L'ipertesto
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  • 1. L’ipertesto
      • … è arrivata la quarta ondata!
  • 2. Che cos’è?
    • Si tratta di un insieme di testi leggibili in maniera non sequenziale grazie all’ausilio di supporti magnetici (floppy disk e hard-disk) e ottici (cd e dvd) e interfacce elettroniche.
  • 3. … chiarimenti…
    • In effetti, un ipertesto, non essendo registrato su carta, consente modalità di lettura molto diverse da quelle - fondamentalmente solo sequenziali - del libro a stampa.
  • 4. Modalità di lettura
    • Un ipertesto può essere letto in maniera non sequenziale tramite particolari parole chiamate “collegamenti ipertestuali” o, più comunemente,
      • “ links” che collegano ad un documento di partenza (non centrale: l’ipertesto è, per definizione continuamente rientrabile) altri documenti di ogni tipo: testuali, musicali, ecc (si ha, in questo caso, multimedialità ).
  • 5. Dal testo all’ipertesto
    • Vari saranno gli strumenti di base che serviranno a elaborare nuove storie:
        • Pluralità delle situazioni di partenza o degli antefatti;
        • Possibilità di scelta fra diversi personaggi;
        • Possibilità di cambiare il carattere e le reazione del protagonista prescelto o degli altri attori;
        • Pluralità delle storie parallele compresenti nello stesso “contenitore”;
        • Cambiamento del punto di vista di una messa in scena;
        • Possibilità di far cambiare percorso a una storia in base a bivi seminati lungo il percorso;
        • Pluralità dei finali in base alla personale sequenza vissuta dal lettore, derivante dall’insieme delle scelte che egli ha fatto tra quelle previste e proposte dall’autore.
  • 6. Non poche sono le differenze rispetto ad un testo "normale":
  • 7.
    • mancanza di linearità sequenziale : il lettore "naviga" da un nodo testuale ad un altro in totale libertà, senza dover rispettare nessun ordine, il limite a questa libertà è dato esclusivamente da quanti nodi l'autore ha inserito nell'ipertesto, e dai collegamenti che ha istituito tra di essi;
    • organizzazione reticolare delle unità testuali : ogni pagina può essere la successiva di molte altre, ed essere a sua volta il punto di partenza per diverse altre, secondo le tipiche modalità di una struttura a rete;
    • possibilità di infinite letture : il lettore si rende conto che in un ipertesto non c'è una lettura, bensì molte possibili grazie alla successione delle unità testuali che compaiono sullo schermo e che egli stesso ha scelto;
  • 8.
    • registrazione delle letture : è possibile tenere traccia del percorso seguito durante una navigazione nell'ipertesto in modo da verificare le differenze da lettura a lettura. In questo modo il lettore acquista una certa dimensione di autorialità, quella di decidere l'organizzazione complessiva di un testo;
    • labilità della distinzione autore/lettore : il lettore, infatti, nei casi in cui l’autore ritenga opportuno concedergli il controllo totale del programma, ha un largo margine di modificabilità del testo;
    • possibilità di estensioni multimediali (ipermedia) : da un testo è possibile aprire collegamenti ad altri testi, ma anche incorporare brani musicali, immagini fisse e immagini in movimento senza la perdita di unità testuale che, nell'ipertesto multimediale, è racchiusa in un solo apparecchio;
  • 9. Dal sogno alla realtà
    • Gli ipertesti sono degli strumenti nei quali la modernità si mescola inevitabilmente alle fantasie più antiche e recondite degli autori di ogni epoca: l'idea del testo come labirinto, l'idea che ogni lettura di uno stesso testo conduca per un sentiero nuovo e meraviglioso e che spetti al lettore scovare questa complessa molteplicità.
  • 10. Un po’ di storia
  • 11. Agostino Ramelli (1531) ‏
    • Una prima forma di ipertesto risale all’Italia del XVI sec., quando venne ideata la ruota dei libri, leggio multiplo rotante che consentiva l’agevole lettura contemporanea di più testi.
