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Il Corriere delle Opere - Speciale Public Utilities e Ambiente 2007
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Il Corriere delle Opere - Speciale Public Utilities e Ambiente 2007

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Il Corriere delle Opere - Speciale Public Utilities - Ambiente 2007. Contributi in Redazione: Paola Fiore.

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    Il Corriere delle Opere - Speciale Public Utilities e Ambiente 2007 Il Corriere delle Opere - Speciale Public Utilities e Ambiente 2007 Document Transcript

    • 5 APERTURA DEL MERCATO Un satellite per “beccare” chi inquina Una chance per migliorare il proprio s ommario Efficienza e risparmio: chiavi per Se manca bilancio energetico lo sviluppo energetico la libertà di scelta L’efficienza energetica di Mario Saporiti prima di tutto Ci pensa Greenvision 90 MOBILITÀ Non “sparate” sulle pmi a cura di Bettina Gamba SOSTENIBILE a cura di Paola Fiore A prova di energia Il leader del biogas Un’azienda È una vera politica a cura di Paola Fiore a cura di Caterina Clerici per il nostro futuro di liberalizzazione? Sistema Navigli: L’ultima generazione a cura di Caterina Clerici geotermia di pannelli fotovoltaici Gasolio “bianco” Le valutazioni e risparmio energetico a cura di Marta Botto contro l’inquinamento dell’Authority a cura di Paola Fiore I nuovi incetivi a cura di Paola Fiore da mettere “in conto” 96 NUOVE REGOLE 50 RIFIUTI di Alessio Adami Liberalizzazione16 MUNICIPALIZZATE No all’uso indiscriminato Come coltivare il legno e sicurezza Ecco il “mio” Codice delle discariche e produrre energia di Valerio Dabove a cura di Paola Fiore a cura di Paola Fiore Impariamo dai tedeschi Come smaltire meglio? a cura di Paola Fiore a cura di Paola Fiore Una rete Un termovalorizzatore per il consumatore da Oscar a cura di Arcangelo Berra a cura di Caterina Clerici Tecnologia e innovazione28 EUROPA al servizio di recupero Infrastrutture e trasporti e riciclo Un gap tutto italiano a cura di Arcangelo Berra da sanare Recupero energetico a cura di Paola Fiore per lo sviluppo sostenibile32 ENTI LOCALI 62 FONTI RINNOVABILI Un sistema integrato Fare business per l’eccellenza con le “alternative” a cura di Paola Fiore a cura di Bettina Gamba Emissioni nocive: Che vento tira in Italia? scatta il piano Lombardia a cura di Caterina Clerici a cura di Paola Fiore Corriere delle Opere Speciale Public Utilities - AmbienteSupplemento al Corriere delle Opere COORDINAMENTO REDAZIONALE - INDIRIZZO INTERNET STAMPAAnno XXII - n. 2 - Marzo 2007 Bettina Gamba www.globecomunicazione.it Tiber srl - via della Volta 179Registrazione Tribunale di Milano e-mail: info@globecomunicazione.it 25124 Brescia (Italia)n. 505 del 27 settembre 1986 REDAZIONE - Arcangelo Berra, Marta Botto,Iscrizione al Registro degli operatori Paola Fiore EDITORE PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONEdi comunicazione n. 7521 Globe Comunicazione srl Francesca Minniti, Massimo La Tona SEGRETARIA DI REDAZIONE - Francesca Glanzer via Legnone 4 - 20158 MilanoDIRETTORE RESPONSABILE - Gianluigi Da Rold DISTRIBUZIONE DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE PUBBLICITÀ Parrini & C. SpA - MilanoCONDIRETTORE - Davide Bartesaghi 20158 Milano - via Legnone 4 Antonello Corrado Tel. 026901341 - Fax 0269013444 Alberto Delli Santi Percentuale di pubblicità 25%CAPOREDATTORE - Dario Vascellaro Emanuele Nespoli Speciale Public Utilities - Ambiente 3
    • apertura di Mario Saporiti del mercato IN QUESTE PAGINE ✍ Non “sparate” 8 sulle pmi È una vera politica 10 di liberalizzazione?Se manca Le valutazioni 12 dell’Authorityla libertà di scelta ffrontare seriamente il tema della libertà di scelta nelleSi può veramenteparlare, oggi, in Italia,di un mercato liberodell’energia elettrica edel gas? Mario Saporiti A public utilities è cosa interessante e oltremodo urgente, in quanto si scoprirebbe che nel nostro Paese tale libertà è più conclamata che reale, più sbandierata che effettiva.presidente di Utilità Questo dato è molto evidente nel settore energetico (gas edspa, società produttrice energia elettrica) e nello specifico nel mercato libero a cui pos-e fornitrice di energia sono rivolgersi le aziende e in particolare quelle medio-piccole,elettrica e gas, in vale a dire il tessuto che dà più consistenza all’economia italia-questo articolo analizzal’attuale scenario na, così come da tutti ormai riconosciuto. Guardiamo il mercato libero dell’energia elettrica: secondo le Speciale Public Utilities - Ambiente 5
    • apertura del mercato Se pensiamo che, secondo quanto scritto a suo tem- po dal Sole-24 Ore, in Italia la differenza tra i costi di produzione e il prezzo di vendita finale è la più alta d’Europa, appare chiaro che la libertà di scelta nel libero mercato dell’energia elettrica è ancora una chi- mera: si può in effetti scegliere, ma tra “uguali”, quin- di non si sceglie. Il mercato del gas è ancora più “ingessato”, e questo stato di fatto è addirittura noto all’Antitrust che, dopo aver sanzionato Eni per abuso di posizione dominante, ha “costretto” il cane a sei zampe a fare una proposta di cessione di 1,5/2 miliardi di metri cubi di gas con procedura pubblica, proposta che verrà valutata dall’Antitrust nei prossimi mesi. Il prezzo del gas per l’utente finale industriale è cre- sciuto negli ultimi anni in modo esponenziale: più 16 per cento nel 2005, più 22 per cento nel 2006 e nel 2007 dovrebbe salire ancora, secondo le stime, del 9 per cento. Qui gli operatori/importatori sono ancora meno numerosi che nell’elettrico: di fatto solo tre società hanno la disponibilità effettiva del gas, con Eni in posizione assolutamente dominante. Va da sé che parlare di libertà di scelta, in tale situa- zione, è pleonastico se non ridicolo: le società di ven- dita si scannano sui clienti finali con margini irrisori e per un prezzo che per l’utente finale inizia a essere insopportabile. I margini veri ovviamente ci sono, ma rimangono in capo (ma meglio sarebbe dire in ✒ Mario Saporiti, presidente di Utilità spa tasca) a chi importa gas dall’estero. Un’attività que- sta, è bene dirlo per chiarezza, non alla portata di chiunque per via dei contratti alla fonte, proibitivi proiezioni fatte dagli analisti, nel 2007 il costo per l’utente fina- fino al fatto di non essere neanche ricevuti dai rappresentanti dei le industriale subirà un aumento del 10 per cento rispetto al produttori, e per il vincolo del trasporto fisico dei metanodotti, 2006. Motivo ufficiale: l’aumento delle materie prime per pro- già saturi con i contratti a lungo termine esistenti. Ben vengano durla (gas, petrolio ec.) che importiamo dall’estero. dunque i rigassificatori di cui si parla in questi giorni e il previ- Di fatto il prezzo per il 2007 si è formato a ottobre scorso con la sto potenziamento dei gasdotti esistenti. Fino a quando non messa all’asta di 1.000 mw da parte dell’Enel a 73 Euro a mwh, saranno operative queste nuove infrastrutture la libertà di scelta quasi il 15 per cento in più del prezzo dell’asta svoltasi nello per l’utente finale può avvenire a una sola condizione: minori stesso periodo di un anno prima per il mercato del 2006. Tutti margini (che resterebbero comunque alti) per il “Principe”. Una gli altri operatori si sono adeguati a tale prezzo di vendita, nes- possibile novità, questa, difficile da prevedere a breve. suno ha potuto dire nulla e l’utente finale ha dovuto accettare In questo scenario, per forza di cose sintetico ma realistico e offerte e firmare contratti con gli aumenti di cui sopra. L’Enel vero, una cosa appare certa: occorre creare le condizioni per una dunque ha fatto il mercato, gli altri operatori, in verità non più reale libertà di scelta perché tali condizioni oggi non esistono. di una decina, hanno seguito l’onda e le aziende si sono trovate Esiste una legislazione che sulla carta permette quello che la a “scegliere” tra offerte differenti tra loro di alcune piccole vec- realtà dei fatti nega in modo evidente. chie lire a kwh. E lo nega certamente per motivi strutturali, che si stanno ini- Tra i (pochi) produttori/venditori la vicenda è stata vissuta come ziando ad affrontare, ma, soprattutto, per motivi che oggi sono una piacevole sorpresa: poter vendere con margini di guadagno legati alla massimizzazione dei profitti da parte di chi, in attesa impensabili fino a pochi giorni prima non era infatti nelle loro dello “sbottigliamento” che verrà, ci pare abbia un concetto di previsioni. Ci sono state in verità alcune rare eccezioni, che però “bene comune” inteso solo come bene (tasche) dei propri azio- non hanno cambiato questo trend. nisti. E che l’utente finale si arrangi come può. ❙ 6 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • apertura del mercato a cura di Paola Fiore Non “sparate” sulle pmi «Dobbiamo rilevare che il Governo si è mosso nel campo del riordino delle normative ambientali, dando l’idea di un intento punitivo, quasi senza rendersi conto di quanto alcune norme che si vogliono modificare, come quelle previste per la tutela delle acque e lo smaltimento dei rifiuti, penalizzino la grande maggioranza delle nostre micro e piccole imprese». A parlare è Massimo Calearo, presidente Associazione industriali della Provincia di Vicenza Presidente Calearo, qual è l’approccio di Confindustria va certamente a un dosaggio dei due strumenti che lei cita, in cui nei confronti dei temi ambientali ed energetici dal punto di un incentivo premiante ma volontario sia la componente preva- vista del sistema legislativo, che in materia di ambiente ed lente. Il sistema ha investito molto sulla promozione dei sistemi energia prevede norme cogenti, ovvero una visione di tipo volontari. Il protocollo di intesa tra Confindustia e ministero del- “command and control”, e accordi volontari che spingono le l’Ambiente, così come quello tra Confindustria Veneto e Regione pmi ad adempiere alle leggi sull’inquinamento e a cercare il Veneto, ne sono una dimostrazione. Figli di questi protocolli sono miglioramento continuo delle prestazioni ambientali ed ener- i progetti che avviano il percorso verso la certificazione ambienta- getiche? le di settori strategici come quelli della concia, delle cave, della «Direi che occorre distinguere due piani. In termini generali, la lavorazione di materiali plastici e del legno o dell’industria mecca- politica ambientale e quella energetica, che non possiamo ridurre nica con lavorazioni galvaniche». soltanto alla parte normativa, ma che comprende anche le misure attive di promozione del mercato e della concorrenza, entrambe Quale atteggiamento osserva nelle imprese verso le poli- leve utili a quello che Confindustria definisce come il necessario tiche ambientali che mirano a ottenere la certificazione di un nuovo Patto per la produttività. Nell’immediato tuttavia dobbiamo sistema di gestione ambientale? rilevare che il Governo si è mosso nel campo del riordino delle «Contrariamente a quello che pensa una certa retorica anti-indu- normative ambientali, dando l’idea di un intento punitivo, quasi striale, nelle imprese c’è interesse verso questo tipo di certificazio- senza rendersi conto di quanto alcune norme che si vogliono ne. Quelle che hanno concluso o stanno concludendo l’iter per modificare, come quelle previste per la tutela delle acque e lo smal- ottenerla sono numerose. Molto più numerose sono però le impre- timento dei rifiuti, penalizzino la grande maggioranza delle nostre se che aspettano di conoscere quali sistemi premianti saranno micro e piccole imprese. Se vogliamo incentivare soluzioni di effi- adottati. Su questo aspetto, decisivo per un’azienda, chi non si è cienza energetica, la via non può essere quella dell’asfissiante pres- ancora deciso, in realtà, è la politica. Governo e Parlamento devo- sione amministrativa. In questo senso, la preferenza delle imprese no fare chiarezza al più presto. Se costruiamo un sistema di incen-8 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • apertura del mercatotivi forte, le imprese interessate alle politiche ambientali, e dunque classe politica, a livello nazionale e locale, non è in grado di impor-a questo tipo di certificazioni, saranno ancora più numerose di re decisioni. “Non nel mio giardino”: è questo il veto che arrestaoggi». ogni cosa. La combinazione di lungaggini amministrative e dei tan- ti comitati si traduce nel fatto che il sistema produttivo perde mol- Quante sono le aziende aderenti a Confindustria che han- te opportunità».no ottenuto la registrazione comunitaria Emas II e quantequelle che hanno raggiunto la certificazione di un Sistema di Quali i casi di eccellenza in Italia per la ricerca e l’inno-gestione ambientale secondo la norma internazionale Iso vazione tecnologica nei comparti dell’ambiente e delle energie14001/2004? rinnovabili?«Nel Veneto, esistono a oggi 35 siti con la certificazione Emas, set- «Le cito un caso, che appartiene proprio al nostro territorio: late di questi nella provincia di Vicenza. Per quanto riguarda la nor- gestione del ciclo integrato dell’acqua ad Arzignano, terra dima Iso Edizione 2004, i 411 sistemi di gestione certificati del 2005 concia. Questo è un esempio di come una legge (quella sul ciclosono diventati 815 nel 2006. Nella provincia di Vicenza se ne cen- integrato dell’acqua) possa catalizzare azioni virtuose, da partesiscono oltre 170. I settori sono variegati: si va dall’alimentare alla delle aziende e degli enti locali, anziché frenare lo sviluppo del-meccanica e metallurgia, dalla chimica ai servizi pubblici». le imprese». Riguardo la marcatura ambientale di prodotto, quali sono Presidente Calearo, in Italia il mercato delle public utili-le imprese associate che si sono avvalse di uno dei tre sistemi ties può dirsi competitivo?previsti, vale a dire l’etichettatura ambientale europea Ecola- «Nel settore delle public utilities il nostro Paese ha accumulatobel, la dichiarazione ambientale di prodotto Edp e la certifica- parecchi ritardi, che peraltro l’attuale maggioranza non sembra inzione ambientale auto dichiarata dello standard internaziona- grado di farci recuperare del tutto. Il problema è duplice: da unle Iso 14020? lato, il privato è un attore a oggi escluso dal settore dell’acqua e«In questo caso il problema è la definizione degli standard. Lad- progressivamente dallo smaltimento dei rifiuti. Tutto il sistemadove si è già provveduto, vi sono alcuni esempi nel settore cartie- dipende da un comparto pubblico che però non riesce nemmenoro o alberghiero di utilizzo dell’etichettatura Ecolabel. Altri settori a dotarsi degli impianti necessari. D’altra parte, ci sono casi in cuiattendono ancora di definire gli standard. Per restare a un settore la gestione privatistica di società a capitale pubblico dei servizi haimportante nel vicentino, posso dire che per la concia sono allo riprodotto i vizi del pubblico. Il risultato è che i costi per le impre-studio progetti mirati a ottenere la certificazione del prodotto». se restano alti, con grave danno per la loro competitività». Con il VII Programma Qua- Qual è il parere di Confin-dro di Ricerca e Sviluppo Tecnolo- dustria nei confronti della politi-gico Pqrst dell’Unione europea le ca ambientale del Governo? Qua-imprese italiane saranno in grado li sono le vostre attese per il com-di sfruttare i benefici offerti dai parto ambiente energia?finanziamenti comunitari o saran- «Le aspettative sono scarse, perchéno necessari ulteriori aiuti econo- i segnali sono preoccupanti. Glimici a livello nazionale, per soste- interventi dei primi mesi di vita delnere ricerca, innovazione e compe- Governo su questa materia sonotitività delle pmi nel settore delle stati all’insegna di una visione ideo-nuove tecnologie ambientali ed logica dei problemi dell’ambiente eenergetiche? del territorio. Se prevale la visione«Naturalmente in questo campo il ideologica dell’ecologismo, anzichéricorso ai finanziamenti europei aiu- il pragmatismo di un Bersani cheta, ma non risolve il problema di una almeno si impegna per i rigassifica-burocrazia pubblica italiana, che tori, allora non c’è niente di buonoallunga i tempi e rende più difficile da aspettarsi per il futuro. In questaalle imprese il dare applicazione pra- situazione, la speranza delle impre-tica ai progetti europei. Il tutto si se è l’Europa, perché le normeriflette anche in un ritardo del siste- europee tutelano le aziende dalma Paese su alcune importanti filie- rischio di azioni politiche, condottere, dallo smaltimento di rifiuti alla con un intento punitivo verso le ✒ Massimo Calearo, presidente Associazione industriali dellacostruzione di termovalorizzatori. La Provincia di Vicenza imprese». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 9
    • apertura del mercato a cura di Caterina Clerici È una vera politica di liberalizzazione? Da un’indagine di Confartigianato, associazione che riunisce 521 mila piccole imprese, emerge che la maggior parte di aziende con meno di 20 dipendenti chiede all’attuale maggioranza in carica energia e gas più liberi. Partendo da questo “campanello di allarme” approfondiamo il tema con Marco Pigni, che in Confartigianato si occupa di ambiente e public utilities he cosa chiedono le 521 mila imprese aderenti a Con- ostacolano uno sviluppo serio del Paese soprattutto in settori C fartigianato? Da una ricerca condotta dall’Associazione su un campione di aziende italiane con meno di 20 addetti, risulta che oltre il 70 per cento di queste si aspetta dal strategici quali l’energia. Queste percentuali, segnalate dall’inchiesta di Confartigianato, fanno trapelare un ultimo dubbio: si sta veramente perseguendo Governo in carica migliori incentivi per la propria attività, in par- una politica di liberalizzazione dei mercati dell’energia o, in que- ticolare energia e gas più liberi e di conseguenza meno costosi. I sto turbine di regolamenti, gli unici a essere liberalizzati sono piccoli imprenditori inoltre - sempre secondo quest’indagine - si taxisti, benzinai ed estetiste? Al quesito risponde ancora Guerri- dimostrano alquanto scettici di fronte ai nuovi provvedimenti ni: «Non sono di certo queste le categorie sociali che, una volta adottati dalla attuale maggioranza: due imprenditori su tre sono liberalizzate, incideranno sulle condizioni di maggiore concor- convinti che in futuro cresceranno i privilegi di politici e dirigenti renza del nostro Paese». E continua: «Bisogna avere il coraggio di pubblici e che non vi saranno miglioramenti anche per quanto aggredire i veri grandi settori protetti che oggi pesano sull’eco- riguarda il funzionamento di Regioni, Province e Comuni. «La nomia italiana con una “tassa da scarsa concorrenza” pari a 7,8 Finanziaria» ha commentato Giorgio Guerrini, presidente di miliardi di euro l’anno: energia, servizi pubblici locali, servizi Confartigianato «non ha contribuito a rafforzare la fiducia dei bancari e assicurativi». piccoli imprenditori». Troppi vincoli e laccioli burocratici che Un primato negativo, tutto made in Italy, è infatti quello delle10 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • apertura del mercatobollette “più elettriche” d’Eu- essere proprio la posizioneropa: una piccola azienda ita- dominante degli operatori diliana paga novemila euro in «Bisogna avere il coraggio di gas ed elettricità. Questi possie-più all’anno di energia elettri- aggredire i veri grandi settori dono tutte le infrastrutture dica rispetto a un competitor protetti che oggi pesano approvvigionamento per l’af-europeo. flusso di energia in Italia. Scor-Dopo le accese dichiarazioni sull’economia italiana con una porare la proprietà tra chi pos-rilasciate dal presidente Gior- “tassa da scarsa concorrenza” pari siede tali infrastrutture e i sog-gio Guerrini, abbiamo voluto getti che invece si occupano dicoinvolgere in questo dibattito, a 7,8 miliardi di euro l’anno: produzione, importazione, oassolutamente attuale per la energia, servizi pubblici locali, vendita del bene gas, rappre-piccola e media impresa italia- senterebbe, secondo Pigni, unna, Marco Pigni, che in Confar- servizi bancari e assicurativi» passaggio di fondamentaletigianato si occupa di ambiente importanza. «Se si elimina que-e public utilities. Secondo Pigni sta integrazione verticale,l’innegabile gap tra imprese ita- aumenta la capacità di concor-liane ed europee in materia energetica, non può più essere tra- renza tra più operatori nella filiera del gas. Un arbitro imparzialescurato. Quella che si è effettuata finora nel Belpaese è un tipo di quale il proprietario-gestore di infrastrutture strategiche, nonliberalizzazione «alla rovescia», in cui si assiste da un lato alla collegato con l’operatore, garantirebbe infatti una maggioretotale apertura della domanda e dall’altro a un’offerta che ormai equità di accesso, e quindi di tariffe, impedendo di creare barrie-rimane ingessata. L’obiettivo che si realizza a questo punto è asso- re o vincoli contrattuali alla capacità di accesso di importazionelutamente opposto allo scopo a cui si voleva puntare. Alla base di e rendendo più efficiente l’anello della catena d’approvvigiona-queste considerazioni c’è un dato, ormai assodato: nel 2006 - mento. In un secondo momento, poi, ci vorrebbe che questa effi-rispetto all’anno 1999-2000, data in cui i percorsi di liberalizza- cienza venisse distribuita tra chi si assumesse il rischio di inter-zione hanno cominciato a muovere i primi passi - i prezzi finali mediazione e il cliente finale e non rimanesse tutta all’interme-per i consumatori (ad esempio i piccoli imprenditori) sono sali- diatore. Non è automatico che questo percorso porti a un rispar-ti, pur essendosi formalmente ampliata la possibilità di buttarsi mio effettivo in bolletta, ma è una condizione necessaria per l’ef-sul libero mercato. Si può allora parlare di vera concorrenza se ficienza».l’imprenditore non trae alcun vantaggio dal “pacchetto liberaliz-zazioni”? Che libertà di scelta esercita il consumatore - visto che I consorziliberalizzare vuol dire aumentare la libertà - se gli viene a man- Aumentare il potere d’acquisto è uno degli scopi principali deicare il frutto che una seria concorrenza fa nascere? «I prezzi non gruppi consortili, organizzati a livello regionale all’interno delsono lievitati solo per il caro petrolio» ci tiene a precisare Marco sistema di Confartigianato, ma anche da altre associazioni diPigni «o per motivi di ordinaria inflazione, bensì per scorretto categoria. Al termine della catena di fornitura occorre, infatti,funzionamento a monte del mercato e per comportamenti anti- una maggior organizzazione per gestire al meglio le partite di ser-concorrenziali degli operatori». vizi energetici. I consorzi sono centri di competenza e accompagnano il con-Come venirne fuori sumatore attraverso le strutture territoriali associate a Confarti-Aiutare le imprese a individuare i fornitori più convenienti. gianato. Spiega Pigni: «Una piccola impresa viene così aiutata aQuesta è una delle soluzioni che Confartigianato propone: for- selezionare l’offerta di fornitura più conveniente, valutata anchenitori in grado di offrire un servizio e un prezzo del kilowatto- a partire dal livello di qualità e affidabilità del fornitore, e orien-ra al metro cubo del gas effettivamente più basso per il consu- tandola a un migliore approvvigionamento».matore finale. In alcuni casi, poi, è possibile che l’imprenditore tenti di gesti-«La priorità di chi fa politica dovrebbe essere quella di lavorare re in proprio «la partita di energia», trasformandosi così daper ridurre i poteri dominanti all’interno dei mercati e sviluppa- consumatore ad autoproduttore. «Le pmi potranno così diven-re un sistema concorrenziale vero», continua Pigni: «È necessa- tare dei centri di competenza ed erogazione di servizi verso unaria una pluralità di operatori e fornitori che possano avere la stes- categoria limitata» continua Pigni «dove ad esempio è possibi-sa simmetria informativa per poter poi compiere offerte mirate e le acquistare in gruppo energia, ridistribuendola poi in reticonvenienti sui clienti finali. Attualmente i vecchi monopolisti interne di utenze o in reti locali, attirando un circolo virtuosodetengono tutte le informazioni utili per essere più efficienti nel- che realizzi economie sia di scala che di servizio. Questila rete di vendita ed efficaci nell’offerta ai clienti finali». approcci di democrazia energetica potrebbero diventare unUno dei nodi più grossi da sciogliere in campo energetico risulta futuro innovativo». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 11
    • apertura del mercato a cura di Paola Fiore Le valutazioni dell’Authority «È proprio nei settori più recentemente liberalizzati - energia elettrica, gas, telecomunicazioni - che spesso si registrano tentativi da parte di ex monopolisti di conservare, tramite comportamenti escludenti, i privilegi tradizionalmente detenuti». A parlare è Luigi Fiorentino, capo Gabinetto dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che sottolinea a questo proposito l’importanza di un organo garante Dottor Fiorentino, il ddl 79/99 ha avviato il mercato se. Così è stato per il settore energetico e i mercati dell’energia interno dell’energia elettrica alle regole della libera concor- elettrica. Con il ddl 79/99 si sono liberalizzati alcuni segmenti renza. Al Senato giace la delega al Governo per completare la della filiera dell’energia elettrica - produzione, importazione, liberalizzazione dei settori dell’energia elettrica e del gas esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica “sono libere” naturale. Quando saranno completate le liberalizzazioni? - nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico. Trasmissione e «Tra le liberalizzazioni realizzate in Europa nei settori dei servizi dispacciamento sono riservate allo Stato e attribuite in conces- di pubblica utilità, alcune sono state più rapide e complete, come sione al gestore della rete di trasmissione nazionale, società per quella delle telecomunicazioni, altre più graduali e meno inten- azioni a capitale pubblico. L’attività di distribuzione è svolta in12 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • apertura del mercatoregime di concessione. Nel2004 vi è stato un momentodi svolta importante nel pro-cesso di liberalizzazione: si èavviata la “borsa elettrica” chedi fatto ha sostituito i prezziamministrati con i prezzi dimercato. La liberalizzazionedel settore è stata comunqueparziale, poiché ha riguardatosoltanto alcuni segmenti dellafiliera e sconta ancora, nellarealizzazione pratica, carenzee disfunzioni. Enel conservaun netto vantaggio sugli altrioperatori, in termini di qua-lità degli impianti di genera-zione, capillare presenza nelPaese e potere di mercato.Per quanto riguarda il settoredel gas, l’esperienza della libe-ralizzazione non è molto posi-tiva: Eni controlla i gasdottinazionali e le infrastrutture di ✒ Luigi Fiorentino, capo Gabinetto dell’Autorità garante della concorrenza e del mercatotrasporto internazionale, uti-lizzate per l’importazione digas in Italia, che per la granparte sono saturate dal gas proveniente dai suoi contratti a lungo re un ambiente propizio all’esplicarsi del confronto concorren-termine. Inoltre, Eni ha mantenuto una posizione di monopolio ziale e alla diffusione di una vera e propria cultura della concor-nello stoccaggio, e il rischio di comportamenti escludenti è ele- renza, a beneficio degli utenti e delle imprese in termini di cre-vato. Attraverso maggiori investimenti infrastrutturali, occorre scita e redditività. Uno studio recentemente condotto dall’Auto-ridurre gli ostacoli tecnici che frenano l’ingresso di operatori con- rità sulla distribuzione commerciale dimostra come, laddove si ècorrenti, sia per il gas naturale sia per quello liquefatto. liberalizzato di più, maggiori sono stati i benefici riscontrati inIn merito al disegno n. 691 si può osservare che va nella direzio- termini di contenimento dell’inflazione sui prezzi al consumo.ne di cominciare a risolvere alcuni dei problemi riscontrati. In Anche nei servizi pubblici locali, l’apertura alla concorrenzaparticolare, è importante completare il processo di attuazione dovrebbe perseguire il confronto libero tra imprese - concorren-delle direttive comunitarie. È da apprezzare l’intenzione di raffor- za nel mercato - e soltanto quando le caratteristiche del mercatozare la separazione tra attività di trasporto e distribuzione e atti- stesso impongano un limite al numero degli operatori presenti,vità di vendita, anche se con riferimento alla rete del gas sarebbe dovrebbe prediligersi lo strumento della selezione dei gestori delopportuno prevedere particolari cautele, anche alla luce della servizio, tramite procedure a evidenza pubblica - concorrenza persituazione internazionale». il mercato. È proprio nei settori più recentemente liberalizzati - energia elettrica, gas, telecomunicazioni - che spesso si registra- Quali sono i vantaggi delle liberalizzazioni? Come i ser- no tentativi da parte di ex monopolisti di conservare, tramitevizi pubblici locali si possono offrire sul mercato in regime comportamenti escludenti, i privilegi tradizionalmente detenuti.di vera concorrenza? Quali forze, se non sufficientemente In questo senso la regolazione, seppure necessaria, deve essereregolamentate, rischiano di ridurre la competizione? informata a criteri di concorrenzialità, al fine di contribuire ad«I benefici che i consumatori possono trarre dai processi di libe- arginare quei comportanti ostruzionistici che l’Autorità garante siralizzazione sono svariati. Lo sono in termini di ampliamento trova in concreto a sanzionare».delle possibilità di scelta dei prodotti o servizi e, di riflesso, diriduzione delle tariffe e aumento della qualità. L’eliminazione del- In riferimento al contesto europeo e internazionale, ale restrizioni all’accesso al mercato, nonché di vincoli ingiustifi- quali sistemi economico giuridici dovrebbe guardare l’Italiacati all’esercizio delle attività economiche, può contribuire a crea- in materia di liberalizzazioni? Quali regole e strumenti Speciale Public Utilities - Ambiente 13
