Ilbolscevico32xi

638 views
581 views

Published on

Piazze piene contro il governo ed il massacro sociale

Published in: News & Politics
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
638
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
2
Actions
Shares
0
Downloads
1
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Ilbolscevico32xi

  1. 1. Successo dello sciopero generale di 8 ore promossodalla Cgil e autonomamente dai "sindacati di base"Piazze piene contro il governo e ilmassacro socialeGli operai della Fiat di Pomigliano dArco chiedono alla Camusso di ritirarela firma sullaccordo del 28 giugno e invitano Franco Di Matteo,Responsabile del PMLI per la Campania, a indossare la loro maglietta e amettersi dietro il loro striscione. Ovunque il PMLI si lega ai lavoratori e liinvita a lottare per abbattere il governo BerlusconiOra occorre sollevare la piazza per abbattere ilmassacratore sociale
  2. 2. Piazze piene e fabbriche, campi e uffici vuoti. Lo sciopero generale di 8 orepromosso per il 6 settembre dalla Cgil, a cui si è aggiunto quello indettoautonomamente dai "sindacati di base", contro il governo e il massacro socialeha registrato uno straordinario e per certi versi inatteso successo di adesioni e dipartecipazione alle manifestazioni.Ladesione media allo sciopero secondo i rilevamenti della Cgil è stata del 60%.Tale percentuale è particolarmente alta considerando che molti lavoratori nonhanno potuto scioperare perché obbligati a garantire i servizi pubblici essenziali.Si calcola che abbiano partecipato alle circa 100 manifestazioni che si sonotenute in tutta Italia, ben un milione di operai, lavoratori, precari, disoccupati,pensionati, migranti, donne e giovani, studenti, artisti. 40 mila a Roma, 60 mila aMilano, 40 mila a Napoli, 20 mila a Firenze, a Torino la più grandemanifestazione degli ultimi 15 anni. Altre decine di manifestazioni sono stateorganizzate in varie città italiane dai "sindacati di base".Altissime le adesioni nel settore metalmeccanico, chimico, tessile, dellenergia edelle manifatture. Ma anche in quello dei trasporti e del pubblico impiego. Picchialtissimi di adesione nellagro-industria specie nei principali gruppi di industriealimentari. Particolarmente significativa la presenza in piazza dei bracciantiagricoli, sia italiani che migranti, che hanno partecipato in massa ai cortei perprotestare contro la manovra ma anche contro il lavoro nero e il caporalato nellecampagne.Ha sciopero circa l80% a Mirafiori, lo stesso alla ThyssenKrupp di Terni e allaFincantieri di Monfalcone e di Palermo. Allo stabilimento della Marcegaglia diMantova ha sciopero il 70%. Alla Michelin di Cuneo ha incrociato le braccia il75% dei lavoratori, alla Indesit di Fabriano il 65%. In Emilia-Romagna e, nellospecifico a Parma, alla Nestlè e alla Barilla Pedrignano ladesione è del 100%mentre alla Parmalat del 97%. In Brianza si sono astenuti dal lavoro l80% deilavoratori della Arcelor Mital, il 100% di quelli della Eon e l80% della PegPerego. A Milano, hanno aderito l80% dei lavoratori della Rinascente Duomo edello stabilimento Alstom e il 70% dei quelli della Pirelli Tyree. In Toscana spiccail dato del Nuovo Pignone di Firenze con l80%, mentre alla Lucchini di Piombinol85%. A Monfalcone allAnsaldo ladesione è del 65%. Alla Fincantieri diPalermo adesione all82%, alla STM di Catania è stata pari all80%. Nei trasportisi calcolano 200 voli cancellati, metro chiuse e fermi il 60% dei treni. InSardegna, ladesione media allo sciopero supera quella nazionale attestandosiquasi al 70%.La dimensione di queste cifre confermano che hanno aderito allo sciopero nonsolo gli iscritti alla Cgil e ai "sindacati di base", ma anche molte lavoratrici elavoratori della Cisl e della Uil in aperta contraddizione e sfida con i propri vertici.In alcune aziende hanno peraltro aderito allo sciopero intere RSU, dunquecompresi i rappresentanti di Cisl e Uil.Lo sciopero generale era stato preceduto da una intensa mobilitazione sindacalenelle settimane precedenti. Migliaia di assemblee nei luoghi di lavoro, presididavanti alle Prefetture, volantinaggi, gazebo, campagne su Internet perpreparare lo sciopero. Tra le iniziative più significative da segnalare le "nottibianche" organizzate dalla Fiom Cgil davanti ad alcuni stabilimentimetalmeccanici a Torino, Milano e Bologna alla vigilia dello sciopero, conconclusione davanti al Senato, a piazza Navona, a Roma, nel pomeriggio del 6settembre. Sempre la Fiom assieme ad alcuni "sindacati di base", hanno tenuto
  3. 3. lunedì 5 settembre, dalle 20,30 a mezzanotte un presidio davanti alla Borsa diMilano.Ovunque grande combattività contro il governo, il neoduce Berlusconi e i suoigerarchi Tremonti, Sacconi e Brunetta. I principali responsabili del massacrosociale in atto. Ma i lavoratori non hanno risparmiato neanche i crumiri Bonannie Angeletti. A Roma non hanno dato ascolto nemmeno alla Camusso chescoraggiava i fischi a Bonanni. Fischiati anche DAlema a Genova, il sindaco diFirenze (lunico del "centro-sinistra" della Toscana a dissociarsi dallo sciopero)Renzi e Bassolino a Napoli. Nel capoluogo partenopeo gli operai della Fiat diPomigliano dArco hanno chiesto alla Camusso di ritirare la firma sullaccordodel 28 giugno: "Il 28 giugno non va dimenticato. Camusso ritira quel reato".Particolarmente inviso ai lavoratori larticolo 8 della manovra bis con il quale ilgoverno intende infliggere un colpo demolitore ai diritti sindacali e politici deilavoratori trasformando in legge gli effetti dellaccordo capitolazionista delloscorso 28 giugno sui contratti e la rappresentanza sindacale (firmatoarbitrariamente anche dalla segreteria della Cgil), mettendo in discussionepesantemente il contratto nazionale e lo Statuto dei lavoratori e puntando a farediventare il modello Fiat il modello per tutto il Paese.In tutte le piazze sono riecheggiati i canti di Bella Ciao e Fischia il vento.Spezzoni di cortei hanno anche cantato Bandiera rossa e lInternazionale. Fischiinvece allindirizzo dellinno di Mameli a Genova dove la piazza, pur invitata dalpalco, si è rifiuta di intonarlo.Ovunque era presente il PMLI si è legato ai lavoratori in lotta. È stato così aRoma, Biella, Milano, Varese, Mestre, Ferrara, Modena, Parma, Ravenna, Forlì,Rimini, Pesaro, Prato, Firenze, Caserta, Napoli, Bari, Lecce, Catania. Moltoapprezzati i cartelli e gli slogan del Partito che invitavano ad abbattere ilmassacratore sociale. A Napoli gli operai della Fiat di Pomigliano dArco hannoinvitato Franco Di Matteo, Responsabile del PMLI per la Campania, a indossarela loro famosa maglietta "Pomigliano non si piega!" e a sfilare dietro il lorostriscione. A Biella, Gabriele Urban, Responsabile dellOrganizzazione biellesedel PMLI e membro del Comitato Direttivo della FP-CGIL di Biella è statoinvitato, a conclusione della manifestazione, a intonare al microfono Bella ciao.A Prato i nostri compagni hanno stretto fronte unito con compagni di base delPRC e del PdCI per lanciare gli slogan. A Bari, applaudito dai lavoratori uncomizio-volante tenuto dal compagno Pietro Vinci da un megafono pubblico.Interviste ai compagni Franco Panzarella, a Prato, da parte diTV7Gold/TVRitalia e a Simone Malesci, a Firenze, da parte de "La Nazione".Intervistati anche i compagni catanesi da TVA di Adrano.Alle Istanze del Partito che hanno partecipato allo sciopero generale e allemanifestazioni la Commissione per il lavoro di organizzazione del CC del PMLIha inviato una lettera di ringraziamento nella quale fra laltro si legge: "I dirigentinazionali del PMLI con alla testa il compagno Giovanni Scuderi vi ringrazianoprofondamente per questo ennesimo servizio che avete reso al Partito, allaclasse operaia e alle masse lavoratrici, pensionate, popolari e giovanili".Un servizio che tutto il PMLI è impegnato a proseguire fin da subito, nei prossimigiorni e settimane, per lottare contro la manovra del massacro sociale senzaprecedenti e per convincere le masse che ora occorre sollevare la piazza perabbattere il neoduce Berlusconi, il principale massacratore sociale.
