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Lezione Feliciati ACS 2012
 

Lezione Feliciati ACS 2012

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Lezione all'Archivio Centrale dello Stato, 19 aprile 2012, su "il ruolo dei metadati nel ciclo di vita del'archivio digitale"

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    Lezione Feliciati ACS 2012 Lezione Feliciati ACS 2012 Presentation Transcript

    • Archivio Centrale dello StatoCorso di Archivistica Contemporanea 2011/12 Introduzione ai metadati Prof. Pierluigi Feliciati Università degli studi di Macerata Pierluigi Feliciati 2012 1
    • realtà, rappresentazione, percezione Realtà oggettiva Realtà oggettiva G ar Rappresentazione a n ne ge a d emarchivio / /documenti zi l t archivio documenti st ell po i o ac (identificazione ne c e (analogici oodigitali) (analogici digitali) e descrizione) ss o Formati standard e schemi descrittivi GUI - repository Pierluigi Feliciati 2012 2
    • Dati, documenti, oggetti e metadatiDocumenti disidratati?Metadata are for documents or other information resources as water is to human beings.Lack of water will lead to dehydration and malfunctioning.ERPANET Training Seminar - Metadata in Digital Preservation - Final report (Marburg September 3-5, 2003) Pierluigi Feliciati 2012 3
    • Dati, documenti, oggetti e metadatiI concetti chiaveIn ambiente digitale, più nettamente che in quello analogico, gli oggetti (i dati, i documenti) hanno senso solo se identificati, “marcati”.Una sequenza di bit (di 0 e 1) - di per sé - non è infatti utilizzabile se non gli si associano le informazioni che ci permettono di DISTINGUERLA dalle altre sequenze e di sapere prima di tutto COSA rappresenta (testo, audio, valori matematici, immagini, video...) e COME lo fa (il formato della codifica) Pierluigi Feliciati 2012 4
    • Dati, documenti, oggetti e metadatiI concetti chiaveper DISTINGUERE una sequenza di bit (che se ha un inizio e una fine e un formato si definisce file) il sistema più semplice è assegnargli un NOMEQuesto nome, non necessariamente autoesplicativo per utenti umani, è seguito da un SUFFISSO che aiuta il sistema operativo a sapere come trattarlo, cioè che tipo di rappresentazione costituisce Pierluigi Feliciati 2012 5
    • Dati e metadatiE evidente che ogni oggetto/risorsa digitale non è identificabile tramite il suo flusso di bit né auto-esplicativo sui suoi contenuti, ma deve “portarsi dietro” informazioni che non fanno parte del suo contenuto informativo, indispensabili per renderlo fruibile.Le informazioni di base (nome, formato) non sono certo sufficienti a GESTIRE questi oggetti con efficienza, a identificarli, ritrovarli, selezionarli, organizzarli, proteggerli, conservarli Pierluigi Feliciati 2012 6
    • Le risorse digitali e i metadatiI libri hanno un dorso e un frontespizio, le opered’arte in un museo hanno etichette e pannelliesplicativi, le medicine in una farmacia hannoinformazioni sul principio attivo e codici chedistinguono quelle per cui necessita la ricetta daquelle da banco... ecco cosa sono i metadati.Informazioni sui dati/documenti, insomma, che non fanno parte del contenuto ma svolgono lessenziale ruolo di renderli riconoscibili, selezionabili e gestibili (se opportuno) nel tempo. Pierluigi Feliciati 2012 7
    • Le risorse digitali e i metadatiI Metadati possono essere inclusi nei documentidigitali oppure essere associati ad essiInoltre, per i motivi che vengo a presentarvi,possono essere associati diversi set di metadatiper uno stesso documento, con informazionidiverse, per garantire funzioni diversePer capirci meglio sul rapporto tra documenti emetadati, userò metafore “umane”, come Cartadidentità, tessera sanitaria, stato di famiglia.... Pierluigi Feliciati 2012 8
