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Reti D\'Imprese
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Reti D\'Imprese

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PMI Sviluppo

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  • 1. Traccia preliminare Di Rete D’Imprese Consorziate Secondo nuovi elementi organizzativi ediversi orizzonti e prospettive di sviluppo. Piero Rossitti
  • 2. Struttura del progetto :Analisi 3 aspetti generali e traccia di progetto Piero Rossitti
  • 3. Piero Rossitti
  • 4. L’adattamento dei consumatori nella recessione Alberto Franco Pozzolo (2011) Professor of Economics, Università degli Studi del Molise Dipartimento di Scienze Economiche e Gestionali PASSAGGI CHIAVE DELLA RELAZIONEAttraverso un esteso e intenso utilizzo dei microdati Istat sui consumi delle famiglie, analizza gli impatti della recessione economica degli ultimi anni sugli adattamenti e i comportamenti emergenti dei consumatori italiani.La grande gelata provocata dalla crisi ha determinato cambiamenti visibili nei comportamenti consolidati dei consumatori italiani, tanto in riferimento alla composizione dei panieri di spesa delle diverse tipologie di famiglie consumatrici.Quanto alle modalità e i luoghi di acquisto. Il fenomeno più evidente della recessione è la rilevante caduta del Pil (-5,9% nel 2009 rispetto all’anno precedente) che trascina e performa le altre grandezze economiche e sociali.Nel periodo 2007-2009 la spesa alimentare delle famiglie italiane si è contratta del 6,3 per cento in valore reale, a fronte di una riduzione del 2,6 per cento della spesa totale per consumi. Riduzioni così drastiche del Pil e del potere d’acquisto dei cittadini, insieme all’ampia redistribuzione di reddito a sfavore dei ceti medi, dei lavoratori a reddito fisso e dei pensionati, come sottolinea con enfasi nel suo Piero Rossitti intervento Rosario Trefiletti (2011), si sono tradotte inesorabilmente tanto in una contrazione dei consumi globali quanto, soprattutto, in uno spostamento del mix degli acquisti degli italiani verso alimenti essenziali , low cost e di scarsa qualità.
  • 5. L’adattamento dei consumatori nella recessione Alberto Franco Pozzolo (2011) Professor of Economics, Università degli Studi del Molise Dipartimento di Scienze Economiche e Gestionali PASSAGGI CHIAVE DELLA RELAZIONEIn periodi di crisi, infatti, le strategie di risparmio delle famiglie, basate principalmente sull’acquisto di prodotti in promozione o nei discount, a volte si manifestano attraverso la necessaria contrazione quanti-qualitativa di beni alimentari per non privarsi di determinati acquisiti o comportamenti che incidono sullo status.Si pensi, a titolo di esempio, alla stratosferica spesa destinata dagli italiani ai giochi e premi e alle lotterie: 61,4 miliardi di euro nel 2010, ovverosia a poco meno della metà dell’intera spesa alimentare di 60 milioni di persone, con un incremento del 13 per cento sul 2009; nel solo primo semestre 2011, la raccolta per giochi è lievitata ulteriormente a 35.809 miliardi di euro, pari ad una crescita del 19,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente!La crisi e la riduzione della quota dei consumi alimentari, lungi dall’avere impatti indifferenziati, colpiscono in modo più accentuato le regioni a più basso reddito, ossia quelle meridionali, e quelle con una struttura demografica sbilanciata verso gli anziani….. Piero Rossitti
  • 6. L’adattamento dei consumatori nella recessione Alberto Franco Pozzolo (2011) Professor of Economics, Università degli Studi del Molise Dipartimento di Scienze Economiche e Gestionali PASSAGGI CHIAVE DELLA RELAZIONEL’erosione del potere d’acquisto delle famiglie ha ridotto lo spazio di mercato domestico per le produzioni alimentari di qualità, peraltro non compensato da una crescita dei circuiti e degli sbocchi di mercato esteri a ragione della tradizionale (bassa internazionalizzazione della nostra agricoltura).Nella nuova strategia di vendita della Gdo – pochissimi prodotti di marca e crescente presenza sugli scaffali di prodotti senza marchio o private label . Le produzioni agroalimentari italiane di qualità rischiano la progressiva marginalizzazione e di perdere dunque le nuove opportunità connesse ai cambiamenti nella struttura e nelle modalità di spesa e di consumo.Non perdono peso alcuni prodotti basici della dieta italiana, come la pasta e i derivati del pomodoro, grazie al loro particolare equilibrio tra apporto calorico e prezzo; si ridimensionano invece i prodotti ortofrutticoli freschi non preparati e non differenziati e le carni rosse indifferenziate; mentre cresce l’importanza di alcune produzioni di nicchia, come i prodotti di quarta gamma (insalate lavate e pronte per il consumo), giacché i consumatori sono disponibili a pagare un prezzo più alto pur di ridurre il tempo di preparazione del pasto. Piero Rossitti
  • 7. L’adattamento dei consumatori nella recessione Alberto Franco Pozzolo (2011) Professor of Economics, Università degli Studi del Molise Dipartimento di Scienze Economiche e Gestionali PASSAGGI CHIAVE DELLA RELAZIONEIl futuro incertoÈ difficile oggi, a quattro anni dall’avvio della grande recessione, capire se la doppia ricomposizione dei consumi alimentari delle famiglie indotta dalla crisi – dai prodotti più costosi a quelli meno costosi e dai negozi tradizionali alla Gdo e ai discount – sia da considerare come un esito di carattere provvisorio, congiunturale, oppure come un asset strutturale di un nuovo modello di consumo. Molto dipende, ovviamente, da quando e come si uscirà dalla crisi e dall’intensità e qualità del nuovo ciclo di benessere economico.D’altro canto, c’è chi considera la recessione come un’occasione di cambiamento “intenzionale” e di ripensamento non congiunturale delle strategie d’azione dei soggetti sociali, anche nella sfera dei consumi alimentari. Giulio De Rita (2011), sulla scia dei risultati di una recente ricerca Censis-Coldiretti (2010) sui modelli e i comportamenti