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Appunti di Diritto Privato
 

Appunti di Diritto Privato

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Appunti universitari per l'esame di Diritto Privato

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    Appunti di Diritto Privato Appunti di Diritto Privato Document Transcript

    • Appunti diDiritto Privato Autore: ProfMan
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandSi ricorda che:• luso degli appunti qui presenti è consentito per solo uso personale e di studio;• la consultazione è gratuita ed ogni forma atta a ricavarne lucro è vietata!• gli appunti sono fatti da studenti che non possono assumersi nessuna responsabilità in merito;• il materiale qui presente non è sostitutivo ma complementare ai libri di testo: - devi (e ti consiglio) di consultare e comprare i libri di testo;• il materiale qui presente è distribuito con licenza Creative CommonsTi ricordo che se vuoi contribuire mandando degli appunti o quantaltro possa essere utile ad altripuoi farlo inviando il materiale tramite: http://profland.altervista.org/mail.htmSpero che ciò che hai scaricato ti possa essere utile.Profman Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman 2/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Profland CAPO VI I BENI E I DIRITTI REALISEZ. I - LE COSE, I BENI E I DIRITTI REALI IN GENERALELe cose e i beni: la nozione di bene è meno vasta di quella di oggetto di diritto, chepuò anche essere una relazione personale, un comportamento o un servizio.Art. 810: “sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti”.La cosa è ciò che occupa uno spazio o che agisce sui sensi ed anche tutto ciò che havita unicamente nel mondo dello spirito. Il bene si riferisce sempre alla cosa, ma nontutte le cose sono beni (beni immateriali). Le res corporales hanno spesso unarelazione giuridica con lo spazio.Patrimonio: è l’insieme dei rapporti giuridici con diretta rilevanza economica di cuiuna persona sia titolare; è composto di diritti ed obblighi aventi il proprio oggetto;ogni persona ha un suo patrimonio; a volte la legge stacca alcuni beni da altri,formando un patrimonio separato.Il patrimonio autonomo si considera almeno temporaneamente collegato ad unsoggetto al quale non si riconosce una distinta capacità giuridica. Le res inpatrimonio sono le cose che attualmente fanno parte del patrimonio di qualcuno, resextra patrimonium il contrario. Un’altra distinzione è fra le res in commercio e le resextra commercium per indicare cose che sono o non sono suscettibili di rapportigiuridici. Sono in commercio e fuori dal patrimonio le cose di nessuno (res nullius) ele cose che sono state abbandonate (res derelictae animo derelinquendi). Non sonoinvece fuori patrimonio le cose smarrite, perché non c’è stata rinunzia al diritto soprale stesse; cosicché se vengono ritrovate il titolare può rivendicarne la proprietà. Sonofuori commercio le c.d. res communes omnium e cioè: i beni in quantità superiore aibisogni della società (aria, acqua del mare), le cose che il diritto vieta costituiscanooggetto di rapporti giuridici (beni demaniali).Beni immobili: sono per natura tutte le cose che non si possono trasportare da unluogo ad un altro senza alterarne la consistenza, e quindi oltre al suolo, tutte le coseche naturalmente o artificialmente fanno corpo con il suolo (art. 812). I diritti realiche li riguardano sono sottoposti al regime immobiliare. Per la forma, l’art. 1350richiede l’atto scritto per la validità delle principali convenzioni che si riferiscono aidiritti reali immobiliari. La pubblicità si attua con la trascrizione; sono suscettibili diipoteca.Beni mobili: la categoria è determinata per esclusione; infatti sono mobili tutti i beniche non rientrano nella categoria degli immobili (art. 812); i negozi su tali beni sonodi regola a forma libera. La garanzia su un bene mobile si costituisce in pegno. Non èammessa la tutela possessoria per i beni mobili 3/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandCose specifiche e generiche: la prima è una data cosa individuata (species), cosagenerica è qualsiasi cosa di un dato tipo (genus). Se l’obbligazione di dare è generica,il debitore deve consegnare al creditore una cosa rientrante nel genere indicato, manon inferiore alla media (art. 1178), nell’ipotesi di cosa specifica, il debitore devedare esattamente la cosa di cui si tratta, anche se questa sia di qualità scadente.Cose fungibili o infungibili: quando le cose sono identiche o si valutano tali perutilità o valore si considerano fungibili. Rientrano in questa categoria tutte le coseche vengono considerate a peso, numero o misura (ad es. il denaro). Il concetto difungibilità o infungibilità si applica anche ai fatti umani, per es. nelle obbligazioni.La fungibilità non è propria solo delle cose generiche.Cose consumabili ed inconsumabili: sono consumabili il denaro, i commestibili, lebevande etc. Inconsumabili sono le cose che si prestano ad utilizzazioni ripetute. Laqualificazione corrisponde all’uso normale a cui è destinata la cosa. L’importanzadella distinzione sta nell’usufrutto: per le prime, l’usufruttuario può servirsenesecondo l’uso al quale sono destinate e alla fine dell’usufrutto le restituisce nellostato in cui si troveranno (art. 916); per le seconde, l’usufruttuario ha sì il diritto diservirsene, ma con l’obbligo di pagare, al termine dell’usufrutto, il valore della loroconsistenza iniziale (quasi usufrutto, art. 995)Cose divisibili ed indivisibili: in senso giuridico sono divisibili quelle cose chepossono essere frazionate in parti omogenee, con il risultato che la parte sidifferenzia dal tutto solo per la minor quantità ed il proporzionale minor valore, e nonper la sua qualità o per la funzione a cui il bene è destinato.Con questa indivisibilità per natura esiste un’indivisibilità per legge, che è stabilita inrelazione alla rilevanza sociale ed all’uso cui è destinato il bene (art. 1112), ad es.sono indivisibili le parti in comune di un condominio; c’è anche una indivisibilitàconvenzionale, quando le parti considerano indivisibile una prestazione che pernatura è divisibile (art. 1316).Cose semplici: sono quelle che costituiscono un tutto unitario, nel quale la fusionedegli elementi che la compongono è così perfetta che questi ultimi hanno perduto laloro individualità; e quella che empiricamente non appare composta.Cose composte: sono quelle che risultano da più elementi che conservano la loroindividualità materiale. L’elemento decisivo è dato dalla complementaritàeconomica, nella quale ogni componente perde la sua individualità. L’unità è datadalla funzione cui è destinato il bene.Accessorietà: il rapporto di connessione per accessorietà si riferisce a cose checonservano la loro individualità materialmente differenziata senza fondersi nell’unità 4/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflanddi elementi complementari. Ci sono due tipi di connessione tra cosa principale edaccessoria: incorporazione: si ha quando una cosa viene naturalmente o artificialmente compenetrata in un’altra anche a scopo solo transitorio. Suo presupposto è l’appartenenza di entrambe le cose alla stessa persona. Si aggiunge una cosa all’altra per completarla. La cosa incorporata perde la propria oggettività economica e giuridica (ad es.: un bene mobile incorporato in uno immobile deve considerarsi immobile); la pertinenza (art. 817): consiste in un legame economico e giuridico per cui una cosa è destinata in modo durevole al servizio o all’ornamento di un’altra. Questo tipo di legame sorge nel momento della destinazione fatta in modo durevole. C’è una pertinenza agraria, industriale, navale, etc. E’ necessaria la volontà del proprietario della cosa principale. Le pertinenze, dato che conservano piena individualità, possono formare oggetto di separati atti o rapporti giuridici (art. 818).Le universalità: sono costituite da una pluralità di cose autonome che conservano laloro distinta identità, ma che sono unificate in vista di una particolare valutazionefatta dai soggetti che ne dispongono, sono anche dette collettive. Possono essere:universitates facti, chiamate dal codice universalità di mobili, sono complessi di coseomogenee che appartengono alla stessa persona, l’unificazione è data dalladestinazione unitaria in vista di una comune funzione, ogni elemento conserva il suoessere di cosa semplice; universitas iuris: universalità di diritto, costituito da piùrapporti giuridici considerati unitariamente, la pluralità dei rapporti è ridotta adun’unità per volontà di legge senza che vi sia un nesso economico e senza lanecessità di un’aggregazione materiale fra i suoi elementi eterogenei, comprendeanche elementi passivi, vi possono far parte anche beni mobili ed immobili.Art. 816: “le universalità sono una pluralità di cose autonome materialmente egiuridicamente distinte tra di loro”.Frutti naturali: provengono direttamente dalla cosa, sono tali i prodotti agricoli, partidegli animali, prodotti di miniere e cave (art. 820). Fanno parte della cosa fino a chenon avviene la separazione che segue il momento dell’acquisto della proprietà suifrutti per colui che abbia diritto agli stessi senza essere il proprietario della cosa. Ilpossessore in buona fede fa suoi i frutti separati fino al giorno della domandagiudiziale.Frutti civili: sono quelli che si traggono dalla cosa come corrispettivo del godimentoche altri ne abbia, per es. gli interessi di capitali. Si acquistano de diem in diem.I frutti possono formare oggetto di distinti rapporti ed atti giuridici.Il regime particolare di alcuni beni: ai beni mobili registrati viene applicato uncriterio particolare per le alienazioni, la costituzione di garanzia e la pubblicità similea quello per gli immobili. 5/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandA regime particolare sono sottoposti anche beni appartenenti allo Stato e agli entipubblici; questi beni fanno parte o del demanio - composto di beni che sono destinatia servizi pubblici etc; costituisce una proprietà pubblica incommerciabile, questi beninon sono oggetto di ipoteca o di possesso privato - oppure del patrimonio dello Stato,vi fanno parte tutti i beni che non fanno parte del demanio, può essere indisponibile(ad es. foreste, cave) o disponibile, per esclusione lo sono tutti quei beni che nonsono destinati ad interesse pubblico.Un bene demaniale può passare al patrimonio dello Stato o degli altri enti pubbliciterritoriali, quando cessa la destinazione che è propria del demanio.I diritti sulle cose: diritto reale per eccellenza è la proprietà, ma ci sono altri diritti,limitati rispetto a questa, importanti, questi si dividono in diritti di godimento (ad es.enfiteusi) e diritti di garanzia (ad es. ipoteca).SEZ. II - LA PROPRIETA’Il contenuto del diritto di proprietà: l’art. 42 della Costituzione riconosce e garantiscela proprietà privata. Ha una funzione sociale e si concretizza in un’attribuzioneesclusiva di un bene al titolare del diritto, in quanto affermazione di libertà.Art. 832: ”il proprietario ha diritto di godere e di disporre delle cose in modo pienoed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamentogiuridico”.Si richiede l’osservanza degli obblighi connessi con l’esercizio della proprietà, chi hail diritto di proprietà assume anche degli obblighi verso la società costituita.Per il carattere di pienezza del diritto di proprietà - che non è somma, ma sintesi difacoltà - tutto rientra in ciò che è lecito: l’assenza e la forza del mio diritto si vedonoquando ci sia un’altra persona che voglia usare per conto suo il bene che è mio, allorasì che io la posso escludere. Il diritto di godere si esprime nell’aspetto dinamicocome diritto sui frutti del fondo, solo quando l’oggetto del negozio è a suadisposizione l’atto è concretamente efficace. La pienezza riguarda il contenutonormale del diritto; ci sono a volte limiti al godimento e al potere di disporre, questiperò sono visti con disfavore dalla legge. Es. ne è lo ius aedificandi, questa facoltàspetta sì al proprietario, ma non ipso iure, in quanto è richiesta una concessione.La proprietà esiste anche se mancano alcuni degli elementi che ne formano ilcontenuto normale, ha in sé il carattere dell’elasticità, fenomeno che comprende unindeterminato numero di facoltà.E’ un diritto completo in quanto il proprietario può fare quello che crede senza peròrecare danno agli altri. Sono proibiti gli atti emulativi (art. 833), con i quali ilproprietario verrebbe ad abusare del potere riconosciuto dalla legge e vada adanneggiare gli altri.La proprietà non è frazionabile, se talune facoltà che ne formano parzialmente ilcontenuto passano ad altri soggetti, non si tratta di una della proprietà che viene a 6/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandstaccarsi.Molto diffusa è la multiproprietà, che è un diritto di comproprietà perpetuo in capoad ogni contitolare ed è regolabile secondo le norme della comunione e delcondominio.E’ un diritto esclusivo (ius excludendi omnes alios): per far dichiarare inesistenti lepretese di un terzo, basta che il