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    Ilbolscevico31xi Ilbolscevico31xi Document Transcript

    • Il governo vara una manovra da 45,5 miliardi conlavallo attivo di Napolitano, nuovo Vittorio Emanuele IIIPer far uscire il capitalismo dalla crisi unmassacro sociale senza precedentiNella Costituzione il pareggio di bilancio e la totale libertà alle imprese.Deroghe al contratto nazionale e allart. 18. Scure su Tfr e tredicesime deglistatali. Tentato golpe sulle pensioni. Donne in pensione a 65 anni.Privatizzazioni e liberalizzazioni nei servizi pubblici. Soppresse le festivitàdel 25 Aprile, 1° Maggio e 2 giugno. Cancellato il sistema di tracciabilità deirifiuti. Misure di facciata per la "casta". Una stangata di 1.365 euro afamigliaSollevare la piazza per abbattere il massacratoresocialeIl 12 agosto, con il pretesto ufficiale di frenare la nuova ondata di crolli borsisticie di rispondere alle richieste della Banca centrale europea di un interventourgente sui nostri conti pubblici, il Consiglio dei ministri, in una riunione di solodue ore e allunanimità, ha approvato una nuova stangata antipopolare da 45,5miliardi che anticipa di un anno, dal 2014 al 2013, il pareggio di bilancioperseguito dalla micidiale manovra di lacrime e sangue varata dal governo il 30giugno scorso e approvata a tempo di record il 15 luglio dal parlamento nero,grazie anche alla resa incondizionata dell"opposizione" sollecitata e ottenuta daNapolitano.Una manovra-bis da 20 miliardi nel 2012 e 25,5 per il 2013, secondo quantodichiarato da Berlusconi e Tremonti, che anche stavolta non tocca minimamentei patrimoni e le rendite dei ricchi e i privilegi della "casta" dei politicanti borghesi,per scaricare invece i costi della crisi del sistema capitalistico solo sulle spalledei lavoratori e delle masse popolari. Ma che anzi aggiunge nuove e ancor piùodiose misure antipopolari a quella precedente, che costeranno in media,secondo le associazioni dei consumatori, ben 1.365 euro a famiglia, allargandoe aggravando il massacro sociale portato avanti sistematicamente dal governoneofascista del neoduce Berlusconi.Le dimensioni della stangataCome non definire infatti massacro sociale misure come lulteriore anticipazionedi ben 5 anni, rispetto a quanto già stabilito appena un mese prima, cioè dal2020 al 2015, del progressivo innalzamento delletà pensionabile a 65 anni perle lavoratrici del settore privato (nel pubblico impiego era già stato impostolanno scorso)? Da raggiungere oltretutto nel 2027 anziché nel 2032? O lodiosoe anticostituzionale rinvio di due anni del Tfr (Trattamento di fine rapporto o
    • liquidazione), aggravato dalla cancellazione della tredicesima in caso di nonraggiungimento degli obiettivi di riduzione della spesa, a carico dei lavoratori delpubblico impiego, già pesantemente puniti dal blocco degli stipendi e delleassunzioni previsto dalla manovra di giugno? Oppure, ancora, il taglio di ben10,5 miliardi in due anni di trasferimenti a Regioni ed Enti locali (di cui 6 già nelprossimo anno), che sommati ai circa 15 già tagliati nel 2010, riduconopraticamente a zero le risorse disponibili per finanziare i servizi e le spesesociali, per la sanità, la scuola, gli asili nido, i trasporti locali, lassistenza aglianziani e ai disabili, la manutenzione delle strade e delle altre infrastrutturepubbliche e così via?A questo massacro sociale immediato ed evidente se ne aggiunge uno piùinsidioso e destinato ad avere conseguenze incalcolabili nel prossimo futuro: sitratta dellinserimento dellobbligo del pareggio di bilancio nella Costituzione, chemira a fornire il pretesto legale per tutti i tagli alla spesa pubblica e le stangatefuture che i governi borghesi riterranno "necessarie"; che si accompagna allamodifica dellarticolo 41 della Carta, per sopprimere ogni vincolo anche soloformale alla completa libertà di impresa, in base al principio ultra liberista che "èconsentito tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge". Non a casoTremonti ha voluto rimarcare che la manovra contiene un "meccanismo efficacedi privatizzazione dei servizi locali e una normativa efficace sullemunicipalizzate, oltre a norme per la semplificazione e le liberalizzazioni cheanticipano la riforma dellarticolo 41 della Costituzione".Il ministro si riferiva evidentemente alle liberalizzazioni e alle privatizzazioni deiservizi pubblici, cioè agli incentivi stabiliti per i Comuni che dismetterannomettendole sul mercato le aziende municipalizzate di servizi, il che fra laltrocontraddice in pieno la volontà popolare in difesa dei beni comuni espressa conil referendum di giugno contro la privatizzazione dellacqua. Della stessa logicaliberistica e perfino filo mafiosa fa parte anche la cancellazione, in quanto"spesa non indispensabile", del sistema computerizzato di tracciamento dei rifiutipericolosi, dalla produzione fino allo smaltimento, ormai quasi completato e sulpunto di entrare in funzione: un favore oggettivo alle ecomafie, come non hapotuto fare a meno di ammettere lo stesso ministro dellAmbiente, StefaniaPrestigiacomo.Infame golpe fascista contro i diritti sindacaliAltrettanto infame e anticostituzionale è il tentativo del governo di utilizzare lamanovra e sfruttare il pretesto della crisi finanziaria e lombrello della UE perregolare i conti con la CGIL e dare un colpo demolitore decisivo ai dirittisindacali e politici dei lavoratori, inserendo tra le pieghe del provvedimentoquelle misure liberticide e fasciste, come la libertà di licenziamento e lasoppressione delle ricorrenze della tradizione proletaria e antifascista, che nonera riuscito finora ad imporre per altra via: parliamo dellarticolo 8 del decretogovernativo, che trasforma in legge erga omnes, cioè valida per tutti, gli effetti
    • dellaccordo capitolazionista dello scorso 28 giugno sui contratti e larappresentanza sindacale (firmato arbitrariamente anche dalla segreteria dellaCGIL), con la possibilità, nei contratti aziendali, di derogare dai contrattinazionali e dalle disposizioni di legge, compreso lo Statuto dei lavoratori.E ciò anche per quanto riguarda in particolare larticolo 18 sulla giusta causa peri licenziamenti, il cui inserimento nella manovra è stato voluto espressamentedal ministro del Lavoro Sacconi, con il tacito assenso dei collaborazionistiBonanni e Angeletti; insieme alla norma che estende retroattivamente laccordodel 28 giugno agli accordi aziendali confermati con referendum dallamaggioranza degli interessati. Un evidente regalo, questultimo, a Marchionne eal suo modello di relazioni industriali mussoliniane, e che lo mette al riparo dallecause intentate dalla FIOM contro limposizione anche ai suoi iscritti degliaccordi capestro di Pomigliano e Mirafiori. E parliamo anche dellaccorpamentoalla domenica (vale a dire in pratica la soppressione) delle festività non religiose;che poi guarda caso sono proprio quelle che da tempo la destra neofascista eleghista chiedeva di abolire, cioè 1° Maggio (Giornata internazionale deilavoratori), 25 Aprile (Liberazione dal nazifascismo) e 2 Giugno (festa dellaRepubblica)."Una vera operazione fascista e antidemocratica che cancella 100 anni di storiadel sindacato confederale e del movimento dei lavoratori", lha definitagiustamente il coordinatore della corrente "La CGIL che vogliamo", Rinaldini, ilquale ha anche chiesto al segretario Susanna Camusso che venga sospesa laconsultazione (fra laltro ristretta ai soli iscritti) sullaccordo del 28 giugnorinviandola a dopo lo sciopero del 6 settembre.Misure demagogiche e di facciata contro la "casta"Per quanto riguarda invece i "tagli alla casta" le misure sono più che altrodemagogiche e di facciata, come i 5-6 miliardi di tagli ai ministeri (che siripercuoteranno però anche sulla quantità e qualità dei servizi), il taglio dellametà dellindennità ai parlamentari che hanno un reddito uguale o superioreallindennità stessa, laccorpamento dei piccoli comuni sotto i 1.000 abitanti,circa 1.500, e labolizione delle province sotto i 300 mila abitanti, circa 38 su109, con la conseguente soppressione - come si è vantato Berlusconi - di circa54 mila poltrone. Ma cè da dire che queste due ultime misure, soprattuttoleliminazione di tanti piccoli comuni, non saranno prive di ricadute negativeanche per la vita delle comunità coinvolte (scuole, trasporti e altri serviziindispensabili).Dal lato delle entrate, scontata la contrarietà assoluta di Berlusconi ad una tassasui patrimoni, e quella di Tremonti ad un aumento dellIVA perché vorrebbetenersela come carta di riserva per ridurre le tasse ai ricchi, il governo si èlimitato ad alcune misure di sapore demagogico, come il cosiddetto "contributodi solidarietà" per tre anni sui redditi medio-alti, ossia una tassazione del 5% suiredditi sopra i 90 mila euro annui e del 10% su quelli al di sopra dei 150 mila
    • euro (peraltro rimessa subito in discussione dallo stesso Berlusconi che temericadute sui suoi consensi elettorali), laumento della tassazione sulle renditefinanziare dal 12,5 al 20% (ma con lesclusione dei titoli di Stato), laumento deiprelievi su giochi e tabacchi; più qualche blanda misura di contrasto allevasionefiscale, come la tracciabilità dei pagamenti sopra i 2.500 euro (recentementeelevata da 500 a 5.000 euro dallo stesso Berlusconi) e laumento delle sanzioniper chi non rilascia scontrini e ricevute fiscali, fino alla chiusura dellattività.Misure risibili e demagogiche per eludere lunica che potrebbe colpire veramentee subito gli evasori fiscali: una drastica imposta progressiva sui medi e grandipatrimoni, che però il neoduce vede come il fumo negli occhi perché colpirebbeal cuore i ceti che maggiormente lo sostengono.Il ruolo di Napolitano e lipocrisia del neoduceAnche stavolta il nuovo Vittorio Emanuele III, Napolitano, spalleggiato peraltrodal governatore uscente di Bankitalia, nonché futuro presidente della Bancacentrale europea (BCE), Draghi, ha giocato un ruolo fondamentale per il varo intempi rapidi della manovra, al punto da interrompere le vacanze, mentre la crisiinfuriava nei mercati finanziari, per convocare Letta, Tremonti, Bersani e Casinial Quirinale e sollecitare ai primi due un immediato intervento del governo, e aidue leader dell"opposizione" quel clima di "coesione", in nome dei superioriinteressi nazionali, che ormai va invocando ad ogni piè sospinto e che harichiamato con enfasi anche al meeting di Comunione e liberazione, dove haricevuto unaccoglienza trionfale. E non appena ha ricevuto il decreto dellamanovra del massacro sociale lha subito controfirmata, non trovandoci "nessunprofilo di incostituzionalità", nonostante ve ne siano invece di evidenti: comequelli che anticipano con legge ordinaria le modifiche agli articoli 41 e 81 dellaCostituzione, che aboliscono surrettiziamente larticolo 18 e le festività "laiche",che impongono il blocco del Tfr e delle tredicesime dei dipendenti pubblici edaltri ancora.Quanto al massacratore sociale in capo, Berlusconi, da quel macellaio che è,dopo aver appena affondato i denti nella carne viva dei lavoratori e delle massepopolari, si è messo a piangere le classiche lacrime di coccodrillo, facendo fintadi non aver voluto lui la stangata, ma di esservi stato costretto unicamente dai"mercati" e dalla BCE, facendo riferimento ad una lettera, che peraltro si èrifiutato di rendere pubblica, in cui le autorità monetarie europee subordinavanolacquisto dei nostri titoli di Stato al varo immediato della manovra: "Il nostrocuore gronda sangue perché, come abbiamo sempre detto, mai avremmo volutomettere le mani nelle tasche degli italiani", si è lamentato ipocritamente ilneoduce, "ma andiamo nella direzione indicata dalla BCE che con lacquisto deinostri titoli ha frenato la speculazione internazionale contro lItalia".Il nuovo Mussolini non si riferiva certo allaumento delletà pensionabile alledonne, o alle misure punitive ai pubblici dipendenti, e nemmeno allattacco aidiritti dei lavoratori o ai tagli a regioni e comuni, bensì unicamente alla "tassa di
