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N. 241 maggio giugno

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  • 1. Periodico della comunità parrocchiale di Villa d’Adda (Bg) - N. 241 - Maggio/Giugno 2012 dial gare Maggio - Giugno 2012 n. 241
  • 2. SANTE MESSEFestive 18.00 prefestiva 1° Venerdì del mese 7.30 - 10.30 - 18.00 (9.15 all’Istituto) 15.00 - 17.00 Adorazione in parrocchiaFeriali (dal 4 giugno) Ogni domenica Lunedì: ore 20.30 a San Bernardino 16.00 Adorazione Eucaristica presso Martedì ore 20.30 a San Martirio l’Istituto Sacro Cuore - Villa Peschiera Mercoledì: ore 8.30 in parrocchia ore 17.00 a San Zenone Per la richiesta di celebrazione di Sante Messe rivol- Giovedì: ore 20.30 al Cimitero gersi in sacrestia, dopo la liturgia; oppure passare Venerdì: ore 17.00 a San Giovanni presso la segreteria parrocchiale (lunedì - venerdì,Feriali (all’Istituto) ore 9.30 - 12.00). Lun.-Mar.-Ven.-Sab.: ore 7; Gio.: ore 17 Per questioni organizzative di calendario si consiglia Giovedì: ore 16.00 Adorazione di non prenotare telefonicamente.BATTESIMI VISITE AGLI AMMALATI E UNZIONE SANTA17 giugno, ore 18.00 La famiglia che desidera la visita per l’Eucarestia e15 luglio, ore 10.30 per l’Unzione santa è pregata di avvisare il parrocoLa celebrazione chiede un incontro con i genitori, il o la segreteria parrocchiale.padrino e la madrina concordato con il parroco. VISITE NEGLI OSPEDALI Chi ha piacere di ricevere la visita dei sacerdoti del-MATRIMONI la parrocchia è pregato di far conoscere agli stessiI fidanzati sono invitati a presentarsi in parrocchia il nominativo dell’ammalato e il luogo di degenza.per i documenti almeno tre mesi prima del matrimo-nio, possibilmente nella giornata di sabato. FUNERALI I parenti del defunto sono invitati a comunicare allaCONFESSIONI parrocchia l’avvenuto decesso. Si eviti che l’avvisoSabato, ore 17.00 - 18.00 giunga in parrocchia da parte dell’agenzia funebre.Prima o dopo la Messa feriale. La data del funerale deve essere concordata con laPer i ragazzi una volta al mese. parrocchia: per esigenze pastorali, può essere scel-Per gli ammalati e gli anziani, al primo venerdì del to qualsiasi giorno, in mattinata e nel pomeriggio,mese (e delle feste) e a richiesta. esclusi il sabato pomeriggio e i giorni festivi.Don Diego Nodari: Via del Borgo, 2 - Tel. e Fax 035 792115 - e-mail: d.diegonodari@virgilio.itDon Gian Maria Berta: Via del Borgo, 2 - Tel. 335 6840832Segreteria parrocchiale: da lunedì a venerdì (9.30 - 12.30) - Tel. e Fax 035 792115Segreteria Oratorio: Via San Carlo, 3 - Tel. 035 4380113 - e-mail: oratorio.villadadda@alice.itScuola materna “T. Frigerio”: Tel. 035 792014 - e-mail: maternatf.villadadda@alice.itIstituto San Giuseppe: Tel. 035 791057Istituto Sacro Cuore - Villa Peschiera: Tel. 035 791228dial gare Pubblicità: Tel. 035 792115 (segreteria parrocchiale)Direttore editoriale: don Diego Nodari Distribuzione:Redazione: don Gian Maria Berta, Lucia Baroncelli, Maria Milani - Tel. 035 784608Davide Chiari, Luisa Dinale, Stefania Fetti, Mara Fuoco,Sara Marchetti, Giovanni Nervi, Gabriele Sala, Giusi Spreafico Ritiro fotografie:Hanno collaborato: gli educatori, Martina Arrigoni, Fiorangela Liliana Chiappa - Tel. 035 791625Bolognini, Gabriele Gambirasio, Emanuele Mangili, Sara Perico, Stampa: Tipografia dellIsola s.n.c.Emanuela Posa, Ilaria Posa, Sophie Rissotto, Mattia Roncalli, Tel. 035 4940845 -Terno dIsola (Bg)Antonella Sangalli, Davide Turani, Matteo Viscardi, Valentina Viscardi e-mail: tipografia@bisnet.itDirettore responsabile: Maria Luisa Giovanzana Iscrizione al Registro stampaPeriodico della comunità parrocchiale di Villa dAdda (Bg) del Tribunale di Bergamo n. 26 del 22 luglio 1985Via del Borgo, 2 - n. 241 - Maggio/Giugno 2012 - Anno XXIX Abbonamento annuo € 20,00 - Una copia € 3,50 In copertina: Serena Intilia Finalmente aria! in “Aria. I colori del Sacro”, Padova, 2012
  • 3. 3 Maggio/Giugno 2012 Esperienza: per provare o per mettersi alla prova? O gni parola è un po’ come uno scrigno che custodisce tanti significati, spesso anche un po’ contraddittori… Una di queste è sicuramente, nel linguaggio di oggi, la paro- la “esperienza”. Tutto, si dice, è esperienza, quasi a giustificare qualsiasi scelta si faccia… Fare esperienza, si dice, prima di scegliere e di decidere. Forse però sarebbe importante recuperare il senso di questa parola non tanto in rife- rimento a quel fare esperienze che, a volte, diventa l’alibi per non decidere mai, ma dell’esperire, del farsi un’esperienza dentro il cammino della vita. Un’esperienza che viene prima di decidere e che serve a misurarsi con qualcosa per capire se fa per me. Ma anche un’esperienza che viene dopo la decisione e che è segno della consapevolezza che non si è già capaci di fare tutto, e che occorre la pazienza di imparare, insieme all’umiltà di sapere che non posso fare sempre tutto subito. Oggi si parla molto di esperienze al plurale, proprio perché si mette l’accento sul prova- re, ma dove provare non sta per mettersi alla prova, affrontare degli ostacoli e provare a superarli… Provare significa solo assaggiare un po’ di uno e un po’ dell’altro, e inevita- bilmente le esperienze diventano tante… L’errore è di pensare che siano le esperienze da sole a dirti cosa devi fare, dove ti trovi meglio, quale sia la strada più semplice e facile da percorrere. In realtà, le esperienze e le prove dovrebbero aiutarti a capire chi sei, in cosa credi, a chi ti affidi… Per questo, rubando un’espressione un po’ ai nostri adolescenti, potremmo dire che ciò che è decisivo, nel fare un’esperienza, è la volontà di “starci dentro”. Se “non ci stai dentro”, se entri in un’esperienza con la fretta di uscirne il prima possibile e dire “adesso ho il diploma” e sono a posto, forse in quell’esperienza non ci sei mai entrato…editoriale Illustrazione di Michele Ferri in “Salmi per voce di bambino”, Torino, 2007
  • 4. dial gare 4 Questo vale anche per la fede. Finché non mi metto in condizione di fare una vera espe- rienza religiosa, di silenzio, di ascolto della Parola di Dio, di preghiera, non potrò mai dire che fa o non fa per me… E la fretta di uscire di chiesa, da un percorso formativo, mette in dubbio la nostra disponibilità a capire e a lasciarci condurre dentro. Anche la figura del padrino e della madrina nasce così, come la figura di un cristiano, che a nome della Chiesa, accompagna, fa da tutor (si direbbe oggi) garantendo una presenza che incoraggia, corregge, ma che sa anche testimoniare la possibilità di quel cammino. Starci dentro allora, non è solo lo slogan per chi vuole imparare, ma anche per chi si affianca. Non è possibile accompagnare qualcuno dentro l’esperienza cristiana se non mettendosi in gioco e parlando di sé. Se non spendendo del tempo: non solo quello che serve per spiegare delle cose, ma quello del camminare insieme, passo dopo passo, costruendo relazioni di fiducia, che non si improvvisano e che diventano tanto più im- portanti quanto più sono vere. È nella fatica e nell’impegno di chi accompagna che, chi è accompagnato, trova un punto di riferimento… L’esperienza poi ci fa vivere non da soli, ma con altri; nell’esperienza c’è qualcuno che si prende cura di noi e, in un mondo che rimanda continuamente al valore dell’individuo, ma che poi ti lascia solo con le mille possibilità della tua libertà, credo che questo sia un dono… Perché il senso di un accompagnamento sta proprio qui, nel riconoscere che non tutte le esperienze sono uguali e che è necessario allenarsi a riconoscere il bene e il male, non solo da un punto di vista più teorico o oggettivo, ma riconoscendolo come il bene per me e il male per me. Esperienza, infine, per sentirsi capaci di fare: capacità di rialzarsi, di capire i propri errori, se è necessario, ma raggiungere comunque il traguardo della stima di sé; un traguardo che non si raggiunge ripetendosi ogni mattina davanti allo specchio “io sono capace”, ma dicendosi “ce l’ho fatta”. E da questo punto di vista per un adolescente imparare un mestiere, aprirsi al mondo e agli altri o riconoscere chi sia Dio per lui, sono modi diversi per mettere insieme le tessere della propria vita; conquiste diverse ma tutte necessarie per diventare uomini, per diventare cristiani. Per questo esperienze come il Cre, almeno quello che si cerca di costruire dentro i nostri Oratori, prima ancora di essere un servizio alle famiglie per i bambini delle elementari o i ragazzi delle medie, è un’esperienza di umanità che ai nostri adolescenti viene data di fare e di provare, prendendosi cura dei ragazzi più piccoli. E ne siamo certi: si impara a diventare domani papà e mamme, o preti, anche imparan- do a prendersi cura di qualcuno a quest’età. don Diego In occasioneeditoriale dell’Ordinazione presbiterale di e ment uita , Grat cevuto e e ri nt avet uitame te. grat da Gratuitamente ) don Andrea Pressiani, 10,8 , (Mt avete ricevuto e gratuitament date. ) (Mt 10,8Gratuitam avete ric ente abbiamo preparato evuto, gratuitam ente date. (Mt 10,8 ) un numero speciale 2012 /Giugno 2012 2 no 201 Maggio/Giugno o/Giug - N. 241 - Maggio Maggi offerto a lui e (Bg) - N. 241 - 241 - - N. d’Adda (Bg) (Bg) RALE iale di Villa d’Adda d’Adda PRES BITE a tutta la comunità. hiale di Villa Villa ONE ANI NAZI ESSI ale di ORDI PR comunità parrocch EA PRESBITERALE rocchi comunità parrocc ANDR ORDINAZIONE Chi lo desidera, tà par DON ORDINAZI REA PREio ANI 2012 gg SSI comuni DON ANDONE PRES 2012 26 ma Periodico della amo, BI della - Periodico della Berg io TERALE magg abbonati compresi, iodico DONd’ANDR , 27 Adda EA maggio 2012 lla Bergamo, 26 PRESSIAN e - Per Vi I di dial gare - e di dial gare l gar io 2012 da, 27 magg Villa d’Ad di dia potrà ritirarlo in chiesa Bergamo, Numero speciale ciale 26 maggio Numero special 2012 ro spe Villa d’Ad da, 27 magg Nume io 2012 da sabato 26 maggio
  • 5. 5 Maggio/Giugno 2012 L’esperienza insegnaContinua il nostro “viaggio” attraverso le stagioni della vita. Questo mese ci affacciamo al mondodegli adolescenti e dei giovani per interrogarci su cosa una parrocchia può e deve offrire ai propriragazzi per aiutarli a crescere. Nelle pagine che seguono abbiamo raccolto il racconto di alcuneesperienze interessanti che i giovani della nostra comunità hanno vissuto quest’anno, perché èbene prendere coscienza che per i ragazzi “il fare” assieme agli altri, assumendosi delle responsa-bilità e con lo sguardo rivolto a chi, più adulto, ha già percorso un tratto di strada, di vita e di fede,aiuta a “diventare grandi”. Daša Simčič Si vola! in “Aria. I colori del Sacro”, Padova, 2012L’ età che va dall’adolescenza alla giovinezza è il mo- mento bellissimo in cui una persona si forma e sco-pre le sue qualità e i suoi talenti, per poi fare quelle scel- si possono produrre vere e proprie incomprensioni tra le due fazioni contrapposte: “vecchi babbioni” e “irrive- renti scocciatori della quiete pubblica”. Ma la comunitàte che le permetteranno di accogliere e vivere la propria adulta ha il dovere di occuparsi dei suoi ragazzi e dei suoivocazione. giovani, impegnandosi a fare qualcosa di più che limitarsiÈ vero tuttavia che, dal punto di vista degli adulti, non è a sopportare sino a che (finalmente!) diventeranno gran-un’età facile da “gestire” e questo crea spesso difficoltà di anche loro. E ogni dovere è sempre una cosa seria.di comunicazione tra generazioni, per cui nelle comunità Non ci sono ricette facili e perfette per far nascere inte-