    • Dati e metadatiLe funzioni dei metadatisono consentire il raggiungimento di alcuni obiettivi:● Ricerca, individuare l’esistenza di un documento;● Localizzazione, rintracciare una particolare occorrenza del documento;● Selezione, analizzando, valutando e filtrando una serie complessa di documenti;● Disponibilità, ottenere informazioni sull’effettiva disponibilità del documento (diritti di accesso e restrizioni alluso);● Gestione, gestire le raccolte di documenti;● Conservazione, gestire linsieme complesso di attività che garantiscano nel tempo laccesso ai documenti Pierluigi Feliciati 2012 9
    • La relazionetra dati e metadati (nel tempo) Pierluigi Feliciati 2012 10
    • Gli strati di metadati (in un repository)Pierluigi Feliciati 2012 11
    • Metadati descrittiviservono per l’identificazione ed il recupero degli oggetti digitali; sono costituiti da descrizioni dei documenti fonte, analogici o digitali, possono risiedere nelle basi dati dei sistemi di Information Retrieval all’esterno dell’archivio digitale oppure essere inseriti nelle risorse o ancora annidati in altri metadati.Gli esempi principali di standard internazionali per la marcatura descrittiva di singole risorse digitali sono Dublin Core e MODS, mentre esistono schemi per la descrizione delle collezioni digitali (RLSP Collection Description, MICHAEL, DC Collections Application Profile,...)Da non dimenticare poi per il web i Meta Tag HTML (allinterno della risorsa). Pierluigi Feliciati 2012 12
    • Metadati descrittiviIl processo di standardizzazione dei metadati (modelli,semantica e sintassi) è condotto in genere allinternodi domini specifici, ma nel tempo si è andataconsolidando una strategia che rispettando lespecificità e tenendo anche conto degli standarddescrittivi e dei profili esistenti, cercasse dicondividere un set minimo di dati.Al fine di avere un accesso integrato a risorse diverse,è spesso necessario dover usare più schemi dimetadati combinati tra loro, ottimizzati per unaparticolare applicazione, sviluppandone i profili diapplicazione richiamando i singoli namespaces. Pierluigi Feliciati 2012 13
    • i metadati descrittivi: Dublin Coreil Dublin Core Metadata Element Set (DCMES), sviluppato in ambito OCLC (Online Computer Library Center USA) ha stabilito un vocabolario semantico per descrivere informazioni sulle caratteristiche "core" di un oggetto web e categorizzarlo ai fini di una ricerca semplificata da parte dellutente.Fin dallinizio però nella comunità del DC si ritenne utile il suo utilizzo nellambito sia delloggetto digitale che di quello reale. Ci sono state critiche (legittime) per il rischio che DC si sovrapponga alle regole di catalogazione Pierluigi Feliciati 2012 14
    • i metadati descrittivi: Dublin CoreIl set minimo proposto nel dicembre 1996 è costituito da 15 elementi di base e si è esteso anche a sottoelementi o qualificatoriLo standard è in via di sviluppo ma il cosiddetto "core” dei 15 elementi della descrizione è rimasto stabile:Titolo, Creatore, Soggetto, Descrizione, Pubblicatore, Autore di contributo subordinato, Data, Tipo, Formato, Identificatore, Fonte, Lingua, Relazione, Copertura, Gestione dei diritti Pierluigi Feliciati 2012 15
    • MODS• Lacronimo vuol dire Metadata Object Description Schema• Uno schema XML di metadati descrittivi• Deriva dallo standard bibliografico MARC – Usa un linguaggio basato su marcatori – Contiene alcuni elementi di MARC – Struttura gli elementi per eliminare ogni ridondanza• MODS non impone la scelta di nessun particolare regola di descrizione• Il set di elementi è pensato per essere applicabile particolarmente alle risorse digitali Pierluigi Feliciati 2012 16
    • DC e MODS bastano?Non si deve intendere che per ogni oggetto digitale vada registrato soltanto il set elementare di metadati DC o MODSLa capacità di fornire i metadati descrittivi semplici e standardizzati è da valutare come requisito minimo indispensabile per consentire lidentificazione e il reperimento della risorsa in rete.Nella prassi, il set base di metadati DC (o MODS per i progetti della LOC) è generalmente un sottoinsieme di un più ricco corredo di metadati (sempre item level, però). Pierluigi Feliciati 2012 17
