• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
Loredana Orlando, La Prospettiva Euromediterranea
 

Loredana Orlando, La Prospettiva Euromediterranea

on

  • 283 views

Seminari Verso Europa 2020

Seminari Verso Europa 2020
Relazione della dott.ssa Loredana Orlando
Cappella Pappacoda, 3 dicembre 2012

Statistics

Views

Total Views
283
Views on SlideShare
282
Embed Views
1

Actions

Likes
0
Downloads
1
Comments
0

1 Embed 1

http://www.facebook.com 1

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    Loredana Orlando, La Prospettiva Euromediterranea Loredana Orlando, La Prospettiva Euromediterranea Document Transcript

    • Euro Mediterraneo di Loredana OrlandoIl Partenariato tra l’Unione Europea e i Paesi delMediterraneo (PEM) nasce il 28 novembre del1995 con la Dichiarazione di Barcellona tra i15 ministri degli Affari Esteri dell’Ue (dopo l’al-largamento dell’Unione nel 2007 i rappresentantieuropei diventano 27) e dei ministri dei 12 Part-ner beneficiari del Meda (Mediterranean Econo-mic Development Area): Algeria, Cipro, Egitto,Stato di Israele, Giordania, Libano, Malta, Maroc-co, Siria, Tunisia, Turchia, Territori di Gaza e della cooperazione euro-mediterranea. Esso si pro-Cisgiordania. La Libia vi partecipa in qualità di pone di favorire l’incontro tra le diverse cultu-osservatore. re, religioni e popoli che compongono il mosaicoL’obiettivo del patto consiste nel riequilibrare le mediterraneo facendo leva sulla società civile, larelazioni precedentemente sviluppate dall’Unione cooperazione decentrata e gli organismi di volon-con i paesi dell’est Europa a partire dal 1989. tariato. A tal fine, gli strumenti principali utilizzatiLe tre aree di intervento prioritarie attorno alle sono: il dialogo interculturale e gli scambi a livelloquali è articolato il progetto di cooperazione eu- umano, scientifico e tecnologico, combinando laromediterranea del Pem sono: le questioni po- cooperazione intergovernativa con quella decen-litiche e di sicurezza, le relazioni economiche e trata. Pertanto è stata creata, nel 2002, la Fon-quelle socio-culturali. dazione Anna Lindh per il Dialogo tra le CultureLa finalità del Pem è di creare una area di pace con sede ad Alessandria d’Egitto. La Fondazione,e di stabilità, prosperità e sicurezza condivise nel però, è stata oggetto di controllo da parte dei go-Mediterraneo. verni delle singole realtà che costellano il bacinoIl primo intervento si focalizza pertanto sul ri- mediterraneo con il risultato di un rafforzamentospetto dei diritti umani e delle libertà fondamen- delle identità nazionali in antitesi alla prospettivatali, della democrazia e dello stato di diritto. La di una cultura nuova e condivisa.Dichiarazione di Barcellona ha adottato i principi Inoltre, il Partenariato si articola in una serie difondamentali del diritto internazionale, in par- iniziative che coprono i settori più vari. Tra le piùticolare quelli sanciti dalla Carta delle Nazioni importanti:Unite e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti il riavvicinamento delle politiche economiche set-dell’Uomo del 1948. toriali, processo particolarmente attivo nei settori dell’industria, delle telecomunicazioni, dell’ener-L’intervento economico è centrato sulla costitu- gia e dell’acqua;zione di un’area di libero scambio euro-medi- le reti di cooperazione euromediterranee miranti a faci-terranea con un mercato di 600-800 milioni di litare lo scambio di conoscenze (federazioni industriali,consumatori che, nel progetto iniziale, si sarebbe istituti economici, camere di commercio, banche, ecc.);dovuta realizzare entro il 2010 attraverso accordi la cooperazione in campo statistico;di associazioni euro-mediterranei e accordi com- la cooperazione tra la Società Civile (università, as-merciali tra i partner e l’Ue. Il principale strumen- sociazioni professionali, organismi non governativi).to finanziario dell’Unione all’interno del Pem è il Tuttavia, le premesse del progetto comunitarioProgramma