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Slide 1: SICUREZZA DELLE RETI APPLICATA di Gian Luca Petrillo Scuola Superiore delle Telecomunicazioni
Slide 2: Calendario Teoria (Aula C) Laboratorio Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì 2
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Slide 4: Prima giornata
Slide 5: Prima giornata Il bisogno di sicurezza Breve storia di Internet L’architettura della rete Vulnerabilità intrinseche Il modello a livelli TCP/IP Accesso e servizi Il fattore umano 5
Slide 6: Come nasce il bisogno di sicurezza La rete Internet si diffonde rapidamente nel corso degli anni ’90 per ragioni di carattere economico. Il suo utilizzo permette di risparmiare in comunicazione e organizzazione. La diffusione dei servizi telematici genera dipendenza e la sua ipotetica indisponibilità rischia di creare danni. 6
Slide 7: Come nasce il bisogno di sicurezza Esempio Negli anni ’80 la segreteria di direzione di una società contava su circa 50 persone tra segretarie e funzionari al supporto dell’AD, del Presidente e del CdA. Negli anni ’90 la maggior parte delle funzioni di segreteria, comunicazione, organizzazione, gestione contatti, pianificazione calendario, controllo avanzamento progetti traevano beneficio dall’introduzione dell’informatica e dall’uso di Internet. 7
Slide 8: Come nasce il bisogno di sicurezza (segue) Un numero minore di persone viene assegnato alla gestione degli stessi processi, perché il personale in grado di utilizzare il computer rende di più rispetto a quanto non se ne faceva uso. Cosa succederebbe se i servizi informatici non fossero più disponibili? La società sarebbe in grado di mantenere gli stessi livelli di servizio? 8
Slide 9: Breve storia di Internet Internet è una tecnologia “abbastanza datata”. Dal 1983 in poi la rete Internet ha assunto la forma dei nostri giorni. Il suo precursore nasce negli anni ’60 da un progetto del Dipartimento della Difesa USA chiamato ARPA (Advanced Research Projects Agency ), poi ARPANET, al fine di garantire le comunicazioni strategiche in contesti di guerra nucleare tra superpotenze. 9
Slide 10: Breve storia di Internet Prima del progetto ARPA le uniche forme di telecomunicazione erano: le linee telefoniche i ponti radio Le comunicazioni terrestri avvenivano su cavi elettrici controllati da circuiti a relè che attraverso delle cabine e dei collegamenti aprivano e chiudevano delle linee telefoniche mettendo o meno in contatto il chiamante e il chiamato. 10
Slide 11: Prima di ARPA le comunicazioni viaggiavano su percorsi stabiliti NY LA 11
Slide 12: Breve storia di Internet Con Internet nasce la comunicazione “a pacchetto”: la comunicazione viene scomposta in più elementi, i pacchetti, che vengono instradati su reti intelligenti. Inoltre viene definito un sistema univoco di identificazione dei dispositivi collegati in rete il protocollo Internet (IP) e vengono stabilite delle regole per il controllo del traffico (TCP). 12
Slide 13: Con Internet le comunicazioni trovano sempre un percorso NY LA 13
Slide 14: Breve storia di Internet Altri paesi come il Regno Unito e la Francia sviluppano progetti analoghi ad Arpanet. Nasce l’esigenza di interconnettere le diverse reti e viene definito il progetto di “Internetworking” (letteralmente: lavoro tra reti) al fine di stabilire collegamenti tra le diverse reti. Internetworking nella forma contratta diventa Internet. 14
Slide 15: L’architettura della rete Come progettare un sistema di comunicazione che non può essere posseduto o controllato da una singola agenzia governativa? Come progettarlo per un futuro in continuo cambiamento? L’unica risposta è realizzare una rete semplice ed elementare che non si occupi dei contenuti e dei servizi, ma solo del trasferimento dei dati. 15
Slide 16: L’architettura della rete La rete si fonda sulla fortunata accoppiata dei livelli TCP/IP: controllo del traffico e protocollo Internet. Questi protocolli sono la ragione del vero successo di Internet. La rete raggiunge gli obiettivi degli ideatori: consegnare le comunicazioni in caso di interruzione di linee telefoniche. La rete non è in grado di gestire servizi che richiedono particolari prestazioni o livelli di servizio definiti, perché il suo unico obiettivo è consegnare le informazioni e non curarsi del loro significato. 16