    • solidarietà" che rischia di alienargli parte del suo elettorato, e che non gli èriuscito di scambiare con laumento dellIVA a causa dellopposizione diTremonti, come gli è riuscito invece di bloccare il ventilato aumento dellIrpef agliautonomi con reddito al di sopra dei 55 mila euro. Perciò ha messo subito inchiaro che la manovra potrà essere emendata in parlamento (quantomeno alSenato, mentre alla Camera ha fatto capire che metterà la fiducia), aprendoanche al "concorso dellopposizione", ed ha avviato una trattativa con la Legaper accordarsi su qualche altra voce da tagliare, fermo restando la suaavversione viscerale per ogni ipotesi di patrimoniale, per poter abolire oquantomeno ridurre al minimo la "tassa di solidarietà".Se dipendesse solo da lui, come ha dichiarato senza il minimo pudore, al postodi questa tassa privatizzerebbe tutte le grandi aziende pubbliche (Rai, Enel, Eni,Poste, Ferrovie ecc.), venderebbe lintero patrimonio dello Stato e tutte le 700municipalizzate, taglierebbe le pensioni di anzianità e porterebbe subito letàpensionabile a 67 anni, come chiedono infatti a gran voce i cosiddetti "frondisti"ultra liberisti del PDL a cui strizza locchio; e per soprammercato ciaggiungerebbe un altro "scudo fiscale", oppure un altro bel "condono tombale",col che prenderebbe i classici due piccioni con una fava: fare cassa e premiare iricchi, gli evasori e i mafiosi, che poi rappresentano il suo bacino elettorale. Inogni caso, anche se alla fine fosse costretto ad approvare la manovra cosìcomè col voto di fiducia, potrà sempre attribuirne lesclusiva paternità aTremonti, del quale non vede lora di sbarazzarsi.Da parte sua la Lega si dice indisponibile a toccare le pensioni di anzianità, cheil PDL (ma anche Casini) vorrebbero invece tagliare aumentando sia letàpensionabile che gli anni di contribuzione, mentre lo stesso PD non è del tuttocontrario a parlarne.Invece il partito di Bossi, Calderoli e Maroni è disponibile a tagliare le pensioni direversibilità e di accompagnamento, cosicché mentre con una mano si erge adifensore delle "pensioni del Nord", con laltra offre alla mannaia del neoducequelle delle vedove e degli invalidi, pensando evidentemente che la maggiorparte di esse stiano al Sud e quindi non riguardino il suo elettorato. Un autenticotentativo di golpe pensionistico.Alla fine il neoduce e i caporioni della Lega si sarebbero accordati per tagliareinvece proprio le pensioni di anzianità, per eliminare del tutto la "tassa disolidarietà" e per attenuare i tagli ai comuni, come richiesto da Maroni che si èfatto interprete delle pressioni di molti sindaci e amministratori del Nord chesostengono la sua corrente. Anche per la presidente di Confindustria,Marcegaglia, "con laumento dellIVA e le pensioni il decreto del governodiventerebbe accettabile". Mentre invece larticolo 8 del decreto (quello voluto daSacconi, ndr) non si tocca, perché "è coerente con laccordo del 28 giugno e dàalle parti la possibilità di gestire una maggiore flessibilità" (intervista a LaRepubblica del 28 agosto).
    • Con lo sciopero indetto dalla CGIL e per la lotta di piazzaContro la manovra del governo, anche e soprattutto sotto la pressione dellaFIOM e della base sindacale, la segreteria della CGIL si è decisa a proclamareuno sciopero generale di 8 ore per il prossimo 6 settembre, ferocementeattaccato da governo, Confindustria e sindacati collaborazionisti, sciopero cheinvece noi appoggiamo e invitiamo tutti a sostenere. Bisogna anzi parteciparvi inmassa anche per alzarne il livello rivendicativo e politico antigovernativo, che lasegreteria Camusso cerca di circoscrivere a pura testimonianza se non piegareaddirittura a "difesa dello spirito" dellaccordo interconfederale capitolazionistadel 28 giugno, che ha spianato invece la strada allattacco ai contratti nazionali eallarticolo 18 e alla vergognosa ammucchiata di inizio agosto tra governo,padroni, banchieri e sindacalisti collaborazionisti. In questo quadro salutiamocon favore la decisione dei sindacati di base, tra cui Usb, Orsa, Cib-Unicobas,Usi, Sincobas, Snater e Slaicobas, di indire anchessi lo sciopero di 8 ore nellastessa giornata, ma sulla base di una piattaforma che unisce alla lotta "contro lemanovre del governo e le politiche dellUnione europea che vogliono tutelare lebanche e la finanza", anche quella "contro il patto sociale e lattacco ai diritti deilavoratori".I lavoratori, le masse popolari e tutti i sinceri democratici e antifascisti, nondevono delegare questa cruciale e irrinunciabile battaglia all"opposizione"parlamentare di cartone, che non solo non chiama alla lotta nelle piazze peraffossare il decreto del governo, ma auspica al massimo una schermagliastrettamente parlamentare per "modificarlo" (sempre ammesso che il governonon chiuda subito la partita col voto di fiducia). A parte infatti il democristianoCasini, che vorrebbe addirittura che si tagliassero le pensioni di anzianità echiede solo "correzioni" che tengano conto dei carichi familiari, anche per ilpresidenzialista Di Pietro la manovra è fatta di "luci e ombre" (sic) e prometteche "faremo la nostra parte in parlamento per correggere le cose che nonvanno", mentre per Bersani la manovra del governo sarebbe solo "iniqua einadeguata".Il segretario del PD liberale non sarebbe poi indisponibile a "discutere" dipensioni, è nettamente favorevole a liberalizzazioni e privatizzazioni, glissacome sempre sulla patrimoniale e nicchia sullo sciopero della CGIL, cedendoalle pressioni delle correnti interne vicine a CISL e UIL, tanto da dirsipreoccupato che con lo sciopero non si rompa lo "spirito unitario dellaccordo del28 giugno". Nel PD sta anzi circolando un documento di alcuni deputati,appoggiato platealmente anche da Chiamparino, che attacca lo scioperochiedendo addirittura di rinviarlo a dopo il "confronto parlamentare"!Quel che occorre invece, è sollevare la piazza, per affossare del tutto lamicidiale stangata del governo e abbattere il massacratore sociale, Berlusconi.Solo con la lotta di piazza e un nuovo 25 Aprile sarà possibile buttare giù ilnuovo Mussolini e stroncare il suo tentativo di far pagare la crisi finanziaria delcapitalismo ai lavoratori e alle masse popolari e usarla come una leva per
    • attuare il suo disegno piduista e golpista di controriforma neofascista,presidenzialista e federalista della Costituzione.Una nuova edizione del Patto di Palazzo VidoniAmmucchiata governo, padroni, banchierie sindacalisti collaborazionistiLa Camusso si fa rappresentare dalla MarcegagliaLa sinistra CGIL non ci staLa Segreteria nazionale della Cgil nella sua riunione allargata ai segretarigenerali di categoria e territoriali, tenutasi il 23 agosto scorso ha indetto per il 6settembre prossimo lo sciopero generale di 8 ore di tutte le categorie pubblichee private per cambiare, si legge in una nota la manovra economica di 47 miliardidi euro varata dal consiglio dei ministra su proposta di Tremonti il 14 agosto,giudicata "depressiva, socialmente iniqua, inefficace e antisindacale".Nellambito della protesta sono previste 100 manifestazioni territoriali. Unabuona notizia, una decisione giusta, seppure tardiva, che il PMLI appoggia; chesi associa allaltra buona notizia: anche lUnione sindacale di base (Usb) hadeciso per lo stesso giorno di proclamare lo sciopero generale.Alla buonora, verrebbe da dire, di fronte a una megastangata governativa checolpisce pesantemente e quasi esclusivamente i lavoratori dipendenti e ipensionati già ridotti praticamente alla fame, mette in ginocchio gli enti locali conconseguenze devastanti per i servizi pubblici e assistenziali, cancella, per giuntaper decreto (fascista), lintero impianto dei diritti e delle libertà sindacali, dalcontratto nazionale, allo Statuto dei lavoratori, via lart. 18 e introduzione dellalibertà di licenziamento senza "giusta causa", dal diritto dei lavoratori di votaregli accordi e di eleggere i propri rappresentanti aziendali al diritto di sciopero.Mentre non viene tolto un euro alla grande e media borghesia, non vengonotoccate le rendite finanziarie e patrimoniali, non viene scalfita la evasione fiscalee contributiva. E tuttavia appare ormai certo che Susanna Camusso, segretariogenerale Cgil, più che per convinzione sia stata costretta a prendere questadecisione tattica per coprirsi a sinistra dopo aver dato vita il 5 agosto allariedizione del Patto di Palazzo Vidoni e alla vergognosa ammucchiata con ilgoverno Berlusconi, i padroni, i banchieri e gli altri sindacalisti collaborazionisti,allorché la Camusso si faceva rappresentare dalla Marcegaglia e da queldocumento in 6 punti, proposto, si badi bene, dal presidente di Confindutria e daquello dellABI (Associazione banche Italiane) e sottoscritto dalle cosiddette"parti sociali", ossia dalle associazioni degli imprenditori di industria, commercioe artigianato, da quelle del credito e dai sindacati collaborazionisti, compresa laCgil della Camusso. Un documento per spingere il governo, secondo le
    • intenzioni dei promotori, ad assumere misure urgenti per affrontare la crisieconomica e finanziaria debordante e sempre più minacciosa, scritto peròinteramente per tutelare gli interessi padronali sulla base dellantioperaia ricettaneoliberista. Vedi il punto sulla spesa pubblica che va tagliata con laccetta perottenere il pareggio entro il 2014, vedi il punto sulle liberalizzazioni e leprivatizzazioni, vedi il punto che chiede tagli drastici nelle pubblicaamministrazione, vedi soprattutto quello dedicato alla "modernizzazione dellerelazioni sindacali" proseguendo il cammino iniziato con laccordo del 28 giugnoe dove quello che interessa non è lalleggerimento del fisco su salari e pensionima la "detassazione dei premi di risultato". Un documento che la Cgil nonavrebbe dovuto assolutamente firmare perché i contenuti sono del tutto antiteticialla linea e alla natura del sindacato che dovrebbe difendere gli interessi deilavoratori ma anche perché si appiattiscono sugli interessi dei padroni secondounispirazione tipica del corporativismo fascista.Allincontro tenutosi a Palazzo Chigi lo stesso giorno tra governo e "parti sociali"dove la Marcegaglia a nome di tutti (associazioni padronali e sindacati) e quindianche della Cgil (sic!) ha illustrato il suddetto documento, faceva seguito unsecondo incontro il 10 agosto dove il governo rispondeva alla sua maniera,inserendosi proprio in alcuni varchi aperti dal suddetto documento perprospettare provvedimenti selvaggi di dimensioni enormi, ivi compreso uncapitolo dedicato al lavoro contenuto nellart. 8 che riprende, sia pureaccentuandoli, i contenuti dellaccordo del 28 giugno, dandogli forza di legge, poiripresi nella manovra di ferragosto. Sia nel primo che nel secondo incontro si ètrattato di una vergognosa ammucchiata governo, padroni, banchieri esindacalisti collaborazionisti impegnata a non far affondare la traballante barcacapitalistica italiana. E fatte le debite differenze, invece che a Palazzo Chigisembrava di essere a Palazzo Vidoni dove nel 1925 Mussolini e i sindacatifascisti firmarono il Patto che inchiavardava le relazioni industriali allecorporazioni e alla dittatura fascista.La linea della Camusso è stata, e fino a prova contraria è ancora, quella diricomporre, da destra, lunità con i sindacati collaborazionisti, la Cisl e la Uil diBonanni e Angeletti in testa, di rientrare senza condizioni al tavolo della trattativacon Confindustria, di perseguire il "patto sociale" col governo "per la crescita e losviluppo" anche a costo di sacrificare gli interessi dei lavoratori. Il più grosso diquesti fatti è rappresentato, senza dubbio, dallaccordo siglato il 28 giugnoscorso, solo dopo due giorni di trattativa, dal presidente di Confindustria e daisegretari di Cgil, Cisl, Uil. Un accordo che riscrive le regole della contrattazionee della rappresentanza sindacale secondo gli interessi dei padroni e del governoBerlusconi, che rappresenta una capitolazione totale della Cgil sia alla linea filopadronale e filogovernativa dellaccordo separato del 2009 tra Confindustria e ileader dei sindacati collaborazionisti, sia alle nuove relazioni industriali distampo mussoliniano imposte da Marchionne alla FIAT di Pomigliano, diMirafiori e alla Bertone di Grugliasco. Un accordo firmato senza alcun mandato
