Segretezza, riservatezza ed esercizio della professione di giornalista

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  • 1. Segretezza, riservatezza e privacynell’esercizio della professione giornalistica Avv. Prof. Pierluigi Perri – Università degli Studi di Milano – Cattedra di Informatica Giuridica Avanzata
  • 2. Sommario• Giornalismo e segreto delle fonti• Segreto giornalistico e indagini• Giornalismo e privacy
  • 3. PARTE IIl giornalista e il segreto delle fonti
  • 4. I “capisaldi”• Art. 10 Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo“Ogni persona ha diritto alla libertà despressione. Tale diritto include la libertà dopinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiere”.
  • 5. I “capisaldi” /2• Art. 21 Cost.“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per lindicazione dei responsabili.In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.[…]”
  • 6. I “capisaldi” /3• Art. 15 Cost.“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge”.
  • 7. Art. 200 c.p.p.• “1. Non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione, salvi i casi in cui hanno lobbligo di riferirne allautorità giudiziaria:• […]• 2. Il giudice, se ha motivo di dubitare che la dichiarazione resa da tali persone per esimersi dal deporre sia infondata, provvede agli accertamenti necessari. Se risulta infondata, ordina che il testimone deponga.• 3. Le disposizioni previste dai commi 1 e 2 si applicano ai giornalisti professionisti iscritti nellalbo professionale, relativamente ai nomi delle persone dalle quali i medesimi hanno avuto notizie di carattere fiduciario nellesercizio della loro professione. Tuttavia se le notizie sono indispensabili ai fini della prova del reato per cui si procede e la loro veridicità può essere accertata solo attraverso lidentificazione della fonte della notizia, il giudice ordina al giornalista di indicare la fonte delle sue informazioni”.
  • 8. Solo i professionisti?• La giurisprudenza è piuttosto ondivaga sul punto se le garanzie di cui all’art. 200 c.p.p. trovino applicazione anche nel caso di giornalisti pubblicisti o praticanti.• Una recente sentenza del Tribunale di Palermo, ad esempio, ha riconosciuto alla giornalista pubblicista Maria Letizia Affronti il diritto a tutelare la propria fonte.• In ogni caso, le proposte di legge volte ad estendere chiaramente queste garanzie anche ai pubblicisti sono cadute nel vuoto.
  • 9. Ulteriore estensione• Corte di Cassazione, Sent. 85/04Il segreto si estende anche “a tutte le indicazioni che possono condurre all’identificazione di coloro che hanno fornito fiduciariamente le notizie […] Rientra pertanto nel segreto professionale anche l’indicazione relativa alle utenze telefoniche di cui il giornalista disponeva nel periodo in cui ha ricevuto le notizie fiduciarie perché la stessa è dichiaratamente funzioanle rispetto all’identificazione di coloro che tali notizie hanno fornito […]”.
  • 10. Art. 2 legge 69/1963• “Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse […]”.
  • 11. Art. 138 D.Lgs. 196/03 (Codice privacy)• “1. In caso di richiesta dellinteressato di conoscere lorigine dei dati personali ai sensi dellarticolo 7, comma 2, lettera a), restano ferme le norme sul segreto professionale degli esercenti la professione di giornalista, limitatamente alla fonte della notizia”.
  • 12. Carta dei doveri del giornalista• “Nel caso in cui le fonti chiedano di rimanere riservate, il giornalista deve rispettare il segreto professionale e avrà cura di informare il lettore di tale circostanza”.