  4. 4. Il nuovo Vittorio Emanuele III blinda il governo delnuovo MussoliniNapolitano spinge il parlamento adapprovare al più presto e inasprire lamanovra del massacro socialeLibertà di licenziamentoIl vertice di Arcore del 29 agosto tra Berlusconi e Bossi, affiancati dai rispettivigerarchi e con lingombrante presenza di Tremonti, ha partorito una nuovaversione ancor più mostruosa, iniqua e indigeribile della manovra che erachiamato a "migliorare" in vista della presentazione al Senato per la primaapprovazione. Dopo sette ore di estenuante mercato nella villa del "bunga-bunga", alla fine Berlusconi ha ottenuto quello che voleva, la cancellazione dellacosiddetta tassa di solidarietà per i redditi medio-alti, così da poter continuare avantarsi di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani (ricchi), Tremonti èriuscito a evitare il ventilato aumento dellIva, che vuol tenersi come risorsa perfinanziare la "riforma fiscale", e la Lega ha ottenuto la riduzione di 2 miliardi deitagli agli enti locali.Cancellata anche labolizione delle province, rinviata a una futura leggecostituzionale, così come quella dei piccoli comuni sotto i 1.000 abitanti,sostituita dallaccorpamento delle giunte e relative funzioni e competenze. Non èstato deciso nessun taglio aggiuntivo alle indennità e ai privilegi della "casta" deipoliticanti borghesi, ma solo il dimezzamento dei parlamentari rinviato anchessoalla suddetta legge costituzionale. E, manco a dirlo, non è stata ipotizzataalcuna tassa patrimoniale, neanche nella forma da burletta ventilata daCalderoli, ma solo una inoffensiva "stretta sulle società di comodo" per fingere dicolpire lelusione fiscale. Comè stato possibile, allora, questo "miracolo", e conche cosa è stato coperto il buco di 6-7 miliardi apertosi con la cancellazionedella "tassa di solidarietà" e la riduzione dei tagli agli enti locali?Innanzi tutto si è scoperto che il famoso prelievo del 5% sopra i 90 mila euro edel 10% sopra i 150 mila tanto odiato dal premier non era stato cancellato pertutti, ma solo per i dipendenti privati, gli autonomi e i professionisti (compresi icalciatori, quindi), cioè dove pescano i voti il PDL e la Lega. Rimane invece per idipendenti del settore pubblico, dove è in vigore dal primo gennaio per effettodella manovra dellanno scorso, e per le pensioni medio-alte. Un aggiustamentoquindi di sfacciato sapore elettoralistico e, come ha denunciato il presidentedellAssociazione nazionale magistrati, anche anticostituzionale: "È nelle taschedei criminali che il governo deve mettere le mani, non in quelle dei soliti noti", ha
  5. 5. protestato infatti Palamara anche a nome di tutta la categoria dei dipendentipubblici.Lignominioso dietro-front sui riscatti pensionisticiUnaltra furbata di chiaro stampo classista ed elettoralistico, volutaespressamente dal neoduce, è stata quella del taglio delle agevolazioni fiscalialle cooperative, con la scusa di colpire gli abusi che pure esistono in questosettore. Ma il vero coniglio dal cappello per far quadrare i conti è stata lacancellazione con un tratto di penna dellanno di servizio militare e di quelli diuniversità riscattati ai fini del raggiungimento dellanzianità pensionistica; per cuidi colpo tantissimi lavoratori (si stima circa 130 mila), si sono visti allontanare da1 a 5 anni landata in pensione, pur avendo pagato fior di milioni a suo tempoper il riscatto di quegli anni.Questa infame trovata era stata escogitata personalmente dal ministro delWelfare e nemico giurato dei lavoratori, il neofascista ex craxiano Sacconi,previo accordo sottobanco con i suoi amiconi Bonanni e Angeletti, ai quali avevagarantito che avrebbe coinvolto "solo poche migliaia di persone". Quanto allaLega, che fino a un minuto prima minacciava sfracelli se si fosse anche solosfiorato il tema pensioni, Sacconi garantiva, non si sa in base a quale raffinatocalcolo, che il provvedimento non avrebbe toccato che marginalmente i suoielettori.Si sa come sono andate poi le cose: lemendamento è stato ritiratoignominiosamente dopo neanche 48 ore, sommerso dallindignazione popolare,compresi tantissimi lavoratori iscritti a CISL e UIL e perfino elettori della Lega.Ma la vicenda resta agli atti come emblematica del metodo brigantesco,classista e mafioso con cui il neoduce e i suoi scherani le studiano la notte perfare cassa esclusivamente sulla pelle dei lavoratori e delle masse popolari.Il dietro-front del governo sulle pensioni riapriva però il buco di 6-7 miliardi nelsaldo complessivo della manovra, che Berlusconi e Tremonti avevano garantitoalla Banca centrale europea per continuare a sostenere i titoli di Stato italiani e"calmare i mercati". Da qui una sarabanda di nuove ipotesi di misurecompensative che nascevano e morivano nel giro di qualche ora, nellincomberedella scadenza ultima per presentare gli emendamenti al testo del decretogovernativo per la votazione in commissione Bilancio del Senato. E tra la rabbiadel neoduce per la figuraccia del governo, sommerso nel frattempo dal nuovoscandalo intercettazioni sui suoi loschi rapporti con Tarantini e Lavitola, chetornava a minacciare il ricorso allaumento di un punto o un punto e mezzodellIva e ad accarezzare lidea del condono "tombale" per risolvere il rebus conun colpo di mano.Da qui anche linterpretazione e la conseguente rappresentazione, da partedell"opposizione", della manovra del governo come di una "buffonata", di un"governo in stato confusionale" (Bersani), un "governo delle comiche" (lUnità del1° settembre), e così via. Ma si tratta come minimo di un grave errore di
  6. 6. valutazione, se non piuttosto di un modo opportunista per poter giustificarequella "assunzione di responsabilità" che Bersani si è affrettato a garantire inparlamento, poi confermata ufficialmente dalla capogruppo Finocchiaro,rinunciando allostruzionismo e perfino alla discussione degli emendamenti perarrivare ad unapprovazione rapidissima, nello spirito di concordia nazionaleinvocato dal nuovo Vittorio Emanuele III, Napolitano, e dando credito alleipocrite dichiarazioni di "apertura alle proposte dellopposizione" fatte dalpremier.Le modifiche in commissione Bilancio del SenatoA fronte infatti di qualche emendamento concesso all"opposizione", come ilripristino delle festività civili (1° Maggio, 25 Aprile e 2 Giugno), la rinuncia abloccare le tredicesime agli statali in caso di non raggiungimento degli obiettivi dirisparmio di spesa (sostituita dalla riduzione del 30% dellindennità di risultato aidirigenti), la revisione annuale della spesa pubblica (spending review), lariscossione forzata delle somme non pagate del condono tombale del 2002, ilsalvataggio dei fondi Fas regionali e del sistema centralizzato di tracciamentodei rifiuti industriali, il salvataggio dei mini enti di ricerca sotto i 70 dipendenti equalcosaltro, la maggioranza fascio-leghista ha blindato inesorabilmente tutte lemisure più infami, a cominciare dal famigerato articolo 8 della manovra cheabolisce praticamente per legge i contratti collettivi, consentendo ai contrattiaziendali e locali di derogare, su tutta la materia dellorganizzazione del lavoro,alle disposizioni di legge e allo Statuto dei lavoratori, compreso larticolo 18 suilicenziamenti per giusta causa.Anzi, poiché nel testo originale vi erano delle indeterminatezze che potevanodare adito a diverse interpretazioni, la maggioranza ha voluto inserire alcunecorrezioni che rendono più esplicita la facoltà di deroga, specificando anche cheè sufficiente che sia accettata dalle organizzazioni sindacali "comparativamentepiù rappresentative sul piano nazionale o territoriale" ovvero anche "operanti inazienda", con riferimento anche a quanto stabilito dallaccordo interconfederaledel 28 giugno: unautostrada aperta davanti ai sindacati gialli e filopadronali,come CISL, UIL e UGL, per fare tabula rasa dei diritti inalienabili dei lavoratoriagendo azienda per azienda, territorio per territorio, sul modello corporativofascista di Pomigliano e Mirafiori rispolverato da Marchionne con laiuto deireggicoda Bonanni e Angeletti.Come se non bastasse Berlusconi ha preteso e ottenuto che fossero cancellateo evirate una per una, rendendole praticamente inutili, perfino le "misureantievasione" escogitate in gran fretta da Tremonti per coprire il buco lasciatodalla rinuncia a cancellare gli anni di riscatto delle pensioni e dalla riduzione deitagli ai comuni, misure che il neoduce aveva subito bollato come "sovietiche" eda "Stato di polizia fiscale": cosicché alla norma che nega la sospensionecondizionale a chi evade più di 3 milioni è stata tolta la retroattività (chi si è giàmacchiato di questo crimine, quindi, lavrà fatta franca per sempre); le
