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Riposo

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  • 1. «1. Il giorno del Signore [...] ha avutosempre, nella storia della Chiesa, unaconsiderazione privilegiata per la sua strettaconnessione col nucleo stesso del misterocristiano. La domenica infatti richiama, nellascansione settimanale del tempo, il giornodella risurrezione di Cristo. È la Pasqua dellasettimana, in cui si celebra la vittoria di Cristosul peccato e sulla morte, il compimento inlui della prima creazione, e linizio della“nuova creazione” (cfr 2 Cor 5, 17). È il giornodellevocazione adorante e grata del primogiorno del mondo, ed insieme laprefigurazione, nella speranza operosa,dell“ultimo giorno”, quando Cristo verrà nellagloria (cfr At 1, 11; 1 Ts 4, 13-17) e saranno fatte“nuove tutte le cose” (cfr Ap 21, 5)». Lettera apostolica Dies domini di Giovanni Paolo II allepiscopato, al clero e ai fedeli* sulla santificazione della domenica.
  • 2. «4. A nessuno sfugge [...] che, fino ad un passatorelativamente recente, la “santificazione” della domenica erafacilitata, nei Paesi di tradizione cristiana, da una largapartecipazione popolare e quasi dallorganizzazione stessadella società civile, che prevedeva il riposo domenicalecome punto fermo nella normativa concernente le varieattività lavorative. Ma oggi, negli stessi Paesi in cui le leggisanciscono il carattere festivo di questo giorno, levoluzionedelle condizioni socio-economiche ha finito spesso permodificare profondamente i comportamenti collettivi econseguentemente la fisionomia della domenica. Si èaffermata largamente la pratica del “week-end”, inteso cometempo settimanale di sollievo, da trascorrere magari lontanodalla dimora abituale, e spesso caratterizzato dallapartecipazione ad attività culturali, politiche, sportive, il cuisvolgimento coincide in genere proprio coi giorni festivi. Sitratta di un fenomeno sociale e culturale che non mancacerto di elementi positivi nella misura in cui può contribuire,nel rispetto di valori autentici, allo sviluppo umano e alprogresso della vita sociale nel suo insieme. Esso rispondenon solo alla necessità del riposo, ma anche allesigenzadi “far festa” che è insita nellessere umano. Purtroppo,quando la domenica perde il significato originario e si riducea puro “fine settimana”, può capitare che luomo rimangachiuso in un orizzonte tanto ristretto che non gli consentepiù di vedere il “cielo”. Allora, per quanto vestito a festa,diventa intimamente incapace di “far festa” ».
  • 3. «Dietro l’angolo appariscente della festa sinasconde spesso per l’uomocontemporaneo, immerso fino al collo nelproprio tempo tecnologico, del guadagno,del piacere, un vuoto che è anche undesiderio di ritrovare se stesso. Tutto èmobile e fuggente, tutto scivola via e parenon permanere nulla dentro di sé, anche lafesta, tanto che oggi, ormai, assistiamo alfesta[...] dilagante esercizio commerciale delvendere “7 giorni su 7”» (Carlo Mazza)
  • 4. «5. Ai discepoli di Cristo è comunque chiesto di nonconfondere la celebrazione della domenica, chedevessere una vera santificazione del giorno delSignore, col “fine settimana”, inteso fondamentalmentecome tempo di semplice riposo o di evasione. È urgentea tal proposito unautentica maturità spirituale, che aiuti icristiani ad “essere se stessi”, in piena coerenza con ildono della fede, sempre pronti a rendere conto dellasperanza che è in loro (cfr 1 Pt 3, 15). Ciò non può noncomportare anche una comprensione più profonda delladomenica, per poterla vivere, pure in situazioni difficili,con piena docilità allo Spirito Santo». «7. In effetti, il dovere di santificare la domenica, soprattutto con la partecipazione allEucaristia e con un riposo ricco di gioia cristiana e di fraternità, ben si comprende se si considerano le molteplici dimensioni di questa giornata. Essa è un giorno che sta nel cuore stesso della vita cristiana».