    • Metadati descrittivi per le collezioni digitaliUna risorsa digitale non è creata isolatamente,ma come parte di una aggregazione/collezionedigitale, e dovrebbe essere presa inconsiderazione nel contesto di quella collezionee del suo sviluppo.Le stesse collezioni, specie se “chiuse”, possono poi essereviste come componenti intorno ai quali è possibilecostruire molti tipi diversi di servizi digitali.Le collezioni dovrebbero essere descritte in modo tale daconsentire a un utente o a unorganizzazione di identificarne lecaratteristiche salienti in modo tale da poterle integrare nel piùampio novero delle collezioni digitali esistenti e all’interno di servizidigitali operanti attraverso queste collezioni. Pierluigi Feliciati 2012 18
    • Metadati descrittivi e DADLa Bozza dello schema di regole tecniche per ilprotocollo informatico di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 e del decretolegislativo 7 marzo 2005 n. 82 include:● Bozza dell’Allegato 1 - Glossario/definizioni● Bozza dell’Allegato 2 – Formati● Bozza dell’Allegato 3 – Standard specifiche tecniche● Bozza dell’Allegato 4 - Specifiche tecniche del pacchetto di archiviazione● Bozza dell’Allegato 5 – Metadati Pierluigi Feliciati 2012 19
    • Allegato 5: MetadatiQuesto allegato illustra la struttura dei metadati relativi aldocumento informatico, al documento amministrativoinformatico e al fascicolo informatico (ovverolaggregazione documentale informatica)Il linguaggio formale adottato per schematizzareelementi descrittivi e regole è naturalmente lXML,per la sua modularità e universalità e perché talischemi possano essere recuperati e richiamatiallinterno di schemi più complessi opersonalizzati rispetto a contesti applicativiparticolari. Pierluigi Feliciati 2012 20
    • Metadati DAD: documento<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1" ?><xs:schema xmlns:xs="http://www.w3.org/2001/XMLSchema"><xs:element name="documento"><xs:complexType> <xs:sequence><xs:element name="datachiusura" type="xs:date"/><xs:element name="oggettodocumento" type="xs:string /><xs:element name="soggettoproduttore"> <xs:complexType> <xs:sequence> <xs:element name="nome" type="xs:string"/> <xs:element name="cognome" type="xs:string"/> <xs:element name="codicefiscale" type="xs:string"/> </xs:sequence> </xs:complexType> </xs:element><xs:element name="destinatario"><xs:complexType> <xs:sequence> <xs:element name="nome" type="xs:string"/> <xs:element name="cognome" type="xs:string"/> <xs:element name="codicefiscale" type="xs:string"/></xs:sequence> </xs:complexType> </xs:element></xs:sequence><xs:attribute name="IDDocumento" type="xs:string" use="required"/></xs:complexType> </xs:element> </xs:schema> Pierluigi Feliciati 2012 21
    • Metadati DAD: documento amministrativo● Per quanto riguarda il documento amministrativo, si rinvia alla Circolare AIPA del 7 maggio 2001, n. 28● In questo documento si dettagliavano Standard, modalità di trasmissione, formato e definizioni dei tipi di informazioni minime ed accessorie comunemente scambiate tra le pubbliche amministrazioni e associate ai documenti protocollati.● Possiamo vedere lo schema XML relativo qui Pierluigi Feliciati 2012 22
    • Metadati DAD: fascicolo<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1" ?> <xs:schemaxmlns:xs="http://www.w3.org/2001/XMLSchema"><xs:element name="fascicolo"><xs:complexType> <xs:sequence><xs:element name="IPAtitolare" type="xs:string maxOccurs="1"/><xs:element name="IPApartecipante" type="xs:string" minOccurs="0"maxOccurs="unbounded"/><xs:element name="responsabile"><xs:complexType> <xs:sequence> <xs:element name="nome" type="xs:string"/> <xs:element name="cognome" type="xs:string"/> <xs:element name="codicefiscale" type="xs:string"/></xs:sequence> </xs:complexType> </xs:element><xs:element name="oggettofascicolo" type="xs:string /><xs:element name="documento" type="xs:string" maxOccurs="unbounded"/></xs:sequence><xs:attribute name="IDFascicolo" type="xs:string" use="required"/></xs:complexType> </xs:element> </xs:schema> Pierluigi Feliciati 2012 23
