4. Teoria e Tecniche dei Nuovi Media. Pensiero Collettivo.
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Corso di Teoria e Tecniche dei Nuovi Media. Come si modifica l'apparato cognitivo dell'uomo.

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    4. Teoria e Tecniche dei Nuovi Media. Pensiero Collettivo. 4. Teoria e Tecniche dei Nuovi Media. Pensiero Collettivo. Presentation Transcript

    • Corso di Teoria e Tecniche dei Nuovi Media Pensiero collettivo Come si modifica l’apparato cognitivo dell’uomo prof. Ugo Guidolin Docente di Teoria e Tecniche dei Nuovi Media Università degli Studi di Padova http://bloogo.oogo.com
    • Pensiero collettivo Intelligenza collettiva Il pensiero digitale estende il nostro sistema cognitivo all’interno di una rete di informazione globale includendo la nostra esperienza in un campo uni cato di esperienza. • Il passaggio da una struttura di comunicazione verticale, autoreferenziale, da un punto verso molti punti a una comunicazione di tipo orizzontale: da molti punti a molti punti. • Oggi, diventano sempre più determinanti le community nell’elaborazione del sapere collettivo che introducono un paradigma innovativo che riduce sempre più le distanze tra produttore e consumatore di informazione. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Intelligenza collettiva L’intelligenza collettiva non è un nuovo concetto: è il più vecchio sistema di organizzazione sociale comunitario dove il singolo mette a disposizione della collettività le proprie conoscenze e la propria esperienza in vista di trarne un bene cio individuale e collettivo più elevato. L’intelligenza collettiva è alla base delle attuali strategie di “positive sum” (biologia, economia, giochi etc.) in cui l’intero è maggiore della somma delle sue parti © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo L’intelligenza collettiva L’intelligenza collettiva però ha due limiti costitutivi: • Dimensioni: Solo un numero limitato di elementi interagenti garantiscono che il sistema non arrivi a un livello di complessità così elevato da sviluppare più “rumore” che risultati effettivi. • Prossimità: Gli elementi devono condividere la loro presenza all’interno di uno spazio di prossimità che consenta loro di partecipare e avere una percezione globale del sistema. Di conseguenza: più complesse diventano le strutture sociali (città, aziende p.e.) più queste devono cercare di trovare nuovi modelli di auto-organizzazione. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Intelligenza collettiva La struttura organizzativa nora predominante si è basata sulla divisione del lavoro organizzato all’interno di una struttura verticistica e gerarchica di controllo Due fattori definiscono la stabilità dell’organizzazione: • Una struttura gerarchica di comando e controllo • Un sistema economico che regolamenti la distribuzione dei beni (proprietà) © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Intelligenza collettiva Oggi, i limiti costitutivi dell’intelligenza collettiva vengono rimessi in gioco nel cyber-space: • I nuovi strumenti di social networking estendono le relazioni interpersonali a distanze e scale idealmente illimitate • Di conseguenza l’originaria forma di intelligenza cooperativa si sta estendendo a tutti i livelli dell’organizzazione comunitaria, appiattendo di fatto i domini di conoscenza all’interno di una comune piattaforma di condivisione del sapere. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Intelligenza collettiva • “In un mondo di produzioni personalizzate, di continue innovazioni e aggiornamenti costanti, di prodotti con un ciclo di vita sempre più breve tutto invecchia molto in fretta: in un’economia la cui unica costante è il cambiamento, avere, possedere, accumulare ha sempre meno senso” (Jeremy Rifkin, L’era dell’accesso, 2002) • Il modello economico che sta maturando è un modello in cui al concetto di distribuzione va sostituendosi sempre più quello di comunicazione o di condivisione, mentre il consumo dei beni diventa sempre più utilizzo dei beni secondo logiche più affini al concetto di leasing che non di proprietà. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Sistemi auto-organizzanti Come può auto-organizzarsi il sapere collettivo? Il modello archetipico de nito per i sistemi auto-organizzanti è quello della colonia. • Nella colonia non esiste gerarchia, ma compiti/processi da eseguire che innescano altri processi (struttura associativa). • L’organizzazione è basata su regole e codici linguistici precodificati e l’errore corretto da improvvisi processi collettivi di problem- solving • I singoli elementi di una colonia non riescono a valutare la situazione nella sua globalità, ma tuttavia cooperano utilizzando informazione locale. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Organizzazione reticolare Nessun sistema gerarchico, ma piuttosto compiti, ruoli dinamici con processi da innescare e completare • non promozione dell’azione di massa, ma promozione dell’azione ristretta del singolo. • azione ristretta: “parla a tutti perchè non pretende di parlare di tutti” (Miguel Benasayag, Contro il niente, Feltrinelli, Milano, 2005) • logica di sciame: le scelte operative e sociali del singolo non fanno riferimento a una direttiva dall’alto, ma alla situazione contingente. Pensa e agisce localmente, ma l’azione collettiva produce comportamento globale. © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Organizzazione reticolare Il movimento No-Global è modello di attivismo che rispecchia i percorsi organici, decentralizzati e interconnessi di Internet • I gruppi rimangono autonomi: nessuno rinuncia alla propria identità e individualità in favore di una struttura più ampia • tuttavia il loro coordinamento internazionale è organizzato in maniera cellulare e reticolare • Pro: è un’organizzazione che rispecchia la struttura a ragnatela nella trasmissione di informazioni in Rete e non ha gerarchie, ma ruoli • Contro: l’assetto organizzativo in continuo dinamismo non consente di organizzare rappresentanze, strutture e progetti a lungo termine, ma opera bene nel contingente (vedi Al-Quaeda o la Mafia) © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Organizzazione cooperativa “Vi dicono: potrete avere accesso a tutte le informazioni, alla totalità delle informazioni, ma è proprio il contrario: adesso sapete che non avrete mai accesso alla totalità. [...] Nasce così la necessità di fare appello agli altri, alle conoscenze degli altri e alle loro capacità di navigazione: i messaggi che hanno più valore nel cyberspazio sono quelli che vi aiutano a trovare dei riferimenti, a orientarvi, quelli che hanno meno valore sono quelli che aumentano la massa senza dare visibilità o trasparenza alle conoscenze disponibili.” Pierre Levy © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Organizzazione cooperativa La Rete come spazio di elaborazione del sapere collettivo: non tanto fornire informazioni, ma strumenti cooperativi di costruzione della conoscenza • Rielabora e seleziona costantemente le risorse culturali • Garantisce la validità e la rilevanza delle informazioni • E’ artefice di nuovi linguaggi e pratiche comunicative • E’ artefice di nuove forme di distribuzione, condivisione e gestione della conoscenza © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Organizzazione cooperativa Azione ristretta: il monitoral-citizen • Superare l'ideale astratto del “cittadino informato”, cioè del cittadino che deve essere informato su tutto per poter partecipare con razionalità alla vita pubblica • Monitoral-citizen: fare scanning sull'ambiente prossimo, in modalità a basso consumo cognitivo, ed essere pronti ad attivarsi solo quando l’intervento individuale sia rilevante [Schudson] © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Organizzare il pensiero in rete • Nessun sistema gerarchico, ma piuttosto compiti, ruoli dinamici con processi da innescare e completare: non promozione dell’azione di massa, ma promozione dell’azione ristretta del singolo. • Poche regole, semplici, che definiscono le modalità e i criteri di creazione dell’opera d’ingegno collettivo. • Criteri etici che definiscono il rapporto tra il singolo e la collettività in rapporto alla creazione dell’opera • Fruizione interattiva e dinamica dell’opera (dalla consultazione ai servizi) • Strumenti di condivisione finalizzati al promuovere aggregazione, partecipazione e cooperazione • Immediatezza della fruizione © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Dal web alla stampa © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo 20Minutes-France • In pochi anni è diventato il freepress più venduto del paese (850.000 copie) • Strategia basata su due punti: dare al lettore quello che ha bisogno di sapere e un regolamento etico dei diritti e dei doveri da parte del giornalista (allegato al contratto) • le news devono essere essenziali, utili, locali, divertenti e comprensibili • la copertura degli argomenti va dal web alla stampa e non l’inverso • 92 giornalisti sulla stampa e 20 sul web • Ascolto dei lettori e degli internauti: non scrivere per proprio piacere, ma per essere letto © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Christian Science Monitor • Viene rovesciato il modello tradizionale: non più una redazione che ruota attorno al modello stampato, ma al modello web (sito, blog, newsletter, twitter per la copertura in diretta) per farne scaturire anche un giornale stampato (mainly web/little print) • una struttura ottimizzata di generazione dell’informazione su web che mischia notizie, aggregazione, conversazione e partecipazione e che esce con delle edizioni cartacee fisse lungo la settimana • Il 95% dei ricavi viene ancora tuttavia dalla carta e solo il 13% dal web, perchè i media tradizionali non sono capaci di reinventare il modello pubblicitario (vedi Google) © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Esempi di opere collettive • Social network • Romanzo online • Citizen Journalism • Wiki Media • Video sharing © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo The London Project © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Dominio Pubblico © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Wikipedia © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano
    • Pensiero collettivo Current_tv © 2008, prof. Ugo Guidolin, Teoria e Tecniche dei Nuovi Media, Milano