  • 6. dial gare 6sa tra adulti e giovani, però una Le parole chiave attorno a cuiparrocchia che vuole interrogarsi Un ragazzo per crescere ha costruire un progetto educativoseriamente su come e perché ac- sono: libertà, coscienza, fare, vo-cogliere e far crescere i ragazzi ha bisogno di essere guardato cazione.un punto di partenza d’eccezione: con simpatia e di essere Libertà: la ricerca di libertà è laGesù in persona. affidato a degli adulti che spinta istintiva di qualsiasi ragaz-Nei Vangeli non si parla espressa- zo che inizia a crescere e di que- lo tengano vicino, perché sto è giusto tener conto.mente degli adolescenti che, all’e-poca, erano una categoria di fatto impari a muoversi Coscienza: la formazione della co-sconosciuta, visto il rapido ingres- responsabilmente nella scienza è indispensabile perchéso che i ragazzi facevano nel mon- ogni giovane impari a usare bene vita. Le parole chiavedo adulto. Tra tutti gli amici di- della propria libertà.scepoli, però, ce n’è uno che Egli attorno a cui costruire un Fare: agire, agire, agire. In primaama particolarmente: Giovanni, progetto educativo sono: persona. Da protagonisti. Perchéche non a caso è il più giovane di “la noia è una cattiva consigliera”. libertà, coscienza,tutti. È un adolescente. Gesù non Fare insieme è il metodo per vei-tiene lì Giovanni sopportandolo, fare, vocazione. colare esperienze, idee, ideali: inperché è il fratello di Giacomo e sostanza il Vangelo.“se ne prendo uno mi tocca tirare Vocazione: è l’obiettivo. La sceltadietro anche l’altro”; Gesù ama vocazionale di ciascuno, libera,Giovanni, gli vuole bene. Eppure sarà stato anche lui un felice, personale, vera, piena di senso, è il desiderio cheadolescente con tutte le contraddizioni che, da che mon- la comunità ha quando si spende per i suoi ragazzi.do e mondo, gli adolescenti si portano dentro. Allo stes- Il luogo privilegiato in cui la parrocchia porta avanti la pro-so tempo, pur tenendolo volentieri con sé e conoscendo posta per questa fascia di età è l’oratorio; lo fa attraversogià in anticipo che grande uomo diventerà, non lo carica la presenza e l’opera di “maestri” di vita e di fede, cioè glidi pesi e responsabilità che, proprio per la giovane età, educatori, ma non solo: perché più voci e più gesti chenon può portare. Il capo della Chiesa sarà Pietro, con mostrano nell’insieme la bellezza del vivere da cristianitutto il suo fardello di difetti, ma ben più ricco di espe- sono più convincenti di qualsiasi catechesi, soprattutto arienza. Sempre nei Vangeli, Giovanni si trova spesso con questa età. Gli educatori e il don sono i primi riferimen-Pietro, come se lo seguisse, come se Gesù avesse chiesto ti dei ragazzi, ma senza la presenza di persone pazienti,a Pietro di tenerlo vicino, assieme a Maria, cui lo affida al convinte della bontà del Vangelo e disposte per questomomento di lasciarlo. a spendere il loro tempo e le loro energie a servizio degliBasta questo a tracciare una linea di condotta e di veri- altri e degli adolescenti/giovani stessi, le proposte e le pa-fica per una comunità cristiana: un ragazzo per crescere role degli educatori rimangono poco convincenti.ha bisogno, oltre che di essere amato, di essere guardatocon simpatia e di essere affidato a degli adulti che lo ten- Il compito di questi maestri è di impegnarsi nella testi-gano vicino, perché impari a muoversi responsabilmente monianza personale e di trovare luoghi ed esperienze innella vita. cui i ragazzi siano liberi di vivere cose belle e giuste re- sponsabilità, dove l’adulto è presente non per controllare, ma per guidare, insegnare e far riflettere, e in cui i ra- gazzi possano a loro volta sperimenta- re, offrire, progettare ciò che è bello e buono secondo il modello evangelico. Perché non c’è nulla che insegni come l’esperienza e, nella coscienza che in nessun luogo questo può realizzarsi stando da soli, il percorso ado-giovani è necessariamente un cammino di educazione alla comunità ed espe- rienza di legami significativi tra pari, verso i più piccoli, verso i più grandi. Luisa Dinale
  • 7. 7 Maggio/Giugno 2012 Gli educatori degli adolescenti Come ai catechisti nel numero scorso, abbiamo chiesto agli educatori degli adolescenti di raccontarci i motivi, le gioie e le difficoltà del loro servizio alla comunità “È ormai qualche anno che faccio l’educatrice in oratorio. Tutto è cominciato perché sono stata colpita e affascinata dal tempo, dall’affetto e dalla cura che i miei educatori, quando ero adolescente, mi hanno dedicato (e continuano ancora a fare!). Ho riconosciuto in quello che hanno fatto per me un grande dono e un aiuto prezioso per la mia crescita. La pos- sibilità di fare l’educatrice è un grande regalo che mi è stato affidato da chi, più grande di me, si è fidato della mia capaci- tà di affiancare chi, poco più piccolo di me, vive l’esperienza dell’oratorio ed è per me motivo di crescita continua, poiché mi fornisce occasioni di riflessione, di confronto, di amicizia e di crescita nella fede”.Roberto e Alice “Essere educatrice vuol dire continuare a crescere ogni gior-3a media no insieme ai ragazzi. Spesso penso di essere io a dare, ma quando mi fermo a pensare vedo tutto quello che il Signore offre a me attraverso di loro. Gli adolescenti hanno la capa- cità di metterti di fronte ai loro perché, che sono gli stessi che anche tu avevi alla loro età (e che magari un po’ ti sono rimasti), così è l’occasione giusta per tornare a rifletterci in- sieme, senza mai perdere di vista il senso della discussione: la nostra vita da cristiani”. “Dopo la quinta superiore ho deciso di accettare la proposta di don Matteo di diventare educatrice perché volevo provare a fare quello che avevo visto fare ai miei educatori negli anni precedenti. Subito ho scoperto che si trattava di un impegno importante, che non si limitava all’ora di gruppo settimana- le, ma si estendeva a molte altre cose: coinvolgere i ragazzi, far loro capire l’importanza di mettere impegno e costanza anche nelle cose all’apparenza meno divertenti, e essere ioStefania e Simone stessa aperta e ben disposta nei confronti di attività che que-1a Superiore sta esperienza mi propone”. “Nella grande “famiglia” dell’oratorio, l’educatore è una del- le figure di riferimento più importanti per gli adolescenti. È un impegno che richiede tempo, pazienza e passione nel se- guirli e aiutarli a crescere, cercando di trasmettere i giusti valori per la loro vita. Forte di questa consapevolezza, prima di cominciare questo servizio, mi sono chiesta: ne sarò all’al- tezza? In realtà non ci ho pensato troppo, ho semplicemente capito che il mio desiderio era quello di dare una continuità, un senso ancora più pieno, ai cinque anni di gruppo vissuti tra esperienze condivise e opportunità che mi hanno arric- chita, guidata dai miei fantastici educatori”. “Faccio questo servizio perché all’inizio mi ha ispirato moltoVeronica e Gloria come un nuovo modo di confrontarmi con la gente e i ragaz-2a - 3a Superiore zi. Educare gli ado è davvero molto complicato visto il peso
  • 8. dial gare 8 delle materie da trattate e il provare a dare continuamente l’esempio”. “L’essere educatrice in questi anni mi ha portata ad acquisi- re un senso di responsabilità in più, a essere più preparata, perché per ogni tematica affrontata, dall’amicizia alla scuola, dall’affettività alla famiglia, bisogna sempre essere pronti a rispondere a tutto, anche alle domande o alle affermazioni più bizzarre, magari dando dei consigli utili! Non è sempre facile trovare il tempo e le energie, soprattutto dopo una giornata di lavoro o perché alcune sere la voglia non è al massimo, ma il compito dell’educatore è fatto anche di sa- crifici personali, nonostante la consapevolezza che a volteAndrea, Valentina e Ivan l’attività programmata non viene apprezzata da tutti o qual-4a - 5a Superiore cuno delude le aspettative di fronte a una proposta rispon- dendo: “no non vengo, no non lo faccio”. Questa per me è ancora una delle fatiche più grandi, cioè quella di convincere i ragazzi a fidarsi per cogliere la bellezza delle occasioni che vengono loro offerte, e questo pensiero mi fa credere che comunque valga sempre la pena insistere! I momenti che at- tirano meno volentieri i ragazzi sono certamente quelli legati alla fede, quindi le confessioni, le messe, i ritiri… È difficile far capire loro che il vivere come cristiani è un po’ il centro attorno a cui ruota la vita dell’oratorio e la vita del gruppo di cui fanno parte”. “Al gruppo si riflette insieme su temi che attraversano ogni giorno la vita degli adolescenti, creando occasione di con- fronto tra di loro e con noi, e si scopre ogni volta la voglia di stare insieme e divertirsi. È bello quando dopo aver trascorsoEmanuele una giornata, una sera o un’oretta la domenica pomeriggio,Responsabile del Gruppo Educatori si ritorna a casa e si sente che quel tempo non poteva essere speso meglio se non stando insieme! L’impegno personale necessario per affrontare questo incarico è di provare a dire sempre sì alle proposte che vengono fatte, e dirlo con entu-“Educare vuol dire per prima cosa intraprendere un siasmo perché solo così si riesce a coinvolgere i ragazzi e farlipercorso personale, fatto di un approfondimento della affezionare al gruppo stesso. Anche se non sempre è facilefede, per conoscere meglio chi è Gesù e cosa ha volu- trovare nella nostra realtà frenetica dello spazio da dedicareto dirci; vuol dire appassionarsi a questi insegnamenti agli altri che non sia solo un ritaglio di tempo, ma un pezzet-per comunicare poi agli adolescenti la stessa passio- to della propria vita. Donando gratuitamente il tempo perne. Certo le modalità sono molto diverse a seconda stare insieme ai ragazzi, siamo una testimonianza di comedelle età con cui ci si trova a lavorare, ma in tutti i Dio ci ama per primo in modo gratuito”.casi sono soprattutto le esperienze che formano. Nonsolo l’ora in settimana, ma anche, e più fortemente, “Quando, alcuni anni fa, mi è stato proposto di fare l’educato-le sere insieme, le preparazioni di spettacoli, la rea- re sono stato felice, pur non senza qualche paura di accettarelizzazione di iniziative, le giornate condivise durante i la sfida, perché volevo rendere il servizio che i miei edu hannocampi. Ci si accorge che pian piano, si crea un legame, regalato a me accompagnando la mia crescita di adolescente.una relazione con i ragazzi. A volte un po’ amici, a vol- Ho dei ricordi bellissimi del gruppo e dei campi che abbia-te un po’ padri, ma più spesso fratelli maggiori con mo fatto insieme e l’idea di poterli rivivere “dall’altra parte”cui confidarsi, sapendo di trovare un po’ di ascolto, era, ed è tuttora, affascinante. In un incontro di formazionecomprensione, magari consigli e talvolta rimproveri. ci è stato detto che educare vuol dire educare prima se stes-Quando meno te lo aspetti ogni adolescente matura; si; partendo da questo principio, cerco di formarmi semprela sua esuberanza diviene energia, la sua timidezza meglio per cercare di essere un esempio da seguire, so che ladiventa riflessione, gli interventi a sproposito si ridu- strada è ancora lunga, ma ce la metterò tutta. Sono felice dicono e la collaborazione si fa più efficiente. Questo è essere in oratorio e sono grato di questa opportunità, perchéil frutto più bello della non poca fatica che si fa per mi ha dato il coraggio di vivere esperienze che altrimenti nonessere educatore”. avrei nemmeno preso in considerazione”.
