5 APERTURA  DEL MERCATO                                                  Un satellite per “beccare”                       ...
apertura                                                                         di Mario Saporiti        del mercato     ...
apertura del mercato                                                                                           Se pensiamo...
apertura del mercato   a cura di Paola Fiore       Non “sparate” sulle pmi   «Dobbiamo rilevare che il Governo si è mosso ...
apertura del mercatotivi forte, le imprese interessate alle politiche ambientali, e dunque      classe politica, a livello...
apertura del mercato   a cura di Caterina Clerici      È una vera politica      di liberalizzazione?    Da un’indagine di ...
apertura del mercatobollette “più elettriche” d’Eu-                                                                       ...
apertura del mercato   a cura di Paola Fiore       Le valutazioni dell’Authority    «È proprio nei settori più recentement...
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Il Corriere delle Opere - Speciale Public Utilities e Ambiente 2007
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Il Corriere delle Opere - Speciale Public Utilities - Ambiente 2007. Contributi in Redazione: Paola Fiore.

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  1. 1. 5 APERTURA DEL MERCATO Un satellite per “beccare” chi inquina Una chance per migliorare il proprio s ommario Efficienza e risparmio: chiavi per Se manca bilancio energetico lo sviluppo energetico la libertà di scelta L’efficienza energetica di Mario Saporiti prima di tutto Ci pensa Greenvision 90 MOBILITÀ Non “sparate” sulle pmi a cura di Bettina Gamba SOSTENIBILE a cura di Paola Fiore A prova di energia Il leader del biogas Un’azienda È una vera politica a cura di Paola Fiore a cura di Caterina Clerici per il nostro futuro di liberalizzazione? Sistema Navigli: L’ultima generazione a cura di Caterina Clerici geotermia di pannelli fotovoltaici Gasolio “bianco” Le valutazioni e risparmio energetico a cura di Marta Botto contro l’inquinamento dell’Authority a cura di Paola Fiore I nuovi incetivi a cura di Paola Fiore da mettere “in conto” 96 NUOVE REGOLE 50 RIFIUTI di Alessio Adami Liberalizzazione16 MUNICIPALIZZATE No all’uso indiscriminato Come coltivare il legno e sicurezza Ecco il “mio” Codice delle discariche e produrre energia di Valerio Dabove a cura di Paola Fiore a cura di Paola Fiore Impariamo dai tedeschi Come smaltire meglio? a cura di Paola Fiore a cura di Paola Fiore Una rete Un termovalorizzatore per il consumatore da Oscar a cura di Arcangelo Berra a cura di Caterina Clerici Tecnologia e innovazione28 EUROPA al servizio di recupero Infrastrutture e trasporti e riciclo Un gap tutto italiano a cura di Arcangelo Berra da sanare Recupero energetico a cura di Paola Fiore per lo sviluppo sostenibile32 ENTI LOCALI 62 FONTI RINNOVABILI Un sistema integrato Fare business per l’eccellenza con le “alternative” a cura di Paola Fiore a cura di Bettina Gamba Emissioni nocive: Che vento tira in Italia? scatta il piano Lombardia a cura di Caterina Clerici a cura di Paola Fiore Corriere delle Opere Speciale Public Utilities - AmbienteSupplemento al Corriere delle Opere COORDINAMENTO REDAZIONALE - INDIRIZZO INTERNET STAMPAAnno XXII - n. 2 - Marzo 2007 Bettina Gamba www.globecomunicazione.it Tiber srl - via della Volta 179Registrazione Tribunale di Milano e-mail: info@globecomunicazione.it 25124 Brescia (Italia)n. 505 del 27 settembre 1986 REDAZIONE - Arcangelo Berra, Marta Botto,Iscrizione al Registro degli operatori Paola Fiore EDITORE PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONEdi comunicazione n. 7521 Globe Comunicazione srl Francesca Minniti, Massimo La Tona SEGRETARIA DI REDAZIONE - Francesca Glanzer via Legnone 4 - 20158 MilanoDIRETTORE RESPONSABILE - Gianluigi Da Rold DISTRIBUZIONE DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE PUBBLICITÀ Parrini & C. SpA - MilanoCONDIRETTORE - Davide Bartesaghi 20158 Milano - via Legnone 4 Antonello Corrado Tel. 026901341 - Fax 0269013444 Alberto Delli Santi Percentuale di pubblicità 25%CAPOREDATTORE - Dario Vascellaro Emanuele Nespoli Speciale Public Utilities - Ambiente 3
  2. 2. apertura di Mario Saporiti del mercato IN QUESTE PAGINE ✍ Non “sparate” 8 sulle pmi È una vera politica 10 di liberalizzazione?Se manca Le valutazioni 12 dell’Authorityla libertà di scelta ffrontare seriamente il tema della libertà di scelta nelleSi può veramenteparlare, oggi, in Italia,di un mercato liberodell’energia elettrica edel gas? Mario Saporiti A public utilities è cosa interessante e oltremodo urgente, in quanto si scoprirebbe che nel nostro Paese tale libertà è più conclamata che reale, più sbandierata che effettiva.presidente di Utilità Questo dato è molto evidente nel settore energetico (gas edspa, società produttrice energia elettrica) e nello specifico nel mercato libero a cui pos-e fornitrice di energia sono rivolgersi le aziende e in particolare quelle medio-piccole,elettrica e gas, in vale a dire il tessuto che dà più consistenza all’economia italia-questo articolo analizzal’attuale scenario na, così come da tutti ormai riconosciuto. Guardiamo il mercato libero dell’energia elettrica: secondo le Speciale Public Utilities - Ambiente 5
  3. 3. apertura del mercato Se pensiamo che, secondo quanto scritto a suo tem- po dal Sole-24 Ore, in Italia la differenza tra i costi di produzione e il prezzo di vendita finale è la più alta d’Europa, appare chiaro che la libertà di scelta nel libero mercato dell’energia elettrica è ancora una chi- mera: si può in effetti scegliere, ma tra “uguali”, quin- di non si sceglie. Il mercato del gas è ancora più “ingessato”, e questo stato di fatto è addirittura noto all’Antitrust che, dopo aver sanzionato Eni per abuso di posizione dominante, ha “costretto” il cane a sei zampe a fare una proposta di cessione di 1,5/2 miliardi di metri cubi di gas con procedura pubblica, proposta che verrà valutata dall’Antitrust nei prossimi mesi. Il prezzo del gas per l’utente finale industriale è cre- sciuto negli ultimi anni in modo esponenziale: più 16 per cento nel 2005, più 22 per cento nel 2006 e nel 2007 dovrebbe salire ancora, secondo le stime, del 9 per cento. Qui gli operatori/importatori sono ancora meno numerosi che nell’elettrico: di fatto solo tre società hanno la disponibilità effettiva del gas, con Eni in posizione assolutamente dominante. Va da sé che parlare di libertà di scelta, in tale situa- zione, è pleonastico se non ridicolo: le società di ven- dita si scannano sui clienti finali con margini irrisori e per un prezzo che per l’utente finale inizia a essere insopportabile. I margini veri ovviamente ci sono, ma rimangono in capo (ma meglio sarebbe dire in ✒ Mario Saporiti, presidente di Utilità spa tasca) a chi importa gas dall’estero. Un’attività que- sta, è bene dirlo per chiarezza, non alla portata di chiunque per via dei contratti alla fonte, proibitivi proiezioni fatte dagli analisti, nel 2007 il costo per l’utente fina- fino al fatto di non essere neanche ricevuti dai rappresentanti dei le industriale subirà un aumento del 10 per cento rispetto al produttori, e per il vincolo del trasporto fisico dei metanodotti, 2006. Motivo ufficiale: l’aumento delle materie prime per pro- già saturi con i contratti a lungo termine esistenti. Ben vengano durla (gas, petrolio ec.) che importiamo dall’estero. dunque i rigassificatori di cui si parla in questi giorni e il previ- Di fatto il prezzo per il 2007 si è formato a ottobre scorso con la sto potenziamento dei gasdotti esistenti. Fino a quando non messa all’asta di 1.000 mw da parte dell’Enel a 73 Euro a mwh, saranno operative queste nuove infrastrutture la libertà di scelta quasi il 15 per cento in più del prezzo dell’asta svoltasi nello per l’utente finale può avvenire a una sola condizione: minori stesso periodo di un anno prima per il mercato del 2006. Tutti margini (che resterebbero comunque alti) per il “Principe”. Una gli altri operatori si sono adeguati a tale prezzo di vendita, nes- possibile novità, questa, difficile da prevedere a breve. suno ha potuto dire nulla e l’utente finale ha dovuto accettare In questo scenario, per forza di cose sintetico ma realistico e offerte e firmare contratti con gli aumenti di cui sopra. L’Enel vero, una cosa appare certa: occorre creare le condizioni per una dunque ha fatto il mercato, gli altri operatori, in verità non più reale libertà di scelta perché tali condizioni oggi non esistono. di una decina, hanno seguito l’onda e le aziende si sono trovate Esiste una legislazione che sulla carta permette quello che la a “scegliere” tra offerte differenti tra loro di alcune piccole vec- realtà dei fatti nega in modo evidente. chie lire a kwh. E lo nega certamente per motivi strutturali, che si stanno ini- Tra i (pochi) produttori/venditori la vicenda è stata vissuta come ziando ad affrontare, ma, soprattutto, per motivi che oggi sono una piacevole sorpresa: poter vendere con margini di guadagno legati alla massimizzazione dei profitti da parte di chi, in attesa impensabili fino a pochi giorni prima non era infatti nelle loro dello “sbottigliamento” che verrà, ci pare abbia un concetto di previsioni. Ci sono state in verità alcune rare eccezioni, che però “bene comune” inteso solo come bene (tasche) dei propri azio- non hanno cambiato questo trend. nisti. E che l’utente finale si arrangi come può. ❙ 6 Speciale Public Utilities - Ambiente