  • 13. Quindi…ha senso parlare di (nuovo) diritto?• In realtà, il quadro è estremamente mutato rispetto a quello “pensato” dal Legislatore del 1963 proprio grazie all’affermarsi del c.d. “giornalismo digitale” – Quantità di informazioni prima inimmaginabile – Possibilità di impostare criteri ordinativi o di ricerca sulle informazioni in formato elettronico – Rapidità negli scambi “elettronici” di informazioni – Portabilità impensabile di ingenti mole di informazioni – Registrazione “eterna” delle informazioni – Facile tracciabilità della provenienza e del destinatario
  • 14. Segretezza•In un contesto prevalentemente elettronicoquale è quello attuale, preservare e tutelare lasegretezza non è semplice ma richiede alcuneaccortezze
  • 15. Peculiarità del segreto professionale per il giornalista“Lo scopo del cosiddetto segreto giornalistico non èevidentemente quello comune, di impedire la diffusione diuna notizia privata, ma, all’opposto, quello di agevolare laconoscenza dei fatti di interesse per l’opinione pubblica, che,diversamente, per tema di ritorsione, potrebbero restarecelati, se le fonti dell’informazione non fossero protette. Inaltri termini, il segreto giornalistico è al servizio della maggiordiffusione possibile, e non, viceversa, della restrizionedell’informazione […]” C. Gessa in «Vademecum delgiornalista».
  • 16. Quindi• Al contrario di altre forme di “segreto professionale”, il segreto della professione giornalistica copre solo le fonti e non la notizia la quale, anzi, DEVE essere comunicata se di interesse pubblico.• La tutela della sola fonte, però, comporta che debbano ritenersi tutelate anche tutte quelle informazioni che possano far risalire alla fonte stessa (documenti originali, corrispondenza cartacea o elettronica, tabulati telefonici, ecc.)
  • 17. Segretezza delle fonti e UE• Con la Recommendation 1950 del 2011 l’Assemblea Parlamentare europea ricorda che “il libero esercizio della professione di giornalista è compreso nel diritto di libertà di espressione e di invormazione, che è garantito dall’articolo della della Convenzione Europea sui Diritti Umani. Questo diritto costituisce il fondamento di una società democratica ed è un requisito indispensabile per il progresso e lo sviluppo di ogni individuo”.
  • 18. Segretezza delle fonti e UE /2• “Richiamando la Raccomandazione del Comitato dei Ministri n. 7 del 2000 sul diritto dei giornalisti di non rivelare la loro fonte d’informazioni, l’Assemblea riafferma che la protezione delle fonti d’informazione dei giornalisti è la condizione basilare per il pieno esercizio sia del lavoro giornalistico sia del diritto del pubblico di essere informato sui fatti di rilevanza pubblica […]”.
  • 19. Fonte = whistleblower?• Da un punto di vista giuridico, il whistleblowing nasce in ambito di diritto del lavoro.• Esso consiste nei canali interni (internal whistleblowing) o esterni (external whistleblowing) che il datore di lavoro predispone affinché i prestatori di lavoro possano fargli giungere notizie in merito a comportamenti non corretti tenuti da soggetti apicali.
  • 20. Esempi “datati” di whistleblowing
  • 21. I rischi per il whistleblower
  • 22. Al punto che…
  • 23. Il whistleblowing per il giornalista• Soprattutto negli ultimi anni, anche per chi esercita la professione giornalistica il whistleblowing si traduce nella “soffiata” di una possibile notizia.• Tuttavia, tali soffiate (che ormai viaggiano spesso con modalità elettroniche) potrebbero generare diversi problemi tra cui: – L’anonimato (con le fonti “analogiche” la fonte spesso era segreta ma non anonima per il giornalista) con i conseguenti dubbi circa l’attendibilità – La difficoltà a verificare quanto comunicato – L’inevitabile “fretta” per evitare di perdere la notizia che, spesso, fa agire d’impulso
  • 24. I rischi di un comportamento poco accorto• Rischio di querele• Rischio di sanzioni disciplinari• Rischio di condanne ai sensi del Codice privacy
  • 25. Infatti…• Carta dei doveri del giornalista“Il giornalista deve sempre verificare le informazioni ottenute dalle sue fonti, per accertarne lattendibilità e per controllare l’origine di quanto viene diffuso all’opinione pubblica, salvaguardando sempre la verità sostanziale dei fatti”.
  • 26. Attenzione• Art. 622 c.p.“Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto può derivare nocumento, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516.[…]Il delitto è punibile a querela della persona offesa”.