Slide 17: L’architettura della rete Conseguenze positive: Conseguenze negative: la rete cresce non esiste nessuna rapidamente perché non autorità in grado di c’è un controllo centrale; mettere al bando servizi “cattivi”; stimola la creazione di nuovi servizi di rete (nel non esiste nessuna 1989 Tim Berners-Lee autorità in grado di inventa il world wide definire quali sono gli web). standard di riferimento. 17
Slide 18: Vulnerabilità intrinseche La rete Internet si fonda su protocolli informatici come il TCP/IP. La loro affermazione e la loro evoluzione è avvenuta nel corso degli anni in un clima di collaborazione tra l’industria del settore. Nessuno tuttavia può vietare il collegamento di apparecchiature “fuori standard”. Sono gli standard stessi che devono proteggersi dai malfunzionamenti. 18
Slide 19: Vulnerabilità intrinseche I protocolli TCP/IP portano con loro alcune vulnerabilità. Ecco due delle più note. Ogni macchina si presenta nella rete dichiarando il proprio indirizzo IP, anche se falso. Router e switch non possono consegnare il traffico a dispositivi con lo stesso indirizzo IP. Dichiarando l’indirizzo di un’altra macchina si può interrompere la comunicazione della macchina di cui si prende l’indirizzo. 19
Slide 20: Vulnerabilità intrinseche (segue) Immaginiamo una rete composta da 3 terminali A, B e C. Se A invia un pacchetto a C dichiarando di chiamarsi B, C risponderà a B senza accorgersi di niente. In questo modo è possibile sferrare diversi tipi di attacchi come: far trasmettere molto traffico a B per intasare la rete; se ci si trova tra C e B si possono ascoltare le risposte e forzare l’accesso ad alcuni servizi. 20
Slide 21: Vulnerabilità intrinseche A C B 21
Slide 22: Vulnerabilità intrinseche Molte delle principali vulnerabilità della rete sono dovute alla mancanza di una univoca fonte di autenticazione dei terminali collegati. Si è tentato di porre rimedio alle carenze strutturali dei protocolli attraverso specifici interventi al livello applicativo. 22
Slide 23: Vulnerabilità intrinseche “On the Internet, nobody knows you’re a dog.” 23
Slide 24: Vulnerabilità intrinseche Esempio Le comunicazioni tra host sono trasmesse in chiaro. Non era prevista originariamente alcuna operazione di codifica dei contenuti instradati a livello di protocollo o di trasporto. E’ possibile tuttavia utilizzare particolari applicativi che codificano il contenuto da trasmettere al livello applicazione. 24
Slide 25: Il modello a livelli I livelli trasposto, APPLICAZIONE Internet e rete si occupano dell’instradamento del TRASPOSTO messaggio. Il livello applicazione INTERNET lo rielabora in un formato comprensibile. RETE 25
Slide 26: Il modello a livelli Nelle moderne reti di comunicazione il livello applicazione corrisponde ai servizi offerti dall’operatore di tlc. Al web e APPLICAZIONE all’email si affiancano TRASPOSTO la tv interattiva e la videoconferenza. INTERNET RETE 26
Slide 27: Il modello a livelli I livelli trasporto, APPLICAZIONE Internet e rete si TRASPOSTO occupano di garantire INTERNET il collegamento tra le postazioni presenti in RETE rete attraverso i diversi supporti fisici utilizzati per le comunicazioni. 27
Slide 28: Accesso e servizi La suddivisione in livelli delle operazioni di comunicazione nella rete Internet ha permesso di disaggregare l’accesso dai servizi forniti. Gli operatori che forniscono servizi di collegamento non sono necessariamente gli stessi che forniscono i servizi sulle stesse reti. 28
Slide 29: Accesso e servizi La legislazione americana ed europea stenta ancora a definire con esattezza il livello in cui operano i servizi VoIP. I servizi telefonici tradizionali operano ad un livello fisico, mentre i servizi telematici sono ad un livello applicativo. 29
Slide 30: Accesso e servizi VoIP come servizio VoIP come accesso Operatori VoIP Gli operatori VoIP stranieri potrebbero dovrebbero trattare le vendere servizi comunicazioni tra pc telefonici in e pc alla pari delle concorrenza con gli telefonate. operatori telefonici e Analogie potrebbero sfuggendo alla essere applicate regolamentazione all’email, all’instant nazionale messaging… 30
