L'analisi dei media nella formazione
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Slides di supporto al laboratorio su "L'analisi dei media nella formazione" condotto nell'ambito della Summer School di Valgrisenche 2008 del Corso di Perfezionamento in Media Education, Università ...

Slides di supporto al laboratorio su "L'analisi dei media nella formazione" condotto nell'ambito della Summer School di Valgrisenche 2008 del Corso di Perfezionamento in Media Education, Università Cattolica

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L'analisi dei media nella formazione Presentation Transcript

  • 1. L’analisi dei media nella formazione Pier Cesare Rivoltella – UCSC, Milano
  • 2. Schema
    • Procederemo in tre passaggi:
    • 1) definiremo l’analisi, fornendone un quadro storico e teorico;
    • 2) verificheremo gli apporti dell’analisi alla formazione distinguendovi livelli e approcci possibili;
    • 3) proveremo a far funzionare insieme un modello praticabile.
  • 3. Riferimenti
    • Queste slide sono disponibili in Internet all’URL:
    • L’analisi dell’audiovisivo in situazione formativa
    • Descrivere il testo. Problemi e metodologia della trascrizione grafica
  • 4.
    • L’analisi dei media: una definizione
  • 5. Senso dell’analisi
    • “ Che cos’è l’interpretazione? Lo spirito sottile che tenta di far danzare il corpo inerte della lettera. L’evocazione, a partire da segni morti, del respiro dell’autore. La difficoltosa ricostruzione del nodo di affetti e immagini da cui proviene il testo. E infine, la produzione di un nuovo testo, quello dell’interprete” (P.Levy).
    • Il senso del lavoro di analisi è tutto qui:
      • ridare vita al testo
      • ricostruire il suo mondo
      • esporlo in un nuovo testo
  • 6. L’analisi: significato e origine
    • Etimologicamente: anà- lùo, sciolgo, scompongo
    • L’analisi nasce come analisi del film tra gli anni ‘50 e ‘60
    • Le ragioni sono due:
      • a) l’anzianità del cinema (rispetto alla tv)
      • b) la sua riproducibilità tecnica (rispetto al teatro)
  • 7. L’analisi strutturale (1)
    • Obiettivo: “ricostruire il sistema significante di un’opera”, “individuare l’insieme delle possibilità espressive offerte dal linguaggio audiovisivo” (Casetti-Odin).
    • In altre parole:
    • 1) ricostruire la struttura del testo
    • 2) verificarne il funzionamento codico
  • 8. L’analisi strutturale (2)
    • Obiettivo: ricostruire l’architettura interna del testo
    • Nocciolo:
    • 1) il lettore è un decodificatore;
    • 2) il testo è un’opera;
    • 3) la categoria di struttura.
  • 9. Gli anni ‘70
    • Vedono la crisi dell’analisi strutturale per tre motivi:
    • 1) ne tramonta la novità;
    • 2) la struttura rintracciata nel testo non è mai pienamente rispondente al suo configurarsi; il testo si dimostra molto più ricco di quanto le analisi non evidenzino;
    • 3) lo strutturalismo va in crisi.
  • 10. L’approccio testuale
    • Cambiano il focus dell’analisi e le sue idee-guida:
    • 1) non si parla più di opera, ma di testo;
    • 2) il lettore non è più un semplice decodificatore, ma un interlocutore;
    • 3) la categoria forte diviene quella del patto enunciativo.
  • 11. Dal testo al contesto
    • A partire dagli anni ‘80, l’analisi subisce l’ultima trasformazione con l’avvento dell’approccio pragmatico
    • L’attenzione va al contesto, all’interazione.
  • 12. In conclusione
    • Fare analisi di un testo audiovisivo significa:
    • 1) ricostruirne l’architettura interna;
    • 2) verificarne il funzionamento nella costruzione dei significati;
    • 3) valutare il tipo di comunicazione che attiva con il proprio lettore.
  • 13. 2. L’analisi e la formazione
  • 14. Scienze del testo e formazione
    • Sono tre gli apporti che le scienze del testo hanno garantito negli ultimi anni alla formazione:
      • 1) la strumentazione semiotica;
      • 2) la consapevolezza ideologica;
      • 3) l’approccio pragmatico.
    • Ciascuno di questi apporti evidenzia tratti specifici.
  • 15. La semiotica
    • Comporta almeno due apporti in funzione dell’intervento formativo:
      • 1) la messa in crisi del mito della trasparenza dei media  la costruzione dello spettatore critico;
      • 2) l’estensione del concetto di testo  l’attenzione ai linguaggi come nuovo spazio di educazione.
  • 16. L’ideologia
    • Althusser, Gramsci: i media come “oggetti” che favoriscono il controllo sociale attraverso il conseguimento dell’egemonia.
    • I media come area di negoziazione socio.politica (Williams, Hall): la dialettica encoding/decoding e l’enpowerment dei soggetti.
  • 17. La pragmatica
    • La svolta pragmatica nelle scienze umane e sociali.
    • Essa agisce in due direzioni sulle scienze del testo:
    • 1) consente di parlare di una costruzione del lettore da parte del testo;
    • 2) giustifica la possibilità di parlare di un piacere della lettura .
  • 18. 3. Un modello praticabile
  • 19. Un input... audiovisivo
    • 11 settembre 2001 è un film collettivo girato da 11 maestri del cinema, di 11 paesi diversi
    • 11 episodi, di 11 minuti, 9 secondi e un frame