proprietario dimostri la sua proprietà tramite l’azionenegatoria (art. 949). Esclusività vuol dire anche che sulla stessa cosa non possonoesistere più diritti di proprietà. Il diritto di proprietà e l’azione diretta a farlo valere(rivendica) non sono soggetti a prescrizione estintiva.Estensione della proprietà immobiliare: il diritto sul terreno si estende anche alsottosuolo, l’esercizio di questo diritto è limitato quando viene meno l’interesse (art.840). La zona in profondità a cui si estende il diritto non è determinabile a priori: diregola è quella prima parte di terreno che è utilizzabile per l’attività agraria e per gliedifici.Discorso simile viene fatto per lo spazio sovrastante, la proprietà immobiliare ha peroggetto uno spazio; tutto ciò che si trova in quello spazio è oggetto di proprietà comeproiezione dello stesso diritto di base, compreso il soprassuolo, in funzione, però,dell’interesse economico.I vincoli del diritto pubblico: in maniera sempre crescente l proprietà privata èlimitata dall’interesse pubblico. L’espropriazione per pubblico interesse è prevista siadall’art. 42 della Costituzione sia dall’art. 834 del Codice. Tra i limiti di dirittopubblico vanno ricordati quelli nel campo della proprietà fondiaria e quelle c.d.servitù militari.Limiti nell’interesse privato e rapporto di vicinato: la regola è che ognuno può farequello che vuole nei suoi confini; purché ciò non comporti una limitazione alla stessalibertà del vicino. per quanto riguarda le immissioni (ad es. fumo) è stabilito ilcriterio generale della normale tollerabilità. Le norme dei limiti legali di buonvicinato hanno carattere preventivo e si applicano indipendentemente dall’esistenzadi un danno; questi limiti non sono soggetti a prescrizione, sono reciproci, e quindisenza corrispettivo, e tutelabili per mezzo dell’azione negatoria.Quando i regolamenti sono esplicazione delle norme sulla distanza delle costruzioni(art. 873), danno diritto di ottenere, oltre al risarcimento, la riduzione in pristino;quando invece l’illegittimità dipende dall’inosservanza di una norma, e tende adattuare finalità di interesse generale, il diritto del privato si limita al risarcimento(art. 872).Distanze tra costruzioni: distanze legali sono imposte per le costruzioni, lepiantagioni, gli scavi, etc. per ragioni di interesse pubblico nei riguardi ad es. diferrovie, strade nazionali.Art. 873: “tra edificio ed edificio si deve rispettare una distanza di almeno tre metri”.I regolamenti comunali possono di solito fissano limiti maggiori, ma mai distanze 7/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandinferiori (art. 878). La norma non si applica ai muri di cinta. La legge concede alproprietario confinante una facoltà di scelta: può ottenere la comunione del muro(art. 875), oppure può costruire in aderenza (art. 877). Per pozzi, cisterne e bucheecologiche la distanza deve essere almeno di due metri dal confine (art. 889); perfossi e canali deve essere pari almeno alla profondità massima dello scavo (art. 891).Per le piantagioni: 3 m per gli alberi di alto fusto, uno e mezzo per gli alberi contronco di altezza inferiore ai 3 m, mezzo m per viti, siepi ed arbusti fruttiferi (art.892). Il vicino può costringere il proprietario a tagliare i rami dell’albero chesporgano oltre il confine.Apertura di luci e vedute: per aprire le luci non occorre rispettare distanze dal fondodel vicino; le luci, dette di tolleranza, possono essere chiuse dal vicino che vogliausare del diritto di chiedere la comunione del muro. I requisiti che la finestra deverispettare per essere aperte come luce sono elencati all’art. 901. Per aprire veduteoccorre la distanza di un metro e mezzo dal fondo vicino; una volta acquistato ildiritto di aprirle il proprietario del fondo non può portare alcuna sua costruzione auna distanza minore di 3 m.I diritti sulle acque: il proprietario deve fare in modo che le acque piovane vadano ascolare nel proprio terreno. Bisogna distinguere tra: acque pubbliche: sono demaniali (art. 822), ma l’utilizzazione e la gestione è affidata alle regioni; esiste in ogni prefettura un elenco delle acque pubbliche, l’iscrizione è fatta in base ad un duplice criteri: dell’importanza del loro sviluppo e dell’attitudine a soddisfare un pubblico generale interesse; acque private: sono poche; si tratta di un bene di natura speciale; le norme che disciplinano le acque private sono diverse se si tratta di - acque sotterranee: esiste un diritto di sfruttamento che consiste nel portarlein superficie, non possono essere sfruttate illimitatamente; - acque superficiali (art. 909): il proprietario del suolo ha diritto diutilizzare le acque in esso esistenti; non si può cambiare il corso delle acque se sidanneggiano altri fondi.Miniere: offrono di solito materiali rari e preziosi, è lo Stato che rilascia permessi perla ricerca e che riconosce diritti di godimento, sotto forma di concessioni.Cave e torbiere. presentano maggiore facilità di lavoro perché il materiale da estrarreaffiora dal suolo. La materia è regolata da legislazioni regionali; di regola sonooggetto di proprietà privata.La comunione e il condominio: sappiamo che non possono esistere dei diritti diproprietà sullo stesso bene, ma di uno stesso diritto possono essere titolari piùsoggetti assieme, e nulla vieta che anche la proprietà appartengacontemporaneamente a più persone, caso del condominio. Ogni condomino ha dirittoad una quota ideale. La divisione ha carattere dichiarativa.La comunione può essere: volontaria, quando nasce per accordo tra i partecipanti,legale (o forzosa), se il suo titolo è nella legge, oppure incidentale, quando sorge per 8/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandcircostanze fortuite.Fonte principale per la disciplina del rapporto è la volontà delle parti.Ogni partecipante può usare per conto suo il bene comune, anche modificandolo pertrarne maggior possibilità di godimento, purché non si leda l’ugual diritto degli altri(art. 1102); può disporre dl suo diritto alienando la quota o cedendola ad altri (art.1103), può chiedere lo scioglimento della comunione (art. 1111); gode degli utili epartecipa alle spese in proporzione della sua quota. L’amministrazione è attribuitaalla collettività; a maggioranza essi deliberano per l’ordinaria amministrazione, per ifatti che eccedono quest’ultima occorrono i 2/3 dell’assemblea. La facoltà di alienareè attribuita ad ogni partecipante che può esercitarla solo per la sua quota. Perl’alienazione dell’intero bene comune ci vuole una deliberazione unanime. Lacomunione si scioglie solo con la divisione della somma ricavata dalla vendita dellacosa stessa.Condominio negli edifici: accanto alla proprietà spettante a ciascuno sul propriopiano esiste una comunione forzosa di tutti i condomini su alcune parti del bene,come il tetto e i muri maestri. Non ammette divisione e non è possibile la rinunziadel condominio. La partecipazione a ciò che è proprietà comune è proporzionale alvalore della parte di piena proprietà. Il condominio, sia come comunione di case, siacome ente di gestione, mira ad assicurare il buon funzionamento della situazione dicompenetrazione di diritti comuni ed individuali. L’assemblea nomina unamministratore, se i condomini sono più di quattro, che dura in carica 1 anno, mal’assemblea può revocarlo. Se i condomini sono più di dieci è obbligatorio stabilireun regolamento.SEZ. III - IL POSSESSOOggetto del possesso possono essere tutti i beni, mobili o immobili, nella relativatutela non sono compresi i beni demaniali.Il possesso non è un diritto, non va infatti confuso con il ius possidendi, che è unafacoltà del proprietario, ma uno stato di fatto cui sono connesse numerose edimportanti conseguenze giuridiche: il proprietario, quindi, ha, in quanto tale, il iuspossidendi, se è pure in possesso del bene, avrà altresì il ius possessionis, puòottenere una difesa dal semplice stato di fatto. Esiste il compossesso tra più soggettiche esercitano insieme il possesso su di uno stesso bene.Possesso e detenzione: l’art. 1140 definisce il possesso come un potere sulla cosa chesi manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio in concreto di proprietà o di unaltro diritto reale. E’ detto possesso dei diritti l’esercizio in concreto di un dirittocorrispondente a un diverso diritto reale sulla cosa altrui.E’ formato da due elementi: il corpus (relazione materiale con il bene) e l’animus(intenzione di tenere quella determinata cosa).Si ha detenzione quando manca l’animus di esercitare la proprietà o altro diritto sulla 9/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandcosa; nei confronti della cosa esiste l’implicito riconoscimento di una pertinenteposizione altrui e, in qualche caso, di una propria dipendenza da quella. Si avràdetenzione e non possesso in chi tiene la cosa: a) nell’interesse altrui a causa di unrapporto di dipendenza; b) nell’interesse altrui a titolo di amicizia; c) nell’interessealtrui per l’adempimento di una propria obbligazione; d) nell’interesse proprio peresercitare un diritto personale su cosa altrui. La legge presume il possesso in chi tienela cosa, mentre la detenzione va provata (art. 1141).Acquisto, perdita e successione del possesso: il possesso si può acquistareoriginariamente, cioè senza una trasmissione da parte di altri; non costituisconofondamento per il possesso gli atti che si compiono per l’altrui tolleranza, ad es. percortesia (art. 1144).Più frequenti, però, sono i modi di acquisto derivativi, quali la consegna e lasuccessione. La prima può essere: effettiva quando materialmente si trasferisce ilposesso della cosa; simbolica, che si attua con il passaggio dei documenti della cosa;consensuale o quando il vecchio possessore trasferisce ad altri il diritto a possedere,conservando la detenzione (constitutum possessorium) o quando chi deteneva la cosaa nome altrui in seguito ad accordo ne acquista il possesso a nome proprio (traditiobrevi manu).Il possesso attuale non fa presumere il possesso anteriore (art. 1143).La successione nel possesso si attua a favore del solo erede ed avviene di dirittosenza interruzione. Il possesso passa ipso iure all’erede così com’era al de cuius.La perdita del possesso avviene per il venir meno di uno o di tutti e due gli elementiche la compongono (corpus e animus).Possesso ad usucapionem: per l’usucapione e per l’esercizio dell’azione dimanutenzione, il possesso deve essere pacifico e pubblico; si chiede la continuità - ilpossesso non è continuo se egli ha abbandonato il bene - e la non interruzione, non cideve essere stata cioè azione di terzi.Il possesso di buona fede: è quello di chi possiede ignorando di ledere l’altrui diritto(art. 1147); detta ignoranza non deve dipendere da grave negligenza (artt. 1147 e535); si presume fino a prova contraria; è sufficiente la buona fede iniziale; si dividein soggettiva (o psicologica), quando si basa su uno stato di ignoranza dellasituazione giuridica, ed oggettiva (o etica), che è richiesta come dovere dicomportamento. Riguardo ai frutti prodotti dal bene che è oggetto di restituzione, inseguito ad azione del proprietario avente diritto, si distingue se: il possesso era in buona fede: il possessore fa suoi i frutti naturali fino al giorno in cui il proprietario ha proposto la domanda giudiziale e quelli civili maturati fino allo stesso giorno; egli deve restituire i frutti percetti o percipiendi nel periodo che va dalla proposta della domanda alla restituzione della cosa (art. 1148); il possesso era in mala fede: il possessore risponde per tutti i frutti percepiti o percipiendi, dovendoli restituire in natura o nel loro valore.Il possessore di buona fede ha un diritto di ritenzione sulla cosa che era in suo 10/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandpossesso (art. 1152).Art. 1153: in tema di proprietà immobiliare questo articolo stabilisce dei requisiti: a)deve esserci acquisto del possesso; b) deve esistere un titolo idoneo a trasferire laproprietà; c) l’acquisto deve essere fatto in buona fede nel momento dellatrasmissione del possesso. Quest’art. non si applica alle universalità di beni mobili,né ai beni mobili registrati (art. 1156). Il possesso di buona fede produce l’acquistoimmediato del diritto sul bene, libero da qualunque peso (art. 1153). Se manca iltitolo, che è un negozio, il possessore di buona fede potrà acquistare il diritto permezzo dell’usucapione (art. 1161).La difesa del possesso: per questa il possessore può intervenire immediatamentementre dura l’offesa agendo per legittima difesa, oppure ha a disposizione duespeciali azioni possessorie competenti al possessore in quanto tale: azione di reintegrazione (o di spoglio): compete a qualunque possessore o anche detentore; viene concessa solo contro atti di privazione del possesso violenti o clandestini compiuti con l’animus spoliandi; va proposta entro l’anno dallo spoglio o dal giorno in cui è stato scoperto; la restituzione è ordinata dal giudice senza dilazione; azione di manutenzione: è concessa solo al possessore di un bene immobile o di una universalità di mobili (art. 1170); il possessore deve avere i requisiti del possesso ad usucapionem e deve durare dal almeno un anno; va proposta con ricorso al pretore entro un anno dall’avvenuta turbativa, mira alla manutenzione del possesso, chiedendosi al giudice l’immediata cessazione delle molestie; le turbative o le molestie di cui sopra possono essere di fatto o di diritto.SEZ. IV - ACQUISTO E DIFESA DELLA PROPRIETA’I modi di acquisto: si distinguono in originari e derivativi. Titolo originario: quando a fondamento del diritto di proprietà non si trova la derivazione dal diritto di un precedente titolare. Titolo derivativo: si attua mediante trasmissione o successione di diritti dall’uno all’altro soggetto.La distinzione è molto importante, infatti, ad es., il principio nemo plus iuris adalium transferre potest quam ipse habet si applica solo ai modi di acquisto originari.Essenziale presupposto per la difesa della proprietà è la dimostrazione da parte di chila pretende di averne un titolo.L’occupazione: è possibile solo per i beni mobili, infatti i beni immobili non sonomai res nullius, se non sono proprietà di privati, spettano al patrimonio dello Stato(art. 827). Consiste nel materiale impossessamento della cosa, accompagnatodall’intenzione di farla propria. Si possono occupare quelle cose che non sono diproprietà di nessuno, o perché non lo sono mai state oppure perché abbandonate. 