    • né dei lavoratori né delle strutture sindacali, che introduce quelle deroghe alcontratto nazionale prima sempre rifiutate, toglie ai lavoratori il diritto di votare gliaccordi contrattuali, permette la sostituzione delle RSU con le RSA, le primeelette dai lavoratori le seconde nominate dalle burocrazie sindacali, lede il dirittodi sciopero. Un accordo che vanifica due anni di dure lotte condotte propriocontro questo tipo di relazioni industriali.Le posizioni assunte dalla Camusso e dal suo gruppo dirigente, molto gravi e dacondannare con estrema fermezza, non sono però passate sotto silenzioallinterno della Confederazione. La sinistra che già aveva criticato metodo emerito dellaccordo del 28 giugno si è fatta sentire usando parole di esplicitodissenso verso il segretario generale. "La Cgil mai, nella sua lunga storia - haaffermato Gianni Rinaldini, coordinatore nazionale de La Cgil che vogliamo inuna dichiarazione - si è sognata di sottoscrivere un documento nel quale nonfosse visibile e riconosciuta la valorizzazione della qualità e la dignità dellavoro". "È inaudito - ha proseguito - che la Marcegaglia possa rappresentaredelle proposte anche a nome e per conto delle Organizzazioni Sindacali:unumiliazione della Cgil e un affronto alle lotte, agli scioperi, ai sacrifici dellelavoratrici e dei lavoratori che hanno creduto nella Cgil". "Si conferma anche inquesto caso dopo laccordo del 28 giugno, una gestione della Cgil come fosseproprietà di 2 o 3 dirigenti".Non meno caustico Giorgio Cremaschi, presidente del CC della FIOM chestigmatizza la Camusso che "ha firmato con la presidente della Confindustria econ tutte le altre parti sociali un documento che è estraneo totalmente ai principie alle scelte della Cgil. La segretaria generale della Cgil - ha aggiunto - ètotalmente fuori da qualsiasi mandato della sua organizzazione e stacompromettendo una storia politica e sociale enorme". "Non era mai successo -ha affermato Maurizio Landini segretario generale Fiom - che per decreto leggeun governo provasse a cancellare lesistenza del Contratto Nazionale e aprissealla libertà di licenziare". "La Cgil - ha continuato - deve trarre le dovuteconseguenze dalluso fatto dal governo dellaccordo interconfederale del 28giugno 2011 e delle proposte delle parti sociali del 4 agosto 2011". Ossiaproclamare lo sciopero generale, come poi è avvenuto, e rigettare laccordo.Lindizione dello sciopero generale è stato un atto importante. Ma da solo nonbasta. Occorre che esso sia non un punto di arrivo ma un punto di partenza percostruire tempestivamente e in modo serrato una mobilitazione operaia epopolare la più ampia ed efficace possibile capace di respingere la manovranella sua globalità e di mandare a casa il governo Berlusconi, che è lunicomodo per impedire il massacro sociale senza precedenti in atto.In questo contesto laccordo del 28 giugno che tanto piace a governo,Confindustria, sindacati collaborazionisti e alla destra e alla "sinistra" borghesedeve essere interamente sconfessato.
    • Giù le mani dal 25 Aprile, 1°Maggio e 2 GiugnoIl comma 24 dellart. 1 del Decreto Legge (DL) del 13 agosto 2011, n. 138prevede che "a decorrere dallanno 2012 con decreto del Presidente delConsiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanareentro il 30 novembre dellanno precedente, sono stabilite annualmente le date incui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente adaccordi con la Santa Sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività deiSanti Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, lestesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la primadomenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica".Così il 25 Aprile, il 1° Maggio e il 2 Giugno, le uniche tre feste non religiose invigore in Italia verrebbero abolite dal calendario. Nessun problema per le festecattoliche.Il ministro delleconomia e delle finanze Tremonti, PDL, giustifica taleinaccettabile proposta con motivazioni economiche, sostenendo che essaconsentirebbe di ottenere un "formidabile aumento di produttività". In realtà nonregge la pretesa del governo di addossare al 25 Aprile, al 1° Maggio e al 2Giugno parte della responsabilità della crisi in cui versa il capitalismo italiano einternazionale. Lo hanno sottolineato persino degli economisti liberali, molti deiquali, pur non addentrandosi nellanalisi politica delle motivazioni chesorreggono lattacco del governo alle tre feste suddette, giudicanosostanzialmente irrilevante il rientro in termini di rilancio delleconomia di talenorma.Ben lungi dal migliorare le condizioni economiche delle masse popolari elavoratrici, in testa la classe operaia, tale norma è una componente significativadellattacco micidiale alla contrattazione nazionale, ai diritti dei lavoratori,alloccupazione, ai servizi contenuto nel DL 138, tentando di mettere con lespalle al muro e frenare la lotta di classe, cancellandone la storia e le formeorganizzative, i simboli e i riferimenti culturali e attuali, oltre che la storiadellantifascismo.Tale provvedimento, davanti al quale alcuni leader della "sinistra" borgheserimangono "sorpresi" non nasce improvvisamente, ma mette le sue radici nellaincessante costruzione del nuovo regime neofascista operata nel ventennioberlusconiano e favorita dalla "sinistra" borghese, con cui il nuovo Mussolini,Berlusconi, ha restaurato il fascismo in Italia sotto nuove forme, nuovi metodi enuovi vessilli, realizzando anno per anno e passo dopo passo il nero disegnoneofascista e presidenzialista tracciato nel "piano di rinascita democratica" enello "schema R" della P2 e di Gelli. Un attacco finale del quale negli anni vi
    • sono stati indizi chiarissimi. Non a caso il PMLI da anni a più riprese harivendicato "Giù le mani dal 25 Aprile!" e "Giù le mani dal 1° Maggio", anchecontro gli esponenti del "centro-sinistra", come il berluschino sindaco fiorentinoRenzi che ha imposto lapertura dei negozi il 1° Maggio con la conseguenterinuncia alla festività per i lavoratori del commercio.Danno fastidio al governo queste tre feste tutte nate o ripristinate dopolabbattimento del ventennio mussoliniano. Il 25 Aprile (1945) è la datadellinsurrezione armata di Milano, con la quale si mise fine alloccupazionenazifascista. Il 1° Maggio, ufficializzato dalla Seconda Internazionale nel 1889 eratificato in Italia due anni dopo, ha un evidente carattere di classe perlemancipazione del proletariato e la conquista del socialismo. Abolito daMussolini venne ripristinato dopo la Liberazione. Il 2 Giugno (1946) è la data delReferendum istituzionale con il quale le masse popolari italiane scelsero laforma dello Stato repubblicana, sancendo la fine della criminale monarchia deiSavoia, principale pilastro del fascismo.Ininterrottamente i gerarchi berlusconiani si sono scagliati con livore contro il 25Aprile e il 1° Maggio, in particolare, provando a snaturarne il significato con unamartellante propaganda sulla conciliazione nazionale e linterclassismo,tentando di trasformarle in feste unitarie, patriottarde, corporative, come èsuccesso, purtroppo, al 2 Giugno, il cui significato popolare che va ripristinato èstato oscurato a favore di quello nazionalista e imperialista, anche grazieallopera nefasta del rinnegato Napolitano. Il 25 Aprile e il 1° Maggiomantengono intatto il loro carattere popolare e antifascista e la loro stessaesistenza rappresenta un simbolo e insieme un monito rispettivamente contro ineofascisti e contro il padronato. Ecco perché costoro vogliono definitivamentesbarazzarsene e cancellarli una volta per sempre. Sfruttare ancor di più ilavoratori costringendoli allo sfruttamento salariato persino in queste due dateche sono sacre per gli antifascisti e per la classe operaia.È allora chiaro che è di vitale importanza per il governo del neoduce privare laclasse operaia e le masse lavoratrici e popolari oltre che dei loro diritti anchedella loro memoria storica, dellesempio di decenni di lotte vittoriose antifasciste,per i diritti dei lavoratori e progressiste, degli esempi delle forme corrette di lotta,sintetizzate nelle date simbolo del 25 Aprile, 1° Maggio e 2 Giugno.Contro la cancellazione delle feste suddette si sono schierate organizzazionicome Anpi, Cgil e Articolo 21 e altre che hanno lanciato delle iniziative e dellepetizioni per cancellare questo obbrobrio normativo. Sabato 3 settembre avràluogo a Torino una manifestazione pubblica promossa dallANPI contro lamostruosa decisione del governo e con linizio del nuovo anno scolastico unapetizione, in difesa delle tre ricorrenze, sarà portata in tutti gli istituti di ogniordine e grado.Per il PMLI, in questo frangente politico e sociale vi è la necessità e lurgenzache tutte le masse antifasciste e democratiche si mobilitino e scendano in piazzaper difendere queste ricorrenze e mandare a casa il governo Berlusconi. Infatti
    • lunica soluzione per impedire lo scempio sociale, economico e politico èsollevare la piazza per abbattere il massacratore sociale e il suo governoneofascista, antioperaio, razzista, xenofobo, corrotto, mafioso e guerrafondaio.Auspichiamo che le piazze del 6 settembre in occasione dello sciopero generaledella Cgil diano un sonoro ceffone al neoduce e ai suoi tirapiedi della destra edella "sinistra" borghesi, riempendosi di bandiere rosse con la falce e martello, dicartelli in difesa del 25 Aprile, del 1° Maggio e del 2 Giugno e che ovunquevengano sturate le orecchie al governo con "Bella Ciao" e gli inni del 1° Maggio.Giù le mani dal 25 Aprile, dal 1° Maggio e dal 2 Giugno!Napolitano rinuncia alle briciole non allostipendioIl presidente della Repubblica restituirà 68 euro al mesefino alla fine del suo mandatoNel tentativo di placare la crescente indignazione popolare contro le duemicidiali stangate, i lauti stipendi e i privilegi da nababbo delle coscheparlamentari che non sono stati minimamente toccati dalle manovre economichevarate dal governo del neoduce Berlusconi col pieno avallo del nuovo VittorioEmanuele III Napolitano; a fine luglio il Quirinale ha diffuso una nota perannunciare pomposamente al ministro dellEconomia e delle Finanze che il capodello Stato ha deciso di rinunciare a partire dal corrente anno e fino allascadenza del suo mandato nel 2013, alladeguamento automatico del suostipendio allindice dei prezzi al consumo così come stabilito dalla legge 23 luglio1985, n. 372 ai sensi dellart. 84 della Costituzione.Messa così la decisione del rinnegato Napolitano potrebbe sembrare proprio "unbel gesto, sia pure simbolico" o addirittura costituire "il buon esempio per lacasta" affinché si decida a fare altrettanto.In realtà la falsa "fermezza" di Napolitano sfiora il ridicolo, perché a conti fatti ilcapo dello Stato rinuncerà alla "faraonica" cifra di 68 euro netti al mese da quifino al 2013 anno in cui finirà il suo mandato.Fino ad allora Napolitano continuerà a incassare 240 mila euro allanno, oltre 12mila euro al mese di stipendio, mentre il suo ufficio al Quirinale continuerà adavere una dotazione di 228 milioni lanno, ossia più dei 112 dellEliseo e dei 43di Buckingham Palace messi insieme. Inoltre costui riceve la ricchissimapensione da ex-parlamentare pensionato.Alle suindicate "restrizioni" spiega ancora il Qurinale "si aggiungono i risparmieffettuati nel periodo 2006-2011 che ammontano complessivamente a56.316.000 euro" realizzati tutti sulla pelle del personale e dei dipendenti dei
