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Od s articolo completo e corretto 15  04- 13
 

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C.Cocilovo, saggio Clio92, apr 2013

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    Od s articolo completo e corretto 15  04- 13 Od s articolo completo e corretto 15 04- 13 Document Transcript

    • 1Fra lingua e storiaInsegnare con le fonti d’archiviodi Cristina CocilovoNel cuore della propostaLo scopo dell’articolo è far conoscere un’esperienza di didatticadelle fonti d’archivio, realizzata nel territorio milanese e lombardo,ma che, con gli opportuni adattamenti, può costituire un modello diconfronto con esperienze di altre realtà.In particolare vuole illustrare come sia possibile passare dallinguaggio dei documenti, spesso incomprensibile per i non adepti erisalente a periodi storici anche molto lontani nel tempo, a testisemplificati prodotti dagli utenti, studenti di ogni ordine di scuola:primarie e secondarie di primo e secondo grado.Il senso dell’esperienza, per quanto riguarda l’angolazione da cuilo analizziamo, consiste nel far riappropriare gli studenti del sensodel messaggio, insito nella fonte documentaria, e poi nel farlorielaborare in modo originale, con un linguaggio adeguato allacomunicazione attuale, senza banalizzarlo né impoverirlo.Metteremo a confronto fonti d’archivio e rielaborazioniscolastiche realizzate da ragazzi frequentanti per lo più la scuolasecondaria di primo grado, anche se avrebbe senso sconfinare nei duecicli contigui, nell’ottica della continuità del progetto.L’istituzione soggetto dell’esperienzaLa sua storiaMa diamo prima un’occhiata ai protagonisti di questa offertaformativa.La scuola deve collaborare con altre istituzioni per svilupparecompetenze più ampie di quelle realizzabili con l’uso degli strumentiofferti dall’ambiente scolastico, i quali, se pur ricchi come unabiblioteca, un laboratorio di storia, internet e la LIM (lavagnainterattiva multimediale), fanno vivere solo in modo virtuale
    • 2esperienze significative, come il mestiere dello storico odell’archeologo.L’uscita didattica al museo, in un archivio, o la visita di unquartiere, costituiscono esperienze fondamentali, se ben organizzatee finalizzate, per cogliere il senso dell’operazione storiograficanascosta dietro il manuale scolastico.A Milano una di queste possibilità è offerta da un’istituzione diassistenza, l’Azienda di Servizi alla Persona, Golgi Redaelli, erede diantiche scholae ed enti assistenziali di origine medievale, riunificatiprima dagli interventi riformisti di Maria Teresa d’Austria, poi, nelcorso del 1900, divenuti pubblici ed entrati nell’orbita del Comune diMilano1.Figura 1 – Lo stemma di ASP Golgi Redaelli, Milano, racchiude gli stemmi deicinque enti di carità da cui ha preso origine (Misericordia, Loreto, Quattro Marie,Divinità, Carità)L’archivio dell’ASP Golgi Redaelli raccoglie documenti cherisalgono al XIV secolo, dotazione dei diversi enti che lo hannocostituito, e attestazioni delle numerose donazioni di benefattori.Questo archivio è stato riordinato e messo a disposizione anchedelle scuole, trasformandosi così da deposito conservativo a centro distimolo per la scoperta e la comunicazione di fatti storici riguardanti1Vedi M. Bascapè, P. Galimberti, S. Rebora, Il tesoro dei poveri Silvanaeditoriale, Milano, 2001
