammette estinzione non ammette estinzione Vincoli Vincoli anticipata anticipata Importo Importo dipende anche dalla forza contrattuale dipende anche dalla forza contrattuale minimo minimo del cliente del clientewww.profland.135.it 115
  • 116. Obbligazioni BancarieIntrodotte con l’art. 12 del D.Lgs 385/93 che ha rappresentato una forte innovazione • Sono abilitate ad emettere obbligazioni bancarie tutte le società bancarie (anche le banche popolari e quelle di credito cooperativo • In deroga alle disposizioni del c.c. l’emissioni di OB è concessa all’organo amministrativo (CDA) e non all’assemblea dei soci • L’emissione di OB è sottratta al limite posto dall’art 2410, che stabilisce che come limite all’emissione del prestito obbligazionario l’ammontare del capitale versato • Al pari degli altri titoli di massa sono emessi in tranche ed il relativo periodo di collocamento può essere protratto nel tempo • Rimborso: a scadenza, secondo predefiniti piani di ammortamento, anticipato - su iniziativa della banca: non prima dei 18 mesi dalla data di chiusura del periodo di offerta dell’ultima tranche - su iniziativa del sottoscrittore: non prima di 24 mesi dall’emissione • Concorrenza con i CDwww.profland.135.it 116
  • 117. Obbligazioni Bancarie Sono individuate due modalità distinte di emissione in funzione delle caratteristiche dei titoli in oggetto, che portano ad identificare due ben definite categorie di obbligazioni Con caratteristiche di mercato Senza caratteristiche di mercato • Emesse per un importo non inferiore a • Sono obbligazioni prive dei requisiti 150000 € soddisfatti dalle obbligazioni con caratteristiche di mercato • Soddisfino i requisii per l’ammissione nei mercati regolamentati (devono essere • Non potendo essere quotate possono liberamente trasferibili, sufficientemente creare dei problemi al sottoscrittore nel distribuiti tra il pubblico, etc.) caso di manifesti l’esigenza di uno smobilizzo anticipato rispetto alla • Siano emesse da banche in possesso dei scadenza contrattuale seguenti requisiti :  patrimonio non inferiore ai 25 mln di € • I certificati hanno un taglio minimo non inferiore ai 10000 € (nel caso delle OB  utile in bilancio per gli ultimi tre esercizi con caratteristiche di mercato il taglio  certificazione dell’ultimo bilancio. minimo è invece di 1000 €)www.profland.135.it 117
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