    • livelli più bassi del Quirinale attraverso il blocco del turnover, soppressione delmeccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personaledel Senato, congelamento fino al 2013 degli importi tabellari degli stipendi edelle pensioni, riduzione dei compensi per il personale comandato e distaccato edi numerose indennità, contenimento degli straordinari, riduzione delle ferie,aumento dellorario di lavoro e riorganizzazione amministrativa interna.Insomma, il Colle ha partorito un topolino.Con lattuale normativa previdenzialeIl 42% dei giovani raggiungerà unapensione di solo mille euro al meseContinua a mietere vittime la macelleria sociale scatenata dal governo delneoduce Berlusconi e ancora una volta colpisce i giovani.Secondo quanto segnala il progetto "Welfare, Italia. Laboratorio per le nuovepolitiche sociali" condotto da Censis e Unipol, il 42% dei dipendenti giovaniattualmente fra i 25 e i 34 anni, intorno al 2050 andranno in pensione con menodi mille euro al mese, in generale addirittura meno dello stipendio di "iniziocarriera".Ma non finisce qui, in quanto questa previsione riguarda i 4 milioni di giovani chesi trovano con un contratto standard: le cose andranno ancora peggio per itantissimi giovani della stessa fascia detà autonomi, con contratti atipici o chenon sono ancora riusciti a trovare lavoro, che vanno tenuti in considerazionedato che la disoccupazione giovanile, interessando oltre 1 milione di giovani al disotto dei 35 anni (con il Mezzogiorno che supera la media nazionale di diecipunti percentuali), è una piaga sociale di dimensioni enormi.Il quadro si fa ancora più grave se si pensa che, con il costante aumento dipensionati in Italia, il sistema pensionistico rischia davvero di crollare e dilasciare alla fame innumerevoli pensionati, come già dimostra il costanteabbassamento del tasso di sostituzione, cioè limporto della pensione rispettoallultima retribuzione (oggi al 70% e nel 2040 al 60%, secondo lindagine citata).Ha un bel da dire Sacconi, ministro del Welfare, che queste proiezioni sono"molto opinabili" (sic), proponendo persino "forme di previdenza e assistenzacomplementari" (leggi: "private"), che andrebbero ulteriormente a gravareeconomicamente sulle masse popolari.Si tratta comunque di un altro frutto amaro della crisi del capitalismo, sistemache nega ai giovani speranze e sicurezza per il futuro, il tutto aggravato da ungoverno che si tappa occhi e orecchie davanti alle richieste delle masse, e chequindi va buttato giù quanto prima."I marxisti-leninisti si battono per un sistema pensionistico pubblico unificato,
    • legato alla dinamica salariale, finanziato dalla contribuzione obbligatoria. Inconcreto chiedono il ripristino delletà pensionabile a 60 anni per gli uomini e 55per le donne e il mantenimento dei 35 anni contributivi per la pensionedanzianità. Chiedono il ripristino del calcolo della pensione sulla retribuzione,quella degli ultimi 5 anni lavorati, la riduzione del minimo di contribuzione a 5anni per il diritto alla pensione minima, in conseguenza anche del dilagare dellavoro precario e dellaumento del periodo di disoccupazione. Chiedono unadeguamento reale delle pensioni in base al costo della vita e alla dinamicasalariale, da realizzare attraverso un efficace meccanismo automatico di scalamobile. Inoltre i marxisti-leninisti chiedono la separazione dei fondi dellaprevidenza di competenza dellInps e simili da quelli dellassistenza e sostegnoalloccupazione che sono di competenza dei ministeri, e leliminazione deiprivilegi pensionistici ai parlamentari, ministri e alle cariche pubbliche locali, aimanager pubblici e privati". (Tesi del 5° Congresso nazionale del PMLI)La Merkel e Sarkozy dettano la linea per salvare lamoneta unica dalla crisi"Servono un governo per leuro e ilpareggio di bilancio in tutte leCostituzioni"Lintesa tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedescaAngela Merkel aveva dato il via libera, nel vertice straordinario dei paesidellEurozona dello scorso 21 luglio a Bruxelles, al secondo interventofinanziario da 158 miliardi di euro per salvare la Grecia dalla bancarotta e conessa leuro. Sono gli stessi due protagonisti che dopo gli ulteriori scossonigenerati in Borsa dalla speculazione finanziaria, che colpivano i titoli di StatodellItalia e arrivavano a minacciare persino quelli francesi a inizio agosto,intervenivano di nuovo e dettavano la linea per salvare la moneta unica dallacrisi.Il vertice franco-tedesco del 16 agosto a Parigi lanciava alcune proposte diintervento fra le quali la creazione di un "governo economico" per lEuropadiretto da un presidente in carica per due anni e mezzo; "Io e la signora Merkel -spiegava Sarkozy nella conferenza stampa - proponiamo che il candidato siaHerman Van Rompuy", lattuale presidente del Consiglio europeo. Lorganismosarebbe costituito dai capi di Stato e di governo e si dovrebbe riunire almenodue volte lanno, precisavano la Merkel e Sarkozy in una lettera che il 17 agostoinviavano a Van Rompuy, con la richiesta ufficiale dellassunzione dellincarico dipresidente del nuovo organismo di governo della zona euro.
    • Un organismo che nelle intenzioni dei due paesi promotori dovrebbe "guidare"almeno in questa fase la difesa politica e economica delleuro. Non è certopossibile per le due potenze imperialiste che parte di queste responsabilità sianoassunte autonomamente dalla Banca centrale europea (Bce), che da novembresarà guidata dallitaliano Mario Draghi, intervenuta direttamente sui mercatifinanziari per comprare, dopo quelli greci, i titoli di stato italiani e spagnoli. Dopoaver imposto al governo Berlusconi di dare il via alla superstangata, di concertocon Berlino e Parigi.Tanto che nella conferenza stampa a fine vertice Sarkozy e Merkel hanno avutoparole di elogio per i governi di Italia e Spagna: "Hanno preso in questi giornidecisioni molti importanti per la credibilità della zona euro", ovvero hanno fattoquello che gli abbiamo chiesto.E pretendono che sia eseguito anche il secondo "consiglio" messo a punto nelvertice parigino, il pareggio di bilancio, una regola obbligatoria da inserire nellacarta costituzionale quantomeno dei 17 paesi membri delleurozona, poiché èindispensabile un "rafforzamento della sorveglianza e dellintegrazione dellepolitiche di bilancio".Il pareggio di bilancio è la "regola doro" che la Merkel e Sarkozy intendonoimporre a tutti gli altri paesi entro la metà del 2012. La Germania lha già inseritanella sua costituzione e chiede agli altri paesi di fare altrettanto: "ci deve essereun obbligo nazionale, anche se si forma allinterno delle varie nazioniunopposizione", ha spiegato la Merkel. Per salvare leuro che "resta il nostroavvenire", ha sostenuto la cancelliera, bisogna porre fine ai bilanci statali indeficit. Anche se cè un prezzo da pagare, come quello che è stato messo nelconto della Grecia e dellItalia e che i governi scaricano sulle masse popolari.Il pareggio del bilancio pubblico deve diventare un obbligo e chi non lorispettasse dovrebbe incorrere in sanzioni secondo lasse franco-tedesco. Chesono previste nella lettera inviata a Van Rompuy nella quale Sarkozy e Merkelsostengono che "in futuro i pagamenti provenienti dai fondi strutturali e dicoesione dellUnione Europea (destinati agli interventi di sviluppo, ndr)dovrebbero essere sospesi nei paesi della zona euro che non si conformerannoalle raccomandazioni sulle procedure di riduzione dei deficit eccessivi".Tutta la serie di proposte avanzate, scrivono nel messaggio, "dovranno esseremesse in atto in modo da rafforzare la coesione dellUnione Europea nel suoinsieme. Il Parlamento europeo, la Commissione europea e i parlamentinazionali dovranno associarsi a questo processo in conformità alle loro rispettiveprerogative". Ovvero seguire la linea da loro dettata.Rapporto Svimez e dati di ConfartigianatoAllItalia il record di disoccupazione
    • giovanile nella UENel Sud 2 giovani su 3 non lavorano né studianoLe recenti rilevazioni di Confartigianato e il Rapporto Svimez (Associazione perlo sviluppo dellindustria nel Mezzogiorno), che sarà presentato il 27 settembre,mettono in luce che sono circa 1,2 milioni (15,9%) i giovani al di sotto dei 35anni senza lavoro, mentre fra i ragazzi fino a 24 anni il tasso di disoccupazionearriva al 29,6%; le cose peggiorano molto se si analizzano i dati relativi alMezzogiorno, dove i disoccupati under 35 sono il 25,1%. Il picco lo tocca laSicilia con il 28,1%, seguita da Campania (27,6%), Basilicata (26,7%), Sardegna(25,2%), Calabria (23,4%) e Puglia (23%). Sono dati che consegnano allItalia ilrecord di disoccupazione giovanile nellUnione europea.Si segnala infine che gli "inattivi" (cioè coloro che non cercano nemmeno lavoro)fra i 25 e i 54 anni sono il 23,2% contro il 15,2% della media europea.Il Rapporto Svimez, concentrandosi sulla situazione critica del Mezzogiorno,segnala che ormai due giovani su tre sono senza lavoro. La disoccupazione nelSud nel 2010 è salita al 13,4%, ma il dato reale (tenendo conto di chi non cercaattivamente lavoro o è in cassa integrazione) svetta al 25,3%. Al contempo,loccupazione giovanile si arena al 31,7% e addirittura al 23,3% per le ragazze.Il Rapporto segnala pure che ci sono 167 mila laureati "fuori dal sistemaformativo e dal mercato del lavoro, con situazioni critiche in Basilicata eCalabria".La situazione non accenna a migliorare ed è anzi in costante peggioramentocome conseguenza della gravissima crisi del capitalismo e della macelleriasociale provocata dal governo Berlusconi. È proprio Confartigianato aconfermarlo, rivelando come la crescita tanto della disoccupazione quanto della"inattività" giovanili sia andata crescendo fra il 2008 e il 2011, parallelamentealla crescita di domanda di manodopera da parte delle imprese italiane.A fronte di questa piaga sociale Confartigianato propone un incremento eunagevolazione delluso dellapprendistato, indicando che "il 12,5% delleassunzioni nelle imprese artigiane avvengono attraverso lapprendistato, afronte del 7,2% nelle altre aziende". Non ci stancheremo mai di ripetere chelapprendistato è una forma semigratuita di sfruttamento del lavoro giovanilesenza alcuna garanzia di assunzione finale, pertanto va assolutamente abolito.Catania, 31 luglio 2011Vittoriosa e rossa inaugurazione dellasede della Cellula "Stalin" della provincia