  • 12. As we may think
    • Così, propose di creare una macchina ipertestuale chiamata Memex , dotata di un archivio che fungeva da memoria la quale permetteva di immagazzinare pagine di libri e documenti.
    • L'articolo di Bush avrà un'importanza capitale nello sviluppo dell’informatica in generale e dell’ipertesto in particolare perché influenzò direttamente, ispirandoli, i due americani riconosciuti come gli inventori dell'ipertesto: Ted Nelson e Douglas Engelbart.
    Il concetto di ipertesto, così com’è inteso oggi, si fa risalire ad uno scienziato statunitense, Vannevar Bush, che, nel 1945, scrisse un saggio, As we may think, sullo sviluppo di sistemi tecnici ipertestuali. Egli notò che le materie di studio divenivano sempre più specialistiche mentre, per le ricerche, c’era bisogno di interazione dei saperi.
  • 13. Literary Machines
    • Il termine vero e proprio di “ipertesto” è stato coniato nel 1963 dallo statunitense Ted Nelson, il più noto teorico di questo tipo di strutturazione dei dati. Il suo scritto più famoso e importante, Literary Machines (1981), è un vero proprio manifesto dell'ipertestualità.
  • 14. … è arrivata la quarta ondata!
    • All’inizio degli anni ’90, l’invenzione del World Wide Web, con l'intento di dare una risposta alla necessità espressa dalla comunità scientifica di un sistema di condivisione delle informazioni tra diverse università e istituti di tutto il mondo, fu il coronamento di anni di studi sull’ipertesto.
    • Esso è, infatti, senza dubbio, il sistema d’ipertesto più ampio e più conosciuto al mondo.
  • 15. L’organizzazione iperestuale, insieme alla possibilità di trasmettere informazioni multimediali e alla estrema facilità di utilizzazione delle interfacce, hanno fatto del World Wide Web una vera e propria rivoluzione nel campo della telematica.
  • 16. Diffidenza…
    • Nel campo letterario, al contrario di quello scientifico, l’ipertesto è rimasto confinato ad ambiti sperimentali.
      • La narrativa si è basata sempre e solo sul sistema sequenziale offerto dalla carta stampata e, mentre le possibilità di un ipertesto possono sembrare attraenti, esse tendono a disorientare il lettore.
      • Inoltre, la lettura di lunghi testi su supporti informatici non risulta molto pratica per l’occhio umano nonostante la realizzazione di appositi dispositivi sia in atto già dall’inizio degli anni ’70.
  • 17. Romanzi ipertestuali
    • Romanzi ipertestuali sono stati effettivamente prodotti, sia in Italia ma, soprattutto, all’estero.
    • Nell’aprile 1993, per il convegno sui trent'anni del Gruppo 63, tenuto a Reggio Emilia, è stato presentato il primo prodotto italiano di questo genere, Ra-Dio di Lorenzo Miglioli, insieme alla traduzione di uno dei primi e più noti romanzi ipertestuali americani, Afternoon di Michael Joyce.
  • 18. Secondo Eco, la libertà di cui gode il lettore di un ipertesto è una libertà che alla lunga annoia, in quanto gli impedisce di provare il brivido del destino.
    • "E tu pensi che il lettore voglia perdere questa tensione, questo spasimo, per decidere lui come andrà a finire? ... vuoi che la gente paghi per decidere se Renzo sposerà Lucia? Magari una volta, per gioco, come si va al tirassegno o al Tre Palle un Soldo. Ma leggere storie è un'altra storia."
    • (Umberto Eco, 1993) ‏
  • 19. Imagina
    • In queste manifestazioni annuali che si tengono a Montecarlo (di nuovo, dal 2003) e che riuniscono gli esperti di computer graphics, effetti speciali per il cinema, linguaggio multimediale e televisione digitale, si è presa in considerazione la nuova modalità di scrittura e, soprattutto, di lettura.
    • Il dibattito annovera al suo interno tutte le classiche reazioni schierate a favore o contro l’ipertesto.
