Racconto "Puccio Ghiotto"

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  • 1. Puccio Ghiotto Classe 3^ B Scuola Primaria Ala Classe 3^ Scuola Primaria Sabbionara racconto scritto dal gruppo "LUPI" DIDADUEZEROLIBRI Scienze della Formazione Università di Padova
  • 2.
    • Puccio Ghiotto era un cucciolo di dinosauro che abitava in una caverna situata nella foresta .
    • Lì abitava volentieri perché accanto alla sua abitazione c’era una cascata, scorreva un fiume e c’erano anche dei torrenti.
    • In quell’ambiente c’erano anche molte montagne.
    • La zona era ricca di alberi da frutta e c’era tantissima vegetazione.
  • 3.
    • Gli piaceva mangiare le foglie degli alberi che raggiungeva grazie al suo collo lungo.
    • Questo piccolo prima di nascere dormiva spesso dentro l’uovo.
    • Non aveva né fratelli né sorelle, ma solo due bravissimi genitori, era perciò il loro primo figlio.
  • 4.
    • Loro avevano curato tantissimo questo uovo e finalmente un giorno il piccolo era nato. Furono molto felici quando l’uovo si era schiuso perché avevano aspettato tanto tempo quel momento .
  • 5.
    • Quando si era schiuso l’uovo e il piccolo era nato mamma e papà avevano notato che il loro figliolo era verde e i suoi occhi erano di color arancione come la loro pelle.
  • 6. Da quel giorno il cucciolo dagli occhi color arancione era cresciuto felice con la sua famiglia. Passarono i mesi e il dinosauro, ormai diventato grande, un giorno incontrò un altro dinosauro che aveva la sua stessa età e diventarono amici.
  • 7.
    • Da quel giorno ogni mattina i due amici si incontravano e a volte mangiavano insieme.
    • L’amico di Puccio si chiamava Arcobaleno perché la sua pelle era a macchie colorate.
  • 8.
    • Un bel giorno Puccio e Arcobaleno andarono a bere in uno stagno e Arcobaleno cadde sul fondo e senti un forte dolore ad una zampa e cominciò a piangere così forte che tutti i dinosauri lo sentirono .
  • 9.
    • Il dinosaurino vide l’amico in difficoltà e non sapendo che cosa fare corse a cercare aiuto.
    • La prima persona che incontrò sul suo cammino fu la mamma di Arcobaleno e Puccio le raccontò tutto.
    • Dopo un po’ di tempo arrivò anche il papà di Arcobaleno e tutti insieme si avviarono verso lo stagno.
  • 10.
    • Quando la mamma lo vide si arrabbiò perché il figlio non era stato attento.
    • Per tirarlo fuori dall’acqua il papà, che era molto forte, lo spinse da sotto. Finalmente Arcobaleno fu tratto in salvo.
  • 11.
    • La mamma si avviò verso casa per poterlo medicare. Strada facendo incontrarono un tirannosauro cucciolo: questo fece prendere loro un grande spavento. Per fortuna il cucciolo non era aggressivo, così i tre piccoli fecero amicizia. Il tirannosauro era una femmina di nome Mina. Lei, anche se era carnivora, sapeva dove trovare xipi , l’erba magica che avrebbe curato Arcobaleno.
  • 12.
    • Li condusse in un bosco dove c’erano alberi altissimi. Sotto ad un cespuglio c’erano le erbe giuste. Le raccolse e le mise sulla zampa ferita. Mentre raggiungevano il bosco Puccio si era conficcato una spina nella zampa : solo l’acqua incantata poteva toglierla.
    • Mina li condusse verso la Grande Cascata , la cui acqua aveva effetti portentosi.
  • 13. Dopo aver bagnato la parte dove Puccio aveva la spina, lui non sentì più nessun male e corse felice e contento. Andò correndo verso una grotta e , con grande meraviglia di tutti, a parte Mina, scoprirono che in quella grotta vivevano i genitori della loro nuova amica. Erano carnivori come lei, ma sapevano convivere anche con gli erbivori, per questo motivo i nostri amici non corsero nessun pericolo.
  • 14. Fecero amicizia e dopo essersi riposati Puccio i suoi genitori e Arcobaleno ripresero la strada del ritorno. Avevano vissuto una grande avventura .