  4. 4. apertura del mercato a cura di Paola Fiore Non “sparate” sulle pmi «Dobbiamo rilevare che il Governo si è mosso nel campo del riordino delle normative ambientali, dando l’idea di un intento punitivo, quasi senza rendersi conto di quanto alcune norme che si vogliono modificare, come quelle previste per la tutela delle acque e lo smaltimento dei rifiuti, penalizzino la grande maggioranza delle nostre micro e piccole imprese». A parlare è Massimo Calearo, presidente Associazione industriali della Provincia di Vicenza Presidente Calearo, qual è l’approccio di Confindustria va certamente a un dosaggio dei due strumenti che lei cita, in cui nei confronti dei temi ambientali ed energetici dal punto di un incentivo premiante ma volontario sia la componente preva- vista del sistema legislativo, che in materia di ambiente ed lente. Il sistema ha investito molto sulla promozione dei sistemi energia prevede norme cogenti, ovvero una visione di tipo volontari. Il protocollo di intesa tra Confindustia e ministero del- “command and control”, e accordi volontari che spingono le l’Ambiente, così come quello tra Confindustria Veneto e Regione pmi ad adempiere alle leggi sull’inquinamento e a cercare il Veneto, ne sono una dimostrazione. Figli di questi protocolli sono miglioramento continuo delle prestazioni ambientali ed ener- i progetti che avviano il percorso verso la certificazione ambienta- getiche? le di settori strategici come quelli della concia, delle cave, della «Direi che occorre distinguere due piani. In termini generali, la lavorazione di materiali plastici e del legno o dell’industria mecca- politica ambientale e quella energetica, che non possiamo ridurre nica con lavorazioni galvaniche». soltanto alla parte normativa, ma che comprende anche le misure attive di promozione del mercato e della concorrenza, entrambe Quale atteggiamento osserva nelle imprese verso le poli- leve utili a quello che Confindustria definisce come il necessario tiche ambientali che mirano a ottenere la certificazione di un nuovo Patto per la produttività. Nell’immediato tuttavia dobbiamo sistema di gestione ambientale? rilevare che il Governo si è mosso nel campo del riordino delle «Contrariamente a quello che pensa una certa retorica anti-indu- normative ambientali, dando l’idea di un intento punitivo, quasi striale, nelle imprese c’è interesse verso questo tipo di certificazio- senza rendersi conto di quanto alcune norme che si vogliono ne. Quelle che hanno concluso o stanno concludendo l’iter per modificare, come quelle previste per la tutela delle acque e lo smal- ottenerla sono numerose. Molto più numerose sono però le impre- timento dei rifiuti, penalizzino la grande maggioranza delle nostre se che aspettano di conoscere quali sistemi premianti saranno micro e piccole imprese. Se vogliamo incentivare soluzioni di effi- adottati. Su questo aspetto, decisivo per un’azienda, chi non si è cienza energetica, la via non può essere quella dell’asfissiante pres- ancora deciso, in realtà, è la politica. Governo e Parlamento devo- sione amministrativa. In questo senso, la preferenza delle imprese no fare chiarezza al più presto. Se costruiamo un sistema di incen-8 Speciale Public Utilities - Ambiente
  5. 5. apertura del mercatotivi forte, le imprese interessate alle politiche ambientali, e dunque classe politica, a livello nazionale e locale, non è in grado di impor-a questo tipo di certificazioni, saranno ancora più numerose di re decisioni. “Non nel mio giardino”: è questo il veto che arrestaoggi». ogni cosa. La combinazione di lungaggini amministrative e dei tan- ti comitati si traduce nel fatto che il sistema produttivo perde mol- Quante sono le aziende aderenti a Confindustria che han- te opportunità».no ottenuto la registrazione comunitaria Emas II e quantequelle che hanno raggiunto la certificazione di un Sistema di Quali i casi di eccellenza in Italia per la ricerca e l’inno-gestione ambientale secondo la norma internazionale Iso vazione tecnologica nei comparti dell’ambiente e delle energie14001/2004? rinnovabili?«Nel Veneto, esistono a oggi 35 siti con la certificazione Emas, set- «Le cito un caso, che appartiene proprio al nostro territorio: late di questi nella provincia di Vicenza. Per quanto riguarda la nor- gestione del ciclo integrato dell’acqua ad Arzignano, terra dima Iso Edizione 2004, i 411 sistemi di gestione certificati del 2005 concia. Questo è un esempio di come una legge (quella sul ciclosono diventati 815 nel 2006. Nella provincia di Vicenza se ne cen- integrato dell’acqua) possa catalizzare azioni virtuose, da partesiscono oltre 170. I settori sono variegati: si va dall’alimentare alla delle aziende e degli enti locali, anziché frenare lo sviluppo del-meccanica e metallurgia, dalla chimica ai servizi pubblici». le imprese». Riguardo la marcatura ambientale di prodotto, quali sono Presidente Calearo, in Italia il mercato delle public utili-le imprese associate che si sono avvalse di uno dei tre sistemi ties può dirsi competitivo?previsti, vale a dire l’etichettatura ambientale europea Ecola- «Nel settore delle public utilities il nostro Paese ha accumulatobel, la dichiarazione ambientale di prodotto Edp e la certifica- parecchi ritardi, che peraltro l’attuale maggioranza non sembra inzione ambientale auto dichiarata dello standard internaziona- grado di farci recuperare del tutto. Il problema è duplice: da unle Iso 14020? lato, il privato è un attore a oggi escluso dal settore dell’acqua e«In questo caso il problema è la definizione degli standard. Lad- progressivamente dallo smaltimento dei rifiuti. Tutto il sistemadove si è già provveduto, vi sono alcuni esempi nel settore cartie- dipende da un comparto pubblico che però non riesce nemmenoro o alberghiero di utilizzo dell’etichettatura Ecolabel. Altri settori a dotarsi degli impianti necessari. D’altra parte, ci sono casi in cuiattendono ancora di definire gli standard. Per restare a un settore la gestione privatistica di società a capitale pubblico dei servizi haimportante nel vicentino, posso dire che per la concia sono allo riprodotto i vizi del pubblico. Il risultato è che i costi per le impre-studio progetti mirati a ottenere la certificazione del prodotto». se restano alti, con grave danno per la loro competitività». Con il VII Programma Qua- Qual è il parere di Confin-dro di Ricerca e Sviluppo Tecnolo- dustria nei confronti della politi-gico Pqrst dell’Unione europea le ca ambientale del Governo? Qua-imprese italiane saranno in grado li sono le vostre attese per il com-di sfruttare i benefici offerti dai parto ambiente energia?finanziamenti comunitari o saran- «Le aspettative sono scarse, perchéno necessari ulteriori aiuti econo- i segnali sono preoccupanti. Glimici a livello nazionale, per soste- interventi dei primi mesi di vita delnere ricerca, innovazione e compe- Governo su questa materia sonotitività delle pmi nel settore delle stati all’insegna di una visione ideo-nuove tecnologie ambientali ed logica dei problemi dell’ambiente eenergetiche? del territorio. Se prevale la visione«Naturalmente in questo campo il ideologica dell’ecologismo, anzichéricorso ai finanziamenti europei aiu- il pragmatismo di un Bersani cheta, ma non risolve il problema di una almeno si impegna per i rigassifica-burocrazia pubblica italiana, che tori, allora non c’è niente di buonoallunga i tempi e rende più difficile da aspettarsi per il futuro. In questaalle imprese il dare applicazione pra- situazione, la speranza delle impre-tica ai progetti europei. Il tutto si se è l’Europa, perché le normeriflette anche in un ritardo del siste- europee tutelano le aziende dalma Paese su alcune importanti filie- rischio di azioni politiche, condottere, dallo smaltimento di rifiuti alla con un intento punitivo verso le ✒ Massimo Calearo, presidente Associazione industriali dellacostruzione di termovalorizzatori. La Provincia di Vicenza imprese». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 9