11/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandL’invenzione: le cose smarrite non possono essere occupate semplicemente comeabbandonate: lo smarrire non implica perdita della proprietà. Il ritrovatore, che nonconosce il proprietario, deve consegnare la cosa al sindaco del luogo (art. 927 ss),che renderà nota la consegna con la pubblicazione. Il proprietario sarà tenuto aripagare il ritrovatore se questi lo richiede. Trascorso un anno se il proprietario non siè presentato, la cosa è del ritrovatore.Il tesoro (art. 932) è qualunque cosa mobile di pregio, nascosta o sotterrata, di cuinessuno può provare di essere proprietario. Se la cosa è ritrovata in un fondo o in unmobile altrui, si fa a metà.L’usucapione: con il passaggi del tempo le situazioni si consolidano, sia in sensopositivo, in quanto l’esercizio di fatto diventa diritto (usucapione), sia in sensonegativo, in quanto il mancato esercizio di un diritto ha per conseguenza la suaperdita (prescrizione). Nel primo l’accento è posto sull’interesse che il soggetto perlungo tempo ha dimostrato di avere per la cosa. Il diritto di proprietà èimprescrittibile (art. 948) e tendenzialmente perpetuo, si perde però di fronte a chiabbia il titolo per usucapione. Come per la prescrizione, presupposto dell’usucapioneè l’inerzia del titolare. Elemento primo è il possesso, non è richiesta necessariamentela buona fede. Per usucapire la proprietà il possesso dev’essere a titolo di proprietà,cioè con l’animus rem sibi habendi. Non sono usucapibili i beni demaniali.Il periodo normale per acquistare la proprietà su beni immobili (art. 1158) ouniversalità di beni mobili (art. 1160) è di 20 anni. Sempre per gli immobili c’èun’usucapione decennale a favore di chi abbia acquistato il possesso in buona fede,in forza di un titolo astrattamente idoneo al trasferimento della proprietà. Questotitolo deve essere trascritto, e dalla data della trascrizione decorre il decennio (art.1159). Per le universalità di beni mobili l’usucapione è decennale quando il possessosi fonda su di un acquisto in buona fede con titolo idoneo (art. 1160). Per i benimobili l’usucapione si attua in 20 anni se il possesso sia stato acquistato in malafede,in 10 anni se in buona fede ma manchi il titolo.Circa le cause di impedimento, sospensione o interruzione si applicano i principigenerali adottati per la prescrizione. E’ particolarmente rilevante tener presente chenell’usucapione ordinaria ventennale per gli immobili non si applicano, riguardo alterzo possessore, né le cause di sospensione (art. 2942) né l’impedimento derivanteda condizione o termine (art. 1166).L’usucapione è interrotta di fatto quando il possessore è privato del possesso per oltre1 anno (art. 1167).Accessione, unione e commistione: sono modi di acquisto a titolo originario. Tutte etre si fanno rientrare nel concetto di accessione intesa come espansione dellaproprietà. L’accessione deriva da un atto umano o da un evento naturale: ci puòessere un immobile che si unisce ad un altro immobile, o può essere di un mobile adun immobile (art. 934), o, infine, di un mobile ad un altro mobile (art. 939). Laspecificazione è un fenomeno analogo all’accessione solo che l’oggetto che viene 12/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandaggiunto alla cosa è il lavoro, per cui la cosa non si accresce ma si trasforma.Azioni a difesa della proprietà: sono dette anche petitorie e sono quattro: rivendicazione: ha lo scopo di far conseguire al proprietario il possesso definitivo della cosa con ogni suo incremento, viene esercitata da chi si pretende proprietario, e non sia in possesso del bene, è imprescrittibile; negatoria: ha lo scopo di tutelare la pienezza del diritto di proprietà sulla cosa, si esercita solo contro le molestie cui corrisponda la pretesa di un diritto, è sufficiente che il proprietario dia la prova del suo dominio; azioni di confine: sono due: 1) di regolamento di confini: presuppone l’incertezza dei confini, si trattadi un’azione con carattere duplice, nella quale entrambe le parti hannoun’analoga reciproca posizione di pretesa e di difesa; in caso di mancanza dielementi il giudice dovrà attenersi alle mappe catastali (art. 950); 2) apposizione di termini: viene intentata dal proprietario quando si vuoleapporre segno materiale del confine, ha lo stesso duplice carattere della precedente,è di competenza del pretore.Azioni di nunciazione: spettano sia al possessore in quanto tale sia anche al titolaredel diritto, che abbia o no il possesso della cosa; sono due: denunzia di nuova opera,diretta a impedire pericoli o limitazioni di godimento della cosa in seguito a nuoveattività da altri intraprese sul fondo vicino, e denunzia di danno temuto (art. 1172),diretta contro il pericolo di danno grave e prossimo, derivante da un edificio, albero oaltre cose inanimate che siano però già esistenti sul fondo vicino.SEZ. VI - LA PROPRIETA’ SUPERFICIARIA, L’ENFITEUSILa proprietà superficiaria: se ne parla perché, quando viene a costruirsi il bene diproprietà separata nel fondo altrui, il diritto di superficie si incorpora con la proprietàdello stesso bene.Enfiteusi: si ha quando il proprietario cede ad altri il godimento di un immobile, conl’obbligo di pagare un canone e di migliorare il fondo. La costituzione fatta inperpetuo o per lungo tempo. Il limite minimo è di 20 anni (art. 958) Può esserecostituita per contratto, per testamento o per usucapione.Ci sono due soggetti che hanno entrambi obblighi e dritti: il proprietario che concedeagli altri il fondo (detto concedente) e colui che riceve il fondo (detto enfiteuta).L’enfiteuta deve migliorare il fondo (art. 960), deve pagare al concedente un canoneperiodico, o in danaro o in natura e deve fare una ricognizione del diritto delconcedente (art. 969).Importante per l’enfiteuta è il diritto di affrancazione o riscatto (art. 971), checonsiste nella facoltà di diventare proprietario puro e semplice del fondo. 13/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandL’enfiteuta perde il diritto per non uso durante 20 anni (art. 970) e per devoluzione,che consiste nel diritto che il concedente ha di riavere il fondo libero quandol’enfiteuta non adempie ai suoi obblighi. L’enfiteusi, come diritto parziario, siestingue per confusione, quando, per qualsiasi motivo, il concedente diventi ancheenfiteuta o quest’ultimo acquisti il dominio diretto.Usi civici: sono diritti spettanti sulla proprietà altrui, sia pubblica che privata, a unacollettività di persone; sono considerati diritti collettivi di carattere pubblico e cometali sono essenzialmente inalienabili e imprescrittibili.Oneri reali: è ogni prestazione a carattere periodico che è dovuta dal soggetto solo inquanto è nel godimento di un bene e consiste nel dare o nel fare qualche cosa. Ilrapporto con la cosa non è solo il mezzo per determinare la persona che deve fare laprestazione; nell’onere reale il collegamento con la cosa costituisce l’unico titolodell’obbligo di prestazione.. Si estingue per il perimento o per l’abbandono delfondo. Es. ne sono il censo, il canone enfiteutico.SEZ. VII - I DIRITTI REALI SULLA COSA ALTRUI. LE SERVITU’Diritti limitati o parziari: non hanno lo stesso contenuto pieno ed esclusione dellaproprietà; la loro essenza non è una parte del diritto di proprietà, che rimane a questisuperiore; tutti questi diritti sono diritti reali, come diritti patrimoniali assoluti (ergaomnes).Diritto di seguito: proprio di tutti i diritti reali su cosa altrui, appunto perché seguonola cosa.I diritti sulla cosa altrui si distinguono in: diritti di garanzia (pegno ed ipoteca): consistono nel vincolo giuridico cui è assoggettata la cosa per la garanzia a vantaggio di un creditore e si fondano sul valore di scambio della cosa; diritti di godimento (servitù e usufrutto): conferiscono al titolare un ampio potere sulla cosa e sono costituiti a favore di una persona determinata o di un soggetto proprietario di un fondo.I diritti reali su cosa altrui sono unicamente quelli tipici, previsti e regolati dallalegge. Ad es. il tipo regolato è la servitù e non la singola servitù.Le caratteristiche comuni: i diritti reali sopra la cosa altrui si esercitano senzabisogno che il proprietario faccia alcunché, il suo atteggiamento deve consistere inun sopportare, lasciar fare o in un non fare. Una volta che i diritti parziari sulla cosal’altrui non abbiano più un proprio distinto titolare, si estinguono completamente.La confusione (o consolidazione) si ha quando proprietà ed usufrutto si riuniscononella stessa persona, è una caratteristica causa di estinzione. Altra caratteristica deidiritti reali parziali è che si estinguono anche per non uso ventennale. La servitù si 14/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandpuò alienare solo insieme con la proprietà del fondo dominante.La difesa di questi diritti è accordata con l’azione confessoria, che si esercita da chipretende di avere il diritto reale sulla cosa altrui contro il proprietario o contro chi necontesti l’esercizio.Le servitù: l’art. 1027 la definisce come un peso, cioè come limitazione imposta algodimento di un fondo, per l’utilità di altro fondo appartenente ad altro proprietario.Per utilità si intende non solo un vantaggio economico, ma anche una maggiorecomodità (art. 1028). Il contenuto delle servitù si concreta sempre nel vantaggio perun fondo e nella restrizione di godimento per un altro fondo. Il proprietario chesubisce la servitù viene limitato nei suoi poteri. La servitù è costituita a vantaggio delproprietario del fondo dominante contro una corrispondente limitazione nel dirittodel proprietario del fondo servente. La soggezione del fondo servente consiste in unsopportare o in un non fare, ai quali corrisponde dalla parte del fondo dominante, unius habendi o facendi o prohibendi.Altri requisiti sono: vicinanza dei fondi, per permettere utilità diretta e perpetuacausa, deve cioè corrispondere ad una durevole utilità per il fondo dominante anchese non è destinata ad essere perpetua.Le caratteristiche giuridiche sono: l’inscindibilità, cioè la servitù forma un tutt’unoinscindibile con il fondo, e l’indivisibilità, cioè non può essere acquistata, esercitata operduta se non interamente.Servitù apparenti e non: sono apparenti quelle al cui esercizio sono destinate operevisibili e permanenti; la caratteristica principale è l’esistenza di segni visibili, cioèopere artificiali o tracce naturali; es. di servitù non apparenti: servitù di attingereacqua o di pascolo.Servitù continue: sono quelle per il cui esercizio non è necessario il fatto dell’uomo,possono essere apparenti e non.Servitù discontinue: sono quelle per il cui esercizio è necessaria l’attività dell’uomo,anch’esse possono essere apparenti e non.Servitù positive: sono quelle per le quali il fondo servente deve sopportare l’attivitàdel proprietario del fondo dominante.Servitù negative: a causa delle quali viene proibito al proprietario del fondo serventedi esercitare una delle facoltà normalmente contenute nel suo diritto di proprietà.Servitù coattive o legali: hanno la loro fonte nel comando legislativo. Sono previstenell’ipotesi nelle quali la legge attribuisce al proprietario il diritto di ottenere lacostituzione di una servitù coattivamente, cioè senza bisogno del consenso di chi ladeve subire (art. 1032). Non devono essere confuse con i limiti del buon vicinato,perché nelle servitù mancano la reciprocità, la gratuità, la nascita automatica e poiperché sono sempre poste a vantaggio di un fondo, mentre ciò non si può dire pertutti gli altri limiti legali. Affinché sorga la servitù è necessario che il diritto vengadeterminato e attuato in concreto, cioè con un accordo, o quando le parti non si 15/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandmettono d’accordo, per mezzo di sentenza del giudice. Il proprietario del fondoservente ha diritto a una indennità.Sono servitù coattive: il passaggio coattivo (art. 1051 ss): limitazione del diritto che ha il proprietario di escludere altre persone dal suo fondo; questo si deve concedere in tre ipotesi: quando un fondo si trova tra due proprietà altrui e non ha una via d’accesso sulla strada pubblica, o quando la servitù è diretta all’ampliamento del passaggio esistente per far transitare autoveicoli, o quando un nuovo passaggio è concesso nell’interesse generale dell’agricoltura e dell’industria; la somministrazione coattiva di acqua (art. 1049 ss): è un’applicazione di un principio di solidarietà: il fondo deve fornire solo l’acqua che eccede ai suoi bisogni e nella misura massima delle esigenze indispensabili del fondo dominante; acquedotto coattivo (art. 1033 ss): consiste nel diritto di far passare le acque proprie attraverso fondi altrui.Servitù volontarie: sono costituite per effetto di un atto di parte o per usucapione.Possono costituirsi per titolo, cioè per contratto o testamento (art. 1058), questodev’essere in forma scritta (art. 1350) e il titolo va sempre trascritto. Le servitù nonapparenti si costituiscono soltanto per titolo; quelle apparenti possono acquistarsianche per usucapione, per la quale valgono tutte le regole generali, e per destinazionedel padre di famiglia (art. 1061).L’esercizio e l’estinzione delle servitù: le norme per la servitù, contente nel codice,hanno valore dispositivo. (art. 1063). Con l’acquisto della servitù si acquistano tuttele facoltà accessorie per il suo esercizio. La servitù va usata in modo da soddisfare ilbisogno del fondo dominante con il minor aggravio del fondo servente (art. 1065).Le servitù si estinguono per rinunzia, per scadenza del termine, per il verificarsi dellacondizione risolutiva, per abbandono del fondo servente, per impossibilità d’uso, perconfusione, per prescrizione (quando non se ne usi per vent’anni, secondo l’art.1073).SEZ. VIII - L’USUFRUTTO, L’USO E L’ABITAZIONEDefinizione: frase tipica quando si parla di usufrutto è “ususfructus est ius aliensrebus utendi fruendi, salva rerum substantia”. L’usufruttuario ha il diritto di usare edi godere della cosa, ma non ha il diritto alla consumazione. La conservazione dellacosa non va intesa in senso materiale, ma deve far riferimento al criterio economico-sociale della destinazione. Il proprietario del bene che è oggetto di usufrutto sichiama nudo proprietario. In nessun caso la durata dell’usufrutto può eccedere la vitadell’usufruttuario e l’usufrutto a favore di persona giuridica non può durare più di 30anni (art. 979). L’art. 698 vieta l’usufrutto successivo, nel senso che il diritto 16/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflands’intende estinto alla morte del primo chiamato.E’ un diritto reale, in quanto diritto che il soggetto ha direttamente sulla cosa,appartenente alla categoria dei diritti di godimento sulla cosa altrui. L’usufruttuario sidistingue dal conduttore, perché il primo a difesa del suo diritto ha un’actio in rem,ha il possesso, la prescrizione per non uso del suo diritto dura 20 anni, inoltrel’usufrutto può essere sottoposto ad ipoteca. Si costituisce per volontà dell’uomo -con atto tra vivi, o mortis causa - oppure per usucapione. A volte può costituirsi perlegge (usufrutto legale).Oggetto: qualunque bene, mobile o immobile, può formare oggetto di usufrutto. Perle cose consumabili la legge stabilisce che l’usufruttuario ne acquista la proprietà e altermine dell’usufrutto sarà obbligato a pagarne il valore o consegnare altrettante cosedella medesima specie e qualità (c.d. quasi usufrutto). Per le cose deteriorabili,l’usufruttuario le utilizzerà secondo lo scopo al quale sono destinate e le restituirà poinello stato in cui si troveranno alla fine dell’usufrutto (art. 995). Per le universitasiuris, l’usufruttuario è tenuto a pagare le annualità e gli interesse dei debiti di cui ilcomplesso sia gravato, specialmente se si tratta di eredità (art. 1010).I diritti inerenti: l’usufruttuario ha il diritto di ottenere il possesso della cosa (art.982) nello stato in cui si trova (art. 1002), fa suoi i frutti civili e naturali, può vendere(art. 980) o ipotecare il suo diritto (art. 2810). Il nudo proprietario può alienare oipotecare la nuda proprietà, può esigere il pagamento degli interessi delle spese perriparazioni straordinarie.Obblighi nascenti: l’usufruttuario deve compiere a sue spese l’inventario e dareidonea garanzia (art. 1002), deve usare la diligenza del buon padre di famiglia (art1001), deve custodire il bene ed amminstrarlo (art. 1004), deve consegnare la cosacessato l’usufrutto (art. 1001). Il nudo proprietario deve pagare i carichi posti sullaproprietà e deve fare le riparazioni straordinarie.Estinzione: l’usufrutto si estingue per: non uso ventennale, confusione, mortedell’usufruttuario, allo scadere dei 30 anni se persona giuridica, totale deperimentodella cosa (art. 1014), grave abuso da parte dell’usufruttuario che ha alienato il beneo che lo ha deteriorato (art. 1015).L’uso e l’abitazione: il primo è una specie di usufrutto limitato, i diritti dell’usuario èlimitato ad una modica perceptio, oltre al godimento naturale del bene egli ha dirittosolo alle rendite che gli forniscono i mezzi necessari alla vita sua e della propriafamiglia (art. 1021).L’abitazione, invece, è una particolarità di uso che ha per oggetto una casa adibitaappunto ad abitazione per il titolare del diritto stesso; consiste nel solo diritto siabitare direttamente la casa o l’appartamento che ne è oggetto, godimento che èriconosciuto al solo titolare e ai membri della sua famiglia (art. 1022). 17/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Profland CAPO VII I DIRITTI DI OBBLIGAZIONESEZ. IX - I CONTRATTI IN GENERALEArt. 1321: “il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare oestinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale”.I soggetti devono rispettare tanto i comandi imposti dalla legge (eteronomia), quantoi precetti che essi stessi hanno volontariamente stabilito (autonomia).Le parti possono seguire uno degli schemi previsti e regolati dalla legge (contrattinominati o tipici), ma possono anche concludere contratti che non trovanoun’espressa disciplina nella legge (contratti innominati o atipici); però a volte icontratti rappresentano la riunione in un unico atto di elementi di più tipi contrattuali,implicando una pluralità di cause oltre ad una pluralità di prestazioni (contratti misti).Gli elementi e i requisiti del contratto: art. 1325: “i requisiti del contratto sono:l’accordo delle parti, la causa, l’oggetto e la forma quando è prescritta”.Il contratto si forma quando c’è il consenso di tutte le parti; consenso che consiste inun accordo che si è venuto determinando tra i soggetti dopo trattative liberamentecondotte o altre volte in una semplice adesione.In linea di massima è escluso il contratto con se stesso (art. 1395).La formazione del consenso e la perfezione del contratto: alla base della formazionedel consenso troviamo sempre: la proposta: dichiarazione di volontà che contiene tutti gli elementi del contratto, emessa manifestando un’intenzione di obbligarsi (deve dirigersi ad un destinatario); l’accettazione: dichiarazione diretta al proponente; essa deve essere definitiva, incondizionata e pienamente conforme alla proposta.Tra proposta ed accettazione deve esistere una direzione allo stesso fine.Art. 1326: “il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta haconoscenza dell’accettazione dell’altra parte”, sempre che prima dell’accettazione laproposta non sia stata ritirata dall’offerente.Art. 1335: “proposta, accettazione, loro revoca e ogni altra dichiarazione recettizia sireputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario, sequesti non prova di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di avernenotizia”.Nei contratti che richiedono una forma scritta, tanto la proposta quanto l’accettazionedevono essere redatte per iscritto.La proposta può essere fatta con un’offerta al pubblico, che contenga tutti gli 18/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandelementi del contratto alla cui conclusione è diretta (art. 1336). Se mancano questielementi non si ha proposta, ma invito a fare delle proposte, L’offerta al pubblico nonsi può revocare come si revoca la proposta fatta individualmente.NB: la proposta può essere revocata anche dopo l’accettazione, se la revoca è fattaprima che l’accettazione sia conosciuta, ma se nel frattempo l’accettante haintrapreso in buona fede l’esecuzione del contratto, ha diritto ai c.d. interessinegativi; l’accettazione può essere revocata senza responsabilità solo se la revocagiunga a conoscenza del proponente prima dell’accettazione.E’ irrevocabile per legge la proposta di ogni contratto che importi obbligazioni acarico del solo proponente: è irrevocabile appena giunge a conoscenza della partealla quale è destinata (art. 1333).La revoca della proposta, o dell’accettazione, rientrano nel normale liberosvolgimento della contrattazione; questa talvolta costituisce un’ipotesi di culpa incontrahendo: quando il soggetto si è comportato in mala fede deve risarcire il danno(art. 1337).Contratto preliminare: con questo i soggetti si impegnano a stringeresuccessivamente un dato rapporto tra loro, è un vero contratto dal quale sorgonoobbligazioni per le parti.NB: non deve essere confuso con un altro contratto, molto diffuso nella pratica, dettoanche compromesso, che è un contratto definitivo (preliminare improprio) diimmediata efficacia, con l’impegno di riprodurre il consenso in una formaparticolare.Art. 1351: “il contratto preliminare è nullo se non è fatto nella stessa forma che lalegge prescrive per il contratto definitivo”.Buona fede e responsabilità precontrattuale: alla base di ogni contratto è richiestasempre la buona fede in contrahendo, come si è visto nelle obbligazioni.Art. 1337: “le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione delcontratto, devono comportarsi secondo buona fede”.Anche nella fase preparatoria non bisogna comportarsi scorrettamente altrimenti siincorre nella responsabilità precontrattuale; questa si fa rientrare nella categoria dellaresponsabilità extracontrattuale, perché trova fondamento nella violazione di ungenerale dovere di condotta.Il risarcimento del danno subito dal contraente nelle ipotesi di attività fatta svolgeread es. con il miraggio di una contrattazione non seriamente ingaggiata, viene limitatoai c.d. interessi negativi, che corrispondono alla diminuzione patrimoniale che ilsoggetto non avrebbe subito se non avesse contratto.Oggetto del contratto: questo e oggetto dell’obbligazione sono concetti assai vicinitra loro. Quando l’obbligazione deriva da contratto, oggetto della prestazione eoggetto del contratto hanno riferimento allo stesso bene. Non si deve dimenticare ladifferenza tra impossibilità originaria dell’oggetto che importa nullità del contratto e 19/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandimpossibilità sopravvenuta che importa estinzione dell’obbligazione o risoluzione delcontratto.E’ valido il contratto che abbia per oggetto cose future.E’ importante inoltre il problema della qualificazione - cioè la determinazione deicriteri che il giudice deve seguire per qualificare come dell’uno o dell’altro tipo ilcontratto che gli sia sottoposto - per vedere se l’accordo raggiunto rientri neglischemi stabiliti dalla legge.I limiti all’autonomia nell’interesse delle parti: art. 2597: “chi esercita un’impresa incondizioni di monopolio legale ha l’obbligo di contrarre con chiunque richieda leprestazioni che formano oggetto dell’impresa, osservando la parità di trattamento”.Contratti di adesione: sono quelli che si formano su di uno schema prestabilitodall’imprenditore, il cui testo non viene praticamente discusso dal cliente.L’art. 1341 sancisce la nullità di alcune clausole di uso frequente tanto nellecondizioni generali di contatto, quanto nei contratti conclusi su moduli o formulari,che verrebbero a gravare in modo troppo oneroso sulla controparte (clausolevessatorie o abusive).Gli effetti e l’esecuzione del contratto: art. 1372: “il contratto ha forza di legge tra leparti”.Il contratto è contemporaneamente un atto giuridico e un regolamento: crea unrapporto e ne dà la disciplina. Dal contratto derivano conseguenze personali (contrattiobbligatori) oppure derivano immediatamente effetti reali (contratti con efficaciareale).La legge adotta diversi criteri per dirimere il conflitto tra diversi aventi causa dallostesso autore:1) se si tratta di acquisto di un diritto immobiliare, è preferito chi per primo hatrascritto l’atto;2) se si tratta di un bene mobile, è preferito chi per primo ne ha ricevuto il possessoin buona fede;3) se si tratta di un credito, tra più cessionari è preferito chi per primo ha notificato lacessione al debitore;4) nel caso si tratti di un diritto personale di godimento, concesso a diversa persona,il godimento spetta al contraente che per primo lo ha conseguito.Il