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Corso base di fotografia - Lezione due

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    Corso base 02 Corso base 02 Presentation Transcript

    • CORSO DI FOTOGRAFIA Seconda Lezione Dalla pellicola al sensore
    • PELLICOLA - DIGITALE
      • Introduzione dell’informatica
      • Maggiore facilità nel fotografare
      • Maggiore accessibilità alla post-produzione
      • 1999: in Italia viene presentata la Nikon Coolpix 950, 1600x1024 px (1,6 MP)
      • 2007: Canon Eos D-Mark III, 21 MP
    • IL PIXEL
      • Con il termine pixel (contrazione della locuzione inglese picture element ) si indica ciascuno degli elementi puntiformi che compongono la rappresentazione di un’immagine.
      • Il compito del pixel è quello di ingannare l’occhio umano. Devono essere così tanti da non farsi vedere. Quindi più ce n’è meglio è perché l’inganno riuscirà meglio.
      • Ciascun pixel è caratterizzato dalla propria posizione e da valori quali colore e intensità, variabili in funzione del sistema di rappresentazione adottato.
    • Risoluzione (PPI-DPI) La risoluzone della fotocamera è espressa in pixel e i pixel sono fissi, non cambiamo mai, perché il sensore di una macchina fotografia è sempre quello. Con il DPI invece (dot per inch) riguardano la risoluzione della stampante. Concretamente i dpi sono le gocce di inchiostro che la stampante è in grado di stampare in un pollice. 720 dpi è considerato un valore necessario per avere una buona stampa che non faccia intravedere i pixel (in questo caso rappresentati come goccioline di inchiostro).
      • Una cosa diversa sono la RISOLUZIONE e DIMENSIONE dell’IMMAGINE. Questi sono valori sono variabili, si possono cambiare in post-produzione.
      • La risoluzione dell’immagine è misurata in PPI (pixel per inch) e dipende proprio da quanti pixel voglio mettere in un pollice (2,54 cm). E’ evidente che maggiore sarà questo valore, maggiore sarà la qualità dell’immagine.
      • Se devo visualizzare un’immagine a monitor possono andare più che bene 72 ppi, se invece l’immagine è destinata alla stampa devo poter garantire un’immagine a 300 ppi.
    • COLORE - Profondità - RGB
      • La profondità di colore da la misura di quanto un pixel possa rappresentare differenti colori.
      • Si misura in bit, che è l’unità base dell’informatica, costituita da un valore binario, che può quindi esistere in due stadi, on- off
      • In fotografia è indispensabile che tale profondità riesca ad evocare un tono continuo e 256 colori per pixel è considerato il numero sufficiente per ottenere questo effetto. Un’immagine a 256 colori per pixel si definisce a 8 bit (2 8 )
      RGB è il nome di un modello di tipo additivo utilizzato nel digitale per trasmettere immagini a colori. Additivo perché si basa sui tre colori Rosso, Verde e Blu (da non confondere con i tre colori primari: Rosso, Blu e Giallo) che miscelati tra loro, danno quasi tutto lo spettro dei colori visibili. Infatti unendo i tre colori con la loro intensità massima si ottiene il bianco (tutta la luce viene riflessa). La combinazione delle coppie di colori dà il ciano, il magenta e il giallo .
    • Il sensore
      • Dimensioni sensori compatte
      • 5,371 mm x 4,035 mm 4:3
      • 7,176 mm x 5,319 mm 4:3
      • Dimensioni sensori reflex
      • 22,2 x 14,8 mm 3:2
      • 36 x 24 mm Nikon D3 e Canon 5D
      Le fotocamere pensate per lavorare con la pellicola erano fabbricate in funzione del fotogramma, quindi per dimensioni standard e universali. Con la fotografia digitale ogni produttore ha invece creato sensori di diverse dimensioni e comunque quasi sempre più piccoli del negativo. Questo ha comportato un radicale cambiamento in ciò che si vede attraverso il mirino della macchina fotografica in funzione dell’ottica montata. Quindi il classico obiettivo 50mm, considerato da sempre l’obiettivo standard, mostrerà un campo visivo diverso in base alla macchina sulla quale viene montato.
      • Informazione indesiderata che può essere generata sia in fase di ripresa che in fase di post-produzione
      • Ripresa: 1) alte sensibilità (iso)
      • 2) lunghe esposizioni
      • 3) zone scure del fotogramma
      • 4) scarsa qualità del sensore
      • Post-produzione: 1) il sommarsi di numerosi interventi volti a migliorare la fotografia
      • 2) in fase di salvataggio in base al formato scelto del file e al livello di compressione richiesta.
      Rumore
    • Formati file
      • JPG: Permette di salvare grandi immagini in file di piccole dimensioni, pur perdendo dettagli all'occhio impercettibili ma che rischiano di diventare evidenti in caso sia necessario effettuare successive manipolazioni all'immagine salvata.
      • TIFF: formato in grado di salvare immagini senza perdita di informazioni ed in uno spazio relativamente contenuto.
      • PSD : formato di Photoshop con caratteristiche molto simili al Tiff (in particolare per il mantenimento dei livelli)
      • RAW: Una fotocamera settata per salvare il formato RAW di una istantanea salverà nella memoria esattamente l'output digitalizzato ottenuto dal sensore della fotocamera stessa, senza alcun tipo di modifica. I dati dovranno essere quindi ricomposti su un computer secondo specifici protocolli della casa madre definiti per lo specifico sensore utilizzato. Solo successivamente le immagini così ricomposte ed eventualmente regolate saranno convertibili ed utilizzabili in qualsiasi formato conosciuto.
    • Schede di memoria
      • Entry level: SD, xD, Sony Memory Stick Duo
      • Classe media o reflex: Compact Flash (capacità che può arrivare a 128 GB con 100 MB/s)
      • In alcune macchine fotografiche professionali sono previsti i doppi slot per poter utilizzare due schede contemporaneamente (solitamente una CF e una SD)