alimentari degli italiani, sostiene con convinzione che la crisi abbia fatto diventare i consumatori italiani più virtuosi e sobri del passato, meno “compulsivi” e più attenti ad eliminare sprechi e scarti piuttosto che a rinunciare ai beni essenziali.Inoltre la crisi avrebbe stemperato l’ortodossia dei consumatori italiani a favore del cosiddetto “politeismo alimentare”, basato su una sorta di patchwork soggettivo di prodotti diversi acquistati in punti e luoghi diversi: chi consuma prodotti di qualità non disdegna l’acquisto di scatolame surgelato e cibi precotti; chi ama i prodotti biologici e/o prodotti del commercio equo e solidale consuma anche surgelati, scatolame e prodotti con marchio del distributore e, “addirittura”, frequenta i fast-food; chi fa la spesa nei piccoli farmers’ market alla ricerca di prodotti freschi e di qualità in prossimità dell’abitazione acquista anche alimenti nei meno comodi supermercati e discount. Gli italiani post-crisi sarebbero dunque diventati dei “consumatori di tutto”, privi di tabù alimentari, degli abili combinatori di canali d’acquisto a secondo dei beni e dei momenti, nonché incalliti frequentatori di ristoranti, Piero Rossitti trattorie, fast food e tavole calde non solo per ragioni di lavoro e di convivialità quanto piuttosto come “nuova trasgressione”: occasionale libertà di mangiare ciò che piace, liberandosi provvisoriamente dalle dittature delle diete salutiste.
  • 8. Modelli di consumo nel periodo di crisi ed impatti causa / effetto nella filiera (Consumatori – Trade – Produzione)Punti di forza Punti di debolezza Acquisti piu’ consapevoli quantità/value for  Clima generale di sfiducia, mancanza di money entusiasmo, riduzione degli acquisti d’impulso Diminuita dipendenza dalla marca come  Razionalizzazione degli acquisti e riduzione su beni voluttuari di non primaria importanza elemento di gratificazione  Riduzione dei consumi nel fuori casa (bar Stili di vita più sobri e meno ostentativi ristoranti) Ripresa di valori della tradizione e  Aumento della concorrenza, diminuzione della orientamento verso produzioni locali marginalità Aumento delle produzioni fatte in casa  Diminuzione delle risorse in innovazione e sviluppoOpportunità Minacce Sviluppo di format orientati al contenimento  Sistema bancario a supporto dei consumi e della della spesa (Discount) produzione non adeguato Acquisti sviluppati nell’ambito del territorio e  Appiattimento verso massimi sistemi e su larghe nei negozi “sottocasa” a discapito di grandi economie di scala (Grandi gruppi Multinazionali) superfici  Riduzione della qualità di prodotti e servizi per Maggiore interesse verso produzioni tracciate e poter sostenere la marginalità riconducibili ai territori di provenienza  Aumento dei consumi da parte di paesi in via di Maggiore interesse verso la private label che sviluppo e conseguente aumento del costo delle Piero Rossitti permette risparmio con buona qualità materie prime Possibilità di crescita per nuovi prodotti  Nel lungo termine un impoverimento del valore coerenti al momento congiunturale, orientati attribuito al Italy Food per mancanza di operatori anche ad aspetti salutistici
  • 9. SINTESI PRIMA PARTE• In un contesto congiunturale, caratterizzato da mutazione dei profili di consumo (momenti, format, tipologie prodotto) il polo agroalimentare /f.m.c.g. costituito soprattutto in Sicilia in prevalenza da PMI , potrebbe trovarsi in una condizione di maggiore difficoltà che non nel passato.• La fragilità (economica) e del potenziale innovativo (marketing ,ricerca,trade marketing) , rende pressochè inesistenti (SINGOLARMENTE) le possibili soluzioni e way out.• Le azioni intraprese sin qui (creazione Distretti, Consorzi, etc.) hanno fondato buona parte dell’interesse verso l’export che però, in ragione ad una congiuntura ben più ampia (vedi Europa-USA ) , insieme a reali modeste capacità interpretative da parte delle PMI di modelli di business decisamente più avanzati che il tessuto italiano, hanno di riscosso pochi e sparuti successi. Abbastanza marginali , in alcuni casi, nel mercato domestico.• Si configura quindi la necessità di attivare nuovi approcci per il sistema produttivo, che sappiano cogliere le opportunità derivate da modelli di consumo meno fidelizzati alla Marca , ma anche più attenti ai valori sostanziali prima identificati del prodotto, in uno scenario che si modella con la congiuntura economica, me tenderà ad affermarsi anche oltre . Piero Rossitti
  • 10. Piero Rossitti
  • 11. Congiuntura e mutazioni nei canali distributivi. Piero Rossitti
  • 12. Congiuntura e mutazioni nei canali distributivi. Piero Rossitti
  • 13. Congiuntura e mutazioni nei canali distributivi. Piero Rossitti
  • 14. Congiuntura e mutazioni nei canali distributivi. Aumento degli acquisti in promozione e diminuzione del gap di convenienza Iper vs. Super + LS Una minore disponibilità di spesa del consumatore, la maggiore convenienza deiprodotti non food nei category killer, una diminuita sostanziale differenza di prezzo in Piero Rossitti promo dei negozi super + ls, hanno rimesso in gioco i NEGOZI DI PROSSIMITA’
  • 15. Congiuntura e mutazioni nei canali distributivi. Piero Rossitti
  • 16. Focus su articolo 62 Dl Salvaitalia Piero Rossitti
  • 17. Focus su articolo 62 Dl Salvaitalia• Il settore agroalimentare inizia il percorso che vede lobbligo di redigere il contratto scritto per la cessione di prodotti agricoli ed alimentari, scatta il divieto di pratiche commerciali sleali e soprattutto occorre rispettare i termini di pagamento di 30 o 60 giorni a decorrere dalla fine del mese di ricevimento della fattura. Piero Rossitti