  6. 6. apertura del mercato a cura di Caterina Clerici È una vera politica di liberalizzazione? Da un’indagine di Confartigianato, associazione che riunisce 521 mila piccole imprese, emerge che la maggior parte di aziende con meno di 20 dipendenti chiede all’attuale maggioranza in carica energia e gas più liberi. Partendo da questo “campanello di allarme” approfondiamo il tema con Marco Pigni, che in Confartigianato si occupa di ambiente e public utilities he cosa chiedono le 521 mila imprese aderenti a Con- ostacolano uno sviluppo serio del Paese soprattutto in settori C fartigianato? Da una ricerca condotta dall’Associazione su un campione di aziende italiane con meno di 20 addetti, risulta che oltre il 70 per cento di queste si aspetta dal strategici quali l’energia. Queste percentuali, segnalate dall’inchiesta di Confartigianato, fanno trapelare un ultimo dubbio: si sta veramente perseguendo Governo in carica migliori incentivi per la propria attività, in par- una politica di liberalizzazione dei mercati dell’energia o, in que- ticolare energia e gas più liberi e di conseguenza meno costosi. I sto turbine di regolamenti, gli unici a essere liberalizzati sono piccoli imprenditori inoltre - sempre secondo quest’indagine - si taxisti, benzinai ed estetiste? Al quesito risponde ancora Guerri- dimostrano alquanto scettici di fronte ai nuovi provvedimenti ni: «Non sono di certo queste le categorie sociali che, una volta adottati dalla attuale maggioranza: due imprenditori su tre sono liberalizzate, incideranno sulle condizioni di maggiore concor- convinti che in futuro cresceranno i privilegi di politici e dirigenti renza del nostro Paese». E continua: «Bisogna avere il coraggio di pubblici e che non vi saranno miglioramenti anche per quanto aggredire i veri grandi settori protetti che oggi pesano sull’eco- riguarda il funzionamento di Regioni, Province e Comuni. «La nomia italiana con una “tassa da scarsa concorrenza” pari a 7,8 Finanziaria» ha commentato Giorgio Guerrini, presidente di miliardi di euro l’anno: energia, servizi pubblici locali, servizi Confartigianato «non ha contribuito a rafforzare la fiducia dei bancari e assicurativi». piccoli imprenditori». Troppi vincoli e laccioli burocratici che Un primato negativo, tutto made in Italy, è infatti quello delle10 Speciale Public Utilities - Ambiente
  7. 7. apertura del mercatobollette “più elettriche” d’Eu- essere proprio la posizioneropa: una piccola azienda ita- dominante degli operatori diliana paga novemila euro in «Bisogna avere il coraggio di gas ed elettricità. Questi possie-più all’anno di energia elettri- aggredire i veri grandi settori dono tutte le infrastrutture dica rispetto a un competitor protetti che oggi pesano approvvigionamento per l’af-europeo. flusso di energia in Italia. Scor-Dopo le accese dichiarazioni sull’economia italiana con una porare la proprietà tra chi pos-rilasciate dal presidente Gior- “tassa da scarsa concorrenza” pari siede tali infrastrutture e i sog-gio Guerrini, abbiamo voluto getti che invece si occupano dicoinvolgere in questo dibattito, a 7,8 miliardi di euro l’anno: produzione, importazione, oassolutamente attuale per la energia, servizi pubblici locali, vendita del bene gas, rappre-piccola e media impresa italia- senterebbe, secondo Pigni, unna, Marco Pigni, che in Confar- servizi bancari e assicurativi» passaggio di fondamentaletigianato si occupa di ambiente importanza. «Se si elimina que-e public utilities. Secondo Pigni sta integrazione verticale,l’innegabile gap tra imprese ita- aumenta la capacità di concor-liane ed europee in materia energetica, non può più essere tra- renza tra più operatori nella filiera del gas. Un arbitro imparzialescurato. Quella che si è effettuata finora nel Belpaese è un tipo di quale il proprietario-gestore di infrastrutture strategiche, nonliberalizzazione «alla rovescia», in cui si assiste da un lato alla collegato con l’operatore, garantirebbe infatti una maggioretotale apertura della domanda e dall’altro a un’offerta che ormai equità di accesso, e quindi di tariffe, impedendo di creare barrie-rimane ingessata. L’obiettivo che si realizza a questo punto è asso- re o vincoli contrattuali alla capacità di accesso di importazionelutamente opposto allo scopo a cui si voleva puntare. Alla base di e rendendo più efficiente l’anello della catena d’approvvigiona-queste considerazioni c’è un dato, ormai assodato: nel 2006 - mento. In un secondo momento, poi, ci vorrebbe che questa effi-rispetto all’anno 1999-2000, data in cui i percorsi di liberalizza- cienza venisse distribuita tra chi si assumesse il rischio di inter-zione hanno cominciato a muovere i primi passi - i prezzi finali mediazione e il cliente finale e non rimanesse tutta all’interme-per i consumatori (ad esempio i piccoli imprenditori) sono sali- diatore. Non è automatico che questo percorso porti a un rispar-ti, pur essendosi formalmente ampliata la possibilità di buttarsi mio effettivo in bolletta, ma è una condizione necessaria per l’ef-sul libero mercato. Si può allora parlare di vera concorrenza se ficienza».l’imprenditore non trae alcun vantaggio dal “pacchetto liberaliz-zazioni”? Che libertà di scelta esercita il consumatore - visto che I consorziliberalizzare vuol dire aumentare la libertà - se gli viene a man- Aumentare il potere d’acquisto è uno degli scopi principali deicare il frutto che una seria concorrenza fa nascere? «I prezzi non gruppi consortili, organizzati a livello regionale all’interno delsono lievitati solo per il caro petrolio» ci tiene a precisare Marco sistema di Confartigianato, ma anche da altre associazioni diPigni «o per motivi di ordinaria inflazione, bensì per scorretto categoria. Al termine della catena di fornitura occorre, infatti,funzionamento a monte del mercato e per comportamenti anti- una maggior organizzazione per gestire al meglio le partite di ser-concorrenziali degli operatori». vizi energetici. I consorzi sono centri di competenza e accompagnano il con-Come venirne fuori sumatore attraverso le strutture territoriali associate a Confarti-Aiutare le imprese a individuare i fornitori più convenienti. gianato. Spiega Pigni: «Una piccola impresa viene così aiutata aQuesta è una delle soluzioni che Confartigianato propone: for- selezionare l’offerta di fornitura più conveniente, valutata anchenitori in grado di offrire un servizio e un prezzo del kilowatto- a partire dal livello di qualità e affidabilità del fornitore, e orien-ra al metro cubo del gas effettivamente più basso per il consu- tandola a un migliore approvvigionamento».matore finale. In alcuni casi, poi, è possibile che l’imprenditore tenti di gesti-«La priorità di chi fa politica dovrebbe essere quella di lavorare re in proprio «la partita di energia», trasformandosi così daper ridurre i poteri dominanti all’interno dei mercati e sviluppa- consumatore ad autoproduttore. «Le pmi potranno così diven-re un sistema concorrenziale vero», continua Pigni: «È necessa- tare dei centri di competenza ed erogazione di servizi verso unaria una pluralità di operatori e fornitori che possano avere la stes- categoria limitata» continua Pigni «dove ad esempio è possibi-sa simmetria informativa per poter poi compiere offerte mirate e le acquistare in gruppo energia, ridistribuendola poi in reticonvenienti sui clienti finali. Attualmente i vecchi monopolisti interne di utenze o in reti locali, attirando un circolo virtuosodetengono tutte le informazioni utili per essere più efficienti nel- che realizzi economie sia di scala che di servizio. Questila rete di vendita ed efficaci nell’offerta ai clienti finali». approcci di democrazia energetica potrebbero diventare unUno dei nodi più grossi da sciogliere in campo energetico risulta futuro innovativo». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 11
  8. 8. apertura del mercato a cura di Paola Fiore Le valutazioni dell’Authority «È proprio nei settori più recentemente liberalizzati - energia elettrica, gas, telecomunicazioni - che spesso si registrano tentativi da parte di ex monopolisti di conservare, tramite comportamenti escludenti, i privilegi tradizionalmente detenuti». A parlare è Luigi Fiorentino, capo Gabinetto dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che sottolinea a questo proposito l’importanza di un organo garante Dottor Fiorentino, il ddl 79/99 ha avviato il mercato se. Così è stato per il settore energetico e i mercati dell’energia interno dell’energia elettrica alle regole della libera concor- elettrica. Con il ddl 79/99 si sono liberalizzati alcuni segmenti renza. Al Senato giace la delega al Governo per completare la della filiera dell’energia elettrica - produzione, importazione, liberalizzazione dei settori dell’energia elettrica e del gas esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica “sono libere” naturale. Quando saranno completate le liberalizzazioni? - nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico. Trasmissione e «Tra le liberalizzazioni realizzate in Europa nei settori dei servizi dispacciamento sono riservate allo Stato e attribuite in conces- di pubblica utilità, alcune sono state più rapide e complete, come sione al gestore della rete di trasmissione nazionale, società per quella delle telecomunicazioni, altre più graduali e meno inten- azioni a capitale pubblico. L’attività di distribuzione è svolta in12 Speciale Public Utilities - Ambiente
