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Asteroidi e comete pericoli per la terra
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Asteroidi e comete pericoli per la terra

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  • 1. 18/01/2012 Città della Pieve Asteroidi,comete e il pericolo per la terra.Di Federico Pelliccia eManlio SuvieriRelatore: Federico Pelliccia
  • 2. •Il sistema solare comprende 8 pianeti principali di cui 4 rocciosi e gli altri quattro gassosi(ciascuno accompagnato dai relativi satelliti naturali) e diversi pianeti “nani” tra cui “Eris” e Plutone.Di Federico Pelliccia e Manlio Suvieri Relatore Federico Pelliccia
  • 3. Marte ha due satelliti Demos e FobosGiove ha 67 satelliti naturaliSaturno ha 62 satelliti naturali più tutti i corpuscoli degli anelliUrano ha 27 satelliti naturaliNettuno ha 13 lunePlutone ha 5 lunepiù un gran numero di corpi minori (comete e asteroidi) e materiainterplanetaria. L’insieme di tutti questi corpi costituisce il nostroSistema Solare.
  • 4. Lipotesi nebulare attualmente è quella generalmenteaccettata, afferma che il sistema solare ha avuto originedal collasso gravitazionale di una nube gassosa, lanebulosa solare(circa 4,5miliardi di anni fa).Si calcola che la nebulosa avesse un diametro di circa 100 UA e una massacirca 2-3 volte quella del Sole.
  • 5. Dopo cento milioni di anni la pressione e la densità dellidrogeno nel centro nella nebulosa divennero grandi a sufficienza per avviare la fusione nucleare nella protostella. Il vento solare prodotto dal neonato Sole spazzò via i gas e le polveri residui del disco allontanandoli nello spazio interstellare e fermando così il processo di crescita dei pianeti.(il vento solare)
  • 6. Nel Settecento Johann Daniel Tietz (latinizzato in Titius)scoprì una relazione empirica che permette di ricavare ledistanze dei pianeti dal Sole tramite una semplicesequenza numerica. La relazione fu successivamentesolo divulgata da Bode e prende oggi il nome di legge diTitius-Bode.La sequenza parte da 0, passa a 3 e raddoppia di volta involta: 0, 3, 6, 12, 24, 48, 96, 192, 384, 768.Aggiungendo 4 a ciascun numero e dividendo il risultatoper 10, si ottiene la distanza approssimativa dell’orbita inU. A.
  • 7. Pianeta a (U.A.) Legge di Titus- Bode Mercurio 0,39 (0+4)/10 = 0,4 Venere 0,72 (3+4)/10 = 0,7 Terra 1 (6+4)/10 = 1,0 Marte 1,52 (12+4)/10 = 1,6 Fascia degli 2,77 (24+4)/10 = 2,8 asteroidi Giove 5,2 (48+4)/10 = 5,2 Saturno 9,54 (96+4)/10 = 10,0 Urano 19,18 (192+4)/10 = 19,6 Nettuno 30,06 (384+4)/10 = 38,8 Plutone 39,48 (768+4)/10 = 77,2Come si evince dalla tabella, anche la fascia degli asteroidi segue questalegge, occupando il posto compreso tra Marte e Giove, ma Nettuno e Plutonepossiedono uno scarto rilevante.
  • 8. La fascia principale degli asteroidi è unaregione del sistema solare compresa fra leorbite di Marte e Giove, che contiene lamaggiore concentrazione di asteroidi delsistema solare.Quasi metà della massa della fasciaprincipale è contenuta nei quattro asteroidipiù importanti: Cerere il più grande (1000kmdi diametro) ed il primo ad essere scoperto,dall’italiano Giuseppe Piazzi nel 1801, 4Vesta, 2 Pallas e 10 Hygiea, che hanno tuttidiametri di oltre 400 km. Cerere inparticolare ha un diametro di circa 950 kmed è lunico identificato come pianeta nano.I rimanenti oggetti della fascia hannodimensioni molto inferiori, fino a poco piùche particelle di pulviscolo.
  • 9. Un asteroide (a volte chiamato pianetino o planetoide) è un corpoceleste simile per composizione ad un pianeta roccioso ma piùpiccolo, e generalmente privo di una forma sferica; ha in genere undiametro inferiore al chilometro, anche se non mancano corpi digrandi dimensioni. 243 Ida e la sua luna Dactyl, il primo satellite di un asteroide ad essere stato scoperto.
