Mps story - La Fondazione e i dividendi
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Mps story - La Fondazione e i dividendi Mps story - La Fondazione e i dividendi Presentation Transcript

  • 327 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.comMONTE DEI «PACCHI» DI SIENA La Fondazione e i dividendi Dall’articolo di Giorgio Dell’Arti su Vanity Fair6 febbraio 2013 a cura di Renato Brunetta
  • MONTE DEI «PACCHI» DI SIENA Dall’articolo di Giorgio Dell’Arti su Vanity Fair2 Da Amato al caso Antonveneta Un tempo esisteva un bel gruppo di banche pubbliche, gestite dai partiti (Dc, Psi, Pci ecc.), che le saccheggiavano e le affidavano intanto a loro amici fedeli e incompetenti All’inizio degli anni Novanta, essendo le perdite non più sopportabili, l’allora premier Giuliano Amato operò una riforma in base alla quale queste banche sarebbero state affidate a Fondazioni, quindi a società per definizione senza fini di lucro, le quali con calma avrebbero dovuto provvedere a metterle sul mercato Vent’anni dopo le Fondazioni risultano ancora padrone di questi istituti. Ai loro vertici troviamo puntualmente uomini e donne nominati dai partiti che continuano a fare quello che facevano prima
  • MONTE DEI «PACCHI» DI SIENA Dall’articolo di Giorgio Dell’Arti su Vanity Fair3 Il potere politico che domina questo sistema è soprattutto quello locale, dato che sono i potenti locali a nominare i membri dei vari Cda delle Fondazioni. Nella Fondazione di Siena, in particolare, 14 consiglieri su 16 sono di nomina politica e il partito che domina questo territorio è il Pd. In banca sono poi di nomina politica (cioè in definitiva di nomina Pd) i due terzi dei vertici.
  • MONTE DEI «PACCHI» DI SIENA Dall’articolo di Giorgio Dell’Arti su Vanity Fair4 All’inizio degli anni Duemila, sentendosi troppo piccolo in un mondo in cui i concorrenti ingigantivano col metodo delle fusioni, Siena tentò di persuadere a un matrimonio sia il San Paolo sia Unicredit. E sia il San Paolo (non ancora fuso con Intesa) sia Unicredit avrebbero volentieri aderito se Siena non avesse posto la seguente condizione capestro: che il nuovo soggetto avrebbe dovuto risiedere a Siena e mettersi sostanzialmente nelle mani della Fondazione senese. Fallite queste fusioni, capitò l’occasione di Banca Antonveneta. Questo istituto, posseduto dall’olandese Abn Amro, era stato al centro di un’intensa battaglia nell’estate del 2005, quella dei cosiddetti furbetti.
  • MONTE DEI «PACCHI» DI SIENA Dall’articolo di Giorgio Dell’Arti su Vanity Fair5 Era poi finita alla spagnola Santander (guidata da Emilio Botín-Sanz de Sautuola y García de los Ríos, uomo dell’Opus Dei) per il fatto che Santander s’era comprata l’intera Abn, trovandosi poi in pancia questa banchetta padovana, troppo piccola per essere interessante, ma buona per essere venduta. Si presenta allora Mussari, e batte la concorrenza dei francesi di Paribas con un’offerta-monstre: 9 miliardi di euro per un istituto che, nell’acquisizione di Abn, era stato valutato appena 6 miliardi. Soldi cash e, per Mussari, immediati problemi di liquidità. Fino a quel momento il Monte era una banca ricca, ma non così ricca da permettersi un esborso simile.
  • MONTE DEI «PACCHI» DI SIENA Dall’articolo di Giorgio Dell’Arti su Vanity Fair6 Dividendi. Operazioni rischiose e profitti Per far fronte all’improvvisa mancanza di soldi, i vertici senesi vararono una serie di operazioni dai nomi seducenti: Patagonia, Anthracite, Santorini, e infine Alexandria. Tra queste un maxiprestito mascherato da aumento di capitale, che permise di staccare un dividendo da un centesimo, per metà a favore della Fondazione. Il problema era questo: non solo la Fondazione rifiutava l’ingresso di soci che avrebbero portato capitali e però messo in pericolo il controllo, ma pretendeva ogni anno anche il dividendo, e per staccare il dividendo i vertici dovevano chiudere il bilancio in utile, qualunque fosse lo stato reale dei conti.
  • MONTE DEI «PACCHI» DI SIENA Dall’articolo di Giorgio Dell’Arti su Vanity Fair7 Di qui operazioni rischiosissime, attraverso derivati, il cui senso complessivo era sempre: fateci segnare un «+» adesso che ci faccia chiudere con un profitto quest’anno. E per le perdite del futuro qualcuno provvederà. Ora il futuro è arrivato.