  7. 7. dichiarazioni dei redditi potranno essere pubblicate online dai comuni, ma solo informa anonima e aggregati per categorie; ed è saltato anche lobbligo di indicarenella dichiarazione dei redditi le banche e altri operatori finanziari con cui sihanno rapporti.Particolarmente sporco è poi lemendamento approvato in commissione con cui,con la scusa del "risparmio" delle risorse, il governo si è attribuito una "delegaampia" a riordinare gli uffici giudiziari, anche con accorpamenti delle piccoleprocure (in pratica la loro soppressione): una furbata che, come larticolo 8, nonha nulla a che vedere con la necessità di far fronte alla crisi finanziaria eriottenere la "fiducia dei mercati", ma sfrutta la manovra finanziaria come mezzoper anticipare surrettiziamente la controriforma della giustizia per mettere sottocontrollo i pm e allentare il controllo di legalità sul territorio: per il governo è piùfacile infatti controllare poche grandi procure piuttosto che una miriade di pmindipendenti e ficcanaso. Così come particolarmente infame e razzista èlemendamento, imposto dalla Lega, che istituisce una tassa del 2%, con unminimo di 3 euro, sui trasferimenti allestero di denaro da parte di migranti prividi iscrizione allINPS e di codice fiscale: in pratica tutti quelli senza permesso disoggiorno, considerati indiscriminatamente come "clandestini".Ulteriori inasprimenti su Iva e pensioni coperti da NapolitanoLa manovra emendata e blindata che sta per essere approvata dal Senato nerocol voto di fiducia, è perciò tuttaltro che una "buffonata".Essa è invece un massacro sociale in piena regola, aggravato dalle modificheche vi sono state apportate in Commissione, e ulteriormente inasprita dalledecisioni dellultima ora di inserirci anche laumento dellIva (dal 20 al 21%) elaumento delletà pensionabile per le donne del settore privato a quella degliuomini già dal 2014; il tutto condito con un pizzico di demagogia a buon mercatocon la reintroduzione di un ridicolo "contributo di solidarietà" del 3% sui redditisopra i 300 mila euro. Infatti dopo il "venerdì nero" del 2 settembre scorso, eancor di più dopo il "lunedì nero" del 5, che hanno registrato crolli della Borsa diMilano dellordine del 5%, superiori a tutte le altre Borse europee, e soprattuttola nuova drammatica impennata del differenziale tra i nostri titoli di Stato e quellitedeschi, Napolitano aveva lanciato un nuovo appello alle forze parlamentari a"far presto" ad approvare la manovra, possibilmente entro giovedì 8 settembre,quando la BCE si riunirà per decidere se continuare o no a comprare i nostrititoli per evitare il default (fallimento dello Stato): cioè che lItalia, che ha giàsuperato la Spagna come livello di rischio, faccia la stessa fine della Grecia. Eaveva chiesto altresì che la manovra fosse "rafforzata" per renderla più credibileai mercati e alla BCE, suggerendo in pratica egli stesso di inserire anchelaumento dellIva e un intervento strutturale sulle pensioni. Cosa che il governosi è subito affrettato a fare, rimangiandosi anche la parola di non ricorrere al votodi fiducia, grazie allalibi offertogli su un piatto dargento dal capo dello Stato.Ma il nuovo Vittorio Emanuele III non si è fermato qui: in precedenza aveva
  8. 8. voluto anche blindare il governo del nuovo Mussolini, in modo da evitareassolutamente ogni rischio di crisi di governo in questa fase "delicata",bocciando le ipotesi di un "governo tecnico", o di "salvezza nazionale", chehanno cominciato a far presa anche tra la grande borghesia, come si è vistoanche al summit di Cernobbio. Intervenendo infatti in videoconferenza a quelconvegno, Napolitano aveva stroncato ogni speranza in un suo intervento perfavorire un cambio di governo, rimarcando che "fino a quando cè un governoche ha la maggioranza in parlamento, comunque esso agisca, io non possosovrappormi con il fatto, ma nemmeno con lidea, di un governo diverso".Poco gli importa, evidentemente, se tale maggioranza parlamentare è compostadi nominati, inquisiti e corrotti comprati a suon di milioni e di posti di potere, daun premier sempre più immerso negli scandali e screditato anche a livellointernazionale. Che da parte sua aveva subito intascato lappoggio del rinnegatodel Quirinale, sottolineando che "Napolitano è stato corretto. Ha messo inguardia tutti i complottisti che sono al lavoro contro di me fuori dal parlamento",alludendo evidentemente ai vari Montezemolo, Profumo, Monti (forse lo stessoTremonti, anche se adesso un po azzoppato), e quantaltri tra i "cavalli di razza"della borghesia si vanno facendo avanti per sostituirlo. Non a caso aveva fattoannunciare dal suo delfino Alfano che lui sarà il candidato del "centro-destra"anche nel 2013, senza bisogno di essere "scelto" con le primarie.Tutto ciò non fa che confermare in maniera lampante la concretezza e lalungimiranza della parola dordine del PMLI, e cioè che solo sollevando lapiazza, di cui il riuscito sciopero generale del 6 settembre indetto dalla CGIL èsolo un primo e doveroso passo, è possibile affossare la micidiale stangataantipopolare del governo e abbattere il massacratore sociale, Berlusconi.Per la penna del rinnegato FerraraSperticato elogio de "Il Giornale" aNapolitano"Se il governo riuscirà a guidare il Paese nella crisi mondiale, se il Paese sapràreggere allurto degli isterismi collettivi, delle demagogie profuse a piene mani,delle tentazioni destabilizzanti, una parte rilevante del merito andrà ascrittaallasciuttezza, incisività e sapienza del capo dello Stato". Così, in un editorialesu "Il Giornale" del 14 agosto scorso, il rinnegato Giuliano Ferrara arriva atributare un entusiastico riconoscimento del ruolo chiave di Napolitano asostegno di Berlusconi e del suo governo neofascista.Non era mai successo finora, almeno non in maniera così esplicita, ma alla fine,
  9. 9. dopo la parte decisiva giocata dallinquilino del Quirinale nel sostenere in tutti imodi, fino in certi momenti alla vera e propria supplenza, il governo e i suoiprovvedimenti da massacro sociale nellinfuriare della crisi finanziaria e politicadi questa estate, il consigliere del nuovo Mussolini non ha potuto fare a meno diriconoscerlo e di dargli il dovuto rilievo.Non a caso leditoriale è stato pubblicato subito dopo la firma di Napolitano allastangata antipopolare del 12 agosto, e il fatto che sia stato pubblicato sulquotidiano di famiglia del neoduce significa che il suo contenuto è condiviso eapprovato dal "capo". Lelogio di Ferrara al nuovo Vittorio Emanuele III si faaddirittura sperticato quando sottolinea la "differenza" tra "il comunista,riformista ed europeista Giorgio Napolitano" e i suoi due immediati predecessori,l"intrigante ribaltonista antiberlusconiano" Scalfaro e l"illuminista vicino aisimboli", ossia massone, Ciampi: "Napolitano è di una specie assolutamentediversa", prorompe pieno di ammirazione Ferrara, che tra laltro ha semprericonosciuto a Napolitano un ruolo di suo antico maestro come antesignano ditutti i rinnegati come lui, essendo stato il capo storico della corrente "migliorista"del PCI, corrente della destra revisionista che spingeva il partito adabbandonare ogni richiamo sia pure formale al suo passato, abbracciare ilcapitalismo e allearsi in modo subalterno allallora PSI di Craxi.Ferrara gli riconosce quindi di fatto di essere quello che noi andiamo dicendo daquando ha conferito lincarico di premier al neoduce, cioè di essere il nuovoVittorio Emanuele III, la miglior garanzia per Berlusconi di durare per tutta lalegislatura. Come quando afferma che "la sua dottrina è semplice: quando nonci sia unalternativa nel Parlamento o una seria circostanza di rotturaistituzionale che riguardi i rapporti tra le Camere e il Paese, il governo è quelloeletto, la legislatura è quella definita dalla legge, e i poteri dellesecutivopossono essere sorvegliati secondo le prerogative proprie del presidente,possono essere stimolati con la persuasione morale, possono essere scossidalliniziativa istituzionale, ma mai sovvertiti per la via di trame di palazzo egiochi di partito o di lobby". Al punto che, conclude il rinnegato Ferrara, "alla finetoccherà a Berlusconi, uomo di novità e di rottura, elevare un monumentoequestre al solido campione del passato, al politico integralmente formatosinella Repubblica dei partiti e delle ideologie, per aver compiuto la sua missionepersonale combattendo la faziosità partitocratica e lobbistica e le sue inquietantifumisterie".Col che ecco serviti a dovere tutti coloro, come il liberale Bersani e il moralistaborghese Scalfari, che continuano a spacciare il rinnegato del Quirinale come ilpiù sicuro e intransigente "baluardo" a difesa della Costituzione e dellademocrazia dagli attacchi presidenzialisti e golpisti del premier.