  • 10. Secondo lipotesi della nebulosa la fasciadegli asteroidi conteneva INIZIALMENTEuna quantità di materia più che sufficienteper formare un pianeta.tuttavia i planetesimi presenti non poteronofondersi in un unico corpo a causadellinterferenza gravitazionale prodotta daGiove venutosi a formare prima.Allora come oggi le orbite dei corpi nellafascia degli asteroidi sono in risonanza conGiove, tale risonanza causò la fuga dinumerosi planetesimi verso lo spazioesterno e impedì agli altri di consolidarsi inun corpo massiccio.Sempre secondo questa ipotesi gli asteroidiosservati oggi sono i residui dei numerosiplanetesimi che si sarebbero formati nelleprime fasi della nascita del sistema solare.
  • 11. Nella meccanica celeste, la risonanza orbitale avviene quando due corpiorbitanti hanno periodi di rivoluzione tali che il loro rapporto è esprimibile infrazioni di numeri interi piccoli.Quindi i due corpi esercitano, lun laltro, una regolare influenzagravitazionale. Questo fenomeno può stabilizzare le orbite e proteggerle daperturbazioni gravitazionali. Per esempio:Plutone, e alcuni piccoli corpicelesti chiamati Plutini, sono salvati dallespulsione da una risonanza 3:2con Nettuno. Tre rivoluzioni di Nettuno corrispondono esattamente a duerivoluzioni di Plutone.Gli asteroidi Troiani si possono considerare protetti da una risonanza 1:1con Giove.La risonanza orbitale può anche destabilizzare una delle orbite.Per esempio: Ci sono una serie di zone quasi vuote nella fascia di asteroidichiamate lacune di Kirkwood, dove gli asteroidi sarebbero in risonanzaorbitale con Giove, che ne causerebbe lespulsione
  • 12. .I punti lagrangiani identificano un particolare punto di unorbita in unsistema di corpi, di un pianeta o di un satellite; i punti lagrangiani sono gliunici punti in cui si possono situare corpi minori, o gruppi di corpi minori,per condividere stabilmente lorbita di un corpo più grande, in quanto leattrazioni gravitazionali si annullano. Situazione tipica è quella degliasteroidi Troiani, tra cui i più famosi sono quelli di Giove (recentementesono stati scoperti i "Troiani di Nettuno") organizzati in due gruppi(gruppodi Achille,e gruppo di Patroclo)che condividono lorbita del gigante, unoche lo precede di 60° e laltro che lo segue alla stessa distanza angolare.La famiglia di asteroidi Hilda: In verità non si tratta di una famiglia verae propria, poiché i corpi che la compongono non discendono da uncomune oggetto progenitore; è tuttavia una famiglia dinamica, compostada asteroidi intrappolati in un rapporto di risonanza orbitale 2:3 con ilpianeta Giove.Gli asteroidi Hilda percorrono le loro orbite in modo tale da raggiungerelafelio in posizione diametralmente opposta(rispetto a Giove).La famiglia deve il suo nome alloggetto principale che vi appartiene,lasteroide Hilda, appunto
  • 13. Gli oggetti di grande massa hannoun campo gravitazionale sufficientead impedire la perdita di grandiquantità di materia in seguito aiviolenti impatti con altri corpi celesti(i frammenti ricadono sullasuperficie del corpo principale). Icorpi più massicci della fascia degliasteroidi non sarebbero stati invecesufficientemente dotati di massa: lecollisioni li hanno frantumati ed iframmenti sono sfuggiti allareciproca attrazione gravitazionale.La prova delle avvenute collisioni èosservabile nelle piccole lune cheorbitano attorno agli asteroidi piùgrandi che possono essereconsiderati frammenti la cui energianon è stata sufficiente per potersiseparare dal corpo principale.
  • 14. Lalto numero di asteroidi presenti(si ipotizza siano circa un milione)porta, infatti, ad un ambiente molto attivo, dove le collisioni reciprocheavvengono piuttosto frequentemente (in termini astronomici). Unacollisione può spezzare un asteroide in molti piccoli frammenti(portando alla formazione di una famiglia di asteroidi), o può unire dueasteroidi se avviene ad una bassa velocità relativa. Dopo cinquemiliardi di anni, la fascia degli asteroidi odierna somiglia quindi moltopoco a quella originaleLa maggior parte degli asteroidi hanno eccentricità orbitale inferiorea 0,4 e inclinazione inferiore a 30°.Pertanto un tipico asteroide ha unorbita quasi circolare che giace nelpiano delleclittica, mentre solo alcuni hanno orbite fortementeeccentriche che si estendono al di fuori del piano di quest’ultima.Gli asteroidi non sono però distribuiti uniformemente: alcune "zone",definite come gruppi di asteroidi con lo stesso periodo orbitale,oppure la stessa inclinazione e così via, sono piuttosto fitte, altrequasi vuote (le zone vuote sono dette lacune di Kirkwood).
