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05 Paolo Lessio, Processo civile telematico
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05 Paolo Lessio, Processo civile telematico

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Transcript

  • 1. PROCESSO CIVILE TELEMATICO  IL MODELLO MILANESE 
      • L'ARCHITETTURA DEL SISTEMA E I FLUSSI INFORMATIZZATI
  • 2. LA RETE
    • L’interazione a distanza tra operatori del processo civile è consentita dalla esistenza della Rete Unica della Giustizia (RUG), nella quale è integrato il sistema informatico civile (SICI)
    •  La RUG è “attestata” sulla Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione (RUPA)
    •  Le transazioni da e per il mondo della giustizia sono veicolate tramite il centro firewall di Napoli (Centro di Gestione dell’Amministrazione), presidio della RUG, per garantire la rete da intrusioni, attacchi a mezzo di virus ed altri malicious code
    •  Le regole RUPA esigono che ciascuna amministrazione di doti di un unico punto di interfaccia per il proprio dominio (deve esservi un’unica “porta” d’accesso)
    •  Le trasmissioni di dati e documenti di PCT, interne all’ambito giudiziario (tra uffici giudiz., tra uffici e UNEP), utilizzeranno esclusivamente RUG; il gestore centrale di PCT utilizza l’infrastruttura tecnologica della RUPA per le comunicazioni con l’esterno del dominio giustizia
  • 3.  
  • 4.  
  • 5. SOGGETTI ABILITATI
    • tutti i soggetti abilitati all'utilizzo dei servizi di consultazione di informazioni e trasmissione di documenti informatici relativi al processo. In particolare si intende per:
    • soggetti abilitati esterni privati: i difensori delle parti private, gli avvocati iscritti negli elenchi speciali, gli esperti e gli ausiliari del giudice.
    • soggetti abilitati esterni pubblici: gli avvocati, i procuratori dello Stato e gli altri dipendenti di amministrazioni statali.
    • soggetti abilitati esterni: i soggetti abilitati esterni privati e i soggetti abilitati esterni pubblici.
    • soggetti abilitati interni: i magistrati, il personale degli uffici giudiziari e degli UNEP
  • 6. IL PUNTO D’ACCESSO
    • Permette l’inserimento nel circuito processuale; provider gestito da un soggetto pubblico (Ordine professionale) o da società private con certi requisiti;
    • Costituisce un canale sicuro per lo scambio con il gestore centrale
    • Avvocatura dello Stato ed enti pubblici avranno propri punti di accesso
    • Requisiti tecnici (art. 30 Regole: crittografia, 14 ore di funzionamento al giorno, back up giornaliero, giornale di controllo, manuale operativo…)
    • Obblighi particolari per chi intenda costituire un PdA (garanzie di affidabilità organizzativa e tecnica, art. 32 Regole); manuale operativo (art. 33 Regole), piano per la sicurezza (art. 34 Regole) e giornale di controllo (art. 35 Regole)
    • Servizi: consentire la consultazione del SICI e la trasmissione degli atti; autenticare e certificare i difensori; controllare assenza di virus, conservare i messaggi trasmessi, distribuire il SW fornito attraverso prototipi dal Ministero; fornire caselle di posta elettronica certificata agli utenti, esclusivamente dedicata ai servizi di PCT (art. 11 e segg. Regole)
  • 7.
    • Il gestore centrale è il punto unico di interazione, a livello nazionale, tra il SICI ed i soggetti abilitati esterni.
    • 2. Il gestore centrale è attivo presso il Ministero della giustizia.
    • Il Gestore Centrale permette lo scambio delle trasmissioni tra gli uffici giudiziari, appartenenti al Dominio giustizia, e gli utenti esterni, per fornire a questi ultimi la consultazione del sistema informatico civile e la trasmissione telematica degli atti. I servizi erogati dal Gestore Centrale sono: 1. inoltro dei documenti al GL; 2. apposizione dell’attestazione temporale ai documenti informatici per il controllo dei termini processuali; 3. antivirus; 4. conservazione di una copia cifrata dei messaggi inviati e ricevuti, da trasmettere mensilmente ad apposito centro ministeriale, che ne assicura l’archiviazione per almeno cinque anni; 5. consultazione dei dati (controllo dello stato delle notifiche) 6. gestione del registro generale degli indirizzi elettronici attivati da tutti i punti d’accesso.
    IL GESTORE CENTRALE
  • 8.
    • 1. Il gestore locale è parte del sistema informativo dell'ufficio giudiziario e dell'UNEP, come definito nel decreto ministeriale del 24 maggio 2001, e rispetta i requisiti tecnici ed organizzativi definiti in tale ambito.
    • 2. I gestori locali sono attivi presso le sale server dove sono gestiti i sistemi informativi degli uffici giudiziari e degli UNEP.
