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Master in rieducazione funzionale e neuromotoria
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Master in rieducazione funzionale e neuromotoria

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  • 1. 1Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 2. Fonte ed approfondimento dei temi trattati: A scuola di fitness (3a edizione) di Pierluigi De Pascalis Calzetti e Mariucci Editore Personal Trainer: come sceglierlo, come diventarlo (2a edizione) di Pierluigi De Pascalis Calzetti e Mariucci Editore Le presenti slide sono coperte da copyright, è vietata la copia (anche parziale) senza autorizzazione scritta da parte dell’autore. E’ concessa la diffusione nella versione integrale e senza modifiche. 2Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 3. - Perché eseguirla - Quali vantaggi determina - Come effettuare una valutazione funzionale - Come effettuare una valutazione antropometrica - Come comparare i dati 3Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 4. 4Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 5. Le ragioni di una valutazione antropometrica - Verificare la condizione fisica di un individuo. - Indagare la sua composizione corporea. - Fare una stima iniziale dei risultati raggiungibili (in ordine alla sua composizione corporea). - Individuare gli obiettivi auspicabili fra quelli desiderati. - Verificare la corretta somministrazione dei protocolli di lavoro 5Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 6. -Possono essere di natura differente (individuo magro che “si vede grasso”, individuo muscoloso che “si vede” ipotonico ecc. -Possono sfociare nel patologico -Innescano circoli viziosi dai quali è difficile allontanarsi -Ostacolano la corretta scelta dell’obiettivo finale 6Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 7. Le ragioni di una valutazione funzionale -Stimare il livello atletico di un individuo -Individuare i punti di forza -Valutare il grado di “allenabilità” -Verificare l’efficacia dell’allenamento - Misurare oggettivamente l’entità dei progressi -Avere una misura comparativa in caso di interruzioni forzate (infortuni ecc.) - Motivare l’atleta 7Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 8. La riserva attuale di adattamento Allenamento: insieme di Allenabilità: potenziale interventi e stimoli di tipo grado di miglioramento di fisico e psicologico, una prestazione, finalizzati al dipendente da fattori miglioramento di una genetici, organici, dai prestazione precedenti adattamenti ecc. Il margine di miglioramento in un dato momento sarà tanto minore quanto più elevato è il livello funzionale raggiunto. 8Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 9. • Spesso la valutazione iniziale è ritenuta un’incombenza da parte dell’atleta o del soggetto da testare• E’ importante prevedere un coinvolgimento psicologico che possa rendere l’utente partecipe e motivato• La diffidenza iniziale tende a scomparire con le comparazioni successive, soprattutto mostrando i progressi ottenuti• Sensibilizzare utenti comuni ed atleti a questa prima fase, significa una presa di coscienza di un lavoro organizzato e non improvvisato, con inevitabile maggiore stima e fiducia verso l’allenatore. 9Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 10. Prima di avviare qualsivoglia valutazione o programma di allenamento è opportuno consigliare una visita medica specialistica. Il medico potrà/dovrà valutare: - prestazioni cardiache - parametri pressori e respiratori - funzionalità articolare 10Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 11. Anche se attività di modesto impegno fisico possono essere somministrate a chiunque, è sempre bene valutare alcuni aspetti. - Accertarsi che l’individuo non sia sotto terapia farmacologica - Chiedere se è un soggetto fumatore, se soffre o ha sofferto di problematiche osteoarticolari - Valutare le abitudini che lo espongono a rischi per la sua salute - Annotare tutte le informazioni su un’apposita scheda personale - E’ importante non sostituirsi mai al parere del medico, soprattutto MAI avanzare diagnosi o sottovalutare dei sintomi o campanelli dall’allarme. - L’anamnesi ha puramente scopo conoscitivo, in questa fase il trainer si limita a raccogliere dati elaborati da personale sanitario. 11Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 12. • La misurazione della pressione sanguigna in situazioni non patologiche può facilmente essere rilevata da chiunque • Lo scopo della rilevazione non è di tipo diagnostico ma conoscitivo dell’opportunità di somministrare determinati test e/o allenamenti • Occorre uno sfigmomanometro automatico • In tutte le condizioni di ipertensione è opportuno chiedere il parere medico prima di approntare test di tipo funzionale 12Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 13. • Un maggior lavoro da parte del • L’attività fisica incrementa la cuore implica una maggiore necessità di ossigeno e substrati ossigenazione del tessuto energetici. cardiaco, non sempre possibile in • Il cuore risponde incrementando caso di problemi coronarici. la frequenza cardiaca, sino a • Le difficoltà nel transito permettere un aumento del ematico determinano minore flusso ematico di ben 13 volte afflusso di ossigeno e rispetto alle condizioni di riposo. compromessa rimozione dei • Durante la contrazione cataboliti, con conseguente muscolare non aumenta solo incremento della fatica. l’afflusso, ma anche il deflusso • L’ambiente acido che si sanguigno nel corso della determina diminuisce l’affinità contrazione. dell’ O2 con l’emoglobina. 13Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 14. - Attività con i sovraccarichi- Definiamo “normale” possono aggravare gli stati nell’adulto una pressione ipertensivi massima (sistolica) pari a 120mm/Hg ed una pressione - L’incremento dei valori pressori è minima (diasotolica) pari a proporzionale al volume delle 80mm/Hg. masse muscolari al lavoro- Definiamo l’ipertensione - L’incremento pressorio è come lieve per valori non inversamente proporzionale al superiori a 150/100; modesta grado di allenamento dell’individuo per valori non superiori a - E’ tuttavia sconsigliabile 180/100; grave per valori somministrare attività volte maggiori. all’incremento dell’ipertrofia e/o della forza a soggetti ipertesi. 14Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 15. Attività sportiva e pressione sanguigna- Attività aerobiche possono coadiuvare iltrattamento dell’ipertensione e prevenirne leforme acute.- L’attività aerobica che coinvolge gli arti inferioristimola la pompa di ritorno venoso.- Inoltre l’attività aerobica favorisce l’eliminazionedel sodio, elemento che in eccesso causaipertensione. Fonte Immag.: Benjamin Cummings, an imprint of Addison Wesley Longman, inc. 2001 15Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 16. Attività sportiva e pressione sanguigna- Lavori isometrici implicano il manifestarsidi situazioni analoghe (incrementopressorio) anche senza l’uso di carichimassimali.- In questo caso la situazione può essereaggravata da un lavoro a glottide chiusa(manovra di Valsalva). 16Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 17. La glottide chiusa blocca l’espirazione ed aumenta la pressione intratoracica. L’aumento della pressione intratoracica comprime i grossi vasi venosi ponendo in sofferenza il cuore. Copyright immag.: Exercise Physiology: Energy, Nutrition, and Human Performance, W.D. McArdle, F.I. Katch, V.L.Katch -2007 17Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 18. Il QCS elenca una serie di circostanze, al verificarsi delle quali, è fortemente consigliabile il parere del medico:• Presenza di dolori o frequente fastidio al torace, al collo, alla mascella o agli arti superiori• Respiro affannoso anche dopo sforzi non intensi• Capogiri• Gonfiore alle caviglie• FC accelerata anche a riposo• Dolore alle gambe• Stanchezza insolita E’ possibile individuare numerosi altri parametri che si possono raccogliere ed interpretare facilmente con un questionario. 18Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 19. • FC a riposo > 100 bpm • Cirrosi • Pressione sistolica > 160/Hg • Cap. Vitale <75% della CV teorica • Espettorato con presenza di sangue • Pressione diastolica > 100 mm/Hg • Terapia farmacologica in corso per problematiche cardiache, pressorie • % di massa grassa > 40% nelle o metaboliche donne; > 30% negli uomini • Interventi chirurgici recenti o a • Colesterolo totale > 240 mg/dl carico del cuore • Trigliceridi > 120 mg/dl • Flebiti, flogosi, dolori sospetti. 19Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 20. DIRETTI INDIRETTI - Precisione del dato rilevato - Possibile scarto fra dato rilevato e dato reale - Spesso richiedenti complesse strumentazioni - Non richiedono strumenti complessi - Non sempre facili da gestire da operatori non specializzati - Semplici da applicare e interpretare In linea generale un professionista non si limita ad applicare meccanicamente dei test e leggere il risultato nelle tabelle di comparazione, ma conosce perfettamente COSA sta facendo, COSA sta rilevando, COME interpretare ed utilizzare i dati raccolti 20Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 21. In ogni caso i test dovranno essere:- Oggettivamente rilevati- Ripetibili da altri operatori- Non autoavveranti (non devono essere somministrati per cercare conferma ad una nostra teoria)- Ciclicamente ripetuti e raffrontati 21Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 22. 22