Slide 31: Il fattore umano Generalmente è l’elemento più debole della catena. Gli attacchi che tengono conto delle vulnerabilità dei protocolli informatici e delle debolezze umane prendono il nome di ingegneria sociale. 31
Slide 32: Conclusioni prima giornata La sicurezza informatica è caratterizzata da tre aspetti prevalenti: Tecnici Organizzativi Umani 32
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Slide 34: Seconda giornata (Laboratorio)
Slide 35: Seconda giornata (laboratorio) L’architettura dei servizi E-Mail Il protocollo SMTP Il protocollo POP Il protocollo IMAP La posta elettronica certificata (laboratorio) La posta elettronica non certificata (laboratorio) 35
Slide 36: L’architettura dei servizi E-Mail Esistono diversi protocolli per la gestione della posta elettronica. I principali sono: SMTP, gestisce l’inoltro della corrispondenza POP, gestisce la ricezione delle E-Mail IMAP, condivide la ricezione delle caselle di posta elettronica tra più utilizzatori 36
Slide 37: Il protocollo SMTP SMTP (Simple Mail Transfer Protocol) E’ utilizzato per l’inoltro dei messaggi di posta elettronica. Generalmente si utilizza il server di inoltro del fornitore di accesso invece del server del fornitore dei servizi E-Mail. Il fornitore di accesso, infatti, può introdurre delle limitazioni (filtro sulla porta 25) e consentire l’inoltro solo attraverso i propri server di posta. 37
Slide 38: Il protocollo SMTP Rappresenta una delle maggiori criticità perché inoltra i messaggi instradati da tutti gli utenti senza alcuna procedura di verifica concreta dell’identità delle persone. Essendo disaggregati i servizi E-Mail dall’accesso, non è possibile collegare gli account E-Mail alla rete utilizzata. Consegue che ogni persona può inviare email dichiarando anche identità di fantasia. 38
Slide 39: Il protocollo SMTP La debolezza intrinseca in questo protocollo determina fenomeni come: E-Mail anonime Mail bombing Spam (posta elettronica non sollecitata) Phishing Sono nati servizi di posta elettronica certificata che utilizzano sistemi di Identity Managment 39
Slide 40: Il protocollo SMTP Alcuni provider hanno introdotto procedure di autenticazione per l’inoltro dei messaggi. Tuttavia questi sistemi, anche se semplici, stentano a diffondersi. I server per l’inoltro dei messaggi instradano le comunicazioni provenienti da server che utilizzano o meno procedure di autenticazione. Non è conveniente per un operatore introdurre ampie procedure di autenticazione. 40
Slide 41: Il protocollo POP POP, Post Office Protocol E’ stato progettato per l’accesso alla posta elettronica a livello di utente I client di posta elettronica che si collegano in modalità POP svolgono le seguenti operazioni: si connettono con il server, controllano i nuovi messaggi, scarica i messaggi sul computer locale, cancellano i messaggi dalla cartella remota, si scollegano. 41
Slide 42: Il protocollo IMAP IMAP, Internet Message Access Protocol Consente a un client E-Mail di accedere al contenuto di una casella di posta elettronica come se il contenuto fosse in trasferito localmente. Le E-Mail memorizzate su un server IMAP possono essere controllate da uno o più computer senza il bisogno di trasferire il contenuto localmente. 42
Slide 43: Il protocollo IMAP La possibilità di accedere messaggi (nuovi e salvati) da più computer assume un importanza rilevante nell’uso delle comunicazioni elettroniche e nella condivisione del lavoro. In questo modo si favoriscono gli usi di gruppo, ad esempio nelle risposte alle E-Mail ricevute da un ‘customer center’. La condivisione della gestione dei messaggi è una prerogativa del protocollo IMAP ed è una funzione non disponibile con il protocollo POP. 43
Slide 44: Il protocollo IMAP I punti di forza di questo protocollo sono: e’ completamente compatibile con lo standard MIME (Multipurpose Internet Mail Extensions) che definisce in particolare le modalità di codifica del contenuto dei messaggi; consente l’accesso e la gestione dei messaggi da più di un computer; consente l’accesso in modalità ‘on-line’, ‘off-line’ e ‘disconnected’; consente l’accesso alle caselle condivise. 44
