Modelli di giornalismo e cultura convergente 07

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7a lezione, 8 marzo 2010: Informazione, fra bene pubblico e commodity. Un modello di business senza pubblicità? La crisi della carta. La tentazione dell’online-only. Il problema del 10%. Modelli …

7a lezione, 8 marzo 2010: Informazione, fra bene pubblico e commodity. Un modello di business senza pubblicità? La crisi della carta. La tentazione dell’online-only. Il problema del 10%. Modelli alternativi

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  • 1. Modelli di giornalismo e cultura convergente (Paolo Costa) 7a lezione, 8 marzo 2010: Informazione, fra bene pubblico e commodity Insegnamento: Comunicazione Digitale e Multimediale - a.a. 2009-2010
  • 2. Agenda • Un modello di business senza pubblicità? – La crisi della carta – La tentazione dell’online-only – Il problema del 10% – Modelli alternativi CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 2 paolocosta.net
  • 3. USA, un bollettino di guerra • We Were Print: un blog gestito da ex giornalisti della carta stampata • Newspaper Death Watch: censisce le testate che chiudono o che passano al modello ibrido (carta-online) • Paper Cuts: fornisce una mappa visuale della crisi – 39 giornali chiusi nel 2008, altri 109 nel 2009 e 10 dall’inizio di quest’anno – 18 testate trasferite sul Web (“newspapers without newsprints”) – Oltre mille giornalisti disoccupati CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 3 paolocosta.net
  • 4. Il caso Tribune Co. • Editore del Los Angeles Times e del Chicago Tribune, ha avviato la procedura fallimentare nel dicembre 2008 • Il tribunale ha imposto alla proprietà la presentazione di un piano di risanamento entro il 31 marzo del 2010 • Il gruppo ha annunciato risultati finanziari migliori del previsto nel 2009, ottenuti con drastici interventi – Vendita di testate, tipografie e altri asset – Licenziamenti di personale (giornalistico e non) CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 4 paolocosta.net
  • 5. Crisi industriale o finanziaria? • La situazione di Tribune sarebbe collegata all’operazione di leveraged buy-out attraverso la quale l’imprenditore Sam Zell acquistò il gruppo per 8 miliardi di dollari – I creditori di Tribune Co hanno citato in giudizio JPMorgan Chase e Citibank, le banche finanziatrici dell’operazione • La crisi del New York Times Co. non dipende solo dal calo dei ricavi, ma anche dal deprezzamento degli asset intangibili (brand, elenco dei clienti, expertise) e soprattutto dalla spesa per il debito – Acquisto del Boston Globe per 1,1 miliardi di dollari nel 1991 (il valore attuale di mercato è pari al 10%) – Acquisto della nuova sede (oneri in parte recuperati con un sale- leaseback da 225 milioni di dollari) CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 5 paolocosta.net
  • 6. Tribune Co., un nuovo modello? • Alla crisi della carta stampata il gruppo ha reagito sperimentando nuove iniziative online, secondo due direttrici: citizen journalism e informazione iper-locale – Nell’estate del 2009 Chicago Tribune ha dato vita a ChicagoNow, aggregatore di blog locali vagamente ispirato alla filosofia di Huffington Post – Da pochi giorni Los Angeles Times, in partnership con US Local News Network, ha lanciato un nuovo sito web di informazione locale: OCLLN.com CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 6 paolocosta.net
  • 7. Il caso Seattle Post-Intelligencer • La testata cartacea, edita dal gruppo Hearst (15 quotidiani e una dozzina di periodici), ha cessato le pubblicazioni nel marzo 2009 – Hearst mantiene una presenta locale con Seattlepi.com – Sopravvive invece, per ora, la testata rivale Seattle Time – Diversi redattori del Seattle P-I hanno dato vita a una nuova iniziativa online: Seattle Post-Post-Intelligencer – Esistono inoltre altri blog locali molto trafficati, come my Ballard e West Seattle Blog CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 7 paolocosta.net
  • 8. Il caso Rocky Mountain News • La testata, punto di riferimento per l’informazione locale di Denver (Colorado) ha chiuso il 27 febbraio 2009 • Anche il sito web ha sospeso le pubblicazioni e attualmente ospita una documentazione completa sulle vicende che hanno portato alla fine del giornale • La crisi ha radici riconducibili a gravi errori dell’editore E.W. Scripps e non solo all’avvento di Internet – La distribuzione del giornale è passata da 450 mila copie del 1987 a 200 mila copie del 2001 – Nel frattempo il concorrente Denver Post è riuscito a rinnovare i formati pubblicitari e a intercettare il target ispanico CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 8 paolocosta.net
  • 9. Il problema del 10% • In passato si è sostenuto che i giornali generassero, con l’online, ricavi intorno al 10% di quelli garantiti dalla carta, pur contando su un’audience dieci volte maggiore • I dati di New York Times Co sembrano confermarlo – Nell’ultimo trimestre del 2009 i ricavi dell’online (102 milioni di dollari, +10,3% rispetto a Q4 2008) hanno contribuito per il 15% al totale dei ricavi a livello di gruppo (NYTimes, BG e About.com) – Ne consegue che l’85% dei ricavi dipende ancora dalla carta, nonostante i ricavi relativi alle inserzioni sui mezzi a stampa siano calati del 20% (bilanciati solo in parte da un miglioramento dei ricavi della distribuzione del 2,4%) – D’altra parte l’audience della carta (solo NYTimes) è 18 volte inferiore a quella del sito web CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 9 paolocosta.net
