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Buddismo ia

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  • 1. IL BUDDISMOLa religione, chiamata dagli Europei, Buddismo ebbe origine in India, aiconfini del Nepal, nella seconda metà del IV secolo a.c.E’ la religione dominante nell’Asia sud-orientale, in paesi come Srilanka,Birmania, Laos, Thailandia, Cambogia, Cina, Giappone e Tibet. Negli ultimitempi ha raggiunto anche qualche isola del Pacifico e alcune zonedell’America.E’ una delle più grandi religioni del mondo, fondata sulla predicazione delBudda.Affronta i temi riguardanti il destino dell’uomo, il problema dell’angoscia edel dolore, la precarietà dell’esistenza umana. Proponendo soluzioni piùfilosofiche che religiose.In tutto il mondo si contano circa 300 milioni di fedeli. Il Buddismo prende ilnome del suo fondatore BUDDA che significa colui che sa, l’illuminato. IL BUDDASiddhartha Gautama (Budda) era nato in una famiglia principesca in Indiavicino al confine con il Nepal nel 560 a.C. Suo padre per proteggerlo dallebrutte cose della vita, lo tenne isolato dal resto del mondo, all’interno delloro palazzo, facendo in modo che non potesse vedere mai alcuna tristezza esofferenza. Appena Siddhartha raggiunse l’età adulta decise di uscire dallemura del palazzo, e per la prima volta nella sua vita fu scioccato da quelloche vide. Girando per la città incrociò un vecchio pieno di rughe curvo su unbastone (CONOBBE COSI’ LA VECCHIAIA), un uomo malato costretto a starea letto (CONOBBE COSI’ LA MALATTIA), vide il cadavere di un uomo lasciatoai margini della strada (CONOBBE COSI’ LA MORTE), ed infine vide un uomorasato con una ciotola in mano che chiedeva l’elemosina (CONOBBE COSI’ANCHE LA MISERIA). Questi incontri cambiarono la sua visione del mondo.Siddhartha si rese conto di come tutti dovessero prima o poi affrontare lamalattia, la vecchiaia e la morte. Aveva scoperto quanto la gente fosse 1
  • 2. impaurita da questi eventi e quanto ne soffrisse. Si chiese se esisteva unmodo per liberare le persone da questo dolore. Per cercare di trovare larisposta a tale domanda, decise di lasciare l’agio e la sicurezza della suafamiglia per vivere come un uomo povero. Seguì i consigli di alcuni maestrireligiosi e diede disciplina al suo corpo restando senza cibo, calore ecomodità, ma ancora non riusciva a trovare la risposta al problema dellasofferenza. Negli anni sviluppo la sua filosofia di vita, LA MEZZA VIA:bisognava prendersi cura dei bisogni essenziali del proprio corpo, senzadedicarsi alla ricerca di nessun altra cosa che potesse essere superflua. Allostesso tempo apprese come calmare la sua mente concentrandosi sul respiroprofondo e come praticare la meditazione. Si ritirò nelle foreste dell’odiernaUrel, sottoponendosi a penitenze, meditazioni interminabili, esercizi fisici diogni genere per giungere al completo controllo di se stesso. All’età di 35anni, mentre stava meditando sotto un albero di fico, ebbe il dono dellachiaroveggenza, Siddhartha ebbe la risposta a quello che cercava. Si sentìliberato dall’angoscia della malattia, della vecchiaia e della morte. Erariuscito a staccarsi dal ciclo naturale legato alla nascita, alla morte e dallarinascita. In questo preciso momento Siddhartha divenne il Budda:L’ILLUMINATO. Per il resto della sua vita, il Budda viaggiò per l’India a piedi,insegnando ed aiutando gli altri a liberarsi dalla sofferenza che accompagnala vita degli uomini. Siddhartha ebbe come primi discepoli cinque anacoreti(persone che si ritiravano nel deserto per dedicarsi alla meditazione) cheaveva incontrato sulle rive del Gange e ai quali aveva fatto la sua primapredica. Insieme a quei cinque seguaci, operò molti prodigi, e convertì altrimille anacoreti. Il discepolo più caro a Siddhartha fu Ananda. Questo spinse ilBudda a fondare anche un gruppo di discepole, per le quali dettò regolespeciali. Siddhartha morì all’età di 80 anni per aver mangiato probabilmentedei funghi velenosi. I LIBRI SACRIIl libro sacro più importante dei buddisti è il TRIPITAKA “ tre canestri”poiché i testi scritti su foglie di palma furono raccolti in tre cestini. Il primocanestro contiene le regole per la vita dei monaci e delle suore. Il secondo 2
