Istituto Statale d’Istruzione Secondaria di 1° Grado                      “N. Festa” - Matera    Progetto Studio del Terri...
IndiceIntroduzione                                        Sperimentando – Come si formano le nuvoleLa molecola dell’acqua ...
Continua ………..La collina di La Nera                                Indice    Acqua per bereMatera e le sue soluzioni alla ...
L’ACQUA E’ LA        SOSTANZA DA CUI       TRAGGONO ORIGINE         TUTTE LE COSE                                        T...
LA MOLECOLA DELL’ACQUA      IDROGENO                                                 OSSIGENO      IDROGENOLacqua è una so...
LA MOLECOLA DELL’ACQUA          Gli atomi di idrogeno e di ossigeno          rendono la molecola dellacqua un          po ...
LE PROPRIETA’ DELL’ACQUA• Agli stati solido e liquido ha un volume proprio e  quindi non è comprimibile. Allo stato gassos...
LE PROPRIETA’ DELL’ACQUA• Quando si solidifica il volume         aumenta, al  contrario di ciò che accade con le altre sos...
L’acqua che beviamo è una soluzione  L’acqua pura in natura praticamente non esiste; essa  contiene disciolti, in quantità...
Misuriamo il pH dell’acquaMateriali: acque minerali di diverse marche, acqua di rubinetto, acquadistillata, cartina di tor...
La Terra, il pianeta bluLa superficie del nostro pianeta è ricoperta per circa il70 % dall’acqua. Il volume stimato è di c...
L’acqua sulla Terra    è così ripartita       acqua dolce           3%           oceani e mari               97%
L’acqua dolce              è così ripartita                acqua dolce in                  superficie                  fac...
L’acqua dolce in superficie                     è così ripartita        vapore acqueo fiumi e torrenti             8%     ...
L’acqua e i suoi statiE’ presente sulla Terra in tutti e tre i suoi stati fisiciSOLIDO                                    ...
Il ciclo dell’acqua
EVAPORAZIONE                             evaporano                              di acquadalle grandi masse d’acqua        ...
TRASPIRAZIONE                           Le    piante   traspirano                           emettendo vapore acqueo       ...
Le correnti d’aria   ascensionalisollevano il vapore                    Le goccioline       in alto                       ...
Le goccioline d’acqua presenti nelle nuvole sono tenute in costante       movimento dalle correnti di aria calda ed aria f...
L’acqua con le precipitazioni ritorna a terra    Se la precipitazione è solida tenderà ad accumularsi sulla       superfic...
Se invece la precipitazione      è liquida si ha•E’ INTERCETTATA DALLA VEGETAZIONE • VIENE CAPTATA DA OCEANI, MARI, LAGHI ...
Ma perchè una parte dell’acqua                                DIPENDErimane in superficie ed una parte                    ...
L’acqua che si infiltra nel terreno contribuisce alla   formazione delle falde idriche sotterranee
Dove la falda incontra la superficie l’acqua  sgorga all’esterno e forma una sorgente             Oppure si ha l’alimentaz...
Evaporazione - Condensazione                    Come si formano le precipitazioniMateriali : Fornello elettrico, pentolino...
Evaporazione - Condensazione                                Come si formano le nuvoleMateriali : Acqua molto calda, baratt...
L’acqua e il suolo                          La diversa permeabilità dei terreniMateriali : Tre bottiglie di plastica trasp...
La filtrazione dell’acqua attraverso il suolo                           Costruzione di un filtro dell’acquaMateriali : Una...
Tutte le reazioni del metabolismo cellulareavvengono in acqua, di cui sono composte in granpercentuale sia le cellule anim...
Idrografia della BasilicataI maggiori corsi d’acqua dellaBasilicata sfociano nel MarJonio: partendo da Nord Est eandando v...
I fiumi Basento, Agri e Cavonescorrono interamente nel territorioregionale,     mentre      i    fiumiBradano, Sinni, Noce...
I bacini del Bradano e del Basento sono caratterizzati da ridotte precipitazioni e da poche sorgenti; le portate medie di ...
Tuttavia tutti i corsi d’acqua della Basilicata sono a carattere prevalentementetorrentizio, per cui mostrano un notevole ...
In Basilicata sono stati realizzati dodici invasi (laghi)artificiali, di cui nove sono caratterizzati da rilevanti odiscre...
La diga di Serra del Corvo sul torrenteBasentello ricade nel bacino del fiume Bradano ed èsituata nei comuni di Gravina d...
 La diga di Monte Cotugno sul fiume Sinni èsituata nel comune di Senise, realizzata nel 1972,è la più grande diga d’Europ...
I laghi di MonticchioLa maggior parte dei corsi dacquadella Basilicata         sono statiintercettati mediante la costruzi...
Il Lago Grande copre unarea di 40ettari e si trova a quota 656 metrisul livello del mare. Il LagoPiccolo, che copre unarea...
Nel fondo dei laghi sono presentinumerose sorgenti e le acquesono popolate di varie specieittiche, tra cui tinche, carpe e...
Il territorio circostante i due laghi èammantato         di     una    rigogliosavegetazione. Molte specie floreali efauni...
Per ciò che riguarda lafauna, esistono delletestimonianze         dellapresenza, in epocheprecedenti,       dellorsobruno ...
Relazione sull’uscita didattica alle “Fonti   del Vulture” e ai laghi di MonticchioGiovedì 29 Maggio 2008, noi alunni dell...
In questo periodo di tempo, l’acqua filtra attraverso ilterreno, si depura, si arricchisce di sali minerali, chepossono es...
L‟acqua è un alimento e come tale va trattata. Leconfezioni di acqua minerale devono essere conservate,rispettando tutte l...
In tutto questo processo l‟acqua non viene mai a contattocon l‟ambiente esterno, se non nell‟istante in cui lebottiglie ve...
Infine ci siamo inerpicati lungo il sentiero che portaall‟abbazia di San Michele Arcangelo.Prima di giungervi siamo passat...
Video Uscita Didattica“Le Fonti del  Vulture e i Laghi di Monticchio
LA “FABBRICA” DELL’ACQUAL’acqua che arriva ai rubinetti di casa subisce un percorso obbligato, a partire dalla fonte di ap...
APPROVVIGIONAMENTOLe opere di approvvigionamento sono quelle che servono    per la captazione delle acque. Le possibili fo...
TRATTAMENTOE’ il processo di trasformazione delle caratteristiche dell’acqua per renderla idonea agli     usi successivi. ...
ACCUMULOLacqua potabile viene immagazzinata in serbatoi per    brevi periodi, per poi essere distribuita agli utenti    ch...
TRASPORTO E DISTRIBUZIONEL’impianto di trasporto è costituito da tutte le opere necessarie    per convogliare le acque deg...
Geomorfologia, idrologia e clima del       territorio materanoIl territorio materano è detto anche Murgiamaterana.Murgia (...
Il processo di formazione della Murgia inizia circa 70 milioni di annifa, nel Cretaceo superiore, e termina alla fine del ...
Geograficamente laltopiano calcareo dellaMurgia materana (altezza media 450 m s.l.m.) ècaratterizzato da alture collinari,...
L’area murgiana, per la natura stessa delterreno, è priva di veri e propri corsi d’acquasuperficiali. La roccia calcarea, ...
Matera, che fa parte dell’area collinareorientale della Basilicata, ha un climatemperato semiarido ad estati secche, cones...
Il carsismoPer carsismo si intende quel particolare processo chimico attraverso cui la acque meteoriche (pioggia, neve ..)...
Relazione sull‟uscita didattica            alla diga di San GiulianoIl 7 febbraio 2008, con le classi 2a B e 2a D, ho fatt...
La diga nasce dalla costruzione dello sbarramentodel fiume Bradano nel luogo in cui il fiume sirestringe bruscamente in un...
Dal 1976 la diga è inserita in un‟oasi naturaleregionale di circa 100 ettari in cui numerose specieanimali e vegetali hann...
Il WWF ha creato qui delle strutture per lasalvaguardia e lo studio dell‟avifauna e dellaflora e per la divulgazione della...
Dopo aver ascoltato la nostra guida che ci haillustrato le numerose bellezze del lago, è arrivataper noi la parte più affa...
Video Uscita Didattica“Oasi di san Giuliano”
La collina di La Nera e le sue falde                idricheIl nome dato alla località, “La Nera”, deriva daquello di un al...
Nel punto in cui ora sorge il palazzooccupato dagli uffici del Giudice di Pace,                                           ...
Abbiamo più volte effettuato uscite didattiche inquesto quartiere, che è quello a cui appartiene lanostra scuola. Ultimame...
Nome volgare: Canna domestica o comune o gentileNome scientifico: Arudo donaxFamiglia delle Graminacee - Genere ArundoLa c...
Matera e le sue soluzioni alla             scarsità d’acquaPrima di affrontare il discorso sullesoluzioni che la città di ...
D. Perché a Matera, per avere accessoall’acqua, è stato necessario costruiredelle cisterne?R. Matera è una città povera d’...
D. A cosa l’autore del documentarioparagona i Sassi di Matera e i suoi canalilungo i pendii?R. L’autore del documentario p...
D. Come venivano irrigati i giardinipensili?R. I giardini pensili venivano irrigati graziead un complesso sistema di grond...
D. Su cosa si basava l’economia diMatera?R. L’economia materana si basavaprincipalmente sull’agricoltura, sull’allevamento...
Approvvigionamento idrico a Matera  prima dell’arrivo dell’acquedotto                                                     ...
Le cisterneIn un territorio come quello materano, caratterizzato dalla scarsitàd‟acqua, le cisterne, a campana o a tetto, ...
Nella piazza erano in funzione tre palombari:uno di acqua sorgiva, vicino alla fontanapubblica, il secondo di acqua per lo...
Le cisterne a campanaLe cisterne a campana, così chiamate per la loro tipicaforma, venivano scavate nella roccia tufacea, ...
Nei Sassi le cisterne raccoglievano, tramitecanalette e grondaie, l‟acqua piovana, del vicinato,dei tetti e della strada, ...
Prima che l‟acqua arrivasse alla cisterna, spessodecantava in piccole fosse. Questa tecnica dellevasche di decantazione er...
Le cisterne a tettoLe cisterne a tetto, presenti in tutto ilterritorio della Murgia materana, come quelledi jazzo Gattini,...
La cisterne a tetto sono provviste di una finestrellaper il controllo del livello dell‟acqua e per aerare illocale. L‟aper...
Esistono esempi di cisterne, collegatecon vasche costruite in tufo o scavatenella roccia, in cui l‟acqua prima diraggiunge...
Il Palombaro LungoDi recente, nel compierelavori di stabilizzazione econsolidamento del pianostradale che dessero ancheun ...
Prima del 1880, infatti, data in cui furealizzata l‟attuale Piazza VittorioVeneto, tra il Monastero dell‟Annunziata eil Mo...
Oggi, grazie ai lavori di recupero e riqualificazione, è possibile visitare questoimportante patrimonio e apprezzarne la c...
Il motivo della presenza di tante cisterne è rintracciabile nellagrande necessità che i Materani avevano di raccogliere ec...
Negli ipogei di piazza Vittorio Veneto, aimargini dello slargo di San Domenico, èpresente il più grande pozzo – cisternade...
Poteva contenere circa 5000 metri cubi di acqua. Fuingrandito proprio nel 1880, quando si interrò ilFondaco di Mezzo, e pe...
Relazione sull’uscita didattica al       Palombaro lungo                  Mercoledì, 3 ottobre 2007, noi alunni delle     ...
Arrivati in piazza Vittorio Veneto, siamo scesi attraverso una scalinata e siamo giunti inun ambiente in cui erano visibil...
Dopo questa spiegazione ci siamo inoltrati in unluogo buio e umido, che abbiamo illuminato con letorce: il “Palombaro Lung...
L‟architetto Acito ha provato a farci faredelle ipotesi che spiegassero la presenza ditracce arancioni simili a cerchi, su...
Poiché la calcarenite, ossia la roccia tufaceadegli ipogei, è molto porosa, viene da chiedersicome abbiano fatto i materan...
Le neviereI nostri antenati non avevano i mezzi e letecnologie di cui disponiamo adesso perconservare i prodotti alimentar...
Delle molte neviere esistenti sia dentro chefuori la cerchia muraria della città, pochesono giunte a noi integre: alcune s...
La raccolta della neve avveniva formando delle grosse palleche venivano trasportate fino all‟imboccatura. Versata laneve s...
La fontana pubblica                                Della Fontana Pubblica si ha notizia già nelle cronache                ...
Si sa per certo che nel 1577 l‟antica fontana, piuttosto modesta, fu sostituita da una più bellae grande, sormontata da un...
I problemi relativi alla scarsezza d‟acquacontinuarono però ad esserci. Ciò ètestimoniato dai numerosi verbali delConsigli...
Per disciplinare l‟attinzione e evitare litigi per la precedenzavi era la necessità della presenza di una guardia municipa...
I pozziI pozzi erano e sono realizzati a valle difalde freatiche e ricevono acqua potabile.Sono scavati nella terra e sono...
Lo JurioIl torrente Jesce         alimenta, nel trattoterminale, un laghetto di acqua perenne: lo“Jurio”, ossia gorgo. Nel...
I tanti usi dell’acquaAcqua per …….BereLavareColtivareAllevareFar funzionare le industrieProdurre energiaFare sport...
Acqua per bereL’acqua è la radice della vita ma è anche un nutriente fondamentale dell’organismo.Se del neonato ne costitu...
L’equilibrio del nostro organismo dipende in gran parte dal nostrobilancio idrico. Bere acqua, dunque, è fondamentale perc...