  10. 10. DallAsset ai Titoli di StatoDizionario della crisiAsset: termine inglese che indica linsieme dei beni materiali o immateriali diunimpresa.Azioni: è un titolo che rappresenta una parte (quota) di proprietà di una società.BCE: Banca centrale europea. Ha sede a Francoforte. Definisce e attua lapolitica economica e monetaria dellUnione europeaBanca dAffari: è un istituto di credito che non permette depositi e specula conelevato rischio. Sono considerate fra le principali responsabili della crisifinanziaria mondiale.Commercial papers: obbligazioni a breve emesse dalle aziende, finalizzate acoprire necessità di breve periodo.Credit default swaps o Cds: Contratti di assicurazione sullinsolvenza di undebitore. È uno strumento finanziario che ha la funzione di garantire chi haacquisito titoli da un venditore. Più il venditore è attendibile meno alto sarà ilvalore dei Cds. È considerato uno strumento speculativo per scommettere sulpossibile fallimento di uno Stato o azienda.Debito pubblico: Detto anche debito sovrano. È il debito che uno Stato, tramitele amministrazioni pubbliche centrali e locali, contrae con i propri cittadini (debitointerno) o con istituzioni finanziarie e Stati esteri (debito estero).Default: Termine inglese che in economia indica il fallimento.Ecofin: linsieme dei ministri dellEconomia e delle Finanze degli Stati membridellUnione europea.Euribor: Euro Interbank Offered Rate, è il tasso medio con cui avvengono letransazioni finanziarie in euro tra le grandi banche europee.Fed: Federal Reserve. È la Banca centrale degli Stati Uniti.Fondo Efsf: European Financial Stability Facility. È un fondo per la stabilitàfinanziaria dellEuropa. Creato dalla Unione europea in occasione della crisifinanziaria che ha colpito la Grecia. È intervenuto anche per salvare Irlanda ePortogallo.Ftse Mib: Acronimo di Financial Times Stock Exchange. È lindice della Borsaitaliana che indica il valore delle azioni delle 40 maggiori aziende Italiane edestere, quotate alla Borsa di Milano. È lindice di riferimento utilizzato perindicare sinteticamente il valore del mercato azionario nella sua totalità.Hedge Fund: fondi di investimento ad alto rendimento e ad alto rischio especulazione.Indice di patrimonializzazione: misura percentualmente il finanziamentodellimpresa ottenuto con mezzi propri piuttosto che di terzi. Tanto più elevato èlindice tanto più limpresa si autofinanzia e meno ricorre a fonti esterne.Inflazione: crescita del livello dei prezzi che si verifica in modo generalizzato sututti i prodotti.
  11. 11. Iva: Imposta valore aggiunto. Colpisce lincremento di valore che una merceacquista ad ogni passaggio economico. Attraverso un meccanismo didetrazione, limprenditore e il lavoratore autonomo scaricano il peso dellimpostasullacquirente successivo. Alla fine del processo, lIva grava completamente sulconsumatore finale della merce.Obbligazioni: dette anche bond. È un prestito, per una somma e una datadeterminate, concesso dallinvestitore a un emittente che può essere uno Stato(titoli di Stato, come Bot e Cct), un ente pubblico o una società privata.Lobbligazione garantisce un rendimento a chi lo acquista e la restituzione dellasomma alla scadenza.Rapporto Deficit/PIL: È il rapporto esistente tra il debito pubblico di uno Stato eil suo prodotto interno lordo (PIL). In base al patto di stabilità siglato a Maastrichtdai membri dellUnione europea, il rapporto deficit/PIL deve mantenersi sottoquota 60% per evitare debiti pubblici insostenibili.Rating: ossia valutazione. Misura il grado di solvibilità attribuito allemittente, adesempio uno Stato o unimpresa, da parte di Agenzie di rating private fuori daqualsiasi controllo pubblico.Short selling o vendite allo scoperto: Vendita delle azioni effettuata senzaaverne la piena proprietà. Le short selling sono considerate strumenti cheagevolano la speculazione e spesso vengono sospese. Ad esempio A vende aB azioni X a un valore Y stabilito oggi pur senza possedere le azioni che havenduto; A spera che il valore delle azioni X scenda nellintervallo temporaleaccettato per leffettiva consegna, e così di guadagnare dalla transazione.Spread: È il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato poliennali italiani equelli tedeschi, corrispondenti alleconomia più forte. Misura la differenza delrischio di investire nelle obbligazioni emesse dai singoli Stati. Uno Spread di 325significa che i titoli italiani rendono il 3,25% in più dei tedeschi e dunque sonoconsiderati più rischiosi dagli investitori.Subprime: i mutui subprime sono quelli concessi alle persone meno facoltose eperciò con un elevato rischio di mancato rimborso delle rate.Titoli di Stato: Obbligazioni a breve, medio e lungo termine emesse dagli Statiper finanziare il debito pubblico. Alla scadenza dei termini previsti lo Statorimborsa il capitale investito. In Italia i Titoli di Stato a lungo termine, si chiamanoBuoni del Tesoro Poliennali BTP (con una durata che varia dai 3 ai 30 anni).Il "sistema Sesto" muoveva fino al 2010 un colossalegiro di tangenti che coinvolgeva anche le CoopLo scandalo Penati è uno tsunami perBersani e lintero PD
  12. 12. La Commissione di garanzia del PD lo copre, sospendendolo dopo che si eragià autosospeso. Gli inquirenti chiedono larresto dellex braccio destro diBersani per "corruzione gravissima", non concesso per prescrizione (leggeCirielli imposta da Berlusconi)Nel corso delle ultime settimane la scandalosa vicenda giudiziaria inerente ilcolossale giro di tangenti legato alla mega speculazione immobiliare delle exaree industriali della Falck e Ercole Marelli di Sesto San Giovanni eallacquisizione dellautostrada Milano-Serravalle da parte della Provincia diMilano si è arricchita di nuovi e inquietanti capitoli investigativi che chiamanodirettamente in causa lintero vertice del PD con alla testa Bersani e coinvolgonoin pieno anche la Lega delle Coop.Penati salvato dalla CirielliIl 24 agosto il Giudice per le indagini preliminari (Gip) di Monza Anna Magelli purconstatando che a carico di Filippo Penati ci sono "gravi indizi di colpevolezza"ed è dimostrata "lesistenza di numerosi e gravissimi fatti di corruzione" da lui"posti in essere", ha dovuto rigettare la richiesta di arresto avanzata dai Pubbliciministeri (Pm) monzesi Walter Mapelli e Franca Macchia contro lex capo dellasegreteria politica di Pier Luigi Bersani in quanto gli episodi contestati arrivano"fino al 2004" e quindi deve essere dichiarata "lintervenuta prescrizione delreato". Per la stessa ragione il Gip ha respinto lanaloga richiesta dei Pm controGiordano Vimercati, lex braccio destro di Penati.Un bel "sospiro di sollievo" per tutto il PD che a parole dice di combattere ilneoduce Berlusconi e le sue vergognose leggi ad personam, ma poi, nei fatti,non si schifa certo di utilizzarle per salvare i suoi "mariuoli" dalle patrie galere.I nuovi provvedimenti giudiziariDallavviso di proroga delle indagini notificato alla fine agosto a tutti gli indagati,si è appreso che la lista degli arrestati e degli avvisi di garanzia (circa unaventina, con alla testa Filippo Penati, ex braccio destro di Bersani, e lattualesindaco di Sesto Oldrini) si è ulteriormente allungata.In carcere, per laffare Falck-Marelli, sono finiti Pasqualino Di Leva, exassessore alledilizia al Comune di Sesto e larchitetto Marco Magni, entrambiaccusati di corruzione. Indagata a piede libero anche Nicoletta Sostaro, capodello sportello edilizia del Comune di Sesto, che ha riferito di una cena in unristorante di Milano a cui hanno partecipato lassessore Di Leva, GiovanniCamozzi (gruppo Zunino) e limprenditore delle bonifiche Giuseppe Grossi. Unacena definita "interessante" dalla procura, alla luce di altri interrogatori in base aiquali Zunino e Grossi, nei mesi precedenti allacquisto dellarea Falck, nel 2005,tentavano di accreditarsi con la nuova giunta Oldrini. Inoltre la Sostaro haspiegato di aver ricevuto un "panettone" con dentro 5 mila euro in contanti il 22dicembre del 2006 dallimprenditore sestese Piero Di Caterina, ma di aver poi
  13. 13. restituito i soldi senza però sporgere denuncia.Nel registro degli indagati invece sono stati aggiunti i nomi dellattuale direttoregenerale del Comune di Sesto San Giovanni, Marco Bertoli, giovaneparlamentare dellallora PCI negli anni 70, accusato di finanziamento illecito deipartiti, per i "contributi" in nero sborsati da un imprenditore della sanità; eMichele Molina, ingegnere del gruppo Percassi, amministratore delegato di Api,società del gruppo che si occupa della progettazione di grandi centricommerciali, come l"Idroscalo center", in costruzione a Segrate. Il gruppoPercassi risulta tra i principali finanziatori di "Fare Metropoli", la fondazione diPenati, attraverso la quale la procura ipotizza che sono arrivati fondi per decinedi migliaia di euro per finanziare le campagne elettorali di Penati. La procuravuole capire se dietro i bonifici alla fondazione "Fare Metropoli" si nascondanovere e proprie tangenti, dato che molti dei finanziatori - banche, società, personefisiche - hanno avuto appalti e contratti dalla Provincia di Milano e dalle suesocietà negli anni della gestione di "centro-sinistra".Tra gli ultimi indagati figura anche Maurizio Pagani, ex manager di Banca Intesae oggi dirigente della controllata Biis, Banca Infrastrutture Investimenti eSviluppo, accusato di corruzione per aver partecipato agli incontri in cui fudefinito "il sovrapprezzo da pagare a favore di Penati e Vimercati" nellaffareMilano-Serravalle.Laffare Milano-SerravalleSecondo limprenditore sestese Piero Di Caterina, titolare della società ditrasporti "Caronte srl" e grande accusatore di Penati insieme a Giuseppe Pasini,Pagani ha preso parte agli "incontri" e alle "trattative" intercorse tra lex capo digabinetto della Provincia di Milano, Giordano Vimercati (braccio destro diPenati), Antonino Princiotta (ex segretario generale della Provincia di Milano) eBruno Binasco, manager del gruppo Gavio, per stabilire il prezzo che laProvincia avrebbe dovuto pagare nelloperazione Milano-Serravalle, lacquistoda parte dellente guidato allepoca da Penati del 15 per cento delle azioni dellasocietà autostradale.Nel decreto di perquisizione presentato a Pagani i Pm Walter Mapelli e FrancaMacchia fra laltro scrivono che: "esistono gravi indizi sulla base di dichiarazionide relato (quelle di Di Caterina appunto, ndr) sullilliceità della costruzione di unaoperazione finanziaria per lacquisto a prezzi fuori mercato di azionicomprensivo di un ritorno economico" per i partecipanti alloperazione.Di Caterina ha consegnato agli inquirenti anche una "copia di un documentoavuto da Princiotta nel marzo/ aprile 2010 che contiene il testo delle trattativeche si sono svolte in relazione allacquisto della Milano Serravalle" su cui laprocura ha disposto una nuova consulenza per confermare lincongruitàdelloperazione bocciata anche dalla Corte dei Conti che lha definita "priva diqualsiasi utilità" ravvisando anche un grosso danno erariale. Loperazione,effettuata nel 2005 dalla Provincia di Milano guidata da Penati, ha comportato
  14. 14. un esborso da parte dellEnte di 235 milioni di euro per acquisire il pacchettoazionario di Marcellino Gavio, pagando 8,973 euro luna le azioni che al bossdelle costruzioni e delle concessioni autostradali erano costate appena 18 mesiprima 2,9 euro.Il coinvolgimento delle CoopPer quanto riguarda invece la grande speculazione immobiliare sullarea exFalck-Marelli, il Gip Anna Magelli, scrive che "tra le condizioni previste daipolitici" cera anche "lingresso delle cooperative". E nellambito "delle trattative",Pasini accettò "di garantire a Penati non solo il pagamento di somme di denaro(circa 20 miliardi di lire di tangenti ndr), ma anche altre utilità come per lappuntolaffidamento di parte delle opere residenziali a soggetti terzi, viciniallamministrazione comunale". Ossia, quelle Coop che Pasini, nellinterrogatoriodel 26 maggio, definisce "il braccio armato del partito" e con le quali "non eraopportuno litigare".Quindi Pasini accetta le Coop - precisano i Pm - perché le riconosce come"snodo fondamentale per il buon esito dellaffare" e per il "loro rapporto organicocon i vertici nazionali del Pds"."Stupisce - scrivono ancora i Pm - come a fronte delle inadempienze del socioemiliano (la Ccc non pagherà la quota per rilevare i terreni), Pasini riconoscaloro il diritto a entrare in ogni caso nellaffare senza chiedere corrispettivi népretendere indennizzi, ma anzi pagando mediazioni inesistenti", fino a 3,5milioni di euro ai due professionisti Francesco Agnello e Giampaolo Salami, chestando allinchiesta, ricevettero quattro pagamenti da 620mila euro senzarealizzare nulla. Dazioni "destinate a regolare i conti, a spese di Pasini e non ditasca loro, con la politica a livello centrale".Larea Falck fu acquistata nel 2000. Linput di coinvolgere le Coop è arrivatodirettamente dallallora sindaco di Sesto Penati e da Vimercati. Lo racconta aiPm Luca Pasini, figlio del costruttore Giuseppe che ha verbalizzato: "Durante latrattativa conobbi Degli Esposti e un certo Salami come rappresentanti dellecoop: ci venne detto, mi pare da Vimercati, che avrebbero garantito la parteromana del partito".Il doppio livello tangentizioDel doppio livello tangentizio e delle relative somme versate a favore del PD siaa livello locale che nazionale per finanziare le campagne elettorali ne aveva giàparlato ai Pm Di Caterina sottolineando fra laltro: "Loro mi dicevano cheavevano bisogno di ingenti finanziamenti e ho collegato la crescita delfabbisogno allesplosione delle spese della politica dovute anche alle elezioni siaa Sesto che a livello nazionale".In una e-mail inviata da Di Caterina a Penati e Vimercati il 26 aprile 2010 esequestrata dalla Gdf, limprenditore sestese scrive: "In questa lettera (...)affronto largomento relativo ad una serie di versamenti di denaro che in oltre 10
  15. 15. anni, oserei dire 15 anni, ho elargito in contanti a favore di Filippo Penati. (...) Leultime dazioni di denaro risalgono alla campagna elettorale di questanno per lacandidatura alla Presidenza della Regione, per un ammontare di circa 50.000,00Euro. Io sono stato costretto a pagare queste notevoli somme nel corso deglianni perché nel sistema dei trasporti pubblici milanesi si è verificato un abuso daparte di Atm nella ripartizione degli introiti di tariffazione. Da qui nasce lesigenzadi avere una protezione politica (...)".Tra gli atti cè anche "lindizio principe" che secondo gli inquirenti conferma iloschi rapporti tangentizi tra Di Caterina, il gruppo Gavio e Penati, ossia: "Il falsopreliminare di vendita concluso il 14-11-2008 da Di Caterina e da BinascoBruno" che rappresenta un "mero strumento giuridico volto a fornire unagiustificazione del passaggio dal Gruppo Gavio a Di Caterina della somma di 2,5milioni di euro" a titolo di ricompensa per la conclusione dellaffare Milano-Serravalle.Insomma, per il PD si sta preparando un vero e proprio tsunami giudiziario conconseguente coinvolgimento del vertice del partito a livello nazionale oltre chelocale. Anche perché i fatti accertati sono chiari, incontrovertibili e ampiamentesuffragati da prove e raccontano che per almeno 15 anni Penati, il "proconsole"lombardo del PCI/PDS/ e attuale leader PD del Nord Italia insieme aChiamparino, è stato in realtà il "Mariulo" di Bersani e di tutto il PD: il dominus diun sistema di tangenti, il cosiddetto "sistema Sesto" messo a punto fin dai primianni 90 per pompare il fiume di tangenti alimentato dai centri di potere perifericidel PD e convogliato verso il centro passando per comuni, provincie e regioni.Davanti a tali inoppugnabili prove giudiziarie, la Commissione di garanzia del PDlo copre ulteriormente, sospendendolo dopo che si era già autosospeso, invecedi espellerlo sia pure tardivamente. Quello che si autodefiniva "il partito dallemani pulite" ha finito per assomigliare come una goccia dacqua al PSI di Craxitravolto da tangentopoli.Napolitano firma senza batter ciglioAlla giustizia nominato Palma, amico diPreviti e fautore dellimpunità dei corrottiPD e "centro-sinistra" silenziosi e compiacentiIl governo neofascista Berlusconi ha fatto un altro dei suoi capolavori ai dannidel popolo italiano con la nomina a ministro della giustizia di Nitto FrancescoPalma e ciò è avvenuto senza che né Napolitano né il "centro-sinistra" facesseroil minimo rilievo: dopo un avvocato compiacente, Alfano, è la volta di unmagistrato altrettanto compiacente agli interessi di Berlusconi e della sua cricca.