    • Le risorse digitali complesse: i metadati strutturaliI metadati strutturali descrivono le relazioni logiche o fisiche che collegano le parti di un oggetto composito.Un libro “fisico”, ad esempio, fa parte delle offerte con sconto, e a sua volta può consistere in una sequenza di capitoli, che sono composti da pagine...Il processo di digitalizzazione/aggregazione di risorse può generare un certo numero di risorse digitali distinte, ad esempio una immagine per ogni pagina, ma il fatto che queste risorse formino una sequenza e che quella sequenza costituisca un oggetto composito o faccia parte di una struttura complessa multilivellare è evidentemente essenziale per il loro uso e la loro interpretazione. Pierluigi Feliciati 2012 24
    • Le risorse digitali complesse: i metadati strutturaliQuesti metadati, insomma, collegano le variecomponenti delle risorse complesse per garantirne un’adeguata e completa gestione e fruizione.Inoltre, forniscono dati di identificazione elocalizzazione della risorsa, come il codiceidentificativo, l’indirizzo di ogni file sul server, l’archiviodigitale di appartenenza e il suo indirizzo Internet.Ne sono esempio principale: 1. XML (inevitabile...) 2. i profili applicativi di metadati gestionali (METS, MPEG21-DIDL, ma anche MAG) Pierluigi Feliciati 2012 25
    • Metadati strutturali Descrizioni Metadati singoli doc file 1 strutturali oggetti 1 inizio struttura doc “Oggetto insieme” 2 file 2 aggrega- composto da: Repository zione “Pagina 1” (file 1) dei dati “Pagina 2” (file 2) “Pagina 3” (file 3) File 1, 2, 3, n doc “Pagina n” (file 4) file 3 + descrizioni 3 fine struttura + strutturaDescrizioneaggregazione doc n file n Pierluigi Feliciati 2012 26
    • metadati strutturali: standardIn genere, XML supporta con efficacia la formalizzazione di strutture relazionali anche complesse (pensate ad EAD...).I profili applicativi standard per la gestione di repository digitali di solito comprendono una sezione di metadati strutturali, per garantire i vincoli tra oggetti:Il Metadata Encoding and Transmission Standard (METS), ad esempio, è un formato di codifica per metadati descrittivi, amministrativi e strutturali, progettato per supportare sia la gestione di oggetti digitali che la distribuzione e lo scambio di oggetti digitali fra i diversi sistemi.Il MAG, standard italiano per la digitalizzazione in ambito bibliotecario, include una sezione di metadati strutturali. Pierluigi Feliciati 2012 27
    • Dati e metadati: i metadati gestionaliI metadati amministrativi e gestionali, più che quelli descrittivi, hanno una importanza preponderante per il mantenimento e dell’accessibilità a lungo termine della memoria documentaria digitale.Essi documentano le modalità di generazione, immissione, archiviazione e manutenzione degli oggetti digitali; forniscono inoltre specifiche formali a supporto di raccolta e archiviazione dei metadati.Si prestano particolarmente bene a essere utilizzati all’interno di modelli logico-funzionali dell’archivio degli oggetti digitali standardizzati e interoperabili, come l’Open Archival Information System (OAIS), dal 2003 standard ISO 14721. Pierluigi Feliciati 2012 28
    • Dati e metadati: i metadati gestionaliVengono usati quindi per la gestione e manutenzione dell’oggetto digitale nel tempo, fissando le informazioni sulla sua creazione, mantenimento e su ogni restrizione d’uso. Possono comprendere:• metadati tecnici, che descrivono le caratteristiche tecniche della/e risorsa/e digitale/i• metadati per la conservazione:  metadati relativi alla fonte, che descrivono l’oggetto dal quale è derivata la risorsa digitale  metadati relativi al ciclo di vita, che descrivono le operazioni effettuate su un oggetto digitale nel tempo metadati per la gestione dei diritti di accesso/uso Pierluigi Feliciati 2012 29