    • C’è chi, come Eco, esclude che il lettore possa rinunciare alla suspense implicita nel “già predestinato”. Ma ci sono anche studiosi che affermano l’immaturità delle tecniche ipertestuali che potranno giungere a compimento solo con l’affermarsi di una generazione cresciuta con i videogiochi, strumento ipertestuale per eccellenza.
  • 20. Neanche per i critici sarà facile elaborare opinioni e recensioni sugli ipertesti, proprio perché nessuno può essere sicuro di averne letto tutti gli elementi testuali.
  • 21. Lo spettatore - regista
    • Le modalità dell’ipertesto hanno raggiunto anche il cinema, dando vita all’iperfilm cioè un film in cui lo spettatore sceglie la successione degli eventi.
    • Con l’iperfilm si rinuncia all’idea di un percorso guidato dall’autore e seguito dallo spettatore.
  • 22. Film ipertestuali o iperfilm
    • Il primo iperfilm italiano è stato realizzato dal regista Luigi Maria Perotti, il prof. Pier Giuseppe Rossi e l'ing. Marco Marziali. Il progetto dal titolo Farina Stamen fu prodotto da Rai Educational e l'Università di Macerata.
  • 23. Tecnologie
    • L’ipertesto è stato reso possibile dal progredire della tecnologia verso sistemi di archiviazione e reperimento dati ad accesso casuale che consentono di raggiungere in modo veloce ogni unità memorizzata.
  • 24. … per capire meglio
    • Esempi di supporti:
    • Cd: supporto ad accesso casuale (posso arrivare immediatamente al brano musicale desiderato);
    • Nastro magnetico: supporto ad accesso seriale (prima di poter ascoltare un brano devo scorrere tutti i precedenti).
  • 25. Il labirinto dietro il testo
    • L'accostamento ipertesto-labirinto è estremamente ovvio benché la figura del labirinto riaffiori costantemente nelle arti e nella letteratura.
    • Esistono, infatti, tre categorie di labirinto, ognuna delle quali può essere associata ad una categoria testuale.
    • Unicursali
    • Arborescenti
    • Ciclomatici
  • 26. Spirale archimedea
    • Il labirinto unicursale è una sorta di spirale in cui impossibile perdersi ma che, curva dopo curva, conduce all’uscita recando al viandante un senso di sollievo e di soddisfazione per la prova superata. Questo tipo di labirinto corrisponde ad una struttura di dati lineare (es. nastro magnetico) e, infatti, vi si ritrovano le caratteristiche dei testi cartacei, anche se attraverso espedienti come flashback o altre digressioni gli autori di questi testi cercano di forzarne la linearità.
  • 27. L’albero
    • Il labirinto arborescente è rapportabile alla struttura di un albero. In un labirinto di questo tipo il viandante può andare avanti solo fino alla fine del ramo ed è costretto, poi, a tornare indietro. Questo tipo di labirinto corrisponde ad una struttura di dati ad albero e, per quel che riguarda i testi, esistono degli esempi sia su carta che su dischetto, si tratta di brevi testi con alla fine una o più domande, a cui il lettore deve rispondere con delle frasi-comando molto semplici (fermati, entra nella stanza, apri la porta) che determinano la continuazione della storia (es. Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati).
  • 28. La rete
    • Il labirinto ciclomatico è caratterizzato dall’incrocio di più rami e quindi da una serie di bivi in cui il viandante dovrà decidere il suo percorso. Qui è possibile perdersi e rimanere intrappolati. Questo tipo di labirinto corrisponde ad una struttura di dati a rete e comprende in sé anche le altre due. Vi si rintraccia la struttura dell’ipertesto in senso stretto di cui, ovviamente non si trovano esempi su carta.
  • 29. Bibliografia
    • Wikipedia.it :
      • Ipertesto ;
      • As we may think
    • Ipertesti letterari e narrativi di G. Lughi
    • L'ipertesto globale: World Wide Web
    • G. Gigliozzi, “Ipertesti” e modelli testuali
    • V. Eletti , Manuale di editoria multimediale