  • 15. La Fascia di Kuiper (o Fascia di Edgeworth-Kuiper) è una regione delSistema Solare che si estende dallorbita di Nettuno (alla distanza di 30UA) fino a 50 UA dal Sole. Si tratta di una fascia di asteroidi esternarispetto allorbita dei pianeti maggiori.Nella fascia sono stati scoperti più di 800 oggetti (Kuiper belt objects, oKBO). Il più grande è il pianeta nano Eris, scoperto nel 2005; prima diallora si riteneva che il primato spettasse a Plutone, assieme al suosatellite Caronte; intanto a partire dallanno 2000 sono stati trovati altrioggetti di dimensioni ragguardevoli: 50000 Quaoar, scoperto nel 2002, ègrande la metà di Plutone, e quindi è più grande del maggiore degliasteroidi tradizionali, Cerere. Gli altri KBO sono progressivamente piùpiccoli. Lesatta classificazione di questi oggetti non è chiara, perché sonoprobabilmente molto differenti dagli asteroidi più interni.La maggior parte dei KBO, come si è visto usando la spettroscopia, sonocostituiti da ghiaccio ed hanno la stessa composizione chimica dellecomete, e così come nelle comete è evidente la presenza di compostiorganici. Molti astronomi pensano che siano appunto comete che, nonavvicinandosi mai al Sole, non emettono la loro coda. La distinzione tracometa e asteroide non è molto chiara e le incertezze abbondano, comemostrato dal caso dellasteroide 2060 Chirone.
  • 16. La teoria dice che la fascia di Kuiper fu inizialmente una regioneesterna occupata da corpi ghiacciati dalla massa insufficiente perpotersi consolidare in un pianeta. In origine il suo bordo interno eraappena oltre lorbita di Urano e Nettuno, allepoca della loroformazione (probabilmente tra le 15 e 20 UA). Il suo bordo esternoera ad una distanza di circa 30 UA. Gli oggetti della fascia cheentrarono nel sistema solare esterno causarono le migrazioni deipianeti.La risonanza orbitale 2:1 tra Giove e Saturno spinse Nettuno dentrola fascia di Kuiper, provocando la dispersione di numerosi dei suoicorpi. Molti di essi furono spinti verso linterno fino ad interagire conla gravità gioviana che spesso li spinse su orbite molto ellittiche e avolte fuori dal sistema solare. Gli oggetti spinti sulle orbite altamenteellittiche vanno a far parte della nube di Oort. Alcuni oggetti spintiverso lesterno da Nettuno formano la porzione del "disco disperso"degli oggetti della fascia di Kuiper.Nella fascia di Kuiper,stazionano sia asteroidi siacomete,forse discese dalla nube di Oort
  • 17. La nube di Oort (dal nome del suo scopritore Jan Oort)sarebbe una nube sferica di comete posta tra 20.000 e100.000 UA, o 0,3 e 1,5 anni luce dal Sole, cioè circa 2400volte la distanza tra il Sole e Plutone.Questa nube non è mai stata osservata perché troppolontana e buia perfino per i telescopi odierni, ma si ritiene chesia il luogo da cui provengono le comete di lungo periodo(come la Hale-Bopp e la Hyakutake, recentemente avvistate)che attraversano la parte interna del sistema solare. Lecomete dette di corto periodo (tra le quali la Halley è la piùfamosa) potrebbero invece venire dalla fascia di Kuiper.
  • 18. •Secondo la teoria, la nube diOort contiene milioni di nuclei dicomete, che, disturbati dainterferenze gravitazionali,modificano la loro orbitapenetrando all’interno delsistema solare dando origine aduna nuova cometa . La nubefornisce una provvista continuadi nuove comete, cherimpiazzano quelle distrutte dairipetuti passaggi vicino al Sole.La teoria sembra confermatadalle osservazioni successive,che ci mostrano come le cometeprovengano da ogni direzione,con simmetria sferica.La nube di Oort è un residuo della nebulosa originale da cui si formaronoil Sole e i pianeti cinque miliardi di anni fa ed è debolmente legata alsistema solare. Si pensa che anche le altre stelle abbiano una nube di Oorte che i bordi esterni delle nubi di due stelle vicine possano a voltesovrapporsi, causando unoccasionale "intrusione" cometaria.