    • di Catania del PMLIScuderi: "Compagni della provincia di Catania sieteartefici storici dello sviluppo e della nuova fase dellavostra gloriosa Cellula"Dal corrispondente della Cellula "Stalin" della provincia di CataniaIl 31 luglio, data dellinaugurazione della sede della Cellula "Stalin" dellaprovincia di Catania del PMLI, rimarrà indelebile nei ricordi dei marxisti-leninisticatanesi. Come ha indicato la Commissione per il lavoro di organizzazione delCC del PMLI: "Lapertura della sede della vostra Cellula costituisce un eventoper tutto il nostro amato Partito, che guarda a voi con ammirazione e viapplaude per questo successo politico-organizzativo-logistico che crea miglioricondizioni per il vostro ammirevole e infaticabile lavoro al servizio delle massedel vostro territorio e della nobile causa del socialismo". Parole che spronano ecaricano ancor più i marxisti-leninisti della provincia di Catania, pronti a far dellasede una forte base rossa.La giornata del 31 è iniziata alle 8,30, orario in cui i compagni catanesi del PMLIe la Responsabile del PMLI per la Sicilia, compagna Vitrano, si sono ritrovati insede pronti ad accogliere i delegati delle altre istanze siciliane del Partito e glialtri partecipanti.La sala era stata precedentemente addobbata di rosso con le bandiere deiMaestri e del Partito in evidenza. Per tutto il perimetro della sede erano affissimanifesti storici e recenti con le parole dordine del PMLI. Dietro la presidenzacampeggiava il bellissimo striscione con la scritta "Inaugurazione della sededella Cellula Stalin della provincia di Catania" e il simbolo del PMLI con la falcee martello. Sotto i ritratti dei Maestri e il manifesto per il proselitismo 2011, da unlato, e dallaltro quello della Commemorazione di Mao 2011. Sui ripiani erano inbella evidenza le pubblicazioni del Partito e "Il Bolscevico". Laddobbo dellasede è stato ammirato da tutti i presenti ed elogiato dalla Responsabileregionale.Levento ha incuriosito alcuni passanti e alcuni residenti che sono entrati nellasede informandosi, facendo gli auguri e acquistando del materiale.Alle ore 10,30, quando tutti i militanti, i simpatizzanti e gli amici del Partito eranoormai presenti, si è dato inizio allinaugurazione ufficiale della sede. Mentrerisuonava "Il Sole Rosso", la presidenza, composta dal Segretario della Cellula"Stalin" della provincia di Catania, compagno Sesto Schembri, dallaResponsabile regionale per la Sicilia, e dal compagno Gabriele, prendeva postoe di fronte ad essa sedeva il resto dei partecipanti.Alle 10,35 il Segretario della Cellula "Stalin" legge il saluto del Segretariogenerale del PMLI, compagno Giovanni Scuderi, che aveva inviato alla riunionedella Cellula che si era svolta nel giorno precedente. Il messaggio, tra laltro
    • dice: "invio a tutti voi, artefici storici dello sviluppo e della nuova fase della vostragloriosa Cellula, un fraterno, solidale e riconoscente saluto, le mie più calorosecongratulazioni e gli auguri più fervidi". Alle 10,40 è il compagno Gabriele aleggere il saluto della Commissione per il lavoro di organizzazione del CC delPMLI. In seguito, alle 10,45, il compagno Sesto Schembri legge il proprio saluto,nel quale, tra laltro dice:"Grazie di essere qui presenti e di avere accettato linvito per linaugurazionedella sede della Cellula Stalin della provincia di Catania. Con il processo diradicamento del PMLI, nel movimento di massa catanese si sentiva il bisognofra i compagni e gli amici del Partito di avere un luogo in cui riunirsi per studiaree dibattere collettivamente la linea politica del Partito, studiare i principi permarxismo-leninismo-pensiero di Mao, alla cui base si trova la filosofia delmaterialismo storico e dialettico, una scienza applicata al sociale con laconcezione proletaria del mondo.La sede sarà aperta a tutti i simpatizzanti e amici del Partito per varie iniziative,assemblee e dibattiti". Nel suo saluto il compagno ha anche tracciato lattivitàpolitica della Cellula nel recente passato e gli impegni per il prossimo futuro.Al termine del suo saluto Schembri ha comunicato ai partecipantidellinaugurazione la possibilità di intervenire per fare gli auguri, dopo i salutidelle Cellule e Organizzazioni siciliane del PMLI.Alle 11,05 la compagna Vitrano ha letto il proprio saluto nel quale, tra laltro,dice: "I compagni della provincia di Catania sono impegnati incessantemente nellavoro di radicamento, ma care compagne e compagni presenti oggi a questainaugurazione, il lavoro di radicamento del PMLI non è affare solo dei militanti edei simpatizzanti della Cellula. Se anche a voi sta a cuore lo sviluppo del Partitoe la causa del socialismo date una mano come potete nella provincia di Catania.Dateci una mano a tenere aperta la sede. Dateci un contributo economico,anche piccolo, se potete, aiutateci a portare le insegne del PMLI in piazza,scrivete per Il Bolscevico, aiutateci a scrivere comunicati stampa sui problemidella città e a diffonderli insieme ai volantini". Ella ha concluso con un elogio aicompagni della provincia di Catania e con linvito a tutti a partecipare l11settembre alla Commemorazione di Mao, che verrà tenuta dal Segretariogenerale del PMLI, compagno Giovanni Scuderi.Alle 11,15 il compagno Gabriele ha letto i saluti dei Responsabili regionali e dialcune Cellule e Organizzazioni del Partito. A conclusione del saluto dellaCellula "Nerina Lucia Paoletti" di Firenze, la presidenza ha spiegato ai presenti,molti dei quali giovani che non conoscono la storia del Partito, suscitando uncommosso e caloroso applauso, chi è stata la compagna Lucia una dei primiquattro Pionieri del PMLI e come "ha dato tutta la sua vita e il suo tempo alPartito", lasciando un enorme vuoto quando è prematuramente scomparsa nel2006.Tutte le istanze che hanno espresso i propri auguri sono state ringraziate conuna lettera della Cellula "Stalin" in cui si legge: "ringraziamo il Segretario
    • generale del PMLI, compagno Giovanni Scuderi, la Commissione per il lavoro diorganizzazione del CC del PMLI, la Responsabile per la Sicilia del PMLI,compagna Giovanna Vitrano, che per loccasione è stata presente, e tutte leistanze centrali e di base per gli auguri, gli elogi e gli incoraggiamenti che ciavete inviato per linaugurazione della sede della Cellula Stalin della provinciadi Catania. Questa è una vittoria che appartiene a tutto il Partito dai quattroPionieri che ci hanno dato gli strumenti del marxismo-leninismo-pensiero di Maocalati creativamente nel nostro contesto storico e sviluppati scientificamente perabbattere il capitalismo oramai in putrefazione, alle istanze centrali e quelle dibase. In questa sede è come se fossimo presenti tutti e con voi condividiamoquesta base rossa per lItalia unita, rossa e socialista. Grazie ancora compagniper i vostri elogi che abbiamo ricevuto con gioia rivoluzionaria".Alle 11,25 il compagno Sesto Schembri ha invitato i delegati delle istanzesiciliane a portare il loro saluto. In ordine hanno preso la parola un militante dellaCellula "1° Maggio-Portella 1947" di Palermo, il Segretario della Cellula "Mao" diTroina e il Segretario della Cellula "Lunga Marcia" di Messina.Alle 11,45 sono intervenuti alcuni simpatizzanti ed amici che hanno espresso illoro giudizio positivo nei confronti dellapertura di questa base rossa marxista-leninista, che rappresenta un punto di riferimento di fronte unito per obbiettivicomuni. Il compagno Mimmo Impellizzeri ha portato i suoi auguri a nome delcircolo "Che Guevara" di Misterbianco, in provincia di Catania e il compagnoSalvo DArrigo ha portato i saluti e gli auguri a nome dei Comunisti italiani diCatania. In seguito hanno preso la parola la compagna Alba e il compagnoGabriele che hanno ribadito il proprio impegno politico nella provincia di Cataniaper portare avanti la linea politica e di massa del Partito, il marxismo-leninismo-pensiero di Mao allinterno del movimento catanese, nellottica di fare del PMLIun Gigante Rosso non solo nella testa ma anche nel corpo.Linaugurazione si è conclusa con un brindisi mentre risuonavano i tre Inni delPartito "Il Sole Rosso", "LInternazionale" e "Bandiera Rossa". È seguito unrinfresco offerto dalla compagna Vitrano. Alcuni simpatizzanti e amici hannoportato vino e dolci locali ed una pianta.Il rinfresco si è svolto in un clima di armonia e di festa proletaria marxista-leninista e ha visto intrecciarsi dialoghi e confronti fra compagni e amiciprovenienti da diverse storie sociali.I militanti e i simpatizzanti della Cellula "Stalin" della provincia di Cataniadifficilmente dimenticheranno questa storica e giornata durante la quale si sonosentiti fedeli continuatori della gloriosa opera dei pionieri del PMLI.Criminali bombardamenti della NatoVittoria del popolo libico. Abbattuto il
    • regime di GheddafiIl presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico ha lanciato il 30agosto da Bengasi un ultimatum ai militari asserragliati nella città di Sirte e inalcuni altri centri minori ancora fedeli a Gheddafi affinché si arrendano entropochi giorni: in poco più di una decina di giorni loffensiva finale lanciata dagliinsorti ha travolto le difese di Tripoli. Nella capitale, al momento in cui scriviamo,continuano gli scontri, Gheddafi è introvabile con le forze del Cnt, dei serviziinglesi e francesi e gli aerei della Nato che continuano a dargli la caccia maoramai il suo regime è crollato, non esiste più. Il popolo libico ha vinto. Ha vintouna prima importante battaglia per la democrazia e la libertà, altre lo aspettanoaffinché non cada dalla padella di Gheddafi nella brace imperialista.In contemporanea allannuncio del presidente del Cnt da Bengasi ha parlato laNato, il cui portavoce da Bruxelles ha sottolineato che le operazioni continuano,"la nostra missione è ancora necessaria", in particolare nella zona di Sirte. Nonha spiegato come i bombardamenti sulle truppe rimaste fedeli a Gheddafipossano rientrare nella missione "umanitaria" della Nato per proteggere i civili,non poteva farlo ma non ce ne è stato bisogno, oramai non serve più nemmenoil richiamo formale alla risoluzione Onu numero 1973 del 17 marzo scorso cheha legittimato laggressione imperialista alla Libia.Loffensiva finale delle forze del Cnt era scattata il 19 agosto e in un paio digiorni gli insorti prendevano definitivamente il controllo di alcune localitàstrategiche al centro da mesi degli scontri, dallimportante porto petrolifero diBrega, alla città di Zlitan a quella di As Zawiyah, a soli 30 chilometri a ovest dellacapitale, con la sua grande raffineria e lungo la principale strada di collegamentocon la Tunisia. Da queste località partiva lattacco a tenaglia su Tripoli, nei cuiquartieri periferici gli scontri iniziavano già il 21 agosto e dove si facevano intensii bombardamenti Nato, che colpivano le caserme e i centri di comandodellesercito di Gheddafi come pure le abitazioni. Le sedi militari erano raggiuntesuccessivamente da reparti degli insorti guidati in diversi casi dalle "truppespeciali" imperialiste.Il mandato Onu escludeva limpiego di truppe di terra, un impiego formalmenteaccettato ma contemporaneamente violato dalla Gran Bretagna; lo ha ammessoil ministro degli esteri William Hague che ha confermato come le Sas britannichesiano sul terreno per ordine del premier Cameron. Violato da agenti americani,francesi e qatarioti impegnati quantomeno a dirigere i tiri dei bombardieri.Gli scontri principali a Tripoli terminavano il 28 agosto e i rappresentanti del Cntdichiaravano lemergenza umanitaria per la mancanza di acqua, scorte di viveri,elettricità, carburante e medicinali negli ospedali dove moltissimi feriti sono mortiper mancanza di cure.Il Cnt ha chiesto un immediato aiuto umanitario e finanziario, non ha soldinemmeno per pagare i propri dipendenti. Dovrebbe attendere che le Nazioni
