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Web Radio, la radio rinasce dal basso
 

Web Radio, la radio rinasce dal basso

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Slides della lezione tenuta dal prof. Guidolin nell'ambito di "Radio Web Punto Zero: Le Lezioni Aperte Al Palazzo Liviano", iniziativa di Progetto Giovani e Radio Bue (9 dicembre 2008)

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    Web Radio, la radio rinasce dal basso Web Radio, la radio rinasce dal basso Presentation Transcript

    • Web Radio: la radio rinasce dal basso prof. Ugo Guidolin Teoria e Tecniche dei Nuovi Media
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso La “scatola musicale senza fili” Ho in mente un piano che potrebbe fare della radio uno strumento domestico come il grammofono o il pianoforte. Il ricevitore sarà progettato nella forma di una scatola musicale adatta a ricevere diverse lunghezze d’onda che si potranno cambiare a piacimento spingendo un bottone. La scatola musicale avrà un ampli catore e un altoparlante telefonico incorporati. Sarà tenuta in salotto e si potrà ascoltare musica, conferenze, concerti (Lettera inviata da David Sarnoff alla Marconi Company of America) © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso L’organizzazione dei mass-media La struttura organizzativa predominante dei mass-media è costruita all’interno di una struttura verticistica di controllo da uno a molti (one-to-many) Due fattori definiscono la stabilità dell’organizzazione: • Una modello gerarchico di comando e di controllo • Un sistema di nanziamento regolamentato del servizio basato su canoni di abbonamento e pubblicità © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Il modello one-to-many Caratteristiche del modello one-to-many: • Il messaggio radio si esaurisce nel momento in cui viene trasmesso: si riduce pertanto il tempo e lo spazio di un’azione cosciente del destinatario tra emissione e ricezione del messaggio. • Il ruolo passivo dell’ascoltatore: impossibilità per il destinatario di partecipare all’organizzazione dei tempi di fruizione del messaggio (definiti esclusivamente dall’emittente). • La decontestualizzazione del messaggio: nel messaggio radio vengono meno le condizioni per una comprensione umana del messaggio, ossia la conoscenza dei termini e del contesto. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Il modello one-to-many Fattori chiave su cui si fonda la gestione del consenso nell’era dell’one-to-many: • Indebolimento della funzione argomentativa: incapacità di astrazione e rappresentazione attraverso il linguaggio (l’ascoltare domina sul capire) • Sviluppo di un post-pensiero alogico: assenza di connessioni logiche e di contestualizzazione delle informazioni • Primato della dimensione preattentiva: funzione ancestrale dell’uomo (pubblicità). © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Il modello one-to-one Il modello one-to-one è un modello di passaggio. Non differisce sostanzialmente da quello precedente, ma innesca alcune importanti trasformazioni: • Possibilità per l’utente di selezionare il proprio palinsesto informativo: la maggiore offerta dell’etere consente all’ascoltatore di gestire personalmente il proprio consumo di interessi. • Offerta maggiormente diversificata: l’offerta informativa viene maggiormente caratterizzata da temi e interessi specifici (politica, musica etc.) • La partecipazione attiva dell’utenza: l’emittente cerca un canale di feedback diretto con l’utenza attraverso telefono e internet. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Il modello one-to-one Fattori chiave su cui si fonda la gestione del consenso nell’era dell’one-to-one: • Coinvolgimento dell’ascoltatore nel programma: utilizzo pseudo-interattivo del mezzo in cui il pubblico interviene in diretta definendo così un rapporto confidenziale tra emittente e ricevente. • De-strutturazione del programma: il contenuto del programma perde di rilevanza in virtù di elementi di cornice (sigle e codici ben riconoscibili al pubblico) e del ruolo dominante del conduttore che instaura il rapporto diretto e confidenziale con l’ascoltatore. • Identificazione nella quotidianità: presenza di tipi umani e sociali in cui gli spettatori identificano la propria quotidianità. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Il modello many-to-many “Quello che comunque a me interessava maggiormente era intervenire sul rituale espositivo; il rituale classico prevede la presenza di un'autore e delle sue opere presentate al meglio, mentre in questo caso l'opera era inizialmente allo stato potenziale, era caricata di tutti i rischi possibili, e soprattutto l'autore non era presente, era praticamente scomparso lasciando un meccanismo in funzione che lo sostituiva.