  • 18. Focus su articolo 62 Dl Salvaitalia• I cambiamenti discendono dallarticolo 62 del decreto legge n. 1/2012, convertito nella legge n. 27/2012, che diviene operativo a tutti gli effetti dopo la firma del decreto ministeriale attuativo. Le nuove regole sono entrate in vigore il 24 ottobre. Tuttavia, la norma transitoria contenuta nel decreto attuativo dispone che la regolarizzazione formale dei contratti in corso può essere effettuata fino al 31 dicembre 2012. Ma in in ordine alle pratiche commerciali sleali ed ai termini di pagamento le nuove regole si applicano per le consegne effettuate dal 24 ottobre 2012. Gli operatori del settore agroalimentare devono quindi cambiare rotta e ciò per la necessità di maggiore trasparenza nelle transazioni commerciali, ma soprattutto per lobbligo di rispettare i termini di pagamento delle forniture, pena le pesanti sanzioni previste dalla norma. Il nuovo regime riguarda le cessioni di prodotti alimentari ed agricoli la cui consegna avviene nel territorio della Repubblica italiana. Quindi anche limportazione o lacquisto intracomunitario soggiace alle nuove regole. Occorre anche in questi casi formalizzare il contratto, magari integrando il documento di trasporto (Cmr) e soprattutto rispettando i termini di pagamento. Occorre tenere presente lelenco dei prodotti agricoli (allegati 1 allarticolo 38 del Trattato dellUnione europea) che nella sostanza sono tutti quelli provenienti da una azienda agricola e zootecnica, compresi gli alimenti per gli animali ed i prodotti alimentari (Regolamento Ce n. 178/2002), ovvero quelli che possono essere ingeriti da un essere umano . Piero Rossitti
  • 19. Focus su articolo 62 Dl Salvaitalia• Assume particolare importanza la natura di prodotto deteriorabile che è tale quando la durabilità è inferiore a 60 giorni, così come stabilito dal produttore. Per i prodotti confezionati si deve fare riferimento alla data di scadenza non superiore a 60 giorni. Le carni che presentano l«aW» (attività dellacqua) superiore 0,95 e un «ph» (acidità) superiore a 5,2, sono sempre considerati prodotti deteriorabili come pure il latte. Sono solo tre i casi di esonero: si tratta dei conferimenti a cooperative, delle cessioni di prodotti agricoli istantanee, con contestuale consegna e pagamento del prezzo pattuito e delle cessioni effettuate nei confronti di consumatori finali e cioè soggetti che acquistano i prodotti per il proprio consumo e non in qualità di utilizzatore professionale. Ciò non esime ad esempio un negozio di macelleria che deve essere pronto a redigere il contratto in forma scritta quando cede le carni ad esempio ad un ristorante. La norma non modifica le consuetudini commerciali. Ad esempio in agricoltura è frequente la cessione di beni con prezzo da determinare (Dm 15/11/1975); tale procedura richiede normalmente la stesura del contratto in forma scritta mentre il termine del pagamento essendo legato al ricevimento della fattura scatterà quando il prezzo è stato stabilito. Attenzione anche alle sanzioni; in caso di omissione nella redazione del contratto in forma scritta le parti possono essere chiamate a pagare una sanzione che va da 516 a 20.000 euro. In caso di ritardo nel pagamento dei corrispettivi la sanzione amministrativa è fissata da 500 euro a 500.000 euro ed infine in presenza di compimento di Piero Rossitti pratiche commerciali sleali la sanzione va da 516 a 3.000 euro.
  • 20. Art 62 e impatto nella filiera produzione verso trade.Punti di forza Punti di debolezza Certezza del rientro del capitale  Clima generale di sfiducia, mancanza di Selezione di produttori inaffidabili entusiasmo, diminuzione della propensione imprenditoriale Selezione nel sistema distributivo, sia normal  Medio lungo periodo di assestamento con trade che gdo a favore di clienti efficaci e possibili contraccolpi sul tessuto solvibili distributivo Valorizzati i prodotti ad alta rotazione  Per le PMI con basso tasso di crescita su Valorizzati produttori efficaci e organizzati alle mercati emergenti (BRICS) la crisi si risente nuove regole e modalità operative anche sul fronte estero (Europa-USA)Opportunità Minacce La produzione potrà contare su un minor  Aumenta il valore della massa critica sbilanciamento di cash flow acquisti / vendite Sviluppo di canali distributivi intermedi (ingrosso, cash e dei poteri negoziali su massimi & carries, distributori) che possono garantire un più sistemi (Multinazionali-GD) basso punto di riordino  Perdita del tessuto distributivo Riduzione dei costi distributivi concentrati su intermediari (clienti) non preparati ad una nuova La maggiore trasparenza necessaria nei contratti impostazione acquisti/vendite/gestione scorte Piero Rossitti commerciali e maggior peso al net net Riduzione delle pretese improprie , vere barriere d’accesso , anche se a maggior vantaggio per i grandi player
  • 21. Sintesi seconda parte• Il sistema distributivo vede una sensibile rinascita del negozio di prossimità, notoriamente più efficace nella promozione e vendita di prodotti “unbranded”; il “negoziante di fiducia” riprende una sua dimensione.• Il canale distributivo di riferimento al concept “prossimità” (libero servizio associato - normal trade) risulta meno complesso e con più basse barriere d’accesso per le PMI;• E’ caratterizzato da Imprenditori , spesso a gestione familiare , associato a gruppi della DO, ma indipendenti ad integrare / acquistare prodotti (freschi – specialità) fuori dalla sua Centrale.• A determinare una reale minaccia, l’entrata in vigore di termini più restrittivi dei tempi di pagamento (per via dell’art. 62) di quanto non fosse nel passato. In questo senso potremmo assistere ad una riduzione degli stock (di magazzino ed espositivi) creando un effetto “povertà” che potrebbe seriamente ostacolare questa crescita naturale del canale prossimità. Si potrebbe proprio supporre che alla base dell’articolo 62, pur riconoscendo il tenore protezionistico per le PMI dell’agroalimentare, insistano interessi lobbistici (GD- Multinazionali) , che trarrebbero il vantaggio di uno spopolamento dei pdv di prossimità.• Eppur vero che in un sistema consortile a cui queste imprese individuali potrebbero far Piero Rossitti parte, le dinamiche del cash flow e dei pagamenti a 30 gg 60 gg non sarebbero applicati se non per scelte ed applicazione di condizioni locali.