Meda (Mesures d’accompagnements euro-mediterraneo sulle quali si è strutturato ilfinancières et techniques), istituito nel 1996. Al- Pem nel corso degli anni si sono rivelate debolitri aiuti di carattere finanziario provengono dal- e refrattarie all’attuazione. Nel 2000, infatti, nella Banca Europea per gli Investimenti (Bei), e in corso della Conferenza Ministeriale di Marsiglia,particolare dal FEMIP, il Fondo Euro-Mediterraneo le linee-guida della Dichiarazione di Barcellonadi Investimento e Partenariato. subiscono una battuta d’arresto.Il Partenariato nei settori sociale, culturale e uma- Nel 2004, l’Ue ha inaugurato la Politica Euro-no costituisce il terzo intervento del progetto di pea di Vicinato (Pev) che comprende sia i pa-
    • Loredana Orlando, Euro Mediterraneoesi dell’Europa orientale, rimasti esclusi dall’allar- tici, organizzazioni non governative e parti sociali.gamento, sia i paesi mediterranei. La Pev applicail modello bilaterale (a differenza del modello in- Sicurezzatergovernativo prospettato dal Pem che, di fatto, La cooperazione nel campo della sicurezza mirateviene relegato). alla creazione di fiducia, alla prevenzione e allaLa Politica Europea di Vicinato è un’iniziativa lan- risoluzione dei conflitti si sviluppa nell’ambito delciata dall’Ue nel 2003 a seguito dell’allargamento Dialogo Mediterraneo della Nato. Esso nasce nelrealizzato poi nel 2004. L’idea alla base della Pev 1994 da tre esigenze:è che sicurezza e stabilità della Ue sono legate a 1) la percezione del rischio derivante dallo svilup-quelle dei propri vicini dell’Est (Bielorussa, Moldo- po dell’estremismo islamico sulla sponda sud delva, Ucraina), del Caucaso (Armenia, Azerbaigian, Mediterraneo;Georgia), e del Sud (Algeria, Autorità Nazionale 2) la preoccupazione dei paesi dell’Europa meri-Palestinese, Egitto, Giordania, Israele, Libia, Liba- dionale di impegnare la Nato, in presenza di talino, Marocco, Siria, Tunisia). La dottrina di sicu- rischi, nelle regioni a sud;rezza dell’Ue del 2003 si propone di aiutare questi 3) la preoccupazione degli ambienti transatlanticipaesi a diventare “ben governati” beneficiando la di ridisegnare gli obiettivi dell’Alleanza.stessa Unione di una maggiore sicurezza dei rischi L’iniziativa del Dialogo Mediterraneo della Nato èche spesso provengono da questi paesi (instabilità stata presa dal Consiglio Atlantico del Nord nelpolitica, stati falliti, immigrazione irregolare, reti 1994. Essa comprende oggi sette paesi partner:terroristiche etc.). In tal senso l’Ue ha proposto Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Marocco, Mauri-a questi paesi una forma di cooperazione politi- tania e Tunisia. Le attività sono essenzialmente bi-ca e di integrazione economica. In cambio di una laterali (Nato+1), nonostante siano state progres-progressiva armonizzazione legislativa e regola- sivamente lanciate e incrementate alcune attivitàmentare con l’Ue, questi paesi ricevono assistenza multilaterali (Nato+7). Entrambi i livelli prevedo-finanziaria, la possibilità di partecipare ad alcuni no attività di consultazione, mentre quelle opera-aspetti del mercato unico e ad alcuni programmi tive hanno essenzialmente carattere bilaterale. Lecomunitari e la liberalizzazione degli scambi com- attività di consultazione bilaterale si svolgono conmerciali. La Pev si basa sui Piani d’Azione, docu- regolarità attraverso i canali diplomatici e servo-menti politici siglati tra Ue e singoli paesi vicini, in no a concordare i programmi di lavoro Nato+1.cui vengono elencate le priorità della cooperazione A livello multilaterale, un processo di consultazio-tra le due parti e le riforme che i paesi vicini devo- ne regolare avviene nell’ambito del Mediterrane-no attuare (al momento, per ragioni diverse, non an Cooperation Group che riunisce rappresentantiin tutti i paesi risultano in vigore i Piani d’Azione). diplomatici e stabilisce le linee del programma diL’attuazione dei Piani d’Azione si avvale dello