    • apertura del mercato dovrebbe mettere in campo il Governo, per garantire benefi- auspicato che questo strumento, che si risolve nell’affidamento ci effettivi a produttori e consumatori? diretto, sia utilizzato soltanto in casi particolari e circoscritti, «Il nostro Paese è dipendente dalle importazioni per oltre l’80 quando non sia oggettivamente possibile ricorrere al mercato. Il per cento del fabbisogno, a causa della limitatezza delle fonti ricorso all’in house dovrebbe rispondere, pena tradursi in una tec- interne. Le nostre principali fonti di approvvigionamento sono nica di elusione dell’evidenza pubblica e del confronto concor- costituite dal petrolio e dal gas - contano per il 70 per cento del renziale, a stringenti requisiti di legittimità - su tutti, la perma- fabbisogno energetico. La scarsità di queste risorse, e le caratteri- nenza ed effettività del controllo pubblico sul soggetto affidatario stiche dell’industria estrattiva, condizionano i prezzi di tali mate- - e a valutazioni e analisi di mercato concrete e motivate. L’op- rie molto più degli effettivi costi di produzione. A questa situa- zione della gara resta la prima da percorrere, al fine di consenti- zione economica generale si aggiunge la specificità tecnica per re un confronto tra operatori che faccia emergere il soggetto cui è impossibile stoccare energia elettrica e soltanto limitata- meglio rispondente alle esigenze dello specifico servizio o lavoro mente immagazzinare petrolio e gas. In termini concreti, mentre affidato. Allo stesso tempo, nello svolgimento delle gare si con riferimento al petrolio si profila nel medio periodo essenzial- dovrebbe richiedere il possesso di requisiti economicamente giu- mente un problema di prezzo della materia, con riferimento al stificati e proporzionati, al fine di garantire una selezione che sia gas, che giunge in Italia solamente tramite due gasdotti - di pro- realmente competitiva e non discriminatoria». prietà di Eni - dalla Russia e dall’Algeria, si possono creare seri problemi di reperimento della materia, come dimostrano le Come valuta la creazione di poli gestiti a maggioranza di vicende dell’inverno scorso. I Paesi dell’Unione europea si trova- capitale pubblico? Nelle multiutilities, qual è il peso dei sog- no in una situazione di dipendenza meno accentuata dall’estero getti controllanti e di quelli controllati? rispetto all’Italia; ma, in prospettiva anch’essi dovranno rivolger- «In linea di massima non si può non condividere la sostanziale si sempre più a fonti extraeuropee. In questo scenario, la più effi- “neutralità”, in astratto, del carattere pubblico o privato delle ciente regolazione di questi mercati dovrebbe necessariamente imprese e, di riflesso, delle forme di gestione dei servizi. In con- avere una dimensione europea in linea con quanto richiesto dal creto, nel settore dei servizi pubblici è auspicabile una inversio- Regno Unito durante il semestre di presidenza britannica del set- ne della prospettiva e una trasformazione della pubblica ammi- tembre 2005, per il rilancio di una più efficace politica comune nistrazione da imprenditore pubblico a soggetto, che si limita in campo energetico, volta a rafforzare le infrastrutture per le all’affidamento del servizio, demandando al mercato il suo svol- interconnessioni tra le vari reti, a prevedere l’istituzione di stoc- gimento. Sottrarre al mercato ambiti di attività non trova, nella caggi comuni delle riserve e, quindi, la gestione comune dei gran parte dei casi, ragionevole giustificazione. Inoltre, ogni rischi». gestione “pubblica” del servizio comporta, in quanto tale, una commistione di ruoli tra soggetti che svolgono il servizio stesso, Quali sono i problemi in materia di concorrenza nel set- regolano la relativa attività e vigilano sul suo svolgimento. In tore energetico, a livello nazionale ed europeo? Qual è il giu- questo senso, norme volte a disciplinare con rigore le incompati- dizio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato bilità sono necessarie, ma non sufficienti ad arginare il conflitto sul sistema di affidamento diretto o in house dei lavori e dei di interessi». servizi pubblici? Un suo parere sull’utilizzo delle gare. «La situazione attuale è lontana dall’auspicabile obiettivo di inte- Il mercato italiano delle public utilities sino a che punto grare i mercati. La liberalizzazione in Europa è ancora a macchie può dirsi realizzato? Qual è il giudizio dell’Autorità garante di leopardo. Alcuni Stati, come la Gran Bretagna o i Paesi scan- della concorrenza e del mercato sul grado di liberalizzazione dinavi, sono andati molto avanti e già traggono benefici in ter- dei servizi pubblici nel nostro paese? mini di minori prezzi dell’energia per clienti finali, imprese e «Nel corso degli ultimi anni, le più forti spinte verso un proces- famiglie. Altri Paesi, tra cui l’Italia, hanno fatto molto, ma sono so di liberalizzazione si sono registrate proprio nei servizi di pub- rimasti a metà del guado, versando in una pericolosa situazione, blica utilità. I relativi mercati si sono in parte rimodellati sulla nella quale non si riescono a ottenere i benefici del sistema con- scorta di interventi di privatizzazione e separazione societaria, correnziale, ancora tropo debole. Si profila all’orizzonte la non nonché grazie al progresso tecnologico e a forme di regolazione auspicabile evenienza dell’instaurazione di oligopoli collusivi. Vi ad hoc. La strada è ancora lunga, non soltanto per le difficoltà che sono, infine, ancora paesi economicamente importanti, che con- i nuovi entranti incontrano a fronte di comportamenti ostruzio- tinuano a garantire alle proprie imprese nazionali una protezione nistici degli ex monopolisti, ma anche per la resistenza di certe forte. La liberalizzazione è un obiettivo che deve essere sicura- amministrazioni locali al dare applicazione rigorosa alle disposi- mente perseguito per i vantaggi che se ne traggono, ma nel con- zioni vigenti, che consentirebbero di aprire più rapidamente i testo europeo si dovrebbe procedere in modo omogeneo. L’Auto- mercati alla concorrenza. Quindi, è ancora un problema di inte- rità si è espressa in diverse occasioni, da ultimo con propria ressi economici e mentalità: la concorrenza è vista come un peri- segnalazione del dicembre scorso, in merito all’in house. Si è colo, non come opportunità». ❙14 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • municipalizzate a cura di Paola Fiore IN QUESTE PAGINE ✍ 20 Impariamo dai tedeschi 24 Una rete per il consumatore Ecco il “mio” Codice In questa intervista rilasciata al Corriere delle Opere, l’onorevole Linda Lanzillotta, ministro agli Affari regionali e alle Autonomie locali, parla dell’attività riformatrice dell’attuale Governo volta a «ridisegnare l’architettura delle funzioni degli enti locali, portandole a un livello di governo più vicino ai cittadini, definendo “chi fa cosa”, ed evitando sovrapposizioni e duplicazioni» Ministro Lanzillotta, alla luce del Codice delle Autono- mie locali da lei fortemente voluto, quali nuove aggregazioni tra municipalizzate ritiene maggiormente indicate per assi- curare ai cittadini l’efficienza nei servizi pubblici locali della raccolta e smaltimento rifiuti, della distribuzione di acqua, gas, energia e dei trasporti?16 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • municipalizzate ✒ Linda Lanzillotta, ministro agli Affari regionali e alle Autonomie locali Enti locali, pur mantenendo la libertà di scelta sulla possibilità di gestire i servizi in economia - ovvero con propri dipendenti e proprie strutture - devono, come regola generale, affidare i servi- zi mediante lo strumento delle gare. Utilizzando quindi proce- dure trasparenti, a garanzia della concorrenza e dell’efficienza nel«In questo settore il Governo ha avviato una intensa attività rifor- settore, nell’interesse del cittadino - consumatore, che deve ave-matrice, con una serie di interventi legati da una visione di insie- re servizi migliori, e degli enti locali, che avranno bilanci piùme. L’obiettivo è quello di attuare la riforma del Titolo V della sani. Incentivate dalla concorrenza, le aziende che si occupano diCostituzione dopo anni di colpevole inerzia e, più in generale, rifiuti, gas, energia, trasporti ma anche di altri servizi di caratte-del principio di sussidiarietà che ne costituisce uno dei presup- re sociale o culturale, dovranno affrontare entro pochi anni unposti. Il Codice delle Autonomie, che ridisegna l’architettura del- processo di riorganizzazione e ristrutturazione, secondo percorsile funzioni degli enti locali, portandole a un livello di governo non dettati dal Governo, ma dalla loro iniziativa. Mi sembrapiù vicino ai cittadini, definendo “chi fa cosa”, ed evitando naturale, quindi, che si proceda ad aggregazioni tra diverse realtàsovrapposizioni e duplicazioni, è uno dei pilastri intorno ai qua- su territori diversi, come sta già avvenendo, per acquisire unali muove l’azione del Governo. Alla tutela dei cittadini, e alla “massa critica”, in grado di competere con i player del mercatomaggiore efficienza della pubblica amministrazione, punta anche europeo».il disegno di legge sulla liberalizzazione dei servizi pubblici loca-li, attualmente in discussione in Parlamento. I Comuni e gli altri Secondo quali forme societarie si potranno aggregare Speciale Public Utilities - Ambiente 17
    • municipalizzate le multiutilities e quali azio- tempo e, contemporaneamente, ni dovranno porre in essere a porre un freno alle esperienze gli enti locali per gestire in «La riforma alla quale stiamo negative del passato». economia i servizi pubblici? Quali saranno i benefici per lavorando punta a dare On. Lanzillotta, il Gover- le imprese e quali vantaggi maggiore forza alla parte no elaborerà ulteriori diretti- andranno ai cittadini? buona del mercato delle public ve per regolamentare le «Le forme societarie sono quel- aziende municipalizzate, le previste dal diritto privato. utilities, garantendo riducendo sperpero di denaro Quanto agli enti locali, il loro soprattutto un quadro pubblico e conflitti di interes- input politico va in due direzio- se di alcune Amministrazioni ni: da un lato, gli stessi enti normativo certo e stabile nel comunali e provinciali? locali sono incentivati, dalla tempo e, contemporaneamente, «La riduzione degli sprechi è Carta delle Autonomie, a for- uno degli obiettivi del nuovo me di aggregazione per svolge- a porre un freno alle Codice delle Autonomie, che re al meglio funzioni che in esperienze negative del inciderà in particolare sui costi Comuni troppo piccoli potreb- be essere difficile garantire, passato» delle duplicazioni dei livelli di governo, ai quali alcune funzio- dando vita a nuove forme orga- ni erano attribuite. Il nuovo nizzative dettate dall’efficienza. assetto a geografia variabile dei Dall’altro, la previsione per gli livelli di governo dunque darà enti locali di mettere a gara l’af- anche al settore dei servizi eco- fidamento dei servizi pubblici segnerà la fine delle riserve di cac- nomici una cornice di maggiore efficienza, all’interno della qua- cia garantite ad aziende pubbliche o private, e delle posizioni di le sarà la concorrenza tra i diversi operatori, siano essi a proprietà rendita: le società controllate dai Comuni non saranno penaliz- pubblica, privata o mista, a determinare un taglio agli sprechi e zate né premiate, ma dovranno competere sul mercato. Le impre- ai conflitti di interesse. Questi ultimi, in particolare, dovranno se, che all’inizio dovranno darsi da fare per dimostrare di merita- essere impediti dalla trasparenza e dalla regolarità delle gare, a re quella che prima era la loro quota garantita di mercato, saran- garanzia delle quali è esplicitamente chiamata a collaborare e no incentivate a modernizzare, innovare, investire e aggregarsi: vigilare anche l’Autorità garante della concorrenza e del merca- un processo che nel medio lungo periodo sarà premiante, sia per to». le aziende sia per i lavoratori. Per questi ultimi, nel breve perio- do, vanno comunque predisposti strumenti di tutela, ammortiz- Quali saranno i limiti di intervento e i compiti principa- zatori sociali per eventuali passaggi “duri” della ristrutturazione. li degli enti locali operanti nel settore delle multiutilities nel I vantaggi per i cittadini si leggeranno nelle bollette e nella qua- corso della presente legislatura? lità del servizio». «La nuova legge dà il contesto normativo nel quale gli enti loca- li dovranno muoversi: ma la sfida che essi hanno di fronte è quel- Ministro Lanzillotta, come ha funzionato sinora il mer- la di adeguare i comportamenti e, soprattutto, la cultura ai prin- cato delle public utilities in Italia? Come crede evolverà in cipi della concorrenza e della trasparenza del mercato. Faccio un futuro? esempio: scrivere il bando di una gara o vigilare sul rispetto dei «In parte bene. Ha consentito di creare campioni nazionali capa- contratti di servizio e delle carte dei servizi sarà compito delica- ci di fornire buoni servizi ai cittadini e di sviluppare aziende to e cruciale, ben più importante di quello della gestione diretta. sane, alcune delle quali anche quotate in borsa. Come ho già L’Ente locale dovrà evitare di farsi “catturare” da qualcuno dei ricordato, alcune di queste stanno verificando la possibilità di soggetti, i cui comportamenti vanno regolati. In questo compito, aggregarsi per crescere dimensionalmente e acquisire maggiore peraltro, le amministrazioni dovranno essere stimolate e affianca- capacità di competizione sul mercato nazionale ed europeo. C’è te dalle associazioni dei consumatori. Altrettanto impegnativa è anche una altra faccia della medaglia: quella delle utilities gestite la sfida che ha di fronte il settore privato - mi riferisco qui anche in modo tutt’altro che industriale. Queste ultime, scaricano la alle aziende private tradizionali - ma anche al privato sociale, loro inefficienza sui cittadini, con tariffe salate e un pesante cari- ossia a quella fetta rilevante del mondo dei servizi, che è in con- co fiscale, destinato a finanziare un elevato costo complessivo dei dizione di dare un grande contributo alla crescita di un nuovo servizi. La riforma alla quale stiamo lavorando punta a dare mag- rapporto tra pubblico e privato. Naturalmente, anche questo set- giore forza alla parte buona del mercato delle public utilities, tore, come tutti gli altri, si dovrà misurare sino in fondo con le garantendo soprattutto un quadro normativo certo e stabile nel regole della concorrenza e della trasparenza». ❙18 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • municipalizzate a cura di Paola Fiore Impariamo dai tedeschi Giulio Sapelli, docente di Storia economica e di Analisi culturale dei processi organizzativi all’Università degli Studi di Milano e ricercatore emerito presso la Fondazione Enrico Mattei, indica il modello tedesco di public utilities, quale migliore sistema di riferimento per le aziende municipalizzate italiane a municipalizzazione in Italia ha radici lontane, dalla settore innovazioni tecnologiche e infrastrutturali, tali da inne- L seconda metà del XIX secolo si arriva agli inizi del XX, quando una legge del 1903 istituzionalizza le aziende municipalizzate, consolidando l’erogazione e l’offerta dei servizi scare il processo di modernizzazione dei centri urbani. I temi del rapporto tra pubblico e privato, società concessionarie e Munici- pi e forma giuridica delle municipalizzate e condizioni economi- idrici ed energetici, per garantire ai cittadini e al territorio condi- che in cui esse operano, sono molto dibattuti. In Italia il ruolo zioni di vita adeguate allo sviluppo e al progresso economico del- delle Istituzioni ha una forte incidenza, sia per i vincoli giuridici la società. Il fenomeno delle municipalizzate italiane si individua sia per le costruzioni ideologiche. Il dibattito sulle municipaliz- nelle tre fasi del periodo liberale, fascista e repubblicano, duran- zate è tornato di attualità e la storia si confronta con i dati del te il quale l’intervento pubblico condiziona l’attività delle impre- passato e l’esperienza europea. Allo storico del pensiero econo- se, espresse dagli organi di governo cittadino. Accanto ai Muni- mico un quadro complessivo serve a ricondurre la discussione in cipi vi è un’imprenditorialità pubblica locale che introduce nel una ottica presente.20 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • municipalizzate Professore Giulio Sapelli, quali sono i modelli di riferi- taria, ma il grado di competizione. Quando si parla di public utili- mento per il sistema italiano di public utilities nel comparto ties non tutto può essere riportato alla competizione piena. Il pro- ambiente energia? blema non è che mille Comuni competano e liberalizzino; biso- «In Italia non si fa riferimento ad alcun modello straniero. Il gnerebbe fare delle associazioni di Comuni, delle economie di sca- modello che, a mio parere, può dirsi migliore è quello tedesco di la e poi liberalizzare. Gli amministratori locali hanno più cono- RVE, che unisce il controllo pubblico delle reti a una forte parte- scenza della materia, rispetto a coloro che salgono al governo del- cipazione delle autorità locali raccolte in una holding quotata, la la cosa pubblica a livello centrale». quale consente di massimizzare l’apertura al mercato e allo stes- so tempo permette un forte radicamento al territorio. Auspico Come valuta l’approvazione del Codice delle autonomie che nelle multiutilities s’inizi ad applicare la Legge Vietti, ovvero locali? la dualità nell’amministrazione e nella sorveglianza. Anche in «Su questo tema sono un allievo di Vittorio Bachelet e di Giovan- queste imprese i consumatori, i lavoratori e i sindacati devono ni Maronghi, due grandi maestri. Sono per lo Stato dei Comuni, avere un ruolo, che non può essere lasciato soltanto ai manager delle autonomie comunali; credo che le Regioni siano state un e alla classe politica». colossale errore, perché hanno creato di nuovo dei micro Stati, un micro statalismo, senza il principio di sussidiarietà. L’unico princi- Come giudica il mercato italiano delle multiutilities? pio di sussidiarietà è nei Comuni e nelle reti di Comuni. Il testo mi «In Italia il mercato delle multiutilities non esiste. C’è una qualche convince; mi pare sia un inizio verso uno Stato dei Comuni, per- forma di competizione, ma le municipalizzate sono ancora forte- ché parla di assemblee metropolitane. Lo realizzeremo quando eli- mente radicate nei territori locali. Si espandono, ma non possiamo mineremo le Regioni». pensare a un mercato. Si tratta di un mercato molto imperfetto; la parola “mercato” non è indicata. Comincia a esserci più competi- Il Governo sta cercando di porre un freno alle aggrega- zione, si può andare anche in territori altrui, ma è una competi- zioni tra aziende municipalizzate anche nella gestione dell’ac- zione più sulla carta». qua, l’energia, la raccolta e lo smaltimento di rifiuti? «Parrebbe di sì; se si parla di liberalizzazioni prima di propor- Qual è il quadro economico, politico e sociale di riferi- re delle aggregazioni, significa che vogliamo favorire la vendita mento, dove inquadrare la crescita del numero di aziende di tali aziende ai grandi monopoli stranieri. Oggi abbiamo una municipalizzate avvenuta di recente nel nostro paese? classe politica che dipende più dagli interessi internazionali che «Le imprese municipalizzate esistevano già nella seconda metà del- da quelli nazionali. Il rapporto tra economia e politica è del tut- l’Ottocento, gestite sia da cattolici sia da comunisti sia su iniziativa to cambiato». liberale. Le aziende municipalizzate sono vecchie come la necessità che i Comuni si dotassero di un governo economico municipale. Qual è il suo punto di vista sullo sviluppo delle energie Oggi molte di queste società si sono quotate in borsa e hanno uni- rinnovabili? to società di più Comuni. Questa è la questione di fondo e reputo «Sono scettico; il vero sforzo che dobbiamo fare è verso il nuclea- ciò un passo avanti positivo, perché si possono fare migliori inve- re. Le energie rinnovabili, soprattutto l’energia solare, possono ser- stimenti anche in tecnologia, che è un fatto di sicurezza per l’uten- vire per l’uso domestico di piccoli condomini. Credo in una edili- za. Molte cose ancora vanno viste; bisogna lavorare con grande zia energetica; non credo all’eolico che deturpa i nostri paesaggi, impegno per migliorare i servizi». néé alle biomasse, perchéé bisognerebbe deforestare le poche fore- ste che abbiamo». L’elemento pubblico garantisce adeguati livelli di efficien- za economica o è un ostacolo a una concorrenza effettiva del Quali le conseguenze per le pmi, se il mercato delle public mercato? utilities non dovesse realizzarsi? «Ciò che conta è il livello di competizione del mercato, la proprietà «Non potranno svilupparsi e sarà un peccato, perché abbiamo tan- è quasi ininfluente. Abbiamo delle proprietà cooperative, pubbli- te piccole imprese di eccellenza, come nella micro generazione che e private efficienti o inefficienti, molto dipende dalla capacità energetica, nelle tecnologie di disinquinamento, nel trattamento di mettere a capo di queste imprese persone tecnicamente capaci e rifiuti. Non sempre occorre fare grande scala; la liberalizzazione, di difendere quella che io chiamo la “istituzionalizzazione” del- fatta cum granu salis, può dare spazio alle pmi. Molte di queste l’impresa. L’impresa deve avere come mezzo l’autonomia gestiona- imprese possono dare un grande contributo sul piano dei servizi; le; non si devono dare alle imprese finalità improprie. Il fine del- secondo noi vecchi economisti alla Franco Momigliano, nessuna l’impresa non è il profitto, ma il fornire servizi di qualità efficaci ed media grande impresa può fare proprie tutte le occasioni e le efficienti; il profitto è uno strumento di regolazione. La manomis- opportunità dello sviluppo. Ci devono sempre essere le piccole sione della politica e la famiglia rispecchiano il detto “famiglia ric- medie imprese e non vedo perché questo non possa valere anche ca paese povero”. Credo che il problema non sia la forma proprie- in questo settore». ❙22 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • municipalizzate a cura di Arcangelo Berra Una rete per il consumatore L’Agam - Ambiente, gas, acqua - di Monza nel 1999 da municipalizzata diventa spa. Nel 2001 Aem (Milano) e Amga (Genova) vi entrano come azionisti. Al centro di questa grande azienda, come ci tiene a precisare il suo ad Silvio Bosetti vi è la cura per la piena soddisfazione del cliente finale ulla scia della nazionalizzazione dell’energia elettrica, S effettuata nel 1962 con la nascita dell’Enel, molti comuni si dotano di una propria municipalizzata che si occupa di energia. A Monza nel 1970 viene costituta l’Agam (Ambiente, gas, acqua Monza), che all’inizio si occupa della distribuzione del gas, quindi dell’acqua potabile e in seguito anche dell’ener- gia elettrica. Nel 1999 l’Agam da municipallizzata diventa una società per azioni e due anni dopo entrano come azionisti Aem di Milano e Amga di Genova, ma il comune di Monza rimane azionista di riferimento. Ne parliamo con l’ingegner Silvio Boset- ti, 48 anni, da cinque anni amministratore delegato, che è arri- vato in azienda dopo un percorso in un’industria privata nel set- tore dell’energia, poi in Aem. Come dice il nome stesso, l’Agam si occupa di ambien- te, gas e acqua. Sono settori molto diversi: come può una sola sfazione”? azienda essere presente con efficacia in settori così diversifi- «Sono diversi: intanto la centralità del consumatore finale, quin- cati? di non tanto la gestione delle reti e delle infrastrutture, ma la «Certamente i settori sono diversificati, ma il punto di riferimen- gestione di queste legate alla fornitura del servizio finale: questo to è unico, cioè il territorio. Sono tutti servizi che l’amministra- è un aspetto fondamentale. Infine, reti mantenute correttamente, zione comunale, il normale riferimento nel nostro settore, ha affi- si pensi che nel settore idrico le perdite medie della nostra rete dato alla nostra azienda. Questo è l’aspetto essenziale. Seconda sono derl 5/6 per cento contro uno scenario nazionale nel quale caratteristica comune è che si tratta di servizi a rete, quindi con si parla di perdite del 30/40 per cento e in alcune parti anche del infrastture rigide e difficilmente replicabili, ma presenti sul terri- 60 per cento. Quindi, in sintesi: primo, qualità delle infrastrut- torio. Terzo, il livello di erogazione avviene sempre attraverso la ture; secondo, qualità e formazione del personale e delle risorse forma della bolletta e quindi la dinamica di gestione dei clienti e umane e gestione dei nostri processi; terzo, qualità della comu- dell’amministrazione è abbastanza similare. Fatti salvi quindi nicazione e dell’informazine e accessibilità ai nostri servizi: lo questi tre comuni aspetti della gestione, il fatto di svolgere insie- sportello commerciale nel centro di Monza, la possibilità di atti- me queste è legato sia alla storia della società sia alla possibilità varsi attraverso il sito Internet, un centralino telefonico adeguato di operare in sinergia nei settori delle reti idriche e del gas, degli e chiarezza nelle bollette». impianti di produzione del calore e di gestione della clientela». Su quale territorio si estendono i servizi di Agam, non Nel vostro sito Internet c’è scritto che l’Agam intende solo Monza, ma all’incirca quello che sarà la provincia? dare “un livello di prestazioni volto alla piena soddisfazione «Il territorio di riferimento nostro è, come ha detto, la futura pro- dei clienti”: qual è il segreto per dare questa “piena soddi- vincia di Monza: 53 Comuni, che si trovano in un ideale trian-24 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • municipalizzate do cui essa si riferisce dà la speranza di intensificare i rapporti per avere forniture elettriche e di gas naturale con volumi e prez- zi adeguati». Teleriscaldamento e cogenerazione sono due parole che si sentono sempre più spesso: l’Agam quanto è presente in questi settori? «L’Agam ha una storia recente nei settori teleriscaldamento e cogenerazione, che risale agli inizi degli anni 2000, quindi in leggero ritardo di circa 20 anni rispetto ad altre città, in partico- lare a Brescia e Torino, che hanno un’attività più consolidata nel tempo. Siamo però partiti e abbiamo due impianti nel centro di Monza per la produzione del calore e una rete di teleriscalda- mento che serve oltre 150 condomini e le strutture pubbliche. Abbiamo già pianificati e autorizzati due altri grandi impianti che serviranno altri 400 condomini in tutta la zona nord della città e serviranno i comuni limitrofi di Lissone, Vedano e Villa- santa». Dal primo luglio è prevista la liberalizzazione per tutti gli utenti dell’energia elettrica. Le faccio una domanda che si porrebbe una casalinga: se io sono collegata a una certa rete come posso ricevere corrente elettrica (o anche gas) da un altro gestore? «La domanda è legittima ed è una curiosità intelligente. L’infra- struttura rimane unica, è rigida, quella elettrica come quella del gas. La possibilità di acquistare elettricità da un altro fornitore è legata a una serie di regole di funzionamento e di liberalizzazio- ne per cui le reti diventano oggetto di accesso a una pluralità di fornitori che a loro volta hanno delle interazioni tra loro di natu- ra amministrativa e tecnica per cui un fornitore “affitta” le reti del distributore locale di energia elettrica per metterci la propriagolo che ha come vertici Como, Lecco e Monza, delimitato a energia. Poi sarà il nuovo fornitore a fatturare alla casalinga laOvest dal Lambro e a Est dall’Adda». propria energia elettrica mentre i rapporti amministrativi sono mantenuti tra tutti gli operatori della filiera elettrica dal gestore Voi trattate energia e acqua: sono due settori molto cru-ciali nelle prospettive future. Come può una municipalizza-ta, quindi una realtà abbastanza piccola, incidere su questi Alcuni numerisettori?«Io direi che sono due i livelli-obbiettivo per incidere su questi Gas naturaleaspetti. Il primo è il rapporto tra il nostro servizio e l’ambiente. Volumi distribuiti: 122,2 milioni di mcAbbiamo quindi un’attenzione al territorio, in particolare penso, Rete: 293,2 kmcome dicevo prima, alla riduzione delle perdite nel settore idrico Stazione di metano per auto: 1e allo sviluppo e all’incremento dei servizi del teleriscaldamento Acquae della cogenerazione, per i quali gli impianti di produzione di Volumi distribuiti: 15,4 milioni di mcelettricità e di calore in loco, di dimensioni non enormi, ma nel Condotte gestite: 282 kmrispetto totale dell’ambiente, garantiscono al territorio la fornitu- Pozzi: 42ra di servizi con la riduzione degli impatti ambientali. Il secondo Serbatoi di stoccaggio: 3aspetto è quello di potersi collegare per la fornitura di energia Energiaelettrica e di gas a grossi importatori nazionali, quindi il secondo Impianti di cogenerazione: 2 (Monza Centro e Monza sud)tema è quello delle alleanze. Da questo punto di vista, il fatto che rete a doppio tubo teleriscaldamento: 8,5 km.uno dei nostri azionisti sia l’Aem di Milano e la galassia di mon- Speciale Public Utilities - Ambiente 25
    • municipalizzate della rete di distribuzione, del trasporto e della produzione. Con «Una linea di crescita è innanzitutto quest’ultima di cui abbiamo una complessità di transazioni economiche e amministrative parlato, cioè l’aggregazione attraverso fusioni, incorporazioni con notevole, ma funzionante». aziende del territorio contiguo. Una seconda linea è un amplia- mento del proprio portafoglio di servizi, riqualificando l’offerta Sul sito si parla di qualità dell’acqua, pubblicate anche del gas, dell’acqua e anche dell’energia elettrica e del teleriscal- il numero dei controlli e delle analisi degli anni scorsi… damento. La terza linea di crescita sono le alleanze a monte del- «I controlli si sono intensificati negli ultimi anni e anche amplia- la nostra filiera per avere la possibilità di accedere alla fornitura ti con risultati sempre crescenti perché miglioriamo la qualità dei di energia elettrica e gas in volumi maggiori e a buon prezzo». nostri interventi sia di filtrazione sia di addizione nei nostri poz- zi proprio tenendo presente i dati qualitativi e quantificativi. Con l’avvento della provincia cambierà qualche cosa per Abbiamo fatto anche dei confronti con le acque minerali perché voi? il vero tema sull’acqua è come mai il comportamento dell’italia- «Dal punto di vista strettamente istituzionale e amministrativo no medio è comprarsi l’acqua minerale al supermercato invece di non cambia nulla, ma da un punto di vista delle prospettive di usare l’acqua di rete». mercato sicuramente, perché comincia a esserci un’identità terri- toriale maggiore che noi riteniamo sia una opportunità per la È una battaglia che anch’io da anni combatto… nostra impresa». «Inoltre noi forniamo anche ulteriori filtri da applicare al rubi- netto e abbiamo messo sul mercato delle macchinette per addi- Le liberalizzazioni varate dal ministro Pier Luigi Bersa- zionare anidride carbonica per avere l’acqua gassata». ni toccano in qualche modo aziende come l’Agam? «Sicuramente tutto il nostro settore risente di questi interventi, Quanti dipendenti ha l’Agam? non solo delle liberalizzazioni di Bersani, ma in generale di tutta «Sono occupati 150 dipendenti». la regolamentazione del nostro settore che, ahimè, ha subito negli ultimi dieci anni numerosi interventi dei quali alcuni significati- A quanto ammota il fatturato? vi che hanno portato un miglioramento delle nostre prestazioni, «Quest’anno chiudiamo con 65 milioni di euro». altri confusi e complessi. Quello che si auspica è che il decreto di liberalizzazione di Bersani o meglio anche quello della sua colle- L’azienda è in attivo? ga ministro Linda Lanzillotta, ministro per gli Affari regionali e «Da quattro anni siamo in attivo e con margini sempre crescen- autonomie locali, che interverrà con più precisione su questo set- ti». tore, chiariscano quali sono i modelli organizzativi di riferimen- to. E diano stabilità al settore tariffario e alla durata degli affida- Come avete ottenuto questo attivo? menti e delle concessioni. Non ci sottraiamo certamente al fatto «Essenzialmente abbiamo portato efficienza nelle nostre struttu- di una dinamica competitiva che può rendere più interessante il re di costo e abbiamo qualificato di più i nostri settori di inter- nostro mestiere». ❙ vento». Attualmente c’è la tendenza per le municipalizzate di riunirsi, fare gruppo, fondersi: serve per far fronte a un mer- La storia dellacqua cato sempre più grande, anche se per definizione una muni- cipalizzata si rivolge al mercato locale… Nel territorio monzese, come per gran parte della Pianura Pada- «Diciamo che il concetto di municipalizzata è in parte superato, na, la fonte di approvigionameto dellacqua è la falda acquifera, io preferisco usare il termine di azienda municipale, ovvero che una riserva idrica sotterranea che scorre a una profondità varia- mantiene il suo legame con il territorio, con il municipio di rife- bile a partire da circa 20 -30 metri dal piano stradale. Agam effet- tua il prelievo a una profondità compresa fra 50 e 160 metri. A tali rimento, ma la cui proprietà e gestione può assumere nature profondità le acque risultano protette da fenomeni di dispersioni diverse sia quella ancora pubblica sia quella mista, pubblica e e inquinamento. I pozzi da cui si preleva lacqua poi distribuita in privata. Su questo tema, il fenomeno del “nanismo”, ossia di rete sono 42 (in funzione mediamente sono 35); essi sono dislo- aziende di dimensioni piccole, purtroppo è tipico del territorio cati su un territorio di circa 33 kmq (pari allintero territorio mon- zese). Il volume di acqua complessivamente derivabile è di circa nazionale e in questo senso anche della Brianza e di molta parte 20 milioni di mc/anno. Il fabbisogno idrico è determinato dalle della Lombardia. La necessità di aggregare, di aumentare le richieste dellutenza civile e industriale ed è pari a circa 15 milio- dimensioni delle nostre società è diventato un imperativo». ni di mc/anno. Lacqua prelevata viene potabilizzata e quindi distribuita con una rete lunga 282 km e in parte è stoccata in 3 serbatoi che svolgono unazione di accumulo e compenso per Quali possono essere le linee di crescita di una società soddisfare le punte di richiesta dellutenza. come l’Agam?26 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • europa a cura di Paola