  • 22. Piero Rossitti
  • 23. U.E. & Italia :Composizione addetti nelle P.M.I. Piero Rossitti
  • 24. U.E. & Italia :Numero P.M.I per Regione e tasso occupazione Piero Rossitti
  • 25. Tasso di competitività U.E. e per aree Italia Piero Rossitti
  • 26. Notizie aggiuntive sul ritardo Italia / Sud• R&S: Italia indietro rispetto agli obiettivi Ue per quanto concerne la strategia Europa 2020 sul rapporto tra spesa per ricerca e sviluppo e PIL. Lo dicono i dati ISTAT del Rapporto “Noi Italia“. Nel 2008, l’indicatore italiano era all’1,23% e per il 2020 è previsto il raggiungimento dell’1,53%. Ma il ritmo è lento.• Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo delle imprese italiane rispetto al PIL, infatti, sono ancora pari allo 0,65%, contro una media Ue dell’1,21%. Per stare al passo con gli altri Stati Membri servirebbe un forte rilancio delle politiche di ricerca.• Le regioni che investono di più in R&S sono concentrate nel Centro-Nord del Paese: bene Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. Soltanto il 10,1% della spesa viene invece dalle imprese del Mezzogiorno.• In relazione al rapporto con i PIL regionali, spicca il Piemonte con l’1,88% (speso soprattutto in ricerca privata) ed il Lazio con l’1,79%, dove contano in particolar modo gli enti pubblici di ricerca. Nel Nord-ovest, a spendere in R&S sono soprattutto le imprese medio-grandi, il 48,1% della spesa Piero Rossitti delle imprese pari allo 0,98% del Pil.
  • 27. Cause – Effetto sul sistema dei consumi agroalimentari Aumento del carico fiscale già fra i più alti al mondo per tutti gli attori della filiera Crisi economica Aumento della disoccupazione; Norme di legge su Chiusura o indebolimento del pagamenti conriduzione/modifi- tessuto produttivo e distributivo; impatto economico cazione dei Implosione del PIL e sfiducia su sul sistema consumi tempi e mezzi per la ripresa; distributivo Drastica Piero Rossitti diminuzione di accesso al credito bancario privati/imprese
  • 28. Piero Rossitti
  • 29. Consorzi e Distretti : la funzione Elementi di marketing pro: FIERA PMI Territorio Artigianalità PMI Qualità (intrinseca) FIERA Elementi di marketing - CONSORZIO / contro :PMI DISTRETTO – Tracciabilità in chiaro adesione FIERA Sicurezza e standard associativa(*) Qualità percepita PMI Follow up ai contatti FIERA Certificazioni e/o PMI qualificazione delle procedure operative FIERA(*) non si creano reali sinergie logistico Packagingcommerciali, non si caratterizza in modo trasversale STRATEGIA COMUNE DIed omogeneo il concetto di Tipico Di Sicilia . Ciascun OFFERTA (ELEMENTI DI Piero Rossittioperatore deve sempre isolatamente seguire le fasisuccessive. MARKETING COMUNI OLTRE IL TERRITORIO)
  • 30. Innestare un Nuovo Modello di Rete d’Imprese dell’agro alimentare di Sicilia - CONSORZIO / DISTRETTO – Nuovo modello di adesione Rete PMI associativa(*) Obiettivo:Ottimizzare le risorse produttive del SINGOLO, senza aggravio di costi individuali,valorizzando ELEMENTI COMUNI e tendenzialmente INDUPLICABILI, per offrire ai DIVERSI FORMAT COMMERCIALI sia sul mercato DOMESTICO (regionale / nazionale) che INTERNAZIONALE una GAMMA di prodotti diversi, espressione Piero Rossitti della MIGLIORE TRADIZIONE E CULTURA SICILIANA.