  9. 9. apertura del mercatoregime di concessione. Nel2004 vi è stato un momentodi svolta importante nel pro-cesso di liberalizzazione: si èavviata la “borsa elettrica” chedi fatto ha sostituito i prezziamministrati con i prezzi dimercato. La liberalizzazionedel settore è stata comunqueparziale, poiché ha riguardatosoltanto alcuni segmenti dellafiliera e sconta ancora, nellarealizzazione pratica, carenzee disfunzioni. Enel conservaun netto vantaggio sugli altrioperatori, in termini di qua-lità degli impianti di genera-zione, capillare presenza nelPaese e potere di mercato.Per quanto riguarda il settoredel gas, l’esperienza della libe-ralizzazione non è molto posi-tiva: Eni controlla i gasdottinazionali e le infrastrutture di ✒ Luigi Fiorentino, capo Gabinetto dell’Autorità garante della concorrenza e del mercatotrasporto internazionale, uti-lizzate per l’importazione digas in Italia, che per la granparte sono saturate dal gas proveniente dai suoi contratti a lungo re un ambiente propizio all’esplicarsi del confronto concorren-termine. Inoltre, Eni ha mantenuto una posizione di monopolio ziale e alla diffusione di una vera e propria cultura della concor-nello stoccaggio, e il rischio di comportamenti escludenti è ele- renza, a beneficio degli utenti e delle imprese in termini di cre-vato. Attraverso maggiori investimenti infrastrutturali, occorre scita e redditività. Uno studio recentemente condotto dall’Auto-ridurre gli ostacoli tecnici che frenano l’ingresso di operatori con- rità sulla distribuzione commerciale dimostra come, laddove si ècorrenti, sia per il gas naturale sia per quello liquefatto. liberalizzato di più, maggiori sono stati i benefici riscontrati inIn merito al disegno n. 691 si può osservare che va nella direzio- termini di contenimento dell’inflazione sui prezzi al consumo.ne di cominciare a risolvere alcuni dei problemi riscontrati. In Anche nei servizi pubblici locali, l’apertura alla concorrenzaparticolare, è importante completare il processo di attuazione dovrebbe perseguire il confronto libero tra imprese - concorren-delle direttive comunitarie. È da apprezzare l’intenzione di raffor- za nel mercato - e soltanto quando le caratteristiche del mercatozare la separazione tra attività di trasporto e distribuzione e atti- stesso impongano un limite al numero degli operatori presenti,vità di vendita, anche se con riferimento alla rete del gas sarebbe dovrebbe prediligersi lo strumento della selezione dei gestori delopportuno prevedere particolari cautele, anche alla luce della servizio, tramite procedure a evidenza pubblica - concorrenza persituazione internazionale». il mercato. È proprio nei settori più recentemente liberalizzati - energia elettrica, gas, telecomunicazioni - che spesso si registra- Quali sono i vantaggi delle liberalizzazioni? Come i ser- no tentativi da parte di ex monopolisti di conservare, tramitevizi pubblici locali si possono offrire sul mercato in regime comportamenti escludenti, i privilegi tradizionalmente detenuti.di vera concorrenza? Quali forze, se non sufficientemente In questo senso la regolazione, seppure necessaria, deve essereregolamentate, rischiano di ridurre la competizione? informata a criteri di concorrenzialità, al fine di contribuire ad«I benefici che i consumatori possono trarre dai processi di libe- arginare quei comportanti ostruzionistici che l’Autorità garante siralizzazione sono svariati. Lo sono in termini di ampliamento trova in concreto a sanzionare».delle possibilità di scelta dei prodotti o servizi e, di riflesso, diriduzione delle tariffe e aumento della qualità. L’eliminazione del- In riferimento al contesto europeo e internazionale, ale restrizioni all’accesso al mercato, nonché di vincoli ingiustifi- quali sistemi economico giuridici dovrebbe guardare l’Italiacati all’esercizio delle attività economiche, può contribuire a crea- in materia di liberalizzazioni? Quali regole e strumenti Speciale Public Utilities - Ambiente 13
  10. 10. apertura del mercato dovrebbe mettere in campo il Governo, per garantire benefi- auspicato che questo strumento, che si risolve nell’affidamento ci effettivi a produttori e consumatori? diretto, sia utilizzato soltanto in casi particolari e circoscritti, «Il nostro Paese è dipendente dalle importazioni per oltre l’80 quando non sia oggettivamente possibile ricorrere al mercato. Il per cento del fabbisogno, a causa della limitatezza delle fonti ricorso all’in house dovrebbe rispondere, pena tradursi in una tec- interne. Le nostre principali fonti di approvvigionamento sono nica di elusione dell’evidenza pubblica e del confronto concor- costituite dal petrolio e dal gas - contano per il 70 per cento del renziale, a stringenti requisiti di legittimità - su tutti, la perma- fabbisogno energetico. La scarsità di queste risorse, e le caratteri- nenza ed effettività del controllo pubblico sul soggetto affidatario stiche dell’industria estrattiva, condizionano i prezzi di tali mate- - e a valutazioni e analisi di mercato concrete e motivate. L’op- rie molto più degli effettivi costi di produzione. A questa situa- zione della gara resta la prima da percorrere, al fine di consenti- zione economica generale si aggiunge la specificità tecnica per re un confronto tra operatori che faccia emergere il soggetto cui è impossibile stoccare energia elettrica e soltanto limitata- meglio rispondente alle esigenze dello specifico servizio o lavoro mente immagazzinare petrolio e gas. In termini concreti, mentre affidato. Allo stesso tempo, nello svolgimento delle gare si con riferimento al petrolio si profila nel medio periodo essenzial- dovrebbe richiedere il possesso di requisiti economicamente giu- mente un problema di prezzo della materia, con riferimento al stificati e proporzionati, al fine di garantire una selezione che sia gas, che giunge in Italia solamente tramite due gasdotti - di pro- realmente competitiva e non discriminatoria». prietà di Eni - dalla Russia e dall’Algeria, si possono creare seri problemi di reperimento della materia, come dimostrano le Come valuta la creazione di poli gestiti a maggioranza di vicende dell’inverno scorso. I Paesi dell’Unione europea si trova- capitale pubblico? Nelle multiutilities, qual è il peso dei sog- no in una situazione di dipendenza meno accentuata dall’estero getti controllanti e di quelli controllati? rispetto all’Italia; ma, in prospettiva anch’essi dovranno rivolger- «In linea di massima non si può non condividere la sostanziale si sempre più a fonti extraeuropee. In questo scenario, la più effi- “neutralità”, in astratto, del carattere pubblico o privato delle ciente regolazione di questi mercati dovrebbe necessariamente imprese e, di riflesso, delle forme di gestione dei servizi. In con- avere una dimensione europea in linea con quanto richiesto dal creto, nel settore dei servizi pubblici è auspicabile una inversio- Regno Unito durante il semestre di presidenza britannica del set- ne della prospettiva e una trasformazione della pubblica ammi- tembre 2005, per il rilancio di una più efficace politica comune nistrazione da imprenditore pubblico a soggetto, che si limita in campo energetico, volta a rafforzare le infrastrutture per le all’affidamento del servizio, demandando al mercato il suo svol- interconnessioni tra le vari reti, a prevedere l’istituzione di stoc- gimento. Sottrarre al mercato ambiti di attività non trova, nella caggi comuni delle riserve e, quindi, la gestione comune dei gran parte dei casi, ragionevole giustificazione. Inoltre, ogni rischi». gestione “pubblica” del servizio comporta, in quanto tale, una commistione di ruoli tra soggetti che svolgono il servizio stesso, Quali sono i problemi in materia di concorrenza nel set- regolano la relativa attività e vigilano sul suo svolgimento. In tore energetico, a livello nazionale ed europeo? Qual è il giu- questo senso, norme volte a disciplinare con rigore le incompati- dizio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato bilità sono necessarie, ma non sufficienti ad arginare il conflitto sul sistema di affidamento diretto o in house dei lavori e dei di interessi». servizi pubblici? Un suo parere sull’utilizzo delle gare. «La situazione attuale è lontana dall’auspicabile obiettivo di inte- Il mercato italiano delle public utilities sino a che punto grare i mercati. La liberalizzazione in Europa è ancora a macchie può dirsi realizzato? Qual è il giudizio dell’Autorità garante di leopardo. Alcuni Stati, come la Gran Bretagna o i Paesi scan- della concorrenza e del mercato sul grado di liberalizzazione dinavi, sono andati molto avanti e già traggono benefici in ter- dei servizi pubblici nel nostro paese? mini di minori prezzi dell’energia per clienti finali, imprese e «Nel corso degli ultimi anni, le più forti spinte verso un proces- famiglie. Altri Paesi, tra cui l’Italia, hanno fatto molto, ma sono so di liberalizzazione si sono registrate proprio nei servizi di pub- rimasti