Slide 45: La posta elettronica certificata Può essere fornita solo da Internet provider appositamente abilitati. Sono richieste garanzie finanziarie e procedure di autenticazione (documenti di identità, scambio di password). Ha assunto recentemente valore di legge (come per le lettere cartacee). 45
Slide 46: La posta elettronica certificata La principale CA (certification authority) è Poste Italiane che autentica le caselle di posta elettronica attraverso l’inoltro di un telegramma con un codice segreto. Altri operatori possono utilizzare diverse procedure per il riconoscimento dell’identità degli utenti. 46
Slide 47: La posta elettronica certificata Esistono altri meccanismi di certificazione della posta che non richiedono CA. Tra i più famosi c’è PGP (www.pgpi.com), sistema molto robusto per la codifica dei messaggi con chiavi PKI, che utilizza lo standar aperto OpenPGP. Altre versioni non commerciali fanno riferimento al progetto GnuPG ( www.gnupg.org). Queste architetture sono dette ‘self-managed’, dove il concetto di autogestione è antitetico alle CA. 47
Slide 48: La posta elettronica certificata Nelle architetture ‘self-managed’ l’autenticazione avviene attraverso la firma da parte di altri utenti delle generalità depositate in un server. Alle firme apposte si applica la proprietà transitiva. Chi firma l’identità di una email, riconosce anche le identità riconosciute dagli intestatari delle email firmate e via dicendo. 48
Slide 49: Laboratorio Installare PGP Desktop (www.pgpi.org) e creare una chiave pubblico/privata (o GnuPG - www.gnupg.org). Firmare le rispettive identità. Scambiare messaggi di posta elettronica firmati e criptati. Esportare la chiave privata, rimuovere la chiave dal computer e rimuovere il software istallato. 49
Slide 50: La posta elettronica non certificata E’ il sistema di comunicazione elettronica più utilizzato. Viene autenticata la ricezione dei messaggi attraverso un collegamento con un server POP o IMAP. Non viene autenticato l’invio di messaggi attraverso un server SMTP. 50
Slide 51: Laboratorio Configurare il client di posta elettronica per l’utilizzo della propria casella di posta elettronica. Cambiare il nome visualizzato e il proprio indirizzo di posta elettronica. Scambiarsi messaggi tra colleghi. Rimuovere l’account creato dal client E- Mail 51
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Slide 53: Terza giornata
Slide 54: Terza giornata Le infrastrutture critiche informatizzate Il malware: classificazione di virus, warm, trojan horses, page-jacking, adware, spyware, DoS, Spam, E-Mail scams, Phishing, Spim. 54
Slide 55: Le infrastrutture critiche informatizzate Sono infrastrutture strategiche che fanno uso intenso di tecnologie informatiche. La salvaguardia delle infrastrutture civili rappresenta un bisogno primario per la sicurezza dei cittadini e il mantenimento della democrazia. La maggior parte delle infrastrutture strategiche fa un uso intenso di tecnologie informatiche e molto spesso le comunicazioni avvengono attraverso reti pubbliche. 55
Slide 56: Le infrastrutture critiche informatizzate La salvaguardia delle reti di comunicazione dei gestori delle infrastrutture critiche è fondamentale per garantire il funzionamento dei servizi erogati. Le infrastrutture che fanno un uso intenso di informatica sono le stesse reti di comunicazione, le reti elettriche, le reti idriche (es. controllo dighe), le reti del gas, le reti ferroviarie, gli aeroporti… 56
Slide 57: Il Malware E’ il termine più recentemente utilizzato per individuare “sostanze malvagie”, hardware o software, che mettono a repentaglio la sicurezza dei sistemi informatici. 57
Slide 58: Il Malware: i Virus E’ un programma che si replica autonomamente che è stato sviluppato per agganciarsi ad un altro programma installato nel computer. Quando uno di questi programmi infetti viene eseguito, oltre al programma stesso viene eseguito il codice del virus che può provvedere a propagarsi e a compiere una missione definita in fase di programmazione. 58