  • 31. Le Reti d’Imprese : atti e opinioni. • Le Reti d’Imprese • Posted on 18 ottobre 2012by Michele Coletti (*) • Sono più di 2000 le imprese italiane partecipanti alle Reti d’Imprese. Il loro valore come strumento per rilanciare lo sviluppo e la competitività, soprattutto delle Pmi, in tempi di crisi, e in particolare il ruolo dei manager cui affidarne la gestione, sono stati al centro del workshop “Nuove professioni: arriva il manager di reti d’impresa”, svoltosi il 16 ottobre a Milano. • Gli interventi hanno sottolineato il valore delle Reti d’Impresa come strumento che consente, specialmente alle PMI, di raggiungere obiettivi di crescita, internazionalizzazione e innovazione non sempre alla portata delle singole aziende da sole. Particolare accento è stato posto sul profilo del Manager di Rete d’Imprese, nuova figura professionale a cui si potrebbe affidare la gestione di questa innovativa formula di aggregazione. • Tutti i relatori hanno identificato nelle Reti di Imprese uno strumento di grande potenzialità ma non si sono nascosti le sfide e gli ostacoli che si frappongono a una massiccia diffusione delle stesse. In particolare servono nuove competenze manageriali per chi promuove e guida queste reti e un cambiamento culturale degli imprenditori che porti ad abbracciare la collaborazione come fattore di successo competitivo.(*)R&D expert in cluster management and training Provincia di Milano - Province of MilanAffiliate Professor Grenoble Ecole de Management Educational Institution; 201-500 employees; Gestione in ambito formativo industry Piero RossittiDecember 2009– Present (3 years)Teacher at undergrad and postgrad level of Innovation & Networks Management, Project Management and International Sales.Management consultant and trainer Innovation ConsultingOctober 1997– Present (15 years 2 months)
  • 32. Le Reti d’Imprese : atti e opinioni.• Posted on 17 ottobre 2012by Michele Coletti• Riprendiamo l’analisi dei risultati del sondaggio CNCB con l’aiuto della Dr.ssa Elena Zaffaroni, cluster expert di Euroimpresa e Provincia di Milano: dalle interviste emerge chiaramente come la professione del Cluster manager non si possa apprendere dietro una scrivania o sui libri. La formazione avviene innanzitutto sul campo, traendo spunto dall’esperienza propria o di altri cluster, attraverso la condivisione di esperienze legate soprattutto ai temi più “critici” quali: il coinvolgimento delle imprese e la capacità di farle lavorare in rete, l’approccio ai mercati internazionali, il supporto all’innovazione. Proprio il tema dell’internazionalizzazione è stato oggetto di particolare attenzione nel sondaggio vista la sua rilevanza in termini di business e visibilità del cluster. Il 74% del campione intervistato ha dichiarato di perseguire attività di internazionalizzazione, tuttavia solo il 42% ha elaborato una strategia in tal senso, elemento attestante una condivisione interna degli obiettivi, impegno a medio- lungo termine e programmazione finanziaria. Inoltre, solo il 34% dei cluster dotati di una strategia dichiara di implementarla. Le azioni di internazionalizzazione intraprese ad oggi riguardano principalmente la partecipazione a fiere commerciali e convegni (58%), passo iniziale per la costruzione di un network su cui poi sviluppare missioni e progetti più mirati. I principali ostacoli nell’approcciare i mercati esteri sono l’impegno economico che può risultare particolarmente gravoso, specie nel caso di cluster contraddistinti dalla forte presenza di imprese di piccole e medie dimensioni e il fatto che i benefici delle attività volte all’internazionalizzazione non si avvertono subito. Altro elemento di freno riguarda la difficoltà di arrivare a una strategia che aggreghi al meglio i diversi interessi delle imprese associate. Persiste infine la difficoltà legata a barriere linguistiche e culturali, forti specie per le PMI. Per tentare di superare tali ostacoli, il 53% del campione si è avvalso di strutture specializzate nell’assistere attività Piero Rossitti di export, tuttavia spesso l’offerta non è adattata ad aggregazioni di imprese ma si focalizza sulla singola azienda. Su questo aspetto dovrebbero riflettere i fornitori di servizi.
  • 33. Piero Rossitti
  • 34. • Recuperare i valori e le tradizioni del passato, coniugarli con i nuovi sistemi economici e produttivi, proiettarsi verso un futuro di dialogo e sviluppo sostenibile.• Fino alla sua costituzione ufficiale, avvenuta nel marzo 2006, il Distretto Produttivo della Pesca ha operato attraverso il Consorzio di Valorizzazione del Pescato COSVAP, costituito nel 1989, che comprende oggi soggetti pubblici e privati tra i quali il Comune di Mazara, la Provincia di Trapani, l’Associazione Industriali, la Camera di Commercio, il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, la Fondazione Banco di Sicilia e le organizzazioni professionali di categoria.• L’obiettivo è quello di innalzare la competitività del sistema pesca, attraverso azioni che favoriscano la qualità del prodotto e dei servizi delle pmi, sfruttando in maniera sistemica e pianificata la tecnologia e dotando l’ente delle necessarie infrastrutture.• Il consorzio COSVAP ha di fatto la governance del Distretto, ponendosi come strumento di promozione, coordinamento e gestione delle attività Piero Rossitti del Distretto.
  • 35. 4 ottobre 2012, 21:19 Dl Crescita 2.0, via libera dal Governo. Tutte le misure del nuovo decreto sviluppo.• Decreto Sviluppo: tante le novità per le reti dimpresa• Molte novità per le reti dimpresa nel Decreto Sviluppo, la maggiore delle quali limita la responsabilità patrimoniale al fondo comune - Semplificate le procedure di redazione dei contratti e gli iter di comunicazione - Regolati i contributi per i consorzi per linternazionalizzazione- Novità anche per il comparto turistico.• Nella legge 134/2012 del Decreto Sviluppo sono contenute tante novità per le reti dimpresa, strumento in forte crescita presso le aziende italiane, la più importante delle quali riguarda la responsabilità patrimoniale, che viene limitata al solo fondo comune.• Molte altre misure contenute nel decreto, invece, puntano allo snellimento delle procedure, concedendo la possibilità di redarre il contratto di rete, oltre che per atto pubblico o scrittura privata, anche per atto firmato con firma digitale o con firma elettronica, dietro autenticazione di un notaio o altro pubblico ufficiale. Snellite, sempre sul sentiero della semplificazione, anche le procedure di comunicazione, tra gli uffici del Registro imprese, di eventuali modifiche apportate al contratto.• La quota di contributi per i consorzi per linternazionalizzazione, quei consorzi, di fresca istituzione, il cui obiettivo è la diffusione internazionale dei prodotti propri del Made in Italy, Piero Rossitti è stata fissata ad un massimo del 50% delle spesse sostenute per lesecuzione dei progetti dinternazionalizzazione.