  • 9. 9 Maggio/Giugno 2012 Figli di Gli adolescenti di prima superiore riflettono sui social networkF igli di Facebook. È proprio questo il titolo che abbiamo scelto per l’incontro con i ragazzi di prima superioreavente come tema il più famoso nonché discusso social chiesta d’amicizia” che l’altra persona accetterà o meno con un semplice click e, in caso di risposta positiva, i due potranno avere reciprocamente libero accesso a tutto ciònetwork dei nostri tempi! che li riguarda.In generale, per chi ancora non lo conoscesse, si tratta di Parlarne nel contesto del gruppo si è rivelato molto inte-un mezzo di comunicazione che permette alle persone, ressante, in quanto ogni ragazzo ha espresso la propriaattraverso un computer, di restare in contatto tra loro, opinione, positiva e negativa, con grande chiarezza e si-anche dall’altra parte del mondo, scambiarsi informazio- curezza, a dimostrazione del fatto che tutti sono perfet-ni, chattare, condividere foto, video, commenti, fare an- tamente a conoscenza dei pro e contro legati a questonunci, pubblicità… insomma, tutto. fenomeno.Ogni iscritto ha una propria bacheca personale, con tanto Al termine dell’incontro, dopo aver discusso insieme, ab-di foto per essere riconosciuto e una lista di amici con cui biamo chiesto ai ragazzi di scrivere una piccola considera-interagire. Per creare quest’ultima basta inviare una “ri- zione finale a riguardo. Eccole qui di seguito: “Facebook (come simbolo del mondo “Facebook è un modo per moderno) è in grado di essere uno conoscere gente nuova, “Per me Facebook strumento positivo e i rischi derivano anche se a volte si può è un modo per controllare unicamente dall’incapacità di venire a contatto con le notizie dei miei idoli, controllarsi, caratteristica di molte persone poco affidabili.” anche perché lo uso persone. Difatti i rischi non nascono da principalmente per quello. Facebook stesso, ma da chi se li tira Un aspetto negativo è che può “Facebook è utile per creare dipendenza, togliendo addosso, incapace di dargli i giusti spazi contattare gli altri.” così tempo allo studio e o di scegliersi i giusti amici.” all’amicizia nella realtà. “Facebook è pieno di È un modo per farsi gli affari “Io sono favorevole a Facebook e infatti gente che si fa moltissime degli altri e per farsi vedere, lo uso per tenermi in contatto con i miei paranoie!” anche se, a parer mio, quelli che amici. Penso sia anche un modo per farsi lo usano per questo sbagliano. gli affari degli altri, ma può rivelarsi Chi si fa abbindolare dalle pericoloso per via dei numerosi fake “La mia considerazione persone più grandi, sconosciute (coloro che falsificano la propria identità, personale su Facebook è (che potrebbero magari rivelarsi per esempio i pedofili) che si aggirano che questo social network dei pedofili) dimostra di non sulla rete.” mi aiuta a trascorrere il avere cervello, in quanto si può tempo, trovare i miei benissimo evitare questo tipo di “Facebook è un modo utile per amici e comunicare con conoscenze non accettando rimanere in contatto con persone che loro, ma un aspetto l’amicizia. non si vedono da molto tempo e negativo è la facilità con Quindi io lo considero solo in oltretutto è utile per comunicare cui ognuno può farsi gli parte uno strumento negativo.” senza spendere soldi.” affari degli altri.”Il semplice “tenersi in contatto” sembrerebbe proprio Lo sviluppo di questi nuovi strumenti di comunicazioneuno dei motivi principali per cui le persone si collegano (quindi non solo Facebook, ma anche altri affini a esso,così assiduamente a questo social network e in effetti è come Skype, Twitter, ecc.) ci ha inevitabilmente portaticosì, ma molti altri sono stati i punti evidenziati dai ragaz- a preferire una comunicazione più immediata e virtualezi nel corso dell’incontro. rispetto a ciò che prima erano l’incontro vero e proprio, il
  • 10. dial gare 10dialogo e il confronto. Questione di comodità?Sì, può essere. Certamente Facebook permet- STAGIONE 2011-2012:te di organizzarsi e scambiarsi informazioniin tempi veloci (alcuni - e qui non sappiamo GRANDI SODDISFAZIONI!ancora se ritenerlo un aspetto più positivo onegativo - hanno detto anche i compiti!), mail problema a cui si rischia di andare incontroè la perdita di quel senso di amicizia reale ba- A fine stagione ci si ritrova sempre a fare i conti con dei numeri e per quest’anno i nostri sono più chesato sulla condivisione, su uno sguardo cheesprime il piacere di stare insieme, su reazioni positivi. La stagione è andata moltodi sorpresa, approvazione o meno, magari di bene sotto tutti i punti di vista e so-fronte a una notizia appena ricevuta dall’ami- prattutto sotto quello dei risultati,co e che invece un computer non può rivelare senza contare che a breve potrebbe arrivare pure la classicanella sua pienezza… È stato bello poter quindi ciliegina sulla torta (non diciamolo troppo ad alta voce), maconstatare che tutti i ragazzi hanno ancora ben andiamo con ordine…presente il significato e il valore dell’amicizia. Negli ultimi anni la squadra del basket era spesso fanalino diDando poi uno sguardo alla lista di amici che coda del suo girone.ognuno ha, si può dire che in media nessuno Quest’anno siamo rimasti nella parte bassa della classifica,ne conti meno di 300, al che diventa sponta- ma in compagnia di altre compagini, poiché grazie a 12 puntineo chiedersi: ma quanti di questi sono real- (record storico dato dalle 6 vittorie maturate) abbiamo lotta-mente amici? Ed è proprio la domanda che ab- to fino alla fine con tutti e ci stiamo portando alla pari con glibiamo posto ai ragazzi, i quali istintivamente ci altri per esperienza e competitività.hanno risposto: pochi, 10, 20, capita infatti che I migliori piazzamenti e la possibilità di andare ai play-offsi accettino contatti con persone sconosciute. sono ancora un po’ lontani, ma ogni anno si fanno dei passiIn conclusione possiamo affermare che Face- avanti e questo è quello che conta.book può essere davvero uno strumento po- Per quanto riguarda il calcetto abbiamo avuto una stagionesitivo: se usato con intelligenza, ti permette di trionfale poiché gli Amici di Omar hanno vinto il loro girone econoscere maggiormente alcune caratteristi- il prossimo anno approderanno al girone D.che (gusti, passioni ecc.) di una persona che Una menzione particolare ai due capocannonieri Andrea Fal-normalmente ti limiteresti a salutare, può es- vo e Alex Roncalli che, con 28 gol a testa, sono i migliori rea-sere d’aiuto a chi ha difficoltà di socializzazione lizzatori della società.perché comunicare attraverso uno schermo è Invece, l’Oratorio San Carlo si è classificato secondo nel suopiù facile, si scopre la sensibilità delle persone girone, dietro solo ai coriacei avversari della Tinteggiatureche pubblicano i propri stati d’animo, abbinati BLR, ma probabilmente saranno comunque promossi d’uffi-ad aforismi o citazioni poetiche. C’è però un cio.limite da imporsi, quello dettato dal buonsen- Il prossimo anno avremo quindi due squadre nel girone D: unso per evitare di essere “schiavi” di internet, onore, ma pure un bell’impegno.“schiavi” di una tecnologia che ruba il tempo, Per concludere, non possiamo non menzionare pure la palla-non solo ai rapporti sociali, ma anche allo stu- volo che per il quarto anno consecutivo è ai play-off: speria-dio e alle passioni di ognuno di noi. mo sia l’anno giusto per portare a Villa d’Adda un trofeo cheL’augurio che come gruppo facciamo è di usa- conta davvero.re bene Facebook senza rinunciare a vivere la Il girone è stato concluso al secondo posto e nella prima par-nostra vita. tita dei play-off abbiamo conquistato la prima vittoria: incro- Stefania e Simone ciamo le dita. Infine, ricordiamo a tutti coloro che fossero interessati che a giugno (non appena saranno finiti i campionati) ci saranno le Diventa amico di elezioni per rinnovare direttivo e presidenza. Oratorio Villa d’Adda Chiunque voglia maggiori informazioni può rivolgersi al presi- dente Turani oppure al nostro sito ü Per ricevere informazioni http://asdoratoriosancarlovilladadda.blogspot.it sugli appuntamenti Vi aspettiamo numerosi per le ultimissime partite e vi augu- ü Per fare proposte riamo una buona estate. ü Per commentare gli articoli pubblicati su dialogare Davide Chiari
  • 11. 11 Maggio/Giugno 2012 Al Cre: lì con loro e per loro Gli adolescenti sono già al lavoro per prepararsi a diventare “Animatori” e conquistare la mitica magliettaChe cos’è il CRE? amici, persone più grandi che si comportano da fratelliIl CRE (Centro Ricreativo Estivo) è una sorta di “famiglia maggiori e si prendono cura di loro. L’animatore deve farestiva” pensata appositamente per tutti i bambini e ra- questo: far sentire a casa i bambini. Dunque non biso-gazzi delle elementari e delle medie. Durante le quattro gna pensare all’animatore come a un ragazzo incapace esettimane in cui si svolge, si effettuano diverse attività annoiato che riempie le sue giornate estive con la primache spaziano dal gioco ai laboratori, dalla preghiera alle attività che gli capita, ma come a un ragazzo pronto a sta-gite, momenti utili per vivere l’oratorio non come sempli- re con i bambini, a stare lì per loro, a star lì con loro e ace luogo di riunione ma come casa. È, infatti, la condivi- prendersi delle responsabilità perché crede in quello chesione di tali esperienze da parte dei bambini e degli ani- fa! Anche l’animatore può trovarsi in difficoltà, a questomatori (ragazzi delle superiori che si prendono cura dei punto entra in gioco la collaborazione: al CRE ci sono lebambini) a essere il centro di questa esperienza di vita, squadre dei bambini, ma anche gli animatori formanoin modo da permettere a tutti i partecipanti di imparare una grande squadra. Quando uno si trova in difficoltà, glia fare comunità. altri animatori sono lì pronti a sostenerlo.Animatori si nasce? Io, animatore, cosa mi porto a casa?Ciò che pensa inizialmente un qualunque ragazzo a cui si Ciò che ogni animatore si porta a casa, dopo l’entusia-propone di fare l’animatore è: “Sarò in grado di essere un smante esperienza del CRE, è la sua “divisa”. Quella divisabuon animatore?”. Animatori non si nasce, si diventa! E che l’ha visto ridere, scherzare e giocare con i bambini,proprio per questo, ancora in periodo scolastico, vengo- è ora entrata nel suo cuore e gli ha insegnato a vivereno organizzate alcune serate in cui si invitano gli aspiranti in modo diverso. Gli ha insegnato che il bello della vitaanimatori a mettersi in gioco senza alcun timore, requi- non è tanto il divertimento fine a sé, ma è vivere dellesito necessario per svolgere al meglio tale compito. Ecco esperienze dense di significato, volte al servizio e all’amo-quindi giochi, attività e prime riunioni per aiutare anche re verso il prossimo, proprio come Gesù ci ha insegnato!gli adolescenti più timidi a mettersi nei panni dei più pic- Penso che qualsiasi animatore che abbia fatto un CRE,coli, con l’obiettivo di capire quali giochi o attività pos- alla fine di quella esperienza sia tornato a casa grato neisono meglio divertire, stimolare ed educare i bambini. confronti dei bimbi che gli hanno insegnato la bellezzaTerminati questi incontri, comincia il lavoro pesante. Le dell’amore verso il prossimo.quattro settimane di CRE? No. La preparazione del CRE, Ilaria e Gabrieleche è la parte più impegnativa e importante per quantoriguarda la buona riuscita dell’intera esperienza. Giornidi intenso e duro lavoro tra la fine della scuola e l’iniziodell’oratorio estivo, durante i quali si cerca di mettere inpratica le idee sorte ed elaborate insieme. L’animatore èquindi una figura che attraverso “patimenti”, “sofferen-ze” e “tribolazioni” (probabilmente non ci credono nem-meno i polli) viene forgiato in questo lungo percorso.Che cosa fa l’animatore al CRE?L’animatore al CRE ha un ruolo importante: quello di fardivertire i bambini e giocare con loro. Apparentementesembra un compito banale, ma in realtà si tratta di unagrande sfida! Infatti, egli deve portare avanti i compiti chegli vengono affidati fino a raggiungere l’obiettivo prefis-sato. Non conta l’esito, l’importante è dare il massimo!L’animatore non è solo un “organizzatore di giochi”, macolui che CREa il gioco vivendolo! Ogni singolo momen-to vissuto al CRE è un dono che l’animatore fa proprio e La magliettache poi, il giorno dopo, è pronto a offrire di nuovo ai più Animatorepiccoli. I bambini non hanno bisogno di “vigilanti”, ma di del Cre 2012