    • 3una porzione di territorio italiano, come Milano e parte del suohinterland: offre insomma uno spaccato di storia locale.Rivolgendosi ai più giovani, non solo agli addetti ai lavori,l’archivio si è mosso sulla strada della divulgazione colta e dellaformazione di base, per dare alle nuove generazioni laconsapevolezza del patrimonio culturale e dell’importanza del suoutilizzo.Il progetto che incarna questa operazione ha preso il nome diL’Officina dello storico e un bel sito ne illustra finalità e azioni:http://www.officinadellostorico.itDa un paio d’anni L’Officina ha aperto a Bergamo una secondasede presso la Fondazione MIA - Congregazione della MisericordiaMaggiore, un ente di carità, di diritto privato senza scopo di lucro,sorto nel 1265, che ugualmente ha messo a disposizione il suoarchivio alle scuole del territorio di Bergamo e provincia, con lestesse finalità di ASP Golgi Redaelli; a queste attività collaboraanche l’Archivio Bergamasco Centro studi e ricerche.I due progetti di L’Officina dello storico, sulla base di unprotocollo di intenti, si avvalgono del sussidio didatticodell’associazione IRIS (Insegnamento e ricerca interdisciplinare distoria) e sono riconosciuti da Ufficio Scolastico Regionale perLombardia per la formazione nelle scuole.La didattica delle fonti d’archivio e le sue finalitàL’Officina dello storico organizza laboratori didattici da sei anni,avvalendosi della collaborazione di un’equipe di archivisti, storici,storici dell’arte e formatori esperti di didattica della storia. Ogni annonelle due sedi riesce ad organizzare oltre 60 laboratori, per una mediadi 1200 alunni. Le scuole usufruiscono gratuitamente del servizio,tutto a carico degli enti promotori.L’offerta consiste nella visita guidata all’archivio, alla scoperta dicartelle, camicie, fondi, delle modalità di conservazione di codiciminiati, pergamene e documenti cartacei. Gli studenti si accorgonodell’esistenza di altre fonti come oggetti, fotografie depoca, antichicabrei, cartografie e rilievi tecnici, beni artistici e architettonici, librie giornali, testimonianze orali. La visita alla quadreria dell’ASP, che
    • 4raccoglie significativi ritratti di benefattori dell’ente, completa laserie di fonti da consultare e analizzare. Il tutto, dando la possibilitàagli studenti di fotografare, odorare, spesso toccare e manipolare.Figura 2 – Studenti nell’archivio dei Luoghi pii elemosinieri (ASP Golgi Redaelli)durante la attività laboratoriale de L’Officina dello storicoL’operazione successiva consiste nell’osservazione e nell’analisidi documenti relativi a un percorso scelto fra quelli offerti2dall’archivio, che spaziano da storia per biografie a memorie diterritori trasformatisi nel tempo, a vicende locali che si intreccianocon la storia nazionale. Apposite schede guidano il lavoro, svolto ingruppo dagli studenti con l’assistenza degli archivisti e dei formatori.La finalità fondamentale di L’Officina riguarda l’educazione alpatrimonio e alla cittadinanza attiva3: gli studenti analizzano fonti2I percorsi tematici sono consultabili ai due indirizzi:http://www.officinadellostorico.it/pagina/i-percorsi-tematici-della-sede-di-milano ehttp://www.officinadellostorico.it/pagina/i-percorsi-tematici-della-sede-di-bergamo.3Per un confronto, vedi Le Nuove indicazioni per il curricolo della scuola del primo ciclo diistruzione, dove nell’area disciplinare di Storia si dice: «Linsegnamento e lapprendimentodella storia contribuiscono alleducazione al patrimonio culturale e alla cittadinanza attiva. Idocenti si impegnano a far scoprire agli alunni il nesso tra le tracce e le conoscenze delpassato, a far usare con metodo le fonti archeologiche, museali, iconiche, archivistiche, a farapprezzare il loro valore di beni culturali. In tal modo leducazione al patrimonio culturalefornisce un contributo fondamentale alla cittadinanza attiva».