contratto è anche fonte del regolamento per la disciplina del rapporto: quindi vaeseguito come le parti hanno stabilito.Art. 1375: “il contratto deve essere eseguito secondo buona fede”.L’inadempimento degli obblighi sorgenti dal contratto costituisce l’ipotesi tipica diresponsabilità contrattuale.La relatività del contratto: si intende appunto la limitazione degli effetti contrattualirispetto ai soggetti. Gli eredi, come continuatori della personalità giuridica del loroautore, subentrano in tutti i suoi rapporti patrimoniali, gli aventi causa, o successori a 20/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandtitolo particolare, subentrano solo nella posizione patrimoniale. Terzo è o lui cherimane sostanzialmente estraneo al contratto: gli effetti diretto non toccano i terzi.Il contratto per persona da nominare si ha quando una parte, nella conclusionedell’accordo, si riserva la facoltà di nominare effettivamente la persona destinata adacquistare i diritti e assumere gli obblighi nascenti dal contratto.La dichiarazione di nomina, la procura e l’accettazione, integrano il contratto, evanno perciò fatte nella stessa forma che le parti hanno usato per il contratto stesso(art. 1403).Il contratto può anche produrre effetti diretti a favore di terzi, la legge dichiarageneralmente valido ed efficace il contratto stipulato a favore di un terzo, purché lostipulante vi abbia un interesse (art. 1411). Il terzo (detto beneficiario) non diventaparte del contratto, ma acquista i diritti che a lui si riferiscono nel contratto conclusotra lo stipulante (che è colui che vuole procurare il vantaggio al terzo) e il promittente(che è colui che dovrà fare la prestazione al terzo): fino all’accettazione però lostipulante può revocare la destinazione del suo atto.Si può promettere ad altri la prestazione o l’azione di una terza persona.L’interpretazione del contratto: è preceduta da un complesso di operazioni chemirano ad accertare, per mezzo di prove, il fatto della dichiarazione e l’esistenza dicircostanze precedenti, concomitanti o susseguenti. L’interpretazione è autentica,quando viene compiuta dalle parti per mezzo di un successivo negozio diaccertamento. Nell’interpretazione di legge si deve ricercare il senso fatto palese dalsignificato proprio delle parole e dalla intenzione del legislatore.Importante è la differenza fra:volontà legale, che è impersonale, obiettivata in un testo e precisata dall’esistenza ditutte le altre norme dello stesso ordinamento, con le quali va collegata(interpretazione sistematica);volontà negoziale, che è una volontà puntuale rispetto alla quale la formula usatarappresenta solo un modo di esprimersi.Non è ammessa l’interpretazione evolutiva di un contratto, se esiste una lacuna, essaviene colmata in primo luogo dalla legge.Art. 1366: “il contratto deve essere interpretato secondo buona fede”. Perl’interpretazione valgono le stesse regole del negozio.Contratti consensuali e reali: nel diritto moderno i contratti si perfezionano di regolacon il semplice consenso delle parti (principio consensualistico, art. 1376). Ci sonoalcuni contratti speciali, per i quali il consenso non è sufficiente, nel senso che ilcontratto è perfetto solo con la consegna della cosa, con la tradizione alla contropartedell’oggetto del contratto Essi sono il comodato, definito dall’art. 1803 come ilcontratto con il quale un parte consegna ad un’altra una cosa, il mutuo, il deposito, ilpegno, etc. I contratti reali sono tutti unilaterali, cioè danno origine all’obbligazionedi una sola parte. 21/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandContratti obbligatori: locazione, mandato, comodato, deposito etc.Contratti traslativi di diritti reali: compravendita, permuta, donazione, mutuo, etc.Il criterio distintivo del contratto reale si riferisce alla formazione del contratto, cioèal suo perfezionarsi, quello del contratto con efficacia reale si riferisce invece aglieffetti. La vendita di una determinata massa di cose è soggetta alle norme generalisull’efficacia traslativa del consenso. Non c’è efficacia reale immediata nella venditadi cosa futura o di cose altrui, nella vendita alternativa, nella vendita sottoposta acondizione sospensiva. Nel trasferimento a termine il rischio passa all’acquirente nelmomento del consenso.I contratti ad esecuzione immediata: ricevono un’esecuzione immediata con la stessaperfezione del negozio, i contratti ad esecuzione differita sono destinati ad avereesecuzione solo in un momento ulteriore rispetto al tempo della loro perfezione.Si distinguono inoltre i contratti a esecuzione istantanea, nei quali la vita del rapportoobbligatorio che si pone in essere non è diretta a prolungarsi nel tempo, dai contrattidi durata.Contratti aleatori e contratti commutativi: la distinzione si riferisce al rapporto tra laprestazione e la controprestazione. Mentre tutti i contratti possono comprenderequalche elemento di rischio, nei contratti aleatori è la stessa incertezza del contenutoche si tiene presente alla conclusione dell’accordo.Si ha contratto aleatorio (o di sorte), quando la determinazione di quella che sarà laprestazione o la controprestazione, dipende da un fattore d’incertezza, che puòvolgere il vantaggio del contratto verso l’una parte o piuttosto verso l’altra. In altreparole l’incertezza obiettiva dell’evento rischio incide sui contenuti del contratto, cheresta però sempre caratterizzato da prestazioni corrispettive. Es. possono essere: ilgiuoco, la scommessa, la vendita di cosa futura, dove l’alea può riferirsi alla qualità equantità insieme, o soltanto alla qualità.Nei contratti commutativi le prestazioni vengono stabilite in precedenza come puntod’arrivo delle trattative; ciascuno dei contraenti sa fin dal momento della conclusionequale sarà l’ammontare del sacrificio e conosce quale bene deve essergli corrisposto.SEZ. X - IL SINALLAGMA E LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTOSinallagma: anche i contratti unilaterali sono necessariamente negozi bilaterali; labilateralità del contratto si riferisce, non alla pluralità dei voleri che pongono inessere il negozio, ma agli effetti obbligatori che ne sorgono.Sinallagma è il legame reciproco che in alcuni contratti esiste tra prestazione econtroprestazione: la corrispettività è pertanto il segno di un rapporto tra prestazionee controprestazione più stretto della semplice coesistenza reciproca. Sono contrattisinallagmatici, o a prestazioni corrispettive, quei contratti dai quali nell’ambito diuno stesso strumento negoziale sorgono contemporaneamente nell’una e nell’altra 22/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandparte obblighi e diritti a prestazioni reciproche collegate tra loro da un rapporto diinterdipendenza. Esempi ne sono la compravendita, la permuta, etc.Il sinallagma, cioè il legame tra le reciproche obbligazioni che sorgonocontemporaneamente dallo stesso contratto, si distingue in: genetico: sta a significare il reciproco rapporto di giustificazione causale che deve intercorrere tra le contrapposte obbligazioni nascenti dal contratto nel momento della sua stipulazione; funzionale: la prestazione di una parte rimane legate, non solo all’esistenza originaria, ma anche al perdurare dell’obbligazione corrispondente della controparte, e quindi all’adempimento o alla possibilità di adempimento.Ove manchi il rapporto di reciproca dipendenza delle obbligazioni, non c’è veracorrispettività anche se dallo stesso contratto sorgono obbligazioni a carico dientrambe le parti. pertanto il deposito ed il mandato rimangono contratti unilateralianche quando sono a titolo oneroso, perché l’attività del depositario o del mandatarionon trova la sua causa nel compenso, essendo piuttosto la fiducia l’elementofondamentale per l’uno o per l’altro contratto. Questi contratti sono anche dettibilaterali imperfetti.Tutti i contratti corrispettivi sono onerosi, ma la preposizione inversa non vale,perché onerosi possono essere alcuni contratti unilaterali (ad es. il mutuo e ildeposito).Art. 1333: “la proposta diretta a concludere un contratto da cui derivano obbligazionisolo per il proponente è irrevocabile appena giunge a conoscenza della parte allaquale è destinata”.La risoluzione dei contratti: non tocca l’atto, ma le sue conseguenze, colpisce non ilnegozio, ma il rapporto. Così si spiega perché in seguito all’inadempimento dellacontroparte si possa chiedere, oltre alla risoluzione, anche il risarcimento per l’altruicolpa contrattuale.La risoluzione è: volontaria: quando le parti con un nuovo consenso pongono fine alle conseguenze del rapporto obbligatorio esistente tra di loro; legale: è prevista generalmente per i soli contratti a prestazioni corrispettive.La risoluzione è rimedio che si può far valere solo prima che il contratto stesso siacompiutamente eseguito.Già nella definizione di contratto si dice che il consenso può anche mirareall’estinzione del rapporto giuridico patrimoniale (art. 1321), e l’art. 1372 confermache il contratto si scioglie per mutuo consenso. Talora lo stesso contratto stabilisce ildiritto di recesso, ius poenitendi a favore di una o di ognuna delle parti, che ècollegato con la previsione di un corrispettivo da pagare: nell’ipotesi il contratto sirisolve in seguito alla manifestazione unilaterale di volontà che trae riconoscimentodall’anteriore accordo.NB la facoltà di recesso può essere esercitata fino a quando il contratto non abbiaavuto un principio d’esecuzione. 23/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandUna specie di diritto al ripensamento è regolato per i contratti conclusi fuori dailocali commerciali. Nei contratti di durata indeterminata è comunemente ammessal’estinzione del rapporto per disdetta unilaterale.La risoluzione per inadempimento e l’eccezione di inadempimento: quando ilsoggetto che non ha adempiuto e che non è pronto ad adempiere chiede laprestazione della controparte, quest’ultimo può assumere un atteggiamento passivo,difendendosi con l’eccezione di inadempimento. L’art. 1460 riconosce legittimo ilrifiuto a eseguire la propria prestazione quando esso è conforme a buona fede, ossiaquando è giustificato da un non lieve inadempimento dell’altra parte. L’art. 1461riconosce inoltre ad ogni contraente il diritto di sospendere la prestazione da luidovuta quando le condizioni patrimoniali della controparte siano tali da porre inevidente pericolo il conseguimento della controprestazione; ecco un’altraapplicazione del criterio di tutela preventiva.L’eccezione di inadempimento ha quindi prima di tutto un carattere di tutelaimmediata perché essa non richiede il previo intervento del giudice. Il suo effettosarà soltanto sospensivo; ma sotto l’aspetto dell’urgenza essa soddisfa lafondamentale esigenza di attuare subito una legittima difesa.L’inadempimento attribuisce al creditore insoddisfatto il diritto di agire per larisoluzione dell’obbligo posto a proprio carico. Il contraente può scegliere tra larisoluzione e l’adempimento coattivo; nella scelta è lasciato uno ius variandi, cioè,una volta chiesto l’adempimento, il creditore insoddisfatto può mutare domanda perottenere invece la risoluzione, ma non è consentito che la domanda di risoluzione simuti in richiesta di adempimento coattivo: è comunque riconosciuto il diritto di averein più il risarcimento del danno per l’illecito comportamento della controparte (art.1453). Quindi inadempimento si ha quando il soggetto non si è comportato a doverenello svolgimento di un punto importante del rapporto.La risoluzione viene chiesta con domanda giudiziale. Essa è sempre conseguenzadella volontà della parte che la chiede in seguito all’inadempimento dellacontroparte, il giudice non può concedere dilazioni all’inadempiente, e anzi, dopo ladomanda di risoluzione, lo stesso inadempiente non può adempiere la propriaprestazione (art. 1453)L’azione giudiziale non è però necessaria. Dopo la scadenza del termine stabilito perl’esecuzione, la parte soddisfatta può intimare per iscritto all’atra parte una diffida adadempiere entro un congruo termine, dichiarando che, decorso inutilmente dettotermine, il contratto si intenderà risoluto (art. 1454).Ma neppure il procedimento monitorio è sempre necessario. Se ne prescinde nelledue ipotesi che passiamo a indicare.A) Quando i contraenti hanno inserito nel contratto una clausola risolutiva espressa(o patto commissorio), prevedendo espressamente l’effetto risolutivo in conseguenzadell’altrui inadempimento, la risoluzione si verifica in seguito alla semplicedichiarazione della parte che se ne avvale (art. 1456).B) Quando la prestazione deve eseguirsi entro un termine essenziale, la risoluzione 24/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandopera di diritto, purché l’interessato all’adempimento non dichiari entro tre giornidalla scadenza di volere ugualmente esigere la prestazione (art. 1457).Gli effetti della risoluzione sono di regola retroattivi, con obbligazioni restitutorie incapo ai contraenti del rapporto risolto, e fatto salvo il risarcimento del danno che puòessere stato causato; non sono peraltro pregiudicati i diritti acquisiti dai terzi.La risoluzione per impossibilità sopravvenuta: dai contratti a prestazioni corrispettivesorgono distinte obbligazioni nelle parti, e non è affatto detto che l’impossibilità diadempiere una di esse sia accompagnata dall’impossibilità di eseguire lacontroprestazione. Pure essendo le due obbligazioni distinte, esiste tra loro il vincolodel sinallagma; la risoluzione per impossibilità sopravvenuta si riferisce al sinallagmanel suo complesso. L’obbligazione che non può essere adempiuta si estingue inapplicazione di quanto stabilisce l’art. 1256; in forza della risoluzione del contratto(art. 1463), cade anche l’obbligo della controprestazione, la quale non sarebbe affattodivenuta impossibile; ma il contraente si libera perché la sua obbligazione era unitadal sinallagma funzionale con l’altrui obbligazione.L’impossibilità temporanea ha effetti solo di carattere sospensivo sull’obbligazionecolpita da impossibilità di prestazione, e quindi nemmeno l’obbligazione per lacontroprestazione si estingue.Se l’impossibilità è parziale, il creditore ha diritto a una corrispondente riduzionedella prestazione da lui dovuta.Per la retroattività degli effetti della risoluzione per impossibilità valgono le stessenotazioni fatte a proposito della risoluzione per inadempimento.La sopportazione del rischio e pericolo nel contratto: il danno maggiore sarà semprequello del proprietario, il problema del rischio nei contratti, però, riguarda solol’incidenza del fortuito nell’ambito delle obbligazioni delle parti che si trovanocontrapposte in uno stesso rapporto contrattuale che avrebbe per suo oggetto laprestazione divenuta impossibile. Le conseguenze economiche del fatto estraneo dalquale dipende l’impossibilità della prestazione ricadono sopra il debitore che dovevaeseguire la prestazione. L’impossibilità sopravvenuta, che ha estinto l’obbligazioneimpossibile, è causa di risoluzione anche dell’altra.Rispetto al contratto unilaterale è giusto che il rischio sia tutto a carico del creditoreche perde il diritto alla prestazione: si tratta di estinzione dell’obbligazioneunilaterale.Nei contratti che trasferiscono la proprietà la conseguenza dannosa di un casofortuito è subita direttamente da colui che ha acquistato il diritto.La risoluzione per eccessiva onerosità: la rescissione per lesione ultra dimidiumcostituisce un rimedio per i più gravi squilibri economici nella conclusione delcontratto, quando una parte abusi dello stato di bisogno di un’altra.Vediamo ora il diverso rimedio della risoluzione per i contratti destinati ad avereefficacia nel tempo futuro quando l’obbligo di una prestazione, assunto 25/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandcontrattualmente, sia divenuto troppo oneroso per il sopravvenire di avvenimentistraordinari e imprevedibili, quando cioè il rapporto tra le prestazioni nel momentodell’esecuzione si trovi sproporzionato rispetto a quello che era il rapporto nelmomento della conclusione del contratto (art. 1467). Il rimedio della rescissione è unprovvedimento che va contro e oltre il risultato dell’accordo stabilito dalle parti.Queste sopravvenienze contrattuali trovano un riconoscimento limitato al verificarsidi eventi che siano insieme straordinari e imprevedibili. La risoluzione ha effettorelativamente alle sole prestazioni troppo onerose ancora da eseguire. Il rimedioviene escluso per i contratti aleatori (art. 1468).Anche per i contratti unilaterali è prevista la possibilità di ottenere una revisione.La risoluzione del contratto a prestazioni corrispettive può essere evitata dallacontroparte interessata con l’offerta di modificare equamente le clausole del contrattoal fine di eliminare la sopravvenuta onerosità.La sentenza di risoluzione produce gli stessi effetti, sia tra le parti, sia di fronte aterzi, che sono indicati dall’art. 1458 per la risoluzione da inadempimento.SEZ. XI - VARIE FONTI DI OBBLIGAZIONI NON CONTRATTUALI DA ATTOLECITOLa promessa unilaterale: non è un tipo generico di fonte di obbligazione (art. 1987)Art. 1334: “gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui pervengono aconoscenza della persona alla quale sono destinati”.La promessa di pagamento e la ricognizione di debito (art. 1988) sono promesseobbligatorie non titolate. La promessa di pagamento non è una promessa costitutivadi un nuovo debito, ma è la conferma di un precedente impegno. L’impegnoprecedente troverà la sua fonte causale in un contratto o in un’altra fonte diobbligazione; si parla quindi di astrazione processuale dalla causa, nel senso chequesti negozi sono fatti valere senza bisogno di invocare il titolo che ne è alla base,con inversione dell’onere della prova è sempre riconosciuta al debitore convenuto ingiudizio la facoltà di invocare la mancanza o i difetti del rapporto fondamentale.La promessa al pubblico: colui che promette è vincolato dalla promessa appena èresa pubblica (art. 1989). E’ una promessa di una prestazione unilaterale che si faràin una determinata circostanza, senza che sia necessaria la formazione di uncontratto; mentre l’offerta al pubblico è invece la proposta in incertam personam aconcludere un contratto, ed è sempre revocabile purché la revoca abbia la stessapubblicità dell’offerta; la promessa conserva efficacia per un anno (art. 1989) eprima della scadenza non può essere revocata senza una giusta causa (art. 1990).La gestione degli affari altrui: a nessuno è lecito ingerirsi nell’altrui sfera di interessi,tranne in alcuni casi nei quali l’intervento, pur senza incarico da parte del dominus, simanifesta vantaggioso. La liceità di quest’intervento è subordinata ad alcunipresupposti: 26/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Profland1) l’affare deve essere utiliter coeptum;2) non deve essere iniziato contro la volontà del dominus;3) il gestore deve avere coscienza che si tratta di affare altrui;4) deve trattarsi di attività illecita;5) è necessaria la capacità d’agire del gestore (art. 2029).La gestione può essere semplice, quando si agisce in nome proprio nell’interessealtrui, o rappresentativa, quando si agisce direttamente in nome del dominus.Mandato preventivo, ratifica successiva, per volontà dell’interessato, e gestione dinegozio, per forza di legge, producono per il dominus gli stessi effetti.Il gestore è obbligato a continuare la gestione e condurre l’affare iniziato fino al suocompimento (art. 2028). Il dominus, invece, deve adempiere le obbligazioni sorte innome suo o tenere indenne il gestore delle obbligazioni da questi assunte e devecorrispondere al gestore il rimborso di tutte le spese più gli interesse (art. 2031).Indebito oggettivo: si ha quando l’accipiens non era creditore, ad es. quando chi devepaga a chi non ha alcun credito; cioè l’accipiens riceve un arricchimento in sensoassoluto perché il credito non esisteva. Come conseguenza è dovuta la restituzione(art. 2033).Indebito soggettivo: si ha quando il solvens non era debitore, ad es. quando chi nulladeve paga a chi è creditore di un terzo; cioè il credito esisteva, ma chi ha pagato nonera debitore. Come conseguenza l’obbligo di restituzione viene meno quandol’accipiens, ricevendo il pagamento, si è privato in buona fede del titolo o dellegaranzie del credito (art. 2036).Azione generale di arricchimento (art. 2041): ha azione generale perché i fatti che lalegittimano sono atipici e potenzialmente illimitati, ha inoltre natura di rimediosussidiario; punto di partenza non è tanto l’arricchimento, quanto l’impoverimentoche si vuole evitare, ed equamente lo si evita sottraendo il corrispondente vantaggio achi lo ha conseguito senza causa. Non è proponibile quando il danneggiato possaesercitare un’altra azione per farsi indennizzare del pregiudizio subito. 27/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Profland CAPO VIII I PRINCIPALI CONTRATTI NOMINATISEZ. I - CONTRATTI DI ALIENAZIONE DEI BENILa compravendita: scambio del bene con il pagamento del prezzo in denaro.Art. 1470: “la vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietàdi una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo”.Alienazioni di proprietà si attuano anche attraverso, ad es., la permuta (manca ilprezzo), la donazione (manca il corrispettivo), il mutuo (si assume l’obbligo direstituire il tantundem).Vendita e rispettiva compera formano un contratto sinallagmatico, alle obbligazionidel venditore corrispondono opposte obbligazioni del compratore. La vendita è untipico contratto consensuale, perché si perfeziona con il semplice consenso delleparti; ha efficacia traslativa, perché il diritto passa immediatamente dal venditore alcompratore; può essere perfetta anche senza il pagamento di un prezzo o senza iltrasferimento materiale del possesso della cosa venduta. Gli elementi essenziali sono:consenso, che presuppone la capacità dei contraenti, la cosa e il prezzo. Ci possonoessere particolari divieti a comprare stabiliti dalla legge: ad es. gli amministratori nonpossono acquistare i beni dei loro amministrati (art. 1471). La vendita non richiededi regola forme determinate, se si eccettua la vendita di beni immobili, per la quale èrichiesto ad substantiam l’atto scritto (art. 1350).L’accordo deve essere sulla cosa, sul prezzo e sul trasferimento del diritto.Oggetto della compravendita: la cosa venduta può essere un bene materiale o undiritto. Nella vendita di immobili la legge distingue il contratto a misura - ilimmobile è venduto con l’indicazione della sua misura e per un prezzo stabilito perogni unità - dal contratto a corpo, che si ha quando il bene è venduto come unità a séper un prezzo globale.L’eredità some complesso di diritti è alienabile solo dopo l’apertura dellasuccessione, perché qualsiasi contrattazione su di una futura eredità violerebbel’inderogabile divieto dei patti successori; l’oggetto di tale vendita è la generalità deidiritti e obblighi ereditari di carattere patrimoniale; questa richiede sempre la formascritta (art. 1543) ad substantiam.La compravendita di cosa generica è valida anche se fatta allo scoperto; cioè ilvenditore si impegna efficacemente anche se non ha la disponibilità dei beni venduti.La vendita di cosa specifica presuppone di regola l’esistenza dell’oggetto almomento del contratto e la sua disponibilità. La vendita di cosa futura è attuabile el’acquisto della relativa proprietà si verifica quando la cosa viene ad esistenza. Lavendita di cosa altrui è valida - intesa come cosciente accordo di negoziare un benenon a disposizione del venditore - e vincolante, anche se non immediatamenteefficace rispetto al passaggio della proprietà del bene; il venditore deve procurare 28/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandl’acquisto della cosa per il compratore (art. 1476): in caso di mancato acquisto ètenuto ad un risarcimento.Il prezzo: è quantificato in moneta, è elemento essenziale della vendita, deve esserevero e certo. La sua fissazione è demandata, in genere, alla volontà delle parti, mapuò anche essere fatta da un terzo arbitratore, che può essere nominato dal presidentedel tribunale.Obblighi del venditore (art. 1476): nella vendita con efficacia reale il venditore deveconsegnare la cosa; nella vendita obbligatoria, invece, il venditore deve fareacquistare al compratore la proprietà della cosa; deve inoltre garantire il compratoredall’evizione e dai vizi della cosa.Art. 1510: “in mancanza di patto speciale e di usi contrari, la consegna deve avvenirenel luogo dove il venditore aveva il domicilio, ovvero nel luogo dove la cosa sitrovava al momento del contratto”.Evizione: si ha quando il compratore è privato del diritto sul bene acquistato, inconseguenza di una pronunzia giudiziaria che accerta un difetto - anteriore allavendita - nel diritto del dante causa.Si distinguono tre momenti:A) pericolo di evizione: se vi è pericolo di rivendica della cosa acquistata, ilcompratore può sospendere il pagamento del prezzo ancora dovuto (art. 1481);B) evizione minacciata: il venditore è implicato nel giudizio petitorio instauratocontro il compratore, attuale possessore e pertanto il compratore deve chiamare incausa il suo autore;C) evizione compiuta: è tale solo con il passaggio in giudicato della sentenza a favoredel terzo, il venditore deve tenere sollevato il compratore e deve restituire il prezzopagato, rimborsare le spese fatte e risarcire il danno (art. 1483).Vizi e mancanza di qualità nella cosa venduta: il venditore è tenuto a garantire che lacosa venduta sia immune da vizi che la rendano idonea all’uso cui è destinata o nediminuiscono in modo apprezzabile il valore (art. 1490).Il contenuto di questagaranzia riguarda i vizi della cosa nella sia entità materiale o nella sua funzione. Siparla di vizi occulti, perché la garanzia non è dovuta se i vizi erano conosciuti dalcompratore o erano facilmente riconoscibili (art. 1491). La garanzia è dovuta perlegge, e il patto che la esclude non vale se il venditore ha taciuto in mala fede i vizidella cosa (art. 1490); in tal caso il compratore della cosa viziata può scegliere dueforme di risoluzione: la redibitoria, con la quale si richiede la restituzione del prezzo,e la estimatoria, con la quale il compratore chiede una riduzione del prezzo.Il venditore oltre a restituire il prezzo o una parte di esso è tenuto in ogni caso arisarcire i danni quando non prova di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa (art.1494).L’esercizio delle azioni edilizie è sottoposto a termini rigorosi, di decadenza e di 29/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandprescrizione. C’è un termine di decadenza, di otto giorni dalla scoperta, per ladenunzia dei vizi al venditore, e un termine di prescrizione, di un anno dallaconsegna, per l’esercizio dell’azione relativa.Conseguenze analoghe ai vizi si hanno riguardo alla mancanza delle qualitàpromesse o delle qualità essenziali per l’uso a cui la cosa è destinata (ossia lamancanza di qualità inerente alla natura della merce concerne quegli elementisostanziali che influiscono sulla classificazione in una categoria piuttosto che inun’altra). In questi casi il contratto è sottoposto a risoluzione, che va regolatasecondo le norme della risoluzione per inadempimento; ma l’azione è soggetta allastessa decadenza e alla stessa prescrizione previste per la redibitoria (art. 1497). Se ilvenditore ha garantito il buon funzionamento della cosa mobile, il termine didecadenza per la denunzia è di trenta giorni dalla scoperta, e quello di prescrizione èdi sei mesi, sempre dalla scoperta (art. 1512)Altro caso è quello nel quale sia stata consegnata una cosa diversa da quella pattuita;l’azione contrattuale sarà sottoposta alle regole generali della risoluzione perinadempimento. Il compratore avrà tutte le azioni contrattuali di nullità e diannullamento.Obblighi del compratore: l’obbligo principale è di pagare il prezzo (art. 1498). Acarico del compratore sono pure le spese della vendita e le altre accessorie (art.1475) salvo patto contrario. Il prezzo della vendita va pagato nel termine e nel luogofissati dal contratto. Se non c’è un patto speciale, il pagamento va fatto nel luogo enel momento della consegna. Quando è stabilito un momento diverso, senza che siadeterminato il luogo, il prezzo va pagato al domicilio del venditore (art. 1498) inquanto debiti portabili. Quando la cosa venduta produce frutti o altri proventi, ilcompratore deve pagare al venditore gli interesse dal giorno del contratto sullasomma dovuta, anche se questa non sia esigibile (art. 1499). Se non c’è un termineespressamente stabilito a favore di uno dei contraenti, le prestazioni sinallagmatichedevono avvenire simultaneamente.Conseguenze particolari dell’inadempimento nella compravendita di cose mobili: seil compratore non si presenta per ricevere la cosa acquistata, il venditore puòdepositarla in un luogo di pubblico deposito, per conto e a spese dell’acquirente,dandogliene sollecito avviso (art. 1514). L’inadempimento di una delle due partioffre fondamento alla risoluzione di diritto, che si attua rapidamente con mezzi assaisemplici: la risoluzione è più che altro un mezzo difensivo.La risoluzione avviene di diritto, sia a vantaggio del venditore, sia a vantaggio delcompratore, quando una delle parti abbia fatto l’offerta della propria prestazione el’altra parte lasci poi scadere il termine senza adempiere. La risoluzione avviene ipsoiure, purché entro otto giorni dalla scadenza l’interessato comunichi all’inadempienteche intende valersi della risoluzione legale (art. 1517). E’ prevista in alcuni casi unaesecuzione in forma specifica per riparare in concreto alle conseguenzedell’inadempimento del compratore o del venditore. 30/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandQuando il compratore non paga il prezzo si può avere la vendita coattiva, checonsiste nel diritto che il venditore ha di far vendere la cosa ai pubblici incanti o alprezzo corrente se si tratta di merce che ha un prezzo corrente, sempre per mezzo dipersona autorizzata. Il venditore ha poi diritto alla differenza tra il prezzo convenutoe il ricavato netto della vendita, oltre al risarcimento di un eventuale maggior danno(art. 1515).La compera coattiva, o in danno, per inadempimento del venditore che non consegnala cosa, è ammessa purché si tratti di cose fungibili, aventi prezzo di mercato. Ilcompratore ha diritto di ricevere la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzostabilito nel contratto ineseguito, oltre al risarcimento dell’eventuale danno (art.1516).Come ulteriore mezzo di difesa del venditore che abbia effettuato una vendita apronti contanti, consegnando la cosa senza ricevere la controprestazione, la legge gliconsente di riprendere il possesso del bene (c.d. rivendicazione del venditore): egliviene reintegrato nello stato anteriore al suo spossessamento per poter meglio farvalere i suoi diritti, purchè la domanda sia proposta entro quindici giorni dallaconsegna e la cosa si trovi inalterata presso il compratore debitore (art. 1519).Il patto di riscatto e di riservato dominio: tra i patti che i contraenti hanno facoltà diinserire nella compravendita sono due i più importanti. Patto di riscatto: la vendita produce immediato effetto traslativo, ma è previsto il ritorno della proprietà al venditore; con questo il venditore si riserva il diritto di riavere la proprietà della cosa venduta mediante la restituzione del prezzo e rimborsando le spese fatte dal compratore; l’esercizio del riscatto non dipende però dal solo atto di volontà del venditore; per l’efficacia della dichiarazione è necessario che essa sia accompagnata dal versamento di tutte le somme liquide che il venditore deve restituire a norma dell’art. 1503.; il diritto di riscatto può essere esercitato entro il termine massimo di due anni per i beni mobili e di cinque per gli immobili, si possono stabilire termini più brevi (art. 1501); il riscatto ha efficacia reale e retroattiva.. Patto di riservato dominio: il definitivo trasferimento della proprietà è rinviato nel tempo subordinatamente all’adempimento della prestazione del compratore; è una forma particolare di vendita nella quale l’effetto traslativo rimane strettamente collegato all’effettivo adempimento della controparte; pagato tutto il prezzo la proprietà passa ipso facto.Altre norme di legge tendono a impedire che il patto assuma carattere usuraiorecando un ingiustificato arricchimento, così il mancato pagamento di una sola rata,che non superi l’ottava parte del prezzo, non dà diritto alla risoluzione del contratto,nonostante l’eventuale patto espresso (art. 1525).Patto di retrovendita: in forza di questo le parti non prevedono la risoluzione dellaprimitiva vendita, ma si impegnano a fare eventualmente una nuova vendita in sensoinverso: deve cioè intervenire anche il consenso del compratore. 31/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandAltre clausole o patti aggiunti e forme speciali di vendita: patto di prelazione: consiste nella facoltà che il venditore si riserva, qualora il compratore decida di rivendere la cosa, di ricomprarla, a parità di condizioni; ha efficacia obbligatoria, vincolando personalmente il solo contraente; vendita con riserva di gradimento: è in sostanza una forma di opzione, per la quale il solo venditore rimane vincolato, mentre l’obbligo del compratore è sottoposto alla condizione meramente potestativa si volam; vendita a prova (art. 1521): il contratto è vincolante per entrambe le parti, purché però la cosa abbia le qualità pattuite o sia idonea all’uso cui è destinata, in caso di contestazione si ricorrerà ad un perito; vendita di massa: ha per oggetto un gruppo di cose, il trasferimento è immediato, anche se il prezzo totale al momento della conclusione non è dato determinante.La permuta: è il nome giuridico del baratto, in luogo del pagamento di un prezzo,come nella vendita, si ha il reciproco trasferimento della proprietà di cose o di dirittidall’uno all’altro contraente (art. 1552).Art. 1559: “la somministrazione è i contratto con il quale una parte, si obbliga versocorrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore di un’altra, prestazioni periodiche ocontinuative di cose”.SEZ. II - CONTRATTI DI LOCAZIONE E DI PRESTITOLa locazione: la locazione di beni mobili si suole chiamare nolo o noleggio. Sidistingue la locazione ordinaria, nella quale il godimento delle cose non esigel’attività del soggetto che ne riceve l’uso, dal contratto che ha per oggetto beniproduttivi, chiamato affitto.E’ un contratto consensuale, oltre ad essere un contratto obbligatorio, dato che nenasce un vincolo tra i soggetti. E’ un contratto sinallagmatico in quanto le due parti, illocatore e il conduttore, assumono l’obbligo di prestazioni corrispettive. Non c’èlocazione se non c’è prezzo. Il corrispettivo, che si paga periodicamente, è chiamatoanche pigione (per le case) o fitto (per i beni produttivi). Per la durata del rapportocontrattuale di locazione prevede un limite massimo e una durata minima. Quandonel contratto è fissato un termine, il rapporto di locazione non cessa con lo spirare deltempo se una delle parti non comunica tempestivamente la disdetta. La locazionesuperiore ai nove anni è atto eccedente l’ordinaria amministrazione (art. 1572), percui il relativo contratto, se riguarda beni immobili, richiede la forma scritta (art.1350) e la trascrizione (art. 2643).Il contratto di locazione dev’essere rispettato, di regola, anche dall’acquirente delbene locato; quest’ultimo subentra in tutto il rapporto obbligatorio così com’era, cioènei diritti e negli obblighi derivanti dal contratto di locazione (art. 1602), si ha quindiuna successione ex lege nel contratto. 32/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: ProflandCome contratto a prestazioni corrispettive, la locazione è sottoposta a norme sullacessione del contratto: con il consenso della controparte un diverso soggetto sisostituisce a uno dei contraenti originari, rimanendo invariato il contenuto delrapporto. Diverso è il subcontratto o sublocazione, con la quale si crea un nuovorapporto tra il conduttore e un terzo.Obblighi del locatore: deve consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione (art. 1578); deve mantenere la cosa in buono stato locativo e deve eseguire le riparazioni necessarie, ma non quelle di piccola manutenzione, che sono a carico del conduttore; deve garantire il pacifico godimento della cosa durante la locazione.Obblighi del conduttore: deve prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel servirsene per l’uso determinato; deve pagare il corrispettivo secondo i termini convenuti. Art. 1592: “il conduttore non ha diritto a indennità per i miglioramenti”, al contrariodell’usufruttuario.Le addizioni: si distinguono dai miglioramenti perché sono dei miglioramentiestrinsechi, delle aggiunte; se sono separabili, il conduttore ha un ius tollendi, purchéil locatore non preferisca esercitare il suo ius retinendi, nel qual caso deve dare unindennizzo nella misura della minor somma tra l’importo della spesa e il valoreattuale delle addizioni.La locazione di case: durata minima di 4 anni per le abitazioni, di 6 per gli immobiliadibiti ad uso diverso dall’abitazione e di 9 per gli alberghi. E’ vietata lasublocazione di tutto il bene locato ad usi abitativi; la sublocazione parziale è inveceammessa.L’affitto: le norme che regolano l’affitto, cioè la locazione di beni produttivi perl’esercizio di un’attività del conduttore, dovrebbero in tesi essere ispirate al criteriodi facilitare la produttività dei beni anche nel pubblico interesse, questa esigenza vacomunque contemperata con la moderna legislazione in favore dei prestatori dilavoro. La legge non consente il subaffitto senza il consenso del locatore (art. 1624).L’affitto di fondi rustici: si distinguono due tipi: affitto a coltivatore diretto: per coltivatori diretti si intendono tutti coloro che coltivano il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia; per la durata si ha un minimo di 15 anni, 6 anni per l’affitto particellare per quei terreni classificati come montani che non costituiscono da soli unità produttiva; per i miglioramenti, la facoltà di eseguirli è di entrambe le parti; è vietato il subaffitto; affitto a conduttore non coltivatore: la durata minima è di 15 anni; è un contratto 33/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Profland commutativo; il prezzo è determinato e corrisposto in denaro.Leasing: locazione con facoltà di comprare, consiste nella concessione in uso di beni.Molto diffuso nel mercato finanziario. Può essere: operativo: si guarda allo scopo perseguito dal produttore di beni per distribuirli agli utilizzatori; finanziari: si guarda più allo scopo perseguito dall’utilizzatore per ottenere il finanziamento per l’acquisto di beni strumentali senza versare subito il prezzo, ma un canone periodico.Alla scadenza del contratto l’utilizzatore può: restituire il bene, acquistarlo, rinnovareil contratto.Il comodato: è il contratto con il quale una parte consegna all’altra una cosa mobile oimmobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato con l’obbligodi restituire la stessa cosa ricevuta; è essenzialmente gratuito (art. 1803). E’ uncontratto unilaterale perché ne sorge il solo obbligo di restituire lo stesso