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La Valutazione dei PTG

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  • 1. La valutazione dei PTG A cura dell’ Osservatorio Regionale Permanente sulla Condizione GiovanileRicercatori SeniorProf.ssa Amalia Caputo Ricercatori JuniorProf.ssa Dora Gambardella Dott.ssa Antonietta BiscegliaProf.ssa Giustina Orientale Caputo Dott.ssa Rita CimminoProf. Alfonso Piscitelli Dott.ssa Rosaria LuminoProf. Giancarlo Ragozini (Coordinatore) Dott.ssa Concetta Scolorato Dott.ssa Giorgina Sommonte Dott.ssa Sandra Vatrella Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 2. Il sistema di valutazione dei PTG - 1  Campione di riferimento Nel complesso sono stati analizzati un totale di 48 PTG. L’analisi ha privilegiato la ricostruzione degli strumenti di programmazione adottati a livello distrettuale. Sono stati tralasciati i piani provinciali per mettere in risalto le specificità locali  Tipo di approccio La ricerca è stata condotta utilizzando un approccio valutativo, e sebbene si tratti di una valutazione ex-ante, essa non è indirizzata all’espressione di un giudizio discriminatorio diretto a promuovere o bocciare i diversi territori.  Obiettivo Formulazione di osservazioni utili ad aumentare la coerenza della programmazione locale con gli obiettivi e le strategie regionali, per adeguarla ai bisogni locali in vista anche della seconda annualità.Facoltà di SociologiaUniversità di NapoliFederico II
  • 3. Il sistema di valutazione dei PTG – 2 Tipo di valutazione  Impianto valutativo strutturato, ma anche flessibile, aperto alle innovazioni rese utili in corso d’opera, e basato su un’analisi tassonomica dei documenti di programmazione.  Disamina analitica dei testi/documenti in esame al fine di ricostruirne gli obiettivi e le connessioni tra questi e le risorse umane e finanziarie assegnate per il loro raggiungimento, con particolare attenzione alle strategie d’intervento e alla coerenza delle azioni progettate. Strumenti della valutazione  Prima fase della ricerca: analisi documentale dei piani attraverso l’uso di una griglia di valutazione, strutturata, a grandi linee, sulla base del formulario predisposto per la stesura del PTG.  Seconda fase: analisi delle reti concertative, attivatesi nei vari distretti, in occasione dei PTG.  Terza fase: approfondimento di alcuni casi distrettuali mediante alcune interviste ai testimoni privilegiati del processo di concertazione.
  • 4. La descrizione dei contesti territoriali - 1 Distribuzione percentuale delle dimensioni esplorate nell’analisi di contesto (% sul totale delle risposte) % Mercato del lavoro 73,3 Problematiche sociali 68,9 Caratteristiche geo-morfologiche 51,1 Infrastrutture 44,4 Opportunità ricreative 44,4 Caratteristiche demografiche 28,9 Sicurezza e vivibilità del territorio 24,4 Trasporti e comunicazioni 13,3 Altro 22,2Nel complesso è possibile notare una insistenza su alcune dimensioni problematiche, quali lecaratteristiche del mercato del lavoro locale (73,3%), le problematiche sociali (68,9%) e lecaratteristiche geo-morfologiche del territorio (51,1%). Segue la descrizione delle opportunità ricreativee delle infrastrutture locali (44,4%). Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 5. La descrizione dei contesti territoriali - 2 Distribuzione delle dimensioni esplorate nelle analisi di contesto nei PTG nelle province della Campania (valori assoluti) Avellino Benevento Caserta Napoli Salerno Totale Caratteristiche demografiche 3/7 2/5 0/7 2/17 6/12 13 Caratteristiche geo-morfologiche 5/7 4/5 3/7 5/17 5/12 23 Trasporti e comunicazioni 3/7 2/5 0/7 0/17 1/12 6 Infrastrutture 5/7 2/5 1/7 6/17 6/12 20 Sicurezza e vivibilità del territorio 2/7 2/5 2/7 4/17 1/12 11 Opportunità ricreative 5/7 5/5 0/7 9/17 1/12 20 Mercato del lavoro 5/7 5/5 6/7 10/17 7/12 33 Problematiche sociali 3/7 4/5 3/7 10/17 11/12 31Frequente è il nesso tra le caratteristiche geo-morfologiche del territorio, i sistemi di trasporto, leopportunità ricreative e le infrastrutture, soprattutto nei piani presentati dai distretti delle province diAvellino e Benevento. Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 6. La descrizione dei contesti territoriali - 3 Distribuzione provinciale del grado di esplorazione delle dimensioni analitiche (valori medi) Mercato Caratteristiche Caratteristiche Trasporti e Infrast Sicurezza e Opportunità Problematiche del Media demog. geo-morfolog. comunic. . vivibilità ricreative Sociali lavoro gen.Avellino 1,86 0,51 1,00 1,15 0,86 1,15 1,19 1,16 1,11Benevento 1,12 0,92 1,32 0,50 0,52 1,50 1,22 1,78 1,11Caserta 0,92 0,23 0,00 0,23 0,44 0,41 2,08 0,23 0.57Napoli 1,95 0,23 0,01 1,32 1,88 2,99 1,70 1,53 1,45Salerno 2,32 1,14 0,45 1,48 0,02 0,48 1,39 1,94 1,15Campania 1,77 0,66 0,58 1,06 1,05 0,45 1,46 1,46 1,06 Quanto al grado di approfondimento delle descrizioni dei contesti territoriali, è possibile rilevare un livello di dettaglio piuttosto basso che si attesta, su di una scala da zero a quattro, su un valore medio di 1.06. Le dimensioni maggiormente indagate riguardano le caratteristiche demografiche della popolazione, il mercato del lavoro e le problematiche sociali. Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 7. La descrizione del sistema locale di partecipazione - 1 Distribuzione provinciale del sistema di partecipazione locale giovanile rilevato dai PTG N. Foru % Assoc. Asso % Consu I.G. % IG. Consulte % Consulte I.G. presenti For m Forum presen c. Assoc. lte attivi Attivi presenti attive um attivi attivi ti attive attive attiveProv. Av 80 73 22,8% 60 56 30,8% 44 44 43,6% 1 1 100,0%Prov. Bn 53 52 16,3% 46 32 17,6% 2 2 2,0% 0 0 0,0%Prov. CE 51 45 14,1% 20 11 6,0% 51 51 50,5% 0 0 0,0%Prov. Na 75 65 20,3% 42 31 17,0% 4 4 4,0% 0 0 0,0%Prov. Sa 90 85 26,6% 68 52 28,6% 0 0 0,0% 0 0 0,0% 23Totale 349 320 100% 6 182 100,% 101 101 100% 1 1 100% Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 8. La descrizione del sistema locale dipartecipazione - 2 Punti di forza del sistema locale di partecipazione giovanile (% dei si sul totale dei casi) % Modalità di scambio e collaborazione con altri attori 43,2 Accessibilità delle strutture 32,4 Conoscenza del territorio 27,0 Visibilità del territorio 24,3 Accessibilità delle informazioni 18,9 Competenze degli operatori 18,9 Informazioni offerte 5,4 Disponibilità degli operatori 5,4 Tempestività delle risposte 2,7 Tra i principali punti di forza del sistema ci sono: la collaborazione con gli altri attori presenti sul territorio (43,2%), l’accessibilità delle strutture attive (32,4%), la conoscenza (27%) e la visibilità del territorio (24,3%). Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 9. La descrizione del sistema locale dipartecipazione - 3 Punti di debolezza del sistema locale di partecipazione giovanile (% dei si sul totale dei casi) % Informazione 48,1 Diffusione materiale informativo 33,3 Orientamento 29,6 Ascolto/accoglienza 25,9 Formazione 25,9 Produzione materiale informativo 25,9 Convegni/Seminari 18,5 Modalità strutturate di ricezione del feed-back degli utenti 14,8 Risposte tempestive 7,4 Supporto, accompagnamento e risoluzioni problematiche 3,7 Più complesso appare essere, invece, il tema della quantità delle risorse umane disponibili e del coinvolgimento dell’utenza, seguito dalla scarsità delle risorse finanziare disponibili considerate inadeguate per il funzionamento o l’apertura di nuove strutture. Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 10. La descrizione del sistema locale dipartecipazione – 4 Opportunità del sistema locale di partecipazione giovanile (% dei si sul totale dei casi) % Informazione 48,1 Diffusione materiale informativo 33,3 Orientamento 29,6 Ascolto/accoglienza 25,9 Formazione 25,9 Produzione materiale informativo 25,9 Convegni/Seminari 18,5 Modalità strutturate di ricezione del feed-back degli utenti 14,8 Risposte tempestive 7,4 Supporto, accompagnamento e risoluzioni problematiche 3,7 Quanto alle opportunità esistenti si sottolinea, in primis, l’attività informativa, la comunicazione, la capacità di fornire orientamento, ascolto, accoglienza e formazione. Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 11. La descrizione del sistema locale di partecipazione–5 Vincoli del sistema locale di partecipazione giovanile (% dei si sul totale dei casi) % Risorse territoriali scarse e inadeguate 48,3 Difficoltà nel coinvolgimento dellutenza 27,6 Rigidità delle modalità di funzionamento 24,1 Quantità di risorse umane disponibili 20,7 Formazione risorse umane disponibili 20,7 Distanza spaziale tra le strutture 17,2 Scarsa tempestività delle risposte 3,4 Difficoltà di garantire pari opportunità daccesso 3,4 Nella descrizione dei vincoli prevale, invece, l’inadeguatezza e la scarsità delle risorse territoriali (48,3%), le difficoltà nel coinvolgimento dell’utenza (27,6%), la rigidità delle modalità di funzionamento dei servizi (24,1%). Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 12. Le priorità della programmazione Distribuzione percentuale delle priorità della programmazione (% sul totale dei casi) % Implementare la rete dei servizi esistenti 56,4 Raggiungere un maggior numero di utenti 53,8 Migliorare lofferta dei servizi 46,2 Favorire la collaborazione fra i soggetti istituzionali esistenti 41,0 Attivare nuovi servizi 33,3 Migliorare laccessibilità dei servizi esistenti 17,9Tra le priorità di programmazione viene data una forte rilevanza alla necessità di implementare la retedei servizi esistenti sul territorio (56, 4%), raggiungere un maggior numero di utenti (53,8%),migliorare l’offerta dei servizi presenti (46,2%) e favorire la collaborazione tra i soggetti istituzionaliesistenti (41%). Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 13. Gli obiettivi strategici della programmazione 0biettivi strategici della programmazione (% sul totale dei casi) % Informazione/sensibilizzazione del territorio 70,2 Relazione con il mercato del lavoro 42,6 Collaborazione interistituzionale 38,3 Collaborazione con attori non istituzionali 36,2 Rapporti con lutenza 31,9 Relazione con la formazione professionale 27,7 Radicamento territoriale dei servizi esistenti 23,4 Attivazione nuovi servizi 19,1 Formazione degli operatori 17,0 Nel complesso sono tre le macro aree d’intervento cui possono essere ricondotti gli obiettivi strategici: la sensibilizzazione del territorio (70,2%), la relazione con il mercato del lavoro (42,6%), la collaborazione inter-istituzionale (38,3%) e con attori non istituzionali (36,2%).Facoltà di SociologiaUniversità di NapoliFederico II
  • 14. La tipologia di attori coinvolti nei PTG Distribuzione percentuale degli attori coinvolti nella programmazione (% sul totale dei casi) % Comuni 63,4 Forum 63,4 Informagiovani 53,7 Associazioni giovanili 53,7 Scuole 24,4 Giovani 17,1 Centri per lImpiego 4,9 Consulte 2,4Nel complesso tra gli attori più coinvolti si ritrovano in assoluto i Comuni e le associazioni giovanili, gliInformagiovani e i Forum, mentre sono poco rappresentati i Centri per l’Impiego, le scuole e i gruppiinformali di giovani.
  • 15. Le linee di azione e le risorse finanziarie impiegate 1La distribuzione delle risorse economicheinvestite nella sperimentazione dei PTG % Provincia di Avellino 16,3 Provincia di Benevento 10,8 Distribuzione provinciale delle risorse Provincia di Caserta 12,4 economiche investite nella sperimentazione Provincia di Napoli 37,7 dei PTG Provincia di Salerno 22,8 Totale 100,0 Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 16. Le linee di azione e le risorse finanziarie impiegate 2 Distribuzione provinciale delle risorse economiche distinte per regionali e proprie   Differenze Risorse Risorse Totale Compartecipazione compartecipazion regionali Proprie Altre risorse Speriment. . e effettiva e € € € € € stabilita € Prov. AV 752.033,00 221.596,85 973.629,85 188.008,25 33.588,60 Prov. BN 500.706,03 128.526,89 629.232,92 125.176,51 3.350,38 Prov. CE 574.715,98 127.420,19 99,00 702.235,00 143.679,00 -16.258,81 Prov. NA 1.744.964,41 490.337,14 99.387,63 2.334.680,18 436.241,10 54.096,04 Prov. SA 1.054.947,68 266.168,14 1.321.115,82 263.736,92 2.431,22 Totale 4.627.367,10 1.234.049,21 99.486,63 5.960.893,77 1.156.841,78 77.207,43Sebbene le risorse siano state individuate come un punto di debolezza del sistema di partecipazionegiovanile locale, la distribuzione della spesa mette in evidenza una scarsa capacità dei territori diintercettare altre risorse provenienti da altri ambiti territoriali. Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II
  • 17. Considerazioni conclusive Caratteristiche della programmazione  In linea di massima gli obiettivi dichiarati appaiono tendenzialmente coerenti con le azioni proposte e con l’individuazione dei bisogni del target di riferimento, seppur individuati con un certo grado di opacità.  C’è la tendenza comune a rintracciare obiettivi generali astratti e poco traducibili in prassi operative concrete piuttosto che obiettivi specifici, che Bruschi definisce “obiettivi meta” (2007).  Manca in altre parole l’espressione chiara del cambiamento che si vuole ottenere, la chiara definizione di un risultato atteso, fondamentale per la valutazione ex post degli esiti delle azioni realizzate.  La maggior parte (circa il 40%) delle risorse economiche investite ha riguardato azioni di promozione e incentivazione dell’informazione e dei servizi informativi. Facoltà di Sociologia Università di Napoli Federico II

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