Etica della comunicazione - Lezione 1

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    Etica della comunicazione - Lezione 1 - Presentation Transcript

    1. Etica della comunicazione Dott. Paolo Lattanzio paolo.lattanzio@gmail.com paololattanzio.blogspot.com
    2. Introduzione
    3. Programma • Definizione di etica. • Definizione di comunicazione. • Etica generale ed etiche applicate • I significati e le forme della comunicazione. • L’etica nei media e nel discorso. • Etica della (o nella ) comunicazione Vs Etica dei media. • L’approccio deontologico.
    4. Approccio al problema • Di cosa parliamo: Etica & Comunicazione • Sguardo ai media e alla scuola, ma anche al mondo esterno. • Necessità di legare alla media education.
    5. Definizione di etica • Elabora e fissa principi morali
    6. Definizione di etica • Etimologia: ɛθοσ ma anche ηθοσ. • Ɛθοσ invoca la prassi e il costume individuali, e sta a significare comportamento, consuetudine, costume • Ηθοσ accentua il legame di ogni comportamento rispetto alla comunità. • Etica è quindi riflessione sui fatti all’interno di un contesto (sociale) allargato.
    7. • Etica si differenzia dalla morale: la morale non si limita a descrivere, e neppure a comprendere, ma indica all’uomo la norma che deve osservare nel suo agire. E’ dunque per sua essenza normativa. • ‹‹La morale comanda, l’etica raccomanda››.
    8. L’etica • È una misura qualitativa del comportamento che permette di ragionare su atti e agire umano. • Nomina anche il complesso di criteri che guidano l’azione , i principi e le consuetudini che regolano i comportamenti del singolo o di una comunità. • Studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.
    9. Etica è • Teoria dei principi che guidano le azioni degli uomini. • Fondamento della praxis, da cui nascono gli atti umani. • Basata sulla comprensione (fatta da ragione ed emozione) e sulla conoscenza.
    10. Definizione di etica • Etica è questione centrale dalla filosofia greca, con Aristotele, ed ha percorso tutto il pensiero occidentale passando per Kant fino a coloro che si sono occupati di etica della comunciazione: Karl Otto Apel e Jurgen Habermas. • L’etica è un concetto di valori condivisi e dinamici nello sviluppo di ogni civiltà. • L’etica si modifica con l’avanzare della civiltà, dei sistemi sociali e dei concetti filosofico politici che sottintendono a detti sistemi. • Basti pensare all’etica del lavoro.
    11. La questione è duplice: • individuare e analizzare sia la linguisticità dell'ethos (dunque il carattere linguistico-comunicativo delle abitudini condivise, dei doveri, degli affetti e delle passioni -> veicolo) che l'eticità del linguaggio (dunque le implicazioni morali insite in qualsiasi enunciazione, anche in quelle soltanto descrittive -> etica della comunicazione -> veicolato). • In tutte le civiltà i comportamenti etici individuali derivano da impostazioni culturali e religiose che vengono accettate per il loro valore spirituale che sono al contempo anche una proposta di modelli di comportamento funzionali alla vita sociale.
    12. • Nella vita quotidiana non occorre scomodare i massimi sistemi filosofici; basta pensare, nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione, alle funzioni che vari strumenti tecnici messi a disposizione possono svolgere. • E difatti è la tecnica una delle grandi imputate di questo asservimento dei mezzi al giudizio. • Etiche applicate -> mettono in dubbio
    13. Etica ed Etica • Etica esiste non solo • Evitare di derespon- nelle speculazioni sabilizzare l’agire filosofiche ma anche tecnico. nella pratica e nella • Rischio di autonomia tecnica. della tecnica Etica generale ed etiche applicate. Il perché di un plurale.
    14. Nella pratica…. • Per Apel: “La vera sfida sta nel distinguere una comunicazione in grado di emanciparci, da una comunicazione fondata sulla dissimulazione tesa a sostenere una visione paricolare, dove la dissimulazione nasce da un racconto presumibilmente veritiero o corretto ma che in realtà sottintende orientamenti ben definiti”.
    15. Le domande dell’etica • Cosa sto facendo? Come lo sto facendo? Spinto da quale istanza? Per quale scopo?
    16. Aristotele • Da domande si ricava che l’etica studia non solo i comportamenti, sarebbe pragmatica, ma i comportamenti buoni, giusti. • Il bene è fine e scopo dell’umanità. L’agire stesso dell’uomo è un processo che mira a realizzare uno scopo. È lo stesso essere dell’uomo, come soggetto dell’azione, a venire individuato nel tendere alla realizzazione del bene. È un tendere naturale. • L'etica non è più scienza dell'essere, ma scienza del divenire (e in divenie). • Individua scala di beni, in cima bene supremo: eudaimonia. • Tenta di instaurare doppio equilibrio:interno al singolo uomo; fra tutti gli uomini.
    17. • Il bene dei singoli individui si riconduce alla dimensione del bene comune che i vari uomini per natura perseguono, anche se non sempre è facilmente riconoscibile. • Esiste un bene comune? • Secondo altri approcci il bene si ritrova in Dio e nella religione, e da questi è dettato.
    18. Media Education La Media Education è una disciplina di studio che si pone epistemologicamente al confine tra le Scienze della Comunicazione e le Scienze dell’Educazione.
    19. • Media svolgono ruolo fondamentale nella società -> Società dell’informazione • Questo ruolo consiste nella trasmissione delle conoscenze MA • I media non si limitano ad una semplice funzione di trasmissione di contenuti, essi partecipano attivamente a questo processo condizionandolo.
    20. L’ambiente mediatico • Pervasività dei mezzi di comunicazione • Convergenza mediatica delle conoscenze e dei contenuti culturali • Potere modellizzante dei mezzi di comunicazione, da comprendere, neutralizzare e volgere al proprio utile  Necessità di coltivare e sviluppare una quarta dimensione dell’apprendimento, oltre a “leggere, scrivere e fare di conto”
    21. • Il termine inglese di Media Education si presta meglio di altri usati nelle lingue latine (educazione ai media, éducation à l’actualité, educación para los medios, lectura critica, ecc.) per indicare, in modo diretto e sintetico, il rapporto tra il mondo dell’educazione e quello della comunicazione mediale: • “educazione con i media”, considerati come strumenti della didattica, • “educazione ai media”, con riferimento alla compren- sione critica dei media, intesi come linguaggio, risorsa, ambiente e cultura. • “educazione per i media” (formazione dei professionisti).
    22. Didattica e Media CARATTERISTICHE ME COME 1930 Prospettiva difensiva. Educazione I media come attacco alla cultura alta (scuola). contro i media 1960 Pubblico dei minori come soggetto da proteggere. 1960 Attenzione per linguaggio cinematografico. Educazione tra i media Attività di selezione di opere e autori 1970 meritevoli. Questione del valore . 1970 Ampliamento dei confini contenutistici. Educazione a/con i media Estensione metodologica. 1990 I media come sistema.

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