Fiore Infrastrutture e trasporti Un gap tutto italiano da sanare Corrado Clini, direttore Direttore Corrado Clini, quali azioni concrete ha adot- generale della tato l’Europa e quali misure può prendere l’Italia per rispet- Direzione per la Ricerca Ambientale e lo tare gli standard delle emissioni inquinanti al 2012? Sviluppo del ministero «Sul cambiamento climatico l’Europa ha viaggiato su due bina- dell’Ambiente, indica ri paralleli: dal lato ambientale, per ridurre le emissioni di CO2 nella cattiva gestione ha assunto obiettivi, ridefiniti dal Protocollo di Kyoto, per i del sistema infrastrutturale e del quali ogni Stato riduce le proprie emissioni inquinanti secondo traffico di merci (e non un programma europeo, che prevede una riduzione complessi- solo), una grave va delle emissioni dell’8%. Dal lato energetico e fiscale, l’Euro- contraddizione del pa non ha politiche comuni. Tra il 1995 e il 2003 l’Unione nostro Paese rispetto agli obiettivi europei europea ha approvato delle direttive con obiettivi non vinco-28 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • europalanti per lo sviluppo di fonti rinno- di incentivi importanti, tra questi ivabili, della micro cogenerazione certificati verdi e il conto energiadiffusa, dell’efficienza energetica e per il fotovoltaico. Dal punto didi biocarburanti. Il pacchetto legi- vista della realizzazione, per l’ener-slativo europeo non corrisponde gia eolica, la competenza attribuitaalla politica energetica degli Stati alle Regioni, sta determinando unmembri; se si guarda all’evoluzione effetto negativo, perché prevaledel portafoglio energetico europeo, l’interesse regionale su quelloil ruolo prevalente è dato da carbo- nazionale. L’eolico ha la capacità dine, gas naturale, nucleare e, nel produrre di più. Se non riusciremosistema dei trasporti, da benzina e a usare a pieno un tale potenziale,gasolio; la quota di fonti rinnovabi- l’alternativa alla produzione dili è marginale, non supera il 10%. energia saranno i combustibili tra-Questo è il risultato di una politica dizionali e aumenteranno le emis-europea che indica gli obbiettivi, sioni. Il solare ha un potenzialesenza tradursi in politica energetica interessante per coprire i consumicomune, per orientare all’uso di “marginali” di elettricità; il volumecombustibili a basso contenuto di totale della produzione non sarà ✒ Corrado Clini, direttore generale della Direzione per lacarbonio o a tecnologie ad alta effi- Ricerca Ambientale e lo Sviluppo del ministero elevato, ma la funzione è impor-cienza e ridotte emissioni. Data la dell’Ambiente tante per le nuove tecnologie delforte contraddizione tra gli obiettivi fotovoltaico, che stanno diventan-politico ambientali e gli obiettivi politico energetici dell’Europa, do sempre più tecnologie edilizie».la Commissione ha presentato di recente una strategia europeacomune per l’energia, con l’obiettivo di ridurre i gas serra. È un Si può parlare di buone pratiche?risultato positivo, ma tardivo. Il pacchetto della Commissione «Sì, ma questo è un terreno critico per gli investimenti in inno-dovrà essere approvato dai paesi membri e alcuni passaggi non vazione tecnologica. L’Italia sta diventando il mercato più inte-sono scontati, come la generazione di elettricità da fonti rinno- ressante in Europa per il fotovoltaico; non abbiamo produttori,vabili, il nucleare e l’allargamento della quota di biocarburanti perché le grandi industrie negli ultimi quindici anni hannoriferita alla nuova politica agricola comune. L’Europa inizia ad abbandonato gli investimenti in questo settore. Sul solare ter-avere una visione comune su politiche ambientali, energetiche modinamico c’è l’iniziativa sviluppata da Enea in collaborazio-e dei trasporti. In Italia questa convergenza è molto problema- ne con Enel; ma la tecnologia solare è in una fase ancora pretica, perché i trasporti rappresentano il settore più critico per le industriale e la configurazione di tali tecnologie non si presta aemissioni di CO2. Il sistema italiano dei trasporti vive un gap, usi flessibili, perché il solare termodinamico al quale lavoranocaratterizzato dalla mancanza quasi totale di infrastrutture ade- Enea ed Enel è sostanzialmente una centrale elettrica, cheguate al volume del traffico merci e delle persone. La contrad- richiede servizi e infrastrutture molto impegnativi. L’altro setto-dizione italiana più grave è quella tra le politiche ambientali, re è quello dell’innovazione nell’edilizia. Qui la tecnologia stadei trasporti ed energetiche». facendo progressi veloci: il ministero dell’Ambiente ha cofinan- ziato con la Regione Lombardia un progetto per realizzare una Il principio d’integrazione delle politiche ambientali fabbrica per la produzione di pannelli in film sottili fotovoltai-nelle altre politiche di settore è stato disatteso? ci, che utilizzano materiale diverso dal silicio e promettono di«Meno in Europa e più in Italia; per esempio, il programma per abbattere di cinque volte i costi attuali».le infrastrutture per il trasporto, già nel piano nazionale del2000, non ha fatto passi avanti. Alla politica energetica italiana A livello di pmi è difficile entrare in questo settore?si riconosce l’esigenza di aumentare la produzione di elettricità, «Non ci vogliono grandi investimenti; bisogna scegliere di investi-ma tale produzione, se sostenuta dai combustibili fossili, re con un certo margine di rischio. È un settore dove la mediaaumenta le emissioni inquinanti. L’Italia ha un potenziale impresa può fare meglio della grande, perché si tratta di investi-importante per l’elettricità rinnovabile derivante dall’eolico, cir- menti che richiedono flessibilità; inoltre, la media impresa è la piùca 10.000 MW; ma è un potenziale non utilizzato». adatta a fare scouting, per cercare tecnologie o fare alleanze». Il governo italiano come tutela lo sviluppo delle ener- Il Rapporto Apat sulla qualità dell’aria è negativo;gie rinnovabili? come si dovrebbe muovere il governo nell’immediato?«Le energie rinnovabili nel sistema normativo italiano godono «Dal rapporto Apat sembra che la situazione sia arrivata a un Speciale Public Utilities - Ambiente 29
    • europa Glossario Analisi costi benefici: metodologia usata per scegliere la migliore sione è determinato secondo un livello uguale all’ammontare dei alternativa di investimento, mediante il confronto dei rispettivi costi costi marginali di depurazione degli operatori presenti sul mercato e benefici, ricadenti sull’intera collettività nazionale. Essa conteggia dei diritti di emissione. i benefici e i costi tangibili e intangibili di un progetto e, dunque, anche quelli riferiti alla tutela dell’ambiente e alla salvaguardia del- Esternalità ambientali: è il concetto introdotto da A. Marshall per la salute umana, mediante la somma di elementi disomogenei pro- indicare gli effetti positivi derivanti da una industria, localizzata in dotti in tempi diversi. una area dalle condizioni esterne favorevoli, ‘esternalità positive’, come la presenza di altre industrie con le quali intrecciare rapporti BAT Best Available Technologies: la migliore tecnologia disponi- oppure l’esistenza di servizi o infrastrutture collettive. Quando le atti- bile che, a parità di servizio reso tra quelle offerte sul mercato, sod- vità produttive generano effetti negativi che gravano sull’ambiente, disfa al minore costo i bisogni dell’utente. si parla di esternalità negative o diseconomie esterne. Bilancio ambientale: per bilancio ambientale o eco bilancio si Indicatori ambientali: si riferiscono alla qualità ambientale di una intende la contabilità di materia, energia ed emissioni di una certa area, rappresentata mediante l’uso di indicatori ambientali specifi- attività, indipendentemente dall’intero ciclo di vita LCA Life Cycle ci. Un indicatore ambientale è un parametro qualitativo o quantita- Analysis, riferito all’utilizzo di un prodotto o alla fornitura di un ser- tivo, che raffigura una situazione ambientale complessa, formata vizio, ovvero l’identificazione e la quantificazione degli scambi di dalle componenti naturali, biotiche, abiotiche e antropiche. E’ costi- materia ed energia, che intervengono con l’ambiente durante tali tuito dalla sintesi di indicatori ecologici, sociali, economici, urbani- attività. stici e culturali. Command and control: è il meccanismo coattivo adottato dal Legi- Standard ambientali: sono i parametri prescritti dalla legislazione slatore per regolamentare i comportamenti collettivi obbligatori a ambientale, per disciplinare le attività che rilasciano sostanze inqui- tutela dell’ambiente, attraverso apposite norme ambientali coattive, nanti nell’ambiente. Si definiscono ‘standard di emissione’, quando che prescrivono determinati comportamenti dovuti di ‘comando’ e si riferiscono alla natura dei reflui e ‘standard di qualità’, quando l’accertamento da parte dell’autorità pubblica del rispetto delle nor- definiscono le condizioni accettabili per l’ambiente, a seguito del- me ambientali di ‘controllo’. l’immissione degli stessi reflui. Diritti di emissione: è lo strumento economico per la riduzione del- Tasse ambientali: sono i prelievi commisurati alla quantità e qua- l’inquinamento, che assume forme e nomi diversi, come diritti di lità dell’inquinamento, dovuto a una attività produttiva. Il tributo inquinamento, certificati trasferibili di emissione e permessi di emis- ambientale corrisponde al prezzo pagato dagli operatori, per usu- sione. Per ogni area e inquinante da controllare, si sceglie un certo fruire delle risorse ambientali durante il processo produttivo o per livello di inquinamento consentito, che costituisce lo standard. In utilizzare la capacità di assimilazione dell’ambiente, quando vi si seguito, la quantità di inquinamento ammessa nell’unità di tempo immettono reflui e rifiuti. pari a un anno è messa in vendita. Il prezzo finale dei diritti di emis- punto statico. Il primo vincolo è la mancanza di infrastrutture a garantire in quest’area che la mobilità delle persone e delle mer- urbane, che non consentono di mettere in campo alternative ci possa non avere impatti negativi sull’ambiente? Bisogna garanti- credibili al trasporto privato. Il secondo vincolo è la mancanza re infrastrutture alternative al trasporto privato. In Veneto le linee di infrastrutture per il trasporto di lungo raggio. Al di là della del sistema ferroviario metropolitano che già funzionano hanno frammentazione urbana, che genera un sistema puntiforme molto successo. Il primo problema sono le infrastrutture; la secon- emissivo, e vede milioni di veicoli che si spostano dai centri di da questione sono i dieci milioni di vecchie automobili circolanti. residenza a quelli di lavoro, possiamo dire che la pianura Pada- Bisogna essere drastici, eventualmente prevedendo strumenti com- na è attraversata da un “nastro emettitore” che entra in Italia da pensativi per le famiglie, e sostituire le vecchie auto con vetture a Trieste, Tarvisio e dal Brennero e poi esce da Ventimiglia o dal bassi consumi ed emissioni». Traforo del Monte Bianco: è un trasporto merci spaventoso. L’al- tra carenza infrastrutturale è quella di un tapis roulant, che tra- Si può fare di più sotto l’aspetto legislativo? sferisca il traffico di attraversamento su rotaia, come ha fatto la «Probabilmente a livello di incentivazione; a livello di politiche Svizzera». va sciolto il nodo delle infrastrutture. Stiamo cercando di ven- dere l’idea dell’Italia come porto nel Mediterraneo per i prodot- Il problema è dunque prevalentemente politico? ti che arrivano dal Far East. I porti hanno bisogno di grandi «È un problema di scelte strategiche; come si fa a garantire la infrastrutture; se li attrezziamo per ricevere merci, ma le merci mobilità dei cittadini in un territorio come quello del centro nord continuano a viaggiare sulle infrastrutture attuali, si carica ulte- italiano, che va dall’Emilia Romagna alla Pianura Padana, che ha riormente di inquinamento il sistema italiano. C’è un problema una situazione climatica complessa, chiusa dalle Alpi? Come si fa drammatico di infrastrutture». ❙30 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti locali a cura di Paola Fiore IN QUESTE PAGINE ✍ 36 Emissioni nocive: scatta il piano Lombardia 38 Un satellite per “beccare” Un sistema integrato chi inquina per l’eccellenza Ecco alcune percentuali del bilancio energetico 2004 della Regione 42 L’efficienza energetica Lombardia: le risorse interne da fonti rinnovabili ammontano a 2413 Ktep e prima di tutto hanno contribuito a coprire circa il 14 per cento del fabbisogno energetico lombardo. Su questa percentuale, l’80 per cento è idroelettrico. Dai rifiuti viene il 14 per cento e dalle biomasse e dal biogas circa il due per cento. E per il futuro è previsto un potenziamento dell’uso di impianti solari. Ce ne parla Massimo Buscemi, assessore alle Reti e Servizi di Pubblica utilità e Sviluppo sostenibile della Regione l 12 dicembre 2003 con l’approvazione della legge “Discipli- 48 Sistema Navigli: geotermia e risparmio energetico I na dei servizi locali di interesse economico generale” il Governo regionale ha posto mano a un completo ridisegno del sistema dei servizi di pubblica utilità e ha messo in chiaro il proprio obiettivo: “Costruire un modello lombardo di sviluppo sostenibile”. Facciamo il punto sui programmi e i progetti regio- nali e le questioni ancora aperte con Massimo Buscemi, assesso- re alle Reti, Servizi di Pubblica utilità e Sviluppo sostenibile.32 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti locali Assessore Buscemi, è possibile tracciare un primobilancio sull’efficienza e l’efficacia del modello lombardo dilocal public utilities? Quali sono i compiti dell’Osservatorioregionale sulle risorse idriche, i servizi di rete, l’energia e irifiuti?«Il sistema lombardo ha una lunga storia con punte di eccellen-za riconosciute. Questo facilita l’innovazione che si sta costruen-do in tutti i settori, anche se non mancano criticità da affrontaree risolvere. La Regione da parte sua, ha istituito l’Osservatorioanche per supportare nel cambiamento il sistema degli enti loca-li. Tra le ultime iniziative, anche quella di intervenire al fine di unmigliore utilizzo del sottosuolo, la cosiddetta quarta risorsa dapresidiare secondo la legge, mediante la raccolta di informazioniper una fotografia complessiva delle reti tecnologiche esistenti ela pubblicazione di manuali di informazione e schemi tipo, qua-li i “Sistemi geognostici per la mappatura dei sottoservizi” e il“Manuale tecnico per la posa razionale delle reti tecnologiche”,allo scopo di migliorare gli interventi infrastrutturali, limitando idisagi per il cittadino.È comunque in piena attività per dare effettivo supporto alGarante. Figura che è una delle principali novità della legge, per-ché instaura un sistema di tutela del cittadino-utente, ponendo-lo in un rapporto diverso dal passato rispetto agli enti locali e allepublic utilities. Per confermare la rilevanza che si dà in Regione aquesta figura, basti la recente modifica della legge 26, con cui laGiunta si è assunta direttamente per un periodo transitorio lefunzioni del Garante. A questo proposito, va detto che è già sta-ta elaborata, ed è all’approvazione della Giunta, la proposta diregolamento sugli standard di qualità per il sevizio idrico integra-to - un’innovazione del sistema di gestione delle acque - e che ✒ Massimo Buscemi, assessore alle Reti e Servizi di Pubblica utilità e Svi- luppo sostenibile della Regione Lombardianell’arco del 2007 si prevede di fare una proposta simile per irifiuti e l’energia». L’attenzione dei lombardi è oggi rivolta al sistema ener-gia. A suo giudizio, è possibile coniugare elevati standard di tadini, collegati alle stesse politiche energetiche. Il Piano di azio-efficienza energetica con la riduzione delle emissioni inqui- ne, in corso di ultimazione, aggiorna i dati del bilancio energeti-nanti? Qual è l’impegno della Regione? co regionale e delinea le misure da intraprendere, sull’ipotesi di«La coniugazione è la questione insita nella realizzazione di un scenari al 2012. Tra gli obiettivi, quello di coprire il fabbisognomodello di sviluppo sostenibile. Da parte mia, ritengo che la di energia elettrica con una percentuale di fonti rinnovabili parisoluzione sia più che possibile, anche se i risultati non saranno ad almeno il 23 per cento e quello di ridurre le emissioni climal-tutti immediati. In più, non bastano i provvedimenti dall’alto: teranti del 9 per cento entro il 2012. Malgrado un previstooccorre una partecipazione diretta di tutti i cittadini nelle azioni aumento dei consumi, partiamo già da un dato favorevole.di risparmio energetico e nelle scelte per limitare l’inquinamen- Attualmente, in Lombardia già il 21per cento della produzione dito. Per quanto riguarda la Regione, va precisato che già nel 2003 energia elettrica è fornito da fonti rinnovabili e nessuna altrasi era dotata di un Programma energetico regionale, che indicava regione italiana può vantare una percentuale così alta».precisi obiettivi strategici, quali: la riduzione del costo dell’ener-gia per contenere la spesa per le famiglie e per migliorare la com- Entriamo più nel dettaglio: qual è nel complesso lapetitività del sistema delle imprese; la diminuzione delle emis- situazione lombarda sulle fonti energetiche rinnovabili?sioni inquinanti e climalteranti, nel rispetto delle peculiarità del- «In base al bilancio energetico regionale disponibile per l’annol’ambiente e del territorio; la promozione della crescita competi- 2004, in Regione Lombardia le risorse interne da fonti rinnova-tiva dell’industria e delle nuove tecnologie energetiche, e l’atten- bili ammontano a 2413 ktep. Complessivamente, hanno contri-zione continua agli aspetti sociali e di tutela della salute dei cit- buito a coprire circa il 14 per cento del fabbisogno energetico Speciale Public Utilities - Ambiente 33
    • enti locali se impianti effettivamente produttivi sembrano fattibili soltanto in alcuni ambiti territoriali molto circoscritti nell’arco alpino e prealpino. Attual- mente, non possiamo aumentare lo sfruttamento dell’idroelettrico, che è sempre stata la nostra grande risorsa. Infatti, non vi sono margini di incremento, a causa della necessità di salvaguar- dare le esigenze dell’agricoltura e dell’ecosistema; si prevede addirittura un calo dell’energia prodot- ta dai grandi impianti, in attuazione del “Minimo deflusso vitale”, che sarà in parte compensata da interventi più piccoli e diffusi e, dunque, con un minore impatto ambientale». Energie rinnovabili, promozione all’utiliz- zo di nuove tecnologie e best practices lombar- de. Quali sono le iniziative della Regione Lom- bardia per informare i cittadini sull’uso razio- nale delle risorse? «Da anni ci siamo impegnati nelle scuole elemen- tari e medie con iniziative di formazione. Que- st’anno, a quella conclusiva sul sottosuolo - Underworld - ne abbiamo aggiunto una di sintesi. Attraverso un concorso che si svolgerà giocando su un video game i ragazzi impareranno quali sono i comportamenti più corretti. L’anno scorso abbiamo anche iniziato una collana di racconti in un ambiente realistico come la famiglia, per indi- care tali comportamenti. Inoltre, stiamo lavoran- do a nuove campagne di informazione e comuni- cazione su diversi media». Tutta questa attività implica un impegno anche in termini di risorse; negli scorsi anni più volte avete incentivato il cambiamento. È possibile tracciare un bilancio su tali interven- ti e i sui programmi regionali futuri? «I contributi complessivi per quanto riguarda gli lombardo. Su questa percentuale, l’80 per cento è idroelettrico. impianti solari sono stati di circa 11 milioni di euro; per la pro- Dai rifiuti viene il 14 per cento e dalle biomasse e dal biogas cir- duzione da biomasse collegate a reti di teleriscaldamento 28 ca il due per cento. Per il futuro, prevediamo di potenziare l’uso milioni; per lo sviluppo delle biomasse in agricoltura 25 milioni degli impianti solari, favorendo soprattutto gli interventi di mag- e per i piccoli impianti idroelettrici ed eolici 10 milioni. È previ- giore dimensione, come quelli che devono sostenere gli enti loca- sto un intervento di diversi milioni di euro, da ripartire tra il li per gli impianti pubblici e il mondo delle imprese. Inoltre, cer- sostegno all’utilizzo delle fonti rinnovabili e gli incentivi per il cheremo di dare, proprio noi come Regione, il primo esempio. È miglioramento dell’efficienza energetica, che costituisce uno stru- in progetto, infatti, che tutte le sedi regionali - a partire da quel- mento importante per contenere i costi dell’energia, sia per le la di via Pola a Milano - garantiscano il loro bisogno energetico imprese sia per le famiglie, oltre agli interventi per la sostituzio- attraverso l’istallazione di pannelli fotovoltaici. Prevediamo l’ul- ne di caldaie e di veicoli inquinanti. Al di là dell’ammontare degli teriore sfruttamento delle biomasse attraverso lo sviluppo di filie- incentivi, che progressivamente andrà comunque a diminuire nel re regionali, collegate alla gestione del territorio forestale, alla tempo, essi hanno la funzione di preparare il sistema Lombardia conversione di parte dell’agricoltura tradizionale e all’utilizzo dei a recepire un cambiamento di rotta, che sarà profondo ed esteso reflui zootecnici. È allo studio lo sfruttamento dell’eolico, anche a tutti i settori della vita civile e produttiva». ❙34 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti locali a cura di Paola Fiore Emissioni nocive: scatta il piano Lombardia Parla l’assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Lombardia, Lionello Marco Pagnoncelli: «In cinque anni puntiamo a dimezzare le emissioni inquinanti» Come? La soluzione non è soltanto il traffico Assessore Pagnoncelli, quali politiche prevede la Regio- A suo giudizio, quali sono le azioni e le misure prioritarie da ne Lombardia in materia di inquinamento atmosferico? mettere in campo nell’immediato? Come l’Europa e il Gover- «La Regione Lombardia è da anni impegnata in prima linea nel- no possono aiutare la Regione Lombardia? la lotta allo smog. Si tratta di un problema complesso, in gran «Ritengo che si debba partire dai veicoli più inquinanti. Sono parte dovuto alle particolari caratteristiche morfologiche della ancora un milione le vetture euro 0 in circolazione in Lombardia. pianura Padana, che poco favoriscono la qualità della nostra aria. Troppe, se si pensa che una euro 0 a benzina inquina come 20 Il quadro completo della strategia lombarda per la lotta all’inqui- euro 4. Uno degli obiettivi della nuova legge è proprio quello di namento atmosferico può essere riassunta dalle norme contenu- portare, gradualmente, alla sostituzione dei veicoli più vecchi te nella Legge 24/2006, entrata in vigore a fine dello scorso anno. con mezzi a minore impatto ambientale. Dal prossimo luglio, in Primo esempio in Italia di una legge regionale ad hoc per lo smog, tutta la Lombardia, verrà limitata la circolazione degli autobus il testo prevede una serie di azioni strutturali, a medio e lungo euro 0, se non dotati di appositi filtri antiparticolato, e a ottobre termine, che vanno ad agire su tutte le fonti di emissione. Non il divieto sarà esteso a tutte le altre categorie di veicoli, fatta ecce- più soltanto il traffico, che comunque resta la prima causa di zione per le moto a quattro tempi e per i mezzi agricoli. Anche inquinamento dell’aria, e quindi il primo obiettivo da abbattere, in vista di questo provvedimento, e per favorire il rinnovo dei ma anche il riscaldamento, l’industria e l’agricoltura. Puntiamo in mezzi, la Regione Lombardia sta promuovendo una serie di questo modo a dimezzare le emissioni in Lombardia nel giro di incentivi. Soltanto negli ultimi mesi, e solamente per l’acquisto di cinque anni». auto a basso impatto ambientale, abbiamo destinato 11 milioni di euro. E nuovi contributi, anche per le fasce economicamente Partiamo dal problema di maggiore attualità: il traffico. più svantaggiate e per gli anziani, stanno per essere messi a36 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti localidisposizione. Contemporanea- nizzativa e da una diminuzione deimente, ci stiamo muovendo sul costi e dei rischi. E uno sociale, per-fronte dei filtri antiparticolato, ché la certificazione è indice dell’af-nonostante non si possa fare molto fidabilità di un’azienda, rappresentain realtà. In Italia, non esiste anco- una garanzia sicura e può, quindi,ra una normativa sull’omologazio- offrire riscontri anche in termini dine di questi dispositivi. Tutto quel- immagine».lo che siamo riusciti a ottenere dalministero dei Trasporti è una circo- Quali progetti avete in corsolare per gli autobus e due testi di per la promozione della certifica-decreto in attesa da mesi di essere zione ambientale nelle impreseapprovati. È su questo punto che lombarde?riterrei opportuno un maggiore «Negli ultimi anni, la Regionesostegno da parte del Governo. Lombardia ha sostenuto con impe-Così come ci aspetteremmo più gno il tema della eco - efficienza edeterminazione da parte dell’Unio- della sostenibilità ambientale, con-ne europea. L’Ue ci impone, giusta- cretizzando numerosi progetti.mente, regole severissime. Eppure, Ricordo il primo accordo volonta-a fine gennaio ha bloccato un rio sottoscritto nel 2001 con ilimportante provvedimento che sistema camerale lombardo e leavrebbe obbligato le case automo- principali associazioni di categoria;bilistiche a ridurre le emissioni i progetti pilota per facilitare l’ac-inquinanti delle proprie vetture. cesso alla registrazione Emas da ✒ Lionello Marco Pagnoncelli, assessore alla Qualità dell’Am-Non vorremmo che alla salute dei biente della Regione Lombardia parte delle piccole ecittadini si privilegiassero interessi medie imprese e i bandi per diver-di nicchia». si milioni di euro. Attualmente, stiamo per lanciare alcune iniziati- Ci ha spiegato che la legge 24 interesserà tutte le fonti ve molto interessanti nell’ambito dell’Accordo di programma perdi emissione. Anche il settore produttivo? lo Sviluppo economico e la competitività. Due su tutte: il “Kyoto«Certo, molti obiettivi che riguardano il settore produttivo sono desk”, una serie di attività di formazione e di sostegno alle impre-contenuti nella legge 24. In particolare, le nuove norme mirano se, che si trovano ad applicare i meccanismi flessibili del Proto-alla riduzione delle emissioni in atmosfera attraverso l’adozione collo di Kyoto, e la Scuola Emas della Lombardia, un corso didelle migliori tecnologie disponibili, la promozione della eco - laurea triennale che permetterà di incrementare e di garantire laefficienza e la riduzione del consumo energetico. Largo spazio è formazione di figure professionali capaci di promuovere l’ado-dato al sostegno alla ricerca e all’innovazione nei settori dell’e- zione di sistemi di gestione ambientale certificati».nergia e delle fonti rinnovabili, dell’inquinamento atmosferico edei cambiamenti climatici». Cosa si sta facendo invece per favorire la sostenibilità ambientale negli enti pubblici? Quali effetti, secondo lei, hanno le politiche ambientali «Molto del nostro impegno, negli ultimi anni, si è focalizzatosul comportamento delle imprese? sulla promozione e il sostegno dell’Agenda 21 locale. Ai fini di«Per tutelare e migliorare l’ambiente oggi è necessario un impegno favorire lo sviluppo sostenibile, le pubbliche amministrazionicondiviso, anche - e soprattutto in una Regione come la Lombar- locali possono infatti promuovere piani di azione ambientale,dia - da parte del mondo delle imprese. Una delle sfide maggiori è essendo più vicine ai problemi e riuscendo quindi a compren-sostenere e incrementare la competitività del sistema produttivo derne meglio la specificità e l’urgenza. L’Agenda 21 locale rap-nel rispetto dell’ambiente. Una sfida che va vissuta non come peso presenta uno strumento con cui l’amministrazione definisce,od obbligo, ma come una reciproca opportunità. L’ambiente può non soltanto i propri obiettivi di salvaguardia ambientale, maessere gestito responsabilmente come un’opportunità per la cresci- soprattutto le strategie e le azioni con cui metterli in pratica. Inta economica e sociale e, allo stesso tempo, la tecnologia può pre- altre parole, è un piano locale per tutelare l’ambiente. Oltre asentarsi come lo strumento che non soltanto conserva, ma miglio- coordinare e indirizzare gli enti locali che stendono una propriara le risorse naturali. Per le imprese che si dotano della certifica- Agenda 21, la Regione Lombardia ha promosso nell’ottobrezione ambientale Emas, ad esempio, si presentano due tipi di van- 2004 il Coordinamento regionale A21 che comprende oggi 80taggi: uno economico, che deriva da una migliore gestione orga- enti locali». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 37