    • Mentore dell’impresa Ken Loach, autore di uno dei corti che lo compongono
    • Il film è uscito nelle sale negli USA l’11 settembre 2002
  • 20. Traccia per la lettura n.1
    • Cosa racconta il film?
    • Si può assumere come emblema della tragedia dell’11 settembre? Perché?
    • Quali sono le ragioni storiche che hanno condotto a questo evento?
    • Come è cambiata la nostra vita da quel giorno?
    • Cosa può fare la comunità internazionale al riguardo?
  • 21. Traccia per la lettura n.2
    • Di quante sequenze si compone il film? Si provi a ricostruirne la struttura.
    • Come sono montate? Quale rapporto esiste tra asse audio e asse video?
    • Su quali codici gioca il Soggetto Enunciatore per costruire il senso del film?
    • Quali livelli di lettura si possono ipotizzare?
  • 22. Traccia per la lettura n.3
    • Di cosa parla, secondo voi, il film?
    • Vi trovate d’accordo con il modo in cui ne parla? Perché?
    • Quali scelte registiche condividete di più?
    • Che tipo di vissuti e di giudizi suscita in voi questa storia?
  • 23. Livelli di analisi
    • Asistematico (traccia n.1)  lettura pretestuale (extrascuola, contesti informali)
    • Sistematico (traccia n.2)  interpre-tazione semantica e critica (contesti istruzionali)
    • Processuale (traccia n.3)  interpretazione sociale (extrascuola, contesti informali)
  • 24. Modelli di analisi
    • Approccio alfabetico (attenzione agli aspetti di linguaggio)
    • Approccio critico (attenzione a promuovere la riflessione)
    • Approccio ideologico (attenzione all’iscrizione ideologica, politica, ecc.)
  • 25. Valenze formative dell’analisi: la dimensione semiotica
    • Piano cognitivo  riconoscere gli elementi linguistici in contesto
    • Piano operazionale  scomporre il testo in parti;
    • Piano valutativo  distinguere gli usi
  • 26. Valenze formative dell’analisi: la dimensione ideologica
    • Piano cognitivo  riconoscere riferimenti culturali, politici, ideologici;
    • Piano operazionale  ricomporre il testo;
    • Piano valutativo  capacità di assumere la distanza dal ruolo
  • 27. Valenze formative dell’analisi: la dimensione pragmatica
    • Piano cognitivo  riconoscere nel testo le tracce che posizionano lo spettatore;
    • Piano operazionale  negoziare significati attraverso l’interazione col testo;
    • Piano valutativo  il piacere della lettura e lo sguardo “meta” sul testo.
  • 28. Livelli di analisi
    • Se ne possono individuare di tre tipi:
    • 1) asistematico (lettura pretestuale programmatica e ingenua);
    • 2) sistematico (interpretazione semantica e critica);
    • 3) processuale (interpretazione sociale).
  • 29. Modelli di analisi
    • Anche in questo caso sono tre i modelli cui è possibile fare riferimento:
    • 1) alfabetico (analisi tematica, estetica e valoriale)  formazione di un soggetto capace di riflessione;
    • 2) critico (analisi di contenuto, analisi semiotica)  il contro-condizionamento dei soggetti;
    • 3) ideologico (analisi denotativa, connotativa, ideologica)  la dotazione di un capitale culturale e l’autonomia critica.
  • 30. 4. Tracce per il lavoro dei gruppi
  • 31. Analisi pretestuale
    • In una scuola superiore si sono verificati casi di bullismo ai danni di alcuni studenti stranieri. All’interno della mia classe (sono insegnante di storia in una seconda superiore) intendo sensibilizzare i ragazzi sul tema del razzismo e del rispetto delle differenze.
    • Immaginandomi di poter lavorare sul cinema, sulla fiction o attraverso l’attivazione di uno spazio di discussione on line, provo a costruire:
      • il percorso di progetto per punti essenziali;
      • uno strumento di lavoro per la classe o di riflessione sulle pratiche per me.
  • 32. Analisi testuale
    • In un corso sui media tenuto all’interno dell’offerta formativa annuale della locale Università Popolare, intendo promuovere nei partecipanti la capacità di sottoporre ad analisi un testo mediale (film, telefilm, reality, chat, ecc.) secondo criteri metodologici rigorosi.
    • Devo costruire una griglia di analisi da fornire ai corsisti grazie alla quale consentire loro di:
      • studiare la struttura narrativa del testo;
      • ricostruire il profilo degli attori (personaggi o soggetti in interazione);
      • individuare i valori tematizzati nel testo.
  • 33. Analisi processuale
    • In una comunità diurna di minori a rischio in cui opero come educatore, devo gestire una situazione difficile in cui i minori in oggetto sono reticenti rispetto alla proposta educativa e fortemente conflittuali tra loro. Decido di intervenire immaginandomi di poter lavorare sul cinema, sulla fiction o attraverso l’attivazione di uno spazio di discussione on line.
    • Provo a costruire:
      • il percorso di progetto per punti essenziali;
      • una traccia di discussione da mettere in forum;
      • un focus group per giungere alla definizione condivisa dei significati del testo che hanno visionato;
      • un lavoro di gruppo che favorisca il fatto di usare lo stimolo visivo proposto come spunto per l’autoanalisi.