  16. 16. Nato a Roma nel 1950, entrato giovanissimo in magistratura, dal 1979 al 1993 èstato sostituto procuratore della repubblica a Roma, in quella grande procurache è giustamente chiamata "porto delle nebbie" per lasservimento di moltimagistrati al governo e alle massime istituzioni politiche, come poi si èrealmente dimostrato con la vicenda delle dimissioni e del successivopatteggiamento della pena del procuratore aggiunto Achille Toro travolto dalloscandalo P4. E la collocazione politica di Palma fu evidente già nel 1994 quandovenne chiamato in qualità di capo di gabinetto dal ministro di grazia e giustiziaAlfredo Biondi. Poi nel 2001 avvenne il suo passaggio definitivo con lelezionecome deputato nelle liste di Forza Italia e successivamente come senatore nel2006 con la stessa lista e poi ancora come senatore nel 2008 con il Popolo dellaLibertà fino alla nomina al ministero della giustizia il 27 luglio 2011.In realtà - nonostante il nome del ministero da lui presieduto - lo scarso senso digiustizia di questindividuo lo si è visto già nel 2002 quando, da deputato,propose per compiacere la cricca dei suoi amici Cesare Previti e SilvioBerlusconi un emendamento a una norma per reintrodurre di fatto limmunitàparlamentare, con processi e termini processuali sospesi per parlamentari incarica, giudici costituzionali e presidente della Repubblica fino al termine delmandato, e per di più con effetto retroattivo. La norma non passò, ma taleproposta è indicativa per comprendere il personaggio e per capire di quali servisi circondi Silvio Berlusconi.Anche la sua amicizia con il pregiudicato Previti è emblematica percomprenderne la statura morale: amicizia che si spingeva a frequentareapertamente e di fronte a decine di invitati lattico di piazza Farnese dovequestultimo invitava deputati e senatori nellimminenza del varo di quella che poidiventerà la legge n. 251 del 2005 di riforma della prescrizione penale (lacosiddetta "legge salva Previti"), legge votata anche dallo stesso Nitto Palma.E la cosa più grave è che Palma è tuttora un magistrato, anche se le suefunzioni rimangono sospese durante i mandati parlamentari, fatto evidente checè una parte della magistratura schierata con Berlusconi che ne copre i reati ela sua politica neofascista. Una parte di magistrati che lo servono con ognimezzo, lecito e illecito, ricavandone promozioni, poltrone nei ministeri o nelle piùalte istituzioni e persino elezioni assicurate al parlamento comè il caso deldetenuto Alfonso Papa o del fascista ripulito Alfredo Mantovano.Fondata il 30 agosto 2011Viva la Cellula "Rivoluzione dOttobre" diBariIl Partito si stringe attorno ai compagni del capoluogo
  17. 17. puglieseDal corrispondente della Cellula "Rivoluzione dOttobre" di BariMartedì 30 agosto a Bari alcuni marxisti-leninisti hanno dato vita alla Cellula"Rivoluzione dOttobre". Questo è stato un evento importante per tutto il PMLI,che ora può contare su di una nuova cellula pronta ad adoperarsi perlapplicazione dello Statuto e del Programma del Partito per trasformarlo in unGigante Rosso anche nel corpo ma è altresì un grande evento per la città di Baridove finalmente la bandiera rossa del marxismo-leninismo-pensiero di Mao e delsocialismo svetta ben in alto grazie al contributo dato dai marxisti-leninistibaresi.La cellula ha deciso, durante la sua riunione fondativa tenutasi di mattina alle10, di adottare come nome quello di "Rivoluzione dOttobre" essenzialmente perdue motivi principali: il primo è rappresentato dal notevolissimo eindiscutibilmente grande significato storico proletario e rivoluzionario racchiusoin questo evento in cui, sotto la guida magistrale del Partito bolscevico di Lenin edi Stalin, la classe operaia e il popolo russi riuscirono in unimpresa unica perlepoca e che rappresenta tuttoggi lesempio che tutti i popoli del mondo devonoseguire per spodestare dal potere la borghesia, i capitalisti e i guerrafondaiimperialisti. Secondo motivo che ha spinto i marxisti-leninisti baresi alla scelta ditale nome è la volontà di tracciare una netta e qualificante linea di separazionefra i sinceri comunisti ovverosia i marxisti-leninisti del PMLI che sono fedeli alsocialismo e alla lotta del proletariato per la sua conquista tramite la viaimmortale dellOttobre russo, e i manutengoli della "sinistra" borghese serva delregime neofascista capeggiata in Puglia dal demagogo anticomunista e neo-liberale Nichi Vendola e al comune di Bari dal podestà PD Michele Emiliano.Dopo la lettura dellapprezzata lettera di congratulazioni inviata dallaCommissione per il lavoro di organizzazione del CC del PMLI nella quale fralaltro si legge: "Finalmente il proletariato e le masse baresi hanno chirappresenta i loro interessi che potranno soddisfare via via che daranno piùforza e consensi alla vostra cellula", i compagni della cellula "RivoluzionedOttobre" hanno fissato i compiti, gli obiettivi e il da farsi immediato nonché i"principi guida" estrapolati dalla linea del Partito ovverosia le Quattro condizioniper il radicamento, i Tre elementi chiave e le Cinque fiducie.Fra i vari punti allordine del giorno, oltre allorganizzazione della delegazionebarese alla imminente Commemorazione di Mao di domenica 11 settembre aFirenze, vi era anche quello riguardante la necessità di realizzare una riunione distudio sul capitolo "Il Partito" del Rapporto che il Segretario generale, compagnoGiovanni Scuderi, ha tenuto al 5° Congresso nazionale del PMLI.Anche la Commissione centrale per il Mezzogiorno del Partito ha inviato unincoraggiante messaggio di congratulazioni nel quale sottolineava fra laltro:"Ogni Cellula di Partito che nasce nel nostro martoriato Mezzogiorno costituisce
  18. 18. un enorme balzo in avanti organizzativo e politico per tutto il PMLI che punta alradicamento tra le masse meridionali nella cui forza, combattività e capacità dilegarsi al Partito ripone grande fiducia".Numerosi altresì i graditi messaggi ricevuti da parte di istanze di base eintermedie del Partito, compresa la neonata Organizzazione di Aberdeen(Scozia). A tutti la cellula barese ha risposto con una lettera di ringraziamentiscritta "col cuore gonfio di commozione e felicità" proletarie rivoluzionarie.Nascendo la Cellula "Rivoluzione dOttobre" si dirama una nuova radicedellalbero del Partito a Bari e in Puglia che crescendo in esperienza e forza,sormontando col passo del montanaro le grosse difficoltà che si staglianoallorizzonte e col cuore gonfio di coraggio e volontà rivoluzionari, darà ancorapiù forza e prestanza al PMLI come Gigante Rosso.Alla Conferenza di ParigiBanchetto imperialista per la spartizionedel petrolio libicoFrancia e Gran Bretagna capeggiano la rapinaUn rappresentante del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) annunciavail 6 settembre di aver raggiunto un accordo con le autorità locali per lingressosenza combattere delle forze degli insorti nella città di Bani Walid, nel sud delpaese. Con la resa della città resterebbe nelle mani dellesercito oramai in rottadel dittatore Gheddafi la sola città di Sirte. Il "processo di transizione è partito",aveva annunciato pochi giorni prima il rappresentante in Gran Bretagna del Cnt,il futuro prossimo della Libia sarà definito dallelezione di unassembleacostituente entro otto mesi e le elezioni presidenziali entro 20 mesi. Sul futuroprossimo e non solo del paese continuerà a vigilare la Nato e conteranno nonpoco soprattutto gli appetiti imperialisti delle potenze che sono intervenutenellaggressione al paese e nella caccia a Gheddafi, dalla Francia e GranBretagna allItalia, e quelle rimaste in seconda fila, dalla Germania alla Russia,con la Cina che rischia di restare tagliata fuori. Sua era la rappresentanza diminor rango nel vertice di Parigi dell1 settembre che ha dato unarappresentazione dellavviato banchetto imperialista per la spartizione delpetrolio libico. Defilata, al momento anche la posizione degli Usa che eranocomunque presenti a Parigi col segretario di Stato Hillary Clinton.Il presidente francese Nicolas Sarkozy, in tandem col premier inglese DavidCameron, ha diretto i lavori che sono iniziati con una riunione ristretta tra i paesiin prima linea nellintervento iniziato nel marzo scorso, e sono proseguiti inriunione plenaria con capi di Stato, premier e ministri di una cinquantina di paesi.
  19. 19. Il tema principale della riunione ristretta è stato quello economico a fronte dellerichieste del Cnt libico per uno sblocco rapido dei circa cinquanta miliardi didollari congelati in vari paesi dalle sanzioni della risoluzione dellOnu numero1970. Nel comunicato congiunto illustrato da Sarkozy e Cameron alla fine deilavori, la conferenza chiede al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite diapprovare una risoluzione che sblocchi i soldi libici.Ma già i principali "amici" della nuova Libia hanno anticipato la decisione Onu,dalla Francia, Gran Bretagna e Usa, che hanno sbloccato ciascuna 1,5 miliardidi dollari libici depositati nelle loro banche, allItalia che in due rate ne hasbloccati 3 miliardi.Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini affermava che "non cè una corsaper sapere chi arriva primo in Libia" ma tutto lascia intravedere che è propriolopposto.La compagnia petrolifera statale libica ha appena riaperto i battenti a Tripolisotto il controllo del Cnt e ha annunciato che entro 15 mesi tornerà allaproduzione standard di 1,6 milioni di barili al giorno. E quasi in contemporaneaalcuni quotidiano francesi hanno rivelato un accordo segreto stipulato nellaprilescorso tra il Cnt e il governo di Parigi che garantirebbe alla Francia losfruttamento del 35% del petrolio libico, un balzo rispetto al 3,5% finora. Unaccordo non confermato dalle due parti ma ritenuto dal ministro dellIndustriafrancese Eric Besson una giusta "ricompensa" al suo paese per aver guidatolintervento militare.Il 2 settembre Frattini ribadiva che sulle forniture di petrolio libico "lItaliamanterrà il suo primo posto, ce lavevamo e ce lavremo. LItalia deve rimanere,come è sempre stata, primo partner della Libia. Abbiamo confermato gli impegnie per ottobre saremo in grado di far ripartire la produzione di quello che era sottoil controllo dellEni". Come definito dal capo dellEni Scaroni nella sua missione aBengasi a metà agosto. Il Cnt ha confermato la collaborazione con lEni e hapersino risottoscritto con lItalia lo stesso Trattato antimmigrazione siglato daBerlusconi e Gheddafi.Sarà duro per lambizioso ma sempre più in difficoltà per la crisi economicaimperialismo italiano, tenere testa alle iniziative del concorrente francese e delsuo partner inglese che capeggiano la rapina delle ricchezze libiche a partire dalpetrolio. Per non parlare delle voci che già girano su possibili accordi per lafornitura di consiglieri, basi e commesse militari, del controllo e sfruttamento daparte delle multinazionali anglofrancesi delle altre ricchezze del sottosuolo libico,acqua compresa.Parigi sta già organizzando un viaggio di Sarkozy a Tripoli, Bengasi e Misurata,una missione politica cui dovrebbe partecipare anche il premier britannicoCameron, il co-presidente della Conferenza degli "Amici della Libia". Che saràseguita da unaltra dedicata agli affari con i responsabili delle grandi aziendefrancesi, dal gigante petrolifero Total, ai colossi della difesa Eads e Thales, allemultinazionali dei trasporti e delle telecomunicazioni Alstom e Alcatel.
  20. 20. Nella conferenza stampa finale il presidente francese Sarkozy ha sottolineatoche il vertice ha aperto una "nuova era di cooperazione con la Libiademocratica" e che lintervento in Libia ha aperto una nuova fase politica in cuila "forza militare è al servizio dei popoli". O meglio limperialismo si senteautorizzato a intervenire militarmente dove ritiene utile ai suoi affari, con lascusa della protezione della popolazione civile.Un principio inaccettabile che lede la sovranità dei paesi ma che ha trovatoconcorde linglese Cameron, che si è detto pronto a usare di nuovo la forza acondizione che sia "moralmente giustificato" e che abbia lappoggio "dellacomunità internazionale". Lasse Parigi-Londra lancia pericolosi segnaliminacciosi quantomeno verso la Siria.In 19 cittàUn milione di israeliani nelle piazzecontro il governo e per la giustizia socialeLo scorso 7 agosto almeno in almeno 250 mila avevano partecipato allemanifestazioni contro il caro vita, per chiedere affitti più bassi, salari minimi piùalti, scuole gratuite che si erano svolte in molte città del paese; era stata la piùgrande manifestazione fino allora registrata in Israele.La protesta era proseguita nei giorni successivi con manifestazioni nelle città piùpiccole, si era interrotta ma solo momentaneamente a fine mese incorrispondenza della rappresaglia nazista su Gaza decisa dal premier BenyaminNetanyahu e aveva ripreso fiato in preparazione di una nuova grandemanifestazione programmata per il 3 settembre. Quando al grido di "il popolorichiede giustizia sociale", un milione di manifestanti ha riempito le piazze di 19città; oltre 400 mila solo a Tel Aviv, molto partecipate anche le manifestazioni aGerusalemme e a Haifa.La protesta sociale più massiccia nella storia di Israele ha visto protagonisti nonsolo attivisti politici ma soprattutto giovani e anziani, studenti, lavoratori, interefamiglie, tanti con le magliette con disegnata una casa quale simbolo della lottacontro il caro alloggi. Per ore le piazze delle città hanno risuonato di canti e deglislogan del movimento, con in primo luogo "Dimissioni, dimissioni", rivolto algoverno Netanyahu.La protesta era partita a fine giugno per iniziativa di decine di giovani, gliindignati israeliani, che piantavano le tende a Tel Aviv, lungo BoulevardRotschild, protestando per il caro affitti. Una protesta che si è allargata in pocotempo per rivendicare più fondi per case, istruzione, salute e ha messo indifficoltà il governo di Netanyahu che dopo la manifestazione dei primi di agostoha incaricato una commissione di economisti di raccogliere le richieste dei
  21. 21. manifestanti.Alcune richieste sono arrivate alla commissione ma il governo si è limitato solo apromettere investimenti a favore di alloggi, istruzione e salute ma non ha fattonulla.Le tendopoli allestite a Tel Aviv e nelle altre grandi città sono state smontate mala protesta non è finita, anzi ha preso forza con le manifestazioni del 3 settembredove nelle piazze è echeggiata la richiesta di dimissioni del governo. Gran partedel bilancio statale è dedicato alle spese militari per garantire loccupazione deiterritori palestinesi e combattere la resistenza, per finanziare la costruzione e laprotezione delle colonie che rafforzano loccupazione nella Cisgiordania; unapriorità per i governi di destra come per quelli di "sinistra".Una questione importante con la quale inevitabilmente il movimento di protesta,sviluppato finora sulla base di rivendicazioni sociali, dovrà fare i conti.Rapporto di Giovanna Vitrano alla riunione dei marxisti-leninisti sicilianiStudiare e applicare la linea politica eorganizzativa del PMLI per migliorare illavoro di radicamentoCare compagne e cari compagni,benvenuti alla riunione dei marxisti-leninisti siciliani. Ci si rivede ad appena 7mesi dalla sessione regionale del 2 gennaio 2011 e ci apprestiamo a tenere unadiscussione critica e autocritica sul lavoro svolto in base alle decisioni prese inquella sede.Anzitutto, esprimo la solidarietà militante del PMLI agli operai della Fincantieri diPalermo, che in questi giorni sono tornati a manifestare per le strade delcapoluogo siciliano, e agli operai della Fiat di Termini Imerese. Come sapete glioperai di entrambe le aziende sono in lotta contro la chiusura dei lorostabilimenti.Ringrazio il Segretario Generale del PMLI, compagno Giovanni Scuderi, lUfficiopolitico e la Commissione per il lavoro di organizzazione del CC per lattenzionecon cui hanno seguito sia linaugurazione della Sede del Partito a Catania, sia lariunione regionale.Infatti, linaugurazione della splendida e rossa Sede della Cellula "Stalin" dellaprovincia di Catania è un evento e un esempio, come sottolineano i documenti ei Saluti delle Istanze centrali, ma anche di molte Istanze di varie parti dItalia, distraordinario valore, un regalo per tutto il Partito.Linaugurazione sancisce le-norme balzo in avanti politico e organizzativo
  22. 22. compiuto in questi mesi dalla Cellula "Stalin" della provincia di Catania, sotto laguida del compagno Sesto, ma è anche il punto di partenza per una nuova e piùproficua fase del lavoro di radicamento del PMLI a Catania.Molto si è discusso in questi ultimi anni tra la Responsabile regionale e icompagni locali sulla strategia di sviluppo nella provincia di Catania. Oggiabbiamo la dimostrazione che le decisioni condivise e messe a punto per laprovincia di Catania a ridosso del 5° Congresso nazionale del Partito, eranocorrette e vincenti. Quando nella provincia, dopo varie contraddizioni, alcunedivenute antagonistiche, è emerso un vero quadro marxista-leninista, come è ilcompagno Sesto, con tutte le caratteristiche necessarie per dirigere i compagnilocali e far superare alla Cellula la contraddizione tra linea e sua applicazione, lastrategia ha potuto prendere il volo.Molta strada abbiamo fatto e molta ne dobbiamo ancora fare, ma certamenteoggi Catania è un modello per linizio del lavoro di radicamento in altre cittàdellisola sulla base delle indicazioni formulate dal 5° Congresso nazionale delPMLI.Grazie compagno Sesto, grazie compagne e compagni militanti e simpatizzantidella provincia di Catania.Ringrazio, inoltre, tutti i compagni militanti e simpatizzanti siciliani, alcuni deiquali hanno fatto dei viaggi di ore da altre zone della Sicilia, per essere presentiqui oggi allInaugurazione e alla riunione regionale.Porto i saluti a questa riunione di alcuni simpatizzanti e amici palermitani cheavrebbero voluto essere presenti ma che per motivi professionali e familiari nonhanno potuto.Governo regionaleIn quanto Responsabile regionale, prima di passare alla valutazione critica eautocritica del lavoro svolto dal Partito in Sicilia farò brevemente il punto sullasituazione attuale del governo regionale, guidato dallimbroglione e falsomeridionalista Raffaele Lombardo MPA.Lombardo se ne deve andare a casa! Questa continua a essere la nostra paroladordine anche dopo che il Procuratore di Catania, Michelangelo Patané, lo hapraticamente scagionato dallinchiesta per concorso esterno in associazionemafiosa, nonostante le intercettazioni confermino che il governatore ha avutofrequentazioni con boss della mafia catanese. Noi chiediamo unapprofondimento dellinchiesta, per accertare fino in fondo la verità sul pianopenale.In ogni caso, non cambia la nostra valutazione politica degli avvenimenti.Rimane il fatto che Lombardo ha avuto frequentazioni con i boss mafiosi.Questo per noi è un fatto estremamente grave che concorre in manieradeterminante a delineare la sostanza antipopolare e antimeridionale del suogoverno. Del resto, la macelleria sociale generata dal governo Lombardo e di cuiparlano persino le segreterie regionali di Cgil Cisl e Uil, si spiega con levidente
  23. 23. scelta di difendere e consolidare le lobby affaristiche e mafiose dellisola, dallasanità alla formazione professionale, a scapito della qualità e quantità dei serviziforniti alle masse popolari. Ciò ha concorso in maniera decisiva a generare unvertiginoso aumento della povertà e dellesclusione sociale. Secondo unarecente indagine di Dempolis, quasi la metà della popolazione siciliana, negliultimi tre anni, ha peggiorato le sue condizioni di vita, in termini economici.Limpoverimento generale ha toccato, perlopiù, la classi a reddito fisso, con unpeggioramento sostanziale soprattutto per gli operai e i pensionati.Da che parte sta questo Governo lo dimostra anche laumento del costo dellaspesa politica in consulenze e incarichi esterni agli "amici degli amici" e inapparati clientelari, il cui peso eccessivo contribuisce a determinare il tracolloeconomico della Sicilia. Il solo apparato parlamentare clientelare mafioso nellaregione ha, infatti, un costo di diverse decine di milioni di euro ogni anno.La presenza del PD in tale giunta non cambia la sostanza politica del governo,e, ancor peggio, serve a coprirla.Di fronte ad una disoccupazione che ormai è alle stelle, secondo quanto riferitodallIstat, oltre il 15% dei siciliani in età da lavoro è disoccupato, considerandosolo gli iscritti alle agenzie per il lavoro. La disoccupazione reale, consideratianche coloro che hanno rinunciato a cercare un lavoro si aggira sul 30%.Dramma nel dramma è quello della disoccupazione giovanile che, in alcuneprovince siciliane riguarda oltre il 50% della popolazione sotto i trentanni, inlinea con la denuncia dello Svimez pubblicata ieri su tutti i quotidiani nazionali:nel sud ben due giovani su tre non trovano lavoro.Cosa ha fatto il governo Lombardo per risolvere il problema principale dellemasse popolari siciliane che è quello del lavoro? Niente, con la Sicilia che ha lamaglia nera della disoccupazione in continuo aumento, con una sempremaggiore diffusione del lavoro nero, supersfruttato e sottopagato, del precariato,dei licenziamenti, dellemigrazione giovanile, in una congiuntura economica,sociale e politica come in Sicilia non si vedeva dallimmediato dopoguerra.Non servono, dunque, a migliorare la condizione delle masse popolari lemanovre dei politicanti borghesi regionali della destra e della "sinistra" borghesi,unicamente mirate a giochi di potere con i quali Lombardo si prepara asuccedere a sé stesso in un Lombardo quinquies o con elezioni regionalianticipate.Il nuovo governo potrebbe essere varato negli ultimi mesi dellanno, si pensa aiprimi di dicembre, quando scadranno molti dei contratti milionari dei direttorigenerali delle aziende regionali, oltre che di alcuni manager di societàpartecipate e ciò potrebbe dare il via un nuovo assalto e spartizione del bottinodelle poltrone di potere in Sicilia.Per quanto riguarda nuove elezioni il governatore avrebbe lasciato intendere divoler aspettare le elezioni politiche, e lasciare così la guida della Regione solodopo essersi assicurato lelezione al Senato con lMPA e iniziare una nuova fasein più vasta scala della sua attività politica antimeridionale, della quale abbiamo
  24. 24. già avuto vari assaggi. In verità Lombardo non è affatto un meridionalista, non fagli interessi delle masse popolari del Sud. Il suo progetto politico a livelloregionale sinserisce a pieno titolo nel progetto politico capitalista, neofascista,presidenzialista, federalista e interventista di Berlusconi che sta letteralmentemassacrando il Sud su tutti i fronti, anche favorendo con i suoi provvedimentiche riguardano la struttura dello Stato e il federalismo lascesa di nuovi e piùferoci apparati politico clientelari regionali, espressione diretta della parte piùreazionaria della borghesia italiana.Bisogna farla finita subito con questo governo, con il governo Lombardo e conquesti giochi di potere borghese a danno delle masse in settori di vitaleimportanza, come la scuola, la sanità, i servizi, i trasporti. È chiaro, comunque,che il governo Lombardo tenterà di durare il più a lungo possibile e potrà esseremandato a casa solo grazie a un largo fronte unito che raccolga il massimoconsenso tra le masse lavoratrici, operai in testa, pensionati, disoccupate,precari, studenti, i sindacati e i movimenti, le forze politiche, sociali, culturali,religiose antifasciste, antimafiose, democratiche e progressiste,indipendentemente dalle loro posizioni ideologiche e sociali, per unamobilitazione di massa popolare con lobbiettivo di mandarlo a casa.Come abbiamo detto, le nuove, feroci lobby politico-affaristiche borghesi chegovernano le regioni meridionali non sono solo frutto delle contraddizioni tra laborghesia locale, ma anche delle controriforme in tema di struttura dello Statoapprovate dal governo Berlusconi, della deregulation in tema di diritti del lavoro,della privatizzazione, del taglio ai servizi essenziali, degli investimenti che hannolunico criterio di favorire le lobby mafiose, come dimostra lapprovazione diquesti giorni del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, con un incremento delcosto che è passato da 6,3 a 8,5 miliardi di fondi pubblici.Nelle masse popolari siciliane cresce anche linsofferenza verso il governo delneoduce Berlusconi. Oggi il terreno in Sicilia è estremamente fertile perpropagandare la parola dordine "Ci vuole un nuovo 25 Aprile per liberarsi delNuovo Mussolini". Noi dobbiamo anche porre molta attenzione alla necessità didemolire la falsa idea che si va diffondento, grazie alla propaganda di PD, MPA,SEL, che le giunte regionali, provinciali e comunali del Mezzogiorno sianoportatrici di rivendicazioni e politiche meridionaliste opposte alle politicheantimeridionaliste del governo centrale. Va spiegato nei nostri interventi pubblici,dati alla mano, come i provvedimenti delle giunte comunali, provinciali, regionalesiano, invece, politicamente coerenti con le scelte del governo nazionale.Questo è un lavoro ideologico necessario ad orientare correttamente la lotta diclasse e il giusto risentimento delle masse popolari siciliane verso le istituzioniborghesi locali e centrali.Lobbiettivo delle nostre riunioni: radicare il PartitoCome ricorderete, il Rapporto tenuto il 2 gennaio 2011 si intitolava"Radichiamoci nei nostri ambienti di lavoro, studio e vita" e la riunione aveva lo