  • 12. dial gare 12 1 Il Seminario: crescere in una grande famiglia Diventare grandiMi è stato chiesto di dare una mia testimonianza sullavita di Seminario. Alcuni ragazzi della nostra comunità stannoInnanzitutto credo che il Seminario sia una grande famiglia vivendo esperienze particolari di formazio-in cui ci sono regole da rispettare ed esperienze da vivere. ne e di ricerca vocazionale. Li ringraziamoÈ diviso in queste comunità: Medie; Ginnasio (I e II per aver accettato il nostro invito a descri-superiore); Liceo (III, IV e V superiore); Teologia. vere questi percorsiAlla base di ogni comunità ci sono tre pilastri fondamentali:preghiera, momento importante per chi ricerca la propriavocazione; studio, utile ad accrescere la propria cultura; Il Gruppo Samuele evita comunitaria, infatti condividiamo sia momenti di gioiasia di fatica, oltre che gli spazi. 2 la ricerca vocazionalePasso ora a descrivere la nostra giornata tipo. Dopo la “La vita è la realizzazione di unlevata, recitiamo le preghiere del mattino per ringraziare sogno fatto in giovinezza”il Signore del nuovo giorno e domandargli un sostegnonelle difficoltà quotidiane. Come quasi per tutti i ragazzi Nel corso dell’anno 2002 nasce su desiderio del Vesco-(purtroppo) inizia la scuola. In Seminario ci sono due vo Roberto Amadei il Gruppo Samuele come gruppotipologie di liceo: classico e psicopedagogico. Una volta di “ricerca vocazionale”. Quello del Vescovo è il desi-giunta l’assai sospirata fine delle lezioni, ci trasferiamo in derio di offrire ai giovani un percorso vocazionale cherefettorio per pranzare. Sempre all’insegna dello stare li prepari alla scelta di vita. Egli lo ritiene una rispostainsieme si svolge il momento della ricreazione, movimentata, alle ricche potenzialità presenti nel mondo giovani-nella quale siamo soliti divertirci giocando a calcio. le della nostra diocesi e un aiuto alla richiesta di unVerso la metà del pomeriggio inizia il tempo personale accompagnamento di fede espressa dai più sensibili.dello studio, che trascorriamo insieme ai compagni di Il Gruppo Samuele si prefigge di offrire ai giovani unclasse, con i quali è possibile confrontarci riguardo ai itinerario di fede che predisponga la loro libertà adcompiti. Questo tempo dura all’incirca tre ore e mezza. accogliere, con la massima disponibilità, la grazia delSegue la celebrazione della Santa Messa, alla quale Signore che chiama; inoltre li aiuta nel discernimen-partecipiamo con gioia. Dopo cena segue un momento to della volontà di Dio, invitandoli a uscire da ambitidi ricreazione, in cui si può vedere il telegiornale per individualistici di ricerca per aprire il loro sguardo sulinformarsi dei fatti accaduti nel mondo. Prima del riposo progetto globale di Dio sul mondo. In questo senso sivi è l’occasione di studiare a coppie o a gruppi e la tratta di un gruppo propriamente “vocazionale”.preghiera della sera. Qui si conclude la nostra giornata. L’iniziativa non ha lo scopo di creare un gruppo nuo-In Seminario si vivono anche altre esperienze vo, che duri nel tempo, in aggiunta ai molti gruppi giàparticolari. Tanto per citarne alcune: l’attività caritativa, presenti nelle parrocchie o in diocesi, bensì si propo-che consiste nell’animazione pomeridiana del mercoledì ne come attività sussidiaria della pastorale giovanilein una casa di riposo, in cui siamo chiamati a esprimere parrocchiale, perché offre un aiuto sia ai giovani sia aitutta la nostra vitalità; l’Operazione San Paolo, durante la direttori spirituali che si rinnovano ogni anno.quale portiamo la testimonianza della vita in Seminario in Ai giovani offre una strumentazione e una metodolo-una parrocchia; un’altra attività coinvolgente è quella gia che li aiuti a cogliere la volontà di Dio. Ai sacerdotiestiva in cui viviamo esperienze di volontariato alternate offre la possibilità di migliorare la capacità di fare di-a vacanze o al mare o in montagna. Durante l’anno poi rezione spirituale.facciamo numerose gite e pellegrinaggi. Per questo motivo l’itinerario non si sostituisce al la- Mattia voro di accompagnamento spirituale che i sacerdoti già svolgono nelle parrocchie, ma lo integra e lo in- coraggia, offrendo strumenti, sussidi, testi, indicazio- ni metodologiche. I giovani non dovranno scegliere un nuovo direttore spirituale, ma continuare con lo stesso e qualificare le scelte di sequela del Signore, grazie a un percorso spirituale sistematico e aperto su decisioni concrete. Il Gruppo Samuele è rivolto ai giovani e alle ragazze, compresi fra i 19 e i 27 anni, che hanno scoperto una positiva disponibilità a cercare il loro modo di servire il Signore, senza essere però ancora arrivati a una ri-
  • 13. 13 Maggio/Giugno 2012 Il Centro missionario diocesano: 3 imparare la solidarietà Tante volte rimaniamo fermi a guardare immagini o video di paesi lontani, aridi, poveri. Ma come possiamo anche solo concepire cosa voglia dire vivere, viaggiare o abitare, anche se per poco, in una realtà simile? Alcuni religiosi o laici bergamaschi hanno abbandonato la loro comoda vita per vivere in questo mondo “diverso”, e tanti giustificano la loro scelta dicendo di trovare lì una cultura umanamente molto ricca. Dopo un corso di preparazione di alcuni mesi, dalla diocesi di Bergamo partiranno una cinquantina di giovani,sposta precisa. In particolare può essere proposto ai in piccoli gruppi, tra i 18 e i 35 anni (con ogni eccezione)giovani che hanno partecipato agli esercizi spirituali per accostarsi per circa 20 giorni a una realtàper diciottenni e per diciannovenni, a quanti hanno missionaria, nelle più svariate regioni del mondo.partecipato alle giornate mondiali della gioventù, a In Africa, Sudamerica, in Bangladesh, per qualche settimanacoloro che hanno vissuto i campi scuola di Rota Ima- sarà necessario mettere da parte le nostre sicurezze,gna e di Mezzoldo, a coloro che partecipano alla scuo- materiali e non, i nostri pregiudizi, per vivere in comunitàla di preghiera e alla scuola della Parola, a quanti sono come “estranei”, aiutare i missionari nelle loro attività eimpegnati in oratorio o in attività di volontariato. soprattutto cercare dialogo con la popolazione,Nel Gruppo Samuele ci si trova a contatto con giovani in definitiva, per provare a comprenderci.pressoché coetanei e si ha modo di parlare, confron- Coloro che sono tornati da esperienze simili hanno spessotarsi e dibattere su argomenti importanti, siano essi raccontato di essersi sentiti cambiare, ritrovare alcunerelativi alle cose di tutti i giorni che più legati alla sfera priorità e valori che sono stati dimenticati da noi.religiosa. Si stabilisce una relazione forte di dialogo, E hanno parlato di arricchimento, di accoglienza dello stranierocapace di fare emergere domande, suscitare curio- offerta dalla comunità, probabilmente uno disità e orientare verso una presa di consapevolezza quei valori che abbiamo perso.personale delle questioni trattate. Gli incontri, chehanno cadenza mensile, non devono essere interpre- Quest’estate andrò in Rwanda con mio padre, in un centrotati come una lezione di scuola dove vengono som- di malati psichici: un’esperienza un po’ forte, probabilmente.ministrate nozioni da studiare a memoria. Piuttosto Questo corso di preparazione, d’altronde, ha insegnato cosail Gruppo Samuele fornisce strumenti più precisi ed significhi la disponibilità, l’apertura mentale e, non ultimo,efficienti per misurarsi oggi in una realtà dove la ri- ci ha mostrato una pura religiosità.cerca della propria vocazione è davvero importante. Consiglio a tutti i giovani di partecipare al corso, che parte aGiovanni Paolo II diceva che “La vita è la realizzazione settembre, non necessariamente in vista di una partenzadi un sogno fatto in giovinezza”: il Gruppo Samuele (non tutti sono partiti, nel nostro gruppo), ma anche solopuò essere collocato tra le esperienze da scegliere perché offre la possibilità di riflettere e discutere di temiper la propria ricerca vocazionale o semplicemente particolari e di ascoltare testimonianze davvero uniche.come esperienza formativa. Per ulteriori informazioni: www.cmdbergamo.org Gabriele Sophie I giovani al corso del Centro missionario diocesano
  • 14. dial gare 14 4 Rose Blu dell’Oratorio Esperienza di amicizia A scuola… di scuolaSi avvicina ormai il decimo compleanno del gruppoRosa Blu e inevitabilmente si sfoglia l’album ideale Lo stage come laboratorio perdei ricordi, delle esperienze vissute insieme e dei imparare un mestierecompagni di viaggio che hanno dato il lorocontributo nel corso degli anni.Le attività che ci impegnano sono varie: dallepizzate alla gita al parco delle Cornelle, dalla sfilata L o stage e il tirocinio alla scuola dell’infanzia rap- presentano esperienze formative rilevanti nel percorso scolastico degli studenti.di Carnevale alla visita al laboratorio di unapasticceria, alla serata trascorsa in mezzo ai fiori Mentre nel mondo universitario la realtà del tirociniodella cooperativa Chopin. è ben conosciuta e ha profonde radici storiche, soloQuello che le accomuna tutte e le rende speciali e negli ultimi quindici anni la parola “stage” ha comin-divertenti, anche nella loro semplicità, è ciato a fare il suo ingresso nelle scuole pubbliche dil’affiatamento del gruppo, la capacità da parte di secondo grado, ma è di fatto unicamente con la Leg-tutti di mettersi sempre in gioco e la spontaneità ge Moratti (2003) che, grazie alla possibilità di daredei rapporti che si vengono a creare. vita a un’alternanza tra scuola e lavoro, se ne è resaLa mancanza quest’anno di un progetto a lungo possibile la diffusione anche nelle scuole di indirizzotermine, come i laboratori di dance ability e di umanistico.teatro degli anni passati, ci ha permesso di Nello stage il luogo di lavoro è considerato un labo-impostare le attività in modo più flessibile e libero, ratorio di apprendimento; si tratta, infatti, di un pe-come se fossero degli riodo all’interno di una specifica realtà lavorativa,incontri di un gruppo di amici, con spazio per all’interno della quale lo studente è messo nelle con-ridere, scherzare e chiacchierare. dizioni di acquisire esperienza sul campo e integrareÈ stata una scelta vincente perché ha sicuramente le nozioni apprese nell’iter scolastico. La finalità chepermesso a tutti di conoscerci meglio, di capirci di si persegue attraverso l’attuazione di questi percorsipiù, di instaurare, incontro dopo incontro, un è, quindi, quella di dare unione a teoria e prassi, age-rapporto di fiducia e di amicizia sempre più stretti. volando e rendendo