  • 19. I Centauri sono una classe di planetoidi ghiacciati del sistemasolare che descrivono unorbita intorno al Sole compresa fra quelledi Giove e Nettuno;Chirone, il primo centauro ad essere scoperto, fu individuato nel1977 e classificato inizialmente come un asteroide di tipo C. Tra il1986 ed il 1988 le osservazioni dellasteroide indicarono, senza alcundubbio, delle variazioni di luminosità, attribuibili alla dispersione dimateriali volatili. In poche parole, Chirone, nel suo avvicinamento alperielio, iniziava a sviluppare una chioma cometaria; per la suaduplice natura, è oggi ufficialmente classificato sia come asteroideche come cometa (95/P Chiron), anche se le sue dimensioni sono digran lunga maggiori di quelle tipiche dei nuclei cometari conosciuti(132-142 km di diametro contro, ad esempio, gli 8-16 km della cometadi Halley).Per questo motivo proseguono le controversie sulla suaclassificazione, mentre altri centauri vengono costantementemonitorati per individuare eventuali segnali di attività cometaria.
  • 20. Gli studi dinamici condotti sulle loro traiettorie indicano che iCentauri costituiscono molto probabilmente una condizione orbitaleintermedia per i corpi celesti provenienti dalla fascia di Edgeworth-Kuiper che si apprestano a trasformarsi in comete a corto periododella famiglia di Giove.La loro evoluzione inizia nel sistema solare esterno, doveoccasionali perturbazioni gravitazionali possono sospingere iplanetoidi della fascia in direzione del Sole, portandoli ad incrociarelorbita di Nettuno ed eventualmente ad interagire gravitazionalmentecon il pianeta.Le loro orbite non restano stabili, ma divengono ALTAMENTECAOTICHE, evolvendo in modo rapido e imprevedibile man mano cheessi compiono ripetuti avvicinamenti a uno o più degli altri gigantigassosi.
  • 21. Il termine cometa viene dal greco (kométes), cioè chiomato, dotato dichioma.Una cometa è un oggetto celeste relativamente piccolo, simile ad unasteroide ma composto prevalentemente di ghiaccio.Nel Sistema solare, le orbite delle comete generalmente si estendonooltre quella di Plutone.Le comete che entrano nel sistema interno, e si rendono quindi visibiliad occhi umani, hanno orbite ellittiche.Spesso descritte come "palle di neve sporche", le comete sonocomposte per la maggior parte di sostanze volatili come biossido dicarbonio, metano e acqua ghiacciati, con mescolati aggregati dipolvere e vari minerali.La sublimazione delle sostanze volatili quando la cometa è inprossimità del Sole causa la formazione della chioma e della coda.
  • 22. Quando le comete sono prossime al Sole diventano attive e se ne distinguono le componenti principali Una cometa è costituita: da un nucleo solido La chioma consiste di una densa nube di acqua, biossido di carbonio e gas neutri che vengono sublimati dalla radiazione solareLa nube di idrogeno è molto estesa (alcunimilioni di km) ed ha un inviluppo di idrogenosparso nello spazio interplanetarioLa coda di polvere è composta diparticelle di polvere molto piccolegenerate nel nucleo dai gas che locompongono. È la parte prominentedella cometa, quella maggiormentevisibile (ad occhio nudo) e si estendefino a 10 milioni di km di lunghezza.La coda di ioni è costituita dal plasma prodottodalla interazione con il Vento Solare e siestende per oltre 100 milioni di km.
  • 23. La cometa di Halley o 1P/Halley, ritratta in una fotografia del 1986 (ossia in occasione del suo ultimo perielio,il prossimo sarà nel 2061)Sono ben evidenti le “due code” della cometa.La cometa Hale-Bopp o C/1995 O1(Hale-Bopp) fotografata inoccasione del suo primo ed ultimoperielio (trattandosi di una cometanon periodica) durante l’aprile1997.Anche in questo caso sonoben distinte le due code.