  • 27. PARTE IIIl segreto giornalistico nel processo
  • 28. Giudici e giornalisti• L’art. 200 c.p.p. prevede che “se le notizie sono indispensabili ai fini della prova del reato per cui si procede e la loro veridicità può essere accertata solo attraverso lidentificazione della fonte della notizia, il giudice ordina al giornalista di indicare la fonte delle sue informazioni”.
  • 29. PM e giornalisti• “Il pubblico ministero assume informazioni dalle persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini. Alle persone già sentite dal difensore o dal suo sostituto non possono essere chieste informazioni sulle domande formulate e sulle risposte date. Si applicano le disposizioni degli articoli 197, 197-bis, 198, 199, 200, 201, 202 e 203”.
  • 30. Limiti• Art. 256 c.p.p.“1. Le persone indicate negli articoli 200 e 201 devono consegnare immediatamente allautorità giudiziaria, che ne faccia richiesta, gli atti e i documenti, anche in originale se così è ordinato, nonché i dati, le informazioni e i programmi informatici, anche mediante copia di essi su adeguato supporto, e ogni altra cosa esistente presso di esse per ragioni del loro ufficio, incarico, ministero, professione o arte, salvo che dichiarino per iscritto che si tratti di segreto di Stato ovvero di segreto inerente al loro ufficio o professione.2. Quando la dichiarazione concerne un segreto di ufficio o professionale, lautorità giudiziaria, se ha motivo di dubitare della fondatezza di essa e ritiene di non potere procedere senza acquisire gli atti, i documenti o le cose indicati nel comma 1, provvede agli accertamenti necessari. Se la dichiarazione risulta infondata, lautorità giudiziaria dispone il sequestro.
  • 31. Quindi• La sussistenza del segreto su determinati documenti va sempre esternata in maniera formale.• Non discende dal mero status di giornalista professionista la segretezza su tutto ciò che concerne la sua attività.
  • 32. Limiti /2• Art. 271 c.p.p. secondo comma“2. Non possono essere utilizzate le intercettazioni relative a conversazioni o comunicazioni delle persone indicate nellarticolo 200 comma 1, quando hanno a oggetto fatti conosciuti per ragione del loro ministero, ufficio o professione, salvo che le stesse persone abbiano deposto sugli stessi fatti o li abbiano in altro modo divulgati”.
  • 33. Infatti• Corte Costituzionale, Sent. 28 gennaio 1981, n. 1• “L’interesse protetto dall’art. 21 Cost. non è da ritenersi in astratto superiore a quello parimenti fondamentale della giustizia”
  • 34. E ora…la domanda da un milione di Euro!• Qual è il corretto equilibrio tra esigenze di accertamento da parte del Giudice e tutela del segreto da parte del giornalista?
  • 35. Recommendation 1950 (2011)• “5. Public authorities must not demand the disclosure of information identifying a source unless the requirements of Article 10, paragraph 2, of the Convention are met and unless it can be convincingly established that reasonable alternative measures to disclosure do not exist or have been exhausted, the legitimate interest in the disclosure clearly outweighs the public interest in the non- disclosure, and an overriding requirement of the need for disclosure is proved.
  • 36. Recommendation 1950 (2011) /2• “6. The disclosure of information identifying a source should therefore be limited to exceptional circumstances where vital public or individual interests are at stake and can be convincingly established. The competent authorities, requesting exceptionally the disclosure of a source, must specify the reasons why such vital interest outweighs the interest in the non- disclosure and whether alternative measures have been exhausted, such as other evidence. If sources are protected against any disclosure under national law, their disclosure must not be requested”.
  • 37. Giurisprudenza comunitaria• La Corte di Strasburgo, in più occasioni, ha condannato le perquisizioni svolte in redazioni in quanto violavano il segreto professionale dei giornalisti
  • 38. Caso Goodwin• La CEDU è chiamata ad esprimersi nel 2009 sul caso Goodwin vs. UK• Considerando che ogni giornalista ha il diritto di ricercare le notizie, la Corte ritiene logico corollario di tale diritto anche la protezione delle fonti, in quanto “l’assenza di tale protezione potrebbe dissuadere le fonti non ufficiali dal fornire notizie importanti al giornalista, con la conseguenza che questi correrebbe il rischio di rimanere del tutto ignaro di informazioni che potrebbero rivestire un interesse generale per la collettività”.