Non è vero che l’acqua fa ingrassare, infatti non contienecalorie. Perdere acqua per far scendere il peso corporeo è unill...
L’acqua che giunge nelle nostrecase e che beviamo deve esseresottoposta a una serie ditrattamenti di potabilizzazioneche l...
Un discorso a parte meritano le acque imbottigliatee distribuite in commercio.In Italia queste si divido in acque minerali...
Acqua per lavareTra gli usi dell’acqua vi è quello per l’igiene personale e degli ambientidomestici e pubblici, oltre che ...
Adesso l’acqua arriva in tutte le nostre case, ma non per questo si deve pensareche ce ne sia in abbondanza; bisogna fare ...
Acqua per coltivareL’acqua è fondamentale in agricoltura sia perché le piantesono costituite per il 90% d’acqua, sia perch...
Anche l’agricoltura è fonte di inquinamento, perché, quandopiove, i fertilizzanti, gli erbicidi e gli antiparassitari veng...
Acqua per allevareAnche gli animali, per vivere hannobisogno di bere molta acqua,soprattuttogli animali da allevamento, da...
Oggi la pesca copre in media il 16% del fabbisogno mondiale diproteine animali. Gli oceani e i mari ospitano una varietà d...
Acqua per far funzionare le                  industrieL’acqua viene impiegata in quantità rilevanti anche nelle attività i...
Acqua per produrre energiaL’acqua costituisce anche una fonte di energia rinnovabile, una delle piùantiche per l’uomo, che...
Acqua per fare sport e divertirsiL’acqua ha un ruolo importante come mezzo ricreativo: inpiscina, al mare, nei parchi di d...
Bisogna, poi, considerare chemolte attività sportive e moltisvaghi possono danneggiarel’habitat     degli    ambientinatur...
Acqua, oro bluCosa beviamo quando abbiamo sete? Il 98% di noi beve acqua minerale,spesso proveniente da altri continenti. ...
L’acqua potabile è quella portata nelle nostre case dall’acquedotto ed ha unbasso residuo fisso (l’acqua lasciata evaporar...
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
I percorsi dell'acqua
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

I percorsi dell'acqua

8,179

Published on

Published in: Education
0 Comments
3 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total Views
8,179
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
2
Actions
Shares
0
Downloads
129
Comments
0
Likes
3
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

I percorsi dell'acqua

  1. 1. Istituto Statale d’Istruzione Secondaria di 1° Grado “N. Festa” - Matera Progetto Studio del Territorio Anno Scol. 2007 2008DocentiA. La Padula - R. Matera -O. Altamura - M. Carnovale Classi a T. P. 2 B – 2aD
  2. 2. IndiceIntroduzione Sperimentando – Come si formano le nuvoleLa molecola dell’acqua Sperimentando - La diversa permeabilità deiLe proprietà dell’acqua terreniL’acqua che beviamo è una soluzione Sperimentando – Costruzione di un filtroSperimentando – Misuriamo il pH dell’acqua dell’acquaLa Terra, il pianeta blu L’acqua e la biosferaLa ripartizione dell’acqua sulla Terra Idrografia della BasilicataL’acqua e i suoi stati I laghi di MonticchioIl ciclo dell’acqua Uscita didattica – La fonti del VultureEvaporazione La fabbrica dell’acquaTraspirazione – Sublimazione Geomorfologia, idrologia e clima del territorioCondensazione materanoPrecipitazioni CarsismoPerneabilitàFalde idriche Relazione sull’uscita didattica alla diga di S. GiulianoSperimentando – Come si formano le precipitazioni
  3. 3. Continua ………..La collina di La Nera Indice Acqua per bereMatera e le sue soluzioni alla scarsità Acqua per lavared’acqua - Approfondimento Acqua per coltivareApprovvigionamento idrico a Matera Acqua per allevareprima dell’arrivo dell’acquedotto Acqua per far funzionare le industrieLe cisterne Acqua per produrre energiaCisterna a campana Acqua per fare sport e divertirsiCisterne a tettoIl Palombaro lungo Acqua, oro blu - ApprofondimentoRelazione sull’uscita didattica al Comportamenti corretti per risparmiarePalombaro lungo acquaLe neviere Soluzioni tecniche per il risparmioLa Fontana pubblica dell‟acquaI pozzi Per giocare con l‟acqua……crucipuzzleLo Jurio Per giocare con l‟acqua……rebusI tanti usi dell’acqua Per giocare con l‟acqua……..soluzioni
  4. 4. L’ACQUA E’ LA SOSTANZA DA CUI TRAGGONO ORIGINE TUTTE LE COSE Talete di Mileto Filosofo vissuto tra il 640 e il 560 circa a. C Talete non aveva poi torto, se è stato dimostrato dagliscienziati, qualche millennio dopo, che le prime forme di vita sono nate in acqua, nell’oceano primordiale
  5. 5. LA MOLECOLA DELL’ACQUA IDROGENO OSSIGENO IDROGENOLacqua è una sostanza composta, la cui molecola è formata da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, la formula è quindi H2O.
  6. 6. LA MOLECOLA DELL’ACQUA Gli atomi di idrogeno e di ossigeno rendono la molecola dellacqua un po speciale dal punto di vista chimico. Gli atomi di ossigeno attirano elettroni e quindi risultano elettricamente negativi, mentre gli atomi di idrogeno sono elettricamente positivi. Ciò fa sì che le molecole dellacqua abbiano due poli: uno positivo (+) e uno negativo (-) (molecola bipolare), ragione per cui si legano tra loro creando una specie di reticolo con dei legami, detti legami idrogeno.
  7. 7. LE PROPRIETA’ DELL’ACQUA• Agli stati solido e liquido ha un volume proprio e quindi non è comprimibile. Allo stato gassoso non ha volume proprio, è comprimibile.• Allo stato solido ha forma propria, agli stati liquido e gassoso assume la forma del recipiente che la contiene.• Presenta deboli forze di coesione fra le molecole• Ha un elevato calore specifico e unalta capacità termica: si scalda e si raffredda lentamente, proprio per la presenza di legami di idrogeno
  8. 8. LE PROPRIETA’ DELL’ACQUA• Quando si solidifica il volume aumenta, al contrario di ciò che accade con le altre sostanze; quindi la densità del ghiaccio diminuisce, pesa meno e perciò galleggia sullacqua. Ciò ha una notevole importanza perché rende possibile la vita sotto i mari ghiacciati in superficie.• Ha un suo peso ed esercita quindi anchessa una pressione, la pressione idrostatica: è un fenomeno importante per le pressioni che lacqua può esercitare negli abissi oceanici.• Come un qualsiasi liquido, anche lacqua, se è in riposo mantiene la sua superficie libera sempre piana ed orizzontale.
  9. 9. L’acqua che beviamo è una soluzione L’acqua pura in natura praticamente non esiste; essa contiene disciolti, in quantità variabili, sali e gas, è, perciò, una soluzioneH2O (solvente) + soluto (sale o gas) = soluzione
  10. 10. Misuriamo il pH dell’acquaMateriali: acque minerali di diverse marche, acqua di rubinetto, acquadistillata, cartina di tornasole, bicchieri di plastica trasparente, cartoncini peretichettare.Ipotesi: L‟acqua che beviamo non è fatta solo dalla sostanza acqua, ma è unasoluzione contenente gas e Sali minerali disciolti; a seconda della qualità edella quantità di questi avrà un diverso pH.Procedimento:Abbiamo versato ciascuna acqua in un bicchiereprecedentemente etichettato con un numero e il tipo di acqua, abbiamomisurato il pH con la cartina di tornasole, ottenendo i seguenti risultati: acqua 1 – effervescente naturale pH 5,5 acqua 2 – effervescente naturale pH 6 acqua 3 – oligominerale pH 6,5 acqua 4 – oligominerale pH 7,5 acqua 5 – del rubinetto pH 6,5 acqua 6 – distillata pH 7Conclusioni: L‟acqua che beviamo si discosta dalla neutralità a seconda deigas presenti e del tipo e della quantità di sali in essa disciolti.
  11. 11. La Terra, il pianeta bluLa superficie del nostro pianeta è ricoperta per circa il70 % dall’acqua. Il volume stimato è di circa 1,5miliardi di Km3.L’insieme di tutta idrosfera 70% litosferal’acqua che si trovasulla Terra costituiscel’IDROSFERA 30%
  12. 12. L’acqua sulla Terra è così ripartita acqua dolce 3% oceani e mari 97%
  13. 13. L’acqua dolce è così ripartita acqua dolce in superficie facilmente acqua accessibilesotterranea 1% 20% calotte glaciali e ghiacciai 79%
  14. 14. L’acqua dolce in superficie è così ripartita vapore acqueo fiumi e torrenti 8% 1% laghi 53%umidità del suolo 38%
  15. 15. L’acqua e i suoi statiE’ presente sulla Terra in tutti e tre i suoi stati fisiciSOLIDO LIQUIDO GASSOSO
  16. 16. Il ciclo dell’acqua
  17. 17. EVAPORAZIONE evaporano di acquadalle grandi masse d’acqua dalla terraferma
  18. 18. TRASPIRAZIONE Le piante traspirano emettendo vapore acqueo SUBLIMAZIONENelle giornate fredde ilvapore acqueo puòsublimare, ossia passaredirettamente allo statosolido, dando origine alfenomeno della brina
  19. 19. Le correnti d’aria ascensionalisollevano il vapore Le goccioline in alto microscopiche nell’atmosfera condensano raffreddandosiCONDENSAZIONE formando le NUVOLE
  20. 20. Le goccioline d’acqua presenti nelle nuvole sono tenute in costante movimento dalle correnti di aria calda ed aria fredda si scontrano si aggregano Quando, per effetto della gravità, il loro peso non può più essere sostenuto dall’aria e si hanno le precipitazionipioggia grandine neve
  21. 21. L’acqua con le precipitazioni ritorna a terra Se la precipitazione è solida tenderà ad accumularsi sulla superficie fintanto che le condizioni di temperatura e radiazione non ne consentano la fusione o la sublimazione
  22. 22. Se invece la precipitazione è liquida si ha•E’ INTERCETTATA DALLA VEGETAZIONE • VIENE CAPTATA DA OCEANI, MARI, LAGHI E CORSI D’ACQUA è richiamata dalle radici delle piante•SI INFILTRA NEL TERRENO andrà a ricaricare le falde sottostanti
  23. 23. Ma perchè una parte dell’acqua DIPENDErimane in superficie ed una parte DALLAsi infiltra nel terreno . NATURA DEI dalla loro SUOLI Permeabilità capacità di farsi attraversare dall’acqua Se il materiale solido che costituisce un terreno è di tipo granulare fra un granulo e laltro vi sono degli spazi vuoti chiamati pori. E’ tra questi pori che l’acqua si infiltra Quando, invece, si è in presenza di roccia, gli eventuali vuoti presenti possono essere costituiti da fratture o da strati
  24. 24. L’acqua che si infiltra nel terreno contribuisce alla formazione delle falde idriche sotterranee
  25. 25. Dove la falda incontra la superficie l’acqua sgorga all’esterno e forma una sorgente Oppure si ha l’alimentazione per via sotterranea dei corsi d’acquaL’acqua ritorna in superficieIl ciclo dell’acqua ricomincia La vita sulla Terra dipende proprio da questo continuo ciclo
  26. 26. Evaporazione - Condensazione Come si formano le precipitazioniMateriali : Fornello elettrico, pentolino con coperchio, acqua.Ipotesi : Il calore somministrato all’acqua la farà evaporare; lemolecole di vapore acqueo tenderanno a salire e, incontrando unasuperficie più fredda (il coperchio), condenseranno in minuscolegoccioline che, unendosi tra loro, cadranno.Procedimento : Abbiamo posto sul fornello elettrico un pentolinopieno d’acqua munito di un coperchio, abbiamo atteso l’ebollizionee, sollevando il coperchio abbiamo osservato che il vaporeacqueo, depositandosi sulla superficie metallica, formava gocciolinesempre più grosse; quando esse diventavano piuttostopesanti, cadevano staccandosi dal coperchio.Conclusioni : Con il nostro esperimento abbiamo simulatoartificialmente il fenomeno naturale della formazione delle nuvole edella pioggia.
  27. 27. Evaporazione - Condensazione Come si formano le nuvoleMateriali : Acqua molto calda, barattolo di vetro, garza, nastroadesivo, ghiaccio.Ipotesi : L’acqua, evaporando, sale e, se incontra strati d’aria più fredda., cedeuna parte del suo calore, condensando in minuscole goccioline che formerannouna nuvola.Procedimento : Abbiamo riscaldato dell’acqua e abbiamo riempito a metà, conessa, un barattolo di vetro trasparente che abbiamo coperto con una garza esigillato con del nastro adesivo. Abbiamo posto sul barattolo del ghiaccioche, raffreddando la garza e la parte superiore del barattolo, simulava gli stratid’aria fredda presenti nell’atmosfera. Dopo poco tempo abbiamo potutoosservare una densa nuvoletta biancastra che ha appannato il vetro delbarattolo , e successivamente una leggera pioggerellina lungo le pareti di esso.Conclusioni : Con il nostro esperimento abbiamo simulato artificialmente ilfenomeno naturale della formazione delle nuvole e della pioggia. L’ariacalda, proveniente dall’evaporazione al suolo, incontra gli strati più freddidell’atmosfera, condensa in minuscole goccioline e si formano le nuvole.Quando le goccioline, aggregandosi tra loro, diventano pesanti, cadono sottoforma di pioggia.
  28. 28. L’acqua e il suolo La diversa permeabilità dei terreniMateriali : Tre bottiglie di plastica trasparente, humus, sabbia eargilla, ovatta, acqua.Ipotesi : Abbiamo ipotizzato che l’acqua filtra nel terreno in modo differente aseconda della grandezza delle particelle di cui è composto: tanto più piccolesono, tanto più la trattengono. La sabbia, perciò, doveva risultare la piùpermeabile, seguita dall’humus e poi dall’argilla.Procedimento : Abbiamo tagliato la parte superiore delle bottiglie e l’abbiamodisposta capovolta, a imbuto, sulla parte inferiore. Abbiamo chiuso gli imbuti condell’ovatta e li abbiamo riempiti, ciascuno con un tipo di terra, in quantitàuguali. Abbiamo, poi, versato in ognuno la stessa quantità d’acqua. Abbiamoosservato che l’acqua filtrava velocemente attraverso la sabbia, più lentamenteattraverso l’humus e con molta difficoltà attraverso l’argilla.Conclusioni : Con questo esperimento abbiamo verificato la validità della nostraipotesi: i suoli hanno diversa permeabilità, ossia diversa capacità di lasciarsiattraversare dall’acqua; un terreno sabbioso è molto permeabile; i terreni ricchi dihumus e, ancora di più quelli ricchi di argilla, hanno maggiore capacità ditrattenere l’acqua, questa capacità si chiama potere adsorbente.
  29. 29. La filtrazione dell’acqua attraverso il suolo Costruzione di un filtro dell’acquaMateriali : Una bottiglia di plastica trasparente, ghiaia grossa, ghiaiasottile, sabbia, ovatta, barattolo di vetro, acqua mista a terra raccoltada pozzanghere e contenente piccole e grossolane impurità.Ipotesi : Abbiamo ipotizzato che l’acqua che penetra nelterreno, attraversando i vari strati di roccia, viene filtrata e si purifica.Abbiamo pensato, perciò, di costruire un filtro che riproducesse questistrati per verificare la nostra ipotesi.Procedimento : Abbiamo tagliato la parte inferiore dellabottiglia, l’abbiamo capovolta, come se fosse un imbuto e abbiamoriempito il collo di ovatta. Dopo aver lavato accuratamente la ghiaia ela sabbia in una bacinella per eliminare eventuali impurità, abbiamocapovolto la bottiglia su un barattolo di vetro trasparente eversato,nell’ordine, uno strato di sabbia, uno di ghiaia sottile e uno dighiaia grossolana. Il nostro filtro dell’acqua era pronto!Abbiamo, poi, versato nel filtro l’acqua sporca precedentementepreparata; le impurità, le particelle di terra, i residui vegetali, i sassolinivenivano trattenuti e nel barattolo si raccoglieva dell’acqua limpida.Conclusioni :E’ sul principio della filtrazione che si basa la formazionedelle falde idriche sotterranee che alimentano i pozzi e le sorgenti .
  30. 30. Tutte le reazioni del metabolismo cellulareavvengono in acqua, di cui sono composte in granpercentuale sia le cellule animali e vegetali che iprocarioti Tutti gli organismi viventi sono costituiti in gran parte da acqua (medusa 98%, pomodoro 95%, mais 70%) Il corpo umano è formato per il 60- 70% di acqua. Siamo nati nell’acqua, dove incominciamo a crescere e restiamo fino al momento in cui veniamo alla luce. Abbiamo bisogno di bere circa 2 litri di acqua al giorno Nel nostro corpo l’acqua ha anche una funzione escretrice, come solvente delle sostanze di rifiuto, e termoregolatrice, con la sudorazione
  31. 31. Idrografia della BasilicataI maggiori corsi d’acqua dellaBasilicata sfociano nel MarJonio: partendo da Nord Est eandando verso Sud Ovesttroviamo nell’ordine ilBradano, il Basento, ilCavone, l’Agri e il Sinni.I fiumi Melandro e Platano(affluenti del Sele), il Noce eil Lao si riversano, invece, nelMar Tirreno.Scorre in parte anche inBasilicata il fiume Ofanto chesfocia nel Mar Adriatico.
  32. 32. I fiumi Basento, Agri e Cavonescorrono interamente nel territorioregionale, mentre i fiumiBradano, Sinni, Noce, Lao e Selescorrono in parte nelle regionilimitrofe Puglia, Calabria eCampania.La rete idrografica della Basilicataviene divisa in 8 bacini di cui 3regionali: Basento, Agri e Cavone e 5interregionali: Bradano, Sinni -Noce, Sele, Lao e Ofanto
  33. 33. I bacini del Bradano e del Basento sono caratterizzati da ridotte precipitazioni e da poche sorgenti; le portate medie di questi fiumi sono piuttosto basse. I bacini dell’Agri e del Sinni presentano precipitazioni più elevate e sorgenti consistenti; le portate medie e di magra di questi due corsi d’acqua sono più elevate rispetto agli altri proprio Bradano perché possono godere dell’apporto di numerose sorgenti e per il fatto di essere caratterizzati da una nevosità maggiore rispetto al Bradano e al Basento. BasentoAgri Sinni
  34. 34. Tuttavia tutti i corsi d’acqua della Basilicata sono a carattere prevalentementetorrentizio, per cui mostrano un notevole divario tra le portate di magra e leportate di piena, ciò vale anche per l’Agri e il Sinni.Verso valle, l’alveo dei fiumi lucani, soprattutto per il Bradano e ilBasento, tende a formare ripetuti meandri, con greti larghi, che sono soggettiad esondazione durante le piene e a impaludamenti nella stagione secca.Il Noce e il Lao, che sfociano nel mar Tirreno, hanno un’idrografia diversa daquelli del mar Ionio, essendo più rapidi e brevi. Noce Lao
  35. 35. In Basilicata sono stati realizzati dodici invasi (laghi)artificiali, di cui nove sono caratterizzati da rilevanti odiscrete capacità. La diga di Ponte Fontanelle sul TorrenteCamastra, costruita nel 1962, in terra, può conteneresino ad un volume di 32 Mm3 di acqua, ma è soggettaal fenomeno dell’interrimento, la sua risorsa idrica èutilizzata ad uso potabile, irriguo e industriale. La diga di Acerenza intercetta il fiume Bradano neipressi dell’omonimo comune, realizzata nel 1984, è interra e ha un volume di circa 38 Mm3 , l’utilizzazionedelle risorse idriche è a scopo irriguo e potabile. La diga di Genzano sbarra il torrente La Fiumarella,che fa parte del bacino del Bradano; realizzata nel1978, è situata nel comune di Genzano e ha un volumedi invaso di 56 Mm3 ; l’utilizzazione delle risorseidriche è sia a scopo irriguo che potabile.
  36. 36. La diga di Serra del Corvo sul torrenteBasentello ricade nel bacino del fiume Bradano ed èsituata nei comuni di Gravina di Puglia e Genzano diLucania; è stata realizzata, in terra, nel 1974 e ha unvolume di 28 Mm3; l’utilizzazione delle risorseidriche è a scopo irriguo. La diga di San Giuliano è uno sbarramentorealizzato in cemento sul fiume Bradano nei pressi deicomuni di Matera, Miglionico e Grottole tra gli anni1950 e 1955; è caratterizzata da un volume di 107Mm3 ; le acque sono utilizzate a scopo irriguo. La Diga del Pertusillo sul fiume Agri, situata nelcomune di Spinoso, è stata realizzata, in calcestruzzo,tra il 1957 e il 1963; ha un volume di 145 Mm3 edalimenta una centrale idroelettrica caratterizzata dauna produzione di 150b Gwh all’anno; l’acqua inuscita dalle turbine viene potabilizzata presso unimpianto situato nel comune di Missanello. Oltre chea scopo potabile e idroelettrico, l’acqua dell’invaso haanche una destinazione irrigua.
  37. 37.  La diga di Monte Cotugno sul fiume Sinni èsituata nel comune di Senise, realizzata nel 1972,è la più grande diga d’Europa in terra battuta; haun volume di 450 Mm3; le sue risorse idrichesono utilizzate in modo vario: a scopo irriguo,potabile, industriale (approvvigiona l’ILVA diTaranto). La diga sul torrente Lampeggiano è unosbarramento realizzato nel 1993, è situato neipressi del comune di Lavello ed ha un invaso di4,6 Mm3 ; l’utilizzazione della risorsa idrica è siaa scopo irriguo che potabile. La diga del Rendina sbarra l’omonimotorrente ed è situata nei pressi del comune diLavello; è stata realizzata tra il 1952 e il 1957; ilvolume dell’invaso è di 22,8 Mm3 ; l’acqua èutilizzata a scopo irriguo.
  38. 38. I laghi di MonticchioLa maggior parte dei corsi dacquadella Basilicata sono statiintercettati mediante la costruzionedi dighe e laghi artificiali esfruttati per uso potabile, irriguo eper la produzione di energiaidroelettrica.Vi sono, però, anche laghi diformazione naturale come: il lagoSirino, i laghi di Monticchio (duelaghi di origine vulcanica), il lagoLaudemio (alla falde del gruppomontuoso del Sirino).I laghi di Monticchio sono duesplendidi laghi presenti allinternodel cratere del cono eruttivo delMonte Vulture, costituito da duebocche. I laghi prendono il nomedella località di Monticchio(Rionero in Vulture).
  39. 39. Il Lago Grande copre unarea di 40ettari e si trova a quota 656 metrisul livello del mare. Il LagoPiccolo, che copre unarea di 10ettari si trova a 658 metri sul livellodel mare. I due laghi sono separatida un sottile lembo di terra edifferiscono luno da laltro per lacolorazione dellacqua. Infatti, ilLago Grande ha una colorazioneverde olivastro, mentre il LagoPiccolo ha unacqua di colore verdeintenso.
  40. 40. Nel fondo dei laghi sono presentinumerose sorgenti e le acquesono popolate di varie specieittiche, tra cui tinche, carpe edanguille.Sulle pendici dellantico craterevenne costruita lAbbaziaBenedettina di San Michele, sortaintorno a una delle grotte abitateda Monaci Basiliani; allinterno diuna cripta si conservano tracce diaffreschi risalenti alla metà delsecolo XI .La zona è, inoltre, ricca dinumerose sorgenti di acqueminerali utilizzate come acque datavola.
  41. 41. Il territorio circostante i due laghi èammantato di una rigogliosavegetazione. Molte specie floreali efaunistiche devono la lorosopravvivenza grazie a questarigogliosa vegetazione. E stupendoammirare la "ginestra dei carbonai"caratteristica per il colore giallointenso dei fiori, "lontano Ontano napoletanonapoletano" con i tipici frutti simili a Ginestra dei carbonaipiccoli coni, le chiome dei castagniche, qui, formano boschi molto estesi.La diffusione del castagno nellarea ècertamente giustificata dalla versatilitàdi questa pianta, in grado di fornire unabuona produzione di frutti e fornire illegname, molto richiesto, anche daviticoltori e frutticoltori. Castagni
  42. 42. Per ciò che riguarda lafauna, esistono delletestimonianze dellapresenza, in epocheprecedenti, dellorsobruno e del capriolo.Sono attualmentepresenti il gufocomune, il falco dipalude, e di particolareimportanza è lafarfalla notturna(Acanthobrahmaeaeuropea Harting)legata alla presenza deifrassini.
  43. 43. Relazione sull’uscita didattica alle “Fonti del Vulture” e ai laghi di MonticchioGiovedì 29 Maggio 2008, noi alunni delle classi 2° D e 2°B, abbiamo effettuato un‟uscita didattica a Rionero inVulture per visitare lo stabilimento di imbottigliamento diacque minerali “Le fonti del Vulture” e i laghi diMonticchio.Giunti a Rionero, ci siamo fermati nel piazzale antistantelo stabilimento dove ci attendeva la nostra guida.Fatte le presentazioni, la guida ha cominciato a darcidelle informazioni sia rispondendo alle nostre domandeche facendocene lui stesso delle altre per capire quello checonoscevamo sull‟argomento acque minerali.Abbiamo, così, appreso che l‟acqua minerale del Vultureimpiega da 45 a 50 anni, dal momento in cui cade sottoforma di pioggia, per essere pronta per il prelievo.
  44. 44. In questo periodo di tempo, l’acqua filtra attraverso ilterreno, si depura, si arricchisce di sali minerali, chepossono essere di diversa quantità e tipo a seconda dellanatura del terreno e può arricchirsi di anidridecarbonica, come avviene per le acque effervescentinaturali.L’acqua minerale è prelevata dalle falde aspirandola dapozzi molto profondi e trasportandola con condotte aglistabilimenti di imbottigliamento. In un’ora si possonoprelevare circa 50 000 litri, anche se la quantità esattaè stabilita dagli studi di portata, in quanto nelle falde laquantità d’acqua può variare.L’acqua minerale non è acqua potabile, in quanto non èsottoposta a trattamenti di potabilizzazione, non vienetrattata con cloro ma viene imbottigliata così comesgorga alla sorgente. La sua purezza è assicurata dallafiltrazione del terreno.Tuttavia le acque minerali subiscono dei controlli sullaloro purezza e qualità, mensilmente da parte delle ASLe senza preavviso da parte dei NAS e giornalmentevengono fatti controlli anche da parte dei tecnici dellostabilimento.