  • 5. «57. Per cogliere in pienezza il senso della domenica,occorre riscoprire la dimensione dellesistenza credente.Certamente, essa deve caratterizzare tutta la vita, e nonsolo un giorno della settimana. Ma la domenica, in forzadel suo significato di giorno del Signore risorto [...] è giornodi gioia a titolo speciale, anzi giorno propizio per educarsialla gioia, riscoprendone i tratti autentici e le radiciprofonde. Essa non va infatti confusa con fatui sentimentidi appagamento e di piacere, che inebriano la sensibilità elaffettività per un momento, lasciando poi il cuorenellinsoddisfazione e magari nellamarezza [...] ». «60. [...] Da questo giorno del riposo di Dio (ndc Gn2,3) prende senso il tempo, assumendo, nella successione delle settimane, non soltanto un ritmo cronologico, ma, per così dire, un respiro teologico. Il costante ritorno dello “shabbat” sottrae infatti il tempo al rischio del ripiegamento su di sé, perché resti aperto allorizzonte delleterno [...] ».
  • 6. «61. Lo “Shabbat” [...] mentre chiude lintera opera dellacreazione, si lega immediatamente allopera del sesto giorno, incui Dio fece luomo “a sua immagine e somiglianza” (cfr Gn 1, 26).(S. Ambrogio) «Grazie dunque al Signore Dio nostro che feceunopera ove egli potesse trovare riposo. Fece il cielo, ma nonleggo che ivi abbia riposato; fece le stelle, la luna, il sole, eneppure qui leggo che abbia in essi riposato. Leggo invece chefece luomo e che allora si riposò, avendo in lui uno al qualepoteva perdonare i peccati». Il “giorno di Dio” avrà così persempre un collegamento diretto con il “giorno delluomo”.Quando il comandamento di Dio recita: “Ricordati del giorno disabato per santificarlo” (Es 20, 8), la sosta comandata peronorare il giorno a lui dedicato non è affatto, per luomo,unimposizione onerosa, ma piuttosto un aiuto perché egliavverta la sua vitale e liberante dipendenza dal Creatore, einsieme la vocazione a collaborare alla sua opera e adaccogliere la sua grazia. Onorando il “riposo” di Dio, luomoritrova pienamente se stesso, e così il giorno del Signore simanifesta profondamente segnato dalla benedizione divina(cfr Gn 2, 3) e si direbbe dotato, in forza di essa, al pari deglianimali e degli uomini (cfr Gn 1, 22.28), di una sorta di “fecondità”.Essa si esprime soprattutto nel ravvivare e, in certo senso,“moltiplicare” il tempo stesso, accrescendo nelluomo, colricordo del Dio vivente, la gioia di vivere e il desiderio dipromuovere e donare la vita».
  • 7. 62. «“Osserva il giorno di sabato per santificarlo,come il Signore Dio tuo ti ha comandato. Sei giornifaticherai e farai ogni lavoro, ma il settimo giorno è ilsabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcunoné tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né latua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcunadelle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tueporte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposinocome te. Ricordati che sei stato schiavo nel paesedEgitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di làcon mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuoDio ti ordina di osservare il giorno di sabato”(Dt5,12-15). Losservanza del sabato appare quiintimamente legata allopera di liberazione compiutada Dio per il suo popolo». popolo «64. Per alcuni secoli i cristiani vissero la domenica solo come giorno del culto, senza potervi annettere anche il significato specifico del riposo sabbatico. Solo nel IV secolo, la legge civile dellImpero Romano riconobbe il ritmo settimanale, facendo in modo che nel “giorno del sole” i giudici, le popolazioni delle città e le corporazioni dei vari mestieri cessassero di lavorare [...]. »
  • 8. Benedetto XVI: “Lavorare di domenica ruba il senso della festa”; “E il ritmo delle società di consumo” 26/03/2011 ROMA - Lavorare di domenica, come accade sempre più spesso in una società “del consumo”, rischia di far perdere il senso della festa. (Benedetto XVI all’udienza con i partecipanti al Pellegrinaggio della diocesi di Terni-Narni-Amelia (Italia) nel 30° anniversario della visita del Papa Giovanni Paolo II alle Acciaierie della Città). Benedetto XVI (Ai dirigenti delle Acli venerdì 27 gennaio 2006)E’ la persona "il metro della dignità del lavoro" (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa,271). Per questo il Magistero ha sempre richiamato la dimensione umana dell’attivitàlavorativa riconducendola alla sua vera finalità, senza dimenticare che il coronamentodell’insegnamento biblico sul lavoro è il comandamento del riposo. Esigere dunqueche la domenica non venga omologata a tutti gli altri giorni della settimana è unascelta di civiltà.