  • 10. Online-only: conviene? • I risultati di uno studio di Thurman e Myllylahti sul quotidiano finlandese Taloussanomat – Venduto in edicola fino al 2007 e da allora disponibile solo online – Il giornale ha conseguito un contenimento dei costi significativo (intorno al 52%) – La scelta dell’online-only è corrisposta anche a un calo dei lettori (– 22%) e soprattutto dei ricavi (– 75%) – A conti fatti, un calo dei costi del 50% accompagnato da una riduzione dei ricavi del 75% è vantaggioso solo se i costi superano i ricavi almeno del 45% CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 10 paolocosta.net
  • 11. Le risposte possibili - #1: mai più gratis • Secondo molti editori il problema del 10% va affrontato aumentando i ricavi dell’online • Ciò si ottiene attraverso la vendita dei contenuti oggi disponibili a titolo gratuito – Rupert Murdoch di News Corp, ma anche gli italiani Carlo De Benedetti dell’Editoriale L’Espresso, Andrea Riffeser di Monrif, Paolo Panerai di Milano Finanza • Esistono tuttavia due varianti possibili del modello – “Puro” = tutto (o quasi) è a pagamento – “Ibrido” = parte dei contenuti è a titolo gratuito, parte a pagamento, ma anche news gratuite integrate con prodotti di altra natura a pagamento (merchandise, eventi, applicazioni) CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 11 paolocosta.net
  • 12. Variante “pura” • Già adottata da WSJ.com – Preview gratuita – Versione integrale a pagamento (per-view o abbonamento) • News Corp vuole applicare il modello a tutti i domini (The Sun, Times Online, New York Post, …) • Ma la concorrenza free (BBC, Guardian Online) frena i suoi programmi CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 12 paolocosta.net
  • 13. Variante “ibrida” • FT.com (1,3 milioni di utenti registrati e 110 mila abbonati per 11,4 milioni di visitatori univoci-mese nel 2008) – I visitatori non paganti possono consultare solo tre articoli al mese, che diventano dieci se il lettore si registra al sito – L’abbonamento su base annuale (179 dollari, pari a 3,49 alla settimana) dà diritto una fruizione illimitata – Con la sottoscrizione Premium si accede anche alla sezione Lex e alla versione del giornale per terminale mobile (299 dollari all’anno) • El Mundo, il sito di informazione più popolare in Spagna – Elmundo.es = sito base, accessibile gratis – Orbyt.es = piattaforma multimediale evoluta, accessibile per abbonamento (14,99 euro alla settimana, 0.60 euro al giorno) CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 13 paolocosta.net
  • 14. Due punti deboli del modello • Tende a funzionare solo nei casi in cui la propensione del consumatore alla condivisione dell’informazione è bassa (es.: informazione economico-finanziaria) • Viene messo in crisi dalla presenza di un concorrente disponibile a offrire la stessa informazione gratis CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 14 paolocosta.net
  • 15. Il punto di vista dell’utente • Che cosa e quanto il consumatore è disposto a pagare? – Secondo una ricerca di BCG del 2009 la metà degli italiani utenti di Internet e lettori di notizie online sarebbe disposta a pagare 5 euro al mese per la versione digitale del quotidiano cartaceo – Da un altro sondaggio, condotto sempre nel 2009 da New Media Age e Lightspeed, emerge che la disponibilità a pagare per l’informazione online riguarda solo il 14% degli intervistati – In base a un’indagine condotta da Harris Interactive e riferita al solo Regno Unito, tale percentuale sarebbe ancora più bassa, non andando oltre il 5% – Risultati analoghi contiene lo studio di Forrester Research, condotto su un campione rappresentativo della popolazione di USA e Canada: l’80% dei lettori non accederebbe a siti di informazione a pagamento CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 15 paolocosta.net
  • 16. Gli ecosistemi chiusi • Il successo di iTunes, AppStore e Kindle mostra però che l’utente è disposto a pagare il contenuto solo se le modalità di fruizione sono appaganti: si dà valore all’esperienza, più che all’informazione – I fattori critici di successo non sono solo legati alla qualità intrinseca dei contenuti, ma al design dell’esperienza e alla sua coerenza complessiva – Vincono in tal senso gli ecosistemi “chiusi”, come quelli progettati da Apple e Amazon CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 16 paolocosta.net
  • 17. Amazon Kindle • Oltre 60 fra quotidiani e periodici, distribuiti in abbonamento • Le tariffe variano da 14 a 28 dollari-mese • La maggior parte dei giornali è americana, ma non mancano quelli di altri paesi, fra i quali Corriere della Sera, Repubblica e Stampa • Amazon trattiene il 70% dei ricavi e retrocede all’editore il restante 30% CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 17 paolocosta.net
  • 18. Mobile Apps • Lettori di notizie da installare sul proprio telefono cellulare (iPhone, Android, BlackBerry) • Permettono di accedere ai contenuti senza utilizzare il browser e quindi all’interno di un’interfaccia disegnata ad hoc CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 18 paolocosta.net
  • 19. Times Reader 2.0 • Applicazione client basata su tecnologia Adobe Air, alternativa al sito web e molto più usabile CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 19 paolocosta.net
  • 20. I modelli di pagamento • Abbonamenti • Pay-per-view – Potrebbe essere favorito dal fiorire di nuovi sistemi di micropagamento (anche Google ci sta lavorando, tramite la piattaforma Google Checkout) – Ma è difficile pensare che sia gradito all’utente come il pay-per- download praticato con i contenuti musicali (una notizia si legge solo una volta, un brano musicale si ascolta più volte) • Filtro infrastrutturale – TV Everywhere (Time Warner) e On Demand Online (Comcast) – Information Valet e Kachingle: network di editori che condividono lo stesso sistema di pagamenti (tramite borsellino elettronico) e si ripartiscono gli introiti in base ai consumi consuntivati CIM | Comunicazione Digitale e Multimediale A 07/03/2010 20 paolocosta.net