  • 3. canestro racconta la vita di Budda e contiene le sue prediche. Il terzocanestro riguarda la dottrina. LA DOTTRINASiddhartha divenne il Budda: l’illuminato nel preciso momento in cui scoprì lequattro verità fondamentali sulle quali si basa la dottrina buddista.LA PRIMA VERITA’: Quando si prende coscienza che tutto è dolore: la nascitaè dolore, la malattia è dolore, la vecchiaia è dolore, la separazione da ciò chesi ama è dolore, non riuscire ad ottenere ciò che si desidera ci provocadolore…LA SECONDA VERITA’: La seconda verità insegna che l’origine del dolore è ildesiderio, inteso come attaccamento alle persone, alle cose ed alla vitastessa.LA TERZA VERITA’: La terza verità insegna che se si riesce a sopprimere ildesiderio, la gioia di vivere e le passioni, si può eliminare il dolore.LA QUARTA VERITA’: La quarta verità indica al discepolo la via da percorrereper raggiungere la salvezza, quel luogo dove non esiste dolore, il Nirvana.Tutti i buddisti hanno come obiettivo quello di raggiungere quel luogo dovenon c’è più dolore: il Nirvana. A tale scopo devono osservare otto regole: 1) RETTA FEDE: I buddisti devono aderire alle quattro verità e non devono svolgere attività in contrasto con l’insegnamento del Budda. 2) RETTA DECISIONE: I buddisti si devono impegnare a tenere lontano da sé ogni desiderio, odio o malizia. 3) RETTO LINGUAGGIO: Devono dire la verità, usare parole che diffondono amore e amicizia, usare un tono cortese, non dire sciocchezze 3
  • 4. 4) RETTA AZIONE: I buddisti si devono astenere dall’uccidere esseri viventi, non devono rubare o compiere adulterio e devono rendere felici gli altri. 5) RETTO COMPORTAMENTO: I buddisti devono tenere un buon comportamento 6) RETTO SFORZO: I buddisti si devono impegnare ad eliminare il male cercando di incoraggiare tutti ad incrementare le buone qualità. 7) RETTO PENSIERO O RICORDO: I buddisti devono sempre ricordarsi che non devono mai cedere ai desideri. 8) RETTA CONCENTRAZIONE: I buddisti praticano la meditazione per distaccarsi dalle passioni.Conta soprattutto la retta fede, per non cadere in eresie e quindi impostare lavita in maniera errata. Non basta, comunque, la rettitudine delle idee,occorre associare ad essa quella dell’agire. La retta azione se si fonde con laretta fede, porta l’uomo verso una nuova nascita, che perpetua l’individuo inun nuovo organismo sempre più vicino alla perfezione morale, fino araggiungere l’ultima meta: la santità.I divieti principali sono cinque: 1) NON UCCIDERE 2) NON RUBARE 3) NON COMMETTERE ATTI IMPURI 4) NON MENTIRE 5) NON FARE USO DI DROGHE O BEVANDE INEBRIANTI.Vivere secondo il Buddismo, è soffrire, morire vuol dire anche rinascere etornare a soffrire. Il ciclo della vita, quello della morte e della reincarnazione,prendono il nome di Samsara, qualcosa d’inesorabile e senza fine, che vienechiamato anche Ruota del divenire. Secondo il Buddismo, il viaggio ches’intraprende può durare molte vite, una dopo l’altra utilizzate per arrivare astati di più alta esistenza. Il passaggio da una vita ad un’altra serve permigliorarsi sempre di più. Il Buddismo insegna che la morte non è nient’altroche la naturale progressione dell’anima e che tra una vita e l’altra c’è ilBardo, un regno intermedio tra la morte e la rinascita. Per i Buddisti c’è 4