Slide 59: Il Malware: i Warm E’ un programma che distribuisce più copie di se stesso attraverso la rete, il traffico E-Mail e altri canali. Una volta identificata la vulnerabilità di un particolare applicativo in grado di ricevere ed eseguire comunicazioni elettroniche il Warm si replica con velocità estremamente elevate. Molti Warm utilizzano le vulnerabilità dei client di posta elettronica. 59
Slide 60: Il Malware: i Trojan Horses E’ un programma che appare offrire alcune funzioni agli utilizzatori del computer e che maschera al suo interno dell’altro. Svolge alcune funzioni regolarmente mentre in background inizia a fare qualcos’altro come: aprire una porta segreta di accesso; cancellare file; usare client email o altri canali per diffondersi. Un esempio di Trojan Horses è il programma Happy99.exe. 60
Slide 61: Il Malware: page-jacking Generalmente corrisponde a questo tipo di esperienza: si apre un link che collega a un sito con contenuti anche pornografici e si aprono molte finestre contemporaneamente. Se il browser supporto alcuni linguaggi di programmazione come il JavaScript possono scomparire alcuni pulsanti di controllo della navigazione. 61
Slide 62: Il Malware: gli adware Sono programmi veri e propri che generano messaggi pubblicitari anche quando il computer non è collegato. Gli Adware possono fare molte cose sconvenienti come: tracciare le abitudini di navigazione trasmettere informazioni personali (inerenti il Web) a terze parti. Generalmente questi programmi sono molto difficili da rimuovere 62
Slide 63: Il Malware: gli Adware Possiamo essere contagiati da Adware durante l’installazione di programmi shareware, che si finanziano attraverso le pubblicità. 63
Slide 64: Il Malware: gli Spyware Sono programmi disegnati per spiare le attività svolte attraverso il computer. Uno Spyware può: registrare i tasti premuti; memorizzare la cronologia del browser; memorizzare password e altre informazioni personali da mettere a disposizione di altri. 64
Slide 65: Il Malware: gli Spyware Gli Spyware utilizzano alcuni escamotage per installarsi: si associano alla barra del menù del browser fornendo alcuni servizi gratuiti (es. previsioni del tempo) sono associati ad alcuni programmi distribuiti gratuitamente che forniscono funzioni utili e accattivanti (es. P2P, giochi…). 65
Slide 66: Il Malware: il Denial of Services E’ un sistema di attacco generalmente rivolto a server web per rallentare il suo funzionamento e eventualmente bloccarlo. Generalmente questo attacco proviene da un’unica sorgente, ma i sistemi più sofisticati possono anche generare attacchi da più origini (DDoS, Distributed Denial of Services). 66
Slide 67: Il Malware: lo Spam Sono messaggi di posta elettronica non sollecitati che molto spesso hanno fini pubblicitari. Molto spesso questi messaggi vengono diffusi con la complicità di server SMTP che ne instradano in grandi quantità senza porre limitazioni ragionevoli all’uso. Questi messaggi generalmente vengono genreati simulando indirizzi E-Mail inesistenti. 67
Slide 68: Il Malware: gli E-Mail Scams Sono truffe vere e proprie perpetrate attraverso la posta elettronica. Generalmente vengono diffuse con finalità di tipo economico e chiedono di inviare soldi al mittente del messaggio. Un esempio noto in letteratura è “Nigeria 419”. 68
Slide 69: Il Malware: le E-Mail Hoaxes Sono scherzi inoltrati attraverso la posta elettronica che chiedono di essere diffusi. Vengono diffusi da chi li riceve, perché il loro contenuto è considerato erroneamente attendibile. L’obiettivo di chi genera questi messaggi è persuadere chi li riceve circa una determinata idea (Es. catena di Sant’Antonio). 69
Slide 70: Il Malware: il Phishing Sono messaggi di posta elettronica non sollecitati che in cui il mittente si maschera dietro un istituto bancario. Il messaggi trasmette un messaggio verosimile con il quale chiede all’utente di svolgere alcune attività, tra le quali accedere ad un sistema telematico. All’atto della connessione verranno memorizzati i dati di accesso al sistema. 70
Slide 71: Il Malware: lo Spim SPIM, Spam on Instant Messaging I software di IM (ICQ, AOL, MSN, Yahoo) consentono lo scambio di messaggi in tempo reale tra utenti collegati ad una stessa community. Delle finestre si aprono automaticamente quando un utente si collega con il proprio client e vengono simulati messaggi provenienti da falsi utenti. 71