“ Franco Vaccari sull’esposizione “Lascia su queste pareti una traccia del tuo passaggio” (Biennale di Venezia, 1972) © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Many-to-many: reticolarità Il modello many-to-many estende il nostro sistema cognitivo all’interno di una rete di informazione globale includendo la nostra esperienza in un campo uni cato di esperienza (interattività e cooperazione). • Il passaggio da una struttura di comunicazione verticale, autoreferenziale, da un punto verso molti punti a una comunicazione di tipo orizzontale: da molti punti a molti punti. • Oggi, diventano sempre più determinanti le community nell’elaborazione della conoscenza collettiva che introducono un paradigma innovativo che riduce sempre più le distanze tra produttore e consumatore di informazione (prosumer). © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Many-to-many: cellularità L’informazione si scompone costitutivamente in una molteplicità di unità informative decontestualizzate all’interno di una mappa cognitiva priva di linearità narrativa. • E’ una forma di linguaggio che si predispone all’immaginazione e induce il “lettore” a metterla in racconto. • Il pensiero è così portato a ricomporre queste unità secondo modalità nuove e molteplici percorsi di conoscenza (interattività). • Il medium diventa quindi luogo di esperienza e abilità dove vengono ridefiniti volta per volta montaggio, inquadrature, linguaggi ed equilibri © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso L’organizzazione many-to-many I limiti costitutivi dell’organizzazione dei media generalisti vengono rimessi in gioco: • I nuovi strumenti della Rete (social networking) estendono le relazioni interpersonali a distanze e scale idealmente illimitate • Di conseguenza l’originaria forma di intelligenza cooperativa si sta estendendo a tutti i livelli dell’organizzazione comunitaria, appiattendo di fatto i domini di conoscenza all’interno di una comune piattaforma, strumento di condivisione del sapere. • Il medium non rappresenta più una sola forma di comunicazione, ma è l’espressione di molti linguaggi anche diversificati tra loro (multimedialità del medium) © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso L’organizzazione many-to-many Nessun sistema gerarchico, ma piuttosto compiti, ruoli dinamici con processi da innescare e completare • non promozione dell’azione di massa, ma promozione dell’azione ristretta del singolo. • azione ristretta: “parla a tutti perchè non pretende di parlare di tutti” (Miguel Benasayag, Contro il niente, Feltrinelli, Milano, 2005) • logica di sciame: le scelte operative e sociali del singolo non fanno riferimento a una direttiva dall’alto, ma alla situazione contingente. Pensa e agisce localmente, ma l’azione collettiva produce comportamento globale. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso L’organizzazione many-to-many Il cyberspace genera strutture reticolari e cellulari di consenso, reti di community: • Dimensioni: Solo un numero limitato di elementi interagenti garantiscono che il sistema non arrivi a un livello di complessità così elevato da sviluppare più “rumore” che risultati effettivi. • Prossimità: Gli elementi condividono la loro presenza all’interno di uno spazio di prossimità che consenta loro di partecipare e avere una percezione globale del sistema. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Organizzazione cooperativa “Vi dicono: potrete avere accesso a tutte le informazioni, alla totalità delle informazioni, ma è proprio il contrario: adesso sapete che non avrete mai accesso alla totalità. [...] Nasce così la necessità di fare appello agli altri, alle conoscenze degli altri e alle loro capacità di navigazione: i messaggi che hanno più valore nel cyberspazio sono quelli che vi aiutano a trovare dei riferimenti, a orientarvi, quelli che hanno meno valore sono quelli che aumentano la massa senza dare visibilità o trasparenza alle conoscenze disponibili.” Pierre Levy © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Organizzazione cooperativa La Rete come spazio di elaborazione del sapere collettivo: non tanto fornire informazioni, ma strumenti cooperativi di costruzione della conoscenza • Rielabora e seleziona costantemente le risorse culturali • Garantisce la validità e la rilevanza delle informazioni • E’ artefice di nuovi linguaggi e pratiche comunicative • E’ artefice di nuove forme di distribuzione, condivisione e gestione della conoscenza © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Organizzazione il consenso • Nessun sistema gerarchico, ma piuttosto compiti, ruoli dinamici con processi da innescare e completare: non promozione dell’azione di massa, ma promozione dell’azione ristretta del singolo. • Poche regole, semplici, che definiscono le modalità e i criteri di creazione dell’opera d’ingegno collettivo. • Criteri etici che definiscono il rapporto tra il singolo e la collettività in rapporto alla creazione dell’opera • Fruizione interattiva e dinamica dell’opera (dalla consultazione ai servizi) • Strumenti di condivisione finalizzati al promuovere aggregazione, partecipazione e cooperazione • Immediatezza della fruizione © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Nuovi modelli economici • “In un mondo di produzioni personalizzate, di continue innovazioni e aggiornamenti costanti, di prodotti con un ciclo di vita sempre più breve tutto invecchia molto in fretta: in un’economia la cui unica costante è il cambiamento, avere, possedere, accumulare ha sempre meno senso” (Jeremy Rifkin, L’era dell’accesso, 2002) • Il modello economico che sta maturando è un modello in cui al concetto di distribuzione va sostituendosi sempre più quello di comunicazione o di condivisione, mentre il consumo dei beni diventa sempre più utilizzo dei beni secondo logiche più affini al concetto di leasing che non di proprietà. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Quale futuro per la radio? • Perchè ascoltare la radio se gli utenti possono fruire la musica attraverso dispositivi interattivi che consentono loro di organizzare i propri palinsesti musicali a una qualità maggiore? • Perchè ascoltare la radio se gli utenti possono costruire la propria informazione multimediale on-demand attraverso i servizi della Rete (Google, YouTube etc.)