  45. 45. L‟acqua è un alimento e come tale va trattata. Leconfezioni di acqua minerale devono essere conservate,rispettando tutte le norme che valgono per gli altri alimenti,in un luogo idoneo, lontano da sostanze che emananovapori che possono essere assorbiti dalla plastica e alterarela qualità dell‟acqua; per ragioni di praticità, infatti,l‟acqua è conservata prevalentemente in bottiglie diplastica. Anche l‟acqua minerale, come ogni altra bibita, hauna scadenza: 12 mesi.Dopo aver ascoltato queste spiegazioni siamo entrati nellostabilimento per seguire il ciclo produttivo diimbottigliamento e confezione dell‟acqua.I contenitori di plastica, per ragioni di praticità ditrasporto, giungono allo stabilimento come “preforme” chepoi vengono “soffiate” in uno stampo modellandole nellaloro forma definitiva.Le bottiglie vengono, poi, riempite con l‟acqua che arrivadirettamente dalle condotte provenienti dalla sorgente.Vengono etichettate, assemblate prima in “fardelli“ e poi in“colli” tramite l‟avvolgimento in fogli di plastica, infineescono dallo stabilimento caricate sui tir che le portano adestinazione.
  46. 46. In tutto questo processo l‟acqua non viene mai a contattocon l‟ambiente esterno, se non nell‟istante in cui lebottiglie vengono riempite, ma anche in questo momentociò avviene in un ambiente chiuso, sterile, ove è presentearia microfiltrata, per impedire qualsiasi contaminazione.Terminata la visita, abbiamo ringraziato la nostra guidaper la sua disponibilità e per averci consentito di portarvia, come gadget, delle piccole “preforme” di bottiglie e cisiamo recati ai laghi di Monticchio.Qui abbiamo pranzato “a sacco” in un‟area attrezzata.Successivamente abbiamo fatto una passeggiata lungo ilpercorso che costeggia i laghi, osservando e ammirandoquanto già avevamo studiato per prepararci all‟uscitadidattica. La vegetazione ci è apparsa veramenterigogliosa: ontani, castagni, ginestre, orchidee selvatiche,erbe e cespugli della macchia mediterranea.Siamo riusciti a distinguere il diverso colore dei due laghi:verde olivastro il lago grande, verde intenso il lago piccolo.
  47. 47. Infine ci siamo inerpicati lungo il sentiero che portaall‟abbazia di San Michele Arcangelo.Prima di giungervi siamo passati davanti ad un‟anticagrotta- neviera, scavata nella roccia, ora adibita anegozio di souvenir. Questo ci ha ricordato la nostraMatera e ciò che avevamo studiato a proposito delleneviere dei Sassi e della raccolta e conservazione dellaneve.Arrivati all‟abbazia abbiamo potuto visitare la chiesa,davvero molto suggestiva, con affreschi risalentiall‟undicesimo secolo. Dalle ampie finestre di questa sigode un panorama mozzafiato sui laghi.È stata un‟uscita davvero istruttiva che ha unitoaspetti tecnologici, scientifici, naturalistici e artistici,senza tralasciare momenti di divertimento.
  48. 48. Video Uscita Didattica“Le Fonti del Vulture e i Laghi di Monticchio
  49. 49. LA “FABBRICA” DELL’ACQUAL’acqua che arriva ai rubinetti di casa subisce un percorso obbligato, a partire dalla fonte di approvvigionamento e per tuttol’acquedotto. Un acquedotto è l’insieme delle opere destinate alla provvista e alla distribuzione di alti quantitativi di acqua potabile per gli usi pubblici e privati. Ecco le tappe di questo viaggio… 2. TRATTAMENTO 1. APPROVVIGIONAMENTO 3. ACCUMULO 4. TRASPORTO E DISTRIBUZIONE
  50. 50. APPROVVIGIONAMENTOLe opere di approvvigionamento sono quelle che servono per la captazione delle acque. Le possibili fonti di approvvigionamento idrico per un acquedotto sono:• le ACQUE PROFONDE: falde idriche la cui acqua può essere prelevata direttamente dalle sorgenti o tramite pozzi• le ACQUE SUPERFICIALI: fiumi, laghi ed invasi artificiali formati dalla presenza di dighe• le ACQUE METEORICHE: derivate dalle precipitazioni. Vengono utilizzate di preferenza per lagricoltura e lindustria…in BASILICATA…Il Sistema di approvvigionamento di Acquedotto Lucano provvede a ricavare l’acqua potabile da circa 400 sorgenti e dagli invasi del Pertusillo, del Camastra e di Monte Cotugno. L’acqua di sorgente è in genere di ottima qualità e la sua emissione è costante
  51. 51. TRATTAMENTOE’ il processo di trasformazione delle caratteristiche dell’acqua per renderla idonea agli usi successivi. Avviene in due fasi: la potabilizzazione e la disinfezione.La potabilizzazione rende l’acqua idonea al consumo umano, con parametri organolettici, fisici, chimici, microbiologici rientranti nei valori stabiliti dalle norme di legge in vigore. Questo processo avviene in impianti detti “potabilizzatori”La disinfezione è il trattamento dell’acqua che serve ad eliminare eventuali inquinanti di tipo organico. Come agente sterilizzante viene spesso usato il cloro…in BASILICATA…Grazie alle sue ottime qualità, l’acqua di sorgente non ha bisogno di particolari trattamenti prima di essere avviata alla distribuzione. E’ sufficiente la clorazione nel serbatoio di accumulo: è un sistema rapido ed efficace, che avviene utilizzando ipoclorito di sodio. L’acqua proveniente dagli invasi, al contrario di quella di sorgente, necessita di un processo di potabilizzazione che si struttura in cinque fasi:1. accumulo e sedimentazione: l’acqua “grezza” è stoccata presso l’impianto di potabilizzazione in un bacino d’accumulo. 2. preclorazione: l’acqua subisce una preclorazione con biossido di cloro con l’obiettivo di rimuovere in una fase iniziale parte degli inquinanti ottenendo, nel frattempo, una predisinfezione; 3. chiariflocculazione: durante questa fase si ha la rimozione di sostanze solide in sospensione, tipo argille, colloidi e sabbie. 4.filtrazione rapida: l’acqua, ormai priva di ogni sostanza inquinante, è filtrata su filtri rapidi monostrato, costituiti da sabbia; 5.post-clorazione: l’acqua filtrata è raccolta in una vasca d’accumulo. Subisce la post-clorazione con ipoclorito di sodio ed è immessa in un serbatoio di raccolta
  52. 52. ACCUMULOLacqua potabile viene immagazzinata in serbatoi per brevi periodi, per poi essere distribuita agli utenti che ne hanno necessità. I serbatoi consentono di disporre di riserve d’acqua in caso di improvvisa interruzione del flusso idrico a causa di guasti o anche di manutenzione delle opere di trasporto dellacqua, o di picchi di consumo. I serbatoi sono in genere collocati in posizione sopraelevata, oppure su una torre per lacqua. Grazie alla differenza di altezza rispetto alle case degli utenti lacqua risulta costantemente sotto pressione. Lacqua potabile scorre quindi senza bisogno di energia supplementare fino ai rubinetti. Ma spesso accade anche che i serbatoi degli abitati si trovino a quote più alte rispetto agli adduttori idrici principali, per cui è necessario limpiego dei sollevamenti meccanici…in BASILICATA…Gli impianti di sollevamento utilizzati da Acquedotto Lucano sono in tutto 98, mentre 593 sono i serbatoi dislocati in aree diverse della Basilicata
  53. 53. TRASPORTO E DISTRIBUZIONEL’impianto di trasporto è costituito da tutte le opere necessarie per convogliare le acque degli impianti di captazione agli impianti di accumulo e poi a quelli di distribuzione. Si tratta di un complesso di gallerie idrauliche, di condotte, di tubazioni, di impianti di sollevamento che portano l’acqua ai serbatoi di distribuzione costituiti da grandi cisterne.Per impianto di distribuzione si intende invece il complesso delle condotte che portano l’acqua agli edifici che devono essere serviti. Le principali opere della distribuzione sono costituite da tubazioni installate lungo le strade dei centri abitati…in BASILICATA…Acquedotto Lucano è un gigantesco sistema di infrastrutture, collegate da più di 7.000 chilometri di tubazioni, che si distinguono fra adduttrici (condotte che trasportano l’acqua dalla sorgente, o dall’invaso, al serbatoio), e distributrici (che trasportano l’acqua dal serbatoio ai rubinetti delle abitazioni). Con i 7.000 chilometri di condotte di Acquedotto Lucano, non solo è possibile collegare diversi comuni della regione, ad esempio Matera a Potenza, ma sarebbe possibile coprire l’intera lunghezza della Muraglia Cinese, e addirittura la lunghezza del fiume Nilo.
  54. 54. Geomorfologia, idrologia e clima del territorio materanoIl territorio materano è detto anche Murgiamaterana.Murgia (dal latino murex o murices: sporgenzarocciosa, scoglio aguzzo o sasso acuto) è untermine, usato in Basilicata, Calabria ePuglia, per indicare un altopiano terrazzato, lacui roccia sedimentaria di origine marina, allabase, è costituita da calcari compatti bianco-grigiastri, e, nella parte superiore, daun’arenaria: la calcarenite, comunementeconosciuta come tufo calcareo. Tuttavia la rocciadura, il calcare, affiora in più punti.Il territorio è caratterizzato da numerosi solchi dierosione: le “Lame” meno profonde, e le“Gravine” più profonde con pareti molto ripide.
  55. 55. Il processo di formazione della Murgia inizia circa 70 milioni di annifa, nel Cretaceo superiore, e termina alla fine del Pleistocene medio, circa700 mila anni fa, quando si formano le profonde incisioni della Gravina diMatera e della gravina di Picciano. In questo lungo intervallo di tempo sialternano periodi in cui la Murgia è sommersa dal mare e periodi in cuiemerge.
  56. 56. Geograficamente laltopiano calcareo dellaMurgia materana (altezza media 450 m s.l.m.) ècaratterizzato da alture collinari, solchi profondi(gravine), rughe (valloncelli), piccoledepressioni (vallicelle e lame), inghiottitoi egrotte di origine carsica.Sul fondo degli avvallamenti e dei terrazzi cisono depositi di terre ricche di ossido di ferrodette “terre rosse”, sempre dovute a fenomeni dicarsismo. Il territorio materano è, per lo più, nudo eaccidentato ma anche con ampie zone diboscaglia e macchia mediterranea.Il manto di tufo, ricco di fosfati, che ricopre perbuona parte la Murgia, permette l’arboricolturapoiché consente alle radici una facilepenetrazione e un lento assorbimento dell’acqua.Inoltre, un ricco humus, asportato dallepiogge, va a colmare le “vallatelle”, permettendolo sviluppo delle coltivazioni erbacee.
  57. 57. L’area murgiana, per la natura stessa delterreno, è priva di veri e propri corsi d’acquasuperficiali. La roccia calcarea, ricca di fessuree permeabile, dà luogo a torrenti e scorrimentisuperficiali solo quando le precipitazioni sonocosì violente da non lasciare il tempo all’acquadi penetrare nella roccia.È presente, invece, un’idrografia sotterraneaalimentata dall’acqua piovana.Tra i torrenti delle “gravine” più profonde, chesopravvivono alla siccità dei mesi Torrente Jesceestivi, ricordiamo: il torrente Gravina diMatera, che costeggia il lato est della città, iltorrente Gravina di Picciano ad occidente, iltorrente Jesce che alimenta, nel trattoterminale, un laghetto di acqua perenne: lo“Jurio”, ossia gorgo. Questo bacino serviva peril rifornimento idrico nei periodi di siccità.L’agro materano è lambito dal fiumeBradano, lì dove questo viene sbarrato dandoorigine alla diga di S. Giuliano. Lo Juro
  58. 58. Matera, che fa parte dell’area collinareorientale della Basilicata, ha un climatemperato semiarido ad estati secche, conescursioni stagionali di circa 16°C, conpiovosità media che si aggira sui 600 mm annuied un bilancio idrico fortemente deficitario neimesi estivi. Rientra nell’area climatica che siestende lungo i confini con la Puglia e lungo lecoste dello Jonio (Bernalda, Matera, NovaSiri, Palazzo S. Gervasio, Lavello). I mesi caldisono generalmente 3, a volte 4 e compaiono daGiugno ad Agosto, raramente Settembre. Sonomesi confortevoli maggio eottobre, accompagnati da aprile o settembre.Possono presentarsi sino a 6 mesi freddi e sinoa 5 mesi molto freddi.Il clima murgiano è, perciò, tipicamentemediterraneo, con piogge in autunno-inverno, scarse in primavera e quasi assenti inestate. La temperatura media va da una minimadi 8,7° C a una massima di 22,8° C. La minimae la massima registrate hanno toccato i – 7 ° Ce i 35° C. Le massime, in genere, sonoaccompagnate dal vento caldo “Favonio” chespira da Sud Sud-Ovest.