    • 5originali (scritte, orali, iconografiche…) per trarre informazioni einferenze, per formulare ipotesi e problematizzare, ma anche perapprendere nuove parole e concetti corrispondenti ad operazioni perloro ignote. Acquisiscono consapevolezza del valore dei beniculturali, e dell’importanza della loro conservazione per la memoriacollettiva.L’esperienza, che in archivio è concentrata in 2-3 ore, continua inclasse, proseguendo con attività di gruppo collaborativo percompletare l’analisi dei documenti; gli insegnanti sollecitanol’osservazione e le domande da porre ai documenti per farli parlare enon lasciarli inerti, abbandonano il ruolo di docente in cattedra eassumono quello di tutor e coach del gruppo.Non solo: attraverso il laboratorio gli alunni in prima personasperimentano «un metodo esplorativo sul passato4», poiché siavvicinano alle procedure di lavoro dello storico e si cimentano nelsimularle, comprendono come nasce e si articola la ricercastoriografica e quindi la Storia come disciplina. Nella ricostruzionedi fatti storici, non dipendono dal manuale, ma ricercano icollegamenti fra la Storia Generale e la microstoria indagata suidocumenti, nobilitandole a vicenda.Figura 3 – Leggere e trasporre antichi documenti è impegnativo!4Vedi Le Nuove indicazioni per il curricolo della scuola del primo ciclo di istruzione,all’area disciplinare di Storia
    • 6Per completare: un prodotto originaleIl progetto L’Officina dello storico richiede ancora più efficaciarispetto alle sue finalità, in quanto chiede alle classi partecipanti dinon fermarsi all’indagine archivistica, se pur ricca di scoperte, ma diaffrontare l’elaborazione di un prodotto da rendere pubblico, perillustrare quanto hanno appreso.Il prodotto, e qui sta l’originalità, deve prendere spunto daidocumenti e dal loro messaggio implicito ed esplicito, ma poi essererealizzato secondo la creatività e il gusto delle classi.Di solito il progetto si realizza in gruppi cooperativi, con ladistribuzione dei compiti e dei ruoli, poiché ogni alunno contribuiscein base alle proprie capacità specifiche, prendendo consapevolezzache nella fase di produzione le conoscenze non restano sterili, mainevitabilmente si riversano nelle competenze sia propriamentestoriche che linguistico-comunicative.Si tratta di un lavoro entusiasmante e insieme faticoso, poiché igruppi debbono sapersi organizzare nel ricostruire e tematizzare ilpercorso e nell’utilizzare conoscenze acquisite anche in altri ambitidisciplinari. Debbono poi assumersi le necessarie responsabilità digestione e saper controllare i tempi.I prodotti delle classi vengono presentati nella giornata direstituzione al pubblico, costituito dai collaboratori dell’archivio, masoprattutto dagli studenti e insegnanti che hanno partecipato allasperimentazione. L’evento costituisce un confronto reciproco fraclassi e quindi diventa una specie di festa in cui si impara, perché siscopre “come hanno fatto gli altri”5.Lingua e Storia“Il sogno del mercante”Vediamo alcune realizzazioni relative a un percorso moltorichiesto dalle classi: “Il sogno del mercante”, storia di Donato5Vedi anche Maurizio Gusso, Uscite didattiche e formazione storica. Esperienze IRIS diapproccio storico-interdisciplinare all’educazione al patrimonio in "L’uscita didatticacome educazione alla geografia, alla storia e al turismo. Spunti di riflessione teoricie pratici.", a c. di Thomas Gilardi e Paolo Molinari, Educatt, Milano, 2012
    • 7Ferrario, spregiudicato mercante del periodo visconteo, che, dopoalterne vicende, diviene ricchissimo prestatore di danaro al ducastesso, sostenitore della Veneranda Fabbrica del Duomo ed infinefondatore di un ente di assistenza, la Divinità, un Luogo pio per iderelitti della città di Milano. Lo si potrebbe considerare un BillGates ante litteram.Fig. 4 – Il frontespizio dello Statuto della Divinità conservato nell’Archivio di ASPGolgi Redaelli, Milano, osservato dagli studenti durante la visita laboratorialeLe fonti messe a disposizione dall’archivio sono i Libri dei conti,stesi in prima persona dal mercante con pignola precisione secondo ilsistema della partita doppia (Dare et Habere); il codice miniato conlo statuto del suo ente di beneficenza; numerose pergamene diconcessioni (per lo più fiscali) viscontee e sforzesche; il suotestamento; gettoni per i poveri, che funzionavano come buoni perricevere abiti e altri generi di conforto; un ritratto, sebbene postumo;carte di amministrazione dell’ente. Oltre a queste fonti originali,l’archivio mette a disposizione riproduzioni di antiche cartetopografiche di Milano, in cui sono riconoscibili l’abitazione diDonato, la sede della Divinità ed anche il carcere in cui era statorinchiuso per evasione fiscale (conservate presso l’Istituto Bertarellidi Milano). Nella biblioteca dell’Archivio sono consultabilinumerose pubblicazioni storiografiche sulla mercatura a Milano nel
    • 8basso Medio Evo, alcune anche on line 6. Gli archivisti infine hannoapprontato le traduzioni dei documenti in latino (statuto, testamento,diplomi ducali) e versioni semplificate dei libri dei conti, scritti involgare, ma leggibili in originale solo con competenze di paleografiae diplomatica.Il fascino che esercita il personaggio deriva dalla sua attualità:consente infatti di mettere a confronto il passato con il presente e fascoprire come i comportamenti dei precoci capitalisti del Medio Evoitaliano somiglino terribilmente a quelli di oggi.I documenti a confronto con le produzioni delle classiGli studenti hanno realizzato le produzioni più varie, ricorrendo aigeneri letterari che risultavano loro più congeniali, cercando diutilizzare il registro adeguato e un lessico in cui le parole chiavefossero contestualizzate in modo corretto ed efficace.Riportiamo in seguito alcuni stralci di testi su Donato Ferrario,prodotti da ragazzi di scuola media. Gli studenti delle superiorihanno privilegiato produzioni complesse: veri e propri testi aintreccio enciclopedico sulla Milano del 1400 o addirittura unmusical, molto apprezzato dal pubblico di giovani. Per la primaria,merita attenzione una classe che ha costruito un grande giocodell’oca, quasi un quadro di civiltà sul periodo visconteo.Gli studenti della media si sono sbizzarriti fra intervisteimpossibili, drammatizzazioni teatrali, novelle, filastrocche, giochi dicarte e persino un profilo su Facebook.Perché il confronto sia efficace, riportiamo prima qualchebrano dei documenti originali.6GAZZINI MARINA, “Dare et habere”. Il mondo di un mercante milanese del Quattrocento,Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Milano, Milano 1997, orariedito in EAD, Carità e governo delle povertà, secoli XII-XV, Milano 2002, reperibilecome ebook anche su Reti medievali: http://www.rm.unina.it/e-book/titoli/gazzini.htm