  • 5. un’arte del vivere e un’arte del morire, se si affronta la morte con coraggio cisi prepara meglio alla prossima rinascita, garantendosi un’esistenza migliore. FESTE RELIGIOSELe feste non sono celebrate secondo il calendario solare, ma in base a quellolunare. Ecco perché le feste ogni anno cadono in giorni diversi.Le feste buddiste cadono sempre nei “giorni Uposatha”, che significa digiuno.Certo non in tutti giorni Uposatha si deve digiunare. I giorni Uposathacapitano sempre alla luna piena, alla luna nuova e il 1°, l’8, il 15 e il 23 diogni mese.A maggio i buddisti celebrano una festa che si chiama Vesa, poiché écelebrata nel mese Vesak. Essi festeggiano Vesak per tre motivi: il primoperché è nato Budda; il secondo perché in questa notte sacra il Budda haricevuto la dottrina; il terzo perché dopo la sua morte è giunto al Nirvana.Durante la festa di Vesak i buddisti spediscono sempre belle cartoline aparenti e amici e si scambiano regali. Le strade sono addobbate riccamentein questa occasione, in ogni luogo sventolano bandiere colorate e lanterne enelle strade vengono appesi grandi poster su cui sono raffigurati episodiimportanti della vita di Budda.In SriLanka, durante la luna piena di giugno, viene celebrata la festa diPoson. Questa festa viene fatta per ricordare l’arrivo del buddismo nell’isoladello SriLanka più di 2000 anni fa.Il 15 del nostro sesto mese (Giugno) ha luogo la grande festa Esala Perahera.Questa festa ricorda per prima cosa quando Budda è andato via dal palazzodei suoi genitori e, in secondo luogo, quando ha tenuto la sua prima predicacome Budda. Durante questa festa si svolge una grande processione a Kandy,dove in una enorme casa è custodito un dente di Budda. Ad Esala Perahera,questo dente viene portato sul dorso di un elefante per le strade vivacementeaddobbate. IL BUDDISMO TIBETANOIn Tibet, sul Tetto del Mondo, si raccontano suggestive leggende sulle originidel suo popolo, fatte di divinità e di demoni; si sa però che i tibetanidiscendono da tribù nomadi piuttosto bellicose e che solo intorno al VII 5
  • 6. secolo il Tibet divenne una potenza con il re Songtsen Gampo (618-649). Conlintroduzione del Buddhismo nella casa reale, comincia laffermazione delladottrina del Buddha in Tibet. Durante il suo regno sorse Lhasa (= il "Luogodegli Dei") dove venne edificato uno dei più antichi templi buddhisti del Tibete furono tradotti i primi testi sacri.Successivamente venne edificato il monastero di Samye (762-766), dovevennero istruiti i primi monaci tibetani e dove cominciò la traduzione inlingua tibetana dei testi del cànone buddhista che fu continuata anche sotto isovrani successivi. Questi testi vengono detti "terma" e fu allora che gliinsegnamenti di questa scuola furono codificati nella "Raccolta degli antichitantra”. Uno dei terma principali della scuola Nyngma, è il testo che necontiene i principi, è famoso noto come "Libro tibetano dei morti". Imonasteri buddhisti divennero perciò i centri del potere nella vita del paese.I superiori dei monasteri sono i "Lama" ed hanno per capi il Dalai-Lama e ilPanchen-Lama .Nel 779 il Buddhismo fu dichiarato religione di stato.Nel XIV secolo vediamo una grande fioritura di scuole buddhiste tibetane, trale quali la scuola Gelug (I Virtuosi) che conobbe subito una larga diffusione edivenne la più potente delle scuole buddhiste tibetane: ad essa appartengonoanche il Dalai Lama e il Panchen Lama, ossia la prima e la seconda autoritàspirituale del Tibet.Lattuale Dalai Lama, Tenzin Gyatso, nato il 6 luglio 1935, è il XIV Dalai Lama,premio Nobel per la pace nel 1989 ed esponente della dottrina della nonviolenza. Dopo aver governato il Tibet dal 1950 al 59, a causadelloccupazione cinese, vive in esilio in India dove ha costituito il governotibetano in esilio, di cui è il leader politico.Il Dalai Lama è il capo spirituale della scuola Gelug del Buddhismo tibetano,oltre ad essere uno dei massimi esperti e divulgatori del buddhismonelloccidente.Il termine "Dalai Lama" è traducibile come "Maestro-oceano", ma sipreferisce utilizzare la più elegante espressione Oceano di saggezza. Egli sireincarna e lo scopo della reincarnazione è quello di continuare lopera dellasua precedente vita. Tenzin Gyatso ha avanzato lipotesi che, in futuro, lanomina dei lama possa essere messa ai voti, come avviene per le alte carichedi altre religioni. 6

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