? • Perchè ascoltare la radio con noiosi e irrilevanti break pubblicitari, se posso organizzarmi l’ascolto senza? © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso 1/ Radio bottom-up Nella logica many-to-many anche la radio, così come altri format digitali, deve diventare sempre più spazio di elaborazione e condivisione del contenuto dal basso: • Organizzare una piattaforma web dove l’utente diventi autore, reporter, possa cioè inviare i propri contenuti (servizi, brani musicali etc.) per la loro messa in onda. • Organizzare una redazione che si occupi sempre più NON di costruire informazione a monte, ma di organizzare le risorse esterne dei contributori inserendole all’interno di un palinsesto organico e dinamico e fornire gli strumenti adeguati alla cooperazione dell’utenza. • Stabilire ruoli e regole comunitarie di partecipazione e di pubblicazione dei contenuti formando e specializzando i contributori su tematiche specifiche. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso 2/ Radio tematica Nella logica many-to-many la radio pone l’attenzione sull’intrattenimento tematico e non generalista. • La nuova radio dev’essere tematizzata e focalizzata su interessi specifici per sintonizzarsi in maniera organizzata sulla domanda dell’audience. • La struttura delle informazioni deve condurre l’utente nella scelta del contenuto che più soddisfa gli interessi personali secondo gli schemi già utilizzati dai sistemi di news online (vedi dopo RSS) • L’informazione deve potersi focalizzare sulle realtà locali dell’utente e fornire servizi anche in base alla sua ubicazione (geotracking). © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso 3/ Radio on-demand Nella logica many-to-many anche la radio deve diventare sempre più strumento modulare per la gestione personalizzata dei palinsesti d’ascolto: • L’unità d’informazione radiofonica dev’essere fruibile in maniera autonoma e modulare per permettere all’utente di selezionare il contenuto desiderato configurandolo secondo palinsesti personali (playlist) o definiti automaticamente sulla base di criteri logici di aggregazione (RSS). • In tal senso, la radio dev’essere intesa sempre più anche come motore di ricerca per i contenuti specifici, la musica e i servizi su cui è specializzata e i contenuti devono essere organizzati secondo tassonomie che ne supportino la ricerca da parte dell’utenza. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso 4/ Network Radio Nella logica many-to-many la radio non è ubicata in un luogo preciso della rete (URL), ma è inserita in un network • L’informazione radiofonica suddivide e moltiplica il proprio contenuto su canali multipli: come le news, viene scorporata dal suo contesto originario per essere fruibile presso altri spazi della rete, secondo logiche di blogrolling, pingback e trackback, permalink, in maniera da aumentare così il suo consenso e la sua visibilità. • La radio può e deve diventare concretamente anche strumento di partecipazione sociale in rete e condivisione dei propri palinsesti informativi (vedi Last.fm). • L’informazione radiofonica dev’essere trasferibile su più dispositivi che ne permettano la riorganizzazione di contenuto, secondo formati e processi di sincronizzazione standard e immediati da utilizzare. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso 5/ Pubblicità come servizio Nella logica many-to-many la fruizione interattiva del contenuto radiofonico non può essere ostacolata da messaggi intrusivi, quali quelli della pubblicità interruptive: • Anche la pubblicità deve diventare interattiva e tematica, vale a dire che dev’essere oltre che una promozione per lo sponsor anche un servizio utile per l’utente, rispondendo agli interessi dell’ascoltatore e coinvolgendolo in un’attività partecipativa (p.e. concorsi, servizi sponsorizzati, mappa dei locali musicali, fruizione di directories...) © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso 6/ Radio d’impatto Nella logica many-to-many il contenuto deve avere una forte personalità e un grande impatto • Recenti indagini (BBC) ci rivelano che i podcast sta ridando il cuore alla radio perchè più focalizzati sul contenuto che sullo show. • Il reporting di strada, la voce umana sono elementi empatici e dal forte impatto comunicativo in grado di restituire un’anima all’informazione radiofonica. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Web Radio: la radio rinasce dal basso Alcuni esempi... Rete sociale musicale Rete sociale musicale Piattaforma online di talk radio, Piattaforma di hosting live radio in cui gli utenti in cui gli utenti possono attraverso la quale gli utenti online con oltre 10.000 stazioni condividono artisti, programmare un proprio possono creare gruppi di discussione radio online di libero ascolto. Chi generi e gusti musicali palinsesto di brani online utilizzando un telefono trasmette paga un cifra fissa mensile attraverso la creazione musicali con un client o un client VoIP, con la possibilità per l’hosting dei propri file mp3 e di stazioni radio e trasmetterlo agli altri di controllare o moderare i l’utilizzo dei servizi offerti da personalizzate basate utenti in webcast dal partecipanti e avere una chat di Live365 per la trasmissione della sul profilo dell’utente proprio pc. Mobile Radio supporto alla discussione. propria stazione radio online. e dei propri “vicini” e Artist Program. www.lastfm.it www.mercora.com www.talkshoe.com www.live365.com/broadcast © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano