• Like
II Rivoluzione industriale: SECONDO concorrente
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

II Rivoluzione industriale: SECONDO concorrente

  • 1,089 views
Published

Questa presentazione è il frutto di un lavoro di uno dei miei alunni, viene pubblicato a mio nome per partecipare a un mini-concorso indetto nella mia classe III a.s. 2013 2014 e viene pubblicato a …

Questa presentazione è il frutto di un lavoro di uno dei miei alunni, viene pubblicato a mio nome per partecipare a un mini-concorso indetto nella mia classe III a.s. 2013 2014 e viene pubblicato a scopo didattico.

Published in Education
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Be the first to comment
    Be the first to like this
No Downloads

Views

Total Views
1,089
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1

Actions

Shares
Downloads
7
Comments
0
Likes
0

Embeds 0

No embeds

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
    No notes for slide

Transcript

  • 1. La Seconda Rivoluzione Industriale
  • 2. ASPETTI DELLA PRIMA INDUSTRIALIZZAZIONE Nel XIX secolo in Europa ci furono cambiamenti apportati dalla rivoluzione industriale che, nata in Inghilterra, si diffonde in tutta Europa:  Nascita della fabbrica e trasformazione del modo di lavorare  Importanza degli imprenditori  Nascita della classe operaia  Aumento della popolazione urbana  Nascita di nuovi sistemi di trasporto  Espansione delle attività commerciali e finanziarie Nasce la locomotiva a vapore che rendeva più facili e veloci i trasporti in luoghi lontani permettendo di industrializzarli. Nascono stazioni e reti ferroviarie
  • 3. L’Inghilterra era il paese più industrializzato al mondo in quegli anni grazie a:  Produzione di filati e tessuti  Miniere di carbone e ferro  Costruzioni meccaniche  Produzione siderurgica  Cantieri navali Il Belgio era il secondo paese più industrializzato d’Europa, grazie a:  Posizione geografica che permetteva il commercio  La lunga tradizione artigianale che forniva manodopera qualificata  Le grandi risorse minerarie  La rete ferroviaria nazionale La Francia, dopo Napoleone, stava iniziando a industrializzarsi grazie a:  L’industria tessile  L’industria meccanica  Le raffinerie di zucchero  L’industria chimica del vetro, della porcellana e della carta
  • 4. La Germania inizia l’industrializzazione dopo l’abbattimento delle barriere doganali, che permisero un mercato libero, indispensabile al commercio e allo sviluppo industriale. Si svilupparono:   L’industria tessile  La lavorazione di vetro, ferro, porcellana e ceramica  Ma L’industria metallurgica L’industria mineraria, siderurgica, delle armi  La parte Est della Germania rimase meno industrializzata rispetto a quella Ovest, aveva ancora l’agricoltura come base. L’Italia nel 1850 non si è ancora industrializzata per diversi motivi:  Innanzitutto vi erano rigide barriere doganali  Ogni stato aveva peso, moneta, misura e leggi diverse  Le strade erano arretrate  I mercati erano limitati  Vi era scarsa capacità di acquisto Tutto questo rallentava il commercio e l’industrializzazione Vi furono iniziative in Piemonte, Lombardo-Veneto e Liguria ma troppo arretrate
  • 5. LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Avviene verso la fine del XIX secolo e porta numerose scoperte scientifiche e innovazioni tecnologiche:  L’elettricità  La dinamo  La lampadina di Edison  Il locomotore elettrico  Il telegrafo di Morse, con il suo codice di linee e punti  Il telefono di Bell, non diffuso subito per la sua complicatezza Si iniziò ad usare il petrolio per il riscaldamento e l’illuminazione: nascono aziende come la Standard Oil Company, la Royal Dutch e la Shell. Viene inventato il motore a scoppio da Daimler e Benz, e con lui l’automobile, così l’uso del petrolio aumenta.
  • 6. Le industrie e le loro scoperte principali erano:  L’industria elettrica   L’industria meccanica   L’industria chimica      Fertilizzanti per l’agricoltura Coloranti Impianti per la refrigerazione e la conservazione dei cibi La cura per la malaria Il vaccino per la rabbia L’aspirina Gli antibiotici Anche l’Italia dal 1870 inizia ad industrializzarsi  Migliorò la meccanica dei macchinari  Nacque la Pirelli, industria della gomma  Nascono importanti industrie alimentari come Cirio, Rossi e Branca  Il settore siderurgico è il più importante, nasce l’acciaieria Terni e furono fondate nuove imprese con nuove tecnologie  Importante l’industria meccanica nel campo delle automobili, FIAT  Industria chimica  Industria elettrica L’industria era concentrata nel triangolo industriale: Milano, Torino e Genova