    • enti locali Un satellite per “beccare” Un satellite per “beccare” chi inquina chi inquina La Regione Veneto ha ideato un programma di “monitoraggio del territorio attraverso metodologie di telerilevamento” in grado di individuare le discariche abusive dell’intera pianura veneta a Regione del Veneto, come gli altri Enti di pianificazio- dei cittadini e sull’ambiente. L’azione istituzionale mira non L ne territoriale, adotta iniziative ed attività a beneficio del proprio territorio; azioni a 360 gradi in campo ambien- tale verso le tre classiche matrici: “acqua-aria-terra”. I “collega- solo ad applicare e far applicare la normativa del settore ambientale, ma si propone anche come studio delle “difficoltà” del recente passato per poter, ove possibile, recuperare le situa- ti e disposti legislativi” trovano applicazione in specifici piani- zioni di potenziale pericolo. Esiste un progetto nel panorama programma di settore al fine di tradurre in azione il recepi- delle politiche ambientali della Regione Veneto: “Progetto di mento della normativa nazionale ed europea e dello stesso Con- monitoraggio del territorio attraverso metodologie di telerileva- siglio regionale veneto e al contempo adotta proprie attività e mento” che prevede di individuare le discariche abusive sull’in- iniziative, proprio per le importanti implicazioni sulla salute tera pianura veneta; sia quelle recenti, sia quelle nascoste e38 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti locali dimenticate da decenni, spesso conseguenze inattese dell’enor- l’imbarco su treno degli autotreni da Cervignano a Verona e/o me sviluppo industriale ed economico che ha avuto luogo nel- Padova, per un costo di 4 milioni di euro, l’idrovia Fissero Tar- la regione dal dopoguerra a oggi. taro - Canal Bianco; Da tre anni il territorio veneto viene ripreso da satelliti, aerei ed • la idrovia. elicotteri, in collaborazione con le forze dell’ordine e nei limiti Tra le principali azioni di intervento puntuali, invece, vale la delle rispettive competenze, analizzando qualsiasi “anomalia” pena di ricordare: potenzialmente collegata alla presenza di rifiuti nel sottosuolo: • la riduzione delle emissioni da riscaldamento e da uso di infatti i siti inquinati e inquinanti producono una radiazione di energia elettrica termo prodotta, attivando azioni per favorire colore diversa da quelli puliti. Una volta individuati i siti l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, del solare e del foto- sospetti, si passa ad esaminare la storia di ognuno di essi, rac- voltaico, di idrogeno quale combustibile pulito; cogliendo tutte le foto storiche che lo ritraggono dal 1955 a • la riduzione delle emissioni da fonti mobili sono state avvia- oggi. te azioni per l’ammodernamento del parco autobus della flotta Le informazioni telerilevate vengono raffrontate con banche pubblica, per il rinnovo parco veicoli privato, per l’incentiva- dati fornite dagli enti territorialmente competenti (le varie zione all’acquisto di biciclette elettriche, per la razionalizzazio- amministrazioni pubbliche quali l’Arpav, le Province ed i ne della distribuzione delle merci nei centri urbani, per l’utiliz- Comuni) ed utilizzate in specifiche campagne di indagini sul zo di bus navetta e miniauto elettriche da parcheggi scambiato- territorio, anche attraverso Enti operanti sul territorio tra cui il ri a centri urbani, anche tramite l’attivazione di fondi di rota- Magistrato alle Acque e la Guardia di Finanza, allo scopo di zione; individuare ed attivare tutte quelle azioni necessarie allo svi- • la riduzione delle emissioni da sorgenti industriali con l’Ac- luppo del progetto; una collaborazione che ha coinvolto anche cordo di Programma sulla Chimica a Porto Marghera è previsto numerosi corpi speciali delle forze dell’ordine, quali i Carabi- un investimento a carico delle aziende e della Regione Veneto nieri del Noe, il Corpo forestale dello Stato e la Polizia di Stato. per la realizzazione del Sistema Integrato di Monitoraggio I benefici in termini di salvaguardia ambientale sono di avere Ambientale e Gestione delle Emergenze (Progetto SIMAGE); sempre sotto controllo le aree maggiormente a rischio e valuta- • verificare l’efficacia del lavaggio strade nel limitare il risolle- re in che misura le discariche telerilevate (“scomode” eredità vamento delle polveri fini la Giunta Regionale ha finanziato una ambientali) interessino il sistema delle falde acquifere e quindi sperimentazione in tre città capoluogo e fornito fondi ai capo- dell’acqua, probabilmente il bene più prezioso già oggi ma luoghi per attivare il lavaggio su vasta scala. ❙ soprattutto domani. Due azioni per contrastare l’inquinamento L’impegno del Veneto per le “rinnovabili” atmosferico - Per quanto riguarda l’inquinamento atmo- sferico le misure atte a contrastarlo sono ricomprese nel “Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera” approvato nel 2004 e attuato attraverso le azioni previste nel Piano progressi- In merito alla incentivazione di energia da fonti rinnovabili e per dar seguito alle azioni sopracitate sono stati attivati finanziamen- vo di Rientro che vengono suddivise in azioni strutturali e pun- ti e contributi per le energie rinnovabili volte all’incentivazione e tuali; le prime riguardano le infrastrutture e in particolare le installazione di: grandi opere, mentre le seconde si riferiscono al settore energe- • 336 impianti finanziati, pannelli solari Fotovoltaici; tico e dei trasporti. • 1.200 impianti finanziati, pannelli solari per il solare termico; • 20 interventi di produzione energia con i fondi per la Carbon tax, realizzazione di impianti di energia con fonti rinnovabili - settore Per quanto riguarda i principali interventi strutturali, si evi- industriale, trasporti e abitativo; denziano: • 135 impianti finanziati, biomasse da reflui agricoli - Docup misu- • lo snellimento del traffico, attraverso la realizzazione di una ra 9, sotto misura 5; • 70 impianti finanziati, risparmio energetico e utilizzo fonti rin- adeguata viabilità di grande, media e piccola dimensione tra cui novabili - Docup Misura 2.2; il Passante di Mestre, la Tangenziale di Mestre, le opere com- • 73 impianti finanziati, Progetti pilota, Interventi con lo scopo del plementarie alle grandi opere viarie, la Valdastico Sud, la super- risparmio energetico e utilizzo fonti rinnovabili. strada Pedemontana, l’autostrada A28, la Romea commerciale; Rimane da menzionare l’approvazione, nell’ambito del progetto • la realizzazione e l’ampliamento della metropolitana di super- “Foresta Veneto”, dello sviluppo di una filiera legno-energia, attra- ficie, con conseguente consolidamento del passaggio del 15% verso la realizzazione di piantagioni forestali per la produzione di dei passeggeri da auto private a mezzo pubblico; il rilancio e il biomassa legnosa e l’utilizzo di questa come combustibile in cen- potenziamento del trasporto pubblico attivato con uno specifi- trali di cogenerazione, in quanto esempio di come è possibile anche trasformare una firma al protocollo di Kyoto in esperienza co fondo di rotazione; sul campo. • il progetto Autostrada Viaggiante per le merci, che prevede40 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti locali L’efficienza energetica prima di tutto Bruna Brembilla, assessora dell’Ambiente della Provincia di Milano spiega le attuali (e future) linee guida delle politiche ambientali adottate dalla Provincia A seguito della recente direttiva comunitaria consulenza e informazione per i cittadini, che abbiamo chiamato 2006/32/CE, l’assessorato all’Ambiente della Provincia di Infoenergia. La quinta tappa ha pensato alle risorse economiche Milano, ha assunto l’impegno di contenere i consumi energe- attraverso un sistema innovativo di prestiti bancari a tasso zero tici. Ce ne parla? destinati ai soggetti che intendono realizzare interventi di riqua- «Le azioni di contenimento dei consumi di energia che abbiamo lificazione energetica e installare impianti alimentati da fonti rin- intrapreso sono nate come risposta strategica al persistere di novabili». un’emergenza ambientale che occorreva affrontare con strumen- ti e mezzi di lungo periodo. La nostra linea guida è stata, in pri- Cosa significa “sviluppo sostenibile” per la Provincia di mo luogo, la promozione di interventi di efficienza energetica e Milano? di innovazione tecnologica volta a ridurre i costi per le famiglie e «Significa principalmente chiedersi se oggi sia possibile proporre per le imprese e a rilanciare quel tessuto di piccole e medie modelli di sviluppo e di crescita competitivi e solidali che tenga- imprese, che costituisce ancora la spina dorsale della nostra eco- no conto dell’ambiente e se, in aree fortemente urbanizzate come nomia. In altre parole abbiamo ragionato in termini di mercato le nostre, sia possibile considerare il clima come uno snodo stra- dell’efficienza energetica». tegico. Io credo di sì. Non per niente uno degli obiettivi della strategia energetica della Provincia di Milano è la riduzione dei Per raggiungere questi obiettivi la Provincia ha messo in consumi finali di 35.000 tep/anno, da conseguire nei settori civi- campo una serie di azioni come l’uso razionale dell’energia e le e industriale. Questo quanto è scritto nel nostro Programma di lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Può spiegarci efficienza energetica che corrisponde all’uno per cento in meno nel dettaglio queste azioni? dei consumi finali di energia primaria e, in termini ambientali, «Il nostro percorso si è sviluppato in più tappe. La prima tappa nella riduzione di immissioni in atmosfera pari a circa 130.000 è stata all’insegna della consapevolezza e della condivisione attra- tonnellate/anno di CO2». verso un “Forum per l’energia”, attivamente partecipato dai Comuni, dalle associazioni dei consumatori, degli imprenditori, Il progetto “Metrobosco” è un progetto pilota del Piano degli utenti, e di molti altri portatori di interesse. La seconda tap- strategico della Provincia di Milano per la realizzazione di un pa ha puntato sulla regola. Abbiamo promosso nuovi regolamen- grande anello verde dell’area metropolitana milanese, la cui ti edilizi orientati all’efficienza energetica e all’uso delle fonti ossatura è rappresentata dalle aree naturali già esistenti, fra alternative per produrre energia. Ad oggi sono stati adottati da cui il Parco Sud, che rappresentano l’integrazione ideale tra una trentina di Comuni della nostra provincia dove vivono circa protezione dell’ambiente e sviluppo produttivo, nell’ottica 300 mila abitanti. La terza tappa è partita dalla volontà di pre- della realizzazione del modello di un’area metropolitana miare e valorizzare attraverso l’istituzione della Certificazione sostenibile. Può spiegarci di cosa si tratta? energetica degli edifici come elemento di trasparenza del merca- «Il progetto “Metrobosco”, nato nell’ambito del Piano strategico to edilizio e di incentivo per i costruttori disposti a investire in della Provincia di Milano “Città di città”, prevede la realizzazione edifici migliori. Questo ha portato anche alla nascita di Sacert, il di un grande anello verde di 30 mila ettari intorno all’area metro- nostro Sistema di accreditamento degli organismi di certificazio- politana milanese. Un progetto finalizzato al raggiungimento dei ne degli edifici, cui hanno aderito, tra gli altri, Assimpredil, Lega seguenti obiettivi e benefici: delle Cooperative, Compagnia delle Opere, diverse associazioni • aumento della qualità della vita favorito da una maggiore frui- di tecnici e operatori e i Comuni del territorio. La quarta tappa bilità di aree boscate, tra loro collegate e più facilmente raggiun- ha guardato al territorio facendo nascere una rete di sportelli di gibili dai centri abitati;42 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti locali• contributo al migliora- politiche agricole europee;mento della qualità dell’aria • la trasferibilità degli scena-e riduzione dei contami- ri definiti su larga scala ananti atmosferici; livello locale attraverso la• contributo alla realizzazio- condivisione con esigenze ene degli impegni contenuti disponibilità espresse dainel protocollo di Kyoto con vari portatori di interesse;fissazione di C (carbonio) e • l’analisi costi/benefici inconseguente riduzione di relazione alle finalità dell’o-CO2; pera di forestazione con• miglioramento del micro- ricerca anche di produzioniclima con riduzione degli alternative (utilizzo di alberieffetti negativi dell’isola di da legname pregiato, recu-calore legata all’area metro- pero della biomassa a scopopolitana; energetico);• contributo al manteni- • la simulazione dei consu-mento della biodiversità; mi idrici (da acque sotterra-• coinvolgimento delle nee, superficiali e da inter-realtà del mondo agricolo, cettazione di acqua meteori-finalizzato al sostegno e tra- ca) per il mantenimento, lasformazione nella nuova crescita e lo sviluppo delleagricoltura periurbana mul- aree forestali;tifunzionale». • la vocazionalità dei suoli a ospitare diverse associazioni Qual è l’impatto di fitosociologiche sia in rela-tale progetto? zione alla dotazione idrica«Un progetto di forestazio- sia al fabbisogno delle stes-ne di così vasto respiro ha se;un impatto significativo su • stima del carico di pollinidiverse variabili sia di carat- rilasciati dalle specie arboreetere ambientale che socio- al fine di individuare leeconomico. Di queste varia- ✒ Bruna Brembilla, assessora dell’Ambiente della Provincia di Milano essenze da utilizzare abili è essenziale valutare minor impatto sulla salutel’entità con l’applicazione di umana».opportuni modelli revisio-nali. Sinteticamente sarà possibile delineare scenari che devono In quali progetti europei è coinvolto l’assessoratoconsiderare: all’Ambiente della Provincia di Milano?• la progettazione con visione sistemica del “Bosco dell’Area «Due i progetti finanziati dall’Europa al nostro assessorato. UnoMetropolitana Milanese”, considerando la sua integrazione con le è Life Paesi Terzi 2006, Geo Inform, progetto che durerà tre annigrandi fasce verdi della Provincia di Milano (Dorsale Verde a e che ci vede impegnati con la città di San Pietroburgo nelle pro-Nord, Parco Agricolo Sud Milano, Parco Ticino, Parco Groane, blematiche legate alla gestione delle acque sotterranee. In parti-Parco Adda PLIS); colare si lavorerà per individuare le migliori pratiche per la• la definizione di un quadro economico di sostegno per la fore- gestione delle autorizzazioni all’uso della risorsa idrica del sotto-stazione che individui stanziamenti, metodologie di finanzia- suolo e per l’implementazione di un modello matematico di flus-mento per il mantenimento e la gestione della forestazione anche so e trasporto per la simulazione della diffusione di inquinanti incon l’implementazione di adeguati strumenti di controllo legati a falda e conseguenti progetti di risanamento. Altro progetto èlogiche di mercato; Pragma sul monitoraggio ambientale da parte di studenti e popo-• l’integrazione delle opere di forestazione con il contesto agri- lazione. Si studieranno due specie invasive: ambrosia e anoplofe-colo (i centri agricoli e rurali divengono punti di snodo per la ra maliensi (cerambice) con l’obiettivo di circoscrivere il proble-fruibilità delle aree verdi); ma in Provincia. Nel progetto verrà sperimentato un modulo di• l’offerta, sul lungo periodo, di alternative alle attuali tipologie segnalazione delle due specie attraverso l’uso di tecnologia Inter-di sostegno economico all’agricoltura, in conformità alle nuove net. Entrambi i progetti si inseriscono nelle politiche ambientali Speciale Public Utilities - Ambiente 43
    • enti locali volute dall’assessorato finalizzate a mettere a confronto realtà vir- sto Piano, l’amministrazione provinciale ha fatto la scelta di tuose e a far uso di tecnologie disponibili con lo scopo di rende- ascolto e di dialogo con il territorio attraverso un costante con- re più efficace ed economico lo svolgimento delle competenze fronto con le tutte amministrazioni e con tutti i soggetti, a vario che ci attribuisce la legge». titolo portatori di interessi (Comuni, operatori, associazioni, con- sorzi, grande distribuzione), attivando un percorso di partecipa- La Provincia di Milano dal punto di vista sia idrologi- zione che ha coinvolto circa 300 soggetti. Questi gli obiettivi co sia idrogeologico è molto ricca d’acqua. I cambiamenti individuati: climatici, però, portano a una drammatica riduzione delle • autosufficienza provinciale nel ciclo integrato dei rifiuti assicu- precipitazioni che interessa anche la Provincia di Milano. rata da 7 nuovi impianti che comporteranno investimenti per 75 Come si vi state muovendo per ovviare a una possibile “cri- milioni di euro per i prossimi 5 anni; si idrica”? • miglioramento della raccolta differenziata che, entro il 2011, «A fronte dell’ormai quasi certa siccità prevista per la prossima dovrà arrivare al 52 per cento dall’attuale 43,57; estate e della conseguente diminuzione delle portate nei corsi sviluppo di campagne di sensibilizzazione dei cittadini a costo d’acqua superficiali, la Provincia di Milano intende affrontare le zero (gli 11,7 milioni di euro all’anno previsti saranno coperti dai conseguenze che tale evento provocherà all’agricoltura con una 14,6 milioni derivanti da minori spese di smaltimento e maggio- proposta concreta che guarda agli agricoltori con l’obiettivo di ri entrate per conferimenti di differenziata); convincerli a modificare il sistema di irrigazione. Oggi su tutta la risparmio energetico per più di 75.000 tonnellate equivalenti di Provincia di Milano si irriga per scorrimento. Venendo a manca- petrolio l’anno; re un’adeguata disponibilità di acqua superficiale, si ritiene • riduzione di emissioni di gas clima alteranti per circa 230.000 necessario integrare con l’irrigazione a pioggia, attraverso l’ali- tonnellate di CO2 equivalente per anno. mentazione dai pozzi che prendono acqua dalla falda freatica». Nella nostra Provincia il ciclo integrato dei rifiuti occupa cinque mila addetti e rappresenta un giro d’affari di quasi 600 milioni di Quali sono le competenze attribuite alle Province in euro, che raddoppiano se oltre alla filiera dei rifiuti urbani si con- materia di rifiuti e i problemi più urgenti da affrontare a que- sidera quella degli speciali. Il Piano, inoltre, andrà attuato attra- sto riguardo? verso una serie di interventi che, da qui al 2011, vedranno impe- «La principale competenza della Provincia in tema di rifiuti è la gnata la Provincia, i Comuni, gli operatori economici e sociali, i definizione del Piano provinciale dei rifiuti. Per predisporre que- gestori per la promozione di azioni inerenti». ❙ Che cos’è il Protocollo di Kyoto L’11 dicembre del 1997, nella città giapponese di Kyoto, più di 160 Paesi, in occasione della Conferenza Cop3 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici e il riscaldamento globale, sottoscrissero un trattato internazionale: il Protocollo di Kyoto. L’U- nione Europea ratificò poi il trattato il 31 maggio del 2002, ma bisognerà attendere altri tre anni: è il 16 febbraio 2005, data in cui il Pro- tocollo di Kyoto entrò in vigore dopo essere stato ratificato della Russia. Obiettivo del Protocollo è quello di combattere i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico, chiedendo ai Paesi industrializzati di ridurre mediamente del cinque per cento le emissioni di alcuni gas ad effetto serra, responsabili del riscaldamento del Pianeta. Nel periodo che va dal 2008-2012 tutti gli Stati inclusi nella Convenzione si impegnano a ridurre le loro emissioni inquinanti (come il bios- sido di carbonio e altri cinque gas serra, ovvero: metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoro di zolfo) di alme- no il cinque per cento rispetto ai livelli del 1990. Tra il 2008 e il 2012 gli Stati membri dellUnione devono invece ridurre collettivamente le loro emissioni di gas ad effetto serra dell’otto per cento. Il raggiungimento di questi parametri è possibile attraverso una serie di mezzi di azione proposti dallo stesso Trattato. In primis l’istituzio- ne di politiche nazionali volte a diminuire le emissioni attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica, la promozione di forme di agri- coltura sostenibili, e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili. Cooperare con le altre parti contraenti (scambi di esperienze o di informazioni, coordinamento delle politiche nazionali per migliorarne lef- ficacia attraverso meccanismi di cooperazione, quali i diritti di emissione, lattuazione congiunta e il meccanismo di sviluppo pulito). Almeno un anno prima del primo periodo di impegno, gli Stati contraenti istituiscono un sistema nazionale di stima delle emissioni antro- piche dalle varie fonti e dellassorbimento dai pozzi di tutti i gas ad effetto serra non inclusi nel Protocollo di Montreal.44 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti locali a cura di Paola Fiore A prova di energia In questa intervista Giuseppe Longhi, architetto, professore associato di Progettazione urbanistica allo I.U.A.V. di Venezia e docente al master di Progettazione urbana sostenibile presso la stessa università, indica nella progettazione urbana sostenibile e negli standard di progettazione internazionali i punti di partenza per l’attuazione di un modello unico lombardo e nazionale di certificazione energetica degli edifici Professor Longhi, a che punto è lo sviluppo di nuove forme di risparmio energetico negli edifici? «Il risparmio energetico è una tappa verso la sostenibilità, che non ha come elemento cardine l’ambiente ma le risorse umane. Il primo problema è la convivenza e l’aumento della popolazio- ne, complicato dalla globalizzazione che ha l’effetto di mettere in re le leggi finanziarie e nei paesi nordici, in Canada e Australia si contatto culture diverse in tempo reale. A tali elementi si aggiun- calcola il tasso di conversione al 2050, così da orientare l’intero ge la litigiosità dell’uomo, che fa della sostenibilità un problema sviluppo economico; questo non accade in Italia. Il concetto di di condivisione di culture. Il vero motore della sostenibilità è la Prodotto nazionale lordo è in disuso, perché la produzione non risorsa umana; questo elemento impatta sulla capacità di carico è più standardizzata e si fa più attenzione alle risorse naturali. Il della Terra e qui entra in ballo la questione ambientale. Una Pnl è calcolato secondo l’aggregato, la ricerca e il tasso di ricerca visione della sostenibilità, priva dell’accezione umana, ha porta- e sviluppo; a questo si aggiunge il valore della socialità e si toglie to a una rivoluzione politica, iniziata con la Conferenza di Stoc- il costo delle risorse consumate». colma del 1972, dove la questione dei limiti allo sviluppo, origi- nati dalla povertà, si identifica con la causa prima dell’inquina- Cosa si dovrebbe fare in materia di public utilities? mento. Nel 1992 con Agenda XXI si ha una trasformazione del «La parola “liberalizzazioni” è usata impropriamente, bisogne- modo di gestire la politica a livello europeo e nazionale; ma in rebbe parlare di “privatizzazioni”: liberalizzazione è la filosofia Italia le previsioni ambientali comunitarie sono sottovalutate e politica, privatizzazione è la misura tecnica. Secondo me, vale non ci si accorge di questa rivoluzione. Se non c’è rivoluzione il principio di Einaudi: il vero problema è vedere quali sono le politica, si dice che il problema è tecnico; questo spiega le diffi- questioni che le comunità devono risolvere. Oggi si mette in coltà italiane». discussione una storia nata nell’Ottocento, che ha avuto come centro l’infrastrutturazione urbana e la casa. Il problema di fon- Quali problemi devono risolvere l’edilizia e l’urbanistica do non è il liquidare una storia, ma la capacità di reinventarne per attuare i principi della casa passiva? un’altra, secondo una nuova realtà arrivando al 2050; altrimen- «La casa passiva non esiste, non è un punto determinante della ti, si ignorano i fondamenti delle convenzioni internazionali e progettazione moderna, che deve guardare al futuro, usando degli standard». strumenti capaci di portarci al 2050. In Europa c’è una postazio- ne degli scenari per l’edilizia, all’interno della quale la casa è fat- In Italia l’obbligo della certificazione energetica degli tore promotore di socialità e non deve consumare, ma produrre edifici è introdotto nel 2005 con il ddl 192. Come valuta tale risorse. Stiamo lavorando al bilancio energetico positivo, perché normativa? la casa deve contribuire positivamente alla capacità di carico. Il «Sul rendimento energetico nell’edilizia e l’efficienza energetica 2050 non è casuale; la politica europea è guidata da una ricerca degli edifici l’Europa interviene con la direttiva 2002/91/CE. L’I- degli “Amici della Terra”, che fornisce lo standard da raggiungere talia non ha dato ancora alcuna risposta operativa, benché ci sia- per la conservazione delle risorse naturali. Per arrivare a questo no le strategie operative al 2020. Si lavora conoscendo lo stan- standard vi sono tappe intermedie, date dalle convenzioni inter- dard di edificio al 2020, ma non quello al 2002; in Italia siamo in nazionali. A tali scenari si ispirano le nazioni accorte per costrui- ritardo di ventitre anni, mentre l’Europa guarda avanti. Il 50 per46 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti localicento dei bilanci nazionali è legato all’edilizia e all’indotto, l’altro Il progetto Sacert50 per cento alle industrie che stanno cambiando secondo gliscenari. La vera questione è come da tali scenari si possano crea-re le basi per le esportazioni. Il problema non è correggere un set- In Italia il settore edilizio necessita di procedure di certificazione energetica semplici, chiare e rigorose, capaci di accelerare il pro-tore edilizio arretrato; occorre porsi l’obiettivo di rinnovarsi». cesso di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, nel rispetto della Direttiva europea 2002/91/CE. Grazie all’utilizzo di Prof. Longhi, lei siede nel Consiglio direttivo di Sacert il targhe energetiche e di indicatori di prestazione, i cittadini potran-Sistema per l’accreditamento degli organismi di certificazione no scegliere di abitare in case dai consumi energetici ridotti. Le qualità energetiche degli edifici potranno diventare un valoredegli edifici. Di cosa si tratta? aggiunto fondamentale, non soltanto per l’acquisto e la vendita di«Il Sacert è un’associazione di promozione della cultura della cer- immobili da parte di enti pubblici e privati, ma soprattutto per itificazione energetica negli edifici, secondo le previsioni della benefici derivanti alla collettività intera dal risparmio energetico edirettiva europea. Nell’applicazione che viene fatta di questa diret- dalla riduzione degli impatti ambientali negativi sull’ambiente a causa delle attività edilizie.tiva, accade un fatto nuovo: i fattori che portano alla certificazio-ne, cioè i parametri di progettazione, sono forniti gratuitamente Il Sistema per l’accreditamento degli organismi di certificazionedalla parte pubblica. Questa è una rivoluzione, perché l’ente pub- degli edifici Sacert è un’Associazione volontaria senza scopo diblico alla fine certifica gratuitamente in tempo reale. Negli Usa, lucro , nata nel luglio 2006 per volontà di tre soci fondatori: la Pro- vincia di Milano, la Città di Melzo e il Comune di Carugate, unol’Agenzia di protezione ambientale Epa mette a disposizione di dei primi comuni della Regione Lombardia ad adottare un rego-tecnici e cittadini gli strumenti per progettare; così, si dà traspa- lamento edilizio sostenibile. L’Associazione non procede diretta-renza all’operato dell’amministrazione e si abbassano i costi di mente alla certificazione, ma vuole coinvolgere gli operatori delproduzione, liberando la progettazione di tutte le parti standar- mercato edilizio per rendere operativa la certificazione energetica degli edifici. Tra gli obiettivi del SACERT vi sono: 1) definire unadizzate. Questo è fatto dai sistemi ricchi, che capiscono di non procedura per la certificazione energetica degli edifici (Class Ener-dovere più competere sul costo delle fasi standardizzate. In Italia gia); 2) stabilire una metodologia di calcolo per la valutazioneil decreto di attuazione della legge rinvia a un’elaborazione delle delle prestazioni energetiche in condizioni standard (BEST Class);Regioni, mentre l’Europa lavora a sistemi più efficaci. Tali rallen- 3) promuovere l’organizzazione di corsi di formazione nel campo dell’efficienza energetica e dell’uso di fonti energetiche rinnovabi-tamenti mettono in crisi il sistema progettuale italiano sul merca- li; 4) accreditare i certificatori e fornire gli elenchi agli operatori,to internazionale. In Italia è arrivata soltanto la norma tecnica di aderenti allo schema di certificazione, ed 5) effettuare controlli eCasa Clima, che traduce lo standard austriaco. Quando si applica ispezioni sulle attività di certificazione, per garantire il rispetto del-tale standard, non lo si applica semplicemente all’edificio finito, le procedure di certificazione e delle metodologie di calcolo.perché questo è il risultato finale del flusso dei materiali che esso Tali procedure di certificazione e metodologie di calcolo sonooccupa. Gli austriaci sono stati tra i primi a studiare il flusso dei aperte ai contributi di istituzioni pubbliche e private, al fine di pro-materiali e quando faranno lo standard, questo sarà fatto per uti- muovere un unico modello di certificazione energetica degli edifi-lizzare la capacità di esportazione dell’industria austriaca». ci, valorizzando al tempo stesso le diverse esperienze degli ope- ratori del settore. Dal progetto Sacert quali benefici possono trarre le L’Associazione ha l’obiettivo di verificare e attestare le capacitàimprese del settore edilizio? professionali dei certificatori energetici, nelle attività di valutazio-«Il progetto ha potenzialità applicative enormi; è stato positivo ne della conformità di edifici e impianti a norme tecniche volon- tarie e cogenti e a documenti normativi equiparati. Il Sacert valu-creare una associazione di sensibilizzazione, ma occorre riflette- ta i professionisti in qualità di soggetti di certificazione, ispezionere sui livelli operativi, perché il progetto diventi l’esperienza gui- e verifica, accertandone i requisiti istituzionali, organizzativi,da di un’industria in difficoltà. Il Sacert dovrebbe avere un pro- morali e tecnici, stabiliti da norme tecniche volontarie e da altretocollo di ingresso di riferimento per le imprese del mercato del- leggi applicabili.l’edilizia, riconoscibile dalla comunità internazionale. Le impre- Al progetto Sacert aderiscono enti e associazioni del settore edili-se, frammentate e senza capacità tecnica, hanno bisogno di un zio, imprese di costruzione, cooperative, gestori immobiliari, pro-tutoraggio pubblico, di strumenti trasparenti e linee guida comu- prietari, professionisti, consumatori e ambientalisti. Il processo dini per arrivare alla certificazione, intesa come premio, stimolo a riqualificazione energetica del settore edilizio vede nella certifica- zione energetica degli edifici il principale strumento per orientareoperare e non come elemento di controllo e aggravio per l’im- il mercato verso uno modello concreto di sviluppo sostenibile.presa. La certificazione deve essere gratuita, sennò scatena ilmalaffare; con il tutoraggio le imprese risparmiano in consulen-za. Il problema chiave è la qualità dell’abitare. I cittadini sono Fonte: SACERT Http://www.sacert.eudisorientati, hanno paura del cambiamento, non riconoscono piùil centro e la periferia. Politici e imprese devono essere sensibili Ex artt. 12 e 14 c.c. e sottoposta, ai sensi dell’art. 28 del D.lgs. N.ai nuovi modelli di aggregazione per costruire socialità, tenendo 300 del 30 luglio 1999, alla vigilanza del Ministero dello Sviluppoconto delle tipologie abitative richieste dai cittadini». ❙ Economico Speciale Public Utilities - Ambiente 47
    • enti locali a cura di Paola Fiore Sistema Navigli: geotermia e risparmio energetico In questa intervista Emanuele Errico, presidente della società Navigli lombardi S.c.a.r.l., soggetto unico per la gestione e la valorizzazione del Sistema Navigli, illustra il progetto che sfrutta la forza geotermica dell’acqua per produrre energia l surriscaldamento della superficie terrestre, il cambia- I mento del clima generato dall’effetto serra e dai gas inqui- nanti delle attività antropiche, la desertificazione dei suoli e la carenza di risorse idriche stanno creando seri problemi alla salute umana e agli ecosistemi, destando molta preoccupazio- ne tra scienziati e operatori economici di ogni parte del mon- ✒ Emanuele Errico, presidente della società Navigli lombardi S.c.a.r.l. do. Fare ricerca e innovazione nei settori dell’ambiente e del- l’energia costituisce oggi un passo avanti di importanza vitale verso il cambiamento degli stili di vita, di produzione e di con- sumo, sia per la tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo, disposizione dalla natura. Tra queste, le fonti energetiche rin- sia per il pieno sviluppo sostenibile dell’economia, utilizzando novabili come l’energia geotermica possono costituire un al meglio le nuove tecnologie e le risorse non esauribili messe a apporto fondamentale alla diminuzione dell’inquinamento delle48 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • enti localicittà e al conseguente abbassamento delle temperature estive. Da In che modo le pompe di calore possono ridurre l’in-tali presupposti fondamentali nasce in Lombardia un progetto quinamento atmosferico e fare risparmiare energia?pilota, che prevede la possibilità di realizzare lungo il corso dei «Le pompe di calore sono alimentate con energia elettrica e,Navigli lombardi una rete integrata di distribuzione dell’acqua di quindi, non emettono gas di combustione come le caldaie nor-falda a uso geotermico, abbinandola alla rete di scarico superfi- mali; in tale modo, si azzerano le emissioni inquinanti. Inoltre,ciale degli stessi Navigli, attraverso un sistema integrato di emun- tali macchine sfruttano il gradiente termico dell’acqua di falda,gimento dell’acqua sotterranea. La geotermia, e dunque anche da cui prelevano gran parte dell’energia necessaria alla telecli-l’utilizzo dell’acqua di prima falda presente nel sottosuolo a matizzazione dell’edificio; vale a dire che, per ogni kw dipoche decine di metri di profondità, qualora sia abbinata a pom- potenza elettrica fornita alla macchina, essa ne produce quatrope di calore, può costituire una valida risorsa termica naturale - cinque kw di potenza termica. Il bilancio energetico è positi-per la climatizzazione degli edifici, il rifornimento di acqua calda vo e i risparmi sono davvero consistenti; è stato, infatti, calco-negli ambienti domestici e, contemporaneamente, per consentire lato un risparmio energetico sino al 35 per cento rispetto aidi gestire in modo attento e integrato lo scarico delle acque nel- sistemi tradizionali, in linea dunque con quanto dettato dallo stesso corpo idrico recettore. Una tale applicazione può rap- Protocollo di Kyoto».presentare una efficace alternativa all’utilizzo delle caldaie a olioo a gas e, quindi, all’impiego dei combustibili fossili, causa pri- Qual è il funzionamento di una pompa di calore e inmaria dell’inquinamento atmosferico dovuto alle sostanze nocive che cosa consiste il suo bilancio energetico?che si generano dall’utilizzo del carbone e del petrolio, quali l’a- «L’acqua di falda mantiene una temperatura pressoché costantenidride carbonica, il monossido di azoto, il particolato e le pol- nell’arco di tutto l’anno, che va dai 12 gradi ai 14 gradi circa, averi sottili. Approfondiamo l’innovazione di un tale progetto e le differenza della temperatura esterna che subisce sbalzi notevo-sue possibili applicazioni pratiche con Emanuele Errico, presi- li. Le pompe di calore sfruttano questa differenza di temperatu-dente della Navigli lombardi S.c.a.r.l., società promotrice dell’i- re, detta “gradiente termico”, per compiere il proprio lavoro,niziativa. riducendo così al minimo il consumo di energia, generalmente elettrica. Tali pompe, infatti, forniscono o sottraggono calore Presidente come nasce l’idea di offrire acqua di prima fal- all’acqua emunta dalla prima falda e lo assorbono o lo cedonoda per usi geotermici lungo la rete dei Navigli? dall’ambiente che si vuole raffrescare o riscaldare. L’acqua di fal-«Nasce dall’abbondanza di acqua da sempre presente nel sotto- da, che viene prelevata mediante pozzi e scaricata leggermentesuolo milanese e più in generale in quello della Pianura Padana. A più calda, o più fredda, grazie a una rete di deflusso che la con-tutt’oggi l’acqua di prima falda è più un problema che altro per i voglia ai Navigli, non subisce alcuna contaminazione».comuni: non può essere usata per alimentare gli acquedotti nonessendo considerata potabile, in quanto a rischio di inquinamento Quanti sono gli impianti esistenti nell’area milanese ee contaminazione, e il suo livello è troppo alto e in rapida crescita, dove sono ubicati?dopo che le attività economiche di Milano e provincia da indu- «La Centrale Termofrigorifera presso l’edificio “Gardella” delstriali si sono trasformate in terziarie. In modo particolare, il nuovo complesso dell’Università Bocconi è il primo esempio diComune di Milano spende notevoli cifre per mantenere asciutte le impianto di grosse dimensioni realizzato da Aem con tecnolo-linee metropolitane e gli ultimi piani dei parcheggi sotterranei. Da gia a pompa di calore ad acqua di falda. La stessa Aem sta por-qui è nata l’idea: emungere l’acqua per teleclimatizzare in estate e tando avanti progetti di ricerca in questo senso e sono in fase diin inverno le grosse utenze milanesi, riducendo i costi e l’inquina- progettazione in Milano cinque nuove centrali di cogenerazio-mento. Un particolare è importante: l’acqua emunta, dopo essere ne a pompe di calore, che serviranno circa 50.000 abitanti».stata utilizzata, non può essere riversata in corsi d’acqua naturali,bensì solo in quelli artificiali: e i Navigli, che entrano nel cuore di Quale impatto possono avere tali impianti sullo svi-Milano, sono l’infrastruttura adeguata». luppo dell’economia regionale? «Altamente positivo. Si potranno avere una riduzione dei costi Come è possibile sfruttare la risorsa geotermica delle di riscaldamento e di raffrescamento, una riduzione del consu-acque del sottosuolo per climatizzare gli edifici? mo di petrolio e di gas, con un conseguente passo in avanti ver-«Questo è possibile grazie a un processo fisico chiamato ciclo ter- so una minore dipendenza dalle fonti energetiche fossili, ridu-modinamico o ciclo frigorifero, sfruttabile con una tecnologia che zioni delle emissioni inquinanti in atmosfera, il contenimentonegli ultimi anni ha subìto una netta evoluzione e una conseguen- della falda acquifera, una maggior adesione al Protocollo dite riduzione dei costi: quella delle “pompe di calore”. A oggi, mol- Kyoto e alle politiche comunitarie; senza contare la possibilitàti stanno guardando a queste macchine come a quelle che potreb- di nuova occupazione, di formazione del personale tecnico, perbero contribuire a risolvere in maniera consistente il problema del- la produzione e la gestione degli impianti e di innovazione tec-l’inquinamento di Milano e del suo hinterland». nologica». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 49