benericevuto. Il comodatario deve custodire il bene con la diligenza del buon padre difamiglia. E’ vietato il subcomodato. Il comodatario ha diritto al risarcimento deidanni che gli siano arrecati dalla cosa ricevuta, qualora il comodante, a conoscenzadel vizio, non lo abbia avvertito. La cosa comodata deve essere restituita quando, ades., scade il temine del prestito o in caso di morte del comodatario.Il mutuo: detto anche prestito di consumazione perché la cosa data a prestito passa inproprietà del mutuatario, con facoltà di consumarla a piacimento, con l’obbligo direstituire la stessa quantità dello stesso genere e della stessa qualità del bene ricevuto.E’ un contratto reale. Sono oggetto del contratto beni fungibili e consumabili. E’ uncontratto traslativo. Si applica la risoluzione per inadempimento. Se è di danaro è uncontratto a titolo oneroso, gli interessi dovuti sono quelli legali del dieci per cento, ameno che non sia stato convenuto un tasso diverso. Il termine per la restituzione,fissato nel contratto, si presume stipulato a favore di entrambe le parti.Art. 1813: “il mutuo è il contratto con il quale una parte consegna all’altra unadeterminata quantità di denaro e di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituirealtrettante cose della stessa specie e qualità”.SEZ. III - CONTRATTI DI PRESTAZIONE DI SERVIGIIl contratto d’opera: riguarda l’impiego del lavoro di colui che assume l’impegno, odei suoi dipendenti. La prestazione è sempre il risultato. Il rischio del risultato èsempre a carico del prestatore d’opera. Può concernere anche un servizio. Ilcorrispettivo può essere determinato dalle parti, dalle tariffe o dagli usi o anche, inmancanza, dal giudice. L’opera è valutata nel suo complesso. Se muore il prestatoredell’opera il rapporto si estingue. Nelle professioni intellettuali i professionisti hanno 34/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflanddiritto ad un onorario la cui misura va adeguata all’importanza dell’opera e al decorodella professione.L’appalto: l’obbligo della prestazione è assunto da un’impresa che si vale di unavasta organizzazione di mezzi. La prestazione si intende come risultato. Il rischio è acarico dell’appaltatore; per il corrispettivo vale lo stesso discorso del contrattod’opera. La morte dell’appaltatore non scioglie il rapporto. E’ riconosciuto il diritto ad’un equo compenso se durante lo svolgimento ci sono difficoltà che impongononuovi lavori. Per gli appaltatori che hanno costruito edifici o immobili esiste unaresponsabilità di 10 anni per danni.Il mandato: è il contratto con il quale un soggetto si obbliga a compiere uno o più attigiuridici per conto di altri (art. 1703).Può essere con rappresentanza o senza, a seconda che il mandatario abbia o no ilpotere di impegnare direttamente il mandante spendendo il suo nome. Questo poterenon ha però la sua fonte nel mandato, che essendo un contratto, ha effetti limitati alleparti, e dal quale deriva l’obbligo del mandatario verso il mandante.Differenze tra procura e mandato: la prima è un’atto unilaterale che l’interessato rivolge ai terzi per investire il rappresentante di un potere; il mandato è il contratto concluso con colui che assume l’obbligo di agire nell’interesse di chi dà l’incarico, perciò è un atto bilaterale.Il mandato è speciale o generale a seconda che sia conferito per il compimento disingoli atti o per tutti gli atti di ordinaria amministrazione. E’ un contrattoconsensuale che si perfeziona con l’accordo delle parti; è obbligatorio, perché dàorigine solo a rapporti personali; è a titolo oneroso o a titolo gratuito a seconda dellavolontà delle parti. Nell’esecuzione del rapporto, il mandatario deve usare ladiligenza del buon padre di famiglia; se il mandato è gratuito, la responsabilità percolpa è valutata con minor rigore. Nell’esecuzione del mandato, il mandatario nonpuò delegare ad altri i suoi compiti. Quando il mandatario eccede i limiti fissati nelmandato, l’atto che esorbita resta a suo carico; il mandante tuttavia può far suol’affare con la ratifica (art. 1711).Se sono nominati più mandatari si presume che ciascuno possa agireindipendentemente dagli altri. Il mandato congiuntivo deve risultare espressamente, enon ha effetto fino a che tutte le persone designate non abbiano accettato l’incarico(art. 1716). Questo tipo di incarico genera la responsabilità solidale di tutti imandatari.Diverso è il mandato collettivo che è quello conferito da più persone con un unicoatto per un affare di interesse comune: tutti i mandanti sono responsabili in solido.Il mandato si estingue per revoca del mandante o per rinunzia del mandatario. Larinunzia può essere fatta solo per una giusta causa.La commissione: è il nome del mandato senza rappresentanza che ha per oggettol’acquisto o la vendita di beni per conto del committente da parte del commissionario 35/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandil quale agisce in nome proprio (art. 1731). La commissione si riferisce solo ad affaridi compravendita. Questo contratto è venuto assumendo notevole importanza comemezzo di distribuzione nell’attività delle grandi imprese, le quali affidano appunto acommissionari il compito di curare i contratti con la clientela. Il commissionarioconcede dilazioni al pagamento in conformità agli usi, con l’obbligo di informare ilcommittente, e non risponde per il buon fine degli affari. Al commissionario spettauna provvigione e può concludere l’affare per conto proprio quando si tratta di titoli,divise o merci aventi un prezzo corrente.SEZ. IV - CONTRATTI ALEATORI E DI RENDITAContratti aleatori: eccetto il contatto di assicurazione, non hanno grande importanza.Es. ne sono il giuoco e la scommessa, il contratto di alimenti.Contratti di rendita: si distingue quello tipicamente aleatorio, da quello di renditaperpetua, che invece non dipende dalla incerta durata di una vita, si ha quando leprestazioni da farsi sono dovute senza limiti di tempo, è fondiaria e semplice.Rendita vitalizia quando l’obbligo di pagare le annualità cessa con la morte di unapersona, si costituisce cioé per la durata della vita di una persona. 36/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Profland CAPO XI LE DONAZIONISEZ. I - GLI ATTI DI LIBERALITA’ TRA VIVIPrincipii generali: l’animus donandi, cioè l’intenzione di compiere una liberalità, siattua con diverse forme, che hanno il loro prototipo nel contratto di donazione.La donazione è un contratto speciale, tipico, mediante il quale si trasmettono diritti atitolo liberale; contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchiscel’altra disponendo a favore di essa un suo diritto o assumendo verso la stessaun’obbligazione (art. 769).Atto di liberalità non corrisponde ad atto a titolo gratuito, ma prevedel’impoverimento di un soggetto a cui si accompagna l’arricchimento di un altro cheavviene per volontà del disponente, consiste cioè nell’intento di fare un’attribuzionepatrimoniale cui non corrisponde un interesse economico; è un atto pubblico.L’atto di liberalità tra vivi non si può sovrapporre o confondere con la disposizionedei propri beni fatta mortis causa.Causa e motivi: la causa donandi si distingue da tutti gli altri tipi di giustificazionecausale, e l’animus ne è l’elemento necessario e sufficiente. L’animus donandicostituisce la causa comune dei negozi liberali, è in definitiva sempre uguale, adifferenza dei motivi che possono essere vari e diversi.Nel concetto di negozio liberale in senso ampio si comprendono figure diverse. Ilcodice afferma che la donazione remuneratoria è una donazione, alla quale però lalegge sottrae ad alcune vicende e conseguenze proprie delle donazioni ordinarie, intema di revoca (art. 805), di obbligo di alimenti (art. 437), di garanzia per evizione(art. 797), essa esige la forma solenne. Categoria che invece viene esclusadall’ambito delle donazioni e quella delle liberalità d’uso (ad es. la mancia) che sisogliono fare in occasione di servizi resi o comunque in conformità agli usi o alcostume sociale (art. 770); sono atti a titolo gratuito, non obbligatori. La donazionefatta in vista di un futuro matrimonio (donazione obnuziale) è sottoposta a particolaredisciplina: infatti non ha bisogno di accettazione, non obbliga agli alimenti e non èrevocabile; l’annullamento del matrimonio annulla la donazione.Quando il motivo unico determinante dell’atto è stato erroneo o illecito si hainvalidità della donazione (art. 787).Negozio misto con donazione: si ha quando non si tratti di donazione simulata sottoforma di contratto oneroso (ad es. chi acquista per un prezzo intenzionalmente moltosuperiore al valore del bene)Le donazioni indirette: il concetto si ricava per esclusione, non ne esiste uno unitario.In queste il donante attua la liberalità ricorrendo ad un diverso mezzo giuridico, che 37/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandsolo di riflesso arreca il gratuito beneficio; la liberalità, cioè, coincide con il risultatodell’atto (es. tipico ne è la remissione di un debito). Il codice dispone che i coeredidiscendenti e il coniuge conferiscano quanto hanno ricevuto dal defunto perdonazione (art. 737).La liberalità tra vivi e la futura successione: in alcune situazioni le prime vengonoconsiderate come anticipo di successione, si spiega l’istituto della collazione.L’azione di riduzione si rivolge anche contro le donazioni, dirette o indirette. Leincapacità a ricevere sono stabilite dalla legge in modo analogo alle donazione.Art. 799: “la nullità della donazione non può esser fatta valere dagli eredi o aventicausa del donante i quali, dopo la morte del donante stesso, abbiano coscientementeconfermato la donazione o vi abbiano data volontaria esecuzione”.La revoca: le liberalità con atto tra vivi non sono revocabili, hanno valore immediato,a differenza del testamento che è un atto mortis causa, cioè un atto di ultima volontà.Solo in due ipotesi la legge ammette la revoca: per ingratitudine del donatario: la domanda è accoglibile per i soli fatti previsti dall’art. 801, che sono in parte analoghi alle cause di indegnità a succedere; l’ingratitudine si rivela anche per cause sopravvenute e produce la revoca dell’acquisto che in sé sarebbe inattaccabile; la domanda va proposta entro 1 anno; per sopravvenienza di figli del donante: se quest’ultimo al tempo della donazione non aveva o ignorava di avere figli o discendenti legittimi, può essere chiesta entro 5 anni dalla nascita dell’ultimo figlio (artt. 803 e 804).La revoca non ha effetto retroattivo reale, non si attua di diritto.SEZ. II - IL CONTRATTO DI DONAZIONECaratteristiche: la forma tipica di donazione è definita dall’art. 769 come uncontratto. In base al contenuto del contratto si distinguono: donazioni reali: si trasferisce o si costituisce il diritto su di un bene; donazioni liberatorie: si rinunzia ad un diritto, ad es. un usufrutto o una servitù; donazioni promissorie: si assume un’obbligazione verso il donatario.L’accettazione del donatario è elemento costitutivo della stessa essenza del negozio:la volontà del donante va intesa come atto di disposizione, quella del donatario comepura accettazione.L’atto di offerta del donante non è donazione. Fino a che l’accettazione non ènotificata al donante la donazione non è perfetta e sia il donante che il donatariopossono revocarla (art. 782).Oggetto: lo può essere ogni bene che si trovi nel patrimonio del donante. E’ nulla ladonazione di beni futuri, perché potrebbe compromettere le future possibilità 38/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Proflandeconomiche. La donazione che ha per oggetto prestazioni periodiche si estingue allamorte del donante (art. 772).Il donante può riservare a vantaggio proprio o di altri l’usufrutto delle cose donate(art. 796).Forma e capacità: la donazione è negozio solenne, deve essere fatta per atto pubblico,sotto pena di nullità (art. 782). Eccezione è fatta per le donazioni manuali, nelle qualial requisito di forma è sostituita la trasmissione del possesso; presupposti: deveessere una cosa mobile e di poco valore.Per donare è richiesta la piena capacità di disporre; i minori, gli interdetti e gliinabilitati sono sempre incapaci di donare. E’ impugnabile la donazione fatta da chinel momento dell’atto era incapace d’intendere e di volere (art. 775). La donazione èatto personale che non consente rappresentanza, è ammessa solo la procura speciale(art. 778). Per quanto riguarda le donazioni a favore degli enti non riconosciuti èsubordinata al fatto che entro un anno sia notificata al donante l’istanza per ottenereil riconoscimento. Riguardo all’accettazione, si applicheranno le regole generali sullacapacità contrattuale. Anche il nascituro può essere destinatario di una donazione. Sela donazione è diretta a persone giuridiche, per l’accettazione è richiestal’autorizzazione governativa o della regione (art. 17).Effetti: quelli reali della donazione di cosa determinata non sono accompagnati daobbligazioni analoghe a quelle che gravano sul venditore. 39/40
    • Appunti diDiritto privato Visto su: Profland Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman 40/40