più consapevoli le scelte profes-Anno dopo anno, la Rosa Blu si è sempre arricchita sionali o di proseguimento degli studi dei tirocinantidi nuovi membri, in un continuo passaggio di coinvolti.testimone che sicuramente contribuisce a dare Consapevole della preziosità di questa esperienzacolore al gruppo e a renderlo sempre più formativa, la scuola dell’infanzia di Villa d’Adda daeterogeneo. molti anni ha allacciato rapporti di collaborazioneCerto, le difficoltà e i problemi ci sono, soprattutto con i principali istituti di indirizzo pedagogico dellanel far sì che le attività e le esperienze possano provincia (Istituto Magistrale Secco Suardo, Caniana,coinvolgere tutti, dai più grandi ai più piccoli, e nel Betty Ambiveri), nonché con alcune delle principalidare una maggior continuità e regolarità agli università del territorio (Università degli Studi di Ber-incontri; ma tutto questo viene sicuramente gamo, Bicocca, Cattolica del Sacro Cuore).superato dalla voglia di dare un contributo Negli ultimi dieci anni, la nostra scuola ha accolto unsignificativo da parte degli animatori e numero importante di studenti di Villa d’Adda e nondall’entusiasmo con cui i ragazzi accolgono solo, attuando convenzioni e percorsi formativi attisempre le nostre proposte. a dare informazioni e incentivi agli studenti per pro-Che cosa significa quindi far parte della Rosa Blu? vare a mettersi in gioco nel mondo dell’educazioneSignifica vivere un’esperienza di scambio e di infantile.contatto con una realtà diversa in un continuo Sotto la guida della coordinatrice-tutor e delle inse-tendersi la mano, in modo spontaneo e semplice, gnanti, le ragazze si immergono a pieno ritmo nellaper cui l’eterogeneità e la diversità non sono un quotidianità di una scuola dell’infanzia, vivendone leostacolo, ma proprio il punto di partenza per un giornate con tutti i loro risvolti e rendendosi parteci-arricchimento reciproco che rende l’altro partecipe pi attivamente nella normale attività didattica, ludicadi ciò che si è. Perché “avete mai visto una rosa e ricreativa per un periodo che non è mai inferioreblu? Ci sono rose bianche e rose rosa, e rose gialle alle quattro settimane.e un’infinità di rose rosse. Ma blu? Sarebbe rara, L’esperienza diretta e il contatto costante nella vita dibella, diversa”. sezione così come nei momenti comunitari permet- tono loro di osservare, analizzare e conoscere da vici- Martina no il comportamento, il modo di esprimersi e di rela-
  • 15. 15 Maggio/Giugno 2012 ma finalizzato e pensato. È stata la più bella esperienza scolastica vissuta in questi anni, un aiuto a continuare questo percorso di studi an- che quando vorresti mollare. È stato motivante ed entu- siasmante e mi sono sentita protagonista, mi sono senti- ta accolta e sostenuta: dello stage mi porto a casa i sorrisi e i pianti dei bambini, la bel- lezza dello stare insieme e la possibilità di confrontarmi apertamente con voi su ciò che è meglio fare o dire nelle varie situazioni. Tutto ciò mi ha permesso di capire qual- cosa di più di questo mondo speciale che è l’infanzia». Mara Fuocozionarsi dei bambini alla luce degli approfondimentiteorici effettuati a scuola; gli studenti stagisti prova-no, inoltre, a sperimentarsi attraverso l’interazione el’analisi, aiutando, ponendo domande, proponendogiochi e attività e, laddove possibile, intervenendo asupportare il lavoro dell’insegnante. Il tutto dentrouna continua riflessione che metta in luce gli aspettipiacevoli come la gratificazione ottenuta nell’occu-parsi di un gruppo di bambini, ma anche certi aspettiinattesi come il senso di disagio che inizialmente siprova nel comprendere che spesso la realtà è distan-te dalla teoria e che stare con i bambini non è solobello, giocoso e divertente, bensì spesso è faticosoperché bisogna abbassarsi al loro livello, inchinarsi,sedersi a terra, sporcarsi con loro le mani di tempe-ra e le unghie di pongo per farsi piccoli... Sì, propriocosì, tornare piccoli per poter vivere con loro piena-mente l’esperienza della relazione nella sua auten-ticità.Credo che nulla più di qualche pensiero condivisodurante le chiacchierate di confronto fatte con unatirocinante possa spiegare il prezioso valore racchiu-so in questa esperienza: «Il tirocinio mi ha permessodi capire da vicino cosa significhi essere maestra efare scuola, mi ha permesso di avvicinarmi al mondodei bimbi che, nella loro piccola quotidianità, mi han-no insegnato molto. Ho capito come l’osservazionegiochi un ruolo chiave nella relazione e nella proget-tazione, perché spesso i bambini non dicono tutto.Ho imparato che ogni bambino è diverso da un altroe che non c’è una ricetta per agire in una certa situa- Nelle foto: una tirocinante con i bambini dellazione [...], che dietro a ogni attività, anche un gioco, Scuola dell’Infanzia mentre preparano lec’è un discorso programmatico mai lasciato al caso maschere per il Carnevale
  • 16. dial gare 16Il bòcia ore! La “schiscèta” (contenitore d’alluminio dalla forma particolare come indica il nome) era la teca del pasto di(Il manovale, l’apprendista) mezzogiorno, oppure “ol scartuzzì” (piccolo cartoccio) con mortadella, pancetta o qualche fetta di salame; al pane si provvedeva sul posto di lavoro.In passato i ragazzi, dopo la licenza Le ragazze, dopo le elementari, per lo più imparavano aelementare, venivano mandati a cucire, facevano le magliaie o andavano a “servé”, oggi si direbbe a fare la colf. In paese c’era un maglificio; leimparare un mestiere suore, sia quelle dell’Asilo sia quelle di Villa Peschiera, avevano un piccolo laboratorio di ricamo e maglieria. Maglifici della vicina Brianza assorbivano molta mano-Q uanto sto per dirvi si riferisce agli anni dell’imme- diato dopoguerra, quando il canto del gallo e il suo-no delle campane non davano fastidio, anzi, scandivano dopera femminile: ricordo in particolare il pullman che portava le ragazze a Mondonico.i ritmi della giornata.«L’è ùra de finìla de giügà, adèss té sé grant assé» (È ora difinirla di giocare, adesso sei grande a sufficienza). Questaera la constatazione che il periodo dell’infanzia era termi-nato: solitamente coincideva col compimento degli studinella scuola elementare. Per il bergamasco di quel tem-po era meglio non sciuparsi troppo sui libri, tanto è veroche il re degli ignoranti era ed è Gioppino, a cui la muccaaveva mangiato i libri. «Dopo déss agn de prima, quàsequàse l’indàa in segùnda... Poerì, ma i l’à ciamàt a fà olsuldàt...» (Dopo dieci anni in prima classe era sul punto diandare in seconda, ma l’hanno chiamato per il servizio dileva) troncando nel bel mezzo una promettente carrierascolastica e forse anche... amorosa, perché seguitandocosì «l’avrèss ispusàt lü la maestra!» (l’avrebbe sposatalui la maestra!). Lo studio, insomma, non rientrava tra levirtù attribuite ai Villadaddesi. Del resto da noi non c’eraancora la scuola media: alcuni ragazzi, pochi per la veri- 28 febbraio 1960: La squadra di calcio gioca a Sorisoletà, la frequentavano andando a Brivio in bicicletta; altrisi recavano a scuola di disegno tecnico a Paderno d’Adda L’Oratorio per i maschi era il punto d’incontro: il calcio-la domenica; la maestra Clivati era riuscita a istituire dei balilla, il ping-pong, le carte, il pallone... Si giocava “acorsi post diploma elementare in un locale del municipio; sette” nel C.S.I. e chi non faceva parte della squadra, lala maggior parte tuttavia aiutava la famiglia, magari mez- sera, si divertiva improvvisando partite che terminava-zadra: di primo mattino la stalla da governare, il bestiame no solo quando il curato spegneva la luce! Poi, cantandoda sfamare, la lettiera da pulire, poi il pollame, i conigli, “Marina” o “Vola colomba”, quelli del basso andavanol’orto e tutta una serie di incombenze che lasciavano ben “al bàss” e quelli dell’alto “al volt”. Non mancava la solitapoco tempo al divertimento o al riposo. adunanza settimanale del mercoledì: tra juniores e se-A quel tempo, siamo sempre alla metà del secolo scor- niores eravamo più di un centinaio.so, erano sempre più i ragazzi che venivano mandati a Le ragazze di diversivi al tran tran settimanale ne aveva-Milano, a Sesto S. Giovanni o presso qualche artigiano no pochi: alcune, la domenica pomeriggio, si trovavanoper imparare un mestiere, cioè a fare il “bòcia”. La figura all’Asilo dalle suore; altre scendevano al campo dell’Ora-del “bòcia” resta legata soprattutto al mondo dell’edili- torio per assistere alla partita di calcio, per lo meno cosìzia, dove questo termine si usa ancora per indicare il più dicevano loro; altre ancora passeggiavano in su e in giùgiovane e inesperto del cantiere. E “bòcia” era pure la per la strada. Dopo tutto avevano pure il diritto di trovar-recluta quando veniva accolta, spesso con scherzi pesan- si un moroso!ti, tra gli alpini e gli artiglieri anziani di naia: sopportava La domenica c’era anche il film per i ragazzi, ma la seramugugnando, in attesa di poter passare a sua volta nei si facevano due proiezioni per gli adulti e le coppiette: alranghi dei “vèci”. Al “bòcia” erano affidati i compiti più curato non sfuggiva nulla! Attenzione però: dalla morosaumili, ma non per questo meno faticosi. Gli operai e i si poteva andare solo il giovedì e la domenica, non gli al-“bòcia” partivano al mattino presto (chi non ricorda i pul- tri giorni, perché altrimenti «l’amùr al sarèss indàcc töt inlman della società Longhi?) e tornavano alla sera tardi: caröl» (l’amore si sarebbe trasformato tutto in tarlatura).per fare otto ore di lavoro stavano via da casa quattordici Giovanni Nervi
  • 17. 17 Maggio/Giugno 2012 Il (per)corso fidanzati Cammino in preparazione al matrimonio: una bella opportunità T utto inizia così, la tua strada che si intreccia con la sua… e si inizia a camminare, insieme. Appuntamenti, batticuore, agitazione, sorrisi, pianti, ha inizio la riflessione. Partendo dall’accoglienza, passan- do dal crescere nell’amore, dalla quotidianità tra scelte e progetti, dalla fedeltà, dalla fecondità, fino ad arrivare al sguardi, parole (tante parole), gesti, emozioni, paure, sacramento del matrimonio e al vero e proprio rito. difficoltà, forza, fatica, semplicità, silenzi, attenzioni, de- C’è spazio e tempo per le parole di ognuno di noi. Sono cisioni, sostegno, complicità, indipendenza, ascolto, tem- proprio le parole che ci hanno dato la possibilità di dialo- po, sogni, cambiamenti, progetti... gare per crescere insieme, di confrontarci, di scoprire con Proprio quest’ultima parola, con il passare dei giorni, si fa entusiasmo e fatica aspetti di noi stessi, dell’altro e della sempre più presente, ti rimbomba nella mente, ti accom- vita, già presenti in noi ma non ancora emersi. pagna, ti spaventa, ti incoraggia. Comprendi che è arri- Forse è proprio questo lo scopo principale di questo per- vato il momento di fare un passo, decisivo, importante, corso, il far dialogare la coppia. È stato sottolineato più carico di aspettative e di titubanze ma è un passo che si volte quanto è importante parlare. Perché è proprio da vuole fare, insieme. questo scambio di punti di Non è ancora il tempo per il matrimonio, ma si sente il vista, non sempre uguali, bisogno di capire a che punto si è, di interrogarsi, di con- che nascono le maggiori frontarsi, come coppia e come singoli. Ed ecco il motivo domande. Accogliendo la “Le difficoltà che pur non che ci ha spinti a frequentare il (per)corso fidanzati. possibilità di avere delle in- mancheranno saranno A Monte Marenzo, don Giuseppe e due coppie di sposi certezze, l’interrogarsi non è appianate dal grande hanno guidato noi e altre quattro coppie in quel che loro più una debolezza ma diven- rispetto reciproco, dalla definiscono un percorso fidanzati, non un corso; questo ta una ricchezza. Una cosa gentilezza e dalla pacata perché non hanno mai avuto la presunzione di insegnar- preziosa. ironia che, sempre, aiuta e ci nulla rispetto a come vivere il e nel matrimonio. Ogni Il “per sempre” tra due per- dà sale alla vita. E un coppia lo imparerà da sé e seguirà la sua strada. Hanno sone deve essere costruito pizzico di sale non guasta semplicemente cercato di farci cogliere quello che po- ogni giorno; dovremo fer- mai, anzi è necessario trebbe essere per noi il senso del “vivere nel matrimo- marci a riflettere, prende- anche in pasticceria.” nio”, concetto che si rafforza maggiormente se affermato re ognuno il nostro tempo di fronte a Dio. per riuscire a rimanere sugli Gli incontri che prendono il via con un saluto, un chiedere stessi binari anche quando come stai, per poi prendere il proprio posto e preparar- ci saranno i vari cambiamenti della vita, anche quando si ad affrontare la serata. Una frase, un’immagine, una noi stessi cambieremo; magari non sempre riusciremo preghiera o un brano per introdurre l’argomento. E così a farlo da soli e in questo caso chiederemo un aiuto esterno, un altro punto di vista. Perché no, parte- ciperemo a un altro (per) corso fidanzati solo ed esclusivamente per ricer- care nuove domande (o ri- spolverare quelle vecchie, magari dimenticate) e di conseguenza avere delle risposte sulle quali ap- poggiarsi, per proseguire la vita insieme nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, per amarci e onorarci tutti i giorni della nostra vita.Nicoletta Bertelle, Sei tu l’unica, la più bella, in “Terra! I colori del Sacro”, Padova, 2010 Sara e Davide
  • 18. dial gare 18 “Un gancio in mezzo al cielo” di Giulia Gabrieli Ho trovato questo libro per caso, un giorno qualsiasi in una libreria qualunque e caso vuole che un mese dopo mi sia stato chiesto di farne una recensione per dialogare. E adesso ve lo voglio raccontareL a protagonista è Giulia Gabrieli, una ragazzina nata a Bergamo il3 marzo del 1997 e la sua non è cer- mai. Mai. Ecco allora come lei ha fatto ad affrontare il suo drago. Non con sortilegi o pozioni magi-to il tipo di storia in cui si trovano che, ma semplicemente con l’amo-ragazzi con poteri sovrannaturali e re, con il suo completo affidarsi amaghi del male da sconfiggere, ma Lui.se c’è una cosa che accomuna que- “Perché ora so che la mia storiagli eroi con la nostra Giulia è senza può finire solo in due modi: o, gra-dubbio il coraggio e il sangue fred- zie a un miracolo, con la completado nell’affrontare ciascuno i propri guarigione, oppure incontro al Si-draghi. gnore in paradiso, che è una bellis-Lei racconta di aver iniziato a scri- sima cosa. Sono entrambi due beivere nell’estate del 2009 quando, finali…”.dopo una visita dalla pediatra per Giulia muore il 19 agosto 2011un accertamento sulla sua mano nella sua casa a Bergamo, propriopiù gonfia del normale, le è stato mentre alla Gmg di Madrid si con-detto di essere affetta da una ma- cludeva la Via Crucis dei giovani. Lalattia chiamata Rabdomiosarcoma sua vita raccolta e raccontata daAlveolare, in altre parole un tumo- lei in questo libro è stata per mere alla mano sinistra. Scrive quindi fonte di ispirazione e di riflessione.della sua esperienza della malattia, Penso che nella vita si incontrino,di tutto ciò che da essa ne è deriva- anche indirettamente, tante per-to, dei bellissimi rapporti che aveva sone destinate a lasciare un segnocon i medici dell’ospedale in cui era dentro di te e credo che lei sia unaricoverata, della sua splendida fa- di quelle. Senza dubbio. E in fondo,miglia e, soprattutto, di com’è cam- peso di questa malattia? Perché a diciamocelo, ci sono persone chebiata e cresciuta la sua fede. lei che ha solo tredici anni e tutta nascono con una marcia in più, conAl primo impatto, quando ho ini- la vita davanti? “quella” marcia in più. Ma se vole-ziato a leggere, non avrei mai pen- Anche per questo Giulia ha una ri- te saperne di più potete trovare susato che una ragazzina che sopran- sposta da regalarmi: è successo a Internet, su Youtube, dei video del-nomina i suoi dottori con i nomi lei, come poteva capitare a chiun- la sua testimonianza e alcuni blogdei personaggi dei cartoni animati, que altro e se è successo è perché dedicati a lei.avrebbe potuto essere testimone era questo il progetto disegnato dadi una fede così ardente. Dio per lei. Incredibile, vero? Un’a- L’indirizzo del video su Youtube è:Onestamente, ci sono rimasta dolescente che fa della sua malat- http://www.youtube.com/male. Eppure è così. In un capito- tia la sua testimonianza dell’amore watch?v=A_9CwE_rLkQlo dice che, a differenza di molti del Signore.che vivono la stessa esperienza, lei Testimonianza viva e limpida di un Quello del blog:della sua malattia non può dare la Dio buono e misericordioso, di un www.congiulia.com, dove potretecolpa a Dio. Dio Padre e di un Dio che non può scrivere e inviare messaggi ad ami-Mentre le parole scorrono sotto gli essere altro che amore. Amore, ci e famigliari di Giulia.occhi, non posso non chiedermi in amore e ancora amore. Una parolasilenzio: ma perché proprio a lei il che nella vita di Giulia non manca Emanuela
  • 19. 19 Maggio/Giugno 2012 In vacanza con l’Oratorio: proposte per l’estate BORGO S. LORENZO (FI), 5 - 12 AGOSTOL’ estate è un momento speciale, nel quale mettiamo tante attese e che può diventare davvero occasione di espe-rienze importanti per la vita, soprattutto a una certa età. a 5 Km dal paese, collocato sulle colline toscane a ridosso degli Appennini, nella zona della Toscana chiamata Mugel- lo, a una trentina di Km da Firenze.Vista la scelta di andare in montagna dopo il Cre con i ragaz- Sarà sicuramente l’occasione per conoscerci un po’ di piùzi di 1a media e con quelli di 2a media, si è deciso di fare una (almeno da parte mia) e per consolidare i legami tra gli edu-proposta unica per 3a media e adolescenti, all’inizio di ago- catori e i “loro” ragazzi. Ma anche (perché no?) per dare lasto. Cambia il luogo, con differenti mete e le opportunità, possibilità a qualcuno di riagganciare il cammino dell’Ora-ma rimane l’idea di stare insieme per una settimana, in una torio.casa in autogestione giocando, riposando, divertendosi, ma Il rientro è previsto per la domenica 12, in serata. Il costo èanche collaborando, pregando e riflettendo. di 250 euro e le iscrizioni si raccolgono in segreteria parroc-La proposta prevede una prima giornata con sosta al mare, chiale o dagli educatori entro domenica 15 luglio.nella zona di Cesenatico, la domenica 5 agosto, per poi arri- La sera di venerdì 22 giugno verrà fatta una riunione di pre-vare in Toscana prima di sera il lunedì 6 agosto. sentazione per gli adolescenti che parteciperanno e per iIl Villaggio don Orione (perché questo è il suo vero nome) è genitori che volessero saperne di più.un insieme di case della parrocchia di Borgo S. Lorenzo (Fi), don Diego FIUMENERO di VALBONDIONE Campo 2a Media Campo 1a Media Partenza domenica 22 luglio nel pomeriggio e Partenza giovedì mattina 26 luglio e rientro giovedì 26 luglio per le ore 12,30 rientro domenica sera 29 luglio Il costo è di 100 euro per campo. Iscrizioni presso la segreteria dell’Oratorio o la segreteria parrocchiale entro domenica 8 luglio. Mercoledì 20 giugno, all’oratorio, presentazione dell’esperienza ai genitori
  • 20. dial gare 20 Riscoprire la grazia della Confessione Attraverso l’esperienza di un sacerdote che segue un gruppo di ragazzi con handicap mentale, riscopriamo aspetti importanti del sacramento della RiconciliazioneUn ragazzo con handi- Padre Nostro perché dacap mentale può avere solo non saprà fare lail senso del perdono? penitenza. Infine pro-Alcuni sacerdoti e certi nuncio per intero la for-genitori non sostengo- mula dell’assoluzione,no il sacramento della semplificarla sarebbeRiconciliazione per un infatti come non pren-ragazzo con handicap derlo sul serio.mentale, perché pen-sano che non capisca. Il ragazzo rischia diMi piacerebbe rassi- prendere il suo handi-curarli: quel bambino cap come una colpa?è una persona; così Può sentirsi colpevole dicome la dignità non è esistere se avverte, perintaccata dall’handi- esempio, la sofferenzacap, la vita spirituale dei suoi cari. Ma la con-non è legata al livello di fessione non può darglicomprensione. questo sentimento: alDetto questo, oserei contrario lo aiuta a sca-dire che le persone con ricarsi dai sensi di colpa,handicap mentale san- per mostrargli che il Si-no chiedere e ricevere gnore lo ama così com’èil perdono meglio di e accoglie la sua richie-noi. Alcune di loro mi sta di perdono.abbracciano dopo averricevuto l’assoluzione: Le confessioni dellecapiscono che in quan- persone con handicapto prete, rappresento per loro la suoi peccati?”. Con il sacramento l’hanno cambiata?misericordia di Dio. della Riconciliazione è invitato ad Ho capito che potevo confessarmi accogliere di nuovo la grazia del facilmente, senza torturarmi. NeMa questi ragazzi peccano? Alcuni Battesimo, a riscoprire che Egli è il parlo con più facilità ai giovani didi loro non sembrano avere una figlio prediletto del Padre. Chi deve cui mi occupo. Cerco di dar loro vo-volontà propria… lottare per vivere, chi lotta contro glia di questo sacramento come haAl contrario, questi giovani hanno la depressione che può invaderlo, dimostrato un ragazzo disabile du-una volontà inaudita; potrebbero come potrebbe non aver bisogno rante un ritiro. È venuto a confes-lasciarsi morire, ma loro scelgono di questa grazia? sarsi, ma non parlava; non sapevodi accogliere la vita che hanno ri- se capiva ciò che gli dicevo, gli hocevuto. Forse alcuni non peccano Come si confessa un giovane con dato l’assoluzione e se ne è andatoconcretamente. Il sacramento del handicap mentale? facendo il segno V della vittoria. Leperdono è fatto perché noi vi de- Gli dico che sono felice che sia lì, persone non handicappate hannopositiamo i nostri peccati, ma il facciamo insieme il segno della cominciato a venire di corsa. Ave-significato profondo della parola croce. Se può parlare lo aiuto a vano visto la gioia che procura il“confessione” è il riconoscimento fare l’esame di coscienza parlando- perdono!della misericordia di Dio per noi gli degli amici, della famiglia… Se il P. Mahéas,e non la confessione dei peccati. giovane non parla, chiedo perdono assistente spirituale dellaNon si tratta di chiedersi: “Mio fi- con lui, tenendogli le mani perché comunità per disabili di Trosly, Franciaglio pecca?” oppure “Saprà dire i sia in comunione con me. Poi dico il da Ombre e Luci n. 117