  59. 59. Il carsismoPer carsismo si intende quel particolare processo chimico attraverso cui la acque meteoriche (pioggia, neve ..) e sorgivesciolgono ed erodono (consumano) le rocce calcaree e altre rocce solubili.l fenomeno prende il nome dal Carso, un altopiano delle Alpi orientali, in cui è particolarmente evidente questo tipo diprocesso.Le rocce calcaree sono formate da carbonato di calcio che è poco solubile nell’acqua pura, ma nelle acque meteoriche èpresente sempre, in soluzione, una piccola quantità di anidride carbonica che, combinandosi con l’acqua, forma l’acidocarbonico; la presenza di questo acido fa sì che l’acqua possa intaccare il carbonato di calcio, formando il bicarbonatodi calcio, il quale essendo solubile in acqua, può essere facilmente asportato dalle rocce.Schematizzando: ANIDRIDE CARBONICA + ACQUA ACIDO CARBONICO ACIDO CARBONICO + CARBONATO DI CALCIO BICARBONATO DI CALCIO Solubile in acquaIl processo di dissoluzione delle rocce calcaree è tanto più intenso e rapido quanto più facilmente le acque meteorichepossono penetrare nella roccia e, cioè, quanto più la roccia è fratturata.Se il calcare non è puro, possono restare nel suolo minerali residui, che conferiscono colorazioni particolari al terreno;nelle regioni mediterranee, quindi anche a Matera, resta spesso una copertura di argilla rossa (terre rosse). Si forma,così, un suolo, anche se ridotto, in grado di trattenere acqua e utilizzabile per le coltivazioni.Dove lo strato calcareo ha uno spessore di decine o centinaia di metri, le precipitazioni sono frequenti e sono presentirilievi, il carsismo porta a un territorio caratterizzato da:Assenza di fiumi o forme di scorrimento superficiali e rete idrografica sotterranea.Le zone carsiche sono sempre caratterizzate da una notevole aridità: manca la circolazione superficiale poichél’acqua, erodendo, penetra nello strato roccioso e crea una circolazione sotterranea.Forme superficiali di erosione causate dalla dissoluzione delle rocceForme geomorfologiche sotterranee, come grotte e cavità.L’acqua, penetrando nelle fratture, ingrandisce le cavità formando grotte o gallerie, all’interno delle quali si puòstabilire una circolazione idrica di una certa entità, fino alla costituzione di veri e propri fiumi sotterranei. Questegrotte, talvolta si aprono all’esterno. Nelle grotte si formano spesso delle concrezioni calcaree perché l’acqua che contiene il carbonato di calcio insoluzione, a contatto con l’aria, perde una certa quantità di anidride carbonica, diminuisce l’acidità e si ha un processoinverso a quello della dissoluzione del calcare, ossia, il bicarbonato di calcio si trasforma in carbonato di calcio, cheessendo insolubile si accumula formando le stalattiti (pendono dal soffitto) e le stalagmiti (dal basso verso l’alto). Sestalattiti e stalagmiti si incontrano si formano le colonne di alabastro.
  60. 60. Relazione sull‟uscita didattica alla diga di San GiulianoIl 7 febbraio 2008, con le classi 2a B e 2a D, ho fattoun‟uscita didattica alla Diga di San Giuliano.Ero curiosa di scoprire dal vivo il suo habitatnaturale di cui i miei insegnanti mi avevanoanticipato le bellezze. Osservando attentamente ilterritorio che mi circondava, mi sono accorta dellavarietà del paesaggio: il lago, infatti, è circondato dauna cornice di colline e da tanta vegetazione, in partespontanea, in parte opera dell‟uomo. Nei terrenicircostanti un tempo cresceva una vegetazionexerofila che, grazie alle trasformazioni dovute allapresenza dell‟acqua, è diventata igrofila. Il paesaggioche ora si presenta ai nostri occhi è un paesaggioincantato che ha attirato anche molti uccellimigratori che hanno scelto l‟ambiente del lago comeloro dimora fissa.
  61. 61. La diga nasce dalla costruzione dello sbarramentodel fiume Bradano nel luogo in cui il fiume sirestringe bruscamente in una forra rocciosa incisanella formazione calcarea in cui si svolge il corsodel fiume. Questi ha un letto che va via viarestringendosi verso la Murgia Piccola. L‟interoterritorio, dagli anni ‟50, è proprietà delloStato, che l‟ha dato in concessione al Consorzio diBonifica del Bradano e Metaponto. Il territoriodella riserva fa parte dell‟agro diMatera, Miglionico e Grottole e comprende partedel medio corso del fiume Bradano, il lago e lagravina.La superficie del lago misura circa 8 km2. e ha unacapacità di 100 milioni di m3 d‟acqua. L‟acquapresente nell‟invaso di San Giuliano vieneutilizzata per scopi agricoli grazie ad un sistema dicanalizzazioni. L‟acqua in eccesso viene scaricatagrazie alle paratoie che si aprono a seconda dellaquantità d‟acqua da scaricare.Ultimamente è stata installata anche una piccolacentrale idroelettrica per la produzione di energiache poi il Consorzio rivende all‟Enel.
  62. 62. Dal 1976 la diga è inserita in un‟oasi naturaleregionale di circa 100 ettari in cui numerose specieanimali e vegetali hanno trovato il loro habitat.L‟oasi protetta dal WWF comprende un‟areaall‟interno dei comuni di Matera, Miglionico eGrottole. La sua storia è legata a quella dellomonimoinvaso artificiale creato dallo sbarramento sul fiumeBradano avvenuto tra il 1950 e il 1957. Lintera areaprotetta include un tratto fluviale a monte del lago, illago vero e proprio ed un tratto di fiume a valle dellosbarramento.Dal punto di vista geomorfologico larea ècaratterizzata da colline argillose digradanti verso illago; ma, nel tratto immediatamente a valle dellosbarramento, il fiume Bradano scorre nei calcari delCretaceo formando la "gravina". La coltura prevalenteè quella cerealicola con quote marginali riservateallolivo, vite, ortaggi e frutta. Intorno al lago vi sonoalcune masserie che allevano prevalentemente ovini ebovini.
  63. 63. Il WWF ha creato qui delle strutture per lasalvaguardia e lo studio dell‟avifauna e dellaflora e per la divulgazione della culturaambientalista; un esempio ne è il centrovisite dell‟oasi, il centro di primo soccorsoper gli animali malati o feriti e dellecapannine per l‟osservazione della fauna inlibertà. Molto bello è stato il momento in cuiabbiamo liberato, insieme alla guida, duepoiane che erano state curate dagli operatoridel WWF.Sul tetto della sede del consorzio di bonificaè presente una stazione meteorologicacompleta dianemometro, igrometro, termometro epluviometro.
  64. 64. Dopo aver ascoltato la nostra guida che ci haillustrato le numerose bellezze del lago, è arrivataper noi la parte più affascinante della giornata:quella dedicata al birdwatching. Ci siamo sistematisul versante destro del bacino che, essendopiuttosto alto rispetto al livello dell‟acqua, offre alvisitatore, se fornito, come noi, di binocolo, unoscenario davvero inimmaginabile: svassi maggioriche percorrono lunghi tratti sott‟acqua, alberi cheondeggiano nella direzione del vento, aironicinerini disposti quasi in fila indiana in bilico suuna sola zampa, garzette dalle piume bianco neve;il tutto circondato da una vegetazione dalle varietonalità del verde, insomma tutto davveroemozionante.
  65. 65. Video Uscita Didattica“Oasi di san Giuliano”
  66. 66. La collina di La Nera e le sue falde idricheIl nome dato alla località, “La Nera”, deriva daquello di un albero, il Prunus mahaleb o ciliegiocanino, denominato comunemente “La Nera” pervia dei suoi frutti piccoli e neri, che crescevadiffusamente tra gli orti e i giardini del luogo.Quest’area agricola si estendeva su un’altura, lacollina dei Lapilli, al di fuori della città, alloraracchiusa nei Sassi.Vi si producevano ortaggi e leguminose ed era riccadi alberi da frutto e vigneti grazie all’abbondanza diacqua, per la presenza di falde freatiche dovute allastruttura morfologica del terreno, formata daarenarie, permeabili, e da sottostanti argille,impermeabili. Le acque meteoriche, penetrando nel terreno,alimentavano i pozzi sparsi nella zona collinare,defluivano più giù nelle cisterne del centro di Materao si raccoglievano presso la chiesa del Purgatorio, nelcosiddetto “lago di città”, da molto tempo ormaiprosciugato.
  67. 67. Nel punto in cui ora sorge il palazzooccupato dagli uffici del Giudice di Pace, Flussi idrici dalle collineall’angolo tra via Lucana e via La Nera, vi verso la cittàera un acquedotto che canalizzava verso lacittà le acque provenienti dalla collina,garantendo ai Materani buone fonti idriche.Oggi tutto è cambiato. Del prunus mahalebnon vi è più traccia e degli antichi orti ne èrimasto solo uno, davanti alla Scuola Media“N. Festa”, curato da un vecchio ortolano.Il quartiere, che si è man mano sviluppato sututta la collina di La Nera e verso il CastelloTramontano, dove terminava la viaMontigny, oggi via Gramsci, ha avutocome nucleo originario il rione sorto allafine degli anni ’50 per ospitare le famigliesfollate dai Sassi, secondo il pianoregolatore elaborato dall’architetto LuigiPiccinato.
  68. 68. Abbiamo più volte effettuato uscite didattiche inquesto quartiere, che è quello a cui appartiene lanostra scuola. Ultimamente siamo andati allaricerca dei segni della presenza dell’acqua, diquelle falde che hanno alimentato per molto tempoil fabbisogno idrico della città.Ci siamo soffermati ad osservare la rigogliosavegetazione che cresce spontanea nei luoghi noncementificati.Abbiamo localizzato l’ultimo pozzo ancorafunzionante, ben evidente, proprio di fronteall’ingresso della “N. Festa”.Qualcuno di noi ha ipotizzato che l’umidità che sinota nella sala teatro della scuola, parzialmenteinterrata è, probabilmente, dovuta alle infiltrazionid’acqua che risale in superficie.Soprattutto, pero, abbiamo rilevato la presenza didue piante che crescono spontanee qui e che sonoindicatrici della presenza d’acqua: La cannadomestica o comune (arudo donax) e la codacavallina (equisetum arvense). Riportiamo, diseguito, alcune notizie su queste due specievegetali.
  69. 69. Nome volgare: Canna domestica o comune o gentileNome scientifico: Arudo donaxFamiglia delle Graminacee - Genere ArundoLa canna comune (Arundo donax), nativa dellAsiaoccidentale e del bacino mediterraneo, è particolarmentediffusa nelle regioni mediterranee, si caratterizza per ilgrosso rizoma. Il fusto eretto detto culmo, è alto fino a 4m. Da esso si dipanano grandi foglie lanceolate il cuimargine presenta piccolissimi denti che le rendonotaglienti e fiori in pannocchia violaceo-argentea.Nome volgare: Coda cavallina, asperella, coda equina ,code di cavallo code dasino.Nome scientifico: equisetum arvense - DivisionePteridophita - Famiglia Equisetacee – Genere EquisetoAlto da 20 a 65 cm, perenne, l’equiseto è moltoparticolare in quanto ha radici, ma né fiori né semi, la suariproduzione è assicurata dalle spore, con involucro ècostituito da 4 strisce elastiche che si srotolano quandol’aria è calda, liberandole.Sullo stesso ceppo si succedono due fusti differenti, ilprimo compare in primavera, è fertile, lungo 10-25 cm,non ramificato, di colore rossastro e porta all’ apice laspiga con le spore, scompare in estate. Viene sostituito daun fusto sterile verde, scanalato, cavo, molto ramificato,alto fino a 50 cm, diviso in segmenti separati tra loro danodi. I rami sono verticillati, gracili, ruvidi.
  70. 70. Matera e le sue soluzioni alla scarsità d’acquaPrima di affrontare il discorso sullesoluzioni che la città di Matera ha trovatonel corso della storia alla naturalemancanza d’acqua, dovuta all’aridità delterritorio della Murgia, le nostreinsegnanti, per motivarci, ci hannoproposto la visione di un documentariodella serie “Quark”Si parlava proprio di Matera e dellestrategie per recuperare ogni singolagoccia d’acqua caduta dal cielo.Dopo la visione ci è state posta una serie didomande, a cui abbiamo dato risposta eche proponiamo di seguito.
  71. 71. D. Perché a Matera, per avere accessoall’acqua, è stato necessario costruiredelle cisterne?R. Matera è una città povera d’acquapoiché non ci sono fiumi o torrenti chepossano garantire il necessarioapprovvigionamento idrico; per risolverequesto problema in passato si sono scavatenella roccia tufacea delle cisterne al fine diraccogliere ed utilizzare l’acqua piovana.D. Quando sono stati scavati nella rocciai primi canali, grondaie e vasche neiSassi?R. I primi canali e le prime vasche egrondaie risalgono all’età del Bronzo, cheva dalla fine del 3000 a. C. al 700 a. C.
  72. 72. D. A cosa l’autore del documentarioparagona i Sassi di Matera e i suoi canalilungo i pendii?R. L’autore del documentario paragona ilsistema di canali presenti lungo i pendii deiSassi di Matera ad un albero con le sue radici:i canali rappresentano le radici dell’albero e lecisterne ne costituiscono il tronco e lachioma.D. Perché venivano costruite più cisternein comunicazione l’una con l’altra?R. Venivano costruite più cisternecomunicanti tra loro per fare in modo chel’acqua si depurasse.D. Con l’aumento della popolazione comevennero utilizzate alcune cisterne?R. Con l’aumentare della popolazione si resenecessario trovare nuovi spazi da destinare aduso abitativo, così spesso furono svuotatedelle cisterne e l’ambiente interno vennemodificato in modo tale da realizzare dellecase – grotta.
  73. 73. D. Come venivano irrigati i giardinipensili?R. I giardini pensili venivano irrigati graziead un complesso sistema di grondaieD. Perché si scelse il territorio dellaMurgia per fondare i primi insediamenti?R. Si scelse il territorio della Murgia perchéera riparato dalle intemperie, presentava unapendenza adeguata per la raccolta dell’acquapiovana, c’era vegetazione ed erano giàpresenti parecchie grotte naturali; inoltre laroccia calcarea che caratterizza la Murgiapoteva essere facilmente scavata e modellata.D. Perché le case – grotta venivanocostruite in pendenza?R. Le case-grotta venivano costruite inpendenza perché in questo modo in estate iraggi solari non superavano l’ingresso,quindi l’interno dell’abitazione si mantenevafresco; in inverno, invece, i raggi del sole,più inclinati, riuscivano ad arrivare in fondoalla casa – grotta riscaldando tuttol’ambiente.