  • 24. Le comete sono usualmente classificate in base alla lunghezza del loroperiodo orbitale.Sono definite comete di corto periodo quelle che hanno un periodo orbitaleinferiore a 200 anni. La maggior parte di esse percorre orbite che giaccionoin prossimità del piano delleclittica .Le comete di lungo periodo percorrono orbite con elevate eccentricità econ periodi compresi tra 200 e migliaia o anche milioni di anni.Le comete extrasolari (in inglese, Single-apparition comets - comete da unasingola apparizione) percorrono orbite paraboliche o iperboliche che leportano ad uscire permanentemente dal Sistema solare dopo esser passateuna volta in prossimità del Sole .Comete recentemente scoperte nella fascia principale degli asteroidi (cioècorpi appartenenti alla fascia principale che manifestano attività cometariadurante una parte della loro orbita), percorrono orbite semi-circolari e sonostate classificate in una classe a sé .Esistono infine le comete radenti , dal perielio così vicino al Sole chesfiorano letteralmente la superficie solare ed hanno breve vita
  • 25. Le comete hanno vita relativamente breve. I ripetuti passaggi vicinoal Sole le spogliano progressivamente degli elementi volatili, fino ache la coda non si può più formare, e rimane solo il materialeroccioso. Se questo non è abbastanza legato, la cometa puòsemplicemente svanire in una nuvola di polveri. Se invece il nucleoroccioso è consistente, la cometa è adesso diventata un asteroideinerte, che non subirà più cambiamenti.La frammentazione delle comete può essere attribuitaessenzialmente a tre effetti: allurto con un asteroide, ad effettimareali di un corpo maggiore, quale conseguenza dello shocktermico derivante da un repentino riscaldamento del nucleocometario. Spesso episodi di frantumazione seguono fasi di intensaattività della cometa, indicate col termine inglese outburst. Laframmentazione può comportare un aumento della superficieesposta al Sole e può risolversi in un rapido processo didisgregazione della cometa.
  • 26. (Mosaico di immaginidella cometaShoemaker-Levy primadellimpatto con Giove) Alcune comete possono subire una fine più violenta: cadere nel Sole oppure entrare in collisione con un pianeta, durante le loro innumerevoli orbite che percorrono il Sistema solare in lungo e in largo. Le collisioni tra pianeti e comete sono piuttosto frequenti su scala astronomica: la Terra incontrò una piccola cometa nel 1908, che esplose nella taiga siberiana causando levento di Tunguska, che rase al suolo migliaia di chilometri quadrati di foresta.
  • 27. La collisione di una grossa cometa con la Terra sarebbe un disastro immane se avvenisse vicino ad una grande città, perché causerebbe sicuramente migliaia, se non milioni di morti.Fortunatamente, seppur frequenti su scala astronomica, tali eventi sono moltorari su scala umana, e i luoghi densamente abitati della Terra sono ancoramolto pochi rispetto alle vaste aree disabitate o coperte dai mari.Nel 1910 la Terra passò attraverso la coda della Cometa di Halley, ma lecode sono talmente immateriali che il nostro pianeta non subì il minimoeffetto. In realtà recenti studi sostengono che le comete abbiano avuto un ruolo di fondamentale importanza per la formazione della vita sulla terra,in quanto portatrici di acqua e sostanze organiche fondamentali.
  • 28. Il nucleo di ogni cometa perde continuamente materia, che va aformare la coda.La parte più pesante di questo materiale non è spinta via dal ventosolare, ma resta su unorbita simile a quella originaria.Col tempo, lorbita descritta dalla cometa si riempie di sciami diparticelle piccolissime, ma molto numerose, e raggruppate in nubiche hanno origine in corrispondenza di un periodo di attività delnucleo.Quando la Terra incrocia lorbita di una cometa in corrispondenza diuna nube, il risultato è uno sciame di stelle cadenti, come le famose"lacrime di San Lorenzo" (10 agosto), o numerosi sciami più piccoli emeno conosciuti.A volte le nubi sono densissime: la Terra incrocia ogni 33 anni, laparte più densa della nube delle Leonidi, derivanti dalla cometa55P/Tempel-Tuttle, nel 1833 e nel 1966 le Leonidi diedero luogo a"piogge", con conteggi superiori alle dieci meteore al secondo.
  • 29. Dai primi anni del XX secolo divenne usanza comune nominare le cometecon il nome degli scopritoriUna cometa può essere nominata dal nome di non più di tre scopritori.In anni recenti, molte comete sono state scoperte da strumenti manovratida un consistente numero di astronomi ed in questi casi le comete possonoessere nominate dalla denominazione dello strumento. Per esempio, laCometa IRAS-Araki-Alcock fu scoperta indipendentemente dal satellite IRASe dagli astronomi amatoriali Genichi Araki e George Alcock.Oggi che la maggior parte delle comete viene scoperta da alcuni strumenti(nel dicembre del 2010, il telescopio orbitante solare SOHO ha scoperto lasua duemillesima cometa) questo sistema è divenuto poco pratico e non èfatto per assicurare ad ogni cometa un nome univoco, composto dalladenominazione dello strumento e dal numero. Invece, è stata adottata unadesignazione sistematica delle comete per evitare confusione.