a metà del guado, versando in una pericolosa situazione, blica utilità. I relativi mercati si sono in parte rimodellati sulla nella quale non si riescono a ottenere i benefici del sistema con- scorta di interventi di privatizzazione e separazione societaria, correnziale, ancora tropo debole. Si profila all’orizzonte la non nonché grazie al progresso tecnologico e a forme di regolazione auspicabile evenienza dell’instaurazione di oligopoli collusivi. Vi ad hoc. La strada è ancora lunga, non soltanto per le difficoltà che sono, infine, ancora paesi economicamente importanti, che con- i nuovi entranti incontrano a fronte di comportamenti ostruzio- tinuano a garantire alle proprie imprese nazionali una protezione nistici degli ex monopolisti, ma anche per la resistenza di certe forte. La liberalizzazione è un obiettivo che deve essere sicura- amministrazioni locali al dare applicazione rigorosa alle disposi- mente perseguito per i vantaggi che se ne traggono, ma nel con- zioni vigenti, che consentirebbero di aprire più rapidamente i testo europeo si dovrebbe procedere in modo omogeneo. L’Auto- mercati alla concorrenza. Quindi, è ancora un problema di inte- rità si è espressa in diverse occasioni, da ultimo con propria ressi economici e mentalità: la concorrenza è vista come un peri- segnalazione del dicembre scorso, in merito all’in house. Si è colo, non come opportunità». ❙14 Speciale Public Utilities - Ambiente
  11. 11. municipalizzate a cura di Paola Fiore IN QUESTE PAGINE ✍ 20 Impariamo dai tedeschi 24 Una rete per il consumatore Ecco il “mio” Codice In questa intervista rilasciata al Corriere delle Opere, l’onorevole Linda Lanzillotta, ministro agli Affari regionali e alle Autonomie locali, parla dell’attività riformatrice dell’attuale Governo volta a «ridisegnare l’architettura delle funzioni degli enti locali, portandole a un livello di governo più vicino ai cittadini, definendo “chi fa cosa”, ed evitando sovrapposizioni e duplicazioni» Ministro Lanzillotta, alla luce del Codice delle Autono- mie locali da lei fortemente voluto, quali nuove aggregazioni tra municipalizzate ritiene maggiormente indicate per assi- curare ai cittadini l’efficienza nei servizi pubblici locali della raccolta e smaltimento rifiuti, della distribuzione di acqua, gas, energia e dei trasporti?16 Speciale Public Utilities - Ambiente
  12. 12. municipalizzate ✒ Linda Lanzillotta, ministro agli Affari regionali e alle Autonomie locali Enti locali, pur mantenendo la libertà di scelta sulla possibilità di gestire i servizi in economia - ovvero con propri dipendenti e proprie strutture - devono, come regola generale, affidare i servi- zi mediante lo strumento delle gare. Utilizzando quindi proce- dure trasparenti, a garanzia della concorrenza e dell’efficienza nel«In questo settore il Governo ha avviato una intensa attività rifor- settore, nell’interesse del cittadino - consumatore, che deve ave-matrice, con una serie di interventi legati da una visione di insie- re servizi migliori, e degli enti locali, che avranno bilanci piùme. L’obiettivo è quello di attuare la riforma del Titolo V della sani. Incentivate dalla concorrenza, le aziende che si occupano diCostituzione dopo anni di colpevole inerzia e, più in generale, rifiuti, gas, energia, trasporti ma anche di altri servizi di caratte-del principio di sussidiarietà che ne costituisce uno dei presup- re sociale o culturale, dovranno affrontare entro pochi anni unposti. Il Codice delle Autonomie, che ridisegna l’architettura del- processo di riorganizzazione e ristrutturazione, secondo percorsile funzioni degli enti locali, portandole a un livello di governo non dettati dal Governo, ma dalla loro iniziativa. Mi sembrapiù vicino ai cittadini, definendo “chi fa cosa”, ed evitando naturale, quindi, che si proceda ad aggregazioni tra diverse realtàsovrapposizioni e duplicazioni, è uno dei pilastri intorno ai qua- su territori diversi, come sta già avvenendo, per acquisire unali muove l’azione del Governo. Alla tutela dei cittadini, e alla “massa critica”, in grado di competere con i player del mercatomaggiore efficienza della pubblica amministrazione, punta anche europeo».il disegno di legge sulla liberalizzazione dei servizi pubblici loca-li, attualmente in discussione in Parlamento. I Comuni e gli altri Secondo quali forme societarie si potranno aggregare Speciale Public Utilities - Ambiente 17
  13. 13. municipalizzate le multiutilities e quali azio- tempo e, contemporaneamente, ni dovranno porre in essere a porre un freno alle esperienze gli enti locali per gestire in «La riforma alla quale stiamo negative del passato». economia i servizi pubblici? Quali saranno i benefici per lavorando punta a dare On. Lanzillotta, il Gover- le imprese e quali vantaggi maggiore forza alla parte no elaborerà ulteriori diretti- andranno ai cittadini? buona del mercato delle public ve per regolamentare le «Le forme societarie sono quel- aziende municipalizzate, le previste dal diritto privato. utilities, garantendo riducendo sperpero di denaro Quanto agli enti locali, il loro soprattutto un quadro pubblico e conflitti di interes- input politico va in due direzio- se di alcune Amministrazioni ni: da un lato, gli stessi enti normativo certo e stabile nel comunali e provinciali? locali sono incentivati, dalla tempo e, contemporaneamente, «La riduzione degli sprechi è Carta delle Autonomie, a for- uno degli obiettivi del nuovo me di aggregazione per svolge- a porre un freno alle Codice delle Autonomie, che re al meglio funzioni che in esperienze negative del inciderà in particolare sui costi Comuni troppo piccoli potreb- be essere difficile garantire, passato» delle duplicazioni dei livelli di governo, ai quali alcune funzio- dando vita a nuove forme orga- ni erano attribuite. Il nuovo nizzative dettate dall’efficienza. assetto a geografia variabile dei Dall’altro, la previsione per gli livelli di governo dunque darà enti locali di mettere a gara l’af- anche al settore dei servizi eco- fidamento dei servizi pubblici segnerà la fine delle riserve di cac- nomici una cornice di maggiore efficienza, all’interno della qua- cia garantite ad aziende pubbliche o private, e delle posizioni di le sarà la concorrenza tra i diversi operatori, siano essi a proprietà rendita: le società controllate dai Comuni non saranno penaliz- pubblica, privata o mista, a determinare un taglio agli sprechi e zate né premiate, ma dovranno competere sul mercato. Le impre- ai conflitti di interesse. Questi ultimi, in particolare, dovranno se, che all’inizio dovranno darsi da fare per dimostrare di merita- essere impediti dalla trasparenza e dalla regolarità delle gare, a re quella che prima era la loro quota garantita di mercato, saran- garanzia delle quali è esplicitamente chiamata a collaborare e no incentivate a modernizzare, innovare, investire e aggregarsi: vigilare anche l’Autorità garante della concorrenza e del merca- un processo che nel medio lungo periodo sarà premiante, sia per to». le aziende sia per i lavoratori. Per questi ultimi, nel breve perio- do, vanno comunque predisposti strumenti di tutela, ammortiz- Quali saranno i limiti di intervento e i compiti principa- zatori sociali per eventuali passaggi “duri” della ristrutturazione. li degli enti locali operanti nel settore delle multiutilities nel I vantaggi per i cittadini si leggeranno nelle bollette e nella qua- corso della presente legislatura? lità del servizio». «La nuova legge dà il contesto normativo nel quale gli enti loca- li dovranno muoversi: ma la sfida che essi hanno di fronte è quel- Ministro Lanzillotta, come ha funzionato sinora il mer- la di adeguare i comportamenti e, soprattutto, la cultura ai prin- cato delle public utilities in Italia? Come crede evolverà in cipi della concorrenza e della trasparenza del mercato. Faccio un futuro? esempio: scrivere il bando di una gara o vigilare sul rispetto dei «In parte bene. Ha consentito di creare campioni nazionali capa- contratti di servizio e delle carte dei servizi sarà compito delica- ci di fornire buoni servizi ai cittadini e di sviluppare aziende to e cruciale, ben più importante di quello della gestione diretta. sane, alcune delle quali anche quotate in borsa. Come ho già L’Ente locale dovrà evitare di farsi “catturare” da qualcuno dei ricordato, alcune di queste stanno verificando la possibilità di soggetti, i cui comportamenti vanno regolati. In questo compito, aggregarsi per crescere dimensionalmente e acquisire maggiore peraltro, le amministrazioni dovranno essere stimolate e affianca- capacità di competizione sul mercato nazionale ed europeo. C’è te dalle associazioni dei consumatori. Altrettanto impegnativa è anche una altra faccia della medaglia: quella delle utilities gestite la sfida che ha di fronte il settore privato - mi riferisco qui anche in modo tutt’altro che industriale. Queste ultime, scaricano la alle aziende private tradizionali - ma anche al privato sociale, loro inefficienza sui cittadini, con tariffe salate e un pesante cari- ossia a quella fetta rilevante del mondo dei servizi, che è in con- co fiscale, destinato a finanziare un elevato costo complessivo dei dizione di dare un grande contributo alla crescita di un nuovo servizi. La riforma alla quale stiamo lavorando punta a dare mag- rapporto tra pubblico e privato. Naturalmente, anche questo set- giore forza alla parte buona del mercato delle public utilities, tore, come tutti gli altri, si dovrà misurare sino in fondo con le garantendo soprattutto un quadro normativo certo e stabile nel regole della concorrenza e della trasparenza». ❙18 Speciale Public Utilities - Ambiente