    • rifiuti a cura di Paola Fiore IN QUESTE PAGINE ✍ 54 Come smaltire meglio? 56 Un termovalorizzatore da Oscar No all’uso indiscriminato delle discariche 58 Tecnologia e innovazione al servizio di recupero e riciclo Un mercato da oltre sei l “maxiemendamento” alla legge Finanziaria 2007 riduce i miliardi di euro all’anno, quello dei rifiuti urbani del Belpaese. Ma che cosa I contributi alla categoria dei rifiuti per la produzione di energia da fonti rinnovabili derivanti dagli impianti di trat- tamento esistenti e prevede la cancellazione degli stessi incen- accadrà adesso con i tivi agli impianti di futura costruzione. Alle strutture già in fun- nuovi provvedimenti zione viene quindi a mancare una importante risorsa economi- della Finanziaria 2007? ca, data dagli incentivi statali prima previsti per la produzione Ne parliamo con Daniele Fortini, di energia rinnovabile, ottenuta dai rifiuti dopo le diverse fasi presidente di di trattamento. Gli operatori del settore prospettano un proba- Federambiente, bile aumento delle tasse a carico dei cittadini e la difficoltà per Federazione italiana gli stessi gestori dei nuovi impianti di trattamento a reperire i servizi pubblici igiene ambientale finanziamenti necessari alla loro realizzazione, con presunti50 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • rifiutinuovi aggravi e oneri in materia di tasse sui rifiuti o nuovi one- Quanto vale oggi in termini economici il mercato pub-ri a carico dei comuni e dunque delle popolazioni locali. Inol- blico dei rifiuti in Italia?tre, come ha recentemente ammonito l’Unione europea, forte è «Il valore globale, per quanto riguarda i rifiuti urbani, si aggirail rischio di un ritorno all’uso indiscriminato delle discariche, sui 6,5 miliardi di euro all’anno. Le aziende pubbliche sono lar-che inquinano molto di più. Analizziamo la situazione attuale gamente maggioritarie, con un fatturato complessivo di oltredel comparto italiano dei rifiuti con Daniele Fortini, presidente 3,5 miliardi di euro».di Federambiente, la Federazione italiana dei servizi pubblici diigiene ambientale, anche a seguito della pubblicazione del rap- Allo stato attuale delle migliori tecnologie disponibiliporto “Green book 2006”, presentato a Roma il 12 dicembre del comparto ambiente energia, sia per quanto riguarda iscorso, durante la XLIV Assemblea generale della federazione. processi, sia per quanto attiene i prodotti e i servizi offerti dalle aziende agli utenti finali, quali sono i principali stru- Presidente Fortini, qual è al momento nel nostro pae- menti a disposizione delle imprese per prevenire la produ-se la situazione nel settore dello smaltimento dei rifiuti e zione di rifiuti?dell’energia? «Federambiente ha promosso già da alcuni anni il Forum della«Presenta luci e ombre, con situazioni di eccellenza in alcune prevenzione e minimizzazione dei rifiuti e ha pubblicato, insie-zone del paese, segnatamente nelle aree settentrionali - tre me all’Onr (Osservatorio nazionale sui rifiuti), le linee guidaregioni hanno raggiunto o superato la quota del 35 per cento di per la prevenzione, disponibili sul sito di Federambiente insie-raccolta differenziata - e vede sacche di arretratezza soprattutto me a una banca dati con le più interessanti esperienze di bestnel Mezzogiorno». practices nel settore». Speciale Public Utilities - Ambiente 51
    • rifiuti approccio serio alla gestione integrata dei rifiuti e del Cdr, il combustibile derivato dai rifiuti». A suo giudizio, eventuali previsioni contrarie all’assi- milazione dei rifiuti alle fonti di energia rinnovabile porte- rebbero a una diminuzione o a un aumento della produzio- ne dei rifiuti urbani? Il rischio che lo smaltimento dei rifiu- ti in discarica possa subire un forte incremento è reale? «La quantità dei rifiuti prodotti è indipendente dalle forme di smaltimento. Ma verrebbe a mancare uno degli anelli del ciclo integrato dei rifiuti, mentre il ricorso alla discarica subirebbe un fortissimo incremento: i suoi costi economici immediati sono nettamente inferiori a quelli di altre forme di utilizzo e di smaltimento. Il bilancio ambientale, però, è molto negativo». Quali sarebbero le ricadute sulle pmi italiane operanti nel settore dei rifiuti e dell’energia, qualora venissero a mancare per gli impianti esistenti i contributi alla produ- zione energetica da rifiuti e fosse cancellata ogni forma di aiuto economico per gli impianti futuri? Quali potrebbero essere le conseguenze per i cittadini e i comuni? «Per ora non ci possono essere interventi punitivi sugli ✒ Daniele Fortini, presidente di Federambiente impianti esistenti. Per i comuni e per i cittadini si porrà il pro- blema di adottare forme sempre più avanzate di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, ma essendo costretti a ricorrere a strumenti obsoleti come le discariche, che credevamo apparte- nere ormai al passato. E tutti - comuni, cittadini, imprese indu- striali e di servizio, grandi e piccole - dovranno fare i conti con Secondo lei, è realistico pensare che l’Italia possa arri- costi crescenti e minori ritorni vantaggiosi per la produzione di vare ad adottare in tempi brevi una visione strategica di energia elettrica e calore ottenuti dai rifiuti». interesse nazionale per regolamentare in modo organico e integrato l’intero ciclo dei rifiuti e dell’energia? È possibile dare una valutazione complessiva sullo sta- «È un auspicio, ma non ci confortano recenti iniziative norma- to di attuazione dei Piani provinciali e regionali per la tive attraverso emendamenti puntuali, come in Finanziaria, gestione integrata dei rifiuti e sulla gestione operativa del mentre forte è l’esigenza di un quadro normativo organico». ciclo dei rifiuti urbani, affidato per legge agli Ato Ambiti territoriali ottimali? Come giudica l’assetto legislativo del settore rifiuti, a «Il percorso di creazione degli Ato, come delineato nel ddl un anno di distanza dall’entrata in vigore del Testo Unico 152/06, è di fatto irrealizzabile, perché impone tempi molto ambientale, il ddl 152/2006 “Norme in materia ambienta- stretti e non tiene conto delle realtà esistenti già avviate. Le stes- le”? se realtà degli Ato sono diverse da regione a regione. Proprio «In realtà, non è entrato in vigore se non molto parzialmente, è per questo, Federambiente sta conducendo una ricognizione tutto in fieri: attendiamo quindi le modifiche, augurandoci che sui diversi modelli di Ato finora applicati, per arrivare a defini- vadano nel senso da noi auspicato». re una proposta su cui confrontarci con il Governo e i Ministri competenti nell’attuale fase di modifica legislativa». Veniamo alla Legge Finanziaria 2007 e alle previsioni del così detto Cip6, vale a dire l’eventuale esclusione di Cosa si attende Federambiente dalla politica ambientale, incentivi economici per la categoria “rifiuti” dalle fonti rin- economica ed energetica del Governo per i prossimi anni? novabili di energia. Qual è il parere di Federambiente e del- «Auspichiamo un quadro legislativo chiaro, che dia certezze al le imprese associate su un tale argomento? sistema delle imprese e consenta di attuare una politica indu- «Le norme vanno costruite in modo organico. Colpire, con striale del comparto e permetta di realizzare, in un quadro di un’iniziativa estemporanea e slegata da una visione strategica sostenibilità ambientale, una reale chiusura del ciclo integrato complessiva, iniziative già avviate mette in discussione un dei rifiuti». ❙52 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • rifiuti a cura di Paola Fiore Come smaltire meglio? «Leliminazione dellincentivazione energetica (Finanziaria 2007) allincenerimento rifiuti renderà antieconomico lintero sistema impiantistico... creando un vuoto strutturale a vantaggio dello smaltimento in discarica». Quali allora le soluzioni possibili? A rispondere è Pietro Colucci, presidente di Assoambiente e amministratore delegato di Waste Italia Presidente Colucci, qual è a suo avviso il grado di libe- ralizzazione e privatizzazione raggiunto nel nostro paese dalle local public utilities? Quali sono i presupposti necessa- ri per raggiungere una effettiva liberalizzazione e privatizza- zione del mercato dei servizi pubblici locali? «Purtroppo devo rilevare che il livello di privatizzazione e libe- ralizzazione nel nostro paese è, nonostante le dichiarazioni di principio, lontano dall’essere avanzato. La nostra associazione ha recentemente presentato il terzo rapporto sui sistemi di gestione in questo settore, che analizzando i dati a tutto il 2005, eviden- zia un preoccupante fenomeno: nel 1998, circa il 38 per cento degli abitanti era servito da aziende pubbliche e circa il 39 per cento da aziende private, poche società miste e un 10 per cento circa attraverso “gestioni in economia” effettuate direttamente dai Comuni; nel 2005, ben il 45 per cento è servito da aziende pubbliche e solo il 30 per cento da aziende private, le miste sono ✒ Pietro Colucci, presidente di Assoambiente e amministratore delegato cresciute fino al 18 per cento e i servizi diretti dei Comuni si di Waste Italia. Il più importante gruppo privato italiano nel mercato dei rifiuti solidi urbani e speciali sono ridotti al cinque per cento. Sarebbe un dato non grave, se non fossimo costretti a rilevare che i cambi di modalità di gestio- ne non sono dovuti a una concorrenza delle aziende pubbliche se. Quali sono le cause di questi problemi e le ragioni di tali basata su competitività, efficienza ed economicità, bensì soltanto resistenze? ad affidamenti diretti senza alcuna gara da parte dei Comuni ad «Fortunatamente possiamo dire, non senza soddisfazione, che in aziende pubbliche e al proliferare indiscriminato di piccole e pic- Italia è sensibilmente cresciuta la quantità e qualità di rifiuti recu- colissime municipalizzate. Il governo Berlusconi era intervenuto perati e riciclati, una vera e propria industria del recupero; que- su questo punto con la “Riforma Matteoli” prevedendo la divi- sto anche grazie al sostegno di una nuova “cultura del recupero sione, a cura degli Enti locali, del territorio in Ato (Ambiti terri- e del riutilizzo” che ha trovato grandi consensi nelle imprese e nei toriali ottimali) e obbligando questi organismi a scegliere un cittadini, ma anche grazie a tante imprese, prevalentemente pri- gestore unico per raccolta e trattamento rifiuti attraverso una vate, che hanno creduto in questa filosofia e hanno investito procedura di evidenza pubblica, cioè una gara! Purtroppo uno decisamente nel settore. Il testo Matteoli dava delle risposte in dei primi atti del governo Prodi è stato quello di sospendere l’ef- questo senso, incoraggiando le attività di riciclaggio, prevedendo ficacia del Testo Unico Matteoli e cancellare questa norma, get- obiettivi ambiziosi attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti tando di nuovo il settore in un vuoto normativo che non sappia- urbani, arrivando all’obbligo del 65 per cento entro il 2012, mo quando e se verrà mai colmato». anche attraverso il recupero energetico. In questo senso il mini- stero di Pecoraro Scanio non sarà certamente da meno, anzi verrà In Italia cresce l’industria del recupero dei rifiuti, ma senz’altro spinta la raccolta differenziata e il recupero con ogni rimangono numerosi problemi che ancora ne limitano un mezzo possibile. Per fare meglio però bisogna lavorare sulla completo sviluppo. Il risparmio di materie prime e di ener- comunicazione, spiegando che il “sacrificio” di un sistema di dif- gia e la riduzione di gas a effetto serra non sembrano suffi- ferenziazione dei rifiuti da parte degli utenti e delle imprese ser- cienti al legislatore per fare del riciclaggio e del riutilizzo ve a ridurre la quantità di rifiuti da smaltire e, quindi nel caso ita- dei rifiuti una risorsa economica primaria per il nostro pae- liano, ridurre la dipendenza dalle discariche».54 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • rifiuti Il quadro normativo del settore del recupero dei rifiuti discarica è di Sinistra e gli inceneritori sono di Destra”».è stato completato negli ultimi mesi con nuove leggi specia-li, ma si è ancora lontani dal considerare il recupero secondo Per alcuni tipi di rifiuti è ancora alto il ricorso allaun approccio integrato della gestione dell’intero ciclo dei discarica. Quanto è diffusa in Italia la cultura del riciclo?rifiuti. Quali sono i motivi di una tale mancanza di vedute di Quali sono i fattori di crescita, gli ostacoli allo sviluppo einsieme, sia a livello politico sia a livello legislativo? le esigenze del comparto del riciclo dei rifiuti?«Devo dire che in questo senso vanno fatti dei distinguo, onesta- «Credo che la cultura del riciclo ormai ci sia. La mia esperien-mente non vedo da parte del mondo politico una diversità di za sul territorio nazionale mi dice che, quando il politico loca-vedute sulla necessità di recuperare e riciclare il maggior nume- le decide di fare partire la raccolta differenziata, il cittadino èro di prodotti, riducendo così la quantità di rifiuti da smaltire; già pronto a seguirlo e si meraviglia che ancora non si sia par-questa è un’impostazione ormai comune a tutti gli schieramenti, titi. Il ricorso alla discarica è dovuto non tanto alla scarsa atten-ma soprattutto è sentita e condivisa dai cittadini. Semmai, vedo zione al riciclo, ma allo scarso consenso a costruire gli impian-una differenza sulla necessità di andare oltre un certo livello di ti di trattamento e selezione».differenziazione in percentuale sui rifiuti “tali quali”, perché alcu-ni trovano che un recupero oltre il 40 per cento possa diventare Come per la cultura del recupero dei rifiuti, sembra man-oneroso e complesso per le amministrazioni e gli utenti, prefe- care nel nostro Paese una cultura dei servizi. Quali sono lerendo puntare al recupero energetico per la parte residua, come maggiori cause di debolezza che frenano lo sviluppo di unaper altro si fa in tutta Europa, attraverso la termovalorizzazione; vera e propria economia dei servizi pubblici?mentre, un’altra parte vorrebbe spingere la raccolta differenziata «Lo sviluppo e la crescita di un sistema industrializzato nel settoresino ai limiti estremi, risolvendo il “problema rifiuti” alla radice, dei rifiuti è, e deve essere, un auspicio di tutti i soggetti coinvolti,pur in presenza di effettive difficoltà operative e di una scarsa siano esse imprese pubbliche o private, enti, istituzioni o utentirecettività del sistema in alcune aeree del Paese». fruitori di servizi. È solo attraverso un processo di industrializza- zione del settore, che il Paese sarà in grado di offrire all’utenza ser- La Finanziaria 2007 ha prorogato di un anno l’entrata vizi qualitativamente superiori, con sistemi tecnologicamente effi-in vigore del Decreto ministeriale 3 agosto 2005. Le disca- cienti e con un livello di tariffe competitivo e in linea con il restoriche continuano a ricevere i rifiuti, seppure con le dovute d’Europa. Per far questo, c’è bisogno di un quadro normativo chia-limitazioni di legge, dal 1 gennaio 2007. Il sistema di incen- ro e stabile e devo dire che, seppure con molti limiti, il Governotivazione Cip6 e il sistema di incentivazione alle fonti ener- Matteoli ci era riuscito. Mi auguro che l’attuale Governo intendagetiche rinnovabili Fer hanno subito sostanziali modifiche. perseguire, pur con le comprensibili differenze di impostazioneCome valuta, nel complesso, le disposizioni in materia di ideologica, lo stesso risultato».rifiuti e di energie rinnovabili contenute nel maxiemenda-mento alla Finanziaria 2007? Quale peso ha la raccolta differenziata pubblica e qual«Purtroppo sono costretto a esprimere un giudizio fortemente è il ruolo delle pmi nel raggiungimento degli obiettivi dinegativo sul pacchetto di norme varate dall’attuale Governo e riciclaggio previsti dalle norme di settore?non solo quelle inserite nella Finanziaria 2007, ma anche quel- «Oggi la raccolta differenziata ha raggiunto e superato, in alcu-le adottate con i decreti correttivi del Testo Matteoli, attualmen- ne aeree del Paese l’obbiettivo del decreto Ronchi che prevede-te all’esame del Parlamento. L’eliminazione dell’incentivazione va il 35% di recupero dalla raccolta, con alcune Regioni comeenergetica all’incenerimento rifiuti renderà antieconomico l’inte- la Lombardia che sfiorano il 40%, con punte nazionali di eccel-ro sistema impiantistico concepito con le normative precedenti, lenza arrivate a toccare il 70%. Purtroppo ci sono intere aree delcreando un vuoto strutturale a vantaggio dello smaltimento in paese che non arrivano al 5% e sono in forte ritardo nel recu-discarica, di gran lunga più economico, e a danno dell’utenza perare il terreno perduto. Fa sorridere constatare come sianoperché, senza incentivazione, cresceranno le tariffe di smalti- proprio le Regioni che hanno superato l’emergenza da anni,mento. Senza parlare del destino incerto di Regioni commissa- come ed Lombardia, Emilia, ma non solo, e che hanno il mag-riate soprattutto nel Sud Italia, che senza un sistema di smalti- giore numero di inceneritori, ad avere le percentuali maggiorimento organico non hanno alcuna possibilità di recuperare il di raccolta differenziata. Le pmi devono puntare a incentivare ilgap spaventoso, accumulato in questi anni con altre aree del più possibile il recupero di materiali, talvolta anche modifican-Paese. È una battaglia demagogica che non ha soluzione, per il do e adeguando alcuni sistemi di produzione. A prima vista,semplice fatto che sottovaluta il problema della produzione dei appare un compito arduo e gravoso; ma, se ben concepito e fer-rifiuti e che ci farà arretrare rispetto al resto d’Europa, dove le mamente voluto, tornerà sotto forma di minori costi di smalti-discariche sono ormai un sistema residuale e in via di sparizio- mento e maggiori benefici per un ambiente più compatibile,ne… una situazione grottesca di incertezza che ha portato il Sin- capace di favorire uno sviluppo ambientale migliore ed effetti-daco diessino di Torino a dire polemicamente che “ormai, la vamente sostenibile». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 55
    • rifiuti a cura di Caterina Clerici ✒ La struttura complessiva del termovalorizzatore di Brescia Un termovalorizzatore da Oscar Il migliore “inceneritore” di rifiuti al mondo ha sede a Brescia. Lo ha decsio una insigne giuria americana della Columbia University di New York, composta da scienziati e esperti illustri, che hanno assegnato all’impianto lombardo il premio “Industry Award 2006” sulla base di criteri quali ad esempio l’efficienza nel recupero di energia elettrica e termica e il livello di emissioni conseguite stato scelto tra i venti migliori impianti del mondo. Il È termovalorizzatore di Brescia, candidato dal Politecnico di Milano, ha vinto il premio “Industry Award 2006”, che la celeberrima Columbia University di New York ha istitui- to. A scegliere proprio Brescia è stato il Wtert (Waste to Energy Research and Technology Council), un organismo indipenden- te composto da scienziati e tecnici provenienti da tutto il mon-56 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • rifiuti La giuria di “Industry Award 2006” L’Earth engineering center rappresenta uno dei più insigni team di ricerca dell’Earth institute. Gli obiettivi del centro sono molteplici, primo fra tutti rendere compatibili i bisogni del mercato con le esi- genze ambientali per limitare eventuali danni che l’inquinamento atmosferico, causato dal progresso industriali, può arrecare alla salute mondiale. All’interno del Centro di ingegneria della terra c’è il Wtert che coinvolge ingegneri, scienziati, rappresentanti di enti pubblici provenienti da realtà industriali, accademiche e governative di tutto il mondo e che ha come mission quella di migliorare le tecnologie per la produzione di energia dai rifiuti, che nella termovalorizzazione vede la sua più valida risposta. valsi altri due parametri di scelta, ovvero l’accettazione da par- te della comunità locale del termovalorizzatore la qualità este- tica e architettonica dello stesso. Il presidente di Federambiente - a cui l’Asm di Brescia è asso- ciata - si è mostrato orgoglioso per il prestigioso riconoscimen- to che «conferma la trasparenza e la capacità tecnologica e industriale del sistema delle aziende pubbliche nella gestione del ciclo dei rifiuti e dell’igiene ambientale». E ancora: «Questo premio rappresenta un riconoscimento per l’Italia e un inco- raggiamento a tutte le nostre aziende e alle città le cui ammini- strazioni hanno scelto di ricorrere alle tecnologie industriali✒ Nella pagina precedente in basso un’immagine della sala di controllo avanzate per trattare i loro rifiuti urbani evitando di nascon-dell’impianto; sopra il termovalorizzatore derli nelle discariche». Una prova anche del fatto che, la rac- colta differenziata, si è andata incrementando fino ad arrivare a valori fra i più elevanti in Italia, dimostrando così che l’incene- rimento con recupero d’energia è uno strumento che si integrado e che rappresenta all’interno dell’università newyorkese uno perfettamente anche con un sistema efficiente e rispettoso del-dei principali gruppi di ricerca della sezione di ingegneria del- l’ambiente e della salute dei cittadini. ❙l’Earth institute della Columbia (cfr box).Al concorso hanno partecipato i principali impianti a livellomondiale. Sul podio sono saliti al secondo posto il nuovoimpianto svedese di Malmoe, mentre al terzo posto si è classi- Che cos’è un termovalorizzatoreficato il termovalorizzatore di Amsterdam. I criteri che la giuriadi esperti ha applicato sono stati numerosi, in primis si è ana-lizzata per ciascun impianto l’efficienza nel recupero di energia Che cos’è un termovalorizzatore? È un inceneritore di rifiuti cheelettrica e termica (in termini di chilowattora di elettricità più sfrutta il contenuto calorico degli stessi per generare energia,chilowattora di calore, per ogni tonnellata di rifiuti e in termi- distinguendosi così dai classici e temuti inceneritori che si limita-ni di percentuale rispetto all’energia contenuta nei rifiuti in no unicamente a eliminare i rifiuti senza produrre nulla. I termo-ingresso); secondariamente il livello di emissioni conseguite, la valorizzatori sono in assoluto meno inquinanti rispetto agli ince- neritori canonici, anche se non eliminano del tutto l’emissione diqualità del riutilizzo dei residui di combustione e del loro trat- diossine nell’atmosfera.tamento. Infine a far preferire l’impianto made in Italy sono Speciale Public Utilities - Ambiente 57
    • rifiuti a cura di Arcangelo berra Tecnologia e innovazione al servizio di recupero e riciclo Grazie alla raccolta differenziata e molta edilizia, il rimanente 20% è avviato a recupero energetico; prati- tecnologia si produce materia prima da usare camente tutto è recuperato e riciclato. per nuovi manufatti ed energia da fonti Da 165.000 tonnellate/anno di rifiuti organici la Montello recu- rinnovabili. È l’attività della Montello spa, un’azienda che tratta migliaia di tonnellate di pera biogas producendo 32 milioni di kWh elettrici/anno (64 plastica usata e rifiuti organici, salvaguardando milioni kWh entro la fine del 2008) ed energia termica destinata l’ambiente alle proprie attività produttive e servizi, con un prodotto finale che è un fertilizzante di alta qualità. Da test eseguiti è stato pro- vato che l’utilizzo di questo fertilizzante dà una resa di prodotto ontello spa in provincia di Bergamo: grandi spazi, un agricolo del 20% in più. M parco ben curato che ti accoglie e un intero pendio di verde collina che fa da fondale ai grandi capannoni dentro ai quali si recuperano e si riciclano gli imballaggi in pla- Per i volumi trattati e la tecnologia adottata la Montello si pone, a livello nazionale ed europeo, come il più grande e tecnologica- mente avanzato centro integrato di recupero e riciclo negli speci- stica post-consumo e i rifiuti organici della raccolta differenziata. fici settori degli imballaggi in plastica post-consumo e dei rifiuti In magazzini aperti e dai pavimenti lucidi si vedono file di big bag organici da raccolta differenziata. bianchi, pieni di materia prima da riciclo, pronti per essere cari- Ci tiene a precisare Roberto Sancinelli, presidente e amministra- cati e avviati per produrre nuovi manufatti. Più in là una piccola tore delegato della Montello spa: «Se guarda il nostro logo c’è montagna di materiale marrone scuro che ha il profumo della ter- scritto “Montello - Industria del recupero e del riciclo”, ci tengo ra di bosco: è il Compost, il fertilizzante che proviene dal tratta- a parlare di industria proprio perché solo con un’impostazione mento dei rifiuti organici. Poi, ancora più in là, sei grossi dige- industriale il settore del recupero e del riciclo è proiettato nel stori da 4.500 metri cubi che producono biogas e tre motori futuro. Sono terminati i tempi in cui il settore aveva i connotati endotermici da 1,4 MW l’uno per trasformare il biogas in ener- del “Fai da te”, mentre alla Montello c’è tecnologia e innovazione gia elettrica e termica. Sono 120.000 le tonnellate sono di imbal- nel fare prodotto. Dedichiamo ogni anno cospicue risorse nella laggi in plastica post-consumo che la Montello spa lavora ogni ricerca e sperimentazione che sono necessarie in un settore come anno, dei quali l’80% è trasformato in materia prima da riciclo e il nostro, in forte evoluzione». nel manufatto geomembrana bugnata utilizzato per isolamenti in Roberto Sancinelli ha fatto studi di ragioneria ed è coadiuvato dai58 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • rifiuti✒ Schema di un digestore anaerobico. Una volta conferiti, i rifiuti organici sono selezionati per eliminare materiali non organici presenti nella raccoltadifferenziata. Sono poi diluiti in acqua, ridotti in fanghi e avviati nei digestori dove avviene la produzione di biogas. Lo stesso è convogliato in gruppi dicogenerazione per produrre energia elettrica e termicafigli Luca, Emanuela e Francesca e da uno staff di tecnici ad alto consumi producono una quantità sempre maggiore di rifiutilivello professionale. Al di fuori del lavoro, nel tempo libero, ci che, se non venissero riciclati, occuperebbero per il loro smalti-dice che ha due passioni: l’arte moderna e contemporanea e il mento enormi spazi di territorio. Basti pensare che le 120 milagolf perché molto rilassante. tonnellate di plastica, che oggi noi recuperiamo, in discaricaLa Montello dà occupazione a circa 250 addetti, di questi ben occuperebbero uno spazio di 1,2 milioni di metri cubi: questo è150 sono lavoratori di origine extracomunitaria impiegati nel- il vantaggio più tangibile dell’attività di recupero. Allo stessola produzione a ciclo continuo di 24 ore. «Il nostro è un esem- modo produrre fertilizzante organico per l’agricoltura dà duepio di azienda multietnica - tiene a precisare Roberto Sancinel- vantaggi: primo, si sostituiscono i prodotti chimici, usati in agri-li, - La Montello è un piccolo mondo, vi lavorano persone di coltura, secondo, il fertilizzante organico fa risparmiare acqua: e15 nazionalità diverse e per loro abbiamo organizzato una sappiamo che l’acqua è uno dei grandi problemi del futuro».mensa interna per ogni turno (anche di notte), tenendo contodelle diverse abitudini alimentari, infatti i lavoratori possono Uno dei discorsi che sono legati all’ambiente e alla rac-scegliere tra pasti della cucina orientale, della nostra cucina colta differenziata è quello sull’energia: come vede lei laoccidentale e un menu islamico nel rispetto delle varie religio- situazione italiana?ni e abitudini. Abbiamo aiutato e continuiamo ad aiutare i «La Montello spa ha investito circa 40 milioni di euro per pro-ricongiungimenti familiari dei lavoratori extracomunitari, durre energia elettrica e termica da fonti rinnovabili. Ritengo chesostenendoli nell’inserimento sociale». il problema energetico sia importantissimo: non possiamo piùLo stabilimento sorge su un’area di 480 mila metri quadrati di dipendere dalle sole risorse fossili anche perché in questo l’Ita-cui 120 mila metri coperti, è servito da un raccordo ferroviario lia dipende totalmente da altre nazioni, in particolare Russia eche si snoda in tutto lo stabilimento per un totale di 10.000 Paesi arabi. Da un giorno all’altro, per motivi che non dipendo-metri di binari e questo è un punto di forza della Montello per- no dalla nostra volontà, potremmo non ricevere più né metanoché è uno dei pochi centri in grado di ricevere i rifiuti da tratta- né petrolio. Se domani mattina la Russia chiudesse i rubinettire per via ferroviaria. del metano e dai Paesi arabi non giungesse più petrolio, l’Italia«Il recupero e riciclo dei rifiuti è un processo irreversibile che che fine farebbe? Saremmo costretti a tagliare tutti i boschi e,deve essere sempre più sviluppato e a cui si deve prestare sem- finiti quelli, con che cosa produrremmo energia? Con che cosapre maggiore attenzione; in tal senso abbiamo notato anche nei ci riscalderemmo? Tutto si bloccherebbe. Se si riflette su questecittadini una sempre maggiore sensibilità e propensione a diffe- cose c’è da rabbrividire. Oggi si parla tanto di fonti rinnovabili erenziare i rifiuti prodotti destinati a tali attività. Gli aumenti dei alternative, ma in tal senso forse sarebbero necessarie meno Speciale Public Utilities - Ambiente 59