  • 30. Nella nomenclatura astronomica per le comete, la letterache precede lanno indica la natura della cometa e puòessere:P/ indica una cometa periodica (definita a tale scopo comeavente un periodo orbitale inferiore ai 200 anni o di cui sonostati osservati almeno due passaggi al perielio);C/ indica una cometa non periodica (definita come ognicometa che non è periodica in accordo alla definizioneprecedente);D/ indica una cometa disintegrata o "persa“;X/ indica una cometa per cui non è stata calcolata unorbitaprecisa (solitamente sono le comete storiche).A/ indica un oggetto identificato erroneamente comecometa ma che è in realtà un asteroide.
  • 31. Un oggetto near-Earth (in inglese near-Earth object -abbreviato NEO) è un oggetto del Sistema Solare la cuiorbita può intersecare quella della Terra. Tutti i NEOhanno la distanza del perielio inferiore a 1,3 UAI NEO comprendono i seguenti tipi di oggetti:alcune migliaia di asteroidi near-Earthle comete la cui orbita si avvicina alla Terrale sonde orbitanti intorno al Solei meteoroidi sufficientemente grandi da essereintercettati nello spazio prima di colpire la Terra.
  • 32. È ormai ampiamente accettato dalla comunità scientifica che lecollisioni di asteroidi con la Terra avvenute in passato hanno avutoun ruolo significativo nel disegnare la storia geologica e biologicadel pianeta.Linteresse verso i NEO è aumentato dagli anni 80 in poi conlaumento della consapevolezza del potenziale rischio di impatti diquesto tipo di oggetti con la Terra.Uno studio scientifico ha dimostrato che Stati Uniti e Cina sono lenazioni più vulnerabili ad un impatto di un meteorite.La categoria degli asteroidi pericolosi (chiamati anche NEA)possiede unorbita che giace tra le 0,983 e 1,3 UA dal Sole (alPerielio). Quando un NEA viene rilevato si provvede a trasmettere irelativi dati allMinor Planet Center per la catalogazione.
  • 33. Le orbite di alcuni di questi asteroidi intersecano pericolosamentequella della Terra generando un “pericolo collisione”. Gli Stati Uniti,lUnione europea e altre nazioni stanno monitorando i NEO in unprogetto chiamato “Spaceguard”.Negli Stati Uniti la NASA ha una delega del Congresso per la catalogazionedi tutti i NEO grandi almeno 1 km, il cui impatto produrrebbe effetticatastrofici. Fino ad ottobre 2008, sono stati scoperti dalla NASA 982 oggettiNEO. È stato stimato nel 2006 che il 20% di questi oggetti non era statoancora scoperto. Attualmente si sta pensando di utilizzare i telescopiesistenti in Australia per coprire circa il 30% di cielo che ancora non è statoscandagliato.Gli oggetti potenzialmente pericolosi (PHO - Potentially Hazardous Objects)sono classificati sulla base di parametri che tengono conto del potenzialeavvicinamento alla Terra. Si tratta per la maggior parte degli oggetti chepossiede una distanza di intersezione minima allorbita terrestre (MOID)inferiore o uguale 0,05 UA (7480000 km) e una magnitudine assolutainferiore o uguale a 22,0 (un indicatore grezzo della dimensione). Oggetti lecui dimensioni sono inferiori a 150 m di diametro non sono consideratipericolosi.
  • 34. Cerere: una roccia ricca di acqua, è stato promosso alla categoria pianetanano, Orbita nella cintura degli asteroidi tra Marte e Giove la sonda Dawndella Nasa dopo aver visitato Vesta si sta dirigendo verso Cerere, cheraggiungerà nel 2015Baptistina: la madre dell’asteroide che estinse i dinosauri.Secondo leipotesi più frequenti, questa enorme roccia spaziale avrebbe impattatocontro un altro asteroide, qualcosa come 160 milioni di anni fa. La collisioneavrebbe generato una miriade di enormi frammenti di roccia in ognidirezione e proprio uno di essi sarebbe finito sul nostro pianeta. Baptistina èoggi un asteroide della grandezza stimata di 13/30 chilometri di diametro eviaggia ad una velocità media di 20 chilometri al secondo.Hektor: l’asteroide troiano di Giove, è un asteroide con una lunghezza eduna larghezza pari a circa 370 per 200 chilometri. Questa roccia possiedeanche una luna.