  • 9. «Nel venerabile giorno del sole, si riposinoi magistrati e gli abitanti delle città, e silascino chiusi tutti i negozi. Nellecampagne, però, la gente sia liberalegalmente di continuare il proprio lavoro,perché spesso capita che non si possarimandare la mietitura del grano o la cura «63. Cristo è venuto a realizzare un nuovodelle vigne; sia così, per timore che “esodo”, a rendere la libertà agli oppressi.negando il momento giusto per tali lavori, Egli ha operato molte guarigioni il giorno divada perduto il momento opportuno, sabato (cfrMt 12, 9-14 e //), non certo perstabilito dal cielo». violare il giorno del Signore, ma per(Codice Giustiniano 3.12.2) realizzarne il pieno significato: “Il sabato è stato fatto per luomo, e non luomo per il sabato”(Mc 2, 27). Opponendosi allinterpretazione troppo legalistica di alcuni suoi contemporanei, e sviluppando lautentico senso del sabato biblico, Gesù, “Signore del sabato” (Mc2, 28), riconduce losservanza di questo giorno al suo carattere liberante, posto insieme a salvaguardia dei diritti di Dio e dei diritti delluomo».
  • 10. Il lavoro e la domenica sono due dimensioni diverse della vita, entrambe da difendere evalorizzare per sostenere il primato della persona umana. La crisi economica, la umanadisoccupazione, la precarietà ci interrogano e ci impegnano a difendere il lavoro e il suovalore primario per la vita dell’uomo e della società. Il lavoro è una dimensione decisiva,che affonda le radici nel mistero stesso della creazione. Senza di esso l’uomo è comemutilato, e di conseguenza l’intera comunità ne percepisce le difficoltà e le negativeconseguenze. In questa difesa di importanti valori per l’uomo, accanto al lavoro c’è ladomenica. Ed è significativa l’iniziativa messa in atto in Umbria che tende a difendere ilriposo lavorativo nel giorno della domenica, giorno che per il cristiano è da dedicare a Dio.Cristianamente, le radici del riposo domenicale sono iscritte nell’atto stesso dellacreazione, poiché la domenica è parte fondamentale dell’opera creatrice, che continua nelcorso dei secoli. La domenica [...] è giorno dell’eucaristia e della preghiera, ma anchedel riposo, della carità, della comunità e della famiglia, della festa, della libertà dallefatiche quotidiane. Non a caso, la Costituzione italiana riconosce esplicitamente il valore quotidianedel risposo festivo. Giorgio La Pira, nel dibattito in Costituente che condusseall’approvazione dell’art. 36 sottolineava come, se è vero che il lavoro conferisce libertàall’uomo, allo stesso modo non esiste dignità e libertà senza tempo libero dal lavoro, tempoda dedicare al riposo, alla famiglia e, per il credente, alla fede. Per questo, credo sia lecito fedee conveniente riflettere, come abbiamo iniziato a fare con le istituzioni e i soggettiinteressati nella nostra regione, sulla opportunità dell’apertura di servizi di caratterecommerciale durante la domenica (e altri giorni festivi), interrogandosi sul rapporto costi-benefici del sacrificio richiesto ai lavoratori, e sugli effetti distorcenti sulla percezione deltempo della festa nella vita comunitaria. † Vincenzo Paglia – Vescovo di Terni – Narni – omelia