    • rifiuti ✒ Sopra, nella foto piccola, lo stabilimento della Montello spa; nella foto grande, rifiuti plastici che vengono recuperati e riciclati dalla ditta bergamasca; sotto, file di big bag bianchi, pieni di materia prima da riciclo parole e più fatti concreti, sostenendo le iniziative indirizzate in lata e sostenuta, semplificando e accorciando i tempi burocratici tal senso e facilitandole dal punto di vista burocratico. Non è delle autorizzazioni necessarie. Noi ci troviamo, come industria, possibile che per avere un’autorizzazione a realizzare impianti di a dover tante volte sottostare, per l’autorizzazione di progetti questo tipo ci vogliano anni, logorando in tal modo risorse azien- innovativi predisposti da ingegneri, ricercatori, tecnici preparati, dali fra cui quelle umane. Bisogna impegnarsi nelle fonti alterna- al giudizio di persone che non sempre hanno le competenze tive che funzionano. L’attività della Montello che si occupa di dovute, il più delle volte non per colpa loro, ma perché il siste- recupero e riciclo dei rifiuti fa parte del discorso energetico: un ma non è organizzato in tal senso. Questo è grave, questa è la dif- manufatto prodotto con materia da riciclo consuma la metà, sot- ficoltà maggiore per andare avanti su questa strada». to l’aspetto energetico, rispetto a un manufatto realizzato con materia prima vergine. Questa è un’attività che andrebbe stimo- E le istituzioni? «Le leggi ci sono: il problema è un altro. Quando per avere l’au- torizzazione a realizzare un impianto ci vogliono due anni e a questi si aggiungono altri due anni per la costruzione, l’investi- mento rischia di essere compromesso. Non c’è nessuno che è bravo come gli italiani nel settore del riciclo, noi siamo i primi al mondo. Non abbiamo materie prime e siamo diventati una nazione di altissimo livello industriale. Se però un imprenditore deve dedicare il 70 per cento del suo tempo alle pratiche buro- cratiche, non ha il tempo per fare quello che è il suo compito principale ossia creare, innovare, produrre ricchezza. La buro- crazia, così come è oggi, allontana i giovani dall’intraprendere la carriera di imprenditore. Quando si parla di semplificazione burocratica occorrono anche interlocutori che abbiano la predi- sposizione a collaborare con il mondo produttivo. Il settore del riciclo deve essere capito e supportato, è un’attività dal grande sviluppo su cui si può costruire una nuova economia e soprat- tutto è un’attività insostituibile per l’ambiente». ❙60 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • rifiutiRecupero energeticoper lo sviluppo sostenibilePirelli Ambiente Renewable Energy ha brevettato sili; La tecnologia del Cdr-P viene concretamente applicata dail Cdr-P, un combustibile derivato da rifiuti di oltre quattro anni in provincia di Cuneo, dove opera Idea Gran-qualità da, società mista pubblico-privato partecipata da Pirelli Ambien- te (49 per cento) e dall’azienda municipalizzata Acsr (51 per cen- el campo delle energie rinnovabili e in particolare del to). Tutti i rifiuti raccolti nei 54 comuni della provincia vengonoN recupero energetico dei rifiuti solidi urbani Pirelli Ambiente Renewable Energy ha sviluppato e brevettato- in collaborazione con i Pirelli Labs - un Cdr-Q (Combustibile trattati nell’impianto di Acsr separando la frazione secca dalla fra- zione umida: la frazione secca viene successivamente trattata e valorizzata nell’impianto di Idea Granda (vedi foto sopra). Il CdrDerivato da Rifiuti di Qualità) denominato Cdr-P. ottenuto viene impiegato in co-combustione diretta nel vicinoIl Cdr-P è una miscela composta dalla frazione secca dei rifiuti cementificio Buzzi Unicem nel bruciatore principale in parzialesolidi urbani e da componenti a elevato potere calorifico e può sostituzione (oltre al 40 per cento) del combustibile fossile tradi-essere utilizzato in parziale sostituzione dei combustibili fossili in zionalmente utilizzato e contribuisce a ridurre le emissioni atmo-impianti già esistenti, non dedicati, come cementifici e centrali sferiche dello stabilimento. Dalla sua creazione questo sistema hatermoelettriche, con significativi vantaggi ambientali, in termini fatto in modo che la percentuale di recupero energetico dei rifiu-di minori emissioni in particolare di CO2 (1 tonnellata Cdr = - ti nella zona salisse al 32 per cento, una quota superiore sia alla1,75 tonnellate di CO2) e NOX da fonte fossile. In Italia l’impie- media italiana (sette per cento) sia soprattutto alla media europeago del Cdr-P ha un altissimo potenziale e per gli utilizzatori indu- (27 per cento). Inoltre, secondo uno studio dell’Università distriali rappresenta una valida e sperimentata alternativa ai com- Milano Bicocca condotto con il metodo del Life Cycle Asses-bustibili fossili tradizionalmente impiegati. L’impiego del Cdr-P sment (Lca), l’utilizzo del Cdr Pirelli è rispettivamente 90 e 72in tutti gli impianti esistenti (cementifici e centrali termoelettri- volte più vantaggioso per l’ambiente rispetto a soluzioni alterna-che), infatti, permetterebbe di assorbire oltre 10 milioni di ton- tive quali discariche e termovalorizzatori. Nel novembre 2005nellate di rifiuti solidi urbani, pari a circa il 40 per cento della Pirelli Ambiente, inoltre, ha siglato un’intesa con la società ingle-produzione nazionale, e di ridurre di circa 10 milioni di tonnel- se ReEnergy per lo sviluppo nel Regno Unito del Cdr brevettatolate le emissioni di anidride carbonica (CO2) da combustibili fos- da Pirelli. ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 61
    • fonti rinnovabili a cura di Bettina Gamba IN QUESTE PAGINE ✍ 68 Che vento tira in Italia? Fare business con le “alternative” 74 Ci pensa Greenvision agli ultimi obiettivi Ue in campo energetico al World Dati alla mano il professore Andrea Gilardoni, docente di Economia e gestione delle imprese in D economic forum di Davos, quello che emerge è una preoccupazione altamente motivata per le condizioni ambientali del Pianeta. Tra le principali soluzioni volte a dimi- Bocconi ci spiega nuire le emissioni nocive di gas serra (la Commissione Ue perché le rinnovabili auspica addirittura una riduzione del 20 per cento entro il costituiscono una 2020) viene previsto un crescente utilizzo di energia pulita. occasione di guadagno 82 Come coltivare il legno soprattutto per chi Dall’eolico al fotovoltaico dovrebbe dunque arrivare una rispo- e produrre energia sta più o meno immediata al problema. Ma la domanda, se produce gli impianti e le tecnologie. E in testa vogliamo abbastanza banale, è non solo quanto può costare - ad ci sono le aziende che esempio a una pmi - un impianto “personalizzato” che sfrutti fabbricano pannelli energia solare, ma anche a che punto si trova il Belpaese nel- fotovoltaici l’applicazione e nell’innovazione tecnologica che tali impianti impongono. A questo proposito intervistiamo un “addetto ai lavori”, Andrea Gilardoni, professore di Economia e gestione delle imprese all’Università Bocconi. 86 Efficienza e risparmio: chiavi per lo sviluppo Professore, quale è il peso che hanno oggi in Italia le fon- energetico ti alternative rispetto ad altri Paesi? «Nel 2005, in Italia la produzione lorda di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili ha raggiunto 49.900 GWh. Rispetto agli altri paesi europei, l’Italia non è carente nella produ- zione di energia rinnovabile: in termini di produzione rinnovabile62 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabili giore contributo è venuto dalla produzione idroelettri- ca, con 36.000 GWh, seguita dalla produzione da biomas- se e rifiuti, 6.100 GWh, geo- termica, 5.300 GWh, ed eolica, 2.343 GWh. Se si osserva l’andamento 1998- 2005 dell’evoluzione delle rinnovabili (fig. 3), si rileva che la fonte idroelettrica ha risentito in tutto il periodo del minor livello di piovo- sità. Ad una crescita del 14 per cento nel periodo 1998- 2001 fa seguito, infatti, una riduzione della produzione idroelettrica che scende di circa il nove per cento nel ✒ Figura 1: Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in TWh - Fonte Gse, 2006 periodo 2001-2005. La ridu- zione nella produzione idroelettrica, che rappresenta il 70 per cento della produ- zione rinnovabile nazionale, ha avuto un impatto negativo sull’andamento complessivo della produzione rinnovabile italiana. Diversamente, a par- tire dal 2001 si registra un andamento crescente per la produzione eolica, che riflette la crescente riduzione del costo di produzione di questa tecnologia. Un buon risultato anche quello delle biomasse e dei rifiuti. Il fotovoltaico ha invece finora scontato l’impo- stazione del principale siste- ma di incentivo per le rinno- vabili - i Certificati verdi- che è poco favorevole alla rinno-✒ Figura 2: Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili/su richiesta (in %) - Fonte Gse, 2006 vabile più costosa oggi sul mercato. Il nuovo sistema del “Conto Energia” dovrebbeil nostro Paese è quarto dopo Svezia, Germania e Francia (vedi però spingere nei prossimi anni anche questa fonte. In conclusio-figura 1). Rispetto alla richiesta di energia elettrica, la produzione ne, il ritardo nazionale sulle rinnovabili non si evidenzia tanto nelrinnovabile italiana è allineata alla media europea (vedi fig. 2)». confronto con gli altri paesi, quanto rispetto alle tendenze storiche degli ultimi anni. Ciò ha determinato, tra l’altro, la nascita di un Su quali fonti si è maggiormente investito nel nostro Pae- gap tra la situazione attuale e l’obiettivo nazionale di sviluppo del-se e quali i problemi che hanno impedito di utilizzare a pie- le rinnovabili, indicato nella Direttiva 2001/77. L’Italia ha infattino l’eolico (è noto il caso della Sicilia) e il fotovoltaico? indicato, quale obiettivo realistico al 2010, una quota di produzio-«In termini di produzione lorda da rinnovabili, nel 2005 il mag- ne da fonti rinnovabili del 22 per cento rispetto alla richiesta di Speciale Public Utilities - Ambiente 63
    • fonti rinnovabili masse la criticità maggiore risiede nell’approvvigionamento dei combustibili, in quanto in Italia manca un mercato organizzato degli scarti agricoli/forestali: uno dei maggiori produttori di bio- masse in Italia si rifornisce diret- tamente dal Sud America (nono- stante tutti i costi ambientali e di trasporto connessi)». (vedi fig. 3) Quali sono state le ricadu- te positive (se non in Italia in altri Paesi europei) sulle imprese che utilizzano fonti energetiche alternative? «Le rinnovabili possono costitui- re un’occasione di business soprattutto per chi produce gli impianti e le tecnologie. Per chi le utilizza, il loro rendimento eco- nomico è molto connesso al siste- ma di incentivo pubblico, in quanto si tratta di tecnologie comunque più costose di quelle ✒ Figura 3: Produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili in Itala, 1998-2005 - Fonte: rielaborazione tradizionali. Per quanto riguarda GSE su dati Terna ed ENEA, 2006 i produttori di tecnologie rinno- vabili, un caso interessante è costituito dalle aziende che pro- ducono pannelli fotovoltaici, la elettricità nazionale e il differenziale rispetto al 15 per cento attua- tecnologia che è oggi in fase di maggior sviluppo tecnologico. È le è diventato quasi irraggiungibile. Le ragioni della mancata cre- interessante confrontare gli indicatori di redditività (Roe, Roi e scita delle rinnovabili rispetto agli obiettivi nazionali sono molte- Roa) di quattro tra i maggiori produttori di pannelli fotovoltaici plici. Tra queste, a parte la bassa piovosità, si ricorda: mondiali: SunPower, Solar World, Mothec ed Evergreen (vedi • La sindrome di Nimby e i tempi burocratici, che scoraggiano o fig.4). Pur essendo, quello delle celle fotovoltaiche, un mercato rendono più costosi gli investimenti anche in tali tecnologie. sostanzialmente globale e aperto alla concorrenza, i dati mostrano • I limiti dei sistemi di incentivo nazionali. In particolare, il siste- l’eterogeneità delle performance delle quattro società: Evergreen e ma dei Certificati Verdi, che ha parzialmente sostituito il vecchio SunPower presentano valori negativi, con un Roi rispettivamente sistema di incentivo (Cip6), mostra oggi alcuni limiti attuativi. del -15 per cento e del -7 per cento. SolarWorld e Mothec, al con- • I limiti della programmazione energetica regionale. Con la rifor- trario, presentano valori molto positivi raggiungendo, nel caso di ma del Titolo V della Costituzione, le Regioni hanno assunto un Motech, un Roi del 42 per cento. Tutte le aziende sono però acco- ruolo importante nella promozione delle rinnovabili; negli ultimi munate dal fatto che sono in forte crescita dimensionale e, secon- anni si sono tuttavia evidenziati ritardi (ad esempio nella defini- do gli analisti, con ottime prospettive per il futuro. Prendiamo, ad zione dei Piani energetici regionali) e conflitti con la programma- esempio, l’azienda meno performante tra le quattro considerate: zione centrale, e ciò ha finora ritardato taluni investimenti; Evergreen. Le previsioni di Clsa per questa società indicano, per il • Le strategie di alcuni player nazionali. Molti operatori non han- 2008, ricavi per 930 milioni di dollari, quasi il +2000 per cento no investito poco in energie rinnovabili, sia per le carenze dell’at- rispetto al 2005. L’utile della società dovrebbe diventare positivo tuale sistema di incentivo pubblico, sia per mancanza di interesse, dal 2007 (vedi tabella a pag. 66)». sia per mancanza di competenze: le rinnovabili, essendo impianti in forte evoluzione, richiedono un know-how più avanzato e È possibile creare energia a basso costo? Ad esempio una comunque diverso rispetto alla gestione di impianti tradizionali. pmi può permettersi un proprio impianto eolico? • Questioni tecniche/strutturali specifiche. Per esempio, per le bio- «È recentemente tornata di moda la cosiddetta “microgenerazio-64 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabiline”, ovvero l’impiego di piccoli tro dell’investimento in tempiimpianti di produzione elettrica certi. Il sistema è in corso di revi-diffusi sul territorio e finalizzati a sione, ma è largamente probabilecoprire il fabbisogno di piccole che esso sarà mantenuto ancheutenze industriali o domestiche. nei prossimi anni. Per una pmiIn alcuni casi, si tratta un investi- che volesse dotarsi di un impian-mento con scopi precisi, ad to rinnovabile, anche per scopiesempio garantire determinate promozionali, questa iniziativaproduzioni industriali dall’even- legislativa potrebbe rappresentaretualità di black-out, o fornire un’occasione interessante, fermoenergie a utenze isolate dalla rete restando il concetto che senza unnazionale. Personalmente, non sussidio pubblico un impianto diho particolare predilezione per microgenerazione non è oggiun’applicazione su larga scala di sostenibile o conveniente econo-questo sistema, sia in quanto gli micamente».impianti di generazione elettricapresentano economie di scala che ✒ Andrea Gilardoni, docente di Economia e gestione delle imprese Nel numero del Corrierenon vengono ottenute dalla in Bocconi delle Opere di marzo 2006 leimicrogenerazione, sia perché ha detto: «Negli scorsi anniquest’ultima rende necessario l’a- abbiamo recepito le direttivedeguamento della rete di distribuzione locale, che non è adattata europee realizzando una svolta epocale nell’assetto del sistemaper garantire flussi elettrici bi-direzionali. Ciò premesso, per una elettrico italiano». E ha così citato i tre punti di svolta: Autho-pmi si è recentemente aperta una nuova possibilità, questa, si, è rity, riduzione del peso di Enel, separazione delle varie fasi inpiù percorribile. Il decreto del 28/07/2005 ha infatti introdotto in modo da distinguere quelle su cui si può sviluppare una con-Italia gli incentivi in “Conto Energia”, che interessano gli impianti correnza da quelle in cui non è possibile a causa dei monopo-fotovoltaici della potenza da 1 kw sino a 1.000 kw, quindi di pic- li naturali. Non pensa che sia una svolta avvenuta solo “su car-cole medie-dimensioni. La peculiarità del Conto Energia è che ta” e non concretamente attuata? Come mai le nostre pmi con-valorizza solo la produzione fotovoltaica e che garantisce un rien- tinuano ad avere bollette più elevate rispetto alle imprese spa- Speciale Public Utilities - Ambiente 65
    • fonti rinnovabili Il parco di generazione italiano è, infatti, sbilanciato da almeno due punti di vista: innanzitutto per l’eccessivo utilizzo di com- bustibili fossili nel mix produt- tivo. Gas e olio combustibile sono ancorati al prezzo del greggio e ciò, nell’attuale con- giuntura, rende la produzione elettrica italiana più costosa di paesi che fanno maggiormente ricorso a carbone e nucleare. In secondo luogo, in Italia, gli impianti di produzione elettrica sono spesso lontani dai luoghi di consumo. Ciò determina for- ti differenziali del prezzo dell’e- lettricità all’ingrosso nelle diverse aree del Paese, e un aumento dei costi nelle aree ✒ Figura 4: Indicatori di efficacia del management: Roe, Roi e Roa (dati 2005, in %) - Fonte: Agici elaborazioni su Reuters, Aprile 2006 congestionate. Il tema dello svi- luppo della concorrenza è inve- ce stato spesso sopravvalutato e eccessive sono state le attese gnole ad esempio? Quali soluzioni intravede per far spendere sugli impatti della competizione. Non v’è dubbio che la prece- di meno alle nostre pmi? dente situazione di monopolio aveva introdotto e consolidato «Fare confronti tra i prezzi finali dell’energia a livello internaziona- inefficienze, scarso progresso e modesta attenzione al cliente. In le è molto più complesso di quanto possa apparire. L’Eurostat, questo senso l’avvio della liberalizzazione ha certamente avuto che generalmente è la fonte dei confronti europei, utilizza la effetti positivi, che potranno essere ancor più apprezzabili dopo metodologia del consumatore tipo, ovvero i prezzi sono calco- la liberalizzazione completa della domanda dal luglio 2007. È lati applicando la struttura tariffaria di un paese ad un consu- però inutile farsi grosse illusioni: i prezzi energetici non sono matore teorico con una potenza impegnata e con punte di con- destinati a diminuire, a causa delle dinamiche mondiali della sumo predeterminate. Questa metodologia, come peraltro tutte domanda e offerta di fonti energetiche primarie. le altre possibili, presenta una serie di limitazioni, che è bene Tutt’al più è possibile immaginare un riallineamento dei prezzi aver ben presente: italiani a quelli europei, sia grazie al progressivo superamento • Innanzitutto in ogni Paese, in relazione alla sua specializza- delle criticità nazionali evidenziate, che per l’aumento dei prez- zione settoriale, al clima, agli stili di vita e ad altre caratteristi- zi elettrici di Francia e Germania connessi alle dismissioni del- che, le classi di consumo hanno una diversa rappresentatività. le centrali nucleari a basso costo ormai obsolete». ❙ • In secondo luogo se, come è vero in Italia, esiste una pro- gressività accentuata delle tariffe, non si può considerare una Tabella 5: Dati di bilancio 2004 di Evergreen Solar categoria di consumatori come rappresentativa delle altre. e previsioni di Clsa al 2005-2008 • In terzo luogo, nelle rilevazioni non vengono incluse le spe- 2004 2005 2006 2007 2008 cificità contrattuali esistenti per determinati consumatori come, Ricavi (milioni di dollari) 24 50 100 297 932 per esempio, i contratti interrompibili. Mol (milioni di dollari) (8) 4 20 89 326 Ciò premesso, è vero che i prezzi elettrici italiani, tranne che Mol/ricavi (%) (32) 8 20 30 35 Reddito operativo (19) (19) (3) 46 191 nelle classi di consumo minori, sono generalmente superiori ai (milioni di dollari) principali partner europei. I motivi sono, anche in questo caso, R.O./Ricavi (%) (80) (37) (3) 16 21 Perdita netta (29) (21) (4) 24 112 numerosi; tra questi: (milioni di dollari) • Lo sbilanciamento del parco di produzione elettrico; Utile/fatturato (%) (119) (41) (4) 8 12 • Il limitato impatto della Borsa elettrica e della concorrenza; Earning per share (0.86) (0.35) (0.06) 0.40 1.40 (utile/valore azioni) • Gli oneri di sistema e la tassazione. Price Earning na na na 17.8 5.0 Il primo punto è sicuramente il più importante, ed è bene spen- Fonte: Dati societari fino al 2004, previsioni Clsa dal 2005 derci qualche parola in più.66 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabili a cura di Caterina Clerici Che vento tira in Italia? Si può dire con certezza che oggi l’eolico costituisce una fonte “matura”, e che negli ultimi otto anni ha registrato, anche nel Belpaese, rilevanti tassi di crescita. Simone Togni, segretario generale di Anev, ci spiega gli obiettivi dell’associazione nazionale energia del vento passato qualche mese da quando l’Anev, Associazione È nazionale energia del vento, ha lanciato all’attuale Governo un preciso monito, causato dallo sconcertante ritardo che il Belpaese registra sul fronte dello sviluppo delle energie rinnovabili. Avvertimento recepito o caduto a vuoto? Per rispondere al quesito abbiamo interpellato Simone Togni, segretario generale dell’associazione, che ci spiega a che punto ✒ Simone Togni, segretario generale dell’Anev (Associazione nazionale siamo della rotta, tenendo ben presente che uno degli obietti- energia del vento)68 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabilivi, in materie ambientali, delprogramma elettorale dell’U-livo prospettava, per il 2011,di arrivare al 25 per centodel consumo energetico daparte delle fonti rinnovabili.«Mi sembra che la stradascelta dal Governo sia quelladi voler emanare tutti queiprovvedimenti che ancoramancano rispetto al decretolegislativo n. 387/2003(“Attuazione della direttivaCe relativa alla promozionedell’energia elettrica prodot-ta da fonti energetiche rinno-vabili nel mercato internodell’elettricità”). Nel 2001 c’èstata una direttiva comunita-ria rivolta allo sviluppo dellefonti rinnovabili, che è statarecepita come legge naziona-le nel 2003: il famoso decre-to legislativo n. 387 che oggisostanzialmente disciplina losviluppo delle fonti rinnova-bili in Italia. Questa normati-va, in una serie di punti,delegava la sua attuazione a dei provvedimenti che dovevano assolutamente possibile, basta considerare quelli che sono i datiessere presi in seguito dai ministri interessati. Dal 2003 a oggi di produzione elettrica da fonti rinnovabili negli ultimi tre anninessuno di questi è stato ancora emanato, bloccando così lo svi- e capire che l’incremento sta assumendo ogni anno risultatiluppo di nuove iniziative da parte degli operatori, che in assen- decisivi. Per questo ritengo che gli operatori siano pronti eza di una certezza normativa si sono un po’ fermati». Da quan- anche la disponibilità delle risorse da sfruttate».to affermato dal segretario generale dell’Anev, emerge con chia-rezza la preoccupazione che senza un preciso quadro legislati- Paese “d’oro per il vento energetico”vo, saranno proprio gli ambiziosi obiettivi di Kyoto (cfr box Il Belpaese è stato definito in un rapporto della Stanford Uni-pag. 44) a sfuggire di mano e a rimanere lettera morta. versity come una terra “d’oro per il vento energetico”. Se ana-«Noi siamo in ritardo» continua Togni «ma quando si prende lizziamo singolarmente ciascuna Regione si può solo condivi-un impegno lo si deve rispettare». dere il dato della celebre università. Ci conferma Anev che la Sardegna ad esempio è stata individuata in un Progetto europeoUna risorsa tutta da sfruttare come la Regione a maggiore potenziale eolico, ma non solo. ANegli ultimi otto anni, l’eolico ha rappresentato in assoluto la questa si aggiunge anche tutta la zona dell’Appennino centro-fonte rinnovabile con il più alto tasso di crescita nel mondo, meridionale dell’Italia, che va dal Lazio alla Campania, a segui-diventando oggi una fonte «matura». Pur con un quadro nor- re poi anche la Puglia, la Basilicata, la Calabria; queste le zonemativo incerto a riguardo, anche l’Italia sta registrando tale dove gran parte degli impianti “nostrani” si sono stabiliti.impennata (in due anni sono stati installati quasi 1000 «Il nostro potenziale eolico è stato individuato in 10 milamegawatt). Anche se in altri Paesi tali cifre fanno sorridere megawatt» sostiene Simone Togni «e questo nel rispetto più(Germania e Spagna realizzano 2 mila megawatt di potenza assoluto delle zone di particolare pregio paesaggistico. In Italiaall’anno, ovvero quello che in Italia è stato fatto in dieci anni), ci sono 55 Comuni eolici, che ospitano questi impianti, consecondo Togni, per incrementare la produzione elettrica da fon- centinaia di migliaia di cittadini che vi abitano vicino. Vi sfidoti rinnovabili, se l’obiettivo è arrivare al 25 per cento, occorre ad andare in questi Comuni se avete qualche dubbio su impian-un incremento del 10 per cento. «Raggiungere Kyoto è oggi ti di questo tipo!». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 69
    • fonti rinnovabili Una chance per migliorare il proprio bilancio energetico ✒ Una centrale a biomassa di Ste Energy «A volte gli imprenditori non sospettano neppure i vantaggi degli impianti di autoproduzione». A parlare è l’ingegner Luca Maria Falzoni, direttore commerciale di Ste Energy, grande società da anni impegnata a livello internazionale sul mercato come costruttore e gestore di impianti di autoproduzione e delle energie rinnovabili70 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabili addirittura i privati. A Padova la Ste spa, società associata alla Compagnia delle Opere, operante da anni sul mercato degli impianti di autoproduzione e delle energie rinnovabili come costruttore e gestore, ha qualche buona idea al propo- sito. Che si potrebbe sintetizzare così: diminuire i costi energetici, aumentare l’efficienza, con un occhio alla qualità dell’ambiente. Quadratura del cerchio? Ne abbiamo parlato con l’ingegner Luca Maria Falzoni, direttore commerciale del- la Ste. Ingegner Falzoni, i costi del petro- lio e del metano ed i problemi di inqui- namento dell’atmosfera, con i dati allarmanti che tutti conosciamo da giornali e tv, pongono grossi problemi alle aziende. «Sono dati diversi nella loro natura (uno più economico, l’altro di sostenibilità ambientale), ma ugualmente urgenti. Le leve a disposizione degli utenti di energia, visto che è difficile possano agire sul costo del metano e del petrolio, sono tre: diminuire i consumi di materia prima, diminuire i fattori inquinanti, utilizzare materie prime energetiche meno costose degli idrocarburi, senza però compromet- tere i primi due punti». Cosa si fa a livello governativo per perseguire questi tre punti? «I vari governi, accogliendo le direttive europee in materia, hanno introdotto incentivi comunemente chiamati “certifi- cati bianchi” e “certificati verdi”. I certifi- cati bianchi o più propriamente detti Titoli di efficienza energetica (Tee) pre- miano gli interventi su edifici nuovi o esi- stenti in cui si applicano accorgimenti di costruzione o di utilizzazione dell’ener- gia, che fanno cioè diminuire il consumo di energia elettrica e termica, ovvero in equazione è molto semplice. L’energia è sempre stata ultima analisi il consumo di idrocarburi».L’ legata ai costi. Produrre o gestire una qualsiasi attività è direttamente proporzionale al costo di approvvigiona-mento dell’energia. Quindi in un mondo in cui la competitività Che tipi di intervento prendono in considerazione i Tee? «Una gamma piuttosto vasta. Si va dagli interventi più semplici,si inasprisce, diminuire i costi energetici non è un lusso, ma una quali il maggior isolamento termico degli edifici o l’uso di lam-necessità. Il problema è “come”. Soprattutto quando a porselo pade ad alta efficienza, fino a interventi quali l’uso della cogene-non sono i grandi gruppi industriali, ma le piccole aziende o razione, dei pannelli fotovoltaici o del teleriscaldamento». Speciale Public Utilities - Ambiente 71
    • fonti rinnovabili ✒ Due caldaie biomassa E i certificati verdi? «Con questo termine generalmente si intende la distribuzione di «Incentivano sistemi di produzione di energia elettrica da fonti energia termica a utenze distribuite variamente sul territorio, uti- rinnovabili. Nella sostanza facilitano l’ammortamento di impian- lizzando come vettore termico acqua a 90 gradi o surriscaldata a ti eolici, idroelettrici, fotovoltaici, da biomassa, con una valoriz- 110-120 gradi, prodotta solitamente in una centrale unica. Solu- zazione attuale di circa 100-120 euro al megawattora elettrico zione molto interessante sia dal punto di vista dei costi globali di prodotto». investimento, che dei costi di gestione, che del controllo delle emissioni inquinanti». Verso quali soluzioni di produzione energetica si orien- ta il mercato? Qual è la vostra esperienza in proposito? «Ad esempio verso soluzioni di produzione dell’energia termica «Ste sta applicando con ottimi risultati il teleriscaldamento per ed elettrica distribuita, la cosiddetta microgenerazione. In prati- soddisfare il bisogno energetico di piccoli e medi agglomerati ca il singolo utilizzatore o il gruppo compatto di utilizzatori pro- urbani, in particolare di edilizia abitativa, centri commerciali ducono localmente sia l’energia termica che elettrica necessaria ai distribuiti anche su più corpi di fabbrica come gli outlet, zone propri fabbisogni. È qui che si parla di autogenerazione». industriali/artigianali miste, cioè ad esempio con presenza di uffi- ci e alberghi. Il teleriscaldamento accede inoltre ai certificati Insomma, le imprese possono cominciare a pensare di bianchi». prodursi l’energia in casa. Con che metodi? «I più noti sono il fotovoltaico, il solare termico, la cogenerazio- Passiamo alla cogenerazione. ne, magari associata al teleriscaldamento». «La delibera 2004/8/6 dell’Ue promuove il ricorso alla cogenera- zione e quindi alla microcogenerazione diffusa, cioè agli impian- Parliamo del teleriscaldamento. ti di produzione calore - ed eventualmente di raffrescamento - e72 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabilidi energia elettrica, nelle instal-lazioni inferiori a un megawattelettrico di potenza. È il caso diedifici isolati, condomini, pisci-ne, ospedali, uffici, centri com-merciali, medi-piccoli impiantiindustriali e artigianali, reti diteleriscaldamento». Quali i vantaggi rispettoagli impianti tradizionali?«Un impianto convenzionaledi produzione di energia elet-trica come una centrale ter-moelettrica ha un’efficienza,includendo le perdite dovuteal trasporto, di circa il 35 percento, mentre il restante 65per cento viene disperso sottoforma di calore. Con unimpianto di cogenerazione ilcalore prodotto dalla combu-stione non viene disperso, marecuperato per altri usi: in que-sto modo la cogenerazione rag-giunge una efficienza energeti- ✒ Un cogeneratore olio colzaca vicina al 90 per cento. Lanostra azienda ha inoltre speri-mentato da oltre tre anni l’usodi cogeneratori alimentati a biomassa, in particolare olio di col- mente valutata di volta in volta da esperti del settore, che, oltreza. In questo caso l’impianto oltre che accedere ai certificati a conoscere bene le tecnologie esistenti, possano fare una cor-bianchi accede anche ai certificati verdi». retta analisi degli investimenti necessari e dei benefici econo- mici e finanziari». La produzione di energia elettrica tramite pannellifotovoltaici sembra invece avere costi piuttosto alti. E qui entrano in gioco le cosiddette Esco.«Sì, ma è anche vero che va valutata la possibilità di incentivi e «È una figura prevista dal dlgs 157/95: sono le società espertefinanziamenti pubblici. Per la nostra esperienza il fotovoltaico nella gestione dei fabbisogni energetici (Energy service com-può essere una buona soluzione per uffici, scuole o edifici pub- pany), autorizzata ad assolvere la funzione di “finanziamentoblici». tramite terzi”. La Esco può partecipare con capitale proprio agli investimenti di ottimizzazione energetica avendone in cambio Resta solo da parlare del solare termico, più in voga un “canone” pluriennale (normalmente fra i cinque e i dieciall’estero che da noi. anni) proporzionale ai risparmi ottenuti».«Basti dire che i pannelli solari per la produzione di acqua cal-da sanitaria presenti in Italia sono pari al numero installato in Cosa suggerire in definitiva all’imprenditore che vuoleGermania in un solo anno; una corretta progettazione di questi orientarsi in un mercato ricco di potenzialità ma anche nonimpianti non è così banale come appare. A volte si corre il facile come quello dell’energia?rischio di installare impianti con rendimenti annui a dir poco «Di trovare un partner che ne comprenda fino in fondo le esi-disastrosi». genze e individui soluzioni su misura. La nostra esperienza ormai decennale è che a volte gli imprenditori non sospettano Molte le soluzioni a disposizione dell’imprenditore. Il neppure i vantaggi degli impianti di autoproduzione. Migliora-problema è come orientarsi nella scelta. re il proprio bilancio energetico per le aziende ormai non è più«È evidente che l’applicazione su casi pratici dev’essere attenta- solo una chance, ma una necessità». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 73