  • 35. 216 Kleopatra: l’asteroide a forma di osso di cane!Il nome di Cleopatra gli è stato assegnato perchéle sue due lune hanno avuto origine proprio daquesta roccia, negli ultimi 100 milioni di anni.Laloro scoperta risale a febbraio di quest’anno.Themis: è una grande roccia localizzata nella fascia principale degli asteroidi .E’ il primo el’unico finora noto ad avere del ghiaccio sulla sua superficie. Nel 2009, le osservazioni aluce infrarossa confermarono la presenza di ghiaccio sulla sua superficie, così come quelladelle molecole di carbone. Queste caratteristiche rendono Themis un asteroide ghiacciato epertanto simile se non identico ad una cometa.Toutatis:un asteroide in prossimità della Terra. Il suo diametro è pari a circa 5,4chilometri. Fu scoperto il 4 gennaio 1989 e, secondo gli esperti, è passato vicino allaTerra il 12 di dicembre 2012 alle 6:40 ad appena 6,9 milioni di km da noi (18 volte ladistanza Terra-Luna). Ma, con le sue dimensioni di 5 km, secondo le simulazioni, nelcaso puramente teorico di un impatto, avrebbe prodotto una catastrofe globale. Anchelui, in ogni modo, è una vecchia conoscenza. Già il 29 settembre 2004 aveva effettuatoun passaggio ravvicinato a 1,5 milioni di km (un’inezia sulla scala delle distanzeastronomiche!).Apophis: ovvero Armageddon Secondo i calcoli degli astronomi, dovrebbe passare moltovicino alla Terra nel 2029. Il corpo celeste ha un diametro di duecento metri Si muove allavelocità di 20 chilometri al secondo per cui l’impatto libererebbe un’energia spaventosa.effettuerà passaggi ravvicinati nel 2013 e nel 2021.
  • 36. l Minor Planet Center (Centro per gli oggetti minori) èunorganizzazione dipendente dalla III divisione, Scienze dei sistemiplanetari, dellUnione Astronomica Internazionale (UAI) ed operapresso lo Smithsonian Astrophysical Observatory. (SAO) è unistituto di ricerca della Smithsonian Institution con sede aCambridge, Massachusetts, dove si è unito con Harvard CollegeObservatory (HCO) per formare il Harvard-Smithsonian Center forAstrophysics (CfA). Per incarico dell’Unione AstronomicaInternazionale, lorganizzazione è incaricata di raccogliere econservare i dati osservativi sui corpi minori del Sistema solare(asteroidi e comete), calcolarne lorbita e pubblicare tali informazioni.Il Minor Planet Center fornisce un certo numero di servizi on line peragevolare losservazione di asteroidi e comete, tra i quali il catalogocompleto delle orbite dei corpi minori (MPCORB), che può essereliberamente scaricato.
  • 37. Si tratta di un certo numero di progetti e tentativi per scoprire e studiaresistematicamente ogni oggetto near-Earth (NEO).Gli asteroidi e meteoroidi vengono scoperti casualmente da molti telescopi(ma nel caso dei progetti specifici, il cielo viene scandagliato in modosistematico da propri telescopi a campo largo) che ripetutamentesorvegliano ampi campi del cielo, scattando foto sequenziali di una stessazona celeste per osservare oggetti in rapido movimento.Gli sforzi che si concentrano specificamente nella scoperta dei NEO sonoconsiderati parti dello "Spaceguard Survey" (Sondaggio di Guardia-Spaziale) a prescindere dallorganizzazione alla quale siano affiliati odipendenti economicamente.vari dispositivi e programmi classificabili come "Spaceguard" non hannorilevato in anticipo né levento meteorico del 6 giugno 2002 (giugno del 2002)né il Vitim event (settembre del 2002). Comunque il 6 ottobre del 2008, ilmeteoroide 2008 TC3, caduto nel Sudan venne rilevato dal telescopio di 1,5metri di diametro del Catalina Sky Survey (CSS), osservatorio che si trovanel Mount Lemmon, e venne monitorato estesamente fino a che non colpì laTerra il giorno successivo.