  • 36. 4 ottobre 2012, 21:19 Dl Crescita 2.0, via libera dal Governo. Tutte le misure del nuovo decreto sviluppo.• Comunità intelligenti (art. 20)• L’art 20 disegna l’architettura tecnica, di governo e di processo per la gestione delle comunita’ intelligenti e dei servizi e dati da queste prodotte. Le comunita’ intelligenti sono partecipative, promuovono l’emersione di esigenze reali dal basso, l’innovazione sociale e prevedono meccanismi di partecipazione, inclusione sociale e efficienza delle risorse – attraverso il riuso e la circolazione delle migliori pratiche. Un sistema di valutazione e monitoraggio garantisce che le comunita’ rispettino gli impegni presi attraverso uno statuto periodicamente rivisto, allo scopo di verificare e massimizzare l’impatto del progresso tecnologico sul territorio.• 2) Norme per favorire la nascita e la gestione di imprese innovative (startup).• Le misure introducono per la prima volta nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento organico per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative (startup). Tali norme sono coerenti con gli obiettivi previsti dal programma Nazionale di Riforma 2012 e con le strategie di sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo definite a livello europeo. Si intende in tal modo contribuire alla diffusione di una cultura dell’innovazione e dell’imprenditorialità, alla promozione della mobilità sociale, della trasparenza e del merito, alla creazione di occupazione qualificata, soprattutto giovanile. La Per le startup vengono messi subito a disposizione circa 200 milioni di euro, tra i fondi stanziati dal decreto sotto forma di incentivi e fondi per investimento messi a disposizione dalla Fondo Italiano Investimenti della Cassa Depositi e Prestiti. Nelle prossime settimane, con un apposito decreto ministeriale, saranno stanziate ulteriori risorse per nuove imprese presenti nel Mezzogiorno. La norma, a regime, impegnerà 110 milioni di euro ogni anno per incentivare le imprese startup Piero Rossitti
  • 37. 4 ottobre 2012, 21:19 Dl Crescita 2.0, via libera dal Governo. Tutte le misure del nuovo decreto sviluppo. Startup innovativa e incubatore certificato: cosa sono e a cosa servono (art.25).Per la prima volta nell’ordinamento italiano vengono introdotti la definizione e gli specifici requisiti della nuova impresa innovativa (startup).In particolare, queste le caratteristiche della startup innovativa:o la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria deve essere detenuto da persone fisiche;o la società deve essere costituita e operare da non più di quarantotto mesi;o deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;o il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro;o non deve distribuire o aver distribuito utili;o deve avere quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;o non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.Inoltre la startup deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri: sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 30 per cento del maggiore tra il costo e il valore della produzione; impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro ; essere titolare o licenziataria di una privativa industriale connessa alla propria attività.La norma definisce anche l’incubatore certificato di imprese startup innovative, qualificandolo come una società di capitali di diritto italiano, o di una Societas Europaea, residente in Italia, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative. I requisiti che gli incubatori devono possedere sono legati alla disponibilità di risorse materiali e professionali per svolgere tale attività.Viene infine istituita un’apposita sezione del Registro delle Imprese con l’iscrizione obbligatoria per le startup innovative e gli incubatori certificati così da garantirne la massima pubblicità e trasparenza.• Deroga al diritto societario e riduzione degli oneri per l’avvio (art. 26).Per consentire una gestione più flessibile e più funzionale alle esigenze di governance tipiche delle startup, soprattutto se costituite in forma di S.r.l., sono introdotte le seguenti facoltà:o Facoltà di estendere di dodici mesi il periodo di c.d. “rinvio a nuovo” delle perdite (dalla chiusura dell’esercizio successivo alla chiusura del secondo esercizio successivo) e, nei casi di riduzione al di sotto del minimo legale, di consentire il differimento della decisione sulla ricapitalizzazione entro la chiusura dell’esercizio successivo. Durante i primi anni di attività, ci possono essere frequenti episodi in cui le perdite intaccano il capitale per oltre un terzo a causa dei costi di avvio e degli investimenti iniziali, una più flessibile gestione degli obblighi di ricapitalizzazione può essere molto utile.o Facoltà di utilizzare anche per le startup innovative costituite in forma di S.r.l. istituti ammessi solo nelle S.p.A., in particolare la libera determinazione dei diritti attribuiti ai soci, attraverso la creazione di categorie di quote anche prive di diritti di voto o con diritti di voto non proporzionali alla partecipazione, o l’emissione di strumenti finanziari partecipativi.o Facoltà di offrire al pubblico quote di partecipazione in startup innovative costituite in forma di S.r.l., consentendo di facilitarne l’accesso al capitale indipendentemente dalla forma giuridica prescelta.o Facoltà di deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni qualora l’operazione sia effettuata in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di strumenti finanziari a dipendenti, collaboratori, componenti dell’organo amministrativo o prestatori di opere o servizi, anche professionali (stock options e work for equity). Piero RossittiVengono anche ridotti gli oneri per l’avvio della startup innovativa e dell’incubatore certificato, attraverso l’esonero dai diritti di bollo e di segreteria per l’iscrizione al Registro delle Imprese, nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di commercio.• Remunerazione con strumenti finanziari della startup innovativa e dell’incubatore certificato (art. 27).Viene introdotto un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione basati sull’assegnazione di azioni, quote o titoli similari ad amministratori, dipendenti, collaboratori e fornitori delle imprese startup innovative e degli incubatori certificati. Il reddito derivante dall’attribuzione di questi strumenti finanziari o diritti non concorrerà alla formazione della base imponibile, sia a fini fiscali che contributivi. In questo modo, viene facilitata la partecipazione diretta al rischio di impresa, ad esempio attraverso l’assegnazione di stock options al personale dipendente o ai collaboratori di un’impresa startup
  • 38. Un nuovo modello di Rete d’Imprese che….1. valorizzi le risorse dell’agroalimentare Siciliano2. non aggravi / produca costi aggiuntivi, ma che invece realizzi miglioramenti di redditività per le PMI impegnate3. si integri nelle azioni già in essere delle stesse PMI4. sviluppi il suo business secondo modelli organizzativi moderni, dove la centrale di Rete sia un collettore funzionale fra produzione e vendita5. sappia essere un network operativo che permetta interscambio di idee , azioni e marketing comune6. affronti direttamente in modo strutturato il mercato (d.o., normal trade, ho.re.ca.) a partire dal territorio, ma senza porsi barriere (Italia, Estero)7. utilizzi le leve di marketing (comuni) residenti nella Buona Produzione di Qualità Siciliana, dove elementi differenzianti siano facilmente Piero Rossitti riconoscibili dal consumatore , e dove il trade (soprattutto Siciliano) possa accogliere con successo l’iniziativa.