  25. 25. scopo di fare il punto della situazione del lavoro politico in Sicilia, allo scopo dirilanciarlo sulla base dei documenti approvati dal 5° Congresso nazionale delPMLI. È da quel Rapporto che ripartiremo oggi per fare il punto critico eautocritico, in base alle indicazioni stabilite.Lobbiettivo principale di quella riunione era fornire una discussione suglistrumenti necessari al radicamento nei luoghi in cui viviamo concretamente.Alcuni compagni hanno messo in pratica le indicazioni e il piano che si eranoprefissati, ottenendo ottimi risultati, altri le hanno messe in pratica solo in parteottenendo qualche risultato.Prima di iniziare una discussione critica e autocritica su questi argomenti mipreme ringraziare tutti i compagni siciliani per la propaganda svolta sul frontereferendario. Tutte le Cellule e Organizzazioni, tranne Ribera, che non hapraticamente fatto nulla a quel che mi risulta, si sono impegnate. La punta piùavanzata è stata Catania che ha lavorato sia nei comitati per laripubblicizzazione, sia effettuando propaganda di Partito. Sia la Cellula "Stalin"della provincia di Catania sia la Cellula "Mao" di Troina hanno curato il lavorogiornalistico su questo fronte. La Cellula "Lunga Marcia" di Messina ci ha fattomancare la ricaduta giornalistica del lavoro referendario che ha svolto ed è unvero peccato, perché, cari compagni messinesi, il lavoro giornalistico è untassello essenziale del lavoro di radicamento.Ringrazio a questo proposito il compagno simpatizzante Antonio, che nellaprovincia di Palermo ha svolto una diffusione del materiale referendario.Ringrazio poi tutti i compagni militanti e simpatizzanti siciliani che il 1° Maggio aMarsala hanno dato prova della loro enorme generosità e attaccamento alPartito e sono stati giustamente ringraziati dai dirigenti nazionali del PMLI conalla testa il compagno Giovanni Scuderi per la vittoriosa missione compiuta,sotto la direzione del compagno Sesto Schembri, riuscendo ad arrivare fin sottoil palco con la gigantografia di Marx, ottenendo una grossa ricaduta televisiva.Come ricorderete nel rapporto del 2 gennaio avevamo scelto, in base alleindicazioni del 5° Congresso nazionale, di concentrarci sul fronte operaio esindacale e su quello studentesco, incrementando gli sforzi per raggiungerequanti più lavoratori e studenti possibili, sfruttando al meglio tutte le situazioniche si fossero realizzate e le iniziative specifiche del Partito.Il nostro obbiettivo rimane ancora oggi quello di riuscire a diventare in ogni realtàlocale il punto di riferimento degli operai più avanzati in lotta, conoscendo lasituazione locale alla perfezione, conoscendo i problemi degli operaidellindustria, dei braccianti agricoli, degli operai edili, del nostro territorio. Sericordate, come obbiettivo ci eravamo posti quello di iniziare a studiare la nostrarealtà locale per riuscire a intervenire con cognizione di causa sulle vertenze cheriguardano la classe operaia nei nostri territori, con comunicati stampa diappoggio delle lotte operaie che andavano portati ai diretti interessati,intervistandoli, chiedendo loro di intervenire su "Il Bolscevico". Avevamo stabilitodi centrare i nostri articoli sul problema del lavoro, in primo luogo del lavoro
  26. 26. operaio, in Sicilia, non solo dellindustria, ma anche dellagricoltura e di porreparticolare attenzione al tema del lavoro operaio giovanile, utilizzando i nostrigiovani militanti e simpatizzanti su questo fronte.Avevamo stabilito anche di valutare a livello di singola istanza la possibilità diindirizzare i nostri giovani militanti e simpatizzanti ad inserirsi nella mobilitazionestudentesca in Sicilia, cogliendo al volo ogni occasione per entrare in contattocon gli studenti per portare la solidarietà del Partito.Avevamo stabilito anche di sfruttare ogni manifestazione possibile per portare inpiazza i simboli e la posizione del PMLI, diffondendo alle manifestazioni, davantile fabbriche, alle assemblee, davanti le scuole i volantini del Partito.Per ogni Cellula ci eravamo dati questi obbiettivi strategici generali, purconsiderando che in alcune realtà le priorità in questi ultimi mesi sono statealtre, considerate come eccezioni che confermano la regola di concentrarsi sulfronte operaio e studentesco. Nella provincia di Catania, ad esempio, siamo statiimpegnati in un lavoro che ci ha preso ogni energia nel comitato catanese per laripubblicizzazione dellacqua e nelle lotte antirazziste. I compagni catanesi,tuttavia, non hanno perso nessuna occasione per essere presenti in piazza aportare la posizione del PMLI ogni qual volta venivano indette manifestazioni. Icompagni hanno anche diffuso nelle zone industriali e davanti le scuole.Ultimamente finalmente è apparso su "Il Bolscevico" un primo articolo dellaCellula su un tema specifico riguardante una vertenza operaia della provincia diCatania. È un enorme passo in avanti. La Cellula deve continuare su questastrada, concentrandosi sempre più sui fronti operaio e studentesco, una voltaconcluso il lavoro sul fronte referendario. Perché, vedete cari compagni, Cataniaè una città molto viva dal punto di vista dei centri culturali e dei dibattiti,conferenze ecc..sui temi della storia del movimento operaio. Facciamobenissimo ad intervenire in questi dibattiti, dal momento che siamo invitati, perdire la nostra, chiarire da un punto di vista marxista-leninista i vari temi, ma nondimentichiamoci che la nostra ragione di esistere è quella di occupare unospazio sempre maggiore nelle lotte delle masse lavoratrici, classe operaia intesta, delle masse studentesche, delle masse femminili. È quello è il nostroterreno naturale è lì che dobbiamo costruire il nostro edificio, è soltanto lì chepotremo lì raccogliere il consenso delle masse e da lì che dovremo muoverciquando andremo sempre più spesso invitati nei dibattiti culturali a portare lanostra posizione. Se così non è rischiamo di costruire sulla sabbia e fare lavoroinutile.Sono certa che sotto la guida del bravo compagno Sesto, i marxisti-leninisti dellaprovincia di Catania riusciranno ad incrementare dalla prossima stagione politicail lavoro iniziato sui temi specifici del territorio, con volantini, comunicati stampa,diffusioni. Non dimentichiamoci che la Cellula deve anche iniziare il lavoro didenuncia della giunta comunale e provinciale di Catania, mettendo in campotutte le forze di cui dispone.Saluto la recente disponibilità di un giornalista democratico catanese ad
  27. 27. occuparsi delle denunce della giunta catanese di "centro-destra". Un eventopolitico-organizzativo che gioverà alla Cellula "Stalin" e a tutto il Partito, che vacoltivato e che prova la giustezza della politica delle alleanze e del fronte unitodel PMLI.A Troina siamo intervenuti con alcuni volantini sui temi del lavoro che mettevanosotto tiro la giunta guidata dal fascista Costantino. Dobbiamo continuare,tentando di coinvolgere in un largo fronte unito sui temi del lavoro tutte leorganizzazioni disponibili a lavorare col PMLI. Limpegno politico a Troina non èancora sufficiente va intensificato con diffusioni e comunicati stampa regolari. LaCellula, deve impegnarsi in maniera approfondita sullo studio del territorio esoprattutto dei problemi relativi alle masse lavoratrici.A Palermo abbiamo svolto un ottimo lavoro per propagandare la nostra linea tragli studenti, grazie a un nostro simpatizzante che non è qui presente per impegniprofessionali. Al compagno Salvatore vanno i ringraziamenti del Partito. Direcente, grazie alla presenza di un compagno che ha la doppia militanza aPalermo e in unaltra Organizzazione di Partito allestero ed attualmente ètornato per le ferie siamo stati presenti alla manifestazione di commemorazionedi Borsellino e abbiamo portato la nostra solidarietà agli operai Fincantieri inlotta. Ringrazio molto il compagno Gianni per questo suo impegno.La Cellula "Lunga Marcia" di Messina, ha affisso i manifesti per la propagandareferendaria.In merito allOrganizzazione di Ribera rilevo che non ha praticamente fatto nullain questi mesi e lattività politica deve ancora partire.Studio e conoscenza della realtà localeIl corrispondente della Cellula "Stalin" della provincia di Catania, ha concluso unrecente articolo con lesortazione "bisogna studiare"! Ringrazio questocompagno perché ci ha dato lo spunto per trattare questo argomento in manieraconcreta."Studiare, concentrarsi sulle priorità, radicarsi; radicarsi, concentrarsi sullepriorità, studiare"! È la nostra parola dordine sul fronte dello studio e del lavoropolitico. Lo studio non deve essere mai astratto e inconcludente, ma deve tenerconto delle priorità che abbiamo e dellobbiettivo del radicamento. Questa paroladordine fu rilanciata dal nostro Segretario generale, il compagno GiovanniScuderi, in occasione della 6ª Riunione plenaria del 4° Ufficio politico del PMLI, il15 settembre 2002, nel Rapporto dal titolo "Intensifichiamo gli sforzi percostruire un grande, forte e radicato PMLI" e da lui spiegata mettendo inrelazione lo studio e il radicamento: "Anche là dove il radicamento - afferma ilcompagno Scuderi - è in atto occorre migliorarlo, approfondirlo, sistematizzarloed estenderlo. Dobbiamo quindi insistere nel chiarirci le idee sul radicamentoragionando un po attorno alla parola dordine Studiare, concentrarsi sullepriorità, radicarsi; radicarsi, concentrarsi sulla priorità, studiarÈ, che è la chiavedella costruzione e dello sviluppo del Partito. Chi lha utilizzata interamente ha
  28. 28. ottenuto degli ottimi successi, chi lha utilizzata parzialmente ha ottenuto qualchesuccesso, chi non lha utilizzata affatto non ha ottenuto alcun successo.È quindi comprovato dalla pratica che senza lo studio si naviga a vista; senzaconcentrarsi sulle priorità non si sa dove andare e si gira a vuoto; senzaradicarsi è come se fossimo degli apolidi, delle persone estranee al proprioambiente.Ma cosa significa in concreto le tre parti che compongono la suddetta paroladordine?Studiare significa conoscere e applicare il marxismo-leninismo-pensiero di Maoe la linea del PMLI in riferimento alle questioni concrete politiche, sindacali,sociali, studentesche, culturali che dobbiamo risolvere e che riguardano il luogodove siamo presenti. Significa conoscere e applicare i metodi di analisi deiMaestri nellesaminare e risolvere i problemi. Significa conoscere a fondo lapropria città e ambiente di lavoro o di studio con le loro caratteristiche, problemie contraddizioni. Significa conoscere la composizione, il programma, i bilanci, ipiani urbanistici, le delibere, ecc. dellamministrazione della propria città e lerelative posizioni dei vari partiti, nonché le condizioni di vita e i problemi e lerivendicazioni delle masse. Significa conoscere la realtà sindacale del proprioluogo di lavoro e i problemi della propria scuola o università.Concentrarsi sulle priorità significa stabilire i temi principali su cui centrare esviluppare il lavoro politico, rivendicativo, di massa, organizzativo,propagandistico e giornalistico, in base alle necessità e ai bisogni più urgentidelle masse della propria città. Significa bombardare senza soluzione dicontinuità le proprie giunte comunale, provinciale e regionale.Radicarsi significa applicare con forza il Programma dazione in riferimento allepriorità prescelte. Significa intervenire con volantini, manifesti, documenti,comunicati stampa, conferenze stampa, dibattiti, in base alle possibilità concreteche abbiamo, sulle questioni che fanno parte delle priorità e che scoppianoimprovvisamente".Dunque, il nostro studio deve essere legato allazione e al combattimento, arisolvere le questioni politiche, organizzative, tattiche, strategiche per il successodellazione e del combattimento.In sostanza, si tratta di mettere in pratica le indicazioni del 5° Congresso,forgiando lanello mancante, radicandosi profondamente nella propria realtàeconomica, sociale e politica per esprimerne i problemi e i bisogni.In particolare bisogna tenere costantemente sotto tiro le giunte locali,bombardandole con denunce precise, circostanziate e ben motivate eproponendo le nostre rivendicazioni concrete.Ogni Cellula trovi la strada migliore per fare la sua ricerca sul territorio sui temidel lavoro e la persegua. Individuiamo dei compagni che per ogniOrganizzazione possono fare questo lavoro e diamogli questo incarico comeprioritario.