Slide 72: Il Malware: lo Spim Questo fenomeno cresce molto rapidamente perché una volta scoperte le vulnerabilità le infezioni si propagano in tempo reale da computer a computer. 72
Slide 73: 73
Slide 74: Quarta giornata (Laboratorio)
Slide 75: Quarta giornata (laboratorio) ICANN e DNS IANA e gli indirizzi IP Localizzare un sito Internet Tracciare una email 75
Slide 76: ICANN ICANN, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers E’ un organizzazione internazionale senza scopo di lucro che ha la responsabilità per la gestione degli indirizzi di numerazione IP e dei domini Internet generici e nazionali per i quali gestisce server primari (root). Queste funzioni erano svolte originariamente su incarico del Governo USA da IANA (Internet Assigned Numbers Authority). 76
Slide 77: ICANN E’ responsabile per il coordinamento della gestione degli aspetti tecnici che riguardano i DNS, per garantire la risoluzione dei domini in tutto il mondo. Sono state introdotte forme di rappresentanza per i governi dei singoli Paesi (GAC, Governmental Advisory Committee). 77
Slide 78: ICANN La struttura nazionale che segue la gestione dei domini internet ccTLD “.it” è il NIC dell’IIT del CNR di Pisa. Attraverso il sito www.nic.it è possibile interrogare il database dei domini “.it” e conoscere le informazioni sugli assegnatari. Informazioni sugli intestatari di altri domini possono essere ottenute attraverso i rispettivi gestori o i mantainer (es. www.register.it). 78
Slide 79: ICANN Le generalità mantenute nelle banche dati possono essere più o meno attendibili in funzione delle procedure di autenticazione adottate dalle singole strutture responsabili della gestione dei domini. 79
Slide 80: IANA IANA, Internet Assigned Number Authority L’assegnazione degli indirizzi viene gestita da IANA e dalle sue strutture regionali sebbene la sua competenza sia condivisa con ICANN. Le strutture regionali sono: AfriNIC– Africa APNIC – Asia e Oceano Pacifico ARIN – Nord America LACNIC – America Latina e alcune Isole Caraibiche RIPE – Europa, Medio Oriente e Asia Centrale. 80
Slide 81: IANA Possono essere interrogati i singoli database dei gestori regionali per ottenere informazione sugli assegnatari dei blocchi di indirizzi IP. Gli assegnatari sono generalmente operatori telefonici e internet provider che riassegnano dinamicamente o staticamente gli indirizzi concessi agli utenti che si collegano. Gli indirizzi possono essere assegnati anche direttamente a società non di telecomunicazione. 81
Slide 82: IANA I primi blocchi di indirizzi assegnati sono: 000-2 Sep 81 IANA - Reserved 003 May 94 General Electric Company 004 Dec 92 Bolt Beranek and Newman Inc. 005 Jul 95 IANA - Reserved 006 Feb 94 Army Inf. Systems Center 007 Apr 95 IANA - Reserved 008 Dec 92 Bolt Beranek and Newman Inc. 009 Aug 92 IBM 010 Jun 95 IANA - Private Use 82
Slide 83: IANA 011 May 93 DoD Intel Information Systems 012 Jun 95 AT&T Bell Laboratories 013 Sep 91 Xerox Corporation 014 Jun 91 IANA - Public Data Network 015 Jul 94 Hewlett-Packard Company 016 Nov 94 Digital Equipment Corporation 017 Jul 92 Apple Computer Inc. 018 Jan 94 MIT 019 May 95 Ford Motor Company 020 Oct 94 Computer Sciences Corporation 83
Slide 84: RIPE RIPE, Réseaux IP Européens E’ il registro competente per l’Europa. Può essere interrogato per avere informazioni sugli intestatari degli indirizzi IP italiani. I blocchi di indirizzi assegnati al RIPE da IANA sono: 62, 80-91, 193-195, 212-213, 217. 84
Slide 85: Laboratorio Risolvere il DNS dei seguenti domini interrogando i database delle rispettive autorità regionali www.comunicazioni.it www.verizon.com www.sf.net Acquisire informazioni sugli assegnatari degli indirizzi IP dei domini risolti 85
Slide 86: Laboratorio Selezionare un dominio Internet Tracciare la rotta dei pacchetti dal laboratorio al dominio scelto Memorizzare gli indirizzi IP di passaggio Georeferenziare il tracciato interrogando le banche dati di IANA. 86