  • 39. Highlights Il contributo di questa iniziativa avrà impatti positivi sul sociale, dando vita ad un modello che potrà essere duplicato anche in settori diversi; Il ruolo della Politica dovrà essere importante per saper sostenere le fasi di start up, sapendo lasciare spazi alle professionalità impegnate alla realizzazione del progetto Una iniziativa che verrà accolta come elemento concreto e tangibile da una significativa quota di famiglie, consumatori e operatori (negozi), produttori, che di fatto saranno coinvolti ad una inversione di tendenza nel territorio siciliano. Piero Rossitti
  • 40. Da questa impostazione …. Elementi di marketing pro: FIERA PMI Territorio Artigianalità PMI Qualità (intrinseca) FIERA Elementi di marketing - CONSORZIO / DISTRETTO – contro :PMI adesione FIERA Tracciabilità in chiaro associativa(*) Sicurezza e standard PMI Qualità percepita FIERA Follow up ai contatti Certificazioni e/o PMI qualificazione delle FIERA procedure operative(*) non si creano reali sinergie logistico Packaging STRATEGIA COMUNE DI Piero Rossitticommerciali, non si caratterizza in modo trasversaleed omogeneo il concetto di Tipico Di Sicilia . Ciascun OFFERTA (ELEMENTI DIoperatore deve sempre isolatamente seguire le fasi MARKETING COMUNI OLTRE ILsuccessive. TERRITORIO)
  • 41. LA RETE D’IMPRESE . IL NUOVO MODELLO PMI Clienti dettaglio Tracciabilità in chiaro su PMI Consorziati ogni prodotto Sicurezza e standard Clienti stabiliti comuni PMI Centrale Consorzio GDO Qualità percepita oltre la stoccaggio, qualità delle materie prime fatturazione , Clienti Follow up costante alle PMI gestione clienti, Ho.Re.Ca. fiere marketing / Certificazioni e/o acquisti/vendite Eventi ed qualificazione delle iniziative procedure operative PMI centrali Packaging accattivante e Export comunicativo dei concetti fondamentaliIl Consorzio diventa un “cliente” per STRATEGIA COMUNE DI Piero Rossitti Negozi ale PMI consorziate , il quale si OFFERTA (ELEMENTI DIpreoccupa di tutte le attività di Marchio MARKETING COMUNI OLTRE ILsviluppo del fatturato!!! TERRITORIO)
  • 42. LA RETE D’IMPRESE . IL NUOVO MODELLO PMI Clienti dettaglio Le aziende di PMI Consorziati produzione realizzano prodotti che Clienti confluiscono nella PMI Centrale Consorzio GDO piattaforma stoccaggio, La piattaforma, fatturazione , Clienti dotata dell’adeguato gestione clienti, Ho.Re.Ca. PMI marketing / personale interno ed acquisti/vendite esterno, segue le fasi Eventi ed del commercio iniziative PMI La piattaforma promuove le Export affiliazioni inPiù che una rete fra imprese(produzione e distribuzione) , ma un consorzio anche del Negozi a trade Piero RossittiModello di Sistema atto a generareValore aggiunto al Territorio, a Marchiosviluppare un senso di Orgoglio edAppartenenza!
  • 43. Consorzi e Distretti : i produttori PMI Clienti Mantenendo i loro canali e clienti, dettaglio produrranno su standard individuati , ma PMI Consorziati con procedure comuni (vedi avanti) I prodotti selezionati dalla sede e dal Clienti consorziato, saranno realizzati secondo PMI Centrale Consorzio GDO un disciplinare che massimizzi la stoccaggio, fatturazione , tracciabilità (in chiaro) , la qualità Clienti PMI gestione clienti, (intrinseca/percepita), un adeguato Ho.Re.Ca. marketing / prezzo di cessione al consorzio acquisti/vendite Il loro investimento potrà essere la Eventi ed fornitura iniziative per l’avvio, che verrà di base PMI comunque valorizzata e pagata in corso d’opera ExportNessuna modificazione interna ad ogni Il consorziato parteciperà attivamentesingola PMI, ma invece una la Rete con coinvolgimento periodico, alle iniziative Negozi a Piero Rossitti(operativa) diventa un ente con cui del consorzio, in una logicaconfrontarsi e gradatamente portare up Marchiograde alle proprie Aziende! interattiva e condivisa
  • 44. Consorzi e Distretti : la piattaforma PMI Clienti Si comporta come un CE.DI distributivo, dove dettaglio confluiscono i prodotti realizzati dai produttori PMI Consorziati Consorziati Individua l’assortimento che dovrà essere quanto più completo per le diverse famiglie merceologiche, Clienti senza inutili sovrapposizioni, per circa 3/400 PMI referenzeGDO Centrale Consorzio Definisce con ogni consorziato i prezzi di acquisto, stoccaggio, sulla base di oggettive possibilità di ricollocamento fatturazione , Clienti del prodotto sul mercato PMI gestione clienti, Ho.Re.Ca. Esegue tutti i lavori di ricerca di mercato, studi di marketing / packaging sui prodotti, attività orientate al consumo acquisti/vendite ed al trade Supervisionaed rete di promotori e agenti, con Eventi una l’ausilio di una efficace struttura commerciale iniziative PMI Internalizza tutte le operazioni tipiche della gestione economico commerciale, trattenendo per Export la centrale solo i costi di struttura e gliTutte le operazioni del Commercio sino alla accantonamenti per gli investimenti futuri (strutturali,logistica, all’incasso, studio prodotti, studio e di marketing)strutturazione dello sviluppo commerciale, Diffonde ai propri Consorziati utili informazioni e negoziaNegozi a Piero Rossittivengono recepiti in una logica di gestione attività a vantaggio delle economie di scala“esternalizzata” ma certamente controllata Marchiodai Consorziati.