    • fonti rinnovabili a cura di Bettina Gamba Ci pensa Greenvision Sono in tutto nove società e formano il primo grande gruppo industriale italiano altamente specializzato in materie ambientali, e con una offerta unica di prodotti e soluzioni ecocompatibili. Ne parliamo con il suo ad, Andrea Siniscalco ove società, tutte N altamente specia- lizzate in materie ambientali e accorpate in un «unico capo pensante»: Greenvision ambiente spa, primo grande gruppo indu- striale italiano ad aver strut- turato un’offerta di prodot- ti, servizi e soluzioni eco- compatibili. La corsa di questo Gruppo, con sede in Emilia, non si ferma: una delle ultime tappe a segnar- ne l’ascesa è stata nel 2004 la quotazione sul mercato Expandi di Borsa Italiana e un fatturato che nel 2005 è lievitato a 103,2 milioni di euro. «Oggi utilizzare soluzioni ✒ Andrea Siniscalco, amministratore delegato di Greenvision ambiente spa eco-compatibili e a favore della sostenibilità ambien- tale, sempre più spesso non porta alcun vantaggio economico da parte di chi le pratica, pen- so ad esempio agli imprenditori e agli enti pubblici - commenta Andrea Siniscalco, amministratore delegato di Greenvision ambiente spa - e questo è fortemente limitativo per accelerare la propensione da parte di tutti a operare scelte di questo tipo, visto che nessuna di queste soluzioni offre reali vantaggi rispet- to alle antiche vie più inquinanti». La storia Nel 1986 nasce Italdreni, prima società a dare inizio alla missio- ✒ Un sistema a isola per illuminazione pubblica a energia fotovoltaica ne originale di Greenvision ambiente. Scopo principale di Ital-74 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabilidreni è infatti quello di combattere il dissesto idrogeologico e che e di quell’apparato politico che tanto promette, ma noninventare e costruire sistemi applicativi per evitare, da una parte mantiene». Questa sorta di «censimento intelligente», ha por-eventi dannosi quali frane e smottamenti, dall’altra inventare e tato infine a «comprare» tutte quelle aziende ritenute impor-produrre materiali che interagiscano con il terreno per ottimiz- tanti. Per queste ragioni, Greenvision ambiente è oggi un accor-zarne le prestazioni. pamento di nove aziende che rappresentano la più grande e«Ogni volta che l’uomo costruisce una diga, una scuola o qual- importante realtà a livello nazionale, premiata dal mercatosiasi altra opera, esiste un momento di interazione tra la sua finanziario con una crescita del valore dell’azione che si è rad-costruzione e il terreno», spiega Andrea Siniscalco. «Oggi si doppiato nel corso dei primi due anni.costruiscono case e strade esattamente come due mila anni fa:utilizzando e sfruttando sabbie, ghiaie ecc, e non si è mai fatto Un’eredità da seguirenulla per inventare qualcosa di più moderno». È da questa intui- Come si fa a garantire ai nostri figli una terra migliore rispetto azione che Italdreni ha preso vita e si è sviluppata negli anni quella ereditata dai nostri padri? Risponde Andrea Siniscalco:diventando la prima società in Italia in questo settore. «Imparando a garantire uno sviluppo sociale e imprenditoriale, sfruttando meno risorse non rinnovabili dalla nostra terra eCosa fare da grandi capendo non solo quali energie impiegare ma anche quali mate-Come sviluppare il futuro di un’azienda che fin da subito si è rie prime sfruttare». L’utilizzo di Kenaf, pianta che esiste daaggiudicata il primo posto nel campo delle geotecnologie di con- milioni di anni e che non ha mai trovato alcun impiego di natu-solidamento, di drenaggio e di lotta all’erosione? Questa la ra industriale, rappresenta in questo senso una scoperta assolu-domanda che dopo il successo annunciato Italdreni si è posta, tamente unica e curiosa da parte di Greenvision. Questa essenza,lanciandosi ancora in nuovi obiettivi, forti di un’esperienza ormai perfezionata in modo assolutamente naturale, permette oggi diunica nel settore terra. A raccontare l’ascesa di Greenvision, più costruire isolanti termici, isolanti acustici per le automobili, pro-legata a quest’ultimo periodo, è ancora il suo amministratore dotti per l’industria cartaria, abrasivi e tessuti. Greenvision, insie-delegato: «Abbiamo cercato di capire e descrivere il mercato su me a un altro gruppo famosissimo nel campo della moda: Mariel-cui operavamo, creando una prima “mappatura” della nostra la Burani Fashion group, hanno utilizzato i tessuti di Kenaf, unavisione del mondo dell’ambiente e all’interno di questa una pri- via di mezzo tra il lino e la seta, per realizzare un’intera collezio-ma riga che recita: acqua, terra, aria e fuoco». All’interno di cia- ne estiva. Oltre a tutte queste applicazioni il materiale ha anchescuno di questi settori, ad esempio il settore terra, sono state poi un altro uso interessante, che permette uno sfruttamento dellaindividuate nicchie di mercato, in ciascuna delle quali esistono pianta a 360 gradi: con gli scarti di ogni lavorazione infatti si fab-particolari aziende che vi lavorano. Una volta operata una suddi- bricano anche biomasse. Alle grandi centrali di energia elettricavisione merceologica si è ideata una seconda suddivisione verti- viene quindi fornito un combustibile naturale al posto di gasoliocale legata al tipo di attività, ad esempio se c’è un’azienda che o carburante.crea tubazioni per regolare l’acqua nel terreno quando si costrui- «La maggior parte delle nostre attività si fondano proprio sullasce una casa, ne esiste un’altra che lo ha progettato e un’altra ricerca di materie prime in grado di sostituirsi alle materie primeancora che lo vende. Continuando con questo tipo di indagine si non rinnovabili per fare i prodotti, i manufatti e per far funzio-realizza una grande mappa che secondo i canoni del marketing è nare il mercato».già «molto segmentata, composta da incroci e da nicchie di mer-cato, ciascuna rappresentata da tre fattori sostanziali: fatturato Studio Alfaglobale di nicchia, una redditività di nicchia e un’analisi specifi- Una delle “componenti” più importanti di questo Gruppo è unca di mercato. engineering ambientale: una società con sede a Reggio Emilia che si chiama Studio Alfa, e si avvale di un equipe di circa 70 perso-Scatta la “fase due” ne: ingegneri, chimici, fisici, scienziati da laboratorio, tutti defi-Una volta terminata questa grande “fotografia” si è passati a una niti i “dottori dell’ambiente”. Sono proprio loro a intervenireseconda fase di valutazione delle aziende individuate nella quando un’industria li chiama per verificare se e quanto inquina.mappa, realizzando delle “schede di valutazione” relative ad Spiega Siniscalco: «Siamo fornitori importanti delle societàognuna di queste per arrivare a riconoscere le migliori, quelle municipalizzate che devono monitorare la qualità dell’aria, delleche Siniscalco definisce le «prime della classe». acque, del rumore dell’elettromagnetismo, per verificare che si«All’interno di una prima mappatura di 20 mila aziende ne rientri all’interno parametri di legge. Con Studio Alfa intervenia-abbiamo individuate qualche centinaio riconoscibili oggettiva- mo e in un secondo momento, grazie all’esistenza delle altremente come le migliori. L’obiettivo di questa piattaforma di aziende del Gruppo, proponiamo la “medicina”». E se la soluzio-competenze e conoscenze, è quello di voler portare in tutta Ita- ne non è riscontrabile da parte delle aziende di Greenvision, silia una serie di soluzioni efficaci per l’ambiente e a facile com- ritorna ad analizzare la famosa mappa per selezionare ancora laprensione e disponibilità, anche da parte delle autorità pubbli- migliore risposta al problema. ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 75
    • fonti rinnovabili a cura di Caterina Clerici Il leader del biogas Sorgerà nel Ferrarese, nella zona industriale di Bondeno, il più grande impianto in Italia nella produzione di una miscela che, dopo una serie di passaggi tecnologicamente all’avanguardia, verrà trasformata in energia elettrica. Schmack Biogas è il nome della azienda bavarese che sta dietro al geniale progetto a società bavarese Schmack Biogas, leader europeo del che alternative, soprattutto in campo agricolo. Non a caso infat- L settore, inizierà a primavera la realizzazione del più grande impianto italiano per la produzione di biogas. Il progetto nascerà nella zona industriale di Bondeno, nel Ferra- ti il fondatore, Ulrich Schmack, oggi trentatreenne, lavorava - prima di fondare la Schmack biogas - come conduttore di una piccola ditta che si dedicava prevalentemente all’allevamento rese, e la Energy Renew sarà la società agricola che gestirà l’im- avicolo. Finché un giorno, insieme a suo fratello, inventò un pianto. La centrale funzionerà grazie a un processo di fermen- micro impianto per la produzione di biogas, esperimento che tazione batterica delle biomasse - insilato di mais, triticale, fru- poi nel tempo ottenne un notevole successo. mento, liquami zootecnici - che daranno il via alla “digestione” Oggi, il fatturato dell’azienda bavarese, di cui Ulrich Schmack anaerobica e alla successiva decomposizione in appositi fer- è amministratore delegato, dopo la quotazione alla Borsa di mentatori, tanto da trasformare la biomassa in gas metano, Francoforte (25 maggio 2006) è salito a da 35 milioni del 2005 indispensabile per la produzione di energia elettrica. Una volta a 85 milioni. Si avvale di oltre 160 impianti in tutto il mondo, terminata la fase di fermentazione la miscela ottenuta, il biogas, e di cui 5 in Italia, controllati dalla Schmack Italia che ha sede sarà composto per il 55 per cento da metano, per il 35 per cen- a Bolzano. Entro quest’anno saranno ultimati gli impianti a San to da anidride carbonica e la percentuale rimanente da vapore Pietro in Campiano, nel Ravennate e a Minerbe, nel Veronese acqueo e gas traccia. In sostanza il biogas viene trasformato (entrambi con potenza di 0,845 megawatt), mentre partiranno attraverso una serie di passaggi, tecnologicamente all’avanguar- i lavori a Torre a Cenaia (Pisa), Salerno e infine a Bodeno, con dia in energia elettrica. un impianto da 4 megawatt, in grado di produrre ogni anno 32 La Schmack è stata una delle prime aziende tedesche a intuire milioni di kilowattora, pari ai consumi di 8 mila utenze dome- negli anni Novanta l’importanza dell’utilizzo di fonti energeti- stiche. ❙76 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabili a cura di Marta Botto L’ultima generazione di pannelli fotovoltaici rendi Spa è un’azienda specializzata nella produzione Da una scoperta dei ricercatori dell’Università di Parma e da due partner di eccezione: Emma A di energia fotovoltaica attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie. La sua nascita è recente, risale a circa un anno fa: la società attualmente è controllata al 41 per cento da Marcegaglia e Marina Salamon nasce Arendi spa, EuroEnergy Group (gruppo Marcegaglia), al 15 per cento da azienda specializzata nella produzione di energia Alchimia (la holding di Marina Salamon), al 14 per cento da fotovoltaica, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie Banca Ifis, al 25 per cento da Solar Systems & Equipments srl (costituita dai ricercatori dell’Università di Parma che hanno78 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabili ma e ricercatore di fama «Solitamente il materiale più mondiale nel settore dei utilizzato per i pannelli è il silicio film sottili». Ma di quale processo si tratta? Della cristallino, ma nei laboratori “tecnologia fotovoltaica” universitari di Parma si è che, attraverso moduli costituiti da materiale “scovato” il materiale con la “M” semiconduttore, permet- maiuscola, innovativo, poco te di convertire l’energia solare direttamente in costoso e più facile da reperire sul energia elettrica. Solita- mercato: è il già citato tellururo di mente il materiale più cadmio» utilizzato per i pannelli è il silicio cristallino - ci spiega Garavaglia - ma nei laboratori universitari di Parma si è “scovato” il materiale con la “M” maiuscola, innovativo, poco costoso e più facile da reperire sul mercato: è il già citato tellururo di cadmio, un metalloide fragile di colore bianco-argenteo allo stato cristalli- no. Il nome, ignoto pressoché a tutti, deriva dal latino “tellus”, “terra” e la sua scoperta risale al 1782 ad opera del rumeno Franz-Joseph Müller von Reichenstein. La sua applicazione con innovazioni tecnologiche agli impian- ti fotovoltaici, però, si deve a un’intuizione dei ricercatori di Parma, i cui studi sono confluiti in «quattro brevetti interna- zionali: i primi tre innovano parti sostanziali del processo pro- duttivo dei moduli fotovoltaici a film sottili al tellururo di cad- mio, semplificandolo e rendendolo molto più stabile e ripro- ducibile; il quarto ha eliminato dal processo un materiale peri- coloso per l’ambiente di lavoro, dando di fatto vita ad una nuo- va famiglia di moduli fotovoltaici». E così metti insieme la SSE fondata dagli “inventori” dei nuovi moduli fotovoltaici con due partner d’eccezione - Emma Mar- cegaglia, amministratore delegato del gruppo industriale Mar- cegaglia, e Marina Salamon, amministratore delegato della società finanziaria Alchimia spa - ed è fatta. Aggiungi poi la possibilità di produrre la stessa quantità di energia con un notevole abbattimento dei costi e di fare tutto questo senza nuocere all’ambiente, ma al contrario operando in sintonia con esso… e il risultato è Arendi spa, «una formula che funzio- nerà», secondo le previsioni di Garavaglia.brevettato alcune innovazioni sui film sottili per il fotovoltaico) Lui, oltre a essere certo della bontà del progetto, ci ricorda chee al cinque per cento dallo Studio di Ingegneria Galli. Le origi- in Italia di connubi vincenti tra ricerca universitaria e impren-ni di questa società ce le racconta con poche parole Roberto ditoria privata ce ne sono già stati e quindi non ci sono motiviGaravaglia, l’amministratore delegato: «Ormai da parecchi anni per non credere che anche in questo caso i risultati si vedrannoalcuni ricercatori dell’Università di Parma hanno sviluppato presto.una ricerca con soluzioni innovative sui moduli fotovoltaici al E con un’ultima battuta ci fa capire che il progetto non è con-tellururo di cadmio (CdTe). La ricerca è organizzata e diretta cluso, ma «la ricerca continua sui nuovi materiali e sulle tecni-dal prof. Nicola Romeo, ordinario di Fisica all’Università di Par- che di deposizione». ❙ Speciale Public Utilities - Ambiente 79
    • fonti rinnovabili di Alessio Adami* I nuovi incentivi da mettere “in conto” Le piccole e medie imprese si dimostrano sempre più interessate alle nuove tecnologie legate al fotovoltaico, come ad esempio avere la possibilità di installare sul tetto vuoto del capannone un impianto che si ripaga dopo una decina di anni, che garantisce una rendita sicura senza spese, e permette di abbattere i costi della bolletta. Questi i vantaggi, ma anche limiti non mancano. Che cosa prevede la nuova normativa? el contesto di un incessante sviluppo del settore foto- con un vero e proprio boom del settore. Basti pensare che nel N voltaico in Paesi come Germania, Giappone e Spagna, è importante capire perchè il mercato italiano non sta seguendo lo stesso ritmo di crescita, ma al contrario è tuttora corso del secondo trimestre (ottobre-dicembre 2005) sono per- venute al Gse (Gestore del sistema elettrico) oltre 7.500 doman- de, più del doppio di quelle del primo trimestre, per una poten- fanalino di coda in Europa e nel mondo. za complessiva di circa 190 mw (era di 121 mw circa nel primo Dopo le prime grandi centrali fotovoltaiche della prima metà trimestre). degli anni ’90, la diffusione di applicazioni è rimasta in stallo sino Visto il successo delle 12.000 domande presentate tra il 19 set- al marzo 2001. La svolta è stata determinata da programma tembre e il 31 dicembre 2005, per una potenza totale degli “10.000 Tetti fotovoltaici”. impianti di circa 350 mw, gli obiettivi iniziali fissati dal dm del Il programma, prevedendo contributi a fondo perduto per 28 luglio 2005 sono stati modificati nel successivo dm del 6 feb- impianti di piccola taglia distribuiti e connessi in rete gestiti dal braio 2006 che ha introdotto importanti modifiche, in primis ministero dell’Ambiente e dalle Regioni, ha permesso di instal- l’innalzamento del limite della potenza nominale cumulativa lare 4,5Mw nel 2003 portando le installazioni complessive a incentivabile, incrementato a 500 mw. Nonostante questo inter- circa 26,5 Mw. vento, però, il tetto di mw disponibili è stato presto raggiunto, e Con l’espressione “Conto Energia” si intende il nuovo meccani- da molti mesi ormai la situazione ristagna in attesa di una nuova smo di incentivazione per sistemi solari fotovoltaici, previsto dal normativa. dm 28 luglio 2005, che sostituisce il precedente programma di Attualmente è in fase di approvazione una nuova formulazione incentivazione in conto capitale. del Conto energia che parrebbe togliere il tetto dei mw incenti- Il decreto ministeriale 28 luglio 2005 ha introdotto un nuovo vabili, o alzarlo di molto, e fisserebbe degli obiettivi da raggiun- sistema che prevede la remunerazione dell’energia elettrica pro- gere nella quantità di energia prodotta da impianti fotovoltaici. dotta dall’impianto fotovoltaico in modo estremamente interes- I beneficiari delle tariffe incentivanti del Conto energia sono pri- sante. Questo principio in altri Paesi, Germania in primis, ha vati, aziende, enti pubblici, condomini e associazioni. determinato un notevole sviluppo e anche l’Italia sta reagendo Il Conto energia italiano prevede, oltre al riconoscimento di una80 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabilitariffa incentivante per ogni kwh risparmio derivante dall’autocon-prodotto e immesso nella rete sumo dell’energia prodotta.elettrica locale, la possibilità di Nello specifico è da notare come lepoter utilizzare i kwh fotovoltaici piccole e medie imprese siano sem-(risparmiando quindi sui consu- pre più interessate a questa tecno-mi). Dopo aver usufruito per 20 logia: avere la possibilità di installa-anni dell’incentivo statale, l’im- re sul tetto vuoto del capannonepianto fotovoltaico funzionerà in un impianto che si ripaga doponet metering, cioè ci sarà uno una decina d’anni, che richiedescambio alla pari con il gestore minimi oneri di manutenzione,elettrico, come è avvenuto fino ad che per anni garantisce una renditaadesso per gli impianti che hanno sicura senza spese, che permette diusufruito di contributi statali. abbattere i costi in bolletta e che dàLe tariffe incentivanti vengono dif- ✒ Un’immagine di pannelli fotovoltaici un’immagine positiva sul mercatoferenziate in base alla taglia degli è un’opportunità giustamente mol-impianti. to appetibile.Attualmente è possibile scegliere Purtroppo ci sono anche degliuna delle seguenti due opzioni: svantaggi che è giusto prendere in considerazione per dare un- scambio sul posto: l’incentivo del Conto Energia è limitato all’e- inquadramento a tutto tondo del problema.nergia prodotta e consumata dalle utenze. A fine anno si farà il I bandi alle volte sono poco chiari o “interpretabili” e, som-conguaglio tra energia prodotta e consumata, nel caso la produ- mando a questo fatto la mancanza di aziende specializzate nelzione eccedesse il consumo l’energia in surplus sarà portata a cre- campo delle energie alternative in Italia, la comprensione e pos-dito e sarà possibile utilizzarla entro i tre anni successivi il con- sibilità di parteciparvi è limitata a pochi. Inoltre i tempi legisla-guaglio, altrimenti si pagherà l’energia consumata in eccesso; tivi implicano attese eccessive in un mercato già pronto ad- cessione in rete: l’incentivo del Conto Energia si applica a tutta esplodere; l’assenza di una cultura radicata e diffusa delle fontil’energia prodotta. rinnovabili comporta difficoltà nel realizzare le tanto auspicateÈ possibile utilizzare l’energia prodotta sul posto e vendere le “integrazioni architettoniche”.eccedenze alla rete ai prezzi stabiliti dall’acquirente unico aggior- Il fatto poi che vi sia un incentivo sull’energia prodotta e nonnati annualmente: per gli impianti di potenza superiore a 20 kw sull’impianto, quindi che il costo da sostenere sia interamente anon c’è l’opzione di scelta è possibile solo l’opzione di cessione carico dell’utente, smorzano molte possibili installazioni sulin rete. I costi dell’incentivazione degli impianti fotovoltaici non nascere; anche per questo motivo molti istituti di credito han-sono a carico dello Stato, ma sono coperti con un prelievo sulle no ideato apposite forme di finanziamento fiutando la poten-tariffe elettriche di tutti i consumatori che comunque non zialità del mercato.dovrebbe superare la cifra di 0,0014 euro (poco meno di tre lire) Per ultimo bisogna sottolineare che fino ad oggi si sono verificateper ogni kwh. difficoltà nei rapporti con le Società distributrici che in alcuni casiPer capire quale può essere il risparmio conseguibile si consideri hanno comportato ritardi nell’allacciamento alla rete e quindi nel-che in Italia 1 kwp fotovoltaico (i cui moduli occupano in totale la percezione dell’incentivo da parte di chi già aveva un impiantouno spazio di circa 8 mq) è in grado di produrre 1.100 kwh/anno pronto a produrre.circa nelle regioni del Nord Italia e 1.400 kwh/anno circa nel Cen- La nuova normativa dovrebbe comportare, leggendone la bozza,tro-Sud Italia. Inoltre, il costo in bolletta di 1 kwh è compreso tra un nuovo iter burocratico che consentirà una rapida concessionei 0,15 e i 0,22 euro nel caso di utenti domestici e tra i 0,10 e i 0,14 della tariffa incentivante.Euro nel caso di utenze industriali. Altro punto positivo è il nuovo decreto ministeriale che si pro-Dal punto di vista ambientale si ricorda che ogni kwh prodotto con pone di riservare l’incentivo a chi realizza l’impianto concreta-fonte fotovoltaica consente di evitare l’emissione nell’atmosfera di mente (non a chi ne fa domanda), cioè agli impianti fatti e finiti0,3 - 0,5 kg di CO2 (gas responsabile dell’effetto serra, prodotto pronti a produrre. Non avverrebbe più la distribuzione delle con-con la tradizionale produzione termoelettrica che, in Italia, rappre- cessioni anticipatamente solo sul proposito di installare unsenta l’80 per cento circa della generazione elettrica nazionale). I impianto, fatto questo che ha portato al rapido esaurirsi del tettovantaggi apportati dal Conto Energia sono stati principalmente la dei mw messi a disposizione dal precedente decreto e di conse-diffusione di informazioni sul solare fotovoltaico, la nascita di nuo- guenza ad avere pochi degli impianti, figli della vecchia normati-ve società (con relativi posti di lavoro), una riduzione del prezzo di va, effettivamente realizzati. ❙mercato dei sistemi fotovoltaici e soprattutto un beneficio econo-mico che negli anni si consolida grazie alla tariffa incentivante e al *Ecosolare srl Speciale Public Utilities - Ambiente 81
    • fonti rinnovabili Come coltivare il legno e produrre energia Quello della Valtellina è diventato un vero e proprio caso. Walter Righini, presidente della Società di teleriscaldamento e cogenerazione Valtellina, Valcamonica e Valchiavenna, sfruttando il legno attraverso gli impianti di teleriscaldamento a biomassa di Tirano e Sondalo (Valtellina) fornisce gli abitanti di queste zone di acqua calda, calore ed elettricità. E la bolletta elettrica per le famiglie della Valle è ridotta di un buon 30 per cento ittà di Tirano, Comune teleriscaldato a biomassa «C vergine», è così che questo paese della Valtellina dà il benvenuto ai visitatori che, per passare il confine svizzero, attraversano la città dove abitano circa nove- mila persone e che oggi è uno dei rari esempi in Italia di Comu- ni ad autosufficienza energetica. Come fare a meno di gas e petrolio sfruttando la risorsa più antica del mondo, il legno, è l’avventura che sei anni fa Walter Righini, presidente della Società di teleriscaldamento e cogene- razione Valtellina, Valcamonica e Valchiavenna, ha intrapreso sfruttando la ricchezza naturale più importante delle Alpi: i boschi. Per avere materia prima, la cura e la manutenzione del patrimonio boschivo non viene più lasciata al caso: il legno è trasformato in cippato e, là dove i boschi non bastano, l’Unio- ne europea finanzia i progetti di “Short Rotation Forestry” per piantare pioppi ed altre specie ad accrescimento rapido. Grazie agli scarti delle segherie della zona, ai resti delle potature del verde urbano e delle vigne, gli impianti di teleriscaldamento a82 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabili ✒ Walter Righini, presidente della Società TCVVV e presidente della Fiper, Federazione italiana per le energie rinnovabili biomassa di Tirano e Sondalo, altro comune dell’Alta Valtellina 6.200 tonnellate di gasolio ed evitato agli abitanti di Tirano di teleriscaldato a biomassa, utilizzano ben seimila tonnellate di respirare 18mila tonnellate di anidride carbonica», importante vegetazione grazie alle quali si possono fornire acqua calda, risultato che ci ha valso la prima certificazione in Italia da par- calore ed elettricità agli abitanti. «E, proprio dall’idea di tutela- te di Det Norske Veritas (DNV) grazie alla sostituzione di fon- re l’enorme e inestimabile patrimonio boschivo della nostra ti fossili con fonti rinnovabili come le biomasse. Un impianto a zona – ha spiegato Walter Righini, presidente della Società tutti gli effetti che produce energia pulita e che, nel settembre TCVVV e presidente della Fiper, Federazione italiana energie di quest’anno, si è dotato di 392 pannelli solari per una poten- rinnovabili - che è nata l’idea di costituire un consorzio che si za di 70kw e una superficie di 500 metri quadrati». Intanto, prendesse cura di questa risorsa. anche a Santa Caterina Valfurva, nota stazione sciistica dell’Al- La scelta del teleriscaldamento a biomassa in Valtellina ha por- ta Valtellina, sono partiti i lavori per la realizzazione di una tato così ad evidenti risultati sul fronte economico ed ambien- nuova centrale di teleriscaldamento a biomassa grazie a una tale. L’attività della pulizia dei boschi, ormai in disuso, è ripar- convenzione siglata dal Comune di Valfurva con la società tita, creando anche piccole attività collaterali alla fornitura del TCVVV. L’accordo prevede il coinvolgimento delle professiona- “cippato” e, un indotto di ben 1,8 milioni di euro. Nuova ric- lità locali attraverso la valorizzazione della filiera bosco-legna, chezza per gli abitanti della valle che hanno visto anche ridur- con un versamento dalla Società al Comune di Valfurva di un si la bolletta elettrica di circa il 30 per cento: dai 6mila euro di importo pari al cinque per cento degli incassi, importo che il gasolio di consumo annuo per una famiglia media ai 3mila euro Comune dovrà però utilizzare per interventi di carattere per l’utilizzo del teleriscaldamento con le biomasse. In ultimo, ambientale o forestale. La centrale avrà una potenza di “fuoco” l’aria delle nostre città è respirabile e l’inquinamento è stato pari a 12 mw termici e si svilupperà su un percorso di circa 4,5 abbattuto di oltre il 50 per cento». «Da quando siamo partiti ad Km. Oltre 150 gli edifici che si prevede saranno allacciati a oggi - ha concluso Walter Righini,- abbiamo risparmiato ben fronte di un investimento di 9,2 milioni di euro. ❙84 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabili Efficienza e risparmio: Efficienza e risparmio: chiavi per lo sviluppo energetico chiavi per lo sviluppo energetico «Le chiavi per lo sviluppo del sistema energetico italiano risiedono nel miglioramento dell’efficienza degli impianti di produzione e nel risparmio energetico. Base comune ed elemento differenziante di questo approccio è l’innovazione tecnologica, capace - già da subito ed ancor più in futuro - di assicurare notevoli risultati in termini di efficienza e quindi di riduzione di consumi ed emissioni». Questo il messaggio lanciato dall’Ad di Siemens Italia Vincenzo Giori in occasione della presentazione del “Libro bianco dell’energia” realizzato da Anie, grazie all’importante contributo di Siemens o scenario italiano della generazione dell’energia presenta In un’ottica di breve termine, considerando la quota crescente di L tre caratteristiche, che costituiscono al contempo necessità da soddisfare e obiettivi da raggiungere: ridurre i costi del- l’energia, rispettare i vincoli per le emissioni previsti dal proto- gas naturale tra le fonti utilizzate in Italia per la generazione di energia elettrica (>40 per cento), un primo intervento in grado di assicurare notevoli benefici consiste nel miglioramento dell’effi- collo di Kyoto e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti cienza degli impianti a ciclo combinato già esistenti. Ad oggi l’ef- dei combustibili. ficienza media dei nuovi cicli combinati installati si aggira attor- Le chiavi per soddisfare queste tre necessità, facendo fronte no al 55 per cento, dato che scende notevolmente considerando anche all’incremento dei consumi, sono il miglioramento dell’ef- anche le centrali di questo tipo meno recenti. L’utilizzo di pac- ficienza energetica e il risparmio energetico. Base comune ed ele- chetti di aggiornamento consente, a partire dalla stessa quantità mento differenziante di questo approccio risiede nell’innovazio- di combustibile, di: incrementare la capacità, cioè di emettere più ne tecnologica, capace - già da subito e ancor più in futuro - di Mw; diminuire le emissioni; migliorare la flessibilità. Secondo assicurare notevoli risultati in termini di efficienza e quindi di studi condotti in Germania, l’aumento di efficienza dell’un per riduzione di consumi ed emissioni. cento su una centrale da 1000 Mw permette di coprire il fabbi-86 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • fonti rinnovabili valutare tecnologie alternative e complementari al gas. Tra i com- bustibili fossili il carbone rappresenta la fonte più economica e distribuita, quindi la meno rischiosa: in questo senso il ricorso al carbone si configura come una soluzione, ma un suo utilizzo per convertire centrali attualmente alimentate a olio a combustibile non può prescindere dalla ricerca di tecnologie per pulirlo il più possibile. Già oggi si può produrre energia più pulita partendo dal carbone, utilizzando da una parte sistemi avanzati di com- bustione e dall’altra soluzioni per l’abbattimento delle emissioni in fase di scarico dei fumi. Siemens dispone di competenze specifiche - accresciute attraver- so le acquisizioni internazionali di due leader mondiali quali Advanced burner technology (2006) e Wheelabrator (2005) - che consentono di realizzare impianti a carbone nei quali il com- bustibile passa attraverso varie fasi di riduzione del proprio con- tenuto inquinante. In un’ottica temporale di medio termine, è possibile concentrar- si sulle centrali di nuova installazione, in grado di garantire incrementi di efficienza ancora maggiori in termini percentuali. Siemens sta realizzando per l’operatore tedesco E-On un impian- to di ciclo combinato da 530 Mw con rendimento superiore al 60 per cento a Irsching (Germania), che utilizza per la prima vol- ta la turbina a gas più potente al mondo in grado di produrre 350 Mw. L’impianto è il risultato di investimenti di oltre 500 milioni di euro in R&S. Grazie alla maggiore efficienza, quando l’im- pianto entrerà in funzione (2009) verranno emesse 40.000 ton- nellate l’anno in meno di CO2 rispetto alle migliori centrali a ciclo combinato, la stessa quantità prodotta da 9.500 automobi- li di media cilindrata lungo una distanza di 20.000 km. Tornando alle fonti convenzionali, notevoli benefici in termini di riduzione delle emissioni saranno possibili nel medio terminesogno di energia elettrica di 1000 abitanti. grazie alle soluzioni per la gassificazione del carbone, già dispo-Considerando che i consumi di energia elettrica, oltre che cre- nibili ma oggi a investimento troppo elevato: il costo attuale è discere, stanno cambiando tipologia - con forte incremento del almeno 1.300 euro al Kw, circa il 30 per cento in più rispetto alpeso dei servizi e dei consumi estivi rispetto al passato - l’altra carbone normale e oltre tre volte il valore dell’investimento per ilparola d’ordine è flessibilità delle fonti di generazione. Risulta ciclo combinato.necessario, in quest’ottica, prevedere un parco installato costitui- Tra queste soluzioni c’è l’Igcc (Integrated gasification combinedto da centrali di grossa taglia per la gestione del cosiddetto “cari- cycle), acronimo relativo all’impiego della tecnologia di gassifica-co di base”, ma anche da centrali di piccola media taglia con un zione del carbone negli impianti a ciclo combinato, di cui Sie-ruolo di integrazione e complementarietà. mens dispone grazie all’acquisizione del gruppo svizzero SustecPer soddisfare queste esigenze, e sviluppare un sistema elettrico (maggio 2006).nazionale eco-sostenibile, non si può prescindere dall’utilizzo di Le emissioni prodotte dagli impianti Igcc sono al di sotto di quel-fonti alternative e rinnovabili. le dei più avanzati impianti a carbone convenzionali, ma supe-Tra queste, l’eolico sembra rappresentare al momento l’opzione riori a quelle di una centrale a gas. Gli impianti Igcc diventeran-più promettente, come dimostra ad esempio l’impianto di no competitivi quando lo sviluppo della tecnologia consentirà diSant’Agata di Puglia. Con 72 Mw installati e grazie all’impiego di abbassare l’investimento iniziale.soluzioni particolarmente efficienti, affidabili ed economicamen- Volendosi spingere ancora più avanti nel tempo, nel lungo ter-te convenienti, l’impianto permetterà di ridurre ogni anno le mine potrà essere disponibile una soluzione in grado di elimina-emissioni di anidride carbonica di oltre 50.000 tonnellate, quel- re le emissioni di anidride carbonica: si tratta della cosiddetta Ccsle di biossido di zolfo di oltre 40.000 tonnellate, quelle di ossido (Carbon capture and sequestration), che consentirà la cattura delladi azoto di oltre 15.000 tonnellate e quelle di polveri di 12.000. CO2, il relativo trasporto a un sito idoneo per l’iniezione nel sot-Nell’ottica del bilanciamento del mix delle fonti è necessario poi tosuolo e lo stoccaggio in formazioni geologiche. Come mostra- Speciale Public Utilities - Ambiente 87