  • 23. Fornisce un’istantanea della composizione di un individuo e della sua struttura, oltre a ulteriori parametri utili per la gestione dell’allenamento. Nel nostro percorso individueremo: • IMC • Peso ideale • Percentuale di grasso corporeo • FCM • Fabbisogno calorico medio giornaliero 23Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 24. SEDI TIPICHE PER LA MISURAZIONE DELLE CIRCONFERENZE CORPOREE Le misurazioni proposte possono essere utilizzate sia all’interno di specifiche formule che come parametro di confronto a se stante• TORACE: viene misurata all’altezza della quarta articolazione costo-sternale e al termine di un’espirazione normale.• ADDOME: viene misurato il punto della maggiore protuberanza anteriore dell’addome, solitamente l’ombelico.• FIANCHI: vengono misurati nel punto di massima protusione posteriore delle natiche.• COSCIA PROSSIMALE: viene misurata appena sotto la piega dei glutei.• COSCIA MEDIALE: viene misurata a metà fra la piega inguinale e il bordo superiore della rotula• COSCIA DISTALE: viene misurata in prossimità dell’epicondilo femorale• POLPACCI: vengono misurati nel punto di circonferenza massima con soggetto in stazione eretta, piedi distanti 20 cm e peso equamente distribuito• BRACCIO: viene misurato nel punto di medio rispetto alla lunghezza dell’arto 24Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 25. Stima del rapporto peso/altezza: peso in Kg/statura (m) 2 25Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 26. Se un soggetto alto 1,75 metri ha un peso corporeo di 80 Kg, procederemo come segue: BMI = 80/(1,75)2 = 80/3,0625 = 26,12 Il risultato ottenuto, ossia 26,122 è da interpretare secondo quanto riportato: • BMI < 18: situazione di sottopeso • BMI fra 18.5 e 25: situazione di peso ottimale • BMI fra 25.1 e 30: situazione di sovrappeso • BMI fra 30.1 e 40: situazione di obesità • BMI > 40: situazione di obesità grave Nell’esempio il soggetto si attesta in una situazione di lieve sovrappeso. 26Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 27. - Il bilancio calorico è fondamentale al fine del mantenimento e raggiungimento del peso ideale - La sola stima del peso ideale potrebbe essere fuorviante in soggetti sportivi. - Il calcolo del peso ideale presenta parte dei limiti dell’IMC - Si limita ad una stima del dato, senza approfondire la composizione corporea di un soggetto - A parità di peso, la morfologia degli individui potrebbe essere estremamente diversa 27Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 28. formula per gli uomini (formula del Dott. Lanzola) • se la circonferenza del polso e pari 20 cm o superiore: 0,75 x altezza in cm – 58,5 = peso ideale • se la circonferenza del polso è compresa fra 16 e 19,5 cm: 0,75 x altezza cm – 63,5 = peso ideale • se la circonferenza del polso è inferiore a 16 cm 0,75 x altezza cm – 69 = peso ideale formula per le donne (formula del Dott. Lanzola) • se la circonferenza del polso è pari a 18 cm o superiore: 0,68 x altezza in cm – 51,5 = peso ideale • se la circonferenza del polso è compresa fra 14 e 18 cm: 0,68 x altezza in cm – 58 = peso ideale • se la circonferenza del polso è inferiore a 14 cm: 0,68 x altezza in cm – 61 = peso ideale 28Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 29. • E’ valutabile con numerosi sistemi, ciascuno con un suo margine di DEFINIZIONE errore (secondo Behnke) • Mediante formule matematiche Massa grassa = % di grasso totale basate sulle circonferenze presente nell’organismo (escluso il corporee grasso primario) • Mediante misurazione impedenzometrica Massa magra = % di peso • Mediante pesata idrostatica corporeo al netto della massa grassa (ma compreso il grasso • Mediante misurazione plicometrica primario) • Mediante DEXA ecc. 29Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 30. Lo scarto nella valutazione è dovuto principalmente a:- Qualità dello strumento, un plicometro professionale è in materiale indeformabile e prevede la costante taratura.