  • 38. Deep Impact è una sonda spaziale della NASA progettata perstudiare la composizione dellinterno di una cometa. Alle 5:52 UTCdel 4 luglio 2005 una parte della sonda ha impattato con successo ilnucleo della cometa Tempel 1, portando alla luce i detriti provenientidallinterno del nucleo.Dopo il suo lancio avvenuto il 12 gennaio 2005, la navicella spazialeDeep Impact ha impiegato 174 giorni per raggiungere la cometaTempel 1 a una velocità di crociera di circa 103.000 chilometri allora.Una volta giunta in prossimità della cometa (il 3 luglio), si è separatain due parti, il proiettile e la sonda (fly-by). Il proiettile ha utilizzato isuoi propulsori per intersecare la traiettoria della cometa,impattando 24 ore più tardi con una velocità relativa di 37.000 km/h. Ilproiettile aveva una massa di 370 chilogrammi, e nellimpatto con lacometa ha liberato 1.96 × 1010 joule di energia cinetica, lequivalentedi 4,5 tonnellate di TNT. Gli scienziati credono che lenergia prodottada questa collisione ad alta velocità sia sufficiente per creare uncratere di con un diametro di 100 m (largo quanto il Colosseo)
  • 39. Gli asteroidi annunciati in pericoloso avvicinamento alla Terra si sonolimitati solo a sfiorarci. Solo qualche milione di chilometri che, in terminiastronomici, equivalgono a destare ansie e paure. E come restareindifferenti, sapendo che il nostro pianeta è segnato da una serieconsiderevole di cicatrici da impatto? Gli astronomi ce lo confermano, ilnumero delle rocce spaziali a rischio di collisione è molto alto. Nel lorogergo si chiamano PHA, Potentially Hazardous Asteroids, ossia unsottogruppo della più numerosa famiglia dei NEO, i pericolosi Near EarthObjects .A tal proposito in data 15 febbraio 2013,l’asteroide 2012 DA14 (circa 40 m di diametro) si troverà auna distanza di 21000 km dalla superficie terrestre!! Quindi si tratta di uno dei massimiavvicinamenti in assoluto per oggetti di questo diametro ! Se i dati orbitali sono esatti,l’asteroideattraverserà velocissimo i cieli di Europa e Asia con una magnitudine pari a +6/+7, spostandosi diun diametro lunare al minuto!
  • 40. Al momento la popolazione degli asteroidi potenzialmentepericolosi, con un diametro superiore a 1 km, è stimata in un migliaio di oggetti. Del 90% conosciamo le orbite e quindipossiamo prevedere le loro traiettorie. Diverso è il discorso per gli asteroidi con dimensioni minori, tra 100 m e 1 km (quelli che potrebbero arrivare sulla Terra senza «vedere» l’atmosfera): si stima che siano almeno 150 mila e il 90% di questa popolazione è sconosciuta!Ma cosa dicono le probabilità? L’impatto di un asteroide di 1km può verificarsi una volta ogni milione di anni. Per eventi come quello di Tunguska (quando nel 1908 un «sasso spaziale» polverizzò 60 milioni di alberi) si stima una frequenza, in media, di una volta ogni qualche centinaio di anni.
  • 41. In definitiva, la probabilità che un asteroide di dimensioni importanti impatti controla Terra è relativamente elevata.Soprattutto se ne parliamo in termini di tempoastronomico.Invece è un numero meno rilevante se lo consideriamo in rapportoalla durata media della vita di un essere umano. Ed inoltre le modernestrumentazioni ci hanno permesso di catalogare finora circa il 90% dei corpipotenzialmente pericolosi ,di considerevoli dimensioni e di prevederne leorbite.Infine la missione della NASA Deep Impact ha funzionato anche come untest per provare a deviare l’orbita della cometa Tempel1 utilizzando la stessa sondacome un proiettile scagliato ad alta velocità. I risultati sono stati positivi. Quinditutto ciò ci consente di vivere la nostra vita con una discreta “serenità” senzaessere ossessionati dalla possibilità costante che un asteroide possa impattare laTerra da un giorno all’altro senza darci nemmeno il tempo di provare a cambiare ilcorso dell’evento.“Ad ogni modo è importante non prendere la questione“sottogamba” e quindi continuare a scandagliare il cielo allaricerca di questi oggetti perché come abbiamo vistoprecedentemente e come la storia ci insegna,non si può maisapere quali sorprese può riservarci lo spazio…”
  • 42. Relatore: Federico Pelliccia

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