  • 21. 21 Maggio/Giugno 2012 L’amore si fa perdono Domenica 6 maggio, i bambini di terza elementare si sono accostati, per la prima volta, al sacramento della ConfessioneQ uando da piccoli abbiamo imparato a camminare, quante volte siamo caduti!Così è nella vita. Ogni giorno si inciampa, si perde l’equi- Tutto questo lo abbiamo sperimentato: domenica 6 mag- gio nel giorno della nostra Prima Confessione. Dopo la S. Messa è iniziata la nostra “preparazione itinerante” per lelibrio, si fa un passo falso… ma Dio, che è un Padre ricco strade del nostro paese accompagnati dai nostri genitori.di misericordia, rimette in piedi chi gli chiede aiuto e in Prima tappa: il pranzo presso la Comunità Shalom, poicambio vuole solo sentirsi dire una parola: scusami! Sant’Andrea in Catello, dove ci è stato consegnato “un seme” e il compito di custodirlo tra le mani, altra tappa: la chiesa di San Martirio. Il nostro cammino ci ha infine portati alla chiesa di San Giovanni, dove abbiamo toccato con mano l’amore che si fa perdono, qui abbiamo vissuto con emozione e sem- plicità la nostra Prima Confessione. Subito dopo abbiamo piantato il nostro “seme” nella terra. Tocca noi ora aver- ne cura, perché possa sbocciare e dare frutto. Sì, perché il Signore ci ama fino al punto da renderci responsabili della nostra vita, lascia a noi la scelta di far fruttificare ciò che ci dona: il suo Perdono. Con questa gioia nel cuore, abbiamo concluso la nostra festa in oratorio con una deli- ziosa merenda preparata dalle nostre mamme. Grazie di cuore a tutte le persone che ci hanno accompa- gnato lungo il cammino…I semi piantati nella terra dei vasetti dai bambini I bambini di terza elementare Foto di gruppo dopo la Messa delle 10.30
  • 22. dial gare 22“Luce di verità, fiamma di carità, vincolo di umiltà, Spirito Santo Amore” Domenica 13 maggio, sacramento della Cresima per i ragazzi di seconda media e Prima Comunione per Alain e Naomi Brandini. Ha presieduto la celebrazione l’Abate di Pontida P. D. Francesco Monti Nicholas Austoni Alessia Chiappa Andrea Belloli Davide Chiappa Chiara Biffi Rebecca Cilente Luca Bonalumi Veronica Colnago Benedetta Broggi Alessandra Colombo Greta Carsaniga Alessia D’Amato Laura Cattaneo Gianfranco Fedeli Nicola Ceresoli Edoardo Frecassetti Valentina Galizioli Elisabetta Medolago Cristiana Ganis Anthony Murè Silvia Ghisleni Lucrezia Pennati Francesca Giacco Elena Ravasio Sara Giusto Eros Ravasio Michele Gotti Pietro Ravasio Nicholas Laini Jessica Rosa Lorenzo Lampugnani Edmea Rusconi Giulia Lavelli Luca Scola Silvia Limonta Daniele Sigillò Giorgio Maestroni Chiara Tiba Laura Mazzeo Flavia Viscardi Simone Mazzoleni Evert Zwaan Valeria Mazzoleni
  • 23. 23 Maggio/Giugno 2012 29 a p 1 M r.Giovani e adolescenti in Costa Azzurra a 201 g. 2L’ inverno è destinato prima o poi a finire e anche il più piccolo seme ne è a conoscenza! È soltanto, infatti,quando i primi raggi del sole iniziano a riscaldare la terra limiti, era dopotutto uno degli obiettivi dell’esperienza e così, con questo intento, abbiamo trascorso anche la mattinata del giorno successivo, visitando la mostra dedi-che esso comprende che la sua ora è giunta: inizierà così cata alle rappresentazioni bibliche dell’artista di religionea schiudersi e a germogliare venendo alla luce. Allo stesso ebraica Marc Chagall. Al termine della mostra è stato in-modo noi, adolescenti e giovani, non appena le giornate fine richiesto di scegliere un quadro che ci aveva partico-divengono più assolate, non vediamo l’ora di uscire dal larmente colpiti, vuoi per le modalità di rappresentazionenostro guscio, di abbandonare, almeno temporaneamen- della scena, vuoi per il significato più profondo celato alte, gli impegni e le preoccupazioni, di staccare la spina dal di là delle semplici pennellate, e di annotare brevi con-lavoro o dallo studio e di dedicare qualche giornata della siderazioni o pensieri da condividere nel momento col-nostra vita frenetica al relax e al divertimento; ancora bi- lettivo serale, sicuramente importante per un confrontosognosi di affrontare nuove esperienze e di crescere in- su tematiche più serie e non scontate rispetto a quellesieme, abbiamo così deciso, giunti al ponte delle Calende solitamente affrontate in una normale conversazione.di maggio e ormai direttamente proiettati verso l’estate, Altro scopo della vacanza era indubbiamente quello didi partire alla volta di Nizza e della Costa Azzurra, luoghi visitare le città: Antibes, Nizza e il centro di Montecarlodi una bellezza straordinaria. nel vicino Principato di Monaco erano pronte a ospitarciSebbene non particolarmente incoraggiati dalle previ- e a mostrarci le loro molteplici bellezze urbane e naturali.sioni meteo piuttosto negative, l’entusiasmo non poteva L’incontro poi con un altro gruppo di giovani bergamaschimancare poiché nel cuore sentivamo il bisogno di doverci ci ha permesso di condividere insieme alcune ore delleconoscere un po’ meglio sia tra di noi sia nei confronti nostre giornate come nel caso della Messa di ringrazia-di don Diego, con il quale poche erano state fino a quel mento finale celebrata sugli scogli; ai più impavidi il cli-momento le opportunità di relazionarsi: più numerose ma, non così rigido, ha anche concesso la possibilità disarebbero state le occasioni in un gruppo più ristretto e fare un bagno ristoratore, acqua gelida permettendo.compatto come il nostro. Che dire... traguardi tutti raggiunti: la coesione nel grup-Bagagli a bordo e macchine fotografiche nelle mani, pron- po giovani e adolescenti si è consolidata, anche in vistate a immortalare ogni singolo istante di questa avventura, dell’imminente inizio del CRE, così come la serenità insiamo giunti, ormai prossimi a mezzogiorno, ad Antibes, ognuno di noi che forse, e parlo per me, era un po’ dauna piccola località marittima nota per la produzione arti- dissotterrare... Non sarà solo il braccialetto che alcunigianale in ceramica e per il soggiorno che quivi trascorse di noi hanno acquistato in segno di legame a ricordarciPablo Picasso, del quale abbiamo visitato il museo con di questa esperienza, ma lo saranno di più i nostri voltila possibilità di ammirare opere che, anche se non tra le sorridenti e spensierati e le grasse risate di cui ci ricorde-più famose, riuscivano comunque a trasmettere stupore remo sempre e che ci faranno forse guardare con malin-e interesse, al di là del semplice giudizio “mi è piaciuto / conia a questo nostro vissuto, che si spera possa riviverenon mi è piaciuto”. Il dedicare un po’ di tempo all’arte e ancora e ancora e ancora.il meravigliarsi di fronte a tutto ciò che l’uomo è stato ingrado di fare nel corso della storia, seppure entro i suoi Matteo
  • 24. dial gare 24 Un aiuto per la vita bene esiste e che è qualcosa di concreto. Inoltre penso possa aiutare anche voi a sentire la missio- È giunta in redazione una lettera di Mario Mazzo- ne un po’ più vostra. leni che, attualmente, sta svolgendo il proprio ser- Non sono risuscito a fare delle foto alla baracca vizio nella missione di Angamarca in Ecuador. Qui “per animali” in cui vivono adesso, perché mi ver- sotto ne trovate un piccolo stralcio. gognavo un po’; però i conigli di casa mia hanno Cogliamo l’occasione per segnalare che le offerte una casa migliore della loro (…). che verranno raccolte nelle messe di sabato 9 e Un abbraccio fortissimo, Mario domenica 10 giugno, saranno inviate a lui a soste- gno di questo progetto. Offerte raccolte in varie celebrazioni Cari amici, io sto molto bene, spero anche voi. (…) 30 Ottobre 2011: Giornata Missionaria: Qualche giorno fa è venuta una donna di 26 anni € 2.119 versati al Centro Missionario Diocesano nel dispensario a chiedermi se poteva fare un test 18 Marzo 2012: Giornata del Seminario: di gravidanza. Il test è risultato positivo (…). Pen- € 1.636 versati all’Opera S. Gregorio Barbarigo del savo diventasse felice alla notizia di aver un figlio, Seminario di Bergamo invece si è messa a piangere. Ho iniziato un po’ ad ascoltare la sua storia e praticamente mi ha detto Aprile 2012: Quaresima missionaria: che ha già tre figli, ma non ha una casa, suo marito € 1.900 (di cui 250 dati dal Gruppo “Amici dell’Afri- non ha animali e non hanno niente. Continuando ca”), versati al Centro Missionario Diocesano a parlare mi ha detto che non voleva che un altro figlio vivesse in quella condizione (…). Comunque parlando con lei e suo marito hanno deciso di non abortire, e in cambio ci siamo impe- gnati a garantirgli una piccola casa 6 metri x 6. (…) Il totale è di 1.425 dollari che penso corrisponda a 1.100 euro. (…) POTETE AIUTARMI? Non so, chiedete alle mamme, al gruppo ravioli, ai vostri compagni di classe, agli zii, ... La donna si chiama Gloria e il marito Patricio, una figlia Giovanna e gli altri due non so. Ho voluto un po’ prendermi a cuore questa questione: di preciso I partecipanti allo spettacolo canoro per non so bene neanche io il perché. Però penso che la festa della mamma, sabato 12 Maggio,a villa d’adda... possa aiutare queste persone a far vedere che il Cine-Teatro San Carlo
  • 25. 25 Maggio/Giugno 2012Notizie dall’Associazione di Volontariato SocialeAgli inizi degli anni Novanta le organizzazioni divolontariato Conferenza San Vincenzo, Grup-po Alpini, Gruppo Caritas e Protezione Civile,sensibili alle esigenze di chi non disponeva dimezzi propri di trasporto per accedere allestrutture ambulatoriali e ospedaliere, pensa-rono alla costituzione di un’Associazione, senzafini di lucro, denominata Volontariato Socialee Protezione Civile. Il 27 febbraio 1994, nellasede degli Alpini in via Frigerio 4 (che avrebbeospitato anche la nuova Associazione), venneredatto lo statuto costitutivo che disciplinal’attività. Inizialmente l’Associazione dispone-va unicamente del pullmino di proprietà delGruppo Alpini e delle auto private dei volontariautisti. Nel febbraio 2001 l’Amministrazione Co- Le richieste di accompagnamento sono in continuamunale, riconoscendo la validità dell’iniziativa, de- crescita e, pur disponendo di tre autovetture, aliberò di concedere un veicolo in comodato d’uso. volte si rende necessario l’utilizzo dei veicoli priva-I veicoli venivano parcheggiati presso l’abitazione ti. Attualmente i volontari autisti sono diciannove.del compianto Sperandio Aldeni, capogruppo de- Il 4 marzo scorso, “Giornata sociale” dell’Associa-gli Alpini e presidente della neonata Associazione. zione, dopo la Santa Messa, il parroco don DiegoNel frattempo si avvertì la necessità di una strut- ha benedetto la Fiat multipla a metano, recente-tura che potesse ospitare alcune Associazioni ope- mente acquistata.ranti sul territorio, progetto che divenne realtà con L’apprezzamento della Comunità per l’attività svol-l’inaugurazione il 7 settembre 2008 della nuova ta si riscontra tangibilmente nell’attribuzione del 5sede delle Associazioni dedicata al beato don Car- per mille (codice fiscale 91010800166) che, ricor-lo Gnocchi. diamo, è totalmente a carico dello Stato.Oltre all’attività primaria (accompagnamento), Per beneficiare del servizio del Volontariato sil’Associazione è presente con altre iniziative di deve contattare la signora Ardelia Gandolfi al n.utilità sociale (Pedibus, Banca del Tempo, Cicale e 035-792211 o al cell. 347-4965758.Formiche, Telefono Azzurro, ecc. ). Angelo Fetti Apostolato della Preghiera CONCERTO REGALO Il Vescovo di Bergamo ha indicato per quest’anno per don Andrea le intenzioni di preghiera legate alla vita della no- stra diocesi: dopo quelle già pubblicate di Genna- Lunedì 28 maggio, io, Febbraio, Marzo, Aprile e Maggio, ecco le se- alla Festa della Birra guenti per i prossimi mesi dell’anno: Giugno: Per i sacerdoti ordinati e per il Seminario, perché siano degni della chiamata del Signore a seguirlo nella via del sacerdozio. Luglio: Per i ragazzi, gli animatori, gli educatori, gli adolescenti e i giovani, perché vivano esperienze ricche di umanità e di fede. Diamo inoltre un avviso, a cura dell’ Apostolato della Preghiera: 17 Giugno: a Sotto il Monte presso il PIME (Casa natale di Papa Giovanni), alle ore 15 incontro di for- mazione vicariale con don G. Ferrari: “La spiritualità del Sacro Cuore con riferimento al beato Giovanni XXIII”; Adorazione eucaristica e Santa Messa.