  • 39. Caso Roemen• La CEDU ribadisce nel 2003 quanto detto nel caso Goodwin nel caso Roemen e Schmit vs. Lussemburgo• “La libertà despressione costituisce uno dei fondamenti essenziali di una società democratica, e le garanzie da concedere alla stampa rivestono unimportanza particolare. La protezione delle fonti giornalistiche è uno dei pilastri della libertà di stampa. L’assenza di una tale protezione potrebbe dissuadere le fonti giornalistiche dallaiutare la stampa a informare il pubblico su questioni dinteresse generale. Di conseguenza, la stampa potrebbe essere meno in grado di svolgere il suo ruolo indispensabile di «cane da guardia» e il suo atteggiamento nel fornire informazioni precise e affidabili potrebbe risultare ridotto”.
  • 40. Caso Financial Times• Nel 2009, sempre la CEDU è chiamata a decidere nel caso Financial Times et al vs. UK• Nel caso di specie, il Giudice aveva ordinato la consegna del documento originale in quanto utile a risalire alla fonte di un’informazione molto rilevante da un punto di vista economico che aveva creato turbativa ai mercati e danno verso la società ricorrente• Anche in questo caso, la CEDU dà prevalenza alla segretezza della fonte• Se il giornalista avesse compromesso la segretezza della fonte, oltre a danneggiare la fonte stessa, avrebbe rovinato anche la propria reputazione agli occhi di future potenziali fonti.
  • 41. Cassazione• Caso concreto: sequestro di un computer di un giornalista• Nel 2007, la Cassazione (Sent. 40380/07) si trova a decidere in merito a un sequestro di un computer in uso a un giornalista• Come si coordinano, in questo caso, la tutela del segreto e l’esercizio del potere giudiziario?
  • 42. Sequestro• Art. 253 c.p.p.“1. Lautorità giudiziaria dispone con decreto motivato il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per laccertamento dei fatti.2. Sono corpo del reato le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo.3. Al sequestro procede personalmente lautorità giudiziaria ovvero un ufficiale di polizia giudiziaria delegato con lo stesso decreto.4. Copia del decreto di sequestro è consegnata allinteressato, se presente”.
  • 43. Cosa viene sequestrato?• Nell’ambito dell’indagine, viene sequestrata dalla PG l’area del server presente nella in una redazione romana di un quotidiano gestita dalla giornalista e viene duplicato l’hard disk del computer e della cartella presente nell’area del server del quotidiano, restituendo alla stessa gli originali.
  • 44. Censure della Corte in merito al segreto professionale• “Le norme di cui agli artt. 200 e 256 c.p.p., tutelano il segreto giornalistico e impongono la massima cautela nellutilizzazione degli strumenti della perquisizione e del sequestro nei confronti dei giornalisti, in considerazione della particolare delicatezza dellattività da costoro svolta e delle potenziali limitazioni che alla libertà di stampa potrebbero derivare da iniziative immotivatamente invasive. Una ricerca incontrollata delle fonti di certe notizie rischia di dare luogo ad un sostanziale aggiramento del principio di cui allart. 200 c.p.p., comma 3, e della disciplina di cui al successivo art. 256 c.p.p.”.
  • 45. Proporzionalità• “Conclusivamente, con riferimento alla posizione del giornalista professionista, a cui è assicurata la garanzia del segreto professionale non quale privilegio personale, ma quale presidio alla libera ed incondizionata informazione, il criterio di proporzionalità tra il contenuto di un sequestro probatorio di cui il giornalista è destinatario e le esigenze di accertamento dei fatti deve essere rispettato con particolare rigore, evitando quanto più possibile pericolosi ed inutili interventi intrusivi”.