    • Unite revochino lembargo imposto lo scorso marzo sulla Libia per poteraccedere ai beni libici sequestrati nelle banche di Washington, Londra e Parigiche si trattengono oltre 100 miliardi di dollari. LOnu può sbloccare i fondi almomento in cui il Consiglio transitorio sarà riconosciuto come il legittimorappresentante della nazione libica. Per le emergenze stanno studiando unasoluzione i tre paesi che hanno diretto laggressione imperialista e che sipongono come principali tutori della nuova Libia e del suo petrolio insiemeallItalia.Accordo tra democratici e repubblicani sul debito Usaper evitare il fallimentoObama capitola alla destraSelvaggi tagli alla spesa pubblica. La sua sinistra lo attacca: "Svende loStato sociale". Declassato il debito UsaIl dollaro non è più la moneta sovrana nel mondo"I leader dei partiti, di tutte e due le Camere, hanno raggiunto un accordo cheridurrà il deficit ed eviterà il default, che avrebbe avuto un effetto devastantesulla nostra economia. La prima parte dellaccordo taglierà le spese di 1.000miliardi di dollari in dieci anni. Il risultato sarà il livello più basso di spesanazionale da quando Eisenhower era presidente, ma a un livello che ciconsentirà ancora di fare investimenti per creare occupazione in settori comelistruzione e la ricerca". Con queste rassicuranti parole ai primi di agosto ilPresidente Usa Barack Obama ha annunciato laccordo tra la Casa Bianca e ileader del Congresso sullinnalzamento del tetto del debito per complessivi2.100 miliardi di dollari.Frutto di un piano concordato tra il repubblicano McConnell e il leader deiDemocratici in Senato, Harry Reid, la manovra di lacrime e sangue preannunciauna micidiale stangata per il popolo americano. Altro che compromesso "perevitare di ritrovarci in una crisi simile fra 6, 8 o 12 mesi", come sostiene Obama,in tanti parlano di pura e semplice capitolazione al programma dei neofascistirepubblicani: lAmerica non alza di un dollaro le tasse e la Casa Bianca dovràfare selvaggi tagli alla spesa pubblica. Anche la "sinistra" del Partito lo accusa diessere stato troppo arrendevole nei confronti della destra e di essere finito "aparlare come loro, a pensare come loro, ad agire come loro". Tanto è vero che,dimenticate le parole che avevano fatto la sua fortuna: "Hope" e "Change",anche i sondaggi dicono che la sua popolarità è scesa sotto il 40 per cento, ed èin calo verticale anche sul suo blog in Twitter (9 milioni e mezzo di utenti). Aquelle parole egli ha preferito le citazioni di Ronald Reagan con le quali hachiesto agli americani di premere sul Congresso per fare approvare i tagli a
    • programmi come Medicare e ai sussidi per lagricoltura.Non solo, il suo elettorato gli rimprovera anche laumento delle truppe inAfghanistan, la conferma dei tagli alle tasse ai più ricchi dellera Bush, lamancata promessa della chiusura di Guantanamo, la falsa "riforma" sanitaria.Persino il New York Times, che fin qui lo aveva sempre sostenuto, titolava: "Conun bilancio che pende a destra Obama allarga la spaccatura nel suo partito: arischio nel 2012 i voti liberal".Ma forse il più duro colpo, per le sue ambizioni di risollevare le sortidellimperialismo americano, gli sono venute dal declassamento del debito Usaad opera di Standard & Poors. La valutazione AAA è stata infatti abbassata diun gradino, a AA+. "Il piano di risanamento - scriveva S&P - non è adeguato aquanto sarebbe necessario per stabilizzare nel medio-termine il debito.Lefficacia, la stabilità e la prevedibilità della politica americana si è indebolita inun momento in cui le sfide fiscali ed economiche aumentano". Il rating, spiegavaJean-Michel Six, capo economista europeo di S&P: "Non è una sanzione o unapunizione. Facciamo delle diagnosi che permettono di confrontare la qualità delcredito". Sta di fatto che si tratta di una decisione senza precedenti, in quanto èla prima volta che gli Usa si vedono ridurre il grado di affidabilità da una delle treprincipali agenzie di rating, affidabilità che ora è inferiore a quella dellaGermania, della Francia o del Canada. Secondo gli analisti questa decisione"avrà un impatto sullappetito degli investitori esteri per il debito americano, vistoche nel 1945 i creditori esteri detenevano solo l1% del debito americano,mentre ora ne controllano ben il 46%".Tutti segnali della grave decadenza delleconomia reale Usa, dominata dallaspeculazione e conseguenza anche di un costo del denaro eccezionalmentebasso e del fatto che il dollaro, ricoprendo la funzione di moneta mondiale, hapermesso agli Usa di farsi finanziare per decenni il debito statale ed estero dalresto del mondo. Emblematica in tal senso la reazione della nuovasuperpotenza imperialista emergente. "La Cina, il più grande creditore dellunicasuperpotenza mondiale, ha tutto il diritto - si legge in un durissimo commentodiffuso dallagenzia Nuova Cina - di chiedere oggi agli Stati Uniti la soluzione deiproblemi di debito strutturali e garantire la sicurezza degli asset cinesidenominati in dollari". "I giorni in cui lo zio Sam, piegato dai debiti, potevafacilmente dilapidare quantità infinite di prestiti stranieri sono ormai contati", silegge ancora nel comunicato. Ancor più duro Guan Jianzhong, presidentedellagenzia di rating cinese Dagong: "La risposta degli Stati Uniti al problemadel debito è stata arrogante. Non ci vorrà molto tempo prima che scoppi la crisidel debito sovrano Usa. La crisi del debito Usa è più preoccupante di quelladelleurozona, sia perché in Europa tocca solo pochi paesi ma anche per lediverse soluzioni adottate".Tutto ciò dimostra, dal punto di vista economico, che gli Usa non sono più ingrado di assolvere a quella funzione di dominio incontrastato della"globalizzazione" imperialista e che il dollaro non può più continuare a essere
    • lunica moneta di riserva e di transazione mondiale. Dal punto di vista politicotestimoniano che si stanno sgretolando le illusioni che la "sinistra" borgheseaveva sparso a piene mani a livello mondiale con lelezione di Obama alla CasaBianca.Freddato dalla poliziaLa morte di un giovane a Londra innescauna rivolta popolareLa Cellula "Stalin" di Londra prende posizione e solidarizza con irivoltosiDal corrispondente della Cellula "Stalin" di LondraGiovedì 4 agosto a Londra è stato ucciso dalla polizia a colpi di arma da fuocoMark Duggan, un giovane nero di 29 anni, con piccoli precedenti penali, padre di4 figli. Il fatto è avvenuto a Tottenham, un quartiere della periferia nord dellacapitale britannica. In un primo tempo la polizia aveva sostenuto che il giovaneavesse una pistola e per questo è stata chiamata lunità speciale dato che lapolizia a Londra normalmente non è dotata di armi da fuoco. Lunità speciale hacercato di fermare il giovane e dopo un inseguimento rocambolesco sono riuscitia bloccarlo sul ponte di Tottenham e gli hanno sparato.Le notizie girate subito dopo erano molto frammentarie e confuse, si parlavaanche di un poliziotto ferito e di un conflitto a fuoco, per questo la polizia erastata costretta a rispondere al fuoco ed a uccidere Duggan. Molti giorni dopo si èinvece saputo che il giovane era completamente disarmato. Le indagini sonoancora in corso e probabilmente ci sarà una commissione dinchiesta perché ladinamica non è per niente chiara e di sicuro cè solo che un ragazzo è statoucciso come un cane.Sabato sera un gruppo nutrito di persone e tra di essi i parenti di Mark si sonopresentati davanti al commissariato di Tottenham per avere delle risposte circala dinamica dei fatti e anche per protestare perché la polizia ancor prima diparlare con i parenti aveva già dato la sua versione ai media dipingendo comeun gangster questo ragazzo che era ben conosciuto nel quartiere come unapersona con piccoli precedenti penali ma assolutamente innocua. La protesta dapacifica ha cominciato a diventare sempre più accesa fino a che è scattata unarabbia che si è presto tramutata in rivolta vera e propria con lincendio dimacchine e il saccheggio di un centro commerciale. Il giorno dopo High Roadsembrava una zona di guerra e questo a seguito della politica repressiva e delcomportamento poliziesco.Tottenham è il sesto quartiere più degradato di Londra, ha il più alto livello didisoccupazione dellintera città, più del 50% dei disoccupati sono giovani, il 40%
    • dei ragazzi vive in condizioni di assoluta povertà, circa il 9% dei benefit erogatiin tutto il Regno Unito vengono dati per quel quartiere. Il comune questanno hatagliato del 75% i fondi per giovani, chiuso ben 8 dei 12 centri del quartiere per igiovani, i sussidi per le famiglie continuano a essere tagliati. Inoltre nel quartieregira molta droga, e i ragazzi sono stufi di essere trattati come bestie dalla poliziaa cui troppo spesso, basta che uno sia nero e indossi una felpa con il cappuccio,per etichettarlo come spacciatore, fermarlo in malo modo, cacciarlo in macchinae perquisirlo.Da gennaio a maggio di questanno la polizia a Tottenham ha fermato per uncontrollo 5.497 persone. Si capisce dunque come luccisione di Mark Duggan siastata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della rabbia popolare, specie tra igiovani.La protesta si è estesa giorno dopo giorno in altri quartieri emarginati della città,come Clapton, Brixton, Hackney, Croydon e altre zone centrali. Poi è stata lavolta di altre città del Regno Unito come Birmingham, Bristol, Manchester eLiverpool. Allinizio della settimana il premier Cameron era già tornato dalla suavacanza perché la città di Londra era fuori di controllo e ha richiamatoprecipitosamente altri 16.000 poliziotti per pattugliare le strade e sedare lerivolte. Mentre blindavano la città hanno sapientemente dato in pasto ai media le"veline" sulle razzie nei negozi, le testimonianze di persone disperate, con loscopo preciso di far passare questa sacrosanta rivolta popolare per un maxi-saccheggio ad opera di grosse gang e fine a se stessa.Dopo una settimana la situazione si è calmata. Ci sono stati 5 morti e decine diferiti, anche tra la polizia e oltre mille, forse duemila, gli incarcerati. Il fascista ecriminale Cameron, ancora non arrestato per il suo vergognoso ruolo nelloscandalo Murdoch si ritiene soddisfatto per aver fermato quelli che lui chiamadelinquenti e già pensa di autorizzare la polizia ad usare i cannoni ad acqua o lepallottole di gomma, nascondendo alla nazione e al mondo di quanto il RegnoUnito in realtà abbia situazioni di estremo disagio sociale. E invece dirimboccarsi le maniche, destinare più risorse economiche dove servono, cioèalle masse popolari inglesi, preferisce arricchire sempre di più i soliti squalicapitalisti e continuare a sovvenzionare le loro guerre imperialiste.Le masse sono disorientate perché tanti non si rendono conto di cosa stasuccedendo grazie alla disinformazione dei giornali e telegiornali di regime,mentre sono pochi i media che denunciano le cose come stanno, cioè che si ètrattato di una sacrosanta rabbia popolare e denunciano il fatto che lomicidio diDuggan è lultimo di una serie di assassinii che la polizia cerca di coprire. Pareche dal 1998 ne siano stati uccisi 333 e nessun poliziotto è stato punito.La Cellula "Stalin" di Londra del PMLI, che ha preso posizione sui fatti accadutisostiene totalmente leroica rivolta popolare, solidarizza con i parenti dellavittima e condanna il governo del reazionario e repressore Cameron.