    • fonti rinnovabili no i progetti di ricerca, si tratta comun- system, favorendo anche lo sviluppo di que di una possibilità per la cui applica- servizi di manutenzione evoluti quali il zione industriale occorrono circa 15 Reliability centered maintenance (Rcm) e anni e con costi di realizzazione per ora il Condition based maintenance (Cbm). piuttosto elevati. Siemens rappresenta il secondo player L’altro grande scenario tecnologico di mondiale nell’area della trasmissione e lungo termine è quello del nucleare, che distribuzione di energia. Il focus del vede Siemens presente attraverso una Gruppo è sempre stato sull’utilizzo effi- joint-venture con Areva. Probabilmente ciente, sul pieno sfruttamento delle l’industria energetica italiana non potrà capacità della rete e su una distribuzio- fare a meno di partecipare allo sviluppo ne ottimale dell’output delle centrali del nucleare di quarta generazione, che con un’offerta completa. dovrà entrare in servizio nel 2020 e Per chiudere in una logica futuribile sarà, secondo i piani, la generazione di occorre considerare l’impatto della reattori per i decenni 2030-2040. cosiddetta generazione distribuita, basata sull’impiego di impianti di picco- Trasmissione lissima taglia. A questo riguardo Sie- ✒ L’amministratore delegato di Siemens Italia Vin- e distribuzione cenzo Giori mens sta investendo a Torino su un pro- Oltre che nei due poli della filiera del- getto per lo sviluppo di tecnologie di l’energia elettrica, cioè la generazione e generazione da fonti alternative basato gli utilizzatori, occorre introdurre miglioramenti anche negli sulle celle a combustibile (Sofc - Solid ossid fuel cell), che consen- anelli intermedi - la rete di trasmissione nazionale e le reti di tirebbero alti livelli di efficienza ed emissioni molto ridotte. Ad distribuzione locali - sempre in una logica di incremento dell’ef- oggi tali tecnologie non sono del tutto competitive in termini di ficienza. costo al kw/h, per cui sono necessari ulteriori sviluppi per La trasmissione dell’energia dalle centrali ai consumatori finali incrementare la loro sostenibilità. deve avvenire senza problemi in ogni ora e in ogni stagione del- l’anno, come hanno dimostrato chiaramente i black-out verificati- Risparmio si negli ultimi anni in Europa e negli Usa, principalmente a cau- Oltre a puntare sulle tecnologie più efficienti, su un ampio ricor- sa della debolezza delle reti elettriche. so alle fonti rinnovabili e su un maggiore equilibrio del mix In una logica di scambi transfrontalieri tra Paesi limitrofi, sarà energetico, occorre guardare già oggi al problema dell’energia in necessario un potenziamento delle reti di interconnessione. Per Italia anche dal punto di vista della domanda. Un forte contri- affrontare queste esigenze c’è sempre più bisogno di soluzioni e buto dovrebbe venire dal risparmio energetico sia a livello indu- tecnologie innovative quali l’Hvdc, ovvero Sistemi in alta tensio- striale che residenziale. Un esempio concreto di notevoli rispar- ne a corrente continua a cavi interrati. mi, e quindi di riduzioni delle emissioni, viene dalla gestione dei Concentrando l’attenzione sul sistema elettrico italiano e in par- consumi energetici degli edifici, dove Siemens ha sviluppato ticolare sulla rete di trasmissione nazionale e su quelle locali di sistemi impiantistici e di automazione che forniscono un ritor- distribuzione, occorre sottolineare la necessità di mantenere l’ef- no in cinque-sei anni. Già leader a livello internazionale, Sie- ficienza e l’efficacia in termini di continuità (interruzioni medie) mens ha realizzato nell’ultimo esercizio progetti di questo tipo e qualità della fornitura. Oltre che con tecnologie avanzate quali in Italia: grazie ai vantaggi consentiti da questo progetto, Uni- Hvdc e Sottostazioni elettriche, tali obiettivi possono essere rag- credit e Siemens hanno ricevuto nel 2006 il prestigioso ricono- giunti mediante l’utilizzo di sistemi di protezione, supervisione e scimento di Green Building dalla Commissione europea, con controllo. una soluzione che ha permesso un risparmio energetico del 25 Nonostante la rilevanza del problema e gli obiettivi stringenti per cento. introdotti dall’Autorità dell’energia, in Italia, come nella maggio- Solamente lo scorso anno i sistemi di performance contracting di ranza dei Paesi europei, non si dispone ancora di un monitorag- Siemens hanno permesso in Europa una riduzione delle emissio- gio adeguato per i nuovi parametri di qualità della tensione. Un ni di CO2 di circa 100.000 tonnellate, ottenendo lo stesso effetto significativo sviluppo a questo riguardo potrebbe esserci con il che si sarebbe avuto ritirando dalla circolazione 20.000 automo- ricorso sempre più esteso di tecnologie Ict a supporto dei classi- bili con una percorrenza di 30.000 km ogni anno. ci sistemi di protezione e controllo. Inoltre, quale ulteriore base In ambito industriale, invece, l’utilizzo di apparecchiature ad alto per la realizzazione del processo di liberalizzazione - a compi- risparmio energetico quali motori elettrici e inverter ad alta effi- mento dal 1° luglio 2007 - si dovrebbero integrare i sistemi di cienza consentirebbe di risolvere parte del problema dei consu- Fatturazione e Crm in una logica di management information mi alla base, cioè riducendo il fabbisogno. ❙88 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • mobilità sostenibile IN QUESTE PAGINE ✍ 94 Gasolio “bianco” contro l’inquinamento Un’azienda per il nostro futuro Trasporto e mobilità, questi i problemi di una a molti anni ormai ci si sta interrogando su quale società post industrializzata. Nuove soluzioni per una mobilità più sostenibili D modello di sviluppo possa essere perseguito per garan- tire un futuro al nostro pianeta. In particolare, nell’Occidente post-industrializzato, il problema sono la mission di complessivamente più drammatico ed urgente è quello del tra- Sems, azienda con soli sporto e della mobilità. Senza addentrarci in analisi di livello tre anni di vita, ma che scientifico (che pure esistono e facilmente supportano la tesi) ha già fatto notevoli passi in avanti basta osservare le quotidiane odissee di chiunque si trovi a spo-90 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • mobilità sostenibile la “mobilità” sta raggiungendo livelli insopportabili. Tre sono gli elementi evidenti: • sarà necessaria una profonda revisione anche da un punto di vista “culturale” delle abitudini ad oggi consolidate, che dovran- no essere prima o poi misurate con la loro sostenibilità; • per sperare quantomeno di incidere veramente sul problema è necessario affrontare la questione nella sua globalità con iniziati- ve sviluppate in ogni direzione; • il primo, più immediato e quindi più fattibile livello di inter- vento è quello effettuato direttamente sul parco auto circolante, in attesa di interventi più strutturali (ma inevitabilmente più di lungo termine). Le soluzioni per la mobilità sostenibile passano quindi dal miglioramento delle infrastrutture, alla regolazione degli accessi alle aree più congestionate, al potenziamento del trasporto su ferro e della intermodalità, alla diminuzione quantitativa ed al miglioramento qualitativo del parco veicolare circolante con una precisa conditio sine qua non: il raggiungimento di un sufficiente equilibrio tra la “qualità della domanda” di mobilità ed un livel- lo della risposta non demagogico ma adeguato alle esigenze. Questa è la missione di Sems, Servizi per la mobilità sostenibile, azienda fondata nel 2004 che nella sua breve vita ha già rag- giunto notevoli traguardi attraverso la declinazione di azioni “globali”: gestione di parchi auto, full service della mobilità azien- dale, introduzione di automezzi elettrici e a basso impatto ambientale, studi e iniziative di car sharing. Sems è oggi nel Pae- se una delle avanguardie più consapevoli, che sono passate dal- le parole e dalle prese di coscienza a qualche “fatto”, a qualche “opera concreta” che costituisce certo un elemento di novità ed una azione di controtendenza molto significativa. Sems, la cui compagine societaria vede la partecipazione del più importante gruppo della mobilità in Lombardia (Ferrovie Nord Milano), della più importante azienda di elettrificazione veicoli in Italia (Micro-vett) e di una dinamica azienda operante nel set- tore del noleggio a lungo termine (Kaleidos), è in grado di offri- re alla propria clientela una soluzione studiata e progettata appo- sitamente, con particolare attenzione al rapporto costi benefici e con uno spiccato orientamento alla fattibilità ed alla concretez- za. Inoltre, in virtù dell’accesso ai finanziamenti della Legge 166, è in grado di porsi al massimo livello della competitività. Una parte dell’azione di Sems è quindi orientata direttamente sul parco auto circolante, migliorandone la “qualità”, sia con interventi per la razionalizzazione del suo utilizzo, sia da un punto di vista più strettamente ecologico, introducendo semprestarsi per lavoro o diporto per intuire gli elevatissimi disagi che più autoveicoli dotati di tecnologie con minori consumi e mino-ciò comporta, sia in termini di insopportabili costi che incidono ri emissioni. Vengono in soccorso, nel merito, i notevoli progres-sulle nostre tasche di cittadini e di imprenditori, sia in termini di si tecnici registrati sia per la trazione in puro elettrico, con la pre-pesantissimo aggravio dell’inquinamento atmosferico. Non a senza sul mercato di veicoli con autonomia ormai superiori aicaso nel dibattito sul miglioramento del sistema Paese nel suo 100 km e velocità vicine ai 120 km/h, sia per la tecnologia dellacomplesso ed in particolare sul tema della competitività azienda- cosiddetta “trazione bimodale”, con mezzi a due motori che pos-le, la parte riguardante il miglioramento delle infrastrutture via- sono marciare sia in modalità tradizionale endotermica sia inbilistiche occupa un ruolo di assoluto rilievo: il costo sociale del- modalità elettrica, e con autonomia in puro elettrico tra i 30 e i Speciale Public Utilities - Ambiente 91
    • mobilità sostenibile vento che il nostro Ufficio studi sta analizzando: la possibilità di creare un servizio di car sharing customizza- to alle esigenze dei clienti business, privati e degli enti pubblici. Questo progetto, consentirebbe di porre in atto un nuovo concetto di flessibilità dello spostarsi che il tra- sporto collettivo pubblico o privato non può offrire e che l’auto privata non è più in grado di garantire. L’innovativo servizio di trasporto del car sharing offre una sorta di “noleg- gio a brevissimo termine” (anche poche ore) di veicoli, riservato esclu- sivamente agli iscritti al servizio, che possono anche beneficiare di una serie di partnership commerciali. ✒ Un veicolo bimodale Sems L’idea di base si fonda sulla possibilità di permettere a più utenti di utilizza- re autonomamente in periodi diversi 120 km. Mezzi che quindi grazie alla loro notevole versatilità la stessa autovettura. Una volta iscritto al servizio, l’utente può pre- soddisfano ampiamente le esigenze della quasi totalità dei mezzi notare e prelevare l’autovettura dalle apposite aree parcheggio, delle piccole e medie aziende. distribuite in zone diverse, ad ogni ora del giorno e della notte, e Inoltre, Sems ha individuato i numerosi vantaggi nella formula l’uso dei veicoli è riservato ai soli abbonati all’organizzazione, che del noleggio a lungo termine sia economici, diretti o indiretti, gestisce l’intera flotta. Addirittura, nei modelli più evoluti di orga- sia di tipo “ecologico”. I vantaggi economici diretti consistono nizzazione del servizio, prenotazioni e ritiri vengono effettuati tra- nel fatto che senza effettuare grandi investimenti, ma anzi con la mite tessera magnetica o cellulare. certezza di un canone mensile costante e bloccato per l’intera Il costo globale per l’utente è composto da una parte fissa e una durata del contratto (quindi con grandi vantaggi per la pianifi- variabile legata all’utilizzo del servizio. Il costo fisso si compone di cazione di spesa ed al riparo da qualsiasi sorpresa), senza nessun una cauzione rimborsabile e di una quota di abbonamento, da ver- rischio sul valore residuo del veicolo, senza nessun problema sarsi annualmente o mensilmente, mentre il costo variabile, legato relativo alla gestione quotidiana del parco auto, che è a totale all’uso effettivo dei veicoli, include una quota chilometrica ed una carico del noleggiatore, ed alla vendita dell’usato, le aziende si quota oraria. trovano ad avere a disposizione flotte sempre moderne e aggior- I benefici sono evidenti sia per l’utente, che può usufruire di tut- nate, con consumi più ridotti e conseguenti risparmi sui costi di ti i vantaggi di un’auto a propria disposizione senza doversi sob- trazione. Evidenti e intuitivi anche i vantaggi economici indiret- barcare i costi e le responsabilità della proprietà, sia per la collet- ti derivanti da questo out-sourcing della gestione veicoli (una atti- tività, che può contare su di un miglior utilizzo dei veicoli, con vità non propriamente legata alle missioni istituzionali delle conseguente diminuzione del traffico, dell’inquinamento e della aziende), liberando il proprio personale dalle incombenze di sosta illegale. Accessibilità al servizio di mobilità significa però gestione. realizzare un sistema di trasporti multimodale che renda possibi- Infine, ma assolutamente da non sottovalutare, il fatto che questa le muoversi utilizzando mezzi di trasporto diversi a seconda degli formula, consentendo di tenere costantemente aggiornato il pro- spostamenti (brevi-lunghi, urbani-extraurbani, ecc.) e che sia in prio parco auto alle sempre più stringenti direttive anti-inquina- grado di offrire all’utenza vantaggi superiori a quelli offerti attual- mento e di risparmio energetico, ottiene l’effetto di diminuire le mente dall’auto privata: flessibilità, comodità e personalizzazio- emissioni nocive: è un dato di fatto che le auto “nuove” inquinano ne. Ecco perché Sems, forte di un benchmarking internazionale molto meno, ed è altrettanto noto quanto siano invece mediamen- che ne mostra le principali caratteristiche e potenzialità ed in te obsolete (e quindi molto “inquinanti”) le attuali flotte veicolari costante contatto con importanti partner istituzionali, infrastrut- circolanti. turali e di servizio, sta cercando di implementare il proprio posi- In quest’ottica ormai ampiamente affermata da Sems sul mercato, zionamento sul mercato di global mobility service con una nuova del passaggio “dal possesso all’uso sostenibile” e cioè all’accesso opportunità in grado di completare il concetto di “energia alla mobilità come servizio, è inserito un secondo ambito di inter- responsabile che muove”. ❙ 92 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • mobilità sostenibile Gasolio “bianco” contro l’inquinamento Pirelli Ambiente Eco Technology ha realizzato un carburante a basso impatto ambientale che permette la riduzione delle emissioni inquinanti tipiche del gasolio irelli Ambiente Eco Technology, società del gruppo Pirel- P li, rappresenta una best practice italiana nel settore delle tecnologie per la mobilità sostenibile. Sono anni, infatti, che la società opera nel settore dei carburanti a basso impatto ambientale attraverso il Gecam, il gasolio biancoTM, brevettato dal Gruppo Pirelli, che permette la riduzione delle emissioni ✒ Un’immagine di un filtro retrofit inquinanti tipiche del gasolio (polveri fini - garantendone una riduzione del 50 per cento circa, ossidi di azoto e monossido di carbonio). Si tratta di un’emulsione di acqua (10 per cento) in gasolio che può essere utilizzata per i veicoli diesel e le centrali Filtranti per particolato - Ma Pirelli Ambiente non si è fermata termiche. I vantaggi dell’emulsione derivano dalla presenza del- al Gecam e ha ulteriormente ampliato la propria offerta commer- l’acqua che assicura una combu- ciale proponendo anche i filtranti stione più completa dell’idrocarbu- per particolato, innovativi sistemi di ro riducendo così la formazione trattamento dei gas di scarico. I filtri del particolato e migliorando il per particolato sono dispositivi in consumo specifico. grado di ridurre di oltre il 90 per Sono numerosi i test effettuati su cento (come dimostrano recenti test GecamTM, ad esempio da centri condotti dai laboratori Eni Tecnolo- d’eccellenza nel campo della ricer- gie su un autobus urbano Euro 2 ed ca e della certificazione dei motori Euro 0, dal Centro ricerche della e delle emissioni quali Ricardo (Regno Unito) e Ttm (Svizzera). Commissione europea Jrc di Ispra su Euro 3 e dal Ttm-Univer- Più recentemente, i laboratori Eni Tecnologie e il Centro ricerche sità di Biel secondo il programma Vert) le emissioni di particola- della Commissione europea Jrc di Ispra hanno dimostrato come to emesse dai motori diesel. l’impiego del Gecam™ sia in grado di ridurre tutte le principali La tecnologia è basata su filtri in carburo di silicio poroso, un emissioni: particolato-Pm (fino al 60 per cento), ossidi di azoto- materiale che offre caratteristiche tecniche di resistenza al calore NOx (5-6 per cento) e monossido di carbonio-CO (oltre il 30 per e agli sbalzi termici. I filtri di Pirelli Ambiente possono essere cento). adottati, come retrofit, su tutte le motorizzazioni - da Euro 0 a Il GecamTM rappresenta l’unica soluzione eco-compatibile adot- Euro 4 - con carburanti a normale tenore di zolfo e in tutti gli tata su larga scala nel mercato extra-rete con oltre 10 mila veico- ambiti in cui è presente una motorizzazione a gasolio. Sono oltre li circolanti in Italia e Francia. Sono oltre 80 i comuni in cui si 400 gli autobus in Italia che montano questi filtri per particolato utilizza GecamTM per i veicoli adibiti al trasporto pubblico, ma (tra cui l’Atm di Milano) e altre applicazioni sono in corso su anche alla raccolta dei rifiuti, al trasporto merci, alla movimenta- mezzi movimentazione terra, trasporto pesante, treni a gasolio e zione terra e per il riscaldamento civile con oltre 400 edifici gruppi elettrogeni. riscaldati tra condomini privati, musei, scuole, università e sedi A novembre 2006, inoltre, la società ha annunciato che realiz- di uffici pubblici di numerose città italiane. Oggi il Gecam™ è zerà, a partire dal 2007, in Romania uno stabilimento per la pro- anche economicamente competitivo: è, infatti, offerto sul merca- duzione di filtri antiparticolato per il primo equipaggiamento, to alle stesse condizioni logistiche e di rifornimento del gasolio ossia per essere montati di serie sui veicoli diesel, e che realizzerà tradizionale ma ad un prezzo inferiore tale da ridurre i normali un progetto di ricerca congiunta con la società danese LiqTech costi di esercizio. per il miglioramento delle prestazioni dei filtri. ❙94 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • nuove regole di Valerio Dabove* Liberalizzazione e sicurezza Come garantire servizi ell’ambito dei processi di liberalizzazione dei servizi di più sicuri ai cittadini dopo i processi di liberalizzazione? Ecco come una apposita N distribuzione dell’energia (elettrica e gas) che ha porta- to alla separazione delle società che storicamente gesti- vano in regime di monopolio i servizi ai cittadini, il compito di Autorità è riuscita, con garantire la “sicurezza” è stato posto a carico dei Distributori. una precisa Delibera, a Infatti i Venditori (di gas o di energia elettrica) possono veicola- garantire lo stato di re la materia prima sulle reti dei Distributori sino ai consumato- idoneità di tutti gli impianti gas, gli stessi ri finali senza preoccuparsi di come questa arrivi, ma solo rico- con cui convivono ogni noscendo al Distributore la quota di tariffa relativa alla distribu- giorno i cittadini, zione. Nel settore del gas gli ambiti di monopolio su cui può ope- evitando così di rare il Distributore sono, teoricamente, quanti quelli dei Comuni mettere a repentaglio la loro salute e la e quindi oltre 6.000. Per fortuna i concessionari avevano già pubblica incolumità subito un processo di aggregazione naturale che aveva ridotto a circa 400 i gestori delle reti al momento della liberalizzazione. L’Autorità per l’energia elettrica e per il gas (Aeeg) si è quindi tro- vata a dover regolare un mercato molto vario dove esistevano, e tuttora persistono, modalità operative diverse tra gestore e gesto- re dovendo individuare i parametri standard ed i relativi livelli minimi per garantire la qualità dei servizi resi in sicurezza ai cit- tadini. Infatti, una delle conseguenze dei processi di liberalizza-96 Speciale Public Utilities - Ambiente
    • nuove regolezione e privatizzazione può essere la riduzione degli standard di della legge 1083/71 e può considerarsi terminata alla fine deglisicurezza per ridurre i costi e, conseguentemente, ottenere mag- anni 90 quando quasi tutti gli aspetti inerenti la corretta gestionegiori profitti. La presenza dell’organo di regolazione di settore, delle reti del gas (riduzione e misura del gas; odorizzazione; pro-appunto l’Autorità, è quindi fondamentale per la salvaguardia dei tezione catodica delle condotte, ecc.) ha trovato una sua normacittadini. emessa dal Cig (il Comitato italiano gas) o, almeno, una “linea guida” magari meno formale ma ugualmente efficace. A partireL’attività dell’Aeeg per la sicurezza dall’anno 1995 i distributori si sono dotati della “Carta dei Servi-delle reti gas zi” dove venivano elencati i propri standard nel settore della sicu-L’Autority, dalla data della sua istituzione (il 1995 con la legge rezza aggiungendo così l’autoregolazione agli standard tecnici481), ha correttamente gestito il processo prima di necessaria prima definiti.uniformità dei parametri di misura definendo gli standard e poi Solo successivamente, con l’intervento dell’Autority, si è passatiinstaurando un meccanismo virtuoso basato su incentivi e alla seconda fase: quella degli standard di performance. Infatti l’e-penalità. manazione della delibera 236/00 ha regolato ed uniformatoI meccanismi che regolano il processo della sicurezza delle reti aspetti sostanziali della sicurezza delle reti: l’ispezione periodica;possono essere riassunti in tre diverse modalità che, per la rete il numero delle misure di odorizzante immesso in rete; la prote-gas, sono state applicate in distinti spazi temporali: zione catodica delle tubazioni in acciaio; l’efficacia del servizio di• la definizione degli standard tecnici + l’autoregolazione; “Pronto Intervento” per i cittadini.• gli standard di performance; A questo punto il primo obiettivo poteva considerarsi raggiunto:• la regolazione economica. l’uniformità veniva definita da un organo superiore e le diverseLa definizione degli standard tecnici ha inizio con l’emanazione “carte dei servizi” dovevano necessariamente avvicinarsi fornen- Speciale Public Utilities - Ambiente 97
    • nuove regole do standard più uniformi sull’intero territorio nazionale. da parte dei Distributori introducendo una componente nella Il meccanismo di “regolazione economica della sicurezza”, con- tariffa che consentisse l’effettuazione dei rilievi. cetto non facile da intendere, viene introdotto con la delibera L’attività sulla base della delibera 64/02 era però su base volonta- 243/05 che, a partire dall’anno 2006, prevede una serie di incen- ria e quindi, anche se alcuni lungimiranti Distributori si erano tivi e penalità per i Distributori in relazione alla diminuzione del lanciati in massicce campagne di verifica degli impianti (ricor- numero delle dispersioni di gas segnalate da terzi, correlato con diamo l’Operazione impianti sicuri a Milano), la maggioranza il numero di controlli annui del grado di odorizzazione. Con- aveva optato per non fare nulla, vista la sostanziale difficoltà nel- frontando i dati con quelli del biennio precedente si ottengono i l’evidenziare ai cittadini lo stato di precaria sicurezza dei loro risultati. Si incentivano così i Distributori ad investire sulla sicu- impianti. L’intervento decisivo è stato effettuato con la delibera rezza, consentendo un vantaggio economico a chi attua tali inve- 40/04 che prevede in diversi step temporali e in percentuali cre- stimenti e ottenendo come risultato una riduzione del numero di scenti nel tempo che tutti gli impianti esistenti vengano ad esse- incidenti, come naturale evolversi nel tempo della situazione. re sottoposti ad “accertamento documentale”, cioè alla verifica dello stato di sicurezza procedendo all’acquisizione della docu- La situazione degli impianti post-contatore mentazione tecnica che la legge 46/90 prevede sia compilata per Se la situazione delle reti di distribuzione è stata affrontata con ogni impianto gas. grande efficacia dall’Autority grazie al potere regolatorio e san- La delibera è entrata in vigore (dopo una fase transitoria) il 1° zionatorio che la legge istitutiva aveva dato a questo indispensa- luglio 2005 e solamente per gli impianti di nuova realizzazione, bile istituto, la situazione della sicurezza degli impianti interni cioè quelli che non hanno ancora attivata la fornitura di gas e per era molto critica. Infatti, se nelle reti di distribuzione bene o male i quali un installatore ha l’obbligo di compilare correttamente la aveva operato un numero grande, ma pur sempre limitato di Enti documentazione tecnica. Dopo una fase di avvio, che ha eviden- in monopolio dotati di grandi margini economici per fare inve- ziato forti carenze da parte degli installatori che hanno dovuto stimenti, nella parte terminale degli impianti gas, quella che a velocemente acquisire le informazioni normative, e dopo la valle del contatore arriva sino agli apparecchi utilizzatori e di necessaria fase organizzativa anche da parte dei Distributori, che competenza dei singoli cittadini, la normativa di realizzazione era in un primo tempo avevano osteggiato questo ulteriore e nuovo stata sostanzialmente ignorata. incarico sulla sicurezza, nell’ultimo anno termico (cioè dal Gli impianti domestici, intesi come quelli normalmente al servi- 1/10/2005 al 30/09/2006) sono stati accertati ben 342.000 nuo- zio ed utilizzati dai cittadini nelle loro abitazioni, presentavano vi impianti di cui circa 12.000 hanno evidenziato carenze nor- livelli di irregolarità normative e conseguenti pericolosità addirit- mative gravi. È questo un grande risultato per i cittadini: l’evi- tura superiori al 90 per cento dei casi analizzati. Eppure la stes- denza dello stato di sicurezza del loro impianto gas con cui sono sa e già citata legge 1083/71 e la successiva legge 46 del 1990 a contatto quotidiano e che nel recente passato comportava rischi avevano definito e regolamentato l’obbligo di realizzare impianti elevati per la loro salute e in generale per la pubblica incolumità. a “regola d’arte”, cioè seguendo le specifiche norme Uni e Cei. E Per la prima volta i cittadini hanno avuto un servizio generaliz- la norma principale del settore (la Uni-Cig 7129) ha avuto la sua zato ed obbligatorio nel campo della sicurezza del gas, uniforme prima edizione già nell’anno 1971 con successive revisioni nel su tutto il territorio nazionale e non più come servizio volonta- 1992 ed infine nel 2001. rio. La delibera prevede ulteriori passi già a partire dal 1 aprile La situazione era conosciuta dagli stessi Distributori che, a parti- 2007 e, successivamente, l’intervento dei Comuni per la convali- re dagli anni 1995 sino a giugno 2004, avevano dato vita ad alcu- da tramite le verifiche in campo (a campione) degli accertamen- ne campagne riguardanti la sicurezza dei cittadini con verifiche ti effettuati, ma il risultato positivo è sotto gli occhi di tutti. in campo e misure effettuate con appositi strumenti e successivi suggerimenti per ridurre la pericolosità degli impianti. Infatti, sia L’estensione agli impianti elettrici pur in calo, a partire dal 1995, gli incidenti direttamente ricon- Questo è solo un auspicio: per ora nessuna delibera o provvedi- ducibili a malfunzionamenti degli impianti costituivano e costi- mento prevede che la metodologia degli accertamenti sia estesa agli tuiscono ancora un fenomeno rilevante e che richiede una stret- impianti elettrici di tipo civile, anche se è previsto che tali impian- ta sorveglianza. ti entreranno nel processo di liberalizzazione già a partire dal luglio 2007. La speranza, per la sicurezza dei cittadini, è che la positiva L’attività dell’Aeeg per gli impianti post-con- esperienza (magari con la correzione della legge 46/90 e relativo tatore decreto sulle verifiche in campo, provvedimenti attualmente in L’Autorità si è quindi posta il problema anche della parte finale discussione al Parlamento e al Governo) possa essere mutuata al dell’impianto, che è di proprietà privata mentre la rete è sostan- campo elettrico e che anche in questo settore la sicurezza dei citta- zialmente pubblica, che formalmente non era sottoposta alla sua dini sia salvaguardata in maniera obbligatoria. ❙ regolazione e giurisdizione. Dapprima con la delibera 64/02 ha incentivato gli interventi sulla sicurezza e le verifiche in campo *presidente Consorzio Servizi Qualificati Dabove Servizi98 Speciale Public Utilities - Ambiente