  • 46. Ricapitolando• In caso di richiesta al giornalista di rilevare la fonte delle proprie informazioni o di apprensione di dati o documenti tramite i quali risalire all’identità della fonte, il giornalista (professionista) può sempre opporre il segreto professionale.• Il Giudice può superare anche questo limite, ma deve essere l’extrema ratio dettata da esigenze di giustizia che rendano essenziale l’accesso a quell’informazione.• In ogni caso, l’attività del Giudice deve limitarsi alla verifica dei fatti oggetto d’indagine senza invadere ulteriormente l’area del segreto giornalistico e l’area privata del giornalista.
  • 47. PARTE IIIIl giornalista e la riservatezza dei soggetti interessati
  • 48. Rapporto tra segretezza e riservatezza• Segretezza = dovere da cui discendono obblighi• Riservatezza = diritto da cui discendono obblighi
  • 49. Un diritto che ha una sempre più ampia tutela• Art. 1 comma 2 del D.Lgs. 196/03“Le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto ad una funzione pubblica e la relativa valutazione non sono oggetto di protezione della riservatezza personale”.
  • 50. Principio fondamentale: l’essenzialità dell’informazione• Art. 6 del Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nellesercizio dellattività giornalistica“1. La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l’informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell’originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui è avvenuto, nonché della qualificazione dei protagonisti.2. La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica.3. Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla libertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti”.
  • 51. Tuttavia…• Art. 8. Tutela della dignità delle persone“1. Salva lessenzialità dellinformazione, il giornalista non fornisce notizie o pubblica immagini o fotografie di soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignità della persona, né si sofferma su dettagli di violenza, a meno che ravvisi la rilevanza sociale della notizia o dellimmagine.2. Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dellinteressato.3. Le persone non possono essere presentate con ferri o manette ai polsi, salvo che ciò sia necessario per segnalare abusi”.
  • 52. Casi concreti• L’Autorità Garante è stata chiamata a pronunciarsi in merito alla pubblicazione di un elenco di dirigenti e giornalisti RAI con relativa appartenenza politica.• Gli interessati si oppongono a questo trattamento sostenendone l’irrilevanza pubblica.• Il Garante ritiene, invece, essenziale tale elemento all’interno della notizia volta a illustrare le periodiche lottizzazioni interne alla RAI.
  • 53. Casi concreti /2• Il Garante viene chiamato a valutare il filmato diffuso sulle reti Mediaset che ritraevano il giudice Mesiano in momenti della sua vita privata definendolo “infelice, inelegante e stravagante”.• Le immagini erano incentrate su momenti di vita privata del giudice che non presentavano alcuna connessione o rilievo rispetto al suo ruolo pubblico.• In questo caso, quindi, il Garante ha contestato la non essenzialità dell’informazione.
  • 54. Casi concreti /3• La Cassazione si è pronunciata in merito alla pubblicazione di una foto che ritraeva una minorenne colpita a morte da un proiettile in testa (Cass. Pen., Sez. III, Sent. 17215/11)• Questa immagine era stata “rubata” all’interno dell’ospedale senza il consenso dei genitori e delle autorità sanitarie• Secondo la Corte, quella foto non rispettava la tutela della riservatezza del minore, che può anche limitare il diritto di cronaca, e quindi non aveva alcuna utilità per scopi informativi• La pubblicazione della foto, quindi, è stata ritenuta “eccedente” e “non essenziale”.
  • 55. Casi concreti /4• Il Corriere di Livorno pubblica i nomi degli affiliati alla loggia massonica Grande Oriente d’Italia, insieme ad altri dati anagrafici• I singoli iscritti e l’associazione chiamano in giudizio l’autore dell’articolo, il direttore responsabile del quotidiano e la casa editrice, ritenendosi lesi da tale pubblicazione.• Il Giudice toscano, quindi, si pronuncia enucleando dei principi interessanti.