  • 11. «65.`, [...] il legame tra il giorno del Signore e il giornodel riposo nella società civile ha una importanza e unsignificato che vanno al di là della prospettivapropriamente cristiana. Lalternanza infatti tra lavoro eriposo, inscritta nella natura umana, è voluta da Diostesso, [...] (cfr 2, 2-3; Es 20, 8-11): il riposo è cosa“sacra”, essendo per luomo la condizione per sottrarsial ciclo, talvolta eccessivamente assorbente, degliimpegni terreni e riprendere coscienza che tutto èopera di Dio. [...]». Dio «66. Infine, non bisogna perdere di vista che, anche nel nostro tempo, per molti il lavoro è una dura servitù, sia in ragione delle miserevoli condizioni in cui si svolge e degli orari che impone, specie nelle regioni più povere del mondo, sia perché sussistono, nelle stesse società economicamente più evolute, troppi casi di ingiustizia e di sfruttamento delluomo da parte delluomo. Quando la Chiesa nel corso dei secoli ha legiferato sul riposo domenicale, ha considerato soprattutto il lavoro dei servi e degli operai, non certo perché esso fosse un lavoro meno dignitoso rispetto alle esigenze spirituali della pratica domenicale, ma piuttosto perché più bisognoso di una regolamentazione che ne alleggerisse il peso, e consentisse a tutti di santificare il giorno del Signore. In questa chiave il mio predecessore Leone XIII nellEnciclica Rerum novarum additava il riposo festivo come un diritto del lavoratore che lo Stato deve garantire».
  • 12. «Resta anche nel nostro contesto storico lobbligo di adoperarsiperché tutti possano conoscere la libertà, il riposo e la distensioneche sono necessari alla loro dignità di uomini, con le connesseesigenze religiose, familiari, culturali, interpersonali, chedifficilmente possono essere soddisfatte, se non vienesalvaguardato almeno un giorno settimanale in cuigodere insieme della possibilità di riposare e di far festa.Ovviamente, questo diritto del lavoratore al riposo presuppone ilsuo diritto al lavoro e, mentre riflettiamo su questa problematicaconnessa con la concezione cristiana della domenica, nonpossiamo non ricordare con intima partecipazione il disagio di tantiuomini e donne che, per la mancanza di posti di lavoro, sonocostretti anche nei giorni lavorativi allinattività».
  • 13. «67. Attraverso il riposo domenicale, le preoccupazioni e i compiti quotidiani possonoritrovare la loro giusta dimensione: le cose materiali per le quali ci agitiamo lasciano postoai valori dello spirito; le persone con le quali viviamo riprendono, nellincontro e nel dialogopiù pacato, il loro vero volto. Le stesse bellezze della natura [...] possono essere riscopertee profondamente gustate. Giorno di pace delluomo con Dio, con se stesso e con i proprisimili, la domenica diviene così anche momento in cui luomo è invitato a gettare unosguardo rigenerato sulle meraviglie della natura, lasciandosi coinvolgere in quella stupendae misteriosa armonia [...]. Luomo si fa allora più consapevole [...] che “tutto ciò che è statocreato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie”(1 Tm 4, 4-5). Se dunque, dopo sei giorni di lavoro [...] luomo cerca un tempo didistensione e di migliore cura di altri aspetti della propria vita, ciò risponde ad un bisognoautentico [...]. Il credente è chiamato perciò a soddisfare questa esigenza, armonizzandolacon le espressioni della sua fede personale e comunitaria [...]».
  • 14. «69. La domenica deve anche dare ai fedeli loccasione di dedicarsialle attività di misericordia, di carità e di apostolato. (Gv 15, 10-12) [...]». «70.[...] fin dai tempi apostolici, la riunione domenicale è stata per i cristiani un momento di condivisione fraterna nei confronti dei più poveri. “Ogni primo giorno della settimana ciascuno metta da parte ciò che gli è riuscito di risparmiare” (1 Cor 16, 2). Linvito dellApostolo, non promuove unangusta mentalità dell‘”obolo”, fa, invece appello a una esigente cultura della condivisione, attuata sia tra i membri stessi della comunità che in rapporto allintera società [...]».

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