    • Presa di posizione della Cellula "Stalin" di Londra delPMLILa rivolta che ha infiammato le cittàbritanniche è la risposta al disagio,allemarginazione economica e sociale acui il governo condanna le massepopolariCiò che sta accadendo negli ultimi giorni qui a Londra non è un incidente enemmeno lopera di un piccolo gruppo di fanatici e vandali che esternano la lorofrustrazione per le strade della città ma è ben altro. Ciò che sta accadendo è ilrisultato inevitabile del degrado sociale e politico. Come ogni cosa occorre fareunattenta valutazione scientifica e di classe su ciò che ci circonda e non limitarsisemplicemente alla "buccia" delle cose.La violenza scaturita in queste ultime ore a Londra è il frutto di un grido dellemasse mai udito dal governo britannico, ossia un apparato sordo e muto chereprime sistematicamente gli oppressi di questa nazione (frequenti ronde per lestrade, organismi cooperativi come i Police Community Support Officers,quantitativi esagerati di telecamere dappertutto, perquisizioni, ecc.).Mark Duggan era un giovane che non meritava di essere ammazzato come uncane, qualunque cosa abbia commesso poteva e doveva essere fermato inmaniera diversa e non letale, ma così purtroppo non è stato. La sua uccisione acolpi di arma da fuoco da parte di un poliziotto non è minimamente giustificabile.La polizia britannica, contrariamente a quello che pensano alcuni stoltiliberaloidi, non è affatto migliore o più diplomatica rispetto a quella italiana delneoduce Berlusconi, al contrario è anche peggio, lunica differenza è che sa"nascondere" meglio la rogna sotto la moquette. La sua vera diplomazia è neldepistaggio e nel camuffare la verità alle masse con un tipico stile ormai noto atutti. Nelle ultime ore i media (BBC in primis) hanno già preparato e confezionatole versioni da vendere allopinione pubblica facendo passare una più chesacrosanta rivolta popolare (essendo qualche migliaio il numero di persone inlotta con le "forze dellordine") in un atto vandalistico di piccolo gruppo.Niente di più falso!Abbiamo dirette testimonianze di persone coinvolte e numerose altre fonti cheattestano il contrario. Da Walthamstow a Tottenham, da Enfield ad Hackney, daPeckam a Brixton fino ad arrivare addirittura a varie città come Birmingham ealtre zone del Paese, il consenso delle masse verso i rivoltosi è sempre più altodi ora in ora e non è minimamente vero che la comunità "vive nel panico".
    • Possiamo dire questo: la situazione di violenza non rende felice nessuno ma èpurtroppo inevitabile per dare un chiaro messaggio a questo governoneofascista, capitalista e sordo. LInghilterra, essendo una nazione capitalista eimperialista, ha un apparato giuridico, istituzionale e poliziesco che è lì perproteggere la classe dominante borghese al potere e reprimere invece le classioppresse, ossia il proletariato e le masse popolari. Le perquisizioni frequenti chefanno a Londra, specie nei quartieri popolari verso stranieri e maggiormenteverso i neri, sono una realtà aberrante che sta crescendo di giorno in giorno e lemasse hanno provato a esternare il loro dissenso in numerosissime occasionisenza che il governo abbia fatto nulla a riguardo, al contrario rispondendo confredde pratiche burocratiche borghesi e alimentando così il malcontentogenerale. Non ci pare che il governo abbia fatto arrestare, perquisire o ucciderecriminali come Cameron, Murdoch, Branson o tutti quei dirigenti delle banche,multinazionali (molti di questi non pagano nemmeno le tasse e fanno profitti damiliardi di sterline) e vari pezzi da novanta della City che guadagnano cifrestratosferiche sfruttando il lavoro altrui e spesso facendo truffe che sonoaddirittura legalizzate dalla stessa democrazia britannica. Come mai nonarrestano questi uomini?La verità è che è più facile uccidere a sangue freddo un giovane nero perché haun cappuccio e magari anche un piccolo quantitativo di droga in tasca piuttostoche persone "rispettabili". Questo è lo specchio della disuguaglianza sociale cheimpera in questo Paese da sempre e del silenzio mediatico che cerca distroncare ogni forma di dissenso e rivolta. Ammettiamo che una parte di questaviolenza sia gratuita e mal esercitata (vetrine di piccoli negozi rotte, ecc.) masosteniamo totalmente gli scontri contro le "forze dellordine" in quanto quella ècosa ben diversa dal vandalismo.In ogni rivolta ci sono esagerazioni e anche ingiustizie per cui degli innocentipossono purtroppo essere colpiti, ma questo è soltanto un piccolo tassello diquello che è un più grande mosaico. La cosa importante è comprendere ilmotivo per il quale è nata questa rivolta e non limitarsi alle vetrine spaccate. LaBBC sta cercando di far passare "come al solito" questa rivolta come unazionemalata di pochi drogati quando in realtà è molto di più.Luccisione di Duggan è il simbolo di una repressione sociale e neofascista, è ilsimbolo di unennesima ingiustizia della borghesia nei confronti degli oppressi edei poveri. Non esistono mezzi termini e non bisogna limitarsi a predicareipocritamente il falso moralismo intellettualoide di carattere borghese eantipopolare (persino il Popolo Viola London non ha mancato di mostrare la suavera natura). Al contrario dobbiamo comprendere il motivo di tutto questo, fareun bilancio scientifico di ciò e sostenere la più che lecita rivolta popolare diquesto sempre più crescente numero di persone contro le "forze dellordine" e ilgoverno del reazionario Cameron.Proprio come in Italia, anche qui i media stanno cercando di confezionare laverità del regime intervistando un limitato numero di persone che sono contro
    • questa rivolta, facendole passare come "opinione pubblica generale". Esponentidi Scotland Yard, Comuni ed istituzioni varie hanno concentrato tutta la loroattenzione e condanna (degna della più fetida fogna fascista) verso gli atti di"vandalismo" e tutto ciò che vende meglio. Non solo non hanno espressominimamente rimorso per la morte del giovane, ma hanno avuto il coraggio didire che la polizia sta perdendo il controllo della città e che "occorrerebberinforzare lapparato poliziesco sulle strade per reprimere ancora di più".Questo conferma quello che noi del Partito marxista-leninista italiano diciamo dasempre: che la lotta di classe è la forza motrice della società e che la classeoppressa (il proletariato) non può elemosinare le briciole dalla borghesia madeve rovesciare la classe borghese al potere non tramite il parlamentarismo elelettoralismo ma con luso della forza e della violenza di massa (ripetiamo, dimassa e non di piccolo gruppo).La Cellula "Stalin" di Londra del PMLI sostiene fermamente leroica rivoltapopolare di questi giorni in Gran Bretagna, condanna senza esitazione questogoverno e le "forze dellordine", solidarizza con i familiari del giovane Mark espera vivamente che questa scintilla sia finalmente di ispirazione per altri focolaidi lotta.Questo governo la deve smettere di considerare la sterlina inglese come unasuprema divinità da servire mettendo le masse e i loro bisogni in secondo piano,la deve smettere di reprimere il dissenso. Malcontento e degrado che non sonoaltro che la conseguenza del sistema capitalistico e quando una rivolta èpopolare lo Stato e i suoi servi si devono mettere da parte, perché per quantopossano temporaneamente "avere la meglio" sulle masse hanno già segnato ilfallimento del loro stesso destino. Le masse non dimenticano, le masse lottano,le masse faranno tesoro di questa esperienza storica per quelle che sarannofuture rivolte ancora più grandi e mirate ad abbattere il sistema capitalistico, veroproblema di base.Viva la rivolta popolare inglese!Che la lotta popolare si estenda a tante altre città del Paese!Abbasso le "forze dellordine" britanniche!Abbasso il governo del reazionario Cameron!Viva la lotta di classe!Non si arresta la grandiosa mobilitazione studentescain CileSciopero di 48 ore contro il criminalegoverno di SantiagoUcciso un sedicenne
    • Almeno 600 mila lavoratori e studenti hanno partecipato alle manifestazioni chesi sono svolte in tutto il paese nel corso dello sciopero di 48 ore indetto dallaCentrale unitaria del lavoratori (Cut) per il 24 e 25 agosto scorsi. Allo scioperohanno partecipato in massa i dipendenti pubblici, in particolare della scuola,molti i lavoratori delle imprese private, moltissimi gli studenti universitari e dellescuole superiori uniti nella richiesta di unAssemblea costituente che porti a unanuova costituzione che elimini quella varata nell80 dalla dittatura di Pinochet erimasta sostanzialmente invariata anche durante i dieci anni di governo del"centrosinistra", dal 1999 al 2009, e del successivo governo di destra delpresidente Sebastian Piñera. Lavoratori e studenti cileni chiedono la tutela deidiritti del lavoro e dellambiente, pensioni e sanità pubbliche, il potenziamentodella scuola pubblica.Chiedono la modifica di un testo costituzionale che criminalizza i movimentisociali e li definisce "terroristi" e che permette al criminale governo di Santiago diproibire le manifestazioni. O di dare il via libera alla polizia per attaccarle come èaccaduto in diverse manifestazioni durante lo sciopero, dove ci sono stati ancheoltre 1.400 manifestanti arrestati. Fino alla sera del 25 agosto quando la poliziaha ucciso un giovane di 16 anni che partecipava alle proteste nel quartiere diJaime Eyzaguirre, a Santiago.La mobilitazione contro il regime di destra del presidente Sebastian Piñera erainiziata nella scorsa primavera con una manifestazione studentesca a Santiagocui avevano partecipato poche migliaia di studenti. La denuncia della"mercificazione delleducazione" e la rivendicazione di "unistruzione gratuita e diqualità" trovava spazio nelle scuole superiori, che venivano occupate daglistudenti in lotta, e nelle università dove molti giovani si indebitano per anni perpagare le rette. Il 16 giugno son in 200 mila gli studenti che manifestano nellepiazze, la più grande manifestazione dalla fine della dittatura, per chiedere algoverno maggiori risorse da investire nellistruzione, un abbassamento deiprezzi nel trasporto pubblico, agevolazioni economiche agli studenti elabbattimento delle disuguaglianze tra scuola pubblica e la privilegiata scuolaprivata.Una lotta che costringe il presidente Sebastián Piñera a sostituire il 18 luglio ilministro dellIstruzione e a avviare un dialogo con i rappresentanti degli studenti.Che respingono le proposte governative, che non mettono al centro la scuolapubblica, e promuovono nuove manifestazioni come quella a Santiago del 5agosto, vietata dal governo e appoggiata dalla popolazione. La polizia attacca icortei studenteschi nella capitale e nelle altre città con un bilancio di molti feriti eun migliaio di arrestati. Proteste e scontri che si ripetono il 10 agosto a Santiago,Valparaiso, Conception e in altri centri minori.La protesta studentesca non si fa intimidire e si unisce a quella dei lavoraratorinello sciopero del 24 e 25 agosto. E prepara una nuova grande mobilitazioneper l11 settembre, nellanniversario del colpo di stato del 73.