- Abilità dell’operatore, un PT poco esperto potrebbe non individuare con accuratezza i punti di repere, o afferrare porzioni di muscolo assieme a cute e adipe. 30Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 31. Misurazione sui punti di repere:• 1) mm della plica pettorale• 2) mm della plica addominale• 3) mm della plica della coscia• 4) mm della plica del tricipite• 5) mm della plica soprailiaca• 6) mm della plica subscapolare• 7) mm della plica ascellare Inserimento dei dati raccolti una apposita formula, per la determinazione della densità corporea 31Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 32. • plica pettorale (in senso diagonale, a metà della linea immaginaria che separa il capezzolo dall’ascella, passando per l’articolazione della spalla. Nella donna si effettua nel primo terzo.) • plica addominale (La misurazione è fatta verticalmente, ad un paio di cm di distanza dall’ombelico). • plica ascellare (La misurazione è fatta in verticale, sulla linea mediana che divide lo spazio ascellare, all’altezza del capezzolo). • plica soprailiaca (La misurazione è fatta in diagonale, subito al di sopra della cresta iliaca). 32Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 33. • plica del tricipite (La misurazione avviene in verticale, esattamente a metà della lunghezza dell’omero). • plica subscapolare (La misurazione è fatta diagonalmente, circa a 45°, un paio di cm al di sotto dell’angolo della scapola). 33Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 34. • plica della coscia (La misurazione è fatta verticalmente, circa a metà della lunghezza dell’arto) 34Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 35. Rilevate le pliche faremo la somma. Il risultato sarà il valore “M”. A questo punto applicheremo una delle formule seguenti: FORMULA PER UOMINI 1.112 - (0.00043499xM) + (0.00000055xM^2) - (0.00028826xEtà) = Densità Corporea FORMULA PER DONNE 1.097 - (0.00046971xM) + (0.00000056xM^2) - (0.00012828xEtà) = Densità corporea INFINE (495/Densità Corporea) – 450 = % di massa grassa (la formula per il calcolo della % di massa grassa differisce nelle varie etnie) 35Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 36. Rischi da eccesso e carenza di massa adiposa ECCESSO CARENZA -Problemi psicologici - Sterilità -Malattie coronariche - Depressione -Ipertensione - Alterazione della -Diabete insulino temperatura corporea e indipendente del metabolismo -Neoplasie - Morte -Osteoartrite 36Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 37. UOMINI (30-39 anni) DONNE (30-39 anni) • da 0% a 5,9% la quantità di adipe è • da 0% a 13% la quantità di adipe è estremamente bassa estremamente bassa • da 6% a 13,6% la quantità di adipe è • da 13,1% a 21% la quantità di adeguatamente bassa adipe è adeguatamente bassa • da 13,7% a 17% la quantità di adipe è tendenzialmente ottimale • da 21,1% a 26% la quantità di adipe è tendenzialmente ottimale • da 17,1% a 24% la quantità di adipe è tendenzialmente eccessiva • da 26,1% a 31,1% la quantità di adipe è tendenzialmente eccessiva • oltre il 24,1% la quantità di adipe è estremamente eccessiva • oltre il 32% la quantità di adipe è estremamente eccessiva 37Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 38. - Determinare il fabbisogno calorico medio, non può essere ritenuta una valutazione antropometrica in senso stretto. - Viene fatta tale stima poiché può essere un’informazione a supporto del trainer nell’ottica di calibrare l’attività al fine di ottimizzare la composizione corporea del soggetto. -Il calcolo della quota calorica introdotta può essere fatto conoscendo tipologia e quantità di alimenti assunti giornalmente, partendo dal loro potere calorico. -Il calcolo della quota calorica necessaria ad un individuo è la somma delle Kcal utilizzate per il suo metabolismo basale + le Kcal impiegate nelle varie attività svolte giornalmente. 38Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 39. -L’utilizzo del MET (Equivalente Metabolico) è un efficace strumento per il calcolo della richiesta energetica -Il MET quantifica il metabolismo energetico a riposo in considerazione dell’ossigeno impiegato - 1MET = 3,5 ml di O2 utilizzato in un minuto per ciascuno Kg di peso corporeo (ml/kg/min), corrisponde a circa una Kcal/ora per ciascun Kg di peso corporeo -Conoscendo l’impegno in MET richiesto da un’attività, è possibile determinare sia il consumo energetico che la richiesta di O2. 39Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 40. EsempioConoscendo i MET di un’attività come la corsa, che equivale ad 8MET,saranno richiesti:28 ml/kg/min di Ossigeno (8x3,5) e 8 Kcal/Kg/hPartendo dall’impegno in MET è anche possibile classificare le attivitàcome lievi, moderate ed intense. Intensità moderata Intensità forte • 3-6 MET > 6 MET • Tra il 40% ed il 60% della FCM > 60% della FCM 40Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 41. PER UOMINI 66,5 + (13,75 x peso corporeo in Kg) + (5 x statura in cm) – (6,75 x età in anni) = Kcal/die PER DONNE 66,5 + (9,55 x peso corporeo in Kg) + (1,8 x statura in cm) - (4,7 x età in anni) = Kcal/die 41Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 42. • superficie corporea (più è vasta > sarà il metabolismo) • sesso (uomo metabolismo > donna) • età (tende ad abbassarsi nel corso degli anni) • massa muscolare (+ massa = metabolismo accelerato), • clima (il caldo abbassa il metabolismo) • dieta (dieta iperproteica innalza il metabolismo) • digiuno o dieta ipocalorica (abbassa il metabolismo), • febbre (gli stati febbrili incrementano il metabolismo), • secrezione ormonale (ormoni tiroidei e adrenalina accelerano il metabolismo) • farmaci (terapie farmacologiche con sedativi, abbassano il metabolismo). 42Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 43. Fornisce i dati sulla performance ed efficienza fisica del soggetto Nel nostro percorso individueremo: • Potenza e capacità aerobica • Resistenza alla velocità • Forza massimale • Forza esplosiva • Mobilità articolare • Capacità di adattamento cardiovascolare • Frequenza cardiaca allenante 43Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 44. - Indica lo stato di forma - La potenza aerobica indica la generale di un individuo e il massima potenza esprimibile suo livello prestazionale prima di entrare in soglia anaerobica (VO2max)- La capacità aerobica - E’ misurabile con diversi test, individua la possibilità di tra cui i test di Cooper e/o proseguire per lungo Conconi periodo una prova di - E’ richiesto un cronometro ed resistenza (in presenza di un luogo dove sia possibile idonei substrati energetici) correre misurando la distanza percorsa 44Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 45. • Distribuzione delle fibre • VO2max • Concentrazione intracellulare di substrati energetici • Efficienza degli enzimi ossidativi • Numero e distribuzione dei mitocondri • Concentrazione di mioglobina muscolare • Ipertrofia cardiaca • Aumento del volume ematico e della presenza di eritrociti • Capacità tampone rispetto all’acidità muscolare • Aumento del volume polmonare • Rete capillare 45Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 46. • Richiede di correre a velocità costante, senza accelerazioni o sprint finali, per un periodo di tempo pari a 12 minuti • Al termine occorrerà misurare la distanza percorsa e confrontare il dato con delle tabelle di riferimento. • Mediante una semplice formula è possibile ottenere anche la velocità di soglia anaerobica • Poiché il consumo di ossigeno aumenta in maniera lineare rispetto all’energia liberata, misurando il consumo di ossigeno possiamo misurare indirettamente la massima capacità di compiere lavoro aerobicamente (che rappresenta la potenza aerobica). • La massima capacità di compiere lavoro aerobicamente coincide con il VO2max (o Vam = Velocità Aerobica Massimale) 46Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 47. Tabella per gli uomini [1]Tabella per le donne [1] [1] P. De Pascalis, Personal trainer. Come sceglierlo, come 47 diventarlo, Calzetti Mariucci, 2009