  • 45. LA RETE D’IMPRESE . Il Trade PMI Clienti Il Cliente consorziato dettaglio potrà beneficiare di prezzi d’acquisto che lo PMI Consorziati pongono ad essere competitivo Clienti Potrà beneficiare di PMI GDO formule di pagamento Centrale Consorzio meno stringenti, per stoccaggio, massimizzare la fatturazione , Clienti Ho.Re.Ca. proposta dei prodotti del PMI gestione clienti, Suo consorzio anche a marketing / livello espositivo acquisti/vendite Eventi ed Sarà un elemento iniziative strategico della filiera: il PMI negoziante è poi di fatto il “miglior promotore al Export consumo” dei prodotti aLa Rete diventa di fatto promotrice di un più alto valoreTerritory Label , interpretando quegli stili di Si potrannovita certamente non dispendiosi (l’offerta Negozi a Piero Rossitti esaminare negozidovrà essere competitiva) , ma oggiriemergenti; i consumatori sapranno ben Marchio Pilota “monomarca”presto favorire il “passaparola”; lacomunicazione dovrà fare il resto.
  • 46. Il profilo del prodotto “tipo “INDICE PREZZO AL CONSUMO: Piero Rossitti
  • 47. Il profilo del prodotto “tipo “ I CONTENUTI E PROFILO COMUNE:Realizzati esclusivamente/prevalentemente conmaterie prime Siciliane;Certamente realizzati in Sicilia;La tracciabilità DOVRA’ essere ESPLORABILE dalconsumatore ! (QR code) anche durante la fase discelta;Immagine che può contenere (in qualche caso) lastessa Marca del ProduttoreProfilo di prodotto Moderno , sapendo comunquetrasferire Tradizione e Cultura Siciliana Piero Rossitti
  • 48. Il profilo del prodotto “tipo “ L’IMPORTANZA STRATEGICA DELLA PRODUZIONE CERTIFICATA DALLA “CARTA D’IDENTITA’” DEL PRODOTTO (TRACCIABILITA’ IN CHIARO): • Di fatto la “carta d’identità” che riferisce a luogo di provenienza dei singoli componenti, del momento e/o eventuali specifiche sui metodi di lavorazione, la possibilità di “cominicare” one to one con il consumatore è l’asset di marketing più importante che nel breve da allo shopper SICUREZZA tanto quanto un prodotto di Marca; • Nel medio termine crea uno stile comportamentale d’acquisto. La diffusione sempre maggiore di apparati mobili collegati alla rete, garantirà un uso allargato di questa iniziativa; • Le possibilità di “tracciare” lo shopper su richiesta di indirizzo Si visualizza il sito e si inserisce il lotto e ultime 4 di posta elettronica o sms, permetterà di realizzare sistemi di cifre ean CRM e favorire azioni di fidelizzazione DIRETTAMENTE sui Pasta di grano duro FRUMENTO : consumatori su un data base di informazioni, potendoSi apre la provenienza GRANAI VAL anno di raccolta 2012 scheda DITTAIONO certificazioni bio : n° del TRATTAMENTI vari : NESSUNO promuovere inziative promozionali mirate; Conservanti : nessuno Lotto di produzione n° tecnica. Giorno di lavorazione : Etc… 1112222 • I punti di vendita consorziati saranno dotati di apparato che Piero Rossitti 11.8.2011 permetterà di avere comunque le informazioni (in assenza di Si chiede se un supporto proprio dello shopper) vuole ricevere ricette (e mail)
  • 49. Mercato Potenziale ePiano Industriale di massima. Piero Rossitti
  • 50. Posizionamento esempio di alcuni prodotti (traccia di massima)n.b. il Piano industriale di massima, così come le simulazioni di prezzi al pubblico , di cessione e di vendita, sonopuramente esemplificativi, ma atti a dare una idea completa . Al maggior sforzo iniziale nella fase di start up, con unaottimale organizzazione (professionalità, mezzi e risorse per favorire un marketing nuovo d’impresa) coinciderà nel mediotermine un successo che può andare ben oltre le prospettive prima identificate nel Piano Industriale e verso la competitivàcommerciale dei prodotti ed Imprese interessate. Bisognerà redigere, nel progetto esecutivo, due ipotesi configurando un Piero Rossittiprocesso “normal” ed uno “fast”.
  • 51. Fasi• Approfondimento e sviluppo dettagliato idea – tempi di perfezionamento piano industriale, studio di misure a supporto, studi di settore – mesi 6-8• Redazione del progetto definitivo e delibera fondi start up – mesi 6- 8• Time to Market (dopo stanziamenti): 8/10 mesi (localizzazione, impianti, rifornimenti, selezione e formazione del personale) Piero Rossitti

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