Stru- lavoro Nato+7. Il Dialogo Mediterraneo si riuni-mento Europeo di Vicinato e Partenariato (Euro- sce a livello di vertici senza una cadenza precisa,pean Neighbourhood and Partnership Instrument, ma generalmente in concomitanza con le riunioniEnpi), con una dotazione di circa 12 miliardi di stesse della Nato. Le attività pratiche di coope-euro per il periodo 2007-2013 che finanzia anche razione nel campo della sicurezza contemplanola cooperazione con la Russia. Le aree di coopera- uno spettro molto ampio che va dai seminari, allezione della Pev sono le seguenti: esercitazioni e all’assistenza tecnica. Rilevante im-a) dialogo politico e riforme; portanza è attribuita alla partecipazione che alcunib) riforme economico-sociali e sviluppo; partner hanno realizzato nell’ambito di missioni dic) commercio, mercato e riforme delle dispo- pace della Nato. Dopo il primo summit nel 2003sizioni al fine di creare le condizioni per una gra- in Tunisia, il 5 ottobre 2012 si è svolto a Malta ilduale partecipazione di questi paesi al mercato Summit dei Capi di Stato e di Governo del Dialogounico come obiettivo di lungo periodo; Mediterraneo 5+5 (Italia, Francia, Spagna, Mal-d) giustizia e affari interni; ta, Portogallo; Marocco, Algeria, Libia, Tunisia ee) energia, trasporti, società dell’informazione Mauritania). Tra gli osservatori il presidente del-e ambiente; la Commissione Europea e il segretario genera-f) contatti tra persone (compresi quelli nei set- le dell’Unione Araba. I temi proposti: la lotta altori della scienza, tecnologia, cultura e istruzione). terrorismo; il rafforzamento della cooperazioneInoltre, la Pev si propone anche di sostenere la politica ed economica dopo la Primavera araba;democrazia istituendo un Fondo europeo per la l’attenzione ai flussi migratori.democrazia destinato a partiti politici democra- Nel 2007 la presidenza francese ha lanciato
    • Loredana Orlando, Euro Mediterraneoun’iniziativa nell’ambito della propria politica este- do, talvolta, i risultati di buona socializzazione chera di Union Méditerranéenne, rivolto ai soli paesi la diplomazia del Pem aveva raggiunto.dell’Europa del sud. L’opposizione a tale proget- Tuttavia, va osservato che la cooperazione mediter-to manifestata dagli altri paesi dell’Ue, Germa- ranea non si risolve nella sola UpM. Più in generale,nia in particolare, ha sortito l’effetto di riproporre resta l’organizzazione della cooperazione decentra-l’agenda comunitaria delle relazioni sostituendo il ta, in parte nella mani degli enti locali e della as-Pem con l’Unione per il Mediterraneo (UpM). sociazioni private, in parte nella mani della Com- missione Europea. La cooperazione decentrata si èL’UpM, è stato istituito il 13 luglio del 2008, a Pa- innestata alla base della società civile e vive di vitarigi, da un vertice dei Capi di Stato e di Governo, propria. Attualmente sono diverse le iniziative euro-comprendente i membri dell’Ue e la Commissione mediterranee a livello della società civile, di cui soloEuropea, i paesi già membri del Pem e un grup- una parte riceve appoggio e impulso da Bruxelles.po di nuovi membri (Bosnia-Erzegovina, Croazia,Montenegro e Principato di Monaco), per un totale La cooperazione sub-regionale nell’areadi 44 membri. La Lega Araba ha un ruolo di osser- mediterranea.vatore. Tuttavia, il programma di lavori dell’UpM è Gruppo dei 5+5 di cui fanno parte solo i paesi delstato sospeso in seguito alla crisi scatenata dall’in- Mediterraneo occidentale, sia della sponda nordvasione israeliana di Gaza nel dicembre del 2008, (Francia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna), siariprendendo solo nel 2010 il percorso istituzionale della sponda sud (Algeria, Libia, Marocco, Mauri-che ha portato alla nomina del Segretario Genera- tania, Tunisia). L’organizzazione, creata nel 1991le- perno operativo dell’UpM- e alla proclamazione su impulso francese e italiano, è riuscita a dar vitadel Segretariato che ha sede a Barcellona. a un