  • 48. Distanza percorsa x 5 = Stima Oraria (ossia stima della distanza percorribile in un’ora) La Stima Oraria = 110%-115% della Velocità di soglia Dividendo la stima oraria per 110, e moltiplicando per 100, e ripetendo l’operazione dividendo per 115 e moltiplicando per 100, avremo la velocità di soglia anaerobica in Km orari (anche denominata VAM: Velocità Aerobica Massimale) 48Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 49. • Percorrere 3000 metri alla massima velocità possibile, senza cambi di ritmo, implica un utilizzo massimale della VAM ovvero del VO2max • Conoscendo la velocità in km/h tenuta sui 3000 metri, è possibile fare una stima dei tempi idealmente necessari a percorrere altre distanze, a patto di conoscere la % della VAM usata su tali distanze • Ad esempio: la maratona implica una velocità pari all’80% della VAM; i 5000metri il 97% della VAM ecc 49Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 50. 50Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 51. La soglia anaerobica è rappresentata da quel livello di richiesta energetica al quale i soli meccanismi aerobici non possono sopperire adeguatamente, ovvero quando l’acido lattico viene prodotto più rapidamente rispetto al suo smaltimento, determinando un accumulo. 51Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 52. Formula di Cooper per la - 60%-70% della FCM = rilevazione della FCM resistenza/dimagrimento 220-età del soggetto - 75%-85% della FCM = freq. Cardiorespiratoria - 85%-92% della FCM = incremento pot. Aerobica - Oltre il 92% della FCM = incr. Cap. lattacida 52Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 53. • Valuta la prestazione anaerobica dell’individuo • Definizione: E’ la capacità della muscolatura di sopportare ripetuti impegni muscolari massimali senza decremento del tempo impiegato a ricoprire lo stesso spazio. • E’ utile in tutte le discipline caratterizzate da sprint. • E’ ottimizzata da una buona efficienza dei sistemi anaerobici e dalla presenza di fibre bianche. • Individuiamo una resistenza alla velocità su tempi brevissimi (5/8 secondi), principalmente governata dal sistema alattacido, o una resistenza alla velocità su tempi brevi (meno di 1-2 minuti ma + di 40 secondi), governata dal sistema lattacido (quindi anche dalla tolleranza all’acido lattico). 53Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 54. 54Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 55. • E’ richiesto di percorrere, previo Interpretazione dei dati: riscaldamento, 300 metri, alla massima velocità possibile - >52 sec. Prestazione decisamente insufficiente • Il tempo impiegato a coprire la distanza è misurato e confrontato con delle tabelle di riferimento - 45/52 sec. Prestazione discreta (divise per sesso ed età). - 42/44 sec. Prestazione buona • Il test proposto non può essere ripetuto più volte per ciascuna - <42 Prestazione ottima seduta, poiché ogni ripetizione determinerebbe accumulo di acido lattico inficiando la prova Naturalmente tutti i risultati sono successiva da adeguare alle età 55Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 56. • Sezione muscolare: circa 4/6 Kg per ogni cm2 di sezione trasversa.• La frequenza di scarica (sommazione), è l’elemento prioritario nell’espressione della forza massima.• Capacità di reclutamento (coordinazione intramuscolare), è la principale causa dell’incremento della forza prima della pubertà.• Il feedback sensitivo, la coordinazione tra muscoli che lavorano in sinergia, distribuzione % delle fibre (+ fibre bianche esaltano la forza esplosiva). 56Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 57. • Utile per determinare la % di carico da utilizzare in allenamento • Può essere determinata mediante formule o tabelle Con l’uso di formule: Kg utilizzati/[1,0278 – (0,0278 x numero di ripetizioni)] = massimale (Brzycki, 1993) 57Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 58. 58Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 59. Tratto da: P. De Pascalis, Il giovane campione, ed. Aracne, 2010 59Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 60. Definizione di forza esplosiva (da Weineck): “la capacità del sistema neuromuscolare di muovere il corpo e le sue parti, oppure oggetti, alla massima velocità possibile”. E’ dipendente da: - Frequenza degli impulsi nervosi - Quantità di fibre cui vengono inviati - Tipo di fibre attivate - Dimensioni delle fibre attivate - Il grado di allenamento - E’ ovviamente influenzata dalla forza massimale 60Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 61. • Prevede un salto verso l’alto dalla posizione a gambe semipiegate, e valuta l’altezza raggiunta. • Il risultato deve essere confrontato con apposite tabelle divise per sesso e classe di età. 61Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 62. Interpretazione del Può essere un sistema dato: indiretto di determinazione della % PER MASCHI ADULTI di fibre bianche (tipo - Oltre 57 cm: Ottima II) nella muscolatura - Da 50 a 56,9 cm: Buona degli arti inferiori. - Da 43 a 49,9 cm: Sufficiente (da Bosco e Komi) - Meno di 43 cm: Insufficiente 62Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 63. • Regredisce con facilità se non sollecitata. • In fase senile diminuisce in modo più significativo per la diminuzione della capacità viscoelastica dei tessuti, causata da minore collagene nel connettivo scarsamente mobilizzato. • E’ determinante in tutte le attività caratterizzate da movimenti precisi e controllati • Essendo correlata alle caratteristiche proprie di muscoli, tendini e articolazioni risulta solo relativamente allenabile, in quanto l’estensibilità dei tendini e delle strutture articolari può essere migliorata solo in modo modesto. 63Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 64. • E’ determinata soprattutto dalle strutture articolari (più che da muscoli e tendini) • L’incidenza dello stretching nel suo miglioramento è minima • E’ misurabile con appositi test su numerosi distretti anatomici • Nel nostro caso valutiamo la mobilità globale dei muscoli posteriori del busto e degli arti inferiori (sacrospinali, ischiocrurali e surali) 64Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 65. 65Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 66. INTERPRETAZIONE DEL RISULTATO - +8/+15 cm: ottima - +7/+0 cm: buona - -1/-8 cm: scarsa - Oltre -9: decisamente scarsa (individui di sesso maschile tra 25 e 34 anni) 66Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 67. Test di Ruffier – Dickson Richiede di conoscere: FC a riposo FC dopo un determinato esercizio FC ad 1’ dalla conclusione del lavoro. L’esercizio richiesto prevede di eseguire 30 accosciate complete sul posto entro 45 secondi. E’ utile avere un metronomo o un segnalatore acustico che tenga il ritmo corretto. E’ possibile scaricare gratuitamente un segnalatore acustico dal link: www.nonsolofitness.it/download/recuperocardiaco.zip 67Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 68. (Indice di recupero cardiaco – esecuzione del test) 68Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 69. Interpretazione del risultato: La formula: • Frequenza a riposo: valore X Z < 2 = ottima capacità di recupero cardiaco • Frequenza subito dopo l’esercizio: valore N Z = 3/4 = buona capacità di recupero cardiaco • Frequenza ad un minuto dal termine dell’esercizio: valore Y Z = 5/6 sufficiente capacità di recupero cardiaco [(N-70) + 2x(Y-X)]/10 = Z Z >7 = insufficiente capacità di recupero cardiaco 69Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 70. Percezione dello sforzo nella scala di Borg 6 - nessuno sforzo 7 - estremamente leggero 8 • E’ utilizzata per misurare il grado 9 - molto leggero di sforzo percepito da chi 10 partecipa ad attività motorie. 11 - leggero 12 - 60% FCM 13 - un po’ pesante • Per i principianti alla percezione 14 - 70% FCM di un senso di impegno intenso o 15 - intenso più che intenso, occorre fermarsi 16 - 80% FCM Defaticamento e stretching. 17 - molto pesante 18 - 90% FCM 19 - estremamente intenso 20 - massimo sforzo 70Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 71. Formule per la rilevazione della FC allenante Tanaka 208 – (0,7 x età del soggetto) Carvonen 220-età del soggetto (maschi) 205-età del soggetto (femmine)* * Alcuni autori fanno il distinguo maschi/femmine 71Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 72. Ipotesi di individuo di sesso femminile di anni 30, FC a riposo = 55bpm, obiettivo: dimagrimento Cooper FCM = 220-30 = 190bpm Range di allenamento = 60%-70% di 190 = 114/133 Tanaka FCM = 208 – 0,7 x 30 = 187bpm Range di allenamento = 60%-70% di 187 = 112/130bpm Karvonen FCM = 220-30 = 190bpm FC di riserva = FCM – FC a riposo = (190 – 55) = 135bpm Range di allenamento = 60%/70% della FC di riserva + FC a riposo = 136/149bpm 72Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 73. - Per effetto della temperatura dell’acqua, e della posizione del corpo, la FCM nel nuoto risulta inferiore. - All’atto di calcolare la FC di lavoro, andrebbe anzitutto sottratto il valore 13 alla FCM. - Successivamente si procederà al calcolo del range di lavoro. Applicando Cooper avremo FCM = 220- età -13 73Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 74. - Occorrerà archiviare adeguatamente tutti i dati raccolti per ciascun atleta - Occorrerà ripetere le valutazioni ad intervalli regolari di tempo (in genere 2/3 mesi) - Occorrerà soprattutto comparare i risultati verificando entità a e verso degli adattamenti, e