  74. 74. D. Su cosa si basava l’economia diMatera?R. L’economia materana si basavaprincipalmente sull’agricoltura, sull’allevamento e sul commercio della lana.Matera era una tappa importante dellatransumanza.D. Perché Matera subì un tracolloeconomico e decadde?R. Matera subì un tracollo economico edecadde perché risentì fortemente dellaconcorrenza dell’Inghilterra edell’Australia nel commercio della lana.
  75. 75. Approvvigionamento idrico a Matera prima dell’arrivo dell’acquedotto Modalità di approvvigionamento Fontana Cisterne Palombari Neviere Pozzi Jurio pubblicaA campana A tetto
  76. 76. Le cisterneIn un territorio come quello materano, caratterizzato dalla scarsitàd‟acqua, le cisterne, a campana o a tetto, avevano la funzione diraccogliere l‟acqua, per lo più piovana, per i bisogni dei cittadini.Ogni casa dei Sassi aveva la sua cisterna a campana, scavata nellaroccia spesso ubicata all‟ingresso dell‟abitazione, per raccogliere piùfacilmente l‟acqua canalizzata della strada o dei tetti. Quest‟acquaveniva usata per usi domestici e per abbeverare le bestie. Quando lecisterne servivano più case di un unico vicinato, nella vendita diuna delle case veniva citato nell‟atto notarile l‟uso della cisterna.Cisterne molto grandi, ottenute dalla fusione di più unità,prendevano il nome di palombari, questi potevano raccogliere siaacqua sorgiva che piovana. L‟acqua del palombaro veniva tenuta diriserva e i boccagli erano aperti e messi a disposizione dei cittadiniquando le altre fonti scarseggiavano. L‟adduzione delle acque, siaper le cisterne sia per i palombari, avveniva tramite dei canaletti.
  77. 77. Nella piazza erano in funzione tre palombari:uno di acqua sorgiva, vicino alla fontanapubblica, il secondo di acqua per lo più piovana(chiamato Palombaro lungo), con tre boccagli,era posto ai margini dello slargo di S.Domenico, il terzo, presso il cappellone del ss.Rosario, veniva aperto in caso di estremanecessità.Le cisterne a tetto, dette anche palombari atetto, erano costruite nelle campagne, doveerano anche presenti cisterne a muro,microcisterne e vasche per abbeverare glianimali e raccogliere ogni singola gocciad‟acqua.
  78. 78. Le cisterne a campanaLe cisterne a campana, così chiamate per la loro tipicaforma, venivano scavate nella roccia tufacea, lacalcarenite, e poi impermeabilizzate intonacandole concalce, pozzolana e cocciopesto.Lo scavo della cisterna partiva da una circonferenzainiziale di diametro alquanto ridotto e poi si allargavaprogressivamente verso il fondo, proprio come unacampana dove raggiungeva ampiezza e profondità dialcuni metri.
  79. 79. Nei Sassi le cisterne raccoglievano, tramitecanalette e grondaie, l‟acqua piovana, del vicinato,dei tetti e della strada, che serviva per gli usidomestici e per abbeverare gli animali. Ogni cisternapoteva servire per una singola abitazione, ed eraposta ad un lato dell‟ingresso, o per l‟interovicinato.
  80. 80. Prima che l‟acqua arrivasse alla cisterna, spessodecantava in piccole fosse. Questa tecnica dellevasche di decantazione era già usata sin dalNeolitico, come dimostra il sistema di vasche didiversa profondità, collegate tra loro, scoperte daDomenico Ridola a Murgia Timone.Il sistema di canalizzazione dell‟acqua piovana, neiSassi, con i terrazzamenti che facilitavano il defluiredell‟acqua verso il basso, le canalette, le grondaie,faceva in modo che nemmeno una goccia d‟acquapotesse andare persa. Quando è venuta a mancare lamanutenzione delle canalizzazioni e alcune cisternesono state destinate ad altri usi, tra cui quelloabitativo, i Sassi hanno incominciato a risentiredella mancanza d‟acqua e a diventare sempre menovivibili.
  81. 81. Le cisterne a tettoLe cisterne a tetto, presenti in tutto ilterritorio della Murgia materana, come quelledi jazzo Gattini, masseria Del Monte, sonocollocate sul fondo di una conca, dove svieneconvogliata l‟acqua che, durante le piogge,scorre lungo la pendenza del terreno. Mappa cisterne a tettoSono formate da una parte scavata e una partecostruita. La parte scavata è intonacata apozzolana (materiale impermeabile e resistentedi origine lavica) , calce e cocciopesto. La partecostruita è appoggiata a due spallette lateralidello scavo con funzione di sostegno e presentauna volta a botte fatta con quadrelli di tufo.La volta fuoriesce dal terreno di circa 50 cm;la copertura è molto spiovente per favorire loscorrimento delle acque ed è pavimentata conchianche di tufo dure.
  82. 82. La cisterne a tetto sono provviste di una finestrellaper il controllo del livello dell‟acqua e per aerare illocale. L‟apertura delle cisterne, “vuccuaro”, ha lafunzione non solo di prelevare l‟acqua ma anche dipermetterne la pulizia e la manutenzione.Due colonnine di tufo sostengono un meccanismosimile alla carrucola (macegna) che, ruotando intornoad un asse di legno, permette l‟avvolgimento dellacorda (zoca, fatta di peli di animali) a cui sonoattaccate le “jalette” (secchi di legno).Il punto di deflusso dell‟acqua in eccesso, denominatotroppo pieno, porta l‟acqua in più in un‟altra cisternaoppure la disperde nuovamente nel terreno.
  83. 83. Esistono esempi di cisterne, collegatecon vasche costruite in tufo o scavatenella roccia, in cui l‟acqua prima diraggiungere la cisterna stessa vienedecantata.Le cisterne a tetto erano utilizzate daipastori per abbeverare il bestiame alrientro dal pascolo: dalla cisternaveniva prelevata l‟acqua e versata incollettori che la portavano in vascheper l‟abbeveraggio comunicanti traloro.
  84. 84. Il Palombaro LungoDi recente, nel compierelavori di stabilizzazione econsolidamento del pianostradale che dessero ancheun nuovo assetto allaPiazza Vittorio Veneto, èvenuto alla luce unostraordinario complessoipogeo; la sua datazionenon è semplice, ma sembrache alcune strutture sianoaddirittura anterioriall‟anno 1000 e con ogniprobabilitàappartenevano all‟antico“Fondaco di Mezzo”
  85. 85. Prima del 1880, infatti, data in cui furealizzata l‟attuale Piazza VittorioVeneto, tra il Monastero dell‟Annunziata eil Monastero dei Domenicani c‟era la “Portagrande” o “della Bruna”, difesa da alcunifortilizi. Da questa porta partiva la stradaper la fontana pubblica, mentre a sinistra sisviluppava il “Fondaco di Mezzo”, uno deidue mercati settimanali di MateraI Fondaci hanno avuto massima fiorituratra l‟undicesimo e il quattordicesimosecolo, quando fu in auge il mercato nelMediterraneo. Quello materano si teneva illunedì.Nel 1880, con la realizzazione della nuovaPiazza su di un piano superiore rispetto allapreesistente “Piazza del Mercato”, ilFondaco con le sue strutture caratteristichefu coperto e dimenticato.
  86. 86. Oggi, grazie ai lavori di recupero e riqualificazione, è possibile visitare questoimportante patrimonio e apprezzarne la complessità e lavarietà, ricavandone anche importanti informazioni sulla vita quotidiana diun tempo.Gli ipogei di Piazza Vittorio Veneto, che mantengono ancora la tipicapavimentazione a “chiancarelle”, sono ricchi di ramificazioni e sonocaratterizzati da grotte di varia dimensione, utilizzate in passato per scopiassai diversi.Sull‟antica piazza si aprono infatti cinque varchi che ci introducono instrutture differenti, alcune molto articolate e di difficile identificazione.Probabilmente solo poche di queste strutture erano utilizzate come botteghe;alcuni di questi ambienti erano senz‟altro delle cantine, di cui, in alcunicasi, sono ancora visibili i palmenti; molti altri invece costituivano dellecisterne.
  87. 87. Il motivo della presenza di tante cisterne è rintracciabile nellagrande necessità che i Materani avevano di raccogliere econservare l‟acqua, visto che i periodi di siccità erano frequenti.Il territorio di Matera ha infatti una piovosità molto bassa e iltorrente Gravina, piccolo e incostante, non poteva fornire inalcun modo il necessario apporto dacqua; diconseguenza, l‟unico modo che gli abitanti avevano perassicurarsi l‟approvvigionamento idrico indispensabile allasopravvivenza era fare ricorso a strutture come le cisterne, ingrado di “imbrigliare” l‟acqua piovana e quella che sicondensava con l‟umidità notturna.In genere ogni casa, cantina, bottega, grotta, aveva almeno unacisterna per la raccolta dell‟acqua per usi domestici, mentrequella potabile veniva prelevata alla fontana pubblica che, peroltre seicento anni ai piedi del colle del Lapillo (collina delcastello Tramontano), ha distribuito l‟acqua intercettata dallafalda freatica.C‟erano poi delle “cisterne comuni”, di grandezzavariabile, alimentate con l‟acqua piovana che si raccoglieva dallestrade e dai tetti. Al fine di depurarla, ingegnosamente era stato“progettato” un sistema di piccole vasche comunicanti tra loroche avevano la funzione di “vasche di decantazione”; in questomodo l‟acqua che arrivava nelle cisterne e veniva poi prelevatadai cittadini tramite i boccagli presenti sul soffitto era filtrata e“purificata”.
  88. 88. Negli ipogei di piazza Vittorio Veneto, aimargini dello slargo di San Domenico, èpresente il più grande pozzo – cisternadella città di Matera, il cosiddetto“Palumbaro Lungo”. I “Palumbari”costituivano delle preziose riserve d’acqua ela città ne possedeva diversi, ma quello cheè venuto alla luce con i lavori diriqualificazione della piazza è senzadubbio il più maestoso.E profondo ben 15 metri e, percorrendoquasi tutta la piazza ipogea, ha unalunghezza di oltre 50 metri.
  89. 89. Poteva contenere circa 5000 metri cubi di acqua. Fuingrandito proprio nel 1880, quando si interrò ilFondaco di Mezzo, e per ampliarlo furono abbattutecase – grotta, altre cisterne, cantine, neviere, al fine direnderlo capiente a sufficienza per far fronte alleesigenze di una popolazione ormai cresciuta.Aveva tre boccagli, riceveva acqua piovana e sorgiva eveniva aperto nei periodi in cui l’acqua scarseggiava o siera in piena siccità.Malgrado questa struttura di riserva, l’acqua veniva amancare comunque e, fino all’arrivo dell’acqua del Selenel 1926, si era costretti spesso a scendere nella Gravinaper attingere acqua dallo Jurio, il laghetto perennealimentato dal torrente Jesce.
  90. 90. Relazione sull’uscita didattica al Palombaro lungo Mercoledì, 3 ottobre 2007, noi alunni delle classi IID e IIB, accompagnati dalle professoresse, abbiamo visitato una parte degli Ipogei di Piazza Vittorio Veneto, in particolare il “Palombaro Lungo”. Abbiamo fatto questa uscita didattica perché quest‟anno, nell‟ambito del laboratorio di studio del territorio, studieremo l‟acqua. Ci ha fatto da guida l‟architetto Tonio Acito che ha curato il recupero dei locali ipogei. Sotto l‟occhio vigile dei nostri professori abbiamo ascoltato interessati tutto quello che la nostra guida d‟eccezione ci ha spiegato, scattando anche qualche fotografia.
  91. 91. Arrivati in piazza Vittorio Veneto, siamo scesi attraverso una scalinata e siamo giunti inun ambiente in cui erano visibili degli affreschi; si trattava dell‟antica Chiesa chiamata“Cripta dello Spirito Santo”. Fu scavata intorno al 900 e la nostra guida ci ha detto chefaceva parte di essa anche il campanile che oggi appartiene alla sovrastante chiesetta “deicavalieri di Malta” . Fino a 17 anni fa la Cripta dello Spirito Santo e le cisterne che fannoparte della piazza ipogea erano coperte. Furono occultate infatti nel 1880, quando vennecostruita al livello superiore l‟odierna Piazza Vittorio Veneto. Dell‟antica Piazza delMercato ipogea si perse, così, ogni memoria.
  92. 92. Dopo questa spiegazione ci siamo inoltrati in unluogo buio e umido, che abbiamo illuminato con letorce: il “Palombaro Lungo”, un insieme di cisterneper la raccolta dell‟acqua fuse a formare un pozzocomune, il più grande della città. Conteneva circa5000 metri cubi d‟acqua.La nostra guida ci ha rivelato che al momento dellascoperta dell‟antico Palombaro, la sua primaimpressione è stata quella di trovarsi all‟interno diuna cattedrale dell‟acqua. La struttura, infatti, èimponente, con pareti e colonne altissimeinteramente scavate nella roccia.Tempo fa l‟acqua piovana proveniente daisovrastanti pendii si raccoglieva e confluiva doveora si trova la moderna fontana di Piazza VittorioVeneto. Scendeva attraverso dei canali e entravanel Palombaro Lungo tramite delle aperture nellavolta; vi erano, poi, sulla piazza, “bocche diapprovvigionamento” che ne permettevano ilprelievo.