  14. 14. municipalizzate a cura di Paola Fiore Impariamo dai tedeschi Giulio Sapelli, docente di Storia economica e di Analisi culturale dei processi organizzativi all’Università degli Studi di Milano e ricercatore emerito presso la Fondazione Enrico Mattei, indica il modello tedesco di public utilities, quale migliore sistema di riferimento per le aziende municipalizzate italiane a municipalizzazione in Italia ha radici lontane, dalla settore innovazioni tecnologiche e infrastrutturali, tali da inne- L seconda metà del XIX secolo si arriva agli inizi del XX, quando una legge del 1903 istituzionalizza le aziende municipalizzate, consolidando l’erogazione e l’offerta dei servizi scare il processo di modernizzazione dei centri urbani. I temi del rapporto tra pubblico e privato, società concessionarie e Munici- pi e forma giuridica delle municipalizzate e condizioni economi- idrici ed energetici, per garantire ai cittadini e al territorio condi- che in cui esse operano, sono molto dibattuti. In Italia il ruolo zioni di vita adeguate allo sviluppo e al progresso economico del- delle Istituzioni ha una forte incidenza, sia per i vincoli giuridici la società. Il fenomeno delle municipalizzate italiane si individua sia per le costruzioni ideologiche. Il dibattito sulle municipaliz- nelle tre fasi del periodo liberale, fascista e repubblicano, duran- zate è tornato di attualità e la storia si confronta con i dati del te il quale l’intervento pubblico condiziona l’attività delle impre- passato e l’esperienza europea. Allo storico del pensiero econo- se, espresse dagli organi di governo cittadino. Accanto ai Muni- mico un quadro complessivo serve a ricondurre la discussione in cipi vi è un’imprenditorialità pubblica locale che introduce nel una ottica presente.20 Speciale Public Utilities - Ambiente
  15. 15. municipalizzate Professore Giulio Sapelli, quali sono i modelli di riferi- taria, ma il grado di competizione. Quando si parla di public utili- mento per il sistema italiano di public utilities nel comparto ties non tutto può essere riportato alla competizione piena. Il pro- ambiente energia? blema non è che mille Comuni competano e liberalizzino; biso- «In Italia non si fa riferimento ad alcun modello straniero. Il gnerebbe fare delle associazioni di Comuni, delle economie di sca- modello che, a mio parere, può dirsi migliore è quello tedesco di la e poi liberalizzare. Gli amministratori locali hanno più cono- RVE, che unisce il controllo pubblico delle reti a una forte parte- scenza della materia, rispetto a coloro che salgono al governo del- cipazione delle autorità locali raccolte in una holding quotata, la la cosa pubblica a livello centrale». quale consente di massimizzare l’apertura al mercato e allo stes- so tempo permette un forte radicamento al territorio. Auspico Come valuta l’approvazione del Codice delle autonomie che nelle multiutilities s’inizi ad applicare la Legge Vietti, ovvero locali? la dualità nell’amministrazione e nella sorveglianza. Anche in «Su questo tema sono un allievo di Vittorio Bachelet e di Giovan- queste imprese i consumatori, i lavoratori e i sindacati devono ni Maronghi, due grandi maestri. Sono per lo Stato dei Comuni, avere un ruolo, che non può essere lasciato soltanto ai manager delle autonomie comunali; credo che le Regioni siano state un e alla classe politica». colossale errore, perché hanno creato di nuovo dei micro Stati, un micro statalismo, senza il principio di sussidiarietà. L’unico princi- Come giudica il mercato italiano delle multiutilities? pio di sussidiarietà è nei Comuni e nelle reti di Comuni. Il testo mi «In Italia il mercato delle multiutilities non esiste. C’è una qualche convince; mi pare sia un inizio verso uno Stato dei Comuni, per- forma di competizione, ma le municipalizzate sono ancora forte- ché parla di assemblee metropolitane. Lo realizzeremo quando eli- mente radicate nei territori locali. Si espandono, ma non possiamo mineremo le Regioni». pensare a un mercato. Si tratta di un mercato molto imperfetto; la parola “mercato” non è indicata. Comincia a esserci più competi- Il Governo sta cercando di porre un freno alle aggrega- zione, si può andare anche in territori altrui, ma è una competi- zioni tra aziende municipalizzate anche nella gestione dell’ac- zione più sulla carta». qua, l’energia, la raccolta e lo smaltimento di rifiuti? «Parrebbe di sì; se si parla di liberalizzazioni prima di propor- Qual è il quadro economico, politico e sociale di riferi- re delle aggregazioni, significa che vogliamo favorire la vendita mento, dove inquadrare la crescita del numero di aziende di tali aziende ai grandi monopoli stranieri. Oggi abbiamo una municipalizzate avvenuta di recente nel nostro paese? classe politica che dipende più dagli interessi internazionali che «Le imprese municipalizzate esistevano già nella seconda metà del- da quelli nazionali. Il rapporto tra economia e politica è del tut- l’Ottocento, gestite sia da cattolici sia da comunisti sia su iniziativa to cambiato». liberale. Le aziende municipalizzate sono vecchie come la necessità che i Comuni si dotassero di un governo economico municipale. Qual è il suo punto di vista sullo sviluppo delle energie Oggi molte di queste società si sono quotate in borsa e hanno uni- rinnovabili? to società di più Comuni. Questa è la questione di fondo e reputo «Sono scettico; il vero sforzo che dobbiamo fare è verso il nuclea- ciò un passo avanti positivo, perché si possono fare migliori inve- re. Le energie rinnovabili, soprattutto l’energia solare, possono ser- stimenti anche in tecnologia, che è un fatto di sicurezza per l’uten- vire per l’uso domestico di piccoli condomini. Credo in una edili- za. Molte cose ancora vanno viste; bisogna lavorare con grande zia energetica; non credo all’eolico che deturpa i nostri paesaggi, impegno per migliorare i servizi». néé alle biomasse, perchéé bisognerebbe deforestare le poche fore- ste che abbiamo». L’elemento pubblico garantisce adeguati livelli di efficien- za economica o è un ostacolo a una concorrenza effettiva del Quali le conseguenze per le pmi, se il mercato delle public mercato? utilities non dovesse realizzarsi? «Ciò che conta è il livello di competizione del mercato, la proprietà «Non potranno svilupparsi e sarà un peccato, perché abbiamo tan- è quasi ininfluente. Abbiamo delle proprietà cooperative, pubbli- te piccole imprese di eccellenza, come nella micro generazione che e private efficienti o inefficienti, molto dipende dalla capacità energetica, nelle tecnologie di disinquinamento, nel trattamento di mettere a capo di queste imprese persone tecnicamente capaci e rifiuti. Non sempre occorre fare grande scala; la liberalizzazione, di difendere quella che io chiamo la “istituzionalizzazione” del- fatta cum granu salis, può dare spazio alle pmi. Molte di queste l’impresa. L’impresa deve avere come mezzo l’autonomia gestiona- imprese possono dare un grande contributo sul piano dei servizi; le; non si devono dare alle imprese finalità improprie. Il fine del- secondo noi vecchi economisti alla Franco Momigliano, nessuna l’impresa non è il profitto, ma il fornire servizi di qualità efficaci ed media grande impresa può fare proprie tutte le occasioni e le efficienti; il profitto è uno strumento di regolazione. La manomis- opportunità dello sviluppo. Ci devono sempre essere le piccole sione della politica e la famiglia rispecchiano il detto “famiglia ric- medie imprese e non vedo perché questo non possa valere anche ca paese povero”. Credo che il problema non sia la forma proprie- in questo settore». ❙22 Speciale Public Utilities - Ambiente