valutando se sono adeguati - Grande importanza avrà poter fornire a ciascun atleta una scheda riassuntiva, corredata di grafici, che rende immediatamente visibili i miglioramenti ottenuti (soprattutto nell’ottica di un’applicazione professionale delle valutazioni) 74Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 75. Abbiamo sottoposto ad un test una serie di soggetti (2.848 rispondenti), tra cui laureati in SM (triennale e specialistica), studenti e soggetti privi di laurea. Fra le 12 domande cui abbiamo chiesto di rispondere (le risposte potevano essere “vero”, “falso”, “non so”) c’erano le seguenti:1) Con appositi esercizi è possibile allenare adeguatamente gli addominali alti e con altri si allenano meglio gli addominali bassi2) Le creme bruciagrassi possono essere un valido aiuto nel dimagrimento localizzato3) La comparsa dei crampi non è quasi mai in relazione con una carenza di potassio4) Lacido lattico è il principale responsabile degli indolenzimenti muscolari che si avvertono il giorno dopo lallenamento5) Gli elettrostimolatori non forniscono nessun particolare aiuto ai soggetti sportivi che si allenano correttamente e con regolarità6) Gli integratori alimentari sono indispensabili per ottenere buoni risultati dallallenamento7) Durante lattività sportiva non è indispensabile integrare i sali minerali persi con la sudorazione, lacqua può bastare8) Per essere sicuri di svolgere unattività dimagrante occorre sudare in modo molto copioso 75Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 76. Risposte fornite Vero Falso Non so Laureati con laurea triennale 29,46% 69,71% 0,83% Laureati con laurea specialistica 19,23% 79,49% 1,28% Studenti in scienze motorie 31,82% 67,17% 1,01% Frequenza di un corso non universitario, e privi di laurea 36,6% 63,03% 0,33% in S.M. Frequenza di più corsi non universitari, e privi di laurea 22,78% 77,22% - in S.M. Media di chi lavora in palestre e centri sportivi 32,9% 66,13% 0,96% 76Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 77. Risposte fornite Vero Falso Non so Laureati con laurea triennale 21,58% 79,53% 2,49% Laureati con laurea specialistica 34,62% 58,97% 6,41% Studenti in scienze motorie 19,7% 73,23% 7,07% Frequenza di un corso non universitario, e privi di laurea 24,51% 68,95% 6,54% in S.M. Frequenza di più corsi non universitari, e privi di laurea 26,63% 70,12% 3,55% in S.M. Media di chi lavora in palestre e centri sportivi 25,08% 70,63% 4,29% 77Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 78. Risposte fornite Vero Falso Non so Laureati con laurea triennale 28,1% 71,49% 0,41% Laureati con laurea specialistica 23,08% 73,08% 3,85% Studenti in scienze motorie 31,82% 67,68% 0,51% Frequenza di un corso non universitario, e privi di laurea 43% 56,03% 0,98% in S.M. Frequenza di più corsi non universitari, e privi di laurea 32,84% 66,86% 0,3% in S.M. Media di chi lavora in palestre e centri sportivi 38,59% 60,56% 0,86% 78Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 79. Risposte fornite Vero Falso Non so Laureati con laurea triennale 45,04% 50,41% 4,55% Laureati con laurea specialistica 51,28% 44,87% 3,85% Studenti in scienze motorie 39,39% 52,53% 8,08% Frequenza di un corso non universitario, e privi di laurea 44,48% 47,4% 8,12% in S.M. Frequenza di più corsi non universitari, e privi di laurea 46,45% 48,22% 5,33% in S.M. Media di chi lavora in palestre e centri sportivi 42,87% 50,07% 6,43% 79Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 80. Risposte fornite Vero Falso Non so Laureati con laurea triennale 50% 49,17% 0,83% Laureati con laurea specialistica 66,67% 30,77% 2,56% Studenti in scienze motorie 44,44% 53,03% 2,53% Frequenza di un corso non universitario, e privi di laurea 50,81% 47,23% 1,95% in S.M. Frequenza di più corsi non universitari, e privi di laurea 60,65% 37,87% 1,48% in S.M. Media di chi lavora in palestre e centri sportivi 52,2% 46,09% 1,71% 80Dott. Pierluigi De Pascalis
  • 81. Fonte ed approfondimento dei temi trattati: A scuola di fitness (3a edizione) di Pierluigi De Pascalis Calzetti e Mariucci Editore Personal Trainer: come sceglierlo, come diventarlo (2a edizione) di Pierluigi De Pascalis Calzetti e Mariucci Editore Le presenti slide sono coperte da copyright, è vietata la copia (anche parziale) senza autorizzazione scritta da parte dell’autore. E’ concessa la diffusione nella versione integrale e senza modifiche. 81Dott. Pierluigi De Pascalis