  93. 93. L‟architetto Acito ha provato a farci faredelle ipotesi che spiegassero la presenza ditracce arancioni simili a cerchi, sulla voltadel Palombaro. Le nostre ipotesi, però, sonorisultate non corrette, perciò la nostra guidaci ha spiegato che erano tracce di ruggineformatesi in seguito al contatto deisecchi, che i materani avevano perso nelpozzo, con il soffitto.Il Palombaro Lungo era una grande riservad‟acqua e per i cittadini di Matera eradavvero importante, infatti stabilivano delleregole per utilizzarla al meglio. Ad ognifamiglia era assegnata una quota massima disecchi da poter prelevare.
  94. 94. Poiché la calcarenite, ossia la roccia tufaceadegli ipogei, è molto porosa, viene da chiedersicome abbiano fatto i materani a conservarel‟acqua in ambienti scavati in questo tipo dimateriale. La nostra guida ci ha risposto che lecisterne venivano impermeabilizzateutilizzandocalce, pozzolana, cocciopesto, ossia frammentidi mattoni, e paglia.Il Palombaro Lungo fu utilizzato come riservad‟acqua fino all‟arrivo dell‟acquedotto, nel1926.Annessa al Palombaro lungo vi è unaneviera, un ambiente di forma conica in cui laneve veniva raccolta attraverso un boccaglioposto sul soffitto e conservata grazieall‟azione isolante della paglia.Al termine della visita l‟‟architetto Acito ci hacondotto presso il suo studio, dove ci hamostrato il plastico degli ambienti ipogei cheavevamo appena visitatoIl Palombaro Lungo ci ha affascinato molto evorremmo tanto ritornarci.
  95. 95. Le neviereI nostri antenati non avevano i mezzi e letecnologie di cui disponiamo adesso perconservare i prodotti alimentari deperibili e perrinfrescare le bevande; si servivano per questodella neve- ghiaccio che raccoglievano eammassavano in strutture chiamate neviere.Vi erano neviere nei Sassi, in periferia e sullaMurgia, sia per uso privato, piuttostopiccole, che destinate alla vendita della neve alpubblico, di maggiori dimensioni.Come dimostrano precisi documenti, la venditadella neve, come quella del pane e dellacarne, era regolata da precise disposizionimunicipali che fissavano il prezzo e l‟orariodella vendita.La neve non veniva richiesta, come si potrebbe Documentopensare , solo in estate, ma per tutto l‟anno. sull’estrazione della neve
  96. 96. Delle molte neviere esistenti sia dentro chefuori la cerchia muraria della città, pochesono giunte a noi integre: alcune sono statetrasformate e utilizzate comestalle, pollai, depositi, altre sono andate, inparte o completamente distrutte.Quelle che ancora si possono esaminaremostrano che la loro costruzione era moltocurata: erano tutte scavate nella rocciatufacea, con ingresso rivolto a settentrionee presentavano vani contigui comunicanti.La loro forma era, nella parte inferiorecilindrica o, raramente, quadrata, nellaparte superiore conica; a volte la parteinferiore era divisa da quella superiore daun piccolo cordolo ; terminavano, in alto neviera in contradacon un‟imboccatura da cui si versava la Malveneve.
  97. 97. La raccolta della neve avveniva formando delle grosse palleche venivano trasportate fino all‟imboccatura. Versata laneve su uno strato di paglia, veniva pressata con mazzespeciali, in modo da formare una massa ben compatta.Negli ipogei di piazza Vittorio Veneto, delle neviereesistenti se ne riescono a individuare almeno due: una èancora integra, è di forma cilindrico conica, conimboccatura quadrata, è preceduta da un‟ampia grotta e hauna porta di ingresso circa a un metro e mezzo dalla base;l‟altra, riconoscibile dalla forma cilindrico –conica, è statainglobata nel Palombaro lungo.Nella neviera di S. Nicola all‟Ofra, il vano, intonacato edotato di un‟apertura sul soffitto per riempire la cavità dineve, aveva una canaletta scavata intorno a questo foro diimmissione, per impedire all‟acqua piovana di entrare nellocale e provocare lo scioglimento della neve. Un neviera di S. Nicolaaccesso, sormontato da una grondaia rupestre, permetteva all’Ofral‟ingresso alla stanza per poter utilizzare il ghiaccio.
  98. 98. La fontana pubblica Della Fontana Pubblica si ha notizia già nelle cronache del Verricelli del 1596. Dice lo storico che nell‟entrare nella città, vi era una fontana d‟acqua sorgente freschissima e abbondante. L‟acqua della Fontana Pubblica proveniva dalla falda freatica della collina di La Nera, detta in passato “Colle del Lapillo”. L‟acqua di tale falda scorreva a valle, utilizzata per pozzi in Via Cappelluti, Via Lucana e Via La Nera, e poi veniva canalizzata arrivando nello slargo del ponticello chiamato: “Piano della Fontana”. Possiamo individuarla, quindi, come posta tra le odierne Via La Vista e Via Ascanio Persio. Sono noti numerosi interventi di manutenzione sulla Fontana Pubblica soggetta a occlusioni e dissestamenti: 1548-1555-1591-1748.In uno dei tanti interventi di manutenzione, furono rinvenute delle antiche pietre sullequali era segnata la data del 1351. Ciò significava che la costruzione della fontana eraantecedente a quell‟epoca.
  99. 99. Si sa per certo che nel 1577 l‟antica fontana, piuttosto modesta, fu sostituita da una più bellae grande, sormontata da una croce. La costruzione fu ordinata da monsignor Sigismondo Saraceno,arcivescovo di Matera. Poiché tutt‟intorno non viera nessuna costruzione, era visibile da molto lontano.Lo spiazzo davanti alla fontana era, allora, chiamato“Piazza della Croce”.Nel frattempo, per utilizzare l‟acqua in esuberoproveniente dalla collina di La Nera, fu costruita una cisterna chiamata “Palombaro”.Nel secolo seguente la fontana di monsignor Saraceno andò via via degradandosi tanto da non assicurare quasi nessun flusso di acqua, con notevoli difficoltà del popolo di attingereacqua.Nel 1825 furono appaltati i lavori per un nuovo acquedotto e per il ripristino della fontana.Questa fu inaugurata nel 1932 quando era sindaco Domenico Ridola Senior. Sull‟architravefu incisa l‟iscrizione: “FERDINANDO II REGE FONS ET AQUAE DUCTUS AERECIVIUM CONLATO/INSTAURATUS AMPLIATUSQUE FUIT A.D. MDCCCXXIIICURANTE/AEQUITE FERD. DE GEMMIS PROPRAEFECTO AE DOM. DOM.RIDOLA SYNDICO.
  100. 100. I problemi relativi alla scarsezza d‟acquacontinuarono però ad esserci. Ciò ètestimoniato dai numerosi verbali delConsiglio Comunale, in cui furonotrattati argomenti relativi alfunzionamento della Fontana Pubblica,all‟aumento dell‟afflusso idrico e alla riparazione delle condotte.Nel 1888 fu costruita una condotta sotterranea lungo la strada dietrola fontana e si costruì davanti a quest‟ultima una grande cisterna di riserva munita dipompa, per assicurare l‟acqua anche nei periodi di siccità.Ma tali interventi non risolsero le difficoltà: le falde acquifere di Via La Nera eranolimitate, i periodi di siccità sempre più frequenti, una parte delle acque andava dispersa ela continua crescita della popolazione aumentava il fabbisogno.Per l‟acqua potabile, la cittadinanza ricorreva esclusivamente alla fontana pubblica; peraltri bisogni si faceva uso, finché c‟era l‟acqua, delle cisterne esistenti, di norma, in ognicasa dei Sassi. Quando si esauriva l‟acqua delle cisterne, si era costretti a scendere giù allaGravina e riempire i barili dallo Jurio, con grave pericolo della sicurezza igienico-sanitaria.Per attingere l‟acqua alla Fontana Pubblica, specie nei mesi estivi, si era costretti a lungheattese. Le donne con i loro recipienti affluivano nella piazza e si mettevano in fila percinque aspettando il loro turno.
  101. 101. Per disciplinare l‟attinzione e evitare litigi per la precedenzavi era la necessità della presenza di una guardia municipale.Per molto tempo, fu addetto a questo sgradito compito il paziente ma intransigente vigile Gianpaolo Lapolla.Con l‟inoltrarsi dell‟estate, infatti, il getto delle cannelle siriduceva sempre più, per cui l‟attesa e il numero delle utentiaumentavano. E di tanto in tanto avveniva l‟imprevisto: non tutte le donne erano tolleranti, qualcuna incapace diaspettare tentava il sorpasso: immediata e violenta la reazione delle altre, avveniva ciò che si diceva “ „u rivult”; la guardia cercava con la sua autorità di sedare il tumulto ma alla fineil risultato si riduceva nella rottura della gran parte delle “rizzole”.La carenza d‟acqua si risolse con l‟arrivo, nel 1926, dell‟AcquedottoPugliese che portò a Matera l‟acqua del Sele. Si risolveva cosìil problema ricorrente del fabbisogno di un elemento indispensabile per una città che conl‟elevazione a capoluogo di Provincia sii avviava ad avere ulteriori esigenze. Con la reteidrica, man mano ampliata e portata in tutti i rioni cittadini, l‟antica Fontana perse le suetradizionali funzioni e divenne un vero e proprio monumento.Per allargare l‟incrocio fra Via La Vista e Via Ascanio Persio, la Fontana fu smontata e iblocchi ammassati all‟atrio dell‟ex-monastero di Santa Lucia allora usato come sede delMunicipio. I materani non accolsero favorevolmente la decisione e per anni insistettero per laricostruzione del “Monumento all‟Acqua”. Finalmente nel 1958, il Comune decise di ricostruirela Fontana alle Tre Vie davanti ai giardinetti pubblici.
  102. 102. I pozziI pozzi erano e sono realizzati a valle difalde freatiche e ricevono acqua potabile.Sono scavati nella terra e sono rivestiticon tufo. Ad una certa altezza, nellamuratura, c‟è la presenza di feritoie perl‟afflusso e deflusso dell‟acqua. Di pozzi se ne trovano ancora nellaperiferia della città e nelle campagne.Ricca di pozzi era un tempo la collina diLa Nera.
  103. 103. Lo JurioIl torrente Jesce alimenta, nel trattoterminale, un laghetto di acqua perenne: lo“Jurio”, ossia gorgo. Nell‟uscita didatticaeffettuata lo scorso anno con il geologo, ci èstato detto che si lo Jurio si è formato perchél‟acqua, in quel punto, va incontropendenza, avendo una faglia interrottoil corso del torrente. Questo bacino serviva peril rifornimento idrico nei periodi di siccità.Quando, infatti, le cisterne erano vuote el‟acqua nei palombari e alla fontana pubblicascarseggiava, le donne scendevano allo Jurioper il rifornimento d‟acqua, con grandepericolo per l‟igiene e la salute.
  104. 104. I tanti usi dell’acquaAcqua per …….BereLavareColtivareAllevareFar funzionare le industrieProdurre energiaFare sport e divertirsi
  105. 105. Acqua per bereL’acqua è la radice della vita ma è anche un nutriente fondamentale dell’organismo.Se del neonato ne costituisce fino al 75% del suo peso corporeo, in età adulta è il55-60% del corpo umano. Ogni cellula del nostro corpo è ricchissima di molecoled’acqua, ma è presente più negli uomini che nelle donne perché queste ultimehanno una maggiore quantità di adipe.L’acqua è un macro nutriente ma spesso non viene considerato tale dal momentoche non ne possiamo trarre alcun nutrimento reale, tuttavia l’acqua, oltre arappresentare il costituente fondamentale del nostro corpo, è anche il componenteche meno possiamo permetterci di perdere, perché trasporta le sostanzemetaboliche e regola la temperatura corporea. E’ grazie alla capacità dell’ acquadi sciogliere un numero elevatissimo di sostanze che l’uomo, così come le piante egli animali, è in grado di assimilare gli elementi nutritivi, i minerali e tutti queicomposti chimici necessari alla sopravvivenza, come pure di espellere i rifiuti e letossine prodotti dall’ organismo eliminandoli con l’ urina o il sudore.
  106. 106. L’equilibrio del nostro organismo dipende in gran parte dal nostrobilancio idrico. Bere acqua, dunque, è fondamentale perchédobbiamo riequilibrare quella persa con la respirazione e conl’escrezione. Il nostro organismo si regola da solo sul bisogno d’acqua con ilsenso della sete; quando la bocca è secca bisogna bere perché vuoldire che c’è già carenza. Se, infatti, sono le cellule nervose adavvertire per prime lo stimolo della sete, è anche vero che ilmeccanismo si genera quando già abbiamo perso l’1-2% dell’acquanecessaria.Normalmente l’acqua si assume bevendola, ma si assume ancheattraverso gli alimenti, che possono essere più o meno ricchi d’acqua. Frutta, verdura e latte ne contengono l’85%, meno la carnee il pesce ancora meno
  107. 107. Non è vero che l’acqua fa ingrassare, infatti non contienecalorie. Perdere acqua per far scendere il peso corporeo è unillusione momentanea. Bere durante i pasti non è affattosbagliato, si favorisce la digestione pur allungandone i tempi.La ritenzione idrica non dipende dall’acqua che si ingerisce,ma dal sale e da altri componenti presenti nei cibi.Sul consumo delle acque minerali, che in Italia sono una verafissazione, bisogna sfatare alcune credenze diffuse, tra cuiquella che bere acqua oligominerale, con pochi sali, favorisceil restare in forma. Ricerche recenti dicono che il calcio,contenuto in alcune acque minerali, è ben assimilato dalnostro organismo.Se si vuol crescere sani, quindi, bisogna bere almeno un litro emezzo di acqua al giorno, una quantità che va raddoppiata sesi fa sport, quindi si suda di più. Ricordate che i sali che siperdono possono essere reintegrati semplicemente mangiandofrutta e verdura,che è anche un modo gustoso di bere durantela giornata.