  29. 29. Applicazione della linea politica e organizzativa del PartitoVorrei mettere laccento in questa sede sullacquisizione della correttaconcezione del Partito e sulla conoscenza della linea generale e della linea dimassa del Partito, soprattutto in relazione alla critica e allautocritica, che è untema prioritario per la Sicilia.Il Partito è la cosa più preziosa che abbiamo nella lotta di classe, essoscaturisce dallesperienza concreta di lotta dei marxisti-leninisti di tutto il mondodi ormai 163 anni, da quando Marx ed Engels pubblicarono il "Manifesto delPartito comunista" e la sua struttura si è sviluppata nel fuoco della lotta di classee delle rivoluzioni vittoriose in Unione sovietica e nella Cina di Mao. In unautentico Partito bolscevico non esiste la libertà di fare la propria esperienzasenza tener conto dellesperienza del Partito e tanto meno esiste la libertà difare la propria esperienza sul fronte organizzativo, senza tenere conto delloStatuto del Partito. Mettere in discussione le forme organizzative del Partito, siache ne siamo coscienti, sia che no, significa dare un duro colpo al Partito delproletariato e fare indietreggiare lobbiettivo della conquista dellItalia unita, rossae socialista.Lattuale linea politica e organizzativa del Partito è il nostro bene più grande chedobbiamo difendere con i denti. Mai a nessuno dobbiamo consentire nemmenodi scalfirla. Qualunque compagno sbagli su questo fronte in particolare vacriticato immediatamente e con dialettica per fargli comprendere lerrore econsentirgli di riallinearsi al Partito.Bisogna usare intelligentemente la critica, considerando che a volte i compagniche sbagliano non si rendono conto dei propri errori nei confronti del centralismodemocratico, perché non sono abituati al lavoro collettivo dentro la propriaistanza, non sono abituati a valutare in modo critico e autocritico il proprioimpegno politico. Ma fatta salva la buona fede dei compagni le Istanze devonoandare fino in fondo nella critica e pretendere unautocritica vera e non soloformale che abbia ripercussioni concrete nel modo di porsi rispetto ai proprierrori.Va considerato il fatto che la struttura bolscevica delle Istanze di base non esistedi per sé quando viene fondata unOrganizzazione locale, ma essa va costruitamattone su mattone, con perseveranza e senza scoraggiarsi, tenendo benferma la linea organizzativa del Partito, il rispetto del centralismo democratico,luso della critica e dellautocritica. Inevitabilmente, questo lavoro procede perprove ed errori, ma pur sempre non esiste la libertà di fare di testa propria, mabisogna tenere conto della ricca esperienza accumulata dal Partito su questofronte, sintetizzata nella linea organizzativa del Partito espressa nello Statutoche costituisce la bussola per orientarci nella costruzione di Celluleautenticamente marxiste-leniniste. Gli errori li commettiamo tutti, non devonoessere drammatizzati e non devono scoraggiarci, ma nei nostri errori nondobbiamo perseverare o intestardirci quando ci vengono criticati.Avere una corretta concezione del Partito significa non avere una visione
  30. 30. idealistica del Partito, dei suoi dirigenti, militanti e istanze. Nessuno è perfetto ediventare militante marxista-leninista significa iniziare un percorso di formazionepratica e teorica per nulla semplice. Le contraddizioni di classe e i conflitti diclasse inevitabilmente si riflettono allinterno del Partito, e ciò genera la lotta trale due linee, quella proletaria rivoluzionaria e quella borghese riformista econtrorivoluzionaria. Questa lotta, in genere, è latente, a volte si manifesta susingoli aspetti e tattiche, come contraddizioni in seno al popolo, alle volteesplode su questioni generali e strategiche, come contraddizioni antagonistiche.Anche in Sicilia abbiamo avuto contraddizioni e abbiamo contraddizioni.Abbiamo messo in atto tutte gli accorgimenti per superare tali contraddizioni, maalcune di esse, sulla linea elettorale e su quella sindacale e di massa del Partito,accompagnate dalla malafede dal commettere tali errori ha trascinato lecontraddizioni sul piano dellantagonismo. Abbiamo fatto tanta esperienza suquesto fronte, i compagni siciliani hanno imparato nel concreto che non bisognamai avere una visione idealista del Partito. In questo momento siamo alle presecon una contraddizione in seno al popolo riguardante la linea organizzativa delPartito e esorto i compagni coinvolti a riflettere attentamente sugli erroricommessi e per i quali sono stati criticati allunico fine di correggersi.La critica e lautocritica sono la linfa vitale grazie alle quali il militante si rafforzainsieme allistanza a cui appartiene. Lo dico per i compagni di nuova militanza eper coloro che, di più antica militanza, ancora non ne hanno appreso ilmeccanismo. Non bisogna lasciarsi mai condurre sul tema della critica daipersonalismi, dai legami affettivi e da quelli giusti ed ovvi di rispetto che abbiamonei confronti dei nostri compagni, dei nostri dirigenti. Perché vedete compagni, ègiusto porsi il problema di non ferire le suscettibilità, ma questo non ci deve maiportare allestremo di non dire, tacere e lasciar passare. In questo casocadremmo nellidealismo e nel liberalismo e faremmo il male politico nostro, delcompagno che deve essere corretto e di tutto il Partito. Dobbiamo ragionare sulfatto che il vero meccanismo dellunità dei compagni e delle Istanze risiede nellacritica e nellautocritica sincera.Tutti i compagni siciliani devono, inoltre, imparare a confrontarsi giornalmentecon le questioni riguardanti il centralismo democratico che è lelementoorganizzativo fondamentale del PMLI, che consente di fare vivere allo stessotempo la democrazia e la massima disciplina e unità del Partito, il più largospazio alle istanze di base e intermedie e la direzione nazionale del Partito eimpedisce la nascita di ogni tendenza individualistica e frazionistica, ognitentativo di creare delle correnti e dei regni indipendenti di potere.Il concetto di fondo del centralismo democratico è che dopo che il Congresso hadeciso, e in sua assenza il Comitato centrale, lUfficio politico e il Segretariogenerale, tutti quanti, istanze e singoli militanti, sottostiano alle loro decisioni e leapplichino fedelmente, anche se individualmente o come singola istanza lapensano diversamente. Il singolo è sottomesso alla propria istanza e tutti imilitanti e tutte le istanze al Congresso e al Comitato centrale.
  31. 31. Il centralismo democratico non può essere violato in alcun modo, nemmeno perle questioni più banali organizzative e amministrative.La militanza marxista-leninista è un altro elemento fondamentale e peculiare checaratterizza il nostro Partito. I membri del PMLI non sono dei semplici iscritti, madei militanti, dei soldati rossi correttamente centralizzati, disciplinati, organizzati,uniti e solidali tra di loro. Sono inconcepibili i militanti che stanno con le mani inmano, che non fanno nulla o quasi.Uso dei moderni strumenti tecnologici per la propagandaPiù volte ci siamo trovati a trattare nelle riunioni regionali o in colloqui individualila questione delluso corretto sul fronte politico dello strumento di Facebook(FB)e dei social network che i compagni siciliani non hanno chiaro, agendo incompleta anarchia, spesso violando il centralismo democratico e la strutturaorganizzativa del Partito.Su questo argomento, come su altri, il primo passo è la correttacentralizzazione, rispettando le circolari del Centro e le decisioni della propriaistanza. Si può utilizzare FB a livello di Istanza entro precisi limiti e solo a fini dipropaganda, ma bisogna stare attenti a due questioni essenziali:1) ll rispetto delle competenze.2) la vigilanza rivoluzionariaLa vigilanza rivoluzionaria è un insieme di norme generali e particolari atte aproteggere lincolumità del Partito e dei compagni dalla repressione neofascistae dalle ritorsioni di ogni tipo su tutti i fronti politico, professionale, familiare.Bisogna applicarle in maniera scrupolosa ad ogni momento della nostra vita.Talvolta su FB militanti o simpatizzanti espongono a tutti i loro rapporti con ilPartito. Ma ci siamo dimenticati completamentete le norme basilari di vigilanzacontenute persino nello Statuto? Qual è, vi chiedo, compagni, il meccanismo inbase al quale nella nostra vita reale dobbiamo essere vigilanti, proteggere noistessi, il Partito, la nostra attività professionale, le nostre persone care, e poi sufacebook dove dovremmo intensificare queste norme, si mette tutto in piazza,facendo dei danni oggettivi a se stessi, al Partito e alla causa. Invito tutti icompagni presenti a titolo personale sui social network a eliminare dai loro profiliogni rifermento al Partito e alla propria attività politica, come bandiere del PMLI,foto proprie e dei compagni in azione, immagini dei Maestri ecc. e ad usare soloper questioni personali tali pagine di discussione, lasciando alle Istanze che lodecidano il compito di intervenire sui social network politicamente.Una Circolare della Commissione per il lavoro di organizzazione del CC delPMLI, il 22 settembre 2009 ha chiarito in maniera definitiva i criteri di come vausato internet. A quella Circolare dobbiamo attenerci. Lasciate che ve la legga inmodo che se ne possa discutere: "Care compagne, cari compagni, siamo statiinformati che alcuni militanti e simpatizzanti del PMLI fanno largo uso diFacebook. La cosa va disciplinata a livello delle rispettive istanze. Così comènon va assolutamente bene, perché sono stati infranti il centralismo democratico
  32. 32. e la vigilanza rivoluzionaria.Addirittura dei compagni hanno pubblicato la propria foto e messo allo scopertole proprie amicizie e relazioni, come se non vivessimo in pieno regimeneofascista. Non ci si rende conto, per pubblicizzare se stessi, che potremmo"saltare" tutti. Se non oggi, quando farà comodo al governo e alle istituzioni incamicia nera. A parole lo sappiamo tutti, ma nei fatti, non solo i compagni piùgiovani di militanza ma anche quelli più anziani, alcuni di noi agiscono come sefossimo in piena libertà e democrazia. Invitiamo pertanto i compagni che sonostati ghermiti, per individualismo o per altro, da Facebook a rientrare nei ranghi,rispettare le norme organizzative e di vigilanza rivoluzionaria e concentrarsi suicompiti principali di Partito. In ogni caso deve essere listanza di appartenenzache deve stabilire se e come utilizzare anche Facebook per propagandare ilPMLI (e non se stessi). Internet è uno strumento di comunicazione a doppiotaglio. Dobbiamo usarlo con intelligenza politica evitando di essere usati e dati inpasto alla classe dominante borghese, al suo governo e alle sue istituzioni.Usare tutto ciò che può essere usato in internet per far conoscere il Partito e fartrionfare la causa, ma privilegiando sempre il megafono alla tastiera, ecomunque sotto la direzione del Partito. A parte il chattare personale, che noncoinvolge il Partito e non mette in vetrina i militanti, i simpatizzanti e gli amici delPartito.Vigiliamo compagne e compagni, su noi stessi e sugli altri compagni, perautotutelarci dai colpi dei nemici di classe e per far bene la lotta di classe inmaniera coordinata e disciplinata".Teniamo comunque a mente tutti gli interventi che sinora ci sono stati sul tema,tra cui lintervento del Segretario generale in sede di 5° Congresso, quanto dettosul tema nel documento sui giovani approvato dal CC il 4 aprile e le Circolari delCentro. Seguendo la linea del Partito non sbaglieremo.Care compagne e compagni,adesso apriamo la discussione. Ognuno di voi è invitato a discutere e votarequesto Rapporto e spero che si tratti di una discussione proficua che ci possadare la spinta per intensificare gli sforzi per il radicamento in Sicilia a partire dalprossimo anno politico!W il lavoro di radicamento in Sicilia!Lavoriamo per dare un corpo da Gigante Rosso al Partito in Sicilia perpartecipare allimpresa eroica della conquista dellItalia unita, rossa e socialista!W il PMLI!Coi Maestri e il PMLI vinceremo!

×