  • 26. dial gare 26 Offerte per l’Oratorio: Marzo 2012 Aprile 2012Una famiglia...................................................€ 10 Una famiglia...................................................€ 50Una famiglia ...................................................€ 20 Una famiglia...................................................€ 75Una famiglia...................................................€ 50Una famiglia...................................................€ 50 N.N................................................................. € 50Una famiglia ...................................................€ 70 N.N................................................................. € 50Una famiglia...................................................€ 150 N.N................................................................. € 100Una famiglia...................................................€ 250 N.N................................................................. € 140Una famiglia...................................................€ 300 N.N................................................................. € 5.000Una famiglia...................................................€ 1.140 In memoria di don Egidio - N.N............................................................... € 297N.N................................................................. € 15N.N................................................................. € 50 In memoria di Mario Paggi - familiari e parenti.........................................€ 550In memoria di Geremia Bolognini - N.N............................................................... € 35- i familiari...................................................... € 100- i parenti........................................................ € 120 In memoria del def. Giuseppe........................€ 100- gli amici........................................................ € 150 Gruppo del Ritiro OratorioIn memoria di Alessandrina Turani del 15 aprile....................................................€ 200- i familiari...................................................... € 70 Offerte varie...................................................€ 450Dagli Ammalati...............................................€ 345 Dagli Ammalati...............................................€ 600Bussolotto in chiesa........................................€ 95 Bussolotto in chiesa........................................€ 255Totale.......................................................... € 2.985 Totale.......................................................... € 7.952
  • 27. 27 Maggio/Giugno 2012 La nostra comunità ricorda i piccoli appena battezzati Il 15 Aprile: Bruno Gabriele Nucera Il 20 Maggio: Alessio e Mattia Bonetti di Francesco e Maria Teresa Vadalà di Fabrizio e Filippa Scivoli Serena Brena Giulia Randazzo di Marco e Viviana Vanalli di Giuseppe e Teresa Anzelmo Amalia Arnoldi Elisa e Giulia Sacchi di Matteo e Angela Marinaro di Valerio e Elena Bolis Lorenzo Chiappa Letizia Ferrari di Alessandro e Stefania Quadri di Lorenzo Federico e Bruna Negri Giacomo Locatelli Emma Teresa Bonsaglia di Emanuele e Virginia Ghisalberti di Daniele e Rossella Melotto Giulietta Isabel Manenti di Giacomo e Fabiana Locatelli Jacopo Boschini di Bruno e Gabriella Cestaro Gabriele Mazzoleni di Stefano e Monica Talarico prega per i fratelli defunti Enrico Panzeri, di anni 83, deceduto il 22 marzo Caro papà, sono passati pochi mesi e sembra un’eternità; più passano i giorni e più è difficile accettare che non ci sei proprio più. Hai dedicato tutta la tua vita per il lavoro: quando è stato il momento di doverlo ab- bandonare non lo hai accettato e ti sei chiuso tra le mura di casa. Sei stato un papà e un marito di poche parole, pochi complimenti, ma un papà mo- dello. Il Signore ha voluto chiamarti in fretta, senza lasciarci il tempo di rendercene conto… Hai lasciato un vuoto incolmabile. Ci manchi tanto; da lassù proteggici.anagrafe Moglie e figli Mario Paggi, di anni 90, deceduto il 27 marzo Ciao nonno, nella nostra vita sei stato una presenza costante, anche se discreta, di poche parole… La tua vita parla per te: marito, padre, nonno, bisnonno; grande lavoratore; forte lottatore contro ogni malattia e difficoltà. Ci piace pensare che in questa occasione tu non abbia avuto bisogno di lottare perché era il tuo momento, il momento in cui Dio ti ha chiamato accanto a sé. Auguri, nonno. Grazie! I tuoi nipoti e i tuoi cari
  • 28. dial gare 28 Teresina Locatelli in Biffi, di anni 79, deceduta il 21 aprile Il destino ti ha tolto dall’affetto della famiglia, ma non ti toglierà mai dalla nostra me- moria e dal nostro cuore. I tuoi cari gli anniversari Angelo Manzoni Francesco Villa Bianca Colombo Pietro Chiappa 22.4.87 22.4.12 6.5.08 6.5.12 9.5.88 9.5.12 18.5.82 18.5.12 Alessio Mazzoleni Anselmo Parietti Mansueto Sala Alessandro Crippa 19.5.98 19.5.12 23.5.98 23.5.12 25.5.03 25.5.12 29.5.86 29.5.12anagrafe Nevio Perico Angelo Agazzi Giuseppina Caseri 29.6.07 29.6.12 28.4.11 28.4.12 15.7.98 15.7.12 Il prossimo numero di dial gare è previsto per il 15 Luglio 2012
  • 29. TERMOIDRAULICAAUSTONI SEVERINO - OCCHIALI DA VISTA E DA SOLE - LABORATORIO INTERNO Via A.A. Ludrini, 4 B - TEST DELLA VISTA COMPUTERIZZATO - APPLICAZIONI E VENDITA LENTI A CONTATTO VILLA D’ADDA (Bg) BRIVIO (LC) - Via Vittorio Emanuele II, 2 (in Centro Paese) - Tel. 039.93.22.966 Tel. 035 79.27.26 E-mail: otticaallamano@Alice.It Acconciature un Diavolo azio libe i ro CARROZZERIA ADDA Sp DI PARIETTI ROBERTO ion per Capello pe r inserz 9- 2 5 VEICOLI INDUSTRIALI - COMMERCIALI - AUTO E MOTO Lei e Lui by Erika 03 5 7,30211)1 tel. egr. parr. 9 VERNICIATURA A FORNO - BANCO DIMAVILLA D’ADDA (BG) - via del Borgo, 22 b (s VILLA D’ADDA - Via Guido Rossa, 2 Tel. 035 792.203 Tel. 035 78.41.88 PARIM FORNITURA E POSA IN OPERA DI PAVIMENTI E RIVESTIMENTI IN CERAMICA - PARQUET - MOSAICI - LAMINATI - RESINE Show room: 24050 Zanica (Bg) - via Roma, 10 - (Strada Provinciale) - tel. e fax 035 672454 Responsabile: Luigi Locatelli - cell. 348 4751087 - e-mail: gigi@parimsrl.com www.parimsrl.com Show room: Pontida (Bg) - via Lecco, 360 - (Strada Statale Briantea) - tel. e fax 035 795943 Responsabile: Fabio Turani - cell. 348 2858229 - e-mail: fabio@parimsrl.com e-mail: info@parimsrl.com Magazzino: 24050 Grassobbio (Bg) - via Padergnone, 9/B - cell. 348 2858229 ARLATI e RAVASIO srl (PEPPONE) ONORANZE FUNEBRI Via G. Marconi, 198 - CALUSCO D’ADDA Via G. Mazzini, 18 - CISANO BERGAMASCO Tel. 035 79.20.66 Cell. 335 69.07.349 - 335 69.07.351 SERVIZIO DIURNO - NOTTURNO - FESTIVO Servizi Funebri Completi e Trasporti Salme ovunque - Disbrigo pratiche
  • 30. P.M. di MANGILI EGIDIO & C. s.r.l. Unipersonale BRUCIATORI - CALDAIE A CONDENSAZIONE - TERMOREGOLAZIONI MANUTENZIONE E TERZO RESPONSABILE IMPIANTI TERMICI CIVILI E INDUSTRIALI Via Gandhi, 18/C - 24048 CURNASCO DI TREVIOLO (BG) - Tel. 035 200750 - Fax 035 200632 - E-mail: pmpassa@tin.it Azienda Certificata UNI EN ISO 9001:2008 Impianti di riscaldamento e condizionamento. IDRAULICA Idrosanitari, box doccia e accessori vari. Sostituzione scaldabagni e caldaie, impianti a gas. MARIO Installazione di pannelli solari. Idraulica Mario Viscardi VENDE-AFFITTA prestigiosi appartamenti in classe AVISCARDI in via Bellavista, a Villa d’Adda, in posizione incantevoleVILLA D’ADDA - Via Supercera, 1 - Tel. 035 79.35.12 - Cell. 335 62.68.050 - e-mail: idraulicaviscardi@virgilio.it NOVITÀ: TINTOMETRO forniture edili s.r.l. SHOWROOM ARREDOBAGNO MATERIALI - ATTREZZATURE CASALINGHI VILLA D’ADDA (BG) - Via delle Industrie - Tel. 035 784815 SERRAMENTI CALCO (LC) - Via Indipendenza, 25 - tel. 039 9910737 ioni Spaz io libero per inserz tel. 035 730212)15 gr. pa 9 1 rr. 9, - (se PONTIDA (Bg) Via Bergamo, 849 - tel. 035 795128 - fax 035 795509 Lecco Via Papa Giovanni XXIII, 14/16 (zona Castello) - tel. 0341 350273 Aperto dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30 PRIMAVERA offerte lancio divani e divani letto dormire bene... per vivere meglio
  • 31. Case di qualità e un ideale d’impresaNonsolofioridi Roberto MaestroniAddobbi floreali per qualsiasi occasioneServizi per matrimoni e funeraliArticoli regaloServizio al cimiteroAccurato servizio a domicilio Via Fossa, 8 - VILLA D’ADDA Via Zappello, 1 (all’interno del nuovo centro commerciale) - 24030 VILLA D’ADDA (Bg) Tel. 035 793540 - Cell. 348 4927049 Telefono 035 78.48.61 Biffi A lberto Viale delle Industrie, 2 24030 VILLA D’ADDA (BG) Cell. 348 0910677 C. s.n.c. e-mail: marcorota.elett@alice.it & VENDITA E POSA DI PAVIMENTIImpianti elettrici civili e industriali E RIVESTIMENTI IN CERAMICAImpianti antifurto e videosorveglianzaSpecializzati in impianti domotici: Via Chioso, 3 - 24030 VILLA D’ADDA (Bg)· Installatore MY HOME BTICINO · PARTNER KONNEX Tel. e Fax 035 784833 Alessandra Onoranze Funebri BRIVIO (Lc) - Via Fossa Castello, 23 AIRUNO (Lc) - Via V. Emanuele, 9 Servizio Continuo Tel. 039.92.73.213 Notturno - Festivo Cell. 348.77.333.07 snc Cooperativa Sociale di CHIAPPA GIUSEPPE & C. ONLUS CHOPIN MOTORIZZAZIONE CIVILE MCTC REVISIONE VEICOLI DIVERSAMENTE IMPRESA OFFICINA AUTORIZZATA CONCESSIONE N. BG 005 DEL 1999 Via San Martirio, 1 - VILLA D’ADDA (Bg)Tel. 345 3208724 - E-mail: chopin@libero.it Via S. Rocco, 744 - Tel. 035 79.42.06/7 - CALUSCO D’ADDA (BG)
  • 32. Il C.R.E.