    • 9Dalla traduzione dello STATUTO DELLA SCUOLA DELLADIVINITÀ E DI TUTTI I SANTI7: “ […] Nell’anno a partire dalla Suanascita 1429, indizione ottava, nel giorno di martedì del 1° del mese di novembre.[….] Lo spettabile e generoso signore dominus Donato dei Ferrari da Pantigliate,nato dal defunto dominus Antonio, cittadino di Milano di Porta Nuova, nellaparrocchia di San Damiano in Carrubiolo, nella notte della festività di Tutti i Santi,correndo l’anno 1425, in sogno si trovò ammesso alla presenza della maestà divinadel Dio padre. E dopo essersi inginocchiato, la Divinità lo esortò e gli comandò dierigere nella città di Milano una schola o consorzio intitolato alla Divinità,dotandola, mediante la donazione dei suoi beni in modo sufficiente da convertirliin cibo ed elemosina per i poveri, in lode alla maestà divina […]”Dalla traduzione del TESTAMENTO8: “In nome di Dio. Anno dallaSua nascita 1441, indizione quinta, lunedì 13 novembre.Poiché la vita e la morte sono nelle mani di Dio Onnipotente ed è meglio viverecon il timore della morte piuttosto che, con la speranza di vivere, giungere a morteimprovvisa, io, in nome di Dio, dominus Donato Ferrario da Pantigliate, figlio delfu Antonio, della città di Milano di porta Romana, nella parrocchia di SantoStefano in Brolo dentro [le mura], scolaro e fondatore della Scuola della Divinità diMilano, sano di mente e di buona e salda ragione, se pure di salute alquantomalferma, [… ] ho ordinato, disposto e fatto in modo che fosse redatto l’istrumentodel testamento […]”.Ecco come gli alunni si sono sbizzarriti nel “rappresentare” lastoria di Donato inserendola nel contesto storico generale, maanche nell’attualità.7Incipit dello Statuto della Schola della Divinità e di Tutti i Santi, Archivio dei Luoghi piielemosinieri, Statuti, 4 (traduzione a cura di Mira Montanari).8Protocollo del Testamento di Donato Ferrario, Statuto della Schola della Divinità e di Tuttii Santi, Archivio dei Luoghi pii elemosinieri, Statuti, 4 (traduzione a cura di MiraMontanari).
    • 10Fig. 5 - Rielaborazioni della figura del mercante a partire dal suo ritratto (alcentro) di anonimo bergamasco, sec XVII, Quadreria ASP Golgi Redaelli,Milano, olio su tela cm 200 x 102,5Da un’intervista impossibile9: “- Salute a te, Donato Ferrario, ciracconti qualcosa della tua vita, della tua famiglia e del tuo luogo d’origine?- Salute a voi cari ragazzi! Dunque io sono nato a Pantigliate, un piccolopaesino a Est di Milano, di cui è originaria la mia famiglia. L’anno preciso non melo ricordo e figuriamoci il giorno! Ma era nel 1370 circa. Devo dire che la miafamiglia non era né povera né ricca: erano tutti mercanti, di certo non popolani.Crescendo imparai anch’io questo mestiere e incominciai ad avere frutti dai mieisforzi. Pensare che una volta finii pure in prigione per non aver pagato le tasse sulcommercio del sale [ …] ma per fortuna il mio impegno non andò in fumo, perchélasciai tutto alla schola della Divinità [ ...] Quando morii fui sepolto nella chiesa diS. Maria della Scala. Fu un peccato quando demolirono quell’edificio, ma almenocostruirono al suo posto il Teatro della Scala, famoso in tutto il mondo […]- Quali vantaggi hai tratto della fondazione dellIstituto della Divinità?- Subito dopo aver fondato la schola, notai che le persone mi rispettavano nonper le mie ricchezze, ma per ciò che avevo fatto per loro. Allora compresi che ungrande sogno si era avverato e ottenni finalmente la fama che avevo sempredesiderato. Infatti le persone non mi chiamavano più Dominus Donato Ferrario, maspesso aggiungevano appellativi molto nobili e significativi come VIR NOBILIS oaddirittura GENEROSUS VIR DOMINUS”.Ora una novella in stile trecentesco dal titolo10“Donato Ferrario,un mercante preoccupato”:“Era adunque in Milano una coppia di mercanti che appartenevano alla famigliadei Ferrario. Vivevano molto bene insieme, ma desideravano un figlio. Ogni nottepregavano Dio perché potessero concepirlo.Col passare degli