dialogo significativo tra i paesi membri suLa struttura istituzionale dell’UpM prevede una co- questioni politiche, di sicurezza e militari.presidenza Ue e non-Ue della durata di due anni.Le attività sono promosse ed eseguite da un Se- Forum Mediterraneo per la Pace e lo Svilup-gretariato composto da un Segretario Generale po, stabilito nel 1994 dai paesi del Nord Africa e(Giordania) e da sei Segretari aggiunti (assegnati da quelli del Sud Europa.ad Autorità Nazionale Palestinese, Grecia, Israele,Italia, Malta e Turchia). La struttura prevede, inol- L’unione del Maghreb Arabo (Uma), attivo daltre, una conferenza al vertice dei Capi di Stato e 1989, che ha come membri Algeria, Libia, Marocco,di Governo ogni due anni, una conferenza dei mi- Mauritania e Tunisia. Tuttavia, la cooperazione pro-nistri degli Esteri ogni anno e una conferenza per- mossa dall’Uma non ha portato a un apprezzabile in-manente di Alti Funzionari. Un Comitato perma- cremento degli scambi economici tra i propri membri.nente congiunto di rappresentanti nazionali siede Nel contesto del Pem, la Ue, ha cercato di incorag-a Bruxelles e ha il compito di preparare il lavoro giare la creazione di zone di libero scambio tra singo-degli Alti Funzionari. li paesi mediterranei. Il risultato è stato l’Accordo diL’UpM a Parigi ha approvato un programma di la- Agadir per un’area di libero scambio tra Egitto, Gior-voro incentrato su sei priorità: dania, Marocco e Tunisia, entrato in vigore nel 2006.a) la lotta contro l’inquinamento del Mar Mediterraneo; Tuttavia, con l’UpM si è tornati a un approccio re-b) il potenziamento dei trasporti marittimi e terre- gionale che copre una regione più ampia dell’areastri nella regione; euro-mediterranea di libero scambio poiché includec) la creazione di un programma di protezione civile; anche i paesi balcanici affacciati sul Mediterraneo.d) le energie alternative; L’UpM procede sulla base di una serie di progettie) l’istruzione superiore e la ricerca (Euro-Medi- di ampia dimensione nei quali vi prendono parteterranean University, EMUNI); solo i paesi interessati. Di particolare interesse perf) la Mediterranean Business Development Initia- l’Italia, ad esempio, è la già citata Mediterraneantive, Mbdi (che riguarda in particolare le piccole e Business Development Initiative (Mbdi), incentratamedie imprese – Pmi). sullo sviluppo delle piccole e medie imprese (Pmi).Occorre sottolineare che mentre la Pev ha eredi- Obiettivo della Mbdi è, infatti, promuovere la cre-tato le attività bilaterali del Pem, l’UpM in linea di azione di posti di lavoro volta a sostenere la coe-principio dovrebbe ereditare quelle multilaterali. sione sociale e l’integrazione economica regionale.L’organizzazione intergovernativa come l’UpM per-mette, dunque, ai governi non-Ue di esprimere i Piano Solare Mediterraneo.loro interessi senza alcuna mediazione sacrifican- Una delle priorità proposte dall’UpM riguarda
    • Loredana Orlando, Euro Mediterraneol’energia. L’obiettivo è di accrescere l’offerta di Strategia è stata presentata al Vertice Mondia-energia proveniente dal Mediterraneo, contrasta- le sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg ere il cambiamento climatico e favorire il risparmio adottata nel 2005. La Strategia Mediterranea perenergetico. In particolare, il progetto proposto lo Sviluppo è strutturata attorno a quattro obiet-dall’UpM e non ancora entrato in fase di attuazio- tivi principali e a sette campi d’azione prioritari.ne mira a: Gli obiettivi sono: contribuire allo sviluppo econo-• ridurre le emissioni di gas serra; mico; ridurre le disparità sociali attraverso la rea-• stabilire un legame tra politiche energeti- lizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennioche e ambientali a livello regionale; delle Nazioni Unite e il rafforzamento dell’integra-• creare un mercato delle energie rinnova- zione culturale; modificare gli stili di produzionebili a sud del Mediterraneo al fine di rispondere e consumo e assicurare la gestione sostenibileai crescenti bisogni energetici che provengono da delle risorse naturali; migliorare la governance aquest’area. livello locale, nazionale e regionale.Il progetto comprende 165 iniziative di coopera- Quanto ai temi prioritari: gestione delle risorsezione nei settori del fotovoltaico (45% dei proget- idriche; energia e cambiamenti climatici; traspor-ti), dell’energia eolica (26%), del solare termico ti; turismo; sviluppo urbano; agricoltura; gestio-(26%) e, in proporzione minore, delle biomasse e ne del mare, aree costiere e risorse marine.del geotermico. L’obiettivo è di produrre 20GWattdi energia rinnovabile entro il 2020. La ripartizio- Nel novembre 2005 al vertice tenutosi in occasio-ne geografica dei progetti mostra che i principali ne del decimo anniversario del Pem, gli esponentipaesi coinvolti sono Marocco (33 progetti), Tunisia del Partenariato hanno rinnovato il loro impegno(29), Turchia (29) e, a seguire, Egitto e Giordania a intensificare gli sforzi per ridurre l’inquinamen-con 20 progetti rispettivamente. Tuttavia, sull’at- to del Mar Mediterraneo entro il 2020, nell’am-tuazione dei progetti pende l’insufficienza dei fi- bito dell’iniziativa denominata “Orizzonte 2020”.nanziamenti così come ammonito dal FEMIP. Tale iniziativa si fonda su quattro elementi: 1)Programma mediterraneo per le energie rinnova- sviluppo di progetti d’investimento per ridurrebili (Medrep). le principali fonti d’inquinamento nel settore in-Lanciato nel 2002 a Johannesburg da istituzioni dustriale, dei rifiuti urbani e delle acque reflue,governative e non della sponda nord e sud del Me- responsabili dell’80% dell’inquinamento nel marditerraneo, il Medrep propone: Mediterraneo; 2) misure di capacity building; 3)a) la fornitura di energia sostenibile con particola- trasferimento di esperienze; 4) sviluppo di indi-re riguardo alle popolazioni rurali; catori di monitoraggio. L’obiettivo di combattereb) il contrasto ai cambiamenti climatici attraverso l’inquinamento e di raggiungere adeguati stan-lo sviluppo delle energie rinnovabili prodotte e uti- dard ambientali nei mari attorno all’Ue è ribaditolizzate nella regione. dall’UpM e dalla Direttiva Quadro sulla StrategiaLa InfraMed Infrastructure è considerata uno dei Marina entrata in vigore nel 2008. Quest’ultimapiù importanti fondi d’investimento di lungo termi- richiama l’importanza di un coordinamento piùne nella regione mediterranea: è volto a favorire forte tra i paesi membri costieri e i loro vicini. Alo sviluppo urbano sostenibile e l’attuazione del tale proposito, l’iniziativa “Orizzonte 2020” vienePiano Solare Mediterraneo. L’Italia figura tra i pae- vista come un importante elemento catalizzatoresi finanziatori con la Cassa depositi e prestiti italia- per coordinare e dare nuovo impulso ai program-na. Il capitale iniziale del fondo è di 380 milioni di mi di tutela ambientale in ambito mediterraneo,euro, incluso un contributo di 50 milioni di euro da grazie al suo approccio integrato che affronta leparte della Bei. Il fondo prevede l’intervento di al- priorità ambientali nel loro insieme e al coinvol-tri investitori, anche esterni alla regione mediter- gimento di una pluralità di parti interessate (isti-ranea, come i paesi del Consiglio di cooperazione tuzioni internazionali, ONG, istituzioni finanziarie,del Golfo (Ccg) e la Cina. L’istituzione di InfraMed autorità locali). Il lancio dell’UpM ha dato nuovoInfrastructure è stata accolta come un notevole impulso anche a “Orizzonte 2020”: infatti l’obiet-passo in avanti nel quadro della cooperazione set- tivo di disinquinare il Mediterraneo è incluso tra itoriale lanciata dall’UpM. temi prioritari dell’UpM.Priorità ambientali nel Mediterraneo Fonte: Osservatorio di Politica Internazionale.Le priorità ambientali sono definite nella Strate- Bilancio e prospettive della cooperazione euro-gia Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile. Tale mediterranea (giugno 2010).