Slide 87: Laboratorio Scambiare messaggi E-Mail Analizzare l’header di un messaggio ricevuto Chi è il mittente? Identificare gli indirizzi (Dns e Ip) dei server che hanno trasmesso il messaggio. Analizzare la rotta del messaggio 87
Slide 88: 88
Slide 89: Quinta giornata
Slide 90: Quinta giornata Il ruolo delle istituzioni: alla ricerca di una giurisdizione di riferimento Sicurezza e privacy nei trattati internazionali I codici deontologici: “Internet e minori” Navigazione differenziata e parental control I codici di condotta 90
Slide 91: Il ruolo delle istituzioni Le istituzioni hanno il compito di governare i processi di cambiamento. Riguardo la sicurezza informatica le amministrazioni dello stato devono sottolineare l’importanza di garantire l’integrità delle comunicazioni, in tutti i processi di trasformazione e in particolare su quelli che si basano su spinte di tipo economico. 91
Slide 92: Il ruolo delle istituzioni Le decisioni sugli scenari di sviluppo della rete Internet dipendono da decisioni di carattere tecnico, decisioni che occorre condividere con l’industria. L’assenza di una giurisdizione di riferimento comporta che gli scenari sono determinati dall’aggregazione di soggetti che assumono rilievo di mercato. 92
Slide 93: Il ruolo delle istituzioni Riguardo la gestione di ICANN si discute da anni su quale sia la giurisdizione che potrebbe svolgere un ruolo positivo. Ad oggi tutto quello che riguarda le telecomunicazioni in ambito internazionale si svolge in “regime pattizio”, ovvero discende dalla sottoscrizione di numerosi accordi tra due parti. 93
Slide 94: Il ruolo delle istituzioni In attesa di una costituzione mondiale di Internet (auspicata da Rodotà, ex garante per la privacy, e da Gasparri, ex ministro delle comunicazioni) la gestione dei domini internet è sotto l’egida del diritto dello Stato della California, luogo in cui ha sede ICANN. Un passo per l’internazionalizzazione del diritto di Internet potrebbe essere svolto facendo assolvere questo ruolo ad ITU dell’ONU. 94
Slide 95: Sicurezza e privacy Il rapporto viene affrontato dal punto di vista normativo da molti trattati internazionali. Generalmente sono vietate le “interferenze illegali con la privacy”. In questo modo il legislatore intende lasciare spazio a interventi legali a fini di giustizia. Analoghi provvedimenti sono ripresi dagli ordinamenti nazionali. 95
Slide 96: I codici deontologici In assenza di una normativa internazionale in grado di garantire certezza sui riferimenti legali, i codici deontologici rappresentano una opportunità di definire scenari tecnico/normativi compatibili con lo sviluppo di Internet e delle telecomunicazioni. Un esempio di codice deontologico è il codice di autoregolamentazione “Internet e Minori” definito per sostenere comportamenti leciti in contrasto la diffusione della pedo-pornografia. 96
Slide 97: I codici deontologici Questi codici nascono dalla collaborazione tra istituzioni e imprese (anche attraverso associazioni di categoria). Accanto alla regolamentazione tradizionale, emanazione diretta del legislatore, emergono due forme di codici deontologici: i codici di autoregolamentazione, i codici di coregolamentazione. 97
Slide 98: Il codice “Internet e minori” E’ un codice adottato dal Governo e dai provider nel Novembre 2003. Definisce tre obiettivi: combattere il crimine contro i minori, introdurre sistemi di navigazione differenziata, promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione. 98
Slide 99: Navigazione differenziata E’ uno degli strumenti di filtro di contenuti web e inibizione di servizi per creare una rete “a dimensione di minore”. La navigazione tradizionale è destinata ad un pubblico adulto. Con la navigazione differenziata si vogliono introdurre soluzioni rivolte a favorire l’uso controllato delle risorse telematiche. 99
Slide 100: Navigazione differenziata La soluzione può consistere in software specifici o connessioni dedicate. L’industria è solita chiamare queste soluzioni “parental control” per evidenziare il ruolo degli educatori. Resta imprescindibile il ruolo delle famiglie e degli educatori che devono comunque3 vigilare gli usi dei minori. 100
Slide 101: 101
Slide 102: The END





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