  16. 16. municipalizzate a cura di Arcangelo Berra Una rete per il consumatore L’Agam - Ambiente, gas, acqua - di Monza nel 1999 da municipalizzata diventa spa. Nel 2001 Aem (Milano) e Amga (Genova) vi entrano come azionisti. Al centro di questa grande azienda, come ci tiene a precisare il suo ad Silvio Bosetti vi è la cura per la piena soddisfazione del cliente finale ulla scia della nazionalizzazione dell’energia elettrica, S effettuata nel 1962 con la nascita dell’Enel, molti comuni si dotano di una propria municipalizzata che si occupa di energia. A Monza nel 1970 viene costituta l’Agam (Ambiente, gas, acqua Monza), che all’inizio si occupa della distribuzione del gas, quindi dell’acqua potabile e in seguito anche dell’ener- gia elettrica. Nel 1999 l’Agam da municipallizzata diventa una società per azioni e due anni dopo entrano come azionisti Aem di Milano e Amga di Genova, ma il comune di Monza rimane azionista di riferimento. Ne parliamo con l’ingegner Silvio Boset- ti, 48 anni, da cinque anni amministratore delegato, che è arri- vato in azienda dopo un percorso in un’industria privata nel set- tore dell’energia, poi in Aem. Come dice il nome stesso, l’Agam si occupa di ambien- te, gas e acqua. Sono settori molto diversi: come può una sola sfazione”? azienda essere presente con efficacia in settori così diversifi- «Sono diversi: intanto la centralità del consumatore finale, quin- cati? di non tanto la gestione delle reti e delle infrastrutture, ma la «Certamente i settori sono diversificati, ma il punto di riferimen- gestione di queste legate alla fornitura del servizio finale: questo to è unico, cioè il territorio. Sono tutti servizi che l’amministra- è un aspetto fondamentale. Infine, reti mantenute correttamente, zione comunale, il normale riferimento nel nostro settore, ha affi- si pensi che nel settore idrico le perdite medie della nostra rete dato alla nostra azienda. Questo è l’aspetto essenziale. Seconda sono derl 5/6 per cento contro uno scenario nazionale nel quale caratteristica comune è che si tratta di servizi a rete, quindi con si parla di perdite del 30/40 per cento e in alcune parti anche del infrastture rigide e difficilmente replicabili, ma presenti sul terri- 60 per cento. Quindi, in sintesi: primo, qualità delle infrastrut- torio. Terzo, il livello di erogazione avviene sempre attraverso la ture; secondo, qualità e formazione del personale e delle risorse forma della bolletta e quindi la dinamica di gestione dei clienti e umane e gestione dei nostri processi; terzo, qualità della comu- dell’amministrazione è abbastanza similare. Fatti salvi quindi nicazione e dell’informazine e accessibilità ai nostri servizi: lo questi tre comuni aspetti della gestione, il fatto di svolgere insie- sportello commerciale nel centro di Monza, la possibilità di atti- me queste è legato sia alla storia della società sia alla possibilità varsi attraverso il sito Internet, un centralino telefonico adeguato di operare in sinergia nei settori delle reti idriche e del gas, degli e chiarezza nelle bollette». impianti di produzione del calore e di gestione della clientela». Su quale territorio si estendono i servizi di Agam, non Nel vostro sito Internet c’è scritto che l’Agam intende solo Monza, ma all’incirca quello che sarà la provincia? dare “un livello di prestazioni volto alla piena soddisfazione «Il territorio di riferimento nostro è, come ha detto, la futura pro- dei clienti”: qual è il segreto per dare questa “piena soddi- vincia di Monza: 53 Comuni, che si trovano in un ideale trian-24 Speciale Public Utilities - Ambiente
  17. 17. municipalizzate do cui essa si riferisce dà la speranza di intensificare i rapporti per avere forniture elettriche e di gas naturale con volumi e prez- zi adeguati». Teleriscaldamento e cogenerazione sono due parole che si sentono sempre più spesso: l’Agam quanto è presente in questi settori? «L’Agam ha una storia recente nei settori teleriscaldamento e cogenerazione, che risale agli inizi degli anni 2000, quindi in leggero ritardo di circa 20 anni rispetto ad altre città, in partico- lare a Brescia e Torino, che hanno un’attività più consolidata nel tempo. Siamo però partiti e abbiamo due impianti nel centro di Monza per la produzione del calore e una rete di teleriscalda- mento che serve oltre 150 condomini e le strutture pubbliche. Abbiamo già pianificati e autorizzati due altri grandi impianti che serviranno altri 400 condomini in tutta la zona nord della città e serviranno i comuni limitrofi di Lissone, Vedano e Villa- santa». Dal primo luglio è prevista la liberalizzazione per tutti gli utenti dell’energia elettrica. Le faccio una domanda che si porrebbe una casalinga: se io sono collegata a una certa rete come posso ricevere corrente elettrica (o anche gas) da un altro gestore? «La domanda è legittima ed è una curiosità intelligente. L’infra- struttura rimane unica, è rigida, quella elettrica come quella del gas. La possibilità di acquistare elettricità da un altro fornitore è legata a una serie di regole di funzionamento e di liberalizzazio- ne per cui le reti diventano oggetto di accesso a una pluralità di fornitori che a loro volta hanno delle interazioni tra loro di natu- ra amministrativa e tecnica per cui un fornitore “affitta” le reti del distributore locale di energia elettrica per metterci la propriagolo che ha come vertici Como, Lecco e Monza, delimitato a energia. Poi sarà il nuovo fornitore a fatturare alla casalinga laOvest dal Lambro e a Est dall’Adda». propria energia elettrica mentre i rapporti amministrativi sono mantenuti tra tutti gli operatori della filiera elettrica dal gestore Voi trattate energia e acqua: sono due settori molto cru-ciali nelle prospettive future. Come può una municipalizza-ta, quindi una realtà abbastanza piccola, incidere su questi Alcuni numerisettori?«Io direi che sono due i livelli-obbiettivo per incidere su questi Gas naturaleaspetti. Il primo è il rapporto tra il nostro servizio e l’ambiente. Volumi distribuiti: 122,2 milioni di mcAbbiamo quindi un’attenzione al territorio, in particolare penso, Rete: 293,2 kmcome dicevo prima, alla riduzione delle perdite nel settore idrico Stazione di metano per auto: 1e allo sviluppo e all’incremento dei servizi del teleriscaldamento Acquae della cogenerazione, per i quali gli impianti di produzione di Volumi distribuiti: 15,4 milioni di mcelettricità e di calore in loco, di dimensioni non enormi, ma nel Condotte gestite: 282 kmrispetto totale dell’ambiente, garantiscono al territorio la fornitu- Pozzi: 42ra di servizi con la riduzione degli impatti ambientali. Il secondo Serbatoi di stoccaggio: 3aspetto è quello di potersi collegare per la fornitura di energia Energiaelettrica e di gas a grossi importatori nazionali, quindi il secondo Impianti di cogenerazione: 2 (Monza Centro e Monza sud)tema è quello delle alleanze. Da questo punto di vista, il fatto che rete a doppio tubo teleriscaldamento: 8,5 km.uno dei nostri azionisti sia l’Aem di Milano e la galassia di mon- Speciale Public Utilities - Ambiente 25
  18. 18. municipalizzate della rete di distribuzione, del trasporto e della produzione. Con «Una linea di crescita è innanzitutto quest’ultima di cui abbiamo una complessità di transazioni economiche e amministrative parlato, cioè l’aggregazione attraverso fusioni, incorporazioni con notevole, ma funzionante». aziende del territorio contiguo. Una seconda linea è un amplia- mento del proprio portafoglio di servizi, riqualificando l’offerta Sul sito si parla di qualità dell’acqua, pubblicate anche del gas, dell’acqua e anche dell’energia elettrica e del teleriscal- il numero dei controlli e delle analisi degli anni scorsi… damento. La terza linea di crescita sono le alleanze a monte del- «I controlli si sono intensificati negli ultimi anni e anche amplia- la nostra filiera per avere la possibilità di accedere alla fornitura ti con risultati sempre crescenti perché miglioriamo la qualità dei di energia elettrica e gas in volumi maggiori e a buon prezzo». nostri interventi sia di filtrazione sia di addizione nei nostri poz- zi proprio tenendo presente i dati qualitativi e quantificativi. Con l’avvento della provincia cambierà qualche cosa per Abbiamo fatto anche dei confronti con le acque minerali perché voi? il vero tema sull’acqua è come mai il comportamento dell’italia- «Dal punto di vista strettamente istituzionale e amministrativo no medio è comprarsi l’acqua minerale al supermercato invece di non cambia nulla, ma da un punto di vista delle prospettive di usare l’acqua di rete». mercato sicuramente, perché comincia a esserci un’identità terri- toriale maggiore che noi riteniamo sia una opportunità per la È una battaglia che anch’io da anni combatto… nostra impresa». «Inoltre noi forniamo anche ulteriori filtri da applicare al rubi- netto e abbiamo messo sul mercato delle macchinette per addi- Le liberalizzazioni varate dal ministro Pier Luigi Bersa- zionare anidride carbonica per avere l’acqua gassata». ni toccano in qualche modo aziende come l’Agam? «Sicuramente tutto il nostro settore risente di questi interventi, Quanti dipendenti ha l’Agam? non solo delle liberalizzazioni di Bersani, ma in generale di tutta «Sono occupati 150 dipendenti». la regolamentazione del nostro settore che, ahimè, ha subito negli ultimi dieci anni numerosi interventi dei quali alcuni significati- A quanto ammota il fatturato? vi che hanno portato un miglioramento delle nostre prestazioni, «Quest’anno chiudiamo con 65 milioni di euro». altri confusi e complessi. Quello che si auspica è che il decreto di liberalizzazione di Bersani o