    • Gestore Locale , ossia l'insieme di tutti i servizi applicativi del Processo Telematico esposti sia verso il Gestore Centrale sia verso i soggetti abilitati ed i sistemi interni. In particolare all'interno di questa componente vengono realizzati tutti i sottosistemi per:
    • la gestione delle fasi di controllo e accettazione dell'atto di parte;
    • l'invio di eventuali eccezioni al mittente;
    • la gestione dei diritti di visibilità sui dati;
    • l'invio dei biglietti di cancelleria.
    • Il Gestore Locale gestisce, infine, l'interfacciamento tra il Repository Documentale (la base dati documentale, contenente tra l'altro il fascicolo informatico) e il SICC (gestione registri del Contenzioso Civile) per tutto ciò che concerne le operazioni a disposizione dei soggetti abilitati interni. L'operatore di cancelleria e il magistrato si interfacciano alle funzionalità del Processo Telematico attraverso l'applicativo SICC. Le evoluzioni del SICC permetteranno infatti l'accesso al fascicolo informatico non più solo come storico degli eventi, ma anche nel merito del contenuto degli atti di parte. Il cancelliere, in particolare, potrà intervenire, attraverso componenti specifiche previste dalle evoluzioni del SICC, per gestire le eventuali situazioni di eccezione che si possono verificare in fase di ricezione, controllo e accettazione degli atti di parte.
    IL GESTORE LOCALE
  • 9.
    • versione informatica del fascicolo d’ufficio, contenente gli atti del processo come documenti informatici, ovvero le copie informatiche dei medesimi atti, qualora siano stati depositati su supporto cartaceo
    IL FASCICOLO INFORMATICO
  • 10. LE FUNZIONI: DEPOSITO ATTO
    • Predisposizione mediante utilizzo dell’apposito sistema di redazione (redattore)
    • Apposizione di firma elettronica
    • Gli uffici giud. sono dotati di chiave e certificati di cifratura, per consentire che gli atti depositati vengano cifrati presso la postazione dell’avvocato con il certificato pubblico dell’ufficio giud. e che solo quest’ultimo possa decifrarli e leggerli
    • 3. Spedizione in modalità asincrona ( SimpleMailTransferProtocol )
    • Passaggio del documento tramite il punto d’accesso (per la verifica dell’identità e delle credenziali dell’avvocato) ed il gestore centrale (per l’apposizione della marcatura temporale e l’acquisizione di una copia)
    • 4. Ricezione presso la sede giudiziaria
    • In caso di accettazione, trasmissione di una comunicazione di ricevuta alla casella di posta elettronica certificata dell’avvocato
  • 11. LE FUNZIONI: CONSULTAZIONE
    • Autenticazione dell’avvocato
    • la sua smart card contiene il certificato per la firma elettronica e il certificato di autenticazione, ciascuno con un proprio PIN
    • Accesso in modalità sincrona ai dati del registro e del fascicolo
    • 1. Giudice assegnatario
    • 2. Scadenze
    • 3. Data udienza
    • 4. Documenti
  • 12. L’infrastruttura di interoperabilità Una visione geografica
    • Alta sicurezza dei canali e delle comunicazioni
    • Esternalizzazione dei PdA e dei software
    FONTE: Ing. Giulio Borsari DGSIA
  • 13. L’infrastruttura di interoperabilità PolisWeb: il sito nazionale di Napoli FONTE: Ing. Giulio Borsari DGSIA
  • 14. L’infrastruttura di interoperabilità Il processo civile telematico: le scelte di base
    • Nessun intervento sulla legislazione primaria
    • Sperimentazione e diffusione graduale (su base geografica e tematica)
    • Trasmissione di documenti e dati : gli atti sono accompagnati da documenti strutturati che contengono dati
    • Massima sicurezza e privacy : autenticazione forte, criptazione dei canali e dei depositi, …
    • Adozione di standard tecnologici per abilitare interoperabilità application-to-application
    • Esternalizzazione dei servizi agli utenti esterni
  • 15. L’infrastruttura di interoperabilità Il processo civile telematico: il flusso di deposito SICI Gestore locale Gestore centrale CPECPT Autenticazione SSL3 SSL3 SSL3 Punto di accesso Certificazione del difensore FONTE: Ing. Giulio Borsari DGSIA
  • 16. L’infrastruttura di interoperabilità Il processo civile telematico: l’accettazione dell’atto Ing. Giulio Borsari DGSIA FONTE: Ing. Giulio Borsari DGSIA
  • 17. L’infrastruttura di interoperabilità Il processo civile telematico: l’esito di deposito SICI Gestore locale Gestore centrale CPECPT Autenticazione SSL3 SSL3 SSL3 Punto di accesso N°R.G. FONTE: Ing. Giulio Borsari DGSIA Repository documentale
  • 18. L’infrastruttura di interoperabilità Il processo civile telematico: la notifica telematica SICI Gestore locale Gestore centrale CPECPT Autenticazione SSL3 SSL3 SSL3 Punto di accesso Ing. Giulio Borsari DGSIA FONTE: Ing. Giulio Borsari DGSIA Repository documentale

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