anni si erano ormai rassegnati all’idea di rimanere da soliquando nacque un bambino. Lodarono Dio e, per ricordare che era un dono delsignore, lo chiamarono Donato [... ]Il nostro mercante, in virtù dei suoi meriti, aveva ricevuto dal Duca di Milanouna patente con l’esenzione dai dazi sul trasporto del sale; però, per avidità, quel dìaveva ecceduto nel carico e per questo fu arrestato […] Durante la prigionia,nella notte di tutti i santi Donato ebbe un sogno: gli apparve il Padre Eterno che loinvitò a fondare un luogo pio per i poveri, per purificarsi dei suoi peccati […] Alrisveglio, Donato non riusciva a pensare che al sogno, alla visione di Dio chesrotolava una pergamena accompagnato dai suoi discepoli [.…].Prese così la decisione di fondare un luogo per i poveri che, in ricordo del sogno,chiamò ‘Consorzio Della Divinità Di Tutti I Santi’ […] I poveri ricevevano ungettone con il quale potevano avere in cambio del cibo[…].9S.S.1° gr. “Via Maffucci Pavoni” Milano, Classe 2E, a. s. 2008-09 (prof.ssa Cocilovo)10S.S.1° gr. “Via Maffucci-Pavoni” Milano, Classe 1D, a. s. 2007-08 (prof.ssa Biagiola)
    • 11Si liberò così dal tormento del sogno e anche dalla paura delle fiammedell’inferno… e così pensò di avere aperto le porte verso il purgatorio e magarianche quelle per il paradiso!”Invece una filastrocca ci propone11:“C’era una volta un ricco mercanteche vestiva in modo elegante.Era nei gusti raffinatoe indossava abiti di broccato;aveva i baffi, era cristianodall’aspetto pareva sia giovane che anziano;aveva un sorriso ordinarioe si chiamava Donato Ferrario.Una notte aveva sognatole regole che Dio gli aveva dettato,forse sarebbe andato all’Infernoe sicuramente per l’eterno,se non avesse costruito un luogo pioper essere salvato proprio da Dio.[...]”C’è stato chi ha imbastito una sceneggiatura teatrale12:“SCENA SECONDA: IL PRESTITO FORZATO - Personaggi: Duca FilippoMaria Visconti, Referendario del duca, Cristoforo Grillino, Donato Ferrario.Duca - Mio referendario, a causa delle troppe guerre non ho più liquidi. Hobisogno di un prestito. Avevo pensato a Donato Ferrario.Referendario - Ottima scelta! È un ricco mercante ed ha molto contante. E… senon vuole?Duca Filippo Maria Visconti- Lo forzeremo.Referendario - Lo chiamo.Duca - Donato, ho bisogno di 125 lire imperiali, so che le hai.Donato - È una grossa somma, ma ve la darò al più presto.Duca - Vi restituirò il denaro nel mese di febbraio dell’anno delSignore 1426”.C’è chi ha immaginato un profilo Facebook13di Donato, con nonpoche difficoltà pratiche nel passaggio passato-presente: Facebooknon accetta una data di nascita del 1370, che una persona parli ilvolgare, che non abbia studiato nelle attuali facoltà universitarie.Facebook richiede informazioni che non possono esistere neidocumenti originali perché all’epoca sconosciute, come film, musica,spettacoli, libri letti. Allora si sono trovate soluzioni originali, comecliccare “Mi piace” su Chanson de Roland.11S.S.1°gr. “Via Maffucci-Pavoni” Milano, Classe 1A, a. s. 2007-08 (prof.ssa Ricchiuti)12S.S.1°gr. “Via Maffucci-Pavoni” Milano, Classe 2D, a. s. 2011-12 (prof.ssa Delle Chiaie)13S.S.1°gr. “Ottolini” Rescaldina, Milano classe 3A, a. s. 2011-12 (prof.ssa Tizzoni)