meglio anche quello della sua colle- L’azienda è in attivo? ga ministro Linda Lanzillotta, ministro per gli Affari regionali e «Da quattro anni siamo in attivo e con margini sempre crescen- autonomie locali, che interverrà con più precisione su questo set- ti». tore, chiariscano quali sono i modelli organizzativi di riferimen- to. E diano stabilità al settore tariffario e alla durata degli affida- Come avete ottenuto questo attivo? menti e delle concessioni. Non ci sottraiamo certamente al fatto «Essenzialmente abbiamo portato efficienza nelle nostre struttu- di una dinamica competitiva che può rendere più interessante il re di costo e abbiamo qualificato di più i nostri settori di inter- nostro mestiere». ❙ vento». Attualmente c’è la tendenza per le municipalizzate di riunirsi, fare gruppo, fondersi: serve per far fronte a un mer- La storia dellacqua cato sempre più grande, anche se per definizione una muni- cipalizzata si rivolge al mercato locale… Nel territorio monzese, come per gran parte della Pianura Pada- «Diciamo che il concetto di municipalizzata è in parte superato, na, la fonte di approvigionameto dellacqua è la falda acquifera, io preferisco usare il termine di azienda municipale, ovvero che una riserva idrica sotterranea che scorre a una profondità varia- mantiene il suo legame con il territorio, con il municipio di rife- bile a partire da circa 20 -30 metri dal piano stradale. Agam effet- tua il prelievo a una profondità compresa fra 50 e 160 metri. A tali rimento, ma la cui proprietà e gestione può assumere nature profondità le acque risultano protette da fenomeni di dispersioni diverse sia quella ancora pubblica sia quella mista, pubblica e e inquinamento. I pozzi da cui si preleva lacqua poi distribuita in privata. Su questo tema, il fenomeno del “nanismo”, ossia di rete sono 42 (in funzione mediamente sono 35); essi sono dislo- aziende di dimensioni piccole, purtroppo è tipico del territorio cati su un territorio di circa 33 kmq (pari allintero territorio mon- zese). Il volume di acqua complessivamente derivabile è di circa nazionale e in questo senso anche della Brianza e di molta parte 20 milioni di mc/anno. Il fabbisogno idrico è determinato dalle della Lombardia. La necessità di aggregare, di aumentare le richieste dellutenza civile e industriale ed è pari a circa 15 milio- dimensioni delle nostre società è diventato un imperativo». ni di mc/anno. Lacqua prelevata viene potabilizzata e quindi distribuita con una rete lunga 282 km e in parte è stoccata in 3 serbatoi che svolgono unazione di accumulo e compenso per Quali possono essere le linee di crescita di una società soddisfare le punte di richiesta dellutenza. come l’Agam?26 Speciale Public Utilities - Ambiente
  19. 19. europa a cura di Paola Fiore Infrastrutture e trasporti Un gap tutto italiano da sanare Corrado Clini, direttore Direttore Corrado Clini, quali azioni concrete ha adot- generale della tato l’Europa e quali misure può prendere l’Italia per rispet- Direzione per la Ricerca Ambientale e lo tare gli standard delle emissioni inquinanti al 2012? Sviluppo del ministero «Sul cambiamento climatico l’Europa ha viaggiato su due bina- dell’Ambiente, indica ri paralleli: dal lato ambientale, per ridurre le emissioni di CO2 nella cattiva gestione ha assunto obiettivi, ridefiniti dal Protocollo di Kyoto, per i del sistema infrastrutturale e del quali ogni Stato riduce le proprie emissioni inquinanti secondo traffico di merci (e non un programma europeo, che prevede una riduzione complessi- solo), una grave va delle emissioni dell’8%. Dal lato energetico e fiscale, l’Euro- contraddizione del pa non ha politiche comuni. Tra il 1995 e il 2003 l’Unione nostro Paese rispetto agli obiettivi europei europea ha approvato delle direttive con obiettivi non vinco-28 Speciale Public Utilities - Ambiente
  20. 20. europalanti per lo sviluppo di fonti rinno- di incentivi importanti, tra questi ivabili, della micro cogenerazione certificati verdi e il conto energiadiffusa, dell’efficienza energetica e per il fotovoltaico. Dal punto didi biocarburanti. Il pacchetto legi- vista della realizzazione, per l’ener-slativo europeo non corrisponde gia eolica, la competenza attribuitaalla politica energetica degli Stati alle Regioni, sta determinando unmembri; se si guarda all’evoluzione effetto negativo, perché prevaledel portafoglio energetico europeo, l’interesse regionale su quelloil ruolo prevalente è dato da carbo- nazionale. L’eolico ha la capacità dine, gas naturale, nucleare e, nel produrre di più. Se non riusciremosistema dei trasporti, da benzina e a usare a pieno un tale potenziale,gasolio; la quota di fonti rinnovabi- l’alternativa alla produzione dili è marginale, non supera il 10%. energia saranno i combustibili tra-Questo è il risultato di una politica dizionali e aumenteranno le emis-europea che indica gli obbiettivi, sioni. Il solare ha un potenzialesenza tradursi in politica energetica interessante per coprire i consumicomune, per orientare all’uso di “marginali” di elettricità; il volumecombustibili a basso contenuto di totale della produzione non sarà ✒ Corrado Clini, direttore generale della Direzione per lacarbonio o a tecnologie ad alta effi- Ricerca Ambientale e lo Sviluppo del ministero elevato, ma la funzione è impor-cienza e ridotte emissioni. Data la dell’Ambiente tante per le nuove tecnologie delforte contraddizione tra gli obiettivi fotovoltaico, che stanno diventan-politico ambientali e gli obiettivi politico energetici dell’Europa, do sempre più tecnologie edilizie».la Commissione ha presentato di recente una strategia europeacomune per l’energia, con l’obiettivo di ridurre i gas serra. È un Si può parlare di buone pratiche?risultato positivo, ma tardivo. Il pacchetto della Commissione «Sì, ma questo è un terreno critico per gli investimenti in inno-dovrà essere approvato dai paesi membri e alcuni passaggi non vazione tecnologica. L’Italia sta diventando il mercato più inte-sono scontati, come la generazione di elettricità da fonti rinno- ressante in Europa per il fotovoltaico; non abbiamo produttori,vabili, il nucleare e l’allargamento della quota di biocarburanti perché le grandi industrie negli ultimi quindici anni hannoriferita alla nuova politica agricola comune. L’Europa inizia ad abbandonato gli investimenti in questo settore. Sul solare ter-avere una visione comune su politiche ambientali, energetiche modinamico c’è l’iniziativa sviluppata da Enea in collaborazio-e dei trasporti. In Italia questa convergenza è molto problema- ne con Enel; ma la tecnologia solare è in una fase ancora pretica, perché i trasporti rappresentano il settore più critico per le industriale e la configurazione di tali tecnologie non si presta aemissioni di CO2. Il sistema italiano dei trasporti vive un gap, usi flessibili, perché il solare termodinamico al quale lavoranocaratterizzato dalla mancanza quasi totale di infrastrutture ade- Enea ed Enel è sostanzialmente una centrale elettrica, cheguate al volume del traffico merci e delle persone. La contrad- richiede servizi e infrastrutture molto impegnativi. L’altro setto-dizione italiana più grave è quella tra le politiche ambientali, re è quello dell’innovazione nell’edilizia. Qui la tecnologia stadei trasporti ed energetiche». facendo progressi veloci: il ministero dell’Ambiente ha cofinan- ziato con la Regione Lombardia un progetto per realizzare una Il principio d’integrazione delle politiche ambientali fabbrica per la produzione di pannelli in film sottili fotovoltai-nelle altre politiche di settore è stato disatteso? ci, che utilizzano materiale diverso dal silicio e promettono di«Meno in Europa e più in Italia; per esempio, il programma per abbattere di cinque volte i costi attuali».le infrastrutture per il trasporto, già nel piano nazionale del2000, non ha fatto passi avanti. Alla politica energetica italiana A livello di pmi è difficile entrare in questo settore?si riconosce l’esigenza di aumentare la produzione di elettricità, «Non ci vogliono grandi investimenti; bisogna scegliere di investi-ma tale produzione, se sostenuta dai combustibili fossili, re con un certo margine di rischio. È un settore dove la mediaaumenta le emissioni inquinanti. L’Italia ha un potenziale impresa può fare meglio della grande, perché si tratta di investi-importante per l’elettricità rinnovabile derivante dall’eolico, cir- menti che richiedono flessibilità; inoltre, la media impresa è la piùca 10.000 MW; ma è un potenziale non utilizzato». adatta a fare scouting, per cercare tecnologie o fare alleanze». Il governo italiano come tutela lo sviluppo delle ener- Il Rapporto Apat sulla qualità dell’aria è negativo;gie rinnovabili? come si dovrebbe muovere il governo nell’immediato?«Le energie rinnovabili nel sistema normativo italiano godono «Dal rapporto Apat sembra che la situazione sia arrivata a un Speciale Public Utilities - Ambiente 29

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