    • Dopo un attacco della resistenza a un pullman di militariRappresaglia nazista dei sionisti a GazaI bombardamenti aerei dei sionisti sulla striscia di Gaza si ripetono con unacadenza che quasi non fa più notizia; lo diventa quando in soli tre giorni causano15 morti, tra i quali almeno tre ragazzi, e una cinquantina di feriti come èavvenuto tra il 18 e il 20 di agosto durante una rappresaglia nazista in seguito auna serie di attacchi della resistenza fra i quali quello a un pullman di militari apochi chilometri da Eilat, la località turistica sul Mar Rosso al confine con lEgitto.Lattacco del 18 agosto è stato condotto da un gruppo di una trentina dipalestinesi armati di mitra che hanno intercettato il bus diretto a Eilat e altrimezzi e che dopo lo scontro con i soldati sionisti sono in gran parte riusciti afuggire.Nella reazione allattacco della resistenza palestinese le forze di Tel Aviv hannoucciso anche tre ufficiali di polizia egiziani alla frontiera tra i due paesi. Altri duesoldati egiziani erano uccisi dalle forze aeree sioniste mentre pattugliavano ilconfine di Rafah. LEgitto chiedeva le scuse ufficiali; che non sono arrivate.Il regime di Tel Aviv era impegnato nella rappresaglia contro la striscia di Gaza eil governo palestinese guidato da Hamas. "La vera responsabile di questoattacco è Gaza, risponderemo con forza e determinazione", annunciava ilministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, che chiudeva i valichi di transito perla striscia di Gaza e inviava laviazione a colpire tutte le città della striscia ealcuni campi profughi.Gli attacchi continuavano nei due giorni successivi con un pesante bilancio divittime, fra le quali molti civili. Fonti mediche palestinesi denunciavano che moltiferiti avevano lacerazioni non dovute a bombe normali ma lesioni simili a quellidelle vittime dellOperazione Piombo Fuso, quando i sionisti utilizzarono leproibite bombe al fosforo.La rappresaglia sionista era condannata da Hamas e finanche dal presidentedellAutorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, che chiedeva unariunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dellOnu per fermare "lapericolosa escalation contro la Striscia di Gaza e luccisione di civili".Uno dei responsabili di Hamas a Gaza affermava che la rappresaglia di Tel Avivserviva al regime sionista anche per spostare lattenzione sulla "sicurezza" delpaese e spegnere il fuoco della protesta sociale che si stava sviluppando a TelAviv e nelle altre principali città.Almeno 250 mila manifestanti avevano partecipato alle manifestazioni del 7agosto contro il caro vita; la più grande manifestazione nel paese per chiedereaffitti più bassi, salari minimi più alti, scuole gratuite. Una protesta checontinuava il 13 agosto con manifestazioni nelle città più piccole e alle quali
    • partecipano per la prima volta anche diversi arabo-israeliani. Un movimento chestava mettendo in difficoltà il governo Netanyau e che ha sospeso le iniziative alrombo dei cacciabombardieri su Gaza.Il capo del governo Salmond mente e barasulle cifre della disoccupazione chedilaga in ScoziaDal corrispondente dellOrganizzazione di Aberdeen (Scozia) del PMLIIl dibattito sullurgenza di rivedere le politiche economiche e di rilanciare unanuova proposta per loccupazione apertosi nellestate 2007, ossia allo scoccaredellennesima crisi capitalistica, è più che mai allordine del giorno in Scozia.Le dichiarazioni del capo del governo scozzese Alex Salmond, rilasciate loscorso 10 agosto in occasione di unintervista radio al programma della BBC"Good Morning Scotland" (GMS), ribadivano limpegno del Partito NazionaleScozzese, un partito reazionario, nellassicurare stabilità economica agliscozzesi, in special modo ai lavoratori del settore pubblico, affermando che nonvi sono tagli previsti in questo settore. Si è vantato di un fatiscente primatoscozzese in tempi di crisi rispetto al resto della Gran Bretagna: un alto tasso dioccupazione e un calo della disoccupazione. Tale dichiarazione, smentitapesantemente dalle molteplici recenti relazioni sulla disoccupazione giovanile esui tagli nel settore pubblico, ha dato vita a una serie di reazioni a catena chehanno visto un forte dissenso da parte dei giovani, dei lavoratori, dei sindacati edellopposizione.Secondo le statistiche rilasciate dal sindacato dei pubblici dipendenti GMB, iltasso di disoccupazione è particolarmente preoccupante tra i giovani egiovanissimi nella fascia detà 16-24 che nel Nord Ayrshire toccano picchi di30,3%. Dati provenienti dallUfficio delle statistiche nazionali (ONS) rivelano che73.000 giovani, uno su quattro in alcune aree della Scozia, sono disoccupati.Contrariamente a quanto affermato da Salmond, un numero sempre maggiore dilavoratori sta subendo riduzioni delle ore lavorative ed un cambiamento dicontratto da full time a part time. Inoltre, la preoccupazione degli scozzesiaumenta sempre più a causa dellinflazione e dellimpatto che questa ha sulcosto della vita e sul loro potere di acquisto.Ancora una volta invece le misure del governo favoriscono i padroni e non lemasse popolari ed i giovani in cerca di lavoro.A dimostrazione di ciò vi sono le misure prese dal Partito Nazionalista Scozzeseche ha cancellato il progetto di collegamenti ferroviari allaeroporto di Glasgowche si prevedeva avrebbe creato circa 1.300 posti di lavoro e gli innumerevoli
    • ritardi su ulteriori progetti di infrastrutture. Sono stati stanziati fondi per 1 trilionedi sterline dal governo scozzese al fine di salvare dalla bancarotta alcunebanche e per aiutare gli amici del grande business. Nessun aiuto è statoprevisto però per i giovani e giovanissimi così pesantemente colpiti dalla crisifinanziaria mondiale capitalistica. Nessun provvedimento per assicurare lavoristabili, formazione adeguata ed un salario decente.LUfficio di Consulenza Legale ai Cittadini (Citizens Advice Scotland) hasegnalato che dallo scoccare della crisi economica la disoccupazione giovanileha raggiunto picchi spaventosi negli ultimi tre anni. Linchiesta "Being YoungBeing Heard" infatti rivela che il numero di giovani scozzesi nella fascia detà 18-24 richiedente indennità di disoccupazione è aumentato vertiginosamente dal2007: da 23.400 richiedenti in agosto 2007 a 41.895 ad agosto 2010, unaumento di ben 79 punti percentuali. Il sindacalista Jim McFarlane dellacoalizione socialista in una recente dichiarazione ha affermato che è necessarioun programma di investimento nella creazione di occupazione per i giovani perpoter garantire lavori socialmente utili indispensabili in Scozia. Il portavoce dellacampagna locale "Youth Fight For Jobs", Luke Ivory, ha dichiarato: "Tutti iprincipali partiti sembrano incapaci di offrire soluzioni alla crisi delladisoccupazione giovanile che sta raggiungendo livelli disperati. Tutti loropromettono tagli selvaggi alla spesa pubblica che creerà soltanto piùdisoccupazione e tagli enormi al finanziamento per listruzione".Il cuore della questione, attorno al quale ruotano affannosamente i politicantiborghesi allinterno del parlamento al fine di arginare le ripercussionicatastrofiche dellattuale crisi economica, è rappresentato dalle contraddizioniinsite al sistema capitalistico stesso e le sue nefaste conseguenze che siabbattono sulle masse popolari tutte ugualmente colpite senza alcunadiscriminazione tra studentesse, studenti, operaie, operai, lavoratrici e lavoratoridel settore pubblico.Come si leggeva nel commento de "Il Bolscevico" n. 29 del 28 luglio scorso, "GliStati borghesi in balia della finanza internazionale", quello che emerge semprepiù in maniera lampante è il ruolo assolutamente preponderante e determinantedi una centrale finanziaria internazionale in grado di condizionare le economiedei singoli Stati. Limperialismo, fase suprema del capitalismo, è un sistemaparassitario tutto improntato al raggiungimento del massimo profitto; non tieneconto delle necessità delle masse popolari, piuttosto le schiaccia e costringe apagare le conseguenze degli sporchi giochi di potere della grande finanzainternazionale.LOrganizzazione di Aberdeen del PMLI esprime piena solidarietà alle massepopolari scozzesi così pesantemente colpite dalla crisi finanziaria mondiale delcapitalismo.