    • Metadati gestionali: Scopi e storia di METSLo schema XML del METS è stato creato nel 2001 sotto la sponsorizzazione della Digital Library Federation, è supportato dalla Library of Congress come agenzia per il mantenimento. Nel 2004 ha ricevuto la NISO Registration, che è stata rinnovata nel 2006.E’ stato progettato per la gestione delle informazioni e per facilitare lo scambio interoperabile dei materiali digitali tra le istituzioni (inclusi i venditori). E un formato di documento XML per codificare i metadati necessari sia per la gestione degli oggetti della biblioteca digitale contenuti in un deposito, che per lo scambio di alcuni oggetti tra i depositi (o tra i depositi ed i loro utenti). Pierluigi Feliciati 2012 30
    • La struttura di METSUn documento (ovvero un file di metadati basato sul profilo) METS e costituito da sette sezioni principali: 1. Intestazione 2. Metadati Descrittivi 3. Metadati Amministrativi 4. Sezione File 5. Mappa Strutturale 6. Link Strutturali 7. Comportamento Pierluigi Feliciati 2012 31
    • Metadati per la conservazione● La gestione dei depositi digitali è complessa e richiede processi di manutenzione, verifica di integrità dei documenti, controllo degli accessi e conservazione nel tempo. Questo è sempre vero (es. deposito legale unità bibliografiche digitali), ma particolarmente se si tratta di depositi archivistici accreditati.● In ogni caso, gestire significa seguire tutte le azioni intervenute su i documenti per iniziativa di tutti i soggetti autorizzati: ancora metadati! Pierluigi Feliciati 2012 32
    • PREMIS - storiaNel giugno 2003 OCLC e RLG hanno creato un gruppo dilavoro internazionale sulle “strategie di implementazione deimetadati di conservazione” che avrebbe lavorato per due anni.Il Preservation Metadata:Implementation Strategies workinggroup (PREMIS WG) era composto da 30 esperti, cherappesentavano le biblioteche, i musei, gli archivi, le agenziedi governo ed il settore privato di 5 paesi diversi. L’obiettivo èstato quello di definire un insieme di base di metadati diconservazione per la comunità della conservazione digitale.Nel Maggio 2005 è stato pubblicato un rapporto conclusivo, che ha incluso unmodello per i metadati di conservazione ed un dizionario nella versione 1.0.Nel marzo 2008 è stato pubblicato il Data dictionary 2.0. Pierluigi Feliciati 2012 33
    • Le premises di PREMISIl PREMIS WG ha identificato le cinque maggiori areerilevanti da coprire con i metadati di conservazione:Provenienza: le informazioni storiche sulla custodia dell’oggetto digitale, dalla suacreazione, ogni successivo cambio di custodia fisica e/o di proprietà.Autenticità: le informazioni sufficienti a validare che l’oggetto digitale dell’archivioè proprio quello che si presuppone sia e che non sia stato alterato,intenzionalmente e non, in modo non documentato.Attività di conservazione: le azioni intraprese per conservare l’oggetto digitale equalsiasi conseguenza di tali azioni che impattino su forma, percezione ofunzionalità dell’oggetto.Ambiente tecnologico: hardware, sistema operativo e applicazioni softwarenecessarie a rappresentare ed usare l’oggetto digitale nello stato in cui vienecorrentemente conservato nel depositoGestione dei diritti: qualsiasi diritto connesso e che possa limitare i poteri deldeposito di intraprendere azioni per preservare l’oggetto digitale e per rendereaccessibile l’oggetto agli utenti attuali e futuri. Pierluigi Feliciati 2012 34
    • Il PREMIS data modelIl modello dei dati del PREMIS consiste di entità, relazionie proprietà, che vengono chiamate unità semantiche (perevitare una formalizzazione di tipo Application Profile). Leentità sono cinque:● Entità Intellettuale – un insieme coerente di contenuto che può essere ragionevolmente descritto come un’unità, per esempio, un libro, una mappa, una fotografia o un database. Dal momento che questa entità è già ben descritta dai metadati descrittivi, il dizionario dei dati non li include.● Oggetto Digitale – un’unità discreta di informazione nella forma digitale.● Evento – un’azione che implica almeno un oggetto o un agente noto al deposito di conservazione.● Agente – una persona, un’organizzazione, o un programma software associato agli eventi di conservazione nella vita di un oggetto.● Diritti – asserzione di uno o più diritti o dei permessi legati ad un oggetto e/o ad un agente. Pierluigi Feliciati 2012 35
    • PREMIS data modelPierluigi Feliciati 2012 36
    • Le Entità intellettuali in PREMIS Pierluigi Feliciati 2012 37
    • Gli oggetti digitali in PREMIS Pierluigi Feliciati 2012 38
    • Gli eventi in PREMISLevento in PREMIS è un’azione che coinvolge almeno un oggetto o un agente conosciuto dal deposito digitale:• Aiuta a capire la provenienza digitale dell’oggetto, tracciando la catena di eventi occorsi nel suo ciclo di vita• Serve a determinare quali eventi sono di competenza del deposito• Serve a determinare quali Eventi devono essere memorizzati e a quale livello di granularità Pierluigi Feliciati 2012 39
    • Gli eventi in PREMISPierluigi Feliciati 2012 40
    • Gli agenti in PREMISGli agenti nel modello PREMIS sono una persona, un’organizzazione o un programma software associato agli eventi di conservazione nella vita di un oggetto digitale.Gli agenti sono associati indirettamente agli oggetti non vengonodefiniti in dettaglio nel dizionario dei dati, se non per la loroidentificazione. Pierluigi Feliciati 2012 41
    • I diritti in PREMISLa gestione dei diritti in PREMIS si basa sullentità diritti, ovvero una dichiarazione di uno o più diritti o permessi pertinenti ad un oggetto e/o un agente.Si tratta insomma di accordi con i detentori dei diritti per intraprendere azioni sugli oggetti. Pierluigi Feliciati 2012 42
    • PREMIS data model: relazioniRelazioniIn PREMIS dichiarano le associazioni tra le istanze delle entità. Possono essere interpretate in modo ampio o ristretto, e qualsiasi fatto relazionale può essere espresso in molti modi diversi. Possono essere di tre tipi:• Strutturali. Le relazioni strutturali tra i file che costituiscono una rappresentazione di un’entità intellettuale, sono essenziali come metadati di conservazione. Se un deposito non può ricostruire le varie parti di un oggetto digitale, si può affermare che non ha conservato l’oggetto.• Di derivazione. Il contenuto intellettuale dell’oggetto di risulta è lo stesso, ma le istanze dell’oggetto e probabilmente il suo formato, sono diversi. Molti oggetti digitali sono complessi e sia le informazioni strutturali che di derivazione, possono cambiare nel tempo come risultato delle attività di conservazione.• Di dipendenza. L’oggetto di supporto formalmente potrebbe non essere parte dell’oggetto stesso, ma è necessario alla sua rappresentazione. Pierluigi Feliciati 2012 43
    • XMP e PDF/AIl formato di metadati XMP, riconosciuto comerequisito obbligatorio dello standard ISO 19005-1:2005 - Document management – ElectronicDocument file format for long-termpreservation, è stato sviluppato da Adobe asupporto del formato standard PDF/A-1.I documenti PDF/A devono essere:● auto-contenuti (self-containemnt),● auto documentati (self-documentation) e● indipendenti dal dispositivo (device-indipendent). Pierluigi Feliciati 2012 44
    • XMP e la descrizione di proprietàXMP, che costituisce una delle caratteristicheobbligatorie del formato PDF/A, si basa sia suRDF che su XML, di cui eredita la duttilità e lepotenzialità semantiche. Dichiarano che:Context is everything. Metadata brings context todata. XMP brings structure to metadata.Questa affermazione è un po forte, nel senso chegli schemi di metadati standard hanno strutturaeccome, ma questa affermazione serve a capire lospirito di Adobe nello sviluppo di XMP. Pierluigi Feliciati 2012 45
    • XMP e conclusioniPer concludere, lesplosione dellinformazionedigitale ha dato grande impulso alla ricerca dimetodologie moltiplicando in maniera esponenzialestandard e profili applicativi (Dublin Core, MODS,METS, PREMIS, etc).Adobe, partendo dalla sua potenza aziendale e dalcontrollo dello standard ISO PDF, ha trovato il mododi farli convivere all’interno di un unico formatointegrandoli un flusso di metadati in formato XML(semanticamente rilevante e auto-esplicativo) daincludere direttamente dentro il file. Pierluigi Feliciati 2012 46
    • Grazie dellattenzione! Pierluigi Feliciati 2012 47