  108. 108. L’acqua che giunge nelle nostrecase e che beviamo deve esseresottoposta a una serie ditrattamenti di potabilizzazioneche la rendono biologicamente emicrobiologicamente pura;inoltre, deve presentarsilimpida, inodore e di saporegradevole. I requisiti di qualitàsono regolati per legge e laqualità dell’acqua che fuoriescedal nostro rubinetto è controllatadurante tutto il percorsoattraverso gli acquedotti perpreservarle da infiltrazioni efattori inquinanti.
  109. 109. Un discorso a parte meritano le acque imbottigliatee distribuite in commercio.In Italia queste si divido in acque minerali e in acqueminerali gassate. E’ importante conoscere leproprietà dell’acqua acquistata per scegliere quellapiù adatta al proprio organismo. Guardando leetichette si nota che ogni acqua minerale ha unacomposizione chimica diversa: alcune favoriscono ladiuresi, altre la digestione, altre ancora risultanoparticolarmente adatte per i neonati.Questo perché, durante il loro viaggio nel terreno, leacque raccolgono quantità differenti di sali disciolti.Le acque oligominerali, povere di sali, sono adatte achi ha problemi renali e urinari, quelle mediominerali sono indicate per organismi senzaparticolari problemi, le acque ricche di sali mineralile consiglia il medico in caso di terapie specifiche.La quantità di sali disciolti è misurata pesando i saliche si accumulano facendo evaporare un litro diacqua alla temperatura di 180 °C.
  110. 110. Acqua per lavareTra gli usi dell’acqua vi è quello per l’igiene personale e degli ambientidomestici e pubblici, oltre che per annaffiare piante e giardini.Lavarsi le mani prima di uscire dal bagno o prima di sedersi a tavola evitamolte infezioni; lavarsi i denti regolarmente serve a prevenire la carie;facciamo questi gesti automaticamente ma sono importantissimi per la nostrasalute.Il consumo di acqua per “usi civili” è, negli ultimi anni, molto aumentato, piùche raddoppiato, sia per l’incremento demografico, sia per l’aumento delconsumo dei singoli individui, specie nelle società ricche.
  111. 111. Adesso l’acqua arriva in tutte le nostre case, ma non per questo si deve pensareche ce ne sia in abbondanza; bisogna fare attenzione ai consumi giornalieri, inmodo da non sprecarla, e ridurne al minimo l’inquinamento, che la rende nonutilizzabile.E’ importante, perciò non lasciare il rubinettoaperto quando ci insaponiamo, usare poco detersivo, assicurandoci che sia biodegradabile, preferireelettrodomestici che riducano il consumo d’acquae gli scarichi di sapone. Questi e altri gesti nonrichiedono molto sacrificio ma sono rispettosidell’ambiente.
  112. 112. Acqua per coltivareL’acqua è fondamentale in agricoltura sia perché le piantesono costituite per il 90% d’acqua, sia perché fornisce saliminerali alla loro crescita. Copre quasi i 2/3 del consumodi acqua dolce del pianeta.Nei paesi poveri e nelle comunità rurali la crescita dellecolture dipende quasi del tutto dalla pioggia, in quelle invia di sviluppo o a rischio siccità si adottano sistemi diirrigazione. L’acqua per l’irrigazione è prelevataartificialmente da un fiume, un lago, da un bacino oppureda falde sotterranee e distribuita con canalizzazioninell’area coltivata. Con questo sistema le colture cresconopiù in fretta e più abbondanti.L’acqua di irrigazione, però, evapora al sole lasciandouno strato di sali minerali sul terreno, che puòdiventare, col tempo, così salato da rendere impossibile lacoltivazione. Per questo si preferisce il sistemadell’annaffiatura, che consiste nel creare una pioggiaartificiale. E’ preferibile praticarla la mattina presto, lasera o la notte, per ridurre al minimo l’evaporazione.
  113. 113. Anche l’agricoltura è fonte di inquinamento, perché, quandopiove, i fertilizzanti, gli erbicidi e gli antiparassitari vengonoassorbiti dal terreno e finiscono per inquinare le faldeacquifere.Il consumo eccessivo di acqua in agricoltura, a causadell’irrigazione, mette in serio pericolo le risorse idriche dimolte regioni.Oggi esistono numerose tecnologie in grado di ridurre iconsumi e gli sprechi di acqua, anche se spesso non vengonoutilizzate. Le tecniche più avanzate portano l’acqua ai piedidelle piante o degli alberi da frutto, liberandola goccia dopogoccia, ottimizzando la produzione.Il miglioramento nel gestire l’acqua destinata all’agricolturasarà determinante per combattere le crisi idriche delpianeta, poiché, tra i tanti usi dell’acqua, quello inagricoltura è sicuramente il più importante in terminiquantitativi.
  114. 114. Acqua per allevareAnche gli animali, per vivere hannobisogno di bere molta acqua,soprattuttogli animali da allevamento, da cuiricaviamo la carne, il latte, le uova.Secondo calcoli effettuati, per ottenere unchilo di carne risulta che il consumo diacqua è di circa 31.500 litri, e una muccada latte beve più di 100 litri d’acqua algiorno e consuma tonnellate diforaggi, che a loro volta richiedonoettolitri d’acqua.Il ruolo e la qualità dell’acquanell’allevamento ultimamente è statorivalutato. In passato, quando gli animalisi ammalavano si pensava che l’unicacausa fosse l’alimentazione, senzaconsiderare l’influenza dell’acquabevuta, che può rappresentare il veicolo dinumerose malattie infettive. L’acquacostituisce l’habitat naturale di milioni dianimali e ci fornisce uno degli alimenti piùimportanti: il pesce.
  115. 115. Oggi la pesca copre in media il 16% del fabbisogno mondiale diproteine animali. Gli oceani e i mari ospitano una varietà di tipidi animali, maggiore di qualsiasi altro sistema terrestre. Inpassato si praticava una pesca limitata, ma oggi i modernipescherecci catturano enormi quantità di pesce, correndo ilrischio di limitare il ciclo riproduttivo. Oltre a ciò, nelle grandireti da pesca rimangono impigliati anche animali noncommestibili, che vengono uccisi inutilmente. Si rischia perciò dimodificare l’equilibrio della vita degli ambienti marini, senzaconsiderare che del benessere degli oceani e dei mari dipendeanche il nostro benessere. C’è, infine, da dire che negli ultimi anni si sono intensificate lepratiche dell’itticoltura, ossia l’’allevamento dei pesci invasche, stagni, laghi, o sulle rive del mare.
  116. 116. Acqua per far funzionare le industrieL’acqua viene impiegata in quantità rilevanti anche nelle attività industriali:nella classifica dei consumi l’industria è al 2 posto. dopo l’agricoltura. Piùun paese è sviluppato, maggiore è l’utilizzo d’acqua per le industrie (in Italiail consumo è del 20%).La quantità utilizzata dipende dal tipo di utilizzo: può essere usata comemateria prima, per raffreddare le macchine, per lavare gli impianti. Di solitoquest’acqua viene prelevata da laghi e fiumi e in alcuni casi il fabbisogno èelevato. Le cartiere, per esempio, vengono costruite vicino ai corsi d’acquaperché ne consumano grandi quantità: basti pensare che per un giornaleservono almeno trecento litri d’acqua.Spesso l’acqua in uscita dai processi industriali è inquinata perchécontiene materie prime o scorie altamente nocive.In molti paesi industrializzati vi sono severe leggi che obbligano le industrie atrattare preventivamente le acque in uscita dalle fabbriche in appositidepuratori che riducono fortemente le concentrazioni di inquinanti prima discaricarle in laghi, fiumi e mari, in modo che siano compatibili con la salutedell’uomo e dell’ambiente.
  117. 117. Acqua per produrre energiaL’acqua costituisce anche una fonte di energia rinnovabile, una delle piùantiche per l’uomo, che con la forza dell’acqua dei fiumi faceva muovere lepale di mulini.Oggi questa tecnica si è evoluta e viene usata nelle centrali idro-elettriche.Queste vengono costruite ai piedi di una diga, in modo che l’acqua cadendodall’alto sfrutti la sua energia potenziale (energia di un corpo che si trova aduna certa altezza). All’interno delle condotte forzate l’acqua precipita a vallesviluppando energia cinetica. Alla base delle condotte forzate, all’interno dellacentrale, l’energia cinetica dell’acqua fa muovere una ruota: la turbinache, con lo stesso principio della ruota dei mulini, trasforma l’energia cineticain energia meccanica. La turbina è collegata a un generatore che, a suavolta, trasforma l’energia meccanica in energia elettrica.Le centrali elettriche in genere hanno bisogno di molto vapore per azionare igeneratori: più di 260.000 litri d’acqua all’ora per raffreddarli; l’acqua caldache si ottiene con questo processo viene spesso riversata nel mare, nei fiumi enei laghi circostanti, ove danneggia la flora e la fauna, con un inquinamentodelle acque di tipo termico, che favorisce fenomeni di eutrofizzazione eimpedisce la riproduzione di pesci o di altri animali che normalmente vivono inquell’ambiente.
  118. 118. Acqua per fare sport e divertirsiL’acqua ha un ruolo importante come mezzo ricreativo: inpiscina, al mare, nei parchi di divertimento.Gli sport acquatici ci permettono di scaricare la tensioneattraverso il gioco e l’attività fisica. In essi la fusione conl’acqua ci ricorda che da essa siamo nati e che è un beneprezioso che va rispettato, compreso e anche temuto. Anchequotidianamente usiamo l’acqua per rilassarci: quandotorniamo da una pesante giornata lavorativa o anche da unostanchevole allenamento facciamo una bella doccia.Le vacanze per lo più si trascorrono dove sono possibiliattività a contatto con l’acqua sia essa dolce che salata:windsurf, nuoto, vela, canottaggio, ma troviamo giovamentoanche solo a prendere il sole in riva.Un modo piacevole di trascorrere le vacanze è quello diandare alle terme, in cui si possono sfruttare gli effettibenefici sulla salute di alcune acque termali e mineraliUsare l’acqua a scopo ricreativo comporta, però, degliaccorgimenti: bisogna fare attenzione a fare il bagno solodove le acque sono riconosciute balenabili dalle normativeCEE: il contatto con acque inquinate può, infatti, comportaredanni per la nostra salute.
  119. 119. Bisogna, poi, considerare chemolte attività sportive e moltisvaghi possono danneggiarel’habitat degli ambientinaturali e la qualità delleacque: un esempio tipico èl’inquinamento provocato dairifiuti prodotti dai turisti oquello dovuto agli scarichi deicombustibili delle barche amotore.
  120. 120. Acqua, oro bluCosa beviamo quando abbiamo sete? Il 98% di noi beve acqua minerale,spesso proveniente da altri continenti. Si è calcolato che per arrivare inEuropa l’acqua può percorrere 15000 Km, consumando enormi quantità dicarburante e contribuendo in maniera sostanziale all’inquinamento. È stato,inoltre, calcolato che ogni anno 22 milioni di tonnellate di acqua si spostano daun continente all’altro: queste sono scelte di consumo non sostenibile perl’ambiente.Gli italiani sono i più grandi consumatori di acque minerali con 191 litri procapite, anche se vi sono acque potabili di ottima qualità. D’altra parte si èvisto, da blintest effettuati, che le persone testate non riescono a distinguere leacque minerali da quella del rubinetto, anzi spesso, quando non sonoinfluenzati dalle etichette, trovano quest’ultima di sapore più gradevole.Ma qual è la differenza tra acqua minerale e acqua potabile?Per la legge esiste solo l’acqua potabile e l’acqua non potabile; l’acquaminerale è considerata bibita. Ci sono, però, acque minerali ottime.
  121. 121. L’acqua potabile è quella portata nelle nostre case dall’acquedotto ed ha unbasso residuo fisso (l’acqua lasciata evaporare a 180 C deposita i salidisciolti). L’acqua del rubinetto ne contiene meno di 1,5 g/l, inoltre èchimicamente e microbiologicamente pura, ossia sicura, non contaminata dainquinanti chimici e biologici.Più alto è il residuo fisso, più l’acqua è mineralizzata. La classificazione è laseguente: 100 – 500 mg/l oligominerali 500 – 1500 mg/l minerali > 1500 mg/l sono ricche di sali, danno effetti significativi sull’organismo edevono essere consumate su consiglio medico.Le acque minerali, lisce o effervescenti, devono essere imbottigliate così comesgorgano alla sorgente, con l’unica eccezione di quelle addizionate alla fontecon anidride carbonica. Le aziende che imbottigliano le acque minerali sonosoggette a controlli periodici da parte dei NAS e delle ASL..Ma perchè si preferiscono le acque minerali piuttosto che quelle del rubinetto?Le analisi di mercato hanno dato le seguenti motivazioni: vengono percepitesenza odore, talvolta più leggere e gradevoli, le etichette e le confezionisigillate sono avvertite come una garanzia; inoltre i sali minerali contenuti, chepotrebbero avere effetti curativi, stuzzicano l’interesse di chi compra.
  1. A particular slide catching your eye?

    Clipping is a handy way to collect important slides you want to go back to later.

×