    • 12Alcune conclusioni interessanti sono state che Facebook puòessere paragonato ad un archivio, perché conserva dati, documenti,messaggi in formato digitale sia veri che falsi, ma, a differenza di unvero archivio, appartiene a tutti gli iscritti e non a un’istituzione ingrado di organizzare i documenti.Fig. 6 - Donato Ferrario su FacebookNon mancano anche produzioni ludiche: una ruota della fortunaoppure un gioco di carte con il Memory14, tanti modi per divertirsifacendo storia.Nel gioco a squadre del Memory bisogna abbinare la carta/ testoche descrive una parola chiave del percorso con una carta/ letteracapoverso miniata che riporta la stessa parola.Per esempio, alla lettera H di Habere (vedi immagine 6),corrisponde il testo: “HABERE - Donato registrava sul " libro dei conti" leentrate e le uscite. Con il latino habere, avere, ricevere, Donato indicava i soldiche doveva far avere ai suoi creditori e quindi le sue uscite. Egli elencava su due14S.S.1°gr. “Via Maffucci Pavoni”, Milano, Classe 1E, a. s. 2010-11 (prof.ssa Cocilovo)visibile all’indirizzo http://www.officinadellostorico.it/palestra/memory-del-mercante
    • 13colonne, secondo il metodo fiorentino, il dare (quanto gli dovevano i suoi creditori,quindi le entrate) e l’avere (Dare et Habere)”; alla lettera B di Benefattore(vedi immagine 6), corrisponde il testo: ”BENEFATTORE - È noto cheDonato fosse un grande mercante, ma anche un Benefattore tant’è che fondò laSchola della Divinità, cui lasciò la maggior parte dei suoi beni per aiutare gliindigenti (poveri), restituendo, attraverso la carità, quanto guadagnato con ilcommercio”.Fig.7 – Lettere capoverso derivate da antiche miniature, riutilizzate per le carte delMemoryAlcune riflessioniRitornando al tema dell’articolo sul rapporto fra Lingua e Storia,credo di aver riportato esempi significativi di come un linguaggiocomplesso e per addetti al lavoro, come quello delle fonti storiche, seben veicolato, possa fornire materiale di indagine e di riflessioneanche per alunni molto giovani.Sul piano linguistico, negli esempi riportati, si può notare come ilprocesso di mediazione nella comprensione dei documenti e diorganizzazione delle informazioni, implicite ed esplicite, abbia fattorealizzare testi, nei quali il linguaggio ingenuo, a volte colloquiale edalla sintassi semplice, è riuscito a contestualizzare il lessicospecifico.
    • 14A volte sembra che non si sia rispettato il registro linguisticocolto, come nel caso di Facebook o dell’intervista impossibile,perché i ragazzi volevano sottolineare la differenza dicomunicazione di oggi (diretta e a volte semplificata come unoslang) rispetto al documento ufficiale del passato; anche nellatrasposizione teatrale, gli opportuni inserimenti colti, come “mese difebbraio dell’anno del Signore 1426”, contribuiscono a dare unaveste “ufficiale”. La recitazione pubblica dei ragazzi, seri ecompresi, ha poi fatto il resto.Nelle altre produzioni questo sfalsamento di registro non si èverificato, perché i ragazzi hanno assunto quello adeguato al genereletterario scelto: dallo stile narrativo della novella a quello giocosodella filastrocca, fino a quello informativo “freddo” del Memory(l’aspetto ludico consisteva nel gioco da fare a lavoro ultimato).In ogni caso hanno dimostrato di essersi saldamente impadronitidei concetti chiave tratti dal percorso sperimentato, a seguito di unostudio realizzato con metodo nell’analisi dei testi, e di saperpadroneggiare con notevole elasticità le capacità richieste per esporrein forma scritta.Non ultimo, va sottolineato come qualsiasi trasposizione scrittadelle fonti sia stata riequilibrata da altre modalità comunicative: leimmagini, internet, la recitazione, l’operazione ludica o anche lasemplice ricerca di caratteri di scrittura adeguati al testo da renderpubblico.Significa che i nostri studenti non si accontentano della solascrittura e vivono in un’epoca in cui la comunicazione èinevitabilmente multimediale.