  • 56. Diritto all’informazione vs. diritto alla riservatezza• Secondo il giudice, il diritto all’informazione deve considerarsi prevalente, tant’è che "il giornalista nel compiere la sua attività di informare la collettività circa i fatti di rilevanza sociale, attività fondamentale di ogni sistema democratico possa (o talvolta sia costretto a) ledere il diritto alla privacy dei singoli, rivelando dati personali degli stessi, anche sensibili"
  • 57. Limiti al diritto all’informazione• Il limite al diritto all’informazione, tuttavia, sta nel fatto che esso sia correlato a fatti di rilevanza sociale.• Vengono, quindi, richiamati i tre principi cardine per considerare un fatto come “di rilevanza sociale”: – Interesse pubblico – Verità del fatto (anche putativa) – Continenza espositiva
  • 58. Essenzialità dell’informazione• Secondo la giurisprudenza, si ritiene escluso lesercizio legittimo del diritto di cronaca quando linformazione non abbia contenuto pertinente alla formazione della pubblica opinione ma sia, al contrario, distorta da un altro fine, quale quello di alimentare pettegolezzi• Non bisogna confondere, infatti, l’interesse pubblico con l’interesse DEL pubblico.
  • 59. Novità e originalità• Nel caso di specie, il Giudice individua questi due ulteriori elementi quali idonei a legittimare la pubblicazione di dati sensibili degli interessati• “Solo in presenza di un fatto nuovo, originale, il giornalista può, se ciò è indispensabile in ragione della originalità del fatto, legittimamente pubblicare dati sensibili dei singoli”
  • 60. Le conclusioni• Nel caso di specie, tuttavia, il Giudice non riconosce un interesse pubblico nella conoscenza dei dati degli iscritti, in quanto non essenziali ai fini della notizia.
  • 61. Interesse pubblico ed essenzialità dell’informazione• Ricapitolando, “il giornalista deve valutare quando una notizia riveste effettivamente un rilevante interesse pubblico e, successivamente, quali particolari relativi a tale notizia sia essenziale diffondere al fine di svolgere la funzione informativa sua propria.• La diffusione di un determinato dato può essere ritenuta necessaria quando la sua conoscenza da parte del pubblico trova giustificazione nell’originalità dei fatti narrati, nel modo in cui gli stessi si sono svolti e nella particolarità dei soggetti che in essi sono coinvolti” (cfr. M. Paissan, Privacy e giornalismo).
  • 62. E quando non vi sono tali presupposti?• “Il giornalista può comunque riferire di questi ultimi prediligendo soluzioni che tutelino la riservatezza degli interessati (ricorrendo ad esempio all’uso di iniziali, di nomi di fantasia e così via). Va tuttavia evidenziato come, in taluni casi, la semplice omissione delle generalità delle persone non basti di per sé ad escludere l’identificazione delle medesime: quest’ultima, infatti, può realizzarsi attraverso la combinazione di più informazioni concernenti la persona (l’età, la professione, il luogo di lavoro, l’indirizzo dell’abitazione, ecc.)” (cfr. M. Paissan, Privacy e giornalismo).
  • 63. Tema di attualità: la pubblicazione di intercettazioni• Al netto delle violazioni di legge su atti processuali ancora secretati, per il Garante le trascrizioni delle intercettazioni possono essere pubblicate, sempre nei limiti dell’essenzialità dell’informazione rispetto a fatti di interesse pubblico e sempre che leggi specifiche non ne vietino la raccolta o la diffusione.
  • 64. Attenzione!• Art. 621 c.p.“Chiunque, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto, che debba rimanere segreto, di altrui atti o documenti, pubblici o privati, non costituenti corrispondenza, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032.Agli effetti della disposizione di cui al primo comma è considerato documento anche qualunque supporto informatico contenente dati, informazioni o programmi.Il delitto è punibile a querela della persona offesa”.
  • 65. I problemi• La trascrizione integrale delle intercettazioni di un’utenza o la pubblicazione in toto dei file audio, spesso, potrebbe contenere comunicazioni private non attinenti il procedimento penale.• In alcuni casi, sono state diffuse anche le utenze telefoniche oltre ai contenuti della conversazione.• Alcune espressioni usate nel corso della comunicazione intercettata potrebbero essere lesive della dignità di soggetti terzi.