  • 7. LE COLONIE NELL’OTTOCENTO Verso la fine del XIX secolo riprende il colonialismo per diversi motivi, dati soprattutto dalla crescita dell’industrializzazione dovuta alla seconda rivoluzione industriale:  Per l’aumento della popolazione, aumentata grazie alle nuove risorse  Per il bisogno di materie prime, dato l’aumento dell’industrializzazione  Per cercare nuovi mercati, per l’industrializzazione Possedimenti coloniali inglesi:  In Asia: Singapore  In Europa: Gibilterra e Malta  Malacca  In America: Canada  Hong Kong  In Oceania: Australia e Nuova Zelanda  India  In Africa: Colonia del Capo  Sudafrica  Egitto e parte settentrionale  Kenya, Nigeria, Uganda, Sierra Leone, Ghana, Sudan, Somalia
  • 8. Possedimenti coloniali francesi:  In Asia: Unione indocinese con Tonchino, Annam e Laos  In Africa: Africa occidentale francese, Africa equatoriale francese, Gabon, Madagascar, Gibuti Possedimenti coloniali tedeschi:  In Africa: Togo  Camerun  Africa Sud-Occidentale tedesca (Namibia)  Africa Orientale tedesca (Ruanda, Burundi, Tanzania)  Nell’Oceano Pacifico: Isole Marianne, isole Bismarck, isole Caroline, Nuova Guinea Altri possedimenti:  Belgio: Congo  Olanda: Guyana, Indonesia, Nuova Guinea  Portogallo: Angola, Mozambico, Guinea portoghese  Spagna: Rio de Oro, Guinea spagnola, zona del Rif  Italia: Eritrea, Somalia
  • 9. CONDIZIONE OPERAIA E NASCITA DEL SOCIALISMO Verso la fine dell’ottocento gli operai si rendono conto delle loro condizioni      Lavoro uguale per uomini, donne e bambini, questi ultimi pagati in modo misero rispetto ai primi Giornata lavorativa da 12 a 16 ore Nessun sostegno da parte dello Stato Paura di un incidente sul lavoro, di malattie, della disoccupazione Pessime condizioni di vita, miseria
  • 10. Nasce così una coscienza di classe, si rendono conto di avere la stessa sorte e appartenere alla stessa categoria sociale: classe operaia. Anche l’opinione inizia ad interessarsi all’argomento e lo stato propone riforme:    Vietato il lavoro notturno agli operai di età inferiore ai 18 anni Vietato assumere bambini di età inferiore ai 9 anni Giornata lavorativa dei bambini ridotta a 6 ore e mezza, delle donne a dodici Nascono le prime organizzazioni sindacali per  Migliorare le condizioni sanitarie e abitative  Opporsi ai licenziamenti  Denunciare l’insufficienza dei salari Che devono agire in segreto all’inizio, perché venivano licenziati quelli che ne facevano parte, soltanto dopo si ottenne il diritto di associazione e di sciopero.
  • 11. Anche gli intellettuali vengono colpiti dalla situazione, alcuni cercano di risolverla con utopie socialiste, sono i padri del socialismo  Saint-Simon: che vuole un mondo dove la ricchezza è tutta dello Stato, senza proprietà privata, al governo ci sono gli scienziati.  Fourier: immaginava dei falansteri, edifici dove collaboravano gruppi di lavoratori, senza disoccupazione  Proudhon: propose la rivoluzione anarchica, un’alleanza tra tutti per uno stato in armonia.
  • 12. Nel 1848 due intellettuali: Marx e Engels, pubblicano il Manifesto del partito comunista che dettava i principi del comunismo Attraverso una lotta di classe raggiungere l’uguaglianza l’uguaglianza sociale, economica e giuridica Questo è un socialismo “scientifico” perché studiato sulla società del tempo. Idee fondamentali:     Il sistema politico borghese andava abolito insieme alla proprietà privata, tutto nella mani dello Stato Lo Stato andava dato alla dittatura del proletariato I prodotti dell’agricoltura e dell’industria dovevano essere di tutti Per fare questo bisognava abbattere i regimi politici esistenti
  • 13. LA VITA POLITICA NEL SECONDO OTTOCENTO Ci sono trasformazioni nel campo politico, sempre più cittadini possono parteciparvi, nascono i primi partiti Viene esteso il diritto di voto a più fasce sociali, e in Francia, Danimarca, Germania, Norvegia, Spagna e Belgio il suffragio maschile è universale. In Italia viene esteso di poco, gli operai più ricchi ora possono votare, quindi avranno sostegno in parlamento. Nascono i primi partiti socialisti, in Germania nel 1875 il partito socialdemocratico, che fece da esempio per gli altri. In Italia nel 1892 il partito socialista italiano di Turati e in Inghilterra il partito laburista.
  • 14. La Chiesa è contro il socialismo perché ritenuto partito ateo, lo condanna Tuttavia i principi del partito erano giusti, anche la Chiesa infatti si preoccupò di fare società di mutuo soccorso, cooperative e casse rurali Leone XIII pubblica l’enciclica Rerum Novarum dove condanna il socialismo e chiede allo Stato e agli imprenditori di intervenire per occuparsi dei lavoratori. Iniziano ad esserci nuove opportunità di lavoro per le donne, così da diventare più indipendenti e autonome. Nel 1865 nasce in Inghilterra il movimento delle Suffragette per l’emancipazione femminile. Chiedevano:  Diritto di voto  Accesso alle professioni liberali  Miglioramento dell’istruzione femminile, mezzo essenziale per l’emancipazione, acquisizione di un sapere da opporre alla cultura dominante.
  • 15. FONTI CIVILTÀ SENZA FRONTIERE VOL 2B ED. BULGARINI